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martedì 28 maggio 2019

Ancora un doppio appuntamento con le giovani sentinelle siciliane, a Catania e a Ragusa


Nella città etnea ragazzi e ragazze di ben sette istituti della città e della provincia, assenti solo i giovani del comprensivo Federico II di Svevia di Mascalucia, si sono ritrovati venerdì 10 maggio nella ampia sala delle Ciminiere, uno degli edifici recuperati di quelle costruzioni ormai abbandonate che costituivano il grande complesso industriale di raffinazione dello zolfo estratto dalle miniere dell'entroterra siciliano, dove sono stati accolti da Angelo Carbone, funzionario della Città metropolitana che ha ospitato questo terzo appuntamento. 

A nome del sindaco metropolitano, Salvo Pogliese, li ha salutati e incoraggiati nel proseguire nel difficile compito di formazione alla cittadinanza e ha ringraziato la fondazione per l’impegno assunto e per offrire questa opportunità a giovani e giovanissimi di fare esperienza di cittadinanza attiva e responsabile.

E proprio all’esperienza di cittadinanza abbiamo fatto riferimento, con Christian Petrina, nell’introdurre i lavori veri e propri, ricordando a ragazzi e ragazze che con questo appuntamento allarghiamo l’orizzonte in molti sensi: innanzitutto geografico col ritrovarsi con scuole di altri comuni e con esperienze differenti nei temi e nei linguaggi, nelle proposte e nelle sollecitazioni. 

Ogni scuola, dopo l’esperienza di confronto e di discussione con i propri amministratori, esce fuori dai confini comunali e ha l’opportunità di scambiare esperienze e progetti con altre, scoprendo percorsi differenti e temi diversi, linguaggi e proposte ulteriori che arricchiscono il bagaglio culturale e il costume civico di ogni studente e studentessa. E con questo intendimento abbiamo dato il via ai lavori veri e propri.

Ad esordire è stata Angelica della scuola media del comprensivo Leonardo da Vinci di Mascalucia. Ha rotto il ghiaccio introducendo il tema del recupero del parco Manenti, uno spazio di grande valore nella città che rischia il degrado. Con le immagini hanno documentato le condizioni di abbandono e poi hanno avanzato delle proposte di recupero chiedendo al sindaco, già nel secondo appuntamento del 28 marzo, di intervenire per ripulire e manutenere, e a Catania hanno concentrato l’attenzione sulle opportunità: rendere il parco il polmone verde della città, recuperare la parte archeologica, dotarlo di giochi e arredi adatti, riservando uno spazio ad un orto urbano didattico e hanno illustrato i loro propositi con un cartellone.

Hanno poi preso la parola i coetanei e le coetanee del comprensivo D’Annunzio di Motta Sant'Anastasia che hanno lavorato sui temi della differenziazione di rifiuti. Hanno descritto la situazione del cattivo odore che esala dalla discarica della quale hanno ricordato la storia e hanno richiesto di avere informazioni in merito anche di azioni di bonifica, hanno approfondito i temi della raccolta differenziata e della tariffazione con dei bei cartelloni.


Con i ragazzi e le ragazze ha interloquito subito Gaetano Vitale, assessore comunale, che ha ribadito  che la scelta della chiusura è una scelta strategica perché l’obiettivo è di promuovere in ogni modo e con risolutezza la raccolta differenziata e, per sostenerla ulteriormente, sarà realizzata presto un’isola ecologica su un terreno sequestrato alla mafia, mentre su un altro si costruirà un nuovo plesso scolastico.

Sul palco sono poi saliti i giovanissimi di Acireale. Ragazzi e ragazze con i loro cartelloni hanno raccontato la storia del quartiere, cresciuto molto negli ultimi anni, mettendo in evidenza alcuni aspetti critici come il traffico, la manutenzione delle strade, e quella della scuola, il cui numero degli studenti è aumentato, e hanno richiesto alcuni interventi su porte e vetrate. Hanno poi ripreso la questione della cittadella del carnevale che potrebbe essere migliorata, aperta tutto l'anno, e hanno rievocato la figura di Giovanni Coco, carrista, e con lui la necessità di valorizzare il lavoro dei carristi. Per illustrare i temi hanno preparato alcuni cartelloni coloratissimi.

Appena terminato hanno preso la parola gli studenti e le studentesse dell’Istituto comprensivo Fontanarossa di Catania che hanno affrontato il tema delle regole osservandolo dal lato dei comportamenti di chi non paga il biglietto sull’autobus, comportamento diffuso anche fra i loro coetanei. Nel loro percorso hanno incontrato il presidente dell’AMT, l’azienda dei trasporti di Catania, per ricercare soluzioni e proporre qualche loro suggerimento. 

Hanno chiesto delle agevolazioni per gli studenti, incoraggiandoli in questo modo a comportamenti virtuosi poi, nel tentativo di legare questo tema dei biglietti dell’autobus a quello dei rifiuti, altra questione rilevante nel quartiere hanno proposto la raccolta dei tappi di plastica e il relativo conferimento in dei punti di raccolta come modalità per ottenere altre riduzioni al prezzo del biglietto. Intendono collaborare ad una pubblicità progresso da inserire all’interno degli autobus. Hanno infine redatto un decalogo delle buone regole e si sono impegnati a coinvolgere nei prossimi mesi tutta la scuola ed estenderlo poi anche fuori dal loro istituto.

Il palco poi è stato occupato dai giovani di Tremestieri Etneo, ragazzi e ragazze delle classi prime della media dell’Istituto comprensivo Raffaello Sanzio che hanno introdotto il tema Bullismo e prevaricazione. Torna con insistenza il tema a significare preoccupazione e paura e torna a scuola perché è luogo di incontro e di collaborazione, dove è possibile pensare e mettere in atto strategie di contrasto e insegnare ai giovani come riconoscere il fenomeno. Si abbassa l'età in cui si fa esperienza e nel loro percorso i giovani avevano raccolto testimonianze di compagni e compagne vittime dei bulli. Immagini e parole, nel loro caso alcune poesie sono stati gli strumenti approntati per far conoscere e contrastare il fenomeno, strumenti che potrebbero essere condivisi con altre scuole.

Anche quelli di Viagrande, gli studenti e le studentesse dell’Istituto comprensivo Giovanni Verga, hanno scelto e approfondito il tema del bullismo e del cyberbullismo. Lo hanno fatto con un video  che riprende una drammatizzazione teatrale sul tema, con le parole e con le immagini di cartelloni e manifesti. Di nuovo il contesto scolastico è quello più ricercato per porre un argine perché in esso è possibile costruire relazioni fra i giovani, avere l’aiuto degli adulti per rompere il muro dell’omertà e dell’isolamento.

Ultimi a salire sul palco i più grandi dell’Istituto superiore Benedetto Radice di Bronte. Tutela di alcuni luoghi di interesse storico per la rivalutazione e la sostenibilità del proprio territorio il tema scelto da questi ragazzi e ragazze legati alla propria terra che vorrebbero preservare da ogni tentativo speculativo e dall’abbandono. Hanno individuato i luoghi di interesse storico e ne hanno documentato in certi casi l’abbandono e l’incuria, hanno posto l’attenzione sui ritrovi dei giovani e hanno puntato a legare i due aspetti: spazi per loro e recupero del patrimonio in modo da preservare l’identità e conservare le testimonianze. Per questo sono necessari luoghi in cui i giovani possono ritrovarsi e fare delle attività. 

Per quanto riguarda quelli di interesse storico hanno proposto uno strumento come il QR Code che permette al turista e al viaggiatore di trovare subito le informazioni sul monumento che sta visitando sul suo smartphone. Tale strumento è già stato adottato dall’amministrazione comunale e costituisce un bel riconoscimento al lavoro di ragazzi e ragazze.

Dopo questa interessante serie di proposte, straordinariamente attuali e ricche di suggerimenti, obiettivi che possono essere condivisi da scuole diverse, collaborazioni che ci auguriamo possano prendere il via, temi che passano da un luogo all’altro, ha preso la parola Fabio Cantarella, assessore comunale di Catania che ha le deleghe all’Ambiente, all’Ecologia e alla Sicurezza che, dopo aver ringraziato la fondazione per il lavoro svolto, ha rinnovato l’invito ai giovani al rispetto delle regole. Non una generica e formale osservanza, ma una scelta meditata e convinta, consapevole e responsabile perché solo in questo modo è possibile con il contributo di ciascuno introdurre una discontinuità nei comportamenti quotidiani che alimentano l’omertà e l’indifferenza. E i temi che hanno scelto i giovani, nella loro varietà, hanno offerto molti motivi di riflessione di quanto sia urgente l’impegno in prima persona.

Con questi auspici ci siamo dati appuntamento alla Conferenza finale da tenersi nel mese di ottobre con tutte le scuole della Sicilia che hanno condiviso questo percorso per tutto l’anno.

In contemporanea si sono ritrovati, ospiti del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, ragazzi e ragazze dell’Istituto comprensivo Salvatore Quasimodo della città, insieme al loro insegnante referente del progetto, Andrea Cicero, pronti a confrontarsi con i loro coetanei della scuola media statale Giovanni XXIII di Modica, accompagnati dalla loro referente, Daniela Denaro.  

A dare il benvenuto, nella sala del Consiglio, è il commissario straordinario, Salvatore Piazza, che ha spiegato le funzioni e le competenze dell’ex Provincia e, sull’attuale gestione commissariale, ha informato i ragazzi che vi saranno presto nuove elezioni di secondo livello che eleggeranno il nuovo presidente.

La Fondazione ha ricordato i vari passaggi di questo percorso formativo, con incontri che prevedono confronti con le istituzioni locali, provinciali, regionali e nazionali. Ha ribadito che nella società contemporanea sono diffuse la corruzione, le raccomandazioni o le connivenze politico-criminali, vi è un distacco marcato dalla politica da parte dei cittadini e dei giovani. Proprio per ricucire questa lacerazione viene in soccorso la scuola pubblica. Lo spirito del progetto è promuovere il dialogo, il confronto affinché i giovani si sentano finalmente membri consapevoli e attivi della propria comunità, responsabili dei beni comuni e difensori del territorio urbano e sociale in cui vivono. In questo non c’è spazio per le passerelle o promesse che cadono nel vuoto. Alle istituzioni e all’Amministrazione pubblica chiediamo responsabilità, comportamenti credibili in modo che il proprio sia da esempio e dia spinta al rinnovamento partecipato. Costituire uno spazio pubblico dove esercitare la nobile arte della politica intesa come cura della polis, arte non riservata solamente ad alcuni cittadini, ma bene di tutti.

Hanno poi preso la parola i ragazzi di Modica con il loro tema: Dalle dipendenze nocive...alle dipendenze positive: io scelgo. Il recupero dei luoghi dello spaccio - la villetta del quartiere Sacro Cuore. Quanto a questo loro sogno, in realtà hanno puntualizzato che si tratta di un bi-sogno, hanno ricordato all’ amministrazione che la carenza di spazi aggregativi – con un territorio cementificato senza una pianificazione strutturale che non ha saputo tenere presente i bisogni dei giovani e dei cittadini, e i pochi luoghi di ritrovo sono in condizione di abbandono - è una pesante eredità che non consente di contrastare le dipendenze. Forti di queste convinzioni, ragazzi e ragazze hanno argomentato, illustrato, avanzato le proprie proposte per recuperare spazi e promuovere una campagna sul tema delle dipendenze.

Terminato l’intervento di quelli di Modica hanno preso la parola i giovani dell’Istituto comprensivo Salvatore Quasimodo di Ragusa con il loro tema: Educazione alla cittadinanza vista con gli occhi dei ragazzi: campagna pubblicitaria di sensibilizzazione Pubblicità Progresso. Anche i ragazzi di Ragusa mettono in gioco tutta la loro voglia di protagonismo, da esserne orgogliosi come dovrebbe essere in un Paese normale!

Al proprio sindaco, nel secondo incontro avevano lanciato la sfida di una smart city, per una Ragusa del futuro, del loro futuro. Con l’aiuto della scuola, dei loro insegnanti avevano approfondito come costruire con nuove metodologie, recuperare edifici e spazi già esistenti per evitare archeologie industriali, come recuperare le acque piovane, l’importanza di  una politica che va verso le energie pulite come i pannelli fotovoltaici. E ancora, i trasporti, il capitale umano e sociale, una gestione sapiente delle risorse naturali. Da provetti giornalisti avevano fotografato la città evidenziando le sue criticità come l'immondizia, il degrado, l'inciviltà, realizzando un cartello che racchiude una triste realtà: «fa che l'immondizia non prenda il nostro posto». Si erano occupati di parcheggi intorno alla scuola dove dilaga la sosta selvaggia. Ed infine anche loro, come i giovani di Modica, si della villetta a Zancle, bene comune dove fa da padrone il degrado: cancellata rugginosa, vegetazione da giungla tropicale. Qui e là si intravedono reperti archeologici, poi guardando più da vicino non sono altro che i vecchi giochi in decadenza!

L’assessora alla Cultura  del Comune di Modica, Maria Monisteri Caschetto, al secondo incontro si era impegnata con i propri giovani cittadini a porre la questione con l’ufficio manutenzioni del Comune per una prima pulizia e potatura della villetta. A programmare una campagna di sensibilizzazione riguardo le dipendenze. Mentre il sindaco di Ragusa era stato più cauto nel dichiarare solo che i lavori della palestra della scuola sarebbero terminati a breve, spostando invece la possibilità della fruizione dalla villetta al parco della vallata di Santa Domenica che non si trova nella loro zona.

Con la loro assenza al terzo incontro, deludendo le aspettative dei ragazzi di entrambe le comunità, hanno negato il confronto e con una tavolozza della politica tutta da disegnare.

Nel prendere la parola il commissario Piazza ha espresso la disponibilità ad avviare un’interlocuzione con il Comune di Modica affinché il sogno o meglio bi-sogno dei giovani modicani possa essere soddisfatto. Incoraggiati e confortati da questa promessa, i ragazzi e le ragazze ragusani hanno risposto in coro chiedendo anche loro delle sorti della villetta a Zancle. Il commissario Piazza li ha rimandati al suo capo di gabinetto che avrà il compito di studiare la questione.

Con tutti ci siamo dati appuntamento ad ottobre, alla conferenza finale a Palermo, insieme con le scuole della regione che hanno aderito al progetto alla presenza di senatori deputati e istituzioni a vari livelli. Le giovani sentinelle saranno vigili e attente affinché le loro proposte non cadano nel vuoto. 


Domenico Bilotta, Giuseppe Vitale, Sergio tamborrino e Christian Petrina

giovedì 18 aprile 2019

Con Messina, Tremestieri e Acireale si concludono i secondi incontri delle giovani sentinelle in terra di Sicilia


Venerdi 29 marzo si sono tenuti gli ultimi tre incontri con gli amministratori locali delle giovani sentinelle siciliane.

In mattinata, a Messina, ad essere protagonisti nel bell'Istituto Cristo Re, sono studenti e studentesse dell'Istituto comprensivo Gravitelli Paino. La referente, Agata Bonfiglio, la Dirigente scolastica, Concetta Quattrocchi, la Vicaria e il gruppo di insegnanti della primaria Cristo Re, della secondaria Annibale Maria di Francia e della Mario Passamonte. 
Il tema scelto da giovani e giovanissimi e condiviso: Un Mondo senza barriere. 
 
Come per Castelvetrano e in tanti istituti d'Italia la scuola mette insieme Arte, Musica, Teatro, Cultura e ne fa bellezza, amore. Oggi è una giornata speciale, si vede, si sente! Bambini e bambine e ragazzi e ragazze appena più grandi sono pronti, salgono sul palco: sono loro gli attori a rappresentare il meglio del nostro Paese. Mettono in scena quello che la scuola ha loro insegnato. 
 
Tanti cartelloni colorati, tante le frasi, tanti muri da abbattere. Non armano la gente per sentirsi sicuri, una citazione lo dichiara: Distruggendo quei muri, ci sentiremo più sicuri; Piccoli gesti che fanno accoglienza; Costruiamo un Mondo di rispetto, legalità, integrazione, giustizia.

Una frase di Martin Luter King: Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l'arte di vivere come fratelli.

Un'altra di Nelson Mandela: La pace è un sogno, può diventare realtà... Ma per costruirla bisogna essere capaci di sognare.

Contro il bullismo, il loro diniego lo hanno fatto attraverso il ballo e una canzone rap, e ancora… poesie, testimonianze. 
 
Tutto era perfetto ma ... a Messina i ciuchi hanno parlato ma i cavalli razza non c'erano! 
Viene in mente l'incontro alla Sapienza di Roma con Paolo Borsellino: arriva il ministro di turno che voleva parlare per primo perché aveva un altro impegno! Dopo il suo intervento, sta per andare via quando Paolo Borsellino prende il microfono e dice: «ora che i cavalli di razza hanno parlato, parliamo noi ciuchi!». Il ministro si girò, capì di aver sbagliato, si sedette e ascoltò gli oratori.

A Messina il Comune non c'era! L'assessore all’Istruzione, Roberto Trimarchi, non c'era. È arrivato 10 minuti prima della conclusione! Per un saluto!

Non sono valse le numerose email, le ripetute telefonate con il suo Ufficio e direttamente con lui, già da ottobre con l’invio del progetto, le linee guida, i protocolli d'Intesa MIUR e ANCI, l'intento di avvicinare i giovani alle Istituzioni, di ospitare i propri giovani cittadini e confrontarsi attraverso il dialogo sui temi che stanno a cuore ai giovani. Niente!

Prima la proposta di ospitare in una delle sale del Palacultura i propri giovani, gratuitamente la mattina a pagamento nel pomeriggio, come se la cittadinanza e la democrazia avessero un tariffario. Poi, nonostante l'assessore fosse a conoscenza che tutor del progetto è la Fondazione, che i rapporti con le istituzioni li tiene la Fondazione, abbiamo appreso che Roberto Trimarchi ha contattato la scuola perché la stessa si impegnasse a ricercare una sala per l’incontro. Visto l’impegno e la passione che la scuola e i ragazzi e le ragazze avevano mostrato nello studio, nell’approfondimento e nella definizione delle loro proposte avevamo messo da parte ogni rimostranza e ogni contrarietà per il comportamento dell’assessore con la speranza che questo secondo incontro avrebbe favorito il confronto e il dialogo. 

Ma così non è stato! All’arrivo dell’assessore, all’ultimo minuto, c’è stato un accenno di interruzione della proiezione del power point dei giovani per far fare il saluto e lo avremmo ascoltato se fosse stato paziente a prestare attenzione alle proposte della Fondazione, ma  il diniego da parte nostra e la richiesta di attendere l’intendimento e l’obiettivo del progetto hanno forse indispettito Roberto Trimarchi che è andato via.

Le giovani sentinelle messinesi si meritavano un finale diverso, ma il costume civico di un amministratore che si nega al confronto e alla discussione pubblica significa che abbiamo perso tutti, e non solo quell’amministratore, abbiamo perso una fetta della nostra democrazia.

La Fondazione ha ereditato dal suo fondatore l’intransigenza nei principi e nei comportamenti educati e rispettosi, ma anche il compito di non deludere le aspettative dei giovani e a non chiudere al dialogo. Per questo motivo la proposta che non siamo riusciti a fare al termine dell’incontro la riproporremo con i giovani e i giovanissimi delle tre scuole al sindaco di Messina che lo è anche della Città metropolitana che ci auguriamo ospiterà i propri giovani cittadini e offrirà loro un dialogo e un confronto aperto e trasparente in occasione del terzo appuntamento il prossimo giovedì 9 maggio. 

Sempre in mattinata, l’altro impegno a Tremestieri Etneo, altro comune nelle vicinanze del vulcano.

Anche qui contatti lunghi e ripetuti con gli uffici comunali per avere la disponibilità di una sala e la partecipazione del sindaco o di un assessore all’incontro con i giovani della scuola media inferiore Raffaello Sanzio. All’impossibilità di essere ospitati avevamo ovviato chiedendo ospitalità alla scuola. Speravamo che il sindaco Santi Rando o uno dei suoi delegati sarebbe intervenuto nonostante il silenzio in risposta ai nostri appelli. Quando siamo arrivati a scuola abbiamo trovato ragazzi e ragazze pronti con i loro fogli, le penne, le chiavi USB con i power point ma del sindaco Santi Rando e degli altri esponenti dell’amministrazione comunale nessuna traccia.

Nel corso degli anni abbiamo incontrato tanti amministratori locali, alcuni reticenti o insinceri, altri disinteressati e insofferenti, la maggioranza – fortunatamente – ha ascoltato i propri cittadini e cittadine. Non avevamo mai avuto un’esperienza come quella Tremestieri Etneo perché mancare un appuntamento con i propri cittadini e segno di mancato rispetto, non solo di cattiva educazione istituzionale. 

Se poi aggiungiamo che alla richiesta di incontro di cittadini e di cittadine non si da risposta alcuna allora il comportamento è ancora più grave: vuol dire che non vi è alcuna considerazione dei propri cittadini e cittadine, delle loro richieste, del confronto e della discussione con loro. Nonostante il disappunto ragazzi e ragazze ci hanno raccontato il loro progetto Bullismo e prevaricazione e lo hanno fatto riempiendo la sala di immagini, di parole, di testimonianze di chi è stato vittima di bullismo e ha dovuto soffrire prima di reagire e, infine, con la “terribile arma” della poesia. Sono due le scuole, in Toscana e in Sicilia che hanno fatto ricorso a questo linguaggio a testimoniare la vivacità e la ricchezza di linguaggi dei giovani, le mille risorse della scuola pubblica, il lavoro silenzioso e preziosissimo di quell’esercito di maestri e maestre che sconfiggerà la mafia, per dirla con Gesualdo Bufalino.

Dopo aver ascoltato i giovani abbiamo ribadito che non li abbandoneremo e continueremo ad esigere che gli amministratori li ascoltino e si confrontino con loro e lo faremo di nuovo in occasione del terzo appuntamento, quando saranno ospiti della Città metropolitana il prossimo 10 maggio.

Completamente differente il clima dell’appuntamento pomeridiano ad Acireale, quando ragazzi e ragazze dell'Istituto comprensivo Galileo Galilei, insieme a loro Dirigente scolastico, Orazio Barbagallo e alla referente, Giuseppa Santangelo  con i suoi colleghi sono stati accolti nell'antisala consiliare del Palazzo di Città a dall'assessora Palmira Fraschilla. Il tema scelto dai giovani  La nostra scuola dal quartiere a polo scolastico e la sicurezza.

Dopo il saluto del sindaco, Stefano Alì, che ha dovuto lasciare l’incontro per un altro impegno, la Fondazione ha introdotto i lavori veri e propri ricordando Antonino Caponnetto e la sua opera di magistrato prima e poi di testimone a favore della cultura delle regole e della cittadinanza. Quel suo lascito è passato alla Fondazione che prosegue l’impegno del giudice con questo progetto e sollecita ragazzi e ragazze al protagonismo e con esso ad essere cittadini attivi e responsabili, attenti e pieni di cura per le proprie città, per i luoghi dove vivono, per le questioni che riguardano tutti.

Poi Marta ha aperto le danze ricordando la propria città di Acireale, poi il proprio quartiere e via via tutte gli edifici importanti e la crescita demografica. Il quartiere è divenuto il polo scolastico della città e la loro scuola si affaccia sulla piazza. La palestra non è ancora agibile e il polo scolastico ha un numero alto di studenti e, all’ingresso e all’uscita, il traffico è caotico. In breve la situazione stradale e la sicurezza richiedono un incontro con i Vigili urbani per conoscere le regole, per muoversi in sicurezza. Le regole sono da coltivare ogni giorno e si può parlare di legalità anche con la lingua della poesia. Hanno proseguito soffermandosi sulla città del carnevale che potrebbe essere migliorata, aperta tutto l'anno, e hanno rievocato la figura di Giovanni Coco, carrista, e con lui la necessità di valorizzare il lavoro dei carristi e una poesia ai carri ha chiuso la presentazione.

I bambini e le bambine con i loro cartelloni coloratissimi che hanno sostenuto a turno per tutta la durata dell’incontro ha richiesto una maggiore manutenzione della scuola: porte, vetrate; e una più puntuale presenza delle istituzioni con un presidio dei Vigili urbani, hanno sottolineato i problemi della viabilità: rotatoria, parcheggi, le buche stradali. Hanno ripreso il tema del carnevale con la proposta di un museo dei carristi con laboratori della cartapesta che costituirebbero un'opportunità per loro.

Ma io che cosa posso fare? - si sono chiesti e hanno proposto di coinvolgere nonni e genitori in questo percorso, piccoli cambiamenti che possono diventare  motore per modificare comportamenti e abitudini.

Palmira Fraschilla ha riconosciuto che le richieste sono legittime ma non hanno sempre risposte. 
 
L'illegalità è diffusa ma spesso gli adulti non sono un buon esempio. È allora necessaria un'opera di integrazione, chiedendo aiuto ai cittadini, ma l’amministrazione è pienamente disponibile al confronto e alla discussione. Dobbiamo serrare le fila di questa alleanza perché l’illegalità si ciba di indifferenza, della paura e dell’isolamento dei cittadini e delle istituzioni. Ci sono tanti esempi di inciviltà da contrastare con l'esempio  e il rispetto producendo un nuovo circolo virtuoso.

Angelo Corbo, in silenzio fino alla fine, ha raccontato brevemente la sua vicenda di agente di scorta e ha ricordato la sua esperienza di studente che lo ha indirizzato sulla via giusta.
E le sue parole sull’importanza della scuola, sugli insegnanti sono state le migliori per chiudere il pomeriggio e la serie di incontri con studenti e studentesse di tante scuole di Sicilia.
Con quelli di Acireale l’appuntamento è per il prossimo 10 maggio.


Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino e Christian Petrina

mercoledì 19 dicembre 2018

Un nuovo incontro con le giovani sentinelle siciliane

Lunedì 17 Dicembre un'altra settimana intensa con le giovani sentinelle siciliane.

Oramai il gallo si è rassegnato alle nostre levatacce e alle 3 del mattino accenna solamente ad aprire un occhio per ritornare fra le braccia di Morfeo visto anche il nevischio che ci accompagna verso l'aeroporto!

Sbarcati in Sicilia ad attenderci, nella bella ed ampia aula magna, 11 classi prime della Scuola media Raffaello Sanzio di Tremestieri Etneo (CT). 

Ci ha accolto la dirigente scolastica, Sabrina Pettinato, le referenti del progetto, Maria Linda Lette e Maria Stella Lombardo e ad accompagnare ogni classe un insegnante che lavorerà con le colleghe referenti in questo percorso di Cittadinanza e Costituzione, attuando a pieno quella trasversalità della disciplina che molto spesso viene invece a mancare. 

Grazie al sito www.giovanisentinelledellalegalita.org abbiamo proposto la proiezione del filmato il pool antimafia in altra data, gli insegnanti hanno subito accettato e lo scaricheranno e  guarderanno sulle LIM delle 11 classi permettendo così di dare spazio all'impegno della Fondazione di accompagnare giovani e insegnanti nel compito di formarli al rispetto delle regole per una convivenza civile e democratica. Abbiamo ricordato la grande passione di Antonino Caponnetto in difesa della nostra Carta Costituzionale, sconosciuta a tanti mentre in altri Paesi come gli Stati Uniti non si è cittadini se non la si conosce.  

Siamo passati poi a spiegare nei dettagli il progetto che li vedrà coinvolti durante l'anno e ancora una volta i video realizzati da altri loro coetanei in diverse zone d'Italia ha fatto crescere l'entusiasmo non solo nei ragazzi ma anche fra gli insegnanti. Hanno accettato di lavorare in pool, ragazzi e ragazze si divideranno in gruppi scegliendo di occuparsi dei filmati, di fare foto, disegnare, fare ricerche, interviste o inserire i dati al computer. Ne è seguito un vivace e intenso dibattito e le domande non preparate dei ragazzi hanno sciolto ogni dubbio sulla loro maturità e la voglia di mettersi in gioco per essere pronti a confrontarsi con la propria amministrazione giovedì 28 marzo nel pomeriggio dalle 16 alle 18.

L'entusiasmo ci ha contagiato dimenticando e saltando il pasto, il tempo di spostarci e alle 14 ci siamo ritrovati con i ragazzi e le ragazze dell'Istituto comprensivo Fontanarossa di Catania che ci hanno accolto con la loro dirigente scolastica, Concetta Tumminia, la referente Giovanna Micale insieme a colleghi e colleghe che  portano avanti con grande forza il compito di far intraprendere ai giovani il cammino della democrazia e del sapere in una zona di periferia fra un grande parcheggio e l'aeroporto!

Dopo esserci soffermati sull’impegno del giudice nelle scuole di tutta Italia, a seguito delle tragiche morti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, abbiamo parlato dei valori dell’impegno civile, della solidarietà e del rispetto delle regole quale antidoto non solo alla criminalità organizzata ma anche al dilagare dell’illegalità. La violazione delle leggi e la negazione ai buoni comportamenti, incidono sull'economia del Paese sottraendo risorse pubbliche a vantaggio della mafia, della corruzione e dell'evasione fiscale. 

Abbiamo chiesto ai ragazzi, come esempio, di prendere una cartina del proprio territorio e di segnare con una bandierina ogni bene che appartiene a tutta la comunità: strade, scuole, piazze, giardini pubblici, ospedali, impianti sportivi, ecc. Poi li abbiamo invitati a cancellare questi beni, per rendersi conto di quante cose abbiamo in comune e di quanto saremmo in difficoltà senza di essi e della necessità di prendersene cura e conservarli. Abbiamo raccontato di come, in altri Paesi europei a noi vicini, vi sia uno spirito civico differente e una responsabilità di ciascuno nel partecipare al bene comune pagando tasse eque.

Non poteva esserci esempio migliore, visto che i ragazzi avevano già iniziato alcune settimane prima a scegliere un bene comune da studiare e proporre a marzo alla propria amministrazione e la loro scelta era caduta sui trasporti pubblici. Nel frattempo ci ha raggiunto il presidente dell'AMT (Azienda Metropolitana Trasporti Catania SpA), Giacomo Bellavia che si è reso disponibile a trovare soluzioni insieme per migliorare il servizio e di incontrare nuovamente i giovani per approfondire ed arrivare preparati venerdì 29 marzo dalle 9 alle 12 ospiti del Comune.

La proposta nata più dagli insegnanti che dai ragazzi, è stata quella di una convenzione per biglietti agevolati per la scuola, ma alla risposta se sapessero cosa fosse un abbonamento è calato il silenzio in quanto la stragrande maggioranza non paga il biglietto ed è cosciente che essendo minorenni al massimo rischiano di scendere dall'autobus!

Ne è nato un attento confronto che ci impone di essere accanto a questi insegnanti coraggiosi e capire cosa vuol dire ottenere una convenzione per arginare un atto di illegalità diffusa per indirizzare e incoraggiare ad un'azione di legalità.

Nonostante le ore passate a scuola la mattina e per tutto il pomeriggio l'attenzione dei ragazzi e ragazze è stata alta e l'invito a trovare soluzioni come giovani sentinelle partendo dal loro protagonismo ha aperto una speranza.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola