venerdì 23 novembre 2018

Le giovani sentinelle Fiorentine e di Partinico (PA)

Giovedì 22 Novembre altri due incontri in due istituti che partecipano per la prima volta al progetto: a Firenze al Comprensivo Beato Angelico e in Sicilia al Liceo Santi Savarino di Partinico (PA).

Arrivati con mezz'ora di anticipo abbiamo potuto visitare il bel liceo insieme alle insegnanti referenti Loredana Sferrazza e Dina Provenzano che con orgoglio ci hanno illustrato tutte le iniziative dell'Istituto, in particolare quelle per tenere viva la memoria storica relativa all'antimafia, a rimarcare che questa terra martoriata dalla mafia che mortifica la dignità dell'uomo, ha nella scuola il luogo sacro del sapere dove si forgiano le coscienze e nasce l’opposizione ai poteri criminali. 

Ogni corridoio di tutto l’edificio piano è dedicato ad una delle vittime di mafia o a tematiche sociali.  Siamo passati poi nel bell'Auditorium, dove era ad attenderci una delegazione di diverse classi di indirizzi differenti insieme ad altri colleghi insegnanti che seguiranno con loro il progetto, Silvana Provenzano, Davide Marotta e Marco Santaguida. 

Questa scelta permetterà ai ragazzi e alle ragazze presenti di farsi promotori del progetto presso compagni e compagne, per questo motivo vi erano anche i rappresentanti di classe e di Istituto.
 
Un gruppo seguirà il progetto nell'ambito di alternanza scuola-lavoro. In diverse occasioni abbiamo avuto modo di contestare tale scelta fatta dal governo di estendere a tutte le scuole alternanza scuola-lavoro sottraendo molto spesso ore essenziali di formazione. La scelta di questo liceo di utilizzare queste ore al tema:  

Lo spazio pubblico come bene comune. Percorsi di educazione alla cittadinanza attiva e al diritto alla città  viene in soccorso e corregge quella scelta che a nostro avviso è paradossale e demagogica!

Con un leggero ritardo abbiamo iniziato il nostro percorso di educazione alla Cittadinanza e Costituzione presentando il progetto dopo esserci soffermati a ricordare Antonino Caponnetto, spesso dimenticato e le vicende tragiche di Falcone e Borsellino. Non abbiamo dovuto spiegare che cos'è la mafia! Avremmo dovuto scambiare il ruolo con i giovani! Ci siamo  invece soffermati ad analizzare di chi sono le colpe per non averla combattuta e di chi ancora con cecità mortifica la dignità e il futuro di questi giovani.

Ci sovvengono le parole di Caponnetto quando diceva di smettere di voler insegnare ai ragazzi e di impegnarsi ad insegnare agli adulti! Spiegare nei dettagli il progetto per ragazzi e ragazze ma anche per bambini e bambine è di un'estrema facilità. Accettare di mettersi in gioco, essere protagonisti, scegliere, confrontarsi studiare e approfondire è pane quotidiano della scuola e dell'esercito di insegnanti coraggiosi. 

E anche oggi si è ripetuta la magia di una platea attenta e partecipata. Il difficile sarà far capire agli adulti e alle istituzioni cosa vuol dire l'ascolto, il buon esempio, il costruire il presente per lasciare il futuro a loro. Ci auguriamo che le istituzioni che ci leggono si preparino ad accogliere e confrontarsi con i propri giovani cittadini perché dove questo è già accaduto la magia è avvenuta e continuerà!

Con le giovani sentinelle di Partinico ci siamo dati appuntamento per lunedì 18 marzo, intanto studenti e insegnanti li abbiamo lasciati che erano già all'opera!

All’Istituto Comprensivo Beato Angelico di Firenze erano ad attenderci le classi 2B e 2D con le insegnanti Maria Cristina Bitetto, Daria Faggi, Claudia Maio, Elda Bergamini, Manola Spinelli e Francesca Pilon. Ragazzi e ragazze hanno seguito la presentazione del progetto Sentinelle con grande attenzione. 

Le insegnanti avevano preparato gli studenti raccontando la vicenda del giudice Caponnetto e della mafia e allora abbiamo potuto discutere con i ragazzi di come e quanto sia pesante la presenza della mafia in Italia e non solo nel meridione.

È stato facile spiegare come anche la vita di un dodicenne nato a Firenze sia stata modificata ancora prima che nascesse dalla presenza del cancro sanguinario della criminalità organizzata che ha tenuto in povertà intere regioni italiane. 

È stato facile perché tre quarti dei presenti hanno parenti di origine meridionale e se questi hanno dovuto lasciare la loro meravigliosa terra natia è solo perché sono stati costretti dalle condizioni estreme di povertà e disoccupazione determinate dalle mafie. Oggi questi ragazzi, se la mafia non fosse mai esistita, abiterebbero nella terra natale che avrebbe uno sviluppo pari a quello del nord almeno.

Ci siamo lasciati dopo aver visto ancora una volta il video sulla storia del pool antimafia, che ha molto colpito l'attenzione di tutti, dandoci appuntamento per la il prossimo 27  febbraio quando i giovanissimi si aggiungeranno agli altri compagni e compagne  delle scuole fiorentine, ospiti degli amministratori comunali.

Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino e Claudio Gherardini

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