Mercoledì 22 marzo le Giovani sentinelle sbarcano in laguna per essere protagonisti della serata. Nella sala seminariale del Centro culturale Candiani di Mestre, le ragazze e i ragazzi del liceo Bruno-Franchetti e dell'Istituto Algarotti, hanno proseguito il loro cammino di cittadini attivi e si sono confrontati con i rappresentanti istituzionali. A fare gli onori di casa gli assessori alla Sicurezza urbana, Giorgio D'Este, al Turismo, Paola Mar, e alle Attività Produttive, Francesca Da Villa.
Nel salutare i giovani Giorgio D'Este ha voluto ricordare che l'Amministrazione comunale ha creduto fin dall'inizio nel percorso educativo di questo progetto ed è impegnato, grazie anche ad un protocollo d'intesa in via di definizione con la Fondazione, a proporlo anche ad altre scuole della città.
Presenti anche il tenente dei carabinieri, Ottavia Massenta, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Salvatore Casabranca, il comandante dei vigili urbani, Marco Agostini.
La Fondazione ha introdotto i lavori con l’illustrazione del progetto, hanno poi preso la parola i giovani studenti del liceo Bruno-Franchetti, guidati dalla professoressa Monica Sacchi, che hanno affrontato il tema Sicuri nella nostra città: cosa è cambiato a distanza di un anno.
I ragazzi della terza H proseguono la ricerca avviata dai loro compagni l’anno precedente, interrogandosi sulle questioni della sicurezza. Grazie ad un questionario hanno potuto raccogliere le opinioni dei coetanei che percepiscono come pericolose le zone di via Piave e della Stazione ferroviaria, i parchi e, in generale, le vie lontane dal centro; si temono in particolare i tossicodipendenti e gli ubriachi, con una maggiore preoccupazione da parte delle ragazze. La percezione di insicurezza è in aumento rispetto allo scorso anno ed è più alta del pericolo reale, anche per il bombardamento mediatico relativo alle notizie di cronaca nera. Nel corso della loro ricerca studenti e studentesse hanno incontrato l’assessore D’Este e il tenente Ottavia Massenta, e i confronti con loro sono stati utili e interessanti per le informazioni che hanno ricevuto. Ragazzi e ragazze hanno messo in rilievo alcuni aspetti contraddittori, come ad esempio la situazione del sottopassaggio della paura. Luogo di ritrovo dei tossicodipendenti, è un’evidente zona pericolosa, ma le forze dell’ordine non possono intervenire direttamente, se non vengono commessi reati. Un questionario è stato proposto anche ai genitori, ma i dati emersi sono stati differenti da quelli dei giovani e – secondo il giudizio di alcuni degli ospiti dell’incontro, in particolare dell’ispettore della Squadra mobile, Jacopo Ballarin – la percezione degli adulti è stata meno attenta e meno verosimile di quella dei giovanissimi.
Hanno poi preso la parola studenti e studentesse dell'Istituto Algarotti che hanno scelto di approfondire la questione de L'abusivismo in ambito turistico, guidati in questa loro fatica dalla professoressa Patrizia Locatelli. Con ricerche documentarie e con il prezioso supporto di Caterina Sopradassi, presidente dell’Associazione delle guide turistiche di Venezia, hanno raccolto informazioni e dati relativamente al numero dei turisti, che cresce sulla laguna di giorno in giorno e, con esso, la richiesta di servizi e la quota di coloro che soddisfano tale richiesta in modo illegale. C’è uno sfruttamento eccessivo della città, che porta depauperamento e degrado. In questo contesto delle guide turistiche, anche di nazionalità cinese, che non hanno titolo o licenza per farlo si propongono a gruppi di turisti offrendosi di illustrare loro gratuitamente la città. Invece, alla fine del giro, richiedono una mancia obbligatoria fra i 10 e i 20 euro, cifra decisamente più alta di quella delle guide ufficiali, che guadagnano meno e pagano le tasse. Le guide abusive raccontano anche frottole, come ad esempio quella che la Basilica di San Marco sia dedicata a San Marco Polo, e altre ‘storie’ di questo tipo, per cui l’immagine della città viene compromessa gravemente. Il giornalista Davide Tamiello si è intrufolato fra i turisti di una guida abusiva e ha raccontato la sua esperienza, anche di come è stato pesantemente apostrofato per non avere voluto dare la mancia obbligatoria. L’abusivismo a Venezia trova spazi sempre nuovi anche in strutture ricettive senza le dovute autorizzazioni, tema costantemente posto all’attenzione dei media. Inoltre ci sono alcuni grandi operatori del web per le prenotazioni, come ad esempio Trivago e simili, che hanno sedi all’estero e non versano interamente le tasse allo Stato italiano pur sfruttando turisticamente l’Italia. I ragazzi dell’Algarotti studiano per formarsi come operatori ai diversi livelli e con differenti profili professionali in ambito turistico con la speranza di lavorare con competenza e soddisfazione, ma sono preoccupati dalla diffusione dell’abusivismo e dall’esercizio di professioni senza alcuna competenza e al di fuori delle regole.
Assessori e uomini delle istituzioni hanno ringraziato i giovani e fatto loro i complimenti per le loro ricerche, per l’accuratezza e il desiderio di lavorare nel pieno rispetto delle norme e li hanno invitati a conservare questo spirito e questa tenacia sempre. Giorgio D’Este ha annunciato l’intendimento dell’amministrazione di proporre anche agli istituti comprensivi di Venezia la partecipazione al progetto perché, grazie ad esso, ritrova uno spazio l’educazione civica , e si impegna ad essere interlocutore di studenti e studentesse in questo loro percorso. Concorda anche Paola Mar nella necessità di ridurre la distanza fra i giovani e la politica offrendo le opportunità che i ragazzi e le ragazze siano protagonisti della politica cittadina.
Concetta Franco, dirigente scolastica dell’Istituto Algarotti, ha invitato ragazzi e ragazze a non smettere mai di vigilare, rimarcando che vi è un limite tra legalità e illegalità e, con esso, i giovani devono confrontarsi, operando anche delle scelte. Roberto Gaudio, dirigente scolastico del Liceo Bruno, ha espresso la propria soddisfazione per l’impegno continuo degli studenti e delle studentesse, ormai al terzo anno del progetto, con l’auspicio di poter presto moltiplicare le iniziative nella sua scuola. Ottavia Massenta ha posto l’accento sulla necessità della prevenzione, piuttosto che sulla repressione e ha voluto sottolineare di essere stata coinvolta e ha interagito in un’ottica appunto preventiva. Salvatore Casabranca ha posto l’accento sul difficile percorso di adeguarsi ai cambiamenti della società che esprime forme di abusivismo sempre nuovo. Nel concordare Marco Agostini ha rimarcato come la società in cui viviamo abbia assunto forme del tutto imprevedibili pochi anni fa e, con il mutamento, è necessario rinnovare di continuo strategie e modalità per contrastare le forme cangianti di criminalità. Si è complimentato per la sensibilità e la serietà con cui ragazzi e ragazze hanno affrontato il tema delle regole, che – ha ribadito - devono evolvere e poi essere rispettate perché una legge di 35 anni fa poteva tutelare le realtà dell’epoca, mentre ora è del tutto obsoleta.
A conclusione dello splendido pomeriggio le parole della presidente delle guide, Caterina Sopradassi, che ha ricordato l’aspetto mafioso dell’abusivismo turistico e quelle dell’assessore D’Este che ha incoraggiato tutti osservando che, fortunatamente, non tutto è illegale.
L’appuntamento con tutti è per il 19 maggio, ospiti della Regione Veneto, e in quella occasione saranno con noi anche i responsabili dell'Osservatorio C.O. e trasparenza della Regione Veneto che seguiranno con attenzione il progetto e proseguiranno con la Fondazione e con le scuole che vi parteciperanno il prossimo anno in questo percorso di cittadinanza.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
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martedì 28 marzo 2017
mercoledì 16 dicembre 2015
Giovani sentinelle in Laguna
Giovani sentinelle in Laguna
Le giovani sentinelle approdano in Laguna, all'istituto G. Bruno-Franchetti di Mestre, lunedì 14 dicembre e con questo appuntamento si è concluso il ciclo degli incontri di apertura del progetto in Veneto. Ad attenderci due classi dello stesso istituto ma di due plessi differenti e distanti fra loro, oltre alla classe che ha partecipato lo scorso anno, e con loro le insegnati referenti Alessandra Artusi e Irene Raspanti, altri colleghi che seguiranno il progetto. A dare il benvenuto il dirigente scolastico, prof. Roberto Gaudio.
Fin dall'inizio ci ha colpito l'attenzione dei ragazzi e delle ragazze, mai venuta meno per tutta le due ore che sono trascorse velocemente.
Dopo aver esordito raccontando della vita del giudice padre del pool antimafia, della morte di Falcone e Borsellino e del grido di dolore di Caponnetto dopo le stragi: «Tutto è finito!», abbiamo ricordato lo scatto con cui lo stesso Caponnetto, proprio ascoltando le richieste di molti giovani davanti al tribunale di Palermo che lo esortavano a non lasciarli soli, ha scelto di essere testimone ed educatore di quella nuova resistenza dei valori, dimenticati o elusi, della nostra Carta costituzionale.
Studenti e studentesse che hanno partecipato al progetto lo scorso anno sono intervenuti per illustrare la loro proposta ai nuovi compagni, confermando ancora una volta che l’operato della Fondazione e del suo fondatore non è vano: la mafie, la cattiva politica e la corruzione si battono con la cultura, con la conoscenza e hanno ricordato Caponnetto quando diceva che la stessa mafia ha più paura della scuola della stessa giustizia. Hanno parlato della loro esperienza di impegno individuale e collettivo, dello studio e dell’approfondimento e di come ne sia venuto per loro non solo un arricchimento ma anche tanta soddisfazione.
La spiegazione delle varie fasi del progetto che li vedrà coinvolti nell’incontrare, durante l'anno scolastico, tutte le Istituzioni a vari livelli è stato facile e ha entusiasmato i giovani. Siamo passati poi a ricordare alcuni progetti fatti da altri ragazzi in varie scuole d’Italia e i loro sviluppi, e l'interesse è stato tale che si sono formati dei gruppi, alla fine, che continuavano a discutere. Non avendo tempo per rispondere alle domande alla fine delle due ore, abbiamo proposto di utilizzare mail e rete per continuare e seguire il percorso di educazione alla legalità.
Ci siamo dati appuntamento per mercoledì 23 marzo quando incontreranno gli amministratori locali e ci auguriamo che quest'anno, al contrario dello scorso, sia possibile non essendoci più il commissario prefettizio ma il Sindaco e gli assessori.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
Le giovani sentinelle approdano in Laguna, all'istituto G. Bruno-Franchetti di Mestre, lunedì 14 dicembre e con questo appuntamento si è concluso il ciclo degli incontri di apertura del progetto in Veneto. Ad attenderci due classi dello stesso istituto ma di due plessi differenti e distanti fra loro, oltre alla classe che ha partecipato lo scorso anno, e con loro le insegnati referenti Alessandra Artusi e Irene Raspanti, altri colleghi che seguiranno il progetto. A dare il benvenuto il dirigente scolastico, prof. Roberto Gaudio.
Fin dall'inizio ci ha colpito l'attenzione dei ragazzi e delle ragazze, mai venuta meno per tutta le due ore che sono trascorse velocemente.
Dopo aver esordito raccontando della vita del giudice padre del pool antimafia, della morte di Falcone e Borsellino e del grido di dolore di Caponnetto dopo le stragi: «Tutto è finito!», abbiamo ricordato lo scatto con cui lo stesso Caponnetto, proprio ascoltando le richieste di molti giovani davanti al tribunale di Palermo che lo esortavano a non lasciarli soli, ha scelto di essere testimone ed educatore di quella nuova resistenza dei valori, dimenticati o elusi, della nostra Carta costituzionale.
Studenti e studentesse che hanno partecipato al progetto lo scorso anno sono intervenuti per illustrare la loro proposta ai nuovi compagni, confermando ancora una volta che l’operato della Fondazione e del suo fondatore non è vano: la mafie, la cattiva politica e la corruzione si battono con la cultura, con la conoscenza e hanno ricordato Caponnetto quando diceva che la stessa mafia ha più paura della scuola della stessa giustizia. Hanno parlato della loro esperienza di impegno individuale e collettivo, dello studio e dell’approfondimento e di come ne sia venuto per loro non solo un arricchimento ma anche tanta soddisfazione.
La spiegazione delle varie fasi del progetto che li vedrà coinvolti nell’incontrare, durante l'anno scolastico, tutte le Istituzioni a vari livelli è stato facile e ha entusiasmato i giovani. Siamo passati poi a ricordare alcuni progetti fatti da altri ragazzi in varie scuole d’Italia e i loro sviluppi, e l'interesse è stato tale che si sono formati dei gruppi, alla fine, che continuavano a discutere. Non avendo tempo per rispondere alle domande alla fine delle due ore, abbiamo proposto di utilizzare mail e rete per continuare e seguire il percorso di educazione alla legalità.
Ci siamo dati appuntamento per mercoledì 23 marzo quando incontreranno gli amministratori locali e ci auguriamo che quest'anno, al contrario dello scorso, sia possibile non essendoci più il commissario prefettizio ma il Sindaco e gli assessori.
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giovedì 2 aprile 2015
Le sentinelle di Venezia non incontrano i rappresentanti dell’amministrazione comunale!
Le sentinelle di Venezia non incontrano i rappresentanti dell’amministrazione comunale!
Venerdì 27 marzo è in calendario il secondo appuntamento delle giovani sentinelle di Venezia. Dopo le dimissioni del sindaco Orsoni il Comune di Venezia è stato commissariato e quindi ragazzi e ragazze attendevano di essere accolte dal commissario prefettizio, come è accaduto due anni fa a Viareggio, quando furono accolti dal dott. Mannino nella Sala consiliare e discussero con lui il proprio progetto.
Invece venerdì 27 i giovani della Laguna non hanno avuto l'onore di varcare la soglia della sala consiliare! Abbiamo più volte sollecitato via email e poi telefonicamente il Commissario prefettizio, Vittorio Zappalorto, e di seguito il sub Commissario con delega alla Cultura, Sergio Pomponio, ma inutilmente, non abbiamo avuto nessuna risposta, completo silenzio …è prevalsa la scelta di chiudere le porte ai propri giovani cittadini che con loro volevano interloquire. Così la sala simbolo del governo democratico, quella che dovrebbe essere aperta a tutti i cittadini è rimasta chiusa!
La Fondazione è rammaricata per simile comportamento in quanto in un percorso formativo sulla cittadinanza attiva le Istituzioni non possono ignorare tali sollecitazioni che vengono dalla scuola e dai giovani.
L’incontro si è tenuto quindi nell’Aula magna dell’Istituto Algarotti che ha ospitato, oltre ai ragazzi e le ragazze della scuola, anche quelli del Liceo Classico Bruno-Franchetti. Ancora una volta la scuola sopperisce alle lacune di chi dovrebbe dare il buon esempio, è un presidio dello Stato dinanzi alle inefficienze e all'ignavia.
Presenti il Commissario Capo della Polizia di Stato di Venezia, Annalisa Ferrari, che porta il saluto del Questore, dottor Angelo Sanna, da sempre attento alla formazione dei ragazzi, il tenente dei Carabinieri, Sorgente, i rappresentanti del COISP con il presidente, Franco Maccari e, infine, il Commissario prefettizio della Provincia di Venezia, dott. Cesare Castelli, che si dichiara disponibile da subito ad ospitare in Provincia gli studenti per il terzo incontro previsto per martedì 12 maggio dalle ore 9.30 alle ore 12.30. Nel ringraziarlo, ci rincuora in quanto non rende vano il lavoro di un anno e non spegne il grande entusiasmo che questi giovani hanno trasmesso con questo progetto.
Nell'introdurre l'incontro, la Fondazione ha voluto orgogliosamente ricordare i compagni di questa tre giorni in Veneto: il personale dell’OSCAD con il progetto mirato e rivolto ai giovani per promuovere la cultura della legalità ed il contrasto ad ogni forma di discriminazione e di violenza. La Fondazione ha ribadito l’importanza del lavoro di squadra, di pool e dei ponti virtuosi con le forze sane del nostro Paese. Il Sostituto Commissario della Polizia di Stato, Gioia Nanni, ci ha fatto riflettere e capire come si può andare oltre al ruolo di una divisa e rendere prezioso questa collaborazione . Ha spiegato il cammino verso il rispetto dei Diritti Umani che il Dipartimento della Pubblica Sicurezza intende affrontare partendo con una campagna promozionale proprio da Venezia il prossimo 7 maggio con un truck lungo 18 metri che ospiterà i giovani della Laguna.
Poi hanno preso la parola le Sentinelle del liceo classico Bruno-Franchetti accompagnati dalla loro insegnante, Alessandra Artusi, e dell’IIS Algarotti con l’insegnante e nostra referente per la provincia di Venezia, Giusi Sazio. I ragazzi dell’Algarotti fanno gli onori di casa lasciando la parola a quelli del Liceo Bruno Franchetti di Mestre-Venezia, all’esordio con il progetto della Fondazione. Gli studenti e le studentesse della classe II E classico hanno approfondito il tema della sicurezza in rete e dei pericoli che possono derivare da una navigazione in internet poco responsabile. Essi hanno adottato come nuovo titolo del loro progetto una frase emersa dal colloquio per un approfondimento con uno degli esperti incontrati nei mesi scorsi, il dottor Scialdone, Commissario Capo del settore operativo ed investigativo della Polizia Postale di Venezia. La frase recita efficacemente così: Internet è come un diamante: rimane per sempre. Come hanno precisato poi i ragazzi e le ragazze, di ogni immagine, di ogni dato che viene scambiato in una comunicazione on line, nei social network o con un semplice SMS, rimane traccia per lunghissimo tempo a nostra insaputa, anche nel caso vengano cancellati o rimossi. Dopo la presentazione generale del percorso, affidata ad Alessio, la parola è passata a Brigitta e a Valentina, per l’esposizione di quanto emerso dall’intervista rivolta al dottor Scialdone. Le due studentesse hanno elencato i reati prevalenti di cui si può essere vittima navigando in internet, gli uffici competenti ad essi preposti, le strategie messe in atto per garantire un confronto efficace con il cittadino su questi temi. Gli studenti hanno inoltre riferito di aver conosciuto durante il loro percorso il dottor Fabio Corvini, formatore a livello europeo nel campo della sicurezza in rete. Corvini, parlando loro di Deep Web, ha smascherato l’esistenza di una realtà latente, sottesa alla rete da noi quotidianamente utilizzata, ma di facile accesso: un terreno fertile per la vita di molte organizzazioni criminali, un mercato la cui moneta corrente è il bitcoin.
Giammarco e Silvia hanno illustrato, poi, nel dettaglio l’esito di un sondaggio effettuato tra un campione di oltre 100 studenti del proprio Istituto, allo scopo di conoscere le abitudini dei giovani nell’uso delle nuove tecnologie e il loro grado di consapevolezza sui rischi cui ci si espone navigando in rete. In seguito all'analisi dei dati, l’appello rivolto alle autorità presenti è stato quello di incentivare l’informazione anche tra le scuole secondarie di secondo grado, come accade già in modo apprezzabile presso molti Istituti del primo ciclo di istruzione, perché c’è ancora tanto da fare in quest’ambito, avvertito dai giovani stessi come in evoluzione e, per così dire, liquido.
L’esposizione degli studenti si è conclusa con un efficace video, presente anche nel sito dell'USR per il Veneto nella sezione ECR - Essere Cittadini Responsabili. Come ha spiegato Alessia, hanno voluto così sensibilizzare ulteriormente i presenti sulle possibili conseguenze di un utilizzo ingenuo delle nuove tecnologie. Al video ha collaborato anche il dott.or Corvini.
Stremati dall’emozioni ma entusiasti ed appagati dagli applausi, cedono la parola alle sentinelle dell’IIS Algarotti.
L’anno scorso le Sentinelle di questo istituto si sono occupate dello studio del gioco d’azzardo come fenomeno sociale e socialmente pericoloso, analizzando il fenomeno dal punto di vista medico-scientifico, economico e giuridico.
Quest’anno invece le Sentinelle, reduci del ruolo di firmatari del Protocollo d’intesa fra Scuola, Fondazione e Prefettura di Venezia, per la prevenzione ed il contrasto del gioco illegale, la sicurezza del gioco e la tutela delle fasce deboli, hanno deciso di ripartire con la considerazione della pericolosità del fenomeno già in fase preadolescenziale e adolescenziale proponendo un progetto di educazione alla salute differenziato per fasce di età, con il fine di informare e prevenire il fenomeno partendo dal nucleo più vicino al bambino dopo la famiglia: in ambito scolastico. Hanno suddiviso così il progetto in tre interventi differenti, così come lo sono i destinatari. In questo primo incontro, le sentinelle si sono dedicate alla parte di progetto destinato alle scuole secondarie di I e di II grado: Marta, Benedetta, Anna hanno affrontato il tema del GAP nell’adolescente, mettendo in rilievo la pericolosità di alcune azioni apparentemente innocue; Claudia, Carlo e Alessia si sono soffermati sulla trattazione del fenomeno in fase pre-adolescenziale. Gli adolescenti italiani sanno che l’azzardo non è un gioco come tutti gli altri, e il 56% li associa alla consapevolezza di un divieto: il 43% sa che è vietato ai minorenni, il 16% lo ritiene illegale e il 7% pensa che sia consentito solo all’interno dei casinò. 4 ragazzi su 10 associano al gioco d’azzardo la sensazione di rischio e il 14% lo ritiene da malati.
Il 99% dei ragazzi conosce almeno un gioco d’azzardo; il 97% il gratta e vinci e l’88% i giochi con estrazione di numeri mentre l’80% circa conosce le macchinette (slot e videopoker), le scommesse, i giochi di carte online e il bingo. I ragazzi più grandi (16-17enni) appaiono più informati soprattutto sulle scommesse sportive, i giochi di carte e videopoker. In media, i maschi sono più attratti delle loro coetanee dal gioco d’azzardo, e la diffusione è maggiore in soggetti con basso livello di scolarizzazione e nel Meridione.
La pubblicità televisiva è il più importante veicolo di conoscenza dei diversi tipi di giochi, ma nell’iniziazione vera e propria al gioco è particolarmente rilevante il passaparola di amici che già praticano questa attività.
Anche il web ha un ruolo da comprimario tra i canali di conoscenza: dopo i social network, sono i siti sportivi ad avvicinare i ragazzi (soprattutto maschi) al gioco d'azzardo. Emerge dunque un segnale non irrilevante, perché l’esposizione al pericolo riguarda molto da vicino la pubblicità in Tv e anche lo sport, tradizionalmente percepito come scuola di sani principi, è divenuto anche veicolo di avvicinamento al gioco d’azzardo. Sebbene il “gratta e vinci” sia il più praticato, le scommesse sportive rappresentano il gioco d'azzardo più popolare tra gli adolescenti con una capacità attrattiva superiore a molti altri giochi d'azzardo tradizionali più noti e rivelano così un fenomeno da tenere sotto controllo.
Infine una bella sorpresa! I ragazzi allietano i numerosi genitori e autorità presenti rappresentando la malattia del gioco d’azzardo così devastante con un balletto che Veronica e Giulia eseguono davanti ad una slot machine completamente realizzata dai ragazzi. Pronti per la prossima tappa di martedì 12 maggio, i ragazzi si propongono di arricchire il proprio percorso con ulteriori interventi e ...spettacolo!
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Venerdì 27 marzo è in calendario il secondo appuntamento delle giovani sentinelle di Venezia. Dopo le dimissioni del sindaco Orsoni il Comune di Venezia è stato commissariato e quindi ragazzi e ragazze attendevano di essere accolte dal commissario prefettizio, come è accaduto due anni fa a Viareggio, quando furono accolti dal dott. Mannino nella Sala consiliare e discussero con lui il proprio progetto.
Invece venerdì 27 i giovani della Laguna non hanno avuto l'onore di varcare la soglia della sala consiliare! Abbiamo più volte sollecitato via email e poi telefonicamente il Commissario prefettizio, Vittorio Zappalorto, e di seguito il sub Commissario con delega alla Cultura, Sergio Pomponio, ma inutilmente, non abbiamo avuto nessuna risposta, completo silenzio …è prevalsa la scelta di chiudere le porte ai propri giovani cittadini che con loro volevano interloquire. Così la sala simbolo del governo democratico, quella che dovrebbe essere aperta a tutti i cittadini è rimasta chiusa!
La Fondazione è rammaricata per simile comportamento in quanto in un percorso formativo sulla cittadinanza attiva le Istituzioni non possono ignorare tali sollecitazioni che vengono dalla scuola e dai giovani.
L’incontro si è tenuto quindi nell’Aula magna dell’Istituto Algarotti che ha ospitato, oltre ai ragazzi e le ragazze della scuola, anche quelli del Liceo Classico Bruno-Franchetti. Ancora una volta la scuola sopperisce alle lacune di chi dovrebbe dare il buon esempio, è un presidio dello Stato dinanzi alle inefficienze e all'ignavia.
Presenti il Commissario Capo della Polizia di Stato di Venezia, Annalisa Ferrari, che porta il saluto del Questore, dottor Angelo Sanna, da sempre attento alla formazione dei ragazzi, il tenente dei Carabinieri, Sorgente, i rappresentanti del COISP con il presidente, Franco Maccari e, infine, il Commissario prefettizio della Provincia di Venezia, dott. Cesare Castelli, che si dichiara disponibile da subito ad ospitare in Provincia gli studenti per il terzo incontro previsto per martedì 12 maggio dalle ore 9.30 alle ore 12.30. Nel ringraziarlo, ci rincuora in quanto non rende vano il lavoro di un anno e non spegne il grande entusiasmo che questi giovani hanno trasmesso con questo progetto.
Nell'introdurre l'incontro, la Fondazione ha voluto orgogliosamente ricordare i compagni di questa tre giorni in Veneto: il personale dell’OSCAD con il progetto mirato e rivolto ai giovani per promuovere la cultura della legalità ed il contrasto ad ogni forma di discriminazione e di violenza. La Fondazione ha ribadito l’importanza del lavoro di squadra, di pool e dei ponti virtuosi con le forze sane del nostro Paese. Il Sostituto Commissario della Polizia di Stato, Gioia Nanni, ci ha fatto riflettere e capire come si può andare oltre al ruolo di una divisa e rendere prezioso questa collaborazione . Ha spiegato il cammino verso il rispetto dei Diritti Umani che il Dipartimento della Pubblica Sicurezza intende affrontare partendo con una campagna promozionale proprio da Venezia il prossimo 7 maggio con un truck lungo 18 metri che ospiterà i giovani della Laguna.
Poi hanno preso la parola le Sentinelle del liceo classico Bruno-Franchetti accompagnati dalla loro insegnante, Alessandra Artusi, e dell’IIS Algarotti con l’insegnante e nostra referente per la provincia di Venezia, Giusi Sazio. I ragazzi dell’Algarotti fanno gli onori di casa lasciando la parola a quelli del Liceo Bruno Franchetti di Mestre-Venezia, all’esordio con il progetto della Fondazione. Gli studenti e le studentesse della classe II E classico hanno approfondito il tema della sicurezza in rete e dei pericoli che possono derivare da una navigazione in internet poco responsabile. Essi hanno adottato come nuovo titolo del loro progetto una frase emersa dal colloquio per un approfondimento con uno degli esperti incontrati nei mesi scorsi, il dottor Scialdone, Commissario Capo del settore operativo ed investigativo della Polizia Postale di Venezia. La frase recita efficacemente così: Internet è come un diamante: rimane per sempre. Come hanno precisato poi i ragazzi e le ragazze, di ogni immagine, di ogni dato che viene scambiato in una comunicazione on line, nei social network o con un semplice SMS, rimane traccia per lunghissimo tempo a nostra insaputa, anche nel caso vengano cancellati o rimossi. Dopo la presentazione generale del percorso, affidata ad Alessio, la parola è passata a Brigitta e a Valentina, per l’esposizione di quanto emerso dall’intervista rivolta al dottor Scialdone. Le due studentesse hanno elencato i reati prevalenti di cui si può essere vittima navigando in internet, gli uffici competenti ad essi preposti, le strategie messe in atto per garantire un confronto efficace con il cittadino su questi temi. Gli studenti hanno inoltre riferito di aver conosciuto durante il loro percorso il dottor Fabio Corvini, formatore a livello europeo nel campo della sicurezza in rete. Corvini, parlando loro di Deep Web, ha smascherato l’esistenza di una realtà latente, sottesa alla rete da noi quotidianamente utilizzata, ma di facile accesso: un terreno fertile per la vita di molte organizzazioni criminali, un mercato la cui moneta corrente è il bitcoin.
Giammarco e Silvia hanno illustrato, poi, nel dettaglio l’esito di un sondaggio effettuato tra un campione di oltre 100 studenti del proprio Istituto, allo scopo di conoscere le abitudini dei giovani nell’uso delle nuove tecnologie e il loro grado di consapevolezza sui rischi cui ci si espone navigando in rete. In seguito all'analisi dei dati, l’appello rivolto alle autorità presenti è stato quello di incentivare l’informazione anche tra le scuole secondarie di secondo grado, come accade già in modo apprezzabile presso molti Istituti del primo ciclo di istruzione, perché c’è ancora tanto da fare in quest’ambito, avvertito dai giovani stessi come in evoluzione e, per così dire, liquido.
L’esposizione degli studenti si è conclusa con un efficace video, presente anche nel sito dell'USR per il Veneto nella sezione ECR - Essere Cittadini Responsabili. Come ha spiegato Alessia, hanno voluto così sensibilizzare ulteriormente i presenti sulle possibili conseguenze di un utilizzo ingenuo delle nuove tecnologie. Al video ha collaborato anche il dott.or Corvini.
Stremati dall’emozioni ma entusiasti ed appagati dagli applausi, cedono la parola alle sentinelle dell’IIS Algarotti.
L’anno scorso le Sentinelle di questo istituto si sono occupate dello studio del gioco d’azzardo come fenomeno sociale e socialmente pericoloso, analizzando il fenomeno dal punto di vista medico-scientifico, economico e giuridico.
Quest’anno invece le Sentinelle, reduci del ruolo di firmatari del Protocollo d’intesa fra Scuola, Fondazione e Prefettura di Venezia, per la prevenzione ed il contrasto del gioco illegale, la sicurezza del gioco e la tutela delle fasce deboli, hanno deciso di ripartire con la considerazione della pericolosità del fenomeno già in fase preadolescenziale e adolescenziale proponendo un progetto di educazione alla salute differenziato per fasce di età, con il fine di informare e prevenire il fenomeno partendo dal nucleo più vicino al bambino dopo la famiglia: in ambito scolastico. Hanno suddiviso così il progetto in tre interventi differenti, così come lo sono i destinatari. In questo primo incontro, le sentinelle si sono dedicate alla parte di progetto destinato alle scuole secondarie di I e di II grado: Marta, Benedetta, Anna hanno affrontato il tema del GAP nell’adolescente, mettendo in rilievo la pericolosità di alcune azioni apparentemente innocue; Claudia, Carlo e Alessia si sono soffermati sulla trattazione del fenomeno in fase pre-adolescenziale. Gli adolescenti italiani sanno che l’azzardo non è un gioco come tutti gli altri, e il 56% li associa alla consapevolezza di un divieto: il 43% sa che è vietato ai minorenni, il 16% lo ritiene illegale e il 7% pensa che sia consentito solo all’interno dei casinò. 4 ragazzi su 10 associano al gioco d’azzardo la sensazione di rischio e il 14% lo ritiene da malati.
Il 99% dei ragazzi conosce almeno un gioco d’azzardo; il 97% il gratta e vinci e l’88% i giochi con estrazione di numeri mentre l’80% circa conosce le macchinette (slot e videopoker), le scommesse, i giochi di carte online e il bingo. I ragazzi più grandi (16-17enni) appaiono più informati soprattutto sulle scommesse sportive, i giochi di carte e videopoker. In media, i maschi sono più attratti delle loro coetanee dal gioco d’azzardo, e la diffusione è maggiore in soggetti con basso livello di scolarizzazione e nel Meridione.
La pubblicità televisiva è il più importante veicolo di conoscenza dei diversi tipi di giochi, ma nell’iniziazione vera e propria al gioco è particolarmente rilevante il passaparola di amici che già praticano questa attività.
Anche il web ha un ruolo da comprimario tra i canali di conoscenza: dopo i social network, sono i siti sportivi ad avvicinare i ragazzi (soprattutto maschi) al gioco d'azzardo. Emerge dunque un segnale non irrilevante, perché l’esposizione al pericolo riguarda molto da vicino la pubblicità in Tv e anche lo sport, tradizionalmente percepito come scuola di sani principi, è divenuto anche veicolo di avvicinamento al gioco d’azzardo. Sebbene il “gratta e vinci” sia il più praticato, le scommesse sportive rappresentano il gioco d'azzardo più popolare tra gli adolescenti con una capacità attrattiva superiore a molti altri giochi d'azzardo tradizionali più noti e rivelano così un fenomeno da tenere sotto controllo.
Infine una bella sorpresa! I ragazzi allietano i numerosi genitori e autorità presenti rappresentando la malattia del gioco d’azzardo così devastante con un balletto che Veronica e Giulia eseguono davanti ad una slot machine completamente realizzata dai ragazzi. Pronti per la prossima tappa di martedì 12 maggio, i ragazzi si propongono di arricchire il proprio percorso con ulteriori interventi e ...spettacolo!
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sabato 15 novembre 2014
I giovani sentinelle sbarcano in Laguna
Venerdì 14 altri due doppi incontri in Toscana e in Veneto
Alle ore 8,15 è la volta del liceo ginnasio Bruno-Franchetti di Mestre.
Ad attenderci una classe quarta con l'insegnante referente Alessandra Artusi.
Veniamo accolti da venti radiosi ragazzi, che son riusciti a rimanere al massimo dell'attenzione senza mai accennare alcun cedimento.
Sensibilità, calore e stupore hanno accompagnato questi ragazzi per tutto il tempo.
Dopo la consueta presentazione, seguita dal filmato, si è passati alla presentazione della disciplina "CITTADINANZA E COSTITUZIONE"; in tale contesto si è evidenziato la responsabilità in capo ad ogni cittadino di rendersi partecipe ed attivo nella creazione e nel mantenimento della propria comunità, difendendone i valori e i principi duramente realizzati e conquistati.
Di seguito si entra nel merito del progetto: vengono spiegati i passaggi salienti, che consistono prima nella scelta di un argomento che sta particolarmente a cuore e per il quale si vorrebbe un mutamento o miglioramento, e quindi lo studio e l'approfondimento dello stesso con alla fine la formulazione di adeguate soluzioni.
Saluti finali, entusiasmo e appuntamento a venerdì 28 marzo alle ore 16,30 presso la sala consiliare di Venezia.
Giusto il tempo tecnico del trasferimento in laguna dove ci aspettano le ragazze e i ragazzi dell'Istituto di Istruzione Superiore Algarotti di Venezia con la dirigente Marina Perini e l'inaspettata presenza del Questore, dott.Angelo Sanna.
Una silenziosa scolaresca formata da quattro classi quarte ascolta con interesse e stupore all'introduzione e alla visione del filmato.
A questo segue l'intervento accorato del Questore che non risparmia parole di stima e apprezzamento sull'operato dei togati palermitani nelle persone speciali dei giudici Falcone, Borsellino, Caponnetto.
Purtroppo il tiranno tempo non ha dato la possibilità di spiegare in modo esauriente gli step dell'intero progetto, ma ci consola la presenza della responsabile di zona e l'esperienza del precedente anno scolastico che ci permetterà di affrontare la prosecuzione del progetto.
Ha concluso Thomas Pavoni, ex studente in uscita lo scorso anno che con il proprio elaborato rappresentante la piaga sociale del gioco d'azzardo, ha dato lustro all'Istituto aggiudicandosi un riconoscimento del Comune di Venezia.
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