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sabato 11 aprile 2015

Giovani sentinelle con due incontri: a Viareggio e a Cascina.


Mercoledì 8 aprile sono ripresi gli appuntamenti, dopo la pausa pasquale, delle Giovani sentinelle con due incontri: a Viareggio e a Cascina.

In Versilia, ad attenderci già nella piazza davanti all'ingresso del Comune una folla di ragazzi e ragazze con un gruppo di genitori che hanno subito occupato tutti i posti della Sala del Consiglio.

Anche qui, come a Venezia, il Comune è commissariato, anche qui non è presente il Commissario Straordinario, dottor Valerio Massimo Romeo, e a salutare i cittadini è il segretario amministrativo. Ma al contrario di Venezia i cittadini sono ospitati nella Sala! Diritto negato ai cittadini della Laguna!

La Fondazione introduce l'incontro illustrando ai numerosi genitori intervenuti il progetto: come si articola, che cosa chiediamo ai giovani, il loro protagonismo e il percorso di educazione alla legalità che ha come esito il confronto, nel corso dell’anno, con le istituzioni a diversi livelli.

Ad introdurre il tema dell’Istituto comprensivo Darsena è la loro insegnante Marzia Papi. La seconda C ha preso il via dagli approfondimenti tenuti dalla Fondazione intorno alle figure di Caponnetto, Falcone e Borsellino, poi ricorda i diversi passaggi che hanno condotto alla scelta del tema: il degrado della pineta di levante che confina con la scuola, con il parco di Migliarino San Rossore, con la tenuta di Villa Borbone, ma anche con il quartiere di abitazione di molti alunni che la attraversano quotidianamente per raggiungere la scuola. È stato quindi l’argomento maggiormente sentito dagli studenti al momento della scelta del tema da affrontare.

Hanno fatto foto del degrado nel quale versa la pineta, con l’aiuto delle famiglie e coinvolgendo  Legambiente hanno approfondito l’importanza della pineta come ambiente naturale, ripercorrendo anche gli antichi mestieri che vi si svolgevano.

I ragazzi hanno pubblicato su una pagina Facebook  i lavori effettuati portando a conoscenza di una platea più vasta questo progetto.

Matteo introduce il lavoro dei suoi compagni eseguendo un brano dei Pink Floyd.

Francesco rileva la presenza di spacciatori e l'accumulo di immondizia all’interno della pineta e propone maggiori controlli da parte delle forze dell'ordine. Davide aggiunge di come a soffrire del degrado della pineta siano anche gli animali che possono morire ingoiando sacchetti di plastica abbandonati o si possono ferire con altri rifiuti. Gabriele informa di come il parco potrebbe essere utilizzato per fare attività ginnica ma che oggi risulta essere pericoloso per lo stato di abbandono in cui versa. Licia ed Emanuela segnalano la presenza in pineta di alberi abbattuti, del degrado dovuto alla prostituzione, spesso il luogo è anche teatro di rapine. Termina affermando che è una situazione insostenibile e che necessita di cambiamento per cui propone interventi di pulizia e intensificazione dei controlli.

Catarina e Sara propongono una azione di intervento da parte dei ragazzi per ripulire la pineta, coinvolgendo anche gli adulti.

È la volta dei bambini della quarta classe della scuola Santa Dorotea. Ad introdurre l’insegnante Simona Belli. Poi tocca ai bambini, per nulla emozionati dal pubblico ma con padronanza di linguaggio e a braccio iniziano ad esporre il loro tema. Luca ha il compito di informare la platea della scelta del loro lavoro: la riqualificazione di piazza Piave antistante alla loro scuola. Pietro descrive le fasi di svolgimento del loro studio mentre si susseguono le slide proiettate dalle insegnanti. Gli studenti hanno fatto un sopralluogo nella piazza, scattato foto, fatto interviste a commercianti ed abitanti per conoscere le loro opinioni circa lo stato di abbandono della piazza.

Il materiale raccolto è stato rielaborato in classe, permettendo ad ogni ragazzo di dare il proprio contributo.

Nella presentazione gli studenti ripercorrono la storia attraverso il ricordo della battaglia del Piave, combattuta dal Regio esercito italiano contro l’Impero austro-ungarico. Fra i combattenti vi erano molti viareggini e così, nel 1923, il Comune ha intitolato la piazza a questa battaglia piantando un albero per ogni caduto. La piazza quindi, è luogo di memoria e simbolo di libertà.

Proseguono i compagni che rilevano l’abbandono e la sporcizia della piazza che necessita di qualche controllo in più da parte delle forze dell'ordine, ma anche la pavimentazione è sconnessa e quindi pericolosa, ed al centro della piazza qualcuno ha pensato bene di abbandonare un divano! Un bambino, provetto fotoreporter, ha pizzicato un adulto a utilizzare la lapide dei caduti come orinatoio! Documentando ancora una volta come alcuni adulti non sono per niente da portare da esempio!

I giovanissimi propongono di organizzare una giornata di pulizia della piazza di concerto con gli operatori ecologici, sostituzione dei bidoni dell’immondizia agli angoli della piazza, riparazione della pavimentazione con scivoli per l’accesso dei disabili, valorizzazione della statua dei caduti, nuovo manto erboso e fiori nelle aiuole, nuovo impianto di illuminazione, segnaletica che indichi un luogo adatto ai bambini ed inviti alla pulizia e al mantenimento del decoro, posizionamento di panchine ed area giochi.

Scolari e scolare sentono in prima persona il peso della responsabilità di essere cittadini ed oltre a richiedere interventi da parte delle istituzioni sono pronti ad impegnarsi in prima persona per migliorare la situazione esistente.

Dopo i primi momenti di timidezza è iniziato un dibattito sempre più interessante e partecipativo.

Una mamma rileva come la situazione della piazza sia stata segnalata più volte alle amministrazioni precedenti anche attraverso lettere, purtroppo le proposte di intervento sono sempre state respinte.

Il problema della piazza infatti risulta essere più che la mancanza di pulizia, l’abbandono.

La Fondazione ricorda gli esempi di altre città dove le sentinelle hanno lavorato ad analoghe esperienze coinvolgendo i negozianti di zona, i cittadini a controllare e farsi carico di questo bene comune. Si propone di concedere uno spazio per un chiosco in modo che diventi presidio dei cittadini. Ancora una volta è emerso dal dibattito come prevale l’interesse del singolo su quello pubblico! I negozianti attraverso la propria associazione fanno spesso pressioni per non permettere altre attività in quanto lo vedono in concorrenza con le loro, e la Fondazione racconta del comune del Veneto dove gli abitanti di villette a schiera con affaccio dei loro giardini su un parco pubblico fossero contrari che il parco venisse frequentato da bambini perché disturbavano! Ma in questo modo avevano trasformato il parco in un’appendice dei loro giardini! È bastato però il buon senso dei bambini sentinelle per darsi delle regole attraverso degli orari per la frequentazione del parco a trovare una soluzione! Per questo motivo suggerisce ai cittadini viareggini di essere presenti però in massa ai prossimi consigli comunali per avanzare proposte concrete di riqualificazione della zona, non appena sarà eletta la nuova amministrazione con cui sarà importante avviare un dialogo.

Alla fine di questo fitto scambio ci siamo dati appuntamento con giovani e giovanissimi al terzo incontro che si terrà martedì 26 maggio a Lucca, ospiti della Provincia.

Sempre nel pomeriggio, in contemporanea, appuntamento pure nell'Aula Consiliare del Comune di Cascina, ospiti degli amministratori questa volta ragazzi e ragazze dell'Istituto superiore Antonio Pesenti. Ad accoglierli il sindaco, Alessio Antonelli, l'assessore alla Legalità, Fernando Mellea, e la funzionaria Rita Cartacci. Insieme agli studenti e alle studentesse presenti anche i rappresentanti del Consiglio Comunale dei ragazzi, scelta questa molto importante perché intende favorire una partecipazione delle forme istituzionali giovanili.

La fondazione si è soffermata sul progetto e sulla proficua collaborazione con i giovani di Cascina fin dalla prima edizione del percorso di educazione alla legalità e, in particolare, su questa nuova apertura alla questione dei beni confiscati ai mafiosi, tema che è quello scelto dai ragazzi e dalle ragazze. Il ragionamento che ci ha condotto alla scelta di ampliare l'orizzonte delle Giovani sentinelle nasce dalla consapevolezza che occorrono segni forti, scelte dirimenti anche sul piano simbolico nel contrasto alla mafia e occuparsi di beni che lo Stato riprende per essere frutto di acquisizioni con denaro di provenienza illecita ci è parsa una scelta lungimirante, anche alla luce di esperienze significative come quelle di Corleone e della cooperativa Lavoro e non solo e di tante altre affini. Per questo è importante uno studio di ricerca da parte di tanti studenti e studentesse che con i loro insegnanti permettono di ricostruire le vicende del bene confiscato in modo che resti memoria di ciò che è accaduto, e la memoria è ingrediente essenziale per poter contrastare e far si che non accada più.

Gli studenti hanno illustrato attraverso una serie di slide l'attuale situazione dei beni confiscati in Italia, mettendo ben in evidenza la distribuzione regionale, analizzando le difficoltà che oggi ritardano o impediscono il loro riutilizzo sociale: la lunga durata dei processi, la presenza di ipoteche e l'incertezza della pena per i mafiosi ostacolano di fatto l'attuazione della legge.

Gli studenti hanno anche ripreso la testimonianza dei soci della cooperativa Lavoro e Non Solo, ascoltata nell'incontro di approfondimento del 19 marzo, che hanno raccontato in modo esteso e particolareggiato il loro impegno nella gestione dei beni confiscati a Corleone dove ogni anno arrivano tantissimi ragazze e ragazzi a condividere la loro fatica quotidiana a favore di un'antimafia sociale.

Poi sono passati a soffermarsi sui beni confiscati alle mafie presenti in Toscana e in particolare della fattoria di Suvignano, in provincia di Siena nel comune di Monteroni d'Arbia.

In questo caso il ricorso all'Amministrazione Giudiziaria ha di fatto salvato un patrimonio che ancora oggi ha difficoltà burocratiche nella sua assegnazione definitiva.

Ragazzi e ragazze hanno chiesto alla Fondazione Caponnetto di farsi tramite per visitare il bene confiscato in modo da poter confrontare direttamente ed efficacemente una serie di analisi ed ipotesi teoriche del loro studio.

La Fondazione Caponnetto si adopererà formalmente nei confronti dell'Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati perché questo possa avvenire quanto prima.

L'Amministrazione Comunale ha annunciato la scelta di dedicare un parco alla memoria e all'impegno del giudice Antonino Caponnetto e di promuovere, in una giornata, un percorso di animazione scolastica e degustazione di cibi dei produttori onesti di Corleone dell'associazione Fior di Corleone. Le manifestazioni sono previste per giovedì 21 e venerdì 22 maggio.

Con gli studenti dell'Istituto Pesenti ci rivedremo per il terzo appuntamento del progetto insieme con le altre scuole di Volterra e di Pisa mercoledì 20 maggio ospiti dell'amministrazione provinciale di Pisa.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

venerdì 31 ottobre 2014

Venerdì 31 luglio le giovani sentinelle approdano a Viareggio.

Venerdì 31 luglio le giovani sentinelle approdano a Viareggio. Più che giovani sono giovanissime queste sentinelle della scuola Santa Dorotea, una quarta e una quinta della primaria, e dell'Istituto comprensivo Darsena, una seconda media. Giovanissime e attente, informate e curiose hanno ascoltato con molta partecipazione quanto abbiamo raccontato di Antonino Caponnetto e della mafia, mafia che investe il denaro di provenienza illegale anche a Viareggio e si introduce nell'economia sana. Proprio per contrastare questo disegno occorrono cittadini maturi e responsabili, ragazzi e ragazze che rispettino le regole, che si prendano cura dei beni di tutti e questa nostra sollecitazione ha avuto come risposta tante indicazioni dai giovanissimi. Abbiamo chiesto loro di sceglierne uno solo di tema per ciascuna scuola e dopo averlo studiato e approfondito, documentato e illustrato proporlo alla nuova amministrazione comunale di Viareggio, per questo proponiamo la data di mercoledì 8 aprile 2015, augurandoci che il Comune abbia, per quella data, sindaco e assessori eletti democraticamente. Con loro ci auguriamo di riprendere la discussione su uno spazio che avevano segnalato gli studenti del Liceo Galilei negli anni passati: la vecchia stazione per la quale avevano prospettato la possibilità di utilizzarla come un contenitore per attività legate alla sicurezza stradale e ferroviaria, memori, come erano quegli studenti e studentesse, della tragedia della stazione di Viareggio del 29 giugno 2009. Un altro tema più volte riscontrato è il degrado della pineta. Ai giovanissimi abbiamo rivolto l'appello ad invitare genitori e amici all'incontro nella sala consiliare per sollecitare anche loro e chiedere aiuto nel proprio percorso di educazione alla cittadinanza. Anche con i giovanissimi di Viareggio le due ore sono trascorse velocemente, troppo velocemente per soddisfare le tante domande, però siamo certi che questo percorso non si interromperà qui e che le insegnanti che hanno partecipato ai due incontri offriranno risposte e soddisfaranno ogni curiosità.

domenica 9 marzo 2014

Le giovani sentinelle approdano a Viareggio.

Le giovani sentinelle approdano a Viareggio. Ad attendere i ragazzi e le ragazze dell'ISI Marconi e la Fondazione, nella Sala di rappresentanza del Comune, l'assessore Glauco Dal Pino, che ha la delega alle Politiche educative. Presente anche l'assessore provinciale all'Istruzione Mario Regoli. Dopo il saluto dell'amministrazione comunale, la Fondazione ha introdotto i lavori veri e propri, tornando nella città dopo l'interruzione dello scorso anno. Le giovani sentinelle di Viareggio avevano prodotto dei progetti interessanti - dagli spazi cittadini all'acqua - ma, in passato, è mancata la discussione e il confronto, che non hanno facilitato la continuità del progetto, invece questa rinnovata disponibilità aiuterà anche a non tralasciare quei temi che avevano sollevato all'attenzione i giovani del Liceo Galilei. Nel frattempo è cresciuto l'interesse attorno alle Giovani sentinelle, che hanno varcato ormai i confini regionali, e le proposte di ragazzi e ragazze hanno valore e sono sempre più incisive negli argomenti e negli strumenti e nelle modalità adottati, come abbiamo visto nel caso di Cascina per quanto riguarda il gioco d'azzardo, o l'acqua pubblica di cui si sono interessati gli studenti e le studentesse del Liceo Galilei di Viareggio e di Pistoia. Ragazzi e ragazze hanno scelto di occuparsi di immigrazione, tema che ricorre spesso nelle scuole della regione e segno di una sensibilità spiccata fra i giovani. Mentre Giacomo fotografava l'incontro, Edoardo a nome di compagni e compagne ha ricordato che si ritrovano a contatto con studenti e studentesse che vengono da diverse parti del mondo e hanno scelto di legare le questioni dell'immigrazione e della legalità, perché spesso il senso comune accosta i due termini e lo fa in modo da intendere la questione degli immigrati come un problema di diffusione dell'illegalità. Proprio per sfuggire agli stereotipi, i giovani hanno pensato di trasporre con il linguaggio del teatro la complessità del problema, e la scelta, bella e intrigante, conferma quanto grande sia la capacità di questi giovani di utilizzare i linguaggi e gli strumenti per scavare nelle pieghe dei problemi. Hanno immaginato la rappresentazione come una sorta racconto dinanzi allo specchio che mette, uno di fronte all'altro, la narrazione dell'accoglienza degli immigrati italiani in America e quella di come noi italiani ci comportiamo con gli uomini e le donne che giungono nel nostro Paese. Grazie al linguaggio del teatro è possibile esprimere sentimenti e convinzioni con maggiore efficacia, far partecipare tutti gli studenti e le studentesse al lavoro, favorire la riflessione anche sul nostro linguaggio quotidiano. Dopo Edoardo è intervenuta Katia che ha illustrato alcune proposte: facilitatori linguistici per aiutare, i ragazzi e le ragazze che giungono da paesi stranieri, all'integrazione scolastica, strutture di accoglienza adeguate, un albo, corsi di cucina italiana per quelle donne e uomini che hanno come attività l'aiuto alle famiglie e agli anziani, la modifica dei tempi per i permessi di soggiorni. In ultimo, Katia ha voluto richiamare l'attenzione sui diritti delle donne nei diversi Paesi del mondo e qui è emersa la dimensione interculturale del progetto. Prendendo la parola, Glauco Dal Pino ha ringraziato i giovani per il loro prezioso lavoro e ha raccolto subito la sollecitazione dei giovani ricercare strumenti che facilitino l'accesso al lavoro come, ad esempio, un albo delle donne e degli uomini che si prendono cura delle persone anziane. Sarebbe un primo piccolo segnale di attenzione. Più in generale l'assessore ha manifestato una disponibilità per la richiesta di spazi comunali per i giovani e questa apertura ha favorito nuovi interventi di studenti e docenti con la richiesta di una Consulta delle culture. Mario Regoli ha voluto sottolineare come partecipazione e conseguimento di obiettivi sanciscono e accrescono il valore del progetto dando significato pieno alla formazione della cittadinanza attiva e responsabile che è l'obiettivo del progetto. Apprezza i risultati particolari, specifici che si possono conseguire per la qualità della nostra democrazia. L'assessorato ha impiegato le sue magre risorse sull'inclusione dei portatori di handicap, scelta che qualifica la politica amministrativa. E sulle risorse è tornata a battere la Fondazione, rimarcando l'assenza costante, dall'orizzonte dei governi che si sono succeduti in questi anni, della lotta alla mafia, all'evasione fiscale e alla corruzione, non come scelte opportunistiche e legate alle contingenze elettorali, quanto piuttosto come decisioni strategiche di reperimento di risorse e di ristabilimento dell'equità. Senza un deciso e risoluto intervento in questa direzione non è possibile trovare i finanziamenti necessari per la scuola, che resiste grazie allo straordinario lavoro di insegnanti e studenti, come quelli di Viareggio che si sono impegnati volontariamente ad aiutare quei genitori in difficoltà con le iscrizioni online. Con le scuole della provincia di Lucca l'appuntamento è il 13 maggio, ma il nostro auspicio è anche quello di riproporre lo spettacolo dell'ISI Marconi anche nella Conferenza finale di ottobre. Foto Viareggio Editore Domenico Bilotta Responsabile Nazionale Progetto Scuola Via Baldasseroni, 25 - 50136 Firenze Tel. e fax 055 2478574 cell. 333 4875190 tutor@giovanisentinelledellalegalita.org domenico.bilotta55@gmail.com scuola@antoninocaponnetto.it http://www.antoninocaponnetto.it http://www.giovanisentinelledellalegalita.org http://giovanisentinelle.blogspot.com/

venerdì 3 gennaio 2014

Nuove Giovani sentinelle al Marconi di Viareggio

Nuove Giovani sentinelle al Marconi di Viareggio Lunedì 16 dicembre quattro classi dell'ISI Marconi di Viareggio con le insegnanti Rossana Rosso, Lucia Urbano, e Giovanna Mordini con la Dirigente scolastica, Catia Gonnella, ci hanno accolto nell'aula magna per il primo incontro di queste nuove sentinelle. Per il Comune di Viareggio presente Gloria Puccetti, vice sindaco e assessore alla Formazione. Con la Fondazione, invece, una sentinella d'eccezione, nonna Betta Caponnetto, che ha testimoniato il ricordo del marito, il giudice Antonino Caponnetto, e con il suo racconto ha appassionato i giovani. A loro abbiamo lanciato la sfida ad essere protagonisti e a promuovere la legalità e la cittadinanza attiva in un momento difficile del nostro Paese, quando le mafie si insinuano anche nella nostra regione riciclando denaro sporco e alla ricerca di nuovi profitti. Anche Viareggio non è immune oramai da anni da fenomeni preoccupanti. Di recente una banda giovanile ha picchiato in pieno centro un coetaneo, gruppi di giovani che esibiscono in maniera sfacciata oggetti e gadget tecnologici di grande valore e sproporzionati e fuori dalla portata delle loro condizioni, lo spaccio di droga sempre più pervasivo: sono tutti sintomi allarmanti di una presenza della criminalità organizzata che è già intervenuta per utilizzare il disagio giovani come manovalanza dello spaccio. Tocca alla scuola, ai cittadini e agli amministratori collaborare affinché questi percorsi di cittadinanza attiva come quelle delle sentinelle si rafforzino e si consolidino in modo da costruire degli argini alla diffusione della illegalità. Con questi propositi ci siamo dati appuntamento per il prossimo giovedì 6 Marzo. Editore Domenico Bilotta Responsabile Nazionale Progetto Scuola