Ecco la link per il numero UNO della Gazzetta delle Sentinelle!
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venerdì 8 maggio 2020
lunedì 16 dicembre 2019
Le giovani sentinelle di Augusta (SR)
Proseguono gli appuntamenti siciliani delle Giovani sentinelle.
Martedì 10 dicembre è stata la volta dei ragazzi e delle ragazze di seconda e terza media dell’istituto Domenico Costa di Augusta.
Con i nuovi abbiamo ripercorso la vicenda di Antonino Caponnetto, ristabilendo così la memoria storica di quanto accaduto e dei lasciti che abbiamo ricevuto da uomini che si sono battuti per la giustizia.
Con entusiasmo, i giovanissimi hanno raccolto l'eredità lasciata da nonno Nino che confidava nei ragazzi e nelle ragazze e, nell’ultima parte della sua vita, ne ha incontrati tantissimi per spronarli all’azione e al cambiamento e ad essere testimoni.
Hanno poi preso la parola le classi terze, veterane del progetto, che hanno illustrato ai loro compagni il lavoro svolto lo scorso anno riguardo gli spazi comuni, lamentando la carenza di spazi aggregativi, problema che si fa sempre più acuto dappertutto nel nostro Paese e, in particolare, ad Augusta dove non c’è un cinema, un teatro.
I giovanissimi del Domenico Costa lamentano la mancanza di una palestra per poter fare sport. Lo scorso anno avevano esordito con uno slogan: Piccoli passi per grandi progressi, voglia di essere ascoltati, spazi di aggregazione, di ascolto, di ritrovo… ma di ascolto da parte della propria amministrazione non ce n’è stato. Né il confronto ha avuto luogo nel terzo appuntamento a Siracusa o alla Conferenza finale.
I ragazzi hanno quindi accolto con grande entusiasmo il fatto che oltre la scelta di un nuovo tema da approfondire potranno, con la collaborazione delle nuove classi, non abbandonare il tema dello scorso anno ma anzi arricchirlo di nuove idee e proposte.
Nel secondo appuntamento, quando saranno ospiti dell’amministrazione comunale, le giovani sentinelle di Augusta vorranno chiedere al loro sindaco, Maria Concetta Di Pietro, se era opportuno o meno essere presente e chiedere ai parlamentari presenti e alla Regione Siciliana come mai dei finanziamenti siciliani del Miur di 4,6 milioni di euro per la ristrutturazione delle scuole non ci fosse e né ci sarà spazio per l’Istituto comprensivo Domenico Costa!
La Fondazione il 26 marzo 2018 aveva riportato l’aneddoto del pesciolino rosso di Ernesto Rossi citato dal Dirigente scolastico in merito all’immobilismo che rischia di far morire le buone idee. Ci auguriamo che il confronto e il dialogo venga riaperto e i giovanissimi abbiano interlocutori e risposte. Di certo loro non indietreggeranno e non staranno zitti.
Elena Giampapa
domenica 19 maggio 2019
Mercoledì 8 maggio: due incontri con le giovani sentinelle di Sicilia: Trapani e Siracusa.
Nella bella sala Piersanti Mattarella del Palazzo del Governo di Trapani a fare gli onori di casa è il Commissario straordinario del Libero Consorzio di Trapani, dott. Raimondo Cerami.
Le giovani sentinelle della Direzione Didattica 2° Circolo Ruggero Settimo di Castelvetrano e i loro coetanei dell'Istituto comprensivo G. Nosengo di Petrosino, giunti in ritardo a causa del disservizio dei bus della loro scuola, hanno riempito tutti gli scranni della sala.
Dando il benvenuto il dott. Cerami si è soffermato a illustrare i compiti del Commissario provinciale, il suo ruolo che ha carattere politico-amministrativo, ha spiegato infatti che non è eletto dai cittadini ma nominato dal Presidente della Regione Siciliana in quanto, da sette anni, le vecchie Province divenute Liberi consorzi di Comuni sono in difficoltà economiche ma mantengono il ruolo e le competenze relative alla manutenzione delle strade, del turismo, dell'edilizia scolastica e di tante altre mansioni.
La Fondazione ha informato il commissario e i funzionari presenti del progetto che ai giovani offre l’opportunità di fare esercizio di una capacità critica nel determinare diversamente le scelte operate dal mondo adulto, correggere la politica oltre che salvaguardare la legalità e la sicurezza del proprio territorio. Abbiamo poi lasciato la parola ai ragazzi e alle ragazze del comprensivo Nosengo di Petrosino per esporre il loro tema dal titolo: Rendiamo la nostra scuola più accogliente - curiamo i nostri spazi (rifacimento delle strutture sportive esterne e progettazione dello spazio verde da realizzare nel giardino della scuola. Hanno espresso il bisogno di una scuola con più verde, dei giardini e degli orti didattici, con angoli per la lettura, l'installazione di ecocompattatori. Lamentano dei servizi di scuola bus carenti, l'installazione di rastrelliere per bici e vorrebbero sensibilizzare compagni e adulti al loro uso.
A marzo il sindaco si era rivolto ai ragazzi dicendo che non bastavano più le parole, bisognava passare ai fatti! Riguardo il verde e le compostiere si era reso disponibile a fornire personale e attrezzature per curare alcuni spazi verdi e pronto a coinvolgere ragazzi, nonni e genitori per la realizzazione di alcuni orti che servissero alla coltivazione di erbe aromatiche. Era intervenuto anche nella irregolarità degli orari dei scuola bus, e aveva esortato i ragazzi a vigilare e a comunicare all'amministrazione le disfunzioni dei servizi.
Aveva pure annotato la data per il confronto di quest'oggi in Provincia ma né lui, né un esponente della sua amministrazione era presente al dibattito per spiegare ai ragazzi, che attribuiscono il loro stesso ritardo di questa mattina al cattivo servizio dei bus scolastici, a chi devono comunicarlo e con chi devono confrontarsi, ma di una cosa siamo certi: non bastano le parole!
Aveva pure annotato la data per il confronto di quest'oggi in Provincia ma né lui, né un esponente della sua amministrazione era presente al dibattito per spiegare ai ragazzi, che attribuiscono il loro stesso ritardo di questa mattina al cattivo servizio dei bus scolastici, a chi devono comunicarlo e con chi devono confrontarsi, ma di una cosa siamo certi: non bastano le parole!
Hanno preso la parola le Giovani Sentinelle del II Circolo Didattico Ruggero Settimo di Castelvetrano con il loro tema: Mi prendo cura di te; Castelvetrano città da vivere.
Hanno esordito nel cantare la canzone Oltre il silenzio, composto dai ragazzi più grandi del Don Sturzo di Bagheria, brano adottato da tutte le scuole siciliane come un inno a voler confermare: «Non vogliamo stare in silenzio, vogliamo andare oltre».
Hanno proseguito rivolgendosi ai presenti parlando della loro Castelvetrano, città che vive da anni in grande difficoltà economica, messa in ginocchio dalla mafia e dalla connivenza politica corrotta, fino a non avere un'amministrazione che possa dare ascolto ai cittadini onesti che vogliono vivere in un paese normale per dare futuro e certezza ai propri figli. Gli alunni delle classi quarte hanno acceso i riflettori sulle tante problematiche della città: dal randagismo al degrado della città, dai rifiuti all'incuria dei monumenti, ne hanno anche esaltato le straordinarie bellezze del proprio paese utilizzando, grazie alla scuola, tutte le possibilità espressive: il disegno, il video making, la recitazione, il canto. Ne hanno dato prova con alcuni passi del loro impegno.
Hanno ricordato di come oggi la cittadinanza è chiamata a rieleggere gli organi del proprio comune e i giovani vogliono essere protagonisti del cambiamento e per questo hanno stilato un vero e proprio Patto di Corresponsabilità tra la Scuola e l’Amministrazione Comunale per riqualificare la Villa Falcone Borsellino che versa oggi in uno stato di degrado ed abbandono e su tutti gli altri temi che hanno affrontato in questi anni. Il patto è stato donato al commissario dimostrando come le istituzioni assenti avrebbero dovuto dare esempio nel ricercare intendimenti comuni per un cammino di legalità, hanno ricordato che lo stesso è stato letto e sottoscritto dalle diverse componenti, con l’impegno da parte della Commissione Straordinaria di Castelvetrano di custodirlo e consegnarlo nelle mani del futuro Sindaco della città.
Anche con loro ci siamo dati appuntamento per ottobre, ci auguriamo ospiti della Regione Siciliana per proseguire e confrontarsi con parlamentari e istituzioni presenti.
A Siracusa i ragazzi e le ragazze dei comprensivi Santa Lucia e K. Wojtyla di Siracusa e del Domenico Costa di Siracusa insieme ai più grandi del Liceo scientifico e delle scienze umane Corbino sempre di Siracusa si sono ritrovati nel bell’auditorium dell’Istituto Einaudi, spazio grande e accogliente per ospitarli tutti, che il Libero consorzio dei comuni della vecchia provincia di Siracusa ha individuato, non avendo l’ente locale una sala sufficientemente ampia. Ad accogliere i giovani e i giovanissimi con i loro insegnanti e la fondazione con Elena Giampapa una funzionaria del Libero consorzio delegata dalla Commissaria straordinaria, dottoressa Carmela Floreno, che li ha salutati e ringraziati prima dell’avvio dei lavori veri e propri.
Ad introdurli le parole e le riflessioni del dottor Luigi Pizzi, prefetto di Siracusa, che ha apprezzato l’impegno dei giovani in tema di rispetto delle regole ma ha voluto sollecitarli a chiedersi se le regole sono sempre giuste, con l’intento di farli riflettere più a fondo sui valori e sui principi che sono i presupposti delle regole che siamo chiamati a rispettare. Senza questa riflessione corriamo il rischio di non porci mai domande sulle regole e la nostra adesione ad esse è solo esteriore, mentre si perde del tutto il senso della giustizia.
A condividere le parole del prefetto anche gli ufficiali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza che hanno poi lasciato la sala per i propri doveri d’ufficio, mentre sono rimasti con i giovani il comandante della capitaneria di Porto e quello della Polizia municipale.
E le interessanti riflessioni del prefetto di Siracusa hanno poi lasciato spazio ai progetti e alle proposte di studenti e studentesse. Ad esordire sono stati quelli dell’Istituto comprensivo Santa Lucia, ragazzi e ragazze di prima media che ci hanno introdotto al tema della violenza con un bel video da utilizzare come campagna pubblicitaria. Le immagini contro la violenza in città e nella provincia sono particolarmente efficaci e meriterebbero un’attenzione da parte di chi ha compiti di governo ai diversi livelli affinché il loro lavoro non venga disperso, non resti una voce nel deserto. Dopo aver illustrato i propri convincimenti e le immagini del video sono tornati a puntualizzare che vorrebbero realizzare una grande manifestazione contro la violenza per rendere pubblico a tutti l’allarme e la preoccupazione per questi fenomeni che mettono a rischio le relazioni fra uomini e donne. Per concludere hanno proposto tre originalissimi manifesti creati da loro Liberiamoci dalla violenza mettiamo le ali alle nostre idee che vorrebbero fossero presenti nelle scuole e nei luoghi pubblici.
Poi hanno preso la parola coetanei e coetanee dell’Istituto Costa di Augusta. Piccoli passi per grandi progressi, bel gioco di parole per parlare della propria scuola e della necessità di interventi urgenti per la propria palestra. Il loro è un progetto per essere cittadini attivi e pur essendo piccoli è possibile fare grandi progressi. Hanno fatto una video intervista alla propria dirigente scolastica che ha ricostruito la vicenda della palestra, una struttura in condizioni di degrado da abbattere per far posto ad un nuovo edificio e, per essere più chiari hanno fatto riferimento a tutte le novità in tema di arredo scolastico sollecitando i pubblici poteri ad essere più puntuali.
Sono consapevoli che non usufruiranno della nuova palestra e proprio questa consapevolezza costituisce il segno della maturità di cittadino che si occupa del bene comune con lo sguardo oltre il proprio interesse personale. E questi giovanissimi con testardaggine hanno insistito fino all’ultimo, dinanzi alle difficoltà di proiettare il video, facendo appello ai più grandi che avevano un proprio computer in grado di consentire la proiezione.
Poi hanno preso la parola quelli dell’altro comprensivo di Siracusa, il K. Wojtyla, che avevano scelto come tema I nonni, argomento apparentemente distante dalle logiche del progetto e che invece hanno sorpreso tutti con i linguaggi scelti e la prospettiva assunta nel guardare all’educazione alla cittadinanza. Due giovanissime si sono presentate sul palco per un balletto di danza classica ed è stata la prima volta che si è parlato di cittadinanza con il linguaggio della danza, ma il loro lavoro ha posto l’accento sul tema di come i nonni trasmettono conoscenze, valori, esperienze e, nel fare questo, custodiscono un pezzo di memoria. Anche loro hanno prodotto un video che abbiamo potuto vedere sia pure con qualche difficoltà.
In ultimo hanno preso la parola i giovani del Liceo Corbino. Le dipendenze al plurale il loro tema, a sottolineare che parliamo di una pluralità di condizioni che mettono a repentaglio le vite di tanti loro coetanei e coetanee. Con un bellissimo power point, - loro hanno disegnato e colorato tutte le immagini di ogni singola slide – hanno raccontato le dipendenze da alcol e droga, a gioco d’azzardo e sollecitato tutti con una domanda: come facciamo a convincere coloro che sono caduti nella spirale di una dipendenza a smettere? Quali argomenti abbiamo per convincerli ad intraprendere un cammino di liberazione da queste schiavitù?
E queste domande hanno stimolato risposte, non banali né scontate, ma l’aver scosso tutti i presenti è stato un primo successo.
Difficile convincere chi è preda di una dipendenza ad intraprendere un cammino di distacco se non vi è la volontà e la determinazione a farlo, ed è pure complicato trovare ragioni per chi ha imboccato il tunnel di una qualche dipendenza. Ha provato a rispondere anche Pietro Coppa, assessore del comune di Siracusa che ha le deleghe all’Istruzione, mettendo in rilievo le difficoltà, ma apprezzando i giovani che si sono impegnati in questo difficile percorso.
E Pietro Coppa è stato l’unico interlocutore di studenti e studentesse che hanno riempito la mattinata di tante idee e proposte e con loro ci siamo dati appuntamento per la Conferenza finale di ottobre.
Domenico Bilotta, Giuseppe Vitale, Sergio Tamborrino ed Elena Giampapa
martedì 9 aprile 2019
A ritmo serrato le giovani sentinelle proseguono la loro marcia della legalità e della cittadinanza
Martedì 26 Marzo altri tre appuntamenti fra Toscana e Sicilia: a Montemurlo (PO), a Siracusa e ad Augusta.
A Montemurlo (PO) nella sala Banti si sono ritrovati bambini e le bambine della scuola primaria A. Manzi con le loro maestre Lucia Lasagni e Francesca Antonaci e i più grandi della secondaria con le insegnanti Elena Romanelli, Vinciprova, Rosi, Tomasello, Piccioli e Bartali, nostre compagne di viaggio sin dagli esordi.
Ad accoglierli l’assessora Rossella De Masi che ha ringraziato giovani e Fondazione per l’impegno e la passione con cui proseguono in questo lavoro silenzioso e quotidiano di sollecitare giovanissimi e scolari alle virtù civiche, alle responsabilità del vivere in comune, alla fatica di formare uomini e donne attenti.
La Fondazione ha ricordato al gruppo di genitori intervenuto quali sono le linee di questo percorso, gli intendimenti ereditati da Antonino Caponnetto di sollecitare giovani e giovanissimi a prendersi cura delle propri città e dei luoghi che frequentano, di essere custodi dei beni comuni, di fare esperienza, attraverso questo percorso e i suoi passaggi, della cittadinanza, perché in questo modo è possibile costruire un sistema di valori e di principi che impediscono alle organizzazioni criminali di attecchire, alla corruzione di insinuarsi nella nostra vita.
Ad esordire sono stati i bambini e le bambine della primaria Alberto Manzi. La nostra scuola com'è e come la vorremmo il titolo dato al loro lavoro. La scuola è il luogo dove trascorrono molto tempo e per questo propongono alcuni cambiamenti, piccoli e grandi, per renderla più accogliente e confortevole: il posto delle cartelle, l'orto, la palestra, la sala multimediale, computer funzionanti e postazioni per tutti, la biblioteca con tanti libri messi in ordine. Inoltre l’aula è piccola per la propria classe e i banchi sono grandi e qualcuno rotto. Ci vorrebbero degli armadietti dove custodire oltre a zaini e cartelle anche le scarpe della palestra.
Occorre ripensare gli spazi a scuola, funzionali alle nuove modalità didattiche con banchi nuovi per lavori in gruppo cooperativo, hanno sottolineato anche le maestre prima di dare la parola ai più grandi della secondaria.
E la ricchezza dei contributi dei giovanissimi della media ha riempito il pomeriggio di discussioni e di riflessioni, di sollecitazioni e di suggerimenti. Intanto abbiamo visto il video di quelli della 3E, in gita a Wangen, dove vi è una scuola gemellata con la loro, e per questo impossibilitati ad essere presenti, che hanno illustrato con interviste alcuni aspetti della Agenda 2030 che ha obiettivi relativi all’ambiente e alla città sostenibile.
E La città sostenibile è stato il tema approfondito dalle cinque classi che hanno partecipato al lavoro, lo hanno esaminato da diversi punti di vista: quello degli obiettivi dell’ONU per intervenire efficacemente sulle questioni dell’ambiente e con questo sguardo hanno cercato di individuare quali interventi per il loro comune: innanzitutto la Rocca, luogo di importanza storica dove di sono delle zone in cui sono abbandonati i rifiuti. Per questo hanno prodotto cartelloni e foto da far vedere a cittadini di Montemurlo per sensibilizzarli ai problemi, magari organizzando una serata in qualche luogo pubblico. Hanno poi proposto una giornata delle pulizie alla Rocca.
Hanno poi posto il problema delle piste ciclabili per muoversi in sicurezza e in libertà, per raggiungere la scuola, rilevando che non collegano parti importanti di Montemurlo.
Ancora il tema dei rifiuti, come ridurli, riciclarli, riusarli, ripararli, e delle aree verdi, con un esame delle condizioni di alcuni spazi nel comune. Infine le smart cities con l’indicazione di criteri per definirle.
E Rossella De Masi non si è sottratta al confronto. Ha proposto alcune riflessioni sui comportamenti dei cittadini e delle cittadine che abbandonano i rifiuti o non rispettano alcune norme del vivere in comune sollecitando le giovani sentinelle a considerare questo aspetto del problema. Ha concordato sulla giornata delle pulizie da tenere entro la fine dell’anno scolastico e sulla serata di sensibilizzazione dei cittadini e delle cittadine di Montemurlo a cura dei giovanissimi. Si è dilungata sulle piste ciclabili, offrendo soluzioni e riflessioni per la loro realizzazione, non nascondendo le difficoltà tecniche nel realizzarle in alcune zone.
Quanto si può fare dipende da quanto ciascuno può fare, richiamando così ognuno alla responsabilità. Così per ridurre i rifiuti occorre non farli, il comportamento dei singoli è un segnale per l’intera comunità e quanto hanno prodotto studenti e studentesse può favorire processi virtuosi. Non bisogna credere che controlli e telecamere risolvano ogni problema, mentre occorre modificare abitudini e comportamenti. L’amministrazione prepara una trasformazione della piazza antistante la sala Banti e intende pianificare degli interventi in materia di edilizia scolastica in modo da far fronte alla crescita demografica di quella fascia di età. Per questo concorda che gli uffici tecnici del Comune dovrebbero ascoltare insegnanti e maestre prima di intraprendere le progettazioni per tenere conto delle modificate esigenze e delle trasformazioni didattiche intervenute nella scuola.
Il confronto è stato bello e lungo e si è concluso con l’impegno a proseguire lo scambio e la collaborazione.
In Sicilia a fare da staffetta per primi sono le giovani sentinelle di Siracusa. Una giornata intensa attende i tre istituti della città che si confrontano fra loro e con la propria amministrazione comunale. Nella Sala Convegni dell’Urban Center a fare gli onori di casa è il sindaco, Francesco Italia che, da primo cittadino, vuol dare un primo segnale arrivando in anticipo per accogliere i giovani e prepararsi al confronto. Dopo il saluto del sindaco e la presentazione della Fondazione, a scendere in campo sono i ragazzi e le ragazze della scuola media Leonardo da Vinci del 3° Istituto comprensivo Santa Lucia: La violenza sulle donne e sui minori il tema da loro scelto e approfondito.
Col sostegno dei loro insegnanti, Luca Ambrosio, Maria Giuseppina Ricupero e Paola Mangione ragazzi e ragazze, usando la tecnica delle ombre cinesi, miscelata al teatro delle marionette hanno realizzato un simpatico filmato dove mettono in evidenza le contraddizioni e i paradossi di un modello di uomo padre padrone dove per lui, i valori della famiglia sono costituiti da una bella casa, moglie devota e servizievole, figli educati ad obbedire. A coronare la sua cornice anche un cane che sa fare la guardia e un'auto di grossa cilindrata. Il filmato continua con le voci fuori campo dei ragazzi nei vari ruoli che mettono alla luce un focolare domestico, luogo di violenze verbali e fisiche, a conclusione le marionette in coro gridano: basta alla violenza, sì al rispetto e all'affermazione dei propri diritti.
Col sostegno dei loro insegnanti, Luca Ambrosio, Maria Giuseppina Ricupero e Paola Mangione ragazzi e ragazze, usando la tecnica delle ombre cinesi, miscelata al teatro delle marionette hanno realizzato un simpatico filmato dove mettono in evidenza le contraddizioni e i paradossi di un modello di uomo padre padrone dove per lui, i valori della famiglia sono costituiti da una bella casa, moglie devota e servizievole, figli educati ad obbedire. A coronare la sua cornice anche un cane che sa fare la guardia e un'auto di grossa cilindrata. Il filmato continua con le voci fuori campo dei ragazzi nei vari ruoli che mettono alla luce un focolare domestico, luogo di violenze verbali e fisiche, a conclusione le marionette in coro gridano: basta alla violenza, sì al rispetto e all'affermazione dei propri diritti.
È stata poi la volta del 14° Istituto comprensivo Karol Wojtyla, accompagnati dalla loro insegnante, Tina Sitera i giovani si sono posti la questione dell'abbandono dei nonni e del loro coinvolgimento. Con le note della canzone di Francesco Guccini, Il vecchio e il bambino alcune di loro hanno danzato mentre altre leggevano alcuni loro scritti dove hanno messo in mostra quell’anello mancante che c’è fra i nonni e i bambini e che sono i genitori! Hanno continuato: «Quando i nonni sono a disposizione ci avvaliamo del loro aiuto. Mentre quando si ammalano oppure non possono dare un aiuto fisico, li trattiamo con indifferenza, non facendoli sentire importanti all’interno della famiglia».
E hanno aggiunto: «abbandonarli in una casa di riposo, dove non si possono trovare a loro agio e dove possono cadere in uno stato di depressione, in solitudine, senza che ricevano mai una telefonata o un semplice messaggio».
Fra le loro proposte al sindaco è di coinvolgere i nonni nelle attività sociali. Dedicare luoghi di ritrovo e nel caso non siano in grado di fare attività garantire loro assistenza. Chiedono che anche a scuola siano invitati a parlare della loro esperienza o insegnare i mestieri di una volta. Infine coinvolgerli nel curare con i ragazzi gli orti botanici.
A conclusione sono intervenuti i più grandi del Liceo scientifico e delle Scienze Umane E. Corbino con il loro tema: Le dipendenze in genere e il traffico illecito mafioso.
Seguiti dalle loro insegnanti, Paola Moscato e Stefania Montalto, il loro studio si è incentrato sulle dipendenze dalla droga, la ludopatia e l’alcolismo. Nella società odierna appare evidente che spesso tali azioni illegali si basano sulla naturale tendenza dell’uomo alla dipendenza, hanno affermato i giovani, questi comparti non sono quindi esclusivamente proprietà delle organizzazioni criminali, ma anche di privati corrotti o addirittura Stati che alimentano le organizzazioni criminali.
Sono poi passati ad analizzare le conseguenze fisiche e mentali delle varie dipendenze ed infine hanno presentato un loro manifesto di pubblicità progresso contro l’alcol dal titolo eloquente: Hai una sola vita, non rischiare il game over.
Ha preso la parola il sindaco, Francesco Italia che ha preso appunti per tutta la mattinata sulle proposte dei giovani. Si è complimentato con loro rendendosi disponibile ad una collaborazione più stretta. Ha ricordato che sin dal suo insediamento ha promosso iniziative riguardo il femminicidio, è stato aperto un centro per le donne. Un’altra campagna di sensibilizzazione è partita sul diritto dei bambini con Siracusa città educativa. Ha informato che è già esistente un centro per anziani dove si può imparare l’utilizzo del computer, si gioca a carte e in alcuni giorni della settimana si balla in quanto è un desiderio molto sentito da chi frequenta il centro. È d’accordo riguardo una maggiore conoscenza e informazione nell’incentivare il telefono d'argento ma anche ad un coordinamento che abbia come fine un miglioramento nella vita sociale della comunità soprattutto nelle fasce deboli.
Ha preso la parola il sindaco, Francesco Italia che ha preso appunti per tutta la mattinata sulle proposte dei giovani. Si è complimentato con loro rendendosi disponibile ad una collaborazione più stretta. Ha ricordato che sin dal suo insediamento ha promosso iniziative riguardo il femminicidio, è stato aperto un centro per le donne. Un’altra campagna di sensibilizzazione è partita sul diritto dei bambini con Siracusa città educativa. Ha informato che è già esistente un centro per anziani dove si può imparare l’utilizzo del computer, si gioca a carte e in alcuni giorni della settimana si balla in quanto è un desiderio molto sentito da chi frequenta il centro. È d’accordo riguardo una maggiore conoscenza e informazione nell’incentivare il telefono d'argento ma anche ad un coordinamento che abbia come fine un miglioramento nella vita sociale della comunità soprattutto nelle fasce deboli.
Ha preso infine la parola Angelo Corbo e il suo racconto è stato accolto dal silenzio partecipe di ragazze e ragazzi, pronti a cogliere ogni sfumatura e ogni dettaglio, le ragioni che lo portarono a diventare un poliziotto e come ha fatto a superare la difficile prova di Capaci, fino al suo impegno nelle scuole. Ha incitato i giovani ad essere orgogliosi di essere siciliani e le sue parole ci hanno accompagnato sin verso l’uscita creando un clima conclusivo fatto di grande soddisfazione e di speranza, quello di aver messo un primo puzzle ad un disegno da costruire tutti insieme.
Nel pomeriggio la staffetta passa al IV Istituto comprensivo Domenico Costa di Augusta.
Nel Salone di rappresentanza del Palazzo comunale è il Dirigente scolastico, Michele Accolla, a fornire e a preparare le tecnologie per poter esporre il lavoro dei ragazzi con un power point. L’Amministrazione lo aveva dimenticato, nonostante la nostra consueta richiesta di una sala dotata di computer e proiettore per poter vedere video ma anche power point!
Nel pomeriggio la staffetta passa al IV Istituto comprensivo Domenico Costa di Augusta.
Nel Salone di rappresentanza del Palazzo comunale è il Dirigente scolastico, Michele Accolla, a fornire e a preparare le tecnologie per poter esporre il lavoro dei ragazzi con un power point. L’Amministrazione lo aveva dimenticato, nonostante la nostra consueta richiesta di una sala dotata di computer e proiettore per poter vedere video ma anche power point!
Fiduciosi anche dal titolo del tema: Piccoli passi per grandi progressi, voglia di essere ascoltati: spazi di aggregazione, di ascolto, di ritrovo. La mancanza della palestra... proposto dai ragazzi, abbiamo lasciato cadere ogni disappunto.
Con ragazzi e ragazze e la loro insegnante Marinella Scalia abbiamo atteso l’arrivo del sindaco, Maria Concetta Di Pietro, e dell’assessore alla Cultura e allo Sport, Giuseppina Sirena.
Dopo i saluti da parte dell’Amministrazione e la presentazione della Fondazione, ragazzi e ragazze, parlando a braccio e con proprietà di linguaggio, hanno voluto sfatare gli stereotipi che li vuole con lo smartphone e chiusi nelle proprie camere.
Dividendosi in gruppi alcune ragazze hanno voluto definire il concetto di legalità, di come si concretizza attraverso leggi che stabiliscono e garantiscono l'ordine sociale, o i valori che influenzano la vita di ogni individuo e le relazioni personali. Infine la scuola che educa alla legalità, combattendo ogni forma di sopruso e facendo vivere le leggi come opportunità e non come limiti.
Hanno ripreso una famosa frase di Antonino Caponnetto: «La mafia teme più la scuola della giustizia. L’istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa».
Coscienti, come cittadini attivi destinatari di diritti, servizi, prestazioni e informazioni che non sempre tale riconoscimento si acquisisce d’ufficio, ma in molti casi nel nostro Paese va preteso e spesso va rivendicato, sono passati quindi alla politica dei piccoli passi, di non tutto e subito, ma attraverso il confronto crescere, programmare, costruire. Si sono chiesti cosa serve loro per il loro benessere e la risposta da nord a sud è sempre identica: gli spazi! Spazi aggregativi per eventi culturali, musicali, teatrali, sportivi. La voglia di stare insieme. Fanno notare che ad Augusta non c’è un cinema, un teatro. Neppure nel periodo estivo possono fruire dei giardini pubblici perché sporchi e mal ridotti. Il loro sogno? Avere una palestra! I lavori avevano avuto inizio negli anni ’90, oggi è inserita nell’anagrafe della Regione fra le opere incompiute, pubblicata dal Dipartimento tecnico regionale. Ragazzi e ragazze del Domenico Costa dimostrano di prendere sul serio il loro progetto e hanno studiato, approfondito, si sono informati di come il MIUR offre dei finanziamenti alle varie regioni, 44 milioni e 250 mila. Nel caso della Sicilia il finanziamento è di 4,6 milioni di euro.
In una slide si sono chiesti di chi è la colpa? Ma sanno già la risposta, inserita nella successiva slide:
la catena di corresponsabilità è troppo lunga e articolata per venirne a capo in maniera chiara.
Il ministero dell’Istruzione ha le mani legate, perchè quando stanzia i fondi per le strutture scolastiche affida alle Regioni il compito di stabilire le priorità. Se arrivano segnalazioni di casi particolarmente critici da parte dei dirigenti scolastici o di gruppi di famiglie, il Miur può sollecitare interventi ma poi su come spendere le risorse l’ultima parola spetta per legge a sindaci e presidenti di Provincie.
Ha preso la parola il sindaco Maria Concetta Di Pietro, ma il suo intervento si è fermato al termine Legalità. Comprendiamo che non è facile gestire un comune sciolto per mafia dove tante ombre sono ancora presenti, ma non troviamo giusto negare alla scuola, ai giovani delle risposte. Iniziare un percorso di riqualificazione partendo anche da piccoli segnali. Non è servito neppure la proposta per nuovi sviluppi quando il confronto si estenderà a Provincia, Regione e Governo nazionale.
Ha preso la parola Michele Accolla che pur assumendosi qualche colpa del passato, ma come uomo di scuola, proprio come per tutti quelli che vogliono bene alla propria città, ha dichiarato che l’immobilismo rischia di fare ancora più male e ha citato la novella, che condividiamo, di Ernesto Rossi: un bambino che credeva di fare il bene d'un pesce rosso lo tirava fuori dalla vasca per asciugarlo col fazzoletto fino a che a furia di tirarlo fuori il pesce morì!
Domenico Bilotta, Elena Giampapa, Sergio Tamborrino e Claudio Gherardini
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domenica 23 dicembre 2018
Incontro con le giovani sentinelle siciliane di Augusta e di Acireale
Giovedì 20 dicembre altri incontri in due province siciliane: Augusta (SR) e Acireale (CT).
Nelle prime due ore ad essere protagonisti sono i ragazzi e le ragazze del IV Istituto comprensivo Domenico Costa di Augusta (SR). Ad accoglierci il Dirigente scolastico, Michele Accolla, una piacevole sorpresa in quanto conosciuto oltre 15 anni fa per il suo impegno sociale, in degli incontri dove era presente anche nonna Betta Caponnetto, vedova del giudice. Insieme ai suoi ragazzi, la referente, Marinella Scalia e alcuni colleghi e colleghe che seguiranno con lei il progetto; era presente anche il presidente del Consiglio d’Istituto e al termine dell’incontro ci ha raggiunto anche un consigliere comunale.
Con noi la nostra responsabile per Siracusa, Elena Giampapa che concluderà, gli appuntamenti siciliani, fra il 7 e il 9 gennaio, incontrando altri due Istituti siracusani.
Quattro classi terze e una delegazione di altre 4 classi seconde che si faranno ambasciatori con i propri compagni e compagne, hanno ascoltato con attenzione il racconto della vicenda di Antonino Caponnetto e del suo pool, abbiamo ricordato la grande passione del giudice in difesa della nostra Carta Costituzionale e di come sia importante, facendo la propria parte in difesa dei valori costituzionali e del bene pubblico, rafforzare le virtù civiche dell'osservanza delle norme, della cura degli altri e di tutti i beni che appartengono a ciascuno di noi, in modo da contrastare ogni tentativo della cultura mafiosa.
Siamo passati alla spiegazione delle varie fasi del progetto che li vedrà coinvolti durante questo anno scolastico con tutte le Istituzioni a vari livelli. Abbiamo voluto fare diversi esempi di progetti fatti da loro coetanei in varie scuole d’Italia e dei loro sviluppi, e l'interesse è stato tale da comprendere meglio poi i video che abbiamo proposto. Non avendo tempo per rispondere alle domande alla fine delle due ore, abbiamo suggerito di utilizzare il sito per continuare e seguire il percorso di formazione di cittadinanza. Siamo comunque certi che i ragazzi e le ragazze faranno tesoro della nostra proposta di essere sentinelle della legalità, proposta che può arricchirsi ed offrire occasioni solo se vi sarà il contributo di ognuno di loro e con questo auspicio ci siamo dati appuntamento per martedì 26 marzo dalle 9 alle 12.
Ancora una volta bisogna spostarsi velocemente per raggiungere Acireale (CT) dove sono in attesa bambini e bambine del IV Istituto Comprensivo G. Galilei con il dirigente scolastico, Orazio Barbagallo, la referente, Sant’Angelo insieme ad altre sue colleghe che hanno fortemente voluto il progetto. Al primo contatto avevano dichiarato che qualora avessimo avuto difficoltà a poter fare il primo appuntamento a scuola erano disponibili a farlo via skype. Non potevamo deludere il loro interesse e con vera gioia abbiamo incontrato nella loro aula di informatica 4 classi di pulcini di quarta primaria festosi ci hanno fin da subito tempestato di domande. Dopo aver parlato di nonno Nino Caponnetto, come lui voleva essere chiamato dai più piccoli perché puliti e sinceri, con la loro spontaneità si rivelano più attenti e maturi degli adulti persino dei propri genitori. Per dimostralo abbiamo proposto loro l’idea suggerita alcuni anni fa con dei bambini sempre dalla moglie del giudice, nonna Betta a cui dedichiamo questo report: fare una scommessa con i propri genitori ed ogni volta che sbagliano farsi dare un euro.
In quella occasione avevamo rischiato di aprire una banca!
E anche questa volta il cattivo comportamento degli adulti è emerso in maniera prorompente.
Un bimbo dice: «la mia mamma la mattina per accompagnarmi a scuola parcheggia in seconda fila». Un euro! «Tanto è un minutino!»
Aggiungiamo noi: 50 mamme equivalgono a 50 minuti di caos in tutte le scuole d’Italia.
Una bimba dice: «la mia mamma non mette la cintura di sicurezza» Un euro!
«Mio padre fa il contorsionista, la cintura la passa dietro perché gli da noia il suono!» Un euro!
Passare con il rosso, non dare precedenza, non parliamo poi delle strisce pedonali dove secondo qualcuno dovrebbero stare solo in Africa confondendole alle zebre!
E anche qui ad Acireale la coda dei bambini e bambine pronti a fare le soffiate continuava ad ingrossarsi.
Non contenti di fare i provocatori abbiamo proposto anche a loro di utilizzare Google Map e di posizionare il puntatore sulla loro città e di stampare la cartina della mappa e di segnare con una bandierina ogni bene che appartiene a tutta la comunità: strade, scuole, piazze, giardini pubblici, ospedali, impianti sportivi, ecc. per accorgersi di quanti beni comuni abbiamo. Poi li abbiamo invitati a cancellare questi beni per far capire che il risultato sarebbe quello di essere in guerra, in quanto non rimarrebbero altro che le proprie case, ma non potrebbero neppure uscire perché al posto delle strade ci sarebbero dei fossati!
Abbiamo proposto loro di scegliere un bene comune e di prendersene cura e degli altri, chiedere venerdì 29 marzo dalle 9 alle 11.30 a sindaco, assessori, genitori e cittadini che cosa vorranno fare. Quel giorno saremo costretti a fare tre incontri ma penso che ne vedremo delle belle e ne varrà la pena esserci!
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Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
Nelle prime due ore ad essere protagonisti sono i ragazzi e le ragazze del IV Istituto comprensivo Domenico Costa di Augusta (SR). Ad accoglierci il Dirigente scolastico, Michele Accolla, una piacevole sorpresa in quanto conosciuto oltre 15 anni fa per il suo impegno sociale, in degli incontri dove era presente anche nonna Betta Caponnetto, vedova del giudice. Insieme ai suoi ragazzi, la referente, Marinella Scalia e alcuni colleghi e colleghe che seguiranno con lei il progetto; era presente anche il presidente del Consiglio d’Istituto e al termine dell’incontro ci ha raggiunto anche un consigliere comunale.
Con noi la nostra responsabile per Siracusa, Elena Giampapa che concluderà, gli appuntamenti siciliani, fra il 7 e il 9 gennaio, incontrando altri due Istituti siracusani.
Quattro classi terze e una delegazione di altre 4 classi seconde che si faranno ambasciatori con i propri compagni e compagne, hanno ascoltato con attenzione il racconto della vicenda di Antonino Caponnetto e del suo pool, abbiamo ricordato la grande passione del giudice in difesa della nostra Carta Costituzionale e di come sia importante, facendo la propria parte in difesa dei valori costituzionali e del bene pubblico, rafforzare le virtù civiche dell'osservanza delle norme, della cura degli altri e di tutti i beni che appartengono a ciascuno di noi, in modo da contrastare ogni tentativo della cultura mafiosa.
Siamo passati alla spiegazione delle varie fasi del progetto che li vedrà coinvolti durante questo anno scolastico con tutte le Istituzioni a vari livelli. Abbiamo voluto fare diversi esempi di progetti fatti da loro coetanei in varie scuole d’Italia e dei loro sviluppi, e l'interesse è stato tale da comprendere meglio poi i video che abbiamo proposto. Non avendo tempo per rispondere alle domande alla fine delle due ore, abbiamo suggerito di utilizzare il sito per continuare e seguire il percorso di formazione di cittadinanza. Siamo comunque certi che i ragazzi e le ragazze faranno tesoro della nostra proposta di essere sentinelle della legalità, proposta che può arricchirsi ed offrire occasioni solo se vi sarà il contributo di ognuno di loro e con questo auspicio ci siamo dati appuntamento per martedì 26 marzo dalle 9 alle 12.
Ancora una volta bisogna spostarsi velocemente per raggiungere Acireale (CT) dove sono in attesa bambini e bambine del IV Istituto Comprensivo G. Galilei con il dirigente scolastico, Orazio Barbagallo, la referente, Sant’Angelo insieme ad altre sue colleghe che hanno fortemente voluto il progetto. Al primo contatto avevano dichiarato che qualora avessimo avuto difficoltà a poter fare il primo appuntamento a scuola erano disponibili a farlo via skype. Non potevamo deludere il loro interesse e con vera gioia abbiamo incontrato nella loro aula di informatica 4 classi di pulcini di quarta primaria festosi ci hanno fin da subito tempestato di domande. Dopo aver parlato di nonno Nino Caponnetto, come lui voleva essere chiamato dai più piccoli perché puliti e sinceri, con la loro spontaneità si rivelano più attenti e maturi degli adulti persino dei propri genitori. Per dimostralo abbiamo proposto loro l’idea suggerita alcuni anni fa con dei bambini sempre dalla moglie del giudice, nonna Betta a cui dedichiamo questo report: fare una scommessa con i propri genitori ed ogni volta che sbagliano farsi dare un euro.
In quella occasione avevamo rischiato di aprire una banca!
E anche questa volta il cattivo comportamento degli adulti è emerso in maniera prorompente.
Un bimbo dice: «la mia mamma la mattina per accompagnarmi a scuola parcheggia in seconda fila». Un euro! «Tanto è un minutino!»
Aggiungiamo noi: 50 mamme equivalgono a 50 minuti di caos in tutte le scuole d’Italia.
Una bimba dice: «la mia mamma non mette la cintura di sicurezza» Un euro!
«Mio padre fa il contorsionista, la cintura la passa dietro perché gli da noia il suono!» Un euro!
Passare con il rosso, non dare precedenza, non parliamo poi delle strisce pedonali dove secondo qualcuno dovrebbero stare solo in Africa confondendole alle zebre!
E anche qui ad Acireale la coda dei bambini e bambine pronti a fare le soffiate continuava ad ingrossarsi.
Non contenti di fare i provocatori abbiamo proposto anche a loro di utilizzare Google Map e di posizionare il puntatore sulla loro città e di stampare la cartina della mappa e di segnare con una bandierina ogni bene che appartiene a tutta la comunità: strade, scuole, piazze, giardini pubblici, ospedali, impianti sportivi, ecc. per accorgersi di quanti beni comuni abbiamo. Poi li abbiamo invitati a cancellare questi beni per far capire che il risultato sarebbe quello di essere in guerra, in quanto non rimarrebbero altro che le proprie case, ma non potrebbero neppure uscire perché al posto delle strade ci sarebbero dei fossati!
Abbiamo proposto loro di scegliere un bene comune e di prendersene cura e degli altri, chiedere venerdì 29 marzo dalle 9 alle 11.30 a sindaco, assessori, genitori e cittadini che cosa vorranno fare. Quel giorno saremo costretti a fare tre incontri ma penso che ne vedremo delle belle e ne varrà la pena esserci!
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