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sabato 1 giugno 2019

Terzo appuntamento a Padova e … Notizie da Venezia!

Giovedì 16 maggio ultimo appuntamento delle giovani sentinelle a Padova. 

Ad animare la giornata sono solo i ragazzi e le ragazze dell’Istituto comprensivo di Cadoneghe. Dispiace per i giovanissimi dei tre plessi Pacinotti, Falconetto e Levi Civita del VII Istituto Comprensivo della città che avevano con passione lavorato sul tema La nostra scuola - Sicuri a scuola, ma non avevano le autorizzazioni per lo spostamento in quanto tutto il Consiglio di Istituto si è dimesso. Assenti anche tutti gli altri istituti della provincia e anche l’Istituto Tecnico Tecnologico Economico Galileo di Arzignano al quale, per essere il solo della provincia di Vicenza, avevamo proposto di partecipare al confronto con le altre scuole di Padova.

Come tutor del progetto continuiamo a ripetere anche alle scuole che richiedere sale ampie per la partecipazione è un diritto ma è anche un dovere rispettare le comunicazioni date sul numero dei presenti. 

I ragazzi di Cadoneghe potevano essere ospiti nella bella sala consiliare della Provincia evitando soprattutto sperperi di risorse.

Ci auguriamo infine che queste assenze non si ripetano in occasione della Conferenza finale di ottobre la cui data sarà confermata nel prossimo mese di giugno.  
 
Nell’Auditorium dell’Istituto Modigliani a dare il benvenuto è il presidente della Provincia, Fabio Bui, che si è reso disponibile all’ascolto e al confronto conosciute le finalità del progetto, lasciando subito la parola ai ragazzi per la loro esposizione dopo il saluto.  Ad accompagnare i giovani cittadini di Cadoneghe il sindaco, Michele Schiavo, accompagnati dalle loro instancabile insegnanti Paola Norbiato, Dafne Rizza e Silvia Rossi. 

Da due anni il loro impegno è divenuto una missione contro l’inquinamento. Straordinario il loro risultato: lo scorso anno hanno proposto di installare un cartello nei pressi della scuola con il divieto di inquinare, sollecitazione accolta dal sindaco con una delibera a seguito della quale ne sono stati posti alcuni; quest’anno, sempre con una loro sollecitazione, è stato disposto il divieto di circolazione delle auto negli orari di ingresso e di uscita di scuola, in modo da limitare l’inquinamento nell’area prospiciente. I ragazzi dicono che il loro sogno è diventato realtà. 

Ma è il sogno di tutti che è diventato realtà, quasi insperabile, nel nostro tempo, con una politica spesso sorda alle richieste dei cittadini, e più che mai dei ragazzi: è l’idea che dei giovanissimi possano venire a capo dei problemi del loro territorio, che l’amministrazione li ascolti e predisponga con loro le soluzioni.

Quest’anno forti del loro impegno e di essere stati ascoltati, il numero degli alunni che partecipa al progetto è raddoppiato, le attività sono aumentate: ogni venerdì i ragazzi si recano a turno, davanti al Comune, in una posizione molto centrale di passaggio, con mascherine e cartelloni, per sensibilizzare al rispetto dell’ambiente, aderendo così all’appello di Greta Thumberg di salvare il nostro pianeta con pubbliche manifestazioni.  Ma il loro impegno è cominciato prima di Greta; si sono occupati del verde, studiando i reali comportamenti delle persone, interrogandosi sulle acque del Brenta, hanno creato una scultura di plastica, hanno avviato momenti di confronto con le aziende sullo spreco degli imballaggi. 

I ragazzi e le ragazze mettono in discussione comportamenti e abitudini, anche dei propri genitori, come ad esempio parcheggiare l’auto in curva, non recarsi al parcheggio predisposto dal Comune,  lasciare il motore acceso anche quando non serve.  La loro è un’operazione culturale profonda, di trasformazione reale della mentalità opportunistica intorno a loro.

Indubbiamente le istituzioni comunali sono state collaborative e hanno permesso ai ragazzi e alle ragazze di promuovere importanti cambiamenti. Anche in questo appuntamento si è rinnovata l’intesa con l’amministrazione, con il sindaco Michele Schiavo che li ha accompagnati e ha lodato il loro lavoro e l’impegno per la cittadinanza. Significativa è stata la presenza del presidente della Provincia di Padova, Fabio Bui, che si è impegnato a portare in consiglio provinciale le proposte dei giovani di Cadoneghe per una più ampia coesione, si è poi complimentato con loro dichiarando che hanno dato una straordinaria lezione di politica. Li ha esortati affettuosamente a considerare le differenze una risorsa, e a rispettarle sempre. E sulla lezione di politica offerta dai ragazzi di Cadoneghe, non ci sono dubbi: le loro azioni sono molteplici, mirate a comprendere lo stato di cose, a proporre nuovi stili di vita, a intraprendere soluzioni.

Stupisce che a fronte di questo impegno di giovani che danno esempi di cittadinanza che indicano agli adulti, compresi i propri genitori, comportamenti rispettosi e l’esempio di una comunità attenta e che collabora con le istituzioni, il giornale Il Mattino di Padova, come abbiamo riportato alcuni giorni fa, abbia dato voce ad un cattivo esempio! 

La Fondazione sarà accanto a studenti e studentesse e ci auguriamo che come è accaduto in altre scuole l’impegno coinvolga tutta la scuola e le buone regole e i buoni comportamenti si diffondano in tutta la comunità. Cambiare giorno dopo giorno, con pazienza e determinazione, la cultura del bene comune.

Come un sasso lanciato in uno specchio d’acqua si propaga ovunque, anche questa azione - nella sua qualità di cambiamento primariamente culturale - è votata a spostare verso un futuro migliore gli abitanti del paese, e di lì quelli delle città vicine, e poi a propagarsi verso il mondo intero.

Notizie da Venezia!

Dalla segreteria dell’assessore comunale di Venezia, Giorgio D’Este, ci è giunta la comunicazione dell’ordine del giorno 191 approvato dal Consiglio comunale di Venezia nella seduta del 16 maggio 2019 relativo all’Area ex Gasometri a San Francesco della Vigna. Il sindaco e la giunta si impegnano a definire in tempi rapidi una soluzione, d’accordo con le istituzioni scolastiche Benedetti-Tommaseo, Algarotti-Sarpi e Barbarigo per la costruzione di una palestra di adeguate dimensioni, utilizzando le risorse messe a bilancio dalla Città Metropolitana. La bella notizia testimonia che l’impegno assunto dall’Amministrazione comunale con le sentinelle dell’IIS Marco Polo di Venezia nel corso dell’incontro tenutosi a Venezia lo scorso 7 marzo, continua.

Nel riconoscere l’impegno e la dedizione dell’assessore D’Este che apprezziamo per la coerenza e il rigore, non comprendiamo il comportamento della Città Metropolitana e il suo rifiuto di ospitare i giovani per il terzo appuntamento previsto per mercoledì 15 maggio. Anche un politico poco navigato avrebbe “sfruttato” l’occasione per annunciare una così bella notizia oltre a considerare, entrando nel merito del progetto, che avrebbero contribuito a dare esempio di come le istituzioni collaborano fra di loro per il bene della propria comunità e del proprio Paese, sollecitando così i giovani all’impegno civile, a maggior ragione se il sindaco è lo stesso a rappresentare i due enti!

Da parte nostra non ci scoraggiamo e il prossimo anno, prendendo esempio dai ragazzi di Cadoneghe, faremo in  modo che anche i ripetenti passeranno l’anno con successo!


Domenico Bilotta e Francesca Vian

giovedì 2 maggio 2019

In ritardo riportiamo gli ultimi tre incontri che chiudono i secondi appuntamenti in Veneto


Mercoledì 3 aprile, ancora tre appuntamenti con le giovani sentinelle del Veneto. 

In mattinata l'appuntamento è ad Arzignano (VI) con gli studenti e le studentesse dell'Istituto tecnico Galileo Galilei che ci attendono nell'aula magna della scuola con la preferente del progetto, Saverina Faraci, perché lo spazio nella sala consiliare è insufficiente ad ospitarli tutti e tutte, come ci aveva riferito l'ufficio comunale che avevamo contattato per organizzare il confronto del secondo incontro del progetto. 

Sempre l'ufficio ci aveva confermato l'intervento del sindaco, Giorgio Gentilin, interessato al dialogo con i suoi giovani cittadini e cittadine. Ma quando siamo arrivati a scuola del sindaco non vi era traccia, forse si era dimenticato dell'appuntamento all'Istituto Galilei, aveva scordato che un centinaio di studenti e studentesse erano pronti a interloquire con lui, a discutere e confrontarsi. Abbiamo contattato nuovamente gli uffici comunali e le nostre sollecitazioni, l'insistenza ad essere presenti e a discutere hanno avuto come effetto che alle  9.40 è giunta la vicesindaca Alessia Bevilacqua, che ha pure le deleghe ai Servizi sociali.

Nel frattempo la Fondazione ha ricordato a ragazzi e ragazze i tratti salienti del progetto, la sua articolazione e gli obiettivi che si intendono perseguire: promuovere la cittadinanza responsabile, uomini e donne, grandi e piccoli attenti ai diritti e rispettosi delle regole, indisponibili a voltarsi dall'altra parte. Il secondo appuntamento prevede che studenti e studentesse illustrino il proprio lavoro agli amministratori locali, sindaci e assessori, e ne discutano con loro perché è questa modalità che consente di fare esperienza di cosa sia la cittadinanza attiva. 

Ma se manca il sindaco o l'assessore con chi si confrontano i giovani? Non certamente con la Fondazione che ha il ruolo di tutor e modera il dibattito e si occupa di tutte le incombenze organizzative. Certo la Fondazione interviene per sollecitare, spronare, offrire testimonianza di altre esperienze, richiamare chi partecipa al confronto, in breve una pluralità di compiti che sono tutti differenti dall'essere interlocutori in questa fase. Ancora abbiamo sottolineato il diritto all'ascolto e all'interlocuzione per i ragazzi e le ragazze e il dovere per chi governa di ascoltare e dare delle risposte. Ovviamente i giovani non pretendono che le loro proposte siano accolte a prescindere, né lo vuole la Fondazione, esigiamo con i giovani che si diano ragioni e motivi delle scelte, argomenti a sostegno o critici alle proposte e alle richieste. 

Funziona in questo modo il dialogo, la discussine, il confronto è da questo non desisteremo, non arretreremo e forti di queste convinzioni abbiamo convinto ragazzi e ragazze ad avere pazienza e attendere l'arrivo della vicesindaca  prima di dare il via ai lavori.

Poi appena ci ha raggiunto Alessia Bevilacqua hanno preso la parola loro, per illustrare il proprio tema Non facciamoci del male, prima con un power point che ha ricordato a tutti i pericoli delle dipendenze, poi un bel cartellone sul quale ripartito lo spazio in quattro parti su ciascuna delle quali studenti e studentesse hanno scritto delle parole chiave legate alla dipendenza che hanno illustrato a turno.

Ancora un cartellone su cui alcune parole - Danno, rischio orribile gioventù abbandona e poi Attenzione logorare cadavere oblio oppressione lacrime - opportunamente illustrate con esempi hanno formato le parole droga e alcool.

Infine un video scritto, diretto e interpretato da loro illustra la progressiva solitudine di un consumatore di droghe. E lascia piacevolmente sorpresi la consapevolezza e il coraggio di ragazzi e ragazze su un tema così scivoloso come quello del consumo delle droghe a testimoniare che il buon lavoro a scuola produce risultati significativi se si ha la pazienza di operare e si confida nell'ascolto di giovani e giovanissimi.

Poi ha preso la parola la vicesindaca che ha anche la delega al sociale. Si è dichiarata contenta di confrontarsi con ragazzi e ragazze per questo percorso di cittadinanza attiva, perché a lei giungono segnalazioni da persone adulte e poco, pochissimo dai giovani così non è possibile individuare percorsi condivisi. 

Ha testimoniato di avere esperienza come amministratrice della cosa pubblica dei gravi danni prodotti dal gioco d'azzardo, con vite distrutte dai debiti e dalla dipendenza, legami familiari recisi; e dalla droga che ha ripercussioni nei comportamenti, nella salute anche mentale e che ha come conseguenza l'isolamento e il lasciarsi abbandonare in una situazione di disagio e di degrado. Allora sono necessarie alcune parole d'ordine che siano punti fermi nella vita di ogni uomo e donna, e la fondazione ha voluto ricordare la testimonianza di un giocatore affetto di ludopatia e del suo difficile cammino per sfuggire al demone del gioco.

In ultimo abbiamo ricordato i rischi legati al riciclaggio perché le sale gioco sono spesso teatro per ripulire il denaro di provenienza illecita e quest'ultima sollecitazione ha chiuso l'incontro che si è protratto per consentire di completare pensieri e intendimenti, lasciandoci con l'appuntamento del 6 maggio prossimo a Padova, quando i giovani di Arzignano si ritroveranno con quelli dell'area padovana per il terzo degli appuntamenti del progetto delle Giovani sentinelle.

Ad Abano Terme, nel pomeriggio, nella sala della biblioteca comunale, l’assessora Cristina Pollazzi ha accolto ragazze e ragazzi dell’Istituto professionale Pietro d’Abano insieme alle loro insegnanti,

Alessandra Bernardi, Elisa Pedrina e  alla Fondazione con la referente Lidia Pege.
Cristina Pollazzi ha salutato giovani, docenti e Fondazione per l’impegno profuso in questo percorso educativo e ha ricordato anche quello dell’amministrazione volto ad accompagnare ragazze e ragazzi nel difficile compito di divenire cittadini. E a tale compito ha fatto riferimento pure la fondazione nella sua breve introduzione per ricordare l’importanza di questo secondo appuntamento, questa esperienza di confronto pubblico su un tema di interesse generale, che lancia i giovani nell’arena pubblica.

Ragazzi e ragazze si sono ritrovati ad affrontare un caso di bullismo nella loro scuole e tale caso è stato all’origine delle loro riflessioni. Hanno osservato come sia facile ritrovarsi nei due ruoli: essere bulli e vittime di bulli, hanno promosso un’assemblea di istituto, cui è seguita una riflessione individuale e poi una di gruppo, per giungere alla consapevolezza che quando si innescano episodi legati al bullismo è difficile uscirne.
Hanno proseguito con gli approfondimenti con interviste e cercando di definire meglio i termini bullismo e mafiosità che hanno alla radice l'omertà, la mentalità mafiosa e l’egoismo, i luoghi del bullismo: la scuola e il lavoro, poi il cyber bullismo con il corredo di spettatori omertosi e attivi. Hanno anche posto attenzione a distinguere mentalità mafiosa e bullismo.
Quale percorso viene messo in atto per combattere queste forme di delinquenza?
È mai capitato di doverlo mettere in atto?
Vengono fatti incontri per adulti e giovani che aiutino a prevenire questi fenomeni di bullismo?
Basandovi sulle vostre esperienze esiste un rapporto tra bullismo e mentalità mafiosa?
Con queste domande hanno dato il via all’interlocuzione con l’assessora e Cristina Pollazzi non si è sottratta. Ha illustrato quali iniziative ha proposto e realizzato come amministratrice, lavorando con i giovani e con le famiglie. Nella scuola media inferiore con un'esperta per affrontare le dinamiche di classe, mentre in quella superiore l’attenzione è stata rivolta alla filosofia di vita e alla positività in internet.

Ha aggiunto che il Comune di Abano Terme ha partecipato con il proprio gonfalone alla giornata del 21 marzo. Non ci sono grandi problematiche di delinquenza o microdelinquenza nel territorio e l’amministrazione cerca di aiutare le famiglie che ne hanno bisogno. Anche lei si è soffermata a riflettere sul rapporto fra bullismo e mentalità mafiosa, su microcriminalità e organizzazione mafiosa.

Ha poi preso la parola Lidia Pege che ha voluto sottolineare come la mentalità mafiosa sia un comportamento pervasivo e che la mafia sia attratta pericolosamente dai soldi. Ha ripreso la vicenda dello hotel Salvagnini, che i ragazzi e le ragazze avevano posto con forza l’anno passato e per il quale avevano posto delle domande all’amministrazione sui rischi di operazioni di speculazione. E l’amministrazione ha chiesto al curatore dell’immobile quali fossero gli intendimenti, ma lo stesso non ha dato risposta, trincerandosi dietro la tutela della privacy.

Poi ha preso la parola Nicola Zanardo, architetto che ha denunciato qualche anno fa un caso di corruzione ad Abano Terme. Il suo racconto è stato molto emozionante e accolto con silenzio appassionato e complice cui sono seguite molte domande e le sue risposte accrescevano la cusriosità e nuovi interogativi.
Gli autobus che avrebbero dovuto riportare a casa ragazzi e ragazze hanno posto fine allo scambio fitto e noi vogliamo concludere con il bell’appello di Lidia Pege che ha voluto chiedere a tutti, giovani, docenti, scuola e amministratori gesti di solidarietà per Nicola Zanardo, per il suo corggio civico, perché sottolineando il suo comportamento possiamo rafforzare lo spirito pubblico e l’etica della responsabilità.

Sempre nel pomeriggio, nel bell'auditorium padre Ezechiele Ramin di Cadoneghe, le giovani sentinelle dell'Istituto comprensivo della scuola media Don Milani sono state accolte dal sindaco,  Michele Schiavo. Hanno richiesto lo spazio dell’Auditorium in quanto sono triplicate le classi. L'impegno e la passione dei ragazzi e delle ragazze dello scorso anno ha portato a dei risultati concreti sia riguardo il coinvolgimento di altri ragazzi e ragazze, sia riguardo il problema dell'inquinamento e del traffico a Cadoneghe e in particolare davanti alla loro scuola. Hanno sensibilizzato le famiglie, i cittadini, cui si è aggiunta la disponibilità e la collaborazione fattiva dell'Amministrazione comunale e del sindaco, che ha dato loro coraggio e un forte sostegno a continuare.

Prima dell'appuntamento, infatti, siamo passati davanti la scuola e abbiano avuto una piacevole sorpresa: due cartelli stradali nei pressi dell'edificio scolastico con la scritta Divieto di inquinamento. La proposta era nata lo scorso anno da parte dei ragazzi e dopo la delibera il Comune li ha installati. Al nostro arrivo l'Auditorium era pieno di giovani e genitori, c'era aria di festa, grande soddisfazione negli sguardi dei ragazzi e delle ragazze. Dopo il saluto del sindaco che ha confermando la sua disponibilità a fare dell'ambiente una battaglia comune, ha preso la parola la dirigente scolastica, Annelise  Squizzano, che con orgoglio ha salutato studenti e studentesse e le insegnanti, Paola Norbiato, Dafne Rizza, Silvia Rossi. Anche loro sorridenti …hanno seminato bene anche quest'anno!

Divisi in gruppi i giovani hanno iniziato ad esporre le loro proposte. Armati di power point e di cartelloni hanno chiesto ai genitori e cittadini a sostenere le loro idee, i loro sogni, all’Amministrazione di chiudere al traffico la zona adiacente alla scuola, per poi estenderla ulteriormente. Hanno proseguito chiedendo di avere l’amministrazione al proprio fianco in maggio, al terzo appuntamento, per sostenere la causa delle energie più pulite. Hanno fatto propria la proposta della piantumazione di alberi mangia veleni nel loro giardino della scuola oltre alla realizzazione di orti e la cura del verde nel cortile scolastico.

Una serata trascorsa troppo velocemente, piena di emozioni e i capannelli di grandi e piccoli che si sono creati a conclusione ne sono stata la dimostrazione.

Nel darci appuntamento a Padova per giovedì 16 maggio, abbiamo chiuso con alcuni versi che i giovani hanno letto su padre Ramin morto assassinato a 32 anni in Brasile. Fu ucciso perché si era schierato con i piccoli agricoltori nella lotta contro i grandi latifondisti che cercavano di impadronirsi anche delle loro terre.
Una cosa vorrei dirvi.
È una cosa speciale per coloro
che sono sensibili alle cose belle,
abbiate un sogno.
abbiate un bel sogno
seguite soltanto un sogno
il sogno di tutta la vita.
La vita è un sogno è lieta.
Una vita che segue un sogno
si rinnova di giorno in giorno
sia il vostro sogno che mira a rendere liete
non soltanto tutte le persone
ma anche i loro discendenti.
È bello sognare di rendere felice tutta l’umanità.
Non è impossibile…


 Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino e Lidia Pege

lunedì 3 dicembre 2018

Incontro con le giovani sentinelle vicentine

Venerdì 30 Novembre l’appuntamento è con i ragazzi e le ragazze dell’Istituto Tecnico Galileo Galilei di Arzignano (VI). 

Ci hanno accolto sei classi nella loro aula magna con la professoressa Faraci e le sue colleghe che li guideranno in questa loro esperienza di cittadinanza e di educazione alla legalità.


Al loro esordio  abbiamo voluto raccontare la vicenda di Antonino Caponnetto, cosa è la mafia e perché dobbiamo occuparcene. I rischi della presenza di organizzazioni criminali sono tanti e spesso non così evidenti da sollecitare l’allarme e l’attenzione. 

Riguardano la salute e il benessere dei cittadini e delle cittadine,quando si tratta di traffici di rifiuti pericolosi, nocivi e speciali, e riguarda la qualità della nostra democrazia e libertà quando i traffici criminali sono favoriti da forme di illegalità estese e diffuse. 

Su questi temi ci siamo soffermati a lungo e con puntualità per invitare ragazze e ragazzi all’impegno civile e alla responsabilità e in questo contesto li abbiamo sfidati alla esperienza delle giovani sentinelle. Qualcuno e qualcuna ha espresso qualche proposta già alla fine dell’incontro, nei capannelli informali e questo fa ben sperare nella prosecuzione di questa nostra avventura e ci piace che questa nostra sfida riceva attenzione e curiosità.


Con ragazze e ragazzi che lavoreranno in questi mesi che ci separano dal secondo incontro ci rivedremo il prossimo giovedì 21 marzo.


Sergio Tamborrino
Responsabile Regionale Progetto Scuola