mercoledì 28 marzo 2012

SECONDO INCONTRO CON I RAGAZZI DELL'I.S.I.S. LEONARDO DA VINCI DI FIRENZE


SECONDO INCONTRO CON I RAGAZZI DELL'I.S.I.S. LEONARDO DA VINCI DI FIRENZE



Venerdì 23 marzo: secondo incontro con gli studenti dell’I.S.I.S. Leonardo da Vinci di Firenze. Ad accoglierci con la classe la prof.ssa Franca Abbazia e il prof. Stefano Cabassi referente della nostra Fondazione e presidente dell’Associazione “I ragazzi del Leonardo da Vinci”. Come anticipato, la classe del Leonardo da Vinci e quella del Buontalenti incontreranno gli amministratori locali, nel salone dei Dugento, mercoledì 28 marzo alle 17.00.
La Fondazione espone i temi e le proposte degli studenti che quest'anno partecipano al progetto Giovani sentinelle per poi lasciare la parola agli studenti. Innanzi tutto i giovani hanno non poche difficoltà ad essere presenti nel pomeriggio del 28 perché i mezzi pubblici extraurbani rendono gli spostamenti su distanze di poche decine di km difficoltosi oltre certi orari. I tagli hanno centuplicato le difficoltà accentuando l’isolamento dei giovani e l'impossibilità ad ogni confronto. Grazie al prof. Cabassi, che si è reso disponibile a riaccompagnare alcuni ragazzi a casa, gli studenti saranno tutti presenti. Il tema da loro scelto la forma di bullismo indiretto rispetto a quello fisico diretto. Il fenomeno è poco conosciuto e colpisce molti ragazzi tramite tranelli online, ma l'intendimento è pure quello di capire perché i ragazzi risultino così vulnerabili. Talvolta è lo scarso controllo dei genitori che comporta gravi rischi, altre volte sono i giovani che utilizzano la rete ad essere avventati.
La Fondazione ricorda, come è emerso anche in altri casi, che la casa diviene spesso luogo di iniziazione all'uso di alcool e di comportamenti devianti già in età precoce. Nel caso del cyber bullismo contribuisce la scarsa conoscenza dell'uso del computer e di internet da parte degli adulti, incapaci di una efficace protezione dei minori da adescamenti e tentativi di entrare in contatto con giovanissimi da parte di adulti esperti. In rete abbondano messaggi e immagini pornografiche e pedopornografiche, pubblicità del gioco d’azzardo e mentre i Governi di tutto il mondo sono tentati di limitare la divulgazione dell’informazione, nessuno si occupa in modo serio e scrupoloso di contrastare efficacemente questi fenomeni illegali.
Dagli studenti di origine non italiana vengono interessanti osservazioni sulla differenza di trattamento delle notizie a seconda della nazionalità della fonte web e su come molte notizie interne a certi Paesi vengano ignorate altrove anche se sono di grande interesse.
La richiesta dei ragazzi è rivolta alle autorità per un maggiore impegno nel combattere tutti i fenomeni online deleteri e dannosi specie per i minorenni e per educare genitori e non solo a un uso consapevole e moderato della tecnologia.

Alla fine di questa interessante discussione ci siamo dati appuntamento al 28 marzo.



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INCONTRO CON IL LICEO GOBETTI E L'IIS VOLTA DI BAGNO A RIPOLI











INCONTRO CON IL LICEO GOBETTI E L'IIS VOLTA DI BAGNO A RIPOLI


Giovedì 22 marzo siamo a Bagno a Ripoli per il secondo appuntamento con le due scuole: alle 9.00 è la volta dei ragazzi e ragazze delle due classi quarte del Liceo Gobetti; alle 11.00 con le terze dell'IIS Volta.

Al primo incontro partecipa Caterina Piccardi dell'ATAF invitata dagli studenti e dalla scuola per un contributo nell’approfondire il tema scelto dagli studenti: quello dei viaggiatori delle linee di trasporto urbano che non pagano o timbrano il biglietto ATAF.

Prende la parola studente Tommaso Forconi che illustra nei dettagli il progetto. Caterina Piccardi condivide la scelta di redigere un questionario da distribuire sia sulle linee Ataf, sia ai ragazzi delle scuole medie inferiori di Bagno a Ripoli, quest'ultimo distribuito dagli stessi giovani, i cui risultati saranno rappresentati graficamente per avanzare delle proposte e, in particolare, elaborare una forma di pubblicità progresso da stampare e divulgare all’interno degli autobus.
La dottoressa Piccardi elogia la scelta dei ragazzi e fa notare come l'aumento della percentuale dei non paganti è in aumento e, nonostante gli sforzi di controllo, resta al dieci per cento dei biglietti venduti. Le tariffe vengono stabilite dopo molti esami e l'abbonamento ha lo stesso costo di dodici anni fa. Esiste un progetto in corso di cittadinanza attiva grazie anche ad anziani che lavorano alle fermate in cambio di abbonamenti gratuiti e sconti sono previsti per gli studenti meritevoli. La disponibilità degli spazi interni ai bus al progetto è attiva da subito, ma non esistono fondi per stampare o produrre alcun materiale vista la situazione di bilancio ATAF.

La Fondazione fa notare come proposte, soluzioni e contributi per la stampa possano venire dall’incontro serale con le Istituzioni. Sottolinea quanto sia importante la presenza dei giovani all'incontro con gli amministratori quale segno di maturità e consapevolezza a prendere parte attivamente alla vita sociale del proprio territorio ed esercizio di protagonismo giovanile in difesa della legalità e del rispetto delle regole.
Sergio Luschi della CGIL, nostra partner, interviene apprezzando il progetto e l'opportunità di confronto con chi amministra la cosa pubblica. Ricorda che ognuno è però chiamato alla propria parte di responsabilità per essere credibile interlocutore sia singolarmente che in gruppo.

Alle 11.00 sempre nell'aula Perini del Liceo Gobetti tocca alle due classi dell’I.I.S. Volta illustrare la propria ipotesi di lavoro.
Dopo l'apertura della Fondazione che ha illustrato i progetti scelti dalle altre scuole, soffermandosi sui temi degli anni precedenti e sull’impegno assunto di seguire tutti i lavori fino alla soluzione dei problemi individuati, ha annunciato che il 3 di aprile, a Roma, insieme ad altre Associazioni in una conferenza sarà illustrata una proposta di legge sul divieto di pubblicità del gioco d’azzardo nella programmazione televisiva. Il 3 maggio, invece, il nostro progetto sarà premiato in Senato, e a rappresentare tutte le scuole saranno ragazze e ragazzi dell'ISIS Pesenti di Cascina estratti a sorte. Quel giorno, però non andremo in Senato solo per ritirare il premio, ma distribuiremo i due volumi dei lavori svolti dai ragazzi e chiederemo ad ogni senatore se è propria intenzione inserire nell'agenda politica le risoluzioni delle emergenze richieste dai giovani toscani.

Hanno preso la parola i ragazzi che non hanno potuto approfondire al meglio il tema da loro scelto, e per questo si sono scusati, perché impegnati negli scambi scolastici con studenti spagnoli. Si sono ripromessi però di poter guadagnare il tempo perduto ed arrivare a maggio preparati sul tema da loro scelto: l’Ambiente e la raccolta differenziata e come sensibilizzare i cittadini ad una maggiore responsabilità anche per la carenza di informazione.
La loro proposta è collaborare con il comune di Bagno a Ripoli per produrre materiali illustrativi più efficaci di quelli attuali in merito ad una corretta raccolta differenziata.
Ha preso la parola Valentino Maltinti della Polizia Municipale, impegnata oramai da anni insieme alla Fondazione anche su altri progetti di legalità riguardante le altre scuole del territorio. Ha ricordato come nelle zone artigianali sia stato organizzato una sistemazione di cassonetti all'interno delle aziende per responsabilizzare gli artigiani alla raccolta differenziata ed evitare le cataste di rifiuti per strada accanto ai cassonetti nelle zone industriali.
Uno studente di terza, rappresentante di Istituto, si è soffermato sulla scelta del progetto, sull'ambiente scolastico e l’impegno di dare il buon esempio a partire dal sanare il degrado da loro stessi causato nei bagni della loro scuola impregnati dal fumo di sigarette. Inizieranno quindi a tinteggiare e restaurare i bagni della scuola che sono lo spazio di ritrovo peggiore in quanto a ordine, pulizia e igiene. Produrranno cartelli per migliori comportamenti nei riguardi del luogo e delle persone con riferimento anche al divieto di fumare a scuola e i danni che il fumo comporta.
Con la richiesta di essere presenti numerosi nel pomeriggio in Comune si è concluso l'incontro.



Alle 17.00, nella Sala del Consiglio comunale il sindaco Luciano Bartolini e Laura Guerrini assessore alle Politiche giovanili e il comandante della Polizia Municipale, Filippo Fusi hanno accolto gli studenti e le studentesse del Volta e del Gobetti.
Ad aprire i lavori i giovani del Volta. Eleonora espone il progetto su Ambiente, rifiuti urbani e raccolta differenziata. Alla richiesta del sindaco Bartolini di quale sia l'obiettivo del progetto, senza incertezza Eleonora risponde che, in primo luogo, intendono sensibilizzare i cittadini nella raccolta differenziata, iniziando loro, gli studenti, a dare il buon esempio, necessario anche per recuperare quei valori ormai persi nella quotidianità, ma dei quali sentiamo tutti un gran bisogno. Alle Amministrazioni invece i giovani chiedono di essere attente alle infiltrazioni mafiose anche riguardo i rifiuti che costituiscono, per le organizzazioni criminali, un grande business.
I giovani hanno richiesto maggiori informazione su come fare la raccolta differenziata, perché poco conosciuta dai cittadini e vogliono incontrare un esperto di Quadrifoglio per un confronto. Quanto alla loro scuola sono necessari, a giudizio degli studenti, nuovi cassonetti nel cortile.

Costanza Ceccarelli espone il progetto dell'altra classe relativo al degrado del livello di legalità all'interno dei locali scolastici: rispetto del divieto di fumare, i rischi causati dal fumo, pulizia delle toilette. I ragazzi hanno concretamente iniziato, mettendosi in gioco, imbiancando i bagni scolastici dividendosi in turni.
Prendono la parola i ragazzi del Gobetti, con Federica, per esporre le proposte che le due classi quarte hanno elaborato riguardo il trasporto pubblico, in particolare relativamente al fenomeno di non pagare il biglietto dell’ATAF. Somministreranno un questionario rivolto agli studenti della media inferiore di Bagno a Ripoli sull'uso dei mezzi pubblici e sul danno che comporta per i servizi non pagare il biglietto dell’autobus. Questionario anonimo e volantini che avranno spazio anche sui mezzi dell'Ataf grazie alla collaborazione offerta dalla società e dal suo Presidente che ringraziamo. Una prima esperienza di comunicazione autogestita sarà fatta dai ragazzi e ragazze del Gobetti rivolta agli studenti delle scuole primarie del loro Comune dove andranno a parlare di legalità e rispetto delle regole.

L'assessore Guerrini interviene dopo l'esposizione delle richieste dei ragazzi notando come la lotta alla criminalità organizzata parta anche da pratiche, problemi e comportamenti personali quotidiani di ogni cittadino. Si è complimentata con i ragazzi e si è resa disponibile a seguire da vicino lo svolgimento dei lavori.

Il Sindaco Bartolini prende la parola, sollecitato anche dalla Fondazione, partendo dal fenomeno della eco mafia. Lo smaltimento illecito è un cancro del libero mercato nei confronti del quale occorre agire con decisione e in modo trasparente. Sui rifiuti si può agire anche riducendone la produzione alla fonte cioè nelle pratiche domestiche di tutti i giorni. Il sistema della raccolta porta a porta è molto efficace per il quale è importante sviluppare la differenziazione. Si dovrebbe poi a breve attivare il cassonetto da attivare con una carta elettronica personale.

Lo scorso anno, i giovani si erano occupati delle fontanelle di acqua, e il Sindaco ricorda che l’Amministrazione le ha già istallate in alcuni punti del territorio. Costano circa trentamila euro all'anno al Comune, ma si è soddisfatti in quanto questa scelta porta a ridurre l'uso delle bottiglie di Pet.

Il sindaco Bartolini informa poi della riunione insieme dei sindaci della provincia di Firenze con Publiacqua per discutere e affrontare il rischio del razionamento dell'acqua potabile dovuto al perdurare della grave siccità. La mancanza di pioggia impone stili di vita diversi, con una maggiore attenzione agli sprechi e l'ipotesi di un doppia fornitura di acqua potabile e non. La Fondazione ha sollevato spesso, in questi tre anni di progetto, la questione privatizzazione di uno dei beni più preziosi, dove necessitano investimenti che potrebbero portare anche lavoro e occupazione.

Una studentessa chiede fondi per il materiale divulgativo sugli autobus. Il Sindaco ha risposto che, malgrado i pochi mezzi finanziari, è disponibile con la tipografia comunale a stampare in piccolo formato, i materiali dei giovani.

Dispiace l’assenza a questo bel confronto della Provincia di Firenze. Pur sapendo che l’assessore Di Fede era impegnato in altra sede, speravamo che almeno un funzionario fosse presente. Ci auguriamo che all’incontro di maggio la Provincia possa offrire il proprio contributo alla discussione, oltre a dividere il compito dei costi di stampa e plastificazione per una pubblicità progresso sugli autobus.

Con l'assessore Guerrini i giovani concordano di contattare assieme Quadrifoglio e programmare al meglio l'appuntamento di maggio.



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martedì 20 marzo 2012

Rapporto criminalità in Toscana e cena di solidarietà a Cascina


Rapporto criminalità in Toscana e cena di solidarietà a Cascina

Giovedì 14 marzo, ospite del Comune di Cascina la Fondazione ha presentato il Rapporto sulla criminalità in Toscana 2011-2012. L'incontro si è tenuto nella Sala consiliare del Comune di Cascina, amministrazione che insieme alla Provincia di Pisa, ha decisamente preso la via di investire sugli studenti e sulla legalità, sostenendo progetti per il protagonismo giovanile nelle scuole e orientando la macchina amministrativa nel definire criteri di trasparenza e di controllo pubblico in tutti i suoi atti.

Salvatore Calleri, presidente della Fondazione, ha illustrato nel dettaglio il Rapporto, soffermandosi, in particolare, su tutti gli elementi significativi, e anche su quelli che a taluni appaiono minori, che sono indizi importanti dei tentativi di infiltrazione mafiosa sul territorio regionale. Proprio per questo è necessario tenere desta l'attenzione e la sorveglianza da parte dei pubblici poteri, attenzione e sorveglianza decisiva per il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa. oltre ha sottolineato che lo spettro delle organizzazioni criminali si è allargato alle associazioni mafiose che provengono da Paesi europei e non.

Questo costume di sottovalutare e minimizzare è stato al centro della riflessione offerta da Giuseppe Lumia, senatore e membro della Commissione parlamentare antimafia, che si è soffermato su quei comportamenti che favoriscono la presenza di imprese legate alla mafia e sulla diffusione del riciclaggio di denaro sporco in molte regioni del centro e del nord del nostro Paese. Contro queste infiltrazioni è necessaria con urgenza una legge antiriciclaggio adeguata, che preveda il reato di auto riciclaggio. Ha molto apprezzato la sottigliezza dell'analisi della Fondazione per quanto riguarda le organizzazioni criminali internazionali, analisi che consente un più efficace contrasto ad esse. Ha elogiato la scelta dell'amministrazione di Cascina che, ponendo al centro della sua azione la trasparenza e la decisione di non sottovalutare e non minimizzare, ha individuato il profilo giusto per opporsi alle infiltrazioni e difendere la democrazia e la convivenza civile.

Nel concludere il suo intervento, il senatore Lumia ha annunciato che il Parlamento europeo ha deciso di istituire anch'esso una Commissione parlamentare antimafia. La costituzione è dovuta all'azione dei parlamentari Rosario Crocetta e Sonia Alfano.

Della Commissione, composta da 45 membri, è partner la Fondazione Antonino Caponnetto.

L'incontro si è concluso con la cena, presso il circolo Arci San Vito, di sostegno alla Fondazione. Ringraziamo il Comune di Cascina e tutti i cittadini che hanno preso parte e che con il loro contributo aiutano le attività della Fondazione in un momento in cui tagli indiscriminati colpiscono anche i finanziamenti per i progetti a favore della diffusione della cultura della legalità.

La Fondazione molto attenta alla provenienza dei propri finanziamenti ringrazia tutti coloro che la sostengono.



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domenica 18 marzo 2012

INCONTRO CON GLI STUDENTI DEL PICCOLOMINI DI SIENA


INCONTRO CON GLI STUDENTI DEL PICCOLOMINI DI SIENA

Venerdì 16 marzo, ad accoglierci per il secondo appuntamento, nella bella Aula magna dell’IIS Piccolomini, c’è solo la classe seconda del Liceo delle Scienze della formazione con la propria insegnante, Alessandra Sangiovanni. Le classi del Liceo Artistico, il cui insegnante aveva manifestato l’interessa a partecipare hanno rinunciato. Tutte le ragazze e l'unico studente incuriositi hanno ascoltato la breve introduzione della Fondazione che ha voluto ricordare gli obiettivi del progetto e il suo sviluppo, ha richiesto a ciascuno responsabilità, senza la quale non è possibile fare esercizio di democrazia, sperimentare la cittadinanza attiva.

La classe ha scelto come tema la violenza sulle donne, tema straordinariamente interessante e nuovo per il nostro progetto, che ci ha piacevolmente sorpresi perché abbiamo toccato con mano quanto i giovani siano attenti e per niente superficiali, come a volte vengono rappresentati dai media. È stato sufficiente prendere il via con le prime domande che la discussione è stata subito vivace. Tante idee e suggerimenti, farraginosi e non collegati che necessitano di essere elaborate e fatte conoscere ai propri compagni e compagne della scuola. Dopo aver invitato tutti a definire uno schema di presentazione ci siamo dati appuntamento al pomeriggio.

Alle 17 con qualche ritardo, nella bella sala Patrizi del Comune di Siena, un gruppo numeroso di ragazze con la loro insegnante si sono ritrovate con l’assessore all’Istruzione del Comune, Silvia Lazzeroni, e della Provincia, Simonetta Pellegrini e Luciano Binarelli della Cgil, nostra partner, per discutere e confrontarsi sul tema da loro scelto.

La Fondazione ha ricordato cosa fanno gli altri studenti e studentesse della Toscana che aderiscono al progetto e ha poi lasciato la parola alle ragazze. Con l’aiuto di alcuni cartelloni hanno provato a “raccontare” le forme della violenza, come sia necessario riconoscerle per meglio contrastarle e ridurle, dell'importanza dei centri antiviolenza, con uno dei quali, Donna chiama donna che opera in città, hanno avuto un incontro. Tali centri sono uno strumento indispensabile da potenziare e per questo hanno bisogno di risorse, come pensano le ragazze. Ma un altro intervento che le giovani ritengono di grande valore è quello di prevedere luoghi di ascolto con personale qualificato a scuola per poter “catturare” le situazioni di violenza che non riesce ad emergere anche in contesti familiari.

Silvia Lazzeroni ha molto apprezzato il lavoro delle studentesse e si è dichiarata anche lei felicemente sorpresa del tema scelto, soprattutto perché fatta da giovanissime. Si augura che la collaborazione e il confronto appena avviato prosegua e diventi occasione di crescita comune per il suo valore sia politico sia culturale.

Ha voluto ricordare che il Consiglio comunale di Siena ha votato una mozione per una moratoria nella pubblicità di un’immagine degradante e lesiva della dignità della donna.

Simonetta Pellegrini, da sempre presente agli incontri del progetto, testimonia con i suoi omologhi Pistoia e Lucca, il riconoscimento e il valore del confronto con i propri giovani cittadini. Ha elogiato le studentesse per aver scelto questo tema particolarmente significativo, si è dichiarata ben contenta di collaborare con loro, offrendo alcuni volumi che raccolgono dati e analisi del problema in Toscana e nella provincia di Siena prodotti dalle Istituzioni locali, sancendo così la bontà della scelta di comunicare in anticipo agli amministratori i temi scelti, in modo da giungere al confronto conoscendo di cosa si discuterà. Ha ricordato che nella provincia vi sono ben tre centri contro la violenza ed è attivo un tavolo interistituzionale per discutere e ricercare soluzioni e definire modalità di intervento. In breve una rete di soggetti con i quali le ragazze possono avere aiuto e scambiare idee e valutazioni.

Luciano Binarelli della Cgil, nostro partner, ha ringraziato le ragazze per avergli offerto l’opportunità di prender parte ad un incontro così interessante. Si è augurato che il loro lavoro sia in grado di produrre degli effetti su ciò che pensano i propri compagni e compagne del tema della violenza. Si impegnato infine a promuovere un’ampia partecipazione di adulti ai prossimi incontri.



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INCONTRO A CARRARA


INCONTRO A CARRARA

Martedì 13 marzo, la classe terza del Liceo scientifico Marconi con il proprio insegnante, Fabio Frigeri, ci accoglie a Carrara nel laboratorio di informatica. In questa parte della Toscana, alla fine di gennaio, sono state avvertite delle scosse di terremoto che avevano provocato danni lievissimi nella città e molta paura. Proprio questo evento naturale è all'origine della scelta dei ragazzi e delle ragazze di occuparsi della sicurezza nel proprio edificio scolastico, cioè delle condizioni e del rispetto delle norme per stare bene a scuola e per ridurre ogni rischio affinché nel Paese si diffonda sempre più il rispetto delle norme costruttive contro il rischio sismico.

La Fondazione ha esordito incitando studenti e studentesse ad avere comportamenti responsabili e maturi per mantenere un confronto e uno scambio con chi amministra la cosa pubblica, sollecitandoli ad approfondire i problemi ed elaborare delle proposte specifiche.

Il giovani hanno rilevato una serie di questioni da sottoporre a chi ha responsabilità per la sicurezza nella scuola: barriere architettoniche, estintori, porte con chiusura antipanico sigillate con nastro adesivo rigido, affollamento delle classi, problema quest'ultimo particolarmente urgente anche dopo le recenti sentenze della magistratura. Hanno aggiunto che proprio l'esperienza del terremoto li ha resi consapevoli anche di una certa loro superficialità nelle esercitazioni di evacuazione, tema che riprenderanno nelle proprie assemblee per presentare delle proposte.

La Fondazione nell'invitarli ad essere presenti all'incontro pomeridiano li ha sollecitati ad approfondire le questioni con tecnici e responsabili e a produrre materiali illustrativi da inserire nel volume finale di questo progetto.

Al pomeriggio, nella Sala di rappresentanza del Comune, una delegazione di studenti a rappresentare anche quelli che per ragioni di trasporti non hanno potuto intervenire, sono stati ricevuti dall'assessore comunale all'Istruzione, Giovanna Bernardini. La Fondazione ha introdotto i lavori mettendo in evidenza gli intendimenti e gli sviluppi del progetto di quest'anno, sperando che nel frattempo giungesse l'assessore provinciale all'Istruzione, Raffaele Parrini. Dopo un'ulteriore attesa hanno preso la parola i ragazzi che hanno illustrato la propria proposta con l'ausilio di slide, proposta che ha suscitato una discussione cui hanno contribuito anche l'altra insegnante, Stefania Figaia, e la studentessa Debora Diamanti che ha partecipato al progetto lo scorso anno e che aiuta i propri compagni in questo percorso. L'assessore ha offerto tutta la sua esperienza e competenza nel dare indicazioni di quanto l'amministrazione comunale fa nella scuola dell'obbligo. L'assessore Bernardini ha lasciato la Sala per altri impegni, mentre la Fondazione e i ragazzi hanno protratto l'incontro ancora un po' per trarre delle conclusioni. Studenti e studentesse erano palesemente delusi per la mancata interlocuzione della Provincia, che peraltro non ha nemmeno avvertito, o ritenuto importante scusarsi con i propri giovani della sua assenza, dando ancora una volta un cattivo esempio ai propri cittadini. Ma erano anche sorpresi della conclusione frettolosa dell'incontro, con l'impressione di non aver discusso di tutto e di non aver avuto risposte e suggerimenti per concludere il proprio percorso in modo esaustivo e soddisfacente in vista dell'incontro di maggio.

Il nostro augurio è che si mantengano i canoni delle ore richieste per il dibattito e che la Provincia sia presente sia all'incontro con gli studenti dell'ITG Toniolo di Massa il prossimo 30 marzo, anche per fissare insieme l'appuntamento di maggio con le due scuole della provincia.



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INCONTRO CON GLI STUDENTI DI PRATO



INCONTRO CON GLI STUDENTI DI PRATO



Lunedì 12 marzo, gli studenti della seconda classe del Liceo scientifico Copernico di Prato ci accolgono nell’Aula magna dell’istituto intitolata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino per il secondo appuntamento. Con loro l'insegnante, Angela Pagnanelli, che ha introdotto le scelte fatte dai ragazzi e dalle ragazze.

Divisi in gruppi hanno affrontato ciascuno un aspetto particolare della questione: un primo ha illustrato il progetto vero e proprio che ha come tema la tutela dell’ambiente e, in particolare, la salvaguardia e l'ammodernamento, per renderla pienamente sicura e fruibile, della pista ciclabile. Il punto di partenza di questa loro proposta, e ciò non può che essere fedele all'insegnamento di Antonino Caponetto di conoscere e valorizzare la nostra Carta costituzionale, è l’articolo 9: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». Proprio con l'idea di salvaguardare un pezzo del nostro patrimonio hanno deciso di conoscere e fare una proposta per il rilancio della pista ciclabile che, da Vaiano a Gonfienti con le sue diverse diramazioni, è lunga circa 53 km. È stata realizzata in tempi diversi e costerà circa 8 milioni di euro alla fine di tutti gli interventi. Con l’aiuto della propria insegnante di scienze, Mariana Pirillo, hanno scoperto la flora e la fauna che popola il fiume e le sue rive. Nelle vicinanze di Gonfienti, non lontano dalla pista ci sono resti di una città etrusca, Camars, importante testimonianza del popolamento della zona che consente di ricostruire la storia del territorio prima della nascita di Prato. Hanno realizzato delle interviste per sondare che cosa pensano cittadini di tutte le fasce di età della pista stessa e della sua riqualificazione. Hanno poi illustrato la proposta di installazione di colonnine di soccorso con un lettore della carta sanitaria sia per la richiesta di soccorsi in caso di malori, disponendo di tutte le informazioni della tessera per intervenire in modo appropriato, sia nel caso di incidenti per individuare immediatamente il luogo, sia per evitare gli abusi.

Un gruppo ha percorso a piedi l’intera pista e ha indicato l’ubicazione delle colonnine, mentre altri si sono occupati di come metterle in sicurezza con strumenti e controlli delle forze dell’ordine, prevedendo arredi e servizi igienici, oltre agli ausili per persone diversamente abili.



Nel pomeriggio, nella bella Sala consiliare del Comune di Prato, come per Agliana e Arezzo molti ragazzi e ragazze presenti dei Licei Rodari e Copernico, con le proprie insegnanti, hanno occupato i banchi del Consiglio comunale e i posti riservati al pubblico accolti dagli amministratori della città. Li ha salutati il sindaco, Maurizio Cenni, e subito dopo quelli del Rodari hanno illustrato il proprio progetto relativo agli spazi per giovani e giovanissimi in città. Hanno proiettato il video con interviste a ragazzi e ragazze e volontarie di un oratorio che accoglie, nel pomeriggio dopo la scuola, chi non ha spazi di socializzazione e per il gioco. Poi è stata la volta dei giovani del Copernico che hanno spiegato nei dettagli la loro proposta in merito alla pista ciclabile.

La Fondazione ha voluto rimarcare, ancora una volta, lo spirito del lavoro degli studenti: quello di avviare un’interlocuzione con l’amministrazione pubblica e confrontarsi, essere riconosciuti cittadini a tutti gli effetti, soggetti attivi di uno scambio per quel che riguarda i problemi di una città e la ricerca di soluzioni condivise, in breve sperimentare una democrazia compiuta.

L’assessore comunale all’Istruzione, Rita Pieri, ha preso la parola ringraziando i ragazzi per i bei lavori e per le loro sollecitazioni all'amministrazione ad agire; ha annunciato che proprio di recente la Giunta comunale ha deliberato l’ampliamento della pista ciclabile intorno al centro storico, oltre a studiare una particolare illuminazione che sia anche strumento di sicurezza per chi ne fruisce.

Analogamente ha espresso apprezzamento per la richiesta di spazi riservati ai giovani, ricordando tutte le scelte fatte dall’amministrazione e dichiarandosi disponibile al confronto.

Aldo Milone, assessore comunale alla Sicurezza, ha ricordato che nella città di Prato esiste già lo spazio Officina giovani dove poter svolgere molte attività in modo autonomo, luogo che dovrebbe essere conosciuto e utilizzato in modo più intensivo da parte di ragazze e ragazzi. Ha ripreso alcune delle sollecitazioni di giovani e della Fondazione relative alla salvaguardia e alla messa in sicurezza della pista, come l'illuminazione, animare gli spazi lungo la pista stessa con manifestazioni all'aperto nella bella stagione, richiedere un aiuto a sponsor privati per la realizzazione di lavori e spettacoli, in modo che le stesse possano responsabilmente contribuire al benessere collettivo. Anche lui ha manifestato disponibilità a proseguire nella collaborazione.

Relativamente agli spazi, però, è stato osservato che quello dell'Officina si trova in centro dove gli abitanti sono sempre più rari a seguito delle speculazioni edilizie degli ultimi decenni, ed è poco conosciuto. In generale sono rari gli spazi nei quartieri e in periferia, dove sono le associazioni di volontariato e i gruppi informali ad offrire luoghi di aggregazione e socializzazione per i giovani. Resta pure aperta la questione del coinvolgimento attivo dei ragazzi nel disegnare gli spazi e nel gestirli. Lo scorso anno abbiamo già fatto esperienza di situazioni analoghe a Massa e a Siena: anche lì ragazzi e ragazze avevano fatto emergere il nodo di essere investiti di responsabilità e chiedevano all'amministrazione pubblica di scommettere su di loro.

Giancarlo Taggioni della Cgil, nostro partner, ha concluso i lavori ricordando il valore di questo percorso e ha ammesso che questo coinvolgimento di ragazze e ragazzi aiuta adulti e chi ha incarichi di amministratore ad essere capaci di rispondere alle domande dei giovani, ma allo stesso tempo responsabilizza questi ultimi nel difendere e tutelare il patrimonio pubblico, proprio nell’ottica dell’articolo 9 della Costituzione, da dove ha avuto inizio il lavoro dei giovani del Copernico.

Spiace, ancora una volta come ad Arezzo e a Grosseto, constatare l'assenza della Provincia, peraltro presente negli anni scorsi. Ci auguriamo che la stessa amministrazione vorrà riparare all'assenza in occasione dell'incontro di maggio e alla Conferenza finale in ottobre.



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INCONTRO CON LE SCUOLE DI GROSSETO

INCONTRO CON LE SCUOLE DI GROSSETO



Venerdì 9 marzo, a Grosseto, doppio impegno per il secondo appuntamento del progetto: con le due classi ad indirizzo informatico del Polo Bianciardi, nuova denominazione del professionale Einaudi, con le loro professoresse Laura Ciampini e Giuseppina Bacciarini; e con le due del Liceo Rosmini con le insegnanti Katia Bartali e Marilena Simoncelli presso la Cittadella dello studente.

Hanno aperto l’incontro Nicoletta, Daniela, Sofia, Federica e Giada del Rosmini, dichiarando che le classi hanno costituito una redazione a scuola per collaborare con il giornale online per ragazzi Dubidoo.it, presente a scuola con Marco Berni della società editrice Magazzinidelcaos.

Con le loro parole si comprende meglio il significato del progetto. «Durante questo anno scolastico “Le Sentinelle” hanno scelto di diventare redazione! Noi della 2H dell’opzione economico sociale siamo giovani “giornalisti” convinti che la cultura della legalità deve essere diffusa nelle azioni quotidiane, deve radicarsi profondamente nel sociale e, per questo, attraverso i nostri articoli, le interviste e i dibattiti vogliamo trasmettere il messaggio: “la legalità conviene!” Tappa fondamentale del nostro lavoro sarà conoscere la città in cui viviamo; la legalità comincia quando ci si sente parte attiva di un contesto quando, da anonimo spazio, la città diventa luogo di affetti, relazioni, progetti di vita. Quando è la città che fa posto ai giovani e non si limita a dare loro un posto. Solo se i giovani vengono messi nella condizione di “ascoltare” e non solo di sentire, di “capire” e non solo di sapere, si permette loro di sentirsi a pieno titolo cittadini consapevoli. Noi vogliamo riappropriarci dello spazio che ci spetta e lo chiederemo a gran voce! Seguite il nostro lavoro…»

In questa loro attività si occuperanno in particolare di legalità e sicurezza sul lavoro, con un occhio attento al lavoro minorile, e di legalità a Grosseto. In questo senso vi è stato uno scambio interessate con la scuola media inferiore Dante Alighieri dove i ragazzi e ragazze del Rosmini si sono calati nel ruolo di formatori.

Poi hanno preso la parola Matteo, Giona, Matteo e Igor del Polo Bianciardi per illustrare il tema da loro scelto dal titolo molto eloquente: Ci hanno venduto… la partita. Gli interessi della mafia nel mondo del pallone.

Il tema è di grande interesse in questo momento nel nostro Paese perché le indagini della magistratura hanno rivelato un vasto fenomeno di scommesse in cui sono coinvolti alcuni calciatori, che proprio per esser tali non dovrebbero puntare, e coinvolge anche organizzazioni mafiose di altri Paesi che hanno deciso di investire denari di provenienza illecita nelle scommesse per riciclarli. Con questa loro scelta, e il titolo non può essere che eloquente, ragazze e ragazzi hanno voluto lanciare un allarme perché si sentono espropriati anche della passione sportiva.

Ha preso la parola la Fondazione che ha richiamato all'impegno e alla responsabilità, qualità importanti se si vuole essere cittadini attivi, e ha ripetuto l'invito ad una presenza attiva e numerosa all'incontro con gli amministratori.

Al pomeriggio, nella Sala comunale, ad accogliere una delegazione di studenti e studentesse molto motivata del Rosmini, genitori e Fondazione l'assessore alla Sicurezza del Comune di Grosseto, Arsenio Carosi, intervenuto al posto della responsabile all'Istruzione che all'ultimo momento ha avuto un impedimento. Segnale importante questo di Grosseto, dove dimostra l'attenzione per il confronto con i propri cittadini facendo intervenire un proprio assessore senza riguardo alle competenze. Provenendo dall'associazionismo ha offerto una testimonianza di grande valore del significato dell'impegno quotidiano.

Spiace l'assenza della Provincia di Grosseto, sempre presente negli anni scorsi. Come già nel caso di quella di Arezzo nell'incontro dello scorso giovedì 8 marzo non vorremmo che ritenga di aver concluso la propria esperienza perché il confronto con i giovani deve essere costante e continuo.

La Fondazione ha elogiato le giovani giornaliste e la loro intuizione di quanto sia importante un'informazione libera, priva di censure e compromessi con i potenti, senza la quale non è possibile raccontare ciò che accade in una comunità e indicare tutti i segnali di allarme nei momenti critici. Solo una informazione di questo tipo è in grado di tenere desta l'attenzione sulle infiltrazioni mafiose quando vi sono amministratori distratti.

Gianni Bracciali della Cgil, nostro partner, ha apprezzato il lavoro dei giovani che contribuisce in modo significativo a porre l'attenzione sulle convenienze economiche dei comportamenti illeciti, anche di quelli piccoli quotidiani. Ritiene un bel segnale la decisione di occuparsi di lavoro e legalità anche perché si pone sotto i riflettori quella pratica del lavoro dipendente mascherato da autonomo con le partite IVA o di contratti a chiamate.

Giorgio Nucci dell'Arci ha ricordato quanto sia pertinente l'attenzione alle infiltrazioni mafiose nel territorio grossetano perché proprio a Gavorrano c'è stato il primo omicidio di mafia nella nostra regione. Si è soffermato sulla questione delle licenze edilizie divenute, in tempi di ristrettezze dei bilanci comunali per la scarsezza dei trasferimenti, una voce importante del bilancio, licenze che attirano come api al miele la “vorace capacità imprenditoriale” di qualche azienda collusa.

Marco Berni ha chiarito l'obiettivo del quotidiano online Dubidoo.it di costruire una rete di collaboratori e diffondere il giornale nelle scuole di Grosseto e Castiglion della Pescaia occupandosi di lavoro nero e sfruttamento minorile, anche con occhi e parole giovani.



P.S. dispiace l’assenza delle foto perdute nel trasferire i dati.



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lunedì 12 marzo 2012

INCONTRO AD AREZZO



INCONTRO AD AREZZO


Giovedì 8 marzo, le classi seconda e terza del Liceo Artistico Piero della Francesca con i propri insegnanti, Agostino Fabbri e Daria Meazzini, ci hanno accolto nell'Aula magna della loro scuola per il secondo incontro. Ragazze e ragazzi, preparati ma tesi per l'emozione erano già pronti per la presentazione del loro progetto al nostro arrivo. Fratelli in Italia, il titolo significativo del loro lavoro, rimanda alla questione dell'immigrazione e dell'integrazione degli stranieri nel nostro Paese, e riprende un tema molto attuale e molto sentito fra i giovani nati in Italia da cittadini stranieri: la questione della cittadinanza.
Stefano, Gerza, Vanessa, Cristina, Chiara e Beatrice con grande professionalità e competenza hanno illustrato il loro progetto. Hanno prima raccolto informazioni da giornali locali, poi hanno acquisito i dati ufficiali del Comune e della Provincia da cui si evince la crescita, soprattutto negli ultimi dieci anni, della presenza di uomini e donne provenienti principalmente dall'Europa, più del 60%, e poi dall'Asia e dall'Africa. Questa popolazione giovane ha figli e figlie che frequentano le scuole e che parlano la nostra lingua, tanto che fra gli studenti stessi non vi è una percezione delle differenze di provenienza.
Con i dati hanno prodotto un questionario di circa 40 domande che hanno distribuito a compagni e genitori italiani e non, per avere delle informazioni più precise sulla percezione del fenomeno e sull'influenza dei mezzi di comunicazione, rielaborate in una serie di slide con grafici molto esplicativi. Hanno chiesto aiuto e collaborazione all'associazione Migrantes che, con molta disponibilità, ha fornito loro dati e valutazioni sulla questione. Si sono rivolti anche alla Questura di Arezzo, e sono in attesa di essere ricevuti, per avere maggiori dati sulla diffusione di comportamennti illegali fra gli stranieri.
Tutte le informazioni raccolte hanno contribuito ad avere maggiore chiarezza e sfatare tanti luoghi comuni: l'alto numero di stranieri che se considerato percentualmente non è tale; il loro livello di istruzione medio-alto spesso sottovalutato e misconosciuto, a testimonianza che per molti stranieri la migrazione è il tentativo di offrire un futuro più dignitoso ai propri figli; l'incidenza di comportamenti illegali che è statisticamente bassa, mentre appare alta per l'enfasi posta dai mezzi di comunicazione e da comportamenti irresponsabili di chi governa e amministra la cosa pubblica; la percezione dello straniero come problema e giammai come risorsa, conseguenza dei pregiudizi.
Difficile riassumere tanta ricchezza di informazioni e tanta passione, cui non sono estranei gli insegnanti che hanno seguito con amore e incoraggiato questi studenti, come hanno già fatto con i loro compagni negli anni scorsi, a riconferma del valore della scuola, ma vogliamo sottolineare anche il clima generale dell'Istituto a cui contribuisce anche il Dirigente scolastico, prof. Luciano Tagliaferri.
All'incontro ha Partecipato Elisa Viti dell'Arci, nostra partner, che ha voluto rilievare quanto sia importante che i ragazzi si mettano in gioco per rompere steccati e divisioni e costruire una comunità partecipe e solidale.
Al pomeriggio, alle 17.00, ci siamo ritrovati nella stessa Aula magna della scuola per il confronto con le Istituzioni, spazio gentilmente offerto dall’Istituto dopo i numerosi inviti senza risposta ad accogliere i propri giovani cittadini in una delle Sale comunali, rivolti dalla Fondazione all'Amministrazione locale. Con nostro grande piacere ci attendono una folta presenza di giovani, molti genitori, l'Arci e, felice sorpresa, un gruppo di ragazzi che hanno partecipato ad uno scambio con una comunità in Perù, condividendo difficoltà e momenti piacevoli con le popolazioni locali. Gruppo già invitato dalla scuola come testimonianza.
Fra gli ospiti il giornalista Gabriele Malvestiti direttore di RadioArezzo, attento a cogliere quanto si muove nella comunità locale e interessato, in particolare, a tutte le occasioni di promozione del protagonismo giovanile. Evidentemente i buoni esempi non si fermano ad Agliana, se anche qui ad Arezzo i ragazzi e le ragazze sono stati veramente bravi a sollecitare la partecipazione numerosa e l'interesse degli adulti e se anche i media hanno colto il significato e il valore del lavoro di questi giovani.
Sfortunatamente, a non cogliere il valore del lavoro e a non rispondere all'appello a confrontarsi e a discutere, sono stati gli amministratori comunali e provinciali che, all'unanimità, hanno disertato l'incontro. Spiace che a differenza degli scorsi anni la Provincia, sempre presente con il Presidente e la vice presidente abbia deciso diversamente, come se l’impegno si fosse concluso lo scorso anno. Quanto all’Amministrazione comunale, presente lo scorso anno con l’assessore Aurora Rossi direttamente coinvolta, che ha collaborato con passione con i ragazzi, quest’anno, come già due anni fa non ha saputo individuare un componente in grado di dialogare con i propri giovani cittadini. Spiace questa superficialità di chi ha responsabilità di governo a non accettare la sfida dei ragazzi dando cattivo esempio. Ci auguriamo che siano i ragazzi con le loro proposte e il loro entusiasmo a stimolare la curiosità e il desiderio di confronto alla prossima occasione prevista per lunedì 21 maggio.
Tutti i presenti hanno ascoltato con attenzione l'esposizione dei ragazzi che hanno inteso lanciare una sfida alla collettività tutta: attraverso la conoscenza e l'impegno di rompere le barriere che separano cittadini di differenti provenienze, individuare momenti di lavoro comune, e in questo senso propongono con l’aiuto dell’Arci di organizzare una manifestazione cui invitare l'Orchestra Multietnica per avvicinare con la musica uomini e donne, creare un clima favorevole allo scambio.
In chiusura la Fondazione ha dato appuntamento ai giovani al 21 maggio.



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venerdì 9 marzo 2012

INCONTRO CON IL LICEO SCIENTIFICO TECNOLOGICO DI VIAREGGIO


INCONTRO CON IL LICEO SCIENTIFICO TECNOLOGICO DI VIAREGGIO



Mercoledì 7 marzo, a Viareggio, la classe prima del Liceo Scientifico Tecnologico Galilei con la loro insegnante Maria Grazia Anatra ci ha accolti nella propria classe per il secondo appuntamento del progetto. Ragazzi e ragazze giovanissimi hanno accettato la sfida proposta loro dalla Fondazione e hanno scelto di occuparsi di acqua, anche in continuità con il lavoro fatto alla scuola media inferiore da alcuni di loro, per approfondire le conoscenze, osservare le proprie abitudini, modificare i comportamenti e intravedere innovazioni che consentono di ridurre gli sprechi e i rifiuti. Alla scelta non è estraneo il clima del nostro Paese dopo il referendum del 12 e 13 giugno dello scorso anno, quando la maggioranza degli italiani ha votato per ripubblicizzare questo bene fondamentale per la vita del pianeta.

Con studenti e studentesse ci siamo confrontati e abbiamo insistito nel richiedere impegno e responsabilità, sottolineando un aspetto particolare del nostro progetto: quello di essere strumento per il loro protagonismo, per divenire cittadini consapevoli e partecipi.

Alle 17.00, nella Sala di rappresentanza del Comune, ci accoglie Lucia Accialini, assessore all’Istruzione di Viareggio, che ha aperto le porte della casa comune ai propri giovani cittadini. Con lei anche Mario Regoli, assessore provinciale all’Istruzione, che da circa un anno ha la delega dopo le elezioni amministrative, al quale la Fondazione ha illustrato lo spirito e le modalità del progetto.

La Fondazione ha ripetuto, alla presenza degli amministratori, l’invito alla responsabilità, all’impegno perché sono condizioni indispensabili ad essere interlocutori credibili e protagonisti nelle scelte della propria comunità civile.

Una delegazione degli studenti e delle studentesse attenta e preparata, in rappresentanza di molti compagni e compagne cui non è stato possibile partecipare per la loro giovane età perché pendolari, era presente con i loro blocchi di appunti. Dopo l’introduzione, un ragazzo e una ragazza hanno preso la parola per delineare la propria proposta, dando prova della loro serietà e del proprio interesse.

I giovani sono partiti dal risultato referendario dello scorso giugno per meglio conoscere tutti gli aspetti del problema e giungere a elaborare richieste da indirizzare agli amministratori locali. Questa scelta, analoga a quella di altri giovani, stimola qualche ulteriore riflessione. L’acqua è un tema particolarmente interessante perché tocca la sopravvivenza stessa degli uomini e delle donne e i giovani dichiarano, questo è un altro punto innovativo di quest’anno, di voler coinvolgere i propri compagni nelle loro assemblee. In secondo luogo la loro proposta di cannelle di acqua potabile nelle scuole mira, come già altrove, a favorire la riduzione di rifiuti.

Proprio a questa sollecitazione si è collegata l’assessore Accialini, ben disposta a lavorare insieme, ricordando la scelta dell’amministrazione comunale di offrire acqua in caraffa negli asili e nelle scuole dell’obbligo, con il proposito di estenderla a tutte le scuola del territorio comunale.

Mario Regoli ha apprezzato la capacità della Fondazione di tenere connessi due livelli: quello grande delle questioni della legalità e del contrasto alle mafie; e quello piccolo del lavoro quotidiano nella scuola dove, grazie alla pazienza e al lavoro meritorio degli insegnanti, si esplorano nuove possibilità e si dà prova concreta del valore costituzionale della nostra scuola: quello di educare i giovani alla cittadinanza. Tutto ciò serve a rafforzare le convinzioni di ciascuno ad essere protagonisti e stimola tutti noi a proseguire in questo difficile cammino.

Paolo Bruni della Cgil, nostro partner, intervenuto per ultimo, ha testimoniato la difficoltà degli adulti a rispondere alle domande semplici dei giovani, segno di un più grande disagio a dare soluzione ai problemi urgenti del nostro tempo. Ha invitato i giovani a non desistere dall'impegno, né a temere le difficoltà.

Con tutti ci siamo dati appuntamento per l'incontro finale del prossimo lunedì 28 maggio ospiti della Provincia di Lucca.



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INCONTRO CON GLI STUDENTI DEL BUONTALENTI DI LIVORNO



INCONTRO CON GLI STUDENTI DEL BUONTALENTI DI LIVORNO



Martedì 6 Marzo è la volta del Buontalenti di Livorno per il secondo incontro. Ad accoglierci una classe seconda ed una quarta, insieme alla loro insegnante Serena Bellucci. Con noi era presente Luca Filippi della CGIL, nostra partner. Nell’introduzione la Fondazione ha richiamato i ragazzi alla responsabilità, alla partecipazione ed al protagonismo, ad essere presenti all’incontro serale, quale segno di credibilità. Sono intervenuti i ragazzi per esporre il loro tema: eco sostenibilità, rifiuti, ambiente, ed un progetto per la riqualificazione del porto con materiali innovativi tema di specifica competenza del loro indirizzo di studio.

Sono passati poi ad individuare come reperire dati e documentazione, in modo da arrivare preparati all’incontro finale di Maggio. Interessante è stato l’intervento di Luca Filippi che li ha coinvolti in un dibattito su temi diversi: il rispetto delle regole, il non scoraggiarsi alle prime difficoltà, e l’importanza che i giovani possono avere per la comunità locale e per il proprio Paese. Luca ha portato la sua testimonianza di esponente sindacale e quella professionale come poliziotto di quartiere. Ci siamo dati appuntamento per l’incontro serale.

Alle 17.00, nella sala della Circoscrizione 2, presenti solo una delegazione di ragazzi, perché molti sono pendolari e hanno difficoltà a tornare a casa tardi anche per la loro giovane età. A fare gli onori di casa l’assessore all’Istruzione Carla Roncaglia e quello all’Ambiente, Mauro Grassi. Per la provincia la Presidente della 5° commissione alle Pari opportunità, Rossella Lupi, per la CGIL, nostra partner Wiliam Ferrari e Luca Filippi. Ad attenderci anche la giornalista del Tirreno online.

I ragazzi entusiasti di questa prima loro esperienza di confronto con le istituzioni, hanno prima risposto alle domande della giornalista e poi riproposto i temi illustrati in mattinata.

L’assessore Roncaglia ha da sempre seguito i giovani in questo percorso, nel prendere la parola ha voluto fare il punto delle questioni sollevate dagli studenti negli scorsi anni come il recupero delle terme del Corallo, incarico che l’Amministrazione comunale porta avanti e che nel tempo si riuscirà a definire. Ha fatto i complimenti ai ragazzi per il loro impegno e si è resa disponibile con loro per altri incontri e momenti di confronto. Ha preso poi la parola l’assessore all’Ambiente Grassi, che ha prima approfondito la questione dei rifiuti e del riciclaggio e del ruolo dei cittadini nell’avere comportamenti corretti, ha poi invitato i ragazzi presso il Comune per reperire e approfondire documentazioni in merito ai temi da loro scelti.

Rossella Lupi ha rivolto parole di apprezzamento alla Fondazione, alla scuola e ai ragazzi, riconoscendo loro un ruolo importante per la crescita del Paese. Si è impegnata, in vista dell’incontro finale di maggio, affinché siano presenti sia l’assessore all’Ambiente, Nicola Nista, quale interlocutore privilegiato degli studenti del Buontalenti di Livorno per il tema da loro proposto, sia l’assessore Bonsignori, per le sue competenze relativamente al progetto dei giovani del Marco Polo-Cattaneo di Cecina. Questo impegno di Rossella Lupi è tanto più significativo dopo le ripetute assenze della Provincia a tutti gli appuntamenti in questi tre anni. La Fondazione ha chiesto di nuovo la disponibilità della Sala della Circoscrizione 2 al Comune, che ringraziamo, come sede dell’incontro finale, ma sarà sicuramente ben lieta se la Provincia manterrà l’impegno di intervenire ed essere interlocutrice attenta degli studenti, dando così un bel segnale ai propri giovani cittadini. Proprio per questo non abbiamo deciso la data dell’incontro finale, lasciando ai due assessori di indicare in tempi brevi una data compatibile con i loro incarichi.

Luca Filippi ha chiuso l’incontro esortando tutti i giovani all’impegno perché sono stati storicamente sempre loro ad essere i primi a dare la spinta ai cambiamenti.



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INCONTRO AD AGLIANA E LA MAGIA DEGLI STUDENTI E STUDENTESSE DEL CAPITINI



INCONTRO AD AGLIANA E LA MAGIA DEGLI STUDENTI E STUDENTESSE DEL CAPITINI


Lunedì 5 marzo secondo appuntamento con l’ITC Capitini di Agliana. L’incontro diversamente dal solito non è al mattino perché, d'accordo con l'insegnante, prof. Santagati, abbiamo voluto mettere alla prova la disponibilità di ragazzi e ragazze e farlo di pomeriggio, prima di quello con le Istituzioni. L’intento è responsabilizzare i giovani ad essere presenti fuori dall’orario scolastico: prima sorpresa, alle 15.00 in aula ad attenderci sono tutti presenti!

Dopo una breve introduzione organizzativa, gli studenti sono passati a illustrare il tema da loro scelto: l’alcol e le dipendenze, riprendendo il lavoro fatto lo scorso anno quando si erano interessati delle nuove forme di dipendenza. Quest'anno si occupano di una in particolare. Hanno preparato una serie di slide dove sono raccolte tutte le informazioni e le conoscenze necessarie per giungere a delle proposte efficaci. Ad illustrarle Eduardo.

I dati sono molto preoccupanti e sollecitano tutti ad aver comportamenti e stili di vita responsabili: il numero di morti all'anno è pari alle vittime di 130 terremoti come quello dell'Aquila; i costi sociali e sanitari sono stimati nell'ordine di 2-5 punti del PIL; gli effetti sono visibili nella vita quotidiana: al lavoro come a scuola, nelle relazioni sociali e affettive; i danni non sono solo quelli diretti sulla salute di chi abusa, ma anche indiretti per gli effetti sulla vita degli altri. Che cosa fare, si chiedono i ragazzi e le ragazze, per aiutare coloro che hanno l'abitudine di bere?

Innanzi tutto maggiori controlli all'origine, al momento dell'acquisto nei supermercati, ma soprattutto nei pub dove ai consumatori non viene chiesto né l'età né un documento. Allora è necessario un primo gesto di responsabilità da parte dei giovani: segnalare alle forze dell'ordine i locali dove non è richiesto il documento e vengono serviti alcolici ai minori e birra a chi ha meno di sedici anni.

Poi occorre fare un passo avanti e interrogarsi sui modelli culturali e di valore che soggiacciono a questi comportamenti, premessa per elaborare stili di vita differenti, valori nuovi, condivisi e non imposti dall'esterno. In quest'ottica studenti e studentesse dell'ITC Capitini hanno provato ad abbozzare una loro proposta che prevede, nel cominciare a parlare fra di loro, fra pari, nelle loro assemblee e in altre occasioni, di coinvolgere i loro coetanei dell'Istituto professionale alberghiero che studiano da barman, per promuovere con loro dei cocktail analcolici. Tutte queste proposte hanno come obiettivo una festa da tenersi nel loro Istituto per lanciare questo comportamento.

A concludere questo lavoro ci sarà la realizzazione di uno spot pubblicitario in collaborazione con l'Associazione volontari italiani del sangue.

L'articolato lavoro di questi giovani è effetto dell'impegno loro, degli insegnanti e della scuola in questi tre anni e tutti dovremmo essere grati nonostante la situazione di gravi difficoltà in cui opera la scuola.

Ma le sorprese non sono finite: grazie alla “magia” dei ragazzi e delle ragazze del Capitini, alle 17.30 ci ritroviamo in un’affollatissima Sala consiliare con tantissimi loro compagni di scuola, amici, genitori e cittadini. Ad accoglierci, il sindaco Eleanna Ciampolini e l’assessore alla legalità, Fabrizio Magazzini, gli assessori provinciali all'Istruzione, Paolo Magnanensi, e alle Politiche giovanili, Chiara Innocenti. Poi alcune associazioni locali e l'emittente locale TV8. Molti nei corridoi perché non c'è spazio in sala. Merito del Comune di Agliana di aver aperto la casa di tutti per discutere, confrontarsi e ricercare insieme ai propri giovani cittadini soluzioni e individuare dei percorsi nuovi.

Eduardo ha riproposto a tutti il progetto con tutta la sua accuratezza nell'esporre e subito dopo è intervenuta la dottoressa Cinzia Agroppi, responsabile dell'ASL 3 di Pistoia, che da tempo si occupa di questi temi. È stata la stessa amministrazione comunale ad invitarla, e la Fondazione è stata ben lieta del suggerimento, proprio perché la sua competenza ed esperienza costituiscono un ulteriore e importantissimo passo nel percorso di formazione di questi giovani cittadini di Agliana.

Sollecitata dal lavoro degli studenti ha chiarito la distinzione fra alcolista e consumatore di alcolici, mettendo in rilievo come dinanzi ad un giovane che beve non dobbiamo pensare ad un alcolista, ma ad un giovane che può subire dei danni per sé, ma anche procurarne agli altri, come nel caso degli incidenti o in altre occasioni di relazione professionale. Ci sono poi i danni alla salute che si manifestano nel tempo.

Dilaga il fenomeno del binge drinking, che ha caratteristiche ben precise: la sobrietà dalla domenica pomeriggio al venerdì sera e la vera e propria abbuffata dal venerdì sera alla domenica fino al pranzo, fenomeno nuovo che non appartiene alla cultura mediterranea, tipico di altre latitudini. Il meccanismo che produce il binge drinking richiede comportamenti, luoghi e abitudini ben precise: uno stile di vita che identifica il divertimento con lo sballo grazie all'abuso di alcol; un codice culturale che lo assume a valore; i luoghi deputati allo sballo come discoteche e pub. Più nascosti gli enormi interessi economici del mercato dell'alcol e quello pubblicitario, quelli dei locali di ritrovo e l'offerta facile di alcolici. A riprova ha citato quanto proposto a dei giovani: andare in un pub e chiedere dell’acqua. Ebbene in alcuni locali è stato risposto che non vi era acqua, mentre in un altro il costo dell’acqua era pari a quello di un cocktail alcolico.

In conclusione anche la dott.ssa Agroppi ha proposto come antidoto la promozione di una cultura differente, valori condivisi e non imposti, ma ha voluto sottolineare quanto sia importante operare anche su ciò che vi è intorno ai giovani: la famiglia, i luoghi di divertimento, l'offerta di codici culturali condivisi.

Il sindaco di Agliana ha ringraziato tutti coloro che sono intervenuti perché questa partecipazione è il migliore presidio della legalità. Ha voluto richiamare i ragazzi alla responsabilità di tutti per essere incisivi nella lotta all’abuso di alcol, perché auspicare solo dei controlli non è sufficiente, avendo l’obiettivo di modificare le abitudini e le coordinate culturali delle nostre comunità.

Paolo Magnanensi, assessore provinciale all’Istruzione, ha voluto sottolineare l'importanza della scelta operata dai giovani di assumersi la responsabilità di rompere la catena delle piccole illegalità denunciando chi vende alcolici ai minori.

Chiara Innocenti, assessore provinciale alle Politiche giovanili, nell’apprezzare il lavoro di questi giovani ha ricordato i tanti risvolti dell’abuso dell’alcol e delle piccole e grandi illegalità, come i costi che ricadono sulla collettività.

Il prof. Sante Marroncini, Dirigente scolastico dell'ITC, ha voluto ringraziare innanzitutto i propri studenti per il bel lavoro fatto e si è dichiarato disponibile a far partecipi di esso tutti i ragazzi dell'istituto, oltre a favorire la proposta della festa analcolica.

Il bel dibattito deve molto anche al contributo dell'Arci e di Sergio Frosini della Cgil, nostri partner, ma un merito particolare, che ci preme sottolineare, è quello di Domenico Santagati, insegnante e testimone della fatica quotidiana di questi giovani.

Il bell'esempio dei ragazzi del Capitini è frutto del loro lavoro dei ragazzi e delle scelte degli amministratori, capaci di seguire e ascoltare, della scommessa della fondazione e dei suoi partner e del contributo della scuola, tutti ingredienti autentici dello spirito del progetto. Questo è il modello e lo spirito che ci piace e che abbiamo proposto in questi anni e che continueremo a ricercare in futuro.

Nel chiudere l'incontro, Fabrizio Magazzini, assessore comunale, ha ringraziato tutti coloro che hanno partecipato e contribuito al dibattito e ha salutato tutti augurandosi di proseguire in questo bel cammino comune.



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lunedì 5 marzo 2012

proposta di legge contro il gioco d'azzardo

Cari studenti, studentesse e insegnanti, il Progetto giunto al terzo anno è cresciuto grazie al vostro impegno. Le proposte da voi elaborate costituiscono delle vere e proprie sfide per trasformare il nostro Paese nella direzione della trasparenza e della partecipazione, condizioni propedeutiche ad un effettivo esercizio della cittadinanza democratica. Non sono, i vostri progetti, semplici esercizi da svolgere e accantonare, come più volte abbiamo ripetuto, ma veri e propri propositi da perseguire con tenacia e risolutezza; proposte, queste vostre, da collegare e mettere in relazione con tutto ciò che si produce nella società civile in tema di promozione della cultura della legalità e dei valori costituzionali.

In accordo con tutto ciò, quest'anno incontreremo politici e Istituzioni a cui sottoporremo le vostre proposte e chiederemo se intendono mettere nella loro agenda i temi da voi sollevati indicando soluzioni, tempi e modalità. Da parte nostra seguiremo con attenzione ciascun tema e saremo impegnati a creare collaborazioni e scambi per la risoluzione di ogni problema invitando ogni scuola interessata a contribuire.

In sintonia per quanto detto, da alcuni incontri ha preso il via un coordinamento nazionale dei coordinamenti regionali e le comunità terapeutiche e altri soggetti per una proposta di legge che vieti la pubblicità al gioco d'azzardo. Proposta che va nella direzione del contrasto ad esso, tema questo assai caro alla Fondazione Caponnetto. Il 15 Marzo saremo a Roma, presso la sede del CNCA in via di Santa Maria Maggiore nei pressi della stazione Termini, dalle ore 10 alle ore 13 per dare vita ad un comitato sostenitore all’iniziativa popolare. Ad oggi abbiamo la conferma della partecipazione di: INTERCEAR, CNCA, FICT, Fondazione Antonino Caponnetto, Gruppo Abele, Conagga, Avviso Pubblico. Vi terremo aggiornati in modo che quanto elaborato dalle scuole che si sono occupate del gioco d'azzardo divenga contributo indispensabile per la proposta da avanzare ai politici impegnati sul tema.



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SECONDO INCONTRO CON IL MARCO POLO CATTANEO DI CECINA E L'ASSENZA GRAVE DELLA PROVINCIA DI LIVORNO


SECONDO INCONTRO CON IL MARCO POLO CATTANEO DI CECINA E L'ASSENZA GRAVE DELLA PROVINCIA DI LIVORNO

La Fondazione Caponnetto approda, venerdì 2 marzo, a Cecina per il secondo incontro con gli studenti dell’ISIS Marco Polo-Cattaneo. Ad attenderci le tre classi coinvolte: le 3A, B e C, con i loro insegnanti Giovanni Marra, Luciana Grechi e Andrea Rossi, nell’Auditorium di via Verdi, ospiti dell’Amministrazione comunale, che ringraziamo, perché la scuola non dispone di spazi adeguati. E proprio la scuola, gli spazi, il diritto allo studio sono il tema scelto dai giovani. Ciascun gruppo ha affrontato un aspetto particolare con interviste e raccolta dati.

La Fondazione ha dato il via ai lavori chiedendo ai ragazzi di illustrare la propria ipotesi di progetto e li ha sollecitati ad essere responsabili, credibili e a non aver timore in vista dell’incontro pomeridiano con gli amministratori locali. Superata la timidezza iniziale, tre di loro hanno introdotto ciascuno la propria parte e ne è nato un dibattito vivace e intenso. Un gruppo ha posto immediatamente la questione delle risorse tecnologiche della scuola, in particolare i software di grafica non aggiornati, indispensabili per il loro indirizzo di studio e la formazione professionale. Questa insufficienza come tante altre sono diffuse in tutte le scuole, frutto dei tagli operati in questi anni dai governi che si sono succeduti nell’ultimo ventennio. Né si può immaginare di risolvere il problema con scorciatoie, come quella di fare ricorso a programmi open source, perché poi, quando ragazze e ragazzi cercheranno un lavoro, si ritroveranno con aziende che avranno e richiederanno competenze con software professionali. La Fondazione ha preso l’impegno di sollevare la questione dei software al Tavolo della legalità presso il Ministero dell’Istruzione, chiedendo inoltre ai politici di sostenere una proposta perché i programmi informatici ad uso scolastico siano gratuiti o, tutt’al più, ad un prezzo veramente basso, volendo significare che anche le imprese hanno un dovere nei confronti della collettività: di restituire una parte della ricchezza prodotta oltre ad avere in futuro un ritorno con ragazzi preparati.

L’altro gruppo ha posto il problema della palestra chiusa dai Vigili del Fuoco per inagibilità. Le richieste dei giovani si sono scontrate con “il solito ritornello” che mancano i fondi. Pur in presenza di una difficile situazione economica, la Fondazione torna a ribadire, e lo farà fino a quando avrà voce, che chi ha responsabilità di governo deve scegliere quali priorità avere nell’azione amministrativa. E la scuola per noi è una priorità, da finanziare con una rigorosa lotta all’evasione fiscale e alla mafia.

Maurizio Pascucci dell’Arci, nostro partner, ha voluto sottolineare l’importanza di questa esperienza, vero e proprio esercizio di democrazia che richiede, da parte di ciascuno, un’assunzione di responsabilità, senza la quale non può esserci possibilità alcuna di cambiamento.

In merito alla responsabilità richiesta a ragazzi e ragazze, dal dibattito è emersa, in tutta la sua gravità, l’assenza degli studenti eletti negli organi collegiali, nonostante avessero avuto il permesso dalla scuola ad essere presenti all’incontro, il cui tema era di importanza rilevante per tutti i giovani. Nel dibattito, molti dei ragazzi e delle ragazze hanno riconosciuto la leggerezza con cui si scelgono i propri rappresentanti, comportamento questo molto simile a quello degli adulti nello scegliere i politici. Si sono ripromessi di parlarne nelle loro assemblee.

In conclusione abbiamo chiesto a tutti di essere presenti all’incontro serale, al quale invitare i propri genitori e amici, a voler sottolineare l’importanza della partecipazione e del protagonismo dei cittadini alle scelte relative il governo della propria comunità.

Alle 17.00, sempre nella stessa sala, un folto gruppo di studenti, alcuni con i propri genitori, gli insegnanti e la Fondazione hanno incontrato il vice sindaco e assessore all’Istruzione di Cecina, Antonio Garigali. Una brevissima illustrazione del progetto ai genitori ha introdotto il dibattito. Due ragazze e un ragazzo hanno illustrato in modo chiaro i problemi della propria scuola, chiedendo risposte chiare e nette ai problemi da loro sollevati.

La vicaria dell’ISIS, ha voluto ricordare l’impegno della scuola e dei suoi insegnanti a favore dei propri studenti; ha sottolineato quanto sia importante la cura di strumenti e spazi nella scuola, beni di tutti; ha ricordato la disponibilità dell’amministrazione provinciale e il sostegno di quella comunale, rappresentando una situazione differente dell’istituto, come se le emergenze segnalate dai ragazzi fossero perlomeno eccessive.

Antonio Garigali ha ringraziato la Fondazione per il suo impegno e ha voluto mettere in rilievo il valore della legalità, perché particolarmente significativo in un Paese come il nostro dove la consapevolezza del rispetto della legge non è particolarmente alto. Ha annunciato che l’amministrazione provinciale ha assunto l’impegno dei lavori alla palestra per il mese di settembre.

Con grande disagio e imbarazzo nei confronti dei giovani e dei cittadini intervenuti abbiamo dovuto constatare che nonostante le promesse, per l’ennesima volta, l’amministrazione provinciale di Livorno ha mancato l’appuntamento. Malgrado, nei giorni precedenti, ci avessero assicurato la presenza del presidente del Consiglio provinciale, Fabio Di Bonito, a fare le veci dell’assessore all’Istruzione, Fausto Monsignori. Neppure le buone maniere di telefonare per scusarsi, non con la Fondazione, che lo aveva invitato, ma con i propri cittadini.

Sono ormai tre anni che l’amministrazione provinciale sfugge agli incontri, ai dibattiti e ai confronti con questi giovani, malgrado i ripetuti inviti, offrendo una cattiva lezione di democrazia. Per chi non lo avesse ancora capito il progetto è formativo: le Istituzioni, le associazioni, la società civile sono chiamate a dare il buon esempio confrontandosi con i propri giovani e tutti insieme cercare di trovare le soluzioni ai loro problemi. Non ci sono controparti, lo si diventa al momento che si viene meno ai propri compiti istituzionali e civili. Con i ragazzi ne prendiamo atto e la Fondazione, tutor del progetto, accreditata dallo stesso Ministero dell’Istruzione, proprio nella sua qualità di educatrice, per mantenere intatta la fiducia nelle Istituzioni, dichiara che non chiederà alla Provincia di Livorno di ospitare il terzo incontro, in maggio, con le due scuole di Cecina e di Livorno, per evitare ulteriori esempi negativi per i giovani.

Quella di Livorno è l’unica fra le dieci Province della Toscana a non rispettare i propri cittadini che chiedono di essere ascoltati.

Incontreremo ancora la scuola, i genitori e i cittadini e insieme decideremo le modalità opportune per concludere il percorso formativo di maggio.



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secondo incontro al Rodari di Prato


SECONDO INCONTRO AL RODARI DI PRATO

Giovedì 1 marzo, a Prato, nell’Aula magna della propria scuola ci accolgono, per il secondo incontro, tre classi del Liceo Rodari insieme con le loro insegnanti, Caterina Ramogida e Franca Dami.

Martina, Camilla e Giulio ci salutano e introducono il lavoro di ciascun gruppo di lavoro. Hanno scelto di occuparsi di disagio giovanile inteso in un senso molto ampio: dall'assenza di spazi per giovani alle mancate occasioni di aggregazione, agli abusi di alcol e droghe, unici modelli per il loro divertimento. Le interviste ai bambini e alle bambine di un oratorio e a due animatrici confermano la funzione di supplenza di queste strutture e dei volontari che in modo encomiabile sopperiscono alle carenze delle Istituzioni. Le “confessioni” raccolte in modo appassionato e diligente dai ragazzi e dalle ragazze del Rodari testimoniano i tanti disagi, a volte estremi, di giovani e giovanissimi a cui sembra non fare attenzione nessuno, neanche i propri genitori.

Le parole e i commenti degli intervistati, le immagini che scorrono chiariscono il pensiero degli studenti e delle studentesse e costituiscono un vero e proprio grido di aiuto, una esigenza forte di essere ascoltati e di avere risposte non banali.

Il disagio documentato è un vero e proprio pugno nello stomaco e richiede che la società civile e politica si faccia carico di esso senza avere la pretesa di soluzioni già pronte, ma con umile disponibilità, perché la nostra disattenzione ha prodotto, negli ultimi trent'anni, luoghi senza spazi per i nostri giovani e i nostri figli.

Di questo parleremo nell'appuntamento del prossimo 12 marzo quando i ragazzi del Rodari e quelli del Copernico saranno ospiti dell'amministrazione comunale di Prato alle 17.00 nella Sala consiliare.



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martedì 28 febbraio 2012

SECONDO INCONTRO 2012 CON IL BUONTALENTI DI FIRENZE



SECONDO INCONTRO CON IL BUONTALENTI DI FIRENZE

Oggi lunedì 27 Febbraio 2012 ha preso il via il secondo ciclo di incontri del nostro progetto I giovani sentinelle della legalità.

Alle 8.15 all’Istituto Professionale Buontalenti di Firenze, la Fondazione insieme a Sergio Luschi della Cgil, nostra partner, hanno incontrato gli studenti della IV classe con il proprio insegnante, prof. Giuseppe Pallanti. A loro abbiamo ricordato il valore dell’impegno in prima persona, della partecipazione quali strumenti di una vera democrazia. Gli esempi di tanti ragazzi che aderiscono al progetto sono i migliori riferimenti per questi giovani che, a prima vista, non sembrano aver compreso a fondo lo spirito dell’iniziativa. Forse le sollecitazioni della Fondazione e del loro insegnante, oltre a quello di Sergio Luschi che ha voluto sottolineare quando sia importante mettersi in gioco e non perdere l’occasione del confronto con le Istituzioni, sono servite a rompere il ghiaccio.

Studenti e studentesse sono intervenuti numerosi in un bel dibattito e alla fine hanno dichiarato di definire il loro progetto entro il 28 Marzo quando, insieme all’I.S.I.S.Leonardo da Vinci, incontreranno le Istituzioni locali nel Salone dei Duecento in Palazzo Vecchio. Hanno preso pure l’impegno di intervenire numerosi ed invitare genitori ed amici.

Tutto ciò ci fa ben sperare nel raggiungimento di buoni risultati.



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lunedì 20 febbraio 2012

Giovani Sentinelle a Poggibonsi


INCONTRO CON L'IIS RONCALLI E LA LEONARDO DA VINCI DI POGGIBONSI

Lunedì 20 febbraio, a Poggibonsi, si è tenuto l’incontro con tre classi dell’IIS Roncalli e due della Scuola media inferiore Leonardo da Vinci della stessa città, istituti che hanno aderito al nostro progetto all’ultimo tuffo. Con molto piacere, abbiamo incontrato questi giovani nell’Aula magna del Roncalli. Come di consueto abbiamo proposto il video che racconta la storia di Antonino Caponnetto e le immagini hanno emozionato ragazzi e ragazze che hanno poi seguito con attenzione l’illustrazione del progetto.

A Poggibonsi ha preso il via una sorta di sperimentazione, molto singolare, con le classi della Scuola media i cui studenti hanno fatto esperienza di una sorta di open day della legalità, perché hanno visitato l’IIS Roncalli, ma questa volta non hanno visto laboratori e aule quanto, piuttosto, hanno fatto esperienza delle scelte didattiche e del Piano dell’Offerta Formativa della scuola superiore. Il Roncalli ha scelto di offrire ai propri studenti questo percorso di legalità e noi siamo grati agli insegnanti della scelta fatta.

Ai ragazzi e alle ragazze delle due scuole abbiamo chiesto di fare una scommessa: pur in tempi limitati, per l’avvio in ritardo del progetto, scegliere un tema di particolare interesse per loro e di occuparsene, di studiare e approfondire con l’aiuto dei propri insegnanti e di presentarlo agli amministratori della propria città, ai genitori e ai cittadini nell’incontro del prossimo 11 aprile nella sala del Comune di Poggibonsi.



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mercoledì 25 gennaio 2012

INCONTRO CON IL LICEO SCIENTIFICO E CLASSICO XXV APRILE DI PONTEDERA


INCONTRO CON IL LICEO SCIENTIFICO E CLASSICO XXV APRILE DI PONTEDERA


Martedì 24 gennaio, a Pontedera, ultimo degli incontri del primo ciclo del progetto per l’anno 2011-2012. Già previsto in dicembre, si è tenuto solo oggi per problemi tecnici. Una nuova terza classe ci attende nell’Aula magna del loro Liceo, ragazze e ragazzi attenti ed incuriositi, ben informati dai loro compagni che hanno partecipato al progetto negli scorsi anni. A seguirli sia gli insegnanti "storici", Giovanni Volpi e Marco Nuti, sia due nuove professoresse, Sabina Riondino e Simona Liberto. Inoltre ha partecipato il prof. Sergio Tognarelli, del Liceo delle scienze applicate, che ha annunciato, ed è questa una vera novità che ci fa molto piacere, la partecipazione di una classe del suo liceo, a sostegno delle ragazze e dei ragazzi del XXV Aprile. A loro abbiamo raccontato del giudice, della sua scelta di testimoniare il valore della legalità e dell’impegno della fondazione a proseguire la sua opera. Abbiamo esposto i temi più significativi dei progetti scelti dagli studenti delle scuole pilota in questi due anni, incoraggiandoli alla sfida di essere cittadini consapevoli e attenti. Ci siamo dati appuntamento per il secondo incontro per martedì 3 aprile.

Informiamo che in questi giorni siamo a lavoro per contattare le amministrazioni comunali che ospiteranno gli studenti nel secondo ciclo di incontri per il progetto Giovani Sentinelle della legalità. Innanzitutto ringraziamo Sindaci ed Assessori che hanno manifestato la disponibilità, oltre a partecipare, ad accogliere i giovani ed i cittadini nelle sale consiliari dei propri comuni, quale segno di attenzione nei loro confronti.

Ribadiamo ancora una volta per quella sparuta minoranza di amministratori disattenti, che il progetto ha previsto, fin dal primo anno, nel secondo ciclo di incontri, che sia l'amministrazione comunale ad ospitare i propri cittadini, mentre nel terzo incontro è l'amministrazione provinciale ad occuparsene. In entrambi i casi tutti gli amministratori locali sono invitati a partecipare. Come abbiamo ripetuto più volte, il progetto ha l'obiettivo di favorire il protagonismo giovanile, e di avvicinare ragazze e ragazzi alla cittadinanza attiva. Proprio in questo senso è compito di chi ha responsabilità politica e civile dare il buon esempio e sono chiamati tutti a contribuire allo scambio, al dibattito ed al confronto per la soluzione dei problemi, compito che va aldilà delle competenze amministrative.

La Fondazione continuerà nel ruolo di tutor, fiduciosa come accade per lo più, che le amministrazioni siano disponibili alla partecipazione al dialogo con i propri cittadini.



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