martedì 12 novembre 2019

Giovani sentinelle in Garfagnana

Avrebbero dovuto essere quattro gli appuntamenti del 7 novembre in Garfagnana, nella valle del Serchio, invece giunti alla scuola primaria di Piazza al Serchio abbiamo appreso che la scuola non avrebbe partecipato al percorso. Avevamo inviato mail e calendari, ma non abbiamo ricevuto nessuna riga che ci comunicasse la scelta di quella scuola. Spiace la mancata partecipazione e spiace il comportamento poco rispettoso del lavoro altrui, perché avevamo predisposto gli incontri in modo da soddisfare tutte le richieste e il venir meno senza alcun avviso vanifica l’impegno e costituisce uno spreco per noi che abbiamo risorse limitate.

A San Romano in Garfagnana siamo stati accolti dai bambini e dalle bambine della primaria in due gruppi: i più piccoli e quelli più grandi con i quali abbiamo parlato di buoni comportamenti e di rispetto delle regole a partire dalla loro esperienza quotidiana a scuola. In maniera del tutto analoga abbiamo sollecitato bambini e bambine della primaria di Gorfigliano che ci hanno accolto nell’atrio della loro scuola. Nelle due scuole abbiamo richiamato i bei lavori dell’anno passato e rilanciato la sfida delle Giovani sentinelle.
Siamo certi che ritroveremo questi giovanissimi pronti e preparati in occasione del secondo appuntamento previsto per  venerdì 28 febbraio.

A Gramolazzo studenti e studentesse della scuola media ci hanno accolto con la loro insegnante referente, Antonella Ferri, e abbiamo ritrovato giovanissimi che avevano partecipato negli anni scorsi al progetto quando erano nelle primarie di Gorfigliano e di Piazza al Serchio e qualcuno ha manifestato il proprio dispiacere perché la propria vecchia scuola aveva rinunciato.

Con loro ci siamo dilungati con il video presentato in occasione delle Conferenze finali e abbiamo riflettuto sui temi che sono stati oggetto di approfondimento in tante scuole d’Italia. In particolare abbiamo ripreso le questioni legate all’ambiente e raccontato la vicenda dei giovanissimi della scuola media di Motta Sant’Anastasia. Ragazzi e ragazze di Gramolazzo hanno assunto l’impegno di scrivere ai propri compagni e compagne di Motta per esprimere loro solidarietà e vicinanza. Questa difesa accorata dei diritti dei ragazzi e delle ragazze di poter dire la loro, il diritto di contare, fa ben sperare nella prosecuzione del lavoro e nelle giovani sentinelle che crescono come adulti attivi e responsabili.

Anche con loro l’appuntamento è per venerdì 28 febbraio 2020.

Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

Le giovani sentinelle di Carrara

Un solo appuntamento mercoledì 6 novembre. 

Ad essere protagoniste sono le giovani sentinelle dell'IIS Montessori Repetti di Carrara con il gruppo di insegnanti, Monica Canale, Irene Ferrari, Silvano Florio e Lorenzo Dell'Amico.
Il sindaco, Francesco De Pasquale, ci ha fatto pervenire un suo messaggio di buon lavoro per l'incontro di oggi, appuntamento che preparerà il confronto con l'Amministrazione di giovedì 27 febbraio 2020.

Due classi seconde nuove, ma la scuola è una veterana, e questo ha permesso di aprire l'incontro più speditamente sulle varie fasi del progetto e, dopo il filmato dei lavori e delle proposte 2018-2019, siamo passati all'analisi del progetto tenendo presente criticità, esperienze e soluzioni, anticipando di fatto quelli che sono i cambiamenti del progetto di quest'anno: sensibilizzare e cercare coesione con associazioni, cittadini, genitori, stampa e media in generale; come preparare l'incontro di maggio e di ottobre e dove tenerlo.

Alle scuole che aderiscono al progetto chiediamo di partecipare a tutti gli incontri con continuità, in modo da avere ascolto e interlocuzione da parte di chi governa la cosa pubblica nei comuni o dei parlamentari che incontreremo nella Conferenza finale. 

Abbiamo citato l’esempio delle giovani sentinelle siciliane presenti in gran numero nel teatro Politeama e abbiamo puntualizzato che le assenze sono segno di rinuncia al progetto.

P.s.
Oggi è un giorno triste per la nostra Fondazione e per tutto il volontariato Toscano. È venuto a mancare un nostro caro amico e compagno di viaggio, Antonio Apostolico di Tavarnelle Val di Pesa. Questo report voglio dedicarlo a lui, socio Arci del Circolo di Tavarnelle, membro dello Spi Cgil, impegnato anche nei campi a Corleone.

Insieme agli amici, Ivo, Silvano, Renato, Marco, Fabio e Graziano e alla sua dolce Anna,  ha contribuito alla ristrutturazione della sede della Fondazione. Un’intera estate passata insieme a costruire e preservare un luogo di aggregazione come lui era abituato a fare, era sempre da pungolo per tutti noi per la crescita civile, dei valori di volontariato per riaffermare la cultura della democrazia e della legalità.

Grazie Antonio, ci mancherà il tuo sorriso, contagioso e pronto a dare coraggio.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

mercoledì 6 novembre 2019

Martedì 5 altri 4 appuntamenti fra Prato e in provincia di Arezzo




A Bibbiena a smentire i luoghi comuni che i politici sono tutti uguali, è stato Francesco Frenos. Già presidente del Consiglio comunale e, con l’insediamento della nuova Amministrazione, assessore con deleghe alla Sicurezza Urbana, ai Rapporti con il Consiglio e al Sociale, ha seguito negli ultimi cinque anni il progetto Giovani sentinelle, sempre accanto ai suoi giovani cittadini, era ad attenderci all’ingresso dell’Istituto Comprensivo B. Dovizi. In sala tanti ragazzi, la Dirigente Scolastica, Alessandra Mucci, l’insegnante  referente, Ilaria Teghini, che sostituisce la vulcanica Wanda Mancini andata in pensione. Ma anche qui un’altra gradita sorpresa a fare la differenza: un giovanissimo sindaco,  Filippo Vagnoli, ha voluto far conoscere la volontà e l’impegno del Comune verso i propri giovani cittadini riguardo la loro formazione a divenire protagonisti responsabili del proprio territorio. 

E ancora: Francesco Frenos, nel salutare commosso i giovanissimi, ha voluto presentare un altro giovanissimo consigliere con delega all’Educazione Civica, Gianluca Donati, che seguirà il percorso formativo e ha voluto rimanere fino alla fine per conoscere meglio tutte le varie fasi del progetto. Tutti comportamenti da far vergognare quelli che hanno rifiutato il dialogo richiesto dai propri giovani o non hanno aperto le porte delle sale per il confronto. Antonino Caponnetto esortava a fare delle scelte dalla parte cui stare e fare pulizia nei propri ranghi. Noi le scelte le abbiamo fatte e denunceremo sempre la parte sbagliata!

Una platea attenta ha seguito e ha partecipato ai lavori, è intervenuto il sindaco dei ragazzi, che ha illustrato il tema scelto lo scorso anno e abbiamo segnato le tracce per questo nuovo anno, tenendo presente anche i cambiamenti negli appuntamenti  di maggio quando ragazze e ragazzi saranno sempre più coinvolti.

Filmati, esempi e suggerimenti che vengono da altre scuole denotano la maturità crescente di ragazze e ragazzi e dinanzi alla vicenda dei giovani di Motta Sant’Anastasia e il loro diritto alla salute e a manifestare sanciti dalla Costituzione, rispondono i ragazzi e le ragazze di Bibbiena offrendo la propria solidarietà ai giovani dell’Istituto comprensivo Gabriele D’Annunzio di Motta Sant’Anastasia, divenendo così anche loro disdicevoli bambini pensanti!

Con loro ci siamo dati appuntamento per mercoledì 26 febbraio.

Gli altri tre appuntamenti della giornata sono a Prato: due con i giovanissimi delle medie e uno con i più grandi dell’Istituto Tecnico P. Dagomari.

Al Comprensivo Pier Cironi ci hanno accolto, con le loro insegnanti referenti Francesca Noci e Roberta Turchi, ragazzi e ragazze di due classi seconde che potranno seguire il percorso fino alla Conferenza finale del prossimo ottobre e poi lasciare il testimone ai compagni più piccoli. Con loro ci siamo dilungati sulla figura di Antonino Caponnetto e sul significato dell’essere cittadini. Quali sono le qualità del cittadino? E nella forma dello scambio e del dialogo abbiamo cercato di delineare i caratteri della cittadinanza e richiamare ragazzi e ragazze alla responsabilità e alla fatica di scegliere il giusto, di non rinunciare a schierarsi, di non voltarsi dall’altra parte, tutti comportamenti che favoriscono il disimpegno e il disinteresse. Ai giovanissimi abbiamo ricordato che per l’appuntamento di maggio introdurremo una modalità nuova di scambio e confronto fra pari in modo che le proposte escano fuori dalla propria scuola e contagino altri coetanei e coetanee, trovino spazio e ascolto nel quartiere e in città.

Entrare nel Convitto Cicognini non è mai banale. Il fascino della storia che lo ha attraversato si mescola con il fascino del presente futuribile di un enorme e poderoso edificio popolato da una moltitudine di studenti di varia età e delle più diverse provenienze. Passato, presente e futuro assieme.

Nel teatro del Cicognini sono arrivati tanti giovanissimi scatenati accompagnati dagli insegnanti Antonio Cavuoti, Maria Barone, Sonia Lombardi e Dario Parisi, Anna Iorio, Elisabetta Collini,Sabrina Consorti, Rossana Tofani, e con loro siamo entrati nel vivo del progetto della fondazione Caponnetto.

In pochi avevano già esperienza delle Giovani sentinelle e pertanto abbiamo iniziato col raccontare la storia del giudice Caponnetto e di come fosse riuscito a coordinare forze investigative e giudiziarie prima scompaginate, fino a creare il pool antimafia e a istruire il maxi processo.

L'unione e la collaborazione possono portare a risultati enormi.

Con i ragazzi abbiamo ingaggiato un confronto su come si può venire "assoldati" dalla criminalità già giovanissimi e magari per strada "casualmente" e il dibattito su come comportarsi si è fatto molto acceso. Come reagire all'avvicinarsi di estranei? Cosa rispondere a proposte "strane" e misteriose ma accattivanti come le offerte di denaro per apparentemente piccole commissioni?

Abbiamo subito proiettato questi dubbi, su situazioni estranee, anche nel mondo digitale mettendo in guardia i giovanissimi presenti dall'accettare contatti con estranei sui canali sociali di internet come Tik Tok che è attualmente il più popolare dei social tra gli under 15, almeno, seguito poi da Instagram. Tutte piattaforme dove chiunque può spacciarsi con un’identità falsa.

Proiettare il video che racconta la vicenda di Antonino Caponnetto, anche dopo averlo visto oramai centinaia di volte, colpisce sempre e i ragazzi lo hanno seguito con attenzione. Alla conclusione una delle docenti, palermitana, ci ha raccontato di come, al tempo, abitasse molto vicino a via D'Amelio e come ricordi in modo lancinante lo scoppio della bomba che uccise il giudice Paolo Borsellino e i ragazzi della scorta, vittime tragiche mai abbastanza ricordate che hanno dato la vita per noi: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Fabio Li Muli.

La mattinata si è conclusa con l'intento di preparare un progetto comune, un obbiettivo individuato democraticamente da presentare al secondo incontro quando i giovani saranno ospiti dell’amministrazione comunale. 

Ultimo appuntamento all’Istituto Dagomari. Tre classi con gli insegnanti referenti, Gerardo Furzi e Costanza Crinetti, ci hanno accolto nell’aula magna della scuola. Una di esse ha già partecipato lo scorso anno ed è stata autrice del bel lavoro sul Deep and dark web e quel loro lavoro aveva suscitato l’interesse e la curiosità dei giovanissimi delle altre scuole della provincia di Prato che avevano invitato quelli del Dagomari ad illustrare il loro lavoro nella propria scuola, anticipando in questo modo il mutamento che intendiamo realizzare in questo anno scolastico. 

E a quel lavoro abbiamo fatto subito riferimento ricordando che la rete televisiva pubblica BBC ha deciso di utilizzare il web oscuro per raggiungere i cittadini di quei paesi che non hanno possibilità di accedere all’informazione per via di una censura stringente. Lo avevamo messo in rilievo lo scorso anno questo aspetto doppio, il web oscuro e profondo come luogo dell’illecito e come luogo dove poter esercitare la libertà di informarsi. 

Dopo aver ringraziato i giovani per averci fatto scoprire questo luogo, abbiamo ripreso a ragionare per analogia: agli occhi di chi è distratto, di chi si disinteressa la mafia si presenta come qualcosa di oscuro e inavvicinabile ma anche come chi offre dei “servizi”, tutti illeciti, ma che soddisfano dei bisogni: smaltire rifiuti pericolosi, soddisfare i desideri dello sballo con la droga o con la prostituzione. Di fronte a tali “proposte allettanti” occorre esercitare pienamente le proprie capacità di giudizio e di discernimento, saper distinguere il grano dal loglio. Per questo compito è necessario formare una coscienza civica e un abito improntato ai valori della Costituzione. E per queste ragioni che la mafia ha più paura della scuola che della stessa giustizia, come ci ricordava sempre Antonino Caponnetto, e siamo sempre più convinti con Gesualdo Bufalino che sarà sconfitta da un esercito di maestre.
L’attenzione e la vivacità dei giovani del Dagomari fa ben sperare nella prosecuzione del percorso educativo.

Per le sentinelle di Prato l’appuntamento sarà invece per martedì 25 febbraio.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 5 novembre 2019

Le giovani sentinelle iniziano un nuovo anno in difesa dei valori Costituzionali

Lunedì 4 novembre hanno preso il via gli incontri delle Giovani sentinelle in Toscana. 

Nonostante i tagli ai già pochi finanziamenti, non possiamo dire no alle richieste di tante scuole, agli insegnanti e alle migliaia di giovani che vogliono essere protagonisti del proprio futuro. Per rispondere ai loro bisogni, non lasciarli soli, questa mattina abbiamo tenuto quattro incontri: due in provincia di Firenze e due in provincia di Arezzo.

Nella città di Petrarca a darci il benvenuto sono i giovanissimi della classe prima del Liceo Piero della Francesca con i loro storici insegnanti, Daria Meazzini e Agostino Fabbri, nostri compagni di viaggio oramai da dieci anni. 

Ad aprire i lavori, una canzone di Fiorella Mannoia, il cui testo racchiude l’intendimento e il programma non solo della scuola aretina ma - siamo certi - di tutte le scuole e di tutto il progetto Giovani sentinelle. Mentre scorreva il testo: «È una regola che vale in tutto l’universo. Chi non lotta per qualcosa ha già perso. E anche se il mondo può far male non ho mai smesso di lottare», ancora una volta il linguaggio della musica faceva riflettere più di ogni altra cosa: i tanti temi affrontati in questi anni con impegno ed entusiasmo da parte di ragazzi e ragazze guidati da insegnanti coraggiosi: contro le dipendenze, in difesa dei monumenti e dei propri territori, immigrazione, contro il razzismo, in difesa dei più deboli, contro il bullismo, la violenza sulle donne e tanti altri temi. 

Ad Arezzo e in alcune altre città, questi temi sono passati nell’indifferenza più totale da parte di alcune amministrazioni locali.

Ci vengono in mente le parole di Antonino Caponnetto quando incitava i giovani a non  mollare dicendo: le battaglie in cui si crede non sono mai perse! O una famosa frase: resistere, resistere, resistere. E dopo i fattacci degli ultimi tempi siamo ancora più convinti di stare accanto, o ancora meglio, dentro il tempio della scuola!

Di tutt’altra natura l’appuntamento dei giovani di Anghiari. All’ingresso della scuola ad attenderci il sindaco e l’assessore che pur non coinvolti in questa prima fase hanno voluto far sentire la loro vicinanza con un saluto ai giovani cittadini, alle loro nuove proposte. Due anni fa i ragazzi hanno chiesto al loro sindaco la progettazione di cestini per i rifiuti, in particolare delle cicche delle sigarette, prevedendo anche una cartellonistica per la sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente, da collocare nel loro splendido centro storico. 

Il progetto che coniuga tradizioni, arte e bellezza è stato interamente realizzato da ragazzi e ragazze ed è in fase esecutiva. Subito dopo partendo dalle esperienze vissute è nato un interessante dibattito anche sulle basi di quello appena concluso con i loro coetanei di Arezzo. È emerso la necessità di cambiare strategie grazie anche ai confronti avuti dalle conferenze finali. La scelta soprattutto nei terzi appuntamenti provinciali di maggio, di non rincorrere quelle istituzioni che hanno mancato gli appuntamenti o sono state restie al confronto o a concedere le sale. Il confronto avverrà fra scuole della stessa provincia che si confronteranno sui singoli temi scelti facendoli propri e, nel contempo, dividendosi in gruppi e tenendosi in rete, prepareranno le conferenze finali del prossimo ottobre che le vedrà protagoniste e partecipi al confronto con senatori e deputati. Un altro punto emerso nella mattinata è stato il bisogno di coinvolgere e cercare coesioni con altri loro coetanei sotto la regia dei loro insegnanti. 

Quelli del liceo di Anghiari, non essendo più sotto la direzione di Arezzo, ma facendo parte dell’IIS G. Giovagnoli di San Sepolcro, hanno deciso di coinvolgere nel progetto coetanei e coetanee del nuovo istituto chiedendoci di ritornare in questa nuova scuola per il 14 di novembre. Abbiamo subito accettato la loro proposta in contrapposizione a chi, con i tagli a finanziamenti ai progetti di educazione civica, pensa che non sia più un’emergenza il fascismo, il razzismo  o che i mafiosi, che si sono macchiati di decine e decine di delitti non meritano l’ergastolo, dimenticando che cosa nostra pur di fare abrogare o attenuare il regime dell’articolo 41bis del Codice penale ricattò lo Stato negli anni 1992-1994 a suon di bombe.

Del terzo appuntamento, occasione di scambio e condivisione fra studenti e studentesse che vengono da scuole e da esperienze diverse in modo da sedimentare i temi oggetto di riflessione e approfondimento in più luoghi, di promuovere la migrazione delle buone idee e delle pratiche di cittadinanza fra gruppi più estesi, abbiamo parlato con giovani e giovanissimi di Bagno a Ripoli. Prima con i più grandi delle tre classi dell’Istituto Volta Gobetti, veterani che hanno partecipato al percorso lo scorso anno e hanno messo a punto uno sciroppo antifumo, poi con le due classi, una prima e una terza, della media del Comprensivo Antonino Caponnetto sempre dello stesso Istituto.

In tutte e due i casi abbiamo voluto sottolineare il tema della responsabilità che ciascuno e ciascuna ha nella scelta di non voltarsi dall’altra parte, di non essere complice dell’indifferenza e della assenza di giudizi di fronte alle vicende umane. In questo brodo di coltura cresce la grande criminalità e il male diviene banale. Lo scambio e la discussione lasciano ben sperare che si irrobustisca un costume civico coerente con i nostri valori costituzionali.

Le giovani sentinelle iniziano un nuovo anno in difesa dei valori Costituzionali



Editore Domenico Bilotta
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venerdì 1 novembre 2019

Conferenza finale Veneta








L’ultima delle Conferenze finali si è tenuta a Padova lunedì 28 ottobre. Come già a Firenze e a Palermo anche in Veneto ha concluso il percorso avviato nel novembre del 2018 e aperto quello nuovo che si articolerà lungo l’intero anno scolastico 2019-2020. Studenti e studentesse si sono ritrovati nell'Auditorium del Liceo Modigliani di Padova perché la Regione Veneto non ha spazi per accogliere tutti i giovani, né ha manifestato alcun interesse a ricercarne uno nonostante le nostre ripetute sollecitazioni. Non sono serviti gli appelli, le telefonate, le mail che richiedevano la disponibilità del presidente Zaia o dell’assessora Donazzan ad essere interlocutori di studenti e studentesse in questo percorso alla legalità e alla cittadinanza.
Solo il giorno prima dell’inizio della Conferenza abbiamo ricevuto una mail dalla Regione Veneto con un saluto del presidente Zaia. Abbiamo dato notizia della mail ma non abbiamo letto il testo. Se il presidente della Regione o un assessore della sua giunta non hanno tempo per incontrare giovani e giovanissimi, che vorrebbero dialogare e confrontarsi con chi ha il governo della cosa pubblica, vuol dire che non hanno rispetto alcuno dei propri cittadini e cittadine e il loro comportamento si stacca clamorosamente da quello di cui abbiamo avuto esperienza a Firenze e a Palermo. La foto del teatro Politeama di Palermo pieno di ragazzi e ragazze ha fatto da sfondo all’avvio della Conferenza, a testimoniare che la fondazione è stata coerente sin dall’inizio: ha sollecitato, tempestato di mail e telefonate uffici e gabinetti, ma non ha chiuso mai la porta al dialogo e al confronto. Il teatro Politeama si è aperto, in Veneto abbiamo ricevuto solo un messaggio all’ultimo tuffo.
È stata ancora una volta una scuola ad accogliere - e noi insieme con giovani e docenti siamo grati a Fabio Bui, presidente della Provincia di Padova, che ha aperto le porte dell’auditorium consentendo lo svolgimento dell’incontro - a ricordare anche a chi non vuol sentire il suo compito di presidio della Repubblica, luogo di incontro e di confronto libero e franco, civile e approfondito. Ragazzi e ragazze, come abbiamo già visto a Firenze e Palermo, si sono svegliati presto la mattina per essere presenti, per parlare, per esercitare il loro diritto di contare.
Hanno accolto i parlamentari che hanno risposto all’invito della Fondazione, Giovanni Endrizzi, Andrea Ferrazzi e Alessandro Zan, e con loro hanno discusso, fatto domande, replicato, ascoltato le risposte e sollecitato chiarezza e puntualità. 
In modo chiaro e deciso hanno posto domande sui temi che hanno approfondito a scuola, sorprendendoci anche per la puntualità con cui hanno sollecitato risposte su questioni di strettissima attualità: l’ergastolo ostativo oggetto di pronunciamenti della Corte Europea e della nostra Corte costituzionale è stato uno di questi e le risposte di parlamentari e della Fondazione hanno certamente contribuito a rendere più chiaro il quadro della complessità della questione, sfuggendo a semplificazioni e banalizzazioni.
Particolarmente vivace lo scambio relativo alla questione degli spazi, a scuola e in città, questione che ricorre da tempo nei pensieri, nelle domande e nei progetti di ragazzi e ragazze. Hanno sollecitato una maggiore incisività da un punto di vista legislativo, vincolante per le amministrazioni comunali affinché individuino spazi per i giovani. Gli spazi per i giovani sono legati, per le loro caratteristiche, alla questione più generale degli spazi per la partecipazione. Infatti, ragazzi e ragazze richiedono dei luoghi liberi dal consumo, dove poter esercitare il proprio protagonismo in attività ricreative, culturali nel senso più ampio del termine, di solidarietà e di sostegno, così da sfuggire alle tentazioni e ad ogni omologazione. Ma sembrano esserci difficoltà insormontabili talvolta e, se a Preganziol il sindaco ha individuato uno spazio – come ci ha comunicato l’insegnante referente di quell’istituto comprensivo – in tanti altri comuni manca la volontà politica. In modo analogo lo abbiamo sperimentato in questi anni – e la Regione Veneto ce ne ha dato conferma – non ci sono spazi per adulti che vogliono discutere, interloquire con chi governa la cosa pubblica.
Ancora: il tema dei rifiuti è stato oggetto di discussione sottolineando quanto sia importante il riciclaggio, la riduzione dell'uso della plastica, la limitazione del traffico intorno alle scuole e in genere nei centri cittadini, la particolare morfologia della Pianura Padana che favorisce alte concentrazioni di polveri e di inquinanti, le auto vecchie e inquinanti. Alcuni hanno posto la questione del rischio elettromagnetico eventualmente generato da antenne telefoniche troppo vicine ai centro abitati.
Come è accaduto nel secondo e terzo appuntamento i giovani di Santo Stefano di Cadore hanno riproposto la questione delle postazioni per l’acquisto dei biglietti degli autobus che collegano il loro comune agli altri centri del Cadore. Ai parlamentari hanno chiesto interventi incisivi per garantire a tutti, anche a chi non ha smartphone o carta di credito, l’acquisto del biglietto e la possibilità di utilizzare i mezzi di trasporto pubblici. Questo tema apparentemente minore tocca le questioni dei servizi pubblici e gli obblighi dei gestori che erano stati garantiti al momento della cessione ai privati della gestione, obblighi di cui sembra essersi dimenticata la politica.
Si è parlato pure di bullismo e di gioco d’azzardo ed è stata molto interessante la testimonianza di Giovanni Endrizzi, che è membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie, a proposito dei molti rischi dell’azzardo e di come il gioco sia divenuto uno strumento per il riciclaggio del denaro sporco.
Le sollecitazioni giunte da più scuole dello studio dell’educazione civica hanno fatto da cornice a questo confronto vivace.
Claudia D’Agnone ha ricordato a tutti i giovani la questione delle violenze sulle donne proponendo la bella canzone di Sentiero 103 che è nostro compagno di viaggio.
Infine Gianluca Calì ha raccontato la sua esperienza di imprenditore che resiste alle minacce e ai ricatti mafiosi. Da giovane ha incontrato, mentre era impegnato come volontario nella campagna elettorale di Giuseppe Ayala, poco prima delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e in quella estate promise a se stesso che avrebbe tenuto fede all’impegno di opporsi ad ogni richiesta di pizzo. Per questa sua determinazione ha ricevuto minacce e la sua attività è stata oggetto di attentati, ma lui ha tenuto fede a quel suo impegno. Ha accompagnato le sue parole con le immagini di interviste, di alcuni mafiosi ripresi dalle videocamere di sorveglianza mentre danno fuoco alle auto della sua concessionaria, del video di Andrea Vincenti che canta Uomo libero per ricordare Libero Grassi, imprenditore ucciso dalla mafia per non aver voluto pagare il pizzo
Ragazzi e ragazze rimasti fino alla fine, a “rubare” ancora qualche minuto alla discussione e alle testimonianze, sono stati il miglior regalo di questa mattinata così densa e interessante.
Riprenderemo i temi che sono stati oggetto dei confronti delle tre Conferenze quando prenderanno il via i nuovi appuntamenti di questo anno scolastico per poter dare conto della ricchezza del confronto ma anche delle criticità: le risposte mancate e quelle che non hanno soddisfatto le richieste di studenti e studentesse, le questioni rimaste in sospeso, qualche silenzio reticente indizio di difficoltà della politica a dare conto del proprio operato. Dal nostro punto di vista sono segni delle difficoltà del confronto su cui intervenire e devono essere questioni da approfondire ulteriormente. In particolare, negli incontri di maggio il confronto assumerà la forma di scambio e condivisione di scuole differenti di uno stesso territorio con l’obiettivo di creare gruppi di studio, anche in rete fra le scuole, che prepareranno le Conferenze finali.
Questo riprendere il discorso è anche il nostro senso della continuità, un tratto del progetto che insegna la perseveranza e la costanza del lavoro quotidiano, un carattere che mostra come il costume civico è un’attitudine di ogni cittadino e cittadina alla fatica quotidiana della ricerca e dell’approfondimento.
Noi stessi saremo fedeli a questo atteggiamento tornando alla carica con chi ha il governo della cosa pubblica e riproponendo la questione dei costi degli spostamenti. La porremo con forza a sindaci e assessori, a presidenti e consiglieri regionali, perché assumano le determinazioni del caso per poter garantire la partecipazione di ragazzi e ragazze ai percorsi educativi.  


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

sabato 26 ottobre 2019

Conferenza finale progetto Sentinelle Sicilia


Lunedì 21 ottobre lo splendido teatro Politeama di Palermo ha accolto le delegazioni delle numerose scuole siciliane che hanno partecipato al percorso delle Giovani sentinelle nell’anno scolastico 2018-2019. Ragazzi e ragazze anche dalle province più lontane si sono svegliati presto (molti anche alle 4 del mattino!), per essere a Palermo in orario per questo appuntamento conclusivo che, come nella tradizione del progetto, darà anche il via alla nuova edizione.
A porgere il saluto della Regione Siciliana Giancarlo Armao, vicepresidente, che ha ringraziato gli insegnanti per il loro lavoro così importante di guidare ragazzi e ragazze, dalle prime classi fino al termine degli studi superiori, a divenire cittadini attenti e responsabili. In questo loro compito i docenti hanno quali stelle polari i valori “scolpiti” nella nostra Carta costituzionale, valori da preservare costantemente per reggere la vita civile della comunità cui apparteniamo. L’impegno di chi amministra e governa la cosa pubblica è di lasciare un tale patrimonio che costituisca dei punti di riferimento solidi per la vita associata e per il rispetto dei diritti di ciascuno.
La Fondazione ha aperto i lavori veri e propri con il ricordo di Antonino Caponnetto, del suo apostolato civico a favore della legalità e della cittadinanza che costituisce il lontano esordio delle giovani sentinelle. Quella intuizione del giudice di incontrare giovani e giovanissimi nelle scuole ha costituito il primo nucleo del nostro progetto che ha avuto sviluppi ed esiti importanti.
Il video che riassume i lavori dell’intero anno scolastico ha ricordato a tutti gli intervenuti, giovani e docenti, esponenti politici e amministratori, i temi di cui si sono occupati ragazzi e ragazze, le urgenze che hanno prima approfondito a scuola e poi posto all’attenzione di sindaci e assessori, negli incontri di marzo, e che hanno condiviso e scambiato fra di loro e con i Consorzi dei Comuni di molte province negli appuntamenti di maggio. 
Abbiamo poi introdotto il Botta e risposta ricordando la vicenda incredibile delle polemiche suscitate dalle parole di un amministratore di una discarica siciliana, il quale ha affermato che è disdicevole usare bambini, che lamentano il loro diritto alla salute, e ha scritto ai dirigenti scolastici degli istituti che «qualsiasi coinvolgimento delle istituzioni scolastiche che dovesse concorrere alla commissione di illeciti civili e penali nei confronti della società verrà perseguito nei termini di legge». La scuola media è una delle nostre compagne di viaggio nel percorso di cittadinanza e abbiamo voluto rammentare che i diritti di libertà di parola e di giudizio non possono essere negati ai cittadini e alle cittadine, sia pure minori, che esprimono preoccupazioni e critiche. Sorprendono i toni soprattutto in relazione a quanto dispone l’articolo 32 della nostra Costituzione e la tutela della salute dovrebbe essere in cima ai pensieri di ogni cittadino e cittadina.  
Ha preso per primo la parola Roberto Lagalla, assessore regionale all’Istruzione, che ha ribadito la volontà e la disponibilità al confronto e al dialogo con i giovani della Regione Siciliana, ricordando che l’impegno suo, della giunta e del presidente Musumeci è quello di valorizzare i momenti e le opportunità anche extracurriculari a favore della legalità e la cittadinanza. Ha riconosciuto che le urgenze dell’insediamento hanno distratto dal dare puntuale risposta alle richieste di incontro dei giovani lo scorso anno e la scelta di accoglierli nel teatro Politeama è segno di attenzione e la Fondazione e le Giovani sentinelle hanno apprezzato questa disponibilità a fare del teatro Politeama lo spazio della Conferenza finale anche in futuro. Coerenti con il nostro impegno abbiamo continuato a bussare alla porta senza pregiudizi e nel pieno rispetto delle regole e delle buone prassi, siamo lieti di avere visto soddisfatte le nostre ragioni, che sono poi quelle di ogni cittadino e cittadina: il diritto all’ascolto e all’interlocuzione.
Barbara Floridia, senatrice della Repubblica, ha dichiarato di essere in buona sintonia con la platea per essere stata fino al suo impegno parlamentare un’insegnante, e ha ricordato che ha avuto bisogno di un periodo di apprendistato per esercitare il proprio mandato parlamentare.
Piero Grasso è un amico della Fondazione, è stato ospite e interlocutore delle giovani sentinelle in Toscana quando era Procuratore nazionale antimafia, ha voluto sollecitare politiche di sostegno ai giovani per il loro impiego in modo da sottrarli alla precarietà e ai rischi e ricatti anche delle organizzazioni criminali.
Poi sono stati ragazzi e ragazze, grandi e piccoli, con le domande preparate e scritte sui foglietti ad incalzare gli esponenti politici, spaziando dalle questioni relative all’ambiente, un tema di grande interesse come abbiamo constatato non solo nelle altre Conferenze di quest’anno ma anche nella decennale esperienza delle Giovani sentinelle, agli spazi, sia a scuola sia in città.
Pur nell’apparente distanza sono temi legati dalla necessità di salvaguardare il territorio nel suo senso più ampio, come lo spazio entro cui si vive nel rispetto dei limiti propri delle leggi naturali e dei diritti che ci derivano come cittadini eguali e liberi. Fra i ragazzi e le ragazze vi è piena consapevolezza dei rischi per il clima e la stessa sopravvivenza sulla Terra che quelli più grandi hanno proposto di riscrivere l’articolo 9 della Costituzione, quello che tutela i beni culturali e ambientali, con l’aggiunta di un riferimento tassativo a conservare il patrimonio del nostro pianeta alle generazioni future.
Gli spazi di cittadinanza che invocano ragazzi e ragazze sono gli stessi che si ripropongono in tante scuole di città diverse, a testimoniare un’esigenza forte e condivisa, e sono gli stessi che invoca la Fondazione nei confronti di chi governa la cosa pubblica perché accolga giovani e adulti e discuta e si confronti con loro. Ma la richiesta di studenti e studentesse ha obiettivi più larghi e non riguarda solo la democrazia e la libertà, coinvolge pure i temi del tempo libero e dello svago fuori dal consumo, il luogo dove costruire relazioni e legami. Questi spazi, in Sicilia, sono anche quelli delle ville comunali e parchi, oggetto di diversi progetti, che hanno chiamato in causa gli amministratori locali per la mancanza di manutenzione o perché chiusi e in stato di degrado. Tutti gli esponenti politici hanno concordato con la misura di allungare gli orari di apertura delle scuole, la possibilità che le stesse accolgano anche cittadini e cittadine, e questa sarebbe una prima misura di attenzione nei confronti delle numerose e ripetute richieste che abbiamo registrato in questi anni.
Disoccupazione o emigrazione? Questa alternativa è stata sollecitata dai più grandi e le risposte hanno fatto riferimento a politiche di investimenti pubblici e privati, di bandi di concorsi pubblici, di sgravi fiscali per le aziende che assumano i giovani, green new deal. Ma per contrastare la disoccupazione occorre studiare, perché non ci sono ricette miracolose, incentivare le politiche scolastiche, impiegare le risorse, è necessario l’impegno di ciascuno.
La questione dell’ergastolo ostativo tiene banco nel dibattito pubblico e ha fatto irruzione anche nella discussione fra le giovani sentinelle e Pietro Grasso si è dilungato ad illustrare le ragioni per mantenere questo strumento di contrasto. Proprio aver introdotto la questione dell’ergastolo è la miglior prova che fra i giovani è forte la consapevolezza di contrastare la mafia e questo percorso insieme a tanti altri favorisce questa consapevolezza e gli intendimenti di ragazzi e ragazze, confermando quell’intuizione di Gesualdo Bufalino secondo cui la mafia sarà sconfitta da un esercito di maestre elementari.
Sono stati i ragazzi e le ragazze dell’Istituto Don Sturzo di Bagheria a chiudere questa parte della mattinata con il loro intervento musicale che ha coinvolto l’intero teatro.
Poi ha preso la parola Gianluca Calì. Le sue parole ci hanno riportato alle durezze quotidiane della mafia che minaccia, che non tollera insubordinazioni e non ammette che qualcuno si ribelli alle sue richieste. Ci vuole sottomessi e silenziosi per poter proseguire indisturbata nei suoi affari, leciti e illeciti, e se qualcuno si ribella e dice di non voler pagare il pizzo perché vuol essere libero e difendere la propria dignità, allora scattano minacce, intimidazioni, pressioni, fino agli attentati. A tutto ciò ha provato ad opporsi Gianluca Calì con le armi della denuncia, non solo penale ma anche quella pubblica raccontando e rifuggendo dal silenzio.
Le sue parole hanno alimentato la speranza e il desiderio di  resistere e di opporsi e ci hanno rafforzato nella convinzione che il prossimo ottobre 2020 dovremo preparare ben due appuntamenti per la Conferenza finale: uno a Palermo, per la Sicilia occidentale, e uno a Messina, per quella orientale, in modo da favorire la partecipazione larga, evitando levatacce. Abbiamo posto la questione dei costi degli spostamenti alla Regione Siciliana chiedendo che contribuisca in modo da consentire la presenza anche per gli istituti che hanno difficoltà. E queste due proposte abbiamo avanzato all’assessore Lagalla, rimasto fino alla conclusione. La scelta di Messina per la prossima Conferenza finale ha ragioni precise: l’amministrazione comunale e la Città metropolitana non hanno accolto ragazzi e ragazze negli appuntamenti di marzo e maggio e allora sono le giovani sentinelle delle altre città a correre in aiuto e a solidarizzare, a irrobustire le fila di chi chiede a chi governa la cosa pubblica di accogliere e discutere, di ascoltare e confrontarsi, e questa solidarietà ci auguriamo che sia contagiosa anche in tante altre città del nostro Paese. Negli anni successivi chiederemo ospitalità a Catania, sede naturale della Sicilia orientale.
Appuntamento lunedì 28 a Padova con le Giovani sentinelle del Veneto.


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