martedì 14 marzo 2017

Incontro con le giovani sentinelle di Castelfiorentino (FI)

Venerdì 10 marzo tocca alle giovani sentinelle del Liceo Enriques di Castelfiorentino essere protagonisti della giornata. Nella sala del Consiglio comunale ad accogliere ragazzi e ragazze è la consigliera Laura Rimi che ha la delega alla Legalità, l'assessore all'Ambiente, Gianluca D'Alessio, e il consigliere comunale, Eugenio Simoncini, in una doppia veste in quanto è anche l’insegnante di chimica.

Laura Rimi nel suo saluto ha ricordato la data del 21 marzo, Giornata della Memoria, che è ancora più importante quest'anno in quanto il Parlamento ha deliberato tale ricorrenza come giornata nazionale. Ha proseguito sottolineando che legalità è un tema che non ha colore politico e anticipando la scelta dell’amministrazione di coinvolgere i ragazzi e le ragazze, il prossimo 23 maggio, nel ricordo delle vittime della mafia con la manifestazione Gioco e legalità cui parteciperà anche l'associazione calciatori.

Nell’introdurre i lavori la Fondazione ha illustrato brevemente gli obiettivi del progetto: favorire il protagonismo dei giovani e l’impegno civile, ha voluto ricordare agli studenti le proposte dei loro compagni degli scorsi anni: gli spazi per i giovani nella struttura che ospita l’Ostello; le riflessioni e gli appelli a seguito della chiusura e del trasferimento dei padiglioni dell'ospedale della loro città con la richiesta all’Amministrazione di intervenire perché rimanesse attivo almeno il servizio di primo soccorso di codice bianco. Purtroppo le loro sollecitazioni non hanno avuto risposta e fra i giovani è forte il senso di frustrazione, come abbiamo potuto osservare in questi anni con l’esperienza delle Giovani sentinelle: Al loro impegno caparbio e puntuale, alle loro proposte e alla loro disponibilità ha corrisposto il silenzio. Abbiamo avuto esempi generosi e disinteressati di studenti e studentesse che hanno ripulito e imbiancato aule e spazi nelle scuole, e nei loro confronti vi sono lodi e apprezzamenti, ma appena i giovani hanno varcato le porte della scuola sembra vi sia un’incapacità di ascolto e di dialogo, di discussione e di confronto, le loro proposte paiono non aver alcuna attenzione e non sono degne di essere oggetto di dibattito. Di fronte alle tante sollecitazioni non bastano più le manifestazioni e gli eventi, occorre un lavoro quotidiano costante e continuo, non sono sufficienti le prese di posizioni, certo importanti e meritevoli, occorre far seguire azioni e scelte di campo nette. La Fondazione ha rinnovato anche quest’anno l’appello alle amministrazioni comunali affinché sottoscrivano la mozione che chiede un contrasto efficace e duraturo alla criminalità organizzata, alla corruzione e all’evasione fiscale, strumenti per ricostruire un costume politico e sociale giusto e strumenti per recuperare le risorse necessarie al nostro Paese e al suo futuro. Dobbiamo constatare che sono in pochi ad avere sottoscritto quella mozione, e abbiamo l’impressione che non si colga il nesso fra l’educazione alla legalità e alla cittadinanza e la mozione stessa.

Hanno preso poi la parola ragazzi e ragazze: quest’anno hanno scelto di occuparsi dell’edificio dell’ex Montecatini, dove un tempo si producevano prodotti chimici, dismesso dal lontano 1964.

Studenti e studentesse avevano preparato delle slide per raccontarne le vicende, esprimere le proprie idee ed illustrare dubbi e suggerimenti per l’uso dello spazio. Purtroppo nella sala mancava un videoproiettore, nonostante avessimo informato gli uffici comunali con cui siamo stati in contatto nell’organizzare l’incontro.

Ragazzi e ragazze con grande passione e con l’ausilio del solo computer, disponendosi in semicerchio, hanno ovviato alla mancanza e hanno presentato il loro lavoro: l'area ormai dismessa è stata acquistata dall'amministrazione comunale nel 1982 e, per il suo recupero è stato affidato l’incarico all’architetto De Carlo di redigere un progetto di recupero, a cui hanno fatto seguito altri tentativi senza però giungere a conclusione. Così l’edificio si è trasformato nel tempo in un ecomostro ingombrante con le spese di bonifica e di riqualificazione cresciute in maniera impressionante. I giovani hanno messo in rilievo con le loro ricerche e le loro osservazioni i peccati del passato: con le promesse di posti di lavoro non si è badato a come avveniva lo smaltimento delle scorie e dopo aver realizzato i propri profitti i proprietari dell’impianto hanno abbandonato l’edificio senza che nessuno li obbligasse alla bonifica e alla messa in sicurezza.

Gianluca D’Alessio ha preso la parola per dare risposte puntuali alle diverse questioni sollevate nel dibattito. La vicenda dell’ostello ha avuto un epilogo perché vi è un nuovo gestore dopo un ulteriore bando che ha previsto ancora uno spazio per i giovani. Quanto alla vicenda dell’ex edificio Montecatini ha rassicurato i giovani che non vi sono pericoli di inquinamento ma ha confermato che i tempi del risanamento e del recupero sono lunghi per i costi troppo alti che rendono insostenibile la bonifica.

Laura Rimi è intervenuta nuovamente lodando i ragazzi e le ragazze per l’impegno a tenere acceso lo spirito critico esortandoli a vigilare.

Il consigliere Eugenio Simoncini ha dichiarato di essere stato colpito in positivo dal progetto e dall’impegno di studenti e studentesse seguiti dalla loro insegnante Patrizia Salerno. Ha proposto all’Amministrazione di partecipare a tutto il Consiglio questa esperienza di cittadinanza.

Le nostre perplessità iniziali hanno lasciato spazio ad un clima di confronto e di discussione che fa ben sperare, clima che deve essere abito quotidiano per evitare che la lotta alla mafia e il bisogno di legalità sia confinato in una sola giornata di commemorazione. La disponibilità di tutti gli attori sociali: amministratori, cittadini, associazioni è una condizione essenziale per dare seguito al protagonismo giovanile senza demotivarlo e, con esso, valorizzare e dare piena cittadinanza allo spirito critico senza scambiarlo per inutile esercizio retorico.

Con questi auspici ci siamo dati appuntamento per l’8 di maggio a Firenze.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola
A Monsummano Terme, nella bella sala di villa Martini, ragazze e ragazzi di una classe dell’Istituto comprensivo Caponnetto insieme ad alcuni compagni e compagne di altre classi e membri del Consiglio comunale dei ragazzi sono stati accolti dall’assessore all’Istruzione Elena Sinimberghi

Nel suo saluto ha voluto ricordare il valore della legalità perché il rispetto delle regole è una delle condizioni essenziali per stare insieme. Ha poi preso la parola Silvia Ragionieri, studentessa della scuola media e portavoce il Consiglio comunale dei ragazzi per ricordare il lavoro svolto anche in collaborazione con l’amministrazione comunale nell’ultimo anno. Ha fatto riferimento al lavoro svolto l’anno passato sul tema dei diritti dei cittadini con particolare riguardo a quelli provenienti da Paesi lontani. La questione dell’integrazione nel rispetto reciproco e della legalità è molto sentito dai ragazzi e l’anno scorso avevano prodotto anche un bel video. Ha ricordato che da quelle riflessioni sono stati attivati dei corsi di lingua cinese e, verso la fine dell’anno scolastico, sabato 27 maggio, è prevista la Festa interculturale con giochi, musica, cucina etnica e tanto altro con il sostegno e la partecipazione di genitori, cittadini e amministrazione.

La Fondazione ha illustrato ai genitori intervenuti gli intendimenti del progetto, quello di educare alla legalità e alla cittadinanza perché, in accordo con il dettato costituzionale, la scuola è il luogo della formazione del cittadino e della cittadina per la quale il solo rispetto delle regole costituisce una sorta di prerequisito. Per questo il progetto si occupa della cura dei beni comuni, del prendersi cura  dell’altro nel senso più ampio del termine, dei temi relativi alla costituzione di luoghi di confronto e di discussione, della pratica della democrazia. Entro queste coordinate acquista senso il progetto delle giovani sentinelle di cui anche gli studenti e le studentesse di Monsummano danno prova con questa loro fatica.

Quest’anno hanno leggermente variato il loro lavoro scegliendo un tema che riguarda ciascuno e ciascuna più da vicino: Sport e retomania. Vocabolo appena approdato nella nostra lingua, tant’è vero che in alcuni dizionari online non compare ancora, indica una forma di dipendenza dalla rete per cui chi ne è vittima tende a isolarsi e ad avere difficoltà nelle relazioni con il prossimo. Per sfuggire alla solitudine del mondo virtuale hanno proposto di dare rilievo alla pratica sportiva che richiede impegno, attenzione e concentrazione, collaborazione con i compagni e le compagne, collaborazione e relazione con coetanei e adulti. Le loro riflessioni hanno preso forma con un bel video con l’intervista ad uno psicologo che illustra puntualmente tutti i rischi della rete, ad alcuni compagni e compagne che praticano o meno sport, prima di passare in rassegna lo stato di alcune strutture del proprio comune che avrebbero bisogno di interventi.

Elena Sinimberghi ha esordito facendo il punto della situazione sugli impianti oggetto di ammodernamenti o di ristrutturazioni e ha ricordato l’enorme varietà delle associazioni sportive, ben 59 a Monsummano, per ricordare il valore della pratica sportiva in termini di benessere e di qualità delle relazioni sociali. Ha proseguito osservando che l’amministrazione ha favorito la costituzione di una Polisportiva che metta insieme le società sportive per la gestione degli impianti e per un migliore coordinamento dell’offerta di opportunità delle attività per giovani e adulti. Si è soffermata anche sulla scelta di offrire delle decontribuzioni a quelle società che non fanno pagare a chi è più in difficoltà, pur riconoscendo la necessità di ulteriori strumenti per favorire la pratica sportiva a chi è più svantaggiato.

L’attività motoria richiede spazi per il gioco libero e per questo studenti e studentesse hanno inserito nel loro progetto la proposta di piazza Giusti come luogo adatto per il gioco libero, inoltre fare sport favorisce stili di vita più sani per i quali concorre anche la diffusione di piste ciclabili che incentivino l’uso della bicicletta. Da qui la richiesta di piste nuove. Una di esse è in via di definizione nel Padule, una parte del quale è compreso nel territorio del Comune di Mosummano, che è stato oggetto di un bel progetto sempre degli studenti del comprensivo Caponnetto negli anni passati. In quella occasione ragazzi e ragazze avevano sottolineato i rischi dell’inquinamento e del degrado.

La pista ciclabile potrebbe favorire un interesse maggiore da parte dei cittadini e allontanare qualcuno dei rischi adombrati dai giovani.

Il confronto vivace sulla pratica sportiva ha poi avuto un epilogo ulteriore quando la fondazione ha rilanciato il tema dell’impegno personale. La solitudine e la separazione dagli altri perché si vive nel mondo virtuale possono essere contrastate dalla pratica sportiva, ma vi è un altro aspetto del problema da non sottovalutare: l’impegno personale a ridurre il tempo in cui si è “conessi” solo col mondo virtuale, tralasciando relazioni e scambi, conversazioni e guardarsi negli occhi. In breve si è sviluppato un botta e risposta fra i giovani, la fondazione ed Elena Sinimberghi molto interessante e stimolante che avremmo voluto proseguire ancora a lungo, oltre l’ora prevista per concludere, che è indice del grande interesse di ragazzi e ragazze, delle loro preoccupazioni e della loro attenzione che, molte volte, gli adulti non colgono. Merito della scuola e delle insegnanti, le partigiane della nuova resistenza – per usare un’espressione di Antonino Caponnetto – aver fatto emergere la complessità di questi sentimenti.

Di tutto ciò avremo modo di riparlare nel pterzo appuntamento previsto a Pistoia il prossimo venerdì 12 maggio.



Il secondo degli incontri di giovedì 9 marzo si è tenuto a Bibbiena, Le giovani sentinelle dell’Istituto comprensivo sono state accolte nella sala consiliare del comune dal presidente del Consiglio Francesco Frenos. Ha salutato ragazzi e ragazze, che partecipano per la prima volta al progetto, e i genitori presenti esortandoli a seguire con attenzione questo percorso perché, negli anni, ha significato molto per la crescita e l’impegno dei giovani in difesa dei beni comuni.  Ha confermato l’impegno dell’Amministrazione ad essere al fianco dei giovani e della comunità e ha ricordato che il Comune si è occupato, in questo periodo, di mettere in sicurezza palazzi pubblici e scuole dal rischio sismico e questo lavoro può dirsi concluso così tutte le scuole possono essere al sicuro.

Hanno poi preso la parola ragazzi e ragazze che hanno intitolato il loro progetto in modo eloquente: Rimbocchiamoci le maniche, intendendo con ciò esemplificare al meglio le loro intenzioni di intervenire su alcuni aspetti del degrado del luogo in cui vivono. Con l’aiuto di un video da loro pensato e realizzato hanno messo in evidenza lo stato di un parco gioco della città, di alcuni muri imbrattati vicino alla loro stazione ferroviaria. Riprendendo il lavoro fatto dai loro compagni e compagne dello scorso anno hanno preso l’impegno di imbiancare i muri della loro scuola.

La loro passione, la loro responsabilità in difesa degli spazi di tutti ha convinto i genitori presenti ad offrire il proprio aiuto e la propria collaborazione.

Ne è sorto un dibattito ed un confronto e l’entusiasmo ha contagiato tutti: ognuno ha dato il suo contributo nel ricercare soluzioni a i diversi problemi, da quelli più spiccioli a quelli più grandi: dall'assicurazione al reperire materiali e attrezzature, alla ricerca delle risorse.

Dalla discussione sono venute fuori indicazioni relative alle scadenze, al coinvolgimento sempre maggiore di cittadini e come far crescere la consapevolezza di quanto sia importante  l’educazione al rispetto dei beni comuni.

La serata è scorsa veloce ma con la convinzione che un altro seme è stato piantato e forti dell’entusiasmo di giovani e adulti ci siamo dati appuntamento al 15 di maggio in provincia ad Arezzo dove con i ragazzi e le ragazze del Liceo Piero della Francesca della città saranno protagonisti del confronto con alcuni amministratori della Regione Toscana eletti nell’aretino.

Giovani e adulti  sono consapevoli dell’importanza di questo percorso a tappe che consente di scoprire il valore della cittadinanza e il protagonismo dei giovani in modo che possano contribuire ad un cambiamento reale dei territori in cui vivono.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

mercoledì 8 marzo 2017

Incontro con le giovani sentinelle di Agliana (PT)

Martedì 7 marzo l'appuntamento con le giovani sentinelle dell'Istituto Capitini è ad Agliana. Nella sala consiliare del Comune a dare il benvenuto a ragazze e ragazzi, è l'assessore all'Istruzione Luisa Tonioni che, nel suo saluto, ha voluto ringraziarli per il loro impegno a tenere viva l'attenzione su questioni di rilievo perché questo loro comportamento arricchisce la democrazia e la partecipazione.

La Fondazione ha ricordato l'articolazione del progetto e i suoi appuntamenti perché offrono l'opportunità di confronti diversi e a vari livelli con chi ha il governo della cosa pubblica, offrendo l'esperienza di guardare nel contempo i temi affrontati da punti di vista differenti e accrescendo la consapevolezza della complessità dell'agire politico che richiede ai cittadini e alle cittadine puntualità e chiarezza nel porre le questioni e nel prospettare delle soluzioni.

Lo scorso anno studenti e studentesse erano stati protagonisti di una felice esperienza: durante le vacanze pasquali avevano imbiancato la propria aula, coscienti sul valore della scuola e sull'essere custodi di beni che appartengono a tutti e quindi meritevoli di cura e di attenzione differenti dai ben individuali. Quella loro scelta era stata anche un'occasione per sollecitare compagni e compagne a fare attenzione agli spazi in cui si vive, tant’è vero quest’anno  altre classi seguono il loro esempio, e le istituzioni pubbliche a non scordarsi dei propri compiti.

Quest'anno la loro attenzione riguarda l'ambiente e, in particolare la raccolta differenziata  nella propria scuola. Hanno cominciato somministrando un questionario ai propri compagni e compagne per sondare i loro comportamenti cui hanno risposto in più di 400 su 600 studenti. L’elemento più interessante che è emerso è quello del consumo delle bottigliette di plastica, il cui dato finale, frutto del calcolo che si desume dalle risposte è di 93.600 bottigliette di plastica ogni anno solo nella propria scuola. Questo dato richiama l'analoga esperienza fatta al Liceo artistico Petrocchi di Pistoia qualche anno fa. Già in quel caso il numero delle bottigliette di plastica così incredibilmente alto suggeriva di intervenire a monte, offrendo un'alternativa, analogamente ad Agliana i giovani hanno prospettato l'installazione di un fontanella di acqua di qualità a scuola. In entrambi i casi l'alternativa proposta prevede la riduzione della produzione di rifiuti. L'altro corno del problema riguarda la differenziazione: a scuola sono presenti i contenitori per i diversi tipi di rifiuti, ma sono utilizzati poco e male. Da qui l'impegno di studenti e studentesse a farsi portavoce presso i propri compagni e compagne di un maggiore attenzione e diligenza nel distinguere, consapevoli che sia necessario l'impegno di ciascuno per modificare in profondità comportamenti e ottenere risultati tangibili e duraturi. Sono pure necessari altri cestini, ma il lavoro più grande da fare sarà quello di porre all'ordine del giorno dell'assemblea scolastica il tema e ricercare in quel contesto strumenti e modalità per essere efficaci.

Inoltre, si sono proposti di incontrare un ex consigliere comunale di Montale, comune a poca distanza da Agliana dove è in funzione un termovalorizzatore, e Fabio Arrigucci che ha brevettato una tecnologia per recuperare, dagli scarti tessili, materiali con cui produrre una nuova stoffa.

Il tema dei rifiuti richiama quello dello smaltimento e in particolare il loro incenerimento e i giovani hanno voluto porre l'attenzione sui rischi per la salute riprendendo i dati sull'aumento dei tumori.

Questo insieme di questioni ha costituito oggetto di un bel confronto con Luisa Tonioni che non ha mancato di rispondere su ogni punto: intanto ha apprezzato l'intendimento dei giovani ad intervenire e ad essere soggetti attivi e, per quanto riguarda il differenziare i rifiuti, ha ricordato che vi è una applicazione scaricabile sullo smartphone per avere risposte ad ogni dubbio relativo alla corretta collocazione di ciascun rifiuto.

Si è dichiarata interessata alla questione di come diminuire il numero delle bottigliette, ricorda che l'acqua a scuola è potabile, controllata quotidianamente dagli enti preposti. Pur riconoscendo la correttezza del dato, la Fondazione ha osservato quanto sia necessario prevedere, nell'edificio scolastico che la stessa sia gradevole. Di tutto ciò abbiamo esperienza nel nostro progetto grazie alle scuole di Pistoia, Pontedera e Viareggio che negli anni passati, in modi differenti e con proposte diverse, hanno sollecitato le rispettive amministrazioni a dotare gli edifici scolastici di fontanelle. 

Ha proseguito, Luisa Tonioni, informando i giovani di un tavolo che monitora i dati epidemiologici cui bisogna fare riferimento per avere notizie certe sulla questione, oltreché della possibilità di un bando unico nei comuni di Montale, Agliana e Quarrata per avere modalità uguali nella raccolta e ha invitato i giovani a scrivere al sindaco di Montale chiedendo anche di visitare il termovalorizzatore.

Il Comune di Agliana è attento alle istanze delle scuole del territorio, tant'è vero che è intervenuto più volte nel caso dell'Istituto Capitini nonostante non fosse di sua competenza e di questo impegno la Fondazione ha dato atto all'amministrazione locale. L'attenzione che ha mostrato per le scuole è rilevante in questo momento in cui le competenze delle province sono divenute incerte, perché non sappiamo cosa ne sarà delle province e a chi il legislatore affiderà le competenze.

La Fondazione ha segnalato più volte in passato l'insensatezza dell'abolizione delle province, aggravata dalla mancanza di un progetto complessivo di redistribuzione dei compiti fra gli enti territoriali e segue con attenzione l'evolversi di questa vicenda.

L'appuntamento di Agliana ha comunque offerto riflessioni e sollecitazioni di rilievo, innanzitutto mettendo intorno ad un tavolo giovani e amministrazione a discutere, come è stato evidente anche alla fine dell'incontro quando Luisa Tonioni ha proseguito nel confronto con i ragazzi e le ragazze che si attardavano a lasciare la sala. L'intendimento di coinvolgere sempre più la cittadinanza è meritevole della più grande attenzione e incoraggiamento, perché indica un modello di buoni esempi che dovrebbe essere diffuso sempre più, mentre la scuola ha deciso di mettere insieme in un opuscolo tutti i progetti che arricchiscono l'offerta formativa dando però rilievo particolare a quelli relativi alla legalità. L'opuscolo sarà distribuito in occasione degli open day. Infine fa piacer che il progetto delle Giovani sentinelle si trasformi in un contenitore di tante esperienze fra cui quella della festa della legalità, prevista nel prossimo mese di maggio a Pistoia. Tutte queste buone notizie saranno oggetto di approfondimento all'appuntamento con le scuole del territorio pistoiese del prossimo 11 maggio quando ci auguriamo saranno presenti tutti gli amministratori locali a fianco di studenti e studentesse per sottolineare l'importanza del confronto e il valore del protagonismo giovanile, importanza e valore che trarranno nuova forza anche dal condividere la mozione della Fondazione relativa al contrasto alla mafia, alla corruzione e all'evasione fiscale che, ci auguriamo, anche il Comune di Agliana vorrà votare e fare propria.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 7 marzo 2017

Incontro con le giovani sentinelle di Volterra (PI)

Lunedì 6 marzo: appuntamento con le giovani sentinelle di Volterra. Nella bella sala consiliare del Palazzo dei Priori ragazzi e ragazze delle prime classi del Liceo classico e scientifico Giosuè Carducci e quelli della terza del Liceo artistico sono stati accolti dall’assessore alle Attività produttive, Paolo Moschi.

Ha preso parte all’incontro una folta rappresentanza di ragazze e ragazzi, determinata e fortemente motivata a proseguire l’esperienza iniziata da qualche anno dai propri compagni e compagne, e il loro impegno è apprezzabile perché molti vengono dai comuni vicini e la loro presenza è legata agli orari degli autobus che li riportano a casa.

Paolo Moschi ha salutato i giovani e li ha ringraziati per l’impegno e la passione con cui attendono al compito di essere cittadini e cittadine consapevoli, ha ricordato loro quanto sia importante il tema delle regole, non solo il rispetto formale ed esteriore alla norma, ma quello ben più complesso della giustezza della norma che rimanda ad un piano diverso, quello del confronto fra gli individui nel costituirsi in comunità.

La Fondazione ha introdotto i lavori rammentando i diversi passaggi del progetto e come essi offrano un’esperienza significativa del divenire cittadini attraverso la consapevolezza dei propri diritti, del rispetto delle norme, del prendersi cura degli altri e dei beni che appartengono a tutti.

A prendere la parola per primi sono stati quelli del Liceo classico e scientifico che hanno scelto di approfondire il tema delle regole con la proiezione di video eleggendo alcuni testi e approfondendo alcuni degli articoli della nostra Costituzione. In particolare hanno focalizzato l’attenzione su alcune parole chiave degli articoli 1, 3, 4 del testo della Carta: il lavoro, la dignità sociale, l’uguaglianza, la libertà. E un primo segnale dell’attenzione al rispetto delle regole è stato quello di aver scelto, per il video, musiche senza diritti d’autore per non ledere le prerogative di nessun musicista. Abbiamo provato una sensazione piacevolissima nel sentir risuonare quelle parole fra i muri della sala del governo della città, ma le parole chiave della Costituzione hanno costituito la premessa alle domande preparate per l’assessore Moschi. Interrogativi puntuali e precisi relativi allo spopolamento e alle migrazioni, al lavoro nero e ai rischi delle infiltrazioni mafiose, al patrimonio naturale e culturale da custodire e valorizzare, fino alla questione del protagonismo dei cittadini.

Nel rispondere alle sollecitazioni di studenti e studentesse, Paolo Moschi ha voluto porre l’accento su tre parole: civismo, fratellanza e politica, mettendo in rilievo i significati specifici e i nessi fra di loro. Prendersi cura dei beni e degli altri è uno degli aspetti del civismo, farlo in uno spirito di fratellanza significa fare politica nel senso alto del termine, riprendersi la parola e ridarle la dignità perduta. Ha invitato studenti e studentesse a fare scelte coraggiose quando studieranno all’università per poter restare nei luoghi dove sono nati e cresciuti e contribuire al loro benessere.

I più grandi del Liceo artistico hanno scelto invece il tema della memoria, infatti hanno intitolato una parte del loro istituto a Marcello Torre, il sindaco gentile, vittima della camorra alla fine del 1980, qualche giorno dopo il terribile terremoto che ha colpito la Basilicata e la Campania. Hanno raccontato del loro incontro con la figlia di Marcello Torre e con Marcello Ravveduto che ne ha raccontato la vicenda recuperandola dall’oblio.

Mantenere vivo il ricordo di chi ha scelto di non voltarsi dall’altra parte, di non piegarsi al ricatto e alla violenza criminale è un compito di ciascuno perché il loro esempio costituisce elemento di quella formazione alle virtù civiche che affidiamo alla scuola.

I due percorsi apparentemente separati hanno l’intendimento comune di offrire ai ragazzi e alle ragazze momenti di riflessione e sono propedeutici per impegni più specifici e definiti. Tuttavia il contributo offerto dagli studenti e dalle studentesse è essenziale per capire la tavola dei valori cui facciamo riferimento.

Con queste convinzioni ci siamo dati appuntamento per il terzo incontro previsto per giovedì 11 maggio.

Sergio Tamborrino

Responsabile Toscana Progetto Scuola

lunedì 6 marzo 2017

Incontro con le giovani sentinelle di Cascina (PI)

Venerdì 3 marzo tocca alle giovani sentinelle di Cascina essere protagonisti della giornata:  ragazzi e ragazze dell’Istituto Antonio Pesenti e i più piccoli della scuola primaria Don Gnocchi di San Lorenzo alle Corti. Nella biblioteca comunale gremita di giovani e di genitori a dare il saluto è stato l'assessore Luca Nannipieri che, nel suo saluto, ha ribadito il concetto di rispetto delle regole e delle leggi, ricordando che anche Hitler parlava di rispetto delle regole. L’iperbole della legalità di Luca Nannipieri è indubbiamente infelice perché, quando parliamo di regole, le intendiamo in una cornice di procedure democratiche e che garantiscono i diritti di ciascuno e ciascuna senza riguardo «...alle differenze di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali...», giusta la definizione dell’articolo 3 della nostra Costituzione.

La Fondazione ha illustrato agli adulti l’articolazione del progetto e ha ricordato l'opera di Antonino Caponnetto e il sacrificio estremo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel combattere la mafia.  I giovani di entrambi gli istituti di Cascina hanno scelto il tema dell’ambiente, in particolare degli usi dei fanghi industriali, i più grandi; e i più piccoli di come averne cura intitolandolo AmbientiAmo. L’interesse per questi temi è cresciuto dopo la recente inchiesta della DDA di Firenze con la collaborazione del nucleo investigativo della ex Forestale di Firenze e dall’ARPAT relativa allo sversamento di 80 mila tonnellate di scarti industriali altamente tossici, smaltiti senza essere trattati, dispersi nell’ambiente anche tramite l’incenerimento, fanghi nocivi riversati in terreni di aziende agricole sparpagliati in 800 ettari di terreno dove viene coltivato prevalentemente grano, che diventa poi farina con la quale si fa il pane o la pasta che arriva sulle nostre tavole. L’inchiesta ha coinvolto tutta l’area della Valdera, i comuni di Peccioli, Palaia e altre località della Toscana.

La mafia è una malattia grave che va combattuta da tutti senza avere paura di rimetterci la faccia e il giudice Caponnetto ci ricordava sempre che la mafia è attiva in Toscana e in tante parti d’Italia e vive bene, per queste ragioni non può esserci ancora scarsa attenzione da parte degli amministratori e di tutte le istituzioni. Quando i mafiosi investono, in un determinato territorio, i propri capitali frutto di attività illegali oppure offrono servizi al di fuori della legge - come lo smaltimento di rifiuti pericolosi - colpiscono le attività economiche libere e sane, inquinano l’economia di quelle terre, esercitano un fortissimo interesse per tutti gli operatori che privilegiano il profitto ad ogni costo anche a discapito del rispetto delle norme, mettono a repentaglio la salute dei cittadini. La Fondazione ha ripetuto con costanza e testardamente questi ammonimenti, ma è stata spesso accusata di essere visionaria e di mettere a rischio il turismo: è accaduto all’Elba e ci sono voluti arresti e un sequestro di 10 milioni di euro per far cambiare idea a chi, con la propria ottusità, nascondeva anche l’evidenza. Da 3 anni denunciamo gli sversamenti dei rifiuti in Toscana e di nuovo siamo accusati di essere visionari!  Oggi, finalmente, gli amministratori della Valdera hanno capito l’importanza di riunirsi e parlare di questi rischi.

Fino a quando dovremo attendere perché si dedichi la massima attenzione al fenomeno da parte del governo, degli amministratori e di chi ha responsabilità nelle istituzioni? Cosa deve ancora accadere per investire maggiori risorse in una seria lotta alla mafia, alla corruzione e ai tanti complici e furbetti locali? Anche non firmare la nostra mozione vuol dire, alla luce dei fatti, essere complici! Noi crediamo nei tanti uomini giusti e nelle tante amministrazioni che tengono al bene del proprio territorio e a loro facciamo appello a scegliere e a schierarsi. In questo nostro appello non possono mancare neppure i cittadini, che devono essere consapevoli dei propri doveri e saper scegliere uomini e donne cui affidare il governo del bene comune. A tutti costoro si rivolgono responsabilmente i nostri giovani.

Analogamente il Governo e il Ministero dell’Istruzione hanno il dovere di non sfuggire alle responsabilità di investire seriamente nella scuola e nella formazione dei cittadini, attenti e rispettosi delle regole, che abbiano a cuore i beni comuni e il senso della stare insieme, che non preferiscano le scorciatoie e non si girino dall’altra parte, che abbiano un costume morale e civico saldo e solido. Solo in questo modo daremo un senso all’estremo sacrificio di Falcone, Borsellino e di tanti uomini giusti.

Hanno esordito ragazzi e ragazze dell'Istituto Pesenti. Con l’ausilio di slide hanno presentato il loro tema partendo dallo studio di cosa sono i fanghi e la loro provenienza: fanghi delle acque reflue urbane rimossi dagli impianti di depurazione. Possono essere smaltiti in discarica o alcuni riutilizzati in agricoltura, devono essere inceneriti separatamente o in co-incenerimento.

Sono passati a quanto oggi prevede la legislatura che li considera, in alcuni casi compatibili in agricoltura, anche con le produzioni biologiche. In questo caso vi è il rischio delle infiltrazioni della criminalità organizzata in assenza di una maggiore consapevolezza dei rischi legati anche agli incentivi dell’uso dei fanghi in agricoltura.

Il business delle agromafie genera un giro di affari pari a 16 miliardi di euro ed è in continuo aumento e nel nostro Paese vi sono 26.200 terreni in tutta Italia nelle mani di soggetti condannati in via definitiva per reati che riguardano l'associazione a delinquere di stampo mafioso e la contraffazione. È evidente quindi l’interesse delle mafie per tutto quello che riguarda il settore agroalimentare.

Negli approfondimenti che i ragazzi hanno fatto insieme ai propri insegnanti hanno coinvolto Slow Food, associazione internazionale no profit impegnata a ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali.

A completare il loro studio vogliono sollecitare incontri con ARPAT, associazioni degli agricoltori e associazioni dei cittadini. Faranno anche un sopralluogo nelle terre dove c’è stato lo spargimento dei fanghi e visiteranno anche l’azienda di Rosario Floridia, agricoltore che ha sempre rifiutato l’uso dei fanghi nei suoi terreni. Porteranno infine l’attenzione sul tema nell’assemblea scolastica.

All’amministrazione comunale chiedono l’impegno con l’adozione di opportuni atti per una moratoria atta ad impedire l’uso dei fanghi sul territorio comunale.

I più piccoli della primaria hanno esposto il proprio progetto, così ricco di impegno, con l’aiuto dei  loro cartelloni per sollecitare i genitori e gli adulti presenti ad essere responsabili e difendere l'ambiente perché riguarda il loro futuro. Alcuni cartelli rappresentano una città ideale dove nei giardini non appaiono rifiuti, di contro una fabbrica che inquina territori e mari e dei pesci che muoiono; altri ancora parchi pieni di plastica. Grazie al loro impegno e all’enorme lavoro con le proprie insegnanti hanno suscitato emozioni forti fra i genitori.

Ha preso nuovamente la parola Luca Nannipieri che ha voluto sottolineare come la mafia si insinui in tante pieghe meno apparenti delle questioni relative all'ambiente e ha lodato le tante associazioni che mettono in rilievo la pericolosità delle mafie per il cui contrasto il lavoro della scuola è sicuramente importante.

La Fondazione ha chiesto quali sono gli intendimenti dell'amministrazione in merito a quanto proposto dai giovani per prevenire situazioni analoghe a quelle che si sono verificate in Valdera. I tanti incontri non lasciano dubbi di quanto la scuola è responsabile ed ha a cuore la formazione dei propri cittadini, ma è compito anche delle amministrazioni intervenire tempestivamente e promuovere l’attenzione per il e la cura del proprio territorio. Abbiamo ricordato come negli anni passati la Fondazione abbia più volte fatto appello affinché i vigili urbani, che conoscono molto bene il territorio del proprio comune, siano attivi contro gli illeciti, mentre accade spesso di entrare in un bar o in un esercizio commerciale senza accorgersi che il ragazzo o la ragazza al lavoro è in nero; oppure che sulle impalcature delle nostre case o del palazzo pubblico in ristrutturazione sono all’opera lavoratori senza protezioni, casco o cinture o scarpe antiscivolo!

Per dare fiducia ai giovani abbiamo bisogno di amministratori e cittadini più attenti che prevengano e denuncino. Ed è in questa direzione che chiediamo agli amministrazione di portare in consiglio le idee e le proposte dei ragazzi per costruire insieme gli anticorpi della legalità. Con questo auspicio si siamo dati appuntamento per giovedì 11 maggio.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

sabato 4 marzo 2017

Incontro con le giovani sentinelle di Camaiore (LU)

Giovedì 2 marzo le giovani sentinelle sono sbarcate in Versilia: protagonisti i ragazzi e le ragazze del comprensivo di Camaiore 1. Nella Sala consiliare ad attenderli l'assessore Sandra Galeotti che ha dato loro il benvenuto, illustrato il ruolo del Consiglio comunale e l’importanza della sala come luogo dove si discute e sono prese le decisioni relative al governo della città.

Nella sua introduzione la Fondazione ha ricordato come si articola il progetto e i nuovi appuntamenti che vedranno protagonisti i giovani nel confronto non solo con l'amministrazione comunale ma anche il 9 di maggio a Lucca in Provincia insieme con le altre scuole del territorio ed esponenti della Regione Toscana e, poi ad ottobre, a Firenze con parlamentari ed esponenti del Governo.

Studenti e studentesse hanno scelto di occuparsi di riqualificazione della loro scuola, approfondendo il loro tema semplicemente con 6 slide!  Si sono divisi in 6 gruppi ed ognuno di essi ha scritto una lettera al sindaco: hanno chiesto di velocizzare la costruzione del cinema, un altro che considerasse le loro proposte dello scorso anno, come per esempio il campo da basket, pulito  e con nuovi  canestri. Inoltre vorrebbero avere la scuola di un bel colore azzurro e che fossero aggiunte delle panchine per studiare e un  gazebo per merende e letture all’aperto.

Un altro gruppo ha insistito per il gazebo e la sistemazione del campo da basket \ pallavolo e ha aggiunto che ormai è passato un anno senza che ci fossero stati cambiamenti, concludendo che avrebbero continuato ad insistere!

Altri hanno parlato di sicurezza mettendo in evidenza la scarsa illuminazione pubblica che favorisce il degrado con atti di vandalismo e furti. Hanno chiesto di poter dipingere dei murales per abbellire l’ambiente esterno della scuola, rifare l’asfalto perché è pieno di buche, banchi e sedie nuove nelle aule, le pedane per disabili all’uscita.

L’ultima delle slide riporta le lamentele di tutti perché le loro proposte sono rimaste sulla carta, non hanno avuto risposta e per questa ragione hanno ribadito che non si fermeranno continueranno a tenere viva l’attenzione di cittadini e amministratori.

Hanno concluso con l’auspicio di una scuola migliore per loro e per chi verrà dopo.

L'assessore Galeotti ha preso nuovamente la parola per puntualizzare alcuni aspetti delle proposte dei giovani: relativamente al campetto di basket l’amministrazione è alla ricerca di un'associazione che si possa occupare della gestione; delle risorse sono state impegnate per la sistemazione del tetto di un'altra scuola, mentre per la tinteggiatura della loro scuola vi sarà a breve una risoluzione.

La Fondazione ha voluto precisare che ragazzi e ragazze hanno usato inizialmente il termine “polemiche” in modo forse improprio perché riguardo le loro richieste sarebbe più corretto usare il termine diritti che i giovani vorrebbero fossero rispettati.  Ancora una volta studenti e studentesse hanno dato un esempio di cosa significhi non desistere e, come è già capitato in altre scuole dove le loro richieste non hanno avuto risposte convincenti, hanno riproposto le stesse domande nuovamente augurandosi che la loro tenacia sia premiata.

È lodevole questa testardaggine che costituisce un insegnamento anche per gli adulti. Ci auguriamo che amministratori e amministratrici perseverino nel compito di essere interlocutori attenti e “pazienti” in modo da contribuire ad un clima di fiducia che non deluda i giovani ma li avvicini all’impegno e  alla buona politica. D’altro canto è importante che cittadini e cittadine comprendano le difficoltà enormi delle proprie amministrazioni  che non hanno trasferimenti di risorse sufficienti da parte dello Stato per garantire sul proprio territorio servizi e interventi.

Proprio per queste ragioni abbiamo ribadito più volte alle amministrazioni l’importanza di essere accanto ai propri giovani negli appuntamenti di maggio e di ottobre per dare più voce alle richieste e alle proposte dei territori che governano, come pure a senatori e deputati di ascoltare le proposte, condividerle se sono d’accordo con esse e promuovere ogni atto per la loro soddisfazione. In questa direzione si muove pure la proposta della mozione lanciata dalla Fondazione per un deciso contrasto alle mafie, all’evasione fiscale e alla corruzione che il Comune di Camaiore ha sottoscritto con il voto del Consiglio comunale.  Dal contrasto può derivare il recupero delle risorse che sono necessarie per tutti gli interventi sollecitati dai cittadini. Il confronto anche aspro ma franco e leale aiuta la buona politica, convince giovani e cittadini a non desistere, conforta il lavoro di amministratori e amministratrici e con questo spirito ci siamo dati appuntamento per martedì 9 maggio.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

venerdì 3 marzo 2017

Incontro con le giovani sentinelle di Carrara

Primo marzo 2017, tocca alle giovani sentinelle carraresi essere protagonisti di questa giornata. Per accoglierli tutti è stato necessario aprire le porte del cinema teatro Garibaldi di Carrara appena restaurato.

Sono infatti ventitré le classi che hanno aderito al progetto con circa quattrocento ragazzi e ragazze accompagnati dalle proprie insegnanti . A dare il benvenuto l’assessore alla Cultura Giovanna Bernardini che ha ringraziato i giovani e le insegnanti per l’impegno ad essere cittadini attivi e ha ricordato Rita Adria, la ragazza che ha cercato da sola di combattere la mafia denunciando anche i propri parenti.

Nella sua introduzione la Fondazione si è soffermata ad analizzare i rischi connessi agli enormi profitti, frutto di attività illegali, della mafia e questa enorme quantità di denaro costituisce un pericolo gravissimo per l’economia legale e indebolisce fortemente il senso di legalità e il rispetto delle norme, i principi morali e i costumi civici per la facilità del guadagno e per l’apparenza del perseguire ciascuno il proprio interesse.

In Toscana, nei comuni in cui viviamo la mafia trova opportunità di investimenti e a testimoniarlo sono gli oltre 120 beni confiscati, beni di varia natura che non consentono sottovalutazioni o prese di posizione superficiali, né dai cittadini né da chi ha responsabilità del governo della cosa pubblica.

Per contrastare la scarsa conoscenza del fenomeno, per irrobustire la coscienza civica, per formare dei cittadini attenti e responsabili vi è la scuola, fedele al ruolo assegnatole dalla Costituzione, con l’esercito di insegnanti e dirigenti – coloro che sconfiggeranno la mafia secondo le parole di Antonino Caponnetto – a far da guida a ragazzi e ragazze.

Ma a dare l’esempio occorrerà il contributo degli adulti. Dei genitori innanzitutto a cui ha fatto appello la Fondazione nell’introdurre il progetto chiedendo loro di essere punto di riferimento fuori dalla scuola. Poi di chi ha responsabilità di governo della cosa pubblica perché sia interlocutore attento e costante, e in questa direzione va inteso il Protocollo d’intesa sottoscritto con l’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia.

Riassunto in questo modo il significato del progetto la Fondazione ha lasciato spazio a studenti e studentesse.

A rompere il ghiaccio è la scuola media Carducci Tenerani. Hanno puntato l’obiettivo sulla piazza antistante il meraviglioso Duomo di Carrara. Piazza che necessita per i ragazzi di maggiore illuminazione, restauro dei portali in marmo dei palazzi antistanti la chiesa, di addobbi urbani come fioriere, restauro della pavimentazione e della stessa scalinata del Duomo. Ma non è sufficiente solo un intervento estetico perché – propongono i giovani – occorre far rivivere lo spazio con la possibilità  di wi-fi e iniziative culturali o di intrattenimento.

La Fondazione sottolinea di nuovo che quella sorta di passa parola fra i giovani, come è accaduto nel passato, si ripropone quest’anno: l’esigenza fortissima di uno spazio verde, di uno spazio a loro dedicato, uno spazio non a pagamento.

Il ragionamento è ripreso in un modo analogo con le slide della scuola media Taliercio dedicate alla ricerca storica su un fortino abbandonato nella pineta antistante il porto di Marina di Carrara. Le immagini sono accompagnate da coloratissimi  progetti e suggerimenti di vario tipo per un eventuale destinazione d’uso a favore di  tutta la zona circostante: un’area giochi dove bambini e genitori possono divertirsi e rilassare, una gelateria, un negozio di fiori e di erbe officinali tipici della macchia mediterranea, una paninoteca, una libreria con scambio di libri, una creperia con i prodotti tipici locali, un chiosco estivo, uno spazio estivo per il cinema all’aperto e tanto altro.

Anche le primarie Saffi e Marconi hanno ripreso la tematica sul Parco della Padule e anch’essi hanno ridisegnato e proposto i loro desideri di un parco più a misura di loro con giochi e attrezzi eco compatibili, spazio di cui prendersi cura e per il quale hanno studiato anche la cartellonistica delle regole in italiano e in inglese.

Anche il lavoro dei bambini e delle bambine della primaria Mazzini si è focalizzato  sul loro “quadratino verde”, un giardinetto  dimenticato nei pressi della scuola, per valorizzarne l’uso nel tempo libero e godere degli spazi all’aperto, un’esigenza sempre maggiore di fruizione della città.

Analoga la ricerca della primaria Lombardini con il “Giardino di Renato” un fazzoletto di terra nel paese di Gragnana, dove è la loro scuola, sulle Apuane dove i bambini hanno scoperto  chi fosse Renato a cui è dedicato il giardinetto nascosto: un maresciallo degli alpini decorato di medaglia al valore. Per il recupero del luogo, hanno voluto fare un piccolo approfondimento sulla sua storia e uno studio di progetto del giardino dopo un sopralluogo prendendo le misure e da Googlemap hanno estrapolato la piantina e su quella, dividendosi in 4 gruppi di lavoro hanno ridisegnato 4 proposte che hanno poi giudicato e su cui hanno votato per giungere ad una scelta comune.

Con i loro lavori hanno saputo emozionare tutta la platea, con il loro impegno basato sul valore del rispetto dei propri beni comuni hanno studiato e consegnato a tutti la memoria dei luoghi ridisegnando il modo di vedere e vivere i propri luoghi e, grazie alle loro insegnanti, hanno intrapreso il cammino verso una cittadinanza attiva.

Giovanna Bernardini ha ringraziato nuovamente gli insegnanti, i ragazzi e le ragazze e ha voluto ricordare il suo impegno personale nella ristrutturazione dello stesso teatro Garibaldi e l’impegno dell’Amministrazione per la rivalorizzazione del parco della Padule. Si è impegnata ad essere portavoce in Consiglio comunale e in Giunta delle varie proposte di studenti e studentesse.

La Fondazione ha concluso ricordando a tutti il compito delle giovani sentinelle di vigilare e difendere i beni comuni ed essere da pungolo per le proprie amministrazioni affinché i loro diritti non siano dimenticati. E con le parole di: una lunga strada ci attende, bisogna percorrerla mano nella mano, si è chiuso il bell’incontro dandoci appuntamento per il prossimo mercoledì 10 maggio.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

mercoledì 1 marzo 2017

Incontro con le giovani sentinelle di Minucciano (LU)

Martedì 28 febbraio è la volta delle giovani sentinelle del comune di Minucciano: quelle della scuola media di Gramolazzo e della primaria di Gorfigliano. Nella bella sala Pancetti, l’ex cinema di Gorfigliano, a dare il benvenuto il consigliere Francesco Pierotti che segue insieme all’Amministrazione da sempre il progetto e i lavori dei propri giovani cittadini. Tanti i genitori, tanti i ragazzi e le ragazze che, nonostante fosse l’ultimo giorno di Carnevale, non hanno voluto rinunciare al loro appuntamento. La Fondazione ha ricordato ai presenti l'obiettivo del percorso del progetto: allenare i giovani ad essere cittadini attivi sul proprio territorio, attenti e  partecipi alla vita comunitaria, attraverso il dialogo e il confronto con chi ha il governo della cosa pubblica per arrivare alle soluzioni delle problematiche della propria città.  Ha sollecitato gli adulti ad essere responsabili, a dare il buon esempio anche seguendo i consigli comunali, il luogo delle decisioni e delle scelte che riguardano i beni comuni. In breve, scegliere la buona politica, il rispetto delle regole in modo responsabile.

A prendere la parola per primi i più grandi della media di Gramolazzo che al loro lavoro hanno dato il titolo: “Parola d’ordine …Rispetto! Dei Beni Comuni, dell’Altro”.  Hanno voluto ricordare ai presenti il loro impegno in questi anni di percorso: pulire la loro scuola, prendersi cura di alcuni giardini pubblici e la sistemazione di panchine e tavoli, la raccolta differenziata, la valorizzazione del loro territorio attraverso la conoscenza e la ripresa delle tradizioni e dei prodotti locali. Con questo percorso e la buona scuola fatta da buoni insegnanti (partigiani di valori) che li hanno guidati in questo loro percorso formativo sono giunti al tema del rispetto dell’altro, della persona e per questo hanno affrontato il fenomeno del bullismo, sia verbale che fisico, da distinguere dallo scherzo e dagli atti che si configurano come veri e propri reati. Hanno approfondito partecipando ad attività teatrali e a corsi fatti dalla Polizia Postale. Nell’ambito dell’educazione alle differenze hanno studiato la condizione della donna attraverso gli scritti e la storia, infine si sono occupati delle differenze razziali e per questo hanno voluto conoscere meglio gli usi e i costumi del Marocco, paese da cui viene un loro compagno.

A conclusione hanno ringraziato l’Amministrazione che li ha sostenuti nel coinvolgere il volontariato e i genitori che li hanno aiutati in questo percorso. Nel contempo, come sentinelle e difensori dei propri beni comuni hanno sollecitato gli amministratori relativamente ad alcune carenze ed attrezzature della propria scuola.

Francesco Perotti non ha deluso i ragazzi assicurando l’intervento dell’amministrazione in tempi brevi e promettendo di sottoporre al Consiglio comunale di Minucciano, per l’approvazione, la mozione della Fondazione in merito alla lotta alla mafia, all’evasione fiscale e alla corruzione.

Abbiamo ripreso la proposta del dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Calenzano di chiedere alle amministrazioni comunali che adottino tutti quei provvedimenti nel segno della trasparenza e della correttezza tali da fregiarsi del titolo di Comune della legalità, in analogia con quanto accaduto in passato con l’espressione Comune denuclearizzato o Comune per la Pace.

Anche i più piccoli della primaria di Gorfigliano non hanno fatto mancare emozioni e speranze: hanno ricordato il loro impegno nel tenere cura degli arredi scolastici e della propria scuola e proprio per questo da alcuni anni hanno costituito una cooperativa, dove sono iscritti tutti i ragazzi e le ragazze, grazie alla quale promuovono il rispetto della legalità: raccolgono i tappi di plastica per un’associazione che destinerà il ricavato alla costruzione di pozzi in Tanzania, si occupano della salvaguardia dell’ambiente, degli sprechi a scuola come acqua e luce, utilizzo della carta per le decorazioni. In sintonia con i compagni più grandi si sono occupati anche loro del bullismo e della difesa dei più deboli.

Infine hanno cantato la loro canzone sulla legalità, testo su una base musicale di un brano di un noto cantautore, che ha emozionato tutti i presenti.

Il Presidente del Consiglio d’Istituto ha voluto ringraziare la Fondazione che promuove il progetto e insegnanti e giovani per l’enorme lavoro e le proposte interessanti dando così voce al pubblico numerosissimo di genitori presenti che cresce col passare degli anni, a testimoniare un’attenzione e una volontà di partecipazione.

Non potevamo chiudere nel modo migliore questa serata e sensazioni ed emozioni hanno fatto passare in secondo piano il rientro a casa sotto una pioggia torrenziale, giù per la valle del Serchio  con le strade pieno di rami e detriti, che ci hanno riportato alla mente i giovani di Aulla, di Fivizzano e Stazzema e il loro impegno a parlare di dissesto del territorio!

Allo stesso tempo ci è sovvenuto il ricordo di Antonino Caponnetto, il suo impegno civile e la sua stanchezza che svaniva, come per incanto, dinanzi alle folte platee di giovani curiose e vivaci, da cui ne usciva carico di entusiasmo e con la voglia di continuare. Anche per queste ragioni non possiamo tradire il suo mandato.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 28 febbraio 2017

Le Sentinelle di Calenzano

Lunedì 27 febbraio appuntamento con le Giovani sentinelle di Calenzano.  Ragazzi e ragazze della scuola media Arrigo da Settimello e della primaria Anna Frank sono stati accolti, nella bella aula magna dell'Istituto di Design, dall'assessore all'Istruzione del Comune di Calenzano, Lara Burberi.

Vi è una bel confronto fra amministrazione e giovani e giovanissimi che di anno in anno si arricchisce e si approfondisce perché scolari e scolare della primaria e studenti e studentesse delle prime classi della secondaria lavorano insieme guidati dalle proprie insegnanti e hanno trovato ascolto in chi ha il governo della cosa pubblica che ha scelto di interloquire e confrontarsi con ragazzi e ragazze. Come già negli anni passati alcuni genitori seguono con interesse discussioni e scambi di idee.

Da queste esperienze trae alimento il progetto delle Giovani sentinelle, che riceve il sostegno finanziario della Regione Toscana. E il tema delle risorse è fondamentale, come abbiamo ripetuto più volte, perché investire in educazione alla legalità e alla cittadinanza accresce la consapevolezza di quanto grandi siano invece le risorse del malaffare che seducono per la loro facilità e ci fa comprendere quanto sia decisivo il contrasto alla grande criminalità.

Lara Burberi ha salutato i giovani e i giovanissimi ringraziando la Fondazione per il lavoro svolto poi hanno esordito i più grandi della scuola media.

La partecipazione attiva di ragazzi e ragazze che non hanno voce nella propria scuola e nella comunità in cui vivono è stato il motivo per cui  hanno deciso di occuparsi, quest’anno, di cittadinanza attiva, del Consiglio comunale e del Consiglio dei ragazzi.

Hanno studiato e approfondito la composizione e le competenze degli organi che amministrano le città: sindaco, giunta comunale, consiglio comunale, presidente del consiglio comunale, mettendo in evidenza competenze e compiti di ciascuno. Per quanto riguarda la scuola hanno fatto un analogo lavoro con il Consiglio d’Istituto che è l’organo di governo degli istituti scolastici.

Hanno preso poi la parola i più piccoli della primaria. Senza tentennamenti, sicuri e decisi hanno posto il problema del Consiglio dei ragazzi, luogo dove anche loro possono dire la propria sui temi di interesse generale e, soprattutto, su quelli che li riguardano da vicino. Hanno ricordato il lavoro svolto l’anno passato riguardo la propria scuola per renderla più accogliente. Il loro appello è duplice: alla politica perché trovi gli strumenti e definisca le modalità per la loro partecipazione al dibattito pubblico, per poter esprimere il proprio punto di vista; e al Consiglio d’Istituto, il luogo deputato al governo della scuola.

La loro esposizione si è conclusa con la richiesta di spazi istituzionali in cui esprimersi, luoghi del confronto e della discussione.

Lara Burberi ha accettato volentieri di parlare con loro, anche perché il tema della partecipazione oltre ad essere interessante è una delle deleghe della sua attività di amministratrice, ed ha ripreso il filo del discorso dell’anno passato. In quella occasione il confronto aveva avuto come oggetto la propria scuola, gli spazi all’esterno e quelli all’interno. La proposta avanzata da ragazzi e ragazze è senza dubbio interessante e l’amministrazione intende valorizzare la partecipazione e il contributo dei giovani. Ha ricordato che ci sono state negli anni passati le elezioni del Consiglio dei ragazzi e che è possibile riprendere quanto già realizzato, ha aggiunto che il Comune di Calenzano lavora alla revisione del proprio Statuto e del regolamento per la partecipazione e il dibattito servirà per introdurre anche questi elementi nuovi emersi nel confronto con i giovani dell’Istituto comprensivo perché la riflessione è stata ricca e stimolante e ha offerto nuovi stimoli.

Ha poi preso la parola Giuseppe Tito, dirigente scolastico dell’Istituto, che ha ringraziato la Fondazione per la testimonianza della necessità della legalità e ha confessato il proprio orgoglio per scolari e scolare della primaria che vogliono partecipare, parlare e farsi ascoltare, dire la propria. Questa esperienza aiuta in molti sensi perché valorizza l’impegno e la generosità di studenti e studentesse, il loro protagonismo e la consapevolezza di sé e del proprio ruolo nella città in cui si vive.

La partecipazione e il servizio per gli altri sono due tratti da valorizzare appieno, segni distintivi di cosa deve essere la scuola, luogo di formazione del cittadino, e in questi primi incontri del 2017 abbiamo apprezzato molto la partecipazione di tanti dirigenti scolastici, un elemento nuovo rispetto agli anni passati dove abbiamo dovuto affrontare situazioni incresciose di taluni incapaci di resistere alle pressioni di assessori e sindaci in difficoltà nel discutere con i propri cittadini, che invitavano a rinunciare alla partecipazione al progetto delle Giovani sentinelle.

In modo analogo il dialogo franco, l’esposizione dei punti di vista e le scelte operate dalle amministrazioni possono essere oggetto di discussione e alimentare un clima favorevole, un senso condiviso della democrazia, sperimentare percorsi e luoghi per la partecipazione.

Noi ci auguriamo che quanto provato a Calenzano cresca, sia un riferimento per tante altre situazioni dove giovani e giovanissimi richiedono spazi e ascolto, convincano anche gli amministratori più scettici ad aprire le porte non solo metaforicamente a questa ventata di protagonismo.

Anche con ragazzi e ragazze di Calenzano l’appuntamento sarà il prossimo 8 maggio.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

lunedì 27 febbraio 2017

Incontro con le giovani sentinelle fiorentine

Venerdì 24 febbraio l’appuntamento delle Giovani sentinelle è con gli studenti e le studentesse di tre istituti fiorentini. Nella sala Ketty La Rocca del complesso delle Murate ragazze e ragazzi con le proprie insegnanti si sono ritrovati per confrontarsi e discutere con gli amministratori cittadini. Ad accoglierli l'assessore allo Sport Andrea Vannucci.

Nel suo saluto iniziale ha sottolineato quanto sia importante esserci, segno di attenzione per la comunità in cui si vive e consapevolezza di quanto sia importante il proprio contributo, ma è importante esserci nel segno della legalità perché le regole costituiscono uno dei primi tratti distintivi del formarsi di una collettività che condivide certi fini e vuol perseguirli insieme, nel rispetto di ciascuno.

Nell’introdurre i lavori la Fondazione ha voluto ricordare quanto sia importante questo secondo appuntamento perché si anima la trama del dialogo e del confronto, della discussione e dei punti di vista anche differenti su cui operare delle scelte. Per tutto ciò – concorda con Andrea Vannucci – abbiamo bisogno di regole, la democrazia stessa ha bisogno di regole e abbiamo bisogno di risorse per far funzionare la democrazia e il Paese.

Sul tema delle risorse ci siamo soffermati ripetutamente in questi primi incontri per contrastare le facili illusioni che sia possibile promuovere il protagonismo giovanile e la formazione di costumi civici e l’adozione di comportamenti coerenti con i valori di legalità e con quelli espressi nella Carta costituzionale. Proseguiremo in questa nostra battaglia di denuncia e terremo ferma la nostra convinzione che ci sarà bisogno di finanziamenti, quelli oculati e non a pioggia a far contenti tutti, e  sarà necessario il contributo di tanti a liberare il Paese dalla criminalità mafiosa e dalla corruzione, dall’evasione fiscale e dal disinteresse connivente.

Ad esordire sono stati i giovani del Liceo Rodolico con le diverse classi che hanno aderito al progetto, tutte impegnate a declinare in modo differente il tema comune scelto: la tutela ambientale, con particolare attenzione ai fiumi, grandi e piccoli. Fare attenzione ai corsi d’acqua significa occuparsi di dissesto idrogeologico e delle aree che sono interessate, ricercarne le cause spesso dovute all'intervento umano. La questione dell’ambiente ha impegnato studenti e studentesse dell’istituto anche negli anni passati, ma quest’anno ci hanno offerto un lavoro strutturato di analisi e di raccolta di dati e testimonianze sui corsi d’acqua a Firenze e nei dintorni. Dall’Arno alla Pesa, dalla Greve a qualche altro minore hanno messo in rilievo alcune criticità su alcuni tratti, spesso quelli più familiari e più noti a chi ha fatto l’indagine. Con le immagini e i dati, con le interviste e le ricerche hanno potuto documentare alcuni aspetti del degrado e dei rischi connessi al proliferare delle alghe e alla distruzione della fauna dovute agli scarichi che sono causa dell’inquinamento in tutti i corsi d’acqua. Non hanno mancato di soffermarsi sulla vicenda del Lungarno Torrigiani con il cedimento di una parte della spalletta e del manto stradale. Hanno concluso ponendo retoricamente la domanda se non è possibile immaginare che l’Arno sia una risorsa.

Una studentessa dell’Istituto Leonardo da Vinci ha invece informato la platea che la sua scuola ha avviato una riflessione sul tema del rapporto fra organizzazioni criminali e terrorismo di matrice religiosa. Insieme ai propri compagni e compagne studiano per approfondire il tema e si sono riservati di condividere il proprio lavoro in occasione del terzo incontro. Dispiace che la sua comunicazione sia stata così stringata da non offrire in quel momento nessun elemento per il confronto con l’amministrazione comunale.

Hanno poi preso la parola i più giovani dell’Istituto comprensivo Poliziano. Ragazze e ragazzi hanno scelto come tema di occuparsi del quartiere in cui vivono, soffermandosi in particolare sugli aspetti della sicurezza stradale e dell’illuminazione degli spazi pubblici e delle strade che, mancando genera quel senso di insicurezza e di paura nei cittadini. Hanno fatto una ricognizione in alcune strade e piazze del quartiere per documentare i disagi e le mancanze. Hanno avanzato la proposta del poliziotto di quartiere che può controllare un determinato territorio e intervenire rapidamente.

Andrea Vannucci ha preso la parola subito dopo per rispondere a tutte le sollecitazioni. Ha premesso il proprio apprezzamento del lavoro dei giovani, coerente con la massima kennedyiana: “Non  chiederti cosa può fare il tuo paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese”.

Il presidente degli Stati Uniti voleva, con le sue parole, rimettere al centro la questione della responsabilità individuale, fondamentale per far funzionare correttamente la filiera dei rifiuti, ma essenziale anche nell’esercizio di controllo dell’adempimento del proprio dovere da parte di tutti, singoli cittadini e poteri pubblici. Ha ricordato una serie di lavori già eseguiti, il collettore in riva sinistra, o in fase di esecuzione, quello in riva destra, in tema di scarico dei rifiuti in Arno.

Anche nel Quartiere 5, dove ha sede la scuola Poliziano e vivono i giovani che hanno aderito al progetto, il comportamento dei cittadini è veramente importante per intervenire tempestivamente. Sul tema della sicurezza ha ribadito quanto siano efficaci immediatamente alcune misure minime: intervenire sull’illuminazione pubblica, anche cambiando le lampadine sostituendole con quelle a led più efficaci, rivitalizzare i luoghi con attività economiche e sazi di incontro, la cui assenza è stata pure sottolineata velocemente da ragazzi e ragazze. Solo alla fine è possibile porre la questione del poliziotto di quartiere, senza dimenticare che una misura di questo tipo implica notevoli difficoltà per i diversi poteri pubblici cui fanno capo le forze dell’ordine e che richiedono che della misura siano investiti poteri più alti del Comune.

Nel chiudere l’incontro la Fondazione ha invitato l’amministrazione comunale a confrontarsi con i giovani prevedendo un appuntamento dedicato a scuola e a studenti e studentesse di coinvolgere maggiormente genitori e cittadini infine ha ribadito l’importanza di attività e di spazi ricreativi quali strumenti efficaci per la sicurezza di strade e di piazze. Ha chiuso ringraziando Andrea Vannucci e i ragazzi per il confronto, e ha dato appuntamento a tutti a lunedì 8 maggio per l’incontro con tutte le scuole fiorentine.

Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino e Laura Giolli

venerdì 24 febbraio 2017

Incontro con le giovani sentinelle di Pelago (FI)

Giovedì 23 marzo è la volta delle giovani sentinelle del comprensivo di Pelago. Ragazzi e ragazze sono arrivati molto prima nella sala consiliare del loro Comune per provare le modalità con cui esporranno il proprio progetto. Seguiti con attenzione dalle proprie insegnanti, vogliono essere preparati al confronto con l’amministrazione locale e con genitori e cittadini. Ad accoglierli l’assessore alla Cultura Bernardo Fallani che segue da sempre il progetto.

Alle 16.30 la sala è piena e ancora una volta, come a Bagno a Ripoli e Fiesole, la presenza dei genitori è numerosa e attenta per tutto l’incontro.

Bernardo Fallani ha dato il benvenuto e ha ringraziato i giovani incitandoli a proseguire perché - osserva -  in questi anni le giovani sentinelle di Pelago hanno fatto la differenza, grazie al progetto, alla scuola, alle loro insegnanti, e la loro partecipazione e il loro impegno sono più convinti e consapevoli tanto da risultare vincitori del bando alla festa della Toscana che la nostra  Regione celebra, dal 2000, ogni anno il 30 novembre, ricordando il bando con cui il granduca Pietro Leopoldo di Lorena abolì, primo capo di stato, la pena di morte nel 1786.

La Fondazione ha voluto anch’essa ringraziare la scuola e i ragazzi e le ragazze per aver coinvolto i propri genitori nel loro percorso di educazione e la loro presenza così numerosa è un buon segnale perché indica la condivisione dell’obiettivo formativo con la scuola. Dopo aver illustrato nei dettagli il progetto che al secondo appuntamento prevede il confronto con le amministrazioni locali e, in maggio, quello più ampio fra diverse scuole di ogni provincia con chi ha il governo della cosa pubblica in Toscana.

L’esperienza delle Giovani sentinelle è utile anche agli adulti perché li obbliga alla riflessione relativamente alla loro partecipazione alle questioni pubbliche, quelle che riguardano tutti nei luoghi in cui si vive.

Hanno poi preso la parola studenti e studentesse che hanno scelto come titolo del loro progetto Questa scuola è la mia scuola, tema che ricorre con frequenza anche quest’anno. La scuola è luogo da vivere pienamente, uno spazio accogliente, da rendere gradevole e che i ragazzi e le ragazze vorrebbero sentire come casa propria. Incoraggia ascoltare con quanta passione e vivacità ne parlano i giovani, la consapevolezza che la propria scuola sia qualcosa di più del luogo dove trascorrere una parte della giornata fra compiti e interrogazioni, fra letture ed esercizi. A riempire quel di più sono loro, dodicenni-quattordicenni, che hanno riscoperto questo luogo della socialità e della gratuità, lo spazio per progettare e per fare, per coltivare passioni e soddisfare le curiosità, per camminare insieme ai propri pari. Per rendere gradevole e accogliente lo spazio hanno preso l’impegno di ripulirlo con l’aiuto dei genitori e invieranno presto a Bernardo Fallani una bozza più articolata del loro progetto in modo da definire più dettagliatamente interventi e compiti. L’assessore ha assicurato una pronta risposta.

Questo loro entusiasmo ha contagiato i genitori, innanzitutto quelli del Consiglio d’Istituto, che hanno deciso di promuovere alcune iniziative, e il presidente, Francesco Maione è intervenuto per illustrare la prima iniziativa: hanno donato alla scuola proiettore, schermo e impianto audio che hanno collocato nell’atrio dell’edificio per consentire la  visione dei film del cineforum che vogliono realizzare. In questo loro impegno ha contribuito anche l’amministrazione comunale che aveva promosso il tema del volontariato e del contributo attivo e solidale di ciascun cittadino e ciascuna cittadina mediante la costituzione di un vero e proprio albo comunale del volontariato, strumento giuridicamente importante anche per gli aspetti assicurativi dell’intervento di cittadini e cittadine. Come si può facilmente intuire sono tutte tessere, piccole o grandi non importa, che compongono il mosaico della cittadinanza.

Un tale mosaico ha un ruolo importante nel far crescere il senso dell’appartenenza ad una comunità e, con esso, l’idea del prendersi cura di ciò che appartiene a tutti, tutti elementi che formano quella sorta di anticorpo civico alla malapianta dell’illegalità e della criminalità.

Il clima di grande partecipazione, il bell’esempio di giovani e adulti hanno fatto passare velocemente le due ore dell’appuntamento e anche con i giovani e gli amministratori di Pelago ci siamo dati appuntamento al prossimo 8 maggio.

La fondazione proseguirà con gli altri incontri nei prossimi giorni, incoraggiata da queste bellissime e molto partecipate esperienze e soddisfatta dei buoni rapporti con chi governa la Regione Toscana, sensibile ai temi della legalità e lungimirante nel destinare risorse ai temi della cultura della legalità. In modo analogo, quest’anno, abbiamo risorse per lavorare con le scuole del Veneto, mentre in altre regioni terremo fede all’impegno ereditato da Antonino Caponnetto e proseguiremo con gli incontri fino a completare il progetto. Ricercheremo altre fonti di finanziamento e restiamo fiduciosi che vi sia maggiore attenzione da parte di chi decide se assegnare o meno le risorse di fronte a queste belle esperienze a alla vivacità e al protagonismo di così tanti ragazzi e ragazze.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

giovedì 23 febbraio 2017

Secondo apputamento a Fiesole





Mercoledì 22 febbraio secondo appuntamento con le Giovani sentinelle dell’Istituto comprensivo Balducci di Fiesole. Nella Sala del Basolato ragazze e ragazzi con le proprie insegnanti sono stati accolti dagli assessori all’Istruzione, Alessandra Nencioni, e ai Lavori pubblici, Iacopo Zetti.

Dopo i saluti degli amministratori la Fondazione li ha ringraziati per la loro disponibilità e l’attenzione per i loro cittadini più giovani e ha introdotto l’incontro con l’illustrazione del progetto a beneficio del folto pubblico di genitori che ha occupato ogni posto della sala. Ha ricordato come esso sia un percorso di educazione alla legalità e alla cittadinanza che vuole sollecitare comportamenti responsabili e attenti fra i giovani; stimolare il loro protagonismo nelle comunità in cui vivono; invitarli a prendersi cura dell’ambiente in cui vivono, dei beni che appartengono a tutti, degli altri. In questa accezione il progetto è coerente con Cittadinanza e Costituzione, disciplina fantasma, senza registro e orario, dai contorni indefiniti, di cui abbiamo bisogno per irrobustire il senso civico, la consapevolezza dei diritti e la chiarezza dei doveri. La Fondazione non smetterà di fare appello a tutti coloro che hanno a cuore le sorti della scuola perché nelle classi si parli di regole e di Costituzione, di cittadinanza e di comportamenti giusti e sarà accanto agli insegnanti, i nuovi partigiani dei valori come li definiva Antonino Caponnetto, in questo loro compito molto importante di formare i cittadini e le cittadine.

Il secondo appuntamento è luogo del confronto e della discussione con chi ha il governo della cosa pubblica, ma è di rilievo la presenza di tanti genitori che possono scoprire quanto si fa a scuola e offrire un proprio contributo con suggerimenti e sollecitazioni, ma anche con domande e richieste di chiarimenti.

Hanno preso poi la parola studenti e studentesse che hanno raccontato la storia della loro scuola cominciando da chi l’ha progettata, l’architetto Giovanni Michelucci, mettendo in rilievo la sua idea originaria e le modifiche intervenute.

L’intento di questi giovani è di sollecitare alcuni interventi per rendere ancora più accogliente l’edificio, gli spazi che abitano quotidianamente, i luoghi cari della loro adolescenza. Hanno espresso alcuni loro desideri, quasi ritmando i loro interventi che si sono susseguiti, ma senza toni rivendicativi, più semplicemente ricordando che si può rendere la scuola più gradevole. In un contesto del genere è sembrato più importante il percorso della cittadinanza consapevole delle richieste stesse che mirano ad un restyling dell’edificio e degli spazi attorno.

Alessandra Nencioni ha apprezzato il contributo di ragazze e ragazzi e ha introdotto il tema della partecipazione, ricordando che il Comune di Fiesole ha un regolamento per la cittadinanza attiva che favorisce la partecipazione e il contributo di ciascuno. Il suo appello ha fatto piacere ai giovanissimi che saranno interessati ad una interlocuzione con chi ha il governo della cosa pubblica. Iacopo Zetti che ha la delega ai lavori pubblici ha lodato studenti e studentesse per aver approfondito la conoscenza di Giovanni Michelucci e ha osservato che lo spirito con cui hanno lavorato i giovani è quello dello stesso Michelucci. Alcune dei loro suggerimenti possono essere realizzati perché non richiedono particolari risorse ed ha mostrato molto interesse per gli interventi che richiedono un contributo fattivo anche dei ragazzi e delle ragazze. Ha dichiarato tutta la sua disponibilità a proseguire  e a lavorare insieme, preannunciando l’imminente apertura di una parte del giardino della villa che ospita la fondazione intitolata al grande architetto.

Come già a Bagno a Ripoli, anche l’amministrazione comunale di Fiesole ha manifestato l’interesse per la mozione che richiede una serrata lotta alla mafia, alla corruzione e all’evasione fiscale quali strumenti per reperire le risorse necessarie agli interventi pubblici in questo nostro Paese. Presto sarà presentata in Consiglio comunale e alla fondazione piace questa disponibilità a camminare insieme sulla via della legalità.

Con i giovani di Fiesole ci rivedremo il prossimo 8 maggio insieme con gli studenti e le studentesse delle altre scuole fiorentine.

Editore Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino

mercoledì 22 febbraio 2017

Secondo incontro a Bagno a Ripoli (FI)

Martedì 21 febbraio hanno preso il via gli appuntamenti del progetto delle Giovani sentinelle per la Toscana: studenti e studentesse delle scuole che vi prendono parte incontreranno amministratori e amministratrici nelle sale consiliari. In quella di Bagno a Ripoli intitolata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il sindaco, Alessandro Casini, gli assessori all'Istruzione, Annalisa Massari, e alle Politiche giovanili, Enrico Minelli, hanno salutato ragazzi e ragazze dei due istituti: il Comprensivo  Caponnetto e i più grandi del Liceo Volta Gobetti, presenti con i propri insegnanti che, con passione, li guidano in questo percorso ad essere cittadini attivi e responsabili.

Alessandro Casini ha voluto ringraziare la Fondazione per il suo impegno e ha poi esortato i giovani ad essere rispettosi delle regole, ovunque e in ogni occasione, per irrobustire un costume che contribuisce a formare uomini e donne attenti ai beni che appartengono a tutti e ad averne cura. La partecipazione di questi studenti e studentesse a questa esperienza di cittadinanza e di buona politica costituisce un buon segnale da incoraggiare e sostenere.

La fondazione Caponnetto ha sottolineato quanto sia importante rimettere al centro Cittadinanza e Costituzione, disciplina orfana di registro, orario e insegnante ma non per questo meno importante, perché è luogo dove agire progetti e percorsi per la formazione del cittadino. Ha ricordato l’appello del giudice padre del pool antimafia a proposito degli insegnanti, i partigiani dei valori, che dobbiamo sostenere per la loro preziosa opera. Come abbiamo già comunicato, ci troviamo in una situazione intollerabile riguardo i finanziamenti dopo che il Ministero dell’Istruzione ha escluso dalla graduatoria del bando relativo all’anno scolastico 2016-2017 la rete di scuole che avevano la fondazione come partner, ma abbiamo dalla nostra parte degli insegnanti coraggiosi, le amministrazioni disponibili e aperte che accolgono e discutono: per tutte queste ragioni non desisteremo e non scoraggeremo ragazzi e ragazze che sono la speranza del futuro. Proseguiremo nel nostro impegno di dar conto e di diffondere le diverse esperienze che giungono da tante parti d'Italia, facendole conoscere e favorendone lo scambio.

Ad aprire le danze sono stati i più giovani dell’Istituto comprensivo, sicuri e disinvolti hanno introdotto il loro Decalogo dello star bene a scuola. Ragazze e ragazzi della 3A, 3F e della 1C hanno messo al centro della loro riflessione la questione di come si sta nel luogo dove trascorrono così tanto tempo. Hanno elaborato un questionario che hanno proposto ai propri compagni e compagne e dalle risposte hanno tratto indicazioni utili.

Dotare di arredi ogni classe, attrezzare uno spazio esterno, imbiancare le aule, riparare gli infissi e avere le attrezzature sportive sono tutte richieste corredate dal loro impegno a custodire e prendersi cura, come hanno già fatto i loro compagni negli anni passati ripulendo banchi e imbiancando la propria aula. Vi sono poi le riflessioni relative allo spazio della scuola per il quale hanno contattato la facoltà di Architettura dell’Università di Firenze per avere consigli, suggerimenti e proposte di cui discutere in un prossimo appuntamento. Poi vi è l’idea di produrre un video delle buone pratiche con tutti i loro proponimenti relativi alla condotta quotidiana: rispetto degli ambienti e dei propri compagni e compagne.

Al sindaco e agli amministratori hanno richiesto di poter incontrare alcuni artigiani per poter scambiare informazioni e conoscere tutto ciò che è utile in tema di infissi, porte e arredi.

Annalisa Massari ha dato alcune prime risposte: innanzitutto l’amministrazione ha previsto alcuni incontri con gli artigiani, poi ha comunicato che il Comune di Bagno a Ripoli partecipa al bando sulla Povertà educativa per il quale prevede la realizzazione di una rete in alcuni luoghi di incontro dei giovani.

Enrico Minelli ha sottolineato, apprezzandola, la maggiore consapevolezza che studenti e studentesse esprimono relativamente ai problemi cui si trovano di fronte quotidianamente: il rispetto nei confronti del prossimo, l'aiuto reciproco e il rispetto dell'ambiente che ci sta intorno, che sono tutti temi eminentemente politici, della buona politica, e sono tutti segni di quello spirito critico presupposto per essere dei buoni cittadini, rispetto ai quali vi è la necessità di approfondire, riflettere.

Ha proseguito con una riflessione sugli spazi, tema quanto mai presente - aggiunge la Fondazione, forte dell’esperienza maturata in questi anni in tante scuole, dove la questione è stata sollevata con straordinaria ricorrenza – nel confronto con i giovani. La scelta della edilizia scolastica da parte dell'amministrazione comunale con interventi e investimenti è innegabile ma ha ribadito le difficoltà relative alla esiguità delle risorse, per le quali il Comune partecipa ai vari bandi, come quello di mettere in sicurezza dal punto di vista antisismico la scuola Redi, mentre più complicata è la questione relativa all’auditorium della stessa scuola, proposta già avanzata negli anni passati, per il quale è impegnato nella ricerca di una soluzione nel pieno rispetto delle regole.

Ha confessato che vi è una difficoltà nell’indicare dei tempi di intervento, come hanno richiesto i giovani, perché non vi sono certezze nel rispetto delle scadenze per ragioni indipendenti dalla volontà dall’amministrazione

Hanno poi preso la parola quelli del Volta Gobetti che, ostinatamente e testardamente, hanno riproposto il vecchio tema della loro campagna di pubblicità e progresso di pagare il biglietto sui mezzi pubblici. Questo loro comportamento è analogo a quello di tante altre scuole che non retrocedono dall’impegno di veder realizzate le proprie proposte. Il confronto con ATAF dopo il cambio della gestione è stato molto difficile e frammentario, ma si augurano di vedere prendere corpo la campagna pubblicitaria prima della fine del loro corso di studi. Hanno voluto offrire una piccola appendice al loro lavoro con una riflessione sull’inquinamento ambientale e la necessità di incoraggiare l’uso del mezzo pubblico a discapito di quello privato. Per essere più convincenti hanno prodotto alcune slide con i dati dell’Ente europeo per l’ambiente che testimoniano la gravità dell’inquinamento e i rischi gravissimi per la salute.

Annalisa Massari ha riassunto la vicenda dei rapporti con ATAF mettendo in rilievo le difficoltà e le lentezze, ma augurandosi che all’inizio del prossimo anno scolastico possa finalmente vedere la luce la proposta originale e degna di rilievo dei giovani del Volta Gobetti.

Enrico Minelli ha apprezzato l’integrazione relativa all’incentivo dei mezzi pubblici e ricordato l’impegno dell’amministrazione nella realizzazione di piste pedociclabili.

In tutti i ragionamenti, come è spesso accaduto in tanti altri incontri, ha aleggiato il tema delle risorse, scarse e sovente in ritardo, e ci ha fatto piacere l’impegno assunto da Francesco Conti, presidente del Consiglio comunale di Bagno a Ripoli di riprendere e proporre all’approvazione del Consiglio comunale la mozione della fondazione relativa ad una serrata lotta all’evasione fiscale, alla corruzione e alla mafia per recuperare risorse sottratte illegalmente alla collettività e ridare speranza al nostro Paese.

Con questo impegno abbiamo chiuso l’incontro dandoci appuntamento a lunedì 8 maggio insieme con le altre scuole del territorio fiorentino per un nuovo confronto con chi ha il governo della cosa pubblica in Toscana e per uno scambio fra giovani provenienti da realtà differenti.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

giovedì 27 ottobre 2016

Conferenza finale e inizio lavori 2016-2017


Lunedì 24 ottobre Conferenza finale del progetto Giovani sentinelle. Nel bel teatro Puccini di Firenze una rappresentanza di ragazze e ragazzi della Toscana e del Veneto si sono ritrovati per concludere il percorso di educazione alla cittadinanza che li ha impegnati nel corso dell'anno scolastico passato. Accogliente ed ospitale, la platea del teatro non ha posti sufficienti per tutti i giovani che hanno partecipato al settimo progetto della fondazione Caponnetto. Per questo motivo, a malincuore e contro le nostre più radicate convinzioni, abbiamo acconsentito a tenere la Conferenza con una partecipazione ridotta, ripromettendoci da subito di giungere ad un accordo con la Città metropolitana e il Comune di Firenze e con la Regione Toscana che trovi soluzione adeguata per ospitare i giovani che vogliono confrontarsi con chi ha il governo della cosa pubblica, esercizio di cittadinanza attiva che perseguiamo con il progetto.

In apertura Salvatore Calleri, presidente della fondazione Caponnetto, ha salutato studenti e studentesse e i loro insegnanti per la costanza e l'impegno nel tenere viva la lezione del giudice padre del pool antimafia, nel voler essere esempio e testimoni di un mutamento nel segno del rispetto delle regole e della democrazia.

Poi ha preso la parola Vittorio Bugli, assessore regionale al Bilancio ma anche con delega alla legalità. Ha ringraziato i ragazzi e le ragazze presenti per il loro impegno, per essere  protagonisti di nel contrastare la mafia e le organizzazioni criminali perché, pur non essendo la Toscana terra di mafia, non mancano tentativi di infiltrazione, tentativi ripetuti che richiedono tutta la nostra attenzione e la nostra cura. In questo senso assume grande rilievo il lavoro svolto a scuola perché offre gli strumenti per capire e per agire.

Cristina Giachi, vicesindaca di Firenze e assessora all'Istruzione, si è invece soffermata sul tema della legalità richiamando ciascuno e ciascuno al rispetto delle regole, al conformarsi a determinati  comportamenti e non ad altri. Occorre sfuggire all'illusione che il rispetto delle norme sia una limitazione alla nostra libertà individuale e, per vincere tutte le nostre resistenze dinanzi a tale illusione, serve riflettere a fondo sul senso della nostra libertà che non è tale se non vi è la libertà dell'altro.

Dopo queste note introduttive hanno preso il via i lavori veri e propri con i giovani dell'istituto Valle di Padova. Prima abbiamo potuto ammirare il bellissimo video che hanno realizzato con la guida del proprio insegnante che denuncia quell'atteggiamento omertoso del voltarsi dall'altra parte. Ragazze e ragazzi con delle maschere bianche che impediscono di vedere ciò che accade intorno hanno usato il linguaggio filmico per richiamarci al dovere di comportarci in modo giusto, di non sfuggire alle nostre responsabilità di cittadini e cittadine. Due di loro con chitarra e fisarmonica hanno accompagnato tre loro compagne che hanno cantato Hallelujah di Leonard Cohen.

L'intermezzo musicale ci ha introdotto nel vivo della Conferenza.

Come già annunciato abbiamo voluto dare un tono più vivace e diretto al confronto: niente più presentazione dei progetti, già fatta in occasione del secondo e terzo appuntamento nelle sale consiliari e provinciali, ma un botta e risposta incalzante. Le domande servono a circoscrivere le questioni, ciò di cui vogliamo parlare, e delle domande sono responsabili e protagonisti ragazzi e ragazze; mentre chi ha il governo della cosa pubblica, chi legifera in Parlamento risponde sulle questioni più importanti sollevate dai giovani.

Per questo motivo abbiamo invitato deputati e senatori, li abbiamo rincorsi per avere un confronto, ma solo in due hanno accettato di confrontarsi: Alessia Petraglia, senatrice e membro della Commissione Istruzione del Senato, e Rosa Maria Di Giorgi, anche lei senatrice e membro della stessa Commissione. Prima del botta e risposta la senatrice Di Giorgi ci ha comunicato che non sarebbe intervenuta per un altro impegno urgente. Così sono stati Alessia Petraglia, Vittorio Bugli e Cristina Giachi ad interloquire con studenti e studentesse.

Umberto Lucentini, giornalista e autore di saggi su Paolo Borsellino e Rita Atria, amico della fondazione, ha condotto il botta e risposta e i giovani presenti in sala hanno incalzato politici e amministratori con domande riguardo gli spazi a scuola e in città.

Abbiamo deciso di tenere al centro questo tema perché è un tema ricorrente nei progetti che le scuole hanno elaborato in questi anni. Senza distinzione di età, di ordine e grado di scuola, ragazze e ragazzi hanno posto con forza l'esigenza di avere dei luoghi per loro, luoghi liberi dal consumo dove potersi incontrare e fare delle attività o semplicemente studiare. Accanto a questa è stata forte l'analoga esigenza di avere degli spazi a scuola, dove studiare anche nel pomeriggio, proporre e realizzare attività laboratoriali.

Le risposte e i chiarimenti sono stati di aiuto e ci auguriamo che il dialogo prosegua serrato e franco.

A dare maggiore respiro al confronto hanno contribuito i giovani delle scuole di Corleone, collegati con il teatro grazie a Skype. Riuniti in assemblea per tutta la mattinata, sono intervenuti sui temi che hanno affrontato quest'anno: come dare visibilità alle scelte e alle produzioni di quella antimafia sociale che ha deciso di investire risorse, lavoro e speranze sulle terre confiscate alla mafia. Il tema è di grande attualità perché le esperienze che crescono in Sicilia e in altre regioni sono certamente da incoraggiare e sostenere in quanto fanno intravedere una possibilità di riscatto, di ridare dignità al lavoro nel rispetto delle norme, di offrire opportunità di vita senza paura dei ricatti mafiosi, nella libertà. A questo tema hanno strettamente legato quello della contraffazione alimentare che costituisce un pericolo per le produzioni sane, a chilometro zero, rispettose dei cicli naturali e dell'ambiente e hanno posto la domanda di quali strumenti disponiamo per contrastarla.

Da politici e amministratori è venuto l'incoraggiamento e la disponibilità, la voglia di discutere e di lavorare insieme.

Ad “interrompere” il dialogo è stato poi il racconto di Umberto Lucentini che ha ricordato la strage di Capaci, il suo lavoro di cronista intervenuto sul luogo appena giunta la notizia in redazione e questa sua testimonianza così viva ha introdotto quella di Angelo Corbo, ispettore di Polizia, che quel 23 maggio occupava il sedile posteriore della terza auto della scorta di Giovanni Falcone. Ascoltare Angelo provoca sempre una grande emozione e la sua narrazione serve a ricordare chi svolge, in silenzio e fuori dalla ribalta, il proprio dovere senza considerarsi un eroe.

La sua storia è divenuta rappresentazione teatrale grazie al lavoro della compagnia Bottega Instabile che ha offerto a tutti un pezzo della messa in scena della vicenda di Angelo.

Queste riflessioni sulla mafia non sono state isolate perché ragazzi e ragazze hanno alimentato il dibattito chiedendo lumi su come combatterla e perché. Anche in questo caso le risposte sono state interessanti: è necessario l'impegno di ciascuno a fare il proprio dovere, a non voltarsi dall'altra parte – come hanno sottolineato ragazze e ragazzi di Padova – a contrastare la mafia, che toglie risorse e spazi di socialità e libertà. Ma questo tema della mafia si lega strettamente a quello delle ricchezze da sottrarre ai mafiosi perché acquisite con la violenza e contro la legge. E qui la fondazione ha voluto ricordare la polemica recente dei finanziamenti alle associazioni che si battono contro la mafia: Domande su quanto costa l’antimafia senza darsi risposta di quanto ci costa la mafia, la corruzione e l’evasione fiscale! Per questo occorre una grande operazione di trasparenza, di rigore e di coraggio del mondo antimafia nel condannare chi approfitta dei finanziamenti per altri scopi.

Una mattinata densa di riflessioni e di sollecitazioni cui hanno contribuito politici e amministratori, e ci piace annotare la disponibilità all'ascolto di Vittorio Bugli fino all'ultimo, trascorsa velocemente e conclusa con tante curiosità da soddisfare per le quali abbiamo dato appuntamento ad insegnanti, studenti e studentesse con il prossimo progetto.

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Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola