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giovedì 28 febbraio 2019

Secondo incontro con le giovani sentinelle fiorentine







Mercoledì 27 febbraio nuovo appuntamento con le giovani sentinelle fiorentine. Studenti e studentesse degli Istituti comprensivi Compagni-Carducci e Beato Angelico e del Liceo Rodolico. hanno affollato la sala Ketty La Rocca nel complesso delle Murate accolti dalla vicesindaca e assessora all'Istruzione Cristina Giachi. Con i giovani le proprie insegnanti e anche alcuni genitori.

Nell'introdurre i lavori la Fondazione ha voluto ricordare quanto sia importante che amministratori e amministratrici accolgano i cittadini e le cittadine nelle sale dei palazzi comunali perché quegli spazi sono deputati al confronto e al dibattito sulle scelte che riguardano tutti i cittadini e, come tali,  non escludono alcuno dal partecipare e dal prendere la parola né nessuno può utilizzare gli aggettivi mio o nostro in riferimento agli spazi.

Il dibattito e il confronto prevedono che gli interlocutori siano di fronte, a parlare e ad ascoltare; a sostenere tesi e controbattere; a fare proposte e accogliere suggerimenti, osservazioni, critiche, nel pieno rispetto dell’altro e senza prevaricare.

Ci siamo proposti questo obiettivo avendo il ruolo di tutor del progetto, di colui che introduce il dibattito, guida il confronto e lo modera, richiama chi interviene alle proprie responsabilità e a dare il buon esempio.

Agli incontri chiediamo che partecipino i genitori perché sappiano cosa si fa a scuola e perché divengano anche loro interlocutori dei giovani e dei giovanissimi nel faticoso compito di formare il cittadino.

Cristina Giachi ha salutato ragazzi e ragazze che partecipano al percorso delle Giovani sentinelle e ha apprezzato il loro impegno nello studiare e approfondire, nell’elaborare delle proposte e questa loro fatica, la perseveranza, la testardaggine sono le migliori qualità per il compito di cittadino responsabile, di chi partecipa, si esprime, sceglie quando si deve risolvere un problema che riguarda la collettività o si deve prendere una decisione. 

Ma la partecipazione richiede anche delle regole e che siano rispettate, perché le norme sono la garanzia che ciascuno abbia gli stessi diritti e le stesse opportunità e governano il dialogo e il confronto.

Poi hanno preso la parola i giovani o, meglio, i  giovanissimi del Beato Angelico. Combattiamo l'inciviltà in città e nel quartiere il loro tema che hanno documentato con immagini riprese da loro stessi del loro quartiere, dei giardini di via Allori, dove si ritrovano nel tempo libero.

Nella città hanno osservato l’abbandono dei rifiuti, i cumuli di mozziconi, i graffiti, le auto parcheggiate sui marciapiedi o negli spazi riservati ai disabili. I giardini di via Allori sono una delle poche aree verdi del quartiere e il pavimento avrebbe bisogno di manutenzione, ci sono graffiti o, meglio, scritte offensive e volgari, i giochi sono rovinati in alcuni casi e nello spazio dove sono collocati ci dormono delle persone. L'area cani dovrebbe essere curata invece sporca e malmessa.

Sarebbe necessaria la raccolta differenziata dei rifiuti e interventi di ripristino e maggiori controlli.

Lo spirito del progetto è quello di far crescere dei buoni cittadini e delle cittadine, quindi dobbiamo chiederci cosa possiamo fare noi, ciascuno di noi di fronte a queste situazioni di degrado, a cominciare facendo attenzione a chi è responsabile del degrado denunciandolo e senza girarsi dall’altra parte, ha osservato la Fondazione.

Le tre classi seconde dell’Istituto comprensivo Compagni Carducci, intervenute subito dopo, hanno preso il via dalle parole di Antonino Caponnetto, dalla sua proposta di rispetto delle leggi e del prossimo senza chiedere nulla in cambio. Non ci faremo fregare il futuro è stato il tema scelto e anche loro si sono occupati di rifiuti e hanno realizzato un bel video, immaginando un telegiornale con notizie in tre momenti storici differenti per poter mettere in evidenza come le buone pratiche del riciclo dei rifiuti possono avere degli effetti benefici  sull’ambiente e sul benessere di tutti. Un’altra parte del lavoro è stata dedicata al gioco d’azzardo, un tema che ritorna e preoccupa giovani e giovanissimi perché vedono l’azzardo come una minaccia al benessere e temono che sia compromesso il gioco in generale, quella modalità che serve per conoscere e comprendere, sviluppare la propria personalità, per costruire relazioni. Occorre essere molto attenti ai danni dei videogiochi e, abbiamo aggiunto noi, sono necessarie strategie per limitare l’azzardo.

Infine hanno preso la parola i più grandi del Liceo Rodolico, tre classi di prima è una di seconda. Anche loro posto attenzione alle situazioni di degrado nel quartiere e alle forme piccole di degrado. Ad emblema hanno raccontato la vicenda di un camper abbandonato in un terreno da più di dieci anni che rovina il paesaggio urbano nelle vicinanze della scuola. Hanno approfondito la questione dei rifiuti e del degrado in genere con interviste a cittadini e cittadine, si sono soffermarti sulla condizione delle aree verdi, sottolineando anche il buono stato di alcune che sono luogo di incontro di giovani e adulti.

Nel suo intervento Cristina Giachi ha voluto sottolineare che alcuni dei problemi sollevati sono riconducibili a condotte individuali poco rispettose delle regole della convivenza, si pensi ad esempio alla questione del camper abbandonato e, in genere all’abbandono dei rifiuti, e tali comportamenti se corretti arrecherebbero benefici alla collettività. Non sempre sono necessari i controlli, occorre intervenire sul piano educativo e avere in prima persona comportamenti esemplari.

I progetti e la discussione vivace e interessante ha protratto l’incontro ben oltre quanto avevamo previsto e ragazzi e ragazze sono rimasti seduti in sala per poter esporre il proprio punto di vista e ascoltare le repliche, offrendoci un bell’esempio di cittadinanza. Siamo convinti che ve ne saranno altri nella prosecuzione degli incontri.

Per un proficuo lavoro chiediamo che ciascuna scuola contenga i tempi di esposizione del progetto entro i 20 minuti nel caso di tre scuole, tempi maggiori sono possibili nel caso di due o una sola scuola, in modo da avere sufficiente spazio da dedicare al dibattito. I giovani e agli insegnanti chiediamo inoltre una attenzione più marcata alla questione di quanto può essere fatto da ognuno di noi come tratto caratteristico del farsi cittadino.

Con giovani e giovanissimi delle scuole della città metropolitana di Firenze ci rivedremo il prossimo maggio, in data da definire appena la Regione Toscana ci indicherà la disponibilità del teatro.


Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino

mercoledì 9 maggio 2018

Terzo incontro provinciale con le sentinelle fiorentine




Mercoledì 2 maggio hanno preso il via gli incontri, con le scuole della provincia di Firenze, per il terzo degli appuntamenti delle Giovani sentinelle. Ad esordire sono stati ragazzi e ragazze del Liceo Rodolico e del comprensivo Galluzzo di Firenze, del comprensivo Caponnetto e del Gobetti Volta di Bagno a Ripoli, del Calamandrei di Sesto Fiorentino e del comprensivo Balducci di Fiesole.

Nel suo saluto Vittorio Bugli, assessore regionale al Bilancio con delega alla Legalità, ha invitato ragazze e ragazzi all'attenzione e alla memoria, senza le quali rischiamo di cadere in errore nel sottovalutare o misconoscere la pericolosità e i rischi legati a fenomeni di criminalità mafiosa solo perché li riteniamo lontani. 

Le mafie si mimetizzano e fanno affari inquinando la vita pubblica e la partecipazione dei cittadini e delle cittadine, allora questi percorsi di educazione alla legalità servono ad offrirci strumenti di orientamento per comprendere e disvelare modalità e forme con cui le organizzazioni si nascondono, costituiscono uno dei contributi dei cittadini per tenere lontano fenomeni come quelli mafiosi. Inoltre, questi percorsi formativi hanno il compito di ampliare la cerchia della partecipazione e la consapevolezza dei rischi. 

Da parte degli amministratori regionali vi è l’impegno a tenere alta l'attenzione e nell’approntare strumenti di contrasto. Sempre con l’intento di valorizzare la partecipazione giovanile la Regione Toscana sostiene ragazze e ragazzi che si dedicano alle attività di volontariato sulle terre confiscate e le proposte di restituzione alle comunità locali di alcuni beni confiscati alle mafie.

La fondazione Caponnetto ha ringraziato l'assessore Bugli e la Regione Toscana per il sostegno anche finanziario al progetto e ha ribadito la determinazione a proseguire con il proprio impegno quotidiano, come testimonia la vicenda della pubblicità progresso del progetto Bussiamo alla legalità degli studenti del liceo Volta Gobetti che hanno ripreso la vicenda del loro progetto elaborato nell'anno scolastico 2011-2012. La Fondazione ha sostenuto i giovani che hanno continuato a richiedere testardamente che alle promesse seguissero i fatti e ha manifestato la propria perplessità di fronte al silenzio di istituzioni e ATAF che non hanno dato ancora alcuna notizia della campagna pubblicitaria sugli autobus e del riconoscimento ai ragazzi e alle ragazze di Bagno a Ripoli del loro impegno civico. Ha poi annunciato una nuova compagna di viaggi, l'associazione Generazione Contatti, che contribuirà a lavorare sul tema degli stili di vita e si è augurata che altri soggetti saranno accanto nel condividere gli stessi obiettivi, senza nessuna pretesa di essere esclusiva e autosufficiente, sempre nella logica della cooperazione fra pari e disponibile a camminare insieme con altri.

Cristina Giachi ha dato il benvenuto del Comune e della Città metropolitana di Firenze e ha dichiarato di non essere a conoscenza degli esiti della vicenda dei cartelli pubblicitari sugli autobus dell’ATAF e che si sarebbe informata.

Ha poi ricordato che ogni ragionamento sulla legalità deve essere più articolato, come si può intuire dalla riflessione sulla mafia che non può ridursi ai soli grandi criminali, ma deve ragionare anche degli indifferenti, di coloro che sono distratti o si voltano dall’altra parte, e ha invitato costoro a considerare di non essere soli al mondo, che l’altro richiede tutto il rispetto e tutta l’attenzione allo stesso modo in cui lo richiede ciascuno. Tale consapevolezza è essenziale per essere dei bravi cittadini e delle brave cittadine ai quali occorre che le istituzioni diano risposte alle loro sollecitazioni.

Ha annunciato infine l’intendimento di promuovere l’insegnamento della disciplina Cittadinanza e Costituzione nelle scuole con una legge di iniziativa popolare. 

Prima di dare la parola ad Annalisa Massari, assessora all’Istruzione di Bagno a Ripoli, per il suo saluto a giovani e giovanissimi che partecipano con passione ed entusiasmo alla fatica quotidiana delle Giovani sentinelle, la Fondazione ha voluto puntualizzare quanto sia importante praticare quotidianamente l’educazione alla cittadinanza e favorire partecipazione e discussione, confronto e dibattito, tutti strumenti di crescita democratica e di passione civile, comportamenti che ci sono sfuggiti in occasione della vicenda dei ragazzi e delle ragazze del Volta dopo la nostra email in cui chiedevamo un intervento delle Istituzioni presenti al tavolo presso il Comune di Bagno a Ripoli per sbrogliare questa imbarazzante vicenda!

Ad esordire i ragazzi e le ragazze del comprensivo di Fiesole che hanno ripreso il proprio progetto di miglioramento degli spazi esterni della loro scuola che hanno arricchito ulteriormente dopo il secondo appuntamento nella sala del Basolato a Fiesole, ospiti degli amministratori locali. Così hanno raccontato agli altri ragazzi e alle altre ragazze della realizzazione del murales e il campino polivalente, proposte che hanno avuto una svolta in febbraio, quando  l’assessore ha annunciato che vi sono le risorse per gli interventi. E i giovanissimi hanno proseguito nel loro percorso coinvolgendo i compagni più piccoli della primaria, raccontando loro del lavoro fatto e delle opportunità future. Per la inaugurazione del campino prevedono di organizzare una grande festa aperta a tutta la scuola.

Prima di dare la parola ai giovani del Rodolico, Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana, ha ricordato, nel suo saluto, Antonino Caponnetto sottolineando gli enormi meriti per aver istruito il maxi processo e la determinazione con cui ha affrontato il compito di prendere posto di Rocco Chinnici assassinato dalla mafia nel lontano luglio del 1983. Ha ricordato l’impegno del giudice padre del pool antimafia a raccontare la vicenda dei giudici Falcone e Borsellino e ha concluso che la mafia si può sconfiggere con il rispetto delle leggi e i progetti dei ragazzi e delle ragazze che si muovono nel solco dell'insegnamento dei giudici coraggiosi.

Hanno poi preso la parola i giovani del Liceo Rodolico che si sono occupati di commercio ambulante e della direttiva Bolkestein con una bella intervista a una operatrice del mercato di Scandicci che argomenta la sua contrarietà alla misura del Parlamento europeo. Anche in questo caso ragazze e ragazzi hanno continuato a lavorare dopo l’incontro di febbraio a Firenze.

Ragazzi e ragazze della scuola media Redi di Bagno a Ripoli con le loro maglie e le loro felpe rosse con il nome della scuola hanno ripreso il Decalogo dello star bene a scuola. Per abbellire la propria scuola hanno organizzato un mercatino in aprile e, con i proventi, intendono realizzare alcuni progetti. Hanno nuovamente richiesto l'impegno dell'amministrazione in merito alla questione dell’auditorium. Intanto il prossimo 11 maggio ci sarà un Consiglio comunale riservato a discutere le questioni da loro sollevate: interventi sugli arredi scolastici - tende ignifughe e parasole - lo spazio a scuola e all’aperto. 

Con le immagini hanno presentato alcuni oggetti come le scatole portacellulari o il modulo di segnalazione guasti, poi hanno raccontato dell’incontro presso la facoltà di Architettura nel corso del quale hanno ascoltato, fatto domande e proposte relativamente ai progetti di recupero della scuola. In conclusione hanno ribadito l’importanza delle buone relazioni fra compagni e compagne.

Gli studenti dell’istituto Gobetti Volta hanno rinfrescato la memoria della già citata vicenda pluriennale della pubblicità progresso per pagare il biglietto dell’autobus, poi ha preso la parola  Annalisa Massari, assessora all’Istruzione del Comune di Bagno a Ripoli che ha voluto puntualizzare alcune questioni: l’impossibilità di prevedere la costruzione di un auditorium perché la scuola Redi sorge in una zona dove non è possibile edificare per il rischio idrogeologico, e su tale vincolo, come su ogni prescrizione di legge, occorre che ragazzi e ragazze facciano attenzione nel momento in cui elaborano una proposta. Ha aggiunto che in estate prenderanno il via i lavori per la messa in sicurezza antisismica che si completeranno, con i lavori nella sola stagione calda quando la scuola è chiusa il prossimo anno. Vi è stato uno scambio con i giovani e con la Fondazione dai toni anche alti, ma utile perché ragazzi e ragazze hanno potuto comprendere la complessità della questione e hanno potuto esprimere i propri disagi e le proprie aspettative e la Fondazione ha voluto sottolineare quanto sia importante il confronto, anche aspro, la discussione franca e apprezziamo l’assessora Massari per non essersi sottratta offrendo un buon esempio di  democrazia e buona cittadinanza.

La Fondazione ha voluto rilanciare la sua vecchia proposta di una intransigente lotta alla mafia, alla corruzione e all’evasione fiscale quali strumenti per reperire le risorse per politiche attive.
I giovanissimi dell’istituto comprensivo Galluzzo hanno ripreso le loro proposte relative all’utilizzo dello spazio esterno alla scuola nei momenti di ricreazione e per fare lezione all’aperto, arricchite dai dati raccolti con un questionario distribuito ai propri compagni e compagne della scuola San Brunone, e hanno aggiornato la loro ricerca relativa allo stato di degrado degli edifici delle case popolari vicino alla scuola, tutte di proprietà pubblica. Sfortunatamente l’assessora Giachi aveva lasciato il teatro prima e non hanno potuto discutere con lei.
In ultimo quelli del Liceo Calamandrei di Sesto hanno raccontato la vicenda dei due spazi – la ex caserma di Castello e la ex fabbrica Fiorenza – chiusi da anni e in stato di abbandono che potrebbero essere utilizzati dalla collettività e per la propria scuola.

In breve, una pluralità di questioni che richiedono di essere discusse e dibattute, approfondite e diffuse che non hanno avuto interlocutori, con la sola eccezione dell’assessora Massari.

Ad arricchire la mattinata sono stati i due interventi di Bruno Lo Cicero e di Valentino Patussi che si sono occupati di dipendenze e di stili di vita. Lo Cicero si è soffermato su alcuni aspetti della comunicazione relativa alla pubblicità di bevande alcoliche, mentre Patussi ha voluto sottolineare i rischi dell’abuso e i pericoli di chi è spettatore silenzioso. Ancora una volta il voltarsi dall’altra parte, il chiudere gli occhi, il tacere pavido o menefreghista! E questo terreno comune di soggetti diversi è fecondo di collaborazioni e di percorsi fatti insieme, come ha ricordato nel suo intervento pure Matteo Lucherini, presidente di Generazione Contatti, per  costruire una rete di associazioni e gruppi che operi nella direzione della legalità.

A conclusione della bella mattinata ci siamo dati appuntamento per la Conferenza finale di ottobre e abbiamo ricordato che il prossimo 23 maggio, in occasione di Insieme per non dimenticare la manifestazione per ricordare le stragi di Capaci e di via D’Amelio, ci ritroveremo con le giovani sentinelle aretine in un teatro di Arezzo in collegamento con Palermo.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 6 marzo 2018

Incontro con le giovani sentinelle fiorentine

Venerdì 2 marzo l’appuntamento è con le giovani sentinelle fiorentine. Ragazze e ragazzi dei tre istituti cittadini – Liceo Rodolico, ISIS Leonardo da Vinci e Istituto comprensivo Galluzzo - che hanno partecipato al progetto si sono dati appuntamento nella sala Ketty La Rocca ospiti dell’amministrazione comunale con la vicesindaca e assessora Cristina Giachi. Quello che avrebbe dovuto essere un incontro affollato da giustificare uno spazio così ampio per accogliere studenti e studentesse in gran numero si è rivelato meno partecipato per alcune contingenze: le scuole chiuse di mercoledì per la neve, le condizioni atmosferiche e la prevista interruzione dell’attività didattica di sabato per la tornata elettorale hanno spinto studenti e studentesse dell’istituto Leonardo da Vinci a mancare l’appuntamento.
Spiace la loro assenza anche per la scelta del tema – la questione del gioco d’azzardo – che conferma l’attenzione e l’inquietudine di ragazzi e ragazze al mutamento in atto nel Paese, sia quello simbolico: il gioco come modalità per cambiare la propria vita; sia nel paesaggio urbano degradato dall’invadenza dei luoghi dell’azzardo.
In apertura la fondazione ha ricordato l’impegno a favore della cultura delle regole che non ammette deroghe e l’importanza di partecipare, di essere attivi e responsabili quale condizione per l’affermarsi di una cittadinanza matura e per arricchire la nostra democrazia.
Ad aprire le danze sono stati i giovanissimi del comprensivo di Galluzzo, istituto che è alla prima esperienza con il nostro progetto. Dopo il primo incontro a scuola hanno riflettuto e scelto di occuparsi degli spazi esterni della propria scuola e più in generale dei luoghi in cui vivono.
La scuola media San Brunone a Galluzzo sorge in una zona popolare e il quartiere in cui vivono e studiano studenti e studentesse necessita, a giudizio dei ragazzi e delle ragazze, di interventi di manutenzione e abbellimento. Lavorando in gruppi hanno prodotto le immagini che documentano lo stato dello spazio verde all’esterno dell’edificio scolastico e le condizioni delle strade, dei marciapiedi e degli edifici intorno alla scuola. Hanno poi realizzato delle interviste a genitori e compagni di scuola, a insegnanti e cittadini del Galluzzo sulle questioni al centro del loro interesse. Degno di rilievo è aver ripreso e proposto anche le osservazioni critiche alle proposte di utilizzare gli spazi esterni della scuola per le attività didattiche e per la ricreazione. Sono questi piccoli indizi a segnalare la maturità e la crescita di ragazze e ragazzi ed è merito della scuola e dell’insegnante guidare i giovanissimi a scoprire le asprezze della democrazia.
Cristina Giachi ha preso subito la parola e ha precisato alcuni dei punti della proposta per una discussione più proficua: il coinvolgimento della dirigenza scolastica per quel che concerne l’utilizzo degli spazi esterni e la necessità che vi sia un confronto con i docenti e con il Dirigente stesso, che è poi un esercizio di cittadinanza: esporre le proprie ragioni, controbattere, argomentare. Per quanto concerne la condizione di edifici e strade la vicesindaca ha ricordato che occorre dapprima accertare se gli immobili intorno alla scuola sono di proprietà del Comune o sono anche in parte di privati cittadini e ha illustrato i due percorsi relativi per richiedere gli interventi di manutenzione. Quanto alle strade occorre informarsi dall’assessorato competente se sono previsti interventi di risanamento e di sistemazione, ma Cristina Giachi ha promesso di informare l’assessore competente dei problemi sollevati dai giovani del Galluzzo.
Hanno poi preso la parola i più grandi del Liceo Rodolico. Ragazze e ragazzi hanno riflettuto sul tema del commercio abusivo, questione già sfiorata negli anni precedenti dai propri compagni e compagne, e hanno allargato la loro indagine alle problematiche relative alla direttiva Bolkestein, approvata dal Parlamento europeo nel 2006 e adottata in Italia nel 2010. Hanno intervistato i venditori ambulanti e hanno cercato di fare chiarezza sulle attività ambulanti e su quelle illegali e proponendo la redazione di un testo di legge che consenta di regolamentare il settore ambulante.
Cristina Giachi ha sottolineato la distinzione fra attività ambulanti e attività illegali e ha invitato studenti e studentesse ad esaminare sia il regolamento del commercio del Comune di Firenze sia quello che norma il settore ambulante per accertarsi se non vi sono già quelle regole che soddisfano le esigenze che studenti e studentesse intendono mettere in evidenza. Si è poi soffermata a illustrare le specificità del commercio ambulante e i problemi connessi all’occupazione dello spazio pubblico che può interferire con il godimento delle bellezze artistiche della città.
Nel chiudere l’incontro abbiamo voluto ricordare la vicenda di Jan Kuciak, giornalista slovacco assassinato per le sue inchieste sul riciclaggio nel suo Paese, e ribadito quanto sia importante tenere alta l’attenzione su queste vicende che sono sintomo di una aggressione alla democrazia e alla libertà di ciascuno.
Con gli studenti fiorentini ci ritroveremo il prossimo venerdì 11 maggio.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

lunedì 16 marzo 2015

Giovani sentinelle a Firenze

Giovani sentinelle a Firenze Giovedì 12 marzo, secondo appuntamento a Firenze. Nel Salone dei Cinquecento ragazze e ragazzi di cinque scuole fiorentine di ogni ordine e grado sono stati accolti da Cristina Giachi, assessora all'Istruzione e vicesindaco. Con i giovani i propri insegnanti e qualche genitore. Ospiti graditissimi studenti e studentesse dell'Istituto professionale per l'Agricoltura di Corleone con il professor Saladino che hanno stretto legami di amicizia con l'ISIS Leonardo da Vinci di Firenze. Nel suo breve saluto Cristina Giachi ha ricordato a tutti i giovani le vicende della bellissima sala che ospita l'incontro, costruita con l'intento di ospitare il Maggior Consiglio, voluta da Savonarola perché nessuno potesse accentrare il potere nelle proprie mani. Ha apprezzato il lavoro della Fondazione, ha sottolineato il valore delle regole e l'importanza di acquisire un costume in cui le regole siano uno dei valori più importanti. Breve è stato pure il saluto di Salvatore Calleri, presidente della Fondazione e impegnato come consulente del presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, che per tramite di Calleri ha voluto salutare i suoi concittadini di Corleone. La Fondazione ha introdotto i lavori sottolineando il ruolo della scuola nella formazione del cittadino, grazie al lavoro degli insegnanti e ha ricordato come nello svolgersi del progetto acquista sempre più importanza il momento del confronto, del dibattito, l'ascolto e lo scambio, proprio perché essere cittadini significa partecipare e offrire il proprio contributo, rispettare le regole ed esigere i diritti. Ad aprire le danze l'Istituto comprensivo Gandhi: i giovanissimi della scuola Duca d'Aosta hanno scelto di occuparsi del quartiere dove vivono e frequentano la scuola Brozzi. Hanno fatto una ricognizione dei disagi che osservano quotidianamente, dal marciapiede alle strisce pedonali, dall'abbandono dei rifiuti agli arredi urbani rovinati ed hanno richiesto maggiore attenzione per sé e per questa parte della città e lo hanno fatto con i loro cartelloni colorati e le emozioni di un momento importante. Un comitato di madri di Firenze nord, prendendo spunto proprio di un cartellone dei bambini che parlava di difesa alla salute e contro l’inceneritore, ha chiesto la parola perché preoccupata per la costruzione del nuovo impianto. Poi sarebbe toccato agli studenti e alle studentesse dell'Istituto comprensivo Piero della Francesca che non c'erano, ci dispiace che abbiano interrotto il percorso perché al primo appuntamento sembravano molto motivati! Hanno così preso la parola i giovani dell'altro comprensivo, il Ghiberti, che hanno scelto di occuparsi di spazi per i giovani. Come fanno i giovani ad imparare cos'è il rispetto, si sono chiesti retoricamente, se non hanno spazi per sperimentarlo? Come abbiamo più volte ascoltato, anche questi ragazzi e ragazze hanno espresso il proposito di avere un luogo per sé, senza la necessità del consumo, dove incontrarsi e fare esperienza dello stare insieme in modo rispettoso. Lo hanno chiamato Spazio 4 per 4, nel quartiere 4, dove vivono, e ospiterà giovani che non abbiano più di 16 anni. Hanno prodotto manifesti, un powerpoint per illustrare le attività da svolgere, lo intendono come occasione di scambio con compagni di classe e amici che vengono da altri Paesi, per spettacoli e incontri per giovani, un luogo di riparo e accoglienza. Anche per loro, immagini e disegni hanno accompagnato l'esposizione. A salire sul palco sono poi stati i giovani dell'Istituto Salvemini Duca d'Aosta che erano all'esordio con il progetto. Dopo aver discusso fra di loro hanno scelto di occuparsi di integralismo fondamentalismo e terrorismo. La loro è ancora una proposta, una bozza che si impegnano a definire meglio nelle settimane a venire e di dare una veste definitiva entro il terzo incontro in maggio. Si sono quindi soffermati sui temi, cercando di fare chiarezza fra i termini, e hanno tenuta distinta la difesa dei diritti di libertà come sono sanciti dalla nostra Costituzione. In ultimo quelli dell'ISIS Leonardo Da Vinci che hanno scelto di approfondire il tema della mafia e, in particolare, hanno voluto conoscere quanto è accaduto con l'attentato di via de Georgofili, ricostruendone la genesi, e hanno proiettato un video con pezzi di notiziari di quella notte terribile. Hanno portato con sé un opuscolo, La mafia non ha confini, per ricordare che le organizzazioni mafiose non sono lontane da noi è minano le vite, la libertà e la democrazia. Hanno raccontato brevemente la loro visita a Corleone e ai luoghi simbolo della battaglia contro la mafia, hanno visitato alcuni beni confiscati alla mafia Poi ha preso la parola il prof. Saladino che accompagna le giovani sentinelle di Corleone. Ha voluto sottolineare il compito abbastanza impegnativo che si sono assunti ragazzi e ragazze con l'adesione al progetto, la scommessa di parlare di regole e di osservarle. Il loro progetto si occupa dello sviluppo del territorio e questi studenti e studentesse con le competenze acquisite a scuola sostengono l'associazione Fior di Corleone, in particolare seguendo tutta la filiera della produzione e trasformazione del pomodoro. Una esperienza originalissima che nasce dalla convinzione di aiutare altri giovani e meno giovani cittadini nel faticoso compito di creare lavoro e il lavoro è lo strumento principe per sconfiggere la mafia alla quale non interessa che vi siano diritti e dignità, ma vuole cittadini sottomessi al ricatto del lavoro che non c'è. Creare lavoro vuol dire togliere manovalanza alla mafia. Si è poi soffermato alle scene della strage di via dei Georgofili e come siciliano ha chiesto scusa a Firenze! L’emozione era tanta! Gli applausi di tutta la sala e il pensiero che grazie alla scuola un evento epocale sta per realizzarsi e questo ci convince ancora di più ad essere accanto a loro. Maurizio Pascucci ha voluto sottolineare l'impegno straordinario, a Firenze e in Toscana, per aiutare queste esperienze con i giovani volontari che ogni anno in estate lavorano sulle terre confiscate. Poi uno studente dell'Istituto professionale Agrario e Alberghiero di Corleone ha regalato a tutti una emozione intensissima cantando dal vivo una canzone scritta insieme ai propri compagni di scuola e, in questi anni di progetto non abbiamo mai avuto dono più sincero e autentico. Infine i giovani del Liceo Rodolico che hanno scelto un tema impegnativo: l'usura e, in particolare, l'usura in Toscana. Per un primo approccio hanno intervistato Costantino Cannavera della Confesercenti, l'associazione degli esercenti commerciali, che ha risposto con puntualità e ha fornito molte informazioni e suggerimenti, poi si sono rivolti all'associazione dei commercianti di Porta Romana. Anche in questo caso notizie utili e sollecitazioni soprattutto in relazione alla scarsezza di denunce. Poi hanno voluto esaminare le vicende dei Compro Oro, che crescono ogni giorno di più, mettendo in rilievo come possano nascondere delle attività illecite. In ultimo hanno dato spazio alla questione della contraffazione agro alimentare, distinguendo adulterazione, sofisticazione e contraffazione vera e propria del marchio o con prodotti esteri spacciati come italiani o con prodotti italiani contraffatti. Vi sono circuiti ufficiali e clandestini e, in Toscana, olio e vino sono i prodotti più a rischio. Alla fine della lunga maratona di interventi tutti si sarebbero aspettati un confronto con chi ha il governo della città, ma non c’era nessuno! La vice Sindaco era andata via e il Sindaco che avevamo invitato in quanto a nostro avviso, la presenza dei ragazzi di Corleone è un appuntamento storico significativo che la città di Firenze, sempre attenta, non può lasciare nell’anonimato! Montecatini, Livorno, Rapolano, Lucca, Siena, Barga, Camaiore, Castelfiorentino, Arezzo, Calenzano e a Poggio a Caiano abbiamo incontrato sindaci e assessori che hanno ascoltato e interloquito fino all'ultimo secondo, hanno preso appunti e risposto a sollecitazioni e osservazioni, non hanno avuto paura delle riflessioni critiche che giungono da ragazzi e ragazze, non hanno scambiato il confronto con la parata! Con questa delusione abbiamo chiuso il bell'incontro e ci siamo dati appuntamento a lunedì 18 maggio a Firenze, quando i giovani saranno ospiti della Città metropolitana. Editore Domenico Bilotta Responsabile Nazionale Progetto Scuola