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giovedì 8 novembre 2018

Un ponte della legalità per Toscana e Veneto

Il ponte della legalità fra Toscana e Veneto si è arricchito oggi di quattro incontri: due a Bagno a Ripoli e due nel Polesine.

Ad esordire in Veneto sono stati i ragazzi e le ragazze del comprensivo di Taglio di Po che lo scorso anno si erano occupati del degrado del loro parco cittadino. 

Grazie alla collaborazione della loro Amministrazione, di molti genitori e cittadini, della stessa stampa locale e con un contributo dell'Auser Veneto, nostra compagna di viaggio, le giovani sentinelle tagliolesi guidate dal loro insegnante, Denis Marangon sono riusciti a far rinascere a nuovo splendore il loro angolo di verde ripulendolo e installando delle panchine e un gazebo. 

Oggi i ragazzi fanno notare che i soliti idioti, in gergo chiamati vandali o facinorosi, hanno tagliato il telo del gazebo!


All'appuntamento di questa mattina ragazzi e ragazze non si sono persi d'animo né vogliono rinunciare al loro diritto di avere il loro spazio e, forti più di prima, hanno deciso di continuare nel loro compito di cittadini responsabili in difesa dei propri beni comuni. 

Il 5 marzo, data dell'incontro con la propria Amministrazione, vogliono chiedere al Sindaco, all'Assessore all'Istruzione, alla stampa di essere protagonisti di una campagna di sensibilizzazione attraverso una pubblicità progresso, vogliono anche fare degli incontri con i cittadini e gli abitanti del quartiere dove si trova il parco per coinvolgerli nel controllo e nella cura del proprio territorio in quanto sono consapevoli che l'utilizzo delle telecamere non basta, la difesa del bene comune avviene modificando la mentalità dei cittadini. 

Hanno individuato anche i probabili responsabili di questo atto incivile e sono fermamente convinti di tenerli sotto controllo e denunciarli! Fa piacere la maturità e la responsabilità delle sentinelle di Taglio di Po che non vogliono girare lo sguardo dalla parte sbagliata, ma vogliono ridurre sempre di più lo spazio di azione e dare un "taglio" ai furbetti irresponsabili.

Di altra natura l'incontro successivo con i ragazzi più grandi dell'Istituto Cristoforo Colombo di Porto Tolle. 

Ragazzi sfiduciati, assenti come lo sono stati lo scorso anno nell'incontro con il Comune. 

Nell'aula di informatica, la prima ora è passata a studiarci! Ci sono voluti esempi e "pugni allo stomaco" prima di aprire uno spiraglio di fiducia, abbiamo detto loro che la loro scelta porta solo a due vie: subire o reagire! 

Da parte nostra, di noi adulti, la scelta è una sola! Recuperare i pezzi che abbiamo rotto, mettere da parte le ipocrisie, le parate in pompa magna, imparare ad ascoltarli, non tradendoli e conquistare la loro fiducia. 

Ragazzi a scuola e fuori dalla scuola. Nella seconda ora, dopo un duro e lungo monologo abbiamo iniziato a dialogare! Ora spetta a quei pochi insegnanti lasciare aperto quello spiraglio, noi saremo accanto a loro e non ce ne vogliano chi si sentirà tirare la giacca, noi saremo intransigenti senza sconti per nessuno! Ancora una volta vogliamo aiutarci con un appello di nonno Nino Caponnetto: «uomini e donne di buona volontà se ci siete battete un colpo».

A Bagno a Ripoli, comune alle porte di Firenze abbiamo prima incontrato i giovanissimi dell'Istituto comprensivo dedicato ad Antonino Caponnetto, poi i più grandi dell’Istituto Gobetti Volta.

Tre classi ci hanno accolto nella sala della biblioteca comunale attigua alla scuola per questo primo appuntamento. 

Attenti e silenziosi hanno ascoltato il racconto della vicenda di Antonino Caponnetto, la sua scelta di andare a Palermo a dirigere l’Ufficio Istruzione e poi la svolta degli ultimi dieci anni dopo le morti tragiche di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino di andare fra i ragazzi e le ragazze a testimoniare le vicende tragiche e i valori. Abbiamo costruito una sorta di mappa delle parole della mafia e introdotto il tema della cittadinanza, lanciando la nostra sfida ad essere attenti e responsabili, ad avere cura dell’ambiente in cui vivono e degli altri, dei beni di tutti e  rispettare le regole.

Altre tre classi di ragazzi e ragazze un po’ più grandi ci hanno accolto nell’aula magna dell’Istituto Gobetti Volta. 

Con piacere abbiamo raccontato loro della vicenda dei compagni e compagne più grandi che nell’anno scolastico 2011-2012 hanno messo a punto il cartellone pubblicitario Non viaggiare sulle spalle degli altri, per invitare ogni cittadino a pagare il biglietto sull’autobus. I mille ostacoli, piccoli e grandi, non hanno fatto indietreggiare quei giovani coraggiosi che hanno continuato ad insistere finché quest’anno il loro progetto non è divenuto realtà: su molti autobus cittadini sono comparsi i cartelloni pubblicitari. 

Senza che vi fosse stata una conferenza stampa per lanciare l’iniziativa, senza un comunicato, in silenzio come se la loro campagna avesse poco valore.

Ma la loro tenacia e la loro ostinazione sono uno strumento potentissimo per convincere all’impegno quotidiano anche i più dubbiosi, i più disillusi, a non desistere dinanzi alle difficoltà e al mancato rispetto delle promesse.
La vicenda passata è significativa anche in relazione al messaggio di Antonino Caponnetto che invitava sempre i suoi interlocutori a non abbandonare, ad essere testardi.

Con le due scuole ci siamo dati appuntamento al prossimo lunedì 25 febbraio, quando saranno ospiti del Comune di Bagno a Ripoli e dei suoi amministratori per discutere di temi e questioni che interessano loro.



Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino

mercoledì 9 maggio 2018

Terzo incontro provinciale con le sentinelle fiorentine




Mercoledì 2 maggio hanno preso il via gli incontri, con le scuole della provincia di Firenze, per il terzo degli appuntamenti delle Giovani sentinelle. Ad esordire sono stati ragazzi e ragazze del Liceo Rodolico e del comprensivo Galluzzo di Firenze, del comprensivo Caponnetto e del Gobetti Volta di Bagno a Ripoli, del Calamandrei di Sesto Fiorentino e del comprensivo Balducci di Fiesole.

Nel suo saluto Vittorio Bugli, assessore regionale al Bilancio con delega alla Legalità, ha invitato ragazze e ragazzi all'attenzione e alla memoria, senza le quali rischiamo di cadere in errore nel sottovalutare o misconoscere la pericolosità e i rischi legati a fenomeni di criminalità mafiosa solo perché li riteniamo lontani. 

Le mafie si mimetizzano e fanno affari inquinando la vita pubblica e la partecipazione dei cittadini e delle cittadine, allora questi percorsi di educazione alla legalità servono ad offrirci strumenti di orientamento per comprendere e disvelare modalità e forme con cui le organizzazioni si nascondono, costituiscono uno dei contributi dei cittadini per tenere lontano fenomeni come quelli mafiosi. Inoltre, questi percorsi formativi hanno il compito di ampliare la cerchia della partecipazione e la consapevolezza dei rischi. 

Da parte degli amministratori regionali vi è l’impegno a tenere alta l'attenzione e nell’approntare strumenti di contrasto. Sempre con l’intento di valorizzare la partecipazione giovanile la Regione Toscana sostiene ragazze e ragazzi che si dedicano alle attività di volontariato sulle terre confiscate e le proposte di restituzione alle comunità locali di alcuni beni confiscati alle mafie.

La fondazione Caponnetto ha ringraziato l'assessore Bugli e la Regione Toscana per il sostegno anche finanziario al progetto e ha ribadito la determinazione a proseguire con il proprio impegno quotidiano, come testimonia la vicenda della pubblicità progresso del progetto Bussiamo alla legalità degli studenti del liceo Volta Gobetti che hanno ripreso la vicenda del loro progetto elaborato nell'anno scolastico 2011-2012. La Fondazione ha sostenuto i giovani che hanno continuato a richiedere testardamente che alle promesse seguissero i fatti e ha manifestato la propria perplessità di fronte al silenzio di istituzioni e ATAF che non hanno dato ancora alcuna notizia della campagna pubblicitaria sugli autobus e del riconoscimento ai ragazzi e alle ragazze di Bagno a Ripoli del loro impegno civico. Ha poi annunciato una nuova compagna di viaggi, l'associazione Generazione Contatti, che contribuirà a lavorare sul tema degli stili di vita e si è augurata che altri soggetti saranno accanto nel condividere gli stessi obiettivi, senza nessuna pretesa di essere esclusiva e autosufficiente, sempre nella logica della cooperazione fra pari e disponibile a camminare insieme con altri.

Cristina Giachi ha dato il benvenuto del Comune e della Città metropolitana di Firenze e ha dichiarato di non essere a conoscenza degli esiti della vicenda dei cartelli pubblicitari sugli autobus dell’ATAF e che si sarebbe informata.

Ha poi ricordato che ogni ragionamento sulla legalità deve essere più articolato, come si può intuire dalla riflessione sulla mafia che non può ridursi ai soli grandi criminali, ma deve ragionare anche degli indifferenti, di coloro che sono distratti o si voltano dall’altra parte, e ha invitato costoro a considerare di non essere soli al mondo, che l’altro richiede tutto il rispetto e tutta l’attenzione allo stesso modo in cui lo richiede ciascuno. Tale consapevolezza è essenziale per essere dei bravi cittadini e delle brave cittadine ai quali occorre che le istituzioni diano risposte alle loro sollecitazioni.

Ha annunciato infine l’intendimento di promuovere l’insegnamento della disciplina Cittadinanza e Costituzione nelle scuole con una legge di iniziativa popolare. 

Prima di dare la parola ad Annalisa Massari, assessora all’Istruzione di Bagno a Ripoli, per il suo saluto a giovani e giovanissimi che partecipano con passione ed entusiasmo alla fatica quotidiana delle Giovani sentinelle, la Fondazione ha voluto puntualizzare quanto sia importante praticare quotidianamente l’educazione alla cittadinanza e favorire partecipazione e discussione, confronto e dibattito, tutti strumenti di crescita democratica e di passione civile, comportamenti che ci sono sfuggiti in occasione della vicenda dei ragazzi e delle ragazze del Volta dopo la nostra email in cui chiedevamo un intervento delle Istituzioni presenti al tavolo presso il Comune di Bagno a Ripoli per sbrogliare questa imbarazzante vicenda!

Ad esordire i ragazzi e le ragazze del comprensivo di Fiesole che hanno ripreso il proprio progetto di miglioramento degli spazi esterni della loro scuola che hanno arricchito ulteriormente dopo il secondo appuntamento nella sala del Basolato a Fiesole, ospiti degli amministratori locali. Così hanno raccontato agli altri ragazzi e alle altre ragazze della realizzazione del murales e il campino polivalente, proposte che hanno avuto una svolta in febbraio, quando  l’assessore ha annunciato che vi sono le risorse per gli interventi. E i giovanissimi hanno proseguito nel loro percorso coinvolgendo i compagni più piccoli della primaria, raccontando loro del lavoro fatto e delle opportunità future. Per la inaugurazione del campino prevedono di organizzare una grande festa aperta a tutta la scuola.

Prima di dare la parola ai giovani del Rodolico, Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana, ha ricordato, nel suo saluto, Antonino Caponnetto sottolineando gli enormi meriti per aver istruito il maxi processo e la determinazione con cui ha affrontato il compito di prendere posto di Rocco Chinnici assassinato dalla mafia nel lontano luglio del 1983. Ha ricordato l’impegno del giudice padre del pool antimafia a raccontare la vicenda dei giudici Falcone e Borsellino e ha concluso che la mafia si può sconfiggere con il rispetto delle leggi e i progetti dei ragazzi e delle ragazze che si muovono nel solco dell'insegnamento dei giudici coraggiosi.

Hanno poi preso la parola i giovani del Liceo Rodolico che si sono occupati di commercio ambulante e della direttiva Bolkestein con una bella intervista a una operatrice del mercato di Scandicci che argomenta la sua contrarietà alla misura del Parlamento europeo. Anche in questo caso ragazze e ragazzi hanno continuato a lavorare dopo l’incontro di febbraio a Firenze.

Ragazzi e ragazze della scuola media Redi di Bagno a Ripoli con le loro maglie e le loro felpe rosse con il nome della scuola hanno ripreso il Decalogo dello star bene a scuola. Per abbellire la propria scuola hanno organizzato un mercatino in aprile e, con i proventi, intendono realizzare alcuni progetti. Hanno nuovamente richiesto l'impegno dell'amministrazione in merito alla questione dell’auditorium. Intanto il prossimo 11 maggio ci sarà un Consiglio comunale riservato a discutere le questioni da loro sollevate: interventi sugli arredi scolastici - tende ignifughe e parasole - lo spazio a scuola e all’aperto. 

Con le immagini hanno presentato alcuni oggetti come le scatole portacellulari o il modulo di segnalazione guasti, poi hanno raccontato dell’incontro presso la facoltà di Architettura nel corso del quale hanno ascoltato, fatto domande e proposte relativamente ai progetti di recupero della scuola. In conclusione hanno ribadito l’importanza delle buone relazioni fra compagni e compagne.

Gli studenti dell’istituto Gobetti Volta hanno rinfrescato la memoria della già citata vicenda pluriennale della pubblicità progresso per pagare il biglietto dell’autobus, poi ha preso la parola  Annalisa Massari, assessora all’Istruzione del Comune di Bagno a Ripoli che ha voluto puntualizzare alcune questioni: l’impossibilità di prevedere la costruzione di un auditorium perché la scuola Redi sorge in una zona dove non è possibile edificare per il rischio idrogeologico, e su tale vincolo, come su ogni prescrizione di legge, occorre che ragazzi e ragazze facciano attenzione nel momento in cui elaborano una proposta. Ha aggiunto che in estate prenderanno il via i lavori per la messa in sicurezza antisismica che si completeranno, con i lavori nella sola stagione calda quando la scuola è chiusa il prossimo anno. Vi è stato uno scambio con i giovani e con la Fondazione dai toni anche alti, ma utile perché ragazzi e ragazze hanno potuto comprendere la complessità della questione e hanno potuto esprimere i propri disagi e le proprie aspettative e la Fondazione ha voluto sottolineare quanto sia importante il confronto, anche aspro, la discussione franca e apprezziamo l’assessora Massari per non essersi sottratta offrendo un buon esempio di  democrazia e buona cittadinanza.

La Fondazione ha voluto rilanciare la sua vecchia proposta di una intransigente lotta alla mafia, alla corruzione e all’evasione fiscale quali strumenti per reperire le risorse per politiche attive.
I giovanissimi dell’istituto comprensivo Galluzzo hanno ripreso le loro proposte relative all’utilizzo dello spazio esterno alla scuola nei momenti di ricreazione e per fare lezione all’aperto, arricchite dai dati raccolti con un questionario distribuito ai propri compagni e compagne della scuola San Brunone, e hanno aggiornato la loro ricerca relativa allo stato di degrado degli edifici delle case popolari vicino alla scuola, tutte di proprietà pubblica. Sfortunatamente l’assessora Giachi aveva lasciato il teatro prima e non hanno potuto discutere con lei.
In ultimo quelli del Liceo Calamandrei di Sesto hanno raccontato la vicenda dei due spazi – la ex caserma di Castello e la ex fabbrica Fiorenza – chiusi da anni e in stato di abbandono che potrebbero essere utilizzati dalla collettività e per la propria scuola.

In breve, una pluralità di questioni che richiedono di essere discusse e dibattute, approfondite e diffuse che non hanno avuto interlocutori, con la sola eccezione dell’assessora Massari.

Ad arricchire la mattinata sono stati i due interventi di Bruno Lo Cicero e di Valentino Patussi che si sono occupati di dipendenze e di stili di vita. Lo Cicero si è soffermato su alcuni aspetti della comunicazione relativa alla pubblicità di bevande alcoliche, mentre Patussi ha voluto sottolineare i rischi dell’abuso e i pericoli di chi è spettatore silenzioso. Ancora una volta il voltarsi dall’altra parte, il chiudere gli occhi, il tacere pavido o menefreghista! E questo terreno comune di soggetti diversi è fecondo di collaborazioni e di percorsi fatti insieme, come ha ricordato nel suo intervento pure Matteo Lucherini, presidente di Generazione Contatti, per  costruire una rete di associazioni e gruppi che operi nella direzione della legalità.

A conclusione della bella mattinata ci siamo dati appuntamento per la Conferenza finale di ottobre e abbiamo ricordato che il prossimo 23 maggio, in occasione di Insieme per non dimenticare la manifestazione per ricordare le stragi di Capaci e di via D’Amelio, ci ritroveremo con le giovani sentinelle aretine in un teatro di Arezzo in collegamento con Palermo.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

sabato 10 marzo 2018

Doppio incontro con le giovani sentinelle di Bagno a Ripoli (FI) e Agliana (PT)



Per far fronte ai vari appuntamenti iniziano, e si protrarranno fino ad aprile, i doppi incontri fra le giovani sentinelle e i propri amministratori locali. Mercoledì 7 marzo gli incontri sono con gli amministratori di Bagno a Ripoli e di Agliana.
Per motivi di ristrutturazione della sala consiliare, il Comune di Bagno a Ripoli ospita i giovani del Comprensivo Caponnetto e dell’Istituto Gobetti-Volta nella Biblioteca.
A dare il benvenuto l’assessore alla Scuola Annalisa Massari.

La Fondazione ha ricordato, soprattutto ai tanti Comuni che condividono questo percorso di cittadinanza dei giovani da anni, che non basta ospitare o partecipare agli incontri per poi lasciare tutto nell’oblio e dare l’appuntamento al prossimo anno. Bisogna dare segnali importanti, non deluderli nei loro sogni che spesso sono bisogni. Dare forza al loro protagonismo per costruire una vita sociale migliore nelle comunità, bisogna trovare soluzioni, confrontarsi sui temi che i giovani propongono.

Caponnetto diceva ai giovani di non chiedere favori perché spesso gli stessi non sono favori ma i propri diritti!
Hanno preso la parola ragazzi e ragazze del Comprensivo riproponendo il loro tema dello Stare bene a scuola, dimostrando di essere cittadini attivi. Lo hanno fatto negli scorsi anni iniziando ad abbellire, addobbare e tinteggiare le aule della propria scuola. Si sono messi in gioco  autofinanziandosi, realizzando un club degli studenti, promuovendo mercatini che hanno permesso di attrezzare lo spazio esterno alla scuola con delle panche e tavoli utilizzati in orario extrascolastico e per gruppi di studio, hanno comprato delle attrezzature sportive. Negli anni scorsi avevano chiesto un Auditorium per le loro attività ad indirizzo musicale, una serie di vincoli non ha permesso di arrivare ad una soluzione. Oggi chiedono all’Amministrazione un gazebo per coprire i tavoli dagli escrementi degli storni che stanziano nel loro giardino o conservarli dalle intemperie o stare all’ombra nella bella stagione. Chiedono del ghiaino per realizzare un vialetto per facilitare l’ingresso all’area. Chiedono una wi-fi e la fibra che oramai è arrivata anche nella loro zona che permetterebbe di avere una rete migliore per le Lim. Fanno notare che ad aprile saranno coinvolti nelle prove invalsi ma hanno una rete internet debole rendendo impossibile i collegamenti. Infine denunciano la mancanza di tende alle portefinestre nelle classi dove la luce non permette l’utilizzo delle Lim.

Non chiedono la luna! E neppure tutto e subito. Dare fiducia vuol dire darsi delle scadenze. Sono coscienti che ci sono delle priorità ma fanno notare che le loro richieste sono rimaste vane, anche le più semplici,  quelle che poi hanno realizzato da soli con le vendite dei propri oggetti fatto con i mercatini. Hanno chiuso il loro intervento con una buona pratica promuovendo la Settimana della Gentilezza dove ogni studente pratica atti di attenzione, di cortesia nei confronti dei propri compagni.

Ha preso la parola l’assessore Massari che si è complimentato con i ragazzi e ragazze nelle loro attività curriculari, mettendo in pratica gli insegnamenti di Cittadinanza e Costituzione, ringraziando per questo il ruolo della Fondazione. Ha ricordato il vincolo ambientale riguardo la costruzione dell’Auditorium, ma si è fatta carico di portare in giunta le nuove proposte dei ragazzi prendendo l’impegno anche di invitarli alla riunione del consiglio comunale quando si parlerà delle loro richieste.

Il prof. Biagi dell’Istituto Volta Gobetti ha fatto la cronistoria della vicenda oramai sessennale della pubblicità prodotta dai giovani del Liceo relativa  al comportamento civico di pagare il biglietto sull’autobus. Sei anni fa avevano preparato una locandina di pubblicità progresso proposta al Comune di Bagno a Ripoli, all’allora Provincia divenuta poi Città Metropolitana, all’Ataf e al Comune di Firenze, tutti concordi nell’attuare la bella iniziativa. La campagna pubblicitaria aveva il titolo di Bussiamo alla legalità: non viaggiare sulle spalle altrui di cui alleghiamo la locandina. Sono passati gli anni, nel frattempo i servizi pubblici sono stati privatizzati mettendo in rilievo i paradossi di questa scelta compreso quello di proporre ai ragazzi di pagarsi la pubblicità! Al contrario di molti adulti, i ragazzi divenuti oramai adulti anche loro - qualcuna anche mamma! - non hanno abbandonato la loro proposta e non hanno lasciato neppure i contatti con la scuola, tutti quelli che sono usciti e che oggi sono professionisti o universitari. La loro tenacia, ostinazione, caparbietà (scusate i sinonimi alla Totò) ha permesso di riaprire nuovamente uno spiraglio di luce dopo che gli stessi hanno fatto una lettera, firmata da tutti, ai vari Amministratori coinvolti e all’Ataf. La risposta è stata finalmente positiva con la richiesta di portare a termine l’iniziativa e di inserire nella  locandina il logo aggiornato di ciascun soggetto.

L’appuntamento in Biblioteca sarebbe dovuto essere quello decisivo per stabilire tempi e modalità della campagna pubblicitaria ma ancora una volta ha preso il sopravvento il fato Bastian Contrario!  L’Ataf non è presente ed il Comune non ne sa nulla!

La Fondazione, armata di pazienza, ha invitato tutti: giovani e genitori presenti, di sostenere questa iniziativa e abbiamo pregato l’assessora Massari di farsi carico con il proprio sindaco, la Città Metropolitana e il Comune di Firenze affinché si giunga ad una conclusione di questa imbarazzante storia.
Con tutti ci siamo dati appuntamento per l’11 maggio quando amministratori di 6 Comuni, 11 scuole e la Regione si ritroveranno a confrontarsi nel comune intento di legalità e cittadinanza democratica.

Ad Agliana si è rinnovata la buona pratica di ritrovarsi nella sala consiliare seduti in cerchio a discutere dei temi che via via ragazze e ragazzi dell’Istituto Capitini individuano e approfondiscono, come ha ricordato nel suo saluto l’assessora Luisa Tonioni, che ha la delega all’Istruzione ed è anche vicesindaca, e che ha accolto i giovani delle quattro classi che partecipano al progetto insieme con Rino Fragai, assessore al Commercio e alla Polizia municipale.

E questo tratto di apertura e disponibilità, di confronto franco e rispettoso ha sottolineato la fondazione nell’introdurre i lavori, un tratto che incoraggia a proseguire negli sforzi e nell’impegno e che costituisce un buon esempio di esperienza alla cittadinanza e alla partecipazione.
Da qualche anno i giovani del Capitini hanno rivolto la propria attenzione alla scuola che frequentano con l’intenzione di prendersene cura. Lo hanno fatto quasi provocatoriamente due anni fa ragazzi e ragazze di una classe quarta che hanno deciso di imbiancare, durante le vacanze pasquali, l’aula che li accoglieva quotidianamente. Quel loro gesto ha avuto risonanza anche sulla stampa ed è stato all’origine del diffondersi di abitudini e comportamenti nuovi anche della decisione di imbiancare altre classi e spazi fino a completare l’intero istituto. Hanno voluto ringraziare l’amministrazione perché è stata accanto a loro nel richiedere i finanziamenti necessari ai lavori di riparazione del tetto e di realizzazione del cappotto termico dell’edificio, ma hanno anche ricordato che le superfici esterne del cortile sono state escluse dai lavori.

Nello stesso tempo i giovani hanno proseguito nella ricerca e nell’approfondimento di temi e problemi collegati alla cura dell’edificio e si è così giunti al progetto di quest’anno dal titolo Beni comuni ambiente e rifiuti.
Con l’ausilio di immagini hanno documentato un’esperienza concreta di riutilizzo dei rifiuti realizzando un albero di Natale per la loro scuola con le bottiglie di plastica destinate a finire fra i rifiuti. Hanno poi realizzato un Questionario sui rifiuti per sondare le conoscenze di compagni e compagne sul tema per mettere in cantiere proposte e soluzioni che abbiano effetti anche sui comportamenti quotidiani. Nel loro programma vi sono poi altri incontri di approfondimento con esperti e le scadenze per tinteggiare le ultime aule e ripulire alcuni spazi come laboratori e aule comuni ed altri luoghi esterni che hanno bisogno di ripristino per evitare di trasformarsi in sedi dove si accumulano rifiuti. In conclusione prevedono di realizzare un Questionario di controllo che consenta di accertare l’efficacia della propria azione.

Occuparsi della propria scuola significa avere cura di un bene comune, che intendiamo come parte di un patrimonio condiviso e tutelato, uno di quelli cui fa riferimento l’articolo 9 della Costituzione e per quel che concerne i rifiuti hanno riproposto la strategia delle quattro R: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare, Recuperare e hanno concluso con un’immagine significativa della Terra racchiusa nelle mani di un uomo a significare che la salvaguardia è nelle nostre mani.

A queste considerazioni si è rifatto Rino Fragai nel ricordare l’impegno dell’amministrazione nella cura del territorio comunale che impone di intervenire per ripulire argini di torrenti e fossi che sono spesso luogo di deposito di rifiuti da parte di cittadini poco rispettosi delle norme. Ha voluto poi soffermarsi su una vicenda emblematica: l’intervento dell’amministrazione su alcuni muri cittadini per tinteggiarli e salvaguardare il decoro urbano. Purtroppo quegli stessi muri sono stati oggetto di atti di vandalismo. La vicenda è significativa perché, ha annotato l’assessore, il Comune sarà costretto, per realizzare questi interventi, a dare fondo alle proprie risorse e, se scarse, a chiedere ai cittadini ulteriori sacrifici aumentando le tariffe relative. Per vincere questa battaglia del decoro occorre l’impegno di tutti  cittadini, mentre lo scarso senso civico di tanti giovani e meno giovani crea un danno a noi stessi.

Luisa Tonioni ha apprezzato molto l’impegno di ragazzi e ragazze e rimarcato l’importanza di quanto hanno proposto, non solo per averci pensato ma anche per il proposito di realizzarlo nelle proprie classi. È una grossa responsabilità che studenti e studentesse si sono assunti e dovranno esserne consapevoli fino in fondo. Ha poi ribadito l’impegno dell’ente locale nel sollecitare la Provincia a finanziare l’ultima parte dei lavori del cortile interno.
Il contagio delle buone idee ha certamente funzionato in questo caso e la fondazione ha voluto sottolineare anche la disponibilità dei giovani a mettersi in gioco, a dare loro per primi l’esempio, a offrire il proprio contributo a rendere il mondo migliore. In questo senso abbiamo ripreso la vecchia proposta dei giovani di Arezzo di intervenire artisticamente sui muri della città quale strumento di contrasto al vandalismo.

Il confronto è proseguito piacevole e ricco di spunti: come convincere i più riottosi a comportamenti corretti? Che tipo di sanzioni per chi sporca, imbratta o rovina? Come rendere questo enorme lavoro una ricchezza per la scuola tutta? Queste le domande più urgenti che ha suscitato la discussione serrata e la ricchezza delle riflessioni e il clima accattivante dello scambio hanno contribuito a rendere interessante ilo pomeriggio.
A nostro giudizio è da rimarcare la capacità di ragazze e ragazzi di coinvolgere compagni e compagne a modificare abitudini e comportamenti, a riflettere sui propri, e – aggiungiamo noi – a rendere disponibile questo loro lavoro per chi voglia trasformare la propria scuola in un luogo piacevole e interessante.

Con loro ci siamo dati appuntamento a mercoledì 2 maggio a Pistoia.


Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino

mercoledì 25 marzo 2015

Poggibonsi e Bagno a Ripoli: le giovani sentinelle si confrontano con i propri amministratori


Poggibonsi e Bagno a Ripoli: le giovani sentinelle si confrontano con i propri amministratori

Lunedì 23 marzo nuovo doppio appuntamento con le Giovani sentinelle a Poggibonsi e a Bagno a Ripoli.

Nella bella sala conferenze del centro Accabi Hospital Burresi, edificio che un tempo ospitava il vecchio ospedale di Poggibonsi, luogo di accoglienza dunque, ragazze e ragazzi delle due scuole medie del Comprensivo 1, Marmocchi del capoluogo e quella di Staggia, sono stati accolti dalla presidente del Consiglio comunale, Enrica Borgianni, che ha salutato i giovani impegnati nel percorso di educazione alla cittadinanza, per il quale ha ringraziato la Fondazione Caponnetto oltre naturalmente il lavoro prezioso delle insegnanti. I giovani sono protagonisti di questa vera e propria sfida culturale che è la battaglia a favore della legalità, battaglia da sostenere quotidianamente e che ha bisogno del sostegno di cittadini e amministratori. In questo senso è importante il ruolo degli uomini e delle donne che si occupano del governo delle città nel dialogo e nel confronto, nel sostegno alle iniziative che valorizzino la partecipazione e la democrazia.

La Fondazione ha ribadito quanto sia importante questo percorso di cittadinanza che prende il via con l'incontro a scuola, poi il lavoro dei giovani con i propri insegnanti trova un primo luogo di confronto nel secondo appuntamento nelle sale consiliari, a testimoniare il particolare compito degli amministratori di offrire il proprio contributo nell'indicare come si prendono le decisioni, come si sceglie, come si usano le risorse pubbliche. Questo confronto è un passaggio importante di quella educazione alla cittadinanza cui mira il progetto Giovani sentinelle. E questa esperienza si ripete in maggio ad un livello differente con chi amministra le province e ne confronto fra progetti diversi di più scuole che, raccolti in un volume, costituiranno memoria del progetto stesso e traccia di quanto i giovani mettono a fuoco per la discussione pubblica.

Ad intervenire per primi quelli della scuola media Marmocchi, che hanno già partecipato al progetto degli scorsi anni. Nell'ultimo avevano posto il problema degli spazi nella propria scuola, luogo dove trascorrono molto tempo e che vorrebbero più accogliente e confortevole. In questi ultimi mesi hanno realizzato l'aula del silenzio, spazio dove potersi fermare per riflettere e pensare, con un arredamento sobrio e molto semplice. Inoltre hanno cominciato a decorare gli spazi comuni, convinti che questo loro impegno sia da stimolo, per i propri compagni, nell'assumere comportamenti corretti e responsabili, nell'avere cura dei beni che appartengono a tutti. Forti di questi lavori realizzati sono tornati alla carica richiedendo che l'amministrazione comunale metta in sicurezza ed esegua quei lavori nello spazio all'aperto che studenti e studentesse hanno proposto di trasformare in luogo per lezioni e di incontro. Per dare maggiore rilievo e visibilità hanno prodotto con la guida del proprio insegnante un plastico che riproduce la propria scuola che riproduce la soluzione da loro prospettata.

Poi è stata la volta di quelli di Staggia. Dove vivono vi è un edificio  che dopo essere state edificate strutture portanti e muri esterni è stato abbandonato. Ci sono ancora ponteggi e resti dei lavori. Lo stato di degrado è molto avanzato e il luogo è divenuto ricettacolo di attività illegali. Questo “mostro deturpa il paesaggio urbano e i giovani si sono posti il problema di come trasformarlo. A significare la loro attenzione e le loro preoccupazioni si sono divisi in gruppi e hanno disegnato delle soluzioni: centro sportivo, culturale, luogo di ritrovo, di incontro, spazio per attività fisiche, che hanno illustrato con molta cura con un power point. Hanno voluto così offrire ai cittadini degli spunti di riflessione per sostituire il vecchio edificio con uno nuovo e pubblico che riqualificherebbe la frazione di Staggia e hanno fatto delle ipotesi sugli usi, riconoscendo che la scelta finale debba essere frutto di un coinvolgimento dei cittadini. Hanno voluto dare un bel segnale di essere protagonisti della legalità con il proprio progetto e i cartelloni che hanno esposto sono la migliore testimonianza di questo loro impegno.

Enrica Borgianni ha manifestato il suo stupore davanti ai progetti, alla abilità e al lavoro di ragazzi e ragazze per essere attori del costruire insieme una comunità coesa e attenta, ha riconosciuto che alla base vi è certamente una esigenza di creare spazi, anche se nel comune ve ne sono altri e importanti, e come presidente del Consiglio comunale si impegna a fare da tramite con chi ha il governo della città nel riprendere e nel discute queste proposte. Ha apprezzato molto lo spirito con cui hanno lavorato e hanno partecipato al confronto i giovani.

La professoressa Cortigiani che guida studenti e studentesse del Marmocchi ha sottolineato che i ragazzi e le ragazze si sono trovati a contatto con il tema della cittadinanza attiva anche nel piccolo della propria scuola la scuola e hanno deciso di accettare la sfida della Fondazione, ha ricordato le visite, con gli altri giovani del progetto, del 22 settembre e 18 dicembre a Roma dove hanno incontrato il Presidente della Repubblica e quelli del Senato e della Camera, ha ribadito in ultimo, dopo aver  ringraziato l'amministrazione comunale per la vicinanza alla scuola, l'esigenza di una maggiore concretezza e il bisogno che i giovani ricevano segnali concreti da parte di chi governa la cosa pubblica.

La discussione ha suscitato la curiosità dei due genitori presenti che hanno voluto conoscere meglio il progetto e poi con tutti ci siamo dati appuntamento a Siena per martedì 19 maggio.

Sergio Tamborrino

Responsabile Progetto Scuola Toscana



A Bagno a Ripoli le sentinelle sono state ospiti del loro sindaco, Francesco Casini, che le ha accolte con  le assessore all'Istruzione, Annalisa Massari, e alla Legalità, Francesca Cellini. Ha innanzi tutto ringraziato la Fondazione dell'impegno a favore della legalità all’interno delle scuole e ribadito tutto l’orgoglio dell’amministrazione nell’ospitare la sede della Fondazione.

La presenza degli amministratori testimonia l’attenzione al tema della legalità in particolare con i giovani, che rappresentano il futuro della comunità. Il Comune di Bagno a Ripoli ospita ogni anno il Vertice antimafia della Fondazione che il Sindaco auspica sia sempre più partecipato dai giovani ed annuncia la prossima iniziativa di maggio sulle zoomafie. Ha ribadito l'intenzione dell’amministrazione di continuare a percorrere questa via di educazione alla legalità insieme alla Fondazione Caponnetto.

Ha poi preso la parola la Fondazione, ricordando che nel comune di Bagno a Ripoli è attiva, sin dall’inizio del progetto, una collaborazione con la Polizia Municipale grazie all’impegno del suo comandante Filippo Fusi e dell’Ispettore Valentino Maltinti.

La classe 2 A della scuola media Granacci ha esordito per prima con un progetto sul rispetto delle regole all’interno della scuola. Gli studenti hanno fatto un’indagine per mettere in evidenza quali siano le regole che non vengono rispettate e quali le conseguenze, si sono divisi in gruppi, ognuno si è preso il compito di documentare con foto i beni manomessi, situati in una specifica area della scuola.

La maggior parte delle regole che non vengono rispettate sono quelle che servono a tutelare i beni comuni, ad esempio i banchi vengono rigati, i muri imbrattati con graffiti, i bagni rotti, i rifiuti buttati all’esterno dei cestini. Il risultato è stato che le regole non vengono rispettate perché ci sono dei ragazzi che così facendo si sentono ‘fighi’, oppure per noncuranza o per pigrizia.

La conclusione è che se non si rispettano le regole i beni comuni vengono rovinati e ci si danneggia a vicenda.

I ragazzi non hanno ancora completato il proprio lavoro e quindi la Fondazione ha ricordato un analogo tema fatto, sempre a Bagno a Ripoli, dai ragazzi del comprensivo Caponnetto. Al degrado all’interno della propria scuola hanno contribuito gli stessi compagni e quindi bisogna chiedersi: ma io che cosa posso fare? Girarmi dall’altra parte ed essere complice? Oppure per essere credibili prendere da esempio i compagni del comprensivo Caponnetto che lo scorso anno si sono dati appuntamento 4 pomeriggi e hanno ripulito la scuola?  E, dopo averlo fatto, hanno sentito la fatica di quell’esperienza per far sì che non ci fosse più degrado e lavoro da fare …si sono date delle regole in difesa della propria scuole e dei loro beni comuni. La Fondazione ha chiesto ai ragazzi di indicare una soluzione per maggio! Ognuno di noi deve cominciare a fare qualcosa in prima persona.

È toccato poi ai ragazzi della 2 B Volta e della 2 A Gobetti che hanno realizzato un questionario  sulla discriminazione razziale, l’orientamento sessuale e gli atti discriminatori nei confronti delle persone con disabilità, ponendosi l’ulteriore obiettivo di non utilizzare carta per la distribuzione del questionario ma siti web dove poter caricare il questionario per raccogliere risposte, e vari account da mandare a diverse gruppi di persone: docenti, genitori, alunni, dipendenti comunali.

Le risposte ottenute sono state raccolte in alcuni grafici. Per ora è stato somministrato a circa 400 persone, ma chiedono un aiuto a divulgarlo ad un numero più ampio e a coloro che non hanno completato il questionario di farlo, in modo da poter avere ancora risposte, e sottolineano come nel corso di questo lavoro siano riusciti a fare un uso responsabile di internet.

Gli studenti della 2 IT hanno proiettato un breve video sulla discriminazione che ben si presterebbe per un utilizzo come “pubblicità progresso”.  Per il sonoro la scelta è caduta su “I have a dream”, frase che nel video è tradotta in tante lingue diverse e rappresentata da tanti volti diversi fra cui molti ragazzi della scuola e della stessa insegnante, Maria Ester Mastrogiovanni, perché serva da monito contro la discriminazione e sia segno di speranza per un mondo senza discriminazioni.

La 2 B ha riproposto il progetto Non camminare sulle spalle degli altri, iniziato tre anni fa da una classe quarta del Gobetti  che prevedeva la realizzazione di una campagna pubblicitaria mirata sui mezzi dell'Ataf per invitare i cittadini a pagare il biglietto dell’autobus.

Tre anni fa avevano avuto assicurazioni da parte del Comune e Provincia che si sarebbero fatto carico delle spese di stampa dei manifesti e, dopo un incontro con l’Ataf, la disponibilità dell'azienda ad inserirli negli spazi pubblicitari negli autobus. È passato un anno e mezzo ma i ragazzi non hanno dimenticato e lo scorso anno hanno riproposto il tema; nel frattempo l’Ataf è stata privatizzata e la nuova proprietà ha comunicato che per quella campagna pubblicitaria sull’autobus con quei disegni dei giovani, gli stessi avrebbero dovuto pagare come se fossero degli operatori economici!

L’Ataf ha prospettato ai ragazzi altre soluzioni quali inserire i disegni sul retro dei biglietti, ma dei manifesti neanche parlarne! Poi il silenzio, l’Ataf non si è più fatta sentire!

Gli studenti chiedono di riprendere i contatti con Ataf in modo da portare a termine tale progetto ormai in cantiere da tre anni. Le Sentinelle non mollano!

La Fondazione ha chiesto all’Amministrazione un impegno a sollecitare tutte le parti in causa, istituzioni comprese, per trovare insieme una soluzione alla richiesta dei ragazzi  per  far emergere il buon senso ed avere dei buoni servizi contro i paradossi di cretese memoria!

Maurizio Poggi ha lodato il lavoro dei ragazzi sottolineando l’evidente buona scuola che rende possibile tali espressioni, si è dichiarato disponibile, per la zona di Sieci, a divulgare il questionario e ha presentato Salvatore della Cooperativa Lavoro e non Solo che ha raccontato di come Corleone capitale della mafia oggi possa definirsi invece capitale dell’antimafia.

Il suo racconto ha conquistato i ragazzi: la sua infanzia in una terra in cui nominare la mafia era vietato e oggi sentire cittadini ed istituzioni parlare di mafia costituisce un grosso passo avanti per sconfiggerla; la nascita della cooperativa, giovani corleonesi che dicono no alla mafia e chiedono allo Stato, grazie alla legge 109, di farsi assegnare i terreni confiscati appartenuti a Riina, Provenzano, Liggio, per poi coltivarli.

I primi anni sono stati duri. La mafia cercava con le minacce di non far emergere il lavoro e i sacrifici della cooperativa, ma lui e gli altri soci non si sono lasciati intimidire, i primi segnali di solidarietà venuti dai ragazzi toscani e poi da tutta Italia. I ragazzi venivano ospitati nella palestra del comune dove mangiavano e dormivano, poi Casa Caponnetto, oggi ostello che ospita tutti gli anni oltre 900 ragazzi. Grazie alla Cgil, allo Spi, all'Arci,  la cooperativa ha continuato a battersi e a cercare condivisione con altre realtà, ha coinvolto 30 produttori onesti di Corleone ad associarsi dando vita a Fior di Corleone, associazione che oggi si riunisce a Casa Caponnetto. La Fondazione deve dire grazie a loro e alla loro esperienza se quest'anno al progetto Sentinelle partecipano due scuole di Corleone e il prossimo anno altre di due diversi comuni. Questo ha permesso agli studenti siciliani di essere ospiti a Roma il 18 dicembre scorso in Senato e alla Camera e in viale Trastevere del Ministro Stefania Giannini e, il 12 marzo a Palazzo Vecchio insieme a studenti e studentesse delle scuole fiorentine nel corso del secondo appuntamento del progetto 2014-2015.

Annalisa Massari ha lodato il lavoro dei ragazzi e degli insegnanti che studiano e approfondiscono il tema della cittadinanza  nell’ambito della disciplina Cittadinanza e Costituzione e ha ribadito l'importanza del contributo a promuovere una cultura dell’antimafia fin da piccoli, perché spesso accade di adottare e far uso di  schemi mentali di tipo para-mafioso che sono parte di modalità di pensiero di cui non siamo pienamente consapevoli.

L’amministrazione comunale è impegnata e sostenere questi percorsi di legalità, con questo spirito si è resa disponibile a trovare una soluzione sulla questione Ataf.

Alla fine di questo confronto ci siamo dati appuntamento, ospiti della città metropolitana, il prossimo18 maggio.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola