Visualizzazione post con etichetta arezzo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arezzo. Mostra tutti i post

venerdì 10 luglio 2020

numero 4 Le SENTINELLE DI NONNO Nino!!

Tanti altri contributi dalle Giovani sentinelle 
Altri ancora su: Che cosa accadrà con l’educazione civica?
Rifiuti e legalità
La giustizia continua a muoversi come un bradipo
La cultura della cura
Ustica, 40 anni di falsità e di depistaggi
Alla ricerca delle masche­rine perdute!

E tanto altro da leggere con il numero 4 
Le SENTINELLE DI NONNO Nino
Clicca sotto e buona lettura 

mercoledì 6 novembre 2019

Martedì 5 altri 4 appuntamenti fra Prato e in provincia di Arezzo




A Bibbiena a smentire i luoghi comuni che i politici sono tutti uguali, è stato Francesco Frenos. Già presidente del Consiglio comunale e, con l’insediamento della nuova Amministrazione, assessore con deleghe alla Sicurezza Urbana, ai Rapporti con il Consiglio e al Sociale, ha seguito negli ultimi cinque anni il progetto Giovani sentinelle, sempre accanto ai suoi giovani cittadini, era ad attenderci all’ingresso dell’Istituto Comprensivo B. Dovizi. In sala tanti ragazzi, la Dirigente Scolastica, Alessandra Mucci, l’insegnante  referente, Ilaria Teghini, che sostituisce la vulcanica Wanda Mancini andata in pensione. Ma anche qui un’altra gradita sorpresa a fare la differenza: un giovanissimo sindaco,  Filippo Vagnoli, ha voluto far conoscere la volontà e l’impegno del Comune verso i propri giovani cittadini riguardo la loro formazione a divenire protagonisti responsabili del proprio territorio. 

E ancora: Francesco Frenos, nel salutare commosso i giovanissimi, ha voluto presentare un altro giovanissimo consigliere con delega all’Educazione Civica, Gianluca Donati, che seguirà il percorso formativo e ha voluto rimanere fino alla fine per conoscere meglio tutte le varie fasi del progetto. Tutti comportamenti da far vergognare quelli che hanno rifiutato il dialogo richiesto dai propri giovani o non hanno aperto le porte delle sale per il confronto. Antonino Caponnetto esortava a fare delle scelte dalla parte cui stare e fare pulizia nei propri ranghi. Noi le scelte le abbiamo fatte e denunceremo sempre la parte sbagliata!

Una platea attenta ha seguito e ha partecipato ai lavori, è intervenuto il sindaco dei ragazzi, che ha illustrato il tema scelto lo scorso anno e abbiamo segnato le tracce per questo nuovo anno, tenendo presente anche i cambiamenti negli appuntamenti  di maggio quando ragazze e ragazzi saranno sempre più coinvolti.

Filmati, esempi e suggerimenti che vengono da altre scuole denotano la maturità crescente di ragazze e ragazzi e dinanzi alla vicenda dei giovani di Motta Sant’Anastasia e il loro diritto alla salute e a manifestare sanciti dalla Costituzione, rispondono i ragazzi e le ragazze di Bibbiena offrendo la propria solidarietà ai giovani dell’Istituto comprensivo Gabriele D’Annunzio di Motta Sant’Anastasia, divenendo così anche loro disdicevoli bambini pensanti!

Con loro ci siamo dati appuntamento per mercoledì 26 febbraio.

Gli altri tre appuntamenti della giornata sono a Prato: due con i giovanissimi delle medie e uno con i più grandi dell’Istituto Tecnico P. Dagomari.

Al Comprensivo Pier Cironi ci hanno accolto, con le loro insegnanti referenti Francesca Noci e Roberta Turchi, ragazzi e ragazze di due classi seconde che potranno seguire il percorso fino alla Conferenza finale del prossimo ottobre e poi lasciare il testimone ai compagni più piccoli. Con loro ci siamo dilungati sulla figura di Antonino Caponnetto e sul significato dell’essere cittadini. Quali sono le qualità del cittadino? E nella forma dello scambio e del dialogo abbiamo cercato di delineare i caratteri della cittadinanza e richiamare ragazzi e ragazze alla responsabilità e alla fatica di scegliere il giusto, di non rinunciare a schierarsi, di non voltarsi dall’altra parte, tutti comportamenti che favoriscono il disimpegno e il disinteresse. Ai giovanissimi abbiamo ricordato che per l’appuntamento di maggio introdurremo una modalità nuova di scambio e confronto fra pari in modo che le proposte escano fuori dalla propria scuola e contagino altri coetanei e coetanee, trovino spazio e ascolto nel quartiere e in città.

Entrare nel Convitto Cicognini non è mai banale. Il fascino della storia che lo ha attraversato si mescola con il fascino del presente futuribile di un enorme e poderoso edificio popolato da una moltitudine di studenti di varia età e delle più diverse provenienze. Passato, presente e futuro assieme.

Nel teatro del Cicognini sono arrivati tanti giovanissimi scatenati accompagnati dagli insegnanti Antonio Cavuoti, Maria Barone, Sonia Lombardi e Dario Parisi, Anna Iorio, Elisabetta Collini,Sabrina Consorti, Rossana Tofani, e con loro siamo entrati nel vivo del progetto della fondazione Caponnetto.

In pochi avevano già esperienza delle Giovani sentinelle e pertanto abbiamo iniziato col raccontare la storia del giudice Caponnetto e di come fosse riuscito a coordinare forze investigative e giudiziarie prima scompaginate, fino a creare il pool antimafia e a istruire il maxi processo.

L'unione e la collaborazione possono portare a risultati enormi.

Con i ragazzi abbiamo ingaggiato un confronto su come si può venire "assoldati" dalla criminalità già giovanissimi e magari per strada "casualmente" e il dibattito su come comportarsi si è fatto molto acceso. Come reagire all'avvicinarsi di estranei? Cosa rispondere a proposte "strane" e misteriose ma accattivanti come le offerte di denaro per apparentemente piccole commissioni?

Abbiamo subito proiettato questi dubbi, su situazioni estranee, anche nel mondo digitale mettendo in guardia i giovanissimi presenti dall'accettare contatti con estranei sui canali sociali di internet come Tik Tok che è attualmente il più popolare dei social tra gli under 15, almeno, seguito poi da Instagram. Tutte piattaforme dove chiunque può spacciarsi con un’identità falsa.

Proiettare il video che racconta la vicenda di Antonino Caponnetto, anche dopo averlo visto oramai centinaia di volte, colpisce sempre e i ragazzi lo hanno seguito con attenzione. Alla conclusione una delle docenti, palermitana, ci ha raccontato di come, al tempo, abitasse molto vicino a via D'Amelio e come ricordi in modo lancinante lo scoppio della bomba che uccise il giudice Paolo Borsellino e i ragazzi della scorta, vittime tragiche mai abbastanza ricordate che hanno dato la vita per noi: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Fabio Li Muli.

La mattinata si è conclusa con l'intento di preparare un progetto comune, un obbiettivo individuato democraticamente da presentare al secondo incontro quando i giovani saranno ospiti dell’amministrazione comunale. 

Ultimo appuntamento all’Istituto Dagomari. Tre classi con gli insegnanti referenti, Gerardo Furzi e Costanza Crinetti, ci hanno accolto nell’aula magna della scuola. Una di esse ha già partecipato lo scorso anno ed è stata autrice del bel lavoro sul Deep and dark web e quel loro lavoro aveva suscitato l’interesse e la curiosità dei giovanissimi delle altre scuole della provincia di Prato che avevano invitato quelli del Dagomari ad illustrare il loro lavoro nella propria scuola, anticipando in questo modo il mutamento che intendiamo realizzare in questo anno scolastico. 

E a quel lavoro abbiamo fatto subito riferimento ricordando che la rete televisiva pubblica BBC ha deciso di utilizzare il web oscuro per raggiungere i cittadini di quei paesi che non hanno possibilità di accedere all’informazione per via di una censura stringente. Lo avevamo messo in rilievo lo scorso anno questo aspetto doppio, il web oscuro e profondo come luogo dell’illecito e come luogo dove poter esercitare la libertà di informarsi. 

Dopo aver ringraziato i giovani per averci fatto scoprire questo luogo, abbiamo ripreso a ragionare per analogia: agli occhi di chi è distratto, di chi si disinteressa la mafia si presenta come qualcosa di oscuro e inavvicinabile ma anche come chi offre dei “servizi”, tutti illeciti, ma che soddisfano dei bisogni: smaltire rifiuti pericolosi, soddisfare i desideri dello sballo con la droga o con la prostituzione. Di fronte a tali “proposte allettanti” occorre esercitare pienamente le proprie capacità di giudizio e di discernimento, saper distinguere il grano dal loglio. Per questo compito è necessario formare una coscienza civica e un abito improntato ai valori della Costituzione. E per queste ragioni che la mafia ha più paura della scuola che della stessa giustizia, come ci ricordava sempre Antonino Caponnetto, e siamo sempre più convinti con Gesualdo Bufalino che sarà sconfitta da un esercito di maestre.
L’attenzione e la vivacità dei giovani del Dagomari fa ben sperare nella prosecuzione del percorso educativo.

Per le sentinelle di Prato l’appuntamento sarà invece per martedì 25 febbraio.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 5 novembre 2019

Le giovani sentinelle iniziano un nuovo anno in difesa dei valori Costituzionali

Lunedì 4 novembre hanno preso il via gli incontri delle Giovani sentinelle in Toscana. 

Nonostante i tagli ai già pochi finanziamenti, non possiamo dire no alle richieste di tante scuole, agli insegnanti e alle migliaia di giovani che vogliono essere protagonisti del proprio futuro. Per rispondere ai loro bisogni, non lasciarli soli, questa mattina abbiamo tenuto quattro incontri: due in provincia di Firenze e due in provincia di Arezzo.

Nella città di Petrarca a darci il benvenuto sono i giovanissimi della classe prima del Liceo Piero della Francesca con i loro storici insegnanti, Daria Meazzini e Agostino Fabbri, nostri compagni di viaggio oramai da dieci anni. 

Ad aprire i lavori, una canzone di Fiorella Mannoia, il cui testo racchiude l’intendimento e il programma non solo della scuola aretina ma - siamo certi - di tutte le scuole e di tutto il progetto Giovani sentinelle. Mentre scorreva il testo: «È una regola che vale in tutto l’universo. Chi non lotta per qualcosa ha già perso. E anche se il mondo può far male non ho mai smesso di lottare», ancora una volta il linguaggio della musica faceva riflettere più di ogni altra cosa: i tanti temi affrontati in questi anni con impegno ed entusiasmo da parte di ragazzi e ragazze guidati da insegnanti coraggiosi: contro le dipendenze, in difesa dei monumenti e dei propri territori, immigrazione, contro il razzismo, in difesa dei più deboli, contro il bullismo, la violenza sulle donne e tanti altri temi. 

Ad Arezzo e in alcune altre città, questi temi sono passati nell’indifferenza più totale da parte di alcune amministrazioni locali.

Ci vengono in mente le parole di Antonino Caponnetto quando incitava i giovani a non  mollare dicendo: le battaglie in cui si crede non sono mai perse! O una famosa frase: resistere, resistere, resistere. E dopo i fattacci degli ultimi tempi siamo ancora più convinti di stare accanto, o ancora meglio, dentro il tempio della scuola!

Di tutt’altra natura l’appuntamento dei giovani di Anghiari. All’ingresso della scuola ad attenderci il sindaco e l’assessore che pur non coinvolti in questa prima fase hanno voluto far sentire la loro vicinanza con un saluto ai giovani cittadini, alle loro nuove proposte. Due anni fa i ragazzi hanno chiesto al loro sindaco la progettazione di cestini per i rifiuti, in particolare delle cicche delle sigarette, prevedendo anche una cartellonistica per la sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente, da collocare nel loro splendido centro storico. 

Il progetto che coniuga tradizioni, arte e bellezza è stato interamente realizzato da ragazzi e ragazze ed è in fase esecutiva. Subito dopo partendo dalle esperienze vissute è nato un interessante dibattito anche sulle basi di quello appena concluso con i loro coetanei di Arezzo. È emerso la necessità di cambiare strategie grazie anche ai confronti avuti dalle conferenze finali. La scelta soprattutto nei terzi appuntamenti provinciali di maggio, di non rincorrere quelle istituzioni che hanno mancato gli appuntamenti o sono state restie al confronto o a concedere le sale. Il confronto avverrà fra scuole della stessa provincia che si confronteranno sui singoli temi scelti facendoli propri e, nel contempo, dividendosi in gruppi e tenendosi in rete, prepareranno le conferenze finali del prossimo ottobre che le vedrà protagoniste e partecipi al confronto con senatori e deputati. Un altro punto emerso nella mattinata è stato il bisogno di coinvolgere e cercare coesioni con altri loro coetanei sotto la regia dei loro insegnanti. 

Quelli del liceo di Anghiari, non essendo più sotto la direzione di Arezzo, ma facendo parte dell’IIS G. Giovagnoli di San Sepolcro, hanno deciso di coinvolgere nel progetto coetanei e coetanee del nuovo istituto chiedendoci di ritornare in questa nuova scuola per il 14 di novembre. Abbiamo subito accettato la loro proposta in contrapposizione a chi, con i tagli a finanziamenti ai progetti di educazione civica, pensa che non sia più un’emergenza il fascismo, il razzismo  o che i mafiosi, che si sono macchiati di decine e decine di delitti non meritano l’ergastolo, dimenticando che cosa nostra pur di fare abrogare o attenuare il regime dell’articolo 41bis del Codice penale ricattò lo Stato negli anni 1992-1994 a suon di bombe.

Del terzo appuntamento, occasione di scambio e condivisione fra studenti e studentesse che vengono da scuole e da esperienze diverse in modo da sedimentare i temi oggetto di riflessione e approfondimento in più luoghi, di promuovere la migrazione delle buone idee e delle pratiche di cittadinanza fra gruppi più estesi, abbiamo parlato con giovani e giovanissimi di Bagno a Ripoli. Prima con i più grandi delle tre classi dell’Istituto Volta Gobetti, veterani che hanno partecipato al percorso lo scorso anno e hanno messo a punto uno sciroppo antifumo, poi con le due classi, una prima e una terza, della media del Comprensivo Antonino Caponnetto sempre dello stesso Istituto.

In tutte e due i casi abbiamo voluto sottolineare il tema della responsabilità che ciascuno e ciascuna ha nella scelta di non voltarsi dall’altra parte, di non essere complice dell’indifferenza e della assenza di giudizi di fronte alle vicende umane. In questo brodo di coltura cresce la grande criminalità e il male diviene banale. Lo scambio e la discussione lasciano ben sperare che si irrobustisca un costume civico coerente con i nostri valori costituzionali.

Le giovani sentinelle iniziano un nuovo anno in difesa dei valori Costituzionali



Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 4 giugno 2019

Il terzo incontro con le Sentinelle aretine

Venerdì 17 maggio, ultimo appuntamento in Toscana con le giovani sentinelle. 

Ad Arezzo, al contrario di Venezia, dal momento che la Provincia di Arezzo non aveva sale sufficientemente ampie per ospitare le scuole del territorio, è stato il Comune di Arezzo ad ospitare nel teatro Tenda  della città e, nonostante la ricerca della sala si sia protratta fino all’ultima ora, creando disagi e per alcuni l’impossibilità a partecipare, quattro delle scuole aderenti al progetto hanno avuto modo di confrontarsi non con le proprie istituzioni ma almeno fra loro.

Per i disagi, assieme al problema tecnico del proiettore che abbiamo risolto utilizzando quello della Fondazione, l’incontro è iniziato in ritardo, ma la passione e l’entusiasmo dei ragazzi, i temi e lavori presentati ci hanno ripagato della nostra intransigenza e di non aver deluso le loro aspettative.

Hanno dato il via alla mattinata i ragazzi dell’Istituto comprensivo B. Dovizi di Bibbiena, accompagnati da una delle loro insegnanti, Ilaria Teghini. Si sono dedicati alla loro città, alla sua storia, scritta spesso sulle pietre delle sue mura o nella memoria dei loro “nonni”.
Ispirandosi all’articolo 9 della nostra Carta Costituzionale, che recita: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione», hanno realizzato una ricerca storica fatta anche dalle tante storie racchiuse in angoli, in strade e nella memoria della loro Bibbiena. 

Hanno realizzato un video con interviste agli anziani del luogo e, grazie al contributo del loro Comune in particolare del presidente del Consiglio Francesco Frenos e alla collaborazione con l’associazione degli industriali del Casentino Prospettiva Casentino di cui fa parte anche Aruba, è allo studio la realizzazione di una Applicazione con lo scopo di promuovere il turismo attraverso la storia, i luoghi e le tradizioni di Bibbiena e del suo territorio.
 
Dai ragazzi del Dovizi viene un messaggio fondamentale, fare memoria storica attraverso la conservazione di fatti, di località e persone, indispensabile per la crescita culturale e il progresso del proprio territorio.

Hanno preso poi la parola i ragazzi e le ragazze del Liceo Giovanni da San Giovanni, accompagnati dagli insegnanti Laura Vanni, Letizia Verdi e Francesco Maria Grasso.

Le due classi dell’Istituto hanno realizzato una ricerca approfondita sulle droghe e sullo spaccio tra i giovanissimi in Valdarno, ne hanno analizzato il problema e le strategie di intervento. La scelta è nata dopo l’arresto di un sedicenne trovato con 30 grammi di marijana e grazie a telecamere istallate per l’indagine in un istituto della città, hanno scoperto che minorenni spacciavano droga ai propri compagni nei bagni della scuola. Il bel lavoro si è concretizzato nella realizzazione di un depliant informativo da distribuire con l’obbiettivo di coinvolgere altre scuole della propria città.

Subito dopo, ad essere protagonisti sono stati i ragazzi e le ragazze del liceo Piero della Francesca di Arezzo con i loro insostituibili insegnanti Agostino Fabbri e Daria Meazzini, ormai parte fondamentale del progetto Sentinelle. Con la loro grande esperienza hanno coinvolto un numero considerevole di ragazzi e ragazze in questi 10 anni di collaborazione. Quest’anno la professoressa Meazzini si è cimentata, come alcuni anni fa il suo collega Fabbri, nel ruolo di attrice nel video realizzato dai ragazzi dove, con gli studenti, mette in rilievo, con efficace sarcasmo e indubbio realismo, cosa la persone pensino degli handicappati.

I giovani del Piero della Francesca hanno incontrato una ragazza che vive “seduta”,  Martina, formidabile testimonial, oppositrice dei ridicoli pregiudizi sui disabili, che assieme al suo ragazzo, Andrea, e alla collaborazione degli studenti dei suoi due insegnanti del Piero della Francesca, è divenuta protagonista del video e ora anche autrice di un blog come guida alla realtà di chi vive “seduto”.

Assieme, ragazzi e Martina, hanno scoperto nuovi punti di vista per chi vive in piedi e chi seduto e come le principali e primarie “barriere” verso i disabili siano annidate nella mentalità e nei pregiudizi diffusi.

Hanno concluso l’incontro gli studenti dell’Istituto Vegni di Cortona con la professoressa Silvia Romizi presentando un ampio lavoro sulle carenze e le esigenze della vita quotidiana partendo dalla famiglia: «Abbiamo pensato al futuro della famiglia», con queste parole hanno proposto incentivi e facilitazioni sociali e fiscali per le famiglie, ma anche apertura serale una volta al mese degli asili per permettere ai genitori una serata in libertà. 

E ancora l’Educazione civica nelle scuole per comprendere il funzionamento dello Stato, ma anche centri ricreativi nel territorio, a scuola l’educazione sessuale per i ragazzi e le ragazze ma anche fontanelle di acqua potabile per limitare il la quantità delle bottigliette di plastica. Infine, la manutenzione e la pulizia degli spazi pubblici e delle strade ma anche spazi verdi e luoghi per incontrarsi. Il buon funzionamento di una società si basa sul rispetto delle regole che garantisce il diritto di tutti. 

Questa panoramica mostra come ci sia consapevolezza e idee chiare da parte dei giovani, decisi e chiari nei loro obiettivi, che usano la tecnologia senza farsi usare e che chiedono udienza per le proprie istanze. Ma udienza non c’è stata da parte di amministratori e amministratrici, assenti e forse inconsapevoli dell’importanza di interloquire con i propri giovani cittadini. Il buon funzionamento della società non è arrivato dalla politica ma dagli studenti e studentesse per scoprire quanto accade nelle scuole accanto, cosa si muove e che cosa si può condividere, su quali temi riflettere e quali percorsi intraprendere.
Occorrerà riflettere sulle modalità per uno scambio e una condivisione articolata di temi e linguaggi in modo che l’enorme patrimonio di idee e proposte non vada disperso.

Con i ragazzi e le ragazze di tutta la Toscana l’appuntamento prossimo è l’11 ottobre al teatro Verdi di Firenze per la Conferenza finale.


Sergio Tamborrino e Claudio Gherardini

mercoledì 20 marzo 2019

Due appuntamenti con le giovani sentinelle dell'aretino mercoledì 13 marzo


Due appuntamenti con le giovani sentinelle dell'aretino mercoledì 13 marzo.

Nel salone della Giostra del Saracino del palazzo dei Priori, tra i più antichi e prestigiosi di Arezzo, dove ha sede l'amministrazione comunale, il vicepresidente del Consiglio, Angelo Rossi, ha accolto ragazze e ragazzi del liceo Piero della Francesca. Con loro Daria Meazzini e Marilena Cifani, docenti della scuola, e Martina Naccarato. Assente Agostino Fabbri, l'altro docente nostro compagno di viaggio sin dagli esordi del progetto. 

Studenti e studentesse hanno conosciuto Martina, che ha studiato nella loro scuola qualche anno fa, a seguito della scelta di occuparsi di barriere architettoniche, un tema inusuale in questo nostro percorso e tuttavia di grande rilievo perché le barriere architettoniche creano cittadini di serie A e di serie B.
Il primo incontro con Martina è stato molto emozionante e intenso e lei è stata bravissima a rompere il ghiaccio nel presentarsi.

Coloro che non sono "perfettamente" "normodotati" vivono una vita diversa e certamente peggiore della maggioranza di noi e solo in parte per causa della loro problematica personale.

Il metodo scelto dai ragazzi aretini per conoscere e capire il problema delle barriere è stato un metodo scioccante quanto efficace: hanno vissuto per quanto possibile una esperienza diretta di come un portatore di handicap, sulla sua carrozzina, tenta di muoversi in città.

Gli studenti hanno avuto una  "guida" d'eccezione per questa esperienza che non dimenticheranno, una radiosa ragazza che vive da sempre "seduta".

Questa la definizione per chi ha una disabilità che hanno ripreso da Martina che, pur convinta di essere timida, ha guidato, assieme al suo fidanzato Paolo, le classi  seconda e terza del Piero della Francesca in una passeggiata per le strade di Arezzo, il cui centro storico plurisecolare presenta barriere insormontabili per chi vive "seduto" e vuole spostarsi. 

Martina fa parte di quella "squadra" di italiani "seduti", talmente positivi e pieni di energia, che ci fanno sospettare che a essere "portatori di handicap" siamo più noi che loro.

Martina e il suo fidanzato, che ha dovuto resistere alle opposizioni familiari, al fatto che avesse scelto una partner "handicappata", ci hanno  mostrato come siano felici e come affetto, amore e energia positiva sopperiscano ai problemi "tecnici" efficacemente.

Adele Papalini, Irene Borghesi, Irene Mantovani, Elisa Romanelli e Diletta Acosta, accompagnate dalla proiezione di slide in powerpoint realizzate durante il "viaggio" da "sedute" nel centro di Arezzo, hanno introdotto i temi della disabilità e delle barriere architettoniche, le hanno definite e hanno introdotto i primi rudimenti della normativa relativa; hanno spiegato cosa si intende per accessibilità e adattabilità e hanno chiuso invitandoci a rimuovere le barriere mentali.    

D'altronde il vicepresidente del Consiglio Comunale di Arezzo, Angelo Rossi, ha ricordato a tutti che il grado di civiltà di un popolo si misura in base a come tratta le minoranze, e i portatori di handicap, detti anche "diversamente abili", sono una minoranza i cui diritti alla libertà di movimento sono in larga parte negati.

 Poi, Martina, con il suo sorriso travolgente, ha iniziato il suo intervento nella sala "ufficiale" della presentazione del progetto delle sentinelle aretine, e pur dichiarandosi molto emozionata, ci ha spiegato come affronta la sua vita da seduta. Angelo Rossi è intervenuto dopo, visibilmente colpito dalla vicenda di Martina. Ha ricordato le evidenti difficoltà di rendere agibili alle carrozzine le vie e vicoli del bellissimo e antichissimo centro storico di Arezzo, ma ha puntualizzato anche come, non solo gli edifici antichi risalgono a epoche dove non si considerava il problema, ma anche molte zone costruite in epoche più recenti siano state realizzate senza tenere conto degli ostacoli architettonici. Auspica anche che gli studenti incontrino l'architetto Paolo Polezzi che è responsabile del settore per il Comune di Arezzo per vedere cosa si potrà fare in merito.

Insegnanti e studenti hanno ringraziato la Fondazione Caponnetto che con il progetto "I giovani sentinelle della legalità" ha offerto l'opportunità di fare queste esperienze importanti.

L'incontro si è concluso dandoci appuntamento in maggio per il terzo appuntamento con le altre scuole della provincia.




Il secondo incontro della giornata si è tenuto a Cortona. Ragazze e ragazzi dell’ISIS A. Vegni – Capezzine sono stati accolti nella bella e antica sala comunale di Cortona sala la vice sindaca con la delega all’Istruzione e alle Pari Opportunità, Tania Salvi. Il tema della serata è Felicità come bene comune. Con ragazzi e ragazze gli insegnanti referenti, Silvia Romizi e Francesco Luigi Camerini.

Hanno preso la parola i giovani illustrando il significato del loro tema: non vi può essere felicità se non si seguono delle regole. Il buon funzionamento di una società si basa sul rispetto delle regole che garantisce il diritto di tutti. Sono passati poi ad analizzare i pro e i contro del loro territorio e come intervenire come cittadini responsabili. Ancora una volta, i giovani al contrario degli adulti mettono in primo piano la loro preoccupazione riguardo l’ambiente. 

Per far diventare il loro comune più ecologico avevano pensato ad un comune 2.0 con colonnine di ricarica per auto elettriche; lampioni ad energia solare; mezzi pubblici elettrici. 

Ancora, per una società attenta, è rilevante il ruolo della famiglia in quanto cuore pulsante di una società e quindi garantire agevolazioni riguardo l’istruzione dei loro figli. 

Per questo motivo propongono di mettere in atto il progetto banca del tempo in modo da recuperare le abitudini ormai perdute del mutuo aiuto tipiche dei rapporti di buon vicinato, ma anche estenderlo ai Comuni quando una famiglia è in difficoltà economica e ha un debito con il proprio ente poterlo onorare nel mettere a disposizione per servizi il proprio tempo, permetterebbe così  al  Comune di essere più bello e sistemato ma, nel frattempo, di dare una mano alla famiglia. 

Un altro punto essenziale per il benessere è affrontare e tenere in considerazione i problemi adolescenziali e non dando colpe tipo: «vai male a scuola? colpa della tecnologia perché stai sempre col telefonino». Molti ragazzi soffrono di ansia, di depressione, disturbi comportamentali o disagi. La causa è sicuramente della troppa tecnologia, ma se lo chiediamo al ragazzo il motivo della propria depressione, ansia o disturbo la maggior parte risponderà che la colpa alla troppa pressione della propria famiglia o il troppo studio o le varie discriminazioni tra compagni di classe. I giovani affermano che le uniche preoccupazioni per la maggior parte dei genitori sono di ottenere ottimi voti a scuola, perché questo porterà ad un buon lavoro, tralasciando o non conoscendo le vere problematiche del figlio.

Un altro tema molto sentito fra i giovani è l’educazione sessuale. Proseguono nel dire che: «nei primi anni di adolescenza c'è un cambiamento per tutti, sia maschi sia femmine, sia nel corpo, sia nella mente, e noi stessi iniziamo a conoscerci meglio. Iniziano a comparire i primi peli, il nostro tono di voce cambia, mentre le ragazze iniziano ad avere le prime mestruazioni. Ed è proprio durante questo periodo di cambiamento che ci si inizia ad interfacciare con nuovi argomenti, tra cui anche la sessualità. Ma come possiamo veramente definire quest’ultima?

L’atto sessuale è un atto di intimità tra due individui che si mettono a nudo non solo dal punto fisico, ma anche psicologico». I ragazzi richiamano l’attenzione su come oggi per molti, soprattutto in famiglia, è un tabù e affrontato fra coetanei porta i ragazzi ad essere incerti e sentirsi incapaci. Oggi sicuramente c’è più libertà nei rapporti ma meno conoscenza sui rischi riguardo la salute come l’AIDS o, comunque, le malattie veneree.

La loro proposta a far sì che a scuola ci sia l’educazione sessuale in modo che i giovani possono ricevere una corretta conoscenza, senza essere presi di mira o giudicati dai propri compagni. Queste riflessioni sono particolarmente pertinenti per l’omosessualità quando il ragazzo o la ragazza vive da solo il suo disagio per paura di non essere accettato dai suoi genitori o dai suoi amici. Per questo, i ragazzi impauriti dal coming out, vorrebbero più sostegno da parte degli insegnanti, che dovrebbero prevedere dello spazio specifico nell’attività interdisciplinare della scuola.

Tania Salvi ha seguito sin dall’inizio con attenzione le proposte dei giovani, prendendo appunti e ha voluto rispondere con puntualità alle richieste dei giovani cittadini. Ha voluto iniziare proprio dall’ultima proposta, per informare che in passato l’amministrazione aveva concentrato l’attenzione più sulla donna e il femminicidio ma, negli ultimi tempi, ha allargato la sua attività più sul contrasto e la cultura formativa e quindi anche sull’omofobia e su ogni fenomeno violento, offensivo o aggressivo. Tre anni fa l'amministrazione ha elaborato la proposta contro le discriminazioni, votata poi in Consiglio senza le opposizioni, in quanto hanno abbandonato l’aula prima del voto.

Ha continuato nel ribadire che al di là dell’atto politico, vi sono  state molte iniziative: filmografie, presentazioni di libri e testi anche in biblioteca, e non in sezioni dedicate! Anche per fasce di età, compreso i bambini, riguardo l’educazione all’uguaglianza, o i nonni che spesso diventano al contrario dei genitori complici e quindi di aiuto per i giovani. 

Non mancano altre attività per sensibilizzare la cittadinanza su temi scottanti, compresi il bullismo e il cyber bullismo. Si è dichiarata disponibile con ragazzi e ragazze, qualora avessero una iniziativa da mettere in campo su queste tematiche, ricordando che vi sono dei finanziamenti anche da parte della Regione Toscana per la sensibilizzazione e al contrasto a questi fenomeni. 

Riguardo l’aiuto alle famiglie, ha ricordato ai ragazzi che l’Amministrazione ha messo da sempre la sua priorità, infatti per i più piccoli vi sono le ludoteche o con l’aiuto di pediatri è vicina alle famiglia per offrire un servizio sempre puntuale. Ha riconosciuto che si fa meno sulla fascia di età delle medie e delle superiori ma l’incontro di oggi e i temi sollevati dai ragazzi sollecitano una maggiore attenzione chiedendo un aiuto ai Sert su questi temi ma anche sulle ludopatie e le dipendenze da tecnologie.

Riguardo l’ambiente si è promessa di informarsi con l’assessore di competenza ricordando comunque che Cortona non ha colonnine di ricariche elettriche ma ha acquistato delle bici elettriche e comunque vi è  attenzione alla questione.

La serata è scorsa veloce lasciando però soddisfatti del confronto ragazze e ragazzi.

La Fondazione ha lodato le iniziative dell’Amministrazione e ben vengano sollecitazioni da parte dei giovani al contrasto alla diversità sancita anche dalla nostra meravigliosa Carta affinché sprofondino nella vergogna dichiarazioni come quella fatta da un candidato di una brutta politica asserendo, a mò di medaglia al valore, che nella sua famiglia non vi erano gay!

La fondazione ha invitato l’assessora, che lo ha messo in agenda, lunedì 13 maggio all’incontro provinciale del progetto, sollecitando i ragazzi a preparare le loro proposte da inserire nell’agenda dei bisogni fatta da tutte le scuole da presentare alla Conferenza finale di Ottobre.


Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino e Claudio Gherardini