giovedì 5 marzo 2015
Le Giovani sentinelle dell’Istituto Comprensivo Giovanni Pascoli di Barga incontrano i propri Amministratori locali
Le Giovani sentinelle dell’Istituto Comprensivo Giovanni Pascoli di Barga incontrano i propri Amministratori locali
Mercoledì 4 marzo appuntamento con le Giovani sentinelle di Barga. Nella Sala consiliare del Comune, ad attendere ragazze e ragazzi della seconda D e della terza C dell'Istituto comprensivo Pascoli accompagnati dalle proprie insegnanti, Giulia Anzelmo e Daniela Taddei, il sindaco, Marco Bonini, l’assessora alla Cultura, Giovanna Stefani e la consigliera con delega alla scuola, Sabrina Giannotti.
Il Sindaco, nel suo intervento di apertura, ha ringraziato la Fondazione e i ragazzi per l’impegno con cui hanno svolto il proprio lavoro relativo alla riqualificazione del Parco Menichini, intitolato all’ex primo cittadino di Barga, e del Campo Rosso di Fornaci di Barga frequentato dai giovani e non solo.
Presente all'incontro anche la vedova di Felice Menichini.
Marco Bonini ha proseguito ribadendo l’importanza della legalità e della lotta alla mafia, ricordando l’impegno di Caponnetto, di Falcone e Borsellino e, a proposito di parco giochi e di giardini, menziona l’intitolazione a Peppino Impastato di un altro giardino della città.
La Fondazione, come di consueto in apertura, illustra il progetto agli adulti presenti e, nel ricordare Antonino Caponnetto, sottolinea come Falcone e Borsellino furono isolati nella lotta contro la mafia anche dalla società civile, incline a dare ascolto ad una informazione interessata. Oggi bisogna fare scelte politiche forti, non fermarsi solo a dichiarare che siamo in un momento di crisi e non ci sono fondi, ma ricercare proprio attraverso una seria lotta alla mafia di recuperare le risorse necessarie al Paese: i 200 miliardi che la malavita organizzata gestisce all'anno, l'evasione fiscale che raggiunge cifre esorbitanti (180 miliardi) ed infine la corruzione (altri 70 miliardi). Le casse dei Comuni sono allo stremo e in questi primi incontri notiamo che la risposta è: non abbiamo risorse! Ascoltiamo proposte con le quali si richiedono ad aziende, a loro volta allo stremo (non crediamo che aziende incline ad evadere accettino tale proposte! Quindi si attinge sempre alla solita fonte!) ad associazioni e a singoli cittadini di farsi carico della cura e della manutenzione dei beni che appartengono alla collettività, offrendo in cambio sgravi fiscali!
Proposte lodevoli con le quali si intende responsabilizzare il cittadino, ma il richiamo all'articolo 118 della Costituzione, quello dove è enunciato il principio di sussidiarietà, sembra scordare i 117 articoli che ci sono prima!
Vogliamo ricordare che da anni la Fondazione propone la costituzione di una task force fra le forze dell'ordine con la Polizia municipale che conosce molto bene il proprio territorio: capannoni e cantieri illegali, bar dove spesso ragazzi lavorano in nero, per una concreta lotta all’evasione e all’illegalità.
Gli sversamenti dei rifiuti pericolosi e tossici in Toscana costituiscono oggi un rischio molto serio e grave, come ha denunciato il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, nel silenzio assordante di media e della politica e anche in questo caso occorre molta determinazione e collaborazione.
Il progetto Giovani sentinelle favorisce la partecipazione dei ragazzi e delle ragazze, è un percorso lungo l'intero anno scolastico con l'obiettivo di formare i giovani alla cittadinanza, facendo loro conoscere le Istituzioni, ed esercitare alla discussione pubblica con chi ne ha il governo.
Hanno esordito Idea e Christian che hanno introdotto il tema della salvaguardia di un bene come il parco Felice Menichini, oggetto di atti vandalici. Hanno ricostruito la storia del parco, luogo di incontro per i giovani e i meno giovani che vivono nella frazione di Fornaci e spazio di gioco anche per i più piccoli, ma dopo l'ultima ristrutturazione del 2003 il parco via via ha subito atti vandalici, giochi e attrezzature si sono rotti e non sono stati sostituiti, non si effettuano lavori di manutenzione, in breve sembra essere abbandonato.
I giovani chiedono che il parco torni ad essere bello e fruibile, come luogo di gioco e di ritrovo, non sol per loro ma anche per i loro coetanei di domani. È una sfida importante questa del parco perché è una prova di maturità nel conservare questo bene grazie ad una maggiore consapevolezza e responsabilità di ciascuno.
La Fondazione riprende il ragionamento da questa ultima osservazione e osserva che bisogna abituarsi a fare qualcosa, non basta pretendere, ci si deve chiedere che cosa posso fare io? Propone di mobilitare i nonni per fare la sorveglianza a un posto dedicato ai ragazzi. E uno dei nonni, nonno Villani presente all'incontro interviene per lamentare la cattiva educazione di ragazzi ed adulti. Vorrebbe un regolamento comunale che fissasse delle regole di comportamento ma, in primo luogo, sarebbero da educare i genitori.
A quale età si manifestano questi disagi che portano al vandalismo? Come contrastare queste “cattive abitudini”? È necessaria un'alleanza fra genitori, amministrazione e associazioni, sostiene Giovanna Stefani.
Nonno Villani propone di installare delle telecamere, ma il problema si affronta in altro modo – sostiene la Fondazione; bisogna che chi è presente intervenga quando sono testimoni di atti vandalici o soprusi. Occorre maggiore solidarietà contro bulli, furbetti e mamme che non sono in grado di essere se stesse educatrici.
Giovanna Stefani riprende dal rispetto dovuto da tutti i cittadini ai beni comuni e della difficoltà di reperire fondi.
La Fondazione insiste sulla necessità di trovare soluzioni con delle scelte politiche e ricercare le risorse da investire in quella vasta area dell'illegalità cui ha accennato in apertura e poi decidere dove investire.
La discussione e il confronto è stato serrato e interessante e i giovani e i cittadini sono rimasti fino alla fine, desiderosi di ascoltare e prendere la parola. La proposta è stata quella di incontrarsi in aprile famiglie, Comune e scuola per una iniziativa di sensibilizzazione per la difesa dei beni comuni, la disponibilità dell’Amministrazione la voglia dei ragazzi di mettersi in gioco ci fa ben sperare, convinti che un altro piccolo seme è stato piantato, il dialogo e il confronto porteranno acqua a quel seme!
Prima di lasciarci ci siamo dati appuntamento per il terzo incontro, ospiti della Provincia di Lucca, di martedì 26 maggio.
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Doppio appuntamento con le Giovani sentinelle martedì 3 marzo: Lucca e Siena
Doppio appuntamento con le Giovani sentinelle martedì 3 marzo: Lucca e Siena
A Lucca ragazze ragazzi delle tre scuole cittadine che partecipano al progetto – gli Istituti comprensivi di Ponte a Moriano e di San Concordio e l'ISI Pertini - si sono ritrovati, insieme con le proprie insegnanti, nella bella sala del Collegio, ospiti dell'amministrazione comunale. Ad accoglierli l'assessora alle Politiche Formative e Giovanili, Ilaria Maria Vietina, che ha porto i saluti anche del Sindaco della città.
La Fondazione ha introdotto i lavori ricordando a tutti, anche ai genitori dei giovani presenti quali siano le articolazioni e gli obiettivi del progetto: si tratta di un percorso di formazione lungo l'intero anno scolastico che favorendo il protagonismo giovanile intende promuovere una cittadinanza attiva e responsabile. Al centro di questo processo vi sono studenti e studentesse e la scuola quale luogo per formare i giovani, giusto quanto prevede la Costituzione, e il ruolo della Fondazione è quello di tutor cioè di collegare il lavoro dei giovani alle istituzioni cittadine, che li accolgono e discutono e si confrontano.
Da quest'anno il progetto si è arricchito di un tema particolarmente significativo, quello dei beni confiscati, che suscita grande interesse fra i ragazzi e le ragazze, perché parlarne significa dover fare i conti con le disattenzioni e le superficialità di cittadini e amministratori. Ma affrontarlo in modo franco significa pure stimolare l'attenzione e la capacità di discernere perché non accada più che mafiosi e coloro che si sono arricchiti con attività illecite possano acquisire ulteriori ricchezze.
Hanno rotto il ghiaccio le più grandi dell'ISI Pertini che hanno raccontato come in una prima fase hanno preso in rassegna i tanti temi che attiravano il loro interesse prima di sceglier la questione degli immigrati e della loro integrazione. Hanno sottolineato tutte le difficoltà che incontrano ragazzi e ragazze che giungono nel nostro Paese al momento dell'ingresso a scuola, a cominciare da quelle della lingua. È particolarmente significativo che le Giovani sentinelle parlino ripetutamente di questi problemi, come abbiamo osservato in questi anni, e ne parlino sempre con lo sguardo e l'intelligenza dell'inclusione che esige impegno da parte di tutti, risorse, e spazi per l'incontro che sono pochi - hanno lamentato i giovani del Pertini – spazi dove ritrovarsi, al coperto, non solo quelli all'aperto che hanno elencato minuziosamente.
Per approfondire il tema hanno deciso di proporre un questionario fra i propri compagni i cui risultati saranno disponibili per l'incontro di maggio e hanno richiesto pure che nella scuola ci siano più figure di tutor che orientino e aiutino ragazzi e ragazze che giungono in Italia.
L'assessora Vietina ha voluto fornire alcune prime risposte a queste sollecitazioni indicando che esiste già uno spazio il cui orario di apertura è stato allungato, ma ha voluto metter l'accento sulla scelta dell'amministrazione civica di riconoscere come cittadini lucchesi tutti quei giovani che provenendo da Paesi stranieri frequentano scuole e luoghi di formazione della città. Misura simbolica certamente, perché le leggi dello Stato non consentono una tale possibilità, ma che vuole stimolare la politica a modificare quelle norme che alimentano separazione ed esclusione.
Poi è toccato agli studenti e alle studentesse del comprensivo di Ponte a Moriano che hanno preparato una lettera al Sindaco di Lucca per illustrare la condizione di alcuni spazi vicini alla loro scuola. Dopo averla letta, l'hanno affidata all'assessora perché la consegnasse al primo cittadino, Alessandro Tambellini.
Assieme alla lettera hanno voluto illustrare i luoghi di Ponte a Moriano, a cominciare dal ponte sul fiume Serchio che ha più di novecento anni, poi il teatro e la piazza. Accanto alla propria scuola vi sono degli spazi con degli impianti sportivi di cui richiedono la riqualificazione. Segnalano che vi è una fontana il cui getto dell'acqua è continuo con grande spreco di questa risorsa. Alla esposizione rigorosa e puntuale hanno accompagnato belle immagini sapientemente montate da uno di loro.
Per ultimi i giovani del comprensivo di San Concordio. Anche loro hanno scelto di occuparsi del territorio in cui vivono ponendo all'attenzione lo stato di degrado di alcuni impianti sportivi che loro vorrebbero fossero rimessi in funzione per poterli utilizzare. Per questo loro lavoro si sono divisi in piccoli gruppi, ciascuno dei quali ha contribuito guardando al problema da un punto di vista particolare. Hanno cominciato quelli che si occupano di rifiuti che hanno contattato anche un supermercato e gli esercizi commerciali per affrontare la questione della quantità di rifiuti prodotti e che, spesso, non sono collocati nel giusto cassonetto. Poi il gruppo degli “architetti” ha proposto un piano di riqualificazione del campo di basket e di quello del calcetto con immagini e con un plastico che ha fatto bella mostra di sé sul tavolo della sala. Poi via via tutti gli altri gruppi hanno illustrato un aspetto del progetto fino a giungere alla vera “sorpresa”: un gruppo ha elaborato le regole d'uso degli impianti. E se dei giovani si pongono questo obiettivo vuol dire che hanno colto il significato più profondo del farsi cittadino!
Ilaria Vietina ha preso la parola non prima di aver inserito nel computer la propria chiavetta USB con alcune proposte, proprio per essere in sintonia con studenti e studentesse.
Ha ricordato con molta franchezza che la scarsità di risorse non consente intervento alcuno e ha rinviato i ragazzi della scuola di Ponte a Moriano a contattare la Geal, azienda che gestisce gli acquedotti lucchesi. Poi ha proposto a giovani e genitori di prendersi cura di beni che appartengono a tutti noi e l'amministrazione lucchese ha allo studio una misura che consentirebbe di farlo in cambio di qualche beneficio fiscale.
Il dialogo continuerà al prossimo appuntamento perché alle 19 ragazzi e ragazze rischiavano di perdere pullman e treni e quelli più piccoli erano a scuola dalla mattina.
Con loro e con le altre scuole lucchesi ci ritroveremo il prossimo martedì 26 maggio.
A Siena nella bella e gremita sala Patrizi a dare il benvenuto ai suoi giovani cittadini e a un numeroso gruppo di genitori l’assessore all’Istruzione Tiziana Tarquini. Nel suo breve intervento iniziale ha ringraziato la Fondazione per il progetto e ha voluto sottolineare che segue i nostri report con assiduità e che nella condivisione delle buone pratiche ha ricordato che a breve partirà nelle scuole del territorio il Consiglio comunale dei ragazzi.
La Fondazione nello spiegare il progetto al pubblico presente ha voluto rimarcare che la presenza di tanti genitori è l’obiettivo dello stesso nostro progetto affinché i giovani trovino ascolto e spazio e dialoghino con adulti e amministratori per irrobustire il loro protagonismo per la difesa dei valori democratici e per una migliore convivenza civile.
Sotto la regia delle loro insegnanti Maria Chiara Alindoro, Chiara Saffioti, Maria Aprosio e Agnese Pianigiani hanno iniziato i ragazzi per niente emozionati ma con una gran voglia di esporre i loro temi e lo hanno fatto da professionisti parlando a “braccio” senza ausilio di fogli o appunti.
Il titolo Io ho un sogno: una scuola e una città bella e accogliente.
Sara ha iniziato presentando un primo filmato che illustra in sintesi lo spirito e l’intendimento di questo percorso formativo. Con musiche e immagini hanno voluto far conoscere il loro amore per i propri luoghi, le tradizioni, le feste che cadenzano l’anno e la loro bella città. Ma con la stessa capacità hanno rimarcato l’abbandono, l’incuria e il degrado che sta attanagliando il territorio dovuto, da una parte, al vandalismo ma, dall’altra, anche ad una crisi irrisolta che fa sentire i primi segnali negativi! I ragazzi si sono messi in gioco dimostrando in prima persona di voler contribuire al miglioramento della loro scuola iniziando con i loro compagni a verniciare mobili, banchi e porte. Terminato il filmato hanno rivolto una richiesta agli adulti e agli amministratori: ci date una mano?
Gianmarco e Gaetano si sono occupati, aiutati sempre da un altro filmato, del degrado di alcuni campetti da calcio in completo abbandono nonostante le attrezzature presenti, alberi che presentano evidente bisogno di potature, giardini pubblici dove i giochi danneggiati e il degrado sono per essere coperte dalle erbacce oramai alte come se madre natura per pudore volesse nasconderle! Giulia, Maria Chiara e Pietro con il loro gruppo si sono occupati di degrado dovuto all’abbandono di complessi industriali come la vecchia Torre per la lavorazione dei pomodori, ed altri complessi di ex fabbriche ma i ragazzi fanno notare che nella lista dei complessi abbandonati pericolanti e rischiosi incominciano a fare capolino oramai da tempo anche le stazioni ferroviarie! Ha concluso un ultimo gruppo parlando di viabilità e di assenza di spazi per la fermata degli autobus in zone pericolose.
La Fondazione ha elogiato i ragazzi, la scuola e gli insegnanti per il lavoro fatto e ricordato agli adulti che lo spirito del progetto non è quello di fare il processo alle Amministrazioni ma attraverso il confronto, anche aspro, si arrivi a trovare soluzioni e scelte condivise per il bene della propria comunità e del proprio territorio.
È intervenuta una mamma che ha proposto di dar seguito all’esempio dei ragazzi che hanno ripulito la scuola: incontrarsi genitori e ragazzi per tagliare le erbacce da un campetto con l’aiuto di un babbo che mette a disposizioni un taglia erba.
Ha preso la parola l’assessore Tarquini che ha lamentato dei tagli sempre più incisivi che non permettono spesso di sopperire alle tante lacune che vanno via via ad aumentare, si è resa comunque disponibile a continuare insieme e ha elogiato le iniziative che oggi sono sotto osservazione di molte amministrazioni: il ruolo dell’impegno civile dei propri cittadini.
Ha preso la parola la Fondazione ribadendo ancora una volta l’importanza non solo delle scelte condivise ma alla partecipazione dei cittadini devono seguire scelte politiche sia di risorse, sia di lotta alla corruzione, alla evasione fiscale e alla criminalità organizzata.
Le insegnanti sono intervenute su un altro problema che riguarda la didattica: i cittadini sono intervenuti per l’acquisto di Lim, ma nelle scuole non vi è segnale sufficiente per utilizzarle!
È nuovamente intervenuta l’assessore dichiarando che l’Amministrazione è impegnata in un investimento sulla scuola. Hanno concluso le insegnanti chiedendo ai genitori di incontrasi a breve e stabilire le modalità di partecipazione per arrivare al terzo incontro previsto per martedì 19 maggio ospiti della Provincia di Siena.
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domenica 1 marzo 2015
ISTITUTO COMPRENSIVO SANDRO PERTINI di Rapolano Terme e di Asciano (SI) incontrano le proprie Amministrazioni
ISTITUTO COMPRENSIVO SANDRO PERTINI di Rapolano Terme e di Asciano (SI) incontrano le proprie Amministrazioni
Venerdì 27 febbraio appuntamento a Rapolano con i ragazzi e le ragazze dell'Istituto comprensivo Pertini, istituto che comprende le due scuole medie Simone Martini di Rapolano Terme e Luigi Magi di Asciano.
L'incontro si svolge nell'aula magna della scuola Simone Martini a Rapolano per accogliere tutti i giovani e un gruppo di genitori e cittadini, dopo che il primo appuntamento si è tenuto ad Asciano.
Ospiti degli amministratori dei due comuni, il consigliere comunale di Rapolano, Daniele Montigiani, e il vicesindaco di Asciano, Fabrizio Nucci, ragazzi e ragazze con la propria insegnante, Anna Poggiani, sono accolti dalla vicaria dell'Istituto, Paola Buti che porge i saluti in vece del Dirigente, Luca Guerranti, impossibilitato ad intervenire. Ringrazia la Fondazione per l'opportunità concessa ai giovani e gli amministratori che sono presenti e partecipano all'incontro.
La Fondazione ha introdotto l'incontro con l'illustrazione del progetto in tutta la sua complessità. Abbiamo rimarcato il suo carattere di percorso di formazione alla cittadinanza e non una semplice conferenza, proprio a voler sottolineare il lavoro e l'impegno continuo necessario ad acquisire e raffinare capacità e competenze per essere cittadini attenti e consapevoli. Per questo è necessario che amministratori e cittadini aiutino i giovani in questo cammino che, ricordiamo, pone al centro la scuola, che significa che sono ragazzi e ragazze con i propri insegnanti a scegliere i temi della discussione e le modalità di presentazione del progetto, non altri, né tanto meno la politica o gli amministratori che talvolta vorrebbero esercitare dei poter che non competono loro. Alla Fondazione il compito di tutor, cioè di organizzare e sovraintendere agli incontri, di moderarli, di soddisfare le richieste di Scuola, studenti e studentesse. Ai cittadini e agli amministratori il compito di discutere e confrontarsi, di essere disponibili e attenti alle sollecitazioni dei giovani, senza rinunciare ad essere critici e propositivi.
Ad esordire sono quelli di Rapolano che hanno approfondito il tema della mafia e, più in particolare, hanno voluto soffermarsi su due aspetti rilevanti, indice della presenza mafiosa in regioni diverse dalla Sicilia: i beni confiscati nella nostra regione e le discariche abusive. La tenuta di Suvignano nel territorio comunale di Monteroni d'Arbia è stato oggetto del loro studio e approfondimento perché la vicenda è emblematica della disattenzione di cittadini e amministrazioni che consente alle organizzazioni criminali di acquisire beni, senza che suonino campanelli d'allarme. E questo bene può ospitare oltre ad attività mirate affinchè il bene sia attivo, anche tante altre attività, sono convinti i giovani, anche piccole che diano il senso del riappropriarsi della tenuta da parte dei cittadini. Fra le piccole attività vi è anche in progetto di doposcuola per valorizzare lo stare insieme di ragazzi e ragazze e l'aiuto reciproco nello studio, soprattutto per coloro che hanno difficoltà nell'apprendere.
Dai dati disponibili sappiamo che sono 60 le discariche non autorizzate e i giovani si sono soffermati su due in territorio senese dove sono abbandonati materiali pericolosi come l'eternit. Ragazzi e ragazze hanno posto al centro dell'attenzione un tema su cui ha lanciato l'allarme il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, solo qualche mese fa quando ha denunciato in un'intervista che la Toscana è terra dove si sversano rifiuti pericolosi e tossici.
La Fondazione propone da tempo che si costituisca un tavolo fra soggetti istituzionali e associativi per elaborare un progetto complessivo per Suvignano, progetto che coinvolga enti locali e università, ma anche più imprese agricole in modo che la fattoria riprenda le sue attività, produca, dia lavoro, rendendo evidente che la mafia si sconfigge con l'impegno di molti e con il lavoro, con l'offerta di alternative chiare e con il rispetto delle regole.
Poi è toccato a quelli di Asciano che hanno scelto come tema la questione delle dipendenza dalla droga. Dopo aver approfondito il tema hanno elaborato un questionario che hanno proposto ai loro coetanei. Sono ancora in corso le elaborazioni complete dei dati, ma i giovani hanno presentato alcuni dati interessanti sulla diffusione delle droghe fra i giovani e i giovanissimi e sulla loro riluttanza a parlarne.
Un gruppo di studenti e studentesse ha voluto riprendere il tema della caccia di frodo, che avevano studiato per una precedente ricerca, guardandolo da un'angolazione diversa, quella del rispetto delle regole. Hanno illustrato tutte le modalità della caccia secondo le prescrizioni della legge e indicato anche gli animali a maggiore rischio del loro territorio. Anche loro hanno intervistato i propri concittadini, rilevando reticenze e qualche omissione.
Daniele Montigiani ha esordito ringraziando giovani e insegnanti dell'ottimo lavoro e dell'opportunità di discutere confessando di essere rimasto piacevolmente sorpreso del tema della caccia apparentemente così distante dalla scuola. Ha suggerito ai giovani di ampliare la platea dei loro sondaggi in modo da avere risultati più attendibili statisticamente, riconoscendo il valore di questo strumento di conoscenza, utile anche per la politica. Le proposte di questi giovani costituiscono un bene prezioso per l'amministrazione di Asciano perché sono parte di quel “tesoro” utile al dibattito pubblico con la partecipazione di giovani e giovanissimi e in vista della costituzione del consiglio comunale dei giovani ad Asciano, proprio come nella vicina Rapolano. In questo senso si dice disponibile a lavorare insieme, come previsto dal progetto, mettendo a disposizione gli uffici competenti non solo per i giovani che intendono realizzare sondaggi più ampi ma anche per una maggiore conoscenza.
Fabrizio Nucci ha apprezzato il tentativo di avvicinare ragazzi e ragazze alla politica, quella nobile e disinteressata, elogiando la scuola e la Fondazione per questa occasione di confronto e per il lavoro continuo fra i giovani. Si dice preoccupato anche lui delle indicazioni che emergono dal sondaggio e condivide l'attenzione che studenti e studentesse rivolgono alla questione dei beni confiscati. Da ambientalista qual è, e avendo la delega all'ambiente nell'amministrazione di Asciano si dice preoccupato che nella caccia non ci sia più equilibrio, che l'intervento dell'uomo ha stravolto le gerarchie naturali fra le diverse specie.
Il tempo è volato via perché tanti sono stati gli interventi e i suggerimenti e le disponibilità degli amministratori fanno ben sperare che il confronto prosegua e si arricchisca ulteriormente. Studenti e studentesse lavoreranno ancora e renderanno le proprie proposte più complete e puntuali anche di come in prima persona ognuno di loro può intervenire nella propria comunità. Ne discuteranno nuovamente, la prossima volta anche con i propri coetanei di Siena e di Poggibonsi martedì 19 maggio, ospiti della Provincia di Siena, accompagnati dai propri amministratori locali.
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giovedì 26 febbraio 2015
Mercoledì 25 febbraio, approfondimento con le Giovani sentinelle grossetane
Mercoledì 25 febbraio, approfondimento con le Giovani sentinelle grossetane
Studenti e studentesse della scuola secondaria di primo grado G. Ungaretti ci accolgono con entusiasmo per un confronto sulla figura del giudice Antonino Caponnetto, sul lavoro da lui svolto nella lotta alla criminalità organizzata di tipo mafioso.
Nonostante l’allerta meteo e l’influenza stagionale, i ragazzi sono intervenuti in massa desiderosi di approfondire le loro conoscenze intorno al fenomeno mafioso anche in vista del secondo appuntamento del percorso educativo di cui sono protagonisti e che li vedrà mercoledì 18 marzo confrontarsi con l’Amministrazione Comunale di Grosseto presso la prestigiosa sede grossetana dell’Università di Siena.
La Fondazione ha illustrato ai giovani la vicenda di Antonino Caponnetto raccontando vita e valori del magistrato che ideò il pool antimafia, istruì il primo maxiprocesso ad una organizzazione criminale denominata cosa nostra della quale fino a qualche anno prima si negava ancora l’esistenza.
Con l’ausilio di slide della Fondazione si affronta il percorso che dalla guerra di mafia conduce al maxiprocesso, alla stagione stragista, alla reazione dello Stato, frutto della presa di coscienza della società civile che esprime forte un’esigenza di ribellione e di riscatto. Si giunge a parlare della mafia oggi, della sua camaleontica capacità di cambiare per adattarsi alla mutevolezza dei tempi, della piaga del riciclaggio del denaro sporco e della fondamentale attività della DIA che con la sua opera di repressione realizza un’azione di contrasto che, insieme alla promozione della cultura della legalità promossa nella scuola e fra la cittadinanza, può fare la differenza nel contrasto alle mafie.
Non è una lezione quella della Fondazione ma un confronto con le Giovani sentinelle che sono attente ed intervengono, raccontando stralci del lavoro che hanno fatto in classe con la professoressa Sonia Boni che con la sua sapienza riesce a condurre per mano i propri ragazzi sostenendoli nella scelta del percorso formativo da intraprendere, senza mai forzarli in nessuna direzione ma accompagnando la loro crescita culturale per farne cittadini impegnati e consapevoli, come è nello spirito del progetto che la Fondazione realizza ormai da sei anni in molte regioni d’Italia.
Questi studenti hanno scelto di occuparsi di mafia conoscendo meglio la vita e l’impegno di personalità che hanno combattuto questo fenomeno, fra gli altri si sono occupati di Peppino Impastato partecipando anche a precedenti edizioni del progetto Sentinelle insieme ai compagni più grandi.
In questa mattina bellissima il tempo è volato ed il suono della campanella è arrivato davvero troppo presto. Così nel salutarci, mentre facevamo alcune foto ricordo, ci siamo riproposti di incontrarci nuovamente per approfondire gli aspetti che il tempo tiranno non ci ha permesso di trattare.
Marina Biagiotti
Referente per la Provincia di Grosseto
martedì 24 febbraio 2015
Il Liceo Coluccio Salutati di Montecatini incontra i suoi Amministratori locali.
Il Liceo Coluccio Salutati di Montecatini incontra i suoi Amministratori locali.
Lunedì 23 febbraio ha preso il via il secondo appuntamento delle Giovani sentinelle 2014-2015. Ragazzi e ragazze delle scuole di Toscana, Veneto e della Sicilia sono ospiti dei propri amministratori locali per discutere di temi che interessano ciascuno e ciascuna di noi.
Da quest'anno ha preso il via il gemellaggio fra alcune scuole del progetto, tant'è che il prossimo 12 marzo nel Salone de Cinquecento a Firenze, e il 16 marzo, nella sala del Palazzo comunale a Pistoia, saranno presenti accanto ai giovani fiorentini e pistoiesi i loro coetanei dell'Istituto professionale per l'agricoltura di Corleone.
Ad esordire sono stati i giovani di Montecatini Terme. Nella bella sala consiliare del loro Comune ragazzi e ragazze del Liceo Coluccio Salutati con la propria insegnante, Iolanda Cosentino, sono stati accolti dal sindaco, Giuseppe Bellandi, dal presidente del Consiglio, Andrea Rastrelli, dalla consigliera Siliana Biagini, dalla comandante dei Vigili urbani, Michela Cupini, e dalla responsabile dei servizi sociali del Comune, Daniela Dami.
Presenti anche alcuni cittadini e a loro, oltre ché agli amministratori, abbiamo illustrato il progetto, che è quello di favorire il protagonismo dei giovani e recuperare il senso più autentico della politica in modo da curare la partecipazione e la cittadinanza. Formare i cittadini è compito della scuola ma siamo chiamati tutti a contribuire nel far scoprire ai nostri giovani valori condivisi, modelli di comportamento giusti, e acquisire le capacità del confronto per migliorare le problematiche delle città in cui si vive.
Nel suo saluto il Sindaco sottolinea l’importanza di essere nella casa comunale, lo spazio dove valorizzare la partecipazione e l'interesse di ciascuno per battere quella zona grigia dei cittadini, quelli che guardano altrove e alla fine sono involontari complici del degrado e delle organizzazioni criminali che cercano di insinuarsi nell'economia legale. Le mafie si insinuano nelle pieghe dell'economia sana, sfruttando la situazione di crisi, grazie alle enormi disponibilità di denaro illecito. Per queste ragioni non bisogna mai abbassare la guardia.
Ha concluso che il contributo di questa riunione possa essere di auspicio a costruire una città sicura.
Poi è toccato ai giovani del Liceo.
Hanno preso il via chiedendosi: come è una buona città?
La buona città dipende dai propri cittadini e le riflessioni che hanno offerto studenti e studentesse sono complesse e articolate. Il degrado del territorio non è solo il decadimento degli edifici o del paesaggio urbano, ma parte dalle relazioni economiche e sociali fra i cittadini stessi e chi governa la cosa pubblica.
È necessario consolidare le fondamenta della propria città discutendo e coinvolgendo uomini e donne che hanno a cuore le sue sorti. In questo non vanno dimenticati coloro che vengono da Paesi diversi, che parlano lingue e osservano religioni differenti.
I ragazzi hanno indicato alcune soluzioni: censimento di edifici pericolanti o abbandonati; un sito web per raccogliere segnalazioni e proposte; il potenziamento della sorveglianza; trasformazione dei luoghi restaurati e recuperati in luoghi di incontro, allestendo spazi per il dialogo fra cittadini e amministratori coinvolgendo comitati e associazioni nel prendersi cura delle aree urbane.
Montecatini è candidata ad essere patrimonio dell'Unesco e questa è un'occasione per lavorare nella direzione delle proposte dai giovani.
Relativamente all'immigrazione cui si imputano spesso le ragioni di una convivenza difficile, i giovani hanno fatto appello grazie alla previsione di spazi di confronto, all'intercultura, ad una maggiore collaborazione, ad una migliore conoscenza grazie a dibattiti, in modo da valorizzare le diversità.
Un altro punto affrontato è la prostituzione, presenza massiccia non solo in zone periferiche, tema che preoccupa e richiede un forte impegno da parte delle istituzioni e delle forze dell'ordine.
Per la sicurezza è necessario un aumento della vigilanza e un controllo con videocamere in zone più esposte e con illuminazione pubblica adeguata, ma accanto alle forze dell'ordine sono necessari mediatori culturali, oltre a una maggiore sensibilizzazione da parte della cittadinanza.
Un sito web può essere strumento di collaborazione fra amministrazione e cittadino anche grazie alla scuola prevedendo incontri e coinvolgendo le famiglie.
Riguardo il decoro urbano i giovani hanno lanciato la proposta di dotare la città di ecocompattatori, macchine per il riciclo qualitativo dei rifiuti.
Per concludere hanno voluto ricordare la vicenda del hotel Paradiso, bene confiscato alla criminalità organizzata, segno della loro presenza nel territorio pistoiese. Se i cittadini non sono attenti il compito della mafia è più facile, ma la prima arma contro di essa è la scuola. Hanno citato Antonino Caponnetto che ripeteva come i mafiosi temessero più la scuola della giustizia.
E allora i ragazzi chiedono spazi e occasioni per poter sensibilizzare i propri concittadini, sono disponibili a collaborare con le istituzioni, ritengono che alla richiesta di sicurezza occorrono risposte da dare tutti insieme. E questo loro slancio, questa offerta preziosa di lavoro comune, questa disponibilità non può che essere il regalo migliore che possono farci studenti e studentesse e la buona scuola.
Andrea Rastrelli, presidente del Consiglio, ha interloquito per primo con loro ricordando che è attivo lo sportello in sostegno agli immigrati insieme alla cooperativa Archè che si occupa di progetti di integrazione, infine l'Unità di strada in collaborazione con la Società della salute e le associazioni per facilitare percorsi di integrazione per le prostitute, tutti strumenti che l'amministrazione intende valorizzare. Ha concluso con l’impegno a dare slancio alla promozione turistica perché significa offrire opportunità di lavoro, e il lavoro riduce le occasioni per delinquere.
Siliana Biagini ha espresso la disponibilità a condividere alcuni temi che fanno parte delle politiche di questa amministrazione: attivare il volontariato civico usando la leva fiscale per chi si prende cura di una parte del territorio, attivarlo non solo contro il degrado, ma, più in generale, con l'obiettivo di risvegliare il senso civico. Concorda con gli studenti sull'uso degli strumenti informatici e in questo senso si dichiara interessata alla proposta di utilizzare gli schermi già attivi per le informazioni turistiche. Ha ricordato che la Commissione Pari opportunità comunale organizza un percorso di confronto e dialogo fra culture religiose e intende chiudere questo percorso invitando all’evento scuole e cittadini.
Daniela Dami ha voluto rimarcare l'importanza del protagonismo dei giovani sul territorio, ma la politica, gli amministratori e adulti devono coinvolgere attivamente ragazzi e ragazze che possono essere interlocutori e mediatori in molte situazioni a rischio, in particolare quelle in cui sono coinvolti i loro pari.
Michela Cupini, in conclusione, si è soffermata sul tema della sicurezza e sulla prostituzione, lo sfruttamento delle donne e il commercio di droga, puntualizzando quali sono le attività di prevenzione e repressione dei vigili urbani, i poteri del Sindaco in materia di sicurezza urbana con provvedimenti amministrativi per garantire ai cittadini la pacifica convivenza. L'impegno dell'amministrazione è significativo anche attraverso l'aggiornamento della Polizia municipale.
La Fondazione, ha apprezzato la disponibilità e attenzione dell'amministrazione, a cominciare dalla presenza degli amministratori. Fa ben sperare l’interesse a discutere di mafia e tenere alta l'attenzione perchè occorre mantenere viva la memoria di ciò che è accaduto: in terra di Pistoia e lungo l'autostrada fra Firenze e Viareggio mafiosi sono giunti, anche a seguito di provvedimenti assolutamente legittimi, come l'obbligo di dimora, e qui hanno cominciato ad operare fuori dalla legge senza trovare contrasto. Occorre che non accada più, ma per questo è necessario conoscere come è accaduto, di quali complicità e disattenzioni hanno goduto, quali sono state le responsabilità e le inadempienze di chi governava in quei comuni.
Il nostro augurio che questo clima ci sia anche negli incontri futuri, che da parte degli amministratori ci sia disponibilità e accoglienza, attenzione al confronto e fiducia nella discussione, che può essere aspra, ma che è il sale della democrazia.
E il nostro auspicio è che questa generosità di ragazzi e ragazze non vada spersa o delusa.
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Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
venerdì 20 febbraio 2015
Approfondimento al Comprensivo Mascagni di Prato
Approfondimento al Comprensivo Mascagni di Prato
Mercoledì 18 febbraio giornata di approfondimento al comprensivo Mascagni di Prato, ulteriore segnale delle buone abitudini nelle scuole e fra i giovani a voler conoscere in modo completo e non superficiale per arrivare ed essere ben informati in vista del confronto con cittadini e Istituzioni locali con il secondo appuntamento. Le giovanissime sentinelle della scuola primaria hanno chiesto di conoscere meglio cos'è un bene confiscato. Dinanzi ad un tema così complicato, alunni e alunne sono stati attenti e preparati dall'inizio alla fine, segno evidente del bel lavoro professionale delle loro insegnanti ma anche di grande sensibilità. Ben più difficile è stato trovare l'aula magna dove le classi aderenti al Progetto Sentinelle della Legalità erano ad attenderci!
Il nostro racconto ha preso il via dalla vicenda di Casa Caponnetto a Corleone per giungere alle infiltrazioni mafiose in Toscana, dove ci sono 63 beni confiscati. Nel territorio pratese ce ne sono 3: a Prato, Montemurlo e Vaiano, tutti e tre non utilizzati. Oltre a quelli confiscati, un bel gruppo di immobili e attività artigiane e commerciali sotto sequestro, quasi tutti chiusi e improduttivi.
I ragazzi si sono chiesti il perché a Corleone tutto aperto e a Prato tutto chiuso e su questo hanno manifestato la volontà di saperne di più e di capire meglio.
Così abbiamo concluso con un bellissimo video musicale Il Silenzio è dolo, con immagini girate nei due mercati popolari di Palermo, Ballarò e la Vucceria.
Il prossimo martedì 17 marzo ci ritroveremo nella sala del Comune con gli amministratori della città per presentare le proprie proposte insieme con l'altro istituto cittadino, il Malaparte, e ci auguriamo anche tanti genitori e cittadini che potranno condividerle e offrire suggerimenti e sollecitazioni a questi giovani e giovanissimi.
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Maurizio Pascucci
Responsabile Nazionale Beni Confiscati
venerdì 13 febbraio 2015
Approfondimenti al Liceo Coluccio Salutati di Montecatini
Approfondimenti al Liceo Coluccio Salutati di Montecatini
In vista del secondo appuntamento del progetto Giovani sentinelle previsto per martedì 23 febbraio ospiti dell'Amministrazione Comunale di Montecatini Terme gli studenti e le studentesse del Liceo Coluccio Salutati hanno richiesto alla fondazione Caponnetto di approfondire l'argomento da loro scelto: la tutela del patrimonio storico-culturale : immigrati e integrazione sociale; sicurezza, prostituzione e criminalità organizzata. E lunedì 9 febbraio li abbiamo incontrati a scuola.
Innanzitutto abbiamo potuto constatare l'ottima preparazione delle ricerche che sono state ben coordinate dalla loro insegnante.
Il nostro responsabile nazionale scuola, Domenico Bilotta ha approfondito gli obiettivi del progetto Sentinelle della Legalità e il valore innovativo dovuto al protagonismo degli studenti nella loro funzione di attività di ricerca e di sollecitazione dei temi di maggior rilievo visti con lo sguardo di adolescenti, talvolta preoccupati o sorpresi, ma ricchi di entusiasmo e di grandi slanci.
Renato Scalia, responsabile rapporti antimafia ha illustrato le dinamiche di infiltrazione mafiosa nelle comunità che spesso si nascondono in varie forme e con modalità apparenti di facile benessere.
Inoltre ha analizzato con grande acutezza e illustrato chiaramente cosa accade sul territorio della Val di Nievole in relazione ai tentativi di infiltrazione mafiosa sia nel passato che anche più recentemente.
Nel mio intervento ho proposto una mappa dei beni confiscati a Montecatini, come l'hotel Gran Paradiso e un alloggio nel centro della città, oltre alle strutture alberghiere e turistiche poste attualmente sotto sequestro. Questa situazione che suscita preoccupazione è aggravata, nel contesto più ampio del lembo più occidentale della provincia di Pistoia, dalla presenza di altri beni sottoposti a confisca: Pieve a Nievole, Massa e Cozzile, Buggiano e Larciano.
Nelle conclusioni Domenico Bilotta ha espresso in dettaglio le regole dell'incontro del 23 febbraio dove il ruolo della Fondazione Caponnetto sarà quello di sostegno e di facilitatore delle scelte e delle volontà degli studenti, mentre chi ha il governo della cosa pubblica offrirà risposte, suggerimenti, sollecitazioni e chiarimenti in modo da approfondire il tema e fare esperienza di cosa vuol dire essere un cittadino responsabile. Per questo compito è di rilievo ogni contributo che verrà dagli adulti, a cominciare dai genitori di ragazzi e ragazze, proprio per costruire modalità nuove di democrazia e di partecipazione.
Ci auguriamo che tutti gli elementi di analisi forniti agli studenti consentano loro di approfondire gli argomenti individuati.
Maurizio Pascucci
Responsabile Nazionale Beni confiscati
mercoledì 11 febbraio 2015
Incontro approfondimento con l'Istituto Comprensivo Staffetti-Malaspina di Massa
Incontro approfondimento con l'Istituto Comprensivo Staffetti-Malaspina di Massa
Sabato 7 febbraio nuovo appuntamento a Massa. Tre classi terze medie dell'Istituto Comprensivo Staffetti-Malaspina ci hanno accolto nell'aula magna nell'ambito del percorso di ricerca sui beni confiscati alla mafia presenti nel comune di Massa, percorso che avevamo programmato insieme alle loro insegnanti.
Questa attenzione di ragazzi e ragazze ad un tema così complesso ma rilevante e di stringente attualità è una testimonianza di quanto sia importate che nella scuola si radichi la formazione del cittadino e la conoscenza dei principi costituzionali per poter contrastare con efficacia ogni tentativo di aggressione mafiosa. E fa ben sperare l'entusiasmo e l'attenzione con cui ragazzi e ragazze hanno seguito i nostri ragionamenti e ne abbiano sollecitati altri.
A Massa ve ne sono tre di beni confiscati e studenti e studentesse hanno espresso curiosità e domande su dove fossero queste proprietà e cosa ci venisse fatto nel passato.
Dopo questo primo incontro ne seguirà un altro con le Forze dell'ordine e poi i giovani parteciperanno all'appuntamento con l'amministrazione comunale che è previsto giovedì 9 aprile insieme con i giovanissimi dell'Istituto Comprensivo Don Milani, anch'essi protagonisti del progetto Sentinelle della legalità.
I ragazzi e le ragazze della scuola media saranno in viaggio d'istruzione nel territorio di Corleone e in quella occasione prenderà il via un rapporto di conoscenza e scambio con la scuola media del comune siciliano.
Piccoli passi ma molto importanti che fanno ben sperare in una collaborazione futura stretta e soddisfacente.
Maurizio Pascucci
Responsabile Nazionale Beni Confiscati
giovedì 5 febbraio 2015
Giornata della legalità a San Giorgio a Cremano (Napoli)
Giornata della legalità a San Giorgio a Cremano (Napoli)
Alla Giornata della legalità a San Giorgio a Cremano ha partecipato anche la fondazione Caponnetto con il suo presidente, Salvatore Calleri e con il responsabile Nazionale Beni confiscati, Maurizio Pascucci.
All'incontro mattutino, nell'Aula Magna Giovanni Falcone dell'ITIS Enrico Medi, oltre 700 studenti hanno incontrato Catello Maresca, giovane magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha condotto le indagini che hanno portato all'arresto di Michele Zagaria, capo dei Casalesi.
La proiezione di un bel documentario, Vita sotto scorta di Duccio Giordano, ha aperto l'incontro, poi la parola è passata al giudice Maresca, che ha appassionato ed emozionato i giovani presenti con il racconto del suo lavoro e la testimonianza della sua determinazione a proseguire nonostante le mille difficoltà.
Ha preso la parola Salvatore Calleri che ha voluto sottolineare come sia cambiato il clima culturale grazie all'impegno di tanti magistrati e uomini delle forze dell'ordine, ma anche grazie alla determinazione di giovani e cittadini non più disponibili ai compromessi e al silenzio. Significativamente ha ricordato che, in passato, quando la polizia arrestava i camorristi la popolazione reagiva gettando dai balconi, sugli agenti, i lavandini, oggi reagisce con gli applausi!
Tante foto ricordo (farle era impossibile qualche anno fa!) hanno chiuso la mattinata.
Nel pomeriggio un'interessante tavola rotonda sul tema dell'utilizzo dei beni sequestrati e confiscati ai mafiosi con il direttore generale dell'Agenzia Beni Confiscati, prefetto Umberto Postiglione, e il capo dipartimento del Ministero Pubblica Istruzione, dottor Luciano Chiappetta.
La fondazione Caponnetto, unico soggetto della società civile presente, è intervenuta con Maurizio Pascucci che ha ricordato il valore del progetto Giovani Sentinelle della Legalità che si è arricchito, quest'anno, aprendo al tema dei beni confiscati. L'impegno di questa di ricerca-azione su tali beni è legato alla consapevolezza che, se non utilizzati, significano la sconfitta pratica dello Stato, mentre nel caso di un buono riutilizzo sociale sono esempi di uno Stato che vince sull'illegalità. Sono tante e diverse le problematiche che emergono dalla gestione dei beni confiscati e, alla Fondazione, sono ben noti grazie alla straordinaria esperienza della cooperativa Lavoro e Non Solo di Corleone.
Parlare agli studenti di beni confiscati può sembrare inusuale, eppure è determinante nel promuovere la conoscenza e la condivisione con le forze dell'ordine, la magistratura e con i cittadini, oltreché l'opportunità che giungano dai giovani suggerimenti e sollecitazioni sugli usi e sulle destinazioni. Insieme è possibile lavorare a ricreare un clima sereno e positivo, impedendo che prevalgano polemiche e divisioni.
In questo percorso ci troviamo di fronte resistenze e ostacoli, legati talvolta alla stessa burocrazia che diviene, anche inconsapevolmente, da strumento che regola le relazioni fra i cittadini e le leggi in strumento che frena il contrasto alla criminalità mafiosa, per questo dobbiamo convintamente rimuovere tali ostacoli.
A prevalere deve essere la nostra determinazione nella confisca dei tanti patrimoni sia immobiliari, che devono essere destinati al riutilizzo sociale, che mobiliari da impiegare nell'educazione alla legalità nelle scuole e nel sostenere la Direzione Investigativa Antimafia nelle sue indagini di contrasto ai mafiosi.
Scarica qui il video
https://www.youtube.com/watch?v=U4X_b3F1RqY
Maurizio Pascucci
Responsabile Nazionale Beni Confiscati
venerdì 23 gennaio 2015
VIAGGIO DELLA MEMORIA
VIAGGIO DELLA MEMORIA
Cracovia-Auschwitz-Birkenau 2015
Il 17 gennaio le giovani sentinelle della legalità di Venezia rappresentanti gli istituti Francesco Algarotti, Raimondo Franchetti, Silvio Trentin, si incontrano in treno alla volta di Roma, dove ci aspettano altri duecento delegati selezionati dal MIUR e provenienti da tutta Italia per ricordare la Shoah.
Il giorno seguente in attesa del ministro Stefania Giannini, i numerosi e scalpitanti studenti sono pronti ad imbarcarsi per volare verso Cracovia.
Dopo essere atterrati e esserci ristorati con un caldo pranzo, ci avviamo verso il quartiere ebraico.
Il primo impatto con questo popolo comincia a piazza degli eroi del ghetto popolata da 60 sedie, grigie e vuote.
Simboleggiano non solo i sessantamila ebrei di questa città scomparsi, ma anche i bambini ebrei strappati bruscamente dalla loro realtà e costretti a lasciare le loro scuole portando con se la sedia.
Nella gelida piazza, Marcello Pezzetti, direttore del museo ebraico di Roma e storico specializzato nello studio della Shoah, racconta la raccapricciante storia degli ebrei di Polonia, storia che differisce dalla sorte che hanno subito gli ebrei di tutto il mondo: tre milioni di ebrei in Polonia, sessantamila ebrei a Cracovia: tutti appartengono al governatorato generale e la città diventa un contenitore di forza fisica utile al lavoro e allo sfruttamento di questi per alimentare l'economia e i profitti delle industrie tedesche.
Questi di Cracovia, a differenza degli altri ebrei, non vengono mandati via dalla città ma inizialmente alimentano la dispensa della forza lavoro per essere successivamente ghettizzati e poi, solamente dopo un buon utilizzo, soppressi perché inutilizzabili.
Da lì, un giovane corteo nutrito di rabbia e sdegno attraversa il ghetto di Kazimierz e si dirige verso la sinagoga di Tempel.
Assistiamo con compostezza agli interventi del prof. Giovanni Maria Flick, presidente onorario del museo della Shoah di Roma, di Giuseppe Momigliano, rabbino capo di Genova, Renzo Gattegna, presidente dell'Ucei (Unione comunità ebraiche italiane).
Conclude il ministro Giannini, la quale, dopo aver ribadito l'importanza di una ecletticità culturale e sociale, fondata sulla libertà e il rispetto di qualsiasi presa di posizione altrui, o religione o filosofia, o credo, rispetto che va oltre ogni forma di antropologia sociale, rinnova il Protocollo d'Intesa tra MIUR e Ucei, promosso sotto l'alto patronato della Presidenza della Repubblica, che prevede tra le tante iniziative, la diffusione di progetti educativi, la formazione di alunni, insegnanti e genitori.
Il giorno seguente viene dedicato alla visita dei campi di concentramento e di sterminio.
Cominciamo con Birkenau, Aushwitz 2.
Si presenta a noi una immensa distesa occupata da grandissimi capannoni di pietra alcuni ancora integri, altri fatiscenti, altri completamente distrutti.
In origine erano trecento!
Alcuni "contenevano" donne, altri bambini, altri uomini, altri ancora forni crematoi, e poi le camere a gas ...ma tutto accomunato dal medesimo odore della morte.
Silenzio e freddo, dolore e rabbia regnano in quel gelido campo finché, una volta arrivati davanti alla ferrovia e al vagone, prende la parola Samy Modiano, "numero matricola B 7456", sopravvissuto: "...avevo la colpa di essere Ebreo..... ci hanno caricato come animali da macello in vagoni pieni di escrementi di animali, il nostro valore era inferiore a quello degli animali.." ..."non ho più avuto una vita normale, anche quando è finito l'incubo sono rimasto dentro il forno crematoio".
Le lacrime di Samy scendono come fendenti di ghiaccio che vanno dritti al cuore dei presenti, attraversano le carni per raggiungere il midollo della sofferenza provocata da una "semplice" e "doverosa" ambizione umana protesa alla "selezione della razza".
Al cospetto dello sconcerto dei nostri giovani, non possiamo non pensare ed elogiare il duro lavoro affrontato dagli operatori della fondazione Caponnetto all'istruzione e ai principi che la fondazione medesima trasmette ai giovani, all'amore per la conoscenza e il rispetto dei principi Costituzionali, morali, sociale, economici imperniati sulla res-pubblica, cosa di tutti, e sulla demos-cratos, potere del popolo.
Non finisce qua.
Il percorso per non dimenticare continua ad Aushwitz 1.
Attraversiamo l'ingresso sopra il quale troviamo la scritta "Arbeit macht frei", il lavoro rende liberi, l'espressione con la quale si prendevano gioco degli Ebrei e li illudevano per una (non) vita migliore, fatta di ambizioni e sacrifici ripagati con la "dolce morte".
Ricomincia un altro giro nel posto della morte.
Con Eva, la nostra guida, ci si sofferma ad osservare e guardare increduli e attoniti.
Non ci sono parole, poesie, riflessioni, o straordinaria immaginazione capace e degna di poter dare una corretta descrizione e ricostruzione di quanto visto e ascoltato.
Di Shoah c'è n'è stata una sola, ma consci che ogni giorno si compie una Shoah, consci che il mondo sia pieno di Mengele, ci dirigiamo verso l'uscita.
L'Italia ci aspetta, il principio di uguaglianza e il principio laicista, disciplinati rispettivamente ex art. 3 e 8 Cost. ci aspettano e con essi tanti giovani desiderosi di sapere e di attivarsi, di combattere affinché la nostra Carta Costituzionale possa essere conosciuta ed applicata.
Non possiamo esimerci dal ringraziare il ministro Stefania Giannini e la dott. Giovanna Boda, che ci hanno dato la possibilità di vivere una così toccante esperienza.
Le sentinelle quale espressione della fondazione Caponnetto sempre in prima linea per propagare la legalità, non dimenticano.
RIFLESSIONI
- Se qualcuno mi chiedesse cosa mi è piaciuto in particolare ....non saprei, sono attonita, Potrei dire che non c'è stato un momento in cui io non provassi emozioni...
Ho partecipato per non dimenticare la grande ingiustizia fatta al popolo Ebreo, sperando di contribuire a far si che non possa succedere ad un altro popolo o ebreo di turno.
Daniela
-... non è possibile percepire il dolore e le barbarie che questi innocenti hanno subito, ma si può solo immaginare marginalmente.
Mi ha colpito il racconto del sopravvissuto Samy Modiano, la dignità con la quale raccontava quei momenti drammatici, la sofferenza subita.., e malgrado ciò, la forza di raccontare, di rendere testimonianza per non dimenticare.
Eleonora
- ..le parole uscivano dalla bocca di Samy come se stesse vivendo quelle atrocitá nello stesso istante.
Mentre scandiva con rabbia e forza le parole una goccia di cristallo percorse il suo viso fino a terra, proprio in quel terreno dove aveva camminato da prigioniero molti anni prima.
Il suo incredibile altruismo gli permette di spiegare tutto molto dettagliatamente e nonostante la sua consapevole sofferenza, è certo che alla sua scomparsa, dentro la memoria di milioni di ragazzi sará vivo il ricordo, permanente negli anni, di quella giornata che ha cambiato in modo indelebile la sua e la loro la vita
Manfredi
- ..ho vissuto emozioni che non dimenticherò facilmente
E i sopravvissuti?
Nonostante il dolore vivo sono riusciti a farci immaginare l'inimmaginabile, a sentire l'indicibile, a ricordare l'indimenticabile.
Giulia
Giusi Sazio
Referente Venezia Fondazione Antonino Caponnetto
giovedì 22 gennaio 2015
Protocollo d’Intesa ANCI e Fondazione Antonino Caponnetto
Lo scorso 19 dicembre 2014 la Fondazione Antonino Caponnetto e l'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia (ANCI) hanno sottoscritto un Protocollo d'Intesa che ha l'obiettivo di valorizzare quelle attività, e in particolare il progetto Giovani sentinelle della legalità, che sono strumenti di promozione della partecipazione e dell'apprendere la democrazia http://www.anci.it/index.cfm?layout=dettaglio&IdSez=819409&IdDett=50024
Fondazione e ANCI si impegnano nella promozione di incontri, seminari e dibattiti. In questo senso auspicano un ruolo attivo di interlocuzione e confronto con i propri giovani cittadini da parte di sindaci e assessori, sollecitando la loro partecipazione agli incontri e ai dibattiti che si tengono nei percorsi di formazione alla cittadinanza promossi dalla Fondazione.
Il contributo degli amministratori pubblici è quanto mai significativo perché non hanno solo il compito loro proprio di governare, ma uno più complesso che, in questo caso, trascende i singoli provvedimenti e mette in gioco la capacità di essere interlocutore attivo e capace di ascoltare e indagare le esigenze e le emergenze del territorio, di ricercare soluzioni condivise, attento all'allocazione delle risorse e al suo uso parsimonioso, individuando percorsi e strategie coerenti con le procedure della buona amministrazione.
Il nostro augurio è che questo Protocollo confermi e diffonda quelle buone pratiche di confronto con gli amministratori che abbiamo sperimentato, primo in Toscana in questi primi sei anni delle Giovani sentinelle poi in Veneto e oggi in diverse parti del nostro Paese, e rafforzi sempre più un costume civile fatto di trasparenza e partecipazione attiva.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
martedì 20 gennaio 2015
Incontro con il Liceo Poliziano di Montepulciano
Incontro con il Liceo Poliziano di Montepulciano
Sabato 18 gennaio bellissimo incontro con due classi del Liceo Poliziano di Montepulciano.
La professoressa Scarselli ha illustrato, nella sua introduzione, il percorso di studio e ricerca fatto in questi mesi attraverso approfondimenti letterari e storici sui temi della mafia e della sua diffusione. In questo modo è stato molto facile descrivere l'impegno del giudice Caponnetto o la scelta della Cooperativa lavoro e Non Solo di lavorare le terre confiscate alla mafia, la sfida lanciata a tutti coloro che sono scettici o indifferenti nel poter combattere la mafia creando occasioni di lavoro e di produzione di ricchezza in modo legale e senza compromessi.
Il lavoro in classe degli insegnanti è molto spesso misconosciuto, impegnati come siamo a valutare solo la quantità di nozioni apprese da ragazzi e ragazze, mentre la fatica di preparare cittadini attenti e consapevoli emerge nelle occasioni più diverse: sabato si coglieva, nelle tante domande fatte, la volontà di sapere, conoscere e impegnarsi.
La richiesta prevalente è stata quella di conoscere cosa sono e perché vi sono infiltrazioni mafiose nel proprio territorio, così abbiamo parlato di Suvignano, il bene confiscato più grande dell'Italia centrale, poi ci siamo soffermati sui fatti malavitosi accaduti a Chianciano e Montepulciano e l'aver studiato prima a scuola cos'è la mafia ha reso il confronto certamente più comprensibile e proficuo agli studenti.
Adesso si tratta di continuare sulla via maestra dell'approfondimento e della consapevolezza, della condivisione di valori e principi, del contrasto all'indifferenza e all'omertà, malattie, queste ultime, diffuse anche in Toscana.
Nell'appassionato dibattito che è seguito ci sono state domande e richieste sul bullismo, il gioco d'azzardo e le gare a massimo ribasso!
La passione di questi giovani è l'indizio migliore del loro desiderio di essere cittadini attenti, curiosi e desiderosi di partecipare alla costruzione del bene comune e alla loro passione ha certo contribuito la propria insegnante.
Il nostro augurio è di ritrovarli come compagni del progetto Giovani sentinelle della Legalità il prossimo anno, ma anche di incontrarne qualcuno, in estate, a Corleone a sostenere la Cooperativa lavoro e Non Solo.
Le premesse fanno ben sperare.
Di sicuro in val d'Orcia abbiamo ben seminato!
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Maurizio Pascucci
Responsabile Nazionale Beni Confiscati
lunedì 12 gennaio 2015
Giovani sentinelle a Bisacquino
Giovani sentinelle a Bisacquino
Lunedì 9 gennaio un altro incontro nel territorio corleonese, oltre 100 studenti dell'Istituto di Istruzione Superiore Di Vincenti di Bisacquino delle classi dell'Istituto Agrario, dell'Alberghiero e del Tecnico per Geometri hanno accolto la Fondazione Caponnetto e la “cuoca” livornese Nada. Ragazzi e ragazze hanno voluto con grande interesse partecipare, come i loro colleghi di Corleone, al primo incontro delle Giovani sentinelle, percorso di formazione alla cittadinanza.
A loro abbiamo proposto di essere protagonisti e di assumere delle responsabilità, di essere cittadini attenti che si prendono cura dei beni che appartengono a tutti e di promuovere il rispetto delle regole, occupandosi di un tema, a loro giudizio, particolarmente rilevante.
Studenti e insegnanti avevano idee molto chiare fin dall'inizio sull'argomento da scegliere: uno studio e una ricerca su un bene confiscato di Corleone, la villa di Totò Riina, oggi caserma della Guardia di Finanza ma che nel passato ha ospitato l'Istituto Agrario. Inoltre hanno proposto la valorizzazione di un terreno confiscato e assegnato all'Istituto agrario. Su queste terre intendono avviare, con i produttori agricoli aderenti all'associazione Fior di Corleone, una filiera etica ed economica del pomodoro siccagno corleonese.
Ragazzi e ragazze dell'Istituto Alberghiero si occuperanno della cura del gusto e della ricerca di piatti "poveri" del territorio, rielaborandoli e proponendoli ai propri cittadini e ai visitatori. In questo percorso sono disponibili ad un gemellaggio con l'Istituto Alberghiero di Montecatini Terme e l'Istituto Agrario di Pistoia, in modo che la loro ricerca ed azione non sia isolata e oltrepassi i confini comunali per far conoscere buoni prodotti e buone pratiche.
La cuoca Nada ha arricchito l'incontro dilungandosi, da ottima livornese ma anche da referente dello Spi Cgil di Livorno, in un percorso culinario, in un vernacolo complesso, che ha messo insieme l'antimafia sociale e il cacciucco alla livornese suscitando un grande applauso finale.
Di sicuro tornerà all'Istituto Alberghiero a preparare il cacciucco alla livornese!!!
Come spesso capita, mi sono domandato quanti di quegli studenti hanno parentele o vicinanze a famiglie mafiose, e come noi possiamo offrire opportunità diverse e migliori per il loro futuro.
Nel provare a dare una risposta non possiamo che cominciare dall'ammirazione per i loro insegnanti, per il loro lavoro quotidiano e silenzioso, per l'impegno a formare cittadini e cittadine rispettosi e amanti della libertà e della democrazia, in particolar modo in un momento in cui i nemici della libertà e della democrazia hanno tanti volti, non solo quelli mafiosi ma anche del fanatismo.
Il prezioso lavoro degli insegnanti aiuta ad essere consapevoli, a maturare una coscienza e un atteggiamento critico, presupposto irrinunciabile ad ogni cambiamento sociale e culturale. Non dobbiamo mai lasciarli da soli a rappresentare lo Stato in territori complessi dove spesso lo Stato è più debole della mafia.
A marzo trenta studenti con i loro insegnati dell'Istituto Agrario di Corleone verranno in Toscana.
Una bella notizia!!!
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Maurizio Pascucci
Responsabile Nazionale Beni Confiscati
domenica 21 dicembre 2014
Giovani sentinelle dal ministro Giannini, al Senato e alla Camera
Giovani sentinelle dal ministro Giannini, al Senato e alla Camera
Giovedì 18 dicembre una delegazione di giovani sentinelle della Toscana, del Veneto, insieme con alcuni insegnanti di due istituti di Corleone e la Dirigente scolastica del comprensivo, alcuni dei soci della cooperativa Lavoro e non Solo e dell'associazione Fior di Corleone, sono stati ricevuti dal ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, nella sala delle Conferenze del Palazzo di viale Trastevere.
La Fondazione ha illustrato il progetto Giovani sentinelle, ormai attivo da sei anni e ha ricordato la sua costante crescita e i notevoli risultati raggiunti nell'ultimo, in termini di adesioni delle scuole, risultati frutto delle giornate di formazione offerte agli insegnanti referenti di educazione alla legalità tenutesi in Toscana nello scorso mese di aprile.
Questa esperienza è nata dalla collaborazione della Fondazione con il MIUR e, in particolare, con il direttore generale Giovanna Boda. Per gli esiti (75 scuole e 7.000 studenti e studentesse coinvolti solo in Toscana, 1000 in Veneto – 80.000 in questi anni in tutta Italia) e l'interesse suscitato è all'ordine del giorno la sua replica in altre regioni d'Italia, così che in un triennio il progetto possa prendere il via in modo partecipato in gran parte del territorio nazionale.
Il ministro Giannini ha molto apprezzato i temi suggeriti dai ragazzi e raccolti nel volume Idee e proposte della scuola italiana che Le abbiamo offerto e Francesco, studente di Cascina, ha ricordato l'impegno proprio e dei compagni della sua e di altre scuole fra queste Venezia, sulla questione del gioco d'azzardo, esponendo la proposta di interventi legislativi per limitare il periodo di apertura delle sale e, soprattutto, di prevedere l'identificazione del giocatore e della somma giocata, in modo che si eviti il rischio che slot e videolottery diventino strumenti di riciclaggio del denaro.
Proprio per le sue caratteristiche di essere percorso di formazione il progetto ha consentito e consente esperienze significative in tante scuole su temi di grande rilievo, e confermano l'importanza di Cittadinanza e Costituzione, come ha ricordato la stessa senatrice Giannini, nel ribadire l'impegno suo e del ministero in tale direzione.
Da quest'anno il progetto si è arricchito della tematica dei beni confiscati, e l'esperienza della cooperativa Lavoro e non solo era lì a testimoniarlo, con l'intento di rompere il silenzio sul tema e favorire, grazie al protagonismo dei giovani, una più diretta consapevolezza fra i cittadini e offrire suggerimenti e ipotesi sul loro riutilizzo, a cominciare dalla proposta di utilizzarne alcuni come luoghi di formazione. Ma un tale protagonismo è indizio serio di quanto possono fare i cittadini nel contrasto alla mafia e all'illegalità semplicemente riaffermando il valore delle leggi nella vita quotidiana, come testimoniano operatori e produttori di Fior di Corleone che vogliono vivere e lavorare a testa alta, senza cedere, con onestà.
La loro presenza è segno del mutamento in corso a Corleone, da città della mafia a città dell'antimafia, e la Fondazione ha scelto come partner queste due realtà insieme alla scuola per non lasciarle da sole, per essere al loro fianco, memore dell'insegnamento di Antonino Caponnetto. Il ministro Giannini si è intrattenuto con giovani e insegnanti emozionati che hanno molto gradito questa sua disponibilità.
Prima di lasciare il Palazzo dell'Istruzione lo abbiamo visitato e ci siamo soffermati ad ammirare la bella mostra Dal libro Cuore alla Lavagna digitale, originale percorso sui mutamenti della scuola italiana dall'Unità ai giorni nostri.
Lasciato il Ministero, abbiamo incontrato il questore di Roma, dott. Nicolò Marcello D’Angelo, che ha ricordato a tutti noi le sue origini siciliane e il lavoro con Antonino Caponnetto. Lo abbiamo ringraziato per la Sua disponibilità e, insieme a lui, la Polizia di Stato per aver offerto un pullman ai giovani del Veneto e di Corleone per spostarsi a Roma.
La mattinata è proseguita al Senato della Repubblica, con altre emozioni, dove giovani e insegnanti, soci della cooperativa e dell'associazione corleonesi hanno incontrato il presidente del Senato, Pietro Grasso, nella Sala degli Specchi di palazzo Giustiniani. Molto apprezzata l'accoglienza del presidente Grasso che ha scambiato opinioni con ragazzi e insegnanti, poi abbiamo visitato il palazzo, in particolare gli studi del Presidente e, con non poca emozione, la sala dove fu firmata la nostra Costituzione. Abbiamo poi assistito brevemente alla discussione parlamentare nell'aula del Senato e i senatori hanno applaudito la Fondazione e le Giovani sentinelle dopo l'annuncio fatto dal presidente Grasso.
Alla Camera dei Deputati, siamo stati ricevuti da Carlo Leoni, consigliere politico della presidente, Laura Boldrini. Anche a lui abbiamo illustrato il progetto Giovani sentinelle e ribadito l'importanza del confronto e del dialogo fra i cittadini e le istituzioni, in particolare con quelli più giovani. Ragazzi e ragazze, insegnanti e accompagnatori hanno poi visitato palazzo Montecitorio e seguito una parte del dibattito parlamentare.
Le esperienze di lavoro parlamentare nelle due Camere hanno suscitato perplessità e commenti fra i giovani, sorpresi di taluni comportamenti di deputati e senatori e di ciò abbiamo parlato nel pullman durante il viaggio di ritorno. Il compito dei cittadini non è solo quello di essere sorpresi o irritati di fronte a certi comportamenti, ma quello di denuncia, di richiamo alle responsabilità individuali, di stimolo, di sollecitazione. Ogni cittadino e cittadina deve essere puntuale ed esigente, capace di apprezzare i comportamenti virtuosi e biasimare quelli sbagliati.
Vi è poi un ultimo elemento da sottolineare: non c'erano studenti o studentesse di Corleone, a ricordare quanto sia difficile far crescere una cultura contro la mafia in quella terra. Il preziosissimo lavoro della scuola e degli insegnanti, quello quotidiano di insegnare idee e valori, di sollecitare la riflessione, di aiutare i giovani a maturare una coscienza civica, ha bisogno del sostegno attivo delle istituzioni, sostegno in termini di presenza costante e di risorse. La Fondazione non ha la pretesa di insegnare cosa sia la mafia ai cittadini e ai giovani che vivono in terra di mafia, troverebbe scuole e sale vuote agli eventi perché, agli incontri, non ci sarebbe la larga parte dei figli dei mafiosi né l'altra parte di coloro che hanno paura!
Né il progetto Giovani sentinelle serve ad offrire soluzioni pronte all'uso, piuttosto la Fondazione intende accompagnare giovani e insegnanti e sostenerli nel loro sforzo di scoprire cosa siano i diritti, come esigerli, di essere loro compagna nello studio della Cittadinanza e Costituzione, disciplina bistrattata e accantonata nel resto d'Italia e ancor più, in Sicilia, sconosciuta.
Gli esempi della cooperativa Lavoro e non solo e dell'associazione Fior di Corleone ci ricordano quanto deve essere grande l'impegno di ciascuno per vincere la paura e far crescere idee e valori di giustizia sociale e di civismo altrimenti prevale la paura, nel migliore dei casi, se non proprio l'acquiescenza e la complicità. Tocca a chi ha le leve del governo della scuola e del Paese dare segnali concreti, e tocca a ciascuno di noi testimoniare solidarietà, lo ricorda l'articolo 2 della Costituzione, ed essere fedeli alle Istituzioni ma cittadini attenti e responsabili.
Il viaggio a Roma ad incontrare il ministro Giannini e i presidenti di Senato e Camera, ad illustrare loro chi sono le Giovani sentinelle e cosa fanno, a raccontare la bella esperienza di questo percorso di educazione alla legalità è la conclusione ideale della Conferenza finale del progetto 2013- 2014 tenutasi in Palazzo Vecchio lo scorso 28 ottobre.
Ma è anche la degna conclusione del primo ciclo di incontri del nuovo progetto 2014-2015, con la crescita incredibile di partecipazione e interesse: 75 scuole di ogni ordine e grado, da Fivizzano e Casola fino ad Orbetello, da Livorno a Pelago. Senza scordare la presenza in Veneto, nel Friuli, in Campania e a Corleone.
La Fondazione ha la schiena dritta, come ricordava Antonino Caponnetto, e una fiducia incondizionata nelle istituzioni democratiche: non ha atteso che venisse definita la questione del finanziamento del progetto né l'erogazione di una prima tranche, si è messa al lavoro.
Avremmo potuto attendere i fondi e a primavera, poi, fare in un battibaleno il progetto, invece no. Vogliamo lavorare, e lavorare bene con ragazzi e ragazze, con i docenti, per far crescere la coscienza civile e la responsabilità con l'esempio, prima che con le parole. Solo così si ottengono risultati concreti, si provano grandi emozioni e si suscitano grandi passioni.
Faremo sempre così!
Ps. Prima di chiudere intendiamo esprimere i nostri ringraziamenti più sinceri al Ministro, a Giovanna Boda e alle sue collaboratrici per l'aiuto inestimabile. Lo scorso 23 maggio scrivemmo che sulla Nave della legalità non si perdeva “nemmeno un bambino” per l'organizzazione impeccabile. Giovedì 18 dicembre abbiamo avuto nuovamente la stessa netta sensazione.
A tutti e a tutte un caro augurio di buon Natale e felice anno nuovo.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
venerdì 12 dicembre 2014
Incontro a Barga
Mercoledì 10 dicembre appuntamento a Barga, in Garfagnana, ospiti di due assemblee studentesche.
La prima delle due è con i giovani dell'Istituto professionali, la seconda con quelli del Liceo. A parteciparvi oltre 1000 studenti e studentesse. Con loro anche un bel gruppo di docenti coordinati dalla brillante Dirigente Scolastica Catia Gonnella.
Dopo la proiezione del video che racconta la vicenda di Antonino Caponnetto, abbiamo introdotto il progetto Sentinelle della legalità, giunto ormai alla sesta edizione cui hanno partecipato, quest'anno più di settanta scuole in Toscana, fra le quali anche l'Istituto comprensivo Pascoli di Barga.
Affrontare il tema della mafia significa puntare l'attenzione sulla sua evoluzione e sulle strategie di mutamento e mimetizzazione dell'organizzazione criminale. In particolare ci siamo soffermati sull'infiltrazione mafiosa in Toscana, approfondendo soprattutto quanto accade in Versilia e provincia di Lucca, dove sono numerosi i beni confiscati alle organizzazioni criminali, oltre ad un cospicuo patrimonio in denaro, indizio probante di una presenza diffusa e di connivenze locali che rimandano all'attenzione e al rigore e alla limpidezza nei comportamenti di amministratori e cittadini vero strumento efficace di contrasto alle diverse mafie.
Nel rispondere alla domanda: cosa possiamo fare? - abbiamo posto l'accento sui comportamenti quotidiani e, più in particolare su tutti quelli che assomigliano, sia pure vagamente, alle forme di bullismo e di sopraffazione, perché tali dinamiche sono strettamente legale agli atteggiamenti mafiosi. Una prima risposta alla domanda è allora quella di modificare gli atteggiamenti, riflettendo coraggiosamente anche sui nostri comportamenti in modo da elaborarne dei nuovi rispettosi dell'altro e attenti a quelli di amici e compagni per evitare il rischio che divenga abitudine il voltarsi dall'altra parte.
Ma contro la mafia sono possibili anche altre risposte, molto radicali, come quella che ha preso corpo grazie all'opera della cooperativa Lavoro e Non Solo, esemplare esperienza di antimafia.
Lavorare le terre confiscate ai mafiosi è sfida difficile, ma gli uomini e le donne della cooperativa hanno la solidarietà e il sostegno dei cittadini onesti e di tanti giovani che, in estate, offrono il proprio tempo condividendo la fatica e gi ideali.
Domande e richieste hanno arricchito la mattinata.
Maurizio Pascucci
Responsabile Nazionale Beni Confiscati
sabato 6 dicembre 2014
Giovani sentinelle a Massa e anniversario della morte del giudice Antonino Caponnetto
Nuove sentinelle crescono a Marina di Massa. Giovedì 4 dicembre mattinata nelle scuole dell'istituto comprensivo Don Milani. Alla omonima scuola media due incontri con sette classi di terza. Nella loro aula magna hanno ascoltato con attenzione i ragionamenti della fondazione sulla mafia, sulle sue ramificazioni in tante altre regioni d'Italia, di cui è prova il gran numero di beni confiscati. Con loro abbiamo insistito sull'importanza di crescere come cittadini responsabili e attenti, che si prendono cura della città in cui vivono, dei beni che appartengono a tutti, costituendo in questo modo una barriera contro le organizzazioni criminali, ma soprattutto rendere viva la nostra Costituzione che incoraggia e valorizza la partecipazione quale premessa per la democrazia.
Negli stessi orari si sono tenuti pure due incontri alle scuola elementari Ronchi e Giudice con tre classi di quinta.
Con loro abbiamo approfondito la conoscenza di Antonino Caponnnetto e sottolineato il suo insegnamento per comprendere meglio come la mafia agisce e mette in discussione l'uguaglianza fra i cittadini e la loro stessa libertà. Non sono mancate curiosità e domande a ripetizione a confermare l'interesse delle giovanissime sentinelle e il tempo è letteralmente volato via. Alla fine abbiamo lanciato anche a bambini e bambine la sfida ad essere cittadini attivi e responsabili e dandoci appuntamento per giovedì 9 aprile quando ci ritroveremo a Massa, ospiti dell'amministrazione comunale per il secondo appuntamento.
Saltato l’appuntamento di venerdì 5 a Rosignano Solvay!
Sempre a proposito del rispetto delle regole, oltreché delle persone, dispiace che la docente dell’Istituto Mattei di Rosignano Solvay, dopo aver iscritto la scuola al progetto e dopo aver ricevuto il calendario degli appuntamenti averci confermato l’incontro telefonicamente in ottobre al nostro responsabile Toscana, abbia detto all’operatore, giunto a Rosignano venerdì mattina per l’incontro, che l’Istituto non partecipava più!
Dispiace rammentare regole minime di buona educazione, anche perché l’operatore per poter raggiungere la scuola alle 8.30 dopo una sveglia abbastanza anticipata ha dovuto supportare anche dei costi!
Anniversario e premio Caponnetto a Pistoia
In occasione del dodicesimo anno della morte del giudice Antonino Caponnetto, oggi 6 dicembre a Pistoia, in mattinata nonno Nino viene ricordato nelle scuole dal nipote Dario Meini e alle 17.00 tutta la Fondazione Caponnetto insieme alla Fondazione Raggio di Luce premierà il giornalista Paolo Borrometi.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
giovedì 4 dicembre 2014
Doppio incontro con le giovani sentinelle di Pisa
Mercoledì 3 dicembre appuntamento all'Istituto comprensivo Renato Fucini di Pisa. Prima quattro classi seconde e terze con i propri insegnanti hanno ascoltato in silenzio il filo del ragionamento su Antonino Caponnetto e sulla mafia, sui suoi radicamenti nei territori lontani dalla Sicilia grazie alle colpevoli disattenzioni dei cittadini. Domande e richieste di chiarimento hanno punteggiato il confronto e le due ore sono volate via. Non sono potuti mancare i riferimenti agli ultimi avvenimenti di ieri: gli arresti a Roma di uomini e donne accusati di agire da mafiosi in un contesto diverso da quello siciliano, senza radicamento nella cultura di origine della mafia, ma mutuandola da quella in una città diversa come Roma. Il riferimento ai fatti e alle indiscrezioni giornalistiche sulle intercettazioni hanno costituito l'occasione per soffermarci sulla moderna forma di commercio degli esseri umani che la loro riduzione in schiavitù.
In modo del tutto analogo abbiamo discusso con un altro gruppo di cinque classi seconde e terze che hanno occupato l'atrio della scuola nel secondo incontro.
Anche con loro abbiamo parlato delle metamorfosi della mafia e dei suoi tentativi di investire i propri capitali i regioni lontane dalla Sicilia. I beni confiscati sono l'indizio principe di queste infiltrazioni.
Ai due gruppi abbiamo parlato di cittadinanza e Costituzione e lanciato la sfida ad essere protagonisti, cittadini attivi e responsabili, attenti e vigili al rispetto delle regole, antidoto alla cultura dell'illegalità.
Con tutti ci siamo dati appuntamento per mercoledì 25 marzo quando saranno ospiti degli amministratori cittadini nel Palazzo comunale.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
martedì 2 dicembre 2014
Giovani sentinelle in provincia di Prato
Martedì 2 Dicembre ancora due incontri per le Giovani sentinelle.
Alle 8.30, a Montemurlo, appuntamento con le classi prime, seconde e terze della scuola media La Pira che, non essendoci sufficiente spazio nella loro scuola, ci hanno accolto nel teatro della città, aperto per questo appuntamento dall'Amministrazione comunale, attenta ai temi della legalità.
Dopo la proiezione del filmato su Antonino Caponnetto e sul pool ci siamo soffermati su come Falcone e Borsellino abbiano compiuto il proprio dovere fino in fondo, dando la vita per il nostro Paese e abbiamo parlato di impegno, di solidarietà, di rispetto delle regole per una convivenza civile democratica.
Per essa è necessaria una vera educazione civica, disciplina ormai abbandonata da più di vent'anni, mentre in altri paesi, come gli Stati Uniti non si è cittadini se non si conosce la propria Costituzione.
Abbiamo parlato di valori e ragazzi e ragazze ci hanno sorpreso, ricordando come i loro insegnanti affrontano quotidianamente la questione dei valori, perché hanno proposto per questo di applaudire i propri insegnanti.
Abbiamo ricordato come Caponnetto definiva partigiani del nostro tempo chi faceva della legalità un impegno essenziale per la formazione dei propri giovani. Ne è nato un dibattito vivace con i ragazzi attenti e interessati. Abbiamo spiegato le fasi del progetto e abbiamo fatto vedere il video dei lavori dei ragazzi dello scorso anno.
Due ore intense durante le quali i giovani non hanno mai perso l'attenzione, ma hanno continuato con domande sempre più attinenti. Ha chiuso l'incontro il Dirigente scolastico che ha ringraziato la Fondazione e ha ricordato di come la scuola quotidianamente si impegna nel ruolo della formazione dei propri giovani e con queste parole ci siamo dati appuntamento per il 10 aprile 2015.
L'altro appuntamento sempre alle 8.30 con i giovanissimi della scuola elementare Frosini di Prato. Le classi quinte con gli insegnanti ci hanno accolto nell'aula magna della scuola, attenti e curiosi di sapere.
Domande a ripetizione, richieste sempre pertinenti e osservazioni accurate hanno accompagnato il racconto della vicenda di Antonino Caponnetto partito per Palermo a sostituire Rocco Chinnici, assassinato dalla mafia.
L'impegno costante, prima professionale poi morale e civico, del giudice è stata l'occasione per parlare dell'attività della mafia, di come si arricchisce e investe il denaro frutto delle attività illegali, di come la disattenzione e la “convenienza e il disinteresse di tanti cittadini – ci ha ricordato con acutezza uno scolaro – favoriscono l'ingresso dei capitali mafiosi nell'economia legale. A contrastarla occorre la forza e la determinazione dei cittadini, grandi e piccoli, ad essere attivi e responsabili, attenti e preparati, e per costruire questa barriera è importante che partecipino anche i più giovani.
A bambini e bambine abbiamo proposto di divenire protagonisti e giovani sentinelle e loro hanno accettato ben volentieri la sfida.
Per questo ci siamo dati appuntamento a giovedì 17 marzo 2015 quando, con l'altro Istituto comprensivo della città, il Malaparte, saranno ospiti dell'amministrazione comunale di Prato.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
Le giovani sentinelle in provincia di Massa Carrara
Anche oggi, lunedì 1 dicembre, due nuove scuole si aggiungono alle giovani sentinelle, entrambe nella provincia di Massa. La prima, l'Istituto comprensivo Avenza di Carrara dove, puntualissime, le cinque classi terze con i loro insegnanti e la Dirigente scolastica ci attendono incuriosite e vivaci nell'aula magna della scuola.
Ad interessarli è la vicenda di Antonino Caponnetto e vogliono sapere di mafia, di come si infiltra dappertutto grazie alle connivenze, alle “distrazioni” e alle vere e proprie complicità di tanti cittadini che preferiscono fare affari con la mafia piuttosto che essere rigorosi e rispettosi della legge. E dell'osservanza delle regole si è parlato per rimarcare quanto sia importante che questa abitudine sia curata da subito in modo da avere cittadini responsabili e attenti ai beni preziosi della libertà e della democrazia. Non sono mancate richieste di chiarimenti e osservazioni, segno di interesse e desiderio di conoscere.
Li abbiamo invitati ad accettare la sfida del protagonismo e ci siamo dati appuntamento per giovedì 9 aprile quando incontreranno, per il secondo appuntamento, gli amministratori di Carrara, ospiti nel Palazzo comunale.
Dopo un veloce trasferimento, il secondo appuntamento mattutino a Fivizzano.
All'Istituto comprensivo Moratti ci sono studenti e studentesse dei diversi plessi che sono nei comuni di Fivizzano e di Casola. Ben quattro classi di seconda e di terza ci hanno accolto nella sala mensa e hanno prima visto il video che racconta la vicenda di Antonino Caponnetto e poi ascoltato con attenzione i ragionamenti intorno alla mafia e al riciclaggio del denaro sporco, i tentativi di infiltrazione nell'economia legale e la presenza della mafia in Toscana, come si evince dai beni confiscati. Domande e richieste di chiarimenti hanno arricchito lo scambio.
Contro la mafia occorre un grande impegno da parte di ciascuno e di ciascuno, impegno che nasce dalla consapevolezza dei propri doveri di cittadino e dalla partecipazione alla cura dei beni che appartengono a tutti. In questo senso abbiamo lanciato loro la sfida a divenire giovani sentinelle, scegliendo un tema di particolare interesse da studiare, approfondire e, relativamente al quale, offrire delle soluzioni.
Di tutto ciò discuteremo il prossimo giovedì 5 marzo quando i giovani saranno ospiti dell'amministrazione di Fivizzano. In quella occasione inviteremo anche gli amministratori di Casola, l'altro comune dove ha sede parte dell'Istituto comprensivo, proprio come nel caso di Minucciano e Piazza al Serchio.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
lunedì 1 dicembre 2014
Giovani sentinelle alla Scuola Media Ungaretti di Grosseto
Sabato 29 ottobre ultimo degli appuntamenti con le giovani sentinelle delle scuole grossetane. A chiudere ragazzi e ragazze della scuola media Ungaretti di Grosseto. Ad attenderci 3 classi seconde insieme alle loro insegnanti Sonia Boni, Michela Cavese, Carla Giuliarini.
Dopo la visione del filmato su Antonino Caponnetto e dopo esserci soffermati sull’impegno del giudice nelle scuole di tutta Italia, a seguito delle tragiche morti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, abbiamo parlato dei valori dell’impegno civile, della solidarietà e del rispetto delle regole quale antidoto non solo alla criminalità organizzata ma anche al dilagare dell’illegalità. Questa diffusa violazione delle leggi, sia quelle giuridiche sia quelle dei buoni comportamenti, incidono anche sull'economia del Paese sottraendo risorse pubbliche, con la corruzione e l'evasione fiscale, che impediscono di fare investimenti nelle politiche scolastiche e sociali.
Abbiamo chiesto ai ragazzi, come esempio, di prendere una cartina del proprio territorio e di segnare con una bandierina ogni bene che appartiene a tutta la comunità: strade, scuole, piazze, giardini pubblici, ospedali, impianti sportivi, ecc. Poi li abbiamo invitati a cancellare questi beni, per rendersi conto di quante cose abbiamo in comune e di quanto saremmo in difficoltà senza di essi e della necessità di prendersene cura e conservarli. Abbiamo raccontato di come, in altri Paesi europei a noi vicini, vi sia uno spirito civico differente e una responsabilità di ciascuno nel partecipare al bene comuni pagando tasse eque. In tali Paesi l'evasione è così bassa proprio per questo senso di responsabilità!
Abbiamo ricordato l'altra grande passione di Antonino Caponnetto: la nostra Carta Costituzionale e, in particolare l’art. 3 dove si stabilisce l'uguaglianza - tutti si è uguali di fronte alla legge - e il compito fondamentale della Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ogni natura per il raggiungimento di tale obiettivo e, in questo senso, la scuola è lo strumento per eccellenza allo scopo.
Per la Fondazione è stato un onore ricordare il maestro Alberto Manzi accanto alla moglie, la professoressa Sonia Boni, che insegna in questa scuola.
Negli anni 60 del Novecento, il nostro Paese cosciente di avere una popolazione con un alto grado di analfabetismo usò la televisione per educare i propri cittadini a intraprendere il cammino della democrazia e del sapere. Il maestro Manzi, educatore, con grande e spiccato impegno civile, in soli otto anni, insieme al Ministero dell’Istruzione rimosse quell’ostacolo che la nostra Carta cita con l’art. 3 con la trasmissione Non è mai troppo tardi. Oltre un milione e mezzo di cittadini impararono a leggere e a scrivere.
Rattrista oggi vedere come gli stessi mezzi di comunicazione abbiano stravolto non solo il compito di uno Stato ma che vengano utilizzati per ricostruire un nuovo modello di non sapere!
Quello di tenere viva la memoria è un dovere civico che era nel DNA di Antonino Caponnetto che non smetteva mai di sollecitare ogni cittadino a non dimenticare.
Una lunga strada ci attende, dobbiamo percorrerla insieme mano nella mano – diceva il giudice, e con questa sua esortazione abbiamo concluso dandoci appuntamento per venerdì 20 marzo.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
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