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venerdì 29 marzo 2019

Giovani sentinelle fra la Sicilia e il Veneto



Giovedì 21 marzo dall'entroterra di Palermo, con i borghi di Giuliana e Contessa Entellina, il ponte della legalità si congiunge con le giovani sentinelle di Mira (VE) a San Giovanni Lupatoto (VR). Da nord a sud voglia di essere protagonisti del loro futuro.

I due piccoli comuni della valle del Belice, insieme con quello di Chiusa Sclafani, dove l'incontro si è tenuto mercoledì 20, sono sede di tre plessi di un unico comprensivo, il G. Reina, ma i ragazzi e le ragazze hanno deciso di condividere anche un unico tema: Ci vivo… Non me ne vado!

Giovani, formazione, territorio, lavoro. Il loro tentativo è di mettersi insieme, gridare il loro disagio, pensare ad un futuro lavoro per non essere costretti a lasciare un prossimo domani la loro terra. Nella loro giovane età non vogliono arrendersi, sono coscienti di essere nel giusto, è ben scolpito anche nella nostra Carta costituzionale che è un loro diritto, e i ragazzi del plesso di Giuliana, come quelli di Chiusa Sclafani prima e quelli di Contessa Entellina dopo, lo evidenziano bene nel loro filmato. Storia, Arte, Cultura fanno parte di questi luoghi. 

Qui nel passato si andava a teatro, si coltivavano le arti e le scienze, si praticavano i commerci e si tessevano rapporti con le altre culture del Mediterraneo! Da altre parti si davano clavate in testa! Irrompe in chiave moderna l'antica Questione meridionale!

Proseguono nel presentare i loro prodotti, le bellezze naturalistiche, luoghi che potrebbero diventare mete di turismo, ma la realtà è ben diversa: d'inverno rimangono isolati perché le strade più che strade sono sentieri e mulattiere tracciate dai loro avi. Non è populismo dire che qui il TAV sa di marziani. Non è la mafia a renderli schiavi, la mafia è l'avvoltoio, i cadaveri sono l'esito di processi i cui responsabili sono altri!


Nel bel castello di Giuliana le giovani sentinelle del piccolo borgo sono pronte al loro confronto, guidati dal paziente impegno della dirigente scolastica, Francesca Cusumano e dalla referente, Antonella Campisi, che condividono con noi questi due giorni di cittadinanza nei loro plessi. Ragazzi e ragazze hanno preparato per oggi 21 Marzo, giornata in memoria delle vittime di mafia, l'elenco dei 1.012 nomi scritti su dei fogli posti per terra formando una lunga fila che va dall'ingresso fino in fondo, davanti al tavolo degli oratori. I giovanissimi ricevono il saluto del sindaco, Francesco Scarpinato, che deve lasciare la sala perché impegnato per motivi istituzionali, e hanno come interlocutori l’assessora all'Istruzione, Ilaria Candiloro, il vice sindaco, Pietro Quartoraro, e il responsabile dei beni culturali Piero Altamore. Come per i loro coetanei di Chiusa, presentano il loro filmato fatto insieme a compagni e compagne di tutti i plessi, mentre nel loro intervento pongono l'attenzione sulla realtà di Giuliana.

Pietro Quartoraro, prendendo la parola si complimenta con i suoi giovani cittadini. Rivolgendosi ai presenti e ad Angelo Corbo, ricorda quando da giovane studente seppe dalla televisione della strage di Capaci, poi entrando nel merito delle problematiche poste dai ragazzi riconosce e lamenta la conseguente fuga dei giovani da queste realtà ma aggiunge che non possono farcela da soli.

Conclude l'incontro Angelo e il suo intervento annichilisce tutti, racconta la sua storia di giovane palermitano, vissuto in un quartiere ad alta intensità mafiosa, la sua scelta di fare l'agente di scorta a Giovanni Falcone, suo condottiero, colui che con la sua lotta poteva portare dignità ai siciliani e al Paese intero, ma tradito da una parte dello Stato colluso.

Il tempo di spostarci e siamo a Contessa Entellina dove è presente una piccola comunità greco-albanese. Ad essere padrona di casa è la dirigente scolastica con il suo esercito di insegnanti e la referente Antonella Campisi in quanto, per motivi di spazio, l'amministrazione non può ospitare i giovani. Presente il sindaco, Leonardo Spera, che saluta la sua comunità e con attenzione segue gli interventi dei ragazzi. Segue il confronto poi nel suo intervento fa conoscere le tante iniziative che il Comune fa per attrarre il turismo ma anche per mantenere viva le tradizioni e i valori di questa comunità.

La Fondazione in tutti i suoi interventi siciliani ha ricordato le opportunità che il percorso formativo offre ai ragazzi nei vari incontri con momenti di confronto e di dibattito, di proposta e di condivisione, ma è importante anche per le Amministrazioni questa attenzione e questo ascolto per cogliere proposte e richieste sui temi scelti dai giovani cittadini e di condividerne il percorso con Province Regioni e Governo. Perchè di risposte in molti incontri non ce ne sono state. Con queste sollecitazioni ci siamo dati appuntamento per martedì 7 Maggio per l'appuntamento provinciale.


In Veneto gli altri due appuntamenti della giornata: a Mira (VE) e San Giovanni Lupatoto (VR).

A Mira ragazzi e ragazze dei due plessi, Galilei di Gambarare e Leopardi di Mira, hanno accolto nell’auditorium di quest’ultima scuola il sindaco, Marco Dori, per questo secondo appuntamento delle Giovani sentinelle. Studenti e studentesse delle sei classi terze erano troppi per la sala consiliare e per questa ragione abbiamo tenuto l'incontro a scuola.

Nell'introdurre i lavori abbiamo voluto ricordare Antonino Caponnetto che ha avuto il merito di istruire il primo grande processo contro la mafia e che ci ha lasciato in eredità il compito di promuovere percorsi educativi di cittadinanza con l'obiettivo di formare cittadini attenti e responsabili. Nella ricorrenza della memoria delle vittime di mafia abbiamo voluto sottolineare alcune vicende di giovanissimi assassinati da mafiosi: Graziella Campagna, Claudio Domino, Giuseppe Di Matteo per ricordare che le cosche uccidono senza alcun riguardo grandi e piccoli, innocenti o meno per perseguire i propri obiettivi.

E nel suo saluto anche Marco Dori ha sottolineato l'importanza della memoria, senza la quale non può esserci una comunità coesa e che condivide valori e fini.

Poi, a turno e con molta diligenza, hanno preso la parola ragazze e ragazzi sotto la guida attenta di Stefano Corrà, l'insegnante referente che ha coordinato i lavori insieme a colleghi e colleghe.

Ambiente e sicurezza il tema scelto ad unificare i diversi contributi che hanno spaziato dalle tecnologie per salvaguardare l'ambiente, come un'applicazione per segnalare abusi e problemi, ai luoghi abbandonati e malmessi, dagli spazi comuni che hanno bisogno di manutenzione all'illuminazione pubblica, dai luoghi da salvaguardare come le ville al forte Poerio da riscoprire e trasformare in luogo per mille sperimentazioni ai giardini pubblici, dai parcheggi rosa alla fermata dell'autobus e alle barriere architettoniche. In breve il tema sicurezza declinato con l'esigenza di ricostruire condizioni di vivibilità e benessere.

E Marco Dori non si è sottratto al confronto e alle puntualizzazioni. Innanzitutto richiamando tutti alla responsabilità nei comportamenti quotidiani, nei piccoli gesti che aiutano, come nel caso del risparmio energetico e nella gestione dei rifiuti che non dovrebbero essere abbandonati. Ha poi ricordato una serie di misure già attive: l'applicazione per segnalare abusi e problemi esiste, anche se poco usata, e il Comune intende rilanciare lo strumento dell'Art bonus che consentirebbe di aver finanziamenti da soggetti privati per il recupero del patrimonio artistico. Ha condiviso la proposta di pulire i parchi e lanciato quella del cinema all'aperto da portare in diverse parti del comune. 

Proprio il suo invito alla responsabilità costituisce un buon inizio per una collaborazione più stretta fra i giovani e l'amministrazione e questo aspetto abbiamo sottolineato come qualificante del nostro percorso educativo, sollecitando i giovanissimi a non rinunciare alla possibilità di proseguire il confronto.

Beppe Vitale è stato agente di scorta di Antonino Caponnetto e, nell'ultima parte dell'incontro, ha raccontato la sua esperienza con toni calorosi ed emozionanti. Il silenzio che ha accolto le sue parole commosse nel ricordare Antonino Caponnetto e i tanti uomini che hanno compiuto e compiono il proprio dovere è stato il miglior segno di quanto ragazzi e ragazze hanno apprezzato la sua testimonianza.

I sentimenti che ha suscitato sono stata la migliore chiusura di un bella mattinata. Con tutte e tutti l'appuntamento è a Venezia il prossimo mercoledì 15 maggio.



Nella sala consiliare del Comune di San Giovanni Lupatoto le giovani sentinelle dell'Istituto comprensivo 1 sono state accolte dall'assessora Debora Lerin, che ha la delega all'Istruzione, e dal collega di Giunta, Maurizio Simonato, che ha quella al Sociale e alla Sicurezza. Hanno salutato ragazzi e ragazze e li hanno lodati per l'impegno con il quale hanno affrontato il percorso educativo alla cittadinanza, ringraziando la fondazione per l'opportunità offerta con la propria proposta. Hanno poi sottolineato la straordinaria coincidenza dell'incontro con la ricorrenza della memoria delle vittime di mafia. Hanno poi sottolineato il tema delle regole e del rispetto di esse quale strumento per una buona convivenza.

La fondazione ha voluto ricordare l'impegno di Antonino Caponnetto, sia quello professionale di giudice che ha istruito il primo grande processo alla mafia sia quello di testimone del suo tempo, di colui che ha scelto di raccontare le vicende di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. E la fondazione, che ha raccolto la sua eredità, prosegue con il progetto delle giovani sentinelle a raccontare e a sollecitare, a proporre e a rilanciare i temi della legalità e della cittadinanza.

Con la guida di Filippo Miraglia, l'insegnante referente che con la sua collega guida ragazzi e ragazze in questo percorso, i giovanissimi hanno preso la parola per raccontare della propria scuola, confermando quel dato di attenzione e di cura della scuola di cui siamo testimoni noi in questi anni, il luogo in cui giovani e giovanissimi trascorrono molto tempo e scoprono le regole della convivenza e la dimensione civica. Quelli del comprensivo hanno introdotto il proprio lavoro con le riflessioni sulla legalità e su come il rispetto delle regole diviene pratica quotidiana e tratto significativo del nostro comportamento. Per questo hanno sollecitato interventi per migliorare la scuola, abbattere le barriere architettoniche e la questione dei graffiti, la raccolta differenziata a scuola. In breve alcuni interventi che riqualificherebbero la scuola, rendendola ancora più gradevole e ospitale.
Debora Lerin ha voluto riassumere le scelte dell'amministrazione e, in particolare, quella di cominciare dall'altra scuola media l'opera di rimessa a nuovo. Ha sottolineato le difficoltà nell'intervenire per le caratteristiche strutturali dell'edificio, ma ha comunque ribadito l'impegno suo e di tutta l'amministrazione nel risolvere le questioni che gli studenti e le studentesse hanno sottolineato. Un primo passo è l'adozione del Piano di eliminazione delle barriere architettoniche. L'obiettivo è poi quello di approvare un progetto definitivo entro la fine della consiliatura che impegni anche il prossimo Consiglio. 

Ha poi informato i giovani che è allo studio del Consiglio il nuovo regolamento sulla street art che definirà con maggiore precisione il tipo di interventi ammessi e i luoghi deputati. La fondazione ha invitato l'assessora ad ascoltare e accogliere alcune delle esigenze espresse dai giovanissimi, dando un segnale di attenzione alle sollecitazioni che giungono dalla società civile.  

Maurizio Simionato si è soffermato sui temi della sicurezza e ha illustrato alcune delle misure che l'amministrazione intende adottare per garantire una maggiore sicurezza dei cittadini.

Come a Mira, Beppe Vitale ha raccontato in chiusura un pezzo della vicenda di Antonino Caponnetto e della propria esperienza di investigatore contro la mafia. E di nuovo le sue parole hanno suscitato emozione e grande interesse, lasciandoci alla fine arricchiti dai comportamenti e dalle scelte di uomini e donne che hanno compiuto il proprio dovere.

Il tempo è trascorso in fretta e il Consiglio comunale previsto alla fine dell'incontro ci ha fatto chiudere senza poter fare nemmeno un minuto di ritardo, soddisfatti di questa ulteriore coincidenza: parlare di temi che riguardano tutti in contesti diversi ma comunque significativi.

Con tutti l'appuntamento è al prossimo martedì 14 maggio. 


Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino

giovedì 21 marzo 2019

Ancora un doppio appuntamento in Toscana: Bibbiena (AR) e Pontedera (PI)

Venerdì 15 Marzo i giovani dell’ISIS Enrico Fermi ospitano i più piccoli loro concittadini dell’Istituto comprensivo Dovizi perché la sala consiliare del Comune di Bibbiena non è aperta a causa dei lavori per la messa in sicurezza dal rischio sismico.

I temi del dibattito con il sempre presente e attento Francesco Frenos, presidente del Consiglio comunale, sono: La raccolta differenziata e inquinamento proposto dai più grandi guidati dalla loro insegnante referente, Martina Cocchetti, e APPosta per il territorio, sguardo oltre la scuola, dai più piccoli accompagnati dalla instancabile Wanda Mancini e dalle sue colleghe.

Dopo un breve saluto di Francesco Frenos e l’intervento della Fondazione rivolto soprattutto ai genitori presenti, hanno preso subito la parola i ragazzi e ragazze del Fermi che essendo grandi, per usare un termine nazional-politichese, si avviano verso la rottamazione! Spero che gli adulti se ne rendano conto della maturità che i giovani dimostrano anche nella scelta dei temi che sono indice di preoccupazione, infatti ancora una volta hanno scelto  l’ambiente e di come intervenire ed educare alla raccolta differenziata dei rifiuti. Ragazzi e ragazze del Fermi, passandosi la parola e aiutati da slide, hanno spiegato ai presenti i simboli che si trovano sui prodotti e come gli stessi vanno smaltiti. Altri loro compagni distribuivano un depliant esplicativo con i simboli appositamente preparati a scuola per una giusta differenziata. Infine hanno coinvolto i ragazzi delle medie con un gioco dal titolo Secondo te? Dove lo buttiamo? Il gioco consiste nel premere il tasto giusto dove è sovraimpresso: carta, plastica, indifferenziata, organico mentre sulla destra appaiono le immagini dei prodotti.

Hanno poi preso la parola i ragazzi del Dovizi che dopo essersi impegnati negli scorsi anni a prendersi cura della loro scuola nel dipingerla, migliorare gli spazi dove trascorrono molto tempo della loro vita, coinvolgendo genitori, nonni e artigiani, oggi vogliono estendere la loro cura alla propria città. Hanno in mente un’App per farne conoscere le bellezze, i luoghi e la sua storia. Grazie all’associazione degli industriali del Casentino “Prospettiva Casentino” vogliono realizzare l’App che conterrà filmati, testi e immagini inerenti alla loro città e al territorio. 

Alle prime riprese si sono accorti però che vi sono alcune zone del paese degradate con rifiuti soprattutto solidi. Hanno preparato una lettera al Sindaco, consegnata al presidente del Consiglio Frenos, in cui chiedono all’Amministrazione di ripulire questo luogo in quanto necessitano mezzi specifici, in cambio i ragazzi si impegnano a ripulire gli spazi esterni alla loro scuola con l’aiuto di genitori e nonni: una sorta di progetto banca del tempo proposto dai ragazzi di Cortona che troveranno e scambieranno idee e proposte il prossimo 13 maggio all’incontro provinciale. Ha preso la parola con orgoglio ed entusiasmo Francesco Frenos che segue da anni il progetto. Ha ringraziato i giovani tutti e i genitori presenti, la sua comunità, ricordando che a breve partirà la raccolta differenziata in accordo con i Comuni del Casentino. 

Ha coinvolto i ragazzi di essere presenti in alcuni eventi dove attrezzati di stand potranno coinvolgere bambini adulti nel gioco Secondo te? Dove lo buttiamo? Ha conservato il depliant fatto dai ragazzi, perché è molto utile inserire i simboli nelle prossime brochure che il Comune distribuirà. Si è impegnato a portare all’attenzione del sindaco la lettera dei giovanissimi del Dovizi e dare seguito alla collaborazione fra Comune e imprenditori relativamente alla App. Inoltre si contatterà anche Aruba, società informatica con sede nel territorio del Casentino a collaborare all’iniziativa.

Ancora una volta chiudiamo con entusiasmo una bella serata ringraziando noi della carica ricevuta per continuare questo cammino in nome di Giovanni, Paolo, nonno Nino e tanti uomini e donne di buona volontà.



A Pontedera, nella sala consiliare, l'assessora alla Cultura, Liviana Canovai, ha salutato ragazze e ragazzi di due classi terze del liceo delle scienze umane Eugenio Montale, accompagnati dalle insegnanti, Simona Liberto e Valeria Croce, e dalla dirigente scolastica, Lucia Orsini. Ha apprezzato il loro impegno e la serietà con cui hanno lavorato e ha poi lasciato la parola alla dirigente scolastica che ha sottolineato l'importanza di occuparsi di ciò che riguarda tutti e, ha aggiunto, facendo tutto questo si fa politica nel senso migliore della parola e sembrano riecheggiare certe parole e certe invocazioni di Antonino Caponnetto. Insieme a Liviana Canovai anche il collega di giunta Matteo Franconi che ha la delega ai Lavori pubblici e il consigliere Mattia Belli.

La fondazione ha ricordato agli amministratori il senso e l’articolazione del progetto, ha ricordato l’importanza di questo secondo appuntamento, il valore di questa esperienza del confronto con chi governa la città nel costituirsi un abito civico responsabile e rispettoso delle regole.

Poi hanno preso la parola ragazze e ragazzi. Quello che avevamo definito inusuale come tema scelto dai giovani di Arezzo nell’incontro di soli due giorni prima è divenuto ricorrente, quasi per magia, grazie a questi giovani che hanno deciso di occuparsene, per rendere conto della bellissima loro esperienza con Iacopo, un loro compagno di scuola disabile con cui hanno condiviso e condividono questi anni scolstici così intensi e ricchi di emozioni. E all’incontro erano presenti rappresentanze di Croce Rossa, AISM e ASA che si occupano di sostegno alla disabilità.

Accessibilità ai servizi e alle opportunità nel comune di Pontedera il titolo del loro progetto e per illustrarlo hanno prodotto un power point con il quale hanno illustrato il lavoro di quattro gruppi che si sono occupati di  barriere architettoniche, sicurezza, aree verdi e villaggio scolastico. Hanno promosso un sondaggio per accertare conoscenze e cogliere le criticità sulla questione delle barriere, rilevando che le barriere esistono e spesso non sono viste dai cittadini, hanno segnalato alcune delle zone critiche. Vi è una maggioranza che si sente sicura e ritiene che l’amministrazione destina abbastanza risorse alla questione, ma una minoranza significativa crede che piazze e parchi non siano adeguatamente curati e hanno indicato quali.

Piste ciclabili, aree verdi e sgambatoi sono distribuite in modo omogeneo sul territorio e sono ben tenute, sono necessari interventi per le aree per animali.

Quanto al villaggio scolastico e alle zone limitrofe, gli edifici sono conformi alle norme ma ritengono necessario limitare il traffico con passaggi pedonali, dossi, e ridurlo all'ora di entrata e uscita con accesso limitato, semafori, strisce pedonali, circolazione alternativa. L'inquinamento è un altro problema da tenere ben presente. Infine  il trasporto pubblico locale è da migliorare

Su questi temi si è sviluppato un confronto con Matteo Franconi, vivace e interessante. L’assessore ha sottolineato la necessità di  prendere delle decisioni per la sicurezza nel villaggio scolastico, una sorta di ZTL nel villaggio scolastico: far entrare i pullman ma tenere conto dei residenti, inoltre con la riorganizzazione del trasporto pubblico prevista con il bando del 2020 sarà necessario istituire un tavolo con la rappresentanza delle scuole - sono già 5000 gli studenti che lo frequentano - coinvolgendo anche i genitori.

Bisogna prendersi cura del territorio urbano e per questo motivo occorre un forte coinvolgimento dei cittadini anche attraverso le associazioni di volontariato, facendo un lavoro capillare di sensibilizzazione sul tema della vivibilità per i giovani che hanno bisogno di spazi.

Infine ha ricordato gli impegni dell’amministrazione sul piano delle risorse che riguardano anche la cura della città, un piano di abbattimento delle barriere architettoniche, quindici giochi nei giardini e nei parchi della città, un modello nuovo di gestione dei parchi pubblici, le piste ciclabili, in particolare la ciclopista dell'Arno e il collegamento con le zone industriali.

Lo scambio ha protratto l’incontro fino a tardi e lo abbiamo chiuso quasi con rammarico dandoci appuntamento, al prossimo incontro di maggio, con tutte le scuole della provincia di Pisa.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

sabato 15 dicembre 2018

Incontro con l’ISIS Enrico Fermi di Bibbiena

Martedì 11 Dicembre siamo tornati all’ISIS Enrico Fermi di Bibbiena dove non era stato possibile tenere l’incontro lo scorso giovedì 29 novembre, quando eravamo stati ospiti dei più piccoli dell’Istituto comprensivo Dovizi, per l’ultimo degli appuntamento in Toscana della prima parte del progetto.

Ad accoglierci nell’aula magna con la loro insegnante, Martina Cocchetti, due classi di veterani del progetto e avendo avuto già esperienza di questo nostro percorso ha reso possibile approfondire alcuni temi nel corso della mattinata. 

La discussione si è fatta subito viva e ne è nata uno scambio di idee e di proposte sia sul tema dello scorso anno, sia per quello di quest’anno. Lo scorso anno si erano occupati di dipendenze, in particolare l’analisi del fenomeno dell’alcolismo diffuso nei giovani, facendo notare come gli adolescenti per fare gruppo ed essere accettati hanno comportamenti dettati dalle mode, anche quelle sbagliate. 

Le proposte fatte nel secondo incontro durante il confronto e la discussione con i propri amministratori erano state quelle di lanciare una campagna di sensibilizzazione all’interno della scuola anche con incontri con operatori dei Sert per poi trasferirla sul proprio territorio. I ragazzi facevano notare però che non vi era stato seguito da parte del Comune.

A nostro avviso invece è mancato da parte dei ragazzi l’impegno e la costanza di programmare le attività e tutto è rimasto sulla carta in quanto il presidente del consiglio comunale, Francesco Frenos aveva proposto ai ragazzi di partecipare ad una seduta dello stesso consiglio per individuare insieme altre forme per sensibilizzare i giovani contro il consumo di alcol, ma ragazze e ragazzi non hanno dato poi seguito a quell’appuntamento. Oggi un nuovo impegno da parte dei giovani è di coinvolgere altre due classi in modo da lavorare insieme.

Ci hanno comunicato inoltre che si sono già incontrati e hanno deciso di affrontare contemporaneamente un altro tema particolarmente sentito e che vogliono approfondire: l’ambiente. La questione è emersa più volte fra quelle sollecitate dai giovani che hanno partecipato al nostro percorso e alle domande di quelli di Bibbiena che sono seguite ci siamo resi subito disponibili a fare degli approfondimenti. 

Con delle slide abbiamo messo in rilievo il mancato rispetto dei parametri ambientali nel nostro Paese da parte delle industrie, la previsione di deroghe ai limiti alle emissioni inquinanti per acciaierie, raffinerie e cementifici, è stato consentito sversare rifiuti come alluminio, arsenico, cromo, ferro, mercurio, piombo, nichel fino ai solventi organici. Abbiamo parlato di amianto e di come per anni sia stato utilizzato nelle costruzioni senza che aver fatto controlli rigorosi prima di autorizzarne l’uso. 

Anche nell’agricoltura l’Italia è al vertice nell’uso di pesticidi in Europa e secondo i dati Eurostat, infatti, l’Italia impiega oltre il 40 per cento di fitofarmaci in più rispetto alla Francia, sebbene il Paese d’Oltralpe abbia il doppio delle superfici agricole. Le scorciatoie delle industrie e di personaggi scaltri apre le porte alla mafia e i rifiuti è il settore più ambito dalla criminalità organizzata. L'Italia tutta è terra di interessi mafiosi e non c'è regione ormai che possa sfoggiare anche una sorta di verginità culturale che ci tenga al sicuro.

La mafia mette in pericolo non solo lo sviluppo del nostro Paese ma anche la salute attraverso i rifiuti tossici che hanno sversato avvelenando le nostre falde acquifere, contaminando gli alimenti che mangiamo, l'ambiente e il continuo aumento di morti per cancro testimoni della scarsa attenzione all’ambiente in cui viviamo.

Vi è una responsabilità dei cittadini che non partecipano attivamente alla vita sociale della propria comunità ed è possibile contrastare questi fenomeni e formare alla responsabilità e al rispetto con un lavoro educativo nelle scuole.

Tante le domande da parte dei ragazzi e il tempo è scorso come al solito veloce. A conclusione i giovani del Fermi ci hanno anticipato un filmato ancora in lavorazione che ha come obiettivo la sensibilizzazione e che presenteranno ai loro compagni del Dovizi e alla propria amministrazione venerdì 15 marzo 2019.  

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

domenica 18 marzo 2018

Le giovani sentinelle di Anghiari

Martedì 13 marzo sono le giovani sentinelle di Anghiari a cimentarsi non nell’arte della battaglia ma in quella più nobile del confronto e dell’impegno. 

Nel bel teatro comunale dei Ricomposti, edificio settecentesco a pianta ovoidale, a dare il benvenuto a studenti, insegnanti e cittadini è il sindaco Alessandro Polcri accompagnato dall’assessora all’Istruzione Angela Cimbolini che ha aperto i lavori. 

Ancora una volta, e ne siamo felici, l’amministrazione comunale condivide con la Fondazione questo percorso di educazione alla legalità e alla cittadinanza per i giovani del proprio territorio. Due gli istituti che partecipano: l’Istituto comprensivo di Anghiari e Monterchi con il loro tema Il peso delle parole (analisi sul bullismo attraverso ingiurie, calunnie) e il Liceo Artistico Piero della Francesca plesso di Anghiari con il tema Rispetto dell’Ambiente: aiuta i rifiuti a trovare la strada giusta.

Con l’ausilio di slide e guidati dalle proprie insegnanti ragazzi e ragazze del comprensivo hanno raffigurato e analizzato, attraverso le immagini, il peso che ha la parola nel bullismo che – sottolineano - non è affatto lieve e delicata come la brezza estiva ma è dirompente e ha il peso di un uragano, lasciando ferite profonde che spesso rimangono nella mente ed emergono quando si è soli e tristi.

Ogni ragazzo e ragazza da una definizione della parola, e fanno notare che la parola stessa non è concessa ad alcun altro essere vivente per poter comunicare sentimenti, emozioni, osservazioni, concetti ed altro. Attraverso le parole ognuno può dare a qualcun altro la massima felicità oppure la totale disperazione e per questo motivo la parola può essere un’arma pericolosa.

Dal confronto fra il bene e il male sono passati poi a ricordare l’uso delle parole nella storia: Hitler le utilizzava per fomentare l’odio razziale; Martin Luther King con la sua famosa frase l have a dream emanava serenità e la stessa intonazione della voce faceva sembrare le sue parole una melodia.
Hanno approfondito il loro tema con la visione del cortometraggio Vorrei essere Belen realizzato dal Liceo classico di Latina contro la discriminazione o Wonder, video che fa notare come le persone spesso giudicano dal solo aspetto esteriore. Hanno concluso il loro intervento con le parole di Martin Luther King: «non ho paura della cattiveria dei malvagi ma del silenzio degli onesti».

E con questa frase hanno proposto all’Amministrazione e ai genitori presenti di collaborare ad una campagna di sensibilizzazione contro questo fenomeno che sta diventando sempre più preoccupante.
Hanno preso la parola i ragazzi più grandi del Liceo Artistico con il loro tema sull’ambiente e i rifiuti e in particolar modo sul numero strabiliante di cicche di sigarette che si trovano in uno dei pochi parchi di Anghiari: Campo alla Fiera, luogo di incontro di giovani, bambini, anziani.

Si sono chiesti perché è tanto difficile per le persone utilizzare i cestini, oppure fare la differenziata? O ancora portare alla piattaforma ecologica (fanno notare che ad Anghiari funziona bene), i rifiuti ingombranti o tossici (come le batterie delle macchine) che vengono abbandonati vicino ai cassonetti? Bisogna quindi incidere sulla coscienza collettiva e in particolare sull’educazione alla cittadinanza. Le tantissime cicche abbandonate compromettono il paesaggio e per alcuni dei ragazzi sono un’ossessione.

Aiutati ancora una volta con delle slide hanno messo in rilievo le conseguenze: sono partiti dalla legge proprio sui mozziconi di sigarette, disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali. La disciplina prevede per i rifiuti di prodotti da fumo che i comuni provvedano a installare nelle strade, nei parchi e nei luoghi di alta aggregazione sociale appositi contenitori per la raccolta dei mozziconi e dei prodotti da fumo o altro quali scontrini, fazzoletti di carta e gomme da masticare. Ne è vietato l’abbandono sul suolo, nelle acque, nelle caditoie e negli scarichi chi non rispetta la legge dovrà pagare una multa dai 30 ai 150 euro. Finalmente una legge ad hoc!

La legge stabilisce che la metà dei proventi derivanti dalla riscossione delle multe dovrà servire ai comuni per lanciare campagne di informazione e sensibilizzazione e per la pulizia del sistema fognario urbano.
Fanno notare che il problema dell'inquinamento da cicche è reale e finora è stato trascurato, i mozziconi di sigaretta, sono tanto inquinanti e pericolosi per l’ambiente e per la salute quanto i rifiuti industriali. Uno studio dell'Enea e dell'Asl di Bologna mette in evidenza il potenziale inquinante delle cicche di sigarette sul territorio italiano con numeri significativi: 13 milioni di fumatori, il numero medio di sigarette fumate da ciascuno ogni giorno è di 15 sigarette per cui ogni anno sono 72 miliardi di cicche.

La ricerca valuta che il carico nocivo immesso nell'ambiente è pari a 324 tonnellate di nicotina, 1.440 tonnellate di catrame e 12.240 tonnellate di acetato di cellulosa. Se si considera che ogni mozzicone è lungo circa tre centimetri, messi l’uno accanto all’altro coprirebbero il percorso di 51 mila chilometri, distanza superiore quindi alla circonferenza terrestre.

La stessa ricerca, propone di adoperare le cicche di sigaretta come biomassa da cui ricavare calore ed energia.
Ragazzi e ragazze propongono quindi al sindaco in qualità di tutore della legalità l’impegno nel perseguire il loro progetto. Da parte loro hanno consegnato 5 proposte di progettazione di cestini che farebbero invidia a blasonati studi di architettura. Hanno coniugato il loro lavoro tenendo in considerazione il loro centro storico, le tradizioni, l’arte, i materiali. Altre 5 proposte invece riguardano la cartellonistica per la sensibilizzazione e il rispetto dell’ambiente.

Nel prendere la parola il Sindaco non sono mancate le lodi al lavoro svolto da entrambe le scuole ma neppure l’impegno a sostenere le loro idee sia nella realizzazione dei cestini, sia per una campagna di sensibilizzazione attraverso una cartellonistica.

La Fondazione è fiera di questi comportamenti e a 10 anni dal via del progetto vede i frutti di tanto impegno nelle proposte della scuola per irrobustire il senso civico di comunità che vogliono vivere con dignità.
Con i giovani protagonisti della serata che hanno regalato, come tanti altri loro coetanei di altre città, emozioni e speranza, ci siamo dati appuntamento per giovedì 10 maggio ad Arezzo.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola