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mercoledì 19 dicembre 2018

Un nuovo incontro con le giovani sentinelle siciliane

Lunedì 17 Dicembre un'altra settimana intensa con le giovani sentinelle siciliane.

Oramai il gallo si è rassegnato alle nostre levatacce e alle 3 del mattino accenna solamente ad aprire un occhio per ritornare fra le braccia di Morfeo visto anche il nevischio che ci accompagna verso l'aeroporto!

Sbarcati in Sicilia ad attenderci, nella bella ed ampia aula magna, 11 classi prime della Scuola media Raffaello Sanzio di Tremestieri Etneo (CT). 

Ci ha accolto la dirigente scolastica, Sabrina Pettinato, le referenti del progetto, Maria Linda Lette e Maria Stella Lombardo e ad accompagnare ogni classe un insegnante che lavorerà con le colleghe referenti in questo percorso di Cittadinanza e Costituzione, attuando a pieno quella trasversalità della disciplina che molto spesso viene invece a mancare. 

Grazie al sito www.giovanisentinelledellalegalita.org abbiamo proposto la proiezione del filmato il pool antimafia in altra data, gli insegnanti hanno subito accettato e lo scaricheranno e  guarderanno sulle LIM delle 11 classi permettendo così di dare spazio all'impegno della Fondazione di accompagnare giovani e insegnanti nel compito di formarli al rispetto delle regole per una convivenza civile e democratica. Abbiamo ricordato la grande passione di Antonino Caponnetto in difesa della nostra Carta Costituzionale, sconosciuta a tanti mentre in altri Paesi come gli Stati Uniti non si è cittadini se non la si conosce.  

Siamo passati poi a spiegare nei dettagli il progetto che li vedrà coinvolti durante l'anno e ancora una volta i video realizzati da altri loro coetanei in diverse zone d'Italia ha fatto crescere l'entusiasmo non solo nei ragazzi ma anche fra gli insegnanti. Hanno accettato di lavorare in pool, ragazzi e ragazze si divideranno in gruppi scegliendo di occuparsi dei filmati, di fare foto, disegnare, fare ricerche, interviste o inserire i dati al computer. Ne è seguito un vivace e intenso dibattito e le domande non preparate dei ragazzi hanno sciolto ogni dubbio sulla loro maturità e la voglia di mettersi in gioco per essere pronti a confrontarsi con la propria amministrazione giovedì 28 marzo nel pomeriggio dalle 16 alle 18.

L'entusiasmo ci ha contagiato dimenticando e saltando il pasto, il tempo di spostarci e alle 14 ci siamo ritrovati con i ragazzi e le ragazze dell'Istituto comprensivo Fontanarossa di Catania che ci hanno accolto con la loro dirigente scolastica, Concetta Tumminia, la referente Giovanna Micale insieme a colleghi e colleghe che  portano avanti con grande forza il compito di far intraprendere ai giovani il cammino della democrazia e del sapere in una zona di periferia fra un grande parcheggio e l'aeroporto!

Dopo esserci soffermati sull’impegno del giudice nelle scuole di tutta Italia, a seguito delle tragiche morti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, abbiamo parlato dei valori dell’impegno civile, della solidarietà e del rispetto delle regole quale antidoto non solo alla criminalità organizzata ma anche al dilagare dell’illegalità. La violazione delle leggi e la negazione ai buoni comportamenti, incidono sull'economia del Paese sottraendo risorse pubbliche a vantaggio della mafia, della corruzione e dell'evasione fiscale. 

Abbiamo chiesto ai ragazzi, come esempio, di prendere una cartina del proprio territorio e di segnare con una bandierina ogni bene che appartiene a tutta la comunità: strade, scuole, piazze, giardini pubblici, ospedali, impianti sportivi, ecc. Poi li abbiamo invitati a cancellare questi beni, per rendersi conto di quante cose abbiamo in comune e di quanto saremmo in difficoltà senza di essi e della necessità di prendersene cura e conservarli. Abbiamo raccontato di come, in altri Paesi europei a noi vicini, vi sia uno spirito civico differente e una responsabilità di ciascuno nel partecipare al bene comune pagando tasse eque.

Non poteva esserci esempio migliore, visto che i ragazzi avevano già iniziato alcune settimane prima a scegliere un bene comune da studiare e proporre a marzo alla propria amministrazione e la loro scelta era caduta sui trasporti pubblici. Nel frattempo ci ha raggiunto il presidente dell'AMT (Azienda Metropolitana Trasporti Catania SpA), Giacomo Bellavia che si è reso disponibile a trovare soluzioni insieme per migliorare il servizio e di incontrare nuovamente i giovani per approfondire ed arrivare preparati venerdì 29 marzo dalle 9 alle 12 ospiti del Comune.

La proposta nata più dagli insegnanti che dai ragazzi, è stata quella di una convenzione per biglietti agevolati per la scuola, ma alla risposta se sapessero cosa fosse un abbonamento è calato il silenzio in quanto la stragrande maggioranza non paga il biglietto ed è cosciente che essendo minorenni al massimo rischiano di scendere dall'autobus!

Ne è nato un attento confronto che ci impone di essere accanto a questi insegnanti coraggiosi e capire cosa vuol dire ottenere una convenzione per arginare un atto di illegalità diffusa per indirizzare e incoraggiare ad un'azione di legalità.

Nonostante le ore passate a scuola la mattina e per tutto il pomeriggio l'attenzione dei ragazzi e ragazze è stata alta e l'invito a trovare soluzioni come giovani sentinelle partendo dal loro protagonismo ha aperto una speranza.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

giovedì 13 dicembre 2018

Incontro con le giovani sentinelle di Chiusa Sclafani e Corleone

Venerdì 7 Dicembre si è conclusa un'altra splendida settimana siciliana con altri due incontri: all'Istituto comprensivo G. Reina di Chiusa Sclafani (PA) e alla scuola primaria Finocchiaro Aprile dell'Istituto comprensivo G. Vasi di Corleone.

Alla scuola media di Chiusa Sclafani, per una nuova incomprensione nella comunicazione - e per questa ragione chiediamo a tutte le scuole di fare attenzione al momento dell'iscrizione scrivendo in modo chiaro o in stampatello i dati - non era stato programmato l'appuntamento. 

Ma la volontà di partecipare, la scommessa del protagonismo giovanile, la decisione di offrire questa opportunità ai giovanissimi hanno prevalso e le insegnanti coraggiose hanno ancora una volta  fatto il miracolo: la referente Antonella Campisi senza perdersi d'animo ha riunito nell'aula due classi e con attenzione ragazzi e ragazze di seconda e di terza hanno seguito in un silenzio partecipato prima le vicende degli anni '80 e del pool antimafia e poi tutte le fasi del progetto.

 L'entusiasmo è andato via via crescendo e, dopo aver visto alcuni video realizzati da altri ragazzi e ragazze in diverse scuole d'Italia, giovanissimi e insegnanti hanno scelto di coinvolgere e condividere con i tre plessi dell'Istituto che si trovano in tre Comuni diversi. Ragazzi e ragazze insieme all'insegnante Antonella Campisi e con il sostegno della Dirigente Scolastica, Francesca Cusumano, incontreranno i loro coetanei e le loro coetanee e illustreranno loro la vicenda di Antonino Caponnetto e le finalità del nostro percorso educativo con la sfida ad essere cittadini attenti e responsabili. In questa loro fatica saranno un prezioso ausilio i video che troveranno nel sito www.giovanisentinelledellalegalita.org.

Ancora una volta, alla fine dell'incontro, siamo usciti carichi ed entusiasti di quel piccolo contributo che abbiamo dato, e arricchiti di quello che insegnanti e scuola riescono a fare, certi di tornare mercoledì 20 marzo e trovare ragazzi e ragazze pronti, con le loro proposte, al confronto con i propri amministratori.

Nella provincia di Palermo erano rimasti solo i ragazzi e le ragazze, i bambini e  le bambine corleonesi a non aver partecipato al primo incontro che era slittato più volte anche per la frana che ha colpito l'Istituto, ma non potevamo dimenticarcene! Non potevamo lasciarli soli! Il tempo di spostarci e in mezz'ora siamo giunti a Corleone nella scuola Finocchiaro Aprile, nostra compagna di viaggio oramai da anni. Ad accoglierci la referente Lucia Di Fulco con le colleghe Ivana Di Cristina e Rosalia Monasseri.

Dispiace che quest'anno non partecipi la Scuola media dell'Istituto con il proprio "esercito" di insegnanti:  Giuseppa Francesca Lanza, Rosalia Romano, Maria Lucia Oliveri e Lucia Briganti, ma come abbiamo detto i problemi strutturali causati dalla frana hanno costretto giovanissimi e insegnanti ad essere ospitati nell'edificio della scuola primaria e impossibilitati a seguire il progetto per quest'anno. 

La frana poteva essere evitata, ed è un altro problema che si aggiunge ai tanti che affliggono la città di Corleone, e non è problema di traffico! Citando le piaghe di cui parla Paolo Bonacelli, lo zio avvocato di Johnny Stecchino, all’autista Dante (Roberto Benigni). Ma la frana e le piaghe sono anche un ottimo espediente per non parlare di altro: dopo l'abbandono delle Istituzioni, dopo le varie armate Potëmkin, la gente di Corleone è rimasta sola a combattere le proprie battaglie contro la superficialità dei media – come la Fondazione ha denunciato più volte– come abbiamo visto quando hanno dato visibilità e pubblicità al libro del figlio di Riina, che parla dei gesti amorevoli del suo buon vecchio padre; o hanno raccontato dell’impiego del figlio di Provenzano, provetto manager e tour operator di un'agenzia turistica statunitense per accompagnare i succulenti viaggiatori di Boston nelle terre di mafia; o ancora quando le troupe televisive si sono  catapultate a Corleone per intervistare figli, nipoti e pronipoti di mafiosi. Neppure a Bogotà avrebbero saputo fare di meglio!

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari,
 e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei,
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
 e non c'era rimasto nessuno a protestare.
Martin Niemöller

I benpensanti, i puri e il quotidiano Repubblica non hanno invece perso tempo a isolare Maurizio Pascucci con attacchi di fuoco amico per aver posto un problema politico: che fare con coloro che hanno cognomi “difficili” ma che nulla hanno a che fare con parenti ingombranti? 

Che fare con coloro che hanno parenti mafiosi ma non hanno alcun legame con loro che non sia il cognome? In questa domanda secca è racchiusa una dimensione politico-sociale da affrontare: come togliere l’acqua dentro cui nuotano i pescicani mafiosi, separare e offrire un’opportunità a coloro che non sono in nessun modo compromessi?

Maurizio Pascucci compare in una foto con un giovane che ha sposato una nipote di Bernardo Provenzano, il giovane ha fatto il barista guadagnando 400 euro al mese, poi ha acquistato un bar con un mutuo, non ha nessun legame con la famiglia Provenzano se non l’omonimia. Che fare con lui? Si è posto questa domanda Maurizio e ha provato a dare una risposta. Lo ha fatto pubblicamente, non di nascosto o sottobanco, e a questo livello occorre replicare a Maurizio, con argomenti, non con scomuniche o con l’isolamento, condizione pericolosissima.

Anche i mafiosi di Avola, dopo il bellissimo incontro di Paolo Borrometi con i ragazzi del Majorana, riguardo la cultura della legalità, in contrapposizione all'omertà, facendo nomi e cognomi dei mafiosi locali, avrebbero avuto il diritto di replica se non fosse intervenuta la ministra Fedele.
Maurizio no!

Diffidate gente! Anche della solidarietà  e le carezze di personaggi come Vittorio Sgarbi, che non ha mai pronunciato parola alcuna contro la mafia ed è stato sindaco di Salemi, amministrazione comunale sciolta per mafia.
Si comincia con l’isolamento, con la denigrazione e con gli appoggi di personaggi equivoci. Lo abbiamo già sperimentato: chi non ricorda le “accuse” di protagonismo e di presenzialismo a Giovanni Falcone? Forse al quotidiano Repubblica ricordano l’articolo di Sandro Viola - quello in cui lo paragonava ad un comico del sabato sera, che non era un magistrato ma un esperto in criminalità mafiosa, un esibizionista squilibrato e vanitoso  - quell’articolo da cui traspare la colossale ignoranza dell’autore relativamente alle cose di Cosa nostra, articolo  che noi sprovveduti non ritroviamo, se lo cerchiamo nell’archivio digitale del quotidiano, lo hanno tolto come si nasconde il parente demente quando si ricevono delle visite.

Quando si è isolati e denigrati si corrono dei rischi e chi è in quella spiacevole condizione non ha possibilità di interlocuzione, non ha più titolarità al confronto pubblico. Al confronto pubblico Maurizio ha contribuito con grandi intuizioni e proposte: la lotta alle slot nei circoli ARCI, ha promosso il volontariato sulle terre confiscate alle mafie, ha aiutato oltre 30 produttori dell’associazione Fior di Corleone a dire no alla mafia e ad uscire dalla condizione di disagio in cui operavano. 

Era lì anche in occasione della frana, ha aiutato altri volontari a ripulire e liberare dai detriti la scuola. Nella stessa direzione si è mosso anche con questa ultima proposta.

A differenza di molti critici e puri, compagni che ci troviamo accanto, Maurizio ha condiviso con il progetto sentinelle  a non indietreggiare dinanzi alle “proposte umanitarie” di liberare Totò Riina malato, non cedendo al ricatto psicologico, né concedere alcunché alle altre proposte di alleggerire il regime carcerario previsto dall’articolo 41bis del nostro ordinamento penitenziario. A muovere Maurizio Pascucci è stata la sua storia e la sua cultura politica. Collaboratore di Pio La Torre, si è formato in quella scuola – un tempo i partiti politici avevano una scuola per formare i dirigenti, oggi è sufficiente passare dal Grande fratello! - e quel modo di intendere la politica e l’impegno personale è rimasto come un corredo cromosomico, ma a lui non è concesso il diritto di replica, la possibilità di argomentare.

E a dirla tutta anche noi siamo colpevoli, come lo sono le insegnanti di Corleone, perché incontriamo con loro e manteniamo stretti rapporti con i figli più piccoli di alcuni mafiosi o dei loro parenti! Negli anni abbiamo incontrato a Corleone oltre 2000 ragazzi e ragazze, bambini e bambine, pensate che nessuno fosse figlio di mafioso?
Ci piace però ricordare ai puri la storia delle due bambine, figlie di mafioso, che dopo degli incontri a scuola sull'antimafia hanno convinto la madre a prendere le distanze perché si vergognavano! O quel bimbo del quartiere di Librino che la mamma, per sottrarre e salvarlo dal padre mafioso, cercava di tenerlo, visto che amava la musica e la batteria, in una scuola di Gravina di Catania perché c'era una preside, che abbiamo avuto l'onore di conoscere, che dedicava 24 ore del suo tempo a scuola! Appoggiata dal maresciallo dei carabinieri di Gravina ha avuto minacce e scuola bruciata ma non ha ceduto! Noi eravamo lì non solo a portare la solidarietà ma a lasciare una traccia di non essere soli!

Con questo pensiero questa mattina sono entrato nella classe abbracciato da insegnanti e bambini festanti che mi avevano conosciuto.

L'anno scorso si sono occupati delle buche per le vie di Corleone, di strade senza illuminazione, di tubi rotti e l'acqua che scorre causando forse qualche altro smottamento! Ho parlato loro di altri bambini e bambine di Castelvetrano che, come loro, hanno avuto la sfortuna di non avere per diverso tempo un’amministrazione comunale perché sciolta per mafia. Qualche loro genitore avrà votato sicuramente quegli amministratori! Si erano occupati del degrado della loro bellissima città e dei loro monumenti impregnati di millenaria storia da andarne orgogliosi. L'anno dopo di raccolta differenziata, ancora dopo di randagismo e insieme hanno deciso di proporre ai genitori di chiedere, ai candidati al Consiglio comunale e a Sindaco, impegni precisi nei rispettivi programmi relativi alle proposte dei loro giovani cittadini.

Anche i bambini corleonesi, quelli che hanno cantato negli anni scorsi Basta con la mafia ma non hanno avuto ascolto, hanno deciso di riprendere insieme all'esercito di insegnanti partigiane dei valori i disegni e le foto delle buche & affini e insieme ad altre proposte che studieranno quest'anno le illustreranno, mercoledì 20 marzo 2019, nel confronto con il proprio sindaco.

Come capo gruppo e consigliere di opposizione ci sarà anche Maurizio Pascucci e io sarò "costretto a farci una foto!".


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

mercoledì 2 aprile 2014

Pistoia - Piazza Duomo Marcia della Legalità e della Memoria Venerdì 9 maggio - ore 9.00 - 12.30

INVITO alla Marcia della Memoria e della Legalità La Fondazione Caponnetto invita studenti e studentesse, cittadini e cittadine alla Marcia che si terrà a Pistoia. L’iniziativa, grazie al Protocollo d’Intesa con il MIUR e l’Ufficio Scolastico Regionale Toscana, è frutto della collaborazione con la provincia di Pistoia e con l’amministrazione comunale della città e vuole testimoniare il ricordo degli eventi tragici del 1992 e, insieme con la memoria delle donne e degli uomini giusti che hanno combattuto la mafia, promuovere un rinnovato impegno e una forte coscienza civile per contrastare la criminalità organizzata e favorire la cultura della legalità. La Fondazione tiene fede, fin dalla sua costituzione, al principio di coinvolgere una pluralità di soggetti - istituzionali, associativi e non – per testimoniare e promuovere i principi e i valori che la caratterizzano e sono ragione della sua esistenza, mentre bandisce ogni forma di esclusività e primazia. Il progetto Giovani sentinelle della legalità è un ottimo esempio da questo punto di vista e la Marcia della legalità ha il carattere di essere perfettamente coerente con questo nostro impegno e con il lavoro svolto nelle scuole pilota in questi anni. Vi è un secondo aspetto che intendiamo sottolineare, in questo fedeli all’insegnamento di An- tonino Caponnetto. Negli ultimi dieci anni della sua vita, dopo gli attentati di Capaci e di via D’Amelio, il giudice ha tenuto sempre insieme due bandiere: la legalità e i principi costituzionali, le regole e la difesa rigorosa e ferma della Costituzione nata dalla guerra di Resistenza. La difesa della legalità è sempre la difesa di questo nostro ordinamento nato dalla guerra partigiana e in- sieme la consapevolezza che queste regole, che i nostri genitori e nonni ci hanno lasciato, sono conquiste da difendere e preservare con cura, dei beni preziosi che si possono pure perdere se non vi è attenzione e sollecitudine a conservarli. Queste due precisazioni sono essenziali per meglio intendere i caratteri di questa Marcia. La manifestazione si svolgerà nella mattinata di venerdì 9 maggio, e la data rimanda ai giorni terribili del maggio 1992, e prevede la partenza da piazza Duomo. Il percorso si snoderà lungo il centro storico e le zone ad esso limitrofe, toccando alcuni luoghi significativi per quanto concerne la memoria della città. Infatti la marcia sosterà in alcune stazioni dove lapidi e altro ricordano al- cuni partigiani. In questi luoghi abbiamo previsto che ci siano letture affidate a ragazzi e ragazze e testimonianze di partigiani e personaggi dello sport e dello spettacolo. In questo modo vogliamo legare l’Italia che vorremmo, quella che combatte la mafia perché ha individuato in essa i rischi della dissoluzione dello stare insieme secondo le regole e i valori costituzionali, e le sue origini. E questo legame serve a tenere ferma la memoria e costruire una identità, a ribadire i principi che riteniamo irrinunciabili al vivere insieme. Forti di questi intendimenti vogliamo invitare studenti e studentesse delle scuole di Toscana a partecipare e a marciare con noi. Il nostro invito è rivolto innanzitutto alle Giovani sentinelle della legalità che, in questi anni, hanno con slancio partecipato al progetto di educazione alla le- galità, e tutti i ragazzi e le ragazze che hanno generosamente prestato la propria opera nei campi di lavoro sulle terre confiscate alla mafia. Parteciperanno all’evento personaggi dello Sport e dello spettacolo. Con noi ci sarà anche l’associazione Testa di Alckol e altre associazioni. Presenterà Valerio Cataldi, giornalista RAI2 Pistoia - Piazza Duomo Marcia della Legalità e della Memoria Venerdì 9 maggio - ore 9.00 - 12.30