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domenica 31 maggio 2015

Venerdì 22 maggio terzo appuntamento con le giovani sentinelle di Grosseto e provincia

Venerdì 22 maggio terzo appuntamento con le giovani sentinelle di Grosseto e provincia

Ragazze ragazzi degli istituti comprensivi 3 e 4 e di due indirizzi, Amministrativo e Artistico, del Polo Bianciardi della città, e di altri due comprensivi di Roccastrada e Orbetello con le loro insostituibili  insegnanti: Laura Ciampini, Michela Maggi, Alessandra Tonelli, Sonia Boni, Loredana Delia, Beatrice Piersanti si sono ritrovati nell’aula magna dell’Università Siena, sede di Grosseto, spazio sufficientemente ampio per accoglierli tutti reso disponibile grazie alla collaborazione di Provincia ed Università per la quale è stato prezioso la disponibilità della responsabile della segreteria del Presidente della Provincia, Anna Zammiello, e del professor Bimonte, rettore per la sede di Grosseto.

Ad accogliere i giovani Ivana Danti del settore Cultura del Comune di Grosseto, a rappresentare l'assessore Giovanna Stellini, impossibilitata ad intervenire, e l’assessore all'Istruzione del Comune di Roccastrada, Sara Pericci. Con un messaggio si è scusato anche l'omologo di Orbetello, Mario Chiavetta, anch'esso indisposto.

Assente il Presidente della Provincia della Provincia, nonostante i nostri ripetuti inviti e sollecitazioni, per cui ancora una volta studenti e studentesse non hanno avuto alcuna opportunità di confronto.

Nel loro saluto Ivana Danti e Sara Pericci hanno ringraziato la Fondazione per l'impegno con il quale promuove questo percorso di educazione alla legalità, hanno sollecitato i giovani a perseverare in questa loro fatica e a tenere saldi i valori di legalità e rispetto delle regole.  In particolare Ivana Danti ha voluto ribadire quanto le istituzioni e l'amministrazione di Grosseto sono vicine ai giovani e condividono i percorsi di educazione alla legalità, invitando ragazzi e ragazze a contattare gli amministratori che saranno ben lieti di ascoltare e confrontarsi.

Sara Pericci ha raccontato un episodio della sua infanzia legato ai fumetti con i supereroi che leggevano i suoi amici per invitare i giovani a battersi per un mondo migliore, rispettando le regole e promuovendo la libertà che significa anche assumersi la responsabilità di essere cittadino attento e responsabile, senza attendere in alcun modo il supereroe di turno.

Ad aprire i lavori sono stati bambini e bambine della scuola primaria di Ribolla che con cartelloni colorati descrivono le problematiche della loro scuola ed immaginano una scuola nuova fatta in legno, con pannelli solari, aule attrezzate, una palestra interna all'edificio, aula relax, infermeria. Le condizioni dell'edificio dove è attualmente ospitata la propria scuola sono precarie e malsane per cui  è urgente intervenire costruendone uno nuovo. Condividendo la proposta della Fondazione suggeriscono di trovare le risorse nella lotta alla mafia e all'evasione fiscale, proposta che proporremo a tutte le Istituzioni toscane di sostenere nell’incontro di ottobre.

Poi hanno preso la parola quelli della scuola media Ungaretti del comprensivo 3. Rifiuti ed ecosostenibilità il tema scelto. I ragazzi hanno cominciato il lavoro leggendo libri, ascoltando canzoni e vedendo filmati. Hanno scoperto la corruzione presente nel nostro Paese, hanno approfondito il tema della criminalità organizzata studiando molte figure di rilievo della lotta alla mafia ed hanno incontrato  Claudio Fava, parlamentare e vicepresidente della Commissione antimafia, che ha loro raccontato che gli eroi non esistono e che ognuno di noi è chiamato a fare il proprio dovere. Solo in questo modo la mafia sarà sconfitta.

Anche i giovani dell'Istituto comprensivo Don Milani di Orbetello hanno affrontato il tema dei rifiuti. Nel corso dell’anno gli studenti e le studentesse si sono più volte confrontati con l’Amministrazione Comunale sollecitando l’inizio della raccolta dell’umido che a breve verrà realizzata. Ma non si sono fermati lì, hanno anche spronato genitori e cittadini, sin dal secondo appuntamento, ad iniziare la raccolta differenziata.

I ragazzi hanno descritto il loro percorso di studio partendo dal primo incontro avuto con la Fondazione Caponnetto, hanno conosciuto meglio il fenomeno mafia ed approfondito la questione dello smaltimento illecito dei rifiuti.

Hanno scoperto che al largo dell’oceano Pacifico esiste un’isola dei rifiuti e questo fenomeno lo hanno ritrovato anche nel Mediterraneo non lontano dall’isola d’Elba lungo la rotta del santuario dei cetacei. Per meglio illustrare il loro lavoro hanno realizzato un video che abbiamo potuto vedere con la loro esposizione.

I due gruppi dell'Istituto Bianciardi hanno lavorato su un tema analogo: il gioco d'azzardo. Quelli del Liceo Artistico hanno presentato un video ironico che tratta il problema del gioco d’azzardo. Nun te gratte chiù  è il titolo scelto dagli altri dell'indirizzo Amministrativo che hanno spiegato come il Gratta e vinci può essere l’innesco di un meccanismo psicologico che porta alla dipendenza. Nel corso dell'anno scolastico hanno incontrato il dottor Corlito dell’Azienda sanitaria di Grosseto che si occupa delle dipendenze e si sono recati per un’indagine allo sportello antiusura. Hanno poi fatto interviste per la città in alcuni esercizi commerciali che non hanno le macchinette e notato come spesso i locali che hanno le macchinette si trovino vicino a luoghi sensibili come le scuole.

Hanno concluso puntando l'attenzione sui cosiddetti CED che pubblicizzano servizi che in realtà non fanno, essendo invece locali dove si gioca d’azzardo.

In ultimo anche l’Istituto comprensivo Grosseto 4 si è occupato di dipendenze. Dopo aver visto il film La mafia uccide solo d’estate e studiato le vicende di Rita Atria, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Antonino Caponnetto, hanno realizzato alcuni slogan che promuovono il divertimento sano ed affrontato il problema del gioco d’azzardo facendo un’indagine sulla città di Grosseto, dal centro alla periferia, intervistando i gestori dei locali. A quelli che hanno detto di non avere le slot hanno consegnato smile per congratularsi ed a quelli che hanno detto di averle hanno consegnato gli smile con scritto Ripensaci.

Hanno concluso rammentando l'impegno assunto dal Comune di Grosseto nel corso del secondo incontro del 18 marzo di consegnare ai ragazzi gli smile della loro campagna stampati dal Comune nei primi giorni di giugno. Impegno che ricorderemo, speriamo assunto, in ottobre!

I temi della scuola, dei rifiuti e del gioco d'azzardo, importanti e di stringente attualità non sono stati oggetto di discussione alcune perché alla fine delle presentazioni non vi era alcun amministratore. Spiace che anche chi era presente all'inizio non abbia atteso la fine per confrontarsi, perché in questo modo si accredita l'immagine del politico che si affaccia per il saluto, mentre noi eravamo nella sala per discutere e confrontarci, e si rafforzano i tanti dubbi e lo scetticismo sulla capacità di chi governa la cosa pubblica di essere interlocutore dei cittadini e delle cittadine. 

Sergio Tamborrino

Responsabile Toscana Progetto Scuola

Marina Biagiotti

Referente per la Provincia di Grosseto

venerdì 20 marzo 2015

Le sentinelle di Bibbiena e quelle di Grosseto incontrano i propri amministratori.

Le sentinelle di Bibbiena e quelle di Grosseto 

incontrano i propri amministratori. 


Ancora due appuntamenti con le Giovani sentinelle, in Casentino e a Grosseto.

Mercoledì 18 marzo, ospiti in una sala del Comune, ragazzi e ragazze delle classi seconde dell'Istituto comprensivo Dovizi con le loro insegnanti e la Dirigente scolastica, Silvana Gabiccini, sono stati accolti da Francesco Frenos, presidente del Consiglio comunale, che ha ringraziato la Fondazione a nome del Sindaco, impossibilitato ad intervenire, ringraziandola per l'impegno che profonde a favore della cultura della legalità. Con i giovani e gli insegnanti erano presenti un gruppo di genitori ai quali la Fondazione ha illustrato il progetto in tutte le sue articolazioni, ne ha ricostruito i presupposti ricordando l'attività e l'impegno di Antonino Caponnetto a favore della cultura delle regole fra i giovani e i cittadini, ha posto l'accento sulle finalità: costituire un'esperienza significativa di educazione alla cittadinanza grazie al confronto con chi amministra la città, la provincia e la regione, studiare e approfondire un tema particolarmente significativo e poi fare esperienza del confronto e della discussione, dello scambio e di come si prendono le decisioni nel governo di una comunità, di assumersi le responsabilità e di fare le scelte. 

In questo modo è possibile maturare quella consapevolezza necessaria ad essere cittadini attivi. La Dirigente scolastica, nel suo saluto, ha apprezzato l'impegno di studenti e studentesse, alcuni dei quali sono membri del Consiglio comunale dei ragazzi, attivo ormai da una decina di anni, e ha richiamato i primi tre articoli della Costituzione italiana: la Repubblica fondata sul lavoro, i diritti inviolabili e il dovere di solidarietà, l'eguaglianza, e certamente questi riferimenti costituiscono anche un omaggio non rituale alla memoria di Antonino Caponnetto, ma sono quei riferimenti la cornice solida e robusta di principi entro la quale viviamo nella libertà e nella democrazia, valori questi ultimi che vanno alimentati costantemente con la partecipazione. Studenti e studentesse hanno approfondito a scuola la conoscenza di Antonino Caponnetto e della sua attività di giudice, hanno studiato e riflettuto sulla legalità, su cosa significa il rispetto delle leggi e cosa significa essere cittadini. 

Questo lavoro è per loro preliminare alla individuazione di un tema specifico su cui esercitare l'essere cittadini attivi, capaci di proposte, protagonisti nella discussione e nel confronto con i propri amministratori. Dopo averlo impostato in questo modo, hanno incontrato il comandante della stazione dei Carabinieri di Bibbiena che ha parlato con loro di violazioni delle norme che hanno rilievo giudiziario, poi hanno deciso di conoscere cosa ne pensassero i cittadini di Bibbiena e hanno preparato un questionario da somministrare a uomini e donne distinti per fasce d'età: prima al mercato con uomini e donne più grandi, poi ospiti di un istituto superiore dove hanno chiesto a studenti e studentesse poco più grandi di loro. Tutte le interviste sono raccolte in un bel video e l'elaborazione delle risposte aiuterà i giovani a scegliere il tema specifico e d elaborarlo entro la data del terzo appuntamento. 

Le risposte dei giovani dell'istituto superiore sollecitano qualche riflessione, come ha ricordato la Dirigente scolastica, perché emerge una gerarchia nella violazione delle regole di cui parlano i giovani intervistati nelle risposte che alimenta qualche perplessità, e sono perplessi anche ragazzi e ragazze dell'Istituto comprensivo, ma da quanto ascoltano e dall'esperienza del progetto possono venir fuori riflessioni e suggerimenti anche per l'attività del Consiglio comunale dei ragazzi, come ricorda Francesco Frenos. Interesse e curiosità ha suscitato la proposta della Fondazione anche fra i genitori presenti i quali hanno lamentato scarsa trasparenza nell'informazione, soprattutto sulla mafia e sulle sue attività anche in Toscana, come se vi fosse un disegno di silenzio per non rovinare l'immagine. 

I beni confiscati sono invece una testimonianza inoppugnabile che le organizzazioni mafiose ricercano occasioni di investimento per i loro profitti illeciti e mantenere un'attenzione alta e capacità critiche di analisi sui tentativi di infiltrazione è compito di ciascuno, né va tralasciata la cura della memoria senza la quale ogni collettività sarebbe condannata a vivere senza principi. Con tutti i giovani e con i loro insegnanti ci siamo dati appuntamento ad Arezzo per venerdì 15 maggio quando saremo ospiti della Provincia insieme con i compagni e le compagne del Liceo artistico Piero della Francesca. Sergio Tamborrino Responsabile Progetto Scuola per la Toscana Mercoledì 18 marzo le giovani sentinelle incontrano l'amministrazione comunale di Grosseto. L'Aula Magna dell'Università è colma di ragazzi, ragazze e genitori. Purtroppo i giovani scoprono, un po' a malincuore di essere "orfani" del Sindaco, visto che Emilio Bonifazi in questi anni di progetto è sempre stato presente e attento al confronto con gli studenti. Ci auguriamo di incontrarlo nel prossimo appuntamento in Provincia nella veste di Presidente! Assente pure l'assessore Stellini per un impegno sopraggiunto, tuttavia è presente l'assessore Ceccarelli a seguire il confronto e partecipare al dibattito, e di questo ringraziamo il Sindaco. È proprio lui, da anni vicino alla Fondazione, ad aprire l'incontro salutando i ragazzi a nome di tutta l'Amministrazione comunale. Come di consueto introduciamo il progetto in tutte le sue articolazioni, legandolo alle discussioni dei temi di rilevanza nazionale e ribadendo la pericolosità dei fenomeni di corruzione ai quali assistiamo quotidianamente. 


È la volta delle scuole: per primo l'Istituto comprensivo Dante Alighieri che con la terza classe illustra il lavoro svolto intorno al fenomeno mafia anche attraverso la visione di film quali La Siciliana ribelle e La mafia uccide solo d'estate. Di qui il passo è stato breve e si è giunti alla scelta dal tema da sviluppare: mafia e gioco d'azzardo, compiendo un'indagine sulle slot machine nei bar della città di Grosseto. Nel corso del primo e secondo incontro gli studenti hanno partecipato ad un approfondimento con la Fondazione durante il quale i ragazzi hanno voluto conoscere la figura di Antonino Caponnetto e il suo Pool fino ad arrivare alla morte di Falcone e Borsellino. Sono passati poi al tema del riciclaggio che la malavita organizzata fa attraverso il gioco d'azzardo, arricchendosi a scapito dei cittadini. Hanno pensato di sensibilizzare la cittadinanza e gli esercenti attraverso degli slogan mirati. Si sono recati, accompagnati dai docenti in alcuni bar a loro vicini intervistando proprietari e dipendenti con l'obiettivo di monitorare la quantità di slot sul proprio territorio e conoscere il parere dei gestori. Hanno poi disegnato degli smile da attaccare alle vetrine dei negozi. Ai gestori che hanno manifestato di mantenere le slot machine nei loro locali hanno rivolto l'invito a ripensarci e a partecipare insieme a loro al confronto con l'amministrazione. 

Dalle domande somministrate è risultato che il 71% dei bar della periferia ha le macchinette, questo perché spesso rappresentano un'entrata sicura per i gestori. Nel centro città invece pare che ci sia maggiore sensibilità, in quanto molti non posseggono slot e gratta e vinci perché hanno dichiarato di non voler essere responsabili dei fenomeni di dipendenza dall'azzardo di tanti giocatori. Dopo il primo incontro con l'unica classe della scuola media Ungaretti, altre hanno manifestato interesse a partecipare e hanno scelto di occuparsi di cattiva gestione dei rifiuti, avendo sempre come sfondo lo studio della mafia. Hanno messo sotto la lente di ingrandimento la raccolta porta a porta che a Grosseto si fa solo in alcune zone della città. Hanno scoperto che la città, secondo i dati SEI Toscana, è ultima in classifica nella raccolta differenziata tra i capoluoghi di provincia con solo il 29% della popolazione ad effettuarla. A migliorare il dato ci sono i comuni della provincia, che sono più virtuosi, come Magliano in Toscana con il 64%. 
Davanti a questi dati gli studenti hanno deciso di impegnarsi attivamente per far crescere la percentuale, rinnovando la richiesta al Comune di Grosseto di contenitori per la differenziata nella scuola così da essere esempio per i propri compagni e in città. Proiettano poi un video dal tema la città ecosostenibile e articolano il lavoro in diverse fasi: elezione del sindaco dei ragazzi e del consiglio comunale, attribuzione delle deleghe e pianificazione della città ecosostenibile. Hanno immaginato la costruzione di una città affrontando la questione da diversi punti di vista: urbanistico, trasporti, edilizia pubblica e privata, commercio, raccolta differenziata. Questo modello di città serve a sensibilizzare le persone al rispetto dell'ambiente. Anche i compagni e le compagne più grandi del Liceo Artistico hanno scelto di occuparsi di gioco d'azzardo. E lo hanno fatto con un video, come racconta Federica che lo presenta, video che denuncia il fenomeno con un paradosso: la messa in vendita della nonna! 

A concludere l'Istituto Bianciardi. Cira, Adriana e Martina della terza A ad indirizzo Amministrativo mostrano il video che hanno girato presso gli esercenti di Grosseto. Si sono recate da loro per effettuare un sondaggio sul gioco d'azzardo. Hanno fatto interviste nelle tabaccherie e nei bar situati vicino alla loro scuola che non hanno le slot, scelta virtuosa. Nel loro lavoro si sono proposte la diffusione della cultura della legalità e mettere in evidenza il pericolo che comporta giocare d'azzardo. Nel loro approfondimento, previsto dal progetto, hanno incontrato il dottor Corlito, direttore del Reparto contro le dipendenze. Si occupano e studiano il gioco come patologia, disturbo del comportamento. Sono diversi i tipi di gioco d'azzardo: slot, gratta e vinci, poker online, scommesse, che si trasformano in dipendenze nel momento in cui il giocatore comincia a spendere più del dovuto, diventa sempre più asociale e trascura la famiglia. In casi estremi il soggetto può commettere atti illeciti per ricavare denaro per continuare a giocare. I ragazzi fanno notare che a Grosseto ci si può rivolgere al punto di ascolto per il gioco d'azzardo patologico (GAP). La loro indagine si è estesa ad alcuni locali chiamati Centri di elaborazione dati (CED) che spesso celano attività legate per lo più al gioco d'azzardo, mentre molti servizi da loro pubblicizzati sono solamente una copertura. Ad esempio, alla loro richiesta di effettuare uno dei servizi pubblicizzati nei cartelli presenti nel locale, come fare un fax, la ragazza addetta paradossalmente non era in grado neppure di accendere il computer! Il locale in questione dopo poco tempo è stato chiuso per irregolarità. I ragazzi delle classi ad indirizzo tecnico e di grafica hanno realizzato un filmato sul gioco d'azzardo sviluppato in diverse fasi: dall'individuazione di articoli di giornale inerenti al gioco, sono passati alla realizzazione di un giornale multimediale per poi montarlo con musica e arricchendolo con una mappa dei locali virtuosi, No slot. Ha preso la parola Roberto Giomi responsabile delle Politiche Sociali di Unicoop Tirreno. Ha ringraziato la Fondazione e i ragazzi per il lavoro svolto si è soffermato sul ruolo della Unicoop impegnata nella legalità nella scuola attraverso la campagna sul consumo consapevole e a contribuire allo sviluppo della commercializzazione dei prodotti provenienti dalle terre confiscate. Chiede la parola Laura Ciampini, insegnante oramai icona del progetto a Grosseto. Si complimenta per il lavoro svolto dall'Istituto comprensivo Alighieri, ha apprezzato gli smile e propone un gemellaggio di intenti fra le scuole in modo da divulgare maggiormente gli smile fra gli esercenti virtuosi. La Fondazione ha apprezzato questa proposta e ha sottolineato l'importanza di fare rete fra giovani per diventare sentinelle del territorio sempre più incisive. 

Massimo Borghi, ex sindaco di Gavorrano, ha preso la parola rivolgendosi ai ragazzi per raccontare una storia: il 24 luglio 1994, alle ore 9.00, nel mercato del paese arriva una macchina, scende una persona e spara cinque colpi. L'auto riparte lasciando una persona a terra uccisa! Chiede ai ragazzi secondo loro dove pensano sia accaduta la vicenda. La maggior parte risponde in Sicilia, alcuni in Campania, ma la risposta è Gavorrano, Maremma, Italia! Da qui Ha preso il via il suo impegno contro la mafia, contro il gioco d'azzardo fonte di guadagno e di riciclaggio da parte delle organizzazioni mafiose. Scelta che ha pagato e paga ancora oggi. «Questo è il mio impegno - dice Borghi - ancora oggi, per affermare che possiamo vivere in un mondo più libero, che possiamo vivere in un mondo più giusto, che possiamo essere padroni del nostro futuro se battiamo la criminalità organizzata e se battiamo le devianze e le dipendenze.» Ha concluso citando uno slogan della Fondazione: la mafia in Toscana c'è e vive molto bene, ma è compito della società civile non abbassare la guardia. Luca Ceccarelli risponde ad alcune domande poste dai ragazzi: l'amministrazione comunale purtroppo non può fare molto circa il gioco d'azzardo perché la legge che lo regolamenta è di competenza del Parlamento, però quello che il Comune può fare e dare supporto alle campagne di sensibilizzazione come quelle da voi proposte e per dare un segnale concreto il Comune ha dichiarato di impegnarsi a stampare a proprie spese gli smile in vetrofania da poter diffondere e affiggere nei locali. 

Ancora una volta da un dibattito nascono delle buone idee e con questo segnale positivo ci siamo dati appuntamento per venerdì 22 maggio ospiti della Provincia di Grosseto. Marina Biagiotti Referente Progetto scuola per la Provincia di Grosseto

lunedì 1 dicembre 2014

Giovani sentinelle alla Scuola Media Ungaretti di Grosseto

Sabato 29 ottobre ultimo degli appuntamenti con le giovani sentinelle delle scuole grossetane. A chiudere ragazzi e ragazze della scuola media Ungaretti di Grosseto. Ad attenderci 3 classi seconde insieme alle loro insegnanti Sonia Boni, Michela Cavese, Carla Giuliarini. Dopo la visione del filmato su Antonino Caponnetto e dopo esserci soffermati sull’impegno del giudice nelle scuole di tutta Italia, a seguito delle tragiche morti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, abbiamo parlato dei valori dell’impegno civile, della solidarietà e del rispetto delle regole quale antidoto non solo alla criminalità organizzata ma anche al dilagare dell’illegalità. Questa diffusa violazione delle leggi, sia quelle giuridiche sia quelle dei buoni comportamenti, incidono anche sull'economia del Paese sottraendo risorse pubbliche, con la corruzione e l'evasione fiscale, che impediscono di fare investimenti nelle politiche scolastiche e sociali. Abbiamo chiesto ai ragazzi, come esempio, di prendere una cartina del proprio territorio e di segnare con una bandierina ogni bene che appartiene a tutta la comunità: strade, scuole, piazze, giardini pubblici, ospedali, impianti sportivi, ecc. Poi li abbiamo invitati a cancellare questi beni, per rendersi conto di quante cose abbiamo in comune e di quanto saremmo in difficoltà senza di essi e della necessità di prendersene cura e conservarli. Abbiamo raccontato di come, in altri Paesi europei a noi vicini, vi sia uno spirito civico differente e una responsabilità di ciascuno nel partecipare al bene comuni pagando tasse eque. In tali Paesi l'evasione è così bassa proprio per questo senso di responsabilità! Abbiamo ricordato l'altra grande passione di Antonino Caponnetto: la nostra Carta Costituzionale e, in particolare l’art. 3 dove si stabilisce l'uguaglianza - tutti si è uguali di fronte alla legge - e il compito fondamentale della Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ogni natura per il raggiungimento di tale obiettivo e, in questo senso, la scuola è lo strumento per eccellenza allo scopo. Per la Fondazione è stato un onore ricordare il maestro Alberto Manzi accanto alla moglie, la professoressa Sonia Boni, che insegna in questa scuola. Negli anni 60 del Novecento, il nostro Paese cosciente di avere una popolazione con un alto grado di analfabetismo usò la televisione per educare i propri cittadini a intraprendere il cammino della democrazia e del sapere. Il maestro Manzi, educatore, con grande e spiccato impegno civile, in soli otto anni, insieme al Ministero dell’Istruzione rimosse quell’ostacolo che la nostra Carta cita con l’art. 3 con la trasmissione Non è mai troppo tardi. Oltre un milione e mezzo di cittadini impararono a leggere e a scrivere. Rattrista oggi vedere come gli stessi mezzi di comunicazione abbiano stravolto non solo il compito di uno Stato ma che vengano utilizzati per ricostruire un nuovo modello di non sapere! Quello di tenere viva la memoria è un dovere civico che era nel DNA di Antonino Caponnetto che non smetteva mai di sollecitare ogni cittadino a non dimenticare. Una lunga strada ci attende, dobbiamo percorrerla insieme mano nella mano – diceva il giudice, e con questa sua esortazione abbiamo concluso dandoci appuntamento per venerdì 20 marzo. Editore Domenico Bilotta Responsabile Nazionale Progetto Scuola

venerdì 28 marzo 2014

Martedì 25 marzo le giovani sentinelle approdano negli istituti scolastici grossetani.

Le giovani sentinelle a Grosseto Martedì 25 marzo le giovani sentinelle approdano negli istituti scolastici grossetani. Alle ore 16.00 la sala consiliare del Comune di Grosseto era gremita di studenti, genitori ed insegnanti. Protagonisti gli studenti dell’IIS Rosmini e Bianciardi, della Scuola Secondaria di primo grado G. Ungaretti, affiancati dalle preziose insegnanti: Katia Bartali, Sonia Boni, Laura Ciampini, Maria Elena Simoncelli. I temi trattati: legalità e immigrazione, la figura di Peppino Impastato, le problematiche ambientali e il ciclo dei rifiuti. La collaborazione fra la Fondazione Caponnetto ed il giornale per ragazzi Dubidoo ha inoltre permesso uno scambio diretto fra gli studenti grossetani e i loro colleghi della terra dei fuochi. Apre l’incontro il Sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi che saluta la folta platea di ragazzi e genitori presenti. Subito dopo la Fondazione illustra il percorso del progetto, le sue caratteristiche essenziali e l’ulteriore ampliamento a nuovi territori. Arriva il momento delle scuole, inizia la scuola Secondaria di Primo grado G. Ungaretti guidata con professionalità e passione dalla professoressa Sonia Boni. Ad aprire la fitta serie di interventi previsti è Chiara, che racconta dello scambio di corrispondenza intrapreso dalla sua scuola con i ragazzi che abitano nella terra dei fuochi per capire meglio le problematiche connesse a quella situazione e far sentire meno soli i loro colleghi. Il confronto con gli studenti della terra dei fuochi ha aiutato i ragazzi grossetani a prendere coscienza del problema “rifiuti” ed a guardarsi intorno partendo dalla scuola per cercare di migliorare la situazione anche nella loro città. Chiara rileva nella sua scuola una carenza di bidoni per la raccolta differenziata e prontamente ne fa richiesta al Sindaco. Andrea ricorda il costante impegno che negli anni passati c’è stato nella sua scuola sulle tematiche legate alla legalità. Gli studenti si sono interessati alla lotta alle mafie approfondendo tra l’altro le figure di Falcone, Don Diana, Borsellino e Don Puglisi. Nell’ottica di costruire un futuro migliore sono ora pronti ad impegnarsi nel migliorare la loro città e scelgono di chiedere al Sindaco la possibilità di dedicare uno spazio verde di Grosseto al progetto ‘Sentinelle della legalità’ nel quale piantare ogni anno un albero che porti il nome di una persona vittima di mafia. E’ la volta dell’Istituto ‘A. Rosmini’ che attraverso la coordinatrice del progetto, professoressa Katia Bartali, illustra il motto con il quale i suoi studenti si sono approcciati al lavoro da svolgere: ‘Ripuliamo il mondo dall’illegalità!’. E’ presente, dice la professoressa una ‘sporcizia generale’ intorno a noi, pensiamo alle baby squillo, alla problematica del bullismo, alla disattenzione ed alla mancata cura dell’ambiente. Gli studenti del Rosmini quindi, hanno deciso di partire dalla quotidianità affrontando il tema ‘legalità e ambiente’. Apre la serie di interventi Maria della 2A che è al secondo anno di partecipazione al progetto della Fondazione ed insieme alle sue compagne Mariateresa e Caterina comunicano alla platea che il loro lavoro sulla legalità si svilupperà attraverso tre percorsi. Il punto di partenza è non dare niente per scontato, si affronterà la problematica delle baby squillo collegandola all’approfondimento dell’idea di donna nella società moderna; si tratterà l’argomento ‘legalità e ambiente’, si parlerà di testimoni di mafia e si promuoveranno incontri con persone che vivono in territori di mafia. A tale proposito si fa richiesta alla Fondazione di incontrare Angelo Corbo, il superstite della strage di Capaci. Silvia dell’economico-sociale, parla dell’intenzione di realizzare un gemellaggio con Giugliano. Martina e Chiara della 1A si occupano di ambiente, scuola, raccolta differenziata e indagano sul perché a scuola non si faccia la raccolta differenziata. Decidono di fare una sperimentazione della raccolta differenziata a scuola per una settimana e poi continuare chiedendo al Comune la fornitura dei materiali necessari. Rebecca infine rivolgendosi al Sindaco, offre la disponibilità degli studenti a ripulire e recuperare uno spazio per la città. L’assessore alla P.I. uscente Luca Ceccarelli ringrazia gli studenti per il lavoro svolto nell’ambito di questo progetto e ricollegandosi agli interventi di Chiara e Andrea sottolinea che ciò che ognuno di noi può fare nel proprio piccolo risulta essere se fatto da molti, importante ed incisivo. Alla base di tutto c’è il lavoro di ricerca delle fondamenta di quelle regole che conducono al rispetto della cosa pubblica e degli esseri umani ed il lavoro svolto dai ragazzi ricopre un’importanza fondamentale per gli amministratori, arricchisce la loro azione e li fa sentire supportati nella loro azione amministrativa. La nuova assessore all’Istruzione, Giovanna Stellini ribadisce la volontà assoluta di continuare il percorso di formazione intrapreso dai ragazzi grazie al progetto della Fondazione Caponnetto. Ha apprezzato nei ragazzi la capacità di indignarsi in maniera propositiva, la volontà di impegnarsi insieme per migliorare le cose. Gli interventi proseguono con il Polo Bianciardi, la prof.ssa Laura Ciampini ricorda il percorso fatto dagli studenti in questi anni di collaborazione con la Fondazione e l’impegno profuso per arrivare all’intitolazione di uno spazio a Peppino Impastato. Quest’anno invece il tema scelto è: legalità e immigrazione. Cristina, Luca, Monica, Daniel, Zaccaria, Alessandro raccontano la storia di Samira, una ragazza che ha perso la vita su un barcone insieme ad altre persone che come lei rincorrevano la speranza di una vita migliore. La storia di Samira è stata illustrata anche attraverso la proiezione di diapositive. Nell’ambito della festa della Toscana i ragazzi hanno approfondito le problematiche legate allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina e alla tratta di esseri umani, con il supporto della Fondazione, Amnesty, Unicef, Teatro studio, Emergency. Chiude la giornata il Sindaco Emilio Bonifazi che risponde alle richieste degli studenti ed illustra le criticità legate allo smaltimento ed alla gestione del ciclo dei rifiuti. Non sono le singole amministrazioni comunali che possono autonomamente decidere circa la programmazione e la gestione del ciclo dei rifiuti. Nella città di Grosseto ci sono alcune zone nelle quali si fa raccolta differenziata, ce ne sono altre dove è partita la raccolta porta a porta. Esiste un’isola ecologica dove i cittadini possono conferire gratuitamente i rifiuti speciali ma rileva con rammarico, che nonostante sia offerta questa possibilità ancora troppo pochi la sfruttano, preferendo abbandonare televisori, batterie, materassi ecc. fuori dai cassonetti. L’Amministrazione provvede ai controlli attraverso l’istallazione di videocamere ed il reclutamento di agenti in borghese e volontari ma oltre la repressione è fondamentale una educazione dei cittadini al rispetto dell’ambiente. Intervengono infine alcuni genitori i quali ribadiscono l’importanza di un progetto come questo che riesce a far interloquire giovani cittadini e amministratori sulla gestione e la valorizzazione della cosa pubblica, sottolineando la necessità che ‘l’input legale’ parta direttamente dai ragazzi che con atteggiamenti di lealtà, solidarietà e rispetto delle regole devono dare il buon esempio. Dispiace l’assenza della Provincia che ospiterà il terzo incontro lunedì 12 maggio. Marina Biagiotti Referente Scuola Grosseto Via Baldasseroni, 25 - 50136 Firenze Tel. e fax 055 2478574 cell. 333 4875190 tutor@giovanisentinelledellalegalita.org domenico.bilotta55@gmail.com scuola@antoninocaponnetto.it http://www.antoninocaponnetto.it http://www.giovanisentinelledellalegalita.org http://giovanisentinelle.blogspot.com/