venerdì 6 dicembre 2019

Le giovani sentinelle di Favara (AG)







Proseguono gli appuntamenti in Sicilia e giovedì 5 dicembre hanno esordito per la prima volta le sentinelle dell'Istituto professionale G. Ambrosini di Favara. 

Con gli altri studenti e studentesse della regione saranno protagoniste due classi terze dell’istituto che ci hanno accolto, nell’aula magna, con la loro insegnante, Maria Crocetta Grassedonio, la Dirigente scolastica, Milena Siracusa, e il nostro referente per Agrigento, Giuseppe Vella.

Sin da subito attenti e curiosi ragazzi e ragazze non hanno perso l'attenzione per tutte e due le ore che sono trascorse velocemente. Abbiamo raccontato loro la vicenda di Antonino Caponnetto e del suo pool, l’azione di contrasto della mafia, l'isolamento di Giovanni Falcone e le stragi di Capaci e via D’Amelio. Abbiamo raccontato degli ingenti profitti della mafia, frutto dei traffici illeciti, di come l'evasione fiscale e la corruzione mettano in ginocchio la nostra economia sana, del riciclaggio e delle connivenze scippando sogni e speranze per i nostri giovani.

Abbiamo sottolineato l’importanza dell’impegno di ciascuno, del compiere il proprio dovere e del senso della cittadinanza. Abbiamo fatto appello ai valori della nostra Carta costituzionale.

Abbiamo illustrato il progetto in tutte le sue fasi, mettendo in rilievo il protagonismo dei giovani con il video che riassume le proposte dei tanti giovani delle varie regioni d'Italia. E questa ricchezza e varietà ha convinto i giovani di Favara ad accettare la sfida di entrare nella schiera delle giovani sentinelle e portare il loro contributo a migliorare la loro comunità.
L’incontro si è concluso con la testimonianza di Angelo Corbo: ragazzi e ragazze lo hanno ascoltato in un lungo e religioso silenzio. Ha sollecitato loro ad essere cittadini attivi e sentinelle del proprio territorio, mettendosi in gioco e vigilando affinché le proposte e le promesse vengano mantenute. 

Ha chiesto scusa come adulto per lasciare loro un Paese dove il futuro è pieno di grosse incertezze. Al contrario, la loro partecipazione e la loro attenzione ha regalato a noi la speranza che nonostante tutto riusciranno a costruire un Paese migliore di quello che erediteranno da noi.

Ci siamo dati appuntamento per giovedì 19 marzo.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

Le giovani sentinelle si spostano sulla provincia di Catania







Mercoledì 4 dicembre, solo un appuntamento di quelli previsti in Sicilia, quello con l'Istituto comprensivo Gabriele D’Annunzio di Motta Sant’Anastasia (CT), mentre gli appuntamenti di Chiusa Sclafani, Contessa Entellina e Giuliana  si terranno fra pochi giorni con i collaboratori locali in quanto la scuola è impegnata con dei corsi di aggiornamento.

Avevamo informato nel report della Conferenza di Palermo la vicenda incredibile delle polemiche suscitate relativo all’impegno dei giovani del comprensivo sui temi legati ai rifiuti e le domande sulla discarica che si trova nel territorio comunale a poca distanza dalla scuola secondo il quale per qualcuno è disdicevole usare bambini, che lamentano il loro diritto alla salute,arrivando a scrivere ai dirigenti scolastici non ricordando che i diritti di libertà di parola e di giudizio non possono essere negati ai cittadini e alle cittadine, ancor più a minori anche se le critiche non piacciono!

E dal progetto dello scorso anno siamo ripartiti in questo primo appuntamento. Sono stati i più grandi di terza a ripercorrere le vicende dell’anno passato: gli incontri, la scelta del tema, il progetto, gli esiti successivi, i contenitori per la differenziata, le visite dei più piccoli della scuola primaria. In questo modo hanno introdotto i propri compagni e compagne di terza alle articolazioni del percorso di cittadinanza.

E sul tema della cittadinanza ci siamo dilungati per ricordare quanto sia importante acquisire comportamenti e un abito civico di rispetto della legge, di cura degli altri e dell’ambiente storico e naturale. Abbiamo voluto sottolineare come questo abito civico che i giovani di Motta hanno indossato sia emerso quando si sono occupati della questione dei rifiuti e della vicina discarica e in quella occasione hanno fatto valere i propri diritti di cittadini che fanno domande ed esigono risposte.

La loro scelta è tanto più encomiabile perché assomiglia a quella di Antonino Caponnetto che decise di prendere il posto di Rocco Chinnici, dopo il terribile attentato del 29 luglio 1983, per fare qualcosa per la terra dove era nato. Allo stesso modo i giovani di Motta hanno deciso di fare qualcosa per la propria terra, per il posto in cui vivono. Non sappiamo delle scelte che i ragazzi faranno quest'anno e se affronteranno anche un altro argomento, di certo al secondo appuntamento di marzo si riparlerà ancora delle loro preoccupazioni perché è un loro diritto avere risposte che non vadano nel dimenticatoio come spesso sono abituati gli adulti.

I racconti di alcune vicende di Antonino Caponnetto, di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno arricchito l’incontro, piacevole e partecipato. 


Sergio Tamborrino e Giuseppe Vitale

mercoledì 4 dicembre 2019

Prosegue il percorso di cittadinanza attiva delle giovani sentinelle messinesi e palermitane




Martedì 3 dicembre  un appuntamento a Messina e due a Palermo. 

A Messina ad attenderci nel teatro della scuola Cristo Re i giovanissimi di quella primaria e quelli delle altre due – Montepiselli e Passanante - e i veterani della scuola media Annibale Maria di Francia. Con loro l'infaticabile referente Agata Bonfiglio con la nuova dirigente scolastica, Domizia Arrigo.

Ad esordire è stato Michele, giovane studente della scuola media, che ha voluto ricordare la bella esperienza di Palermo e la domanda senza risposta relativa al loro progetto di avere uno spazio per ritrovarsi. E noi siamo partiti da quella loro richiesta, analoga a tante che abbiamo ascoltato e che si sono rincorse in questi undici anni del progetto: giovani e giovanissimi sono alla ricerca di spazi di incontro e di socialità, fuori dal circuito del consumo, dove ritrovarsi per parlare e fare attività diverse. 

E questo appello agli spazi è già esso stesso indice della serietà di ragazzi e ragazze ai quali non è data molto spesso risposta da parte di chi ha il governo della cosa pubblica. Eppure la loro sfida su questo tema è particolarmente significativa perché loro vogliono mettersi alla prova e fare già esercizio di cittadinanza, quella cittadinanza che abbiamo voluto sottolineare perché antidoto alla presenza di fenomeni corruttivi e di criminalità.

Al prosperare della corruzione e all’insediamento della grande criminalità organizzata contribuiscono uomini e donne di questo nostro Paese che hanno uno scarso senso della legalità e dell’essere cittadino e cittadina responsabile. Abbiamo per questo motivo richiamato l’esempio di Antonino Caponnetto e il racconto della vicenda ha avuto l’effetto straordinario del formarsi di una lunga fila di ragazzi e ragazze con foglietti e quaderni su cui avevano annotato delle domande precise, "affamati" di voler conoscere e sapere chi e cosa hanno fatto per combattere la mafia.   

Peccato che il tempo a disposizione fosse finito ma negli occhi di questi giovanissimi si leggeva la soddisfazione per aver ricevuto risposte ai loro quesiti.

Con loro ci siamo dati appuntamento al prossimo giovedì 19 marzo.

Sergio Tamborrino e Beppe Vitale                               


                             
A Palermo una nuova scuola ha accettato la sfida delle giovani sentinelle: la Direzione Didattica Alessandra Siragusa con 200 bambini e bambine che abbiamo incontrato per primi, mentre subito dopo un altro appuntamento con tre classi nella sede distaccata dello stesso istituto. 

A dare impulso al progetto in questo istituto è stata l'insegnante partigiana dei valori, già nostra compagna di viaggio alcuni anni fa alla Direzione Didattica di Capaci, Anna Rita Silvio. 
Trasferitasi in questa nuova scuola ha subito voluto proseguire in questo percorso per i suoi ragazzi e ragazze. Con lei le le colleghe Roberta Cricchio, Daniela Pedilarco.

Da subito la mattinata si è rivelata ricca e entusiasmante, una platea di bambini e bambine attenti e pronti a fare domande grazie alle proprie insegnanti che li avevano già preparati al percorso che li vedrà protagonisti in questo anno scolastico.

Tutto ciò ha permesso sin da subito di spiegare gli obiettivi del progetto e i suoi fini, abbiamo parlato dei valori e dell’impegno civile, della solidarietà e del rispetto delle regole, dei buoni comportamenti che devono incidere contro la mafia, la corruzione e l'evasione fiscale, che impediscono un reale cambiamento del nostro Paese anche a causa del silenzio degli onesti.

Abbiamo chiesto ai ragazzi, come esempio, di prendere una cartina del proprio territorio e di segnare con una bandierina ogni bene che appartiene a tutta la comunità: strade, scuole, piazze, giardini pubblici, ospedali e altri beni comuni. Poi li abbiamo invitati a cancellare questi beni, per rendersi conto di quante cose abbiamo in comune e di quanto saremmo in difficoltà senza di essi e della necessità di prendersene cura e conservarli.

Abbiamo ricordato la grande passione di Antonino Caponnetto riguardo la nostra Carta Costituzionale, custode dei diritti e doveri di ogni cittadino e li abbiamo incitati a chiedere ai propri insegnanti di studiarla e approfondire i principi fondamentali di essa. L'intervento di Angelo Corbo ha colpito la loro curiosità e sono seguite tante domande, suscitando in loro molto entusiasmo e hanno accettato la sfida a diventare giovani sentinelle ed essere pronte a marzo al confronto la propria amministrazione, genitori e cittadini.

Domenico Bilotta e Angelo Corbo

Le Giovani sentinelle siciliane iniziano il loro percorso di cittadinanza attiva


Lunedì 2 dicembre tanti gli appuntamenti con le giovani sentinelle dell’isola che riprendono il proprio impegno dopo la bella esperienza della Conferenza finale al teatro Politeama di Palermo dello scorso 21 ottobre.

Sul versante orientale della Sicilia incontro a Bronte con i giovani dell’Istituto Radice. Ben cinque nuove classi dei diversi indirizzi hanno affollato l’aula magna della scuola e ci hanno accolto per questo primo appuntamento. E con loro abbiamo ripreso a discutere di cittadinanza facendo tesoro del lavoro svolto dai propri compagni e compagne lo scorso anno.

Ad accoglierci docenti - Venera Sgroi, Annalisa Pinzone, Francesco Salanitri, Gaetano Messina – e la dirigente scolastica – Maria Pia Calanna – studenti e studentesse e questi ultimi hanno preparato uno striscione - Per senso di amore e giustizia – e uno schizzo con Giovanni Falcone Paolo Borsellino.

La Dirigente scolastica ha ringraziato la Fondazione e i giovani del lavoro svolto nello scorso anno e li ha spronati a proseguire nell’impegno, poi ha preso la parola il professor Messina nella veste di vicesindaco ha rinnovato l’impegno e la disponibilità dell’amministrazione ad accompagnare i giovani nel loro percorso di cittadinanza. I ragazzi e le ragazze hanno poi visto i propri compagni e compagne al lavoro di ripulitura dei cinque siti di importanza storica che sono stati dotati di QR code con le informazioni relative alla vicenda storica del luogo.

E questa esperienza abbiamo ripreso per rilanciare la sfida ai nuovi affinché la cura dei luoghi divenga parte del proprio essere cittadini, giusto quanto ricorda l’articolo 9 della Costituzione, citato in apertura del video.

E questo lavoro è coerente con l’impegno, le sollecitazioni e l’insegnamento di Antonino Caponnetto che nell’ultima parte della sua vita si è dedicato a raccontare le vicende di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e della loro lotta alla mafia.


Perché Antonino Caponnetto ha deciso, a 63 anni, di tornare in Sicilia? - ci ha chiesto uno studente. E la sua domanda è per ciascuno e ciascuna di noi: perché dobbiamo impegnarci? Il nostro augurio è che ogni giovane ricerchi una risposta per se stesso che sia parte del suo abito civile.

Con i giovani di Bronte l’appuntamento è per il prossimo mercoledì 18 marzo 2020.


Sul versante occidentale dell’isola, l’appuntamento è a Bagheria. 

Ad attenderci i giovanissimi pulcini della Direzione Didattica Statale G. Cirincione 2° Circolo con le loro referenti Gaetana Gallina e Vincenza Ventimiglia. 

Nonostante la loro tenera età sono veterani del progetto e quindi siamo entrati subito nel vivo delle varie fasi che li attendono in questo anno scolastico. A prendere la parola Sofia, oramai conosciuta a livello nazionale in quanto compare nel filmato presentato nelle conferenze regionali. 

Ancora una volta Sofia non si è persa d'animo e da esperta relatrice ha aggiornato la Fondazione dei vari sviluppi relativi alle condizioni di degrado in cui versa la propria scuola. 

Con i suoi compagni e compagne, dopo aver approfondito il tema, aveva incontrato l’amministrazione proponendo di dotarla di nuove panchine, la realizzazione di una fontanella che possa servire anche per annaffiare le piante, una migliore illuminazione del cortile nelle ore pomeridiane e serali facendo notare che durante le ore notturne avvengono atti vandalici e quindi la necessità di una recinzione per prevenire intrusioni. Inoltre, avevano chiesto di ristrutturare la casa dell'ex custode come laboratorio scientifico e biblioteca della scuola. 

Le giovani sentinelle del Cirincione si sono impegnate davanti al sindaco di pulire il giardino, piantare nuovi fiori e sensibilizzare gli altri scolari a prendersi cura del loro bene comune.

 Sofia ha puntualizzato, appoggiata da tutta la platea, che da parte loro hanno rispettato l'impegno mentre da parte dell’amministrazione comunale nessuna risposta alle loro aspettative e ciò ha deluso tutti gli scolari e le scolare. 

Ne è nata una vivace discussione dove tutti hanno contribuito a ricercare soluzioni sul da farsi con l'intento di non voler desistere dalle loro richieste. La fruttuosa chiacchierata, che avrebbe fatto invidia ad un meeting di professionisti navigati, ha portato a decidere di scegliere per il prossimo appuntamento di marzo un tema comune che riguardi la propria città portando in dote la loro esperienza fuori dalle mura della propria scuola. 

Ma la vera sorpresa è che chiederanno risposte concrete anche al tema sollevato lo scorso anno facendo notare agli adulti che fare gli struzzi non  porta a migliorare il nostro Paese e che i problemi sollevati hanno bisogno di una soluzione. Hanno  chiamato in causa anche i propri genitori che sono stati poco attenti. Ha concluso Angelo Corbo, entusiasta della forza d'animo e della tenacia dei giovanissimi, ringraziandoli per il loro contributo a sollecitare con decisione noi adulti ad essere responsabili e attenti.

Il tempo di spostarci di pochi chilometri e ad attenderci i ragazzi e le ragazze dell'Istituto Tecnico Commerciale Don Sturzo con l'infaticabile Dirigente scolastico, Vito Cudia e il suo esercito di collaboratori e in particolare la referente Gianna Di Cicca. A differenza degli anni precedenti e avendo pietà di noi, Vito Cudia non ci ha costretti a 3 incontri nella stessa mattinata per discutere con i giovani del Don Sturzo ma ha invitato a partecipare tre rappresentanti per classi che avranno il compito di riportare ai propri compagni il report della giornata.

A differenza dei loro più giovani concittadini hanno già scelto di continuare ad occuparsi delle condizioni del proprio istituto e delle migliorie necessarie oltre all'inverosimile paradosso di non avere il riscaldamento e dover passare anche questo inverno al freddo perché da ben sette anni l'istituto è senza impianto di riscaldamento. 

Lo scorso anno, per denunciare questa inaudita carenza ed essere solidali con loro, avevamo dedicato la copertina del volume Idee e proposte della scuola italiana dando spazio anche all'interno ai disegni e ai progetti realizzati dai ragazzi e ragazze relativi l'intero complesso scolastico. Due filmati, il primo di denuncia e il secondo di progettualità e di studio hanno dato il via ad un confronto fra i giovani per coinvolgere nei prossimi appuntamenti e ricercare percorsi comuni con l'amministrazione comunale, e quella della città metropolitana, assente negli scorsi anni, nonostante la soluzione del problema sia di loro competenza. 

Dal dibattito è emerso anche l'impegno del Ministero della Pubblica Istruzione con un finanziamento di oltre cinque milioni di euro dedicati all'edilizia scolastica, somma gestita dalla Regione Siciliana.

Infine, dimostrando maturità e arricchendo lo stesso progetto di nuove prospettive strategiche, i giovani insieme al loro dirigente hanno chiesto alla Fondazione di invitare il ministro Fioramonti il Direttore Generale dello Studente, Giovanna Boda, all'incontro del 16 marzo prossimo.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

sabato 30 novembre 2019

Incontro con le giovani sentinelle campane







Lunedì 21 novembre appuntamento a Cicciano. 

Le giovani sentinelle del Liceo E. Medi, due classi nuove e una di veterani con i loro insegnanti Salvatore Alaia e Rosanna Serpico hanno accolto la Fondazione per questo primo appuntamento. A salutare e ad accogliere la Fondazione anche la Dirigente scolastica, Maria Grazia Manzo, che ha voluto ribadire l’importanza dell’educazione alla cittadinanza.

E nel pieno spirito del progetto i più grandi che hanno partecipato al percorso l’anno passato si sono rivolti ai nuovi raccontando la loro esperienza, illustrando il proprio progetto che aveva a tema l’ambiente con la proposta di piantare nuovi alberi che sono in grado di fitoestrarre metalli pesanti e/o indurre la degradazione dei composti organici in terreni contaminati. Entusiasti che altre scuole abbiano condiviso la loro idea di proporre alle amministrazioni e al governo di un nuovo modo di arredare le proprie città utilizzando piante mangia veleni. Hanno ricordato l’incontro con gli amministratori comunali e la loro delusione che non abbiano avuto seguito le loro proposte e  l’impegno di sindaco e assessori. Poi hanno raccontato le belle esperienze dell’appuntamento con la città metropolitana e la loro partecipazione alla Conferenza finale di Firenze dell’11 ottobre scorso.

I più giovani delle due classi hanno raccolto la sfida e lavoreranno ad un progetto che abbia un tema differente, senza tuttavia dimenticare il lavoro svolto dai loro compagni l’anno passato e riproporranno tutte le questioni agli amministratori nell’incontro che si terrà il prossimo venerdì 6 marzo.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

venerdì 29 novembre 2019

Vertice antimafia a Bagno a Ripoli domani 30 novembre+++sala consiglio comunale

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Sabato 30 Novembre 27° vertice della Fondazione Caponnetto.
Idee, parole ed azioni antimafia
Nell'Ambito del Progetto Tulipani Rossi.
Un momento importante di riflessione e condivisione.
Cercherò di essere presente in quanto la Fondazione Caponnetto è la mia "casa" di appartenenza.
Sono impegnato a "combattere" nella mia Corleone dove svolgo il ruolo istituzionale di Capogruppo dell'Opposizione.
Tra le tante cose che ho assimilato in questi anni di impegno nella Fondazione ha sempre emerso quella di non lasciare solo chi si fronteggia alle mafie.
A Corleone in tanti sono stati lasciati soli contro i mafiosi ma resistono stando a testa alta e con la schiena dritta.
Per me questa è una priorità in quanto io sono stato lasciato SOLO per DUE volte nel mio impegno politico.
Purtroppo sempre da chi mi era vicino .
Ma chi pratica l'Antimafia sa benissimo che questo può accadere.
Mi accompagna sempre una nota citazione di Nelson Mandela :
Non giudicatemi per i miei successi ma per tutte quelle volte che sono caduto e sono riuscito a rialzarmi.
(Nelson Mandela)

mercoledì 27 novembre 2019

Le giovani sentinelle del Basso Polesine





Venerdì 22 novembre appuntamento con le giovani sentinelle in Polesine. 

A Taglio di Po ragazze e ragazzi della scuola media Elia Maestri, una classe di veterani e una nuova di seconda, insieme alla quinta classe della primaria hanno accolto la Fondazione per questo nuovo percorso di cittadinanza attiva.

Negli ultimi due anni si erano occupati del ripristino del parco Perla dopo la tromba d’aria che lo aveva colpito duramente, la loro abilità è stata lodevole nel coinvolgere genitori, l’associazione AUSER, nostra partner nel progetto, hanno messo a centro la difesa di un bene comune che riguarda l’intera collettività. Le loro proposte hanno costituito l’oggetto della discussione e del confronto con l’amministrazione locale che ha collaborato fattivamente ma lo scorso anno la delusione dei ragazzi è stata immensa nel vedere un gazebo, panchine e altre attrezzature rovinate durante la notte da atti vandalici. Ma non si sono persi d’animo e si sono da subito adoperati nel sensibilizzare la cittadinanza e di questa interlocuzione hanno informato i media locali che hanno contribuito al rilanciato del percorso di questi giovanissimi.

Ritornando quest’anno abbiamo potuto notare alcune importanti novità e di questo vogliamo sottolineare come i giovani di Taglio di Po insieme al loro insegnante Denis Marangon abbiano colto pienamente  lo spirito del progetto.

All’incontro per questo primo appuntamento erano presenti anche i più piccoli dell’ultima classe della primaria, una sorta di staffetta della cittadinanza che permette di raggiungere un numero consistente di cittadini e cittadine, in modo da creare una piena consapevolezza relativamente ad uno spazio pubblico e insieme delle modalità grazie alle quali costruire un fronte ampio per la realizzazione del parco e per la sua cura e la sua difesa.

E noi siamo orgogliosi di questo percorso che serve a dare fiducia anche a coloro che tentennano o abbandonano dinanzi alle prime difficoltà. Il ruolo della Fondazione non è quello di dare indicazioni ma è mettere insieme più soggetti e grazie al dialogo e il confronto, nascono idee e proposte, la condivisione di progetti, impegni comuni che portano a risultati e successi. 

E questo è un merito indubbio degli insegnanti, i nuovi partigiani dei valori, come ci ricordava sempre Antonino Caponnetto.


Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

Le giovani sentinelle del Cadore




Mercoledi 20 Novembre ben 2 incontri, uno nel padovano e uno nel bellunese. 

Fra le nevi Cadorine abbiamo incontrato i ragazzi e le ragazze dell'IIS Fermi di Santo Stefano di Cadore insieme al loro insegnante Antonio Iannuzzi.

Già dal benvenuto si è notato la loro delusione ma insieme, più forte, la loro voglia di continuare. I veterani del progetto avevano proposto, lo scorso anno, il tema Biglietto facile-easy ticket,  nato dalle difficoltà degli utenti e, in particolare dei giovani e degli anziani, nel procurarsi il biglietto dell'autobus in tutto il territorio Cadorino perché i punti vendita sono spesso chiusi o distanti fra loro. 

L'alternativa proposta dalla società che gestisce il servizio è un'Applicazione che per gli anziani vuol dire metterli in difficoltà. Immaginate con i loro cellulari vintage a chiedersi come fare (qualcuno lo ha anche aperto e incollato convinto che non fosse applicato bene!). Ma problemi per l’azienda non ve ne sono: basta acquistare a bordo il biglietto con l'aggiunta di una “gabella”!

La proposta dei giovani è stata l'istallazione di un distributore di biglietti ai capolinea degli autobus e nei punti più importanti dei paesi limitrofi. Avevano incontrato per queste ragioni anche il direttore della Dolomitibus SpA, la società che gestisce il servizio, che si era dichiarato entusiasta di essere vicino ai giovani e ai cittadini, erano lì apposta per risolvere i disagi relativi al trasporto. Ma I'idea del distributore, aveva affermato lo zelante direttore, non può essere presa in considerazione in quanto incide sugli introiti aziendali! In barba alla Carta della mobilità che garantisce fra i suoi principi l'uguaglianza ed imparzialità, l'impegno della società ad offrire un servizio accessibile a chiunque senza alcuna distinzione nei confronti di categorie e/o fasce sociali. 
 
Non sappiamo quest'anno se i ragazzi e le ragazze sceglieranno un altro tema oltre quello già approfondito lo scorso anno o se continueranno solo a seguire gli sviluppi del Biglietto facile. Una cosa è certa: non vogliono emulare gli adulti che lamentano i disservizi giusto un giorno, ne parlano il giorno dopo al bar e poi cadono nell'oblio dell'Alzheimer. 
 
Quest'anno notiamo che molti giovani non vogliono girarsi dall’altra parte, ma vogliono richiamare alle proprie responsabilità chi amministra la cosa pubblica, è inutile essere latitanti evitando di affrontare i problemi, i nostri ragazzi  e ragazze stanno dimostrando maturità ed esigono risposte. 

Dispiace e siamo rattristati che alcune scuole abbiamo deciso di abbandonare il nostro percorso perché impegnativo. Nonno Nino Caponnetto sarebbe stato invece orgoglioso di chi non abbassa la testa: "Le battaglie in cui si crede non sono mai perse". L 'incontro con le giovani sentinelle cadorine è seguito nel cercare strategie e soluzioni, fra cui anche quella di coinvolgere senatori e deputati del proprio territorio a farsi carico della questione. I giovani hanno capito che aldilà delle competenza di Comuni e Regioni la privatizzazione è stata fatta dallo Stato con il silenzio degli stessi cittadini e genitori, ed è bene che intervengano a sanare il disservizio perché i trasporti sono un bene comune.

Fa più paura la scuola della stessa giustizia, diceva Caponnetto. Non crediamo nei miracoli e siamo terribilmente seri, il progetto è impegnativo nel senso che abbiamo preso un impegno con i giovani, a non tradirli ed abituarli alle difficoltà della vita. Caponnetto spesso leggeva una lettera di uno studente che si era tolto la vita e diceva: «…E poi accidenti - scrive un ragazzo di 16 anni con straordinaria lucidità - accidenti, perché quando eravamo piccoli non ci avete insegnato subito che esistevano anche le avversità della vita; ci avete tolto ogni ostacolo ed ora che ci troviamo a dover affrontare la vita appena ne incontriamo uno cadiamo rovinosamente». Caponnetto continuava «Queste parole che ha lasciato scritte un ragazzo di 16 anni sono un atto di accusa terribile contro gli adulti, contro chi non lo ha saputo capire, che non ha saputo essergli vicino, contro chi non gli ha insegnato che la vita è una cosa seria. La vita non è uno scherzo - ­E va amata, va amata la vita, proprio perché è una cosa seria. Rivendicano con la forza del linguaggio di cui sono capaci, alcune volte anche con le tragiche parole che non vorremo mai ascoltare, con questi gesti di dimissioni della vita, diritti, interventi, programmi, strategie, spazi, opportunità concrete, presenze che con un espressione tecnica potremmo definire: politiche giovanili.

Dove per politica si intende il coraggio di credere e di inseguire a ogni costo e nonostante tutto giustizia, onestà, solidarietà, e legalità vissute e praticate. E dove con politiche giovanili si prende coscienza che i ragazzi e i giovani sono risorsa, sono progettualità, sono ricchezza, una ricchezza che bisogna curare e non disperdere».

Se questo è un impegno lo vogliamo portare fino in fondo e vogliamo stare con quegli insegnanti partigiani dei valori e in quella scuola che crede fermamente nella formazione dei giovani, compito spesso dimenticato anche dalle famiglie.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola