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sabato 16 maggio 2015

Le giovani sentinelle della provincia di Padova, accompagnate dalle proprie istituzioni comunali incontrano la Provincia

Le giovani sentinelle della provincia di Padova, accompagnate dalle proprie istituzioni comunali incontrano la Provincia

“Quel qualcosa che deve nutrire per tutta la vita” (Alberto Manzi)

Mercoledì 13 maggio nella bella sala del Consiglio del Palazzo Santo Stefano, il Presidente Enoch Soranzo, ha accolto la Fondazione e le Giovani Sentinelle della legalità. Presenti il consigliere provinciale alle politiche giovanili Vincenzo Gottardo, l’assessore alle politiche scolastiche del Comune di Padova Alessandra Brunetti, la consigliera ai servizi sociali del Comune di Padova Vanda Capellaro, il vice sindaco di Selvazzano Dentro Bruno Saponaro, la responsabile dell’ufficio Relazioni Internazionali della Provincia Alessandra Tormene.

Vengono accolti così gli studenti dell’istituto Comprensivo Cesarotti, accompagnati dal loro insegnate Matteo Doria e due studenti del comprensivo Albinoni2, accompagnati dall’insegnante Rossella Ricoveri, entrambe le scuole sono del Comune di Selvazzano Dentro; scuole che due anni aderirono al progetto della Fondazione Caponnetto.

A questi studenti si sono affiancati nel corrente anno scolastico quelli dell’Istituto Professionale G. Valle, guidati nel progetto dall’insegnante Gabriele Toso e sostenuti dalla Dirigente Lucia Dalla Montà. Ma cosa dire dell’Istituto Comprensivo Briosco? Oggi era numerosissima la presenza di studenti e insegnanti, sia della primaria che della secondaria, accompagnati dalla vice Dirigente Fabiola Baldo, dalle insegnanti Vian, Della Giustina, Zogno ed ancora con Vento, Comacchio, Maccioni, Ansoldi e Contino: una vera e nutrita squadra!

Il Presidente della Provincia ha dato il suo “sempre sorridente” benvenuto ai ragazzi ed ai loro insegnanti, augurando  loro di esser vigili sentinelle della legalità su tutto il  territorio e non solo sulla provincia. Il suo messaggio è stato rivolto al diritto di crescita civile dei ragazzi, una sana crescita che li abitui a sperimentare attraverso l’esperienza concreta i percorsi avviati in cittadinanza attiva ma anche a sperimentare  la capacità di sognare e di realizzare, al diritto ad esistere come persone  in grado di cambiare il mondo ed evolvere con esso.

Il Presidente ha lasciato che la dr.ssa Alessandra Tormene, prima di dare la parola alle scolaresche, illustrasse le caratteristiche dell’edificio dove ha sede la Provincia, della sala affrescata che rappresenta tutto il territorio padovano; ci siamo tutti incamminati in un percorso storico che è partito dalla nascita del monastero Benedettino nell’anno mille.

La Fondazione Caponnetto ha salutato i ragazzi, ricordando che è diritto di tutti accedere ai luoghi delle istituzioni e riportando la frase di Giovanni Falcone “le nostre idee devono camminare sulle gambe degli altri” ha informato la platea che Le Giovani sentinelle in Veneto sono diventate un migliaio e ben ottantamila in tutt’Italia. Ha annunciato che il prossimo 23 maggio, in memoria delle stragi del 1992, in cui persero la vita i giudici Falcone, Morvillo e Borsellino e i loro agenti di scorta Rocco Di Cillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano, il Ministero dell’Università e della Ricerca, oltre a realizzare un’iniziativa a Palermo che vedrà la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha previsto  il collegamento da più Piazze d’Italia, invitando proprio le Giovani Sentinelle del Veneto a raggiungere la città di Firenze con un autobus messo a loro disposizione.

Una delegazione di studenti e insegnanti dell’Istituto F.Algarotti di Venezia e dell’Istituto Professionale G. Valle di Padova prenderanno così parte alla manifestazione con alcuni messaggi rivolti alla prevenzione del cyberbullismo e del gioco d’azzardo. Ad accompagnare i ragazzi Veneti ci sarà anche Il Teatro della Gran Guardia di Padova, nostro partner in tutte le iniziative sul territorio della Provincia. Insieme per non dimenticare.

Prende la parola la vice dirigente Fabiola Baldo dell’Istituto Comprensivo Briosco e ringrazia anche il volontariato locale e le Parrocchie che seguono i ragazzi nei doposcuola. Una studentessa illustra il progetto a cui avevano lavorato: recuperare un palazzo del Coni in disuso, per organizzare un’area da utilizzare  nel pomeriggio; un suo collega dice che in un giornale locale lo scorso 25 aprile avevano letto che l’Amministrazione Comunale utilizzerà questo stesso edificio per una postazione della polizia locale, aggiunge che verrà bonificato il parco Azzurri d’Italia e conclude dicendo che -anche se un po’ sono delusi- sono comunque contenti della promessa di un parco riqualificato nel loro quartiere Arcella. Narrano dell’emozionante giornata trascorsa con il personale dell’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad) che è partita dal Veneto lo scorso 7 maggio. “Tutti differenti, tutti unici…insieme contro le discriminazioni” è il titolo della campagna educativa itinerante sviluppatasi a bordo di un truck 'brandizzato' allestito in Prato della Valle con un’aula didattica multimediale dedicata agli studenti.

Si ascoltano ancora le voci di tutti: ragazzi italiani raccontano dell’aiuto scolastico di genitori e nonni, mentre i ragazzi stranieri, che non hanno e non possono avere aiuto dalle famiglie di origine, rivolgono un appello accorato al Sindaco di Padova affinché dia loro una speranza; ricordano che a fronte dei 175 ragazzi che accedono al doposcuola dell’Istituto Briosco, ben 127 vanno in quelli parrocchiali V. de Paoli.

La Fondazione é fiduciosa che il Sindaco di Padova Massimo Bitonci risponderà prestissimo alla lettera dei suoi giovani cittadini, perché crediamo che davvero la sfida della società moderna sia “ridare tempo ai bambini, il loro tempo” (cit. R. Iosa)

Viene consegnato pertanto il fascicolo con le ricerche predisposto dai ragazzi della scuola Briosco sia alla consigliera del Comune di Padova Vanda Cappellaro che al consigliere provinciale Vincenzo Gottardo; entrambi ringraziano gli insegnanti per l’ottimo lavoro svolto, sottolineando che progetti come questi sono la forza del futuro.

Il vice sindaco di Selvazzano Bruno Saponaro, con accento commosso, ringrazia i ragazzi dell’insegnamento fatto al mondo degli adulti attraverso il loro impegno, trovando forza stando insieme e confrontandosi e afferma che forse il primo dovere delle sentinelle è proprio quel “sano pretendere”.

Grazie all’insegnante Francesca Vian, che ha voluto fortemente che prendessero la parola due studentesse dell’Università di Psicologia dello sviluppo e della socializzazione di Padova, siamo venuti a conoscenza della bellissima collaborazione con il comprensivo Briosco per attività di tutoraggio. “Mentor-UP è un progetto di mentoring proposto dal Laboratorio LINK (DPSS)” È un programma di prevenzione e promozione del benessere, finalizzato a facilitare lo sviluppo sociale e personale di ragazzi fra gli 8 e i 12 anni che frequentano le classi 3ª, 4ª e 5ª delle Scuole Primarie e delle classi 1ª e 2ª degli Istituti Secondari di Primo Grado del Comune di Padova; le due studentesse ci regalano così un piccolo passo tratto dal libro “il piccolo principe”, soffermandosi sull’episodio della volpe; spiegano cosa vuol dire addomesticare e come “le parole sono fonte di malintesi”. Troviamo in questa lettura di Saint-Exupéry una stimolazione a creare legami, ad andare oltre la parola, che in fondo altro non è che la parte d’immaginazione e d’amore che mettiamo in ciò che facciamo; la frase: “La strada è lunga e i sorrisi dei mentee ci incoraggiano a proseguire nella direzione che Mentor-UP ha intrapreso”  racchiude quella forza che caratterizza il percorso delle Giovani Sentinelle, pertanto diamo loro il nostro più caloroso benvenuto.

Tocca a Gioia dell’Istituto Cesarotti di Selvazzano: dice che il progetto “non è aria che circola” ma materia solida, racconta delle bellissime esperienze vissute in due anni con la Fondazione Caponnetto e di come ora la sua classe sia in procinto di passare il testimone alle classi dei più piccoli, come in un vero gioco di squadra; lo fa con vivace e scorrevole linguaggio e noi non possiamo non notare la crescita culturale e la sicurezza che mostra nel raccontare e raccontarsi alla vasta platea. Si sente -ed è- una veterana del progetto Giovani Sentinelle. L’insegnante Matteo Doria aggiunge che proprio per questo progetto è stata installata dall’Amministrazione Comunale una piccola giostra nel parco virtuoso dedicato a Falcone e Borsellino. Il vicesindaco Saponaro ricorda che bisogna preservare i luoghi da atti vandalici, affermando che vigile è anche l’attenzione dell’Amministrazione Comunale.

L’insegnante Rossella Ricoveri del Comprensivo Albinoni di Caselle, presente (nonostante fosse il suo giorno libero) solo con due ragazzi della seconda F e seconda E, afferma che dopo due anni di attività il progetto è quasi concluso e racconta come quest’anno si sono messi in gioco tutti, anche i genitori dei ragazzi, con la pulizia della piazza Carlo Leoni di Caselle, che alla fine è stata adottata dalla comunità, commercianti compresi.

Il vice sindaco Bruno Saponaro interviene affermando che ora occorre giungere alla conclusione dei lavori e chiede alla Fondazione Caponnetto un raccordo operativo per far sì che i ragazzi sentano di meritare il meglio e che non affidino la loro esistenza alla rinuncia, alla rassegnazione, ma che imparino a perseguire gli obiettivi, con forza, con passione e amore.

Gabriele Toso, insegnante dell’Istituto Professionale Valle dice che tutti devono fare la loro parte, il rispetto delle regole consente l’accoglienza e la condivisione con altre esperienze aperte. Nell’Istituto Valle si sta lavorando con altre associazioni ad un documento di analisi del territorio, per fornire uno strumento di continuità ai lavori futuri, così ogni studente se messo nelle condizioni favorevoli, può dare il meglio, che poi significa anche operare in sinergia con gli altri, nello spirito della collaborazione e della condivisione, consci del fatto che la crescita di ognuno è potenziata dal contatto con l’altro.

Il consigliere Gottardo ringrazia e saluta con il proposito di organizzare viaggi itineranti nei comuni della provincia di Padova per diffondere queste iniziative della Fondazione Caponnetto, sottolineando che è importante far comprendere ai giovani studenti la partecipazione attiva nel sociale e nella vita pubblica di tutti, perché ciò presuppone la consapevolezza di possedere il senso dei più elevati valori.

Vogliamo concludere così: Che bella la scuola che educa gli studenti a prendere coscienza dei propri sogni! che bella la scuola che sostiene gli insegnanti preoccupati di espandere la loro concezione morale, quegli insegnanti che con coraggio tentano di arginare il contropotere dei mass-media, che incentivano l’ascolto, la relazione con l’altro e il pensiero critico.

Senza averne consapevolezza ci accorgiamo che oggi a Padova abbiamo reso omaggio, con il nostro ricco confronto, al grande maestro Alberto Manzi. Egli infatti così scriveva: “In queste brevi frasi è racchiusa tutta l'importanza dell'istruzione: "qualcosa che deve nutrire per tutta la vita". Che cosa significa "diritto all'istruzione"? Offrire conoscenze che aiutano a migliorare in qualche modo la nostra cultura e, di conseguenza, aiutano a migliorare l'umanità. Istruire per crescere, istruire per rendere, non dico uguali, ma migliori, dove ogni individuo raggiunge più, molto più, dell'indispensabile. Ci si limita a dare informazioni, ad istruire, rimanendo conformisti di fronte ad una cultura precostituita.  L'intelligenza si sviluppa pensando. Educare a pensare non significa imporre contenuti; non significa dire "come deve fare", ma significa porre un individuo in attività. Noi pensiamo tutte le volte che non abbiamo soluzioni pronte per superare una determinata difficoltà o risolvere un determinato problema. Educare a pensare significa rendere un individuo capace di reagire prontamente e obiettivamente di fronte all'imprevisto; abituarlo a saper vedere le cose, a saper ragionare sulle cose stimolandone la capacità di riflessione e di analisi, a saper connettere insieme aspetti di quel che sta osservando o di cui sta parlando, con parti di esperienze passate;  ma per educarlo a questo dobbiamo sviluppare il piu' possibile la sua intelligenza. Non si nasce intelligenti: si diventa intelligenti. Se educhiamo in questo senso abbiamo veramente rispettato il diritto all'istruzione.

(Alberto Manzi, documento dattiloscritto, cfr. Archivio Centro Alberto Manzi, AMD015)

Lidia Pege

Responsabile Padova  Progetto Scuola

Licia Serpico

Responsabile Veneto Progetto Scuola


giovedì 13 marzo 2014

INCONTRO GIOVANI SENTINELLE di Selvazzano Dentro (PD)

INCONTRO GIOVANI SENTINELLE di Selvazzano Dentro (PD) Centro civico “Fabio Presca”, 12 marzo 2014 Alle ore 16.00 era già tutto pronto, ragazzi e ragazze, genitori ed insegnanti erano già all'ingresso del centro civico. All'apertura la sala era già gremita! Occhi ed entusiasmi appassionati, desiderio di confrontarsi con il mondo degli adulti e parole sobrie, educate, anche quando si è trattato di analizzare argomenti difficili. Sempre consapevoli, che attraverso il buon uso di quel magico dono della parola, si potevano raggiungere risultati eccellenti. E i nostri ragazzi la differenza l’hanno fatta davvero. Dopo l’introduzione di Domenico Bilotta – Referente nazionale Scuola - e i saluti del presidente del consiglio comunale Bruno Natale, sono giunti il sindaco Enoch Soranzo e l’assessore Giovanna Rossi, accompagnati anche dall’assessore alla sicurezza Rodighiero. Presente anche la consigliera provinciale Bianca Beghin, delegata dal vicepresidente della Provincia di Padova Mirco Patron in rappresentanza dell’amministrazione provinciale. Hanno preso la parola le sentinelle della scuola secondaria di primo grado “T.Albinoni” di Caselle, coordinate e seguite nelle attività dalle professoresse Rossella Ricoveri, Monica Schiavo e Mariella Crisci, che si sono occupate di educazione ambientale nel territorio di Selvazzano, in particolare dell' incuria di piazza Carlo Leoni nella frazione di Caselle. Riccardo ha fatto da apripista per la proiezione di un video realizzato e montato solo dai ragazzi, per meglio mostrare l’attuale stato della piazza individuata; la successiva presentazione di un plastico e di un cartellone curati da Daniela, Silvia e Giorgio ci ha confermato che i nostri ragazzi hanno la consapevolezza di poter avere un ruolo attivo all’interno della loro comunità. Alessia e Francesco hanno terminato così il loro intervento con la lettura di proposte di miglioramenti dell’area. La Fondazione ha apprezzato la presenza di tutti gli studenti e le studentesse, anche di quelli impegnati a scuola fino a tardi, che sono arrivati a sostenere il lavoro dei loro compagni. Abbiamo sempre sottolineato quanto sia importante tener fede agli impegni, segno di coerenza e di serietà, e abbiamo ribadito la nostra testardaggine a richiedere a chi governa la res publica comportamenti esemplari, ma esigiamo analoghi comportamenti anche dai giovani. Grazie all'esperienza di giovani di altre scuole d'Italia, abbiamo rimarcato l'importanza di andare oltre la denuncia e la documentazione, tutti compiti assolti degnamente, e chiedersi cosa può fare ciascuno di noi. È possibile organizzarsi fra ragazzi e ragazze e pulire la piazza, il giardino, magari con l'aiuto dei propri genitori, in modo da sensibilizzare la cittadinanza? A questa domanda ha offerto un contributo il sindaco Enoch Soranzo che, con un appassionato e a volte colorito lessico, ha immediatamente accolto le richieste dei ragazzi, mettendosi in gioco e cercando di far indossare a ciascuno dei presenti - per un attimo - le vesti di amministratore. Ha stimolato i ragazzi a parlare, a non temere di denunciare, a non sentirsi mai soli nelle battaglie per la legalità, ma anche a farsi carico di una presa di coscienza necessaria che deve partire anche dalle giovani generazioni. Infatti, se piazza Leoni è luogo di writers da strapazzo (che di artistico hanno ahimè ben poco!) e di altre inciviltà, una parte di responsabilità è anche dei cittadini, distratti e privi di senso civico, convinti che infittire gli spazi cittadini di sistemi di videosorveglianza sia la soluzione dei problemi. È toccato poi ai giovani dell'altro comprensivo M. Cesarotti, accompagnati dal proprio Dirigente scolastico prof. Maurizio Sartori e dai professori coordinatori del progetto: Giuliana Coletta, Paola Brusamolin, Matilde Vindigni e Matteo Doria. Marta, Tommaso e Alessandro per la 2 B e Francesco e Alessia per la 2 C hanno proposto come migliorare la fruizione da parte dei giovani di Selvazzano del parco di via Veneto. Le tre seconde classi coinvolte - A, B e C - hanno affidato la loro presentazione alle immagini, che altri loro compagni avevano curato, da veri reporter, per la loro inchiesta, fotografie molto più eloquenti di tante parole, che hanno maggiormente stimolato l’amministrazione comunale al dibattito. Alla loro richiesta ha ripreso la parola il sindaco che si è dilungato con una vera e propria lezione di educazione civica. Ha richiamato la cattiva abitudine passata di prendere decisioni, sollecitato dai cittadini stessi, sottraendo spazi e opportunità per i giovani in nome della sicurezza e della quiete pubblica, e mai sollecitando il senso civico e la responsabilità di ciascuno ai beni di tutti. Così gli spazi pubblici sono stati privati di attrezzature e giochi, divenendo un prolungamento delle proprietà private che si affacciano sulla piazza o sul parco, ma con la manutenzione a carico della comunità. Hanno ripreso la parola studenti e studentesse delle terze classi – A, L e D - del Liceo Galileo Galilei che hanno introdotto due concetti apparentemente distanti: l’accoglienza delle popolazioni immigrate e la sicurezza nella sua accezione più ampia. È possibile conciliare sicurezza e solidarietà? è il titolo dato al proprio lavoro, per il quale si sono costituiti in gruppi di ricerca e discussione abilmente coordinati dai docenti prof. Giovanni Aliberti, Anna Schiano, L. Roverato e R. Toffano che hanno indirizzato i ragazzi verso una discussione per aree tematiche. Shirin, Daniele, Marco e Matteo della terza A e Martina, Jugerta e Elisabetta della terza L hanno studiato la legislazione sull'immigrazione (italiana, regionale, europea), le cause dell'immigrazione, le problematiche delle aree di provenienza, considerando le nazionalità maggiormente presenti nel territorio e la raccolta e l’analisi dei dati statistici è stata affidata a Silvia, Angelica e Maria della terza D, a Riccardo, Giorgio e Miriam della terza A e a Irene, Luna e Anna della terza L. Ancora una volta hanno fatto delle richieste direttamente al sindaco e all’assessore Rossi per sapere come risponde la propria comunità al fenomeno: se col pregiudizio o con l'accoglienza. Il sindaco Soranzo ha voluto ricordare che nel comune abitano numerosi cittadini stranieri, molti dei quali giunti a seguito della guerra nei Balcani. In quegli anni non ci furono interventi adeguati per accoglierli e molti dei problemi sono gli esiti di quella cattiva gestione dell'emergenza. Leonardo e Andrea della terza A, Irene, Gina e Rachele della terza L, Dario e Alex della terza D hanno messo l'accento sulle associazioni che si occupano di accoglienza, che sono poche nel territorio di Selvazzano, hanno proseguito nel porre una seria riflessione sul concetto di pregiudizio e stereotipo, la loro origine e successivamente il radicamento nell’opinione comune fino ad affrontare il tema d’attualità del ruolo dei media nella loro costruzione. Ultimo aspetto, ma non meno importante, ha riguardato il problema della sicurezza nel nostro territorio: tipologie di reati commessi, individuazione, prevenzione, certezza della pena. Hanno previsto, in questo loro studio, interviste e confronti anche con le forze dell'ordine, garanti dell’equilibrio tra l’esercizio delle libertà e il rispetto dei principi costituzionali. La domanda finale che gli studenti hanno posto alla platea è stata: ma c'è un legame tra tendenza a commettere reati e mancata integrazione? La Fondazione ha ripreso alcune sollecitazioni emerse nell'incontro con le Giovani sentinelle di Viareggio: la proposta di accoglienza a cura degli studenti dei nuovi compagni di origine straniera a scuola; favorire l'integrazione con la conoscenza delle leggi e, in particolare, della Costituzione; far conoscere le abitudini anche alimentari; favorire la mediazione linguistica grazie allo studio delle lingua, mediazione che può avere sviluppi anche sul piano occupazione. Di questo si parlerà nell'incontro di maggio, quando saremo ospiti della Provincia di Padova, incontro al quale prenderanno parte anche esponenti politici della Regione Veneto. La fondazione ha invitato la platea - numerosissima e composta anche da tanti genitori! - a formulare ulteriori domande, segnalazioni, critiche e proposte. Due interventi hanno raggiunto il cuore dei presenti: la prima ha sollecitato una maggiore cura dei beni pubblici, richiamando l'impegno civico di ciascuno; la seconda ha proposto, in modo esplicito, che nel periodo estivo, con la collaborazione di cittadini, associazioni e amministrazione pubblica, si avviino campi estivi di educazione alla legalità prendendosi cura degli spazi della propria città, per rafforzare quel nucleo intorno al quale ruotano proprio quei valori come solidarietà, accoglienza, onestà, rispetto per il territorio. Lo stesso sindaco Soranzo ha tenuto a precisare che, forse, la nostra comunità non ha bisogno di più presenza sul territorio di telecamere o più personale delle forze di polizia, seppure importantissime, per essere una città sicura e vivibile, ma il grado di vivibilità si misura anche dalla capacità di relazioni che si intessono nei nostri territori. Questa interlocuzione attiva significa innanzitutto possibilità di creare un circolo virtuoso fra cittadini e istituzioni, un nuovo modello di relazioni fra chi amministra e chi vive in un determinato territorio, un’assunzione di responsabilità di ciascuno in ordine ai problemi della propria comunità, nella tutela dei beni di tutti. Con queste riflessioni ci siamo dati appuntamento al prossimo 5 maggio, nelle sale della Provincia di Padova, appuntamento cui interverranno esponenti della Regione Veneto. La giornata della Fondazione non è però terminata, perché alle 20.45 presso la sala del patronato della chiesa Maria SS. Ausiliatrice di Caselle siamo stati accolti da un gruppo di genitori delle scuole primarie e secondarie di primo grado di Tencarola e Caselle costituitisi in un Comitato di rappresentanza presieduto da Alessandra Accurso, che lavorano con la scuola nel formare i giovani. Hanno inoltre manifestato il loro interesse a sostenere le iniziative intraprese sul territorio dalla Fondazione Caponnetto e hanno richiesto di essere inseriti nella mailing-list del progetto sentinelle per ricevere gli aggiornamenti dei nostri report. Lieti di questa nuova collaborazione, che si aggiunge a quella dell'università di Asolo, ci impegniamo a proporla in altre città come modello nazionale. Clicca quì per scaricare le foto Licia Serpico Referente Progetto Scuola Veneto Via Baldasseroni, 25 - 50136 Firenze Tel. e fax 055 2478574 cell. 333 4875190 tutor@giovanisentinelledellalegalita.org domenico.bilotta55@gmail.com scuola@antoninocaponnetto.it http://www.antoninocaponnetto.it http://www.giovanisentinelledellalegalita.org http://giovanisentinelle.blogspot.com/