Giovani sentinelle in Laguna
Le giovani sentinelle approdano in Laguna, all'istituto G. Bruno-Franchetti di Mestre, lunedì 14 dicembre e con questo appuntamento si è concluso il ciclo degli incontri di apertura del progetto in Veneto. Ad attenderci due classi dello stesso istituto ma di due plessi differenti e distanti fra loro, oltre alla classe che ha partecipato lo scorso anno, e con loro le insegnati referenti Alessandra Artusi e Irene Raspanti, altri colleghi che seguiranno il progetto. A dare il benvenuto il dirigente scolastico, prof. Roberto Gaudio.
Fin dall'inizio ci ha colpito l'attenzione dei ragazzi e delle ragazze, mai venuta meno per tutta le due ore che sono trascorse velocemente.
Dopo aver esordito raccontando della vita del giudice padre del pool antimafia, della morte di Falcone e Borsellino e del grido di dolore di Caponnetto dopo le stragi: «Tutto è finito!», abbiamo ricordato lo scatto con cui lo stesso Caponnetto, proprio ascoltando le richieste di molti giovani davanti al tribunale di Palermo che lo esortavano a non lasciarli soli, ha scelto di essere testimone ed educatore di quella nuova resistenza dei valori, dimenticati o elusi, della nostra Carta costituzionale.
Studenti e studentesse che hanno partecipato al progetto lo scorso anno sono intervenuti per illustrare la loro proposta ai nuovi compagni, confermando ancora una volta che l’operato della Fondazione e del suo fondatore non è vano: la mafie, la cattiva politica e la corruzione si battono con la cultura, con la conoscenza e hanno ricordato Caponnetto quando diceva che la stessa mafia ha più paura della scuola della stessa giustizia. Hanno parlato della loro esperienza di impegno individuale e collettivo, dello studio e dell’approfondimento e di come ne sia venuto per loro non solo un arricchimento ma anche tanta soddisfazione.
La spiegazione delle varie fasi del progetto che li vedrà coinvolti nell’incontrare, durante l'anno scolastico, tutte le Istituzioni a vari livelli è stato facile e ha entusiasmato i giovani. Siamo passati poi a ricordare alcuni progetti fatti da altri ragazzi in varie scuole d’Italia e i loro sviluppi, e l'interesse è stato tale che si sono formati dei gruppi, alla fine, che continuavano a discutere. Non avendo tempo per rispondere alle domande alla fine delle due ore, abbiamo proposto di utilizzare mail e rete per continuare e seguire il percorso di educazione alla legalità.
Ci siamo dati appuntamento per mercoledì 23 marzo quando incontreranno gli amministratori locali e ci auguriamo che quest'anno, al contrario dello scorso, sia possibile non essendoci più il commissario prefettizio ma il Sindaco e gli assessori.
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mercoledì 16 dicembre 2015
domenica 12 aprile 2015
Giovedì 9 aprile appuntamento a Carrara con le Giovani sentinelle
Giovedì 9 aprile appuntamento a Carrara con le Giovani sentinelle
Doppia delusione per i ragazzi e le ragazze dell'Istituto comprensivo Menconi di Avenza.
Con rammarico abbiamo appreso nelle settimane prima dell'incontro che l'amministrazione comunale di Carrara non avrebbe ospitato studenti e studentesse dell'Istituto comprensivo perché un gruppo di cittadini aveva occupato la Sala del Consiglio, né ha ritenuto opportuno ospitare i propri giovani cittadini in altre sale quindi l'incontro si è tenuto presso l'Aula magna dello stesso Istituto comprensivo Menconi. Ragazzi e ragazze insieme alla loro insegnante Emma Cattani e alla Dirigente Marta Castagna hanno dato quindi loro il benvenuto alla Fondazione e all'assessore all'Istruzione Giovanna Bernardini.
Giusto il tempo di smaltire la prima delusione, il tempo necessario alla Fondazione di introdurre i lavori per ricordare il valore del progetto: favorire il protagonismo giovanile quale strumento per l'educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva e responsabile in modo da rafforzare i legami della comunità civile in cui viviamo in nome delle regole e del rispetto dell'altro per rafforzare democrazia e libertà; giusto il tempo di ricordare che questo progetto ha raccolto apprezzamenti e giudizi positivi che vi sono ben due Protocolli d'intesa con il Ministero dell'Istruzione, per il contributo che offre all'approfondimento dell'educazione alla legalità, e con l'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia, perché favorendo lo sviluppo della cultura della legalità e della cittadinanza attiva promuove soprattutto fra le giovani generazioni la partecipazione alla vita delle istituzioni e al rafforzamento della responsabilità individuale, attivandosi inoltre per introdurre strumenti che garantiscono la diffusione della cultura dei diritti e delle responsabilità dei cittadini; giusto il tempo di illustrare l'articolazione del progetto che si snoda lungo l'intero anno scolastico, che l'assessora Giovanna Bernardini, per motivi improrogabili, è andata via!
A nulla sono valsi gli appelli all'importanza del confronto e del dialogo, alla opportunità per ragazzi e ragazze di fare esperienza di cittadinanza attraverso il dibattito con chi ha il governo della città su un tema di rilievo per studenti e studentesse; a nulla è valso l'appello al rispetto per ragazzi e ragazze che si sono ritrovati nell'auditorium per proporre e ascoltare, per discutere e confrontarsi, a suggerire e a dare consigli!
A nulla è valsa la richiesta della presenza dell'Amministrazione comunale e non del singolo amministratore (che può avere impegni anche all'ultimo minuto!) fatta già alla fine dei primi incontri e cioè prima di Natale! Non mettiamo in dubbio gli impegni dell'assessora Giovanna Bernardini, ma nessuno degli altri amministratori avrebbe potuto sostituirla per evitare che il lavoro che questi ragazzi hanno fatto in questi mesi fosse reso nullo?
Neppure l'aneddoto di Paolo Borsellino più volte citato è valso a far intervenire un altro esponente della Giunta comunale che potesse sostituirla!
La Fondazione ha preso atto di questo discutibile atteggiamento, ma proprio nello spirito del progetto di sollecitare il confronto e il dialogo richiama l'Amministrazione a dare un segnale di quanto riportato nel protocollo d'Intesa con l'ANCI e a non sfuggire al dialogo e invita la stessa ad accompagnare, come gli altri Comuni, i propri giovani cittadini all'incontro di giovedì 28 maggio quando saranno ospiti della Provincia di Massa.
L'appuntamento mancato non ha distratto i giovani che hanno aperto e voluto presentare i lavori con Lorenzo, Viola, Andrea, Giada, Federico, Niccolò, Sandy, David, Matteo che prima hanno ripercorso gli incontri di studio realizzati nel corso dell’anno scolastico con il Procuratore Giubilaro e i rappresentanti della Fondazione Caponnetto attraverso le cui testimonianze i ragazzi hanno approfondito il tema della mafia.
Sono state studiate le figure di Antonino Caponnetto, Leonardo Sciascia, del Prefetto Mori, Piersanti Mattarella, Carlo Alberto Dalla Chiesa, don Pino Puglisi.
Dalle origini della mafia fino ai giorni nostri, gli studenti hanno realizzato una ricerca storica approfondita, dalla mafia del feudo alle lotte dei sindacalisti, dagli intrecci con la politica al maxiprocesso fino al’isolamento di Falcone e Borsellino.
Federico è poi entrato nel merito del loro tema e ha introdotto la questione del Marble Hotel situato vicino al casello autostradale di Carrara: è lo scheletro di un enorme albergo la cui costruzione ha preso il via prima del 1990, in occasione dei campionato mondiale di calcio che si disputò nel nostro Paese.
Per realizzare tale struttura sono stati spesi 300 milioni di lire, equivalenti ad 8 milioni di euro di oggi. L’albergo avrebbe dovuto avere 150 camere, un ristorante, una sala fitness, una discoteca ed un garage di 3.500 mq ed invece è soltanto uno scheletro di cemento.
Nel 1988 un imprenditore del luogo propose ad un altro l’acquisto del terreno facendo presente che in concomitanza dell’evento dei mondiali sarebbe stato possibile ottenere un finanziamento pubblico. I soldi pubblici furono stanziati, ma secondo una relazione dei Carabinieri la proprietà era nel frattempo cambiata perché nel consorzio costituitosi per realizzare il progetto vi era una società riconducibile ad ambienti oscuri della camorra e della mafia. Il consorzio fallì successivamente e la struttura rimase incompiuta. Il Comune di Carrara ha fatto vari tentativi per risolvere la situazione ma niente di fatto.
Nel 2003 la struttura fu acquistata per un milione di euro dalla Versil Home che aprì il cantiere promettendone il completamento nel 2012, ma nuovi intralci hanno impedito la conclusione dei lavori e ad oggi rimane lo scheletro dell’opera incompiuta con il conseguente spreco di soldi pubblici.
Tullia ha reso noto alla platea di aver somministrato un questionario ad un campione di cittadini. È stato loro chiesto se ritenevano che la presenza della mafia fosse limitata solo alle regioni meridionale del nostro Paese e la risposta unanime da parte di tutti gli intervistati è stata quella ritenere che la criminalità organizzata sia presente anche nel territorio in cui vivono. Sono pure convinti, gli intervistati, che la mancanza di una buona istruzione favorisca nei giovani la predisposizione al compimento di atti di microcriminalità, e come siano fondamentali il ruolo della famiglia e della scuola nel partecipare ad attività sociali.
I cittadini sono abbastanza informati che vi sono dei beni confiscati sul loro territorio ed in merito al Marble Hotel suggeriscono una destinazione alberghiera per accogliere le vittime di mafia durante le vacanze estive e di realizzare un centro culturale perché conoscendo e studiando sono i primi strumenti per combattere l’illegalità.
Yulian parla dell’omicidio dell’ingegnere Dazi avvenuto il 15 maggio 1991: l’esplosivo sistemato sotto il sedile della sua Alfa era lo stesso usato nelle cave di Carrara per questo era stato inizialmente indagato un gruppo anarchico del luogo, ma inutilmente. Sempre nel 1991, a Catania davanti al comando dei Carabinieri, venne ritrovata una macchina con un ordigno simile a quello usato per l'uccisione dell’ing. Dazi, allora i ragazzi si chiedono: questo lato oscuro vale per avvalorare la pista mafiosa?
Sicuramente l’effetto sul territorio di questo omicidio è stato ed è devastante al punto che pochi giorni dopo il presidente della Regione Toscana di allora, Marco Marcucci, puntò il dito sulla mafia degli appalti.
L’indagine sull’omicidio si è conclusa con l’archiviazione. Molte sono le richieste di riapertura delle indagini e si ipotizza anche un collegamento con il traffico di rifiuti nei porti di Carrara e La Spezia.
La Fondazione ha suggerito di approfondire il tema per riportarlo all'attenzione in occasione del terzo incontro del progetto proponendo di raccogliere dati attraverso i giornali dell'epoca e chiedendo all'ufficio tecnico del Comune se vi sono aggiornamenti o proposte in atto sul destino dell'edificio incompiuto. Ha inoltre sollecitato ragazzi e ragazze a chiedere agli uffici della Procura la documentazione che può fornire maggiori delucidazioni in merito.
Il tempo è scorso veloce e a conclusione ci siamo dati appuntamento a giovedì 28 maggio a Massa con l'augurio che l'Amministrazione Comunale dia segnali di attenzione nei confronti dei propri giovani cittadini.
PS. Ricordiamo che lunedì 13 si terranno gli appuntamenti con le scuole di Stazzema e Fivizzano ospiti delle rispettive amministrazioni, appuntamenti che sono stati rinviati a causa del maltempo dello scorso mese di marzo.
Infine, martedì 14 ultimo degli incontri a Massa, previsto per venerdì 9 e rinviato perché ancora una volta la disattenzione è prevalsa nei confronti dei giovani che rimangono “il nostro futuro” in quella data era convocato il Consiglio comunale!
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Doppia delusione per i ragazzi e le ragazze dell'Istituto comprensivo Menconi di Avenza.
Con rammarico abbiamo appreso nelle settimane prima dell'incontro che l'amministrazione comunale di Carrara non avrebbe ospitato studenti e studentesse dell'Istituto comprensivo perché un gruppo di cittadini aveva occupato la Sala del Consiglio, né ha ritenuto opportuno ospitare i propri giovani cittadini in altre sale quindi l'incontro si è tenuto presso l'Aula magna dello stesso Istituto comprensivo Menconi. Ragazzi e ragazze insieme alla loro insegnante Emma Cattani e alla Dirigente Marta Castagna hanno dato quindi loro il benvenuto alla Fondazione e all'assessore all'Istruzione Giovanna Bernardini.
Giusto il tempo di smaltire la prima delusione, il tempo necessario alla Fondazione di introdurre i lavori per ricordare il valore del progetto: favorire il protagonismo giovanile quale strumento per l'educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva e responsabile in modo da rafforzare i legami della comunità civile in cui viviamo in nome delle regole e del rispetto dell'altro per rafforzare democrazia e libertà; giusto il tempo di ricordare che questo progetto ha raccolto apprezzamenti e giudizi positivi che vi sono ben due Protocolli d'intesa con il Ministero dell'Istruzione, per il contributo che offre all'approfondimento dell'educazione alla legalità, e con l'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia, perché favorendo lo sviluppo della cultura della legalità e della cittadinanza attiva promuove soprattutto fra le giovani generazioni la partecipazione alla vita delle istituzioni e al rafforzamento della responsabilità individuale, attivandosi inoltre per introdurre strumenti che garantiscono la diffusione della cultura dei diritti e delle responsabilità dei cittadini; giusto il tempo di illustrare l'articolazione del progetto che si snoda lungo l'intero anno scolastico, che l'assessora Giovanna Bernardini, per motivi improrogabili, è andata via!
A nulla sono valsi gli appelli all'importanza del confronto e del dialogo, alla opportunità per ragazzi e ragazze di fare esperienza di cittadinanza attraverso il dibattito con chi ha il governo della città su un tema di rilievo per studenti e studentesse; a nulla è valso l'appello al rispetto per ragazzi e ragazze che si sono ritrovati nell'auditorium per proporre e ascoltare, per discutere e confrontarsi, a suggerire e a dare consigli!
A nulla è valsa la richiesta della presenza dell'Amministrazione comunale e non del singolo amministratore (che può avere impegni anche all'ultimo minuto!) fatta già alla fine dei primi incontri e cioè prima di Natale! Non mettiamo in dubbio gli impegni dell'assessora Giovanna Bernardini, ma nessuno degli altri amministratori avrebbe potuto sostituirla per evitare che il lavoro che questi ragazzi hanno fatto in questi mesi fosse reso nullo?
Neppure l'aneddoto di Paolo Borsellino più volte citato è valso a far intervenire un altro esponente della Giunta comunale che potesse sostituirla!
La Fondazione ha preso atto di questo discutibile atteggiamento, ma proprio nello spirito del progetto di sollecitare il confronto e il dialogo richiama l'Amministrazione a dare un segnale di quanto riportato nel protocollo d'Intesa con l'ANCI e a non sfuggire al dialogo e invita la stessa ad accompagnare, come gli altri Comuni, i propri giovani cittadini all'incontro di giovedì 28 maggio quando saranno ospiti della Provincia di Massa.
L'appuntamento mancato non ha distratto i giovani che hanno aperto e voluto presentare i lavori con Lorenzo, Viola, Andrea, Giada, Federico, Niccolò, Sandy, David, Matteo che prima hanno ripercorso gli incontri di studio realizzati nel corso dell’anno scolastico con il Procuratore Giubilaro e i rappresentanti della Fondazione Caponnetto attraverso le cui testimonianze i ragazzi hanno approfondito il tema della mafia.
Sono state studiate le figure di Antonino Caponnetto, Leonardo Sciascia, del Prefetto Mori, Piersanti Mattarella, Carlo Alberto Dalla Chiesa, don Pino Puglisi.
Dalle origini della mafia fino ai giorni nostri, gli studenti hanno realizzato una ricerca storica approfondita, dalla mafia del feudo alle lotte dei sindacalisti, dagli intrecci con la politica al maxiprocesso fino al’isolamento di Falcone e Borsellino.
Federico è poi entrato nel merito del loro tema e ha introdotto la questione del Marble Hotel situato vicino al casello autostradale di Carrara: è lo scheletro di un enorme albergo la cui costruzione ha preso il via prima del 1990, in occasione dei campionato mondiale di calcio che si disputò nel nostro Paese.
Per realizzare tale struttura sono stati spesi 300 milioni di lire, equivalenti ad 8 milioni di euro di oggi. L’albergo avrebbe dovuto avere 150 camere, un ristorante, una sala fitness, una discoteca ed un garage di 3.500 mq ed invece è soltanto uno scheletro di cemento.
Nel 1988 un imprenditore del luogo propose ad un altro l’acquisto del terreno facendo presente che in concomitanza dell’evento dei mondiali sarebbe stato possibile ottenere un finanziamento pubblico. I soldi pubblici furono stanziati, ma secondo una relazione dei Carabinieri la proprietà era nel frattempo cambiata perché nel consorzio costituitosi per realizzare il progetto vi era una società riconducibile ad ambienti oscuri della camorra e della mafia. Il consorzio fallì successivamente e la struttura rimase incompiuta. Il Comune di Carrara ha fatto vari tentativi per risolvere la situazione ma niente di fatto.
Nel 2003 la struttura fu acquistata per un milione di euro dalla Versil Home che aprì il cantiere promettendone il completamento nel 2012, ma nuovi intralci hanno impedito la conclusione dei lavori e ad oggi rimane lo scheletro dell’opera incompiuta con il conseguente spreco di soldi pubblici.
Tullia ha reso noto alla platea di aver somministrato un questionario ad un campione di cittadini. È stato loro chiesto se ritenevano che la presenza della mafia fosse limitata solo alle regioni meridionale del nostro Paese e la risposta unanime da parte di tutti gli intervistati è stata quella ritenere che la criminalità organizzata sia presente anche nel territorio in cui vivono. Sono pure convinti, gli intervistati, che la mancanza di una buona istruzione favorisca nei giovani la predisposizione al compimento di atti di microcriminalità, e come siano fondamentali il ruolo della famiglia e della scuola nel partecipare ad attività sociali.
I cittadini sono abbastanza informati che vi sono dei beni confiscati sul loro territorio ed in merito al Marble Hotel suggeriscono una destinazione alberghiera per accogliere le vittime di mafia durante le vacanze estive e di realizzare un centro culturale perché conoscendo e studiando sono i primi strumenti per combattere l’illegalità.
Yulian parla dell’omicidio dell’ingegnere Dazi avvenuto il 15 maggio 1991: l’esplosivo sistemato sotto il sedile della sua Alfa era lo stesso usato nelle cave di Carrara per questo era stato inizialmente indagato un gruppo anarchico del luogo, ma inutilmente. Sempre nel 1991, a Catania davanti al comando dei Carabinieri, venne ritrovata una macchina con un ordigno simile a quello usato per l'uccisione dell’ing. Dazi, allora i ragazzi si chiedono: questo lato oscuro vale per avvalorare la pista mafiosa?
Sicuramente l’effetto sul territorio di questo omicidio è stato ed è devastante al punto che pochi giorni dopo il presidente della Regione Toscana di allora, Marco Marcucci, puntò il dito sulla mafia degli appalti.
L’indagine sull’omicidio si è conclusa con l’archiviazione. Molte sono le richieste di riapertura delle indagini e si ipotizza anche un collegamento con il traffico di rifiuti nei porti di Carrara e La Spezia.
La Fondazione ha suggerito di approfondire il tema per riportarlo all'attenzione in occasione del terzo incontro del progetto proponendo di raccogliere dati attraverso i giornali dell'epoca e chiedendo all'ufficio tecnico del Comune se vi sono aggiornamenti o proposte in atto sul destino dell'edificio incompiuto. Ha inoltre sollecitato ragazzi e ragazze a chiedere agli uffici della Procura la documentazione che può fornire maggiori delucidazioni in merito.
Il tempo è scorso veloce e a conclusione ci siamo dati appuntamento a giovedì 28 maggio a Massa con l'augurio che l'Amministrazione Comunale dia segnali di attenzione nei confronti dei propri giovani cittadini.
PS. Ricordiamo che lunedì 13 si terranno gli appuntamenti con le scuole di Stazzema e Fivizzano ospiti delle rispettive amministrazioni, appuntamenti che sono stati rinviati a causa del maltempo dello scorso mese di marzo.
Infine, martedì 14 ultimo degli incontri a Massa, previsto per venerdì 9 e rinviato perché ancora una volta la disattenzione è prevalsa nei confronti dei giovani che rimangono “il nostro futuro” in quella data era convocato il Consiglio comunale!
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venerdì 7 marzo 2014
Giovani sentinelle a Cascina
Mercoledì 5 marzo, l’appuntamento è a Cascina per le Giovani sentinelle. Le due classi dello scorso anno dell'Istituto Pesenti con il loro insegnante Fernando Mellea sono state ospiti dell'amministrazione comunale nella Sala del Consiglio.
Ad accoglierli il Sindaco, Alessio Antonelli, che ha fatto un breve ma appassionante saluto, soffermandosi sul rispetto delle regole quotidiane che sono le basi del convivere in una buona comunità. In un clima davvero familiare e sereno, con tutte le amministrazioni locali presenti e pronte a contribuire non solo alla formazione dei propri ragazzi ma ad aiutarli a divenire cittadini consapevoli, la discussione e il confronto sono stati realmente proficui e interessanti.
La Fondazione ha ribadito l’importanza della disciplina Cittadinanza e Costituzione nei curricula scolastici, ha ripreso in breve la discussione dei due precedenti appuntamenti dove è emersa la caparbietà dei giovani di non abbandonare i temi sollevati negli anni precedenti, che costituiscono il patrimonio del progetto, ma di riprenderli, approfondirli e riproporli, come è già emerso nel caso del Liceo Gobetti e ora dell'Istituto Pesenti, lasciando il testimone ad altre sentinelle e costruendo un legame nel perseguire gli obiettivi che è il legame di una comunità.
Le due classi non hanno solo ripreso la questione del gioco d'azzardo, ma hanno deciso di guardare al tema da un altro punto di vista, studiandolo e approfondendo e ricorrendo ad altri strumenti e linguaggi.
Francesco è intervenuto a nome di propri compagni e compagne con un excursus: dalla mappatura dell'azzardo a Cascina e nei comuni vicini dei locali ed esercizi dove si trovano le slotmachine e i videogiochi, al logo da proporre ai negozi e ai luoghi liberi dall'azzardo, al convegno di approfondimento scientifico con i Servizi territoriali in collaborazione con la Provincia di Pisa, fino allo sviluppo odierno – la partecipazione al bando del Comune di Cascina avente per oggetto un tema sociale e territoriale da affrontare con il linguaggio del teatro. Il progetto delle classi del Pesenti è risultato vincente e ragazzi e ragazze metteranno in scena il gioco d’azzardo in uno spettacolo dal titolo Abbi coraggio di vivere la vita, rinuncia all’azzardo non ai tuoi sogni. Per l'opera teatrale vi è l'impegno della Fondazione a dare spazio per la sua messa in scena nel programma della Conferenza finale del progetto 2013-2014 prevista in ottobre.
Fabrizio Cassonelli, responsabile Centro Studi della Città del Teatro di Cascina, presente all'incontro ha preso la parola per illustrare ai ragazzi come si svolgeranno le lezioni. A collaborare con i ragazzi e a guidarli ci sarà un attore professionista.
È intervenuta poi Miriam Celoni, assessora provinciale all'Istruzione, sempre presente agli incontri in questi cinque anni. L'assessora ha spronato i ragazzi a difendere le proprie idee e i propri progetti, li ha invitati ad esserne orgogliosi, anche dinanzi alle situazioni più difficili e alla giustificazione che mancano le risorse. Ha rammentato nonno Nino quando diceva che la mafia teme più la scuola che la giustizia e ha concluso sottolineando l'ambizione del progetto, che richiede costanza, confronto assiduo e tenacia, ma se gli esiti sono questo lavoro dei giovani, allora occorre essere orgogliosi.
Con le sue parole appassionate, l'assessora Celoni ci ha fatto intravedere cosa significa il buon governo e la cittadinanza responsabile.
In ultimo ha preso la parola Silvia Innocenti, assessora comunale all'Istruzione, che ha ribadito la disponibilità dell’Amministrazione a seguire i propri ragazzi, ad investire con responsabilità anche sul Teatro, riconoscendo il valore di questo linguaggio per affrontare i temi più interessanti dei nostri tempi.
La Fondazione è ben lieta e fiera di queste scelte che si intrecciano e si arricchiscono. Dall’esperienza con il Teatro dello scorso anno a Padova e a Roma siamo giunti a Cascina, dove trova conferma l'intuizione che il sentiero della legalità, del rispetto delle regole, della nostra Carta costituzionale, dell’essere cittadini viene percorso grazie all'uso di linguaggi diversi e, grazie ad essi è possibile costruire le fondamenta al futuro e ai sogni dei nostri ragazzi.
L’appuntamento presso la Provincia di Pisa è per il 28 maggio per consentire ai ragazzi di fare il percorso teatrale.
Foto Cascina
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giovedì 6 marzo 2014
Giovani sentinelle di Firenze
Dopo Bagno a Ripoli tocca alle Giovani sentinelle di Firenze. Martedì 4 marzo i ragazzi e le ragazze delle due classi del Liceo Rodolico hanno affollato la Sala delle Miniature di Palazzo Vecchio per presentare il proprio progetto. L'altra scuola fiorentina, l'IIS Leonardo da Vinci, dopo il primo incontro e dopo i contatti intercorsi in questi mesi, ci ha comunicato di aver interrotto il proprio lavoro perché impegnati, con lo stesso tema, a visitare la terra dei fuochi. Dispiace la rinuncia, ma restiamo perplessi delle modalità. Abbiamo voluto sottolineare sin dal primo incontro quanto sia importante tener fede agli impegni, segno di coerenza e di serietà, e abbiamo ripetuto la nostra testardaggine a richiedere a chi governa la cosa pubblica comportamenti esemplari, ma esigiamo analoghi comportamenti anche dai giovani.
E spiace anche che giovani e insegnanti non abbiano colto l'opportunità di essere sentinelle sul territorio, autentici testimoni e difensori della legalità e del rispetto delle regole, anche perché una tale scelta comporta fatica e duro impegno quotidiano, mentre si preferiscono facili vetrine che offrono visibilità a buon mercato. Dopo aver scelto di occuparsi di eco mafie per il nostro progetto, i giovani hanno deciso, negli ultimi giorni, di concentrare la loro attenzione sulle terre dei fuochi, certamente una situazione di estremo degrado e di enorme gravità per la salute pubblica, ma dimenticando la denuncia della Fondazione e quella ormai vecchia di alcuni mesi del Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, che ha ricordato come la Toscana sia diventata terra dove sversare i rifiuti.
La Fondazione ha introdotto i lavori ricordando l'importanza del dialogo costruttivo, del contributo di ciascuno. A Firenze siamo grati al Comune di aver ospitato l'incontro nella Sala delle Miniature e al Cerimoniale, impegnato nella ricerca di sostituire l'assessora Cristina Giachi, nonostante l'avessimo informata dell'appuntamento sin dall'8 e dall'11 di novembre con le comunicazioni alla fine del primo incontro con le scuole fiorentine. Presenti la consigliera Susanna Agostini, nostra amica e che, fra l'altro, fa parte dell'Ufficio di presidenza della Fondazione, e Claudio Tommasoni dell'Ufficio Istruzione del Comune; assente la Provincia di Firenze, intervenuta invece a Bagno a Ripoli.
La notizia bomba è il titolo scelto dai giovani per il loro progetto che si occupa delle Cascine, il grande parco cittadino, e di altre aree di degrado. Simone e Filippo con l'aiuto di immagini, video e foto, hanno provato a raccontare alcune delle criticità del parco stesso e hanno raccolto le voci di cittadini e cittadine che lo frequentano e lo amano.
Le immagini sono più eloquenti di tanti discorsi nell'esprimere lo sconcerto e il dispiacere per i tanti comportamenti maleducati che, tutti insieme, contribuiscono a rendere la città sporca, mentre chi ha comportamenti virtuosi è spesso impotente dinanzi a tali fenomeni.
Claudia e Duccio hanno invece spostato l'attenzione sull'Arno, altro elemento importante della città, mentre Matteo e Lara si sono soffermati sugli spazi da riqualificare nell'area delle Cascine, edifici in disuso e in condizioni misere. Lo stesso ippodromo delle Mulina versa in uno stato di abbandono, non vi si svolgono gare né altre manifestazioni o usi, come analogamente le scuderie. Anche in questo caso hanno intervistato i frequentatori che hanno sottolineato alcuni aspetti critici.
Ragazzi e ragazze della 1C hanno posto l'attenzione sulla riqualificazione di alcuni spazi verdi: presso il viuzzo delle Case nuove, l'area di Scandicci presso i vecchi edifici del CNR, dove vivono un nutrito gruppo di loro, quella vicina all'Uci cinema, tutti privi di attrezzature per giocare o arredi per la socializzazione dei cittadini.
Nel chiudere la loro esposizione li hanno definiti spazi dello Stato, e non pubblici, a voler testimoniare la loro estraneità, ma al contempo chiedono all’amministrazione locale di trovare una modalità affinché i giovani siano coinvolti alle scelte che si fanno sul proprio territorio quando si discute di spazi anche per loro.
E il contributo di ciascuno e di ciascuna di noi al miglioramento del vivere in comune è stata la sottolineatura della Fondazione, sollecitandoli a chiedersi cosa può fare ognuno e ognuna di noi.
Ragazze e ragazzi di Firenze chiedono ai loro compagni e compagne di Bagno a Ripoli di spostare il terzo incontro a lunedì 19 maggio, perché il 12 hanno un precedente impegno.
La Fondazione si augura che il largo anticipo dell'appuntamento serva, questa volta, a favorire la partecipazione degli amministratori locali, edotti dalla consigliera Agostini e dal funzionario Tommasoni, e la conoscenza dei temi faciliti l'intervento dell'amministratore che ha competenze in materia per un confronto che valorizzi il contributi di tutti e che è mancato in questa occasione.
Foto secondo incontro scuole fiorentine
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mercoledì 5 marzo 2014
Incontro Comunale a Bagno a Ripoli (Firenze)
Le Giovani sentinelle ripartono da Bagno a Ripoli per il secondo ciclo di incontri. Nella Sala del Consiglio intitolata a Falcone e Borsellino hanno occupato ogni posto disponibile i ragazzi e le ragazze delle scuole del comune, alcuni insieme ai propri genitori, e i cittadini.
Presenti il sindaco Luciano Bartolini, l’assessore provinciale all’Istruzione, Giovanni Di Fede e infine ci ha raggiunto l’assessore comunale alle Politiche Educative e Formative, Rita Guidetti.
Un buon auspicio per un lavoro proficuo che poi si è sviluppato durante il corso dell’incontro con dibattito e confronto.
Dopo i saluti del Sindaco, la Fondazione ha introdotto i lavori veri e propri con una citazione di Antonino Caponnetto: le battaglie in cui si crede non sono mai perse - questo è l'impegno che la Fondazione rinnova di anno in anno in tutte le scuole che la ospitano, scuole che sono sempre più numerose, tanto che il progetto stesso allarga i propri orizzonti in altre regioni d'Italia: Veneto, Friuli, Lazio, Puglia.
Proprio questo ampliarsi degli orizzonti è la ragione di un altra proposta che prenderà il via nel prossimo mese di aprile: quella della formazione degli insegnanti sui propositi e gli obiettivi del progetto delle Giovani sentinelle nella cornice del rafforzamento e del consolidamento di Cittadinanza e Costituzione, disciplina ai margini del nostro sistema dell'istruzione, che dovrebbe costituire uno dei pilastri della formazione del cittadino. E anche questa nuova proposta, pur avendo respiro nazionale, avrà il suo battesimo in Toscana condivisa dalla Fondazione con il MIUR e, in particolare, dal Direttore Generale, dott.ssa Giovanna Boda.
Hanno esordito i giovani dell'Istituto comprensivo Caponnetto. Le tre classi (3A, 3E e 2E) si sono suddivise i compiti per indagare quali fossero le emergenze della propria scuola grazie ad un questionario somministrato ai propri compagni e compagne, consci delle difficoltà e della scarsezza di risorse, ma orgogliosi di contribuire a migliorare la scuola per il futuro di fratelli e sorelle più piccoli. Il sondaggio ha definito il tema scelto: nella propria scuola manca un auditorium, un luogo dove fare attività teatrale, un laboratorio oramai consolidato da anni nella loro scuola.
Quelli della 3E hanno scritto, sceneggiato e interpretato due splendidi video per ricordare la loro passione per l'attività teatrale. Con leggerezza ironizzano sui programmi televisivi più noti per porre l'attenzione sui problemi che li toccano da vicino: quello delle risorse necessarie per la realizzazione dell'auditorium.
In ultimo, ragazze e ragazzi della 2E con i loro portavoce, Giulio, Emma e Sasha dichiarano di amare fare teatro a scuola e hanno preparato una lettera per presentare il progetto Teatriamo e con le immagini hanno manifestato l'attenzione alla ricerca delle risorse.
Poi è toccato all'istituto Gobetti Volta. Quelli del Liceo Gobetti hanno scelto il tema del razzismo, anche alla luce di qualche episodio capitato ai propri compagni. Hanno studiato il tema e preparato dei questionari da proporre ad alcune classi e, poi, anche agli adulti per conoscere cosa pensano del razzismo. La scelta è dettata dalla loro convinzione che del razzismo non vi è piena cognizione della gravità del tema.
Questi giovani hanno voluto anche riprendere la questione relativa al fenomeno di viaggiare sugli autobus senza biglietto, questione sollevata dai propri compagni due anni fa, proprio nello spirito del progetto secondo cui i temi proposti, anche negli anni precedenti, non vengono accantonati fino alla loro soluzione. Due anni fa i loro compagni avevano affrontato il tema, iniziando una campagna a favore del dovere civico di pagare il biglietto sull'autobus. Per questo avevano prodotto dei manifesti di pubblicità progresso e insieme alla Fondazione vi erano stati degli incontri con la società Ataf, disponibile a promuovere una pubblicità sugli autobus dell’area fiorentina. La soluzione era caduta nel dimenticatoio, ma le giovani sentinelle avevano lasciato un segno! E ci inorgoglisce che il tema sia stato ripreso dalle nuove sentinelle.
Ha preso la parola Giovanni Di Fede, assessore provinciale all'Istruzione, ricordando come sia compito eminentemente pubblico la costruzione e la manutenzione degli edifici scolastici e, a fronte di questo compito, vi è stata la scelta di tagliare le spese, fra le quali quelle per l'istruzione. Ora ci sono timidi segnali di risveglio e noi dobbiamo studiare pure in classe dove trovare le risorse pubbliche per la scuola, grazie anche ad attività come la lettura dei quotidiani. Ha richiamato l'importanza di salvaguardare la scuola quale luogo per la formazione dei cittadini e al rispetto e alla gratitudine nei confronti degli insegnanti che hanno un compito molto difficile, compito spesso non riconosciuto e apprezzato.
Ha concluso ricordando Mario Lodi, un grande maestro italiano, morto il 3 marzo.
Dove recuperare le risorse per le scuole? La lotta alla mafia, alla corruzione e all'evasione fiscale sono gli strumenti cui ricorrere con tenacia e decisione, lo ha ricordato più e più volte la Fondazione, fra quelle voci vi sono ricchezze immense che sembrano però non essere ricercate con particolare puntualità.
Luciano Bartolini ha voluto richiamare l'attenzione su alcuni aspetti: quali sono le impressioni e le risposte di genitori e insegnanti dinanzi al lavoro dei giovani e questa sollecitazione ha favorito un confronto a più voci: amministratori, docenti, cittadini e Fondazione, senz'altro utile per arricchire il lavoro dei ragazzi e delle ragazze, ma ha offerto l'occasione alla Fondazione di ribadire alcuni punti rilevanti. Il valore del lavoro dei giovani, attenti alle esigenze della propria scuola e ai temi più significativi dei nostri tempi; la necessità che la scuola rafforzi il proprio ruolo di luogo di formazione dei cittadini; il riconoscimento del contributo dei giovani.
È necessario non sprecare l'occasione di indagare il fenomeno del razzismo, distribuendo fra i genitori di questo grosso istituto il loro questionario e raggiungendo in questo modo più di mille famiglie per avere un campione significativo di risposte, allargando ad altri gruppi, come è stato proposto: gli insegnanti e il personale della scuola, i dipendenti dell'amministrazione comunale.
Proprio in questo senso riproponiamo in tempi brevi il tavolo allargato a Scuola, Fondazione e Amministrazione comunale che si impegna ad invitare la direzione Ataf per dare seguito alla vecchia proposta dei giovani del Gobetti che attendono da anni di veder realizzata la loro campagna di pubblicità progresso.
In modo analogo, riprendiamo un suggerimento di Luciano Bartolini di ricercare e rendere possibile, nell'immediato, la fruizione di uno spazio come il vicino teatro dell'Antella, grazie ad una convenzione, per fare attività teatrale, in modo da utilizzare le risorse già esistenti e far diventare il teatro luogo di una battaglia civile a favore della scuola e delle richieste dei giovani, con i quali siamo disponibili ad approfondire la ricerca di nuove soluzioni da illustrare a Comune di Bagno a Ripoli, Provincia di Firenze e Regione Toscana nell'incontro del 12 maggio, quando le Giovani sentinelle saranno ospiti della Provincia di Firenze, per dare seguito ai timidi segnali che giungono dal governo del Paese e farli diventare, da parte dei ragazzi, robusti progetti di cittadinanza attiva.
Con tutte queste sollecitazioni e con tutti i contributi del dibattito dobbiamo dare seguito all'invito di Antonino Caponnetto con il quale abbiamo aperto l'incontro: le battaglie in cui si crede non sono mai perse.
Foto secondo incontro Bagno a Ripoli
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venerdì 17 gennaio 2014
Lascerò che una nuvola vi accompagni... Teatro memoria e impegno
Sabato 25 gennaio ore 17,30 Teatro di Rifredi Firenze
Lasciate che una nuvola vi accompagni
Spettacolo musicale in memoria di nonno Nino
Non mancate, vi aspettiamo in tanti.
Ingresso libero
In allegato la locandina dello spettacolo.
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+39 055 422 0361
venerdì 13 dicembre 2013
INCONTRO CON IL LICEO ARTISTICO PIERO DELLA FRANCESCA DI AREZZO
INCONTRO CON IL LICEO ARTISTICO PIERO DELLA FRANCESCA DI AREZZO
Giovedì 5 dicembre le Giovani sentinelle di Arezzo ci accolgono nell'aula video del loro Liceo artistico con i loro due inaffondabili insegnanti Agostino Fabbri e Daria Meazzini, sono volti e voci insostituibili del progetto, capaci di guidare i propri allievi in questo percorso di cittadinanza con maestria e competenza, in grado di promuovere e guidare il lavoro in maniera del tutto autonoma. Anche quest'anno, nel corso di questo primo incontro, quando ci siamo soffermati a raccontare, agli studenti e alle studentesse delle due classi che partecipano, di Antonino Caponnetto e della presenza della mafia sui territori, anche su quelli della Toscana, dei luoghi comuni dove si pensa sempre che la mafia sia sempre nel paese accanto e mai nel proprio! I due docenti hanno offerto il proprio contributo con alcuni filmati relativi a collegamenti con i rifiuti tossici riguardanti Arezzo, al riciclaggio di denaro sporco, immagini che hanno avviato un dibattito ricco e interessante.
Questi contributi ci fanno ben sperare per il lavoro dei giovani e l'aiuto prezioso dei loro docenti ci autorizza a credere che il prossimo anno potremo coinvolgere un altro istituto cittadino e ampliare la platea del progetto. Alla fine dell’incontro ci ha raggiunti per un saluto un’altra persona, colonna portante dell’Istituto e sostegno al progetto stesso, il dirigente scolastico, Luciano Tagliaferri.
Con gli studenti e le studentesse del Liceo ci siamo dati appuntamento al prossimo giovedì 20 marzo.
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Responsabile Nazionale Progetto Scuola
lunedì 9 dicembre 2013
INCONTRO CON IL LICEO CARDUCCI DI VOLTERRA
INCONTRO CON IL LICEO CARDUCCI DI VOLTERRA
Venerdì 29 novembre, in una giornata limpida e fredda ragazzi e ragazze del Liceo Carducci di Volterra ci accolgono nell'Aula magna del loro istituto. Un gruppo di essi ha già partecipato lo scorso anno e, molto più numerosi, sono studenti e studentesse dei diversi indirizzi della scuola.
Con il precedente progetto avevano chiesto ad amministratori comunali e provinciali di risolvere l'annosa questione dello spazio per le loro assemblee d'istituto e avevano individuato una palestra già in uso ad altra scuola cittadina e gli amministratori avevano accettato la proposta risolvendo così il problema. Ma alla prima assemblea è sorto il problema di una barriera architettonica e i giovani sono in attesa di nuovo di uno spazio.
Siamo partiti rammentando l'esperienza significativa dello scorso anno e quanto sia importante non desistere, non rassegnarsi nella ricerca di soluzioni per sottolineare come sia altrettanto decisivo il contrasto alla criminalità mafiosa grazie a comportamenti responsabili e rispettosi delle regole, vigili, da autentiche sentinelle, vero antidoto alla penetrazione dei capitali e della cultura mafiosa nell'economia legale e nelle relazioni fra i cittadini. Domande e curiosità dei giovani hanno arricchito l'incontro e siamo sicuri che lo sarà anche l'appuntamento del 19 marzo quando saremo ospiti, non dubitiamo, come lo scorso anno, dell'amministrazione comunale.
Sergio Tamborrino
Responsabile Toscana Progetto Scuola
lunedì 2 dicembre 2013
INCONTRO CON IL LICEO ARTISTICO PETROCCHI DI PISTOIA
INCONTRO CON IL LICEO ARTISTICO PETROCCHI DI PISTOIA
Mercoledì 27 novembre è la volta del Liceo artistico Petrocchi di Pistoia. Ragazze ragazzi della classe terza ci accolgono in un'aula laboratorio insieme con il loro insegnante di lettere.
L'istituto ha aderito al progetto sin dall'inizio e suoi giovani hanno sempre seguito con interesse e passione, forti delle sollecitazioni e della dedizione del professor Degli Innocenti, assente a questo appuntamento.
Agli studenti e alle studentesse abbiamo proposto il video di Antonino Caponnetto e ci siamo soffermati a raccontare la sua vicenda e il suo impegno a favore della cultura della legalità. Poi la visione dell'altro breve filmato con alcuni dei lavori degli anni scorsi ha suscitato tanto interesse e curiosità soprattutto per lo spot contro l'abuso dell'alcol prodotto dai propri compagni d'istituto dell'anno passato.
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Responsabile Nazionale Progetto Scuola
venerdì 29 novembre 2013
INCONTRO CON IL CAPITINI DI AGLIANA (PT)
INCONTRO CON IL CAPITINI DI AGLIANA (PT)
Lunedì 25 novembre 2013 è la volta dell'Istituto Capitini di Agliana, attento interlocutore sul tema della legalità, ad accoglierci con il proprio insegnante Domenico Santagati.
Alle due classi, una delle quali ci ha già seguito lo scorso anno, abbiamo proposto il filmato che racconta la vicenda del padre del pool antimafia e, assieme ai ragazzi e alle ragazze, abbiamo posto l'attenzione sulla condizione di degrado del nostro Paese imputabile alla presenza e all'azione delle mafie sui nostri territori.
Antonino Caponnetto è stato un fervente sostenitore di una riscossa civile da parte dei cittadini, tesa a far si che un momento di crisi si possa tramutare in un risveglio persino economico, a sollecitare amministratori e istituzioni, a partire dalla Regione Toscana, nell'assumere la lotta alle organizzazioni criminali mafiose come fattore di incentivo e ripresa economica.
Ai giovani abbiamo illustrato quanto grande sia l' incidenza delle mafie nei settori produttivi, e di conseguenza il considerevole vantaggio che lo Stato può ottenere, da un lato, attraverso una forte aggressione ai patrimoni criminali, dall'altro, con il contrasto nei confronti di chi apre o lascia aperta la porta a queste ultime, ponendo l'attenzione dunque sulla corruzione e l'evasione fiscale.
Un secondo filmato ha brevemente riassunto alcuni dei progetti più significativi di questi anni con il duplice intento di indicare i temi scelti dai compagni di altre scuole e sollecitare l'impegno di ognuno alla responsabilità civile, alla cittadinanza attiva in difesa del proprio territorio, dei beni comuni.
In questo modo abbiamo introdotto i temi della attenzione verso i luoghi sociali in cui si svolge la vita giovanile, il rispetto degli spazi comuni, il diritto ai beni primari e fondamentali, così come i doveri di ciascuno verso i propri concittadini ed il proprio Paese.
L'attenzione che i ragazzi hanno dimostrato ci fa ben sperare e, con loro e il professor Santagati, ci siamo dati appuntamento per lunedì 24 Marzo 2014 presso il Comune di Agliana, quando gli studenti illustreranno e discuteranno con amministratori e cittadini le proprie proposte.
Come già accaduto negli anni precedenti, grazie all'impegno di Michela Locicero, referente di zona per la Fondazione Caponnetto, una nuova scuola della provincia di Pistoia, la media inferiore Giulio Cesare Melani di Montale, si aggiunge a quelle che hanno adottato il nostro progetto.
Anche la Fondazione Antonino Caponnetto si arricchisce di una nuova collaborazione, quella di Dario Meini, nipote del Giudice, che sarà con noi durante l'intero ciclo del progetto, testimoniando ai ragazzi gli ideali che hanno guidato la vita del proprio nonno e che quotidianamente ispirano il lavoro della Fondazione a lui intitolata.
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giovedì 28 novembre 2013
Incontro con l'Istituto Tecnico per il Turismo Francesco Angarotti di Venezia
Incontro con l'Istituto Tecnico per il Turismo Francesco Angarotti di Venezia
Venerdì 22 Novembre, nel bellissimo palazzo Savorgnan, sede dell'Istituto alberghiero Angarotti di Venezia, si è tenuto il primo incontro del progetto Giovani sentinelle della legalità in Veneto per l'anno scolastico 2013-2014, approdato sulla Laguna grazie all'impegno di due forze della natura: la referente della Fondazione Licia Serpico e della prof.ssa Giusy Sazio.
Studenti e studentesse delle classi quarte e di una classe quinta con la dirigente scolastica prof.ssa Marina Perini hanno accolto la Fondazione, il questore di Venezia, dottor Fulvio Della Rocca, il prefetto, dottor Domenico Cuttaia e il vice presidente del consiglio comunale di Venezia, Domenico Ticozzi.
I due funzionari hanno aperto l'incontro salutando i giovani e ringraziando la Fondazione per la dedizione con cui dà vita e continuità all'impegno assunto da Antonino Caponnetto di testimoniare i valori di legalità e di cittadinanza mentre Domenico Ticozzi anche per essere stato docente e preside ha voluto porre l’accento sulla questione del rispetto delle regole quotidiane e ha invitato ciascuno a fare affidamento sulle proprie capacità e sul proprio ingegno senza ricercare scorciatoie.
I giovani della classe quinta erano presenti alla manifestazione di apertura della Settimana della legalità lo scorso 18 novembre a Roma, vivendo momenti di grande emozione per i quali hanno ringraziato pubblicamente, con una toccante lettera aperta, sia la Fondazione sia la propria scuola con gli insegnanti per quella opportunità.
Dopo aver introdotto il progetto stesso con il video di Antonino Caponnetto ci siamo soffermati sulle modalità con cui la mafia cerca di introdursi nell'economia di una regione. In particolare abbiamo sottolineato quanto sia importante il monitoraggio e l'analisi dei passaggi di proprietà di attività commerciali nelle località turistiche perché sono esposte ai rischi di divenire occasioni di riciclaggio. Proprio per contrastarlo è quanto mai necessario che i cittadini siano consapevoli ed esigenti nell'esercitare e nel richiedere alle amministrazioni la massima trasparenza e cura.
Il tema così interessante ci ha fatto perdere di vista l'orologio e il tempo è corso via senza lasciarsi la possibilità di soddisfare richieste di chiarimenti e domande che ci auguriamo di poter fare al prossimo appuntamento.
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lunedì 25 novembre 2013
Roma, Sala Umberto: Settimana della legalità
Roma, Sala Umberto: Settimana della legalità
Lunedì 18 novembre nel bel Teatro Sala Umberto di Roma si è aperta la Settimana della legalità, iniziativa promossa dalla Fondazione con la direzione artistica del teatro, la Polizia di Stato, l'associazione Testadialkol e con il patrocinio del Ministero dell'Istruzione.
Soggetti diversi fra di loro ma uniti dall'intento comune della diffusione della cultura della legalità hanno deciso di mettere insieme le loro forze, le competenze e i propri linguaggi per meglio operare e incidere su una questione che assume, nel nostro Paese, una sempre maggiore rilevanza anche per la presenza di organizzazioni criminali capaci di modificarsi velocemente e con efficacia per conservare meglio potere, ricchezza e capacità di riprodursi.
Dalle esperienze degli approfondimenti che abbiamo sperimentato nello scorso progetto delle Giovani sentinelle abbiamo tratto il suggerimento di collegare e coordinare gli sforzi di più soggetti, per declinare la questione della legalità da punti di vista differenti e originali, traendo dai contributi di ciascuno spunti, riflessioni, pratiche in grado di guidare e arricchire l'impegno di ragazzi e ragazze.
Il carattere nuovo di questa collaborazione sta nell'uso di linguaggi diversi, come possono essere quello teatrale e quello freddo dell'analisi socio-economica, quello delle passioni e quello dei numeri. Ed un primo assaggio lo si è avuto con le due iniziative di lunedì.
Al mattino, il teatro è pieno di ragazzi e ragazze in rappresentanza di ben 22 scuole romane che ascoltano con attenzione le presentazioni dei progetti della Fondazione, della Polizia di Stato, del Teatro dei ragazzi, di Testadialkol, a cui seguono richieste di chiarimenti e, in modo reiterato, la domanda: cosa possiamo fare noi?
In questo interrogativo e nelle differenti risposte si ritrova la chiave di lettura dell'intera Settimana della legalità. Fra di esse anche quella di Elisabetta Caponnetto, emozionata - come ogni volta - nel riascoltare la voce del giudice nel video che ne racconta la vicenda, che ha esortato i ragazzi e le ragazze all'impegno civile e a non voltarsi mai dall'altra parte, principio, questo, essenziale alla convivenza civile secondo i canoni della solidarietà umana e della giustizia. Dopo le altre diverse risposte dei promotori dell'incontro, Matteo Lucherini ha presentato il filmato prodotto da Testadialkol sul tema dell'abuso nel bere di giovani e giovanissimi con la canzone via con l'alcol interpretata da Cisky un giovane che, nel video che precede la canzone, racconta la sua vita da spacciatore, il mito del denaro facile e la difficile e dolorosa scelta del pentimento. Poi Micaela Grasso ha raccontato dell'esperienza del Teatro dei ragazzi di Padova. Il Teatro della Gran Guardia ha messo in scena lo spettacolo Faceless che ha come tema il cyberbullismo ed è stato molto interessante notare il silenzio religioso e il forte coinvolgimento emotivo di studenti e studentesse, di insegnanti e adulti, nel seguire la rappresentazione di vicende che talvolta toccano in modo drammatico la vita di ragazzi e ragazze.
La sera, aperto alla cittadinanza secondo le consuetudini della Fondazione, si è svolto un dibattito Costruiamo insieme le risposte, che ha ripreso le domande mattutine. Moderato dal giornalista Valerio Cataldi, autore dell'inchiesta televisiva Ragazzi a mano armata, che racconta i ragazzi dei quartieri a rischio di Napoli, filmato che ha introdotto il dibattito vero e proprio, parlamentari ed esperti hanno provato a dare delle risposte. Rosi Bindi, presidente della Commissione parlamentare sul fenomeno mafioso, Beppe Lumia e Mario Giarrusso che ne fanno parte, Federico Gelli, deputato, Salvatore Calleri, presidente della Fondazione, Lorenzo Diana, presidente del Centro agro alimentare di Napoli, Michele Capasso, presidente della fondazione Mediterranea, Gianpiero Cioffredi, responsabile dell'Osservatorio Legalità della Regione Lazio: tutti hanno osservato quanto, in questo momento, sia decisiva l'azione del recidere ogni legame fra politica e criminalità organizzata, fra politica e affarismo, richiedendo a ciascuno comportamenti cristallini e trasparenza nell'azione. Tali sono le condizioni per poter incidere profondamente sulla questione del riciclaggio del denaro proveniente da attività criminose che inquina l'economia legale. Questa enorme ricchezza illecita mette a repentaglio la nostra democrazia e le nostre libertà e minaccia la nostra convivenza civile per la quale è necessario il contributo di ciascuno e sono essenziali i principi e i valori della nostra Costituzione.
Roberto Ciufoli, Giorgio Borghetti, Augusto Fornari e Francesco Pannofino, attori televisivi e cinematografici, hanno letto brani dai discorsi e dalle conferenze di Antonino Caponnetto, mentre Marco Mongelli ha chiuso la serata cantando il brano Per sempre, scritto e musicato da Giulio Terreni in ricordo di Antonino Caponnetto.
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Il progetto Sentinelle arriva in Veneto
Incontro con le Giovani sentinelle a Caselle di Selvazzano Dentro
Dopo la Toscana e il Friuli, giungiamo in Veneto con i primi appuntamenti organizzati con maestria dalla nostra referente per il Veneto, Licia Serpico. Arrivati in anticipo la sera di mercoledì 20 novembre siamo stati ospiti di monsignor Antonio Toigo al centro parrocchiale del Duomo di San Lorenzo. A moderare la serata Filippo Maragotti. Alle 21, puntualissimi e silenziosi hanno riempito ogni spazio della sala e con loro abbiamo parlato di mafia e di riciclaggio, di impegno civile e di attenzione. Abbiamo risposto alle loro domande e discusso di cosa bisogna fare, poi ci hanno chiesto di ritornare perché «ci date speranza», ci ha confessato una delle partecipanti.
Giovedì 21 novembre alle 8, ragazze ragazzi di prima media dell'Istituto comprensivo Tomaso Albinoni di Selvazzano Dentro ci accolgono nella loro scuola e, attenti, seguono la presentazione della Fondazione. Le immagini del video offrono tante informazioni e ci consentono di soffermarci sul tema del riciclaggio del denaro sporco, autentica emergenza dei nostri tempi, perché inquina in profondità la nostra economia e la nostra convivenza civile. Ai giovani abbiamo poi illustrato il progetto che ha come obiettivo la formazione di una coscienza civica per contrastare le mafie,di cui vi sono segnali anche in Veneto, e irrobustire l'etica pubblica.
Ne è seguito un dibattito vivace e interessante, con domande puntuali e articolate, a cui ha posto fine il suono della campanella giunto troppo presto per soddisfare ogni curiosità.
Alle 11.20, seconda tappa nel Liceo scientifico Galileo Galilei. Nell'Aula magna abbiamo incontrato ragazze e ragazzi delle terze classi. A loro abbiamo innanzitutto parlato del progetto, della scommessa che lanciamo a tanti coetanei di essere protagonisti e divenire cittadini attivi e responsabili. Abbiamo proposto le immagini dei video sull'alcol e sull'acqua prodotti dai giovani toscani soffermandoci su questi temi particolarmente significativi a voler quasi costruire un ponte fra scuole distanti spazialmente ma vicine negli interessi e nelle sensibilità. E i liceali di Selvazzano hanno ascoltato con attenzione e interesse, da far ben sperare per il futuro del progetto.
Abbiamo sollecitato anche loro sui pericoli delle infiltrazioni mafiose, soprattutto nell'ambito del gioco d'azzardo e delle attività economiche sulla costa, dove è possibile riciclare il denaro di provenienza illecita, e abbiamo risposto a domande e a richieste di chiarimenti.
Con tutti, della media inferiore e del liceo, abbiamo fissato il prossimo appuntamento per venerdì 14 marzo 2014.
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Il progetto Sentinelle arriva in Friuli
Incontro con l'Istituto Comprensivo di Casarsa Della Delizia
Mercoledì 21 novembre: esordio delle Giovani sentinelle del Friuli. Nel ridotto del teatro Pasolini l'Istituto comprensivo di Casarsa della Delizia hanno accolto la Fondazione seguendo con attenzione la presentazione del progetto. Presente l'assessore comunale all'Istruzione, Fernando Agrusti, che dallo scorso anno segue e condivide con i propri giovani cittadini questo percorso, abbiamo illustrato i progetti elaborati nelle scuole di tante parti d'Italia che testimoniano vivacità e interesse, desiderio di protagonismo e di partecipazione. Abbiamo raccontato della mafia e dei suoi affari, del suo agire in silenzio, riprendendo i dati allarmanti che ci forniscono gli organi di polizia e gli esperti.
Con questo percorso di cittadinanza attiva vogliamo accompagnare i giovani a scoprire la responsabilità e l'impegno, partendo dall'esempio di questi uomini coraggiosi, a disvelare l'arte del girarsi dall'altra parte, che è il comportamento di chi preferisce non vedere, per paura o più spesso per desiderio di arricchirsi e di sfruttare ogni occasione. Questo comportamento è da censurare e connivente con atteggiamenti e azioni mafiose.
La bella esperienza dello scorso anno ci ha fatto conoscere questi ragazzi e ragazze che partecipano attivamente e scuotono anche gli adulti intorpiditi ad essere attenti, autentiche sentinelle della legalità. Con questa speranza abbiamo dato loro appuntamento al prossimo venerdì 14 marzo 2014 per il secondo incontro, al quale – è il nostro augurio – vorremmo partecipassero anche gli amministratori provinciali che lo scorso anno hanno eluso gli appuntamenti con i propri giovani cittadini di Casarsa. In questi giorni dedicati al Veneto e al Friuli avremo modo di incontrare l'Amministrazione della Regione Friuli e anche a loro porteremo l'invito delle giovani sentinelle di Casarsa e siamo certi che tutti insieme riusciremo a dare il buono esempio di responsabilità e di attenzione alle proposte che i ragazzi presenteranno il prossimo marzo.
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domenica 24 novembre 2013
Il Presidente del Senato Piero Grasso al Vertice della Fondazione Antonino Caponnetto
Ieri, come sempre, ho partecipato insieme a Nonna Betta al Vertice della Fondazione "Antonino Caponnetto",
Nel mio intervento ho deciso di parlare di tre occasioni mancate, almeno per ora, dalla politica: corruzione, voto di scambio e legge elettorale, tre riforme a costo zero che possono riavvicinare i cittadini alla politica.
La prima riguarda la lotta alla corruzione, al falso in bilancio, al riciclaggio e all'autoriciclaggio e all'evasione fiscale, temi che erano nel Disegno di legge che, prima di essere eletto presidente, avevo depositato il mio primo giorno da senatore e che è fermo in Commissione Giustizia.
Sempre dentro quel Disegno di legge c'era anche la norma sul voto di scambio della campagna di Libera “Riparte il futuro”, quella per cui centinaia tra deputati e senatori hanno indossato il famoso “braccialetto bianco”. Quella riforma ha poi iniziato il suo percorso alla Camera e, con qualche compromesso, si era arrivati ad un testo approvato all'unanimità che non era il migliore dei testi possibili ma aveva al suo interno novità interessanti, tanto che gli stessi promotori sono venuti nel mio studio a Palazzo Madama a chiedermi di fare di tutto perché venisse approvato rapidamente. Utilizzando una prerogativa del presidente avevo annunciato in Aula il 19 luglio, nel discorso commemorativo della strage di Via d'Amelio, che avrei dato alla Commissione Giustizia potere deliberante, in modo che il giorno stesso potesse diventare legge. Peccato che una campagna stampa abbia fatto venire dei dubbi ad alcuni parlamentari, bloccando la Commissione deliberante e rimandando a chissà quando questo traguardo. Da luglio ad oggi non se ne è più sentito parlare. Un'altra occasione sprecata.
La terza richiesta ancora inevasa è la riforma della legge elettorale. In un'intervista a Repubblica del 30 giugno scorso, ma gli esempi che potrei fare sono innumerevoli a partire dalla campagna elettorale, sono stato tra i primi ad avanzare l'idea di staccare la legge elettorale dalle riforme istituzionali, e la presentavo come una riforma da fare subito, con legge ordinaria ad iniziativa parlamentare e con due caratteristiche fondamentali:garantire una rappresentatività reale dei cittadini e la stabilità dei governi. Non avete idea delle critiche che mi ha attirato quell'intervista. Ora che sono passati mesi effettivamente la riforma della legge elettorale sta seguendo un percorso d'urgenza diverso dalle riforme istituzionali, ma al momento lo stallo è evidente: i gruppi parlamentari, anche per il loro disfacimento, non riescono a trovare un accordo politico, dimostrando di non riuscire a sentire la marea montante di una rabbia che si riverserà, più forte di prima, contro tutti i partiti.
E' questo atteggiamento di sordità totale che ci ha portato alla crisi istituzionale che stiamo vivendo nel nostro Paese in questo momento. Per tornare ad essere credibili, per abbattere quel 50% di indecisi e astenuti che ci hanno rivelato ieri gli ultimi sondaggi, i partiti devono iniziare a pensare non alle prossime elezioni, ma alle prossime generazioni.
Partiamo da qui: lotta alla corruzione, falso in bilancio, riciclaggio e autoriciclaggio, voto di scambio e riforma della legge elettorale. Tre riforme a costo zero che in una fase economicamente drammatica come quella che stiamo vivendo potrebbero far tornare all'impegno, alla passione, alla militanza, alla vita pubblica – in una parola: alla politica – quella metà di italiani stanchi, rassegnati e disillusi che se ne è allontanata.
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giovedì 21 novembre 2013
Incontro con il Pesenti di Cascina
Incontro con il Pesenti di Cascina
Primo appuntamento a Cascina per le Giovani sentinelle. Venerdì 16 novembre, nell'aula video dell'Istituto Pesenti siamo stati accolti dalle due classi seconde che partecipano al progetto 2013-2014. Con ragazzi e ragazze ci siamo soffermati in particolare sulla questione del riciclaggio del denaro da parte delle diverse mafie, vero e proprio rischio mortale per la nostra democrazia e libertà . Infatti la grande disponibilità di risorse falsa del tutto la competizione economica e consegna fette sempre più ampie dell'economia alle tante organizzazioni criminali, mettendo a repentaglio la nostra stessa vita associata.
Proprio queste ragioni richiedono un rinnovato protagonismo di giovani e cittadini, nuovi partigiani di questa resistenza dei valori di libertà e democrazia, di legalità e moralità , di partecipazione e cura dei beni comuni. Agli studenti e alle studentesse abbiamo proposto di scommettere, con noi e con gli altri compagni e compagne delle scuole toscane - ma da quest'anno anche di tante scuole sparse per l'Italia - sul protagonismo scegliendo un tema particolarmente rilevante di cui occuparsi e su cui discutere e confrontarsi con cittadini e amministratori.
Le eccellenti proposte degli anni scorsi e l'attenzione e la puntualità dei docenti lasciano ben sperare anche per questa edizione del progetto.
Con loro ci siamo dati appuntamento per il 5 marzo 2014.
Sergio Tamborrino
Responsabile progetto scuola Toscana
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mercoledì 16 ottobre 2013
La Fondazione Caponnetto incontra i ragazzi di San Marino
3° VERTICE ANTIMAFIA A SAN MARINO
(anteprima del 1°summit del Mediterraneo 2013 e del 19° vertice antimafia italiano)
19 novembre 2013
Sen. Mario Michele Giarrusso commissione parlamentare antimafia italiana
Sen. Lorenzo Diana Rete della Legalità
Salvatore Calleri Presidente Fondazione Caponnetto
Michele Capasso Presidente Fondazione Mediterraneo
Domenico Bilotta Resp. Nazionale Scuola Fondazione Caponnetto
Claudio Loiodice
moderatori David Oddone e Claudio Gherardini
Saluto dei Segretari di Stato Giancarlo Venturini e Giuseppe Maria Morganti.
LA MAFIA SPIEGATA AI RAGAZZI
Aula Magna Via Donna Felicissima,19
San Marino Città
ore 11,15
Iniziativa organizzata grazie alla Segreteria di Stato per gli Affari Interni e Giustizia, alla Segreteria di Stato delle Finanze e il Bilancio ed alla Segreteria di Stato Istruzione e Cultura.
lunedì 8 novembre 2010
giovedì 27 maggio 2010
incontro Provincia di Lucca
Venerdì 14 maggio si è tenuto il 5° incontro con gli studenti della provincia di Lucca, presso il Palazzo Ducale-Sala Mario Tobino, messo a disposizione dell'Amministrazione provinciale.
Le scuole coinvolte erano il Liceo Tecnologico Galileo Galilei di Vaireggio e l'Istituto di Istruzione Superiore di Barga. Hanno aperto i lavoro i ragazzi di Barga sotto la guida delle professoresse Maria Gemma Biagini e Giovanna Mannelli. I temi da loro trattato è stato il lavoro nero e rifiuti; il contributo di questi ragazzi è stato abbastanza corposo con slide e interviste. Innanzitutto è emerso quanto sia falso il luogo comune che il lavoro nero venga svolto e gestito da extracomunitari, i ragazzi hanno messo in luce come invece il lavoro nero sia sempre più diffuso e utilizzato da cittadini italiani, smendendo un altro luogo comune che il caporalato esista solo a sud! Il fenomeno è invece sempre più frequente anche nella provincia di Lucca dove viene utilizzata mano d'opera straniera nell'agricoltura e nell'edilizia. Gli studenti hanno puntualizzato come l'evasione fiscale incida notevolmente sui conti pubblici e come favorisca aziende che sempre più spesso violano le norme di sicurezza. Un altro gruppo ha trattato la questione rifiuti portando come esempio il modello Barga dove la differenziata viene fatta porta a porta e il lavoro dell'amministrazione comunale ha dato i suoi frutti.
Al termine, i ragazzi si sono soffermati sulle proposte e soluzioni. Per il lavoro nero: maggiori controlli da parte delle Istituzioni preposte per contrastare con efficacia questo fenomeno. Per i rifiuti: campagne di sensibilizzazione presso i cittadini per una maggiore attenzione non solo allo smaltimento dei rifiuti ma anche alla loro riduzione.
Hanno posto le loro richieste alle Istituzioni ma a rispondere vi era solo l'Amministrazione Provinciale nella persona dell'Assessore, Silvano Simonetti che ha datto risposte esaurienti e attente. Si è soffermato in particolare come sia necessario da parte delle Istituzioni dare un segnale forte al contrasto all'illegalità diffusa e alla difesa dei beni comuni come il territorio e l'acqua, ha ribadito la sua contarrietà alla privatizzazione dell'acqua e ha ricordato l'impegno della provincia con il contributo stanziato per l'acqua potabile nel comune di Barga. Non ha partecipato all'incontro, se pur giustificato, l'assessore all'Istruzione del Comune di Barga, anche se occorre ricordare che l'amministrazione ha seguito con attenzione il progetto sin dall'inizio. Ci dispiace però sottolineare che i temi proposti dagli studenti erano tali da consentire la partecipazione di altri assessori competenti che avrebbero potuto dare risposte appropriate alle sollecitazione degli studenti.
E' stata poi la volta dei ragazzi del Galileo Galilei di Viareggio che hanno trattato il tema dell'Immigrazione. Anche loro hanno intervistato cittadini extracomunitari e hanno raccolto la testimonianza di ragazzi stranieri che frequentano la loro stessa scuola, cogliendo il loro disagio dovuto alle leggi del nostro Paese che impongono a questi giovani, al compimento dei 18 anni, il ritorno in patria se non hanno la possibilità di iscriversi all'università o di un contratto di lavoro. Hanno ricordato come sia importante per un paese civile la politica dell'integrazione e della mediazione dimostrando al mondo degli adulti quella maturità che sempre più spesso manca loro!
Alle richieste dei ragazzi, di diffondere opuscoli, di avere biblioteche e mediatori multiculturali è mancata la risposta dell'Amministrazione comunale di Viareggio che ha ignorato gli inviti della Fondazione e le sollecitazioni dei ragazzi. L'Assessore Lucia Accialini è stata presente al primo incontro presso la scuola, scusandosi di non poter rimanere e di fare solo un saluto ma promettendo che la sera all'incontro cittadino sarebbe rimasta fino alla fine: non ha mantenuto la parola! Gli studenti hanno chiesto, durante il percorso del loro progetto, un appuntamento all'Amministrazione per un'intervista: questa loro richiesta non ha avuto risposta!
La Fondazione biasima questo comportamento di alcune amministrazioni che con molta leggerezza sottovalutano l'impegno, lo scrupolo e la serietà dei ragazzi e nel contempo mancano a un loro dovere fondamentale che è quello di ascoltare i propri cittadini!
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
Le scuole coinvolte erano il Liceo Tecnologico Galileo Galilei di Vaireggio e l'Istituto di Istruzione Superiore di Barga. Hanno aperto i lavoro i ragazzi di Barga sotto la guida delle professoresse Maria Gemma Biagini e Giovanna Mannelli. I temi da loro trattato è stato il lavoro nero e rifiuti; il contributo di questi ragazzi è stato abbastanza corposo con slide e interviste. Innanzitutto è emerso quanto sia falso il luogo comune che il lavoro nero venga svolto e gestito da extracomunitari, i ragazzi hanno messo in luce come invece il lavoro nero sia sempre più diffuso e utilizzato da cittadini italiani, smendendo un altro luogo comune che il caporalato esista solo a sud! Il fenomeno è invece sempre più frequente anche nella provincia di Lucca dove viene utilizzata mano d'opera straniera nell'agricoltura e nell'edilizia. Gli studenti hanno puntualizzato come l'evasione fiscale incida notevolmente sui conti pubblici e come favorisca aziende che sempre più spesso violano le norme di sicurezza. Un altro gruppo ha trattato la questione rifiuti portando come esempio il modello Barga dove la differenziata viene fatta porta a porta e il lavoro dell'amministrazione comunale ha dato i suoi frutti.
Al termine, i ragazzi si sono soffermati sulle proposte e soluzioni. Per il lavoro nero: maggiori controlli da parte delle Istituzioni preposte per contrastare con efficacia questo fenomeno. Per i rifiuti: campagne di sensibilizzazione presso i cittadini per una maggiore attenzione non solo allo smaltimento dei rifiuti ma anche alla loro riduzione.
Hanno posto le loro richieste alle Istituzioni ma a rispondere vi era solo l'Amministrazione Provinciale nella persona dell'Assessore, Silvano Simonetti che ha datto risposte esaurienti e attente. Si è soffermato in particolare come sia necessario da parte delle Istituzioni dare un segnale forte al contrasto all'illegalità diffusa e alla difesa dei beni comuni come il territorio e l'acqua, ha ribadito la sua contarrietà alla privatizzazione dell'acqua e ha ricordato l'impegno della provincia con il contributo stanziato per l'acqua potabile nel comune di Barga. Non ha partecipato all'incontro, se pur giustificato, l'assessore all'Istruzione del Comune di Barga, anche se occorre ricordare che l'amministrazione ha seguito con attenzione il progetto sin dall'inizio. Ci dispiace però sottolineare che i temi proposti dagli studenti erano tali da consentire la partecipazione di altri assessori competenti che avrebbero potuto dare risposte appropriate alle sollecitazione degli studenti.
E' stata poi la volta dei ragazzi del Galileo Galilei di Viareggio che hanno trattato il tema dell'Immigrazione. Anche loro hanno intervistato cittadini extracomunitari e hanno raccolto la testimonianza di ragazzi stranieri che frequentano la loro stessa scuola, cogliendo il loro disagio dovuto alle leggi del nostro Paese che impongono a questi giovani, al compimento dei 18 anni, il ritorno in patria se non hanno la possibilità di iscriversi all'università o di un contratto di lavoro. Hanno ricordato come sia importante per un paese civile la politica dell'integrazione e della mediazione dimostrando al mondo degli adulti quella maturità che sempre più spesso manca loro!
Alle richieste dei ragazzi, di diffondere opuscoli, di avere biblioteche e mediatori multiculturali è mancata la risposta dell'Amministrazione comunale di Viareggio che ha ignorato gli inviti della Fondazione e le sollecitazioni dei ragazzi. L'Assessore Lucia Accialini è stata presente al primo incontro presso la scuola, scusandosi di non poter rimanere e di fare solo un saluto ma promettendo che la sera all'incontro cittadino sarebbe rimasta fino alla fine: non ha mantenuto la parola! Gli studenti hanno chiesto, durante il percorso del loro progetto, un appuntamento all'Amministrazione per un'intervista: questa loro richiesta non ha avuto risposta!
La Fondazione biasima questo comportamento di alcune amministrazioni che con molta leggerezza sottovalutano l'impegno, lo scrupolo e la serietà dei ragazzi e nel contempo mancano a un loro dovere fondamentale che è quello di ascoltare i propri cittadini!
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
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