martedì 14 novembre 2017

Incontro con le giovani sentinelle di Firenze, Calenzano e Monsummano Terme Posta in arrivo x

Terza giornata di appuntamenti delle giovani sentinelle. Scuole differenti per ordine e grado ma ragazzi e ragazze attenti e decisi, consapevoli e responsabili.
All’ISIS Leonardo da Vinci di Firenze ben quattro classi ci hanno accolto nell’aula magna, all’apertura della scuola, e hanno ascoltato l’introduzione al progetto: chi era Antonino Caponnetto e cos’è la mafia, perché e come combatterla; la mafia che è vicina a noi, come testimonia l’attentato di via de Georgofili, oggetto di approfondimento dei compagni più grandi negli anni passati. Con la domanda: che cosa possono fare i cittadini e le cittadine’ abbiamo introdotto il percorso vero e proprio , con tutti i suoi passaggi a cominciare dal prossimo, quando saranno accolti nella Sala Ketty La Rocca, per venerdì 2 marzo 2018 dalle ore 16.00 alle ore 18,00 ospiti del Comune di Firenze per un confronto insieme ai loro compagni del Liceo Rodolico.
A Calenzano più tardi, alle 12, alla scuola media Arrigo da Settimello l’appuntamento era con due classi, una terza di veterani e una seconda alla prima esperienza del progetto. Abbiamo ripreso a ragionare di mafia e di Antonino Caponnetto per poi passare a riflettere sul senso della cittadinanza, su cosa significa essere responsabili e rispettosi della legalità nella sua doppia accezione di osservare le norme giuridiche e quelle morali e dell’etica pubblica. Il confronto è stato vivace e prolungato e curiosità e sollecitazioni hanno tenuto banco fino al suono della campanella a testimoniare interesse e passione di ragazze e ragazzi che non intendono retrocedere dal loro protagonismo.
E questi segni ci fanno ben sperare nel futuro nel proseguimento del lavoro. Con loro ci siamo dati appuntamento per il prossimo martedì 6 marzo dalle ore 16.00 alle ore 18.00
Terzo appuntamento della giornata anche per il comprensivo intitolato ad Antonino Caponnetto di Monsummano Terme.  L’istituto partecipa sin dalla prima edizione del progetto con proposte originalissime e impegno sempre rinnovato.
All’inizio è stato il carisma e la passione di Marcello Michelotti, docente di arte della scuola media e amico della fondazione Caponnetto, che ha guidato con i suoi colleghi e colleghe con passione i giovani che hanno partecipato al progetto. Da quando ci ha lasciato, altri docenti, in particolare la professoressa Bartolomucci, hanno raccolto l’eredità e proseguono il cammino insieme con ragazzi e ragazze.
Ad accoglierci la Dirigente scolastica, Angela Desideri, che ha salutato studenti e studentesse e ringraziato la fondazione per l’impegno profuso a favore dell’educazione alla legalità, le insegnanti; Benedetta Bartolomucci e  Giulia Arabelli, che guideranno i giovanissimi in questa nuova esperienza. Nell’illustrare l’articolazione del progetto e il suo significato abbiamo ripreso le tante proposte che negli anni passati hanno reso interessante il lavoro e ricca di valore l’esperienza: dalla cura del giardino della scuola alla costruzione di un giardino astronomico; dall’indagine sull’ambiente naturale del Padule: la flora e la fauna e i rischi di inquinamento, alla riscoperta della vicenda dell’eccidio nazista; dagli edifici abbandonati in paese alla retomania e alle riflessioni sugli spazi per il gioco e la pratica dello sport. Un programma densissimo, un libro aperto di esperienze di cittadinanza squadernato di fronte a noi che esemplifica meglio di ogni ragionamento il senso di formare i cittadini e le cittadine.
Con questi bei pensieri ci siamo dati appuntamento al prossimo mercoledì 28 febbraio.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

domenica 12 novembre 2017

Seconda giornata di appuntamenti con le giovani sentinelle a Fiesole

Seconda giornata di appuntamenti con le giovani sentinelle a Fiesole
All’Istituto comprensivo Balducci di Fiesole le ragazze e i ragazzi delle due classi seconde che hanno partecipato al progetto già lo scorso anno sono decise e fermamente intenzionate a tornare alla carica con i propri amministratori nel richiedere un confronto serrato per ricercare soluzioni condivise alle questioni che hanno segnalato.
Con loro abbiamo parlato di rispetto delle regole e di buona cittadinanza attiva e abbiamo approfondito i temi della partecipazione e della responsabilità di ciascuno e ciascuna nella vita pubblica, ricordando il bell’esempio dei giovani di Bagno a Ripoli che proseguono testardamente ad esigere il mantenimento della parola data, la trasparenza e la consequenzialità nei comportamenti pubblici. I giovanissimi di Fiesole hanno ribadito con nettezza di non voler desistere e di preparare un piano di azione da discutere con gli amministratori cittadini nel prossimo appuntamento.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

Via con gli eventi 2017-2018!!!

Lunedì 6 novembre ha preso il via il nuovo percorso di educazione alla legalità e alla cittadinanza delle Giovani sentinelle. Tre appuntamenti nell’area fiorentina.
Liceo scientifico Rodolico Firenze.
Nell’aula video due classi, una di veterani e una nuova ci hanno accolto per il primo degli appuntamenti 2017-2018.
Con loro abbiamo ripreso a discorrere di mafia e di corruzione, di protagonismo giovanile e di democrazia e libertà, ripartendo da Antonino Caponnetto e dalla sua vicenda e riflettendo sulla mafia di oggi che ricicla e investe enormi quantità di denaro, che offre “servizi e merci illegali”. Le testimonianze di due di loro che hanno partecipato lo scorso anno al nostro cammino sono state delle ottime sollecitazioni per compagni e compagne.
Abbiamo invitato ragazzi e ragazze a lavorare insieme, a proseguire nel solco dei propri compagni e compagne degli anni passati, con la stessa tenacia e la stessa testardaggine degli studenti e delle studentesse dell’istituto Gobetti Volta che proseguono nel chiedere che sia mantenuta la promessa di lanciare la campagna Non viaggiare sulle spalle degli altri ideata nel lontano 2011-2012.
Con loro ci siamo dati appuntamento presso la Sala Ketty La Rocca, per venerdì 2 marzo 2018 dalle ore 16.00 alle ore 18,00 ospiti del Comune di Firenze per un confronto insieme ai loro compagni dell’ISIS Leonardo da Vinci.
Istituto comprensivo Caponnetto Bagno a Ripoli
Ospiti della Biblioteca comunale tre classi di sentinelle, veterane e nuove, dell’Istituto Comprensivo Antonino Caponnetto di Bagno a Ripoli hanno seguito con attenzione l’introduzione al nuovo percorso di educazione alla legalità e alla cittadinanza e hanno arricchito le due ore intense dimostrando maturità e voglia di essere protagonisti, cittadini attivi e grazie agli insegnanti e alla scuola, che partecipa al progetto fin dagli esordi, hanno presentato ai nuovi compagni e compagne le proposte fatte negli scorsi anni alla propria Amministrazione e alla propria comunità, facendo attenzione nel distinguere proposte cui hanno corrisposto impegni e cambiamenti da proposte che sono rimaste lettera morta. È emerso ancora una volta, come per tante altre città, il bisogno di spazi e la difesa e la cura dei beni comuni. L’impegno di questi ragazzi e ragazze è da un lato quello di fare la loro parte: continueranno anche quest’anno a sistemare alcune aule e la loro scuola e coinvolgeranno in questo genitori e cittadini; e dall’altro chiederanno alle Istituzioni maggiore impegno.
Ha colpito loro il filmato della Conferenza finale e dei 100.000 ragazzi coinvolti nel progetto nel corso degli anni, sono coscienti di non essere soli e consapevoli di non lasciare soli altri coetanei in questo percorso di cittadinanza. Sono rimasti stupiti dalla vicende della campagna Non viaggiare sulle spalle degli altri e dalla disavventura dei ragazzi di Carrara, costretti a pagare il ticket di ingresso a Firenze per partecipare, come loro, ad un progetto formativo che mira a farne i protagonisti del futuro del nostro Paese, ma che devono pagare il ticket di ingresso in città come se fossero turisti!
IIS Volta Gobetti Bagno a Ripoli
Alle ore 12 appuntamento con i ragazzi e ragazze del Volta e Gobetti di Bagno a Ripoli, autori della campagna oggetto dello scandalo e rei confessi!
È motivo di orgoglio da parte nostra la loro adesione al progetto delle Giovani sentinelle anche quest’anno, e se fosse vivo Nonno Nino li avrebbe certamente abbracciati tutti uno ad uno per loro tenacia e la loro testardaggine a non mollare. Il giudice ripeteva: «Le battaglie in cui si crede non sono mai perse» e loro hanno fatto proprio tale principio, vivendolo con coscienza e vigore, con passione e orgoglio. Nella propria classe tutti insieme hanno scelto come proseguire la loro “battaglia”, senza alzare i toni ci hanno esposto la volontà di inviare una email all’Ataf, al Comune di Bagno a Ripoli, al Comune di Firenze e alla Città Metropolitana. La firmeranno in prima persona, mettendoci la faccia da cittadini oramai adulti e votanti, la faranno firmare anche dai loro genitori e dai loro nonni! Non per rafforzare la loro richiesta o le loro idee, ma per renderli coscienti e responsabili dei fatti e dei misfatti di questo nostro Paese!
Alla fine dell’incontro, intenso e pieno di emozione, ci siamo dati appuntamento per lunedì 26 febbraio augurandoci che per quella data emerga la buona politica e il buon senso di non deludere i giovani in questi percorsi di democrazia e cittadinanza.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

sabato 4 novembre 2017

Conferenza del 20 ottobre al Teatro Verdi di Firenze

 

 Conferenza del 20 ottobre al Teatro Verdi di Firenze
Con non poco ritardo dovuto agli impegni per avviare la nona edizione del progetto contattando le scuole e allestendo il calendario degli incontri raccontiamo la giornata di venerdì 20 ottobre.
Studenti e studentesse, ragazzi e ragazze attenti e appassionati che hanno scelto di essere protagonisti, cittadini attivi e responsabili hanno riempito la platea del bel teatro Verdi di Firenze, ospiti della Regione Toscana, per la Conferenza finale delle Giovani sentinelle. Il programma della mattinata con gli interventi degli esperti e il Botta e risposta con i parlamentari ha contribuito a rendere interessante l’appuntamento, un’occasione di arricchimento culturale e di stimolo per un impegno rinnovato e fecondo.
In apertura la fondazione Caponnetto li ha ringraziati per la loro fatica quotidiana e per la tenacia con cui elaborano di anno in anno le proprie proposte con sollecitazioni e suggerimenti sempre nuovi, con strumenti e linguaggi differenti e incisivi.
Dopo il saluto introduttivo ha preso la parola Vittorio Bugli, assessore regionale al Bilancio con delega alla legalità, che ha pure lui ringraziato studenti e studentesse per il lavoro svolto e ha ricordato loro la sollecitazione di Antonino Caponnetto a tenere desta l’attenzione sui rischi di infiltrazione della mafia in una regione che non è mafiosa. Dobbiamo essere molto attenti a cosa è successo e a cosa potrebbe accadere sia per quanto riguarda le opportunità di investimento di denaro riciclato sia per quanto riguarda la possibilità di insinuarsi nelle pieghe delle decisioni politiche e amministrative. Per questa ragione è stato costituito un Osservatorio, uno strumento per allertare le istituzioni e gli uffici preposti quando un privato o un’azienda ha relazioni con la pubblica amministrazione e il suo profilo o le sue attività possono essere a rischio. In Toscana sono ormai alcune centinaia i beni confiscati alle mafie ed è da pochi giorni in vigore il nuovo Testo unico antimafia che riconosce il valore anche simbolico del riutilizzo dei beni confiscati, e in relazione ad esso Vittorio Bugli ha fatto un appello perché i giovani contribuiscano nel proporre, nell’immaginare gli usi di tali beni e a loro l’assessore  ha rinnovato la sollecitazione ad essere protagonisti. In ultimo ha ricordato le attività del  Centro studi e documentazione della legalità della Regione Toscana.
Salvatore Calleri, presidente della fondazione, nel suo breve saluto ha voluto porre l’accento sul tema dei rifiuti tossici e ha sottolineato la scelta della copertina dell’ultimo volume di Idee e proposte dei giovani che raccoglie il percorso e i progetti delle Giovani sentinelle nell’anno scolastico 2016-2017.
Ha poi preso il via la Conferenza vera e propria con il video a cura degli studenti e delle studentesse del Liceo Piero della Francesca di Arezzo che hanno montato in maniera originale i materiali prodotti da giovani e giovanissimi delle scuole di Toscana che hanno partecipato al progetto.
Nel suo breve saluto Cristina Giachi, vicesindaca e assessora all’Istruzione del Comune di Firenze, ha ricordato il valore della cittadinanza attiva e l’importanza di percorsi di educazione alla legalità nella scuola, luogo di formazione del cittadino, ha invitato i giovani a ribellarsi alle prevaricazioni quotidiane per il cui contrasto occorre l'impegno di tutti.
Corruzione, Omertà e Memoria le parole chiave scelte per la prima parte della Conferenza per arricchire con chiarezza e competenza l’esperienza delle giovani sentinelle.
La testimonianza di Angelo Corbo è un racconto di grande valore morale e civico, la sua scelta di servire lo Stato con passione e responsabilità richiama ciascuno alla propria di responsabilità e al compimento del proprio dovere. A colpire i giovani è stato il racconto asciutto e senza cedimenti alle facili emozioni, puntuale nel rammentare ogni dettaglio e privo di qualsiasi retorica, dalla strage di Capaci con i suoi momenti terribili al suo silenzio per i sensi di colpa fino ad essere dimenticato anche dalle istituzioni. Ha ricordato il suo arrivo a Firenze e il nuovo shock per il terribile attentato di via de Georgofili. Le sue parole ci hanno riportato nella sua essenzialità al valore della testimonianza, del raccontare agli altri affinché non si dimentichi quanto è accaduto o, per meglio dire, che ciò che è accaduto resti parte della nostra coscienza civile. Con le sue riflessioni ha riportato in primo piano la questione del raggiungimento della verità, di una verità condivisa.
Omertà è parola difficile da circoscrivere per quanto sia facile da comprendere perché molto spesso si dimentica di fare attenzione ai propri comportamenti quotidiani. L'omertà e la più brutta forma di silenzio e ad essa occorre contrapporre il fresco profumo della libertà, per usare un’espressione cara al giudice Borsellino. Paolo Borrometi è un giornalista coraggioso, minacciato dalla mafia per le sue inchieste che puntano anche a demistificare tanti luoghi comuni e tante convinzioni circa l’assenza di comportamenti e di gruppi criminali in alcune parti della Sicilia come ad esempio Ragusa e il ragusano.
Per molto tempo i siciliani sono stati schiavi dei mafiosi e della borghesia mafiosa, di quel pezzo di ceto sociale che, con molta leggerezza e senza scrupolo alcuno, ha fatto affari con le organizzazioni criminali, è stato connivente e testimone silenzioso delle malefatte e di grandi delitti. Per molto tempo e fino al 1993 ci hanno raccontato che le mafie agivano solo in alcune regioni, ma in quell’anno orribile con la strage di via de Georgofili è stato colpito anche chi era al momento e nel posto sbagliato, come ad esempio la piccola Caterina Nencioni e tutta la sua famiglia, e da allora non è stato più possibile sentirsi al sicuro solo per essere lontano da quelle parti del Paese dove la mafia era forte e consolidata. All’omertà si contrappone il compimento del proprio dovere che talvolta obbliga a delle scelte difficili e rischiose, ad agire e prendere sopra di sé fatiche e oneri talvolta fino all’estremo sacrificio. Pochi giorni prima della Conferenza Daphne Caruana Galizia, giornalista coraggiosa e indomita, è stata uccisa per aver documentato con le sue inchieste giornalistiche il riciclaggio di denaro sporco sull’isola di Malta, riciclaggio a cui non sono estranee organizzazioni mafiose e criminali italiane.
Un breve intermezzo teatrale con gli attori della Bottega instabile che portano sulla scena la vicenda di Angelo Corbo ha arricchito la mattinata con il linguaggio del teatro, a sottolineare quanto abbiamo sperimentato in questi anni di progetto: la pluralità degli approcci e delle espressioni sui temi dell’educazione alla cittadinanza. E le emozioni del teatro restituiscono i doni preziosi della tenacia e del coraggio a continuare, senza stancarsi mai, sulla via della legalità e dell’impegno. L’auspicio è che questo loro lavoro possa essere rappresentato nel corso di occasioni di approfondimento o in concomitanza del secondo appuntamento del progetto, in modo che possano fruirne genitori e cittadini.
Il Botta e risposta che è seguito ci ha consegnato una platea vivacissima alla quale hanno dato risposte i due parlamentari che hanno dialogato fittamente con ragazzi e ragazze. I senatori Maurizio Romani e Giuseppe Lumia hanno discusso i temi che i giovani hanno sollevato e lo hanno fatto offrendo una pagina di buona politica senza polemiche inutili e senza il tentativo di strappare un voto, cercando di essere convincenti negli argomenti e ascoltando osservazioni e critiche, chiarendo dubbi e accettando suggerimenti.
La fondazione ha letto la bella introduzione di Pietro Grasso, presidente del Senato, al volume Idee e proposte dei giovani 2016-2017 sottolineando quei passaggi in cui invita ragazzi e ragazze ad essere protagonisti, cittadini attivi e partecipi delle comunità in cui vivono.
Accanto alle belle parole del presidente del Senato abbiamo però voluto sottolineare i comportamenti certamente poco incoraggianti di cui facciamo esperienza ogni giorno. Studenti e studentesse dell’istituto Volta Gobetti di Bagno a Ripoli hanno rilanciato lo scorso anno la questione del loro manifesto Non viaggiare sulle spalle degli altri, che invita a pagare il biglietto dell’autobus. Per chi se ne fosse dimenticato, il progetto risale all’anno scolastico 2011-2012 e in questi lunghissimi anni si è protratto uno scambio epistolare e riunioni fra la fondazione, le amministrazioni locali di Firenze e Bagno a Ripoli, la Provincia di Firenze, prima, e la Città metropolitana, poi, l’ATAF prima pubblica poi privata e naturalmente i ragazzi e le ragazze del Volta Gobetti. Lo spettacolo è sconfortante perché più volte, dopo aver discusso con tutti i soggetti interessati, alla scuola o alla fondazione sono stati richiesti nuovamente i bozzetti ed è stato prospettato che i giovani avrebbero dovuto pagare per lo spazio come se fossero degli inserzionisti e pubblicizzassero una qualche loro attività economica.
Quest’ultima richiesta è stata rinnovata nell’ultimo contatto fra la scuola e ATAF rendendo evidente, come nella favola, che il re è nudo: ATAF è una società privata che non può concedere neppure un centimetro quadrato di spazio pubblicitario per promuovere il protagonismo giovanile e i comportamenti civici responsabili. Con buona pace di quanti hanno magnificato le privatizzazioni di quei beni e di quei servizi che appartengono a tutti.
In modo del tutto analogo, ragazzini e ragazzine delle sei scuole di Carrara hanno scoperto che partecipare alla giornata del 20 ottobre ha i costi dell’ingresso in città del pullman. Se vogliono  discutere, confrontarsi con i pari, ascoltare esperti e politici pagano l’accesso del mezzo di trasporto, proprio come se fossero dei turisti mordi e fuggi. Con molta cortesia e senza alzare la voce ci hanno detto che non ci stanno e non parteciperanno più al progetto. Noi abbiamo atteso un cenno della Città metropolitana di Firenze per sottoscrivere il protocollo d’intesa che avrebbe  impegnato la fondazione e l’istituzione a collaborare nei percorsi di educazione alla legalità. Da tempo avevamo restituito la bozza manifestando il nostro consenso al testo ed eravamo in attesa di apporre la firma. I giovanissimi di Carrara ci hanno ricordato, anche loro, che il re è nudo e noi con loro ripetiamo: il re è nudo! E molto semplicemente, con garbo, senza proteste plateali, diciamo basta!
Noi abbiamo bisogno di buona politica e di comportamenti credibili, come abbiamo fatto esperienza in tanti comuni che hanno portato in giunta la condivisione di intenti di formare i giovani alla democrazia e hanno aderito al progetto senza protocolli, vogliamo che alle parole seguano i fatti, che la politica si assuma le proprie responsabilità e non si nasconda dietro la burocrazia.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 30 maggio 2017

IN MEMORIA DELLE STRAGI DI MAFIA



Capaci (PA), Firenze, Librino – Catania, Abano Terme (PD), San Miniato a Monte (PI), Catanzaro
È appagante sentirsi uomini liberi, ti consola ogni qualvolta ti scontri con l'ipocrisia delle parole, con l'incoerenza imperante e il pressappochismo. Solo quando ti senti libero e appagato delle tue scelte saprai di essere sulla strada giusta. Non c'è modo migliore per rinnovare la memoria di quel maledetto maggio 1992, di tutte le stragi e di tutte le vittime: siate liberi! Liberi nel raccontare la verità, liberi di urlare i nomi di chi ha distrutto i vostri sogni e le vostre speranze, destinandovi alla disillusione. Liberi nonostante le intimidazioni, il puzzo del compromesso, oltre ogni paura. E saremo in tanti. E saremo liberi tutti.
Forti di queste convinzioni in questo scorcio del mese di maggio, la Fondazione intitolata al sempre più dimenticato Antonino Caponnetto ha scelto tante occasioni per ricordare uomini e donne vittime della violenza mafiosa:  Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.
Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Fabrizio Nencioni, Angela Fiume, Nadia Nencioni, Caterina Nencioni, Dario Capolicchio. 
Conservare il ricordo, custodire la memoria, avere cura di far conoscere vicende e principi che ne hanno ispirato i comportamenti sono alcuni dei compiti che la Fondazione persegue insieme con istituzioni, associazioni, gruppi, cittadini e cittadine. 
Capaci
Tantissimi giovani, ragazzi e ragazze, bambini e bambine in corteo fino al giardino della memoria, luogo della strage. I loro canti, cartelloni attaccati agli alberi lungo il percorso fino a Piazza Madrice sono la testimonianza migliore di un cambiamento inarrestabile: le idee camminano sulle gambe di questi ragazzi grazie alla scuola, grazie agli insegnanti.
La mafia ha più paura della scuola della stessa giustizia! - ci ripeteva Antonino Caponnetto con i suoi moschettieri, Giovanni e Paolo. come lui li chiamava. Tutti e tre sarebbero stati orgogliosi di vedere questi giovani, spesso ai margini, che hanno intrapreso la via del coraggio e della passione, per sconfiggere la sottomissione e l’ipocrisia. E Pasquale Calamia e Giuseppe Vitale, a rappresentare la fondazione Caponnetto, hanno sfilato con loro a testimoniare vicinanza e condivisione.
Firenze
L’Amministrazione comunale di Firenze ha voluto ricordare Giovanni e Paolo, martedì 23 maggio, intitolando due ponti all’ingresso della città così da rammentare per chi giunge a o parte da Firenze il sacrificio dei due giudici e la necessità di promuovere quotidianamente la cultura dell’antimafia. Il sindaco Dario Nardella ha voluto sottolineare l’impegno contro la mafia di Antonino Caponnetto la cui abitazione si trova a poche centinaia di metri dai ponti e del giudice fiorentino Gabriele Chelazzi impegnato nelle indagini e nel processo contro gli autori della strage di via de Georgofili e scomparso nel 2003.
Nelle primissime ore del 27 maggio 1993 un’auto piena di esplosivo saltò in aria provocando la morte di cinque persone. A ricordare quella strage, nella notte fra il 26 e il 27, il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha sfilato insieme ad amministratori e cittadini e ha deposto una corona sotto la torre dei Pulci. 
L’associazione delle vittime con la sua presidente, Giovanna Chelli, le tante associazioni, il Comune di Firenze, sindaci e amministratori dei Comuni limitrofi, la Regione Toscana hanno ricordato quel tragico attentato con tante iniziative. Vittorio Bugli, assessore al Bilancio della Regione Toscana con delega alla legalità, ha rinnovato l’invito a riutilizzare i beni confiscati alle mafie per farne strumento di riscatto sociale e culturale.
Librino - Catania
In questo quartiere a sud-ovest della città di Catania, divenuto tristemente simbolo di criminalità con il Palazzo di Cemento, non  molto differente dalle Vele di Scampia, covo della mafia del quartiere, centro di spaccio di droga, di traffico illegale di armi, di ricettazione, luogo dove si decidono omicidi, è stato teatro del ricordo delle stragi.
Anche qui insegnanti partigiani dei valori impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata con le armi della cultura e dell’esempio. Salvatore Calleri, presidente della Fondazione ha partecipato con i ragazzi e le ragazze dell’Istituto Tecnico Francesca Morvillo alla commemorazione, a testimoniare l’impegno e a sostenere la loro volontà di riscatto.

Abano Terme (PD)
Con l’obiettivo di costruire ponti che uniscano il Nord al Sud del Paese, per unire i tantissimi cittadini e cittadine che non vogliono dimenticare giusta la definizione della Fondazione Caponnetto, ad Abano Terme ha promosso le iniziative per ricordare le vittime delle stragi con spettacoli teatrali e conferenze.
Al teatro Marconi, nella mattinata, studenti e studentesse hanno gremito la sala dove Ivan Di Noia, giovane attore di Barabao Teatro, ha portato in scena Omertà. Capaci, 23 maggio 1992. Lo spettacolo, realizzato dal teatro Barabao, per la regia di Romina Ranzato, con l’organizzazione di Micaela Grasso, coordinatrice di Teatro Ragazzi Calendoli, è una splendida rivisitazione del maxiprocesso. L’attore vide da bambino alla televisione le immagini della strage e avvertì dentro di sé che l’infanzia se ne era andata, tumultuosamente segnata dalla crudeltà di un mondo che non riconosceva più. Ivan interpreta i quattro protagonisti Giovanni Falcone, Tommaso Buscetta, Michele Greco, Totò Riina; ma anche tutti gli altri protagonisti, ritagliati sullo sfondo etico di chi sa servire lo stato fino al sacrificio, e di chi lo umilia con il compromesso.  
La sera, con la sala nuovamente gremita, per ricordare la strage di Capaci, il generale dei carabinieri Angiolo Pellegrini, collaboratore di Giovanni Falcone e ora autore di un volume Noi, gli uomini di Falcone, libro-intervista sulla sua vicenda umana e professionale, ha raccontato la propria storia: nel 1981, Capitano dei carabinieri a Palermo, ha guidato la sezione anticrimine, rammentando le indagini, gli omicidi della criminalità mafiosa. Dalla riflessione sulle tragedie di ieri, è passato all’impegno odierno per un futuro da disegnare con i cittadini e i tanti giovani disposti a lottare per un ideale di giustizia e di libertà.
Accanto ai cittadini Licia, Lidia, Francesca e Micaela tutte attivissime nella Fondazione sono al lavoro ogni giorno a promuovere iniziative e momenti di riflessioni. Con Micaela sperimentiamo oramai da alcuni anni il linguaggio teatrale per raccontare le forme della sopraffazione quotidiana e della resistenza civile.
San Miniato a Monte (PI)
Nel comune pisano, l’Amministrazione comunale ha promosso un Consiglio comunale aperto per ricordare le stragi di mafia. Nella mattinata di martedì 23 maggio, dopo il saluto del Presidente del Consiglio, Vittorio Gasparri, l’introduzione del sindaco, Vittorio Gabbanini, è stato proiettato il video che racconta la vicenda di Antonino Caponnetto. Hanno poi preso la parola Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana, Giuseppe Creazzo, procuratore capo di Firenze, e Claudio Fiore, nipote del giudice Paolo Borsellino. A seguire il dibattito, attenti e curiosi, gli studenti e le studentesse del Liceo Marconi di San Miniato. Con loro Sergio Tamborrino,  a rappresentare la Fondazione, le associazioni Libera e Avviso pubblico, a testimoniare la memoria e l’impegno a favore della cultura della legalità.
 Catanzaro
L’appuntamento nella città della Calabria si è tenuto mercoledì 24 maggio. Protagonisti studenti e studentesse degli Istituti Petrucci, Ferraris e Maresca che hanno partecipato quest’anno per la prima volta al percorso di educazione alla cittadinanza e alla legalità delle Giovani sentinelle.
Guidati dalla loro insegnante, Giusi Sazio, che è referente della fondazione a Catanzaro e ha fortemente voluto questa commemorazione, ragazze e ragazzi hanno seguito con interesse il racconto delle vicende terribili del 1992.
Sempre in mattinata un nuovo appuntamento cui hanno partecipato anche i rappresentanti delle Forze dell’ordine e il giudice Romano De Grazia, presidente emerito della Corte di Cassazione, che da anni conduce una battaglia per la riforma della legge Lazzati, al cui testo ha contribuito ma che è stata stravolta in sede parlamentare, per impedire ai malavitosi di partecipare alla competizione elettorale.
Questo sintetico sommario delle iniziative della memoria racconta la partecipazione e la consapevolezza di tanti ragazzi e ragazze nelle scuole da nord a sud del Paese, consapevolezza del mostro dalle mille teste che afferra il paese legale e vuole divorarlo, succhiandone fino all’ultima goccia di energia, e partecipazione di uomini e donne di buona volontà che vogliono resistere, combattendo con le armi del rispetto della legge e della coscienza civile.
A tutti costoro occorre dare sostegno e coraggio, non lasciarli da soli, non abbandonarli alle sirene di falsi profeti, né in balia di poteri oscuri e spesso criminali.
Costruire ponti e reti di collaborazione e di lavoro comune, come traspare dalle cronache di questi incontri, è il compito che ci siamo prefissi con l’intento di curare la memoria e di conservare principi e valori. Per tale compito ci auguriamo di avere al nostro fianco sempre le istituzioni. 

La Fondazione TUTTA


martedì 23 maggio 2017

Conferenza finale Veneto


Venerdì 19 maggio appuntamento conclusivo con le Giovani sentinelle del Veneto. A Padova, nell'Auditorium della Divina Provvidenza di Sant'Antonio, si sono ritrovati ragazzi e ragazze delle scuole della regione che hanno partecipato al percorso di legalità e cittadinanza.
Ricco e denso di contenuti il programma della giornata, anche per la vicinanza all’anniversario del 23 maggio, alla quale è mancata la partecipazione di chi ha il governo della cosa pubblica in Veneto. Nonostante la Fondazione abbia rivolto ripetuti inviti e appelli, telefonato e inviato mail la Regione, che finanzia il progetto, non è stata rappresentata all’incontro.
Ad aprirlo l’intervista di Umberto Lucentini al vescovo di Padova, Claudio Cipolla, per ricordare don Pino Puglisi, assassinato dalla mafia a Palermo nel quartiere di Brancaccio. Nella sua vita quotidiana il sacerdote ha offerto la migliore testimonianza di cosa fare nelle realtà sociali più difficili per contrastare la cultura e le seduzioni mafiose. Aprire spazi di socialità, offrire occasioni di confronto e di discussione, contrastare le lusinghe della criminalità organizzata che attira i giovani facendo intravedere la possibilità del riscatto sociale e della propria affermazione nel divenire uomini d’onore. A tutto questo si è dedicato don Puglisi, a mani nude, con l’esempio e l’azione quotidiana, e questa sua semplice opposizione è stata fatale.
I mafiosi non tollerano che gli uomini e le donne alzino la testa, affrontino la vita con dignità e coraggio, esigano i propri diritti, facciano valere la propria intelligenza. In un certo senso possiamo leggere una certa affinità con qualche passaggio di Antonino Caponnetto sul valore dell’istruzione, sulla paura che ha la mafia della cultura e di avere di fronte, ad opporsi, uomini e donne che hanno studiato e sono capaci di decodificare i linguaggi e le minacce mafiose. Monsignor Cipolla ha poi ricordato il suo incontro con Antonino Caponnetto, il viaggio a Brancaccio, il buon esempio di servire la legalità non obbedendo semplicemente alle leggi, ma andando dentro la legge stessa per coglierne lo spirito autentico.
Ad arricchire il ragionamento hanno contribuito le parole di un testimone di giustizia, un uomo che non si è macchiato di alcun delitto che ha voluto però offrire la propria testimonianza per consentire ai giudici di raccogliere prove, processare e condannare i mafiosi. Il suo racconto è stato accolto in silenzio e con grande emozione perché il testimone ha dovuto presentarsi sul palco con il volto coperto per motivi di sicurezza.
Cresciuto a Brancaccio, la sua non era una famiglia mafiosa né aveva legami con famiglie mafiose. In quel contesto era però fortissima la seduzione di divenire uomo d’onore, affascinato dal potere e dal suo esercizio, con l’illusione che il proprio valore di uomo fosse nel comandare con la forza e la violenza. L'incontro con don Puglisi ha mutato il corso della sua vita in molti sensi: ha evitato la trappola della violenza e del potere mafioso, ha scelto la legalità e il rispetto mettendo a repentaglio la propria vita con la denuncia, accettando le conseguenze di una vita “nell’ombra”.
A concludere questa parte dell’incontro Laura Piazza ha letto un brano dal racconto di Piera Aiello anche lei testimone di giustizia.
Nel solco dell’impegno ad essere cittadini e cittadine attivi e responsabili le giovani sentinelle del Veneto hanno brevemente ricordato i propri progetti: lavori che sono la prova migliore di quanto si possa fare a scuola, con l’istruzione e l’esempio, grazie alla guida e all’impegno degli insegnanti, partigiani dei valori, come li definiva Antonino Caponnetto.
Da Padova a Rovigo, da Venezia  a Verona ragazze e ragazzi che hanno partecipato o assenti per le difficoltà a raggiungere l’Auditorium anche per i costi talora alti per pagare il biglietto del treno o del pullman, hanno ricordato i temi su cui si sono impegnati: l’ambiente nelle varie declinazioni e i rifiuti, gli spazi a scuola e in città, il bullismo e il cyberbullismo, tutte questioni che preoccupano loro e con questo fanno intravedere la stoffa dei cittadini. Avrebbero bisogno di una più attenta interlocuzione e di avere più spazi nei luoghi in cui vivono per poter esercitare al meglio la propria cittadinanza.
Il nostro augurio è che l’esperienza delle giovani sentinelle aiuti ad accrescere la consapevolezza di tutto ciò e apra dei varchi nello spazio pubblico dove ci si confronta e si discute, dove si decide e si sceglie.
Con questo augurio ci siamo dati appuntamento per venerdì 20 ottobre a Firenze, nel teatro Verdi, per la Conferenza finale, quando qualche delegazione di loro sarà presente per interloquire con deputati e senatori sui temi che hanno approfondito quest’anno.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

sabato 20 maggio 2017

Incontro con le giovani sentinelle viterbese

Mercoledì 17 maggio ultimo appuntamento nel Lazio con le Giovani sentinelle del Viterbese. A Bassano Romano, nella sala della Casa delle culture, ad accogliere i giovani  e la Fondazione il sindaco Emanuele Maggi, convinto sostenitore dei percorsi di educazione alla legalità. Avrebbero dovuto essere due le scuole a partecipare, il Liceo delle scienze umane di Bassano e il Liceo Meucci di Ronciglione. Ma studenti e studentesse di quest'ultima scuola non hanno potuto partecipare all'incontro per la difficoltà a raggiungere con mezzi pubblici il luogo previsto per l'incontro ma anche per l'assenza della propria insegnante. Più volte siamo stati testimoni di situazioni analoghe: un raffreddore o un’indisposizione di un’insegnante impediscono ai giovani di partecipare e questo impedimento rinvia allo statuto di una disciplina come Cittadinanza e Costituzione che galleggia in una condizione anonima e indecifrabile. La Fondazione ha più volte dichiarato che è necessario definire la condizione di questa disciplina, e il problema è tanto più urgente perché il groviglio di problemi legati alla legalità e alla cittadinanza richiedono interventi tempestivi e convinti.
Non vi è stato perciò confronto fra le due scuole, nessuna delle due ha potuto fare tesoro dell’esperienza dell’altra, che è poi uno dei tratti caratteristici del progetto. Collegare in rete scuole diverse, studenti e studentesse che vivono in contesti differenti è stato sempre uno dei caratteri del progetto che ha sollecitato all’impegno e alla curiosità, alla ricerca di nuove esperienze e alla esplorazione di linguaggi.
I giovani di Bassano Romano hanno tenuto fede a questi intenti approfondendo ulteriormente le loro proposte sul tema della legalità.
Dopo aver conosciuto meglio Antonino Caponnetto con il racconto di due studentesse, hanno illustrato il calendario colorato per la raccolta differenziata, arricchito di nuove indicazioni; i giochi per bambini per educare a distinguere i rifiuti hanno ricevuto apprezzamenti e sostegno, le indicazioni in lingua per i buoni comportamenti sono stati insieme un compito e una bella esperienza di educazione civica.
A interloquire il sindaco, Emanuele Maggi che ha apprezzato moltissimo la fatica di ragazzi e ragazze e si è soffermato a ragionare delle modalità per dare seguito alla collaborazione fatta di attenzione alle proposte, ricognizione delle opportunità di realizzare quelle più incisive, informazione.
L’incontro è divenuto occasione di esplorare le occasioni per lavorare insieme e Domenica Ripepi, dirigente scolastica delle due scuole, ha ribadito nel suo saluto la propria disponibilità a ricercare soluzioni per dare seguito a questo lavoro in ambito scolastico, non solo quello dell’istituto che dirige ma anche altri, come gli istituti comprensivi e, in particolare, i segmenti della primaria e dell’infanzia dove possono essere utilizzati i giochi.
In questo clima tutti hanno espresso l’auspicio di proseguire il percorso anche con il Liceo Meucci nel prossimo anno scolastico e la Fondazione ha invitato una delegazione di ragazzi e ragazze alla Conferenza finale del prossimo 20 ottobre a Firenze.


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