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giovedì 14 novembre 2019

Incontro con le giovani sentinelle Pisane

Doppio appuntamento venerdì 8 novembre con le giovani sentinelle pisane, a Cascina e a Pontedera.

All’Istituto Pesenti, scuola capo fila del progetto ed è con noi sin dall’inizio, abbiamo incontrato tre classi, veterani e nuovi, e con loro abbiamo approfondito la necessità di essere cittadini attivi e consapevoli per rispondere con efficacia alle minacce della grande criminalità mafiosa che si insinua ovunque vi sia la possibilità di “fare affari” senza badare troppo al rispetto delle regole, delle persone e delle cose. 

Accade tutto ciò quando si abbandonano rifiuti tossici e pericolosi, con il traffico degli esseri umani e lo spaccio di droghe. Per questa ragione abbiamo bisogno di una maggiore conoscenza e consapevolezza di questi fenomeni e dobbiamo promuovere un abito civico forte e solido senza il quale è a rischio la nostra stessa democrazia e la libertà.

Abbiamo discusso degli  appuntamenti che li vedrà coinvolti con le proprie istituzioni, in marzo e in maggio, del costume civico di alcuni amministratori che si negano al confronto e alla discussione pubblica venendo meno ad un loro compito istituzionale, il coinvolgimento dei genitori e dei cittadini ad essere vigili e consapevoli e non silenti e complici.

In maniera analoga abbiamo sollecitato studenti e studentesse del Liceo Montale di Pontedera, una classe terza che partecipa la prima volta al nostro progetto. Attenti e curiosi hanno seguito il racconto della vicenda di Antonino Caponnetto, la sua scelta di sostituire Rocco Chinnici ucciso in un attentato mafioso, la creazione del pool e il primo grande processo alla mafia, il giuramento solenne in morte di Paolo Borsellino. E la Fondazione a lui intitolata prosegue il suo lavoro nelle scuole, a sollecitare il protagonismo giovanile e a promuovere partecipazione e cittadinanza.

Domande e richieste hanno arricchito la mattinata e con entrambi gli istituti ci siamo dati appuntamento per lunedì 2 marzo dove li vedranno a confronto con le proprie amministrazioni.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

domenica 24 maggio 2015

Le sentinelle pisane incontrano la Provincia

Le sentinelle pisane incontrano la Provincia

Mercoledì 20 maggio appuntamento a Pisa con le Giovani sentinelle dell'Istituto comprensivo Renato Fucini della città, con quelle del Liceo Giosuè Carducci di Volterra e dell'Istituto Antonio Pesenti di Cascina. Ad accogliere i giovani nell'auditorium Maccarrone la consigliera provinciale Francesca Brogi a far le veci del presidente della Provincia, Marco Filippeschi, e l'assessore all'Istruzione di Cascina, Silvia Innocenti. Nell'introduzione la Fondazione ha voluto richiamare e sottolineare con particolare forza quanto sia importante questo terzo incontro: studenti e studentesse fanno esperienza di un livello diverso e più ampio del governo della cosa pubblica e hanno l'opportunità di un confronto fra esperienze e progetti differenti, anche di ordini e gradi diversi della scuola. Pur essendo cambiato il sistema di elezione delle Province, divenute enti di secondo livello, non viene meno il rapporto con i cittadini e le cittadine, se non altro per i compiti che assolvono tali enti e che hanno effetti sulla vita dei cittadini. Nell'apprezzare la presenza della consigliera Brogi, interlocutrice attenta e acuta dei giovani e memori di bel confronto di marzo abbiamo sperato fino all'ultimo che l'assessora Chiofalo proseguisse la discussione pubblica con i giovani pisani e delle altre due scuole della provincia, ma ha mancato l'appuntamento, come pure l'amministrazione di Volterra. Prosegue così il progetto ad avvicinare i giovani alle Istituzioni!

Francesca Brogi ha voluto ringraziare i giovani per l'impegno e la serietà con cui hanno svolto il compito di essere sentinelle, per la loro attenzione al tema della legalità, tema particolarmente significativo per la formazione del cittadino, poi i loro insegnanti che li hanno guidati con tanta passione e ha ringraziato la Fondazione per la determinazione con cui tiene fede al compito di promuovere la cultura delle regole.

Ad esordire sono stati gli studenti e le studentesse dell'Istituto Pesenti di Cascina, appena tornati dal viaggio di istruzione a Corleone. E del viaggio e della ricerca connessa sui beni confiscati hanno voluto parlare e approfondire tutti gli aspetti. Nella città siciliana sono stati ospiti della Cooperativa  Lavoro e Non Solo che lavora le terre confiscate alla mafia e ridà dignità e senso al lavoro e che proprio per questo costituisce un antidoto potente ed efficace ai ricatti e alla soggezione mafiosa. Questo viaggio ha permesso loro di scoprire la rinascita in atto in quel territorio martoriato dalla presenza mafiosa. Con il loro racconto hanno illustrato il percorso intrapreso in questo anno di progetto partendo proprio dalla conoscenza della figura di Caponnetto e proseguito con la scelta del tema dei beni confiscati.

Questi beni si suddividono in mobili, immobili e aziendali. Tali beni devono essere reimpiegati ad uso sociale ma il percorso che va dal sequestro alla confisca all’affidamento del bene ad una associazione è lungo e complesso. I ragazzi hanno deciso di approntare un percorso di sensibilizzazione per portare a conoscenza i loro coetanei ma anche gli adulti di tale problema.

Propongono di aumentare il numero di incontri dedicati alla questione dei beni confiscati, in modo da poter informare i cittadini toscani della quantità e della localizzazione degli stessi, propongono l’utilizzo dei beni in situazioni di disagio abitativo e sollecitano le amministrazioni ad avere una maggiore attenzione nella gestione delle gare pubbliche di affidamento dei lavori.

Francesca Brogi ha convenuto con i giovani di Cascina nel ritenere di stringente urgenza la questione dei beni confiscati e dei rischi legati alle infiltrazioni con il riciclaggio del denaro sporco. In questo senso l'appello dei ragazzi e dalle ragazze di Cascina è davvero importante perché occorre l'attenzione e la partecipazione dei cittadini e delle cittadine per opporre un argine ai tentativi mafiosi di inquinare il tessuto economico.

Hanno poi preso la parola i giovani dell’istituto Fucini che hanno lavorato sull’educazione alla cittadinanza e la legalità facendo un’indagine sugli spazi che frequentano quotidianamente: i quartieri di S. Giusto e S. Marco con i relativi parchi, piazze, sottopassi.

Dopo aver individuato le problematiche hanno elaborato proposte mirate ad un miglioramento della situazione esistente. Il progetto Sentinelle ha consentito agli studenti di acquisire la consapevolezza di essere cittadini attenti, attivi e responsabili. Hanno poi illustrato le varie fasi con l'ausilio di cartelloni e hanno comunicato con gioia di aver ottenuto il ripristino dei canestri nel parco di via di Piaggetta, richiesta avanzata nel corso del secondo appuntamento all'assessora Chiofalo.

Per ultime le sentinelle più grandi del Liceo Carducci hanno raccontato di aver realizzato un evento in un teatro cittadino dal titolo Vai Oltre con l'intento di mettere l'accento sullo slancio, il dono che uomini e donne offrono a tutti noi in tanti ambiti dell'agire umano, ma anche a sottolineare che ai giovani tocca immaginare e disegnare il futuro. Studenti e studentesse hanno partecipato ad una assemblea autogestita durante la quale sono state ospitate  personalità che hanno fatto dell’impegno il punto focale della loro vita professionale: giornalisti, opinionisti politici fra i quali ricordano Don Bigalli, Pierpaolo Farina, Domenico Bilotta della nostra Fondazione. In questo modo hanno cercato di fare qualcosa di costruttivo per rispondere al dilagante disinteresse organizzando tre giornate dedicate nel segno di chi ha realizzato i propri sogni nonostante le difficoltà incontrate come Carlo Valli e Dario Moccia. Il secondo giorno sono stati ospiti coloro che non si sono limitate a realizzare i propri sogni ma sono andate oltre realizzando piccole utopie. Il terzo giorno dal titolo NOI era rivolto a se stessi e gli ospiti erano dei ragazzi che hanno in passato frequentato l’istituto di Volterra.

In ultimo hanno manifestato l'intenzione di fare un intervento con la street art sul bene confiscato di Rosignano Solvay per sensibilizzare i cittadini sull'esistenza di tali beni anche sul territorio toscano.

Fernando Mellea, insegnante dell'Istituto Pesenti nonché assessore alla legalità di Cascina ha ringraziato la Fondazione per lo spirito con cui tiene fede all'impegno ereditato da Antonino Caponnetto e Francesco Brogi ha chiuso con un appello a proseguire nel cammino che favorisce la partecipazione e la crescita democratica del Paese.

Sergio Tamborrino

Responsabile Toscana Progetto Scuola

sabato 11 aprile 2015

Giovani sentinelle con due incontri: a Viareggio e a Cascina.


Mercoledì 8 aprile sono ripresi gli appuntamenti, dopo la pausa pasquale, delle Giovani sentinelle con due incontri: a Viareggio e a Cascina.

In Versilia, ad attenderci già nella piazza davanti all'ingresso del Comune una folla di ragazzi e ragazze con un gruppo di genitori che hanno subito occupato tutti i posti della Sala del Consiglio.

Anche qui, come a Venezia, il Comune è commissariato, anche qui non è presente il Commissario Straordinario, dottor Valerio Massimo Romeo, e a salutare i cittadini è il segretario amministrativo. Ma al contrario di Venezia i cittadini sono ospitati nella Sala! Diritto negato ai cittadini della Laguna!

La Fondazione introduce l'incontro illustrando ai numerosi genitori intervenuti il progetto: come si articola, che cosa chiediamo ai giovani, il loro protagonismo e il percorso di educazione alla legalità che ha come esito il confronto, nel corso dell’anno, con le istituzioni a diversi livelli.

Ad introdurre il tema dell’Istituto comprensivo Darsena è la loro insegnante Marzia Papi. La seconda C ha preso il via dagli approfondimenti tenuti dalla Fondazione intorno alle figure di Caponnetto, Falcone e Borsellino, poi ricorda i diversi passaggi che hanno condotto alla scelta del tema: il degrado della pineta di levante che confina con la scuola, con il parco di Migliarino San Rossore, con la tenuta di Villa Borbone, ma anche con il quartiere di abitazione di molti alunni che la attraversano quotidianamente per raggiungere la scuola. È stato quindi l’argomento maggiormente sentito dagli studenti al momento della scelta del tema da affrontare.

Hanno fatto foto del degrado nel quale versa la pineta, con l’aiuto delle famiglie e coinvolgendo  Legambiente hanno approfondito l’importanza della pineta come ambiente naturale, ripercorrendo anche gli antichi mestieri che vi si svolgevano.

I ragazzi hanno pubblicato su una pagina Facebook  i lavori effettuati portando a conoscenza di una platea più vasta questo progetto.

Matteo introduce il lavoro dei suoi compagni eseguendo un brano dei Pink Floyd.

Francesco rileva la presenza di spacciatori e l'accumulo di immondizia all’interno della pineta e propone maggiori controlli da parte delle forze dell'ordine. Davide aggiunge di come a soffrire del degrado della pineta siano anche gli animali che possono morire ingoiando sacchetti di plastica abbandonati o si possono ferire con altri rifiuti. Gabriele informa di come il parco potrebbe essere utilizzato per fare attività ginnica ma che oggi risulta essere pericoloso per lo stato di abbandono in cui versa. Licia ed Emanuela segnalano la presenza in pineta di alberi abbattuti, del degrado dovuto alla prostituzione, spesso il luogo è anche teatro di rapine. Termina affermando che è una situazione insostenibile e che necessita di cambiamento per cui propone interventi di pulizia e intensificazione dei controlli.

Catarina e Sara propongono una azione di intervento da parte dei ragazzi per ripulire la pineta, coinvolgendo anche gli adulti.

È la volta dei bambini della quarta classe della scuola Santa Dorotea. Ad introdurre l’insegnante Simona Belli. Poi tocca ai bambini, per nulla emozionati dal pubblico ma con padronanza di linguaggio e a braccio iniziano ad esporre il loro tema. Luca ha il compito di informare la platea della scelta del loro lavoro: la riqualificazione di piazza Piave antistante alla loro scuola. Pietro descrive le fasi di svolgimento del loro studio mentre si susseguono le slide proiettate dalle insegnanti. Gli studenti hanno fatto un sopralluogo nella piazza, scattato foto, fatto interviste a commercianti ed abitanti per conoscere le loro opinioni circa lo stato di abbandono della piazza.

Il materiale raccolto è stato rielaborato in classe, permettendo ad ogni ragazzo di dare il proprio contributo.

Nella presentazione gli studenti ripercorrono la storia attraverso il ricordo della battaglia del Piave, combattuta dal Regio esercito italiano contro l’Impero austro-ungarico. Fra i combattenti vi erano molti viareggini e così, nel 1923, il Comune ha intitolato la piazza a questa battaglia piantando un albero per ogni caduto. La piazza quindi, è luogo di memoria e simbolo di libertà.

Proseguono i compagni che rilevano l’abbandono e la sporcizia della piazza che necessita di qualche controllo in più da parte delle forze dell'ordine, ma anche la pavimentazione è sconnessa e quindi pericolosa, ed al centro della piazza qualcuno ha pensato bene di abbandonare un divano! Un bambino, provetto fotoreporter, ha pizzicato un adulto a utilizzare la lapide dei caduti come orinatoio! Documentando ancora una volta come alcuni adulti non sono per niente da portare da esempio!

I giovanissimi propongono di organizzare una giornata di pulizia della piazza di concerto con gli operatori ecologici, sostituzione dei bidoni dell’immondizia agli angoli della piazza, riparazione della pavimentazione con scivoli per l’accesso dei disabili, valorizzazione della statua dei caduti, nuovo manto erboso e fiori nelle aiuole, nuovo impianto di illuminazione, segnaletica che indichi un luogo adatto ai bambini ed inviti alla pulizia e al mantenimento del decoro, posizionamento di panchine ed area giochi.

Scolari e scolare sentono in prima persona il peso della responsabilità di essere cittadini ed oltre a richiedere interventi da parte delle istituzioni sono pronti ad impegnarsi in prima persona per migliorare la situazione esistente.

Dopo i primi momenti di timidezza è iniziato un dibattito sempre più interessante e partecipativo.

Una mamma rileva come la situazione della piazza sia stata segnalata più volte alle amministrazioni precedenti anche attraverso lettere, purtroppo le proposte di intervento sono sempre state respinte.

Il problema della piazza infatti risulta essere più che la mancanza di pulizia, l’abbandono.

La Fondazione ricorda gli esempi di altre città dove le sentinelle hanno lavorato ad analoghe esperienze coinvolgendo i negozianti di zona, i cittadini a controllare e farsi carico di questo bene comune. Si propone di concedere uno spazio per un chiosco in modo che diventi presidio dei cittadini. Ancora una volta è emerso dal dibattito come prevale l’interesse del singolo su quello pubblico! I negozianti attraverso la propria associazione fanno spesso pressioni per non permettere altre attività in quanto lo vedono in concorrenza con le loro, e la Fondazione racconta del comune del Veneto dove gli abitanti di villette a schiera con affaccio dei loro giardini su un parco pubblico fossero contrari che il parco venisse frequentato da bambini perché disturbavano! Ma in questo modo avevano trasformato il parco in un’appendice dei loro giardini! È bastato però il buon senso dei bambini sentinelle per darsi delle regole attraverso degli orari per la frequentazione del parco a trovare una soluzione! Per questo motivo suggerisce ai cittadini viareggini di essere presenti però in massa ai prossimi consigli comunali per avanzare proposte concrete di riqualificazione della zona, non appena sarà eletta la nuova amministrazione con cui sarà importante avviare un dialogo.

Alla fine di questo fitto scambio ci siamo dati appuntamento con giovani e giovanissimi al terzo incontro che si terrà martedì 26 maggio a Lucca, ospiti della Provincia.

Sempre nel pomeriggio, in contemporanea, appuntamento pure nell'Aula Consiliare del Comune di Cascina, ospiti degli amministratori questa volta ragazzi e ragazze dell'Istituto superiore Antonio Pesenti. Ad accoglierli il sindaco, Alessio Antonelli, l'assessore alla Legalità, Fernando Mellea, e la funzionaria Rita Cartacci. Insieme agli studenti e alle studentesse presenti anche i rappresentanti del Consiglio Comunale dei ragazzi, scelta questa molto importante perché intende favorire una partecipazione delle forme istituzionali giovanili.

La fondazione si è soffermata sul progetto e sulla proficua collaborazione con i giovani di Cascina fin dalla prima edizione del percorso di educazione alla legalità e, in particolare, su questa nuova apertura alla questione dei beni confiscati ai mafiosi, tema che è quello scelto dai ragazzi e dalle ragazze. Il ragionamento che ci ha condotto alla scelta di ampliare l'orizzonte delle Giovani sentinelle nasce dalla consapevolezza che occorrono segni forti, scelte dirimenti anche sul piano simbolico nel contrasto alla mafia e occuparsi di beni che lo Stato riprende per essere frutto di acquisizioni con denaro di provenienza illecita ci è parsa una scelta lungimirante, anche alla luce di esperienze significative come quelle di Corleone e della cooperativa Lavoro e non solo e di tante altre affini. Per questo è importante uno studio di ricerca da parte di tanti studenti e studentesse che con i loro insegnanti permettono di ricostruire le vicende del bene confiscato in modo che resti memoria di ciò che è accaduto, e la memoria è ingrediente essenziale per poter contrastare e far si che non accada più.

Gli studenti hanno illustrato attraverso una serie di slide l'attuale situazione dei beni confiscati in Italia, mettendo ben in evidenza la distribuzione regionale, analizzando le difficoltà che oggi ritardano o impediscono il loro riutilizzo sociale: la lunga durata dei processi, la presenza di ipoteche e l'incertezza della pena per i mafiosi ostacolano di fatto l'attuazione della legge.

Gli studenti hanno anche ripreso la testimonianza dei soci della cooperativa Lavoro e Non Solo, ascoltata nell'incontro di approfondimento del 19 marzo, che hanno raccontato in modo esteso e particolareggiato il loro impegno nella gestione dei beni confiscati a Corleone dove ogni anno arrivano tantissimi ragazze e ragazzi a condividere la loro fatica quotidiana a favore di un'antimafia sociale.

Poi sono passati a soffermarsi sui beni confiscati alle mafie presenti in Toscana e in particolare della fattoria di Suvignano, in provincia di Siena nel comune di Monteroni d'Arbia.

In questo caso il ricorso all'Amministrazione Giudiziaria ha di fatto salvato un patrimonio che ancora oggi ha difficoltà burocratiche nella sua assegnazione definitiva.

Ragazzi e ragazze hanno chiesto alla Fondazione Caponnetto di farsi tramite per visitare il bene confiscato in modo da poter confrontare direttamente ed efficacemente una serie di analisi ed ipotesi teoriche del loro studio.

La Fondazione Caponnetto si adopererà formalmente nei confronti dell'Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati perché questo possa avvenire quanto prima.

L'Amministrazione Comunale ha annunciato la scelta di dedicare un parco alla memoria e all'impegno del giudice Antonino Caponnetto e di promuovere, in una giornata, un percorso di animazione scolastica e degustazione di cibi dei produttori onesti di Corleone dell'associazione Fior di Corleone. Le manifestazioni sono previste per giovedì 21 e venerdì 22 maggio.

Con gli studenti dell'Istituto Pesenti ci rivedremo per il terzo appuntamento del progetto insieme con le altre scuole di Volterra e di Pisa mercoledì 20 maggio ospiti dell'amministrazione provinciale di Pisa.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

giovedì 5 giugno 2014

Giovani Sentinelle a Pisa

Mercoledì 28 maggio ultimo appuntamento delle Giovani sentinelle a Pisa. Nella sala dell'Auditorium della Provincia i giovani dell'Isis Pesenti di Cascina e quelli del Liceo Carducci di Volterra sono stati accolti dall'assessore provinciale all'Istruzione Miriam Celoni, e dall'omologo alla Legalità di Cascina, Fernando Mellea, interlocutori sempre attenti e partecipi dei ragazzi e delle ragazze. Da Volterra è giunta solo una delegazione in quanto i mezzi pubblici promessi a marzo sono venuti a mancare! A fotografare l'incontro Simone. In apertura la Fondazione ha voluto ricordare agli studenti e alle studentesse, chiuse le urne delle elezioni europee, che le istituzioni dell'Unione si apprestano ad adottare i nuovi strumenti di calcolo del Prodotto interno lordo di ciascun Paese. Nella sua neutralità contabile il nuovo modello di misurazione include anche i proventi delle attività illegali: prostituzione, spaccio di droga, il contrabbando di alcol e di sigarette, ma non quello di armi! Ma nella sua neutralità contabile il dato è utilizzato per esprimere giudizi sulle politiche dei governi per cui viene meno quella stessa neutralità e si corre il rischio molto forte di una legittimazione delle attività criminali la cui influenza sulle economie legali è sempre più forte e inquinante, come sottolinea Piero Grasso in Soldi sporchi. Poi è toccato agli studenti del Liceo Carducci che hanno deciso di occuparsi delle vicende accadute alla fine dello scorso gennaio, quando un tratto delle mura sono crollate a seguito di piogge forti e prolungate. E occuparsi per loro significa documentare e approfondire la vicenda e ricercare i fondi per una ricostruzione di questo pezzo della propria città. In questo senso hanno prodotto un video, Aiuta Volterra, che racconta della ferita al patrimonio storico e culturale della città, video visibile su You Tube http://www.youtube.com/watch?v=5tMVa_fIKzU, e poi hanno preparato un volume di testimonianze e ricordi su Volterra, che è in corso di stampa e i cui proventi saranno destinati alla ricostruzione. Un secondo gruppo di giovani ha lavorato sul decoro urbano proponendo lavori per risistemare la galleria di accesso al centro della città che è degradata. Ai lavori dell'amministrazione loro aggiungono la proposta di decorare lo spazio con un concorso fra i giovani del Liceo artistico. Da due punti di vista ragazzi e ragazze di Volterra hanno deciso di prendersi cura della propria città, dello spazio comune, lavoro peraltro già avviato quando hanno deciso di occuparsi, l'altro anno, dello spazio per le assemblee scolastiche, testimonianza di una sensibilità al tema del vivere insieme che richiede interlocuzione attenta e continua dall'amministrazione che, a Volterra, è stata rinnovata con le elezioni del 25 maggio scorso. Il nostro augurio è di incontrare i nuovi responsabili della cosa pubblica sin dall'appuntamento della Conferenza finale. Hanno poi preso la parola i giovani del Pesenti, anzi gli attori e le attrici del pezzo teatrale sul tema del legalità nel quotidiano che hanno recitato negli spazi disponibili dell'Auditorium. Dopo aver fatto una mappatura dei locali che ospitano il gioco d'azzardo, slot machine e videogiochi, e promosso gli esercizi che lo bandiscono dai loro locali, dopo una campagna incisiva in città per porre l'attenzione sul tema e sensibilizzare cittadini e amministratori perché vi siano regole restrittive, dopo la campagna per una legislazione più rigida, ragazze e ragazzi hanno virato su un tema più generale, ricorrendo al linguaggio teatrale grazie alla guida di Federico Raffaelli operatore teatrale della Città del Teatro di Cascina, anche per smitizzare le forme di criminalità organizzata e rispondere al camaleontismo della criminalità organizzata che cambia le proprie apparenze per meglio adattarsi alle pieghe della nostra realtà quotidiana. Fernanado Mellea, assessore e insegnante dell'ISIS Pesenti ha molto apprezzato questa scelta di utilizzare il nuovo linguaggio per ragionare di legalità e confessa l'interesse per la questione dei beni confiscati, uno degli sviluppi del progetto Giovani sentinelle 2014-2015. Alla Fondazione fa piacere questa disponibilità e attenzione, che significa buona politica, come lo è investire sulla legalità e il contrasto del gioco d'azzardo, temi che hanno caratterizzato l'amministrazione comunale di Cascina, ma fa piacere anche in un altro senso: è il segno di attenzione nei confronti degli sviluppi che abbiamo intrapreso in questo ultimo anno con la formazione agli insegnanti e la creazione di una rete che dalla scuola si allarghi alle altre realtà associative per promuovere la cultura delle regole. I beni confiscati sono in aumento anche in Toscana e richiedono una sempre maggiore attenzione e una puntualità nel proporre usi riconducibili all'interesse pubblico e non una loro messa all'asta che, in un momento di grave crisi, tornerebbero nella disponibilità degli stessi mafiosi grazie a prestanome. Miriam Celoni ha arricchito il confronto suggerendo di realizzare una vera e propria rete di legalità partendo dall'impegno delle Giovani sentinelle, rete che ha bisogno di strumenti virtuali per connettersi, ma anche di relazioni fra gli individui, di chiarezza dei valori, per cui gli amministratori rinviati a giudizio dovrebbero dimettersi, come recita la Carta di Pisa che chi governa la cosa pubblica può liberamente sottoscrivere. Rete che ha bisogno di una visione pungente, di coltivare il dubbio e le capacità critiche. Condivide tutte le perplessità relative ai nuovi indicatori del Pil che comprendono anche le attività criminali e l'attenzione sui beni confiscati, perché ci indicano quanto si avvicina la mafia al nostro tessuto sociale fatto di rispetto delle regole. L'attenzione alle leggi, la condivisione, la cura della memoria sono beni fondamentali. La Fondazione ha chiuso rilevando come siamo colpiti da distruzioni come quella di Volterra che vanno a toccare la nostra memoria collettiva e ha proposto un parallelo con la vicenda della biblioteca di Sarajevo distrutta nella notte fra il 25 e il 26 agosto del 1993, simbolo delle ferite alla memoria di un collettività, e riaperta finalmente nello scorso mese di maggio. Francesco e Alberto hanno chiuso l'incontro raccontando il loro viaggio sulla Nave della legalità. Con tutti ci siamo dati appuntamento alla Conferenza di ottobre e, in quella occasione, rivedremo video e pezzi teatrali, che quest'anno sono stati numerosi, prodotti dalle Giovani sentinelle. Editore Domenico Bilotta Responsabile Nazionale Progetto Scuola Via Baldasseroni, 25 - 50136 Firenze Tel. e fax 055 2478574 cell. 333 4875190 tutor@giovanisentinelledellalegalita.org domenico.bilotta55@gmail.com scuola@antoninocaponnetto.it http://www.antoninocaponnetto.it http://www.giovanisentinelledellalegalita.org http://giovanisentinelle.blogspot.com/

venerdì 7 marzo 2014

Giovani sentinelle a Cascina

Mercoledì 5 marzo, l’appuntamento è a Cascina per le Giovani sentinelle. Le due classi dello scorso anno dell'Istituto Pesenti con il loro insegnante Fernando Mellea sono state ospiti dell'amministrazione comunale nella Sala del Consiglio. Ad accoglierli il Sindaco, Alessio Antonelli, che ha fatto un breve ma appassionante saluto, soffermandosi sul rispetto delle regole quotidiane che sono le basi del convivere in una buona comunità. In un clima davvero familiare e sereno, con tutte le amministrazioni locali presenti e pronte a contribuire non solo alla formazione dei propri ragazzi ma ad aiutarli a divenire cittadini consapevoli, la discussione e il confronto sono stati realmente proficui e interessanti. La Fondazione ha ribadito l’importanza della disciplina Cittadinanza e Costituzione nei curricula scolastici, ha ripreso in breve la discussione dei due precedenti appuntamenti dove è emersa la caparbietà dei giovani di non abbandonare i temi sollevati negli anni precedenti, che costituiscono il patrimonio del progetto, ma di riprenderli, approfondirli e riproporli, come è già emerso nel caso del Liceo Gobetti e ora dell'Istituto Pesenti, lasciando il testimone ad altre sentinelle e costruendo un legame nel perseguire gli obiettivi che è il legame di una comunità. Le due classi non hanno solo ripreso la questione del gioco d'azzardo, ma hanno deciso di guardare al tema da un altro punto di vista, studiandolo e approfondendo e ricorrendo ad altri strumenti e linguaggi. Francesco è intervenuto a nome di propri compagni e compagne con un excursus: dalla mappatura dell'azzardo a Cascina e nei comuni vicini dei locali ed esercizi dove si trovano le slotmachine e i videogiochi, al logo da proporre ai negozi e ai luoghi liberi dall'azzardo, al convegno di approfondimento scientifico con i Servizi territoriali in collaborazione con la Provincia di Pisa, fino allo sviluppo odierno – la partecipazione al bando del Comune di Cascina avente per oggetto un tema sociale e territoriale da affrontare con il linguaggio del teatro. Il progetto delle classi del Pesenti è risultato vincente e ragazzi e ragazze metteranno in scena il gioco d’azzardo in uno spettacolo dal titolo Abbi coraggio di vivere la vita, rinuncia all’azzardo non ai tuoi sogni. Per l'opera teatrale vi è l'impegno della Fondazione a dare spazio per la sua messa in scena nel programma della Conferenza finale del progetto 2013-2014 prevista in ottobre. Fabrizio Cassonelli, responsabile Centro Studi della Città del Teatro di Cascina, presente all'incontro ha preso la parola per illustrare ai ragazzi come si svolgeranno le lezioni. A collaborare con i ragazzi e a guidarli ci sarà un attore professionista. È intervenuta poi Miriam Celoni, assessora provinciale all'Istruzione, sempre presente agli incontri in questi cinque anni. L'assessora ha spronato i ragazzi a difendere le proprie idee e i propri progetti, li ha invitati ad esserne orgogliosi, anche dinanzi alle situazioni più difficili e alla giustificazione che mancano le risorse. Ha rammentato nonno Nino quando diceva che la mafia teme più la scuola che la giustizia e ha concluso sottolineando l'ambizione del progetto, che richiede costanza, confronto assiduo e tenacia, ma se gli esiti sono questo lavoro dei giovani, allora occorre essere orgogliosi. Con le sue parole appassionate, l'assessora Celoni ci ha fatto intravedere cosa significa il buon governo e la cittadinanza responsabile. In ultimo ha preso la parola Silvia Innocenti, assessora comunale all'Istruzione, che ha ribadito la disponibilità dell’Amministrazione a seguire i propri ragazzi, ad investire con responsabilità anche sul Teatro, riconoscendo il valore di questo linguaggio per affrontare i temi più interessanti dei nostri tempi. La Fondazione è ben lieta e fiera di queste scelte che si intrecciano e si arricchiscono. Dall’esperienza con il Teatro dello scorso anno a Padova e a Roma siamo giunti a Cascina, dove trova conferma l'intuizione che il sentiero della legalità, del rispetto delle regole, della nostra Carta costituzionale, dell’essere cittadini viene percorso grazie all'uso di linguaggi diversi e, grazie ad essi è possibile costruire le fondamenta al futuro e ai sogni dei nostri ragazzi. L’appuntamento presso la Provincia di Pisa è per il 28 maggio per consentire ai ragazzi di fare il percorso teatrale. Foto Cascina Editore Domenico Bilotta Responsabile Nazionale Progetto Scuola Via Baldasseroni, 25 - 50136 Firenze Tel. e fax 055 2478574 cell. 333 4875190 tutor@giovanisentinelledellalegalita.org domenico.bilotta55@gmail.com scuola@antoninocaponnetto.it http://www.antoninocaponnetto.it http://www.giovanisentinelledellalegalita.org http://giovanisentinelle.blogspot.com/