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mercoledì 13 marzo 2019

Giovedì 7 marzo due appuntamenti con le giovani sentinelle del Veneto


A Padova, nella sala Polivalente, Cristina Piva, assessora alle Politiche educative e scolastiche, ha accolto studenti e studentesse delle tre scuole medie, Falconetto, Pacinotti e Levi Civita che hanno aderito alla proposta della fondazione di un percorso educativo alla cittadinanza e alla legalità. Insieme alle loro insegnanti e ad un gruppo di genitori hanno affollato la sala Polivalente “armati” di cartelloni e fogli con i discorsi, chiavi USB con i loro power point ben curati e densi di informazioni e proposte.

Cristina Piva li ha salutati e ringraziati dell'impegno con cui hanno assolto al compito dando prova di essere cittadini e cittadine che hanno a cuore la propria scuola, tema intorno a quale hanno articolato le proprie proposte, e dando prova di quello che è il compito della scuola secondo la nostra Costituzione: formare cittadini e cittadine responsabili e attenti.

Anche Stefania Papparella, Dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo Padova VII da cui dipendono le tre scuole medie, ha voluto ringraziare sia studenti e studentesse che hanno lavorato con diligenza e passione insieme con le proprie insegnanti, sia la fondazione Antonino Caponnetto per aver proposto il percorso. 

Nell'introdurre i lavori abbiamo voluto ricordare le origini lontane del progetto stesso: l'intuizione di Antonino Caponnetto che decise di incontrare giovani e adulti dopo la morte di Paolo Borsellino per tener fede al giuramento solenne fatto al funerale di testimoniare l'impegno del giudice assassinato in via D'Amelio nella lotta contro la mafia. 

La fondazione ha ereditato il compito di Antonino Caponnetto e propone da dieci anni questo percorso educativo alla legalità e alla cittadinanza in modo da valorizzare il protagonismo dei giovani offrendo loro questa esperienza di cittadinanza attiva. L'obiettivo è che si possa costruire un costume civico attento e responsabile che contrasti e vinca illegalità piccole e grandi. In questo contesto si inserisce l'incontro con sindaci e assessori: ragazzi e ragazze si confrontano con chi ha il governo della cosa pubblica nello spazio pubblico, dove si prendono le decisioni relative al vivere insieme.

Hanno esordito quelli della scuola Falconetto, delle tre classi seconde che hanno lavorato per mettere a fuoco i problemi della propria scuola. L'edificio ha bisogno di interventi di manutenzione urgenti, soprattutto per quanto riguarda i bagni, le porte, che hanno documentato con immagini e con descrizioni accurate, poi hanno affrontato il tema dei furti a scuola durante le pause della ricreazione, approntando un sistema di allerta. Sono poi passati alla questione della pista ciclabile. 

Con cura hanno predisposto un questionario per conoscere come studenti e studentesse raggiungono la scuola e se si sentono sicuri. Raccolti i dati hanno sollecitato l'amministrazione al ripristino della pista ciclabile di via Dorighello. In questo loro percorso hanno distribuito il questionario agli abitanti del quartiere ma hanno dovuto constatare che molti lo hanno rifiutato per paura non aprendo nemmeno la porta di casa. Infine hanno chiesto il ripristino del giardino della scuola, per il quale sarebbero sufficienti pochi lavori di ripulitura e piccole manutenzioni, in modo da avere uno spazio all’aperto gradevole durante l’intervallo.

Quelli della scuola media Pacinotti hanno raccontato cosa hanno fatto a scuola dopo il primo incontro e i piccoli interventi realizzati in ogni classe e nell’atrio della scuola per renderla più bella e accogliente, lasciando intendere quanto il lavoro quotidiano, l’impegno e la fatica siano parte del loro abito civico alla formazione del quale hanno contribuito docenti e la scuola nel complesso.

Ragazze e ragazzi della scuola Levi Civita collaborano da tempo con l’associazione Save The Children e questo rapporto è denso di attività che arricchiscono i giovani e rendono il plesso un luogo molto piacevole. La scuola è inoltre caratterizzata dall’essere quella della scienza e del giardino per le attività che vi si svolgono ed è attenta alle questioni della memoria per essere intitolata a Tullio Levi Civita, insigne matematico escluso dall’insegnamento dal regime fascista per essere ebreo.

Alla varietà e complessità dei temi si è rifatta Cristina Piva nell’intervenire dopo ragazze e ragazzi. Ha dichiarato di essere a conoscenza della situazione del plesso Falconetto per il quale sono necessari lavori di un certo rilievo e ha anche ricordato la complessità delle procedure da osservare nell’esecuzione.

Si è voluta soffermare sulla vicenda del coinvolgimento dei cittadini  con il questionario, apprezzando il tentativo dei giovani di coinvolgere il quartiere in modo da far uscire dalla scuola i temi che vi si discutono e, da questo punto di vista, la fondazione è completamente d’accordo e lo stesso progetto si muove in questa direzione, come abbiamo sottolineato con i genitori presenti.

È importante creare un clima di fiducia e coinvolgere genitori e abitanti del quartiere è sicuramente un buon inizio. Il senso civico di ragazze e ragazzi che hanno cura della propria scuola fa ben sperare e loro stessi hanno ripetuto negli interventi quanto sia importante la buona educazione, il rispetto delle regole.

Il pomeriggio è stato intenso e pieno di suggerimenti e i giovani delle tre scuole condivideranno queste loro proposte ed esperienze nell’appuntamento di maggio con le altre scuole della provincia di Padova. Con loro ci rivedremo il prossimo giovedì 16 maggio.


Le sentinelle dell’IIS Marco Polo di Venezia sono sbarcate in Canal Grande per il secondo appuntamento previsto con la propria Amministrazione comunale. Nella bella sala storica del Palazzo Cà Loredan a fare gli onori di casa, l’assessore alla Sicurezza, Giorgio D’Este e l’assessore alla Mobilità e Trasporti, Renato Boraso.

Ragazzi e ragazze di 4 classi di diverso indirizzo di studio, emozionati, seduti sugli scranni della sala del Consiglio insieme alla loro insegnante referente Renata Mannise, sono stati raggiunti anche dal Dirigente scolastico Vittorio Pecchini. Il tema della serata, Studiare a Venezia: criticità.

Aiutati da alcune immagini e prendendo la parola uno dopo l’altro, i giovani studenti hanno esaltato le bellezze artistiche e il grande privilegio di studiare in una delle città più belle del mondo. Partendo da questo presupposto, hanno rimarcato di avere a cuore le sorti di Venezia, hanno tenuto a precisare agli Amministratori che il loro focus deve essere visto come l’espressione di cittadini di Venezia e non di chi guarda al proprio tornaconto e partecipa allo svuotamento della città. Vogliono crescere ed essere partecipi ad un suo cambiamento dove il cuore pulsante sono i cittadini. 

Sono coscienti che Venezia è afflitta da molte problematiche di diverse entità come l’ambiente, che ne ha fatto una delle città più inquinate d’Italia a causa degli scarichi da imbarcazione e dagli stabilimenti industriali. Il turismo di massa, è una problematica molto discussa, difficile da limitare o controllare  contribuisce alla crescita del costo della vita sempre più elevato. Oggi il risultato ha portato al fenomeno denominato gentrificazione ossia la fuga crescente degli abitanti verso la terraferma mentre le abitazioni sono riservate ad acquirenti abbienti, e altre rimangono abbandonate in attesa di speculazione, altre diventano strutture turistiche a discapito dei residenti e dei giovani che vogliono vivere la città che amano.

Passano poi a proporre indicazioni. Come liceali passano molte ore pomeridiane a scuola, la necessità di luoghi, all'aperto o al chiuso, in cui passare il tempo, per mangiare, studiare, rilassarsi, nelle lunghe attese prima delle lezioni.

Ancora una volta il problema si focalizza sull’assenza di spazi, luoghi negati o non agibili in attesa di speculazioni o allo studio di programmi dove giovani e cittadini sono esclusi nella decisione del futuro della propria città.

Ragazzi e ragazze nella loro esposizione fanno notare di aver individuato spazi di cui poter usufruire vicino alla loro scuola e all'università. Ad esempio il giardino della scuola. Basterebbe intervenire sul giardino posteriore al palazzo Basadonna, apportare piccole modifiche, come mettere panchine, tavoli, potare rami, estirpare erbacce per rendere questo ambiente luogo di aggregazione. 

Oppure il giardino di Ca' Bembo originariamente appartenuto all'università Ca' Foscari, oggi chiuso, a causa dell'alta presenza di diossine nel terreno. Fanno notare che vi è un progetto di bonifica inserito in un piano triennale con fondi stanziati, ma nei programmi non è previsto che divenga un giardino pubblico, e inoltre vi è una struttura adiacente alla scuola che potrebbe essere utilizzata come aula di studio.

Proseguono con un altro spazio in zona Santa Marta l’ex area Gasometro di dimensioni molto grandi, anche questo designato a luogo da riqualificare o da riconvertire. In passato il Comune aveva individuato quell’area come “non strumentale all’esercizio delle funzioni istituzionali”, con un metro di terreno inquinato da rimuovere e quindi vendibile, con l’approvazione della stessa Provincia oggi Città Metropolitana. L’anno successivo l’area è stata venduta all’agenzia immobiliare del Corso che progetta di realizzarci un centinaio di appartamenti e un centro commerciale! Anche in questo caso nessuna discussione per mantenere una parte dell’area a bene pubblico.

Proseguono con un altro edificio di proprietà del demanio militare a San Basilio, utilizzato solo a metà. Luogo che, nel periodo estivo, serve da terminal per passeggeri mentre l'altro spazio talvolta è luogo di mostre ed eventi carnevaleschi o come padiglione della Biennale, tuttavia per la maggior parte dell'anno non è in funzione. Anche questo, continuano gli studenti, potrebbe ospitare le loro varie assemblee di istituto, poiché grande e capiente; allo stesso modo potrebbe essere luogo di mostre d'arte, concerti e conferenze sempre organizzati dalla scuola.


Infine chiedono al Comune se vi sono beni confiscati alla mafia oltre ai luoghi già citati, nel far capire se vi sono intendimenti che vadano nella direzione di tenere presente i bisogni dei propri giovani o non vi sono Santi in Paradiso!

Ha preso la parola l’assessore Renato Boraso che ha confermato la fuga da centro storico da parte dei cittadini dove gli abitanti sono scesi a 55.000. È preoccupato della vivibilità quotidiana ricordando l’intenzione dell’Amministrazione in merito al blocco del turismo di massa. Stanno lavorando ad un programma che porti alla conversione elettrica delle imbarcazioni a motore. Riguardo invece Santa Marta ha dichiarato che la proprietà è delle Autorità del Porto che fa capo al Ministero.

Alla richiesta da parte dei ragazzi di assenza di cestini in città, l’assessore ha dichiarato che la difficoltà di collocare i cestini è dovuto alla Soprintendenza delle Belle Arti che non ha  approvato le varie proposte di modelli presentati dal Comune.

L’intervento dell’assessore Giorgio D’Este si è focalizzato soprattutto in merito alle sue competenze, ha confermato il suo impegno in merito alla sicurezza e la lotta all’antiborseggio effettuato dalla Polizia municipale che, comunque, rimane un fenomeno non allarmante nonostante gli ultimi 3 arresti. 

Ha ribadito però che la percezione del rischio è dovuto soprattutto alla mancanza di una riforma della giustizia che vada verso una giusta pena.

La Fondazione ha concluso esortando ragazzi e ragazze che partecipano per la prima volta al progetto di studiare e approfondire meglio le loro richieste. La scuola deve diventare laboratorio di idee, dividersi in gruppi di lavoro in modo da chiedere agli uffici competenti documentazione scritta di progetti e intendimenti e programmi del territorio.

Ha chiesto agli Amministratori presenti che l’intendimento del progetto, è indubbio aprire le porte ai propri giovani cittadini, ma il confronto si deve basare sulla ricerca di soluzioni comuni per il bene della propria comunità e ai loro bisogni. Il dialogo e il confronto vuol dire anche,  per dare valore al protocollo d’Intesa con l’ANCI, di coinvolgere i giovani e stimolarli alla partecipazione alla cittadinanza. 

Riguardo gli spazi per i giovani la serata è finita in un monologo. Mi auguro che l’Amministrazione, da sempre partecipe e attenta al progetto, possa raccogliere le richieste di ragazzi e ragazze del Marco Polo, portarle in Consiglio e poter dare risposte all’incontro di mercoledì 15 maggio dove al confronto saranno invitate la Città Metropolitana e la Regione Veneto.

Nel ringraziare la scuola, i suoi insegnanti per l’impegno quotidiano nel formare i giovani quali cittadini portatori di diritti e doveri in difesa della democrazia ha preso la parola il Dirigente scolastico Vittorio Pecchini che ha ringraziato la Fondazione e i presenti e soprattutto rivolgendosi ai propri ragazzi e ragazze ha voluto citare due frasi del filosofo Norberto Bobbio, giurista e senatore che Antonino Caponnetto ha conosciuto e stimato.

Ringraziamo anche noi Vittorio Pecchini perché in quelle due frasi da lui lette è racchiusa l’essenza stessa del progetto ideato da nonno Nino Caponnetto:   
«Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccoglier certezze».

«Io ritengo che per dare una definizione minima di democrazia bisogna dare una definizione puramente e semplicemente procedurale: vale a dire definire la democrazia come un metodo per prendere decisioni collettive. Si chiama gruppo democratico quel gruppo in cui valgono almeno queste due regole per prendere decisioni collettive: 1) tutti partecipano alla decisione direttamente o indirettamente; 2) la decisione viene presa dopo una libera discussione a maggioranza.

Queste sono le due regole in base alle quali a me pare che si possa parlare di democrazia nel senso minimo e ci si possa mettere facilmente d’accordo per dire dove c’è democrazia e dove democrazia non c’è».


Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino

giovedì 20 dicembre 2018

Tra Sicilia e Veneto altri tre nuovi appuntamenti

Martedì 18 dicembre ancora tre incontri delle giovani sentinelle. A Venezia, all’Istituto Marco Polo siamo stati accolti da quattro classi dei tre indirizzi – Liceo artistico, musicale e classico – con i propri insegnanti che seguiranno e guideranno il lavoro di studenti e studentesse.

Nelle due ore ragazze e ragazzi di prima e di quarta hanno seguito con attenzione il nostro racconto delle vicende di Antonino Caponnetto dal suo arrivo a Palermo con la costituzione del pool antimafia al maxiprocesso, al ritorno a Firenze e alle stragi di mafia del 1992 fino all’impegno-testimonianza nell’ultima parte della sua vita.
La Fondazione ha raccolto il testimone e prosegue l’attività del giudice, convinta come lui che solo formando i giovani ai valori della cittadinanza e della responsabilità è possibile respingere le insidie  dell’illegalità e della corruzione, insidie irrobustite e rafforzate da quell’atteggiamento del voltarsi dall’altra parte, mai contrastato con efficacia e decisione, che apre le porte alla mafia.

Con i giovani ci siamo soffermati a ragionare di traffici illeciti e di riciclaggio, di penetrazione nell’economia legale e di commistioni con la politica. A loro abbiamo lanciato la sfida delle giovani sentinelle e l’attenzione nell’ascolto e la determinazione di studenti e studentesse sono indizio eccellente del loro impegno in questo nostro percorso.
Con loro ci siamo dati appuntamento al prossimo incontro quando saranno ospiti dell’amministrazione comunale di Venezia assieme ai coetanei dell’Istituto Algarotti e del Liceo Bruno Franchetti di Mestre.

In Sicilia gli altri due appuntamenti, a ritmo serrato per soddisfare l'entusiasmo di insegnanti e studenti. Ad essere protagonisti sono 3 classi dell'Istituto comprensivo Leonardo da Vinci di Mascalucia (CT), con loro la dirigente scolastica, Lucia Roccaro, e le referenti, Daniela Falcone e Giovanna Torrisi. L’istituto ospita una classe dell'Istituto comprensivo Federico II di Svevia della stessa città insieme alla loro referente, Santa Marchesano, una vera e propria delegazione del proprio istituto e che si impegna a coinvolgere, nei prossimi giorni, nel percorso educativo altre classi.

Armati di penne e quaderni hanno preso appunti, ascoltando in un silenzio partecipato, responsabili del proprio ruolo di ambasciatori di altre sentinelle.

Abbiamo raccontato di Antonino Caponnetto che si è battuto nella sua vita a favore della legalità, del suo impegno nelle scuole parlando ai ragazzi e alle ragazze delle regole, anche quelle piccole quotidiane, da quelle stradali, all’ambiente, ai buoni comportamenti a scuola, dal salvaguardare i beni comuni al rispetto della città e ai buoni comportamenti con i propri compagni, schierarsi con i più deboli contro il bullismo. Abbiamo ricordato l'esempio di Falcone e Borsellino, abbiamo parlato della mafia e di chi fa affari con loro e come sottraggono benefici alla comunità. La nostra esposizione ha suscitato tanta curiosità e mille domande. A tutti loro abbiamo chiesto di impegnarsi a rispettare le regole e in  questo senso abbiamo lanciato loro la sfida a divenire giovani sentinelle, chiedendo di individuare un bene pubblico del loro quartiere o della loro città: una scuola, un giardino o altro tema che sta loro a cuore da studiare, approfondire e, relativamente al quale, offrire delle soluzioni per discuterne nel secondo appuntamento con i propri amministratori alla presenza di genitori e cittadini giovedì 28 marzo dalle 16 alle 18.

Per completare i ragionamenti e rispondere a domande e chiarimenti abbiamo accumulato un ritardo di oltre mezz'ora perché il secondo appuntamento della mattinata era a Bronte, a 40 chilometri di distanza, all’Istituto Benedetto Radice. Ma i ragazzi ci avevano caricati di energia solare e quindi siamo volati verso la nuova meta. Ad attenderci nel loro bel auditorium 3 classi terze insieme alla referente, Venera Sgroi e altri suoi colleghi e colleghe che seguiranno il progetto. Con grande soddisfazione abbiamo potuto constatare che l'Istituto è molto attivo sulle tematiche della cittadinanza attiva. Prima di iniziare i ragazzi e le ragazze avevano preparato una biografia di Antonino Caponnetto e sin dall'inizio ci ha colpito l'attenzione dei ragazzi e delle ragazze, mai venuta meno. Alla loro presentazione ci siamo riallacciati raccontando alcuni aspetti della vita del giudice padre del pool antimafia, della morte di Falcone e Borsellino e del grido di dolore di Caponnetto dopo le stragi: «Tutto è finito!» Abbiamo ricordato lo scatto con cui lo stesso Caponnetto, proprio ascoltando le richieste di molti giovani davanti al tribunale di Palermo che lo esortavano a non lasciarli soli, ha scelto di essere testimone ed educatore di quella nuova resistenza dei valori, dimenticati o elusi, della nostra Carta costituzionale.

Incontrare i giovani nelle scuole e parlare con loro di legalità, di impegno civile, di responsabilità, favorire un loro nuovo protagonismo, diffondere una cultura dei diritti contro l'arroganza, la prevaricazione e la criminalità: questo è stato l’impegno che Antonino Caponnetto ha perseguito con straordinaria tenacia fino alla sua morte, convinto di rafforzare la difesa della democrazia e della cultura del diritto. Anche a loro abbiamo presentato il progetto e la scommessa di mettersi in gioco. Gioco che ha pratiche corrette, pratiche di valori, di esempi di tanti giovani che insieme ai propri insegnanti hanno fatto rete, hanno fatto proposte che in molti casi hanno trovato ascolto e attenzione. Il tempo anche qui è stato tiranno e non c'è stato modo di poter far vedere il filmato dei lavori dei ragazzi di tante scuole d’Italia. Abbiamo proposto di poterlo visionare in altra data ma siamo convinti che il gruppo ben coeso degli insegnanti saprà indirizzare i giovani ad accettare la sfida che li vedrà venerdì 29 marzo dalle 16 alle 18 al confronto con la propria Amministrazione Comunale. Spetterà a quest’ultima non venir meno alle aspettative dei propri giovani ad un confronto leale e costruttivo.


Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino

martedì 6 novembre 2018

Due appuntamenti con le giovani sentinelle di Anghiari (AR) e Venezia

Lunedì 6 novembre le giovani sentinelle sono impegnate in Toscana e in Veneto.

Al Liceo Piero della Francesca, sede di Anghiari, ci siamo ritrovati con i veterani della seconda classe che hanno deciso di proseguire con la fondazione e con i tanti coetanei e coetanee nello sperimentare modalità di cittadinanza attiva e responsabile.

Abbiamo ripreso con loro il ragionamento da Antonino Caponnetto e abbiamo approfondito le trasformazioni della mafia che si insinua nel tessuto legale della società e dell’economia, mettendo a repentaglio la convivenza civile, le regole del nostro stare insieme, la libertà e la democrazia. 

Grazie ad una interlocuzione serrata abbiamo rilevato i mutamenti significativi dei comportamenti mafiosi e i nuovi compiti di cittadini e cittadine.

Soddisfatti dell’esperienza dello scorso anno con la realizzazione del cestino dei rifiuti da loro progettato che presto punteggerà lo spazio urbano ragazzi e ragazze proseguiranno con decisione nella fatica di essere cittadini attivi e responsabili. Con loro ci siamo dati appuntamento al prossimo lunedì 25 febbraio 2019.

Il secondo degli appuntamenti è con i giovani dell'Istituto Algarotti. 
 
In Laguna sotto una pioggia battente e al piano terra dell'edificio già con alcuni centimetri d'acqua (previsione di acqua alta!) ad accoglierci una classe terza insieme alla propria insegnante, Patrizia Locatelli. La classe, per lo più ragazze, hanno seguito l'incontro con attenzione, prendendo appunti delle varie fasi e dell'articolazione del progetto accettando la proposta di mettersi in gioco e divenire protagonisti attivi del loro territorio. 

Abbiamo fatto riferimento alle esperienze dei propri compagni più grandi negli anni passati: con grande passione si sono occupati di gioco d'azzardo in collaborazione con la Prefettura di Venezia o della questione più specifica riguardante le Guide turistiche abusive, tema a loro caro. 
 
Tante le problematiche affrontate e tanta la passione, nonostante il forte impegno nessun cambiamento, né sviluppo! Abbiamo ricercato le cause, i perché. Come abbiamo più volte osservato, le insegnanti coraggiose, le partigiane dei valori, come le definiva Antonino Caponnetto,  rimangono spesso sole nel compito di formare i giovani sul sentiero della legalità e della cittadinanza, sono costrette a limitare il loro “raggio di azione” alla propria classe. 

Abbiamo chiesto a ragazzi e ragazze di capovolgere questa situazione facendo leva sulla propria passione, di dare seguito alla loro esperienza con tenacia e ostinazione facendo partecipi altre classi, non rimanendo soli ed esigendo dai propri insegnanti quella trasversalità dell’educazione alla cittadinanza come parte del diritto allo studio, al sapere. 
 
Con questi auspici ci siamo lasciati dandoci appuntamento a giovedì 7 Marzo nella sala consiliare con amministratori e cittadini, con l'augurio che ci sia ascolto, confronto e voglia di elaborare proposte insieme come è accaduto con i loro coetanei di Anghiari.



Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

venerdì 1 giugno 2018

Incontro Regionale Veneto






Io avrò cura di te è il titolo scelto per l’appuntamento regionale delle Giovani sentinelle del Veneto tenutosi venerdì 18 maggio. Ilaria e Giulia dell'istituto Scalcerle di Padova, autrici del manifesto dell’incontro, hanno illustrato brevemente il significato delle immagini che bene rappresentano il senso della  Conferenza per la quale ragazze e ragazzi di alcuni istituti del Veneto si sono ritrovati a Padova, nel teatro del Centro della Opera della Provvidenza di sant’Antonio, per illustrare i propri progetti, confrontarsi con chi ha il governo della cosa pubblica, scambiare esperienze e pratiche, percorsi e idee con compagni e compagne di altre scuole. Ad accoglierli i responsabili del Centro, l’assessora all’Istruzione della Regione Veneto, Elena Donazzan, il vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, Bruno Pigozzo, il prefetto di Padova, Renato Franceschelli, amministratori locali: l’assessore di Venezia Giorgio D’Este, la collega di Cadoneghe, Paola Venturato, la consigliera comunale di Abano Terme, Lidia Pege.

Un ringraziamento speciale ai rappresentanti della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e dei Carabinieri intervenuti, in particolare siamo grati ad agenti e Dirigenti della Polizia che hanno allestito nello spazio del Centro una mostra delle auto di servizio d’Epoca che hanno allietato l’interruzione della nostra Conferenza e la mattinata degli ospiti del Centro.

Nel saluto ai presenti don Roberto Bevilacqua e suor Paola hanno raccontato la vicenda della struttura dell’Opera della Provvidenza di Sant'Antonio che ha origini negli anni Cinquanta del Novecento, con una foto e un video. 

Hanno posto l’accento sulla solidarietà che è principio di condivisone con chi ha più bisogno e più difficoltà e che sottolinea l’impegno di chi aiuta, sostiene, cammina insieme con ed è partecipe delle vicende dell’altro.

Ma la solidarietà non è solo valore riconducibile alla sfera religiosa, è anche laico, come ha ricordato il prefetto di Padova, Renato Franceschelli, valore iscritto fra i principi fondamentali della nostra Carta che richiede l’adempimento del dovere inderogabile alla solidarietà. Nel rivolgersi a giovani e giovanissimi intervenuti e dichiarandosi lieto di condividere riflessioni e pensieri con loro, ha sottolineato quanto sia importante lavorare con i ragazzi e le ragazze perché il rapporto quotidiano con loro accresce il senso di responsabilità, educa a non girarsi dall’altra parte, alimenta il senso di indignazione, favorendo così la prevenzione dei fenomeni di criminalità e di corruzione.

E questo primo scambio ha dato il via ai lavori con l’introduzione della Fondazione che ha ringraziato studenti e studentesse, insegnanti e dirigenti scolastici, amministratori locali e regionali, le Forze dell’ordine. Un ringraziamento particolare è dovuto a Bruno Pigozzo, incontrato per la prima volta in occasione del secondo incontro a Venezia con studenti e studentesse della città lo scorso 23 marzo, che ha accolto allora con interesse la nostra proposta e ha tenuto fede all’impegno di essere con i giovani anche il 18 maggio. Per la prima volta abbiamo avuto come interlocutrice Elena Donazzan e la caparbietà dei giovani e della Fondazione ad insistere affinché intervenisse è stata premiata.

Il progetto ha origini lontane nelle intuizioni di Antonino Caponnetto che decise di incontrare studenti e studentesse dopo  le stragi di Capaci e di via D’Amelio e sollecitarli a battere un colpo e a farlo fino a scuotere cittadini e istituzioni. Le Giovani sentinelle sono attive in Veneto da cinque anni e hanno mostrato sempre una grande capacità di coinvolgere nuovi istituti, di raggiungere località e scuole diverse, merito di giovani e insegnanti che hanno accettato la sfida lanciata dalla Fondazione ad essere protagonisti attivi nel luogo dove vivono. 

Spiace l'assenza di alcuni istituti che pure hanno seguito con interesse il percorso proposto dalla Fondazione sin dall'inizio, accogliendola  nelle proprie aule, ascoltando il racconto della vicenda di Antonino Caponnetto e accettando la sfida ad essere cittadini attivi e responsabili. Abbiamo con loro fatto esperienza del confronto con amministratori e cittadini in marzo e, giunti al terzo appuntamento, stride la loro assenza con la logica di questo progetto che vuole favorire il protagonismo ed avere un carattere di impegno duraturo lungo l'intero anno scolastico e non essere un semplice evento.

Come abbiamo già sottolineato, la continuità richiesta lungo l’intero anno scolastico ha la funzione di dare senso all’impegno costante del cittadino e della cittadina, promuovere l’abito civico dell’attenzione e della responsabilità e offrire occasioni diverse di confronto ed esperienze di dibattito e di riflessione. Continueremo a sollecitare questi comportamenti proprio come richiamiamo a comportamenti responsabili chi ha il governo della cosa pubblica, affinché sia interlocutore per ragazzi e ragazze.

Sono stati questi stessi intendimenti a muoverci in questi cinque anni nel richiedere attenzione e interlocuzione alla Regione Veneto, che pure ha finanziato una delle edizioni del progetto, riconoscendone così il valore. Elena Donazzan ha apprezzato l’impegno della Fondazione ma ha voluto ricordare che sono molte le iniziative che si tengono nelle scuole del Veneto, ci sono quotidianamente momenti di riflessione e di approfondimento che mostrano l’attenzione della Regione Veneto alle questioni della legalità. La Fondazione non ha messo in discussione l’impegno dell’istituzione regionale, ma ha solo sottolineato il silenzio lungo quattro anni, un silenzio fatto di mancate risposte ad inviti, mail e telefonate. Se serviva a giustificare i silenzi e le assenze del passato la risposta dell’assessora Donazzan è insufficiente. Tuttavia crediamo importante sottolineare la presenza e la disponibilità al dialogo di quest’anno e siamo certi che a questo primo appuntamento altri ne seguiranno nella condivisione del compito di formare i cittadini al rispetto delle regole e alla responsabilità.

Tale compito è urgente perché i fenomeni del riciclaggio di denaro e di inquinamento della economia sono vicini, come ci ha ricordato nel passato, in un incontro con le scuole di Venezia, quel cittadino vittima della ludopatia, testimone del riciclaggio di denaro di provenienza illecita in una sala da gioco d’azzardo.

Ad esordire sono stati i giovanissimi di Cadoneghe dell'istituto comprensivo che hanno presentato il loro lavoro sull'inquinamento con un video che racconta l'inquinamento dovuto al traffico automobilistico: le immagini e le interviste ai genitori documentano l'inquinamento che compromette la salute e la situazione davanti alla scuola nelle ore di punta richiede un cambio di abitudini e nuovi comportamenti che privilegiano l’andare a scuola a piedi, in bici, con i mezzi pubblici. Hanno pensato ad una gara fra le classi a chi percorre più km a piedi per raggiungere la scuola, hanno sollecitato l’amministrazione alla chiusura delle strade nelle ore di punta e a installare cartelli stradali e pubblicitari per incentivare buone pratiche e comportamenti virtuosi.

Paola Venturato assessora comunale ha ricordato ai ragazzi e alle ragazze l’invito in un prossimo Consiglio comunale e l'impegno dell’amministrazione a realizzare alcuni dei cartelli da mettere in alcuni luoghi del comune.
Hanno poi preso la parola i coetanei e le coetanee di Taglio di Po che hanno proposto il recupero di un campetto di calcio, proposta che si inserisce in una riflessione più generale relativa ai beni pubblici che devono essere salvaguardati con il concorso dei cittadini e per questo hanno dato appuntamento il 26  maggio a compagni di scuola e adulti per ripulire il parco Perla, facendo appello alla responsabilità di ciascuno e ciascuna, senza immaginare divieti, con dei cartelli da installare in alcune zone precise.

Hanno poi ricordato la condizione di degrado del Palavigor che necessita di lavori e hanno concluso con un appello al senso civico.
Le parole e gli intendimenti di questi ragazzi e ragazze hanno consentito una piccola riflessione sulla vicenda di Porto Viro dove l’Amministrazione non ha ospitato nella Sala del Consiglio i propri giovani cittadini per un confronto. Oppure a Porto Tolle, compagno di viaggio in questo percorso di cittadinanza, studenti e studentesse avevano preparato dei cartelli per denunciare comportamenti scorretti e veri e propri abusi di chi abbandona rifiuti in certe zone della città e avevano invitato la Fondazione per la posa di questi cartelli che richiamano alla responsabilità chi compie quelle azioni. Dopo tanto lavoro non è stato possibile dare seguito ai propositi perché la scuola e il Consiglio d’Istituto ha bocciato l’incontro regionale non supportando quegli insegnanti coraggiosi che quotidianamente sono con i propri ragazzi nel loro cammino per essere cittadini attivi.

Gli studenti e le studentesse del Liceo scientifico Bruno di Mestre hanno riproposto la questione di alcuni parchi e alcuni forti di Venezia, luoghi suggestivi e di interesse storico, frequentati da giovani e adulti. Hanno approfondito il tema con incontri con esponenti delle Forze dell'ordine e di un'associazione e con un questionario ai propri compagni. Hanno denunciato le condizioni di sicurezza precarie in uno e le attività di spaccio, richiedendo un maggiore controllo. La presenza di un comitato spontaneo di cittadini garantisce una migliore sicurezza e questo tema dei comitati dei cittadini è stato ripreso dall’assessore comunale D'Este che ha ribadito l’importanza di conoscere il proprio territorio e le relative problematiche per poter intervenire. Ha voluto aggiungere una distinzione fra sicurezza e percezione della sicurezza che viene dal degrado e dal bombardamento mediatico, invitando i giovani ad essere attenti ad evitare questi equivoci.

I coetanei e le coetanee dell'istituto Pietro d'Abano di Abano Terme hanno scelto di occuparsi di alberghi chiusi nel loro comune che suscitano appetiti speculativi, mettendo la lente di ingrandimento sullo hotel Salvagnini Bernerhof. L’edificio in condizioni di degrado sorge nella zona centrale della città ed è oggetto di attenzioni affaristiche. Ragazzi e ragazze hanno fatto interviste ai vecchi dipendenti, hanno letto i  giornali per ricostruire la vicenda e hanno elaborato proposte per riaprirlo o trasformarlo in un ostello. Hanno fatto appello alla vigilanza perché non sia modificata la destinazione d’uso. Il loro impegno è stato apprezzato e rimarcato da Lidia Pege, consigliera comunale, e dall’architetto Zanardo, dipendente del Comune, che ha denunciato una gara di appalto relativa ad una bonifica che ha avuto come esito l’arresto del sindaco della città. Ha concluso con un appello a favore di una legge che tuteli i dipendenti pubblici che denunciano irregolarità e abusi commessi da amministratori e colleghi di lavoro.

La sua vicenda è stata ripresa da Gianni Belloni, giornalista impegnato sui temi dell’ambiente e dei rifiuti. Ha voluto ricordare due casi emblematici: a Battaglia Terme in fabbrica abbandonata vi era un deposito di rifiuti tossici e un imprenditore che pensava di mescolarli con il bitume per il manto stradale. L’inchiesta è nata dalle denunce di cittadini che hanno osservato il via vai di camion, offrendo un buon esempio di cosa vuol dire non girarsi dall’altra parte. Molte inchieste nascono dalle iniziative e dall'attivismo, un dato importante da valorizzare che si ritrova anche nell’altro caso relativo ad una storia i fanghi da smaltire nel rovigino. Le due vicende ricordano a ciascuno e ciascuna l’alternativa fra disobbedire o essere conniventi e questa scelta non lascia spazio a compromessi o incertezze.
Ultimi i giovani dello Scalcerle. Accompagnati dalle insegnanti e dallo stesso Dirigente scolastico hanno illustrato con ricchezza di argomenti il tema della violenza di genere, definendola attraverso le immagini, soffermandosi sulle molestie, approfondendo la questione della tratta degli esseri umani, della prostituzione e dello stalking.
Tanti i temi della mattinata, intensa e appassionata, che ci richiamano a non essere indifferenti, a costruire relazioni e a condividere percorsi, come quello con Auser Veneto, nostro compagno di viaggio nella regione nei progetti di educazione alla legalità fra giovani e adulti. Maria Gallo, presidente dell’associazione, ha voluto sottolineare come la legalità debba essere vissuta ogni giorno, costituire uno stile di vita per ciascuno e ha richiamato l’esempio dei nonni che vengono in soccorso dei nipoti con le loro attività di volontariato.
L’appuntamento del 18 maggio si colloca fra gli anniversari del 9, le uccisioni di Aldo Moro e di Peppino Impastato, e del 23, la strage di Capaci. Per questo, in chiusura abbiamo voluto ricordare quelle vicende. Con tutti i loro lati oscuri ci richiamano al dovere della chiarezza e del ristabilire una verità, non solo quella giudiziaria dell’accertamento delle responsabilità e dei relativi giudizi, ma anche storica perché questo nostro paese ha sempre più bisogno di una memoria condivisa che sia un legame forte e durevole per i propri cittadini e cittadine.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola