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martedì 4 giugno 2019

Le sentinelle di Cicciano (NA) concludono la maratona di incontri a livello nazionale


Lunedì 27 maggio nella Sala di Santa Maria La Nova del Consiglio della Città Metropolitana di Napoli si sono conclusi i terzi incontri a livello nazionale.

A dare il benvenuto ai ragazzi e ragazze del Liceo Statale Enrico Medi di Cicciano e ai loro insegnanti, Rosanna Serpico, Rosa Anna Ardolino e Salvatore Alaia è il capo di gabinetto, Pietro Rinaldi che ha potuto informare dell'incontro fino all’arrivo di Luigi De Magistris, sindaco metropolitano impegnato in un Consiglio provinciale. 

Segnali positivi hanno distinto la mattinata per l'attenzione che l'amministrazione De Magistris ha voluto dedicare ai ragazzi e al tema da loro analizzato. 

Salvatore Pace, consigliere alle Aree Protette, informato dello studio dei giovani di Cicciano ha contribuito con il suo intervento ad un vero e proprio approfondimento riguardo le riserve naturali presenti sul territorio, oasi che erano insieme all’agricoltura i punti di eccellenza di tutta la Campania. 

Oggi la camorra ha rotto questo equilibrio determinandone un luogo di disastro ecologico. È chiaro che non è circoscritto solo a questo territorio e il pericolo non viene solo dalle mafie ma da tutto il genere umano. Ha ricordato alcuni articoli scientifici cui si parla di bacilli che vengono dal freddo, i ghiacci si sciolgono e liberano virus e batteri che potremmo non saper combattere: vaiolo, antrace oltre ad un numero imprecisato di malattie a noi sconosciute, perché scomparse nei secoli fino ai tempi delle glaciazioni, tutto conservato nel gigantesco frigorifero dei ghiacciai dell’Alaska e Siberia dall’uomo di Neanderthal fino ad oggi. Un frigorifero che il riscaldamento globale sta riaprendo, lasciando liberi tutti i batteri (ancora vivi) che lo abitano. L’ipotesi, tutt’altro che peregrina, è messa nero su bianco dal biologo dell’evoluzione Jean-Marie Claverie dell’università di Aix-Marseille.

Nell’agosto 2016 un focolaio di antrace ha ucciso, nella Siberia settentrionale, un ragazzo di 16 anni, la nonna e un migliaio di renne, dopo aver infettato alcune decine di altri esseri umani. A farla tornare a diffondersi, lo scioglimento di uno strato superficiale di ghiaccio, sotto il quale giacevano i resti di alcune renne uccise, decenni prima, dall’antrace; i loro resti ancora infetti del batterio ancora vivo, una volta tornati alla luce, hanno contaminato prima il suolo, poi l’acqua e da lì sarebbero passati prima agli animali e poi all’uomo.

Se, per effetto dello scioglimento dei ghiacci, e più in generale della rottura di equilibri consolidati nei secoli, questi batteri dovessero tornare in circolazione, l’umanità potrebbe trovarsi in difficoltà nel curare queste malattie in quanto mai esistite dalla nascita della medicina moderna, la medicina moderna non se ne è mai occupata, quindi non ci sono né cure né vaccini! Uno scenario su cui dovrebbe farci riflettere da che parte stare e chi combattere.

Emozionate, ma anche più cariche di prima, un gruppo di sole ragazze, sedute sugli scranni per i membri della giunta hanno presentato il loro lavoro al Sindaco metropolitano e consigliere: Differenziamoci - la raccolta differenziata come strategia e politica di servizio per la tutela dell’ambiente e della legalità.

Come per altri loro coetanei e coetanee, più grandi e più piccini, da nord a sud vogliono sapere dalle loro amministrazioni e dalla politica da che parte vogliono stare, a maggior ragione in questa Terra dei fuochi aggredita e martoriata dalla camorra ma anche da una totale assenza di cultura civica e sociale da parte di cittadini e in alcuni casi con la compiacenza di amministratori. Hanno ricordato che la questione dello sversamento dei rifiuti tossici in discariche abusive riguarda 1.076 km2 e 57 comuni. Disastri fatti da uomini del nord e del sud, scaltri, senza principi a discapito della salute di tutti. Hanno studiato uno slogan: sconfiggiamo insieme il degrado sociale, culturale e ambientale che affligge il nostro territorio! 
 
In marzo alla propria amministrazione avevano proposto di iniziare la raccolta differenziata nella scuola da estendere poi a tutte le altre del territorio comunale. 

Dagli elogi dell’assessore alla Cultura, Lucia Marotta, dal presidente del Consiglio comunale, Raffaele Arvonio, e dal responsabile dell’Ufficio Tecnico, Giuseppe Otello, sono passati al risultato di aver ricevuto dei cestini per la carta! Inoltre i giovani del Medi erano pronti ad una campagna di sensibilizzazione. Proponevano l’utilizzo della tecnica naturale di bonifica dei suoli attraverso la piantumazione di piante che sono in grado di fitoestrarre metalli pesanti e/o indurre la degradazione di composti organici in terreni contaminati come ad esempio: le varie, le canape, il girasole selvatico o la senape. Il presidente del Consiglio comunale Raffaele Arvonio aveva fatto proprie le proposte dei ragazzi e delle ragazze impegnandosi di proporle in giunta e pronti a collaborare con la Città metropolitana e la Regione per bonificare il territorio con nuove piantumazioni. La loro assenza è stata la loro risposta!

Domenico Marrazzo, consigliere provinciale con delega alla Scuola si è soffermato sui limiti che hanno oggi le Province in merito all'ambiente in quanto le competenze sono passate alle Regioni e quindi non possono intervenire neppure sulla piantumazione di alberi. Anche se loro, da gruppo di coesi e visionari, lo hanno fatto.

In conclusione e di tutt’altra natura è stato l’intervento di Luigi De Magistris, senza parafrasare ha dichiarato: «Bisogna recidere completamente il legame fra la camorra e la pubblica amministrazione. Uno dei primi atti della mia giunta, infatti, è stato quello di tagliare i subappalti e, abbiamo proseguito su questa linea, perché nella gestione dei rifiuti bisogna puntare sul pubblico: la camorra e le mafie, in altre parti del nostro territorio, si sono inserite soprattutto nelle intermediazioni privatistiche nella gestione dei rifiuti». Ha parlato del connubio fra camorra e ndrangheta calabrese, della sua esperienza di magistrato a Catanzaro. Il grande affare dei rifiuti tossici, seppelliti fra Crotone e Cerchiara di Calabria e nel territorio di Cassano allo Ionio; il ruolo da protagoniste che hanno avuto privilegiando rapporti con quella zone d’ombra e di potere che, a volte, sono parte stessa del potere dello Stato. Con la collusione di pezzi della politica e delle istituzioni e delle imprese, hanno lucrato sulla salute dei cittadini.

Ha ricordato come i maggiori attacchi non li ha avuti dalla mafia ma da quella parte dello Stato. All’epoca delle sue indagini, non erano sicuramente più i tempi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e delle strategie stragiste, ma i nemici sono rimasti uguali, anche gli isolamenti a chi fa il proprio dovere. 

Sull’affare dei rifiuti tossici non vi è solo la criminalità organizzata ma spesso convergono gli interessi di parti oscure e deviate dello Stato che utilizza le organizzazioni criminali nell’ambito di traffici che coinvolgono anche altri Paesi e che assumono aspetti internazionali. In tali contesti giungere anche dopo anni ed anni alla verità è sempre più difficile, considerando i tanti depistaggi e le tante false verità costruite appositamente. Ha lodato l’impegno delle scuole e dei ragazzi di Cicciano ricordando la speranza di Giovanni e Paolo di come le loro idee possono continuare a camminare proprio sulle gambe dei giovani interrompendo il muro delle connivenze politico mafioso.

La Fondazione ha proposto a De Magistris di portare in consiglio dei Comuni della sua provincia le proposte e le idee dei ragazzi di Cicciano e di essere insieme ai propri giovani cittadini a Firenze alla Conferenza finale di venerdì 11 ottobre.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

venerdì 24 maggio 2019

Ancora due appuntamenti per le sentinelle siciliane : Messina e Agrigento


A Messina nell’auditorium della scuola Cristo Re le classi di due plessi dell’Istituto comprensivo Gravitelli Paino, di cui fa parte lo stesso plesso che ha ospitato l’incontro, insieme con i più grandi dell’Istituto Enzo Ferrari di Barcellona Pozzo di Gotto si sono ritrovati con noi per questo terzo appuntamento. 

Ancora una volta le istituzioni messinesi sono assenti! Infatti nonostante i ripetuti inviti non hanno ritenuto di ascoltare i propri giovani cittadini né nella veste di sindaco del Comune di Messina né come esponente di sindaco della Città metropolitana  estendendo così anche ai giovani di Pozzo di Gotto in diritto al confronto! 

Presente il solo assessore Nino Munafò del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto che ha la delega alle Politiche giovanili.

La Fondazione ha introdotto l’incontro ricordando a giovani e giovanissimi il valore e il significato di questo terzo appuntamento: raccontare e condividere con altri giovani le proprie proposte, le esperienze, i temi, i linguaggi uscendo dai muri del proprio edificio scolastico e scambiandoli con altri. Mettere in comune significa creare legami fra giovani in uno stesso sentire riguardo la cittadinanza e il rispetto delle norme, e creare legami per costruire modalità nuove per l’azione pubblica, una maggiore sensibilità ai temi dei diritti e un più attento senso del dovere. In questo modo prepariamo anche la Conferenza finale del prossimo ottobre quando saranno interlocutori deputati e senatori a cui porre domande e sollecitare risposte su temi più largamente condivisi.

I primi ad esordire sono stati i più giovani della scuola media padre Annibale Maria di Francia. Tre classi hanno elaborato il progetto Un mondo senza barriere, presentato con piglio sicuro, deciso.

Queste barriere rimandano al tema delle migrazioni e a quelli affini dell’accoglienza e dell’integrazione. Si sono soffermati sulle ragioni delle migrazioni: economiche, climatiche, politiche e anche criminali, distinguendole e precisandole, hanno ricordato le responsabilità degli europei per quanto concerne le situazioni di povertà, anche estrema di tanti paesi africani, hanno raccontato del viaggio dei migranti e dei centri di prima accoglienza, dove si offre una prima assistenza per poi essere inviati negli altri per essere avviati al lavoro. 

Il primo Decreto sull’immigrazione produce e produrrà delle ulteriori emergenze perché acuirà alcuni problemi, perché riduce i fondi per l'integrazione e la protezione umanitaria. 

A concludere questo lavoro si è aggiunta un’ulteriore riflessione sul mare che deve tornare ad essere luogo di incontro e gioco, di divertimento e svago con i ragazzi e le ragazze che sono saliti sul palco a rappresentare con il linguaggio del teatro questa loro aspirazione contro ogni tentativo di fare del mare una ulteriore barriera.

Altre classi del plesso Cristo Re invece hanno scelto a tema la questione del bullismo e lo hanno fatto cantando e ballando un pezzo scritto da loro. Di nuovo il linguaggio del teatro e della musica cui hanno fatto ricorso per parlare di un tema che fra gli adolescenti preoccupa e non poco, come testimoniano le tante scuole che hanno scelto di occuparsi della questione anche in questo anno scolastico. 


L’enorme mole di proposte, di materiali prodotti, di suggerimenti e di inviti rischia spesso di restare lettera morta perché i giovani non trovano interlocuzione e, nel caso di questa scuola di Messina, i giovani non avevano trovato ascolto nemmeno con gli amministratori locali nell’appuntamento dello scorso 29 marzo.

La nostra terra è la nostra casa io riciclo è invece il tema scelto dai più grandi dell’Istituto Ferrari di Barcellona Pozzo di Gotto che hanno voluto approfondire i temi della raccolta differenziata e del riciclaggio. 

I ragazzi e le ragazze sono di tre plessi dell’Istituto: quello di Barcellona, di Milazzo e di Pace del Mela ed hanno condiviso il tema perché il riciclaggio dei rifiuti è un tema che riguarda la legalità, sia pure guardandolo da punti di vista e con strumenti differenti. 

Per questa ragione ci siamo ritrovati con un manifesto di un abito fatto con pezzi di bottiglie di plastica riciclati e un video ci ha illustrato la lavorazione alla quale si è dedicata la sezione moda dell’istituto. 

Poi più da vicino la questione dei rifiuti con la denuncia di chi li abbandona fuori dai cassonetti e, anche in questo caso, un bellissimo video scritto e interpretato dagli studenti stessi che denuncia questo malcostume a cui dovrebbe opporsi ogni cittadino attento e rispettoso delle regole. E di riciclaggio si sono occupati anche quelli di Milazzo che con i propri docenti hanno dato esempio con la realizzazione di un porta penne in allumino con gli scarti di lattine.

A completare il loro intervento una canzone, anch’essa scritta, musicata e interpretata dai giovani che hanno così offerto una bella prova di cosa è possibile fare in tema di riciclo di rifiuti coi linguaggi più vari. 

Nino Munafò è stato loro interlocutore ribadendo innanzitutto che l’avvio della raccolta porta a porta è un processo da cui non si torna indietro con nuovi cassonetti perché significherebbe mettere in crisi il percorso avviato con il tentativo di rendere responsabile ogni cittadino e cittadina. 

Le parole dell’assessore sono servite a rispondere ad alcune obiezioni di studentesse che sottolineavano alcuni aspetti critici come la scarsa conoscenza del meccanismo della raccolta da parte di tanti cittadini, soprattutto anziani. Altra questione sollevata dai giovani è legata all’offerta economica di piatti e stoviglie di plastica a prezzi irrisori che alimenta l’abuso della plastica. 

L’osservazione è importante e rinvia ad una questione centrale spesso poco affrontata: l’intervento sul lato dell’offerta, si pensi non solo a piatti e stoviglie ma a tutti gli involucri degli alimenti nei supermercati. Lo scambio è stato interessante e sarebbe proseguito se non ci fosse stata necessità di chiudere l’incontro per il ritorno a Barcellona dei giovani del Ferrari.

Con tutti ci rivedremo in ottobre in occasione della Conferenza finale che ci auguriamo la Regione Siciliana vorrà ospitare.

Nella stessa giornata ragazzi e ragazze dell'Istituto comprensivo G. Marconi di Licata, accompagnati dalla referente Carmelina Di Rosa e da altre sue colleghe, e quelli dell'Istituto comprensivo Galileo Galilei di Raffadali, accompagnati dalla referente Carmelina Galvano e dal dirigente reggente Roberto Navarra, sono stati accolti nell'aula consiliare Luigi Giglia dal Commissario Straordinario dal Libero Consorzio dei Comuni di Agrigento dott. Alberto Di Pisa.

Al contrario, assenti ingiustificati sindaci e assessori dei due Comuni sede delle scuole che non hanno ritenuto importante accompagnare i propri giovani cittadini a questo terzo confronto al quale  partecipano, oltre alla Provincia ospitante, i Comuni e la Regione, chiamati a dare esempio di buoni comportamenti, di buona politica, di collaborazione fra enti, alla ricerca di soluzioni condivise.

Questo terzo appuntamento non è una ripetizione del secondo incontro, ma un confronto di idee sia fra scuole che condividono reciprocamente i temi, facendoli propri, ma è anche conoscere la volontà e l’impegno degli enti locali al miglioramento del proprio territorio. E questi obiettivi danno valore al progetto. 

A contribuire a tali compiti era presente un’altra parte dello Stato con le Forze dell’Ordine: il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Agrigento, capitano Luigi Garrì, il comandante dalla Guardia di Finanza,  Tenente Colonnello Fabio Sava, e il dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura, Francesco Sammartino. 

Per i ragazzi di entrambe le scuole è stata una  giornata speciale in quanto i temi da loro affrontati sono stati oggetti di approfondimento da parte degli ospiti arricchendo la conoscenza e ricevendo ulteriori spunti per la loro risoluzione. 

Ognuno di loro ha infatti saputo dare un contribuito, con un intervento mirato, una vera e propria lezione di approfondimento sui temi scelti dai ragazzi. Presente il Prefetto dott. Dario Caputo che, nonostante avesse dichiarato di dover andare via da lì a poco, è rimasto affascinato dall’impegno dei ragazzi e dallo svolgimento della mattinata e questo lo ha trattenuto fino alla fine. Presenti anche, per ulteriori approfondimenti, il presidente regionale FAI avv. Giuseppe Taibi e il dott. Nino De Miceli, psicologo che si è occupato del cyberbullismo.

I ragazzi di Licata hanno condiviso con i ragazzi di Raffadali il desiderio di far rinascere la propria città col dare vita alla cultura, coltivare la discussione, il confronto, ma per far questo bisogna avere gli spazi, luoghi di aggregazione e loro hanno pensato alla Riqualificazione di villa Elena. 
 
Nel loro intervento i più piccoli della primaria, hanno denunciato il degrado e l'incuria degli spazi dove sin da piccoli attraverso il gioco si cresce fisicamente e mentalmente, si alimenta lo stare insieme, mentre oggi si nutre l'arroganza di alcuni. I bambini hanno risposto col voler difendere i propri beni comuni divenendo baby vigili della villa, nel non volersi girare dall’altra parte ma denunciare gli atti vandalici. 

Fra le proposte, un orto botanico curato da anziani e bambini; spazi per i giochi, per spettacoli, luogo di ritrovo. Schierati davanti agli oratori, hanno concluso il loro intervento con poesie e filastrocche. I più grandi aiutati da cartelloni ricchi di fotografie hanno illustrato la storia della villa, del suo passato, le tradizione della città di come nel passato si coltivavano i luogo di incontri per anziani, adulti e bambini. Oggi, grazie anche al silenzio di tanti, dilaga la cementificazione e spazi a pagamento, l'aggressione lascia spazio alla solitudine, non voluto dai ragazzi ma dagli adulti.

L’amministrazione nel secondo incontro di marzo aveva riconosciuto gli errori del passato, aveva preso impegni e ci auguriamo che vorrà proseguire, ma avremmo voluto che a questo appuntamento difendesse l’auspicio dei suoi cittadini a un cambiamento che non può avvenire se non con la condivisione e le scelte di tutti. 

Prima dell’intervento dei coetanei di Raffadali abbiamo voluto ricordare Aldo Moro e Peppino Impostato, uniti non solo nella ricorrenza della loro morte ma anche vittime di strategie oscure, fardello che il nostro Paese si trascina da troppo tempo e solo attraverso la crescita di cittadini consapevoli potremo raggiungere una verità condivisa che restituisca tutto il suo prestigio alla nostra democrazia.

È poi stata la volta dei ragazzi e delle ragazze dell'Istituto comprensivo Galileo Galilei con il loro tema: Bullismo e Cyberbullismo che hanno esordito con un monologo toccante di testimonianze di vittime di bullismo, prima di passare all'analisi di come intervenire per evitare che la vittima venga isolata. Ragazzi e ragazze hanno chiesto di costituire uno sportello di ascolto presso la scuola e uno in città, di essere disponibili a creare una rete per sensibilizzare all'interno della scuola tutti gli studenti. 

Nel secondo incontro avevano chiesto al proprio Comune di promuovere dei corsi per formare le famiglie alla conoscenza dei pericoli proveniente da internet riguardo il cyberbuĺismo, per riconoscere dai comportamenti eventuali disagi da parte dei figli vittime di questo fenomeno. Anche in questo caso l’Amministrazione nel secondo incontro si è resa disponibile e ci auguriamo voglia mantenere l’impegno preso con in propri giovani cittadini. 

La scuola tutta è impegnata da tempo a combattere e prevenire questo fenomeno e le tante problematiche connesse per far crescere e alimentare il senso civile e la Fondazione le sarà sempre accanto. Nello stesso tempo ribadiamo  l’obiettivo delle giovani sentinelle di sapere se vi è l’intento comune da parte di tutti, e in special modo di chi amministra la cosa pubblica, di affrontare e mettere in agenda le proposte che vengono dai giovani; se vogliono perseguire tale intendimento con la maggiore coesione possibile, con rigore e nel rispetto della nostra Carta Costituzionale.

Riprenderemo i tanti temi al centro della riflessione di ragazzi e ragazze e oggetto di proposte e sollecitazioni nelle Conferenze finali di ottobre e chiederemo impegni precisi ad amministratori e parlamentari che ci auguriamo non manchino e diano indicazioni e risposte perché il silenzio o l’assenza significano complicità con chi non vuole la partecipazione e una democrazia più compiuta.


Domenico Bilotta, Giuseppe Vitale, Sergio Tamborrino e Christian Petrina

venerdì 19 aprile 2019

Incontro con le giovani sentinelle viterbese

Lunedì 1 aprile appuntamento con le giovani sentinelle dell’Istituto comprensivo Vanni di Viterbo. 

Studenti e studentesse delle classi seconde con la referente del progetto, Patrizia Gianolio, le altre sue colleghe, Monia Carloni, Cinzia Citro, Annunziata Bartoccini, Sandra Moscatelli e Simonetta Angeli, e la dirigente scolastica, Fiorella Crocoli, sono stati accolti dal sindaco, Giovanni Arena, e dall’assessore all’Istruzione, Elpidio Micci, nella bella sala consiliare dalle pareti affrescate.

Nel suo saluto ai giovani e al gruppo di genitori che ha partecipato all’incontro il sindaco ha ringraziato i giovani per l’impegno e la cura mostrata nei propri lavori, come era testimoniato dai cartelloni che hanno installato nelle prime file di sedie della sala, e ha ricordato loro quanto sia importante conoscere diritti e doveri per i cittadini e che questo sia compito della scuola. 

Analogamente si è espresso l’assessore Micci nel suo brevissimo saluto.

La fondazione ha voluto ricordare l’impegno di Antonino Caponnetto, prima quello professionale con il maxi processo alla mafia poi quello dell’ultima parte della sua vita a testimoniare il lavoro dei magistrati e a sollecitare giovani e adulti alla cultura delle regole e alla responsabilità civica. 

Da quell’impegno che la fondazione ha ereditato ha origine questo nostro percorso delle giovani sentinelle, percorso che intende favorire il protagonismo giovanile grazie al quale studenti e studentesse sperimentano cosa è la cittadinanza attiva e responsabile con l’occuparsi, studiando e approfondendo, lavorando insieme guidati dalle proprie insegnanti ed elaborando proposte, individuando temi di rilevanza pubblica e assumendo impegni.
Il lavoro di ragazzi e ragazze ha bisogno di interlocuzione e confronto, di ascolto e proposta, di sollecitazioni e suggerimenti. A questo compito sono attesi sindaci e assessori ai quali chiediamo di accogliere i giovani e dibattere con loro.

Ragazzi e ragazze divisi in gruppi hanno preso subito la parola per illustrare tutto il lavoro svolto a scuola: rispetto dell’ambiente in cui vivono, per questo chiedono di fare la raccolta differenziata a scuola, e questa richiesta analoga a quella in tante altre scuole è la migliore testimonianza di quanto siano attenti e responsabili. Altri hanno posto l’attenzione sugli spazi a scuola: la palestra è talvolta impraticabile per il formarsi della condensa; mancano le prese per la classe digitale; sarebbero necessari degli armadietti nuovi dove riporre i propri materiali: libri, quaderni; vorrebbero avere felpe e magliette con il nome della scuola a sottolineare un senso di appartenenza; sarebbe necessario recuperare l’anfiteatro, uno spazio per tanti usi; amerebbero fare lezione all’aperto nella bella stagione e in laboratorio perché sarebbe più interessante; delle classi avrebbero bisogno di essere ristrutturate e ci sarebbe bisogno di un bagno nuovo per le ragazze.


In breve non solo un elenco di richieste e necessità, ma un percorso ragionato di interventi, alcuni che non necessitano impiego di risorse, altre delle risorse limitate. Tale percorso ragionato è un’idea di scuola con gli occhi dei suoi abitanti e alle proposte dei giovani ha risposto l’assessore Micci.


Li ha ringraziati del lavoro svolto e ha riconosciuto che alcune delle proposte fatte dai ragazzi e dalle ragazze hanno ragioni valide che richiedono però la ricerca di risorse. Il bagno per le ragazze è una necessità e si potrà lavorare soltanto durante l’estate quando la scuola è chiusa. Si è però impegnato a d intervenire per alcune delle proposte, ricordando che alcune, come la raccolta differenziata, sono parte del programma dell’amministrazione, e ha dato appuntamento ai giovani di rivedersi per poter continuare il dialogo.


E il dialogo è stato uno degli aspetti sottolineati dalla dirigente scolastica nei suoi interventi, in apertura e chiusura dell’incontro, apprezzando l’impegno di ragazzi e ragazze.


In chiusura la fondazione ha tenuto a ribadire che il progetto prosegue con il terzo appuntamento in maggio e ha ringraziato tutti per il confronto e per la bella esperienza auspicando che il filo del discorso avviato prosegua e dia buoni frutti.


Sergio Tamborrino e Claudio Gherardini

mercoledì 10 aprile 2019

Doppio incontro per le sentinelle di Catania e di Motta Sant’Anastasia



Ancora due appuntamenti mercoledì 27 marzo, a Catania e nel catanese. In città sono state le giovani sentinelle dell'Istituto comprensivo Fontanarossa a confrontarsi con la propria amministrazione comunale sul tema da loro scelto: Viaggiamo a impatto zero. Insieme alle insegnanti, la referente del progetto, Giovanna Micale, e i colleghi, Giorgio Di Luca e Fiorella Aloisio, la Dirigente scolastica, Concetta Patrizia Tumminia, ragazzi e ragazze pronti mentre, nell’attesa, ripassano ciascuno la propria parte.

Come già accaduto a Ragusa, anche a Catania abbiamo dovuto attendere per ben 45 minuti l'arrivo dell’assessore all’Istruzione Barbara Mirabella. I cavalli di razza di cui parlava Paolo Borsellino non hanno bisogno di avvertire del ritardo né di chiedere scusa. Peccato perché questo ha comportato non poter ascoltare la testimonianza di Angelo Corbo, sopravvissuto alla strage di Capaci, che in queste giornate intense del percorso di Cittadinanza e Costituzione, ha più volte emozionato e sollecitato i ragazzi a non perdere la speranza. E in questo caso di speranza ce ne vorrà parecchia!

L'assessore Mirabella nel suo saluto ha comunicato che da lì a poco dovrà lasciare l'interessante incontro ma, niente di preoccupante, ha aggiunto che il collega di Giunta, Alessandro Porto, sarebbe arrivato a momenti e rimasto per il confronto. Come più volte abbiamo affermato, un Amministratore può, anche all’ultimo minuto, avere un impegno ma coscienti che un Comune non è fatto di una sola persona, è più che normale che possa essere sostituito da un altro collega. Seppur in ritardo, ragazzi e ragazze hanno avuto modo di poter presentare con dettagliata cura le loro tematiche dando esempio di maturità e responsabilità mettendo in risalto il lavoro svolto in questi mesi a scuola, esponendo ai presenti, fra cui molti genitori, le problematiche emerse dal loro studio. 

Con un power point, cartelloni e una brochure da loro ideata sono partiti nel mettere in evidenza il disagio di vivere in un quartiere che si trova fra un grande parcheggio e l’aeroporto della Città. Quartiere difficile con un grande degrado ambientale e sociale dove la stragrande maggioranza non paga il biglietto ed è cosciente che essendo minorenni al massimo rischiano di dover scendere dall'autobus! Il degrado vige anche in merito all’abbandono dei rifiuti che non riguarda i giovani! Un cartello porta una frase molto eloquente: la legalità cresce sui banchi della scuola. Ancora una volta è la scuola, i suoi insegnanti, a venire in soccorso per arginare il disagio e intervenire sulle coscienze e sulla cultura della convivenza civile. 

Ragazzi e ragazze si sono messi in gioco e per questo già in dicembre avevano chiesto al presidente dell'AMT (Azienda Metropolitana Trasporti Catania SpA), Giacomo Bellavia un incontro anche con  l’Amministrazione comunale, incontro previsto per la stessa giornata del 27 marzo, per trovare insieme proposte e soluzioni ad una campagna di sensibilizzazione riguardo il pagamento del biglietto, e anche per cercare soluzioni per  migliorare il servizio stesso. 

I ragazzi hanno redatto un decalogo del rispetto delle regole, hanno creato dei cartelli con degli slogan. Si sono impegnati a coinvolgere nei prossimi mesi tutta la scuola ed estenderlo poi anche fuori dal loro istituto. La loro proposta è di collaborare ad una pubblicità progresso da inserire all’interno degli autobus. In cambio per incentivare i giovani ad essere vigili e attenti chiedono una convenzione per biglietti agevolati per la scuola.

Ha preso la parola l'assessore Porto per un primo scambio di idee e ha informato che è allo studio un’Applicazione da parte del Comune che contenga le proposte dei ragazzi del Fontanarossa. Interessante idea per la quale si prospettava un fecondo confronto, suggerimenti, proposte, coinvolgimento dei ragazzi, peccato però che subito dopo l'assessore passando fra i giovani li ha salutati dicendo: siete splendidi ragazzi!

Più che di un confronto si è trattato di un monologo! Dispiace perché le linee guida inviate a tutte le Amministrazioni sin da ottobre 2018 illustravano bene i ruoli della Fondazione e degli amministratori, diversi da quelli degli insegnanti e dei dirigenti scolastici. La Fondazione è tutor con il compito di far dialogare, dibattere e confrontare i giovani con chi ha il governo delle Istituzioni locali. Abbiamo chiesto loro la presenza per tutta la durata dell’incontro affinché uomini e donne che si occupano del governo della cosa pubblica costituiscono il termine del confronto per i ragazzi e le ragazze. Tutti siamo chiamati in maniera responsabile a formare e a favorire l'ingresso dei giovani nell'agorà, di essere cittadini a pieno titolo.

Abbiamo apprezzato l’intervento e la disponibilità del delegato del presidente dell’Azienda Metropolitana trasporti. Altri interventi si sono susseguiti: il rappresentante dei genitori che si è complimentato con i giovani per il loro impegno; ragazzi e ragazze sono nuovamente intervenuti su come incentivare il riciclo della plastica in cambio di biglietti autobus ai meno abbienti. Gli stessi insegnanti che quotidianamente sono in trincea in questo difficile compito di formare i giovani al rispetto delle regole e alla legalità, hanno proposto  ai ragazzi ad approfondire e studiare nuovi strumenti informativi da inserire all’interno dell’Applicazione.

Come è emerso dagli interventi successivi, ci auguriamo che l’Amministrazione anche se assente nella parte del confronto, ma ci legge, voglia tenere presente i suggerimenti degli insegnanti coinvolgendo i giovani, invitandoli ad un tavolo per discutere insieme ai tecnici e lavorare alla piattaforma affinché si sentano responsabili e protagonisti: Questo faciliterà molto il cambiamento reale della città. Infine auspichiamo la presenza dell’Amministrazione all’appuntamento provinciale di venerdì 10 maggio quando i giovani del Fontanarossa si ritroveranno con coetanei e coetanee ed esponenti politici della Regione Siciliana.

Appena il tempo di salutare ragazzi, ragazze, insegnanti e tutti i presenti e abbiamo preso la strada per Motta Sant'Anastasia dove era previsto nel pomeriggio un nuovo incontro. Nel bel castello Normanno, le sentinelle dell'Istituto comprensivo Gabriele D’Annunzio con la referente, Maria Rita Garofalo, erano già a fare anche loro le prove. Il tema del confronto con la propria amministrazione era stato scelto sin dal primo incontro fatto a scuola: Mi “rifiuto” di non sapere...differenziamoci! L’argomento sta a cuore a tutti ed è oggetto di discussione quotidiana in quanto a 3 chilometri dal paese c’è una discarica che serve tutti i comuni intorno a Catania. La discarica è stata materia di indagine per la gestione e gli effetti prodotti sull'ambiente dalle probabili attività illecite e per i danni causati alla salute, come segnalato, tra l’altro, da studi dell'Università di Catania che hanno messo in evidenza, in questa zona, emissioni di metano 10 volte superiori alla media.

A dare il benvenuto ai ragazzi e ragazze e al folto pubblico di adulti è l’assessora Cinzia Oliveri.

Sin da subito i giovani hanno dimostrato di aver lavorato con lena in questi mesi producendo un lavoro che farebbe invidia ad un convegno sull’Ambiente. Tema che da alcuni anni, ma in particolare quest’anno accomuna tanti giovani da nord a sud del nostro Paese, tanto da suggerirci e fornire un approfondimento per i giovani in occasione delle conferenze finali che si terranno in ottobre nelle varie regioni con l’invito alla presenza del Ministro dell’Ambiente ma anche con relatori di rilevanza nazionale. Ragazzi e ragazze a turno hanno affrontato la questione partendo dalla realtà locale dove i dati sono preoccupanti e messi in relazione con quelli di tutta l’isola fanno emergere responsabilità da disastro ambientale. Il loro studio, grazie ai propri insegnanti e la scuola, passa ad una analisi di prevenzione, mettendo a confronto le varie realtà nazionali e internazionali. Un decalogo che suggerisce di non acquistare ciò di cui non si ha davvero bisogno; utilizzare i prodotti il più possibile; riciclare seguendo i metodi di smaltimento più corretti; ridurre i rifiuti e solo quando gli essere viventi riusciranno a soddisfare i propri bisogni senza nuocere all’ambiente potremo pensare di essere salvi.

La proposta che rivolgono alla propria amministrazione è una raccolta differenziata porta a porta. Il valore aggiunto che loro danno a cui si offrono di partecipare attivamente è una campagna di sensibilizzazione che possa coinvolgere tutta la cittadinanza e che faccia poi da modello da estendere ad altri territori.

Nel suo intervento Cinzia Oliveri, che per tutta la serata ha preso appunti su tutto ciò che i ragazzi esponevano, li ha ringraziati condividendo la loro preoccupazione, si è resa disponibile a portare in giunta le proposte avanzate dal comprensivo Gabriele D’Annunzio per una campagna di sensibilizzazione e ha confermato la sua presenza all’incontro del 10 di maggio ma anche a quello di ottobre dove ragazzi e ragazze di Motta Sant’Anastasia, insieme alle altre giovani sentinelle a livello nazionale faranno rete e proporranno ai parlamentari presenti di lavorare ad una legge per intervenire con una riduzione degli imballaggi e usare prodotti ecosostenibili già al momento della produzione.

Dopo le vicissitudini di Ragusa e Catania, ragazzi e ragazze e pubblico adulto hanno avuto modo di ascoltare Angelo Corbo. Il suo racconto ha suscitato emozioni forti e ha riempito di entusiasmo quando ha detto loro di essere orgoglioso di essere siciliano e i loro bei lavori, il loro studio costituiscono la speranza migliore per tutti noi e ha chiesto loro scusa se noi adulti non abbiamo saputo combattere la mafia e molti con il loro silenzio sono rimasti complici. La sua scelta di fare la scorta a Giovanni Falcone, il suo condottiero, l’uomo che avrebbe potuto liberare la nostra terra dalla cancrena mafia. Ma con la sua morte, nel compiere il proprio dovere, fino all’estremo sacrificio, sono nate le radici migliori di quel comportamento civico che tanto auspichiamo per poter contrastare efficacemente la criminalità mafiosa e costruire un mondo migliore.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola