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mercoledì 18 maggio 2016
Incontro con le giovani sentinelle di Poggibonsi (SI)
Incontro con le giovani sentinelle di Poggibonsi (SI)
L'ultimo appuntamento con le giovani sentinelle di Toscana è a Poggibonsi, nella accogliente sala Accabi Burresi, venerdì 13 maggio. Ragazze e ragazzi dell'Istituto comprensivo 1, quelli della sede centrale Marmocchi e quelli della succursale di Staggia si sono ritrovati, composti e preparati, con le loro insegnanti, ad occupare tutti i posti disponibili, accolti per la seconda volta dall'assessora comunale alle Politiche educative, Susanna Salvadori in quanto la Provincia di Siena non dispone di spazi sufficientemente ampi per ospitare cento studenti.
La Dirigente scolastica, Manuela Becattelli, ha salutato giovani, Fondazione e Amministrazione e ha annunciato che il lavoro di studenti e studentesse sarà oggetto di confronto con chi ha il governo della cosa pubblica perché diventi patrimonio di tutti e sia sottoposto alla riflessione e all'approfondimento.
E il confronto e la discussione sono stati confermati da Susanna Salvadori nel suo saluto introduttivo ai giovanissimi ai quali ha espresso tutta la disponibilità sua e dell'amministrazione ad analizzare e andare a fondo, in questo percorso di educazione alla cittadinanza, facendo conoscere e illustrare che cosa fa l'amministrazione e come funziona, quali procedure seguire e come si giunge ad una decisione finale.
La Fondazione ha introdotto i lavori apprezzando la compostezza e la puntualità è ricordato la responsabilità di ciascuno di noi nel formare i cittadini e le cittadine. In questo senso va intesa la scelta di incontrare le diverse amministrazioni, al di là delle competenze, perché serve a far conoscere le diverse istituzioni, i rispettivi compiti e il contributo che ciascuno può dare alla formazione dei cittadini.
Hanno preso la parola per primi quelli della scuola Marmocchi che hanno approfondito la questione dell'area degradata di fronte alla scuola primaria Calamandrei.
Le immagini che hanno raccolto e le informazioni che hanno tratto dal racconto di Sergio Gambassi, uno degli abitanti della via dove è ubicata la scuola e memoria storica del luogo, hanno consentito di ricostruire le vicende dello spazio abbandonato e di sollecitare interventi urgenti per contrastare il degrado di quel pezzo di archeologia industriale così intriso di rischi per l’ambiente e per la salute.
Susanna Salvadori ha innanzitutto annunciato che la scuola Calamandrei avrà presto una nuova sede, mentre per l'area in questione ha ricordato che ci sarà l'incontro con i giovani del Marmocchi per approfondire tutta la questione, cominciando a conoscere più da vicino gli strumenti dell'amministrazione e come vengono prese le decisioni.
Poi hanno preso la parola studenti e studentesse di Staggia i cui compagni più grandi avevano posto la questione di un altro edificio in condizioni di degrado nell'abitato di Staggia. Quest'anno hanno voluto restringere la loro proposta ad alcune situazioni con l'intento di ridare slancio al luogo dove vivono. All'accesso della scuola manca una passarella che eviterebbe a ragazzi e ragazze di insudiciare il pavimento della scuola nei giorni di pioggia; hanno proseguito con la pista ciclabile che collega Poggibonsi a Staggia, non ancora completata e che obbliga in alcuni tratti a percorre la provinciale che è molto stretta; infine hanno lanciato il tema di un fontanello dell'acqua o, per meglio dire, di una casetta dell'acqua. A questo proposito hanno elaborato graficamente tre modelli affidando la scelta ad un referendum fra la popolazione e, infine, per dare maggiore forza al loro ragionamento, hanno calcolato quanta plastica e quanti rifiuti in meno sarebbero prodotti con la realizzazione della casetta.
La pista ciclabile è uno dei progetti in cantiere dell'amministrazione – ha confermato Susanna Salvadori – e quello che collega Poggibonsi e Staggia è un pezzo del più ampio che collegherà Poggibonsi a Montalcino. E anche il fontanello dell'acqua è una delle proposte allo studio degli uffici tecnici. Il vialetto all'ingresso della scuola è un tema di interesse e va inserito nel discorso più generale delle priorità dell'amministrazione, su cui ci sarà da riflettere in occasione dell'incontro con i giovani.
Salvatore Marti, architetto invitato dalla Fondazione per approfondire la questione delle aree abbandonate e del loro recupero, ha offerto un contributo sul tema e sul degrado, invitando i giovani a riflettere e a fare molta attenzione sulle problematiche connesse: i rischi dell'inquinamento, la presenza di amianto e di metalli nel terreno sono comunque pericoli che crescono con il procrastinarsi di una situazione di grave disagio come quelle di parti del territorio urbano che sono in condizioni di abbandono. In tali situazioni è importante l'opera di sorveglianza dell'amministrazione pubblica che ha il compito di monitorare i rischi. Susanna Salvadori ha confermato quali azioni ha promosso l'ente locale. Salvatore Marti ha aggiunto che analisi dei rischi e monitoraggio non devono procedere a lungo nel tempo ma serve la riflessione e la discussione per pianificare le attività di recupero e di valorizzazione di luoghi e spazi dove, un tempo, si lavorava e si produceva, in modo da restituire alla collettività un idea di bellezza e significanza dei luoghi che sia anch’essa contrasto all’illegalità e al degrado.
Anche a Poggibonsi la Fondazione ha riproposto la mozione per il contrasto della criminalità, all'evasione fiscale e alla corruzione quali leve per recuperare risorse per il rilancio del Paese, ma anche strumenti indispensabili per riaffermare la cultura della legalità. E con queste ultime notazioni ci siamo dati appuntamento per la Conferenza finale del prossimo 21 ottobre.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
martedì 15 marzo 2016
Incontro a Poggibonsi (SI)
Incontro a Poggibonsi (SI)
Martedì 8 marzo l'appuntamento è con le giovani sentinelle di Poggibonsi. Nella sala Minore del teatro Politeama le classi delle scuola Marmocchi dell'Istituto Comprensivo 1 di Poggibonsi e della succursale di Staggia sono state accolte dall'assessore alle Politiche Educative, Susanna Salvadori.
La Fondazione ha ricordato i contenuti del progetto e i fini nell’ambito della disciplina Cittadinanza e Costituzione, dell'importanza di acquisire gli strumenti per essere pronti ad affrontare il ruolo di cittadini protagonisti della vita della propria città.
A prendere la parola ragazzi e ragazze della scuola Marmocchi: prima uno di loro, in camicia bianca e pantaloni neri per l'occasione, ha salutato tutte le donne presenti per la ricorrenza dell’8 marzo e ha poi passato la parola ai suoi compagni che hanno presentato il progetto: L'area dei sogni, riqualificazione di uno spazio all'interno della fabbrica in rovina antistante la scuola elementare Calamandrei.
Hanno elaborato delle slide per illustrare il tema utilizzando programmi in tridimensionale e dimostrando con grande professionalità il loro impegno frutto di ricerca, di indagini, di questionari, guidati ancora una volta in modo sapiente dalle loro instancabili insegnanti Silvia Cortigiano e Gabriella Masciotta della scuola Marmocchi e Rosalia Amata e Miriam Manconi della succursale di Staggia.
Hanno saputo coniugare storia, ambiente e amore per il loro territorio e non hanno tralasciato il lavoro iniziato dai coetanei dei corsi precedenti e con grande tenace hanno presentato il lavoro alla loro Amministrazione.
Dopo la ricostruzione storica di quell’ambiente legata al mondo del vino: area privata, un tempo luogo di industrie come il sugherificio Coli e Conti, l’Industria Stagnola dell’Italia Centrale e il Capsulificio Toscano, oggi si presenta all’interno dell’area urbana con capannoni fatiscenti, erbacce, rifiuti, materiali abbandonati. I ragazzi hanno chiesto di riqualificarla da archeologia industriale fatiscente che necessita anche di bonifica in un’area dove giocare, dove studiare con una biblioteca. Hanno ripreso il progetto degli anni scorsi di imparare, coinvolgendo i nonni, i mestieri di falegname, cestaio, ma anche laboratori di cucito e cucina. Hanno previsto un orto urbano per capire il ciclo della natura e dell’agricoltura, e poi utilizzare i prodotti coltivati per la mensa scolastica.
È stata la volta dei ragazzi di Staggia con il loro tema: 4 passi a Staggia …verso la cittadinanza attiva. Il lavoro ha visto coinvolti le classi prima, seconda e terza. Hanno iniziato con una breve presentazione storica della loro città, che ha radici antiche poi, da cultori e sentinelle del loro territorio, hanno osservato la realtà legata alla comunità di oggi dove vivono e hanno focalizzato la loro attenzione su “piccole cose” come il vialetto della loro scuola che per attraversarlo provoca disagio quando piove in quanto il giardino diventa un pantano. Con la loro insegnante di tecnica hanno prodotto uno studio approfondito con planimetrie e scelta di materiali e costi per realizzarlo da far invidia ad uno studio tecnico, un disegno piacevole rialzato in calcestruzzo stampato, antiscivolo, antisdrucciolo, resistente agli agenti atmosferici e inattaccabile alle muffe. Hanno fatto poi notare che a Staggia vi è necessità di una Casina dell’Acqua, un fontanello dove prelevare acqua potabile di alta qualità e risparmiare bottiglie di plastica e quindi ridurre i rifiuti. Tra gli interventi previsti dai ragazzi, anche quello di cartelli che invitano ad un maggior rispetto dei giochi nei parchi pubblici, e la realizzazione di una biblioteca.
Al contrario degli anni passati la nuova amministrazione con Susanna Salvadori ha dato risposte esaustive alle richieste degli studenti, ha illustrato il programma politico e i lavori che stanno a breve per partire. Il dialogo con gli studenti e l'istituzione si è svolto nel massimo rispetto ed è stata per i presenti una bella lezione di cittadinanza attiva. Erano presenti anche i genitori degli studenti che hanno partecipato attivamente al dibattito e alla fine si sono complimentati per la riuscita dell'iniziativa con tutti i presenti. E con questo auspicio ci siamo dati appuntamento per il 13 di maggio in Provincia nella speranza che, al contrario dello scorso anno, trovino luoghi e spazi per dialogare con altrettanta serenità con i propri cittadini.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
martedì 1 dicembre 2015
Incontro a Poggibonsi (SI)
Incontro a Poggibonsi (SI)
Lunedì 30 novembre doppio appuntamento a Poggibonsi: alla scuola media Marmocchi e a quella di Staggia Senese, entrambe dell'Istituto comprensivo 1.
Una classe di prima media ci ha accolto con la propria insegnante nel plesso del capoluogo, pronta a raccogliere il testimone dei compagni e compagne più grandi passati agli istituti superiori. Con loro abbiamo ricordato l'esempio di Antonino Caponnetto che dopo essere stato un giudice che ha svolto inchieste sulla mafia ha proseguito il proprio impegno a favore della cultura della legalità. E di cosa è la mafia abbiamo parlato a lungo nell'incontro, prima di soffermarci sui compiti del cittadino attivo e responsabile: rispetto delle regole e degli altri, aver cura di uomini e donne e del mondo in cui viviamo sono le prerogative essenziali che ciascuno e ciascuna deve esercitare. In questo senso abbiamo lanciato la sfida a ragazze e ragazzi che abbiamo invitato a scegliere un tema di particolare interesse, proprio come avevano fatto i loro compagni che avevano posto la questione di uno spazio all'aperto all'interno della scuola, per poi discuterne con chi ha responsabilità di governo nel città di Poggibonsi.
A Staggia erano tre le classi ad attenderci: una prima, una seconda e una terza. Le insegnanti avevano già introdotto con studenti e studentesse il tema di cui si erano occupati i loro compagni lo scorso anno: il recupero di un edificio con degli spazi dove i giovani di Staggia potessero ritrovarsi. Il tema degli spazi è un argomento che viene discusso molto spesso fra i giovani perché, abbiamo osservato, il mondo degli adulti li ha relegati nelle case negando loro i luoghi della socialità. Abbiamo parlato di regole, della nostra Carta costituzionale, di diritti e doveri, di cittadini attenti al bene della propria comunità, in difesa del proprio territorio attraverso il proprio protagonismo per evitare ogni tentativo di infiltrazione dell'economia illegale e del malaffare mafioso.
Nello spirito del progetto ragazzi e ragazze di Staggia hanno deciso di riprendere, oltre al tema che sceglieranno per il loro progetto, le proposte dei propri compagni in quanto condividono quel tema e lo riproporranno ai propri amministratori per poterne discutere nuovamente e avere delle risposte. Ci auguriamo che all’incontro di marzo l’Amministrazione discuta e si confronti in modo chiaro e inequivoco per dare fiducia ai giovani ma anche per collaborare con la scuola alla loro formazione.
Le numerose domande ci fanno ben sperare in un buon esito del progetto e con questi presupposti ci siamo dati appuntamento per martedì 8 marzo, presso la sala comunale di Poggibonsi, con studenti e studentesse dei due plessi dell'Istituto comprensivo 1.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
Lunedì 30 novembre doppio appuntamento a Poggibonsi: alla scuola media Marmocchi e a quella di Staggia Senese, entrambe dell'Istituto comprensivo 1.
Una classe di prima media ci ha accolto con la propria insegnante nel plesso del capoluogo, pronta a raccogliere il testimone dei compagni e compagne più grandi passati agli istituti superiori. Con loro abbiamo ricordato l'esempio di Antonino Caponnetto che dopo essere stato un giudice che ha svolto inchieste sulla mafia ha proseguito il proprio impegno a favore della cultura della legalità. E di cosa è la mafia abbiamo parlato a lungo nell'incontro, prima di soffermarci sui compiti del cittadino attivo e responsabile: rispetto delle regole e degli altri, aver cura di uomini e donne e del mondo in cui viviamo sono le prerogative essenziali che ciascuno e ciascuna deve esercitare. In questo senso abbiamo lanciato la sfida a ragazze e ragazzi che abbiamo invitato a scegliere un tema di particolare interesse, proprio come avevano fatto i loro compagni che avevano posto la questione di uno spazio all'aperto all'interno della scuola, per poi discuterne con chi ha responsabilità di governo nel città di Poggibonsi.
A Staggia erano tre le classi ad attenderci: una prima, una seconda e una terza. Le insegnanti avevano già introdotto con studenti e studentesse il tema di cui si erano occupati i loro compagni lo scorso anno: il recupero di un edificio con degli spazi dove i giovani di Staggia potessero ritrovarsi. Il tema degli spazi è un argomento che viene discusso molto spesso fra i giovani perché, abbiamo osservato, il mondo degli adulti li ha relegati nelle case negando loro i luoghi della socialità. Abbiamo parlato di regole, della nostra Carta costituzionale, di diritti e doveri, di cittadini attenti al bene della propria comunità, in difesa del proprio territorio attraverso il proprio protagonismo per evitare ogni tentativo di infiltrazione dell'economia illegale e del malaffare mafioso.
Nello spirito del progetto ragazzi e ragazze di Staggia hanno deciso di riprendere, oltre al tema che sceglieranno per il loro progetto, le proposte dei propri compagni in quanto condividono quel tema e lo riproporranno ai propri amministratori per poterne discutere nuovamente e avere delle risposte. Ci auguriamo che all’incontro di marzo l’Amministrazione discuta e si confronti in modo chiaro e inequivoco per dare fiducia ai giovani ma anche per collaborare con la scuola alla loro formazione.
Le numerose domande ci fanno ben sperare in un buon esito del progetto e con questi presupposti ci siamo dati appuntamento per martedì 8 marzo, presso la sala comunale di Poggibonsi, con studenti e studentesse dei due plessi dell'Istituto comprensivo 1.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
giovedì 21 maggio 2015
Le Giovani sentinelle senesi incontrano la Provincia di Siena
Le Giovani sentinelle senesi incontrano la Provincia di Siena
Martedì 19 maggio ragazzi e ragazze degli Istituti comprensivi Jacopo della Querce di Siena, Sandro Pertini di Asciano e Rapolano e del comprensivo1 di Poggibonsi e di Staggia si sono ritrovati nell'aula magna dell'Istituto Bandini per confrontarsi con gli amministratori comunali e provinciali. Ringraziamo il Dirigente scolastico Prof. Antonio Vannini per l’ospitalità e l’Ufficio Scolastico Provinciale per aver trovato la Sala per l’incontro. Ad accogliere i ragazzi e le ragazze la sola Fabiola Parenti, consigliera provinciale. A seguire tutto l'incontro Paola Tomassoni, giornalista della Nazione che ringraziamo, alle cui parole lasciamo il report di questo incontro perché descrive, con accuratezza e passione, le proposte dei giovani e il confronto. Parole che testimoniano anche la scelta professionale di ascoltare i giovani cittadini e cittadine che hanno accettato la sfida della Fondazione di prendersi cura del mondo in cui vivono.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
Martedì 19 maggio ragazzi e ragazze degli Istituti comprensivi Jacopo della Querce di Siena, Sandro Pertini di Asciano e Rapolano e del comprensivo1 di Poggibonsi e di Staggia si sono ritrovati nell'aula magna dell'Istituto Bandini per confrontarsi con gli amministratori comunali e provinciali. Ringraziamo il Dirigente scolastico Prof. Antonio Vannini per l’ospitalità e l’Ufficio Scolastico Provinciale per aver trovato la Sala per l’incontro. Ad accogliere i ragazzi e le ragazze la sola Fabiola Parenti, consigliera provinciale. A seguire tutto l'incontro Paola Tomassoni, giornalista della Nazione che ringraziamo, alle cui parole lasciamo il report di questo incontro perché descrive, con accuratezza e passione, le proposte dei giovani e il confronto. Parole che testimoniano anche la scelta professionale di ascoltare i giovani cittadini e cittadine che hanno accettato la sfida della Fondazione di prendersi cura del mondo in cui vivono.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
mercoledì 25 marzo 2015
Poggibonsi e Bagno a Ripoli: le giovani sentinelle si confrontano con i propri amministratori
Poggibonsi e Bagno a Ripoli: le giovani sentinelle si confrontano con i propri amministratori
Lunedì 23 marzo nuovo doppio appuntamento con le Giovani sentinelle a Poggibonsi e a Bagno a Ripoli.
Nella bella sala conferenze del centro Accabi Hospital Burresi, edificio che un tempo ospitava il vecchio ospedale di Poggibonsi, luogo di accoglienza dunque, ragazze e ragazzi delle due scuole medie del Comprensivo 1, Marmocchi del capoluogo e quella di Staggia, sono stati accolti dalla presidente del Consiglio comunale, Enrica Borgianni, che ha salutato i giovani impegnati nel percorso di educazione alla cittadinanza, per il quale ha ringraziato la Fondazione Caponnetto oltre naturalmente il lavoro prezioso delle insegnanti. I giovani sono protagonisti di questa vera e propria sfida culturale che è la battaglia a favore della legalità, battaglia da sostenere quotidianamente e che ha bisogno del sostegno di cittadini e amministratori. In questo senso è importante il ruolo degli uomini e delle donne che si occupano del governo delle città nel dialogo e nel confronto, nel sostegno alle iniziative che valorizzino la partecipazione e la democrazia.
La Fondazione ha ribadito quanto sia importante questo percorso di cittadinanza che prende il via con l'incontro a scuola, poi il lavoro dei giovani con i propri insegnanti trova un primo luogo di confronto nel secondo appuntamento nelle sale consiliari, a testimoniare il particolare compito degli amministratori di offrire il proprio contributo nell'indicare come si prendono le decisioni, come si sceglie, come si usano le risorse pubbliche. Questo confronto è un passaggio importante di quella educazione alla cittadinanza cui mira il progetto Giovani sentinelle. E questa esperienza si ripete in maggio ad un livello differente con chi amministra le province e ne confronto fra progetti diversi di più scuole che, raccolti in un volume, costituiranno memoria del progetto stesso e traccia di quanto i giovani mettono a fuoco per la discussione pubblica.
Ad intervenire per primi quelli della scuola media Marmocchi, che hanno già partecipato al progetto degli scorsi anni. Nell'ultimo avevano posto il problema degli spazi nella propria scuola, luogo dove trascorrono molto tempo e che vorrebbero più accogliente e confortevole. In questi ultimi mesi hanno realizzato l'aula del silenzio, spazio dove potersi fermare per riflettere e pensare, con un arredamento sobrio e molto semplice. Inoltre hanno cominciato a decorare gli spazi comuni, convinti che questo loro impegno sia da stimolo, per i propri compagni, nell'assumere comportamenti corretti e responsabili, nell'avere cura dei beni che appartengono a tutti. Forti di questi lavori realizzati sono tornati alla carica richiedendo che l'amministrazione comunale metta in sicurezza ed esegua quei lavori nello spazio all'aperto che studenti e studentesse hanno proposto di trasformare in luogo per lezioni e di incontro. Per dare maggiore rilievo e visibilità hanno prodotto con la guida del proprio insegnante un plastico che riproduce la propria scuola che riproduce la soluzione da loro prospettata.
Poi è stata la volta di quelli di Staggia. Dove vivono vi è un edificio che dopo essere state edificate strutture portanti e muri esterni è stato abbandonato. Ci sono ancora ponteggi e resti dei lavori. Lo stato di degrado è molto avanzato e il luogo è divenuto ricettacolo di attività illegali. Questo “mostro deturpa il paesaggio urbano e i giovani si sono posti il problema di come trasformarlo. A significare la loro attenzione e le loro preoccupazioni si sono divisi in gruppi e hanno disegnato delle soluzioni: centro sportivo, culturale, luogo di ritrovo, di incontro, spazio per attività fisiche, che hanno illustrato con molta cura con un power point. Hanno voluto così offrire ai cittadini degli spunti di riflessione per sostituire il vecchio edificio con uno nuovo e pubblico che riqualificherebbe la frazione di Staggia e hanno fatto delle ipotesi sugli usi, riconoscendo che la scelta finale debba essere frutto di un coinvolgimento dei cittadini. Hanno voluto dare un bel segnale di essere protagonisti della legalità con il proprio progetto e i cartelloni che hanno esposto sono la migliore testimonianza di questo loro impegno.
Enrica Borgianni ha manifestato il suo stupore davanti ai progetti, alla abilità e al lavoro di ragazzi e ragazze per essere attori del costruire insieme una comunità coesa e attenta, ha riconosciuto che alla base vi è certamente una esigenza di creare spazi, anche se nel comune ve ne sono altri e importanti, e come presidente del Consiglio comunale si impegna a fare da tramite con chi ha il governo della città nel riprendere e nel discute queste proposte. Ha apprezzato molto lo spirito con cui hanno lavorato e hanno partecipato al confronto i giovani.
La professoressa Cortigiani che guida studenti e studentesse del Marmocchi ha sottolineato che i ragazzi e le ragazze si sono trovati a contatto con il tema della cittadinanza attiva anche nel piccolo della propria scuola la scuola e hanno deciso di accettare la sfida della Fondazione, ha ricordato le visite, con gli altri giovani del progetto, del 22 settembre e 18 dicembre a Roma dove hanno incontrato il Presidente della Repubblica e quelli del Senato e della Camera, ha ribadito in ultimo, dopo aver ringraziato l'amministrazione comunale per la vicinanza alla scuola, l'esigenza di una maggiore concretezza e il bisogno che i giovani ricevano segnali concreti da parte di chi governa la cosa pubblica.
La discussione ha suscitato la curiosità dei due genitori presenti che hanno voluto conoscere meglio il progetto e poi con tutti ci siamo dati appuntamento a Siena per martedì 19 maggio.
Sergio Tamborrino
Responsabile Progetto Scuola Toscana
A Bagno a Ripoli le sentinelle sono state ospiti del loro sindaco, Francesco Casini, che le ha accolte con le assessore all'Istruzione, Annalisa Massari, e alla Legalità, Francesca Cellini. Ha innanzi tutto ringraziato la Fondazione dell'impegno a favore della legalità all’interno delle scuole e ribadito tutto l’orgoglio dell’amministrazione nell’ospitare la sede della Fondazione.
La presenza degli amministratori testimonia l’attenzione al tema della legalità in particolare con i giovani, che rappresentano il futuro della comunità. Il Comune di Bagno a Ripoli ospita ogni anno il Vertice antimafia della Fondazione che il Sindaco auspica sia sempre più partecipato dai giovani ed annuncia la prossima iniziativa di maggio sulle zoomafie. Ha ribadito l'intenzione dell’amministrazione di continuare a percorrere questa via di educazione alla legalità insieme alla Fondazione Caponnetto.
Ha poi preso la parola la Fondazione, ricordando che nel comune di Bagno a Ripoli è attiva, sin dall’inizio del progetto, una collaborazione con la Polizia Municipale grazie all’impegno del suo comandante Filippo Fusi e dell’Ispettore Valentino Maltinti.
La classe 2 A della scuola media Granacci ha esordito per prima con un progetto sul rispetto delle regole all’interno della scuola. Gli studenti hanno fatto un’indagine per mettere in evidenza quali siano le regole che non vengono rispettate e quali le conseguenze, si sono divisi in gruppi, ognuno si è preso il compito di documentare con foto i beni manomessi, situati in una specifica area della scuola.
La maggior parte delle regole che non vengono rispettate sono quelle che servono a tutelare i beni comuni, ad esempio i banchi vengono rigati, i muri imbrattati con graffiti, i bagni rotti, i rifiuti buttati all’esterno dei cestini. Il risultato è stato che le regole non vengono rispettate perché ci sono dei ragazzi che così facendo si sentono ‘fighi’, oppure per noncuranza o per pigrizia.
La conclusione è che se non si rispettano le regole i beni comuni vengono rovinati e ci si danneggia a vicenda.
I ragazzi non hanno ancora completato il proprio lavoro e quindi la Fondazione ha ricordato un analogo tema fatto, sempre a Bagno a Ripoli, dai ragazzi del comprensivo Caponnetto. Al degrado all’interno della propria scuola hanno contribuito gli stessi compagni e quindi bisogna chiedersi: ma io che cosa posso fare? Girarmi dall’altra parte ed essere complice? Oppure per essere credibili prendere da esempio i compagni del comprensivo Caponnetto che lo scorso anno si sono dati appuntamento 4 pomeriggi e hanno ripulito la scuola? E, dopo averlo fatto, hanno sentito la fatica di quell’esperienza per far sì che non ci fosse più degrado e lavoro da fare …si sono date delle regole in difesa della propria scuole e dei loro beni comuni. La Fondazione ha chiesto ai ragazzi di indicare una soluzione per maggio! Ognuno di noi deve cominciare a fare qualcosa in prima persona.
È toccato poi ai ragazzi della 2 B Volta e della 2 A Gobetti che hanno realizzato un questionario sulla discriminazione razziale, l’orientamento sessuale e gli atti discriminatori nei confronti delle persone con disabilità, ponendosi l’ulteriore obiettivo di non utilizzare carta per la distribuzione del questionario ma siti web dove poter caricare il questionario per raccogliere risposte, e vari account da mandare a diverse gruppi di persone: docenti, genitori, alunni, dipendenti comunali.
Le risposte ottenute sono state raccolte in alcuni grafici. Per ora è stato somministrato a circa 400 persone, ma chiedono un aiuto a divulgarlo ad un numero più ampio e a coloro che non hanno completato il questionario di farlo, in modo da poter avere ancora risposte, e sottolineano come nel corso di questo lavoro siano riusciti a fare un uso responsabile di internet.
Gli studenti della 2 IT hanno proiettato un breve video sulla discriminazione che ben si presterebbe per un utilizzo come “pubblicità progresso”. Per il sonoro la scelta è caduta su “I have a dream”, frase che nel video è tradotta in tante lingue diverse e rappresentata da tanti volti diversi fra cui molti ragazzi della scuola e della stessa insegnante, Maria Ester Mastrogiovanni, perché serva da monito contro la discriminazione e sia segno di speranza per un mondo senza discriminazioni.
La 2 B ha riproposto il progetto Non camminare sulle spalle degli altri, iniziato tre anni fa da una classe quarta del Gobetti che prevedeva la realizzazione di una campagna pubblicitaria mirata sui mezzi dell'Ataf per invitare i cittadini a pagare il biglietto dell’autobus.
Tre anni fa avevano avuto assicurazioni da parte del Comune e Provincia che si sarebbero fatto carico delle spese di stampa dei manifesti e, dopo un incontro con l’Ataf, la disponibilità dell'azienda ad inserirli negli spazi pubblicitari negli autobus. È passato un anno e mezzo ma i ragazzi non hanno dimenticato e lo scorso anno hanno riproposto il tema; nel frattempo l’Ataf è stata privatizzata e la nuova proprietà ha comunicato che per quella campagna pubblicitaria sull’autobus con quei disegni dei giovani, gli stessi avrebbero dovuto pagare come se fossero degli operatori economici!
L’Ataf ha prospettato ai ragazzi altre soluzioni quali inserire i disegni sul retro dei biglietti, ma dei manifesti neanche parlarne! Poi il silenzio, l’Ataf non si è più fatta sentire!
Gli studenti chiedono di riprendere i contatti con Ataf in modo da portare a termine tale progetto ormai in cantiere da tre anni. Le Sentinelle non mollano!
La Fondazione ha chiesto all’Amministrazione un impegno a sollecitare tutte le parti in causa, istituzioni comprese, per trovare insieme una soluzione alla richiesta dei ragazzi per far emergere il buon senso ed avere dei buoni servizi contro i paradossi di cretese memoria!
Maurizio Poggi ha lodato il lavoro dei ragazzi sottolineando l’evidente buona scuola che rende possibile tali espressioni, si è dichiarato disponibile, per la zona di Sieci, a divulgare il questionario e ha presentato Salvatore della Cooperativa Lavoro e non Solo che ha raccontato di come Corleone capitale della mafia oggi possa definirsi invece capitale dell’antimafia.
Il suo racconto ha conquistato i ragazzi: la sua infanzia in una terra in cui nominare la mafia era vietato e oggi sentire cittadini ed istituzioni parlare di mafia costituisce un grosso passo avanti per sconfiggerla; la nascita della cooperativa, giovani corleonesi che dicono no alla mafia e chiedono allo Stato, grazie alla legge 109, di farsi assegnare i terreni confiscati appartenuti a Riina, Provenzano, Liggio, per poi coltivarli.
I primi anni sono stati duri. La mafia cercava con le minacce di non far emergere il lavoro e i sacrifici della cooperativa, ma lui e gli altri soci non si sono lasciati intimidire, i primi segnali di solidarietà venuti dai ragazzi toscani e poi da tutta Italia. I ragazzi venivano ospitati nella palestra del comune dove mangiavano e dormivano, poi Casa Caponnetto, oggi ostello che ospita tutti gli anni oltre 900 ragazzi. Grazie alla Cgil, allo Spi, all'Arci, la cooperativa ha continuato a battersi e a cercare condivisione con altre realtà, ha coinvolto 30 produttori onesti di Corleone ad associarsi dando vita a Fior di Corleone, associazione che oggi si riunisce a Casa Caponnetto. La Fondazione deve dire grazie a loro e alla loro esperienza se quest'anno al progetto Sentinelle partecipano due scuole di Corleone e il prossimo anno altre di due diversi comuni. Questo ha permesso agli studenti siciliani di essere ospiti a Roma il 18 dicembre scorso in Senato e alla Camera e in viale Trastevere del Ministro Stefania Giannini e, il 12 marzo a Palazzo Vecchio insieme a studenti e studentesse delle scuole fiorentine nel corso del secondo appuntamento del progetto 2014-2015.
Annalisa Massari ha lodato il lavoro dei ragazzi e degli insegnanti che studiano e approfondiscono il tema della cittadinanza nell’ambito della disciplina Cittadinanza e Costituzione e ha ribadito l'importanza del contributo a promuovere una cultura dell’antimafia fin da piccoli, perché spesso accade di adottare e far uso di schemi mentali di tipo para-mafioso che sono parte di modalità di pensiero di cui non siamo pienamente consapevoli.
L’amministrazione comunale è impegnata e sostenere questi percorsi di legalità, con questo spirito si è resa disponibile a trovare una soluzione sulla questione Ataf.
Alla fine di questo confronto ci siamo dati appuntamento, ospiti della città metropolitana, il prossimo18 maggio.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
mercoledì 19 novembre 2014
Giovani sentinelle a Poggibonsi e Volterra
Martedì 18 novembre doppio appuntamento per le giovani sentinelle. A Poggibonsi, una nuova classe terza della scuola media di Staggia Senese si è aggiunta agli alunni e alle alunne che hanno preso parte al progetto dello scorso anno.
Con loro abbiamo parlato di Antonino Caponnetto e di mafia, di cittadinanza e responsabilità di ciascuno per contrastare in modo efficace i rischi delle infiltrazioni della criminalità.
La sollecitazione ai nuovi studenti e studentesse ad essere protagonisti consapevoli e attenti si lega al percorso già avviato dai compagni negli anni passati. Di loro non abbiamo dimenticato, né messo da parte, il lavoro prezioso sui temi degli spazi a scuola e il desiderio di avere spazi verdi fuori di essa ma che non hanno trovato ascolto. Riprenderemo nell'appuntamento del prossimo 23 febbraio 2015 con i nuovi amministratori di Poggibonsi insieme con il tema che sceglieranno per questa nuova edizione del progetto.
L'augurio è che gli interlocutori, chi governa la città abbiano non solo disponibilità e pazienza per ascoltare, ma discutano francamente con i giovani e facciano seguire i fatti alle buone intenzioni.
Il secondo appuntamento è stato a Volterra. Quest'anno ci siamo ritrovati al Liceo artistico, perché più numeroso il gruppo di ragazzi e ragazze di questa scuola in rapporto a quelli del Liceo Classico. Nella bella aula magna ad attenderci ben cinque classi, quattro nuove ed una quinta dello scorso anno, che continueranno con il loro progetto riguardante la riqualificazione del sottopasso che porta in città.
Cinque classi in "religioso" silenzio!
Silenzio non imposto, ma di cosciente attenzione. Mafia, corruzione, etica, solidarietà, "voglia di lottare", come diceva Caponnetto, per loro non sono parole vane e la buona Scuola è questa che stiamo incontrando in questi mesi. Già lo scorso anno questi giovani sono stati promotori attivi per la rinascita di Volterra, dopo le piogge del 30 gennaio 2013 che avevano portato via un pezzo delle mura della città. Anche in questo caso i ragazzi chiederanno come mai i promotori di “Salviamo Volterra” non hanno dato seguito alla pubblicazione del libro che studenti e studentesse avevano preparato per contribuire con la sua vendita a raccogliere fondi per la ricostruzione! Volendo con la loro azione tenere viva la memoria della città e la sua cura, e dando ulteriore prova di cosa sia la formazione del cittadino nella scuola pubblica.
La scuola come luogo della conoscenza, del sapere, della cittadinanza per far sì che la mafia abbia più paura della scuola della stessa giustizia, come amava ricordare Antonino Caponnetto.
Tante domande e i capannelli alla fine delle due ore fanno ben sperare nell'incontro del prossimo venerdì 13 marzo nella sala del Comune di Volterra con chi governa la città.
Anche in marzo doppio appuntamento ad Arezzo e a Volterra.
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