sabato 14 marzo 2015
Le sentinelle a Calenzano e Poggio a Caiano
Le sentinelle del Plesso Concetto Marchesi di Calenzano (FI) e l’Istituto Comprensivo Mazzei di Poggio a Caiano (PO) incontrano le proprie Amministrazioni comunali
Mercoledì 11 marzo, di nuovo doppio appuntamento. A Calenzano le Giovani sentinelle dell'Istituto Comprensivo, plesso Concetto Marchesi, nella bella Aula Magna di Design, sono state accolte dal proprio sindaco, Alessio Biagioli e dall'assessore all'Istruzione Lara Burberi. Ad accompagnare i ragazzi la Dirigente scolastica Marisa Mordini e la loro insegnante Maria Grazia Biagiotti, le loro colleghe Maria Maddalena Lenglet e Liverini Alessandra. Ragazzi e ragazze armati di cartelloni colorati prendono posto insieme ai tanti genitori e nonni presenti.
Dopo il saluto del Sindaco, come di consueto, la Fondazione introduce i lavori e spiega soprattutto agli adulti il percorso formativo del progetto, la responsabilità degli adulti riguardo la convivenza civile e l'importanza dei valori per una Comunità attenta ai bisogni di tutta la cittadinanza.
Hanno preso la parola i giovanissimi, consapevoli del loro ruolo di protagonisti hanno occupato il tavolo dei relatori dimostrando padronanza delle attrezzature foniche. Il tema da loro scelto: Ecosostenibilità, salvaguardiamo l'ambiente. Duccio, Martina, Niccolò, Nina e Diego hanno iniziato con i loro compagni con un cartellone dallo slogan rifiuti zero; un altro riguarda il giardino della loro scuola più organizzato e più allegro ed infine un cartello In bici dalla Carraia a Calenzano.
Sono seguiti altri cartelli con frecce “si”, “no” ad indicare in due colonne le cose da fare o da evitare. Regole che prevedono un controllo da parte dei ragazzi affinché tutti le rispettino. Infine, per coinvolgere tutta la scuola i ragazzi sono passati in ogni classe per illustrare le proprie proposte.
Riguardo i rifiuti si sono chiesti dove vanno a finire gli avanzi della loro mensa e hanno fatto notare come la burocrazia e regole molto severe che andrebbero riviste non permettono un riutilizzo degli alimenti, neppure nei canili.
Quanto al loro giardino hanno chiesto agli amministratori di occuparsi degli arredi: panchine e spazi per la palla a volo, mentre hanno chiesto aiuto ai nonni per la potatura, le fioriere e la sistemazione delle buche.
Ha preso la parola il sindaco Biagioli, che ha ascoltato con attenzione e presente fino alla fine e si è complimentato con i giovani anche nella scelta di progetti ambiziosi, prima di dare delle risposte puntuali alle richieste fatte dai ragazzi. Il cibo: ha spiegato come oggi l'amministrazione sia impegnata più che nel passato ad evitare sprechi nella mensa. Ha proposto di lavorare meglio non solo sullo spreco, ma anche sull’educazione alimentare, come evitare per esempio l’eccessivo cibo durante la pausa di metà mattina in modo da mangiare tutto a pranzo. Riguardo il cibo in avanzo la legge non permette di utilizzarlo se non come rifiuto.
Ha dichiarato la disponibilità a sistemare il giardino a cominciare dalle panchine o alla fontane dell’acqua. Per la pista ciclabile ha annunciato che c’è un impegno da parte della società Autostrade per l'Italia a realizzare un percorso che fiancheggia la provinciale e nel parco.
Lara Burberi ha manifestato soddisfazione per le proposte dei ragazzi e ha confermato l’impegno dell’Amministrazione nel voler esaudire il desiderio dei ragazzi in merito al giardino della loro scuola.
Ha parlato poi dell’ambiente e di come una cattiva gestione dei rifiuti diventa occasione per facili guadagni da parte della mafia, ragione in più per fare educazione ambientale e incrementare la corretta raccolta differenziata.
Genitori e nonni hanno posto domande e sono intervenuti, poi una mamma ha preso la parola per denunciare la pessima abitudine di molti automobilisti di occupare lo spazio riservato alle auto con disabili. Uno dei bambini ha chiesto la parola e ha cominciato a parlare manifestando il proprio dispiacere e prendendo un impegno: «signora, io e tutti i miei “colleghi” promettiamo che saremo attenti affinché fatti del genere non accadano più e riprenderemo coloro che si comporteranno così».
Non si può immaginare una conclusione migliore per un bell'incontro di educazione alla cittadinanza e con tutti ci siamo dati appuntamento a lunedì 18 maggio.
Secondo appuntamento anche a Poggio a Caiano, nella bella Sala delle Scuderie, dove il sindaco, Marco Martini, e l'assessora all'Istruzione, Fabiola Ganucci, hanno accolto bambini e bambine dei due plessi della scuola elementare di Poggio, Lorenzo il Magnifico, e Poggetto, Edmondo De Amicis, accompagnati dagli insegnanti e dalla vicaria, Paola Tacchi.
Mamme e babbi hanno riempito la sala e hanno seguito con interesse e attenzione.
L'incontro si è aperto con una bellissima canzone che un gruppo di scolari e scolare ha cantato in diretta accompagnato alla chitarra dal proprio insegnante, sorprendendo tutti e regalando una intensa emozione.
Marco Martini ha rivolto un saluto a tutti loro e ha ringraziato la Fondazione per il suo impegno costante a diffondere la cultura della legalità e noi abbiamo ricordato ai cittadini che questo progetto ha lo scopo di sollecitare giovani e giovanissimi ad essere cittadini e cittadine consapevoli e attenti, promuovendo il loro protagonismo con la scelta, l'approfondimento e il confronto con chi ha il governo del proprio comune di un tema di particolare interesse. Grazie a questo percorso di formazione ragazzi e ragazze fanno esperienza di cosa è una discussione pubblica, di come si decide, di come si fanno delle scelte in ordine all'uso delle risorse pubbliche. La nostra speranza è che questa attitudine a dibattere pubblicamente costituisca il miglior insegnamento alla cittadinanza contro ogni tentazione di disinteresse e del voltarsi dall'altra parte.
Poi hanno esordito scolari e scolare, ringraziando innanzitutto per l'occasione loro concessa di essere consiglieri per un giorno, come hanno detto. E come tali si sono comportati, sottolineando alcuni temi per loro significativi: quelli del plesso De Amicis hanno ricordato che ci sono edifici abbandonati e in disuso che potrebbero essere recuperati per spazi per loro, ma anche per ospitare chi non ha casa, evitando di costruire nuove case che consumano altre porzioni di territorio, o spazi verdi per animali abbandonati o che restano soli quando si va in vacanza. Poi hanno ricordato che la pista ciclabile non è completata e loro non possono muoversi in sicurezza, pista che è molto usata dai giovanissimi anche per pattinare, ma che è anche utile perché così non si usa l'auto, risparmiando il consumo di carburante e facendo del bene all'ambiente.
I coetanei della Lorenzo il Magnifico hanno invece scelto di occuparsi di marciapiedi stretti e sconnessi, di alcuni spazi verdi che dovrebbero essere attrezzati per giocare, di strisce pedonali più visibili, di barriere architettoniche, del palazzetto dello sport che ha gli spogliatoi in cattivo stato, del giardino della scuola che non è agibile perché è caduto un pino nei giorni di vento fortissimo. Nell'esporre il proprio punto di vista hanno fatto uso di cartelloni colorati e si sono alternati nella presentazione.
Il Sindaco ha annotato le richieste e le segnalazione e ha voluto rispondere in modo puntuale, precisando dove sono in corso dei lavori, o a quali progetti dà la priorità l'amministrazione, ha promesso un pronto intervento nel giardino della scuola ritardato perché vi erano strade e altri luoghi pubblici da mettere in sicurezza con maggiore urgenza, si è soffermato sulla pista ciclabile che sarà allungata a raggiungere altre località vicine e poi ha voluto sottolineare le difficoltà di un comune di circa diecimila abitanti su un territorio molto piccolo, Poggio a Caiano è il secondo comune più piccolo per estensione della Toscana. In ultimo, ma decisiva è la questione delle risorse che sono ormai esigue e, per molti Comuni anche con i conti in ordine, vi è il blocco degli investimenti a causa del Patto di stabilità.
Anche Floriana Ganucci ha voluto sottolineare la straordinaria vivacità di scolari e scolare e quella loro capacità di tenere viva l'attenzione su tanti problemi.
Il tema delle risorse ricorre in questi dibattiti e assomiglia al grande buco nero in cui viene risucchiata ogni speranza e ogni aspettativa, invece è necessario uno scatto d'orgoglio e un lucidità politica a perseguire con decisione l'evasione fiscale, battaglia alla quale la Fondazione invita tutti i Comuni realizzando collaborazioni con l'Agenzia delle entrate e Guardia di Finanza e mettendo in comune banche dati per un più efficace contrasto. Marco Martini ha prontamente replicato che il Comune di Poggio a Caiano è impegnato su questo fronte e si batte anche nell'ambito dell'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia affinché vi sia un più definita cornice legislativa sulla questione.
A concludere in maniera così originale come l'apertura un altro gruppo di musicisti, con strumenti tradizionali e non, e cantanti hanno interpretato una nuova canzone. Ci siamo lasciati con l'accordo che avrebbero riproposto musiche e canzoni anche in occasione dei prossimi appuntamenti. A documentare l'incontro sono stati, ed anche questa è una scelta originale, Paola Tacchi e il babbo di Francesco, scolaro di Poggio. Con le classi
ci rivedremo a Prato, ospiti della Provincia, mercoledì 27 maggio.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
venerdì 13 marzo 2015
Martedì 10 marzo, doppio appuntamento per le Giovani sentinelle
Martedì 10 marzo, doppio appuntamento per le Giovani sentinelle: all'Istituto comprensivo Dante Alighieri di Aulla e il Liceo Artistico Piero della Francesca di Arezzo
Ad Aulla sulla porta di accesso al palazzo Comunale ci attende la professoressa di lettere Antonella Bettini coordinatrice del progetto. Saliamo nella sala consiliare del Comune al piano superiore che accoglie via via le Giovani sentinelle dell'Istituto comprensivo Alighieri. Con loro numerosi genitori e la Dirigente scolastica Anna Maria Florio, tutti in perfetto orario per l'incontro.
Purtroppo Ci rendiamo subito conto che mancano computer e proiettore che avevamo richiesto, e di cui ci era stata assicurata la disponibilità dagli uffici comunali, necessari per la proiezione del video prodotto a scuola e testimonianza del lavoro svolto dai giovani. È assente anche un tecnico per farla funzionare e non c'è nemmeno un usciere in grado di dare informazioni in merito.
La Casa Comunale è deserta!
Fra lo sbigottimento generale, prendiamo il nostro computer e il proiettore e con la preziosa collaborazione di genitori e professori colleghiamo cavi e fili per consentire la proiezione del video.
Siamo pronti per cominciare, ma la sindaca, Sivia Magnani, la cui presenza ci era stata confermata dalla sua segreteria, non è ancora arrivata. Pensiamo ad un ritardo, allora aspettiamo: cinque, dieci, trenta minuti, nessuno si affaccia. Decidiamo di chiamare gli uffici per conoscere l’impedimento che ha costretto la sindaca, suo malgrado, a ritardare e scopriamo che nessuno l’aveva avvertita dell’incontro. Ci assicura che farà intervenire un assessore in sua vece.
Attendiamo per un’oretta e poi decidiamo di cominciare. Da lì a poco, per fortuna, appare l’assessore all’Istruzione, Angela Simonelli, che si scusa del ritardo e fa notare di non essere stata informata da nessuno del progetto Giovani sentinelle!
Eppure sono corretti gli indirizzi di posta elettronica del sindaco e dell’assessore dove abbiamo inviato ogni comunicazione e i report sin da ottobre! Negli ultimi mesi abbiamo parlato al telefono con le rispettive segreterie! Ci viene da pensare che le segreterie hanno pensato bene di fare da filtro, per non disturbare gli impegni del sindaco e dell’assessore e piano piano questo filtro si è trasformato in un bel muro di gomma!
Introduciamo subito il progetto: a genitori e cittadini, all’assessora illustriamo lo spirito, come si articola nel corso dell'anno scolastico, le sue peculiarità di percorso educativo riconosciuto dai Protocolli d'intesa sottoscritti con il MIUR e l’ANCI, di promuovere il protagonismo giovanile quale strumento per radicare la cultura delle regole, giusto nella cornice di Cittadinanza e costituzione, disciplina fondamentale in una scuola che voglia essere luogo di formazione dei cittadini.
La parola passa poi ai ragazzi e alle ragazze, veri protagonisti del progetto.
Elena, Niccolò ed Alessio illustrano i lavori realizzati in classe grazie all’aiuto delle preziose insegnanti Monica Cassano di Educazione Artistica e Maura Ferrari di Educazione Tecnica.
Presentano i loro progetti dell’edificio scolastico che vorrebbero: hanno realizzato due plastici che contengono le aule, la palestra, i laboratori ed anche uno spazio verde all’esterno dell’edificio.
Ma i plastici non esaurisco i documenti prodotti sul tema La scuola che vorrei…
Alessio, Niccolò, Alice e Lisa leggono i loro temi che raccontano con passione, e senza tralasciare i particolari, la situazione in cui si è trovata la loro scuola in seguito all’alluvione e descrivono l’edificio scolastico che vorrebbero avere, dotato di aula magna, laboratori di musica, bar e spazi ricreativi dedicati. Fanno notare che molti di loro hanno iniziato e stanno completando il loro corso di studio sempre in dei container!
Angela Simonelli interviene per informare i giovani e tutti i cittadini di un incontro con la Regione che si terrà il 18 marzo e che avrà per argomento proprio la situazione dei lavori della scuola, incontro al quale invita tutti i cittadini a partecipare.
È il momento dei genitori. I ragazzi hanno chiesto aiuto a Luigi D’Amico, babbo di una alunna della scuola, per la realizzazione di un video. Le immagini raccontano con professionalità e cura della situazione che ormai da 4 lunghi anni si trovano a vivere quotidianamente studenti e personale scolastico. Vi è tanta tristezza! Le immagini e la musica che le accompagna lo sottolinea sono autentici pugni nello stomaco! Rammarico per promesse non mantenute. Poi ancora i container donati dal Comune dell’Aquila subito dopo il disastro, le aule, la palestra ricavata in uno spazio vuoto assolutamente privo di attrezzature ginniche, gli uffici e la sala professori un po’ stretta e intorno il fango, un cantiere a cielo aperto, con le strutture che non ancorate bene a terra che cominciano a risentire del passare del tempo.
Nelle nostre comunicazioni avevamo indicato oltre alle informazioni su luoghi e orari, sulle scuole partecipanti e il numero previsto di alunni, anche il tema scelto dai ragazzi, con lo scopo di aprire un dialogo, un confronto, chiedendo agli amministratori di essere preparati per poter avere delle risposte. Ma il dibattito non c’è stato e alla richiesta di indicare delle scadenze, sia pure di massima, ragazzi e ragazze e i cittadini hanno avuto una sola risposta: non è di competenza del Comune ma della Regione!
Molto amareggiati ci siamo dati appuntamento per giovedì 28 maggio nelle sale della Provincia a Massa Carrara. In quella occasione inviteremo anche la Regione per avere maggiori chiarimenti.
Lo spirito del progetto nato da un bando della Regione ci fa sperare, e mi auguro che i ragazzi possano avere risposte certe e rassicuranti e non dover realizzare il volume dei lavori di quest’anno con il disegno in copertina di un container!
Avvio anticipato dell'appuntamento di Arezzo, alle 15.30, poco dopo aver finito le lezioni in classe. Molti ragazzi e ragazze devono prendere il treno o il pullman per tornare a casa e avere il tempo per studiare!
Così ci siamo ritrovati nella Sala del consiglio del Palazzo comunale, luogo dove si governa la città. Ad accogliere la Fondazione e i giovani del Liceo Artistico l'assessore Francesco Romizi e l'architetto Beoni e la dottoressa Gallo che si occupano del decoro urbano.
Dopo il saluto di Francesco Romizi che ha voluto ricordare l'importanza del luogo e ringraziato la Fondazione per la pazienza con cui costruisce la tela della cittadinanza, abbiamo richiamato brevemente il valore del lavoro dei giovani, la loro testarda disponibilità a fare proposte, confrontarsi e operare quale esercizio di cittadinanza consapevole. E in questi sei anni ragazzi e ragazze del Liceo Artistico hanno elaborato progetti di notevole rilievo che hanno lasciato il segno in città.
Da uno di tali progetti, quello dell'anno scolastico 2010-2011 hanno preso il via, dopo una serrata discussione nell'assemblea del comitato studentesco. In quell'anno studenti e studentesse elaborarono il progetto di intervenire con la street art su un sottopasso degradato che conduceva al parco urbano intitolato a Sandro Pertini. Fu un'esperienza entusiasmante perché con la partecipazione di scolari e di bambini che frequentavano il parco, con la collaborazione dell'amministrazione comunale fu realizzato un intervento di recupero dello spazio che fu decorato con le forme e i colori degli studenti del Liceo.
A distanza di quattro anni lo spazio è stato imbrattato e rovinato. Nonostante l'impegno dell'amministrazione, come riconoscono i giovani, occorre ammettere che non è sufficiente il lavoro di recupero, anche se lodevole e ben fatto, perché è necessario modificare profondamente la cultura civica in modo che i cittadini non provino sentimenti di odio per la propria città.
In questo senso hanno individuato tre fronti di intervento: quelli di recupero, preventivi e di cura della propria scuola. Per quanto apparentemente slegati, hanno invece una ratio.
La cura della propria scuola significa operare nel luogo più vicino a loro, dove trascorrono molto tempo e significativamente lo spazio di elezione per la formazione del cittadino. Quindi chiedono di poter decorare la propria scuola con gli strumenti di cui dispongono, quelli della street art, dichiarandosi disponibili a farlo anche su grandi pannelli con cui rivestire muri, se non fosse possibile intervenire sugli stessi muri.
Per quanto riguarda i lavori di recupero propongono il ripristino del sottopasso, anche per riaffermare un principio di legalità e, simbolicamente, ribadire che quella scelta condivisa è quella giusta. Hanno lanciato la proposta Adotta uno spazio che proseguiranno sui social network, sperando di coinvolgere altri giovani e altre scuole.
Quanto all'azione preventiva hanno proposto la costituzione di un laboratorio permanente per pensare anche a strategie di intervento efficaci e rapide, luogo dove aver una prospettiva più lunga.
Accanto a tutto ciò, serve un opera di informazione mirata e attenta per contenere l'allarmismo e i toni sopra le righe di tanti media, cartacei e non, riguardo il degrado, che dipingono una città devastata e paradossalmente alimentano quel clima feroce contro la città che è il brodo di coltura per il disinteresse e l'incuria.
Francesco Romizi ha apprezzato le sollecitazioni di ragazzi e ragazze e ha proposto loro di partecipare attivamente all'esperienza promossa dalla amministrazione cittadina degli Angeli della città, volontari che intervengono per sanare situazioni di degrado. Le competenze di studenti e studentesse sono beni preziosi da non disperdere, i volontari possono offrire idee e progettualità, oltre ad avere la capacità fare un lavoro nelle scuole. A sollecitare questa prospettiva è stato l'architetto Beoni che lavora al regolamento, in via di approvazione da parte del Consiglio comunale, riguardo il decoro urbano.
Il confronto fitto e vivace e la passione hanno fatto trascorrere troppo velocemente il tempo a disposizione così abbiamo dovuto, molto a malincuore, chiudere l'incontro, dandoci appuntamento per venerdì 15 maggio quando, ospiti della Provincia, si ritroveranno le scuole aretine.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
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giovedì 12 marzo 2015
Le giovani sentinelle a Castelfiorentino
Le Giovani sentinelle dell'ISIS Enriquez di Castelfiorentino incontrano i propri Amministratori
Lunedì 9 marzo appuntamento a Castelfiorentino con le Giovani sentinelle dell'ISIS Enriquez. Studenti e studentesse sono stati ospiti dell'amministrazione nell'aula consiliare del Palazzo comunale.
Ad accoglierli l'Assessore alla Pubblica Istruzione Enrico Cappellini e il Consigliere delegato alla legalità Laura Rimi.
Dopo il loro breve saluto, abbiamo illustrato il progetto nel suo sviluppo lungo l'intero anno scolastico, mettendo in risalto i caratteri di percorso di formazione alla cittadinanza per studenti e studentesse grazie al loro protagonismo con lo studio e l'approfondimento di un tema significativo e il confronto con gli amministratori. Di rilievo è anche l'attenzione alla questione dei beni confiscati, elemento chiave di un contrasto non solo giudiziario alla mafia, ma anche sul piano delle ricchezze e della disponibilità di beni, oltre ché su quello simbolico, molto importante, di sottrarre un oggetto frutto di attività illegale e riutilizzarlo per i fini della collettività.
Hanno preso la parola i giovani che hanno scelto come tema le vicende e il destino dell'Ostello della Gioventù costruito nel 2000 con le risorse economiche del Giubileo. Gestito per un primo periodo si è poi giunti ad una interruzione del servizio. Vi era la necessità di un intervento di frazionamento termico che rendeva improduttiva la gestione, inoltre lo stesso intervento ha suscitato molte lamentele in quanto sono stati necessari nuovi lavori con finanziamenti pubblici su un opera già realizzata e collaudata.
Infine anche la scelta, poi ritenuta sbagliata, di non aderire più all'Associazione Italiana degli alberghi per la Gioventù che ha comportato ulteriori costi economici.
Dopo aver fatto emergere, con il loro lavoro di approfondimento, tutte queste difficoltà, ragazze e ragazzi hanno avanzato una proposta che tiene conto di una ridefinizione degli spazi e delle attività: favorire quelle in favore di giovani del luogo al fine di avere spazi d'aggregazione perché quelli esistenti attualmente sono ritenuti insufficienti.
In questo contesto è emersa anche la proposta di prevedere al piano terreno un pub con spazi d'incontro e di socializzazione che non renda obbligatoria la consumazione.
Le proposte sono state il frutto di un lavoro d'indagine e di interviste effettuate tra i coetanei di Castelfiorentino, rendendo così esplicito quel bisogno che, tante volte, in questi anni, abbiamo rilevato fra i giovani in tante città della Toscana: spazi per loro sottratti alla logica del consumo, spazi pubblici sottratti alla logica del privato.
Enrico Cappellini ha puntualizzato che in questo momento la gestione dell'Ostello è oggetto di un bando di idee progettuali che indurrà il Comune a decidere la sua assegnazione quanto prima e ha invitato la scuola alla formalizzazione della proposta che permetterà all'amministrazione comunale di valutarla in fase di aggiudicazione del servizio.
La risposta dell'assessore intriga i giovani che si dichiarano interessati e questo primo confronto è di buon auspicio per una discussione stimolante e uno scambio fra cittadini e chi governa la cosa pubblica. Una prima controprova sarà il terzo appuntamento con le altre scuole della provincia, a Firenze, il prossimo lunedì 18 maggio.
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Maurizio Pascucci
Responsabile Nazionale Beni Confiscati
Foto link http://progettosentinelleistituzioni.voxmail.it/rs/content/secondo_incontro_enriquez.pdf
lunedì 9 marzo 2015
Viaggio a Corleone dell'Isis Leonardo Da Vinci di Firenze
Viaggio a Corleone dell'Isis Leonardo Da Vinci di Firenze
Lunedì 3 marzo trenta studenti e insegnanti fiorentini dell'Isis Leonardo Da Vinci di Firenze sono giunti a Palermo per il loro viaggio di istruzione, nel corso del quale ci sarà il gemellaggio con l'Istituto professionale per l'Agricoltura di Corleone, esito della partecipazione di entrambe le scuole al progetto Giovani sentinelle della legalità.
Ad accogliere all'arrivo i giovani toscani Maurizio Pascucci, responsabile per la Fondazione per i beni confiscati.
Prima tappa Cinisi. Abbiamo visitato la casa di Peppino Impastato e constatato che è, appunto, distante cento passi da quella di Tano Badalamenti, poi abbiamo pranzato nel locale del fratello Giovanni.
Nel pomeriggio tappa a Portella della Ginestra, dove abbiamo incontrato MARIO, le cui parole sono state intense e toccanti: «i nostri morti sono immortali, non muoiono mai, e i fascisti e mafiosi hanno paura di loro».
Martedì alle 8.15, puntualissimi, siamo stati all'Istituto professionale per l'Agricoltura di Corleone, ricevuti dal Dirigente Scolastico, da alcuni insegnanti e un bel gruppo di studenti.
Dopo i saluti ha preso il via un'interessante confronto sui beni confiscati, a Firenze e a Corleone, ma mentre nel comune siciliano sono riutilizzati al 90%, nel capoluogo della Toscana solo al 50%.
Lo scambio è proseguito vivace e fitto relativamente alle reciproche esperienze e al percorso comune all'interno del progetto Giovani sentinelle della legalità.
Nel pomeriggio, alle 17.00, la sede della Cooperativa Lavoro e Non Solo è stata invasa da 35 studenti e 3 insegnanti della scuola media dell'Istituto comprensivo Vasi di Corleone che insieme ai nostri studenti fiorentini hanno conosciuto la storia di questo impegno corleonese.
Ho visto e vissuto Casa Caponnetto isolata e quindi quel "mancare le sedie" per i 70 studenti fiorentini e corleonesi mi ha provocato un emozione fortissima.
C'è un cambiamento in corso a Corleone, noi lo stiamo animando!
Corleone 4 marzo 2015
I ragazzi dell’ISIS Leonardo Da Vinci di Firenze questa mattina, dopo aver incontrato Pippo Cipriani, ex sindaco di Corleone, hanno visitato la bottega dei sapori e dei saperi. È un bene confiscato alla famiglia Provenzano che ospita anche il museo della Legalità, una raccolta di quadri del pittore Gaetano Porcasi e immagini che ricordano le stragi dalla fine della seconda Guerra Mondiale (da Gaetano Verro e Placido Rizzotto fino a don Pino Puglisi) .
Sono stati momenti molto significativi che ci hanno fatto ripercorrere alcune tragedie della nostra storia. Siamo rimasti sbalorditi dall’orrore che hanno caratterizzato gli eventi di quegli anni, in particolare le stragi del 92-93. Nella Bottega della Legalità, Maurizio Pascucci ci ha anche informato su una realtà importantissima, quella della associazione dei produttori corleonesi. Per riallacciare dei rapporti fecondi con la realtà locale è stato necessario per la cooperativa coinvolgere tutti i produttori agricoli in un progetto per una filiera sostenibile, ma soprattutto economicamente vantaggiosa, nella distribuzione dei prodotti locali. L’esempio più importante è quello della produzione di una qualità di pomodoro, il siccagno corleonese, resistente alla scarsità di acqua. L'associazione dei produttori è impegnata a ricercare canali di distribuzione corti e senza rischi di interferenza dopo la sua trasformazione, in modo da farlo giungere e direttamente nei mercati del resto d'Italia dall’associazione per beneficiare di alcuni vantaggi:
l'aumento del guadagno perché il passaggio dalla produzione al consumatore è praticamente quasi diretto;
la possibilità di interrompere i troppi passaggi nella distribuzione che possono nascondere azioni illegali;
infine la qualità biologica e certificata del prodotto che giunge sulle nostre tavole.
Nel pomeriggio siamo stati accompagnati alla tomba di Placido Rizzotto . Il 10 e 11 marzo a Corleone ci sarà la commemorazione del sessantasettesimo anniversario del suo sacrificio.
Prima di cena abbiamo avuto uno scambio interessante con Maurizio e con il Segretario della Camera del Lavoro di Corleone, Dino Paternostro, relativo alla presenza della mafia a Firenze.
Dodici ragazzi e ragazze dell'Istituto professionale saranno ospiti degli studenti fiorenti in occasione dell'incontro di giovedì 12 marzo a Firenze in occasione del secondo appuntamento del progetto Giovani sentinelle 2014-2015 in Palazzo Vecchio.
Proprio il progetto con il suo obiettivo di valorizzare il protagonismo giovanile costituisce lo strumento per introdurre efficacemente studenti e studentesse ai temi della cittadinanza e della legalità.
L'impegno a scuola con la guida dei propri insegnanti, lo scegliere un tema di particolare interesse, le modalità di lavoro in collaborazione, rispettando le regole, hanno avuto come esito quello di dare pieno valore e senso alla disciplina Cittadinanza e Costituzione, a scoprire questa dimensione della Costituzione, quella della cittadinanza attiva, grazie al confronto e al prendersi cura dei beni che appartengono a tutti, a discutere dei problemi che riguardano il nostro vivere in comune.
Noi ci impegneremo a proseguire su questo percorso collaborando e sostenendo la fatica quotidiana di insegnanti, dirigenti scolastici, senza il cui contributo non sarebbe possibile questa opera.
Maurizio Pascucci
Responsabile Nazionale Beni Confiscati
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sabato 7 marzo 2015
Le Giovani sentinelle dell’Istituto comprensivo Camaiore 3 incontrano le Istituzioni locali
Le Giovani sentinelle dell’Istituto comprensivo Camaiore 3 incontrano le Istituzioni locali
Venerdì 6 marzo due classi seconde dell’Istituto comprensivo Camaiore 3 sono ospiti, nella sala consiliare della loro città, del sindaco, Alessandro Dotto, dell’assessore all’Istruzione, Sandra Galeotti e del vice sindaco, Marcello Pierucci.
Nonostante i disastri causati dal forte vento di questi giorni che hanno messo in ginocchio la Versilia, la Lunigiana, la Garfagnana e un po’ tutta la Toscana, l’Amministrazione ha voluto fortemente che l’incontro in calendario con i ragazzi si tenesse regolarmente. Segnale che genitori, ragazzi e Fondazione hanno apprezzato.
Sono purtroppo saltati gli appuntamenti a Fivizzano e a Stazzema, dove è mancata l'elettricità e per i danni alle stesse strutture che avrebbero dovuto ospitare gli incontri, benché anche lì le amministrazioni locali erano ben liete incontrare i propri giovani, incontri rinviati a lunedì 13 aprile.
La Fondazione, con un po’ di ritardo dovute alle difficoltà per raggiungere la sala del Comune, è rimasta piacevolmente sorpresa e meno in colpa per la mancata puntualità, in quanto il Sindaco ha saputo intrattenere il pubblico spiegando come l’amministrazione è impegnata nelle opere di ripristino sul proprio territorio.
Ha introdotto la Fondazione spiegando nei dettagli il percorso formativo di cittadinanza attiva che occuperà i ragazzi per tutto l’anno scolastico. Notiamo con vera soddisfazione che il progetto quest’anno si è arricchito anche con l’accresciuta presenza di genitori e adulti agli incontri, punto essenziale per il dialogo, confronto non solo fra generazioni ma fra famiglie come cittadini e territorio.
Hanno aperto i lavori Irene, Sara, Gaia e ancora un’altra Sara aiutate dai loro compagni che hanno esposto il loro tema con cartelli colorati: la messa in sicurezza di via Sarzanese, strada che porta alla loro scuola e che spesso è causa di incidenti e rischio per i pedoni.
Secondo ragazzi e ragazze è indispensabile rinnovare l'asfalto, pieno di buche e pericoloso specialmente per bici e motorini, migliorare la segnaletica orizzontale e verticale, aggiungendo anche paletti luminosi nei punti dove la strada è più buia e insidiosa. Sarebbe necessario ridipingere le strisce pedonali, ormai diventate trasparenti, rendendole visibili con segnali luminosi specialmente vicino ad incroci o rotonde. Maggiori controlli da parte dei vigili urbani.
Hanno poi parlato delle gare di appalto che devono svolgersi nel massimo rispetto della legalità. Con la Fondazione Caponnetto dichiarano di aver «avuto la possibilità di capire il modo i cui vengono assegnati gli appalti e come spesso i mafiosi si nascondono dietro uno dei vincitori – e continuano - abbiamo analizzato altri fenomeni mafiosi e abbiamo discusso come comportarci se mai ci trovassimo in una di queste situazioni, e cioè denunciare tutto alle autorità per non diventare degli omertosi. Più di ogni altra cosa a noi preme porre alla vostra attenzione questi punti e speriamo che mettiate in pratica almeno i più importanti».
La Fondazione ha voluto ricordare di come la mafia si insinua negli appalti e di come li vince con il massimo ribasso! Ha voluto ricordare che la Regione Toscana ha votato una legge contro le infiltrazioni mafiose sugli appalti con il sostegno della nostra Fondazione e grazie all'impegno del giudice Pierluigi Vigna. Nonostante fosse un’ottima proposta di legge, è stata impugnata dal Governo dinanzi alla Corte Costituzionale che l'ha bocciata perché non di competenza regionale. Rispettosi del diritto, delle leggi e delle Istituzioni ci siamo chiesti, e ancor ora ci chiediamo, come mai, se è una buona legge, non sia votata dal Parlamento che ne ha competenza.
Il vice sindaco, prima di lasciarci richiamato dalle numerose urgenze degli eventi naturali calamitosi, ha voluto prendere la parola proprio sugli appalti dichiarando che nella grande opera che saranno chiamati ad intervenire riguardo la viabilità e la rotatoria di via Italica non si baserà sul massimo ribasso ma sulla qualità dei prodotti utilizzati e sulla sicurezza lavoro.
Ha preso poi la parola l’assessore Galeotti che ha ringraziato la Fondazione per il lavoro che svolge e ha ribadito che Lei e tutta l’Amministrazione è impegnata e condivide l’importanza di un percorso formativo che deve partire dalla scuola e sostenuto dal mondo adulto. Fra pochi giorni ci saranno le elezioni per il Consiglio comunale dei ragazzi di tutto il territorio e ha espresso l'augurio che ne faccia parte anche qualche studente o studentessa presente e ha chiesto che le giovani sentinelle di Camaiore facciano pervenire comunque i lavori proposti in modo che vengano inseriti nel programma del Consiglio.
Con giovani e amministratori ci siamo dati appuntamento per martedì 26 maggio ospiti della Provincia di Lucca.
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giovedì 5 marzo 2015
Le Giovani sentinelle dell’Istituto Comprensivo Giovanni Pascoli di Barga incontrano i propri Amministratori locali
Le Giovani sentinelle dell’Istituto Comprensivo Giovanni Pascoli di Barga incontrano i propri Amministratori locali
Mercoledì 4 marzo appuntamento con le Giovani sentinelle di Barga. Nella Sala consiliare del Comune, ad attendere ragazze e ragazzi della seconda D e della terza C dell'Istituto comprensivo Pascoli accompagnati dalle proprie insegnanti, Giulia Anzelmo e Daniela Taddei, il sindaco, Marco Bonini, l’assessora alla Cultura, Giovanna Stefani e la consigliera con delega alla scuola, Sabrina Giannotti.
Il Sindaco, nel suo intervento di apertura, ha ringraziato la Fondazione e i ragazzi per l’impegno con cui hanno svolto il proprio lavoro relativo alla riqualificazione del Parco Menichini, intitolato all’ex primo cittadino di Barga, e del Campo Rosso di Fornaci di Barga frequentato dai giovani e non solo.
Presente all'incontro anche la vedova di Felice Menichini.
Marco Bonini ha proseguito ribadendo l’importanza della legalità e della lotta alla mafia, ricordando l’impegno di Caponnetto, di Falcone e Borsellino e, a proposito di parco giochi e di giardini, menziona l’intitolazione a Peppino Impastato di un altro giardino della città.
La Fondazione, come di consueto in apertura, illustra il progetto agli adulti presenti e, nel ricordare Antonino Caponnetto, sottolinea come Falcone e Borsellino furono isolati nella lotta contro la mafia anche dalla società civile, incline a dare ascolto ad una informazione interessata. Oggi bisogna fare scelte politiche forti, non fermarsi solo a dichiarare che siamo in un momento di crisi e non ci sono fondi, ma ricercare proprio attraverso una seria lotta alla mafia di recuperare le risorse necessarie al Paese: i 200 miliardi che la malavita organizzata gestisce all'anno, l'evasione fiscale che raggiunge cifre esorbitanti (180 miliardi) ed infine la corruzione (altri 70 miliardi). Le casse dei Comuni sono allo stremo e in questi primi incontri notiamo che la risposta è: non abbiamo risorse! Ascoltiamo proposte con le quali si richiedono ad aziende, a loro volta allo stremo (non crediamo che aziende incline ad evadere accettino tale proposte! Quindi si attinge sempre alla solita fonte!) ad associazioni e a singoli cittadini di farsi carico della cura e della manutenzione dei beni che appartengono alla collettività, offrendo in cambio sgravi fiscali!
Proposte lodevoli con le quali si intende responsabilizzare il cittadino, ma il richiamo all'articolo 118 della Costituzione, quello dove è enunciato il principio di sussidiarietà, sembra scordare i 117 articoli che ci sono prima!
Vogliamo ricordare che da anni la Fondazione propone la costituzione di una task force fra le forze dell'ordine con la Polizia municipale che conosce molto bene il proprio territorio: capannoni e cantieri illegali, bar dove spesso ragazzi lavorano in nero, per una concreta lotta all’evasione e all’illegalità.
Gli sversamenti dei rifiuti pericolosi e tossici in Toscana costituiscono oggi un rischio molto serio e grave, come ha denunciato il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, nel silenzio assordante di media e della politica e anche in questo caso occorre molta determinazione e collaborazione.
Il progetto Giovani sentinelle favorisce la partecipazione dei ragazzi e delle ragazze, è un percorso lungo l'intero anno scolastico con l'obiettivo di formare i giovani alla cittadinanza, facendo loro conoscere le Istituzioni, ed esercitare alla discussione pubblica con chi ne ha il governo.
Hanno esordito Idea e Christian che hanno introdotto il tema della salvaguardia di un bene come il parco Felice Menichini, oggetto di atti vandalici. Hanno ricostruito la storia del parco, luogo di incontro per i giovani e i meno giovani che vivono nella frazione di Fornaci e spazio di gioco anche per i più piccoli, ma dopo l'ultima ristrutturazione del 2003 il parco via via ha subito atti vandalici, giochi e attrezzature si sono rotti e non sono stati sostituiti, non si effettuano lavori di manutenzione, in breve sembra essere abbandonato.
I giovani chiedono che il parco torni ad essere bello e fruibile, come luogo di gioco e di ritrovo, non sol per loro ma anche per i loro coetanei di domani. È una sfida importante questa del parco perché è una prova di maturità nel conservare questo bene grazie ad una maggiore consapevolezza e responsabilità di ciascuno.
La Fondazione riprende il ragionamento da questa ultima osservazione e osserva che bisogna abituarsi a fare qualcosa, non basta pretendere, ci si deve chiedere che cosa posso fare io? Propone di mobilitare i nonni per fare la sorveglianza a un posto dedicato ai ragazzi. E uno dei nonni, nonno Villani presente all'incontro interviene per lamentare la cattiva educazione di ragazzi ed adulti. Vorrebbe un regolamento comunale che fissasse delle regole di comportamento ma, in primo luogo, sarebbero da educare i genitori.
A quale età si manifestano questi disagi che portano al vandalismo? Come contrastare queste “cattive abitudini”? È necessaria un'alleanza fra genitori, amministrazione e associazioni, sostiene Giovanna Stefani.
Nonno Villani propone di installare delle telecamere, ma il problema si affronta in altro modo – sostiene la Fondazione; bisogna che chi è presente intervenga quando sono testimoni di atti vandalici o soprusi. Occorre maggiore solidarietà contro bulli, furbetti e mamme che non sono in grado di essere se stesse educatrici.
Giovanna Stefani riprende dal rispetto dovuto da tutti i cittadini ai beni comuni e della difficoltà di reperire fondi.
La Fondazione insiste sulla necessità di trovare soluzioni con delle scelte politiche e ricercare le risorse da investire in quella vasta area dell'illegalità cui ha accennato in apertura e poi decidere dove investire.
La discussione e il confronto è stato serrato e interessante e i giovani e i cittadini sono rimasti fino alla fine, desiderosi di ascoltare e prendere la parola. La proposta è stata quella di incontrarsi in aprile famiglie, Comune e scuola per una iniziativa di sensibilizzazione per la difesa dei beni comuni, la disponibilità dell’Amministrazione la voglia dei ragazzi di mettersi in gioco ci fa ben sperare, convinti che un altro piccolo seme è stato piantato, il dialogo e il confronto porteranno acqua a quel seme!
Prima di lasciarci ci siamo dati appuntamento per il terzo incontro, ospiti della Provincia di Lucca, di martedì 26 maggio.
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Doppio appuntamento con le Giovani sentinelle martedì 3 marzo: Lucca e Siena
Doppio appuntamento con le Giovani sentinelle martedì 3 marzo: Lucca e Siena
A Lucca ragazze ragazzi delle tre scuole cittadine che partecipano al progetto – gli Istituti comprensivi di Ponte a Moriano e di San Concordio e l'ISI Pertini - si sono ritrovati, insieme con le proprie insegnanti, nella bella sala del Collegio, ospiti dell'amministrazione comunale. Ad accoglierli l'assessora alle Politiche Formative e Giovanili, Ilaria Maria Vietina, che ha porto i saluti anche del Sindaco della città.
La Fondazione ha introdotto i lavori ricordando a tutti, anche ai genitori dei giovani presenti quali siano le articolazioni e gli obiettivi del progetto: si tratta di un percorso di formazione lungo l'intero anno scolastico che favorendo il protagonismo giovanile intende promuovere una cittadinanza attiva e responsabile. Al centro di questo processo vi sono studenti e studentesse e la scuola quale luogo per formare i giovani, giusto quanto prevede la Costituzione, e il ruolo della Fondazione è quello di tutor cioè di collegare il lavoro dei giovani alle istituzioni cittadine, che li accolgono e discutono e si confrontano.
Da quest'anno il progetto si è arricchito di un tema particolarmente significativo, quello dei beni confiscati, che suscita grande interesse fra i ragazzi e le ragazze, perché parlarne significa dover fare i conti con le disattenzioni e le superficialità di cittadini e amministratori. Ma affrontarlo in modo franco significa pure stimolare l'attenzione e la capacità di discernere perché non accada più che mafiosi e coloro che si sono arricchiti con attività illecite possano acquisire ulteriori ricchezze.
Hanno rotto il ghiaccio le più grandi dell'ISI Pertini che hanno raccontato come in una prima fase hanno preso in rassegna i tanti temi che attiravano il loro interesse prima di sceglier la questione degli immigrati e della loro integrazione. Hanno sottolineato tutte le difficoltà che incontrano ragazzi e ragazze che giungono nel nostro Paese al momento dell'ingresso a scuola, a cominciare da quelle della lingua. È particolarmente significativo che le Giovani sentinelle parlino ripetutamente di questi problemi, come abbiamo osservato in questi anni, e ne parlino sempre con lo sguardo e l'intelligenza dell'inclusione che esige impegno da parte di tutti, risorse, e spazi per l'incontro che sono pochi - hanno lamentato i giovani del Pertini – spazi dove ritrovarsi, al coperto, non solo quelli all'aperto che hanno elencato minuziosamente.
Per approfondire il tema hanno deciso di proporre un questionario fra i propri compagni i cui risultati saranno disponibili per l'incontro di maggio e hanno richiesto pure che nella scuola ci siano più figure di tutor che orientino e aiutino ragazzi e ragazze che giungono in Italia.
L'assessora Vietina ha voluto fornire alcune prime risposte a queste sollecitazioni indicando che esiste già uno spazio il cui orario di apertura è stato allungato, ma ha voluto metter l'accento sulla scelta dell'amministrazione civica di riconoscere come cittadini lucchesi tutti quei giovani che provenendo da Paesi stranieri frequentano scuole e luoghi di formazione della città. Misura simbolica certamente, perché le leggi dello Stato non consentono una tale possibilità, ma che vuole stimolare la politica a modificare quelle norme che alimentano separazione ed esclusione.
Poi è toccato agli studenti e alle studentesse del comprensivo di Ponte a Moriano che hanno preparato una lettera al Sindaco di Lucca per illustrare la condizione di alcuni spazi vicini alla loro scuola. Dopo averla letta, l'hanno affidata all'assessora perché la consegnasse al primo cittadino, Alessandro Tambellini.
Assieme alla lettera hanno voluto illustrare i luoghi di Ponte a Moriano, a cominciare dal ponte sul fiume Serchio che ha più di novecento anni, poi il teatro e la piazza. Accanto alla propria scuola vi sono degli spazi con degli impianti sportivi di cui richiedono la riqualificazione. Segnalano che vi è una fontana il cui getto dell'acqua è continuo con grande spreco di questa risorsa. Alla esposizione rigorosa e puntuale hanno accompagnato belle immagini sapientemente montate da uno di loro.
Per ultimi i giovani del comprensivo di San Concordio. Anche loro hanno scelto di occuparsi del territorio in cui vivono ponendo all'attenzione lo stato di degrado di alcuni impianti sportivi che loro vorrebbero fossero rimessi in funzione per poterli utilizzare. Per questo loro lavoro si sono divisi in piccoli gruppi, ciascuno dei quali ha contribuito guardando al problema da un punto di vista particolare. Hanno cominciato quelli che si occupano di rifiuti che hanno contattato anche un supermercato e gli esercizi commerciali per affrontare la questione della quantità di rifiuti prodotti e che, spesso, non sono collocati nel giusto cassonetto. Poi il gruppo degli “architetti” ha proposto un piano di riqualificazione del campo di basket e di quello del calcetto con immagini e con un plastico che ha fatto bella mostra di sé sul tavolo della sala. Poi via via tutti gli altri gruppi hanno illustrato un aspetto del progetto fino a giungere alla vera “sorpresa”: un gruppo ha elaborato le regole d'uso degli impianti. E se dei giovani si pongono questo obiettivo vuol dire che hanno colto il significato più profondo del farsi cittadino!
Ilaria Vietina ha preso la parola non prima di aver inserito nel computer la propria chiavetta USB con alcune proposte, proprio per essere in sintonia con studenti e studentesse.
Ha ricordato con molta franchezza che la scarsità di risorse non consente intervento alcuno e ha rinviato i ragazzi della scuola di Ponte a Moriano a contattare la Geal, azienda che gestisce gli acquedotti lucchesi. Poi ha proposto a giovani e genitori di prendersi cura di beni che appartengono a tutti noi e l'amministrazione lucchese ha allo studio una misura che consentirebbe di farlo in cambio di qualche beneficio fiscale.
Il dialogo continuerà al prossimo appuntamento perché alle 19 ragazzi e ragazze rischiavano di perdere pullman e treni e quelli più piccoli erano a scuola dalla mattina.
Con loro e con le altre scuole lucchesi ci ritroveremo il prossimo martedì 26 maggio.
A Siena nella bella e gremita sala Patrizi a dare il benvenuto ai suoi giovani cittadini e a un numeroso gruppo di genitori l’assessore all’Istruzione Tiziana Tarquini. Nel suo breve intervento iniziale ha ringraziato la Fondazione per il progetto e ha voluto sottolineare che segue i nostri report con assiduità e che nella condivisione delle buone pratiche ha ricordato che a breve partirà nelle scuole del territorio il Consiglio comunale dei ragazzi.
La Fondazione nello spiegare il progetto al pubblico presente ha voluto rimarcare che la presenza di tanti genitori è l’obiettivo dello stesso nostro progetto affinché i giovani trovino ascolto e spazio e dialoghino con adulti e amministratori per irrobustire il loro protagonismo per la difesa dei valori democratici e per una migliore convivenza civile.
Sotto la regia delle loro insegnanti Maria Chiara Alindoro, Chiara Saffioti, Maria Aprosio e Agnese Pianigiani hanno iniziato i ragazzi per niente emozionati ma con una gran voglia di esporre i loro temi e lo hanno fatto da professionisti parlando a “braccio” senza ausilio di fogli o appunti.
Il titolo Io ho un sogno: una scuola e una città bella e accogliente.
Sara ha iniziato presentando un primo filmato che illustra in sintesi lo spirito e l’intendimento di questo percorso formativo. Con musiche e immagini hanno voluto far conoscere il loro amore per i propri luoghi, le tradizioni, le feste che cadenzano l’anno e la loro bella città. Ma con la stessa capacità hanno rimarcato l’abbandono, l’incuria e il degrado che sta attanagliando il territorio dovuto, da una parte, al vandalismo ma, dall’altra, anche ad una crisi irrisolta che fa sentire i primi segnali negativi! I ragazzi si sono messi in gioco dimostrando in prima persona di voler contribuire al miglioramento della loro scuola iniziando con i loro compagni a verniciare mobili, banchi e porte. Terminato il filmato hanno rivolto una richiesta agli adulti e agli amministratori: ci date una mano?
Gianmarco e Gaetano si sono occupati, aiutati sempre da un altro filmato, del degrado di alcuni campetti da calcio in completo abbandono nonostante le attrezzature presenti, alberi che presentano evidente bisogno di potature, giardini pubblici dove i giochi danneggiati e il degrado sono per essere coperte dalle erbacce oramai alte come se madre natura per pudore volesse nasconderle! Giulia, Maria Chiara e Pietro con il loro gruppo si sono occupati di degrado dovuto all’abbandono di complessi industriali come la vecchia Torre per la lavorazione dei pomodori, ed altri complessi di ex fabbriche ma i ragazzi fanno notare che nella lista dei complessi abbandonati pericolanti e rischiosi incominciano a fare capolino oramai da tempo anche le stazioni ferroviarie! Ha concluso un ultimo gruppo parlando di viabilità e di assenza di spazi per la fermata degli autobus in zone pericolose.
La Fondazione ha elogiato i ragazzi, la scuola e gli insegnanti per il lavoro fatto e ricordato agli adulti che lo spirito del progetto non è quello di fare il processo alle Amministrazioni ma attraverso il confronto, anche aspro, si arrivi a trovare soluzioni e scelte condivise per il bene della propria comunità e del proprio territorio.
È intervenuta una mamma che ha proposto di dar seguito all’esempio dei ragazzi che hanno ripulito la scuola: incontrarsi genitori e ragazzi per tagliare le erbacce da un campetto con l’aiuto di un babbo che mette a disposizioni un taglia erba.
Ha preso la parola l’assessore Tarquini che ha lamentato dei tagli sempre più incisivi che non permettono spesso di sopperire alle tante lacune che vanno via via ad aumentare, si è resa comunque disponibile a continuare insieme e ha elogiato le iniziative che oggi sono sotto osservazione di molte amministrazioni: il ruolo dell’impegno civile dei propri cittadini.
Ha preso la parola la Fondazione ribadendo ancora una volta l’importanza non solo delle scelte condivise ma alla partecipazione dei cittadini devono seguire scelte politiche sia di risorse, sia di lotta alla corruzione, alla evasione fiscale e alla criminalità organizzata.
Le insegnanti sono intervenute su un altro problema che riguarda la didattica: i cittadini sono intervenuti per l’acquisto di Lim, ma nelle scuole non vi è segnale sufficiente per utilizzarle!
È nuovamente intervenuta l’assessore dichiarando che l’Amministrazione è impegnata in un investimento sulla scuola. Hanno concluso le insegnanti chiedendo ai genitori di incontrasi a breve e stabilire le modalità di partecipazione per arrivare al terzo incontro previsto per martedì 19 maggio ospiti della Provincia di Siena.
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domenica 1 marzo 2015
ISTITUTO COMPRENSIVO SANDRO PERTINI di Rapolano Terme e di Asciano (SI) incontrano le proprie Amministrazioni
ISTITUTO COMPRENSIVO SANDRO PERTINI di Rapolano Terme e di Asciano (SI) incontrano le proprie Amministrazioni
Venerdì 27 febbraio appuntamento a Rapolano con i ragazzi e le ragazze dell'Istituto comprensivo Pertini, istituto che comprende le due scuole medie Simone Martini di Rapolano Terme e Luigi Magi di Asciano.
L'incontro si svolge nell'aula magna della scuola Simone Martini a Rapolano per accogliere tutti i giovani e un gruppo di genitori e cittadini, dopo che il primo appuntamento si è tenuto ad Asciano.
Ospiti degli amministratori dei due comuni, il consigliere comunale di Rapolano, Daniele Montigiani, e il vicesindaco di Asciano, Fabrizio Nucci, ragazzi e ragazze con la propria insegnante, Anna Poggiani, sono accolti dalla vicaria dell'Istituto, Paola Buti che porge i saluti in vece del Dirigente, Luca Guerranti, impossibilitato ad intervenire. Ringrazia la Fondazione per l'opportunità concessa ai giovani e gli amministratori che sono presenti e partecipano all'incontro.
La Fondazione ha introdotto l'incontro con l'illustrazione del progetto in tutta la sua complessità. Abbiamo rimarcato il suo carattere di percorso di formazione alla cittadinanza e non una semplice conferenza, proprio a voler sottolineare il lavoro e l'impegno continuo necessario ad acquisire e raffinare capacità e competenze per essere cittadini attenti e consapevoli. Per questo è necessario che amministratori e cittadini aiutino i giovani in questo cammino che, ricordiamo, pone al centro la scuola, che significa che sono ragazzi e ragazze con i propri insegnanti a scegliere i temi della discussione e le modalità di presentazione del progetto, non altri, né tanto meno la politica o gli amministratori che talvolta vorrebbero esercitare dei poter che non competono loro. Alla Fondazione il compito di tutor, cioè di organizzare e sovraintendere agli incontri, di moderarli, di soddisfare le richieste di Scuola, studenti e studentesse. Ai cittadini e agli amministratori il compito di discutere e confrontarsi, di essere disponibili e attenti alle sollecitazioni dei giovani, senza rinunciare ad essere critici e propositivi.
Ad esordire sono quelli di Rapolano che hanno approfondito il tema della mafia e, più in particolare, hanno voluto soffermarsi su due aspetti rilevanti, indice della presenza mafiosa in regioni diverse dalla Sicilia: i beni confiscati nella nostra regione e le discariche abusive. La tenuta di Suvignano nel territorio comunale di Monteroni d'Arbia è stato oggetto del loro studio e approfondimento perché la vicenda è emblematica della disattenzione di cittadini e amministrazioni che consente alle organizzazioni criminali di acquisire beni, senza che suonino campanelli d'allarme. E questo bene può ospitare oltre ad attività mirate affinchè il bene sia attivo, anche tante altre attività, sono convinti i giovani, anche piccole che diano il senso del riappropriarsi della tenuta da parte dei cittadini. Fra le piccole attività vi è anche in progetto di doposcuola per valorizzare lo stare insieme di ragazzi e ragazze e l'aiuto reciproco nello studio, soprattutto per coloro che hanno difficoltà nell'apprendere.
Dai dati disponibili sappiamo che sono 60 le discariche non autorizzate e i giovani si sono soffermati su due in territorio senese dove sono abbandonati materiali pericolosi come l'eternit. Ragazzi e ragazze hanno posto al centro dell'attenzione un tema su cui ha lanciato l'allarme il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, solo qualche mese fa quando ha denunciato in un'intervista che la Toscana è terra dove si sversano rifiuti pericolosi e tossici.
La Fondazione propone da tempo che si costituisca un tavolo fra soggetti istituzionali e associativi per elaborare un progetto complessivo per Suvignano, progetto che coinvolga enti locali e università, ma anche più imprese agricole in modo che la fattoria riprenda le sue attività, produca, dia lavoro, rendendo evidente che la mafia si sconfigge con l'impegno di molti e con il lavoro, con l'offerta di alternative chiare e con il rispetto delle regole.
Poi è toccato a quelli di Asciano che hanno scelto come tema la questione delle dipendenza dalla droga. Dopo aver approfondito il tema hanno elaborato un questionario che hanno proposto ai loro coetanei. Sono ancora in corso le elaborazioni complete dei dati, ma i giovani hanno presentato alcuni dati interessanti sulla diffusione delle droghe fra i giovani e i giovanissimi e sulla loro riluttanza a parlarne.
Un gruppo di studenti e studentesse ha voluto riprendere il tema della caccia di frodo, che avevano studiato per una precedente ricerca, guardandolo da un'angolazione diversa, quella del rispetto delle regole. Hanno illustrato tutte le modalità della caccia secondo le prescrizioni della legge e indicato anche gli animali a maggiore rischio del loro territorio. Anche loro hanno intervistato i propri concittadini, rilevando reticenze e qualche omissione.
Daniele Montigiani ha esordito ringraziando giovani e insegnanti dell'ottimo lavoro e dell'opportunità di discutere confessando di essere rimasto piacevolmente sorpreso del tema della caccia apparentemente così distante dalla scuola. Ha suggerito ai giovani di ampliare la platea dei loro sondaggi in modo da avere risultati più attendibili statisticamente, riconoscendo il valore di questo strumento di conoscenza, utile anche per la politica. Le proposte di questi giovani costituiscono un bene prezioso per l'amministrazione di Asciano perché sono parte di quel “tesoro” utile al dibattito pubblico con la partecipazione di giovani e giovanissimi e in vista della costituzione del consiglio comunale dei giovani ad Asciano, proprio come nella vicina Rapolano. In questo senso si dice disponibile a lavorare insieme, come previsto dal progetto, mettendo a disposizione gli uffici competenti non solo per i giovani che intendono realizzare sondaggi più ampi ma anche per una maggiore conoscenza.
Fabrizio Nucci ha apprezzato il tentativo di avvicinare ragazzi e ragazze alla politica, quella nobile e disinteressata, elogiando la scuola e la Fondazione per questa occasione di confronto e per il lavoro continuo fra i giovani. Si dice preoccupato anche lui delle indicazioni che emergono dal sondaggio e condivide l'attenzione che studenti e studentesse rivolgono alla questione dei beni confiscati. Da ambientalista qual è, e avendo la delega all'ambiente nell'amministrazione di Asciano si dice preoccupato che nella caccia non ci sia più equilibrio, che l'intervento dell'uomo ha stravolto le gerarchie naturali fra le diverse specie.
Il tempo è volato via perché tanti sono stati gli interventi e i suggerimenti e le disponibilità degli amministratori fanno ben sperare che il confronto prosegua e si arricchisca ulteriormente. Studenti e studentesse lavoreranno ancora e renderanno le proprie proposte più complete e puntuali anche di come in prima persona ognuno di loro può intervenire nella propria comunità. Ne discuteranno nuovamente, la prossima volta anche con i propri coetanei di Siena e di Poggibonsi martedì 19 maggio, ospiti della Provincia di Siena, accompagnati dai propri amministratori locali.
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giovedì 26 febbraio 2015
Mercoledì 25 febbraio, approfondimento con le Giovani sentinelle grossetane
Mercoledì 25 febbraio, approfondimento con le Giovani sentinelle grossetane
Studenti e studentesse della scuola secondaria di primo grado G. Ungaretti ci accolgono con entusiasmo per un confronto sulla figura del giudice Antonino Caponnetto, sul lavoro da lui svolto nella lotta alla criminalità organizzata di tipo mafioso.
Nonostante l’allerta meteo e l’influenza stagionale, i ragazzi sono intervenuti in massa desiderosi di approfondire le loro conoscenze intorno al fenomeno mafioso anche in vista del secondo appuntamento del percorso educativo di cui sono protagonisti e che li vedrà mercoledì 18 marzo confrontarsi con l’Amministrazione Comunale di Grosseto presso la prestigiosa sede grossetana dell’Università di Siena.
La Fondazione ha illustrato ai giovani la vicenda di Antonino Caponnetto raccontando vita e valori del magistrato che ideò il pool antimafia, istruì il primo maxiprocesso ad una organizzazione criminale denominata cosa nostra della quale fino a qualche anno prima si negava ancora l’esistenza.
Con l’ausilio di slide della Fondazione si affronta il percorso che dalla guerra di mafia conduce al maxiprocesso, alla stagione stragista, alla reazione dello Stato, frutto della presa di coscienza della società civile che esprime forte un’esigenza di ribellione e di riscatto. Si giunge a parlare della mafia oggi, della sua camaleontica capacità di cambiare per adattarsi alla mutevolezza dei tempi, della piaga del riciclaggio del denaro sporco e della fondamentale attività della DIA che con la sua opera di repressione realizza un’azione di contrasto che, insieme alla promozione della cultura della legalità promossa nella scuola e fra la cittadinanza, può fare la differenza nel contrasto alle mafie.
Non è una lezione quella della Fondazione ma un confronto con le Giovani sentinelle che sono attente ed intervengono, raccontando stralci del lavoro che hanno fatto in classe con la professoressa Sonia Boni che con la sua sapienza riesce a condurre per mano i propri ragazzi sostenendoli nella scelta del percorso formativo da intraprendere, senza mai forzarli in nessuna direzione ma accompagnando la loro crescita culturale per farne cittadini impegnati e consapevoli, come è nello spirito del progetto che la Fondazione realizza ormai da sei anni in molte regioni d’Italia.
Questi studenti hanno scelto di occuparsi di mafia conoscendo meglio la vita e l’impegno di personalità che hanno combattuto questo fenomeno, fra gli altri si sono occupati di Peppino Impastato partecipando anche a precedenti edizioni del progetto Sentinelle insieme ai compagni più grandi.
In questa mattina bellissima il tempo è volato ed il suono della campanella è arrivato davvero troppo presto. Così nel salutarci, mentre facevamo alcune foto ricordo, ci siamo riproposti di incontrarci nuovamente per approfondire gli aspetti che il tempo tiranno non ci ha permesso di trattare.
Marina Biagiotti
Referente per la Provincia di Grosseto
martedì 24 febbraio 2015
Il Liceo Coluccio Salutati di Montecatini incontra i suoi Amministratori locali.
Il Liceo Coluccio Salutati di Montecatini incontra i suoi Amministratori locali.
Lunedì 23 febbraio ha preso il via il secondo appuntamento delle Giovani sentinelle 2014-2015. Ragazzi e ragazze delle scuole di Toscana, Veneto e della Sicilia sono ospiti dei propri amministratori locali per discutere di temi che interessano ciascuno e ciascuna di noi.
Da quest'anno ha preso il via il gemellaggio fra alcune scuole del progetto, tant'è che il prossimo 12 marzo nel Salone de Cinquecento a Firenze, e il 16 marzo, nella sala del Palazzo comunale a Pistoia, saranno presenti accanto ai giovani fiorentini e pistoiesi i loro coetanei dell'Istituto professionale per l'agricoltura di Corleone.
Ad esordire sono stati i giovani di Montecatini Terme. Nella bella sala consiliare del loro Comune ragazzi e ragazze del Liceo Coluccio Salutati con la propria insegnante, Iolanda Cosentino, sono stati accolti dal sindaco, Giuseppe Bellandi, dal presidente del Consiglio, Andrea Rastrelli, dalla consigliera Siliana Biagini, dalla comandante dei Vigili urbani, Michela Cupini, e dalla responsabile dei servizi sociali del Comune, Daniela Dami.
Presenti anche alcuni cittadini e a loro, oltre ché agli amministratori, abbiamo illustrato il progetto, che è quello di favorire il protagonismo dei giovani e recuperare il senso più autentico della politica in modo da curare la partecipazione e la cittadinanza. Formare i cittadini è compito della scuola ma siamo chiamati tutti a contribuire nel far scoprire ai nostri giovani valori condivisi, modelli di comportamento giusti, e acquisire le capacità del confronto per migliorare le problematiche delle città in cui si vive.
Nel suo saluto il Sindaco sottolinea l’importanza di essere nella casa comunale, lo spazio dove valorizzare la partecipazione e l'interesse di ciascuno per battere quella zona grigia dei cittadini, quelli che guardano altrove e alla fine sono involontari complici del degrado e delle organizzazioni criminali che cercano di insinuarsi nell'economia legale. Le mafie si insinuano nelle pieghe dell'economia sana, sfruttando la situazione di crisi, grazie alle enormi disponibilità di denaro illecito. Per queste ragioni non bisogna mai abbassare la guardia.
Ha concluso che il contributo di questa riunione possa essere di auspicio a costruire una città sicura.
Poi è toccato ai giovani del Liceo.
Hanno preso il via chiedendosi: come è una buona città?
La buona città dipende dai propri cittadini e le riflessioni che hanno offerto studenti e studentesse sono complesse e articolate. Il degrado del territorio non è solo il decadimento degli edifici o del paesaggio urbano, ma parte dalle relazioni economiche e sociali fra i cittadini stessi e chi governa la cosa pubblica.
È necessario consolidare le fondamenta della propria città discutendo e coinvolgendo uomini e donne che hanno a cuore le sue sorti. In questo non vanno dimenticati coloro che vengono da Paesi diversi, che parlano lingue e osservano religioni differenti.
I ragazzi hanno indicato alcune soluzioni: censimento di edifici pericolanti o abbandonati; un sito web per raccogliere segnalazioni e proposte; il potenziamento della sorveglianza; trasformazione dei luoghi restaurati e recuperati in luoghi di incontro, allestendo spazi per il dialogo fra cittadini e amministratori coinvolgendo comitati e associazioni nel prendersi cura delle aree urbane.
Montecatini è candidata ad essere patrimonio dell'Unesco e questa è un'occasione per lavorare nella direzione delle proposte dai giovani.
Relativamente all'immigrazione cui si imputano spesso le ragioni di una convivenza difficile, i giovani hanno fatto appello grazie alla previsione di spazi di confronto, all'intercultura, ad una maggiore collaborazione, ad una migliore conoscenza grazie a dibattiti, in modo da valorizzare le diversità.
Un altro punto affrontato è la prostituzione, presenza massiccia non solo in zone periferiche, tema che preoccupa e richiede un forte impegno da parte delle istituzioni e delle forze dell'ordine.
Per la sicurezza è necessario un aumento della vigilanza e un controllo con videocamere in zone più esposte e con illuminazione pubblica adeguata, ma accanto alle forze dell'ordine sono necessari mediatori culturali, oltre a una maggiore sensibilizzazione da parte della cittadinanza.
Un sito web può essere strumento di collaborazione fra amministrazione e cittadino anche grazie alla scuola prevedendo incontri e coinvolgendo le famiglie.
Riguardo il decoro urbano i giovani hanno lanciato la proposta di dotare la città di ecocompattatori, macchine per il riciclo qualitativo dei rifiuti.
Per concludere hanno voluto ricordare la vicenda del hotel Paradiso, bene confiscato alla criminalità organizzata, segno della loro presenza nel territorio pistoiese. Se i cittadini non sono attenti il compito della mafia è più facile, ma la prima arma contro di essa è la scuola. Hanno citato Antonino Caponnetto che ripeteva come i mafiosi temessero più la scuola della giustizia.
E allora i ragazzi chiedono spazi e occasioni per poter sensibilizzare i propri concittadini, sono disponibili a collaborare con le istituzioni, ritengono che alla richiesta di sicurezza occorrono risposte da dare tutti insieme. E questo loro slancio, questa offerta preziosa di lavoro comune, questa disponibilità non può che essere il regalo migliore che possono farci studenti e studentesse e la buona scuola.
Andrea Rastrelli, presidente del Consiglio, ha interloquito per primo con loro ricordando che è attivo lo sportello in sostegno agli immigrati insieme alla cooperativa Archè che si occupa di progetti di integrazione, infine l'Unità di strada in collaborazione con la Società della salute e le associazioni per facilitare percorsi di integrazione per le prostitute, tutti strumenti che l'amministrazione intende valorizzare. Ha concluso con l’impegno a dare slancio alla promozione turistica perché significa offrire opportunità di lavoro, e il lavoro riduce le occasioni per delinquere.
Siliana Biagini ha espresso la disponibilità a condividere alcuni temi che fanno parte delle politiche di questa amministrazione: attivare il volontariato civico usando la leva fiscale per chi si prende cura di una parte del territorio, attivarlo non solo contro il degrado, ma, più in generale, con l'obiettivo di risvegliare il senso civico. Concorda con gli studenti sull'uso degli strumenti informatici e in questo senso si dichiara interessata alla proposta di utilizzare gli schermi già attivi per le informazioni turistiche. Ha ricordato che la Commissione Pari opportunità comunale organizza un percorso di confronto e dialogo fra culture religiose e intende chiudere questo percorso invitando all’evento scuole e cittadini.
Daniela Dami ha voluto rimarcare l'importanza del protagonismo dei giovani sul territorio, ma la politica, gli amministratori e adulti devono coinvolgere attivamente ragazzi e ragazze che possono essere interlocutori e mediatori in molte situazioni a rischio, in particolare quelle in cui sono coinvolti i loro pari.
Michela Cupini, in conclusione, si è soffermata sul tema della sicurezza e sulla prostituzione, lo sfruttamento delle donne e il commercio di droga, puntualizzando quali sono le attività di prevenzione e repressione dei vigili urbani, i poteri del Sindaco in materia di sicurezza urbana con provvedimenti amministrativi per garantire ai cittadini la pacifica convivenza. L'impegno dell'amministrazione è significativo anche attraverso l'aggiornamento della Polizia municipale.
La Fondazione, ha apprezzato la disponibilità e attenzione dell'amministrazione, a cominciare dalla presenza degli amministratori. Fa ben sperare l’interesse a discutere di mafia e tenere alta l'attenzione perchè occorre mantenere viva la memoria di ciò che è accaduto: in terra di Pistoia e lungo l'autostrada fra Firenze e Viareggio mafiosi sono giunti, anche a seguito di provvedimenti assolutamente legittimi, come l'obbligo di dimora, e qui hanno cominciato ad operare fuori dalla legge senza trovare contrasto. Occorre che non accada più, ma per questo è necessario conoscere come è accaduto, di quali complicità e disattenzioni hanno goduto, quali sono state le responsabilità e le inadempienze di chi governava in quei comuni.
Il nostro augurio che questo clima ci sia anche negli incontri futuri, che da parte degli amministratori ci sia disponibilità e accoglienza, attenzione al confronto e fiducia nella discussione, che può essere aspra, ma che è il sale della democrazia.
E il nostro auspicio è che questa generosità di ragazzi e ragazze non vada spersa o delusa.
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Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
venerdì 20 febbraio 2015
Approfondimento al Comprensivo Mascagni di Prato
Approfondimento al Comprensivo Mascagni di Prato
Mercoledì 18 febbraio giornata di approfondimento al comprensivo Mascagni di Prato, ulteriore segnale delle buone abitudini nelle scuole e fra i giovani a voler conoscere in modo completo e non superficiale per arrivare ed essere ben informati in vista del confronto con cittadini e Istituzioni locali con il secondo appuntamento. Le giovanissime sentinelle della scuola primaria hanno chiesto di conoscere meglio cos'è un bene confiscato. Dinanzi ad un tema così complicato, alunni e alunne sono stati attenti e preparati dall'inizio alla fine, segno evidente del bel lavoro professionale delle loro insegnanti ma anche di grande sensibilità. Ben più difficile è stato trovare l'aula magna dove le classi aderenti al Progetto Sentinelle della Legalità erano ad attenderci!
Il nostro racconto ha preso il via dalla vicenda di Casa Caponnetto a Corleone per giungere alle infiltrazioni mafiose in Toscana, dove ci sono 63 beni confiscati. Nel territorio pratese ce ne sono 3: a Prato, Montemurlo e Vaiano, tutti e tre non utilizzati. Oltre a quelli confiscati, un bel gruppo di immobili e attività artigiane e commerciali sotto sequestro, quasi tutti chiusi e improduttivi.
I ragazzi si sono chiesti il perché a Corleone tutto aperto e a Prato tutto chiuso e su questo hanno manifestato la volontà di saperne di più e di capire meglio.
Così abbiamo concluso con un bellissimo video musicale Il Silenzio è dolo, con immagini girate nei due mercati popolari di Palermo, Ballarò e la Vucceria.
Il prossimo martedì 17 marzo ci ritroveremo nella sala del Comune con gli amministratori della città per presentare le proprie proposte insieme con l'altro istituto cittadino, il Malaparte, e ci auguriamo anche tanti genitori e cittadini che potranno condividerle e offrire suggerimenti e sollecitazioni a questi giovani e giovanissimi.
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Maurizio Pascucci
Responsabile Nazionale Beni Confiscati
venerdì 13 febbraio 2015
Approfondimenti al Liceo Coluccio Salutati di Montecatini
Approfondimenti al Liceo Coluccio Salutati di Montecatini
In vista del secondo appuntamento del progetto Giovani sentinelle previsto per martedì 23 febbraio ospiti dell'Amministrazione Comunale di Montecatini Terme gli studenti e le studentesse del Liceo Coluccio Salutati hanno richiesto alla fondazione Caponnetto di approfondire l'argomento da loro scelto: la tutela del patrimonio storico-culturale : immigrati e integrazione sociale; sicurezza, prostituzione e criminalità organizzata. E lunedì 9 febbraio li abbiamo incontrati a scuola.
Innanzitutto abbiamo potuto constatare l'ottima preparazione delle ricerche che sono state ben coordinate dalla loro insegnante.
Il nostro responsabile nazionale scuola, Domenico Bilotta ha approfondito gli obiettivi del progetto Sentinelle della Legalità e il valore innovativo dovuto al protagonismo degli studenti nella loro funzione di attività di ricerca e di sollecitazione dei temi di maggior rilievo visti con lo sguardo di adolescenti, talvolta preoccupati o sorpresi, ma ricchi di entusiasmo e di grandi slanci.
Renato Scalia, responsabile rapporti antimafia ha illustrato le dinamiche di infiltrazione mafiosa nelle comunità che spesso si nascondono in varie forme e con modalità apparenti di facile benessere.
Inoltre ha analizzato con grande acutezza e illustrato chiaramente cosa accade sul territorio della Val di Nievole in relazione ai tentativi di infiltrazione mafiosa sia nel passato che anche più recentemente.
Nel mio intervento ho proposto una mappa dei beni confiscati a Montecatini, come l'hotel Gran Paradiso e un alloggio nel centro della città, oltre alle strutture alberghiere e turistiche poste attualmente sotto sequestro. Questa situazione che suscita preoccupazione è aggravata, nel contesto più ampio del lembo più occidentale della provincia di Pistoia, dalla presenza di altri beni sottoposti a confisca: Pieve a Nievole, Massa e Cozzile, Buggiano e Larciano.
Nelle conclusioni Domenico Bilotta ha espresso in dettaglio le regole dell'incontro del 23 febbraio dove il ruolo della Fondazione Caponnetto sarà quello di sostegno e di facilitatore delle scelte e delle volontà degli studenti, mentre chi ha il governo della cosa pubblica offrirà risposte, suggerimenti, sollecitazioni e chiarimenti in modo da approfondire il tema e fare esperienza di cosa vuol dire essere un cittadino responsabile. Per questo compito è di rilievo ogni contributo che verrà dagli adulti, a cominciare dai genitori di ragazzi e ragazze, proprio per costruire modalità nuove di democrazia e di partecipazione.
Ci auguriamo che tutti gli elementi di analisi forniti agli studenti consentano loro di approfondire gli argomenti individuati.
Maurizio Pascucci
Responsabile Nazionale Beni confiscati
mercoledì 11 febbraio 2015
Incontro approfondimento con l'Istituto Comprensivo Staffetti-Malaspina di Massa
Incontro approfondimento con l'Istituto Comprensivo Staffetti-Malaspina di Massa
Sabato 7 febbraio nuovo appuntamento a Massa. Tre classi terze medie dell'Istituto Comprensivo Staffetti-Malaspina ci hanno accolto nell'aula magna nell'ambito del percorso di ricerca sui beni confiscati alla mafia presenti nel comune di Massa, percorso che avevamo programmato insieme alle loro insegnanti.
Questa attenzione di ragazzi e ragazze ad un tema così complesso ma rilevante e di stringente attualità è una testimonianza di quanto sia importate che nella scuola si radichi la formazione del cittadino e la conoscenza dei principi costituzionali per poter contrastare con efficacia ogni tentativo di aggressione mafiosa. E fa ben sperare l'entusiasmo e l'attenzione con cui ragazzi e ragazze hanno seguito i nostri ragionamenti e ne abbiano sollecitati altri.
A Massa ve ne sono tre di beni confiscati e studenti e studentesse hanno espresso curiosità e domande su dove fossero queste proprietà e cosa ci venisse fatto nel passato.
Dopo questo primo incontro ne seguirà un altro con le Forze dell'ordine e poi i giovani parteciperanno all'appuntamento con l'amministrazione comunale che è previsto giovedì 9 aprile insieme con i giovanissimi dell'Istituto Comprensivo Don Milani, anch'essi protagonisti del progetto Sentinelle della legalità.
I ragazzi e le ragazze della scuola media saranno in viaggio d'istruzione nel territorio di Corleone e in quella occasione prenderà il via un rapporto di conoscenza e scambio con la scuola media del comune siciliano.
Piccoli passi ma molto importanti che fanno ben sperare in una collaborazione futura stretta e soddisfacente.
Maurizio Pascucci
Responsabile Nazionale Beni Confiscati
giovedì 5 febbraio 2015
Giornata della legalità a San Giorgio a Cremano (Napoli)
Giornata della legalità a San Giorgio a Cremano (Napoli)
Alla Giornata della legalità a San Giorgio a Cremano ha partecipato anche la fondazione Caponnetto con il suo presidente, Salvatore Calleri e con il responsabile Nazionale Beni confiscati, Maurizio Pascucci.
All'incontro mattutino, nell'Aula Magna Giovanni Falcone dell'ITIS Enrico Medi, oltre 700 studenti hanno incontrato Catello Maresca, giovane magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha condotto le indagini che hanno portato all'arresto di Michele Zagaria, capo dei Casalesi.
La proiezione di un bel documentario, Vita sotto scorta di Duccio Giordano, ha aperto l'incontro, poi la parola è passata al giudice Maresca, che ha appassionato ed emozionato i giovani presenti con il racconto del suo lavoro e la testimonianza della sua determinazione a proseguire nonostante le mille difficoltà.
Ha preso la parola Salvatore Calleri che ha voluto sottolineare come sia cambiato il clima culturale grazie all'impegno di tanti magistrati e uomini delle forze dell'ordine, ma anche grazie alla determinazione di giovani e cittadini non più disponibili ai compromessi e al silenzio. Significativamente ha ricordato che, in passato, quando la polizia arrestava i camorristi la popolazione reagiva gettando dai balconi, sugli agenti, i lavandini, oggi reagisce con gli applausi!
Tante foto ricordo (farle era impossibile qualche anno fa!) hanno chiuso la mattinata.
Nel pomeriggio un'interessante tavola rotonda sul tema dell'utilizzo dei beni sequestrati e confiscati ai mafiosi con il direttore generale dell'Agenzia Beni Confiscati, prefetto Umberto Postiglione, e il capo dipartimento del Ministero Pubblica Istruzione, dottor Luciano Chiappetta.
La fondazione Caponnetto, unico soggetto della società civile presente, è intervenuta con Maurizio Pascucci che ha ricordato il valore del progetto Giovani Sentinelle della Legalità che si è arricchito, quest'anno, aprendo al tema dei beni confiscati. L'impegno di questa di ricerca-azione su tali beni è legato alla consapevolezza che, se non utilizzati, significano la sconfitta pratica dello Stato, mentre nel caso di un buono riutilizzo sociale sono esempi di uno Stato che vince sull'illegalità. Sono tante e diverse le problematiche che emergono dalla gestione dei beni confiscati e, alla Fondazione, sono ben noti grazie alla straordinaria esperienza della cooperativa Lavoro e Non Solo di Corleone.
Parlare agli studenti di beni confiscati può sembrare inusuale, eppure è determinante nel promuovere la conoscenza e la condivisione con le forze dell'ordine, la magistratura e con i cittadini, oltreché l'opportunità che giungano dai giovani suggerimenti e sollecitazioni sugli usi e sulle destinazioni. Insieme è possibile lavorare a ricreare un clima sereno e positivo, impedendo che prevalgano polemiche e divisioni.
In questo percorso ci troviamo di fronte resistenze e ostacoli, legati talvolta alla stessa burocrazia che diviene, anche inconsapevolmente, da strumento che regola le relazioni fra i cittadini e le leggi in strumento che frena il contrasto alla criminalità mafiosa, per questo dobbiamo convintamente rimuovere tali ostacoli.
A prevalere deve essere la nostra determinazione nella confisca dei tanti patrimoni sia immobiliari, che devono essere destinati al riutilizzo sociale, che mobiliari da impiegare nell'educazione alla legalità nelle scuole e nel sostenere la Direzione Investigativa Antimafia nelle sue indagini di contrasto ai mafiosi.
Scarica qui il video
https://www.youtube.com/watch?v=U4X_b3F1RqY
Maurizio Pascucci
Responsabile Nazionale Beni Confiscati
venerdì 23 gennaio 2015
VIAGGIO DELLA MEMORIA
VIAGGIO DELLA MEMORIA
Cracovia-Auschwitz-Birkenau 2015
Il 17 gennaio le giovani sentinelle della legalità di Venezia rappresentanti gli istituti Francesco Algarotti, Raimondo Franchetti, Silvio Trentin, si incontrano in treno alla volta di Roma, dove ci aspettano altri duecento delegati selezionati dal MIUR e provenienti da tutta Italia per ricordare la Shoah.
Il giorno seguente in attesa del ministro Stefania Giannini, i numerosi e scalpitanti studenti sono pronti ad imbarcarsi per volare verso Cracovia.
Dopo essere atterrati e esserci ristorati con un caldo pranzo, ci avviamo verso il quartiere ebraico.
Il primo impatto con questo popolo comincia a piazza degli eroi del ghetto popolata da 60 sedie, grigie e vuote.
Simboleggiano non solo i sessantamila ebrei di questa città scomparsi, ma anche i bambini ebrei strappati bruscamente dalla loro realtà e costretti a lasciare le loro scuole portando con se la sedia.
Nella gelida piazza, Marcello Pezzetti, direttore del museo ebraico di Roma e storico specializzato nello studio della Shoah, racconta la raccapricciante storia degli ebrei di Polonia, storia che differisce dalla sorte che hanno subito gli ebrei di tutto il mondo: tre milioni di ebrei in Polonia, sessantamila ebrei a Cracovia: tutti appartengono al governatorato generale e la città diventa un contenitore di forza fisica utile al lavoro e allo sfruttamento di questi per alimentare l'economia e i profitti delle industrie tedesche.
Questi di Cracovia, a differenza degli altri ebrei, non vengono mandati via dalla città ma inizialmente alimentano la dispensa della forza lavoro per essere successivamente ghettizzati e poi, solamente dopo un buon utilizzo, soppressi perché inutilizzabili.
Da lì, un giovane corteo nutrito di rabbia e sdegno attraversa il ghetto di Kazimierz e si dirige verso la sinagoga di Tempel.
Assistiamo con compostezza agli interventi del prof. Giovanni Maria Flick, presidente onorario del museo della Shoah di Roma, di Giuseppe Momigliano, rabbino capo di Genova, Renzo Gattegna, presidente dell'Ucei (Unione comunità ebraiche italiane).
Conclude il ministro Giannini, la quale, dopo aver ribadito l'importanza di una ecletticità culturale e sociale, fondata sulla libertà e il rispetto di qualsiasi presa di posizione altrui, o religione o filosofia, o credo, rispetto che va oltre ogni forma di antropologia sociale, rinnova il Protocollo d'Intesa tra MIUR e Ucei, promosso sotto l'alto patronato della Presidenza della Repubblica, che prevede tra le tante iniziative, la diffusione di progetti educativi, la formazione di alunni, insegnanti e genitori.
Il giorno seguente viene dedicato alla visita dei campi di concentramento e di sterminio.
Cominciamo con Birkenau, Aushwitz 2.
Si presenta a noi una immensa distesa occupata da grandissimi capannoni di pietra alcuni ancora integri, altri fatiscenti, altri completamente distrutti.
In origine erano trecento!
Alcuni "contenevano" donne, altri bambini, altri uomini, altri ancora forni crematoi, e poi le camere a gas ...ma tutto accomunato dal medesimo odore della morte.
Silenzio e freddo, dolore e rabbia regnano in quel gelido campo finché, una volta arrivati davanti alla ferrovia e al vagone, prende la parola Samy Modiano, "numero matricola B 7456", sopravvissuto: "...avevo la colpa di essere Ebreo..... ci hanno caricato come animali da macello in vagoni pieni di escrementi di animali, il nostro valore era inferiore a quello degli animali.." ..."non ho più avuto una vita normale, anche quando è finito l'incubo sono rimasto dentro il forno crematoio".
Le lacrime di Samy scendono come fendenti di ghiaccio che vanno dritti al cuore dei presenti, attraversano le carni per raggiungere il midollo della sofferenza provocata da una "semplice" e "doverosa" ambizione umana protesa alla "selezione della razza".
Al cospetto dello sconcerto dei nostri giovani, non possiamo non pensare ed elogiare il duro lavoro affrontato dagli operatori della fondazione Caponnetto all'istruzione e ai principi che la fondazione medesima trasmette ai giovani, all'amore per la conoscenza e il rispetto dei principi Costituzionali, morali, sociale, economici imperniati sulla res-pubblica, cosa di tutti, e sulla demos-cratos, potere del popolo.
Non finisce qua.
Il percorso per non dimenticare continua ad Aushwitz 1.
Attraversiamo l'ingresso sopra il quale troviamo la scritta "Arbeit macht frei", il lavoro rende liberi, l'espressione con la quale si prendevano gioco degli Ebrei e li illudevano per una (non) vita migliore, fatta di ambizioni e sacrifici ripagati con la "dolce morte".
Ricomincia un altro giro nel posto della morte.
Con Eva, la nostra guida, ci si sofferma ad osservare e guardare increduli e attoniti.
Non ci sono parole, poesie, riflessioni, o straordinaria immaginazione capace e degna di poter dare una corretta descrizione e ricostruzione di quanto visto e ascoltato.
Di Shoah c'è n'è stata una sola, ma consci che ogni giorno si compie una Shoah, consci che il mondo sia pieno di Mengele, ci dirigiamo verso l'uscita.
L'Italia ci aspetta, il principio di uguaglianza e il principio laicista, disciplinati rispettivamente ex art. 3 e 8 Cost. ci aspettano e con essi tanti giovani desiderosi di sapere e di attivarsi, di combattere affinché la nostra Carta Costituzionale possa essere conosciuta ed applicata.
Non possiamo esimerci dal ringraziare il ministro Stefania Giannini e la dott. Giovanna Boda, che ci hanno dato la possibilità di vivere una così toccante esperienza.
Le sentinelle quale espressione della fondazione Caponnetto sempre in prima linea per propagare la legalità, non dimenticano.
RIFLESSIONI
- Se qualcuno mi chiedesse cosa mi è piaciuto in particolare ....non saprei, sono attonita, Potrei dire che non c'è stato un momento in cui io non provassi emozioni...
Ho partecipato per non dimenticare la grande ingiustizia fatta al popolo Ebreo, sperando di contribuire a far si che non possa succedere ad un altro popolo o ebreo di turno.
Daniela
-... non è possibile percepire il dolore e le barbarie che questi innocenti hanno subito, ma si può solo immaginare marginalmente.
Mi ha colpito il racconto del sopravvissuto Samy Modiano, la dignità con la quale raccontava quei momenti drammatici, la sofferenza subita.., e malgrado ciò, la forza di raccontare, di rendere testimonianza per non dimenticare.
Eleonora
- ..le parole uscivano dalla bocca di Samy come se stesse vivendo quelle atrocitá nello stesso istante.
Mentre scandiva con rabbia e forza le parole una goccia di cristallo percorse il suo viso fino a terra, proprio in quel terreno dove aveva camminato da prigioniero molti anni prima.
Il suo incredibile altruismo gli permette di spiegare tutto molto dettagliatamente e nonostante la sua consapevole sofferenza, è certo che alla sua scomparsa, dentro la memoria di milioni di ragazzi sará vivo il ricordo, permanente negli anni, di quella giornata che ha cambiato in modo indelebile la sua e la loro la vita
Manfredi
- ..ho vissuto emozioni che non dimenticherò facilmente
E i sopravvissuti?
Nonostante il dolore vivo sono riusciti a farci immaginare l'inimmaginabile, a sentire l'indicibile, a ricordare l'indimenticabile.
Giulia
Giusi Sazio
Referente Venezia Fondazione Antonino Caponnetto
giovedì 22 gennaio 2015
Protocollo d’Intesa ANCI e Fondazione Antonino Caponnetto
Lo scorso 19 dicembre 2014 la Fondazione Antonino Caponnetto e l'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia (ANCI) hanno sottoscritto un Protocollo d'Intesa che ha l'obiettivo di valorizzare quelle attività, e in particolare il progetto Giovani sentinelle della legalità, che sono strumenti di promozione della partecipazione e dell'apprendere la democrazia http://www.anci.it/index.cfm?layout=dettaglio&IdSez=819409&IdDett=50024
Fondazione e ANCI si impegnano nella promozione di incontri, seminari e dibattiti. In questo senso auspicano un ruolo attivo di interlocuzione e confronto con i propri giovani cittadini da parte di sindaci e assessori, sollecitando la loro partecipazione agli incontri e ai dibattiti che si tengono nei percorsi di formazione alla cittadinanza promossi dalla Fondazione.
Il contributo degli amministratori pubblici è quanto mai significativo perché non hanno solo il compito loro proprio di governare, ma uno più complesso che, in questo caso, trascende i singoli provvedimenti e mette in gioco la capacità di essere interlocutore attivo e capace di ascoltare e indagare le esigenze e le emergenze del territorio, di ricercare soluzioni condivise, attento all'allocazione delle risorse e al suo uso parsimonioso, individuando percorsi e strategie coerenti con le procedure della buona amministrazione.
Il nostro augurio è che questo Protocollo confermi e diffonda quelle buone pratiche di confronto con gli amministratori che abbiamo sperimentato, primo in Toscana in questi primi sei anni delle Giovani sentinelle poi in Veneto e oggi in diverse parti del nostro Paese, e rafforzi sempre più un costume civile fatto di trasparenza e partecipazione attiva.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
martedì 20 gennaio 2015
Incontro con il Liceo Poliziano di Montepulciano
Incontro con il Liceo Poliziano di Montepulciano
Sabato 18 gennaio bellissimo incontro con due classi del Liceo Poliziano di Montepulciano.
La professoressa Scarselli ha illustrato, nella sua introduzione, il percorso di studio e ricerca fatto in questi mesi attraverso approfondimenti letterari e storici sui temi della mafia e della sua diffusione. In questo modo è stato molto facile descrivere l'impegno del giudice Caponnetto o la scelta della Cooperativa lavoro e Non Solo di lavorare le terre confiscate alla mafia, la sfida lanciata a tutti coloro che sono scettici o indifferenti nel poter combattere la mafia creando occasioni di lavoro e di produzione di ricchezza in modo legale e senza compromessi.
Il lavoro in classe degli insegnanti è molto spesso misconosciuto, impegnati come siamo a valutare solo la quantità di nozioni apprese da ragazzi e ragazze, mentre la fatica di preparare cittadini attenti e consapevoli emerge nelle occasioni più diverse: sabato si coglieva, nelle tante domande fatte, la volontà di sapere, conoscere e impegnarsi.
La richiesta prevalente è stata quella di conoscere cosa sono e perché vi sono infiltrazioni mafiose nel proprio territorio, così abbiamo parlato di Suvignano, il bene confiscato più grande dell'Italia centrale, poi ci siamo soffermati sui fatti malavitosi accaduti a Chianciano e Montepulciano e l'aver studiato prima a scuola cos'è la mafia ha reso il confronto certamente più comprensibile e proficuo agli studenti.
Adesso si tratta di continuare sulla via maestra dell'approfondimento e della consapevolezza, della condivisione di valori e principi, del contrasto all'indifferenza e all'omertà, malattie, queste ultime, diffuse anche in Toscana.
Nell'appassionato dibattito che è seguito ci sono state domande e richieste sul bullismo, il gioco d'azzardo e le gare a massimo ribasso!
La passione di questi giovani è l'indizio migliore del loro desiderio di essere cittadini attenti, curiosi e desiderosi di partecipare alla costruzione del bene comune e alla loro passione ha certo contribuito la propria insegnante.
Il nostro augurio è di ritrovarli come compagni del progetto Giovani sentinelle della Legalità il prossimo anno, ma anche di incontrarne qualcuno, in estate, a Corleone a sostenere la Cooperativa lavoro e Non Solo.
Le premesse fanno ben sperare.
Di sicuro in val d'Orcia abbiamo ben seminato!
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Maurizio Pascucci
Responsabile Nazionale Beni Confiscati
lunedì 12 gennaio 2015
Giovani sentinelle a Bisacquino
Giovani sentinelle a Bisacquino
Lunedì 9 gennaio un altro incontro nel territorio corleonese, oltre 100 studenti dell'Istituto di Istruzione Superiore Di Vincenti di Bisacquino delle classi dell'Istituto Agrario, dell'Alberghiero e del Tecnico per Geometri hanno accolto la Fondazione Caponnetto e la “cuoca” livornese Nada. Ragazzi e ragazze hanno voluto con grande interesse partecipare, come i loro colleghi di Corleone, al primo incontro delle Giovani sentinelle, percorso di formazione alla cittadinanza.
A loro abbiamo proposto di essere protagonisti e di assumere delle responsabilità, di essere cittadini attenti che si prendono cura dei beni che appartengono a tutti e di promuovere il rispetto delle regole, occupandosi di un tema, a loro giudizio, particolarmente rilevante.
Studenti e insegnanti avevano idee molto chiare fin dall'inizio sull'argomento da scegliere: uno studio e una ricerca su un bene confiscato di Corleone, la villa di Totò Riina, oggi caserma della Guardia di Finanza ma che nel passato ha ospitato l'Istituto Agrario. Inoltre hanno proposto la valorizzazione di un terreno confiscato e assegnato all'Istituto agrario. Su queste terre intendono avviare, con i produttori agricoli aderenti all'associazione Fior di Corleone, una filiera etica ed economica del pomodoro siccagno corleonese.
Ragazzi e ragazze dell'Istituto Alberghiero si occuperanno della cura del gusto e della ricerca di piatti "poveri" del territorio, rielaborandoli e proponendoli ai propri cittadini e ai visitatori. In questo percorso sono disponibili ad un gemellaggio con l'Istituto Alberghiero di Montecatini Terme e l'Istituto Agrario di Pistoia, in modo che la loro ricerca ed azione non sia isolata e oltrepassi i confini comunali per far conoscere buoni prodotti e buone pratiche.
La cuoca Nada ha arricchito l'incontro dilungandosi, da ottima livornese ma anche da referente dello Spi Cgil di Livorno, in un percorso culinario, in un vernacolo complesso, che ha messo insieme l'antimafia sociale e il cacciucco alla livornese suscitando un grande applauso finale.
Di sicuro tornerà all'Istituto Alberghiero a preparare il cacciucco alla livornese!!!
Come spesso capita, mi sono domandato quanti di quegli studenti hanno parentele o vicinanze a famiglie mafiose, e come noi possiamo offrire opportunità diverse e migliori per il loro futuro.
Nel provare a dare una risposta non possiamo che cominciare dall'ammirazione per i loro insegnanti, per il loro lavoro quotidiano e silenzioso, per l'impegno a formare cittadini e cittadine rispettosi e amanti della libertà e della democrazia, in particolar modo in un momento in cui i nemici della libertà e della democrazia hanno tanti volti, non solo quelli mafiosi ma anche del fanatismo.
Il prezioso lavoro degli insegnanti aiuta ad essere consapevoli, a maturare una coscienza e un atteggiamento critico, presupposto irrinunciabile ad ogni cambiamento sociale e culturale. Non dobbiamo mai lasciarli da soli a rappresentare lo Stato in territori complessi dove spesso lo Stato è più debole della mafia.
A marzo trenta studenti con i loro insegnati dell'Istituto Agrario di Corleone verranno in Toscana.
Una bella notizia!!!
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Maurizio Pascucci
Responsabile Nazionale Beni Confiscati
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