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martedì 28 maggio 2019

Ancora un doppio appuntamento con le giovani sentinelle siciliane, a Catania e a Ragusa


Nella città etnea ragazzi e ragazze di ben sette istituti della città e della provincia, assenti solo i giovani del comprensivo Federico II di Svevia di Mascalucia, si sono ritrovati venerdì 10 maggio nella ampia sala delle Ciminiere, uno degli edifici recuperati di quelle costruzioni ormai abbandonate che costituivano il grande complesso industriale di raffinazione dello zolfo estratto dalle miniere dell'entroterra siciliano, dove sono stati accolti da Angelo Carbone, funzionario della Città metropolitana che ha ospitato questo terzo appuntamento. 

A nome del sindaco metropolitano, Salvo Pogliese, li ha salutati e incoraggiati nel proseguire nel difficile compito di formazione alla cittadinanza e ha ringraziato la fondazione per l’impegno assunto e per offrire questa opportunità a giovani e giovanissimi di fare esperienza di cittadinanza attiva e responsabile.

E proprio all’esperienza di cittadinanza abbiamo fatto riferimento, con Christian Petrina, nell’introdurre i lavori veri e propri, ricordando a ragazzi e ragazze che con questo appuntamento allarghiamo l’orizzonte in molti sensi: innanzitutto geografico col ritrovarsi con scuole di altri comuni e con esperienze differenti nei temi e nei linguaggi, nelle proposte e nelle sollecitazioni. 

Ogni scuola, dopo l’esperienza di confronto e di discussione con i propri amministratori, esce fuori dai confini comunali e ha l’opportunità di scambiare esperienze e progetti con altre, scoprendo percorsi differenti e temi diversi, linguaggi e proposte ulteriori che arricchiscono il bagaglio culturale e il costume civico di ogni studente e studentessa. E con questo intendimento abbiamo dato il via ai lavori veri e propri.

Ad esordire è stata Angelica della scuola media del comprensivo Leonardo da Vinci di Mascalucia. Ha rotto il ghiaccio introducendo il tema del recupero del parco Manenti, uno spazio di grande valore nella città che rischia il degrado. Con le immagini hanno documentato le condizioni di abbandono e poi hanno avanzato delle proposte di recupero chiedendo al sindaco, già nel secondo appuntamento del 28 marzo, di intervenire per ripulire e manutenere, e a Catania hanno concentrato l’attenzione sulle opportunità: rendere il parco il polmone verde della città, recuperare la parte archeologica, dotarlo di giochi e arredi adatti, riservando uno spazio ad un orto urbano didattico e hanno illustrato i loro propositi con un cartellone.

Hanno poi preso la parola i coetanei e le coetanee del comprensivo D’Annunzio di Motta Sant'Anastasia che hanno lavorato sui temi della differenziazione di rifiuti. Hanno descritto la situazione del cattivo odore che esala dalla discarica della quale hanno ricordato la storia e hanno richiesto di avere informazioni in merito anche di azioni di bonifica, hanno approfondito i temi della raccolta differenziata e della tariffazione con dei bei cartelloni.


Con i ragazzi e le ragazze ha interloquito subito Gaetano Vitale, assessore comunale, che ha ribadito  che la scelta della chiusura è una scelta strategica perché l’obiettivo è di promuovere in ogni modo e con risolutezza la raccolta differenziata e, per sostenerla ulteriormente, sarà realizzata presto un’isola ecologica su un terreno sequestrato alla mafia, mentre su un altro si costruirà un nuovo plesso scolastico.

Sul palco sono poi saliti i giovanissimi di Acireale. Ragazzi e ragazze con i loro cartelloni hanno raccontato la storia del quartiere, cresciuto molto negli ultimi anni, mettendo in evidenza alcuni aspetti critici come il traffico, la manutenzione delle strade, e quella della scuola, il cui numero degli studenti è aumentato, e hanno richiesto alcuni interventi su porte e vetrate. Hanno poi ripreso la questione della cittadella del carnevale che potrebbe essere migliorata, aperta tutto l'anno, e hanno rievocato la figura di Giovanni Coco, carrista, e con lui la necessità di valorizzare il lavoro dei carristi. Per illustrare i temi hanno preparato alcuni cartelloni coloratissimi.

Appena terminato hanno preso la parola gli studenti e le studentesse dell’Istituto comprensivo Fontanarossa di Catania che hanno affrontato il tema delle regole osservandolo dal lato dei comportamenti di chi non paga il biglietto sull’autobus, comportamento diffuso anche fra i loro coetanei. Nel loro percorso hanno incontrato il presidente dell’AMT, l’azienda dei trasporti di Catania, per ricercare soluzioni e proporre qualche loro suggerimento. 

Hanno chiesto delle agevolazioni per gli studenti, incoraggiandoli in questo modo a comportamenti virtuosi poi, nel tentativo di legare questo tema dei biglietti dell’autobus a quello dei rifiuti, altra questione rilevante nel quartiere hanno proposto la raccolta dei tappi di plastica e il relativo conferimento in dei punti di raccolta come modalità per ottenere altre riduzioni al prezzo del biglietto. Intendono collaborare ad una pubblicità progresso da inserire all’interno degli autobus. Hanno infine redatto un decalogo delle buone regole e si sono impegnati a coinvolgere nei prossimi mesi tutta la scuola ed estenderlo poi anche fuori dal loro istituto.

Il palco poi è stato occupato dai giovani di Tremestieri Etneo, ragazzi e ragazze delle classi prime della media dell’Istituto comprensivo Raffaello Sanzio che hanno introdotto il tema Bullismo e prevaricazione. Torna con insistenza il tema a significare preoccupazione e paura e torna a scuola perché è luogo di incontro e di collaborazione, dove è possibile pensare e mettere in atto strategie di contrasto e insegnare ai giovani come riconoscere il fenomeno. Si abbassa l'età in cui si fa esperienza e nel loro percorso i giovani avevano raccolto testimonianze di compagni e compagne vittime dei bulli. Immagini e parole, nel loro caso alcune poesie sono stati gli strumenti approntati per far conoscere e contrastare il fenomeno, strumenti che potrebbero essere condivisi con altre scuole.

Anche quelli di Viagrande, gli studenti e le studentesse dell’Istituto comprensivo Giovanni Verga, hanno scelto e approfondito il tema del bullismo e del cyberbullismo. Lo hanno fatto con un video  che riprende una drammatizzazione teatrale sul tema, con le parole e con le immagini di cartelloni e manifesti. Di nuovo il contesto scolastico è quello più ricercato per porre un argine perché in esso è possibile costruire relazioni fra i giovani, avere l’aiuto degli adulti per rompere il muro dell’omertà e dell’isolamento.

Ultimi a salire sul palco i più grandi dell’Istituto superiore Benedetto Radice di Bronte. Tutela di alcuni luoghi di interesse storico per la rivalutazione e la sostenibilità del proprio territorio il tema scelto da questi ragazzi e ragazze legati alla propria terra che vorrebbero preservare da ogni tentativo speculativo e dall’abbandono. Hanno individuato i luoghi di interesse storico e ne hanno documentato in certi casi l’abbandono e l’incuria, hanno posto l’attenzione sui ritrovi dei giovani e hanno puntato a legare i due aspetti: spazi per loro e recupero del patrimonio in modo da preservare l’identità e conservare le testimonianze. Per questo sono necessari luoghi in cui i giovani possono ritrovarsi e fare delle attività. 

Per quanto riguarda quelli di interesse storico hanno proposto uno strumento come il QR Code che permette al turista e al viaggiatore di trovare subito le informazioni sul monumento che sta visitando sul suo smartphone. Tale strumento è già stato adottato dall’amministrazione comunale e costituisce un bel riconoscimento al lavoro di ragazzi e ragazze.

Dopo questa interessante serie di proposte, straordinariamente attuali e ricche di suggerimenti, obiettivi che possono essere condivisi da scuole diverse, collaborazioni che ci auguriamo possano prendere il via, temi che passano da un luogo all’altro, ha preso la parola Fabio Cantarella, assessore comunale di Catania che ha le deleghe all’Ambiente, all’Ecologia e alla Sicurezza che, dopo aver ringraziato la fondazione per il lavoro svolto, ha rinnovato l’invito ai giovani al rispetto delle regole. Non una generica e formale osservanza, ma una scelta meditata e convinta, consapevole e responsabile perché solo in questo modo è possibile con il contributo di ciascuno introdurre una discontinuità nei comportamenti quotidiani che alimentano l’omertà e l’indifferenza. E i temi che hanno scelto i giovani, nella loro varietà, hanno offerto molti motivi di riflessione di quanto sia urgente l’impegno in prima persona.

Con questi auspici ci siamo dati appuntamento alla Conferenza finale da tenersi nel mese di ottobre con tutte le scuole della Sicilia che hanno condiviso questo percorso per tutto l’anno.

In contemporanea si sono ritrovati, ospiti del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, ragazzi e ragazze dell’Istituto comprensivo Salvatore Quasimodo della città, insieme al loro insegnante referente del progetto, Andrea Cicero, pronti a confrontarsi con i loro coetanei della scuola media statale Giovanni XXIII di Modica, accompagnati dalla loro referente, Daniela Denaro.  

A dare il benvenuto, nella sala del Consiglio, è il commissario straordinario, Salvatore Piazza, che ha spiegato le funzioni e le competenze dell’ex Provincia e, sull’attuale gestione commissariale, ha informato i ragazzi che vi saranno presto nuove elezioni di secondo livello che eleggeranno il nuovo presidente.

La Fondazione ha ricordato i vari passaggi di questo percorso formativo, con incontri che prevedono confronti con le istituzioni locali, provinciali, regionali e nazionali. Ha ribadito che nella società contemporanea sono diffuse la corruzione, le raccomandazioni o le connivenze politico-criminali, vi è un distacco marcato dalla politica da parte dei cittadini e dei giovani. Proprio per ricucire questa lacerazione viene in soccorso la scuola pubblica. Lo spirito del progetto è promuovere il dialogo, il confronto affinché i giovani si sentano finalmente membri consapevoli e attivi della propria comunità, responsabili dei beni comuni e difensori del territorio urbano e sociale in cui vivono. In questo non c’è spazio per le passerelle o promesse che cadono nel vuoto. Alle istituzioni e all’Amministrazione pubblica chiediamo responsabilità, comportamenti credibili in modo che il proprio sia da esempio e dia spinta al rinnovamento partecipato. Costituire uno spazio pubblico dove esercitare la nobile arte della politica intesa come cura della polis, arte non riservata solamente ad alcuni cittadini, ma bene di tutti.

Hanno poi preso la parola i ragazzi di Modica con il loro tema: Dalle dipendenze nocive...alle dipendenze positive: io scelgo. Il recupero dei luoghi dello spaccio - la villetta del quartiere Sacro Cuore. Quanto a questo loro sogno, in realtà hanno puntualizzato che si tratta di un bi-sogno, hanno ricordato all’ amministrazione che la carenza di spazi aggregativi – con un territorio cementificato senza una pianificazione strutturale che non ha saputo tenere presente i bisogni dei giovani e dei cittadini, e i pochi luoghi di ritrovo sono in condizione di abbandono - è una pesante eredità che non consente di contrastare le dipendenze. Forti di queste convinzioni, ragazzi e ragazze hanno argomentato, illustrato, avanzato le proprie proposte per recuperare spazi e promuovere una campagna sul tema delle dipendenze.

Terminato l’intervento di quelli di Modica hanno preso la parola i giovani dell’Istituto comprensivo Salvatore Quasimodo di Ragusa con il loro tema: Educazione alla cittadinanza vista con gli occhi dei ragazzi: campagna pubblicitaria di sensibilizzazione Pubblicità Progresso. Anche i ragazzi di Ragusa mettono in gioco tutta la loro voglia di protagonismo, da esserne orgogliosi come dovrebbe essere in un Paese normale!

Al proprio sindaco, nel secondo incontro avevano lanciato la sfida di una smart city, per una Ragusa del futuro, del loro futuro. Con l’aiuto della scuola, dei loro insegnanti avevano approfondito come costruire con nuove metodologie, recuperare edifici e spazi già esistenti per evitare archeologie industriali, come recuperare le acque piovane, l’importanza di  una politica che va verso le energie pulite come i pannelli fotovoltaici. E ancora, i trasporti, il capitale umano e sociale, una gestione sapiente delle risorse naturali. Da provetti giornalisti avevano fotografato la città evidenziando le sue criticità come l'immondizia, il degrado, l'inciviltà, realizzando un cartello che racchiude una triste realtà: «fa che l'immondizia non prenda il nostro posto». Si erano occupati di parcheggi intorno alla scuola dove dilaga la sosta selvaggia. Ed infine anche loro, come i giovani di Modica, si della villetta a Zancle, bene comune dove fa da padrone il degrado: cancellata rugginosa, vegetazione da giungla tropicale. Qui e là si intravedono reperti archeologici, poi guardando più da vicino non sono altro che i vecchi giochi in decadenza!

L’assessora alla Cultura  del Comune di Modica, Maria Monisteri Caschetto, al secondo incontro si era impegnata con i propri giovani cittadini a porre la questione con l’ufficio manutenzioni del Comune per una prima pulizia e potatura della villetta. A programmare una campagna di sensibilizzazione riguardo le dipendenze. Mentre il sindaco di Ragusa era stato più cauto nel dichiarare solo che i lavori della palestra della scuola sarebbero terminati a breve, spostando invece la possibilità della fruizione dalla villetta al parco della vallata di Santa Domenica che non si trova nella loro zona.

Con la loro assenza al terzo incontro, deludendo le aspettative dei ragazzi di entrambe le comunità, hanno negato il confronto e con una tavolozza della politica tutta da disegnare.

Nel prendere la parola il commissario Piazza ha espresso la disponibilità ad avviare un’interlocuzione con il Comune di Modica affinché il sogno o meglio bi-sogno dei giovani modicani possa essere soddisfatto. Incoraggiati e confortati da questa promessa, i ragazzi e le ragazze ragusani hanno risposto in coro chiedendo anche loro delle sorti della villetta a Zancle. Il commissario Piazza li ha rimandati al suo capo di gabinetto che avrà il compito di studiare la questione.

Con tutti ci siamo dati appuntamento ad ottobre, alla conferenza finale a Palermo, insieme con le scuole della regione che hanno aderito al progetto alla presenza di senatori deputati e istituzioni a vari livelli. Le giovani sentinelle saranno vigili e attente affinché le loro proposte non cadano nel vuoto. 


Domenico Bilotta, Giuseppe Vitale, Sergio tamborrino e Christian Petrina

martedì 16 aprile 2019

Giovedì 28 Marzo 4 incontri: tutti in sicilia


Seguono senza sosta e a ritmo incalzante gli incontri delle giovani sentinelle siciliane. In contemporanea due la mattina a Bronte e Viagrande e due nel pomeriggio a Barcellona Pozzo di Gotto e a Mascalucia.

Nella Pinacoteca del Comune di Bronte sono le sentinelle dell'IIS Benedetto Radice con il loro tema: Tutela di alcuni luoghi di interesse storico per la rivalutazione e la sostenibilità del proprio territorio. 

Con loro la Dirigente scolastica, Maria Pia Calanna e la referente Venera Sgroi. Ad accoglierli è stato il vice sindaco, Gaetano Messina, che è anche insegnante dell'Istituto. Con lui anche l'assessore alle Attività produttive e Gestione del patrimonio storico culturale, Giuseppe Di Mulo, presenza molto apprezzata visto che il tema del confronto sono proprio i beni storici. 

Ragazzi e ragazze, divisi in gruppi hanno presentato il progetto con l'ausilio di un power point e con un filmato realizzato da loro. Un gruppo ha fatto un excursus sulla storia di Bronte, un altro si è concentrato sui palazzi e i monumenti, mettendo in rilievo lo stato di degrado in cui versano. Sono passati poi ad analizzare i luoghi frequentati dai giovani durante la sera, anch'essi in pessime condizioni. Intorno a corso Umberto, le stradine che portano a scalinate fatiscenti o monumenti in completo abbandono. La proposta che hanno fatto all'amministrazione è di riqualificare il centro storico con interventi mirati soprattutto ai luoghi di ritrovo che sono anche luoghi di richiamo turistico. 

Nel suo intervento l'assessore Di Mulo ha fatto notare gli sforzi dell'Amministrazione riguardo la conservazione e il recupero del patrimonio culturale, ma le finanze del Comune non bastano. Il vice sindaco, Gaetano Messina, ha spronato i ragazzi alla collaborazione coinvolgendoli con una proposta contro l'abbandono dei rifiuti. Fare una compagna di sensibilizzazione, ma spronare i giovani ad essere vigili e attenti coinvolgendo anche altri giovani a denunciare chi abbandona i rifiuti. Il Comune quest'anno ha guadagnato 400.000 euro dalla differenziata mentre l'utile poteva essere molto più alto se non avesse inciso negativamente l'indifferenziata. La causa è dovuta soprattutto ai rifiuti abbandonati che vanno a finire tutti nell’indifferenziato. 
 
Ha aggiunto: «se attraverso la campagna si riuscirà ad abbassare la percentuale dell'indifferenziata i proventi andranno nel recupero dei luoghi del centro storico, luoghi che saranno indicati e scelti dai giovani». La Fondazione ha proposto che il vice sindaco e l’assessore portino in consiglio la proposte e che si costruisca un tavolo per dare seguito al programma condiviso.

Atteso l'intervento Angelo Corbo la cui presenza avevano letto nel calendario. Ragazzi in silenzio si sono raccolti intorno a lui seguendo il suo racconto con attenzione ed Angelo non si è sottratto a spronarli a continuare nell'impegno civile e a far camminare le idee di Giovanni Falcone con le loro azioni.

A Viagrande, sempre in mattinata ci siamo ritrovati con ragazzi e ragazze della scuola media e i bambini e le bambine della scuola primaria dell’Istituto comprensivo G. Verga. Nella sala consiliare del comune etneo siamo stati accolti dal sindaco, Francesco Leonardi, dal vicesindaco, Mauro Licciardello, e dall’assessora alla Scuola, Rosanna Cristaldi. All’incontro ha partecipato pure il comandante della locale Stazione dei carabinieri, Saverio Girardi. 

Insieme a giovani e giovanissimi la Dirigente scolastica, Agata Patrizia Nicolini, la referente,  Serena Marino, e le sue colleghe della scuola media e della scuola primaria. Con la fondazione il nostro referente per Catania, Christian Petrina.

Il sindaco ha salutato ragazze e ragazzi, grandi e piccoli, e ha ringraziato la fondazione di aver offerto, con il percorso educativo, un’opportunità di riflettere e agire contro lusinghe e facili scorciatoie perché condivide l’impegno alla formazione del cittadino nel segno della legalità. In modo analogo anche la Dirigente scolastica ha voluto sottolineare l’importanza del compito della scuola nel preparare i giovani ad essere uomini e donne rispettosi delle norme e cittadini attenti. Serena Marino ha introdotto brevemente il lavoro dei giovani ringraziando della collaborazione le colleghe e ha sottolineato quanto sia stato importante il raccordo fra quelli della primaria e i più grandi della scuola media.

Ci sono poi stati i saluti di benvenuto di Rosanna Cristaldi e della responsabile dell’ufficio Istruzione del Comune.

La fondazione ha introdotto i lavori veri e propri riprendendo le linee guida del progetto e illustrandole ad amministratori e al piccolo gruppo di genitori presenti. Dall’impegno di Antonino Caponnetto preso con il giuramento solenne in morte di Paolo Borsellino abbiamo ereditato il compito di promuovere il protagonismo dei giovani e lo abbiamo fatto con questo progetto di educazione alla legalità e alla cittadinanza che prevede, fra febbraio e marzo, un’esperienza con un dibattito e un confronto con chi governa la cosa pubblica a livello locale. In questo modo giovani e giovanissimi sperimentano come affrontare un tema di interesse pubblico, come se ne dibatte, gli argomenti da sostenere e quelli cui controbattere e, in questo modo si rafforza il costume della partecipazione, del confronto, della discussione libera, della responsabilità, della democrazia.

Poi hanno preso la parola giovani e giovanissimi che hanno scelto come tema il bullismo e il cyber bullismo, scelta condivisa ed esperienza istruttiva anche per i docenti – per rompere il muro del silenzio hanno detto - perché in questo modo è possibile costruire dei ponti, anche in considerazione dell’isolamento provocato dall’uso dei social. 

Per contrastarlo i giovanissimi fanno appello all’amicizia, sentimento che lega gli individui e contribuisce alla fiducia reciproca. Bambini e bambine hanno usato linguaggi diversi, fumetti e cortometraggio, poi anche quello della poesia per ragionare del bullismo ed è stato sorprendente scoprire che due scuole lontane geograficamente, a Viagrande e a San Lorenzo alle Corti, il linguaggio poetico è servito a “svitare” il bullone, per parafrasare la felice immagine che fa da titolo di uno dei progetti. Per la fondazione è stato un bel segnale e vorremmo che questi testi fossero inseriti in una sezione del sito delle giovani sentinelle, proprio a testimoniare che è possibile fare tanto anche con arguzia e bello stile contro il bullismo e rendere pubblici i testi è segno della ricchezza della scuola.

I più grandi hanno affrontato la questione con altri strumenti, loro hanno fatto ricorso al linguaggio teatrale per dare corpo ai fantasmi, alle paure del bullismo, di chi è vittima, sollecitando ciascuno all’attenzione e a cogliere anche il più piccolo segnale di disagio. Ed è stato molto bello ed emozionante vedere nell’aula consiliare, bella ed austera, una studentessa indossare una maschera e recitare e poi ascoltare l’invito a trasformare le maschere dei bulli in occasione di divertimento, svago, gioco, ballo.

E che questo del bullismo sia un problema molto serio lo ha ribadito anche Christian Petrina, avvocato e referente della fondazione a Catania che si occupa di bullismo e cyber bullismo. Ha ricordato la legge 71 del 2017 perché cerca di inserire il cyber bullo in un circuito non penale con lo strumento dell'ammonizione del Questore, uno strumento persuasivo nei confronti del minore che vuol fare leva anche sull’impegno dei genitori ad intervenire prima che taluni comportamenti scivolino verso veri e propri reati.

Il sindaco e gli altri amministratori presenti hanno apprezzato il lavoro e hanno sollecitato i giovani a proseguire, si sono dichiarati molto interessati all’esperienza e hanno manifestato la propria disponibilità a proseguire nel dialogo.

La bella mattinata si è conclusa dandoci appuntamento a Catania, ospiti della città metropolitana, per l’incontro con tutte le altre scuole della provincia.

Nel pomeriggio, uno dei due appuntamenti è stato a Mascalucia, altro comune etneo. Vi erano stati scambi di mail e di alcune telefonate con gli uffici comunali per avere indicazioni sulla sala che avrebbe ospitato l’incontro con le due scuole medie inferiori dei comprensivi Leonardo da Vinci e Federico II di Svevia. Alla fine era stata individuato il Palmento di villa Buscemi, ma quando siamo arrivati noi e ragazzi e ragazze delle due scuole i locali erano occupati per ospitare un’altra manifestazione. 

Abbiamo contattato immediatamente gli uffici comunali e, con qualche imbarazzo, hanno ammesso di aver fatto un errore. Per questa ragione l’incontro ha avuto inizio in ritardo, ospitato nella sala consiliare del Comune, più piccola e senza videoproiettore e computer per poter vedere quanto era stato prodotto da studenti e studentesse delle due scuole. Loro hanno occupato i banchi riservati ai consiglieri, stretti e attaccati l’uno all’altro, mentre ai posti del pubblico sedeva un gruppo di genitori.

Ad accogliere giovani con le proprie insegnanti - le professoresse Torrisi, Falcone e Bruno quelli del Leonardo da Vinci e la professoressa Marchesano quelli del Federico II di Svevia - e fondazione il sindaco, Vincenzo Antonio Magra, raggiunto poi dall’assessore al Bilancio, Alessio Cardì.

Il primo cittadino ha salutato i giovani e si è scusato dell’equivoco, ha ricordato di essere in carica da pochi mesi e di essere impegnato nella soluzione dei tanti problemi di Mascalucia. Ha ringraziato i giovani per l’impegno in questo percorso educativo alla cittadinanza e la fondazione per aver offerto l’opportunità a ragazzi e ragazze di fare questa esperienza di cittadinanza.

La fondazione ha brevemente illustrato le origini del progetto – eredità di Antonino Caponnetto che giurò solennemente alla morte di Paolo Borsellino di testimoniare l’impegno del giudice morto in via D’Amelio e che cosa fosse la mafia – la sua articolazione, i tre incontri e la Conferenza finale durante l’anno scolastico, e il senso di questo secondo appuntamento: quello di fare esperienza di cittadinanza, discutendo di un tema di rilievo con chi ha il governo della cosa pubblica nelle città, grandi e piccole.

Si è aperta la discussione e il confronto vero e proprio.

I primi ad intervenire sono stati i ragazzi e le ragazze delle due classi prime del comprensivo Leonardo da Vinci. Salviamo il parco Trinità Manenti: vogliamo poter leggere un libro sotto un albero, il tema scelto che hanno illustrato intervenendo a turno. Il loro intento è quello di riappropriarsi del parco, poterlo utilizzare dotandolo di giochi e arredi adatti, riservando uno spazio ad un orto urbano didattico, tutti interventi che avrebbero la funzione di sensibilizzare i cittadini alla cura e a mantenerlo integro. Il degrado dello spazio che si manifesta con modalità differenti richiede sorveglianza e manutenzione continua, ma per fare questo sono necessarie delle risorse.

Poi hanno preso la parola i coetanei del comprensivo Federico II di Svevia. Urbanistica partecipata il tema scelto e con tale espressione hanno inteso illustrare la situazione in cui versa quella parte del comune dove si trova la loro scuola, e dove loro abitano, nella frazione di Massannunziata, le piazze che si aprono lungo via del Sole che avrebbero bisogno di interventi urgenti, strade e marciapiedi da mettere in sicurezza, semafori rotti, in breve una serie di interventi per migliorare la parte di Mascalucia dove vivono.

Il sindaco ha preso la parola subito dopo e ha premesso di essere in carica solo da pochi mesi. Ha però dichiarato di conoscere bene i problemi del comune per aver fatto una ricognizione dei beni di proprietà pubblica appena eletto ed è impegnato ad intervenire per risolvere le questioni più urgenti.

In merito al parco ha precisato che ha avviato la bonifica e la pulizia dell’area mentre il parco è chiuso per ragioni di sicurezza. L’intendimento dell’amministrazione è quello di assicurare una sorveglianza, di dotarlo di un chiosco e far approvare un regolamento che disciplini apertura e chiusura e la fruizione del parco stesso. Vi sono altri parchi nel comune da recuperare e aprire ai cittadini. Ha infine invitato genitori, studenti e studentesse ad un sopralluogo.

Meno puntuali le repliche alle sollecitazioni del comprensivo Federico II di Svevia. Il sindaco ha genericamente fatto riferimento a lavori da effettuarsi, poi ha informato giovanissimi e genitori di alcuni interventi in cantiere dell’amministrazione da lui guidata: unservizio di collegamento del trasporto pubblico nel comune, l’assunzione di alcuni ispettori ambientali e ausiliari del traffico, una misura per contrastare il randagismo con l’adozione da parte dei cittadini.

Ma un ragazzo di prima media ha controbattuto con prontezza al primo cittadino per essere stato vago sulle questioni poste dalle classi del comprensivo Federico II e la vivacità e la puntualità dell’intervento ci ha riportati al senso vero della discussione pubblica, che è confronto di idee e di scelte, di allocazione di risorse,  quelle risorse che sono spesso insufficienti e il sindaco ha annunciato, anche con l’intervento dell’assessore Cardì, l’intendimento di procedere al recupero di delle somme non pagate dai cittadini all’amministrazione comunale per i servizi che quest’ultima eroga.

Le parole della dirigente scolastica del comprensivo Leonardo da Vinci, Lucia Roccaro, ci hanno riportato al senso del nostro progetto con il suo appello a contribuire, ciascuno con l’adempiere al proprio dovere, a rendere la propria città più vivibile. Richiamare alla responsabilità, al fare la propria parte ci riporta al significato profondo dell’impegno della fondazione a proseguire l’opera avviata da Antonino Caponnetto.

L’altro gruppo, lasciata Bronte si è inerpicato su per i Nebrodi per scendere giù a Barcellona Pozzo di Gotto dove ad attendere erano le giovani sentinelle dell'IIS Enzo Ferrari che, con nostra grande sorpresa, prese dall'entusiasmo del primo incontro, insieme alla loro Dirigente scolastica, Cettina Ginebri, alla referente Melangela Scolaro e molti altri suoi colleghi hanno esteso il progetto ad altri due plessi, che si trovano uno a Pace del Mela e l 'altro a Milazzo. Il tema scelto da tutti e oggetto del confronto è stato: La nostra terra è la nostra casa: io differenzio e riciclo.

Nell'auditorium del parco Maggiore La Rosa abbiamo respirato aria da grandi occasioni, tanti i giovani pronti a prendere la parola ma anche tanti adulti che, come per Motta Sant’Anastasia, hanno a cuore le sorti dell’ambiente, in particolare una giusta raccolta differenziata contro l’abbandono dei rifiuti e il moltiplicarsi delle discariche dominio dei mafiosi. Nonostante avesse degli impegni ha voluto salutare giovani e insegnanti il sindaco Roberto Materia per poi lasciare il compito di dialogare con loro agli assessori Angelita Pino e Nino Munafò. 

Anche il Comune di Pace del Mela non è voluto essere da meno e ad accompagnare i giovani pacesi dell’IPSIA G. Ferraris c’era l’assessore Mario Schepisi.
A presentare il loro lavoro e le ragioni della scelta de tema sono stati i ragazzi e le ragazze di tutti e tre gli Istituti saliti sul palco uno dopo l’altro. Subito dopo hanno presentato uno splendido filmato da loro prodotto al quale si intravedono, grazie all’indirizzo del loro corso, apprendimenti, tecniche e professionalità che la scuola ha dato loro. Scorre il titolo  La nostra terra è la nostra casa: io differenzio e riciclo e a seguire la frase: chi abbandona i rifiuti in strada è un incivile senza scrupoli. Iniziano le riprese dall’alto con un drone che riprende un’auto decapottabile con due persone che si fermano lungo la strada, l’autista-ospite e l’altro, un uomo facoltoso. 

Quest’ultimo scende dall’auto e butta un sacchetto della spazzatura sull’argine della strada. Le immagini proseguono e fanno vedere dei ragazzi fermi in moto che discutono e notano l’insano gesto e tentano di richiamare l’uomo che, con impudenza e arroganza, risale in auto e ripartono. I ragazzi prendono il sacco e seguono l’auto. La macchina da presa li riprende fino ad arrivare presso una villa. All’interno un quadretto familiare: focolare domestico, figli, moglie, tavola imbandita e il marito (l’arrogante dal malsano gesto), che decanta le virtù della moglie nel tenere in ordine la casa e si respira aria di pulito! L’idillio si interrompe al suono del campanello, sono i ragazzi che riportano indietro i sacchetti della spazzatura che depositano in salotto. Nessuna scena di violenza, nessuno sproloquio, solo ragazzi puliti che richiamano il padrone di casa dalla doppia morale a rispettare la città perché essa è la casa di tutti e di come tutti la vorremmo. 

Le scene mettono in rilievo un altro vanto della loro scuola: il corso di moda che viene in aiuto alla fine del progetto. Ragazzi e ragazze, da gran stilisti, con tappi e bottiglie, realizzano un elegante vestito con la fascia tricolore. La scena riprende con la loro dirigente orgogliosa dei suoi ragazzi e insegnanti avvicinandosi al manichino sartoriale dice: noi differenziamo, mentre entrano gli attori (ragazzi e insegnanti), a suon di nastri di bottiglie di plastica. Conclude una frase: differenziare i rifiuti significa tutelare l’ambiente, destinando ogni scarto (o quasi) ad un processo di lavorazione che lo trasformerà nuovamente in materia utilizzabile.

La Fondazione ha proposto loro che il filmato farà parte del DVD della Conferenza nazionale e che proporremo al MIUR come pubblicità progresso.

Hanno poi preso la parola gli assessori Angelita Pino e Nino Munafò ricordando, in merito alla differenziata e alla raccolta porta a porta, che non ha arginato il degrado dell’abbandono dei rifiuti nonostante si faccia. Si sono resi disponibili a una campagna di sensibilizzazione. Ci auguriamo che questo avvenga prendendo un impegno già il 9 maggio con l’incontro provinciale.

Infine è intervenuto Angelo Corbo con il suo compito a tener fede e viva la memoria dei suoi compagni che persero la vita a Capaci ma anche di chi è sopravvissuto. Raccontare è per lui una medicina per poter convivere con quel senso di colpa che prova nei confronti dei colleghi morti. 

Le sue parole asciutte, prive di retorica hanno riempito di silenzio l’auditorium, hanno commosso ragazze, ragazzi e adulti, hanno scosso i loro sentimenti e i loro pensieri e alla fine un lungo applauso, il segnale migliore di quanto sia importante per i giovani la sua testimonianza e, per Angelo, di quanto le emozioni e i sentimenti di studenti e studentesse contribuiscono ad alleviare il suo dolore.


Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino e Christian Petrina

giovedì 20 dicembre 2018

Tra Sicilia e Veneto altri tre nuovi appuntamenti

Martedì 18 dicembre ancora tre incontri delle giovani sentinelle. A Venezia, all’Istituto Marco Polo siamo stati accolti da quattro classi dei tre indirizzi – Liceo artistico, musicale e classico – con i propri insegnanti che seguiranno e guideranno il lavoro di studenti e studentesse.

Nelle due ore ragazze e ragazzi di prima e di quarta hanno seguito con attenzione il nostro racconto delle vicende di Antonino Caponnetto dal suo arrivo a Palermo con la costituzione del pool antimafia al maxiprocesso, al ritorno a Firenze e alle stragi di mafia del 1992 fino all’impegno-testimonianza nell’ultima parte della sua vita.
La Fondazione ha raccolto il testimone e prosegue l’attività del giudice, convinta come lui che solo formando i giovani ai valori della cittadinanza e della responsabilità è possibile respingere le insidie  dell’illegalità e della corruzione, insidie irrobustite e rafforzate da quell’atteggiamento del voltarsi dall’altra parte, mai contrastato con efficacia e decisione, che apre le porte alla mafia.

Con i giovani ci siamo soffermati a ragionare di traffici illeciti e di riciclaggio, di penetrazione nell’economia legale e di commistioni con la politica. A loro abbiamo lanciato la sfida delle giovani sentinelle e l’attenzione nell’ascolto e la determinazione di studenti e studentesse sono indizio eccellente del loro impegno in questo nostro percorso.
Con loro ci siamo dati appuntamento al prossimo incontro quando saranno ospiti dell’amministrazione comunale di Venezia assieme ai coetanei dell’Istituto Algarotti e del Liceo Bruno Franchetti di Mestre.

In Sicilia gli altri due appuntamenti, a ritmo serrato per soddisfare l'entusiasmo di insegnanti e studenti. Ad essere protagonisti sono 3 classi dell'Istituto comprensivo Leonardo da Vinci di Mascalucia (CT), con loro la dirigente scolastica, Lucia Roccaro, e le referenti, Daniela Falcone e Giovanna Torrisi. L’istituto ospita una classe dell'Istituto comprensivo Federico II di Svevia della stessa città insieme alla loro referente, Santa Marchesano, una vera e propria delegazione del proprio istituto e che si impegna a coinvolgere, nei prossimi giorni, nel percorso educativo altre classi.

Armati di penne e quaderni hanno preso appunti, ascoltando in un silenzio partecipato, responsabili del proprio ruolo di ambasciatori di altre sentinelle.

Abbiamo raccontato di Antonino Caponnetto che si è battuto nella sua vita a favore della legalità, del suo impegno nelle scuole parlando ai ragazzi e alle ragazze delle regole, anche quelle piccole quotidiane, da quelle stradali, all’ambiente, ai buoni comportamenti a scuola, dal salvaguardare i beni comuni al rispetto della città e ai buoni comportamenti con i propri compagni, schierarsi con i più deboli contro il bullismo. Abbiamo ricordato l'esempio di Falcone e Borsellino, abbiamo parlato della mafia e di chi fa affari con loro e come sottraggono benefici alla comunità. La nostra esposizione ha suscitato tanta curiosità e mille domande. A tutti loro abbiamo chiesto di impegnarsi a rispettare le regole e in  questo senso abbiamo lanciato loro la sfida a divenire giovani sentinelle, chiedendo di individuare un bene pubblico del loro quartiere o della loro città: una scuola, un giardino o altro tema che sta loro a cuore da studiare, approfondire e, relativamente al quale, offrire delle soluzioni per discuterne nel secondo appuntamento con i propri amministratori alla presenza di genitori e cittadini giovedì 28 marzo dalle 16 alle 18.

Per completare i ragionamenti e rispondere a domande e chiarimenti abbiamo accumulato un ritardo di oltre mezz'ora perché il secondo appuntamento della mattinata era a Bronte, a 40 chilometri di distanza, all’Istituto Benedetto Radice. Ma i ragazzi ci avevano caricati di energia solare e quindi siamo volati verso la nuova meta. Ad attenderci nel loro bel auditorium 3 classi terze insieme alla referente, Venera Sgroi e altri suoi colleghi e colleghe che seguiranno il progetto. Con grande soddisfazione abbiamo potuto constatare che l'Istituto è molto attivo sulle tematiche della cittadinanza attiva. Prima di iniziare i ragazzi e le ragazze avevano preparato una biografia di Antonino Caponnetto e sin dall'inizio ci ha colpito l'attenzione dei ragazzi e delle ragazze, mai venuta meno. Alla loro presentazione ci siamo riallacciati raccontando alcuni aspetti della vita del giudice padre del pool antimafia, della morte di Falcone e Borsellino e del grido di dolore di Caponnetto dopo le stragi: «Tutto è finito!» Abbiamo ricordato lo scatto con cui lo stesso Caponnetto, proprio ascoltando le richieste di molti giovani davanti al tribunale di Palermo che lo esortavano a non lasciarli soli, ha scelto di essere testimone ed educatore di quella nuova resistenza dei valori, dimenticati o elusi, della nostra Carta costituzionale.

Incontrare i giovani nelle scuole e parlare con loro di legalità, di impegno civile, di responsabilità, favorire un loro nuovo protagonismo, diffondere una cultura dei diritti contro l'arroganza, la prevaricazione e la criminalità: questo è stato l’impegno che Antonino Caponnetto ha perseguito con straordinaria tenacia fino alla sua morte, convinto di rafforzare la difesa della democrazia e della cultura del diritto. Anche a loro abbiamo presentato il progetto e la scommessa di mettersi in gioco. Gioco che ha pratiche corrette, pratiche di valori, di esempi di tanti giovani che insieme ai propri insegnanti hanno fatto rete, hanno fatto proposte che in molti casi hanno trovato ascolto e attenzione. Il tempo anche qui è stato tiranno e non c'è stato modo di poter far vedere il filmato dei lavori dei ragazzi di tante scuole d’Italia. Abbiamo proposto di poterlo visionare in altra data ma siamo convinti che il gruppo ben coeso degli insegnanti saprà indirizzare i giovani ad accettare la sfida che li vedrà venerdì 29 marzo dalle 16 alle 18 al confronto con la propria Amministrazione Comunale. Spetterà a quest’ultima non venir meno alle aspettative dei propri giovani ad un confronto leale e costruttivo.


Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino