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martedì 14 maggio 2019

Due appuntamenti in Toscana in ambito provinciale delle giovani sentinelle


Lunedì 6 maggio altri due appuntamenti per le giovani sentinelle toscane prima di passare la staffetta a quelle siciliane.

Nella bella sala del Pellegrinaio Novo - uno spazio per incontri dell'Azienda sanitaria al cui presidente, Paolo Morello Marchese, avevamo fatto appello perché ospitasse ragazze e ragazzi impegnati nel percorso di cittadinanza, vanno i nostri ringraziamenti per la disponibilità e l'attenzione - si sono ritrovati studenti e studentesse di tre Istituti comprensivi: il convitto Cicognini e il Cironi di Prato, quello di Montemurlo intitolato a Margherita Hack e l'istituto superiore Dagomari, sempre di Prato.

Assenti gli amministratori provinciali, che avevamo pure invitato come di consueto, cui sembra sfuggire completamente l'importanza di conoscere e apprezzare il lavoro di giovani cittadini e l'importanza di essere loro interlocutori nella discussione e nel confronto pubblico, e che appaiono noncuranti dinanzi agli inviti, facendo anche una pessima figura e alimentando così tutti i peggiori luoghi comuni sul distacco della politica dalla vita quotidiana.

Studenti e studentesse hanno realizzato ottime presentazioni dei loro progetti volti a proporre la soluzione di problemi ed emergenze nella loro vita e nella società. Hanno così riempito la mattinata  ragazzi e ragazze che hanno sperimentato lungo l'intero anno obbiettivi importanti da raggiungere in vari settori della vita quotidiana ma anche nell’ambito della educazione civica, materia che sembra sempre meno considerata dagli adulti e dalle istituzioni pubbliche, anche se è in via di definitiva approvazione il disegno di legge che la reintroduce in tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Ad esordire i più grandi del Dagomari che hanno spiegato con chiarezza e dettagli l’esistenza, ignorata dai più, del deep and dark web, quelle reti nascoste che utilizzano internet solo come ponte per creare nodi privati che rendono impossibile risalire a chi li sta usando.

Come sempre accade l’anonimato ha due facce, così anche nel caso del web da una parte è una garanzia per chi deve organizzare la liberazione di popoli oppressi da dittature e dall’altra parte è garanzia di poter comprare armi o stupefacenti ma anche killer o sfruttare esseri umani senza essere scoperto, come nel caso della pornografia pedofila.

Contrariamente agli adulti, inclusi gli insegnanti, alcuni giovanissimi hanno dichiarato di conoscere del deep and dark web, non solo gli studenti e le studentesse del Dagomari autori della ricerca ma anche diversi altri più giovani presenti in sala. D’altra parte l’uso del browser per entrare nella rete nascosta non è vietato.

In un breve intervento la Fondazione ha comunque chiarito che i fornitori di connessione, se richiesto da investigatori, possono visualizzare se e quanto un utente si sia collegato al deep and dark web, anche se non è possibile stabilire cosa abbia visto e consultato.

Poi hanno preso la parola quelli del Cicognini che hanno scelto la Costituzione come oggetto di approfondimento e hanno cercato di capire, tramite un sondaggio, quanto i giovani siano a conoscenza della Carta Costituzionale  a 70 anni dalla sua promulgazione.

La legge fondamentale dello Stato che definisce i limiti delle leggi non è risultata molto conosciuta e i ragazzi hanno rilevato come sia necessario fare di più per farla conoscere. Da parte loro hanno realizzato una presentazione di alcuni articoli importanti.

I ragazzi dell’Istituto Margherita Hack di Montemurlo hanno puntato l’attenzione sui criteri per realizzare opere e ristrutturazioni degli spazi cittadini secondo una logica di sostenibilità proponendo una ipotesi denominata Sostenibilandia con l’obiettivo di rendere più sostenibile la propria città, più vivibile. Intanto i ragazzi hanno partecipato a una iniziativa per ripulire Montemurlo grazie anche alla collaborazione con diverse associazioni.

I ragazzi del Cironi hanno presentato un video documentario realizzato dopo aver individuato alcuni problemi di manutenzione e sicurezza in alcuni giardini pubblici: interviste a cittadini e documentazione video su strutture in cattivo stato che hanno portato alla conclusione che è almeno necessaria una maggiore illuminazione, un restauro dei giochi per bambini e anche qualche controllo di polizia in più.

Ma quelli del Cironi hanno mostrato anche come vorrebbero che fosse davvero il giardino pubblico, con giochi d’acqua, piscina e tanta gente sorridente, poi hanno precisato che non gradirebbero affatto un luogo magari perfettamente rimesso ma grigio e triste.

Terminata la presentazione, abbiamo proposto alcune riflessioni sull’urgenza dell’impegno di ciascuno perché l’assenza di interlocuzione da parte di amministratori è un cattivo segno per la partecipazione e la democrazia. E l’assenza non è il frutto del disinteresse del singolo amministratore o amministratrice, ma è un dato culturale di un’incapacità a confrontarsi con i propri cittadini. Il nostro impegno deve essere diretto a contrastare questo fenomeno, a ricostruire un clima di fiducia e di consapevolezza dei propri diritti, di veder riconosciuta l’esigenza di spazi pubblici di discussione e di confronto.

Nel nostro piccolo spazio si è poi sviluppato uno scambio di esperienze: sono stati i più giovani a chiedere ai più grandi di potersi ritrovare nella propria scuola per ascoltare dalla voce dei compagni e delle compagne più grandi cosa è il deep and dark web e quali sono i suoi rischi. 

Lo scambio si è infittito con richieste e altre domande e da questa piccola esperienza possiamo immaginare modalità nuove di aiuto e di collaborazione, di arricchimento e sollecitazione in modo da costruire un tessuto di relazioni fra giovani.

Occorrerà certamente riflettere e cercare forme adatte allo scambio e al confronto, ma questo piccolo esempio può darci uno slancio per affrontare le difficoltà cui ci troviamo di fronte.

In contemporanea a Massa, nella sala della Resistenza del Palazzo Ducale, sede della Provincia di Massa, tre istituti si sono ritrovati per confrontarsi fra loro e con le istituzioni locali e provinciali. 

Presente il consigliere provinciale Stefano Alberti che ha portato il saluto del presidente della provincia, Gianni Lorenzetti, impegnato in altri appuntamenti istituzionali. 

Ha ringraziato la Fondazione per il lavoro quotidiano in tutta Italia nel diffondere la cultura della legalità nelle scuole e da subito si è reso disponibile al confronto e ad ascoltare le proposte dei propri giovani cittadini. 

Ad aprire i lavori i giovanissimi dell'Istituto comprensivo Taliercio di Marina di Carrara che hanno presentato il loro progetto riguardo la carenza delle piste ciclabili e la poca cura di quelle esistenti e, come fatto nell'appuntamento con gli amministratori comunali, hanno riproposto al consigliere di farsi portavoce fra i comuni della Provincia di essere alleati e far crescere sul territorio comportamenti e cultura verso un trasporto ecosostenibile che tenga presente la salute e il benessere dei cittadini. Hanno presentato una serie di mappe con nuovi itinerari di piste ciclabili soprattutto per collegare i luoghi da loro frequentati o percorsi per raggiungere la scuola in sicurezza.  
 
Hanno preso poi la parola i ragazzi e le ragazze del Liceo Classico Statale Leopardi di Aulla con il loro tema: Un sogno a occhi aperti. Incontrarsi ad Aulla

Hanno esordito, accogliendo la nostra proposta di attuare a pieno lo spirito del progetto condividendo i temi e le idee di tutti, informando gli altri istituti presenti di avere a cuore il loro territorio e la sua riqualifica dal degrado culturale che ha portato molti giovani ad allontanarsi dalla Lunigiana. Hanno elogiato il proprio sindaco, Roberto Valletini, per aver preso in considerazione molte proposte in occasione dell'incontro di Marzo nell'aula consiliare, in particolare quella inerente al muro di contenimento costruito dopo l'alluvione che colpì duramente Aulla nel 2011. 

Su loro suggerimento, il muro grigio, spoglio, denominato subito come muro del pianto diventerà invece un grande murales dipinto da street artist. Il sindaco ha portato l'idea in Regione Toscana scatenando un generale apprezzamento, lo stesso quotidiano La Nazione ha scritto un articolo su questa iniziativa ambiziosa poiché diventerebbe il murales più lungo al mondo entrando nel Guinness dei primati. Infine hanno ricordato la questione dell’area Cjmeco impresa che ha sversato 50.000 tonnellate di rifiuti creando una discarica a cielo aperto e lo ha fatto per anni senza nessun controllo. Solo dietro denuncia dei cittadini nel 2001 il NOE dei Carabinieri di Firenze ha messo sotto sequestro l'area. La società era ritenuta dalla Procura di Napoli vicina al boss camorrista Luigi Casiello, soprannominato il Re Mida dei rifiuti.

Ragazzi e ragazze del Leopardi hanno colto il senso del terzo appuntamento che non è un incontro doppione del secondo incontro ma è invece estendere l'impegno a tutte le forze politiche del territorio che hanno l'obbligo di cercare soluzioni risolutive di problemi che coinvolgono tutti e che, in molti casi, hanno anche dimensioni nazionali. Seguendo queste indicazioni prepareremo anche il lavoro per la Conferenza finale con l’obiettivo di invitare il ministro all'Ambiente.

È poi intervenuto il consigliere Achille Fiorentini che ha spronato i ragazzi ad essere da pungolo per l'amministrazione, ha ricordato come sia stato importante il suo impegno in politica nell'aver partecipato da giovane ai primi progetti come sindaco dei ragazzi. Impegno che lo ha preparato e sollecitato a continuare ad occuparsi del benessere della propria comunità.

Infine ragazzi e ragazze del Liceo linguistico e delle Scienze Umane Montessori di Marina di Carrara con un bel filmato da loro realizzato dal titolo: Alla ricerca dei cinema e dei teatri hanno messo sotto la lente di ingrandimento quello che è diventata una vera e propria emergenza: la carenza di spazi e luoghi di aggregazione per i giovani. Con un excursus storico hanno messo in rilievo come Carrara sia passata da città della cultura con i suoi numerosi cinema e teatri alla decadenza e al degrado degli stessi edifici divenuti fatiscenti e lasciando sempre di più spazio agli interessi personali e dimenticando i valori della collettività. Ne è la prova il teatro Animosi, che dopo essere stato ristrutturato è stato sequestrato perché le poltroncine non sono ignifughe e non vi il rispetto di alcune norme relative all’agibilità!

Eloquente la fine del filmato, una nota di riflessione per gli adulti e gli amministratori: «i problemi sono tanti ma voltarsi dall’altra parte non serve a nulla […] voler bene e valorizzare la propria città è un nostro diritto, ci rende cittadini attivi, più orgogliosi e rispettosi perché noi SIAMO CARRARA!».

Ha ripreso la parola Stefano Alberti che si è fatto portavoce della Provincia di Carrara, nonostante sia un ente di area vasta con amministratori eletti da un corpo elettorale fortemente ridotto, ha dichiarato il suo impegno civile e politico a percorrere insieme ai suoi giovani cittadini nel costruire e difendere i valori di cittadinanza attiva e democratici. 


Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino e Claudio Gherardini

martedì 15 maggio 2018

Terzo incontro per le giovani sentinelle Carraresi


Mercoledì 9 marzo l’appuntamento delle giovani sentinelle è a Massa con ragazze e ragazzi del Liceo Montessori Repetti di Carrara. 

Erano attesi pure i più giovani della scuola media Taliercio che non hanno però partecipato a questo incontro conclusivo nella sala consiliare della Provincia di Massa dove, ad attendere ragazze e ragazzi, vi era il presidente del Consiglio comunale di Carrara, Michele Palma, e il vicario del Prefetto, dott. Giuseppe La Rosa.

Mercoledì ricorreva il quarantennale delle morti di Aldo Moro e di Peppino Impastato e, per questa ragione, prima di introdurre i lavori veri e propri abbiamo voluto ricordare le loro vicende tragiche, vittime della violenza terroristica, l'uno, e mafiosa, l'altro, accomunati dall'essere stati uccisi tutti e due nella mattinata del 9 maggio. Come per altri fatti della nostra storia le due vicende presentano ancora lati oscuri e controversi e rimane viva e forte l’esigenza non tanto di ottenere giustizia quanto di individuare la verità, esigenza che interessa l’intera società italiana, come ha sottolineato Giovanni Moro, ultimogenito del presidente della Democrazia Cristiana.

Per il nostro percorso che ha preso il via dal racconto dell’impegno di Antonino Caponnetto e della sua lotta contro la mafia le due vicende non possono passare sotto silenzio perché hanno avuto enormi effetti sulle vicende successive del nostro Paese e sulle trame di poteri oscuri e incontrollabili.

Nell’introdurre i lavori veri e propri la Fondazione ha posto accanto due vicende differenti sotto molti aspetti: le scuole di Capaci e quelle di Carrara: nel comune siciliano lo scorso anno sono stati in novecento scolari e scolare a partecipare al percorso educativo che hanno ripulito la villa comunale e ne sono divenuti custodi. 

Qualche settimana fa alcuni vandali hanno ucciso una decina di tartarughe in modo orribile e hanno sottratto una gran quantità di pesci dalla vasca, oltre ad arrecare danni a piante e arredi. 

Quest’anno a partecipare al progetto solo quattro classi. Analogamente a Carrara, alla grande partecipazione dell’anno passato ha fatto seguito una molto esigua di quest’anno. Occorre chiedersi perché accade tutto ciò e di chi è la responsabilità maggiore: a ragazze e ragazzi spesso manca l’interlocuzione politica, non ci sono risposte, ma dobbiamo essere esigenti e richiamare genitori e cittadini al compimento del proprio dovere, a non girarsi dall’altra parte, a non cedere alla delusione ma anche alle facili demagogie. 

Dentro questo contesto acquista valore il percorso proposto a studenti e studentesse, l’invito a non cedere alla disperazione e alla disillusione. Per questo abbiamo ricordato a tutti l’appuntamento della Conferenza finale in ottobre quando i giovani potranno interloquire con i parlamentari.
 
A partecipare al progetto sono classi di due indirizzi differenti dell’Istituto: quelli del Liceo linguistico hanno scelto di occuparsi del La nostra scuola nel parco perché vorrebbero che fosse recuperato lo spazio di villa Giampaoli, nel retro della scuola, che versa in condizioni di degrado. Si sono chiesti, i giovani, come riutilizzare questo patrimonio anche a fini didattici, riprendendo le previsioni del Piano strutturale del 1997 con le indicazioni strategiche per la difesa del territorio, e hanno indicato alcuni progetti didattici che potranno essere realizzati nel parco stesso indicandoli su una pianta dell'area.

Quelli dell’indirizzo linguistico hanno individuato l’area di villa Ceci con particolare attenzione agli usi e alle destinazioni.

Altri hanno invece soffermato la propria attenzione sulla Caravella ricostruendo le vicende di quella area e hanno prodotto un bel cortometraggio per proporre possibili usi dello spazio, come valorizzare il territorio recuperando l'area per attività utili alla crescita: parco giochi, pista di pattinaggio a rotelle, fattoria didattica.

Come già per l’anno passato a Carrara si continua a porre l’attenzione sulla questione degli spazi, di contenitori o luoghi di valore storico abbandonati o in stato di degrado e non mancano le proposte di un loro utilizzo, muovendosi lungo ipotesi di beni comuni che dovrebbero soddisfare esigenze e necessità di un pubblico vasto.

Alla questione dei beni comuni si è rifatto il dottor La Rosa che ha apprezzato l’impegno e la serietà di studenti e studentesse, come già aveva fato lo scorso anno, nel porre attenzione a tali beni da valorizzare, rispettare e tutelare e alla loro gestione. Ha sollecitato tutti ad evitare facili alibi come quello di dare la colpa sempre agli altri, mentre è necessaria la partecipazione attiva di tutti quanti, consapevoli del proprio ruolo di cittadini e del rispetto delle regole, in assenza delle quali cresce il degrado.

E l’impegno della Fondazione è meritorio anche in relazione al richiamare l’attenzione su beni di così alto valore.
Michele Palma ha ringraziato tutti per l’impegno e la serietà mostrate che confermano il ruolo della  scuola pubblica come luogo di incontro di ragazzi e ragazze di diversa estrazione in tanti sensi, dove è possibile lavorare per cambiare. Ha poi aggiunto alcune informazioni, come ad esempio che l’area Ceci è privata, per avere piena contezza di quali interventi sono possibili.

E questa disponibilità al dialogo e al confronto è l’esito migliore di questi incontri, perché ai giovani è riconosciuto il pieno titolo ad esercitare la cittadinanza. Con questi auspici ci siamo dati appuntamento alla Conferenza finale di ottobre.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

sabato 18 novembre 2017

Incontro con l’IIS Montessori Repetti di Carrara

Dispiace la rinuncia delle scuole degli Istituti comprensivi di Carrara a proseguire il percorso delle giovani sentinelle. Per loro la richiesta del Comune di Firenze di pagamento del ticket di accesso del pullman in occasione della Conferenza finale è stata del tutto ingiustificata e lesiva dei diritti dei cittadini. Anche la Fondazione condanna questo comportamento ma non intendiamo retrocedere e porremo la questione in tutte le sedi. Ci auguriamo di avere ancora con noi i giovanissimi di Carrara perché questa loro vicenda è istruttiva al pari di quella dei ragazzi e delle ragazze di Bagno a Ripoli: per entrambe non faremo un passo indietro fintanto che non saranno soddisfatte le loro richieste. Ci piacerebbe che studenti e studentesse delle scuole di Carrara non abbandonassero lo spirito civico che li ha contraddistinti con le loro proposte sugli spazi verdi e ci piacerebbe averli ancora con noi e accanto a tutti gli altri compagni e compagne delle scuole di Toscana, e non solo, ad esigere i propri diritti ad essere protagonisti e cittadini attivi.
Con questo spirito ci siamo avvicinati al bell'incontro di mercoledì 15 con i nuovi del Liceo scientifico Montessori Repetti di Carrara. Tre classi del linguistico hanno riempito l'aula magna della loro scuola e hanno seguito con attenzione il percorso di cittadinanza e costituzione. Due ore intense, ricche di spunti e tante domande che hanno ricreato quella sorta di magia che è la comunanza di sentimenti civili e di passione. Il dibattito è stato serrato senza mai abbassare l'attenzione e ha arricchito ciascuno e ciascuna con un bagaglio di valori, di diritti, di rispetto.
Alla fine studenti, studentesse e insegnanti entusiasti hanno convenuto di allargare, dopo la loro esperienza di quest'anno, ai propri compagni e compagne, con l’assemblea di istituto questo loro originale percorso. Proprio come hanno fatto al liceo Piero della Francesca di Arezzo.
Con tutti ci siamo dati appuntamento al prossimo Mercoledì 14 Marzo, ospiti dell’amministrazione comunale di Carrara.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

venerdì 3 marzo 2017

Incontro con le giovani sentinelle di Carrara

Primo marzo 2017, tocca alle giovani sentinelle carraresi essere protagonisti di questa giornata. Per accoglierli tutti è stato necessario aprire le porte del cinema teatro Garibaldi di Carrara appena restaurato.

Sono infatti ventitré le classi che hanno aderito al progetto con circa quattrocento ragazzi e ragazze accompagnati dalle proprie insegnanti . A dare il benvenuto l’assessore alla Cultura Giovanna Bernardini che ha ringraziato i giovani e le insegnanti per l’impegno ad essere cittadini attivi e ha ricordato Rita Adria, la ragazza che ha cercato da sola di combattere la mafia denunciando anche i propri parenti.

Nella sua introduzione la Fondazione si è soffermata ad analizzare i rischi connessi agli enormi profitti, frutto di attività illegali, della mafia e questa enorme quantità di denaro costituisce un pericolo gravissimo per l’economia legale e indebolisce fortemente il senso di legalità e il rispetto delle norme, i principi morali e i costumi civici per la facilità del guadagno e per l’apparenza del perseguire ciascuno il proprio interesse.

In Toscana, nei comuni in cui viviamo la mafia trova opportunità di investimenti e a testimoniarlo sono gli oltre 120 beni confiscati, beni di varia natura che non consentono sottovalutazioni o prese di posizione superficiali, né dai cittadini né da chi ha responsabilità del governo della cosa pubblica.

Per contrastare la scarsa conoscenza del fenomeno, per irrobustire la coscienza civica, per formare dei cittadini attenti e responsabili vi è la scuola, fedele al ruolo assegnatole dalla Costituzione, con l’esercito di insegnanti e dirigenti – coloro che sconfiggeranno la mafia secondo le parole di Antonino Caponnetto – a far da guida a ragazzi e ragazze.

Ma a dare l’esempio occorrerà il contributo degli adulti. Dei genitori innanzitutto a cui ha fatto appello la Fondazione nell’introdurre il progetto chiedendo loro di essere punto di riferimento fuori dalla scuola. Poi di chi ha responsabilità di governo della cosa pubblica perché sia interlocutore attento e costante, e in questa direzione va inteso il Protocollo d’intesa sottoscritto con l’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia.

Riassunto in questo modo il significato del progetto la Fondazione ha lasciato spazio a studenti e studentesse.

A rompere il ghiaccio è la scuola media Carducci Tenerani. Hanno puntato l’obiettivo sulla piazza antistante il meraviglioso Duomo di Carrara. Piazza che necessita per i ragazzi di maggiore illuminazione, restauro dei portali in marmo dei palazzi antistanti la chiesa, di addobbi urbani come fioriere, restauro della pavimentazione e della stessa scalinata del Duomo. Ma non è sufficiente solo un intervento estetico perché – propongono i giovani – occorre far rivivere lo spazio con la possibilità  di wi-fi e iniziative culturali o di intrattenimento.

La Fondazione sottolinea di nuovo che quella sorta di passa parola fra i giovani, come è accaduto nel passato, si ripropone quest’anno: l’esigenza fortissima di uno spazio verde, di uno spazio a loro dedicato, uno spazio non a pagamento.

Il ragionamento è ripreso in un modo analogo con le slide della scuola media Taliercio dedicate alla ricerca storica su un fortino abbandonato nella pineta antistante il porto di Marina di Carrara. Le immagini sono accompagnate da coloratissimi  progetti e suggerimenti di vario tipo per un eventuale destinazione d’uso a favore di  tutta la zona circostante: un’area giochi dove bambini e genitori possono divertirsi e rilassare, una gelateria, un negozio di fiori e di erbe officinali tipici della macchia mediterranea, una paninoteca, una libreria con scambio di libri, una creperia con i prodotti tipici locali, un chiosco estivo, uno spazio estivo per il cinema all’aperto e tanto altro.

Anche le primarie Saffi e Marconi hanno ripreso la tematica sul Parco della Padule e anch’essi hanno ridisegnato e proposto i loro desideri di un parco più a misura di loro con giochi e attrezzi eco compatibili, spazio di cui prendersi cura e per il quale hanno studiato anche la cartellonistica delle regole in italiano e in inglese.

Anche il lavoro dei bambini e delle bambine della primaria Mazzini si è focalizzato  sul loro “quadratino verde”, un giardinetto  dimenticato nei pressi della scuola, per valorizzarne l’uso nel tempo libero e godere degli spazi all’aperto, un’esigenza sempre maggiore di fruizione della città.

Analoga la ricerca della primaria Lombardini con il “Giardino di Renato” un fazzoletto di terra nel paese di Gragnana, dove è la loro scuola, sulle Apuane dove i bambini hanno scoperto  chi fosse Renato a cui è dedicato il giardinetto nascosto: un maresciallo degli alpini decorato di medaglia al valore. Per il recupero del luogo, hanno voluto fare un piccolo approfondimento sulla sua storia e uno studio di progetto del giardino dopo un sopralluogo prendendo le misure e da Googlemap hanno estrapolato la piantina e su quella, dividendosi in 4 gruppi di lavoro hanno ridisegnato 4 proposte che hanno poi giudicato e su cui hanno votato per giungere ad una scelta comune.

Con i loro lavori hanno saputo emozionare tutta la platea, con il loro impegno basato sul valore del rispetto dei propri beni comuni hanno studiato e consegnato a tutti la memoria dei luoghi ridisegnando il modo di vedere e vivere i propri luoghi e, grazie alle loro insegnanti, hanno intrapreso il cammino verso una cittadinanza attiva.

Giovanna Bernardini ha ringraziato nuovamente gli insegnanti, i ragazzi e le ragazze e ha voluto ricordare il suo impegno personale nella ristrutturazione dello stesso teatro Garibaldi e l’impegno dell’Amministrazione per la rivalorizzazione del parco della Padule. Si è impegnata ad essere portavoce in Consiglio comunale e in Giunta delle varie proposte di studenti e studentesse.

La Fondazione ha concluso ricordando a tutti il compito delle giovani sentinelle di vigilare e difendere i beni comuni ed essere da pungolo per le proprie amministrazioni affinché i loro diritti non siano dimenticati. E con le parole di: una lunga strada ci attende, bisogna percorrerla mano nella mano, si è chiuso il bell’incontro dandoci appuntamento per il prossimo mercoledì 10 maggio.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola