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martedì 28 maggio 2019

Ancora un doppio appuntamento con le giovani sentinelle siciliane, a Catania e a Ragusa


Nella città etnea ragazzi e ragazze di ben sette istituti della città e della provincia, assenti solo i giovani del comprensivo Federico II di Svevia di Mascalucia, si sono ritrovati venerdì 10 maggio nella ampia sala delle Ciminiere, uno degli edifici recuperati di quelle costruzioni ormai abbandonate che costituivano il grande complesso industriale di raffinazione dello zolfo estratto dalle miniere dell'entroterra siciliano, dove sono stati accolti da Angelo Carbone, funzionario della Città metropolitana che ha ospitato questo terzo appuntamento. 

A nome del sindaco metropolitano, Salvo Pogliese, li ha salutati e incoraggiati nel proseguire nel difficile compito di formazione alla cittadinanza e ha ringraziato la fondazione per l’impegno assunto e per offrire questa opportunità a giovani e giovanissimi di fare esperienza di cittadinanza attiva e responsabile.

E proprio all’esperienza di cittadinanza abbiamo fatto riferimento, con Christian Petrina, nell’introdurre i lavori veri e propri, ricordando a ragazzi e ragazze che con questo appuntamento allarghiamo l’orizzonte in molti sensi: innanzitutto geografico col ritrovarsi con scuole di altri comuni e con esperienze differenti nei temi e nei linguaggi, nelle proposte e nelle sollecitazioni. 

Ogni scuola, dopo l’esperienza di confronto e di discussione con i propri amministratori, esce fuori dai confini comunali e ha l’opportunità di scambiare esperienze e progetti con altre, scoprendo percorsi differenti e temi diversi, linguaggi e proposte ulteriori che arricchiscono il bagaglio culturale e il costume civico di ogni studente e studentessa. E con questo intendimento abbiamo dato il via ai lavori veri e propri.

Ad esordire è stata Angelica della scuola media del comprensivo Leonardo da Vinci di Mascalucia. Ha rotto il ghiaccio introducendo il tema del recupero del parco Manenti, uno spazio di grande valore nella città che rischia il degrado. Con le immagini hanno documentato le condizioni di abbandono e poi hanno avanzato delle proposte di recupero chiedendo al sindaco, già nel secondo appuntamento del 28 marzo, di intervenire per ripulire e manutenere, e a Catania hanno concentrato l’attenzione sulle opportunità: rendere il parco il polmone verde della città, recuperare la parte archeologica, dotarlo di giochi e arredi adatti, riservando uno spazio ad un orto urbano didattico e hanno illustrato i loro propositi con un cartellone.

Hanno poi preso la parola i coetanei e le coetanee del comprensivo D’Annunzio di Motta Sant'Anastasia che hanno lavorato sui temi della differenziazione di rifiuti. Hanno descritto la situazione del cattivo odore che esala dalla discarica della quale hanno ricordato la storia e hanno richiesto di avere informazioni in merito anche di azioni di bonifica, hanno approfondito i temi della raccolta differenziata e della tariffazione con dei bei cartelloni.


Con i ragazzi e le ragazze ha interloquito subito Gaetano Vitale, assessore comunale, che ha ribadito  che la scelta della chiusura è una scelta strategica perché l’obiettivo è di promuovere in ogni modo e con risolutezza la raccolta differenziata e, per sostenerla ulteriormente, sarà realizzata presto un’isola ecologica su un terreno sequestrato alla mafia, mentre su un altro si costruirà un nuovo plesso scolastico.

Sul palco sono poi saliti i giovanissimi di Acireale. Ragazzi e ragazze con i loro cartelloni hanno raccontato la storia del quartiere, cresciuto molto negli ultimi anni, mettendo in evidenza alcuni aspetti critici come il traffico, la manutenzione delle strade, e quella della scuola, il cui numero degli studenti è aumentato, e hanno richiesto alcuni interventi su porte e vetrate. Hanno poi ripreso la questione della cittadella del carnevale che potrebbe essere migliorata, aperta tutto l'anno, e hanno rievocato la figura di Giovanni Coco, carrista, e con lui la necessità di valorizzare il lavoro dei carristi. Per illustrare i temi hanno preparato alcuni cartelloni coloratissimi.

Appena terminato hanno preso la parola gli studenti e le studentesse dell’Istituto comprensivo Fontanarossa di Catania che hanno affrontato il tema delle regole osservandolo dal lato dei comportamenti di chi non paga il biglietto sull’autobus, comportamento diffuso anche fra i loro coetanei. Nel loro percorso hanno incontrato il presidente dell’AMT, l’azienda dei trasporti di Catania, per ricercare soluzioni e proporre qualche loro suggerimento. 

Hanno chiesto delle agevolazioni per gli studenti, incoraggiandoli in questo modo a comportamenti virtuosi poi, nel tentativo di legare questo tema dei biglietti dell’autobus a quello dei rifiuti, altra questione rilevante nel quartiere hanno proposto la raccolta dei tappi di plastica e il relativo conferimento in dei punti di raccolta come modalità per ottenere altre riduzioni al prezzo del biglietto. Intendono collaborare ad una pubblicità progresso da inserire all’interno degli autobus. Hanno infine redatto un decalogo delle buone regole e si sono impegnati a coinvolgere nei prossimi mesi tutta la scuola ed estenderlo poi anche fuori dal loro istituto.

Il palco poi è stato occupato dai giovani di Tremestieri Etneo, ragazzi e ragazze delle classi prime della media dell’Istituto comprensivo Raffaello Sanzio che hanno introdotto il tema Bullismo e prevaricazione. Torna con insistenza il tema a significare preoccupazione e paura e torna a scuola perché è luogo di incontro e di collaborazione, dove è possibile pensare e mettere in atto strategie di contrasto e insegnare ai giovani come riconoscere il fenomeno. Si abbassa l'età in cui si fa esperienza e nel loro percorso i giovani avevano raccolto testimonianze di compagni e compagne vittime dei bulli. Immagini e parole, nel loro caso alcune poesie sono stati gli strumenti approntati per far conoscere e contrastare il fenomeno, strumenti che potrebbero essere condivisi con altre scuole.

Anche quelli di Viagrande, gli studenti e le studentesse dell’Istituto comprensivo Giovanni Verga, hanno scelto e approfondito il tema del bullismo e del cyberbullismo. Lo hanno fatto con un video  che riprende una drammatizzazione teatrale sul tema, con le parole e con le immagini di cartelloni e manifesti. Di nuovo il contesto scolastico è quello più ricercato per porre un argine perché in esso è possibile costruire relazioni fra i giovani, avere l’aiuto degli adulti per rompere il muro dell’omertà e dell’isolamento.

Ultimi a salire sul palco i più grandi dell’Istituto superiore Benedetto Radice di Bronte. Tutela di alcuni luoghi di interesse storico per la rivalutazione e la sostenibilità del proprio territorio il tema scelto da questi ragazzi e ragazze legati alla propria terra che vorrebbero preservare da ogni tentativo speculativo e dall’abbandono. Hanno individuato i luoghi di interesse storico e ne hanno documentato in certi casi l’abbandono e l’incuria, hanno posto l’attenzione sui ritrovi dei giovani e hanno puntato a legare i due aspetti: spazi per loro e recupero del patrimonio in modo da preservare l’identità e conservare le testimonianze. Per questo sono necessari luoghi in cui i giovani possono ritrovarsi e fare delle attività. 

Per quanto riguarda quelli di interesse storico hanno proposto uno strumento come il QR Code che permette al turista e al viaggiatore di trovare subito le informazioni sul monumento che sta visitando sul suo smartphone. Tale strumento è già stato adottato dall’amministrazione comunale e costituisce un bel riconoscimento al lavoro di ragazzi e ragazze.

Dopo questa interessante serie di proposte, straordinariamente attuali e ricche di suggerimenti, obiettivi che possono essere condivisi da scuole diverse, collaborazioni che ci auguriamo possano prendere il via, temi che passano da un luogo all’altro, ha preso la parola Fabio Cantarella, assessore comunale di Catania che ha le deleghe all’Ambiente, all’Ecologia e alla Sicurezza che, dopo aver ringraziato la fondazione per il lavoro svolto, ha rinnovato l’invito ai giovani al rispetto delle regole. Non una generica e formale osservanza, ma una scelta meditata e convinta, consapevole e responsabile perché solo in questo modo è possibile con il contributo di ciascuno introdurre una discontinuità nei comportamenti quotidiani che alimentano l’omertà e l’indifferenza. E i temi che hanno scelto i giovani, nella loro varietà, hanno offerto molti motivi di riflessione di quanto sia urgente l’impegno in prima persona.

Con questi auspici ci siamo dati appuntamento alla Conferenza finale da tenersi nel mese di ottobre con tutte le scuole della Sicilia che hanno condiviso questo percorso per tutto l’anno.

In contemporanea si sono ritrovati, ospiti del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, ragazzi e ragazze dell’Istituto comprensivo Salvatore Quasimodo della città, insieme al loro insegnante referente del progetto, Andrea Cicero, pronti a confrontarsi con i loro coetanei della scuola media statale Giovanni XXIII di Modica, accompagnati dalla loro referente, Daniela Denaro.  

A dare il benvenuto, nella sala del Consiglio, è il commissario straordinario, Salvatore Piazza, che ha spiegato le funzioni e le competenze dell’ex Provincia e, sull’attuale gestione commissariale, ha informato i ragazzi che vi saranno presto nuove elezioni di secondo livello che eleggeranno il nuovo presidente.

La Fondazione ha ricordato i vari passaggi di questo percorso formativo, con incontri che prevedono confronti con le istituzioni locali, provinciali, regionali e nazionali. Ha ribadito che nella società contemporanea sono diffuse la corruzione, le raccomandazioni o le connivenze politico-criminali, vi è un distacco marcato dalla politica da parte dei cittadini e dei giovani. Proprio per ricucire questa lacerazione viene in soccorso la scuola pubblica. Lo spirito del progetto è promuovere il dialogo, il confronto affinché i giovani si sentano finalmente membri consapevoli e attivi della propria comunità, responsabili dei beni comuni e difensori del territorio urbano e sociale in cui vivono. In questo non c’è spazio per le passerelle o promesse che cadono nel vuoto. Alle istituzioni e all’Amministrazione pubblica chiediamo responsabilità, comportamenti credibili in modo che il proprio sia da esempio e dia spinta al rinnovamento partecipato. Costituire uno spazio pubblico dove esercitare la nobile arte della politica intesa come cura della polis, arte non riservata solamente ad alcuni cittadini, ma bene di tutti.

Hanno poi preso la parola i ragazzi di Modica con il loro tema: Dalle dipendenze nocive...alle dipendenze positive: io scelgo. Il recupero dei luoghi dello spaccio - la villetta del quartiere Sacro Cuore. Quanto a questo loro sogno, in realtà hanno puntualizzato che si tratta di un bi-sogno, hanno ricordato all’ amministrazione che la carenza di spazi aggregativi – con un territorio cementificato senza una pianificazione strutturale che non ha saputo tenere presente i bisogni dei giovani e dei cittadini, e i pochi luoghi di ritrovo sono in condizione di abbandono - è una pesante eredità che non consente di contrastare le dipendenze. Forti di queste convinzioni, ragazzi e ragazze hanno argomentato, illustrato, avanzato le proprie proposte per recuperare spazi e promuovere una campagna sul tema delle dipendenze.

Terminato l’intervento di quelli di Modica hanno preso la parola i giovani dell’Istituto comprensivo Salvatore Quasimodo di Ragusa con il loro tema: Educazione alla cittadinanza vista con gli occhi dei ragazzi: campagna pubblicitaria di sensibilizzazione Pubblicità Progresso. Anche i ragazzi di Ragusa mettono in gioco tutta la loro voglia di protagonismo, da esserne orgogliosi come dovrebbe essere in un Paese normale!

Al proprio sindaco, nel secondo incontro avevano lanciato la sfida di una smart city, per una Ragusa del futuro, del loro futuro. Con l’aiuto della scuola, dei loro insegnanti avevano approfondito come costruire con nuove metodologie, recuperare edifici e spazi già esistenti per evitare archeologie industriali, come recuperare le acque piovane, l’importanza di  una politica che va verso le energie pulite come i pannelli fotovoltaici. E ancora, i trasporti, il capitale umano e sociale, una gestione sapiente delle risorse naturali. Da provetti giornalisti avevano fotografato la città evidenziando le sue criticità come l'immondizia, il degrado, l'inciviltà, realizzando un cartello che racchiude una triste realtà: «fa che l'immondizia non prenda il nostro posto». Si erano occupati di parcheggi intorno alla scuola dove dilaga la sosta selvaggia. Ed infine anche loro, come i giovani di Modica, si della villetta a Zancle, bene comune dove fa da padrone il degrado: cancellata rugginosa, vegetazione da giungla tropicale. Qui e là si intravedono reperti archeologici, poi guardando più da vicino non sono altro che i vecchi giochi in decadenza!

L’assessora alla Cultura  del Comune di Modica, Maria Monisteri Caschetto, al secondo incontro si era impegnata con i propri giovani cittadini a porre la questione con l’ufficio manutenzioni del Comune per una prima pulizia e potatura della villetta. A programmare una campagna di sensibilizzazione riguardo le dipendenze. Mentre il sindaco di Ragusa era stato più cauto nel dichiarare solo che i lavori della palestra della scuola sarebbero terminati a breve, spostando invece la possibilità della fruizione dalla villetta al parco della vallata di Santa Domenica che non si trova nella loro zona.

Con la loro assenza al terzo incontro, deludendo le aspettative dei ragazzi di entrambe le comunità, hanno negato il confronto e con una tavolozza della politica tutta da disegnare.

Nel prendere la parola il commissario Piazza ha espresso la disponibilità ad avviare un’interlocuzione con il Comune di Modica affinché il sogno o meglio bi-sogno dei giovani modicani possa essere soddisfatto. Incoraggiati e confortati da questa promessa, i ragazzi e le ragazze ragusani hanno risposto in coro chiedendo anche loro delle sorti della villetta a Zancle. Il commissario Piazza li ha rimandati al suo capo di gabinetto che avrà il compito di studiare la questione.

Con tutti ci siamo dati appuntamento ad ottobre, alla conferenza finale a Palermo, insieme con le scuole della regione che hanno aderito al progetto alla presenza di senatori deputati e istituzioni a vari livelli. Le giovani sentinelle saranno vigili e attente affinché le loro proposte non cadano nel vuoto. 


Domenico Bilotta, Giuseppe Vitale, Sergio tamborrino e Christian Petrina

venerdì 5 aprile 2019

Ancora tre appuntamenti fra la Toscana e la Sicilia con le giovani sentinelle


Cascina (PI) la Fondazione ha vissuto un pomeriggio entusiasmante con i ragazzi e le ragazze, grandi e piccoli, di tre istituti cittadini: l’ISIS Antonio Pesenti, la scuola media inferiore dell’Istituto comprensivo Fabrizio De Andrè di San Frediano a Settimo, e quelli della primaria Don Gnocchi di S. Lorenzo alle Corti che fa parte dell’Istituto comprensivo Paolo Borsellino.

Ad accogliere tutte e tutti nel teatro di Cascina l’assessore comunale all'Istruzione e alla Cultura, Leonardo Cosentini, che per l'occasione indossava la fascia tricolore che non è certo una formalità ma è segno della presenza del "governo" locale, espressione della struttura democratica nella quale abbiamo la fortuna di vivere e che rende evidente a giovani e giovanissimi l'importanza del loro lavoro nel confronto con chi ha il governo della cosa pubblica.

Accompagnati dal professor Fernando Mellea, a prendere la parola per primi, gli studenti delle 3 classi del Pesenti che hanno aperto il loro lavoro con una citazione di Antonino Caponnetto, proiettata sul grande schermo del teatro, che invita i giovani a godersi la vita battendosi anche per la giustizia e la legalità.

I ragazzi hanno tenuto una vera e propria conferenza sulla storia delle migrazioni e sui flussi migratori approfondendo i vari aspetti tra le classi seconda, terza e quarta.

Inizia la terza. I ragazzi hanno affrontato argomenti scottanti come la tratta degli esseri umani partendo però dal passato quando a migrare eravamo noi italiani. L'Italia ha conosciuto le migrazioni nel primo e secondo dopoguerra e poi le migrazioni interne mosse da motivazioni economiche, per sfuggire alla povertà, ai disastri naturali. Le grandi migrazioni del passato erano finalizzate anche a trovare nuove terre, a passare dalle campagne alle città e viceversa, ma anche alla scoperta di nuovi territori.

Le ricerca ha evidenziato come dallo scorso anno il flusso migratorio verso l'Italia sia drasticamente diminuito così come gli sbarchi. Sono state proiettate delle video interviste a due migranti che hanno raccontato la loro storia, il loro viaggio e anche un brano del recente discorso del Presidente della Repubblica Mattarella a Cassino, quando ha ricordato come un ragazzino africano, partendo per cercare fortuna verso l'Europa, si fosse fatto cucire nei vestiti la pagella scolastica come fosse un passaporto di merito negli studi da mostrare a destinazione, che non ha mai raggiunto finendo la sua breve vita in modo tragico, in fondo allo stretto di Sicilia.

Gli studenti della classe quarta hanno approfondito la questione della tratta degli esseri umani. Una pratica criminale che contrasta pesantemente con la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.

La tratta è finalizzata alla riduzione in schiavitù, che viene organizzata tramite ogni sorta di pratica illegale, come per esempio, l'utilizzo di passaporti falsi e, quando le vittime sono donne, si traduce quasi inevitabilmente in avvio forzato alla prostituzione.

I ragazzi di quarta hanno affrontato il problema dal punto di vista giuridico citando la Costituzione che afferma come siamo tutti uguali con gli stessi diritti, come affermato anche dalla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo che sancisce i diritti inalienabili di ogni essere umano con i suoi articoli che condannano la tratta e la riduzione in schiavitù, così come la tortura e tutte le pratiche crudeli e degradanti.

Gli studenti del Pesenti si propongono di replicare tutta la conferenza, della quale abbiamo dato solo una sintesi, portandola in giro per illustrarla a altri studenti in altre classi inferiori della loro scuola.

Sono intervenuti poi i più giovani del comprensivo De André con le loro insegnanti Gabriella Gerardi, Delphine Caracciolo, Anna Maria Maurizio, che hanno proiettato il loro video La scuola che vorrei, efficace e divertente come solo i ragazzi sanno fare.
Presenti in forze, i ragazzini, hanno sfilato in corteo sul palco del teatro con tantissimi cartelli che riportavano le loro richieste, accompagnati dal sempre impressionante brano The Wall dei Pink Floyd. Uno spettacolo.

Con piglio deciso, tre classi di prima e una di seconda "media", hanno chiesto che siano risolte una serie di necessità relative alla loro scuola, come degli orti per attività di scienze, una aula all'aperto dove poter studiare e fare lezione nella bella stagione.

Per ultimi i più piccoli che, al solito, sono quelli che emozionano di più.

I bambini della primaria Don Gnocchi, con le loro maestre Irene Internicola, Erica De Lorenzo, Elisa Scarpellini, Milva Bernini e Maria Rosaria Magri hanno presentato un lavoro contro il bullismo dall'efficacissimo slogan Svita il Bullone. Oltre 40 bambini sul palco fanno un effetto notevole con il loro appello ai compagni: Svitare i bulloni!

Grazie a delle slide hanno spiegato come siano stati vittime di bullismo tantissimi che poi hanno avuto una vita soddisfacente e in molti casi sono divenuti anche famosi e rispettati, tra cantanti e attori. I bambini hanno lanciato un accorato appello a tutti i loro coetanei a reagire ai bulli, non isolandosi ma chiedendo subito aiuto a insegnanti e genitori senza vergogna. Hanno spiegato come il bullismo sia un fenomeno diffuso da affrontare insieme e arrivare a "svitare i bulloni". Il bullo esercita il potere fisico o morale ma spesso lo fa perché il primo a avere seri problemi è proprio lui.

Infine ha preso la parola l'assessore Cosentini, che ha ringraziato i ragazzi e poi ha ricordato di essere nato e vissuto sempre a Cascina e di avere presente vari dei problemi esposti dai ragazzi, conoscendo bene le varie situazioni.

A proposito dell'emigrazione ha raccontato di un suo viaggio a New York durante il quale ha visitato Ellis Island, l'isola dove arrivavano i migranti italiani in cerca di fortuna, che venivano trattati spesso malamente.

L'assessore ha ricordato come le scuole del Comune di Cascina siano 27 e come ci sia l'intenzione di dare a tutte spazi esterni ben gestiti e con giochi inclusivi. Ci vorrà un poco di pazienza ma l'assessore è fiducioso e cita anche l'intenzione di creare degli orti da far gestire insieme da bambini e nonni anche nelle scuole elementari.

Non sapevamo quanto fosse rinomata la fama di Cascina per la lavorazione di alta qualità del legno e Cosentini ci ha ricordato come gli arredi del Quirinale siano stati lavorati proprio dagli artigiani di Cascina. Così spera di trovarne uno che possa realizzare una struttura per una classe all'aperto in legno. Così come si penserà a come trovare un forno per lavori in ceramica.

Tante opere di piccola ma importante manutenzione restano da realizzare e sono state evidenziate dai ragazzi, come la palestra della scuola nella frazione San Lorenzo che è decisamente malmessa.

L'assessore si è speso per le due ore con i ragazzi mostrando interesse sincero e la Fondazione è certa che vi saranno sviluppi positivi.

In Sicilia a scendere in campo per primi nella mattinata, sono le giovani sentinelle di Ragusa dell'Istituto comprensivo Salvatore Quasimodo per confrontarsi con la propria amministrazione sul tema: Educazione alla cittadinanza vista con gli occhi dei ragazzi - campagna pubblicitaria di sensibilizzazione Pubblicità Progresso. Il Teatro Comunale Marcello Perracchio si è riempito con gli oltre 250 ragazzi e ragazze, ma hanno dovuto attendere un'ora l'arrivo del loro sindaco, Giuseppe Cassì. La Fondazione sempre puntuale, nonostante i doppi e tripli incontri giornalieri, non è stata avvisata del ritardo, ha chiesto scusa ai ragazzi, ma tale comportamento ha negato loro di ascoltare la testimonianza di Angelo Corbo.

Dopo il saluto del Sindaco, ha preso la parola il Dirigente scolastico, Leonardo Licata, che si è complimentato con i suoi studenti e studentesse per l'impegno e la passione che hanno dimostrato con il loro lavoro. Sotto la regia di Andrea Cicero, insegnante referente del progetto e col sostegno di molti suoi colleghi, i giovani hanno iniziato con un filmato, poi sono seguite delle slide ma anche cartelloni dove hanno evidenziato le problematiche della propria città. Ancora una volta è emerso come i giovani sono preoccupati riguardo l'ambiente, chiedono al mondo degli adulti di intervenire fin da subito a cambiare i propri comportamenti per evitare conseguenze terribili per l’intero genere umano. Divisi per gruppi hanno affrontato la questione dell'energia alternative come pannelli fotovoltaici, solari ed eoliche. Costruire con nuove metodologie, recuperare edifici e spazi già esistenti per evitare archeologie industriali, hanno preso da esempio la scuola Bruno Munari che è stata recuperata da una vecchia masseria abbandonata, con sistemi ecosostenibili, prendendo in considerazione il recupero delle acque piovane, pannelli fotovoltaici e altre tecniche facendo di questo luogo esempio da sostenere ed espandere. 
 
Hanno posto allo studio una smart city, città del futuro che tenga presente come creare le infrastrutture, i trasporti, il capitale umano e sociale, una gestione sapiente delle risorse naturali. Si sono poi calati nella realtà e da provetti giornalisti hanno fotografato la città evidenziando le sue criticità come l'immondizia, il degrado, l'inciviltà, un cartello realizzato dai ragazzi racchiude una triste realtà: «fa che l'immondizia non prenda il nostro posto». Altri ancora contenevano frasi che richiamavano alla responsabilità e che faranno parte della pubblicità progresso che i ragazzi vogliono proporre al Comune per sensibilizzare la cittadinanza.
Un altro gruppo si è occupato della villetta a Zancle, bene comune da recuperare dove fa da padrone il degrado: cancellata piena di ruggine, vegetazione più da giungla che da luogo di ritrovo, giochi con evidenti segni di decadenza. Fra le proposte vi è anche la questione dei parcheggi intorno alla scuola dove dilaga la sosta selvaggia ed infine la ristrutturazione della loro palestra chiusa da anni. Nel prendere la parola il sindaco ha condiviso con i giovani il giudizio di inciviltà di taluni cittadini. In merito alla raccolta differenziata ha dichiarato che il 75% della popolazione la fa, ma non vi è stato comunque nessun segnale riguardo l'abbandono dei rifiuti. Tante le proposte riguardo un edificio nel centro della città non da abbattere ma da recuperare affinché divenga la sede del tribunale della città. Quanto alla fruizione della villetta Zancle, su cui si sono concentrati un gruppo richiedendo che sia spazio di aggregazione, ha invece spostato l’attenzione sul parco della vallata di Santa Domenica. Infine ha dichiarato che i lavori della palestra della scuola termineranno a breve. 

Nel pomeriggio siamo stati a Modica, dove ad attenderci erano ragazzi e ragazze della Scuola media statale Giovanni XXIII con la loro insegnante referente, Daniele Denaro, insieme a tanti suoi colleghi. Nell'Auditorium Pietro Floridia molti genitori e 200 giovani pronti ad esporre agli amministratori il loro tema: Dalle dipendenze nocive... alle dipendenze positive: io scelgo. Il recupero dei luoghi dello spaccio - la villetta del quartiere Sacro Cuore.
Presente l'assessore alla Cultura, Maria Monasteri, che ha salutato giovani e adulti elogiando il progetto e l'impegno di studenti e studentesse. Dividendosi in gruppi hanno preso la parola a turno e, grazie ad alcune slide hanno esposto il tema delle dipendenze: droga, alcol, fumo e uso e abuso di internet. Dopo il primo incontro previsto dal progetto, per approfondire meglio le tossicodipendenze, i ragazzi hanno incontrato la Polizia di Stato che ha presentato loro una nuova Applicazione You Pol per combattere e prevenire il fenomeno bullismo e la droga. Sono passati poi all'analisi degli effetti collaterali dove hanno messo in rilievo che anche il consumo occasionale può portare alla morte. Altri gruppi  hanno detto No alla droga opponendo con degli slogan i valori della cultura, delle passioni, dello sport, dello stare insieme nell'amicizia. Con un questionario somministrato in forma anonima a 150 coetanei sono passati allo studio della dipendenza da fumo: i dati riprodotti con dei grafici serviranno, insieme a dei bellissimi slogan da loro realizzati, a programmare una campagna di sensibilizzazione. Anche un filmato da loro prodotto servirà ad affrontare e prevenire il fenomeno dell’alcol soprattutto nei giovani. 
 
A conclusione rivolgendosi all'assessore Monasteri e agli adulti presenti, hanno presentato: Il giardino che vorrei. Il loro sogno, per meglio dire bi-sogno, mette a nudo le responsabilità degli adulti, che non hanno preso in considerazione la necessità di spazi aggregativi, hanno cementificato il territorio e i pochi luoghi di ritrovo sono in condizione di abbandono lasciando bambini, giovani e anziani a chiedersi dove stare insieme. Senza strutture ludiche e spazi verdi come contrastare le dipendenze?

Nel prendere la parola l’assessore alla Cultura, si è impegnata a porre la questione con l’ufficio manutenzioni del Comune per una prima pulizia e potatura della villetta. Negli occhi dei ragazzi segnali di soddisfazione, di gioia, sentirsi protagonisti.

Nel chiudere questo report ci è giunto un messaggio dall’insegnante di Licata che ci comunica che  sindaco e assessori hanno invitato le giovani sentinelle dell'Istituto comprensivo G. Marconi ad un consiglio per avviare un percorso in merito alle migliorie di Villa Elena.


Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino e Claudio Gherardini