I ragazzi e le ragazze del Pesenti di Cascina incontrano le Istituzioni locali
Nella bella sala della biblioteca comunale intitolata a Peppino Impastato, giovedì 7 marzo 2013 la Fondazione ed i ragazzi e le ragazze dell'Istituto Pesenti sono ospiti dell'Amministrazione comunale di Cascina. Seri ma ben determinati hanno convinto una piccola presenza di genitori ad essere presente insieme con un giornalista del Tirreno e la troupe di TeleGranducato per tutta la durata dell'incontro.
Ci accolgono gli assessori al Welfare e alle Politiche giovanili, Fernando Mellea, e all'Istruzione, Silvia Innocenti.
Anche a Cascina abbiamo esordito ricordando l'incendio della Città della Scienza a Napoli, a voler sottolineare quanto la criminalità organizzata operi contro i cittadini e i giovani, quanto i suoi interessi di dominio e controllo del territorio siano preminenti rispetto all'interesse generale e ai beni di tutti.
Abbiamo richiamato brevemente le esperienze delle scuole dove si sono tenuti già i secondi incontri, a tenere vivo e forte un legame fra tutti i giovani che partecipano al progetto I Giovani Sentinelle della legalità sia sul piano dei contenuti, per mettere in rilievo i temi che si ripetono e le buone pratiche che si diffondono – come abbiamo ripetuto in questi giorni a proposito dell'acqua e delle cannelle nelle scuole - sia sul piano culturale e politico per sottolineare ancora una volta come non siano convincenti e plausibili ricette frettolose: riduzione dei parlamentari e abolizione delle province. In gioco è la nostra democrazia che ha bisogno di un numero congruo di parlamentari rappresentativi di tutti gli orientamenti, e il numero dei nostri parlamentari è nella media europea, e ha bisogno di livelli intermedi di governo, anche nelle altre democrazie europee vi sono gli ambiti provinciali. Togliere risorse ai Comuni e cancellare le Province significa il non ascolto dei bisogni territoriali. Cambieranno le località ma staremo ad attendere sempre gli ordini da Roma, da Varese o se preferite da Genova! Il Popolo Sovrano ringrazia! La Fondazione continuerà, nonostante i tagli, a formare cittadini protagonisti in grado di elaborare decisioni comuni e condivisi, dove le decisioni è compito di tanti e non della singola persona!
Il punto riguarda, semmai, i privilegi, i costi fuori dalle regole e le malversazioni, sono questi gli elementi su cui intervenire con celerità e in modo netto, anche per recuperare risorse. Invece assistiamo a stucchevoli petizioni di principio che hanno come effetto quello di bloccare le attività degli enti locali, quelli più vicini ai cittadini, di proseguire in questa lenta agonia che insieme al dissanguamento delle casse pubbliche ha come effetto quello della democrazia e della libertà.
Dopo essere stati silenziosi, tocca a Francesco della prima C esporre il progetto su cui hanno lavorato in questi mesi. La classe ha deciso di dare seguito al lavoro dei propri compagni e compagne che hanno partecipato lo scorso anno: il gioco d'azzardo . E, per meglio illustrare la propria proposta, hanno preparato una serie di slide per esporre le loro idee. In particolare si sono interessati del nesso fra gioco d'azzardo e ragazzi, quanto sia rischiosa la presenza di sale e l'accesso al gioco via internet per ragazzi e ragazze. Con molta pazienza e acume hanno rilevato nei loro comuni di origine dove sono ubicate tutte le sale e i punti dove giocare e li hanno riportati su una mappa, una vera e propria “carta del pericolo” perché su di essa sono rilevate le vicinanze di molte sale alle scuole. Hanno richiamato il decreto Balduzzi, che da limitativo nell'ubicazione delle sale nelle vicinanze delle scuole si è via via trasformato in molto tollerante, a significare quanta forza abbiano le pressioni delle lobby a favore del gioco d'azzardo ed esegue la volontà delle persone oneste. Hanno posto il tema della pubblicità televisiva e in rete. Ma un primo passo in avanti lo fanno lanciando un appello a compagni e compagne della propria e delle altre scuole delle province che partecipano al progetto: ampliare la mappa del rischio gioco e avviare una campagna di sensibilizzazione ad evitare sale, esercizi commerciali e luoghi dove si gioca d'azzardo. È un segnale molto interessante questo dei giovani del Pesenti perché, oltre ad esprimere l'attenzione al problema per il loro coetanei, indica un costume morale da acquisire, una gerarchia di valori da difendere e consolidare in cui non vi è posto per l'azzardo. Un primo passo sarà quello di inserire la mappa del rischio nel sito del progetto.
Silvia Innocenti e Fernando Melela hanno voluto sottolineare e apprezzare la sollecitazione che viene da questi giovani, manifestando la disponibilità di tutta l’Amministrazione a interloquire con continuità con loro, a ricercare proposte comuni.
Per l'Arci, nostro partner, è intervenuto Gaetano da sempre attento alla questione del gioco e animatore di iniziative di contrasto alla diffusione di slot machine nei circoli dell'associazione. Nell'apprezzare il lavoro di studenti e studentesse ha voluto sollecitarli ad un lavoro sul piano linguistico: quello di evitare la parola gioco nel caso dell'azzardo. Dobbiamo salvare il gioco, di bambini, giovani e adulti, perché l'aspetto ludico è importante nella vita di ciascuno, e dobbiamo cestinare l'azzardo, in modo da separare sul piano simbolico il bene dal male.
Di queste interessanti suggestioni riparleremo nell'ultimo incontro del prossimo 14 maggio, quando saranno presenti anche gli studenti e le studentesse di Volterra e quando interverranno pure l'assessore provinciale all'Istruzione, Miriam Celoni, ieri a casa con la febbre.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
Via Baldasseroni, 25 - 50136 Firenze
Tel. e fax 055 2478574 cell. 333 4875190
tutor@giovanisentinelledellalegalita.org
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sabato 9 marzo 2013
I ragazzi e le ragazze del Pesenti di Cascina incontrano le Istituzioni locali
I ragazzi e le ragazze del Pesenti di Cascina incontrano le Istituzioni locali
Nella bella sala della biblioteca comunale intitolata a Peppino Impastato, giovedì 7 marzo 2013 la Fondazione ed i ragazzi e le ragazze dell'Istituto Pesenti sono ospiti dell'Amministrazione comunale di Cascina. Seri ma ben determinati hanno convinto una piccola presenza di genitori ad essere presente insieme con un giornalista del Tirreno e la troupe di TeleGranducato per tutta la durata dell'incontro.
Ci accolgono gli assessori al Welfare e alle Politiche giovanili, Fernando Mellea, e all'Istruzione, Silvia Innocenti.
Anche a Cascina abbiamo esordito ricordando l'incendio della Città della Scienza a Napoli, a voler sottolineare quanto la criminalità organizzata operi contro i cittadini e i giovani, quanto i suoi interessi di dominio e controllo del territorio siano preminenti rispetto all'interesse generale e ai beni di tutti.
Abbiamo richiamato brevemente le esperienze delle scuole dove si sono tenuti già i secondi incontri, a tenere vivo e forte un legame fra tutti i giovani che partecipano al progetto I Giovani Sentinelle della legalità sia sul piano dei contenuti, per mettere in rilievo i temi che si ripetono e le buone pratiche che si diffondono – come abbiamo ripetuto in questi giorni a proposito dell'acqua e delle cannelle nelle scuole - sia sul piano culturale e politico per sottolineare ancora una volta come non siano convincenti e plausibili ricette frettolose: riduzione dei parlamentari e abolizione delle province. In gioco è la nostra democrazia che ha bisogno di un numero congruo di parlamentari rappresentativi di tutti gli orientamenti, e il numero dei nostri parlamentari è nella media europea, e ha bisogno di livelli intermedi di governo, anche nelle altre democrazie europee vi sono gli ambiti provinciali. Togliere risorse ai Comuni e cancellare le Province significa il non ascolto dei bisogni territoriali. Cambieranno le località ma staremo ad attendere sempre gli ordini da Roma, da Varese o se preferite da Genova! Il Popolo Sovrano ringrazia! La Fondazione continuerà, nonostante i tagli, a formare cittadini protagonisti in grado di elaborare decisioni comuni e condivisi, dove le decisioni è compito di tanti e non della singola persona!
Il punto riguarda, semmai, i privilegi, i costi fuori dalle regole e le malversazioni, sono questi gli elementi su cui intervenire con celerità e in modo netto, anche per recuperare risorse. Invece assistiamo a stucchevoli petizioni di principio che hanno come effetto quello di bloccare le attività degli enti locali, quelli più vicini ai cittadini, di proseguire in questa lenta agonia che insieme al dissanguamento delle casse pubbliche ha come effetto quello della democrazia e della libertà.
Dopo essere stati silenziosi, tocca a Francesco della prima C esporre il progetto su cui hanno lavorato in questi mesi. La classe ha deciso di dare seguito al lavoro dei propri compagni e compagne che hanno partecipato lo scorso anno: il gioco d'azzardo . E, per meglio illustrare la propria proposta, hanno preparato una serie di slide per esporre le loro idee. In particolare si sono interessati del nesso fra gioco d'azzardo e ragazzi, quanto sia rischiosa la presenza di sale e l'accesso al gioco via internet per ragazzi e ragazze. Con molta pazienza e acume hanno rilevato nei loro comuni di origine dove sono ubicate tutte le sale e i punti dove giocare e li hanno riportati su una mappa, una vera e propria “carta del pericolo” perché su di essa sono rilevate le vicinanze di molte sale alle scuole. Hanno richiamato il decreto Balduzzi, che da limitativo nell'ubicazione delle sale nelle vicinanze delle scuole si è via via trasformato in molto tollerante, a significare quanta forza abbiano le pressioni delle lobby a favore del gioco d'azzardo ed esegue la volontà delle persone oneste. Hanno posto il tema della pubblicità televisiva e in rete. Ma un primo passo in avanti lo fanno lanciando un appello a compagni e compagne della propria e delle altre scuole delle province che partecipano al progetto: ampliare la mappa del rischio gioco e avviare una campagna di sensibilizzazione ad evitare sale, esercizi commerciali e luoghi dove si gioca d'azzardo. È un segnale molto interessante questo dei giovani del Pesenti perché, oltre ad esprimere l'attenzione al problema per il loro coetanei, indica un costume morale da acquisire, una gerarchia di valori da difendere e consolidare in cui non vi è posto per l'azzardo. Un primo passo sarà quello di inserire la mappa del rischio nel sito del progetto.
Silvia Innocenti e Fernando Melela hanno voluto sottolineare e apprezzare la sollecitazione che viene da questi giovani, manifestando la disponibilità di tutta l’Amministrazione a interloquire con continuità con loro, a ricercare proposte comuni.
Per l'Arci, nostro partner, è intervenuto Gaetano da sempre attento alla questione del gioco e animatore di iniziative di contrasto alla diffusione di slot machine nei circoli dell'associazione. Nell'apprezzare il lavoro di studenti e studentesse ha voluto sollecitarli ad un lavoro sul piano linguistico: quello di evitare la parola gioco nel caso dell'azzardo. Dobbiamo salvare il gioco, di bambini, giovani e adulti, perché l'aspetto ludico è importante nella vita di ciascuno, e dobbiamo cestinare l'azzardo, in modo da separare sul piano simbolico il bene dal male.
Di queste interessanti suggestioni riparleremo nell'ultimo incontro del prossimo 14 maggio, quando saranno presenti anche gli studenti e le studentesse di Volterra e quando interverranno pure l'assessore provinciale all'Istruzione, Miriam Celoni, ieri a casa con la febbre.
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tutor@giovanisentinelledellalegalita.org
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giovedì 7 marzo 2013
Open Day della legalità Siena
Open Day della legalità Siena
I ragazzi e le ragazze della scuola media Leonardo da Vinci di Poggibonsi incontrano le Istituzioni locali
Poggibonsi, martedì 5 marzo, nell'Aula consiliare del Palazzo comunale ad accogliere ragazze e ragazzi della scuola media Leonardo da Vinci e la Fondazione Caponnetto, il sindaco, Lucia Cocchieri, che ha dovuto subito lasciare l'aula per un impegno improvviso, a fare gli onori di casa, le assessore all'Istruzione, Serena Cortecci, e alle Politiche sociali, Filomena Convertito. I banchi del Consiglio tutti occupati da ragazzi e ragazze delle due classi, mentre i posti riservati al pubblico dai genitori. Una bella sorpresa questa presenza e del giornalista della Nazione invitato per l’occasione. Anche qui i ragazzi hanno realizzato come per magia una partecipazione ampia e interessata, segno che questi giovani sono stati convincenti con tutti. A fotografare l'incontro Marika.
In apertura abbiamo ricordato a tutti lo sconvolgente affronto alla città di Napoli della notte scorsa: l'incendio alla Città della scienza, volendo sottolineare l'attualità e la necessità dell'ammonimento di Antonino Caponnetto di prendersi cura dei beni che appartengono a tutti noi e di quanto sia importante l'impegno di ciascuno per proteggerli.
E nel suo saluto, Serena Cortecci ha ricordato l'impegno dell'amministrazione di intitolare nel prossimo maggio uno spazio verde a Falcone e Borsellino raccogliendo l'indicazione dei ragazzi e delle ragazze che hanno partecipato al progetto lo scorso anno, proprio a tenere vivo il filo della memoria e i loro tanti insegnamenti.
A genitori e cittadini abbiamo illustrato il progetto in tutti i suoi aspetti e abbiamo ricordato quanto il tema della criminalità organizzata tocchi da vicino ciascuno di noi e, di conseguenza, quanto sia importante essere vigili e non voltarsi dall'altra parte, nel custodire i beni di tutti.
Il lavoro delle due classi è stato particolarmente meritorio perché hanno collaborato strettamente, pur frequentando plessi diversi, e non si sono limitate a richiedere degli spazi per giocare, ma si sono poste anche il problema di come tutelarlo da danni e atti vandalici, di come accedere alle strutture sportive e fruirne. Che siano attenti e consapevoli, questi giovani, lo testimonia pure il lavoro di ripulitura dei muri a scuola di cui sono stati artefici.
Daniela e Noemi hanno introdotto il loro progetto ringraziando il Comune di aver attrezzato giardini e luoghi all'aperto, ma hanno subito voluto parlare di uno spazio per loro, intendendo con ciò uno spazio per la loro età, senza invadere quelli riservati per bambini e bambine più piccoli o anziani, attrezzato per lo sport in modo da non essere “costrette” a passare molte ore davanti al computer chiuse nella propria cameretta. E per meglio far intendere il loro punto di vista hanno scritto, diretto e interpretato un video che esprime questo loro disagio.
Gaia e i propri compagni di classe hanno invece realizzato un plastico con materiale totalmente riciclato, per il quale hanno ringraziato le insegnanti che hanno guidato il loro lavoro, che riproduce il progetto di questi impianti sportivi.
Serena Cortecci intervenendo nuovamente ha ricordato il progetto della città di tutti, promosso dall'amministrazione. Una città che accolga tutti e tutte, da questo punto di vista si augura che questo progetto sia anche stato sollecitato da questa loro scelta. Ha ripetuto l'impegno dell'amministrazione in tema di legalità con l'intitolazione di un altro giardino pubblico a Marcello Torre, avvocato ucciso dalla camorra di Raffaele Cutolo nel 1980, coniugando così ambiente e legalità.
Filomena Convertito ha introdotto il tema della responsabilità sociale nei confronti di questi beni, riprendendo le sollecitazioni di ragazzi e ragazze, e condivide la convinzione di un più ampio coinvolgimento nel custodire lo spazio per i ragazzi. Nel sottolineare il valore del progetto ha voluto ribadire l'importanza di programmare nel tempo tutti gli interventi con le risorse pubbliche.
La Fondazione è ben consapevole del grave momento che vive il nostro Paese e ha criticato, e continua a farlo, tutte le politiche di tagli indiscriminati che mettono in grave difficoltà, ma ha voluto rilanciare la proposta di un pieno coinvolgimento delle amministrazioni locali nel costituire, con accordi e collaborazioni, strumenti per il contrasto alla criminalità organizzata e all'evasione fiscale, da cui si ricaverebbero risorse importanti. Per quanto riguarda la proposta dei ragazzi e delle ragazze del Leonardo da Vinci, propone di ricercare congiuntamente ad altri enti locali, Provincia e Regione, e soggetti privati, banche e fondazioni bancarie, le risorse necessarie per avviare la realizzazione del progetto. Occorre uno scatto di immaginazione per intervenire in questa situazione di crisi, ma anche e soprattutto la consapevolezza di un impegno straordinario di Istituzioni e cittadini nel modificare comportamenti, nel ridefinire le priorità della politica nel costruire città e luoghi a misura d’uomo accoglienti e interessanti.
Proprio nella direzione di un confronto più ampio abbiamo concordato l'ultimo incontro, ospiti della Provincia di Siena per il prossimo giovedì 9 maggio alle ore 10 dove avremo l'opportunità di discutere anche con quest'ultima amministrazione, purtroppo ieri assente!
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mercoledì 6 marzo 2013
Le Sentinelle di Massa vanno avanti
IL TONIOLO DI MASSA INCONTRA LE ISTITUZIONI LOCALI
Lunedì 4 marzo a Massa, nella Sala consiliare del Comune si è tenuto il secondo incontro con i ragazzi di quarta dell'ITG Toniolo. Ad accoglierci non Carmen Menchini, assessore all'Istruzione, che ha seguito il progetto negli scorsi anni e impossibilitata in questa occasione, ma Lina Coppa, collega di giunta con delega alle Attività produttive, intervenuta a far le veci e interessata dall'esperienza ha promesso di essere presente anche all'incontro di maggio.
A lei abbiamo illustrato brevemente l'articolazione del progetto e i suoi obiettivi prima di lasciar parlare ragazze e ragazzi intervenuti. Proseguendo nella loro ricognizione degli spazi esistenti in città che potrebbero essere aperti e fruiti dai giovani ma non solo, autentici “contenitori vuoti” da trasformare e riempire di idee, attività, occupazioni.
Lo scorso anno avevano individuato la villa della Rinchiostra e avevano proposto all'amministrazione di Massa di essere partecipi nel definire gli usi e nel riservare degli spazi a ragazzi e ragazze anche in merito al programma di eventi estivi. La loro proposta si muoveva nella stessa direzione di quella avanzata tre anni fa dall'altra scuola della città che aveva partecipato al progetto, il Liceo Classico Pellegrino Rossi, nel richiedere un'interlocuzione vera e un confronto effettivo, anche aspro, e non solo una mera consultazione sul piano strutturale.
Questa richiesta, osserviamo è emersa con frequenza nelle varie scuole e testimonia un disagio reale che necessita di risposte politiche certe e che diano spazio veri ai giovani.
Quest'anno hanno individuato la filanda di Forno, la cui riqualificazione offrirebbe la disponibilità di luoghi di aggregazione non consumistici assenti o comunque rari in città in particolare per loro giovani.
Intanto studenti e studentesse hanno prospettato diversi usi: farne una sezione del Museo sulla resistenza del Forno, perché il luogo è stato teatro della guerra partigiana; immaginare una sede distaccata della biblioteca con apposita sala computer; tenere viva la memoria su questo luogo della produzione industriale anche con corsi per imparare a tessere; infine organizzare una mostra fotografica per le scuole secondarie superiori.
Su queste loro proposte hanno invitato l'assessore a pronunciarsi e Lina Coppa ha illustrato quali sono le iniziative in atto. In un'ottica più ampia vi è l'interesse a preservare questo luogo di archeologia industriale che è oggetto di uno studio che sarà presentato il prossimo 8 marzo. All'interno di questo contenitore dell'archeologia industriale è possibile immaginare usi diversi, su cui l’assessore si dice disponibile a discutere. Non nasconde le difficoltà legate al Patto di stabilità che ogni Comune deve rispettare, anche quelli più virtuosi (e di questo si dovrà molto discutere su piano nazionale!), e proprio a partire da questa difficoltà propone ai ragazzi e alle ragazze di assumersi una responsabilità all'interno della comunità cittadina: offrire il proprio aiuto volontario per un progetto avviato dalla Regione Toscana che intende fronteggiare la chiusura di alcuni uffici postali in località molto piccole, come nel caso di Forno, chiusura che provoca un disagio ai cittadini più anziani. Nei locali della scuola di Forno, fruendo di computer e della connessione alla rete è possibile offrire ai cittadini alcuni dei servizi postali per via telematica. Questo invito ai giovani sembra indicare un percorso di cittadinanza richiedendo un'assunzione di responsabilità e offrendo in cambio l'opportunità di spazi.
La Fondazione ha accolto questa disponibilità ma ha voluto puntualizzare quanto sia importante che si parta dai bisogni dei giovani, quale segno di apertura e accoglienza nella comunità civica. Sin dall’inizio abbiamo rimarcato la distinzione fra comunicare, mettere a conoscenza, informare, tutte attività che le Amministrazioni realizzano, e discutere, confrontarsi, ascoltare tutte attività che richiedono fatica e anche un cambio di prospettiva: quello di riconoscere il ruolo attivo di cittadini e cittadine. L'esperimento di Forno può essere interessante per creare relazioni nuove fra cittadini giovani e meno giovani, relazioni che servono a presidiare il territorio, come sarebbero anche gli spazi per attività che ragazze e ragazzi richiedono. Ma per far questo è necessario l’ascolto e il coinvolgimento dei giovani. Se questo accadrà i giovani hanno già dato esempi tangibili di cosa vuol dire volontariato ad esempio sulle terre confiscate alla mafia! Ricordiamo che alle offerte di collaborazione e disponibilità delle liceali del Rossi si è risposto con scelte già preconfezionate. Occorre uno sforzo di coraggio e di grande fiducia per modificare la rotta che ha contraddistinto le decisioni politiche di questi ultimi anni. A cominciare, ad esempio a Massa, dall’invitare ragazzi e ragazze nella definizione della rassegna cinematografica estiva.
Intanto, ragazze e ragazzi hanno richiesto all'amministrazione di poter visitare la filanda nelle prossime settimane, per meglio comprendere il luogo e tutte le opportunità che vi sono, magari con la guida della Parlamentare Elena Cordoni, delegata alla memoria del Comune di Massa. Si ripropongono poi di sollecitare, in un incontro pubblico, i candidati sindaci alle prossime amministrative della loro città a prendere posizione sulla loro richiesta di spazi. Per far questo si impegnano a coinvolgere anche compagni di scuola e di altri istituti cittadini.
Con questo programma si è concluso l'incontro e ci siamo dati appuntamento per mercoledì 8 maggio alle ore 9.30, ospiti, come gli anni scorsi, della Provincia con l’augurio che anche questo Ente locale partecipi con assiduità e contribuisca pure lui alla definizione del progetto in coerenza con la nostra idea di formazione per la quale è indispensabile il contributo di tutti.
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domenica 3 marzo 2013
Istituto XXV Pontedera - Missione compiuta
La tenacia a non mollare porta i ragazzi e le ragazze del XXV Aprile di Pontedera a realizzare una loro proposta.
Sabato mattina 2 marzo al Liceo Classico e Scientifico XXV Aprile di Pontedera sono state inaugurate, all'interno dell'edificio scolastico, due cannelle di acqua microfiltrata, progetto nato dalla proposta degli studenti svolta in questi anni nell’ambito del progetto I giovani sentinelle della legalità. Con il patrocinio della Provincia di Pisa, presente l'assessora all'istruzione, Miriam Celoni, e del Comune di Pontedera, con il sindaco, Simone Millozzi e con finanziamento del Rotary club di Pontedera e la società Acque Spa che, oltre alle cannelle, hanno offerto le borracce agli studenti e alle studentesse dell'Istituto.
Finalmente un bel segnale! Sul depliant il titolo “Acqua in cartella” i loghi delle Istituzioni locali e dei finanziatori … manca il logo della Fondazione ma non importa! Il miglior logo per la Fondazione sono stati i ragazzi e le ragazze del Liceo che nella loro presentazione hanno voluto testimoniare il merito del progetto I giovani sentinelle della legalità quale occasione per occuparsi di acqua come bene comune e di non aver indietreggiato dalla loro proposta coinvolgendo, al contrario, altri soggetti per realizzarla. Insieme per un progetto comune!
Siamo ben felici che questo segnale sia venuto da Pontedera, la cui amministrazione abbiamo qualche volta sollecitato fortemente ad essere più solerte nel rispondere agli appelli dei propri giovani cittadini, perché ci rafforza nella convinzione di dover proseguire nel nostro impegno a “richiamare” amministratori e amministratrici ad essere puntuali e presenti.
La Fondazione nel suo intervento ha voluto ricordare sia la volontà dei cittadini espressa con i due referendum del 2011 sia quanto hanno proposto in più parti della Toscana studenti e studentesse del nostro progetto: la gestione dell’acqua deve essere pubblica! Finora solo il Comune di Pistoia ed alcuni comuni del suo interland hanno dichiarato l'impegno di riprendere la gestione diretta dell'acqua e a rispettare ed onorare il volere dei cittadini.
Inoltre, l’istallazione delle cannelle ha effetto sulla diminuzione dei rifiuti di plastica, come hanno mostrato in modo eccellente i giovani del Petrocchi di Pistoia.
Questa buona pratica di Pontedera rafforza il progetto dei giovani del Liceo Scientifico e Tecnologico Galileo Galilei di Viareggio che in questi due anni hanno lavorato al Muro dell'acqua nella propria scuola. Da Pontedera, per loro, giunge un messaggio incoraggiante e forte che consentirà loro di confrontarsi e discutere con i propri amministratori per realizzare, anche nel proprio Istituto e nella propria città, l'installazione di cannelle di acqua pubblica di qualità. È un esempio a non mollare anche per i ragazzi del Buontalenti di Firenze che attendono il sindaco da tre anni per discutere con lui sia dell’acqua, sia del degrado del loro quartiere chiedendo un centunesimo luogo su cui lavorare in città! I ragazzi del Marco Polo di Firenze e di Cecina e tanti altri …non mollate!
Se la proposta dell'acqua ha avuto seguito la Fondazione non può dimenticare che, sempre a Pontedera, ragazzi e ragazze hanno lanciato l'altra “provocazione”: pannelli fotovoltaici sul proprio edificio scolastico, giungendo, per realizzarla, a raccogliere una parte di finanziamenti.
La proposta di pannelli fotovoltaici sulle scuole e sugli edifici pubblici ha un sostenitore importante in Sicilia: il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha lanciato il programma ambizioso a Comuni e Province dell'isola di dotarsene, sfruttando la risorsa naturale del sole e ricercando i finanziamenti anche in ambito europeo e sponsor internazionali in modo che grazie ad una gestione pubblica e non privata è possibile non solo avere una bolletta leggera ma rimpinguare le casse degli enti locali in modo trasparente senza scappatoie e sotterfugi e migliorare la qualità della vita nel proprio territorio.
Acqua bene comune e pannelli fotovoltaici sono due begli esempi di quella buona politica di cui tanto si parla in questi ultimi giorni. Le due proposte sono state elaborate e costruite nella scuola pubblica, grazie a ragazzi e ragazze e ai loro insegnanti sfuggendo dalle polemiche futili e dalle miserie di molti dibattiti politici.
Il lavoro nero e l’evasione fiscale: i ragazzi e la Fondazione hanno proposto da tempo che siano i Comuni a farsi protagonisti di maggiori controlli attraverso la propria Polizia municipale in collaborazione con Inail, Guardia di Finanza e Forze di Polizia.
Ora è necessario che trovino sempre più spazio nei luoghi deputati alla loro realizzazione: in Parlamento, che non ha necessità di essere dimezzato col rischio non rappresentare tutti, ma solo gli interessi delle lobby più potenti e organizzate; ma anche nelle assemblee provinciali, senza immaginare cancellazioni di Province perché questo livello di governo territoriale è importante e si ritrova in tutte le democrazie europee.
Abbiamo solo bisogno di liberarci dal cancro mafia, eliminare sprechi, malversazioni, corruzioni, costi alti e impropri della politica, per recuperare risorse per il nostro Paese e per il futuro dei nostri giovani.
Grazie ragazzi, la Fondazione sarà sempre al vostro fianco, le Istituzioni ci sono ma è dal vostro esempio e dalla vostra tenacia che potrà svegliarli alla loro responsabilità.
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PROGETTO FRIULI Incontro con le scuole di Casarsa della Delizia
PROGETTO FRIULI
Incontro con le scuole di Casarsa della Delizia
Venerdì 1 marzo la Fondazione inizia il secondo ciclo di incontri in Friuli. Alunne ed alunni delle classi 5 della primaria del Comprensivo di Casarsa della Delizia e del plesso di San Giovanni raggiungono con l’autobus il teatro Pasolini. Sono molti e tanti portano con se cartelloni colorati: sono i progetti che hanno disegnato e preparato per l’occasione. Ad accompagnarli i loro insegnanti e il Dirigente scolastico Danilo Buccaro. Subito dopo arriva per fare gli onori di casa l’assessore all’Istruzione Fernando Agrusti.
Il Dirigente scolastico ha ringraziato la Fondazione e ha ricordato che la legalità è un bene comune, un fine imprescindibile del percorso scolastico di ciascun allievo del territorio. Dopo il saluto dell’assessore Agrusti, Donatella Giuliani, responsabile delle insegnanti delle scuole di Casarsa e San Giovanni ricorda l'importanza di questi percorsi e introduce i lavori fatti dai ragazzi. A gruppi, alunni e alunne, “armati” di computer, pennette ed altro raggiungono il palco felici di illustrare i loro lavori che, ad onor del vero, sono dettagliati e puntuali.
Patrizia e Alberto spiegano cosa vuol dire sentinelle della legalità, attraverso slide preparate con altri loro compagni, e espongono cosa intendono per legalità: rispetto dell’ambientale, dei beni comuni, delle regole della strada, attenzione al bullismo per proteggere i più deboli. Inoltre hanno voluto esprimere con alcuni sonetti il significato di essere giovani sentinelle.
Alle 10.30 è toccato a ragazzi e ragazze delle Medie presentare le loro proposte: alcuni si sono occupati, per usare le loro parole, di cosa va e di cosa non va a Casarsa. Con l’ausilio di immagini e con alcune interviste, con il piglio da giornalisti hanno fatto vedere i luoghi più significativi della loro città, luoghi di incontri, le efficenze dei servizi ma anche le buche delle strade e l’asfalto sconnesso a causa delle radici degli alberi.
Altri hanno esposto i significati più profondi delle frasi, che comparivano sullo schermo per essere visibili a tutti, tratte dai discorsi o dagli scritti di Falcone, Borsellino e Caponnetto, mettendone in rilievo gli aspetti più sottili, a testimoniare quanto l’insegnamento di questi tre magistrati sia vivo e fecondo.
Con questi loro lavori i ragazzi e le ragazze ci hanno regalato momenti di grande emozione. Come aveva sottolineato l’assessore Agrusti nel suo saluto, Casarsa è una città attenta ai problemi sociali, vi sono associazioni di volontariato che aiutano minori e anziani, cooperative sociali che lavorano con persone in difficoltà. Tutto ciò è un forte stimolo a proseguire in questo percorso dandogli il rilievo che più gli compete, per questo motivo all’appuntamento del 6 di maggio alle ore 17.00 le due scuole insieme presenteranno i propri lavori e ci auguriamo la presenza numerosa di genitori e cittadini che possano toccare con mano il percorso dei propri ragazzi e l’impegno costante degli insegnanti e della scuola pubblica.. I ragazzi si sono pure assunti l’incarico di invitare giornali, radio e TV perchè tengano fede al loro compito di informare!
Ovviamente l’invito per l’appunatamento del 6 maggio è esteso anche alla Provincia di Pordenone e alla Regione Friuli e ci auguriamo che la prossima volta, avvertiti con largo anticipo non vorranno mancare all’appello dei propri giovani cittadini.
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Venerdì 1 marzo la Fondazione inizia il secondo ciclo di incontri in Friuli. Alunne ed alunni delle classi 5 della primaria del Comprensivo di Casarsa della Delizia e del plesso di San Giovanni raggiungono con l’autobus il teatro Pasolini. Sono molti e tanti portano con se cartelloni colorati: sono i progetti che hanno disegnato e preparato per l’occasione. Ad accompagnarli i loro insegnanti e il Dirigente scolastico Danilo Buccaro. Subito dopo arriva per fare gli onori di casa l’assessore all’Istruzione Fernando Agrusti.
Il Dirigente scolastico ha ringraziato la Fondazione e ha ricordato che la legalità è un bene comune, un fine imprescindibile del percorso scolastico di ciascun allievo del territorio. Dopo il saluto dell’assessore Agrusti, Donatella Giuliani, responsabile delle insegnanti delle scuole di Casarsa e San Giovanni ricorda l'importanza di questi percorsi e introduce i lavori fatti dai ragazzi. A gruppi, alunni e alunne, “armati” di computer, pennette ed altro raggiungono il palco felici di illustrare i loro lavori che, ad onor del vero, sono dettagliati e puntuali.
Patrizia e Alberto spiegano cosa vuol dire sentinelle della legalità, attraverso slide preparate con altri loro compagni, e espongono cosa intendono per legalità: rispetto dell’ambientale, dei beni comuni, delle regole della strada, attenzione al bullismo per proteggere i più deboli. Inoltre hanno voluto esprimere con alcuni sonetti il significato di essere giovani sentinelle.
Alle 10.30 è toccato a ragazzi e ragazze delle Medie presentare le loro proposte: alcuni si sono occupati, per usare le loro parole, di cosa va e di cosa non va a Casarsa. Con l’ausilio di immagini e con alcune interviste, con il piglio da giornalisti hanno fatto vedere i luoghi più significativi della loro città, luoghi di incontri, le efficenze dei servizi ma anche le buche delle strade e l’asfalto sconnesso a causa delle radici degli alberi.
Altri hanno esposto i significati più profondi delle frasi, che comparivano sullo schermo per essere visibili a tutti, tratte dai discorsi o dagli scritti di Falcone, Borsellino e Caponnetto, mettendone in rilievo gli aspetti più sottili, a testimoniare quanto l’insegnamento di questi tre magistrati sia vivo e fecondo.
Con questi loro lavori i ragazzi e le ragazze ci hanno regalato momenti di grande emozione. Come aveva sottolineato l’assessore Agrusti nel suo saluto, Casarsa è una città attenta ai problemi sociali, vi sono associazioni di volontariato che aiutano minori e anziani, cooperative sociali che lavorano con persone in difficoltà. Tutto ciò è un forte stimolo a proseguire in questo percorso dandogli il rilievo che più gli compete, per questo motivo all’appuntamento del 6 di maggio alle ore 17.00 le due scuole insieme presenteranno i propri lavori e ci auguriamo la presenza numerosa di genitori e cittadini che possano toccare con mano il percorso dei propri ragazzi e l’impegno costante degli insegnanti e della scuola pubblica.. I ragazzi si sono pure assunti l’incarico di invitare giornali, radio e TV perchè tengano fede al loro compito di informare!
Ovviamente l’invito per l’appunatamento del 6 maggio è esteso anche alla Provincia di Pordenone e alla Regione Friuli e ci auguriamo che la prossima volta, avvertiti con largo anticipo non vorranno mancare all’appello dei propri giovani cittadini.
Editore Domenico Bilotta
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giovedì 7 febbraio 2013
INCONTRO CON GLI ISTITUTI BIANCIARDI E ROSMINI DI GROSSETO
Per un problema tecnico abbiamo ricevuto in ritardo il report da parte delle due scuola di Grosseto riguardo l’incontro del 7 di Dicembre. Di questo ci scusiamo del ritardo e ora ripariamo anche perchè dobbiamo confessare tutta la nostra ammirazione per questi giovani che avevano preparato il resoconto e che dallo scorso anno, complice il progetto Giovani sentinelle, sono divenuti redattori e producono informazione.
In allegato troverete due pagine del giornale Dubidoo, una bella prova di questa loro attività che testimonia, una volta di più, la straordinaria ricchezza della scuola, di quella scuola che vuol formare i cittadini e le cittadine.
«C’è grande fermento oggi 7 dicembre al Liceo Rosmini: finalmente il tanto atteso incontro dei Giovani Sentinelle della Legalità.
Ci siamo tutti: i ragazzi della 1A Liceo Economico Sociale Rosmini e delle Classi 5C - 2A Gestione Aziendale e 1B Grafico Pubblicitario del Polo Bianciardi.
Ci sono anche l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Grosseto, Luca Ceccarelli, Marco Berni della Redazione Dubidoo, Gianni Bracciali della CGIL e naturalmente Domenico Bilotta insieme a Marina Biagiotti della Fondazione Caponnetto.
Il nostro incontro inizia con un filmato che racconta l’impegno del nonno Caponnetto: è stato un momento toccante, pieno di emozione e che ci ha fatto riflettere, anche perché ieri è stata commemorata la sua morte avvenuta dieci anni fa.
Dopo le parole di Domenico, che ci ha spronati a continuare la strada percorsa da chi ha lottato contro le mafie e di tanti giovani che negli anni sono diventate sentinelle della legalità, è stata la volta dei ragazzi del Rosmini.
Durante l'anno scolastico 2011-1012 le Sentinelle della legalità del Liceo Rosmini hanno scelto di diventare Redazione, giovani giornalisti convinti che la cultura della legalità deve essere diffusa nelle azioni quotidiane e deve radicarsi profondamente nel sociale.
Le varie iniziative progettate hanno entusiasmato i ragazzi ed hanno fatto capire quanto sia importante diffondere la cultura della legalità attraverso i media. E per questo i nostri compagni della 2 H, che l’anno scorso hanno aderito a questo progetto istituendo LA REDAZIONE DELLE SENTINELLE DELLA LEGALITÀ, hanno dato il testimone ai ragazzi della 1A per continuare la loro esperienza.
Abbiamo cominciato da poco a studiare materie come diritto, economia e scienze umane ed in classe, per poter essere delle brave sentinelle, ci siamo chiesti come continuare il loro lavoro per diffondere la legalità.
Sicuramente continueremo la collaborazione con la redazione del giornale Dubidoo determinante per far arrivare a tanti, soprattutto ai più giovani, notizie, interviste e il resoconto delle iniziative sui temi della legalità sia della nostra scuola, ma anche di altre istituzioni.
Dal dialogo in classe abbiamo capito che: la legalità deve cominciare DA ME . Sono IO che mi devo comportare rispettando le regole e gli altri nelle situazioni che vivo ogni giorno. Cominciando dal mio compagno di banco, dai miei compagni di classe. Nei confronti dei miei insegnanti, amici, per strada, a scuola, a casa o quando faccio sport, insomma ovunque.
Ma non basta, perché bisogna arrivare alla reciprocità.
E questo secondo noi è il principale compito delle Sentinelle: vivere la legalità nelle azioni quotidiane, ma anche guardarsi intorno ed essere vigili verso le situazioni in cui non si rispettano le regole e gli altri, insomma non c’è legalità .
Denunciare le cose che non vanno e attivarsi per correggere quella situazione e far sì che non solo noi rispettiamo la legalità ma anche tanti altri…tutti… lo facciano.
Anche gli alunni dell'Istituto Professionale Bianciardi hanno deciso di continuare con il progetto dell'anno scolastico scorso, durante il quale hanno affrontato il tema del calcio scommesse Ci hanno venduto... la partita. Gli interessi nella mafia nel mondo del calcio.
Hanno illustrato il loro progetto partendo da una frase di Antonino Caponnetto: "Le battaglie in cui si crede non sono mai perse”.
Dopo l'incontro nel Salone dei Cinquecento dell’11 ottobre a Firenze hanno incontrato l’assessore alla Cultura della Provincia di Grosseto, Cinzia Tacconi, e l’assessore comunale Ceccarelli ed hanno messo a fuoco due obiettivi principali per il progetto da sviluppare durante questo anno scolastico:
- la celebrazione di Antonino Caponnetto di cui ricorre il decimo anno dalla sua scomparsa;
- valorizzare il lavoro svolto l'anno passato, che ha avuto un grande successo e suscitato interesse in molti e affrontare il tema della legalità nel mondo del calcio. Il 6 giugno 2012 l'Assessore Tacconi ha elogiato sulla Nazione il progetto con l'articolo IL PALLONE "MALATO" raccontato dagli studenti del polo Bianciardi, per questo è nata l'idea di far conoscere la problematica della legalità del calcio ai ragazzi più giovani. Gli alunni più grandi, dopo aver lavorato ed elaborato alcune slide sul tema, effettueranno lezioni per i ragazzi più piccoli e la prima società calcistica a cui si rivolgeranno sarà quella di Follonica.
A maggio le Sentinelle dei due istituti organizzeranno l’Open day della legalità, insieme ai ragazzi delle medie.
Domenico ha affidato un compito importante alla Redazione delle Sentinelle della Legalità: predisporre una pagina face-book per creare una rete tra tutti i ragazzi che aderiscono al progetto. A breve sarà pronta!!!
È stata una mattinata ricca di entusiasmo ed emozioni: ma cosa ci si può aspettare di diverso da Sentinelle della Legalità così determinate?
Un’ultima cosa: un grazie di cuore a quanti negli anni ci hanno sostenuto e continuano a farlo, ai nostri insegnanti, agli assessori alla CGIL, perché credono profondamente nel contributo di noi giovani e a Domenico, che con la sua dedizione e passione, ci è di grande stimolo e incoraggiamento».
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venerdì 1 febbraio 2013
Il Presidente Napolitano ci scrive
Una gradita sorpresa che condividiamo con voi tutti: la lettera inviata dal Presidente Napolitano.
Infine ci fa molto piacere che, dopo la nostra prima lettera aperta ai partiti politici, abbiamo ricevuto e inviamo la risposta di Vannino Chiti, vice presidente del Senato e candidato del PD in Piemonte che potete leggere in allegato insieme al nostro appello che continueremo a divulgare.
Ci auguriamo che nuove e puntuali risposte arrivino precise alle sollecitazioni dei nostri giovani toscani.
Editore Domenico Bilotta
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venerdì 25 gennaio 2013
Open Day della legalità INCONTRO A TAVARNELLE VAL DI PESA
Venerdì 18, ultimo appuntamento del primo ciclo del progetto 2012-2013 a Tavarnelle. Nell’Aula magna della scuola media, gremita da ragazzi e ragazze che parteciperanno per la prima volta al progetto, abbiamo aperto l’incontro con il video che racconta la vicenda di Antonino Caponnetto. Il filmato cattura la curiosità dei giovani e ci consente di introdurre il tema della mafia, dei rischi delle infiltrazioni criminali anche in regioni diverse da quelle di origine. A Tavarnelle si è realizzata una interessante collaborazione con il circolo Arci La Rampa che da diversi anni è impegnato, a Corleone, sulle terre confiscate alla mafia, oltre ad essere attivo sul piano sociale sul proprio territorio. Al Circolo siamo altresì grati per il prezioso contributo alla ristrutturazione della nostra sede. Nel novembre scorso hanno promosso un bell’incontro con il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, coinvolgendo le scuole del comune. Da questa esperienza è maturata la decisione di collaborare insieme nel proporre, alle scuole di Tavarnelle, di aderire al progetto Giovani sentinelle, quale esperienza per la crescita civile dei giovani con il contributo delle Istituzioni locali e dei cittadini. Inoltre il circolo ha indetto un bando annuale per finanziare l’Istituto comprensivo cittadino dotandolo di tecnologie.
Dopo il filmato abbiamo illustrato con qualche difficoltà il progetto. A ragazzi e ragazze abbiamo chiesto di individuare, grazie al confronto fra di loro e con la guida dei propri insegnanti, un tema di particolare interesse, di studiarlo e approfondirlo e di elaborare delle proposte in merito. La Fondazione conta molto sulla collaborazione degli insegnanti il cui lavoro è essenziale sia per la riuscita del progetto ma soprattutto, come più volte abbiamo ribadito è l'ultimo "baluardo della formazione civile e culturale dei nostri giovani.
Ci siamo dati appuntamento per giovedì 21 marzo, l'incontro si terrà nel pomeriggio da tenersi nelle Sale del Comune, saranno i ragazzi ad illustrere il a cittadini e amministratori il tema da loro scelto prospettando le proprie soluzioni e, con l'aiuto degli adulti ricercandone nuove.
Infine, in maggio parteciperanno all’incontro conclusivo con le altre scuole fiorentine coinvolte nel progetto.
Contatteremo l’Amministrazione di Tavarnelle per concordare le modalità dell’incontro del prossimo 21 marzo.
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Responsabile Nazionale Scuola
giovedì 24 gennaio 2013
martedì 22 gennaio 2013
INCONTRO CON L'ISTITUTO COMPRENSIVO ANTONINO CAPONNETTO DI MONSUMMANO
INCONTRO CON L'ISTITUTO COMPRENSIVO ANTONINO CAPONNETTO DI MONSUMMANO
Nell’ambito dell’Open day della legalità di Pistoia, incontro con tre classi dell’Istituto comprensivo Caponnetto di Monsummano, presenti le professoresse Delia Dami, Benedetta Bartolomucci e il prof. Marcello Michelotti. La scuola ha già partecipato lo scorso anno al progetto della ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e ha prodotto delle mattonelle in ceramica decorate dagli alunni e dalle alunne guidati dal prof. Michelotti, mattonelle che sono state donate dalle Giovani sentinelle alle Amministrazioni locali più attente e partecipi.
Queste tre nuove classi stipate in un’unica aula, perché la scuola non ha spazi più adeguati per assemblee e incontri dopo che una parte dell’edificio è stata accorpata ad un altro Istituto comprensivo con una scelta poco oculata, ci hanno accolto con curiosità e interesse. Abbiamo introdotto con la consueta presentazione della Fondazione, dell’impegno antimafia di Antonino Caponnetto e abbiamo sollecitato i ragazzi a riflettere anche sui rischi delle infiltrazioni criminali nella nostra regione e, in particolare, sul proprio territorio. Siamo poi passati ad illustrare il progetto e l’impegno loro richiesto. Martina, Matteo e Michele hanno assunto il compito di redigere un report dell’incontro, forti della loro esperienza nel giornalino scolastico, e a loro ricorreremo in seguito per tutta il lavoro di informazione sull’evoluzione del progetto nella propria scuola.
Con le classi di Monsummano abbiamo fissato il prossimo appuntamento per venerdì 22 marzo. Contatteremo l’Amministrazione locale per concordare le modalità dell’incontro.
"Le giovani sentinelle dell’Istituto Comprensivo “ A. Caponnetto” fanno scuola di legalità.
Mercoledì 16 gennaio 2013 ha avuto luogo, nei locali della Scuola Media, un incontro tra i ragazzi delle classi prime, seconde e terze e la Fondazione Antonino Caponnetto con Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino e Vieri Baroni. La nostra scuola non ha spazi per accogliere eventi di tale importanza, ma, almeno in questa occasione, il disagio è passato in secondo piano perché noi ragazzi eravamo consapevoli di discutere di uno dei problemi più grandi che colpisce il nostro paese … forse il più grande: la MAFIA. Da più di cento anni gli italiani devono fare i conti con varie forme di criminalità organizzata. Ci sono intere regioni che hanno presenze di organizzazioni mafiose. Ma noi non possiamo fare finta di niente e pensare che la mafia sia un problema degli altri, delle regioni del Sud. La mafia è anche vicina a noi, nella nostra città, anche se a noi ragazzi questo sembra impossibile. L’incontro ci ha fatto riflettere sulla figura di Antonino Caponnetto, “nonno Nino”, ma ci ha fatto capire anche questo: non possiamo rimanere indifferenti, non possiamo delegare agli altri i nostri diritti, non possiamo lasciare che siano altri a dettare le regole. Crediamo che sia proprio questo il messaggio che ci ha lasciato. Dopo quello che è avvenuto in classe abbiamo voglia di partecipare, ci sentiamo pronti ad essere vigili ed attenti. Desideriamo entrare a far parte di questo progetto, vogliamo anche noi decidere del nostro futuro e provare a fare proposte. Le idee sono già numerose e vogliamo che il nostro Comune si renda conto delle esigenze dei giovani e curi maggiormente i nostri spazi”
lunedì 21 gennaio 2013
PROGETTO SENTINELLE 2013 INCONTRO CASCINA E PORTOFERRAIO
Venerdì 11 gennaio a Cascina, nell'ambito delle attività del Comune a favore della cultura della legalità, doppio appuntamento: prima un incontro-dibattito alle 17.30, presso la Città del Teatro, poi, alle ore 21.00, lo spettacolo Per non morire di mafia, tratto dal libro omonimo di Pietro Grasso, con Sebastiano Lo Monaco.
Cittadini, giovani e studenti delle scuole, hanno ascoltato con attenzione Maria Fedele Grasso, responsabile del Piano nazionale Più scuola meno mafia del MIUR; Alessio Antonelli, sindaco di Cascina; Francesca Balestri dell'Ufficio Scolastico Regionale; Andrea Campinoti, presidente di Avviso Pubblico; Sebastiano Lo Monaco attore, Alessio Pizzech regista dello spettacolo e Giovanni Pasqualetti, funzionario della Regione Toscana.
Tantissimi giovani delle associazioni antimafia e gli studenti del progetto Sentinelle hanno offerto, con i loro racconti, uno spaccato importante di quanto sia decisivo, nella loro formazione, la partecipazione a percorsi di educazione alla legalità che, dopo quattro anni, produce la maturità mostrata che ha entusiasmato il pubblico presente.
Questo elemento ha voluto sottolineare Maria Fedele Grasso, con il soffermarsi su quanto siano decisive la formazione e l'acquisizione degli strumenti necessari a comprendere il mondo, azioni per le quali è fondamentale il ruolo della scuola, luogo di apprendimento per eccellenza alla convivenza civile e, dunque, luogo dove si costruisce una trama di regole e di costumi morali in grado di contrastare e sconfiggere corruzione e criminalità organizzata. Ha invitato studenti e studentesse a proseguire in questo loro cammino di crescita ed impegno che ne fa delle autentiche sentinelle del territorio in cui vivono, proprio nella stessa direzione indicata dal progetto Giovani sentinelle che lei ha seguito fin dall'inizio.
La proiezione del film prodotto dal Ministero dell'Istruzione che racconta de La nave della legalità, cui partecipano migliaia di giovani che hanno fatto esperienza in tantissimi percorsi di formazione alla legalità, è servita a rimarcare quanto sia importante l'investimento nell'istruzione e nella cultura delle regole.
Siamo orgogliosi di essere in sintonia con il piano “Più scuola meno mafia” e la Fondazione vuole essere soggetto attivo di questo percorso perché significa più formazione quale antidoto efficace alla mafia.
Siamo altresì contenti del bellissimo intervento di Alessio Antonelli, sindaco di Cascina, che con parole accorate, riprendendo una proposta della Fondazione, ha fatto appello a tutte le Istituzioni locali a costituire delle reti di scambio di informazioni per individuare i tentativi di infiltrazione mafiosa sui propri territori.
Proprio queste riflessioni ci spronano a proseguire con sempre maggiore impegno. Le stesse istituzioni locali sollecitate dai giovani hanno cominciato ad elaborare strumenti nuovi, per contrastare la penetrazione mafiosa nei territori, e forme di collaborazione fra soggetti diversi con il compito di monitorare attività ed appalti pubblici, accesso alle prestazioni e trasparenza amministrativa, tutti processi ai quali la fondazione Caponnetto ha dato sempre pieno rilievo e sostegno in occasioni pubbliche e con proposte puntuali. Fa ben sperare che fra le amministrazioni locali si diffondano queste buone esperienze.
Francesca Balestri dell'Ufficio scolastico regionale ha ribadito il valore della cultura e l'esperienza della solidarietà, come nel caso delle migliaia di giovani impegnati sui campi di lavoro delle terre confiscate alla mafia, nel consolidare l'opposizione alla criminalità organizzata.
Lunedì 14 gennaio a Portoferraio, replica dello spettacolo Per non morire di mafia. Ospiti dell'Amministrazione comunale, in un teatro stipato dagli studenti delle scuole superiori, li abbiamo incontrato in due distinti appuntamenti per poter soddisfare le richieste e la partecipazione di tutti. Con la Fondazione, oltre a me anche Renato Scalia, consigliere e già funzionario della DIA, mentre ospite e testimone d'eccezione è stato Angelo Corbo, uomo della scorta di Giovanni Falcone, scampato all'attentato di Capaci.
Questa accoglienza calorosa allo spettacolo teatrale e alla Fondazione fa molto piacere perché testimonia una nuova attenzione dopo le vicende giudiziarie relative alla scoperta di una presenza mafiosa sull'isola. Sette anni fa alle sollecitazioni e agli allarmi della Fondazione si rispose con alzate di spalle e sottovalutazioni. Lo stesso procuratore Grasso invitato ad un dibattito trovò la sala vuota!
Oggi, la partecipazione e l'interesse di tanti giovani fanno ben sperare e rafforzano l'auspicio che, dall'anno prossimo, le scuole di Portoferraio aderiscano al progetto Giovani sentinelle, proprio con l'intento di irrobustire fra gli studenti il protagonismo civile, una consapevolezza critica dei rischi delle infiltrazioni mafiose e una robusta etica pubblica per contrastarle.
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domenica 23 dicembre 2012
Incontro 2013 con il Petrocchi di Pistoia
Incontro con il Petrocchi di Pistoia
Mercoledì 11 dicembre appuntamento al Liceo Petrocchi di Pistoia. La classe quinta autrice del bel video sull'acqua dello scorso anno ci attende nel laboratorio con il proprio insegnante, Maurizio Degli Innocenti, e con un nuovo collega,, prof. Enea Sorrentino che seguirà quest’anno i ragazzi.
Lo spazio del laboratorio dove siamo ospiti è pieno di luce e incoraggia al confronto. Con i giovani introduciamo subito tutte le novità del progetto di quest'anno e , infatti si occuperanno delle foto dell'incontro, l’impegno era di curare il report, purtroppo sono venuti meno a questo incarico. Ci scusiamo per questo del ritardo dell’email e ci auguriamo maggiore responsabilità in futuro. Mentre Elvio Simone Balloni e Natasha Ponis lavoreranno per creare il gruppo delle giovani sentinelle pistoiesi su Facebook. I ragazzi e le ragazze vogliono invitare gruppi di giovani anche di altri istituti, coinvolgendoli sui temi che loro hanno affrontato in questi anni: l'acqua, gli spazi scolastici e i rifiuti, per costruire insieme proposte e soluzioni comuni nel dibattito pubblico cittadino. Con loro lo scambio è stato proficuo e i ragazzi, conoscendo il progetto hanno puntato più sulla comunicazione e sulla necessità di creare delle reti per far conoscere i loro bisogni ed essere autentiche sentinelle sul proprio territorio.
La Fondazione segue con attenzione insieme ai ragazzi del Petrocchi l’impegno che il Comune aveva preso nei loro confronti riguardo l’acqua come bene comune, e fa piacere che il sindaco, Samuele Bertinelli, abbia indicato a rappresentare il Comune nel consiglio di amministrazione di Pubbliacqua uno degli estensori dei quesiti referendari e consulente per la proposta di legge di iniziativa popolare per l’acqua pubblica il professor Luca Nivarra, ordinario di diritto civile all’Università di Palermo. Il Comune di Pistoia ha proposto inoltre, ai soci nell’assemblea di Publiacqua, di votare un documento che impegna a perseguire gli esiti del referendum. Un atto condiviso anche da Quarrata, Agliana, Montale, Serravalle e Sambuca. Ci auguriamo che presto altre Amministrazioni diano il buon esempio nell’applicare la volontà dei propri cittadini.
I giovani sentinelle della legalità saranno attente e vigili sui propri territori anche sugli altri temi da loro proposti.
Con loro ci siamo dati appuntamento, per il secondo incontro, per venerdì 15 marzo.
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venerdì 21 dicembre 2012
Incontro con l'Istituto Comprensivo Manzoni-Baracca di Firenze
Le giovani sentinelle vanno definendosi come un grande contenitore accogliente e dopo le scuole superiori e l’esperienza in numerose scuole medie, con la proposta degli open day della legalità, approda anche alle scuole primarie dell'Istituto comprensivo Manzoni Baracca di Firenze.
Qui la mattina di giovedì 12 dicembre nell'aula magna del plesso Balducci ci accolgono bambini e bambine delle sei classi quarte e quinte insieme alle loro insegnanti Nilde Casale, Anita Peluso, Pastorini, Monica Turini e Carla Meozzi. Il compito della Fondazione è quello di offrire il proprio contributo al lavoro meritorio degli insegnanti nell'educare al rispetto delle regole e dei comportamenti responsabili nelle scuole primarie. Abbiamo raccontato di Antonino Caponnetto che si è battuto nella sua vita a favore della legalità, del suo impegno nelle scuole parlando ai ragazzi delle regole, anche quelle piccole quotidiane, da quelle stradali, all’ambiente, ai buoni comportamenti a scuola, dal salvaguardare i beni comuni al rispetto della città e ai buoni comportamenti con i propri compagni. Abbiamo ricordato l'esempio di Falcone e Borsellino, abbiamo parlato della mafia descrivendo chi sono i mafiosi e quali le loro attività principali. La nostra esposizione ha suscitato tanta curiosità e mille domande, a volte dirette partendo dalla loro vita quotidiana a casa e a scuola. A tutti loro abbiamo chiesto di impegnarsi a rispettare le regole chiedendo loro di individuare un bene pubblico del loro quartiere: una scuola, un giardino, un impianto sportivo da salvaguardare e adottare.
Dopo una breve pausa e un veloce trasferimento nel plesso della scuola media Manzoni, abbiamo incontrato ragazzi e ragazze di alcune classi della terza media con alcuni loro insegnanti Patrizia Ciccopiedi, Maria Vitolo, Valentina Guadagno e Rossella Amodeo. Un fraintendimento ha causato una situazione di confusione: forse studenti e insegnanti, poco informati credevano di ascoltare una semplice conferenza e non l'introduzione ad un progetto vero e proprio, per cui è mancata l'attenzione e la curiosità consueta. Tuttavia non disperiamo di recuperare il tempo perduto, in questo primo incontro, già con il secondo e siamo fiduciosi nelle capacità degli insegnanti e dei giovani di portare a compimento il progetto proposto dalla Fondazione.
Il clima di grande entusiasmo del primo appuntamento mattutino si è ricreato nel pomeriggio con l'incontro con altri bambini e bambine di quarta e quinta della scuola primaria Bargellini e le loro insegnanti Cristiana Rita, Luigia Rita Granara , Pasqualina Diglio e Barbara Rosa. Anche in questo caso dopo il primo impatto si leggeva nei volti dei bambini e delle bambine un clima gioioso e di fiducia e un gran desiderio di conoscere ma anche di raccontare le loro esperienze di vita familiare e scolastica. Abbiamo spiegato come comportamenti abituali ad un esame attento si rivelano contrari alle buone regole. Da questo scambio di esempi siamo stati sottoposti ad un fuoco di fila di domande piene di acutezza e di curiosità. Ed è stato molto difficile interrompere l’incontro al suono della campanella. Con un folto gruppo di bambini ed insegnanti lo scambio si è protratto ancora per mezz’ora! E questo ci fa ben sperare per la prosecuzione del progetto e per la scelta di coinvolgere anche questa fascia di età.
Con tutti ci siamo dati appuntamento per il prossimo mercoledì 20 marzo.
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giovedì 20 dicembre 2012
Incontri a Volterra e Arezzo
Lunedì 3 dicembre, nell'aula magna del Liceo Carducci di Volterra, tre classi terze, una del Liceo classico, una dello scientifico e una del pedagogico, e una quarta dello Statale d'Arte ci hanno accolto per questo loro secondo anno del progetto delle giovani sentinelle.
La scelta dei docenti proff. Bestini, Genuini e Chelli di coinvolgere i diversi indirizzi dell'Istituto a significare una partecipazione corale e intriga l'opportunità che studenti e studentesse di sezioni così differenti lavorino gomito a gomito per un progetto di protagonismo giovanile.
«A tutti noi, attenti e incuriositi dal filmato che racconta la vicenda del giudice antimafia, è stato chiesto di collaborare al fine di trovare insieme un tema da discutere, arricchire e argomentare, così da riuscire, con il sostegno della Fondazione stessa, a dare vita ad un'iniziativa concreta per noi giovani: che sia uno spazio da condividere, adibito alla socializzazione ed allo scambio di idee, o una qualsiasi altra forma volta alla rivalutazione del “cittadino”.
Qual è il nesso fra la Fondazione ed il progetto? Proprio come Antonino Caponnetto stesso disse: “La Mafia non si combatte soltanto tramite la Polizia, ma partendo da dove si educano i ragazzi: dalle scuole”. E noi aggiungiamo: dalla comunità, dall'essere cittadini corretti.
La mattina ha preso forma anche attraverso la sintesi breve quanto esemplare dell'operato di Caponnetto dopo la morte del magistrato Chinnici. Quando Caponnetto si sposta da Firenze a Palermo, i suoi interventi risultano sostanziali per combattere la malavita siciliana: egli istituisce infatti il primo POOL antimafia della storia, di cui fanno parte quattro giudici. Una collaborazione di giudici che riesce ad arrestare, nel 1984 con il Blitz di San Michele, 366 mafiosi, una cifra sorprendente.
Ancora più spaventoso ed esorbitante è però il maxi processo che prende il via nel 1986 nel corso del quale 476 imputati sono esaminati e condannati. Nel 1987, dopo 349 udienze, 1414 interrogatori, sono comminati 19 ergastoli. Concludendo in questo modo il suo lavoro, Caponnetto lascia Palermo, ma al suo posto giunge Antonino Meli.
Il POOL è azzerato, Falcone andrà a Roma ed a Marsala verrà mandato Borsellino.
Nel 1992 il principio di una tragedia: il 23 di maggio Falcone viene ucciso nella strage di Capaci con 1000 kg di tritolo. Il 19 luglio viene ucciso anche Borsellino nella strage di via d'Amelio, mentre andava a trovare sua madre.
Da lì il dovere morale di Antonino Caponnetto di andare nelle scuole per “battere un colpo”, e la mattina del 3 dicembre anche noi eravamo lì per questo... per il progetto formazione, che prosegue ormai da anni».
Sergio Tamborrino
Responsabile Regionale Scuola
Incontro con il Liceo Artistico Piero della Francesca di Arezzo
Giovedì 6 Dicembre, decimo anniversario della morte di Antonino Caponnetto, la Fondazione ha incontrato i rappresentanti delle classi terze, quarte e quinte del Liceo Artistico Piero della Francesca di Arezzo. La scelta dei docenti, Agostino Fabbri e Daria Meazzini, è quella di un maggiore impegno dei giovani e di una loro più incisiva azione di coinvolgimento dei propri compagni e compagne. Chi ha partecipato all'incontro deve essere portavoce e deve sollecitare gli atri e le altre al protagonismo civile nel segno della legalità, della partecipazione e della promozione della cittadinanza attiva.
«L'incontro si è aperto con un'interessante illustrazione del fenomeno mafioso in Italia. La discussione si è incentrata in particolar modo sull’attività del fondatore del Pool antimafia, Antonino Caponnetto, nato in Sicilia nel 1920 e poi presto trasferitosi in Toscana.
Il giudice comincia la sua carriera in magistratura nel 1954 lavorando prima a Prato e poi a Firenze. Alla fine del 1983 si trasferisce a Palermo per sostituire Rocco Chinnici, Consigliere Istruttore presso il Tribunale, assassinato dalla mafia nel luglio dello stesso anno.
Qui costituisce il famoso Pool antimafia, una vera e propria novità dal punto di vista formale e sostanziale, di cui fanno parte anche Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello e Leonardo Guarnotta.
Il lavoro del pool porta come risultato il famoso maxi processo di Palermo che porta alla ‘sbarra’ più di 400 persone per reati legati alla criminalità organizzata. Dei 475 imputati - presenti e non - 360 sono condannati. 2665 anni di condanne al carcere sono divisi fra i colpevoli, non includendo gli ergastoli comminati ai diciannove boss di punta della mafia e ai killer.
Caponnetto lascia l’incarico nel 1988 e se ne torna nella sua Firenze, dove aveva lasciato la moglie e tre figli. Confida che a sostituirlo il Consiglio Superiore della Magistratura scelga Giovanni Falcone. Si sbaglia perché a Palermo andrà Antonino Meli.
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino moriranno per mano della mafia tra la primavera e l'estate del 1992, rispettivamente il 23 Maggio e il 19 Luglio.
Incontrare i giovani nelle scuole e parlare con loro di legalità, di impegno civile, di responsabilità, favorire un loro nuovo protagonismo, diffondere una cultura dei diritti contro l'arroganza, la prevaricazione e la criminalità: questo è stato l’impegno che Antonino Caponnetto ha perseguito con straordinaria tenacia fino alla sua morte, convinto di rafforzare la difesa della democrazia e della cultura del diritto a cominciare dai ragazzi, da quelli che saranno i cittadini di domani, nella speranza che crescano con i valori della nostra Costituzione.
Sergio Tamborrino ha poi sottolineato come, da qualche anno a questa parte, la Mafia sia riuscita ad espandersi non solo nel sud dell'Italia ma anche al nord, attraverso attività di riciclaggio e numerose altre attività illegali.
Gli alunni presenti sono intervenuti con diverse domande per capire meglio il fenomeno mafioso in Italia e conoscere come vengono contrastati certi fenomeni anche nel resto d’Europa.
Proprio a questo riguardo, è stata accolta con interesse la proposta di vedere il film di Claudio Cupellini Una vita tranquilla con Toni Servillo che costituirà oggetto di dibattito nel prossimo incontro con la Fondazione fissato per l’8 marzo.
Lo scopo del progetto sarà quello di individuare una emergenza del territorio rispetto alla quale gli studenti dovranno proporre soluzioni oggetto di confronto con le Istituzioni locali».
Ci siamo dati appuntamento per venerdì 8 Marzo 2013.
Sergio Tamborrino
Responsabile Regionale Scuola
domenica 16 dicembre 2012
Gli incontri di Massa e Viareggio
Incontro con l’ITG Toniolo di Massa
Lunedì 10 dicembre ore 5,30 sveglia! Mattinata con due appuntamenti: Massa e Viareggio. Alle 8.10, appena suonata la campanella, ci ritroviamo con le giovani sentinelle della classe quarta che hanno partecipato al progetto lo scorso anno. Ragazzi e ragazze hanno ripreso il tema di cui si sono già occupati: alcuni spazi nella propria città e le opportunità per loro di esprimere proposte e suggerimenti per un governo della comunità locale che coinvolga giovani e cittadini. Nel corso degli incontri di marzo e maggio la classe del Toniolo aveva proposto di utilizzare due edifici storici della città: castello Malaspina e villa della Rinchiostra con manifestazioni ed eventi culturali e ricreativi. Gli amministratori locali avevano presentato dei loro programmi per quegli spazi, ma non avevano manifestato disponibilità ad aprire un confronto puntuale con gli studenti e le studentesse relativo alle politiche culturali e giovanili. I ragazzi avevano inteso questo comportamento come un segnale di poca attenzione al dialogo.
Da questi presupposti è ripresa la discussione in classe e studenti e studentesse hanno deciso di essere più incisivi e ricercare nuovi canali di comunicazione per coinvolgere maggiormente compagni e compagne della propria scuola e degli altri istituti cittadini. Infatti, nella città di Massa, in quattro anni di progetto, abbiamo incontrato giovani di due scuole diverse in tempi differenti che, pur non conoscendosi, hanno sollevato la questione degli spazi per loro, delle opportunità di contribuire alle scelte, in breve di essere protagonisti, indizio questo di un disagio che, ci auguriamo, chi governa la comunità vorrà assumere ricercando strumenti e forme per contenerlo e risolverlo.
In questo senso ci è parsa quanto mai significativa la scelta di costituire un gruppo Giovani sentinelle della legalità Massa su Facebook per costruire una rete di relazioni che abbia come obiettivo la discussione e le scelte relative al loro progetto, in prima battuta, poi ampliare lo spettro delle questioni con una platea più ampia.
La maturità e l’esperienza di questi giovani all’interno della scuola ha superato i confini della stessa per aprirsi alla città e a coloro che la abitano, ed è significativo che la discussione sulla legalità e il richiamo alla responsabilità di ciascuno abbia prodotto questo interesse e questa volontà di mettere a frutto le capacità dei giovani.
La Fondazione condivide il disagio che oggi vive la scuola e condanna il dileggio e l'aggressione agli insegnanti operati da media e politici, che mirano a ridimensionare il ruolo della scuola pubblica, ultimo e insostituibile baluardo della formazione dei cittadini e palestra dell’esercizio della democrazia.
In questa direzione si muove il nostro contributo a favorire il protagonismo giovanile.
Incontro con il Liceo scientifico e tecnologico Galileo Galilei di Viareggio
Sempre lunedì 10, ma alle ore 11.00, dopo esserci trasferiti in fretta da Massa a Viareggio, abbiamo incontrato la classe seconda del Liceo scientifico e tecnologico Galileo Galilei, veteransa del progetto.
Si erano occupati di acqua, in particolare di realizzare un Muro dell’acqua all’interno degli spazi della loro scuola. Proposta che lo scorso anno scolastico era stata accolta con interesse dall’assessore provinciale all’Istruzione, Mario Regoli, sia nell’incontro di maggio sia nella Conferenza finale dell’11 ottobre. I ragazzi hanno manifestato, lunedì, l’intenzione di proseguire e realizzare il loro lavoro promuovendo un concorso nella scuola per il miglior progetto, definire gli ultimi dettagli e chiedere alla Provincia di Lucca di tener fede all'impegno preso.
Anche ai giovani di Viareggio abbiamo proposto di redigere il report degli incontri in collaborazione con la Fondazione; li abbiamo invitati a costituire un gruppo su Facebook con l’obiettivo di allargare la platea e rendere sempre più ampia la partecipazione in modo da diffondere le buone pratiche, che significano tutela dell’acqua pubblica, in accordo con gli esiti referendari, riduzione importante dei rifiuti di plastica, e, soprattutto sul piano simbolico, dimostrazione di cosa significhi partecipazione ed esercizio della democrazia.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Scuola
Inaugurato oggi nuovo presidio Fondazione Antonino Caponnetto intitolato a Piero Luigi Vigna
15 dicembre 2012
Circolo ARCI "Colli Alti" via Indicatorio, 41 - Signa (FI)
Con
ELISABETTA CAPONNETTO moglie del Giudice Antonino
Caponnetto
LEONARDO VIGNA figlio del magistrato Piero Luigi
SALVATORE CALLERI Presidente Fondazione Caponnetto
ALBERTO CRISTIANINI Sindaco di Signa
MARCO NOERO Segretario regionale SILP CGIL
modera: Laura Lippi del forum Sicurezza e Legalità del Partito Democratico metropolitano di Firenze
giovedì 13 dicembre 2012
Giovedì 6 dicembre 2012 - 10° anniversario della morte di Antonino Caponnetto
Giovedì 6 dicembre 10° anniversario della morte di Antonino Caponnetto
In ricordo di Nonno Nino, la Fondazione ha promosso tre incontri per commemorarne la memoria. In mattinata, ad Orvieto, presso il Centro Addestramento di Specializzazione della Guardia di Finanza, si è tenuto il primo appuntamento, con lo slogan "Dalla Caserma Cangelosi alla Caserma Montegrappa .., una storia per il contrasto alle mafie globali" la Fondazione ha voluto ricordare l’accoglienza e l’ospitalità che la Guardia di Finanza ha offerto ad Antonino Caponnetto durante la sua permanenza a Palermo a capo del pool antimafia.
Il ricordo è tanto più significativo per il ruolo del corpo della Guardia di Finanza impegnato al contrasto dell’evasione fiscale ed al controllo del riciclaggio del denaro sporco, compiti quanto mai significativi sia per il recupero di risorse sottratte illecitamente alla collettività, sia per il controllo di legalità esercitato sulle attività economiche.
In contemporanea a Pistoia, città di adozione di Antonino Caponnetto, si è tenuto un incontro con gli studenti presso l’auditorium della Provincia cui hanno partecipato: Domenico Bilotta, Responsabile Scuola della Fondazione Caponnetto, Luigi Marini membro della Corte di Cassazione, Massimo Caponnetto figlio del Giudice, Pino Maniáci direttore di Telejato, Paolo Carrara Presidente della Fondazione Un Raggio di Luce, Mauro Matteucci del Centro di Documentazione e di Progetto Don MIlani e circa 300 ragazzi di varie scuole della città. Particolarmente significativa la testimonianza di Pino Maniáci, che con la sua verve ha affascinato l’uditorio ed ha raccontato di come la lotta contro le mafie attraverso l’informazione indipendente sia straordinariamente efficace. L’emittente che lui dirige ha aperto le porte anche ai giovanissimi, offrendo brevi stage gratuiti, per una prima esperienza sul campo dell’attività di giornalista in Sicilia. In serata, nella Sala Grande del palazzo comunale, alla presenza della Sig.ra Elisabetta Caponnetto, è stato consegnato il premo intitolato a Nonno Nino, premio promosso dalle Fondazioni Caponnetto e Un Raggio di Luce. A riceverlo due donne: la dott.ssa Antonella De Miro, prefetto di Reggio Emilia, da sempre impegnata alla lotta contro la mafia e particolarmente attenta nell’analisi e nella conoscenza dei fenomeni criminosi; ed a Letizia Maniáci, giornalista e saggista, esempio di cosa sia la vera informazione indipendente, e da sempre impegnata coraggiosamente con tutta la sua famiglia a ricercare notizie ed a raccontare cosa siano mafia ed antimafia. La Fondazione è particolarmente orgogliosa nell’aver assegnato il premio a queste due donne, perché in ciò è fedele all’insegnamento di Antonino Caponnetto di non lasciare da solo chi è impegnato, ed è particolarmente esposto nella lotta alla mafia.
Editore Domenico Bilotta
Consigliere e Responsabile Nazionale Scuola
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Incontro con il Pesenti di Cascina e cittadinanza onoraria alla Signora Elisabetta Caponnetto
Incontro con il Pesenti di Cascina e cittadinanza onoraria alla Signora Elisabetta Caponnetto
Mercoledì 5 Dicembre la Fondazione ha incontrato gli studenti e le studentesse del Pesenti di Cascina. Oltre alla classe terza, dello scorso anno, che intende continuare ad occuparsi del tema del gioco d’azzardo, vi è anche una prima anch’essa interessata allo stesso tema, era presente anche una quarta in veste di uditrice, incuriosita dai propri compagni. Con loro sia il prof. Fernando Mellea, nella duplice veste di insegnante e vicario dell’Istituto e di assessore alla Legalità, sia la prof.ssa Stefania Gilli referente del progetto. Dopo il bel lavoro presentato lo scorso anno, ragazzi e ragazze hanno deciso di allargare e arricchire il proprio lavoro coinvolgendo non solo i propri compagni ma anche la cittadinanza. Grazie alla collaborazione del Comune di Cascina, attento e sempre presente, e con il contributo dell’ARCI di Pisa e della nostra Fondazione, il logo realizzato lo scorso anno e ultimato in questi giorni, sarà affisso in tanti esercizi commerciali in modo da creare una vera e propria free zone “gioco poco azzardo tanto”, campagna promossa dal Comune di Cascina, dall’Arci Comitato di Pisa e dalla Fondazione Caponnetto, in virtù della quale commercianti ed esercenti dichiarano apertamente di non avere slot machine nei propri locali. Ci siamo dati appuntamento per il secondo incontro giovedì 7 Marzo 2013 alle ore 16.00
Ma la giornata è stata intensa ed è proseguita nel pomeriggio, nella Sala Comunale insieme alla giunta e al proprio sindaco, Alessio Antonelli, presenti anche gli studenti che hanno seguito il progetto negli scorsi anni ed i cittadini, si è tenuto un Consiglio aperto per il conferimento della cittadinanza onoraria a Nonna Betta. Era presente il prefetto di Pisa, dott. Francesco Tagliente, ed il Consiglio Comunale dei ragazzi. Nonna Betta insieme a tutta la Fondazione è onorata per questo riconoscimento che attesta il tener vivo il ricordo di Antonino Caponnetto e la Fondazione è ben felice di lavorare e accostare l'Amministrazione e la Scuola del proprio territorio nel ruolo di formare i giovani cittadini e dare nel contempo un segnale di cosa sia l’impegno concreto al contrasto alle infiltrazioni mafiose. Infatti sappiamo, da alcune intercettazioni telefoniche, come la mafia sia molto informata dell'attenzione o meno degli amministratori sulle infiltrazioni mafiose sul proprio territorio, infatti in maniera molto esplicita dice: – “In quel Comune non andateci, perché il Sindaco fa di testa sua” – a significare che l’Amministrazione è attenta ai rischi dell’infiltrazione criminale, prevedendo tutte quelle misure idonee a contenere e contrastare i disegni criminosi e che quindi non conviene "lavorare" in quel territorio!
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
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mercoledì 5 dicembre 2012
Open day scuola
Open day della legalità
Incontro con il Comprensivo Caponnetto di Bagno a Ripoli
Il 28 novembre 2012, il progetto delle giovani sentinelle approda a Bagno a Ripoli e fa tappa all'Istituto comprensivo Caponnetto dove incontra gli alunni e le alunne delle classi terze.
Da alcuni anni proprio qui a Bagno a Ripoli abbiamo sperimentato l'open day della legalità con scuole di ordini diversi e i risultati sono stati incoraggianti.
Ad accoglierci, con i propri insegnanti, un primo gruppo di tre classi nelle prime due ore di lezione, poi un altro gruppo di due, nelle ultime due ore. Anche a loro, come ai compagni delle classi superiori, abbiamo richiesto una maggiore collaborazione e partecipazione. E infatti le belle foto di questo incontro sono di Sharmarke Abdulkader, mentre parte del report è a cura di Veronica, Niccolò, Sara, Anthea., Carolina e Sofia.
Proprio per questa ragione, da quest'anno, i report giungeranno con qualche giorno di ritardo proprio per consentire ai ragazzi e alle ragazze impegnati a redigerlo di avere il tempo necessario per incontrarsi e farlo.
Attenti e curiosi ragazzi e ragazze hanno seguito la presentazione della Fondazione.
«L'argomento principale trattato è stato la MAFIA e i tentativi dello Stato italiano di liberare il Paese da questa organizzazione criminale, anche con la costituzione del POOL ANTIMAFIA, che si formò a Palermo per merito di Antonino Caponnetto. Nato in Sicilia nel 1920, la sua famiglia si era poi trasferita in Toscana quando era molto piccolo. Nel 1954 entrò in magistratura, fu prima pretore a Prato e magistrato a Firenze. Scelto dal Consiglio Superiore della Magistratura come Consigliere istruttore a Palermo per prendere il posto di Rocco Chinnici, assassinato dalla mafia nel luglio del 1983, si trasferì nella città siciliana alla fine del 1983. Qui costituì il pool antimafia e a farne parte furono, oltre a Caponnetto, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Leonardo Guarnotta e Giuseppe Di Lello. Grazie alla loro opera fu possibile arrestare molti mafiosi e istituire il maxi processo. L'incarico di Consigliere istruttore a Palermo si concluse nel 1988 e Caponnetto tornò a Firenze convinto che a succedergli sarebbe stato Giovanni Falcone, invece il CSM gli preferì A. Meli. Falcone si trasferì a Roma dove promosse la formazione della DIA (Direzione Investigativa Antimafia).
In origine, la mafia si concentrava maggiormente nel meridione italiano, ma recentemente si è espansa anche nel settentrione e opera attraverso il riciclaggio del denaro (droghe, prostituzione, armi illegali e altre azioni illecite).
Tra la primavera e l' estate del 1992 furono assassinati Falcone (23 maggio) e Borsellino (19 luglio) e Caponnetto, dopo la morte dei suoi compagni, dapprima si scoraggiò pensando che tutto il lavoro svolto in quegli anni fosse finito, ma subito dopo, grazie al sostegno dei ragazzi, che dicevano: «Caponnetto non ci lasciare, chi ci difende ora?», il giudice decise di non sprecare tempo, di andare nelle scuole e parlare con i ragazzi, cercando di porre il problema con serietà., impegno a cui si dedicò negli ultimi 10 anni di vita.
Secondo noi, lo scopo di questo incontro è stato far capire ai ragazzi di oggi la gravità della situazione nel nostro Paese, e, riflettendoci, trovare delle soluzioni per migliorare il presente e il futuro. A parer nostro, la mafia va sconfitta perché sta rovinando il futuro e la vita di molte persone, soprattutto il futuro di noi ragazzi».
Dopo un confronto vivace e partecipato ai ragazzi e alle ragazze abbiamo lanciato la sfida di un percorso formativo di cittadinanza, chiedendo loro di prendersi cura di un tema particolarmente caro sul proprio territorio o comunità, di studiarlo e approfondirlo in modo che il prossimo 13 marzo i ragazzi siano pronti al confrontarsi con cittadini e amministratori comunali per una ricerca di soluzioni condivise dei problemi sollevati.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Scuola
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