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martedì 16 maggio 2017

Incontro con le giovani sentinelle pistoiesi

Nella sala Nardi del Palazzo della Provincia di Pistoia i giovani dell'Istituto comprensivo Caponnetto di Monsummano e dell'Istituto tecnico Capitini di Agliana sono stati i protagonisti di questo terzo appuntamento del 12 maggio.
Ad accoglierli l'assessora all'Istruzione e vice sindaco di Agliana,  Luisa Tonioni, e l'omologa di Monsummano, Elena Sinimberghi. 
Nell'introdurre i lavori la Fondazione ha sollecitato i giovani a resistere, ad essere intransigenti sui valori e sulle buone pratiche, a perseverare nei comportamenti coerenti con i principi e nella fiducia nelle istituzioni, in tutto ciò fedeli all’insegnamento di Antonino Caponnetto.
Ha proseguito rilanciando la necessità che questi percorsi di educazione alla legalità e alla cittadinanza ricevano sostegno culturale e finanziario da parte delle istituzioni pubbliche, polemizzando con tanta retorica di chi si chiede quanto costa l’antimafia, retorica che si scorda i costi della mafia, non solo in termini di risorse finanziarie ma anche sociali e culturali.
Ad esordire sono stati i giovanissimi di Monsummano: la retomania o, per dirla meglio, la dipendenza dalla rete, un fenomeno recente che ha assunto via via profili preoccupanti, è stato il tema scelto da ragazze e ragazzi che hanno lavorato con passione, utilizzando strumenti e modalità differenti per farci capire meglio questo aspetto della loro esperienza quotidiana. La rete offre grandi opportunità ma lascia soli i giovani che non interagiscono con compagni e compagne, sono impoveriti nei loro rapporti sociali e, per quanto connessi, costantemente corrono il rischio della esclusione. Per questo hanno proposto la pratica sportiva, sottolineandone il valore di inclusione sociale, la possibilità che regala di esplorare i propri limiti, la promozione di alcuni valori come il rispetto delle regole, la collaborazione, la lealtà. Per sostenere il loro ragionamento hanno prodotto interviste ad esperti e insegnanti, a compagni e compagne.
Ne sono scaturite alcune proposte di attività, a scuola e sul territorio, legate alla pratica sportiva anche non agonistica e alcune richieste agli amministratori di valorizzare spazi e occasioni per incontrarsi e fare attività insieme.
Poi è toccato ai giovani del Capitini che hanno esordito ricordando il bel lavoro svolto dai propri compagni lo scorso anno, un modo per ringraziarli e ricevere il testimone di sentinelle. Avevano ripulito e imbiancato la propria aula quelli, a sfidare compagni e compagne a prendersi cura della scuola che frequentano, degli spazi che abitano quotidianamente, e gli studenti e le studentesse della classe quarta di quest’anno hanno deciso di occuparsi di Rifiuti: raccolta e riciclo. Nel solco dello scorso anno ragazze e ragazzi hanno scelto di promuovere un tema che richiede un mutamento dei propri comportamenti, un’attenzione al bene comune, uno sguardo lungimirante. Hanno lavorato con una rete di scuole per sensibilizzare e rendere consapevoli compagni e compagne dell’importanza della questione, per questo hanno somministrato un questionario con informazioni e dati personali, abitudini sulla raccolta a scuola, informazioni sul territorio di Montale, cosa fare per la raccolta a scuola. Questa massa di dati ha costituito il punto di partenza di alcune richieste: aumento del numero dei cestini all'interno dell'istituto, ausili per sollecitare la differenziata, una fontanella di acqua per la riduzione del consumo di plastica. Il tema del progetto è stato  illustrato nell’assemblea d’istituto dove hanno presentato anche il logo.
Questa particolare attenzione alle questioni del rispetto delle norme e alla promozione della cittadinanza attiva da parte di studenti, studentesse e degli insegnanti della scuola di Agliana ha avuto un riconoscimento significativo nella scelta della particolare rilevanza data ai due temi nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa dell’istituto.
Luisa Tonioni ha subito sottolineato che grazie al lavoro di studenti e studentesse è possibile tirare fuori il meglio del nostro Paese, le proposte dei giovani favoriscono la predisposizione alla legalità e favoriscono la consapevolezza di essere cittadini della propria comunità, sentendosi parte attiva, proponendo soluzioni, riflettendo e discutendo.
Vi è una difficoltà nel dare risposte legata anche alle risorse che sono sempre insufficienti.
Elena Sinimberghi ha ringraziato tutti per le sollecitazioni che sono venute nel corso della mattinata e ha subito invitato studenti e studentesse di Monsummano alla Scarpata che si terrà domenica prossima come prima occasione per proseguire in questo confronto. Ha auspicato uno scatto di fantasia, un colpo d’ala per ampliare i confini della discussione pubblica, ma anche le modalità, per sfuggire alle ritualità che appesantiscono il dibattito e mortificano la partecipazione.
La Fondazione ha riproposto all’attenzione, in tema di riduzione dei rifiuti, il vecchio progetto della fontanella d’acqua dell’altro istituto pistoiese, il Liceo Petrocchi, vecchio ormai di otto anni, che non ha avuto risposte da parte degli amministratori pubblici. Questa buona pratica rilanciata dagli studenti dell’istituto Capitini non ha costi proibitivi e consente di promuovere comportamenti virtuosi contro gli sprechi e una consapevolezza maggiore di quanto ciascuno e ciascuna possa fare con le proprie azioni quotidiane.
Vi è poi un’altra considerazione da fare: le due proposte che abbiamo ascoltato nella sala Nardi possono essere oggetto di discussione e confronto fra le due scuole, avviare la riflessione in ciascuna del tema proposto dall’altra, giovani che sollecitano altri giovani, più grandi o più piccoli, a comportamenti e pratiche quotidiane in una sorta di rimbalzo, un cerchio sempre più largo, inclusivo e arricchente. Forse una prima opportunità di rompere lo schema della discussione pubblica chiusa.
Con queste suggestioni si è concluso l’incontro dandoci appuntamento al 20 ottobre per la Conferenza finale.


Sergio Tamborrino
Responsabile Toscana Progetto Scuola

mercoledì 18 maggio 2016

Incontro con le giovani sentinelle di Poggibonsi (SI)


Incontro con le giovani sentinelle di Poggibonsi (SI)

L'ultimo appuntamento con le giovani sentinelle di Toscana è a Poggibonsi, nella accogliente sala Accabi Burresi, venerdì 13 maggio. Ragazze e ragazzi dell'Istituto comprensivo 1, quelli della sede centrale Marmocchi e quelli della succursale di Staggia si sono ritrovati, composti e preparati, con le loro insegnanti, ad occupare tutti i posti disponibili, accolti per la seconda volta dall'assessora comunale alle Politiche educative, Susanna Salvadori in quanto la Provincia di Siena non dispone di spazi sufficientemente ampi per ospitare cento studenti.

La Dirigente scolastica, Manuela Becattelli,  ha salutato giovani, Fondazione e Amministrazione e ha annunciato che il lavoro di studenti e studentesse sarà oggetto di confronto con chi ha il governo della cosa pubblica perché diventi patrimonio di tutti e sia sottoposto alla riflessione e all'approfondimento.

E il confronto e la discussione sono stati confermati da Susanna Salvadori nel suo saluto introduttivo ai giovanissimi ai quali ha espresso tutta la disponibilità sua e dell'amministrazione ad analizzare e andare a fondo, in questo percorso di educazione alla cittadinanza, facendo conoscere e illustrare che cosa fa l'amministrazione e come funziona, quali procedure seguire e come si giunge ad una decisione finale.

La Fondazione ha introdotto i lavori apprezzando la compostezza e la puntualità è ricordato la responsabilità di ciascuno di noi nel formare i cittadini e le cittadine. In questo senso va intesa la scelta di incontrare le diverse amministrazioni, al di là delle competenze, perché serve a far conoscere le diverse istituzioni, i rispettivi compiti e il contributo che ciascuno può dare alla formazione dei cittadini.

Hanno preso la parola per primi quelli della scuola Marmocchi che hanno approfondito la questione dell'area degradata di fronte alla scuola primaria Calamandrei.

Le immagini che hanno raccolto e le informazioni che hanno tratto dal racconto di Sergio Gambassi, uno degli abitanti della via dove è ubicata la scuola e memoria storica del luogo, hanno consentito di ricostruire le vicende dello spazio abbandonato e di sollecitare interventi urgenti per contrastare il degrado di quel pezzo di archeologia industriale così intriso di rischi per l’ambiente e per la salute.

Susanna Salvadori ha innanzitutto annunciato che la scuola Calamandrei avrà presto una nuova sede, mentre per l'area in questione ha ricordato che ci sarà l'incontro con i giovani del Marmocchi per approfondire tutta la questione, cominciando a conoscere più da vicino gli strumenti dell'amministrazione e come vengono prese le decisioni.

Poi hanno preso la parola studenti e studentesse di Staggia i cui compagni più grandi avevano posto la questione di un altro edificio in condizioni di degrado nell'abitato di Staggia. Quest'anno hanno voluto restringere la loro proposta ad alcune situazioni con l'intento di ridare slancio al luogo dove vivono. All'accesso della scuola manca una passarella che eviterebbe a ragazzi e ragazze di insudiciare il pavimento della scuola nei giorni di pioggia; hanno proseguito con la pista ciclabile che collega Poggibonsi a Staggia, non ancora completata e che obbliga in alcuni tratti a percorre la provinciale che è molto stretta; infine hanno lanciato il tema di un fontanello dell'acqua o, per meglio dire, di una casetta dell'acqua. A questo proposito hanno elaborato graficamente tre modelli affidando la scelta ad un referendum fra la popolazione e, infine, per dare maggiore forza al loro ragionamento, hanno calcolato quanta plastica e quanti rifiuti  in meno sarebbero prodotti con la realizzazione della casetta.

La pista ciclabile è uno dei progetti in cantiere dell'amministrazione – ha confermato Susanna Salvadori – e quello che collega Poggibonsi e Staggia è un pezzo del più ampio che collegherà Poggibonsi a Montalcino. E anche il fontanello dell'acqua è una delle proposte allo studio degli uffici tecnici. Il vialetto all'ingresso della scuola è un tema di interesse e va inserito nel discorso più generale delle priorità dell'amministrazione, su cui ci sarà da riflettere in occasione dell'incontro con i giovani.

Salvatore Marti, architetto invitato dalla Fondazione per approfondire la questione delle aree abbandonate e del loro recupero, ha offerto un contributo sul tema e sul degrado, invitando i giovani a riflettere e a fare molta attenzione sulle problematiche connesse: i rischi dell'inquinamento, la presenza di amianto e di metalli nel terreno sono comunque pericoli che crescono con il procrastinarsi di una situazione di grave disagio come quelle di parti del territorio urbano che sono in condizioni di abbandono. In tali situazioni è importante l'opera di sorveglianza dell'amministrazione pubblica che ha il compito di monitorare i rischi. Susanna Salvadori ha confermato quali azioni ha promosso l'ente locale. Salvatore Marti ha aggiunto che analisi dei rischi e monitoraggio non devono procedere a lungo nel tempo ma serve la riflessione e la discussione per pianificare le attività di recupero e di valorizzazione di luoghi e spazi dove, un tempo, si lavorava e si produceva, in modo da restituire alla collettività un idea di bellezza e significanza dei luoghi che sia anch’essa contrasto all’illegalità e al degrado.

Anche a Poggibonsi la Fondazione ha riproposto la mozione per il contrasto della criminalità, all'evasione fiscale e alla corruzione quali leve per recuperare risorse per il rilancio del Paese, ma anche strumenti indispensabili per riaffermare la cultura della legalità. E con queste ultime notazioni ci siamo dati appuntamento per la Conferenza finale del prossimo 21 ottobre.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola