mercoledì 25 marzo 2015

Poggibonsi e Bagno a Ripoli: le giovani sentinelle si confrontano con i propri amministratori


Poggibonsi e Bagno a Ripoli: le giovani sentinelle si confrontano con i propri amministratori

Lunedì 23 marzo nuovo doppio appuntamento con le Giovani sentinelle a Poggibonsi e a Bagno a Ripoli.

Nella bella sala conferenze del centro Accabi Hospital Burresi, edificio che un tempo ospitava il vecchio ospedale di Poggibonsi, luogo di accoglienza dunque, ragazze e ragazzi delle due scuole medie del Comprensivo 1, Marmocchi del capoluogo e quella di Staggia, sono stati accolti dalla presidente del Consiglio comunale, Enrica Borgianni, che ha salutato i giovani impegnati nel percorso di educazione alla cittadinanza, per il quale ha ringraziato la Fondazione Caponnetto oltre naturalmente il lavoro prezioso delle insegnanti. I giovani sono protagonisti di questa vera e propria sfida culturale che è la battaglia a favore della legalità, battaglia da sostenere quotidianamente e che ha bisogno del sostegno di cittadini e amministratori. In questo senso è importante il ruolo degli uomini e delle donne che si occupano del governo delle città nel dialogo e nel confronto, nel sostegno alle iniziative che valorizzino la partecipazione e la democrazia.

La Fondazione ha ribadito quanto sia importante questo percorso di cittadinanza che prende il via con l'incontro a scuola, poi il lavoro dei giovani con i propri insegnanti trova un primo luogo di confronto nel secondo appuntamento nelle sale consiliari, a testimoniare il particolare compito degli amministratori di offrire il proprio contributo nell'indicare come si prendono le decisioni, come si sceglie, come si usano le risorse pubbliche. Questo confronto è un passaggio importante di quella educazione alla cittadinanza cui mira il progetto Giovani sentinelle. E questa esperienza si ripete in maggio ad un livello differente con chi amministra le province e ne confronto fra progetti diversi di più scuole che, raccolti in un volume, costituiranno memoria del progetto stesso e traccia di quanto i giovani mettono a fuoco per la discussione pubblica.

Ad intervenire per primi quelli della scuola media Marmocchi, che hanno già partecipato al progetto degli scorsi anni. Nell'ultimo avevano posto il problema degli spazi nella propria scuola, luogo dove trascorrono molto tempo e che vorrebbero più accogliente e confortevole. In questi ultimi mesi hanno realizzato l'aula del silenzio, spazio dove potersi fermare per riflettere e pensare, con un arredamento sobrio e molto semplice. Inoltre hanno cominciato a decorare gli spazi comuni, convinti che questo loro impegno sia da stimolo, per i propri compagni, nell'assumere comportamenti corretti e responsabili, nell'avere cura dei beni che appartengono a tutti. Forti di questi lavori realizzati sono tornati alla carica richiedendo che l'amministrazione comunale metta in sicurezza ed esegua quei lavori nello spazio all'aperto che studenti e studentesse hanno proposto di trasformare in luogo per lezioni e di incontro. Per dare maggiore rilievo e visibilità hanno prodotto con la guida del proprio insegnante un plastico che riproduce la propria scuola che riproduce la soluzione da loro prospettata.

Poi è stata la volta di quelli di Staggia. Dove vivono vi è un edificio  che dopo essere state edificate strutture portanti e muri esterni è stato abbandonato. Ci sono ancora ponteggi e resti dei lavori. Lo stato di degrado è molto avanzato e il luogo è divenuto ricettacolo di attività illegali. Questo “mostro deturpa il paesaggio urbano e i giovani si sono posti il problema di come trasformarlo. A significare la loro attenzione e le loro preoccupazioni si sono divisi in gruppi e hanno disegnato delle soluzioni: centro sportivo, culturale, luogo di ritrovo, di incontro, spazio per attività fisiche, che hanno illustrato con molta cura con un power point. Hanno voluto così offrire ai cittadini degli spunti di riflessione per sostituire il vecchio edificio con uno nuovo e pubblico che riqualificherebbe la frazione di Staggia e hanno fatto delle ipotesi sugli usi, riconoscendo che la scelta finale debba essere frutto di un coinvolgimento dei cittadini. Hanno voluto dare un bel segnale di essere protagonisti della legalità con il proprio progetto e i cartelloni che hanno esposto sono la migliore testimonianza di questo loro impegno.

Enrica Borgianni ha manifestato il suo stupore davanti ai progetti, alla abilità e al lavoro di ragazzi e ragazze per essere attori del costruire insieme una comunità coesa e attenta, ha riconosciuto che alla base vi è certamente una esigenza di creare spazi, anche se nel comune ve ne sono altri e importanti, e come presidente del Consiglio comunale si impegna a fare da tramite con chi ha il governo della città nel riprendere e nel discute queste proposte. Ha apprezzato molto lo spirito con cui hanno lavorato e hanno partecipato al confronto i giovani.

La professoressa Cortigiani che guida studenti e studentesse del Marmocchi ha sottolineato che i ragazzi e le ragazze si sono trovati a contatto con il tema della cittadinanza attiva anche nel piccolo della propria scuola la scuola e hanno deciso di accettare la sfida della Fondazione, ha ricordato le visite, con gli altri giovani del progetto, del 22 settembre e 18 dicembre a Roma dove hanno incontrato il Presidente della Repubblica e quelli del Senato e della Camera, ha ribadito in ultimo, dopo aver  ringraziato l'amministrazione comunale per la vicinanza alla scuola, l'esigenza di una maggiore concretezza e il bisogno che i giovani ricevano segnali concreti da parte di chi governa la cosa pubblica.

La discussione ha suscitato la curiosità dei due genitori presenti che hanno voluto conoscere meglio il progetto e poi con tutti ci siamo dati appuntamento a Siena per martedì 19 maggio.

Sergio Tamborrino

Responsabile Progetto Scuola Toscana



A Bagno a Ripoli le sentinelle sono state ospiti del loro sindaco, Francesco Casini, che le ha accolte con  le assessore all'Istruzione, Annalisa Massari, e alla Legalità, Francesca Cellini. Ha innanzi tutto ringraziato la Fondazione dell'impegno a favore della legalità all’interno delle scuole e ribadito tutto l’orgoglio dell’amministrazione nell’ospitare la sede della Fondazione.

La presenza degli amministratori testimonia l’attenzione al tema della legalità in particolare con i giovani, che rappresentano il futuro della comunità. Il Comune di Bagno a Ripoli ospita ogni anno il Vertice antimafia della Fondazione che il Sindaco auspica sia sempre più partecipato dai giovani ed annuncia la prossima iniziativa di maggio sulle zoomafie. Ha ribadito l'intenzione dell’amministrazione di continuare a percorrere questa via di educazione alla legalità insieme alla Fondazione Caponnetto.

Ha poi preso la parola la Fondazione, ricordando che nel comune di Bagno a Ripoli è attiva, sin dall’inizio del progetto, una collaborazione con la Polizia Municipale grazie all’impegno del suo comandante Filippo Fusi e dell’Ispettore Valentino Maltinti.

La classe 2 A della scuola media Granacci ha esordito per prima con un progetto sul rispetto delle regole all’interno della scuola. Gli studenti hanno fatto un’indagine per mettere in evidenza quali siano le regole che non vengono rispettate e quali le conseguenze, si sono divisi in gruppi, ognuno si è preso il compito di documentare con foto i beni manomessi, situati in una specifica area della scuola.

La maggior parte delle regole che non vengono rispettate sono quelle che servono a tutelare i beni comuni, ad esempio i banchi vengono rigati, i muri imbrattati con graffiti, i bagni rotti, i rifiuti buttati all’esterno dei cestini. Il risultato è stato che le regole non vengono rispettate perché ci sono dei ragazzi che così facendo si sentono ‘fighi’, oppure per noncuranza o per pigrizia.

La conclusione è che se non si rispettano le regole i beni comuni vengono rovinati e ci si danneggia a vicenda.

I ragazzi non hanno ancora completato il proprio lavoro e quindi la Fondazione ha ricordato un analogo tema fatto, sempre a Bagno a Ripoli, dai ragazzi del comprensivo Caponnetto. Al degrado all’interno della propria scuola hanno contribuito gli stessi compagni e quindi bisogna chiedersi: ma io che cosa posso fare? Girarmi dall’altra parte ed essere complice? Oppure per essere credibili prendere da esempio i compagni del comprensivo Caponnetto che lo scorso anno si sono dati appuntamento 4 pomeriggi e hanno ripulito la scuola?  E, dopo averlo fatto, hanno sentito la fatica di quell’esperienza per far sì che non ci fosse più degrado e lavoro da fare …si sono date delle regole in difesa della propria scuole e dei loro beni comuni. La Fondazione ha chiesto ai ragazzi di indicare una soluzione per maggio! Ognuno di noi deve cominciare a fare qualcosa in prima persona.

È toccato poi ai ragazzi della 2 B Volta e della 2 A Gobetti che hanno realizzato un questionario  sulla discriminazione razziale, l’orientamento sessuale e gli atti discriminatori nei confronti delle persone con disabilità, ponendosi l’ulteriore obiettivo di non utilizzare carta per la distribuzione del questionario ma siti web dove poter caricare il questionario per raccogliere risposte, e vari account da mandare a diverse gruppi di persone: docenti, genitori, alunni, dipendenti comunali.

Le risposte ottenute sono state raccolte in alcuni grafici. Per ora è stato somministrato a circa 400 persone, ma chiedono un aiuto a divulgarlo ad un numero più ampio e a coloro che non hanno completato il questionario di farlo, in modo da poter avere ancora risposte, e sottolineano come nel corso di questo lavoro siano riusciti a fare un uso responsabile di internet.

Gli studenti della 2 IT hanno proiettato un breve video sulla discriminazione che ben si presterebbe per un utilizzo come “pubblicità progresso”.  Per il sonoro la scelta è caduta su “I have a dream”, frase che nel video è tradotta in tante lingue diverse e rappresentata da tanti volti diversi fra cui molti ragazzi della scuola e della stessa insegnante, Maria Ester Mastrogiovanni, perché serva da monito contro la discriminazione e sia segno di speranza per un mondo senza discriminazioni.

La 2 B ha riproposto il progetto Non camminare sulle spalle degli altri, iniziato tre anni fa da una classe quarta del Gobetti  che prevedeva la realizzazione di una campagna pubblicitaria mirata sui mezzi dell'Ataf per invitare i cittadini a pagare il biglietto dell’autobus.

Tre anni fa avevano avuto assicurazioni da parte del Comune e Provincia che si sarebbero fatto carico delle spese di stampa dei manifesti e, dopo un incontro con l’Ataf, la disponibilità dell'azienda ad inserirli negli spazi pubblicitari negli autobus. È passato un anno e mezzo ma i ragazzi non hanno dimenticato e lo scorso anno hanno riproposto il tema; nel frattempo l’Ataf è stata privatizzata e la nuova proprietà ha comunicato che per quella campagna pubblicitaria sull’autobus con quei disegni dei giovani, gli stessi avrebbero dovuto pagare come se fossero degli operatori economici!

L’Ataf ha prospettato ai ragazzi altre soluzioni quali inserire i disegni sul retro dei biglietti, ma dei manifesti neanche parlarne! Poi il silenzio, l’Ataf non si è più fatta sentire!

Gli studenti chiedono di riprendere i contatti con Ataf in modo da portare a termine tale progetto ormai in cantiere da tre anni. Le Sentinelle non mollano!

La Fondazione ha chiesto all’Amministrazione un impegno a sollecitare tutte le parti in causa, istituzioni comprese, per trovare insieme una soluzione alla richiesta dei ragazzi  per  far emergere il buon senso ed avere dei buoni servizi contro i paradossi di cretese memoria!

Maurizio Poggi ha lodato il lavoro dei ragazzi sottolineando l’evidente buona scuola che rende possibile tali espressioni, si è dichiarato disponibile, per la zona di Sieci, a divulgare il questionario e ha presentato Salvatore della Cooperativa Lavoro e non Solo che ha raccontato di come Corleone capitale della mafia oggi possa definirsi invece capitale dell’antimafia.

Il suo racconto ha conquistato i ragazzi: la sua infanzia in una terra in cui nominare la mafia era vietato e oggi sentire cittadini ed istituzioni parlare di mafia costituisce un grosso passo avanti per sconfiggerla; la nascita della cooperativa, giovani corleonesi che dicono no alla mafia e chiedono allo Stato, grazie alla legge 109, di farsi assegnare i terreni confiscati appartenuti a Riina, Provenzano, Liggio, per poi coltivarli.

I primi anni sono stati duri. La mafia cercava con le minacce di non far emergere il lavoro e i sacrifici della cooperativa, ma lui e gli altri soci non si sono lasciati intimidire, i primi segnali di solidarietà venuti dai ragazzi toscani e poi da tutta Italia. I ragazzi venivano ospitati nella palestra del comune dove mangiavano e dormivano, poi Casa Caponnetto, oggi ostello che ospita tutti gli anni oltre 900 ragazzi. Grazie alla Cgil, allo Spi, all'Arci,  la cooperativa ha continuato a battersi e a cercare condivisione con altre realtà, ha coinvolto 30 produttori onesti di Corleone ad associarsi dando vita a Fior di Corleone, associazione che oggi si riunisce a Casa Caponnetto. La Fondazione deve dire grazie a loro e alla loro esperienza se quest'anno al progetto Sentinelle partecipano due scuole di Corleone e il prossimo anno altre di due diversi comuni. Questo ha permesso agli studenti siciliani di essere ospiti a Roma il 18 dicembre scorso in Senato e alla Camera e in viale Trastevere del Ministro Stefania Giannini e, il 12 marzo a Palazzo Vecchio insieme a studenti e studentesse delle scuole fiorentine nel corso del secondo appuntamento del progetto 2014-2015.

Annalisa Massari ha lodato il lavoro dei ragazzi e degli insegnanti che studiano e approfondiscono il tema della cittadinanza  nell’ambito della disciplina Cittadinanza e Costituzione e ha ribadito l'importanza del contributo a promuovere una cultura dell’antimafia fin da piccoli, perché spesso accade di adottare e far uso di  schemi mentali di tipo para-mafioso che sono parte di modalità di pensiero di cui non siamo pienamente consapevoli.

L’amministrazione comunale è impegnata e sostenere questi percorsi di legalità, con questo spirito si è resa disponibile a trovare una soluzione sulla questione Ataf.

Alla fine di questo confronto ci siamo dati appuntamento, ospiti della città metropolitana, il prossimo18 maggio.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

lunedì 23 marzo 2015

Le sentinelle di Roccastrada-Ribolla unite da un ponte virtuale con quelle di Lastra a Signa


Le sentinelle di Roccastrada-Ribolla unite da un ponte virtuale con quelle di Lastra a Signa (FI)

Si susseguono a ritmo incessante gli appuntamenti delle giovani sentinelle!

Venerdì 20 marzo appuntamenti a Roccastrada e Lastra a Signa.

Nella sala del cinema di Ribolla le giovani sentinelle dell'Istituto comprensivo Leopoldo di Lorena si ritrovano con il sindaco di Roccastrada, Francesco Limatola, l'assessora Sara Pericci che ha la delega anche per le Politiche scolastiche.

La partecipazione è grande: genitori e cittadini si affollano all’entrata impazienti, dentro bambini e bambine che fanno le “prove” e scalpitano nel  voler presentare i loro lavori, con loro le infaticabili insegnanti Loredana D’Elia e Vincenza De Falco, entusiaste anch’esse per l’opportunità che questo progetto ha dato ai bambini nell’essere protagonisti dei loro sogni e dei loro desideri.

In apertura il Sindaco ricorda come sia stata proprio la figura di Caponnetto, le sue idee, i suoi valori a spronarlo ad impegnarsi nella gestione della cosa pubblica.

La Fondazione saluta il pubblico e spiega che non si tratta di un evento ma di un percorso formativo dove i ragazzi imparano ad essere cittadini attivi e responsabili per una comunità che cresca su valori democratici, rispettosa delle regole, che difende i beni comuni. Ha ricordato come in questo percorso i giovani incontrano le proprie Istituzioni, da quelle locali a quelle nazionali, e si confrontano con loro su temi a loro cari. Agli adulti e alle Istituzioni il compito di collaborare alla ricerca di soluzioni, ad essere credibili e di esempio.

Bambini e bambine della scuola primaria di Ribolla raccontano il percorso compiuto con il progetto Sentinelle dal primo incontro avuto con la Fondazione Caponnetto durante il quale hanno affrontato il problema della mafia, partendo dalla conoscenza della figura di Antonino Caponnetto.

Da qui sono partiti alla scoperta del proprio territorio e delle criticità che presenta, prima fra tutte la mancanza di un edificio scolastico adeguato. Sul pannello appare l’articolo 3 della Costituzione e alcuni ragazzi leggono ad alta voce e poi spiegano parola per parola il suo significato e fanno notare a noi adulti come spesso sia stato ignorato o mai applicato!  Forti di quelle frasi hanno chiesto il diritto di vivere in un edificio scolastico adatto alle loro esigenze.

Con cartelloni colorati descrivono i numerosi aspetti negativi e le parti fatiscenti della scuola esistente, ospitata nei vecchi dormitori dei minatori.

Caterina e Augusto fanno notare che le aule troppo strette e non permettono di giocare o di respirare infatti le aule si riempiono di anidride carbonica e quando piove e non possono aprire le finestre, l’aria viziata li fa ammalare. Portano come esempio un’indagine dell’Arpat fatta su un campione di 1000 scuole toscane dove per queste cause le malattie respiratorie sono in aumento e quindi rivendicano il loro diritto alla salute!

Teseo ricorda l’incidente occorso ad una sua compagna alla quale è caduto un pezzo di davanzale dietro il collo, costringendola a recarsi in ospedale. L’aula di immagine è troppo stretta e non possono lavorarci tutti insieme. Quella multimediale ha i muri e le cattedre rotte, inoltre non ha lavagne multimediali ma solo vecchi televisori.

L’orto botanico non può essere neanche chiamato così perché lo spazio è di cinque metri quadrati e non si possono fare esperimenti, l’intonaco si stacca e anche le piante si lamentano dell’inquinamento esistente! Martina fa notare che il cortile ha i giochi pieni di ruggine e pericolosi.

Prosegue Federica che sottolinea il problema dell'accesso al piano superiore senza scale mobili o ascensori in violazione delle norme in difesa dei disabili.

Denise denuncia la carenza di aule e attrezzature per fare esperimenti. A dare manforte interviene Lucrezia ricordando che nell’aula di musica ci sono i muri che si staccano e l’insonorizzazione causa disturbi alle altre classi. Succede spesso che i bimbi si facciano male agli spigoli delle finestre! Il corridoio è troppo stretto e se i bambini corrono c’è il rischio di scontrarsi e farsi male.

Cecilia lamenta che la biblioteca è piena di polvere e più che libri contiene scatoloni!

In palestra non solo non ci sono attrezzature e diventa noiosa l'ora di educazione fisica quando fuori è brutto tempo, ma addirittura ci piove! Anche in bagno ci piove ed è poco igienico perché le maestre e i bambini sono costrette ad attraversarlo per passare da un’aula all’altra! Ma le carenze non finiscono qui: manca l’aula magna per fare le assemblee; in quella di informatica i computer non funzionano o hanno i virus; il cibo della mensa viene da Roccastrada e quando arriva è già freddo.

E termina Teseo che afferma …e chi più ne ha più ne metta!

I bimbi della V B vorrebbero aule ampie e luminose, uno spazio per studiare insieme, spazi relax interni, laboratori attrezzati e funzionali, aula magna per le assemblee per imparare a socializzare e discutere come in Parlamento! Una biblioteca per prendere i libri in prestito, uno spazio esterno con nuovi giochi e l’orto botanico.

Hanno esteso la loro inchiesta sulla scuola che vorrebbero anche alle altre classi dell’istituto ed hanno somministrato ai loro compagni un questionario con tre domande:

-        l’edificio scolastico che frequenti soddisfa in modo adeguato i tuoi bisogni di studente?

            Tre studenti hanno risposto si, tutti gli altri no.

-        Sei d’accordo con il fatto che dovrebbe essere sostituito con un edificio nuovo?

            Solo 1 alunno ha detto no, tutti hanno risposto si.

-        Se rispondi si, indica quali sono le strutture che vorresti inserire. Fra le 10 opzioni più una libera quella scelta dalla maggioranza degli studenti è stata: aule spaziose e ben illuminate.

Conclusioni: l’attuale edificio scolastico non soddisfa le esigenze degli alunni, ne vorrebbero uno nuovo con aule più spaziose.

I bambini sono passati all’azione cercando sul web le migliori scuole europee (Svezia, Norvegia, ma anche in Italia) e hanno coniato uno slogan: Cercare per credere!  Le immagini lasciano senza parole tutti! Ma fanno anche riflettere.

La Fondazione rivolgendosi ai genitori denuncia quello che è emerso in questo sei anni di progetti. Il Liceo scientifico Redi di Arezzo, l'Istituto tecnico Marco Polo di Firenze, il Liceo XXV Aprile di Pontedera hanno affrontato da punti di vista diversi la questione degli edifici scolastici: a Pontedera i ragazzi hanno raccolto una parte di somma per fornire la loro scuola di pannelli fotovoltaici e avere energia pulita; accanto al Liceo Petrocchi di Pistoia da oltre 20 anni c’è una caserma abbandonata e loro, con un video, raccontano la loro condizione quotidiana far lezione in... ascensore! E che dire di Aulla? Da quattro anni i coetanei dei ragazzi e delle ragazze di Ribolla che fanno scuola in dei container! Il loro diritto all'istruzione è solo un sogno?

I ragazzi danno consigli al sindaco per recuperare le risorse necessarie: attraverso la lotta all’evasione fiscale, alla corruzione, alla mafia.

Le loro proposte devono indurci a riflettere e chiederci di fare una seria lotta invece di svendere gli immobili dello Stato e di tutta la comunità per far cassa! Incominciamo a ristrutturare, a rendere gli spazi adeguati utilizzando materiali e tecniche all’avanguardia. Rimetteremmo sicuramente in moto l'economia e renderemmo il nostro Paese più vivibile, anche i piccoli borghi, come accade in altri paesi europei, dove esistono centri con attrezzature adeguate e dove i giovani hanno la possibilità di socializzare e vivere in spazi idonei.

Francesco Limatola ha lodato la partecipazione accorata dei ragazzi che a differenza degli adulti non hanno solo criticato ma hanno fatto delle proposte concrete che il sindaco adotta e si impegna a sostenere. Intanto nel darsi delle scadenze: nella palestra attuale verrà sistemato il tetto nelle prossime settimane e l’Adsl richiesto dai ragazzi sarà installato nella scuola di Ribolla.

Il sindaco è d’accordo sulla necessità di una scuola nuova, l’Amministrazione sta provando un po’ per volta a mettere da parte il soldi per realizzarla, altri finanziamenti vanno ricercati con il sostegno del Governo centrale. Per questo non farà mancare la sua presenza con i suoi giovani cittadini all’appuntamento del 22 maggio in Provincia, come pure alla Conferenza finale di ottobre a Firenze.

Marina Biagiotti

Referente Progetto Scuola per la Provincia di Grosseto



Sempre venerdì, alla stessa ora, a Lastra a Signa, incontro con le giovani sentinelle dell'Istituto comprensivo. Ragazzi e ragazze delle due classi, una seconda e una terza, con le proprie insegnanti, Rossella Ciuffi e Laura Giardini, sono state accolte insieme con la Fondazione nella bella sala dello Spedale di sant'Antonio dalla sindaca, Angela Bagni, e dalla presidente del Consiglio comunale, Gemma Pandolfini.

Proprio Gemma Pandolfini ha porto il saluto della città ai giovani impegnati nel percorso di educazione alla legalità. In mattinata ragazzi e ragazze avevano incontrato Giuseppe Quattrocchi, procuratore capo di Firenze ormai in pensione che discute  volentieri con i giovani di legalità, e l'appuntamento del pomeriggio ha costituito il coronamento di una giornata intensa. Ha ringraziato la Fondazione per l'impegno con il quale tiene fede all'insegnamento di Antonino Caponnetto, ai valori in cui credeva.

Luciano Cianti, Dirigente scolastico, ha salutato i giovani impegnati in questo percorso e ha ricordato loro il valore delle regole.

La Fondazione nell'illustrare il progetto in tutte le sue articolazioni ha voluto sottolineare l'importanza di costruire percorsi di cittadinanza, esperienze grazie alle quali ragazzi e ragazze apprendano e facciano esperienza di cosa sia la discussione e il confronto con chi ha il governo della cosa pubblica, di come fare delle scelte, di come si giunge alle decisioni, dell'impiego del denaro pubblico nella realizzarle. Di questo intreccio è necessario che i giovani siano consapevoli e la scuola è il luogo dove acquisire una tale consapevolezza. La scelta di un tema particolarmente interessante è l'utile espediente per questo cammino di formazione.

Poi è toccato ai giovani. Preparati e organizzati, a turno hanno prima introdotto il tema: Il domani nelle mani. Hanno riflettuto dopo il nostro primo incontro e hanno puntato l'attenzione sull'edificio scolastico. Lì vi sono numerosi locali, nella parte seminterrata, che sono chiusi e servono come deposito di materiali inutilizzati. Di nuovo, con una costanza incredibile come per un accordo tacito con i loro coetanei di tante scuole di Toscana, hanno puntato l'attenzione al tema degli spazi, spazi non solo per il divertimento, ma per attività serie e interessanti, dove coltivare la conoscenza e le passioni, spazi – per l'ennesima volta – liberi dal consumo, dove ciascuno possa essere protagonista, dove incontrarsi e fare qualcosa in prima persona.

Con straordinaria pazienza e competenza hanno descritto lo stato degli ambienti, la loro ampiezza, le situazioni di degrado, l'accumulo di materiale abbandonato: video, tastiere, stampanti; poi hanno abbozzato una serie di interventi per ripristinare una condizione di agibilità, premessa per interventi che permettessero di destinare gli spazi alla fruizione di tutti: luoghi per lo studio, biblioteca, laboratori e sale per ritrovo.

Consapevoli che gli interventi comportano dei costi hanno dichiarato la propria disponibilità a fare dei piccoli interventi di ripulitura e recupero, indice di una maturità e di senso civico.

Il complesso delle proposte sono state raccolte nelle immagini del progetto che hanno fatto vedere e commentato con perizia e le hanno “lanciate” all'amministrazione comunale.

Angela Bagni non si è sottratta al confronto e, anzi, ha discusso e approfondito, ha ritenuto interessanti i propositi dei giovani, e a questa prima occasione di confronto altre ne seguiranno per meglio chiarire i diversi passaggi.

La Fondazione è tornata a sottolineare l'importanza di una serrata lotta all'evasione fiscale, strumento per ricercare risorse da investire, soprattutto nelle piccole comunità dove le casse pubbliche sono in sofferenza.

Le proposte dei giovani appaiono ad una prima considerazione frutto di sogni giovanili o di aspirazioni mal fondate, eppure senza questa dimensione di protagonismo è impensabile poter trasformare il nostro Paese che resta legato ad una sorta di immobilismo che soffoca ogni speranza.

Proprio per contrastare tale immobilismo abbiamo proposto la testimonianza di Franco, uno dei soci della cooperativa Lavoro e non solo di Corleone.

Quando Franco e i suoi compagni hanno scelto insieme di dare vita alla cooperativa, di chiedere l'affidamento delle terre confiscate alla mafia, di sfidare le consuetudini culturali della propria terra, di sfidare la mafia, creando del lavoro dignitoso e nel rispetto delle regole, anche loro sembravano dei “visionari”, eppure con la tenacia e l'intelligenza hanno pian piano modificato alcune condizioni: Corleone da capitale della mafia è divenuto luogo dell'antimafia sociale, dove è possibile lavorare, produrre e vivere a testa alta. A questo hanno contribuito anche i tantissimi  volontari che, ogni anno, offrono il proprio contributo alla cooperativa, come ci ha ricordato Gaia, una delle giovani toscane che trascorre una parte delle sue vacanze in Sicilia a lavorare sulle terre confiscate.

Questo esempio deve aiutare anche i nostri giovanissimi nel perseguire i propri obiettivi nel rispetto delle regole e il confronto con amministratori e cittadini è stato il primo passo.

Il nostro augurio è che il loro progetto ne esca arricchito e che abbiano la capacità di convincere della validità delle loro proposte chi deve prendere le decisioni.

Con loro e con gli altri studenti e studentesse fiorentini ci ritroveremo lunedì 12 maggio per il terzo appuntamento.

Sergio Tamborrino

Responsabile Progetto Scuola Toscana

Le Sentinelle di Orbetello (GR) e di Pontassieve (FI) incontrano i propri amministratori





Le Sentinelle di Orbetello (GR)  e di Pontassieve (FI) incontrano i propri amministratori

Giovedì 19 marzo le giovani Sentinelle sbarcano ad Orbetello.

Protagonisti sono i ragazzi e le ragazze dell'Istituto Comprensivo Don Milani guidati con passione dalla Dirigente Scolastica, Nunzia Squitieri, e dalle insegnanti, Beatrice Bersanti e Gabriella Solari, hanno scelto di occuparsi di raccolta differenziata.

L'appuntamento è previsto per le ore 16.00,  ma già alle 15.30 tutto è pronto: studenti e studentesse, dopo aver montato le attrezzature necessarie alla proiezione dei lavori, approfittano del tempo rimasto per provare e riprovare i loro interventi e la disposizione sul palco.

Alle 16.00, puntualissimi e un po emozionati, si parte!

Nell'Auditorium comunale a fare gli onori di casa, il vice sindaco, Marcello Stoppa, e l'assessore all'Ambiente, Mauro Barbini. In sala genitori, rappresentanti della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e della Guardia Costiera e l'associazione Legalmente.

Nell'introduzione la Fondazione illustra il progetto agli adulti presenti, le finalità, il protagonismo dei giovani, la cittadinanza attiva e responsabile.

Ragazzi e ragazze salgono sul palco e prendono possesso, con padronanza, dello spazio. Iniziano a parlare della questione rifiuti illustrando la complessità del tema scelto anche attraverso  riferimenti a vicende quali l'omicidio della giornalista Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, uccisi in Somalia perché avevano scoperto un traffico di rifiuti. Poi hanno intervistato la sindaca, Monica Paffetti, e l'assessore all'Ambiente, Mauro Barbini. Nell'aula consiliare hanno riproposto alcune domande: quanto costa smaltire i rifiuti nel nostro comune? Hanno appreso che costa 4 milioni di euro all'anno smaltire circa 12.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati, trasportati o in una discarica di Grosseto o all'inceneritore di Scarlino, mentre le alghe della laguna devono essere smaltite come rifiuti speciali. Inoltre, affermano che il Comune paga una ecotassa europea perché solo l'11% dei rifiuti vengono separati, mentre la raccolta differenziata dovrebbe arrivare almeno al 35%. I ragazzi si chiedono: come possiamo contribuire ad aumentare la percentuale di raccolta differenziata? Si propongono quindi di promuovere a scuola la raccolta differenziata e, grazie a questo loro impegno, sensibilizzare la cittadinanza, coscienti che questo tipo di comportamento costituisca anche una barriera nei confronti delle ecomafie.

Studenti e studentesse citano "l'isola dei rifiuti" nell'oceano Pacifico composta di plastica e altri derivati e, grazie all'aiuto della Guardia Costiera, scoprono che per decomporsi una gomma da masticare impiega 5 anni, un filo da pesca 600, una bottiglia di plastica 1000. L'oceano Pacifico è lontano, ma al largo dell'isola d'Elba, nel santuario dei cetacei, a causa del traffico di transatlantici costante su quella rotta e delle correnti, si è creato un ammasso di plastica che ha un effetto disastroso sull'ecosistema marino, quindi quando abbiamo una bottiglietta in mano, prima di gettarla, pensiamo bene alle conseguenze che può causare quel gesto!

Mauro Barbini afferma che la Regione Toscana è sempre stata molto attenta alla questione rifiuti, da qualche tempo è stato costituito l'ATO Toscana Sud, un unico gestore che ha raggruppato 109 comuni. La raccolta differenziata con i cassonetti lungo la strada non produce grandi risultati. Differenziamo circa 10-11%, mentre come singolo comune dovrebbe essere pari al 65% e nell'ATO del 35%.

A breve con la SEI Toscana metteremo i contenitori per la raccolta stradale dei rifiuti organici, partiremo anche con campane per il multimateriale leggero e il vetro separato a parte.

In molti casi è scarsa l'informazione, come ad esempio il ritiro degli ingombranti: a volte i cittadini abbandonano mentre sarebbe sufficiente una telefonata per prenotare un  ritiro gratuito! La Dirigente scolastica lamenta i tempi biblici della SEI per il ritiro degli ingombranti e l'Assessore ammette che i tempi devono essere più brevi, ma richiede da parte dei cittadini un comportamento civile.

Mauro Barbini si complimenta per il lavoro della Fondazione, importante nel formare i giovani al difficile compito di correggere l'illegalità diffusa e si rende disponibile a partecipare anche ai futuri incontri. Interviene il professor Santoro dell'associazione Legalmente che ribadisce il ruolo della scuola nella formazione e sensibilizzazione delle giovani generazioni anche in riferimento alla tematica affrontate oggi dai ragazzi suggerendo all'assessore di incentivare di più la raccolta differenziata per risparmiare e creare anche posti di lavoro.

Come già in altri Comuni, la Fondazione ha chiesto all'amministrazione di dare dei segnali di fiducia ai ragazzi e alle ragazze, ad esempio riprendendo la proposta della Dirigente di ridurre la plastica delle bottigliette d'acqua, portando come modello l'esperienza del Liceo Petrocchi di Pistoia di prevedere delle cannelle di acqua di qualità nella scuola, e l'Assessore ha confermato la propria disponibilità.

A conclusione del confronto, vivace e interessante, abbiamo visto un video realizzato dai ragazzi sulla loro partecipazione alla marcia della memoria e della legalità organizzata dalla Fondazione a Pistoia e alla nave della legalità, entrambe nello scorso mese di maggio.

Una lunga strada ci attende ma dobbiamo percorrerla mano nella mano – diceva Antonino Caponnetto e con questo auspicio ci siamo dati appuntamento a Grosseto il 22 maggio prossimo con tutte le scuole della provincia.

Marina Biagiotti

Referente Progetto Scuola per la Provincia di Grosseto



Il secondo appuntamento della giornata, in contemporanea, è stato a Pontassieve. Alle 16.00, nella sala consiliare, le classi seconde dell'Istituto comprensivo, un folta presenza di genitori e cittadini, sono state accolte dal sindaco, Monica Marini, che ha salutato tutti ringraziando la Fondazione per il suo impegno e ha ricordato ai giovani il valore delle regole il cui rispetto è essenziale per favorire la partecipazione e la democrazia e, senza le quali, non è pensabile vivere insieme in una comunità.

Laura Cencetti, vicaria dell'Istituto, ha portato il saluto della Dirigente scolastica poi la Fondazione ha introdotto i lavori. Ai cittadini ha richiamato la scelta di Antonino Caponnetto di incontrare ragazzi e ragazze dopo la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, scelta che è all'origine dell'impegno della Fondazione di promuovere il protagonismo giovanile grazie al progetto delle giovani sentinelle che nella sua articolazione ha l'obiettivo dell'esercizio del confronto e della discussione con chi ha il governo della cosa pubblica al fine di favorire la cittadinanza attiva e responsabile.

Le classi seconde che hanno partecipato al progetto sono anche giovani giornalisti che partecipano ad un concorso del quotidiano La Nazione per il quale hanno scritto alcuni pezzi, pubblicati proprio nell'edizione di giovedì 19. In uno hanno raccontato la loro partecipazione al progetto, quali obiettivi si sono prefissi e il lavoro svolto, in un altro hanno intervistato Lucia Gori, presidente dell'associazione Uno per tutti e mamma di un giovane disabile.

Con la lettura dell'intervista ha preso il via l'illustrazione del loro progetto: hanno scelto di occuparsi dello stato di degrado del giardino del Pallaio, uno spazio cittadino che ritengono molto interessante da ripristinare per incontrarsi e giocare.

Il giardino è un luogo da adottare per ragazzi e ragazze e per questo motivo con l'aiuto di immagini hanno documentato lo stato di abbandono e di degrado, poi sono passati alla discussione a scuola che ha avuto come esito l'elaborazione di ben sei proposte che sono state poi riassunte in una sola.

Poi, a turno, studenti e studentesse illustrano che cosa intendono fare nel giardino: ripulire e recuperare un campetto da calcio e gli spogliatoi, giochi per ragazzi e ragazze diversamente abili, e questa parte del progetto è veramente interessante perché immaginano un giardino capace di accogliere, di includere nel gioco anche chi abilità differenti, segno di sensibilità curate dentro una scuola che accoglie. Il giardino immaginato dai giovani è uno spazio per grandi e piccoli, all'interno vi è un campo di bocce e questa presenza di così varia può favorire una maggiore cura e attenzione. Spesso queste proposte hanno come corollario la questione di chi controlla, ma in questo caso i giovani nutrono fiducia nelle virtù dei frequentatori e la Fondazione, con loro, ripropone che siano i cittadini stessi ad essere attivi nella cura: i meno giovani frequentatori del campo di bocce e un'area per cani potrebbero animare lo spazio durante l'intera giornata e dissuadere ogni tentativo di degrado, proprio in nome di una cittadinanza che ha a cuore i beni che appartengono a tutti. Abbiamo “provocatoriamente” sollecitato i ragazzi e le ragazze a prevedere uno spazio per la street art per gli edifici presenti nel giardino, forti dell'esperienza di Arezzo con quelli del Liceo artistico, proprio con l'intenzione di uno scambio fra esperienze diverse del progetto.

La sindaca ha voluto ringraziare per il bel lavoro, riconoscendo che il giardino ha necessità di essere sistemato e restituito all'uso pubblico. Per questa ragione ha acquisito i progetti per la sistemazione e promesso di favorire un lavoro in comune con ragazzi e ragazze.

Ha invitato anche lei a mantenere in buone condizioni lo spazio come compito di ciascuno, una attenzione condivisa fra i cittadini grandi e piccoli nella consapevolezza del rispetto e nella  consapevolezza che il un bene appartiene a tutti, ha prospettato l'adozione del giardino.

I progetti dei giovani costituiscono un buon punto di partenza per il recupero e la Fondazione è tornata a proporre una giornata per la ripulitura in modo che vi sia un maggiore coinvolgimento della cittadinanza in questa opera di ripristino. Il confronto si è arricchito della testimonianza di Marcello Zuinesi, educatore, impegnato nel lavoro con giovani rom che lavorano al recupero di spazi per vivere e avere opportunità di scambio e conoscenza. Anche a Pontassieve abbiamo ripreso la proposta di una maggiore collaborazione fra l'amministrazione comunale e l'Agenzia delle entrate in modo da aggredire l'evasione fiscale, recuperando risorse disponibili e dando un segnale a cittadini e cittadine di contrasto effettivo all'illegalità che, in questo caso, rende evidente come la trasgressione di una regola significa approfondire le diseguaglianze fra i cittadini.

Con l'augurio che la discussione e il confronto abbiano arricchito il progetto delle giovani sentinelle e che questo lavoro comune con chi ha il governo della città prosegua ci siamo dati appuntamento a Firenze per lunedì 12 maggio.

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Sergio Tamborrino

Responsabile Progetto Scuola Toscana

venerdì 20 marzo 2015

Le sentinelle di Bibbiena e quelle di Grosseto incontrano i propri amministratori.

Le sentinelle di Bibbiena e quelle di Grosseto 

incontrano i propri amministratori. 


Ancora due appuntamenti con le Giovani sentinelle, in Casentino e a Grosseto.

Mercoledì 18 marzo, ospiti in una sala del Comune, ragazzi e ragazze delle classi seconde dell'Istituto comprensivo Dovizi con le loro insegnanti e la Dirigente scolastica, Silvana Gabiccini, sono stati accolti da Francesco Frenos, presidente del Consiglio comunale, che ha ringraziato la Fondazione a nome del Sindaco, impossibilitato ad intervenire, ringraziandola per l'impegno che profonde a favore della cultura della legalità. Con i giovani e gli insegnanti erano presenti un gruppo di genitori ai quali la Fondazione ha illustrato il progetto in tutte le sue articolazioni, ne ha ricostruito i presupposti ricordando l'attività e l'impegno di Antonino Caponnetto a favore della cultura delle regole fra i giovani e i cittadini, ha posto l'accento sulle finalità: costituire un'esperienza significativa di educazione alla cittadinanza grazie al confronto con chi amministra la città, la provincia e la regione, studiare e approfondire un tema particolarmente significativo e poi fare esperienza del confronto e della discussione, dello scambio e di come si prendono le decisioni nel governo di una comunità, di assumersi le responsabilità e di fare le scelte. 

In questo modo è possibile maturare quella consapevolezza necessaria ad essere cittadini attivi. La Dirigente scolastica, nel suo saluto, ha apprezzato l'impegno di studenti e studentesse, alcuni dei quali sono membri del Consiglio comunale dei ragazzi, attivo ormai da una decina di anni, e ha richiamato i primi tre articoli della Costituzione italiana: la Repubblica fondata sul lavoro, i diritti inviolabili e il dovere di solidarietà, l'eguaglianza, e certamente questi riferimenti costituiscono anche un omaggio non rituale alla memoria di Antonino Caponnetto, ma sono quei riferimenti la cornice solida e robusta di principi entro la quale viviamo nella libertà e nella democrazia, valori questi ultimi che vanno alimentati costantemente con la partecipazione. Studenti e studentesse hanno approfondito a scuola la conoscenza di Antonino Caponnetto e della sua attività di giudice, hanno studiato e riflettuto sulla legalità, su cosa significa il rispetto delle leggi e cosa significa essere cittadini. 

Questo lavoro è per loro preliminare alla individuazione di un tema specifico su cui esercitare l'essere cittadini attivi, capaci di proposte, protagonisti nella discussione e nel confronto con i propri amministratori. Dopo averlo impostato in questo modo, hanno incontrato il comandante della stazione dei Carabinieri di Bibbiena che ha parlato con loro di violazioni delle norme che hanno rilievo giudiziario, poi hanno deciso di conoscere cosa ne pensassero i cittadini di Bibbiena e hanno preparato un questionario da somministrare a uomini e donne distinti per fasce d'età: prima al mercato con uomini e donne più grandi, poi ospiti di un istituto superiore dove hanno chiesto a studenti e studentesse poco più grandi di loro. Tutte le interviste sono raccolte in un bel video e l'elaborazione delle risposte aiuterà i giovani a scegliere il tema specifico e d elaborarlo entro la data del terzo appuntamento. 

Le risposte dei giovani dell'istituto superiore sollecitano qualche riflessione, come ha ricordato la Dirigente scolastica, perché emerge una gerarchia nella violazione delle regole di cui parlano i giovani intervistati nelle risposte che alimenta qualche perplessità, e sono perplessi anche ragazzi e ragazze dell'Istituto comprensivo, ma da quanto ascoltano e dall'esperienza del progetto possono venir fuori riflessioni e suggerimenti anche per l'attività del Consiglio comunale dei ragazzi, come ricorda Francesco Frenos. Interesse e curiosità ha suscitato la proposta della Fondazione anche fra i genitori presenti i quali hanno lamentato scarsa trasparenza nell'informazione, soprattutto sulla mafia e sulle sue attività anche in Toscana, come se vi fosse un disegno di silenzio per non rovinare l'immagine. 

I beni confiscati sono invece una testimonianza inoppugnabile che le organizzazioni mafiose ricercano occasioni di investimento per i loro profitti illeciti e mantenere un'attenzione alta e capacità critiche di analisi sui tentativi di infiltrazione è compito di ciascuno, né va tralasciata la cura della memoria senza la quale ogni collettività sarebbe condannata a vivere senza principi. Con tutti i giovani e con i loro insegnanti ci siamo dati appuntamento ad Arezzo per venerdì 15 maggio quando saremo ospiti della Provincia insieme con i compagni e le compagne del Liceo artistico Piero della Francesca. Sergio Tamborrino Responsabile Progetto Scuola per la Toscana Mercoledì 18 marzo le giovani sentinelle incontrano l'amministrazione comunale di Grosseto. L'Aula Magna dell'Università è colma di ragazzi, ragazze e genitori. Purtroppo i giovani scoprono, un po' a malincuore di essere "orfani" del Sindaco, visto che Emilio Bonifazi in questi anni di progetto è sempre stato presente e attento al confronto con gli studenti. Ci auguriamo di incontrarlo nel prossimo appuntamento in Provincia nella veste di Presidente! Assente pure l'assessore Stellini per un impegno sopraggiunto, tuttavia è presente l'assessore Ceccarelli a seguire il confronto e partecipare al dibattito, e di questo ringraziamo il Sindaco. È proprio lui, da anni vicino alla Fondazione, ad aprire l'incontro salutando i ragazzi a nome di tutta l'Amministrazione comunale. Come di consueto introduciamo il progetto in tutte le sue articolazioni, legandolo alle discussioni dei temi di rilevanza nazionale e ribadendo la pericolosità dei fenomeni di corruzione ai quali assistiamo quotidianamente. 


È la volta delle scuole: per primo l'Istituto comprensivo Dante Alighieri che con la terza classe illustra il lavoro svolto intorno al fenomeno mafia anche attraverso la visione di film quali La Siciliana ribelle e La mafia uccide solo d'estate. Di qui il passo è stato breve e si è giunti alla scelta dal tema da sviluppare: mafia e gioco d'azzardo, compiendo un'indagine sulle slot machine nei bar della città di Grosseto. Nel corso del primo e secondo incontro gli studenti hanno partecipato ad un approfondimento con la Fondazione durante il quale i ragazzi hanno voluto conoscere la figura di Antonino Caponnetto e il suo Pool fino ad arrivare alla morte di Falcone e Borsellino. Sono passati poi al tema del riciclaggio che la malavita organizzata fa attraverso il gioco d'azzardo, arricchendosi a scapito dei cittadini. Hanno pensato di sensibilizzare la cittadinanza e gli esercenti attraverso degli slogan mirati. Si sono recati, accompagnati dai docenti in alcuni bar a loro vicini intervistando proprietari e dipendenti con l'obiettivo di monitorare la quantità di slot sul proprio territorio e conoscere il parere dei gestori. Hanno poi disegnato degli smile da attaccare alle vetrine dei negozi. Ai gestori che hanno manifestato di mantenere le slot machine nei loro locali hanno rivolto l'invito a ripensarci e a partecipare insieme a loro al confronto con l'amministrazione. 

Dalle domande somministrate è risultato che il 71% dei bar della periferia ha le macchinette, questo perché spesso rappresentano un'entrata sicura per i gestori. Nel centro città invece pare che ci sia maggiore sensibilità, in quanto molti non posseggono slot e gratta e vinci perché hanno dichiarato di non voler essere responsabili dei fenomeni di dipendenza dall'azzardo di tanti giocatori. Dopo il primo incontro con l'unica classe della scuola media Ungaretti, altre hanno manifestato interesse a partecipare e hanno scelto di occuparsi di cattiva gestione dei rifiuti, avendo sempre come sfondo lo studio della mafia. Hanno messo sotto la lente di ingrandimento la raccolta porta a porta che a Grosseto si fa solo in alcune zone della città. Hanno scoperto che la città, secondo i dati SEI Toscana, è ultima in classifica nella raccolta differenziata tra i capoluoghi di provincia con solo il 29% della popolazione ad effettuarla. A migliorare il dato ci sono i comuni della provincia, che sono più virtuosi, come Magliano in Toscana con il 64%. 
Davanti a questi dati gli studenti hanno deciso di impegnarsi attivamente per far crescere la percentuale, rinnovando la richiesta al Comune di Grosseto di contenitori per la differenziata nella scuola così da essere esempio per i propri compagni e in città. Proiettano poi un video dal tema la città ecosostenibile e articolano il lavoro in diverse fasi: elezione del sindaco dei ragazzi e del consiglio comunale, attribuzione delle deleghe e pianificazione della città ecosostenibile. Hanno immaginato la costruzione di una città affrontando la questione da diversi punti di vista: urbanistico, trasporti, edilizia pubblica e privata, commercio, raccolta differenziata. Questo modello di città serve a sensibilizzare le persone al rispetto dell'ambiente. Anche i compagni e le compagne più grandi del Liceo Artistico hanno scelto di occuparsi di gioco d'azzardo. E lo hanno fatto con un video, come racconta Federica che lo presenta, video che denuncia il fenomeno con un paradosso: la messa in vendita della nonna! 

A concludere l'Istituto Bianciardi. Cira, Adriana e Martina della terza A ad indirizzo Amministrativo mostrano il video che hanno girato presso gli esercenti di Grosseto. Si sono recate da loro per effettuare un sondaggio sul gioco d'azzardo. Hanno fatto interviste nelle tabaccherie e nei bar situati vicino alla loro scuola che non hanno le slot, scelta virtuosa. Nel loro lavoro si sono proposte la diffusione della cultura della legalità e mettere in evidenza il pericolo che comporta giocare d'azzardo. Nel loro approfondimento, previsto dal progetto, hanno incontrato il dottor Corlito, direttore del Reparto contro le dipendenze. Si occupano e studiano il gioco come patologia, disturbo del comportamento. Sono diversi i tipi di gioco d'azzardo: slot, gratta e vinci, poker online, scommesse, che si trasformano in dipendenze nel momento in cui il giocatore comincia a spendere più del dovuto, diventa sempre più asociale e trascura la famiglia. In casi estremi il soggetto può commettere atti illeciti per ricavare denaro per continuare a giocare. I ragazzi fanno notare che a Grosseto ci si può rivolgere al punto di ascolto per il gioco d'azzardo patologico (GAP). La loro indagine si è estesa ad alcuni locali chiamati Centri di elaborazione dati (CED) che spesso celano attività legate per lo più al gioco d'azzardo, mentre molti servizi da loro pubblicizzati sono solamente una copertura. Ad esempio, alla loro richiesta di effettuare uno dei servizi pubblicizzati nei cartelli presenti nel locale, come fare un fax, la ragazza addetta paradossalmente non era in grado neppure di accendere il computer! Il locale in questione dopo poco tempo è stato chiuso per irregolarità. I ragazzi delle classi ad indirizzo tecnico e di grafica hanno realizzato un filmato sul gioco d'azzardo sviluppato in diverse fasi: dall'individuazione di articoli di giornale inerenti al gioco, sono passati alla realizzazione di un giornale multimediale per poi montarlo con musica e arricchendolo con una mappa dei locali virtuosi, No slot. Ha preso la parola Roberto Giomi responsabile delle Politiche Sociali di Unicoop Tirreno. Ha ringraziato la Fondazione e i ragazzi per il lavoro svolto si è soffermato sul ruolo della Unicoop impegnata nella legalità nella scuola attraverso la campagna sul consumo consapevole e a contribuire allo sviluppo della commercializzazione dei prodotti provenienti dalle terre confiscate. Chiede la parola Laura Ciampini, insegnante oramai icona del progetto a Grosseto. Si complimenta per il lavoro svolto dall'Istituto comprensivo Alighieri, ha apprezzato gli smile e propone un gemellaggio di intenti fra le scuole in modo da divulgare maggiormente gli smile fra gli esercenti virtuosi. La Fondazione ha apprezzato questa proposta e ha sottolineato l'importanza di fare rete fra giovani per diventare sentinelle del territorio sempre più incisive. 

Massimo Borghi, ex sindaco di Gavorrano, ha preso la parola rivolgendosi ai ragazzi per raccontare una storia: il 24 luglio 1994, alle ore 9.00, nel mercato del paese arriva una macchina, scende una persona e spara cinque colpi. L'auto riparte lasciando una persona a terra uccisa! Chiede ai ragazzi secondo loro dove pensano sia accaduta la vicenda. La maggior parte risponde in Sicilia, alcuni in Campania, ma la risposta è Gavorrano, Maremma, Italia! Da qui Ha preso il via il suo impegno contro la mafia, contro il gioco d'azzardo fonte di guadagno e di riciclaggio da parte delle organizzazioni mafiose. Scelta che ha pagato e paga ancora oggi. «Questo è il mio impegno - dice Borghi - ancora oggi, per affermare che possiamo vivere in un mondo più libero, che possiamo vivere in un mondo più giusto, che possiamo essere padroni del nostro futuro se battiamo la criminalità organizzata e se battiamo le devianze e le dipendenze.» Ha concluso citando uno slogan della Fondazione: la mafia in Toscana c'è e vive molto bene, ma è compito della società civile non abbassare la guardia. Luca Ceccarelli risponde ad alcune domande poste dai ragazzi: l'amministrazione comunale purtroppo non può fare molto circa il gioco d'azzardo perché la legge che lo regolamenta è di competenza del Parlamento, però quello che il Comune può fare e dare supporto alle campagne di sensibilizzazione come quelle da voi proposte e per dare un segnale concreto il Comune ha dichiarato di impegnarsi a stampare a proprie spese gli smile in vetrofania da poter diffondere e affiggere nei locali. 

Ancora una volta da un dibattito nascono delle buone idee e con questo segnale positivo ci siamo dati appuntamento per venerdì 22 maggio ospiti della Provincia di Grosseto. Marina Biagiotti Referente Progetto scuola per la Provincia di Grosseto

giovedì 19 marzo 2015

Da Prato all'Elba. Le giovani sentinelle elbane e di Prato incontrano i propri amministratori

Da Prato all'Elba. Le giovani sentinelle elbane e di Prato incontrano i propri amministratori Continua senza interruzioni l'impegno della Fondazione a tenere tutti gli incontri del secondo appuntamento, anche in due o tre comuni della Toscana in contemporanea, anche se i finanziamenti ripetutamente promessi tardano ad esserci accreditati costringendoci in una situazione di grave difficoltà. Anche martedì 17 marzo l'appuntamento è stato duplice: a Portoferraio e a Prato. Nel salone del Centro Culturale De Laugier l'assessore all'Istruzione, Adonella Anselmi insieme alla collega delle Politiche Giovanili, Laura Berti, e al consigliere con delega al Verde, Riccardo Nurra, hanno dato il benvenuto ai ragazzi e alle ragazze elbane delle classi seconde A-B-D-E dell'Istituto comprensivo di Portoferraio e delle terze A e B, AFM dell'ITCG Cerboni sempre di Portoferraio. A moderare gli interventi, oramai una presenza fissa e molto gradita, Fabio Cecchi di Tele Elba. Nel breve saluto Adonella Anselmi, assessora e insegnante, ha porto i saluti del Sindaco impegnato in un incontro istituzionale proprio a Firenze, e ha voluto poi rimarcare l'importanza di essere buoni cittadini e di costruire insieme il futuro dell'Isola. In maniera del tutto eccezionale ha voluto prendere la parola anche il consigliere Nurra che ha anticipato alcuni temi che i ragazzi hanno poi trattato, la cura dei giardini contro il vandalismo. Si è soffermato sulla malattia delle palme e di altri alberi oramai vecchi che vanno sostituiti e ha riproposto un importante appuntamento con le scuole del passato: la festa degli alberi, in ottobre, quando le amministrazioni insieme ai ragazzi delle scuole piantavano nuovi alberi nei parchi e giardini della città. La Fondazione ha spiegato come si articola il progetto, le regole e gli obiettivi che si prefigge nell'ambito della disciplina Cittadinanza e Costituzione per la crescita morale e civile dei giovani cittadini del nostro Paese. Fabio Cecchi ha aperto i lavori chiamando al tavolo dei relatori Carlotta, Elena, Niccolò, Agnese, Gabriele e Chiara della II A supportati dalla loro insegnante Elisabetta Sciacca. Il tema comune per tutti è il non rispetto delle regole in una comunità. La classe II A lo ha trattato in relazione al degrado delle strutture architettoniche. Da bravi reporter lo hanno documentato in alcune zone della città, ma anche nella propria scuola, poi con un bel cartellone colorato che riproduce un cane che si morde la coda e tutto intorno immagini del degrado: banchi con scritte, armadi e vetri rotti, porte scolorite, giardini con cartacce, scritte sui muri. È stata la volta della IIB con Ludovica, Ilaria, Alessio e Tommaso accompagnati dalla loro insegnante Patrizia Balestri. Il loro lavoro si è concentrato su un processo al cyber bullismo. L'idea non è per niente precoce - come affermano i ragazzi - in quanto per una generazione nata con il telefonino in mano, che prima ha imparato a “spippolare” e poi a scrivere, il problema è fin troppo reale. Inoltre, proprio lo scorso anno, nella loro scuola, alcuni bulli hanno creato dei gruppi su Whatsapp con dei nomi denigratori e qualcuno ha mandato in rete delle foto grottesche di compagni di classe; in questo modo si indicavano le vittime, gli sfigati, o per dirla con un termine del nostro vocabolario i NERD della classe e i carnefici andavano vantandosi delle loro prodezze. Per fortuna gli insegnanti sono intervenuti tempestivamente e hanno proposto di invitare l’Associazione Forense dell’isola d’Elba che ha istruito un vero e proprio processo. I ragazzi hanno cercato di tratteggiare il carattere e la figura di una vittima e di un persecutore; mentre gli avvocati hanno parlato di leggi, di tribunali, di procedimenti civili e penali, per far conoscere un processo e le sanzioni che ne possono derivare. Il tema della IID invece è stato stop al degrado cittadino. Giada e Francesco coadiuvati dalla loro insegnante e assessore, Adonella Anselmi, hanno fatto notare in particolare lo spazio del Grigolo antistante al mare dove un campo di calcetto in cattivo stato è luogo di raccolta della sporcizia. Sulle antiche mura scritte e disegni testimoniano la mancanza di rispetto per i beni della comunità. A concludere sono stati i ragazzi e ragazze della II E. Benedetta, Gaia, Enrico, Massimiliano, Niccolò, Simone e Nicola insieme all'insegnante Rita Rossi si sono occupati dell'Ambiente intorno a noi e le sue criticità. Partendo dal progetto hanno riflettuto sulla parola legalità e di come spesso i comportamenti quotidiani non sono rispettosi delle regole così di violazione delle norme ambientali ne vediamo fin troppe! Hanno deciso di osservare un ambiente vicino a loro e molto frequentato dai ragazzi: i giardini delle Chiaie dove si fa uso di droga e di spaccio. Hanno deciso quindi di fare una ricerca storica del luogo in biblioteca e visitare personalmente i giardini. Già nel III secolo a.C. Apollonio Rodio ci informa che gli Argonauti approdarono sulla spiaggia delle Ghiaie e si asciugarono il sudore con i sassi bianchi della spiaggia …che da quel momento diventarono screziati. In tempi più recenti le Ghiaie sono state il naturale teatro di spensierate partite di pallone e di serate danzanti sulla “rotonda” in riva al mare. Infine ospitavano le feste dell’uva che richiamavano persone da tutta l’isola e si concludevano con la sfilata dei carri allegorici. Lo stato attuale è molto deludente con giochi per bambini in pessimo stato e sporcizia dappertutto. I ragazzi dopo una serie di interviste hanno dedotto che spesso gli spazi pubblici diventano luogo di devianza perché, come dice il proverbio “L’ozio è padre dei vizi”, i ragazzi che non hanno interessi, che lasciano la scuola, cadono più facilmente vittime della delinquenza. Bisogna quindi lavorare sulla prevenzione, compito che impegna la loro scuola, come hanno fatto notare, ad esempio con diversi approfondimenti sulla pericolosità delle droghe con le forze dell'ordine. Hanno concluso gli interventi i ragazzi più grandi del Cerboni. Virginia, Rocco e Margherita con le insegnanti Giovanna Orlandi e Luisa Raiola hanno esposto il loro tema dal titolo: è tempo di stare bene insieme. È emerso che la legalità è un esercizio continuo che necessita di allenamento costante, credere in valori forti, avere un comportamento civile nei confronti degli altri ma soprattutto rispetto verso se stessi! Per far questo i ragazzi propongono di organizzare eventi in modo da viverli e dimostrando che si può stare bene insieme senza sballo. Lo hanno chiamato 8 eventi per 8 comuni. Propongono di mettere in rete gli eventi di tutta l’isola, in modo da informare e favorire la partecipazione assicurando loro un trasporto sicuro ed un orario adeguato. In ogni Comune vi saranno attività come cinema, attività sportive, spettacoli in piazza, teatro. I giochi saranno organizzati dai ragazzi, gli esercizi commerciali come i bar potrebbero gareggiare nel preparare cocktail analcolici gustosi, il tutto con buona musica. Tutto farà capo al Centrogiovani di Portoferraio. Vorrebbero fare questa iniziativa durante la seconda settimana di maggio nei giorni sabato 9 e domenica 10. Ma il problema maggiore da risolvere fanno notare i ragazzi sono i trasporti: i giovani dell'Elba sono prigionieri dell'isola per gli spostamenti e gli orari. Hanno concluso affermando che il progetto ha due punti di forza: il primo è che ha costi ridottissimi perché punta sulla riqualificazione del tempo. Il secondo è che valorizza le idee, attraverso le idee avviene il confronto, dal confronto nasce la ricchezza del diverso, dal diverso nasce il rispetto; solo mettendosi in gioco con le idee possiamo divertirci per diventare uomini e donne civili, per diventare Sentinelle della Legalità!!! Adonella Anselmi ha preso appunti e ha dichiarato che l'amministrazione non vuole fare brutte figure. Ha proposto di fare un nodo al fazzoletto per indicare delle scadenze, alcune a breve altre più lontane perché ci vorrà tempo , ma è certa che bisogna cominciare a fare. Godere e gioire della nostra isola e voi, rivolgendosi ai ragazzi, dovete vigilare ed essere per noi da pungolo! Laura Berti ha ringraziato i ragazzi per le proposte e i temi affrontati e si è resa disponibile affinché il Centrogiovani divenga sempre più attivo. Il dibattito si è fatto sempre più acceso, sono scaturite altre proposte, come sensibilizzare cittadini e compagni nella salvaguardia dei beni comuni o mettersi in gioco in prima persona, prendendo come esempio esperienze fatte in altre parti della Toscana. Le tre ore di dibattito sono scorse veloci con ragazzi entusiasti e attenti. Ringraziamo ancora Tele Elba che permetterà al pubblico adulto di seguire la trasmissione, che andrà in onda fra giorni, e capire quello che la buona scuola fa con i propri insegnanti, e ringraziamo Ida Goglia,referente per la fondazione all'Elba, per l'organizzazione puntuale dell'incontro. Con tutti i ragazzi e le ragazze ci siamo dati appuntamento a Livorno, nelle sale della Provincia, giovedì 21 maggio. Bello e interessante anche l'incontro con le giovani e giovanissime sentinelle di Prato. Nella sala del Consiglio comunale, ragazzi e ragazze della scuola elementare Frosini dell'istituto comprensivo Mascagni, dell'altra scuola elementare Collodi e media Malaparte dell'altro comprensivo Malaparte con i propri insegnanti sono stati accolti da Ilaria Santi, presidente del Consiglio comunale, e Mariagrazia Ciambellotti, assessora con delega all'Istruzione. Nei loro saluti hanno ringraziato la Fondazione per il lavoro svolto nelle scuole e hanno manifestato tutto il piacere di accogliere i giovani nella sala dove siede e prende le decisioni il governo della città, la sala più importante della città dove si fanno delle scelte in modo democratico e hanno espresso l'augurio che il confronto fra cittadini e amministratori sia pratica sempre più diffusa, grazie anche alla scuola che forma cittadini e cittadine capaci di riflettere e pensare con la propria testa. La Fondazione ha illustrato ai numerosi genitori e a qualche nonno chi sono le Giovani sentinelle e perché ci siamo ritrovati nella sala del Consiglio. Ha precisato che l'appuntamento è uno solo dei momenti di un percorso che si snoda lungo l'intero anno scolastico con l'intento di far riflettere giovani e giovanissimi sul rispetto delle regole, presupposto indispensabile per una comunità che voglia governarsi in modo democratico e garantendo la libertà di tutti. Abbiamo lanciato una sfida a studenti e studentesse, scolari e scolare di occuparsi di un tema particolarmente significativo epoi di discuterne con chi amministra la cosa pubblica, sperimentare cosa sia la democrazia e la partecipazione, come si affrontano i problemi e si cercano le soluzioni, come si prendono le decisioni e come si sceglie di spendere i soldi della collettività. E quello che abbiamo ascoltato durante l'incontro ci conforta. Hanno esordito quelli della scuola primaria Frosini. A turno hanno riassunto cosa è accaduto nel primo incontro con la Fondazione, poi hanno lavorato in classe con le insegnanti, leggendo un libro e discutendo, poi hanno scelto il tema di cui occuparsi dopo aver votato per alzata di mano. Hanno organizzato il lavoro: ricognizione ai giardini, foto. Elaborazione di un questionario, raccolta dei dati ed elaborazione per mettere a fuoco lo stato dei giardini dove si ritrovano e giocano, anche se mancano i giochi e alcuni sono rotti o in cattivo stato. Nonostante la giovanissima età, incuriositi hanno voluto sapere di più e hanno incontrato Maurizio Pascucci che ha raccontato loro cos'è un bene confiscato e dei capannoni nell'area fiorentina dove si vive e si lavora, spesso in condizioni di estremo degrado e con minori che lavorano. Da questo incontro hanno tratto ispirazione e con i “materiali poveri” della scuola hanno riprodotto un capannone e lo hanno trasformato nella Sorgente della legalità, luogo straordinario con giardino esterno, spazi interni per ritrovarsi, fare feste di compleanno, giocare ma anche leggere e vedere un film. Hanno portato questo modello di capannone nella sala e la risposta della presidente del Consiglio comunale è stata altrettanto bella perché il modello resterà lì per essere osservato dai consiglieri nei prossimi Consigli, quasi sollecitarli a non dimenticare questo tema. Poi hanno preso la parola quelli delle classi quarte della scuola Collodi che hanno preparato un vero è proprio libro, con scritti e disegni relativi alle criticità del proprio quartiere. Hanno regalato questo librone del quartiere all'amministrazione della città. A seguire i più grandi della scuola media Malaparte hanno ripreso il tema del degrado dei giardini di via Marx, puntando di nuovo l'attenzione sull'abbandono, il cattivo stato dei giochi e l'assenza di sicurezza. Anche loro hanno prodotto cartelloni e fotografato i luoghi, hanno fatto interviste ai cittadini che frequentano i giardini per capire. Con l'associazione Cieli aperti hanno svolto attività nei giardini per conoscerli meglio e farli rivivere. Mariagrazia Ciambellotti ha rilevato quanto sia importante fare piccoli interventi per migliorare la qualità della vita, infatti sono spesso le piccole infrazioni, le minime violazione delle regole, i piccoli danni al patrimonio comune quelle che ci fanno percepire immediatamente il degrado, ma ha pure lamentato la difficoltà di reperire le risorse necessarie Come già a Poggio a Caiano abbiamo rilanciato l'ipotesi di un impegno costante e diretto delle amministrazioni nel contrasto all'evasione fiscale, che è anch'essa un violazione delle regole, grazie ad accordi e intese con l'Agenzia delle Entrate. Le violazioni accertate e riscosse dovrebbero essere almeno in parte restituite ai bilanci comunali e non essere conteggiate nel Patto di stabilità, in modo da fornire risorse per gli investimenti e le spese delle amministrazioni. E anche a Prato abbiamo trovato orecchie attente e disponibili. Ilaria Santi ha ripetuto che il Comune di Prato ha redatto un regolamento anticorruzione e lo stesso Sindaco ha firmato l'accordo per aver il braccialetto bianco simbolo della trasparenza, dichiarando con ciò che non sono tollerati atteggiamenti di accondiscendenza anche verso le piccole infrazioni. Filippo Alessi, assessore con delega all'Ambiente ha portato la sua testimonianza di quanto osserva nei giardini e ha promesso tutto il suo impegno ad intervenire. Inoltre, il suo assessorato è molto attento alla realizzazione di giardini inclusivi, luoghi dove possono esserci opportunità di gioco e incontro per tutti, e questa presenza così ampia può costituire un deterrente a chi vuole rovinare giochi e arredi. Maurizio Pascucci ha espresso parole di ammirazione perché ragazzi e ragazze prendono la parola nei luoghi dove si prendono le decisioni, e questo grazie al lavoro degli insegnanti, hanno fatto delle cose straordinarie, insegnandoci con il modello di capannone, con il libro e con tutti i progetti a non essere superficiali. Occorre non voltarsi dall'altra parte dinanzi ai capannoni della sofferenza e investire e migliorare i luoghi e per questo è necessario il contributo di ciascuno. La discussione vivace e molto emozionante ci ha distratti dallo scorrere del tempo e la pazienza delle giovanissime sentinelle ci ha fatto scordare che erano entrati a scuola alle 8.30 per questo abbiamo chiuso quasi con dispiacere l'incontro, non prima di averci dato appuntamento per mercoledì 27 quando tutte le scuole del pratese si ritroveranno in una sala della Provincia. Clicca qui per scaricare le foto Editore Domenico Bilotta Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 17 marzo 2015

Giovani sentinelle a Fiesole e Pistoia

Giovani sentinelle a Fiesole e Pistoia Ancora due incontri del fitto programma degli appuntamenti delle Giovani sentinelle. Il primo, lunedì 16 marzo, a Pistoia, dove l'amministrazione comunale ha ospitato nella sala Terzani della biblioteca San Giorgio, spazio bellissimo e molto funzionale, le classi dell'Istituto professionale Alberghiero e Agrario De Franceschi di Pistoia. Con loro anche la delegazione di 48 studenti e studentesse corleonesi con i propri insegnanti che in questo periodo sono in viaggio d’istruzione in Toscana. Insieme con la Fondazione anche i volontari del circolo Arci La Torre, che collaborano da tempo con noi e costituiscono un punto di riferimento importante di insediamento educativo nel territorio pistoiese, presenti con i prodotti Libera Terra, Fior di Corleone e di filiera corta. L’assessora alla Cultura e all'Istruzione, Elena Becheri, nel darci il benvenuto, illustra l’importanza della struttura polivalente che ospita oltre 1500 studenti al giorno, fornendo servizi di qualità oltre a possedere un patrimonio scientificamente significativo. Pur influenzata, Elena Becheri ha voluto essere presente e ascoltare e partecipare al confronto fino in fondo per il rispetto delle istituzioni, dei propri cittadini e degli ospiti siciliani, e la Fondazione apprezza questa sensibilità. Nell'illustrare il progetto Sentinelle della Legalità, Maurizio Pascucci si è voluto soffermare sul valore delle proposte elaborate dai giovani, la loro varietà e vicinanza ai temi più vivi fra ragazzi e ragazze e sulla capacità di tenere viva l'attenzione su questioni che toccano da vicino le comunità locali. Giovanna Sgueglia, insegnante dell’IPAA De Franceschi di Pistoia ha introdotto il lavoro realizzato insieme dagli studenti: il recupero ambientale di un area da loro individuata in condizioni di abbandono. Nell’ultima settimana questo spazio è stato investito dal fortissimo vento che ha definitivamente abbattuto tutto quello che era parte di un contesto ambientale ancora vivo, così adesso l'area è completamente da ricreare. Grazie ad un reportage fotografico abbiamo potuto constatare la situazione di abbandono attuale, a cui sono seguiti alcuni interventi dei giovani per illustrare la proposta di ripristino. Elena Becheri si è impegnata ad affrontare il problema e ad esaminare la proposta di studenti e studentesse, annunciando che l’argomento era già all'attenzione dei rispettivi uffici tecnici. Inoltre ha sottolineato l’importanza del percorso partecipativo e ricco di idee che la classe ha sviluppato grazie al progetto Sentinelle della Legalità che, anche in questo caso, ha fatto intravedere tutto il suo valore tecnico e di partecipazione dei cittadini. A prendere la parola è stato poi Biagio Cutropia che accompagna i giovani di Corleone che ha raccontato che cosa fanno ragazzi e ragazze dell'Istituto professionale per l'Agricoltura che, quest’anno, ha aderito al progetto Sentinelle della legalità. Le loro attività sono legate ai beni confiscati e alla filiera alimentare, espressione della volontà di questa comunità di dare valore all'impegno sociale e culturale fondato sull’onestà e purtroppo macchiato in modo indelebile dalla presenza mafiosa. In quel territorio la scuola è luogo importante e decisivo nell’affermazione della legalità e a fronte di una cultura e di comportamenti sbagliati dei quali fanno esperienza quotidianamente questi giovani. E proprio grazie al lavoro di insegnanti e a queste esperienze significative di collaborazione è possibile far crescere e radicare una cultura e un costume per una Corleone onesta e non mafiosa. Come già a Firenze, Andrea ha interpretato la canzone scritta con i propri compagni, offrendo così una nuova e intensa emozione anche a Pistoia. Il lavoro a scuola, il progetto Sentinelle che ha offerto l'opportunità di stringer amicizia con gli studenti e le studentesse di Pistoia costituiscono tessere di un mosaico della legalità per tanti giovani, strumenti di conoscenza e di consapevolezza di quanto sia decisivo l'impegno di ciascuno nel promuovere e consolidare lo spazio della cittadinanza attiva e partecipe. Anche con loro ci siamo dati appuntamento per lunedì 25 maggio. Maurizio Pascucci responsabile Nazionale Beni Confiscati ------- Sempre lunedì, l'altro incontro a Fiesole. Ragazze e ragazzi di due classi prime dell'Istituto comprensivo Balducci sono state accolte, in una bella sala del Palazzo comunale dal sindaco, Anna Ravoni, dagli assessori all'Istruzione, Francesco Sottili, e al Territorio, Iacopo Zetti, mentre in sala, insieme con genitori e nonni, ci sono anche il presidente del Consiglio comunale, Alessandro Gori, e altri consiglieri, a testimoniare l'interesse per questo percorso di educazione alla cittadinanza di studenti e studentesse. Dopo il saluto del Sindaco che ha ringraziato la Fondazione per questo suo lavoro, abbiamo raccontato brevemente quali sono i propositi del lavoro con i ragazzi e le ragazze: favorire il loro protagonismo in modo da costituire un'esperienza di cittadinanza attiva con la discussione di un tema particolarmente significativo per i giovani. In questo percorso è di rilievo il ruolo degli amministratori, chiamati a confrontarsi e a discutere con i propri cittadini nelle sale del governo cittadino. Ricostituire uno spazio pubblico della discussione è uno dei compiti del progetto e questo aspetto è stato riconosciuto dalla stessa Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia che ha sottoscritto un Protocollo d'intesa con la fondazione, riconoscendo il valore del lavoro che svolge nelle scuole a favore dell'educazione alla cittadinanza. Che cosa possiamo fare per la legalità, si sono chiesti ragazzi e ragazze della scuola media Mino da Fiesole. Dopo aver studiato e approfondito le vicende di Antonino Caponnetto, di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino hanno posto a se stessi, e a tutti noi, quale impegno è necessario per affermare il valore del rispetto delle regole. E la loro scelta è caduta su una questione che li riguarda da vicino: la strada per raggiungere la propria scuola e in talune parti stretta e mette a rischio la loro incolumità. Hanno distribuito un questionario per conoscere mezzi usati, abitudini dei propri compagni e hanno ricevuto delle indicazioni molto utili. Hanno costruito una mappa dove hanno indicato le strade pericolose. Qual è il nocciolo della questione? La mancanza del rispetto delle regole è la risposta. Che fare? Qui dobbiamo osservare che la domanda, apparentemente semplice, significa in primo luogo che cosa possiamo fare noi. Prima proposta è sollecitare l'educazione stradale, stimolando grandi e piccoli al rispetto delle regole. Grazie ai dati del questionario hanno scoperto con che mezzo e da dove vengono i propri compagni e hanno individuato una prima soluzione nel tracciare un passaggio pedonale, nel richiedere una maggiore presenza dei vigili urbani in orario di entrata e uscita. Hanno prospettato l'uso di bus elettrici che li accompagnino, dalla fermata dell'autobus di linea o da una piazza di Fiesole dove giungere accompagnati dai genitori, fino a scuola. Poi c'è il progetto Pedibus, per coltivare la sana abitudine di camminare a piedi, anche se gli zaini costituiscono un ostacolo non indifferente. Iacopo Zetti ha provato a fare il punto della situazione. Ha già incontrato ragazze e ragazzi a scuola, e ha riconosciuto che dare una risposta non è facile. Andare a piedi è certamente una soluzione efficace e per farlo propone di separare il percorso dei pedoni da quello degli automobilisti, gli studenti potrebbero raggiungere, se accompagnati, un accesso interamente pedonale con l'aiuto del mondo associazionistico per l'attraversamento e una forma di sorveglianza in orario di entrata e uscita. Ma per far questo occorre coinvolgere i genitori nell'avvicinarsi a scuola, fare questo ragionamento insieme, mentre il restringimento della carreggiata pone problemi legati soprattutto al rispetto delle misure di una strada a doppio senso di marcia, né si può trasformare la strada a senso unico perché i problemi sarebbero ancora maggiori. Dichiara che sarebbe necessario riuscire a trovare una soluzione per l'inizio dell'anno scolastico nuovo, un qualche tentativo di soluzione. Un nonno è intervenuto per sottolineare la necessità di spostare l'orario di passaggio del camion della nettezza, che crea qualche ingorgo alle otto del mattino. Poi ha preso la parola Stefano Pagni Fedi, dirigente scolastico e genitore che, apprezzando il lavoro degli studenti e delle studentesse, ha chiesto agli amministratori di avviare una riflessione dopo questo primo scambio e dopo le proposte dei giovani e questa sollecitazione ha ricevuto una pronta disponibilità del Sindaco Ravoni. Maurizio Poggi ha parlato in chiusura della propria esperienza di volontario sulle terre confiscate a Corleone, di come i giovani che offrono il proprio lavoro ogni estate costituiscono un esempio di generosità e di cittadinanza perché aiutano i giovani siciliani a resistere alle pressioni mafiose, a non restare da soli. Uomini e donne di Corleone con la loro tenacia e con la loro fatica offrono un esempio di come si possa vivere nella legalità e nel rispetto delle leggi anche in una situazione difficile. Con questa testimonianza abbiamo chiuso l'incontro e ci siamo dati appuntamento a Firenze lunedì 18 maggio ospiti della città metropolitana insieme con le altre scuole del territorio fiorentino. Sergio Tamborrino Responsabile Toscana Progetto Scuola

lunedì 16 marzo 2015

Le sentinelle del Liceo Carducci di Volterra incontrano le loro Amministrazioni locali

Le sentinelle del Liceo Carducci di Volterra incontrano le loro Amministrazioni locali Venerdi 13 Marzo sono state le sentinelle del liceo Carducci ad essere accolte, nella bella Sala del Consiglio del Palazzo dei Priori a Volterra, dall’assessora all’Istruzione, Alessia Dei, dal collega ai Lavori Pubblici, Paolo Moschi, e da Riccardo Fedeli, vice sindaco con delega al Bilancio. Riccardo Fedeli nel suo saluto ha messo in evidenza il valore della democrazia e della salvaguardia della nostra Carta Costituzionale e ha richiamato l'attenzione dei ragazzi e delle ragazze al pericolo che corre oggi il nostro Paese a seguito di riforme votate in Parlamento e che non esprimono il volere dei cittadini perché si sono succeduti tre governi senza essere mai andati al voto. Ha parlato della vicenda della trasformazione delle Province in enti di secondo livello che obbligherà anche i Comuni ad assorbirne il personale, lamentando che il Comune che amministra non può assumere giovani nonostante quest’anno ci siano otto pensionamenti. Legalità vuol dire dare dignità alla parola politica, al lavoro, all'attenzione costante alla comunità che si amministra. Rivolgendosi ancora ai giovani ha concluso invitandoli a dare valore all’onestà per essere cittadini migliori. Ha preso la parola la Fondazione spiegando le articolazioni e le modalità del progetto e le difficoltà per questi giovani, a Volterra, nel coinvolgere i propri compagni, dove dalle quattro/cinque classi coinvolte nella prima fase, al secondo appuntamento i ragazzi si ritrovano in 15 e di questi la metà, perché pendolari, deve ripartire dopo un’ora per rientrare a casa non essendovi più autobus! Nonostante la grande passione che i ragazzi di Volterra hanno sempre manifestato, le difficoltà di organizzarsi in questi sei anni sono rimaste invariate. Sono solo otto i giovani residenti a Volterra? E gli altri vengono tutti da Cecina, la località più lontana? Non è possibile che alcuni ospitino gli altri per una sola notte in modo da essere presenti per essere ascoltati? Occorre uno sforzo da parte di studenti e studentesse, se vogliono esercitare i propri diritti di cittadini! Quest'anno hanno scelto di occuparsi del bene confiscato di Rosignano Solvay, e per questo sono al lavoro per organizzare una giornata per recarsi con l'intento di mettere una stele o altro, preparato da loro stessi per non disperdere la memoria del bene. Hanno poi ricordato, come è già accaduto altrove, ad esempio Aulla, che alle promesse non fanno seguito i fatti. Lo scorso anno, a Volterra, ragazzi e ragazze hanno scritto un libro raccogliendo tradizioni locali, i proventi dovevano servire per contribuire alla rinascita di Volterra dopo le gravi frane del gennaio 2014, un segnale per salvare Volterra. Ma il volume è rimasto nel cassetto! Anche l’altra proposta delle sezioni del Liceo artistico Carducci di sistemare con affreschi fatti dai ragazzi e abbellire la galleria che parte dai parcheggi e porta dentro la cinta muraria della città è rimasta lettera morta. Nonostante l'amministrazione comunale si fosse impegnata ad intervenire sulle infiltrazioni e sull’impianto elettrico e intonacare per poter poi procedere con gli affreschi, alcuni dei amministratori dopo le elezioni non ne erano a conoscenza! I ragazzi sono fermi nelle loro convinzioni e hanno proseguito con l'indizione di un concorso e la nomina di una giuria che ha scelto i disegni da riprodurre nella galleria. Paolo Moschi ha preso la parola per sottolineare l'importanza del protagonismo, della partecipazione, di altre iniziative come Volterra Comics, ma relativamente al sottopasso ha chiesto di inviargli il progetto! Ma i ragazzi hanno portato i disegni, sono lì, basta dare seguito ad un impegno già preso lo scorso anno altrimenti si parla fra sordi! Comprese le difficoltà di comunicazione che ci sono state, è emersa per fortuna la buona volontà di riprendere la questione. Se ne è fatta portavoce Alessia Dei e, ci auguriamo che, già a maggio, si possano vedere i primi risultati. Il dibattito è diventato sempre più vivace e interessante. Un gruppo di ragazzi molto preparato ha fatto notare la facilità del populismo che afferma di fare tanto per non fare niente, mentre viene svilita la volontà della partecipazione democratica e il mettersi in gioco. Hanno preparato uno slogan Vai oltre, per promuovere delle iniziative anche prossime come quelle del 16, 17 e 18 aprile dove vogliono ospitare, e hanno invitato anche la Fondazione a partecipare, giovani che si sono messi in gioco e si sono affermati grazie alla loro tenacia. La Fondazione sarà presente e ha sollecitato i ragazzi a non desistere e cercare nuove adesioni, alimentare la coscienza civile all’interno della scuola e cercare alleanze per non essere soli, per contrastare il rischio di non essere ascoltati, ignorati o che si dimentichino i temi proposti negli scorsi anni. Così alla manifestazione Vai oltre si potrebbe puntare l'attenzione sulla presenza della mafia, come testimoniano i tanti beni confiscati. Ma anche sulla riqualificazione del sottopasso come segno che i giovani vogliono bene alla propria città e tengono al suo decoro. Ma questi ragazzi e ragazze a distanza di 3 anni non possono riunirsi nella loro assemblea di istituto per mancanza di spazi e sono costretti a dividersi facendo così non un’assemblea di Istituto ma di classe, negando loro il diritto di confrontarsi! Eppure vi era stato una promessa da parte degli amministratori della precedente amministrazione, ma il vice sindaco come pure la maggior parte dell’amministrazione sono sempre gli stessi! I ragazzi non avevano fatto voli pindarici, come chiedere mega strutture da costi improponibili, avevano chiesto di utilizzare una struttura esistente da condividere con altre scuole! Di proprietà o competenza del Comune, della Provincia? Non ha importanza, loro sono cittadini di Volterra e del territorio, sta alle Istituzioni far prevalere il buon senso! E ancora, che ne è stato della tensostruttura nella chiostra della Biblioteca Comunale Guarnacci? Condividiamo i principi della Costituzione, i valori, la legalità, tutti tratti essenziali di ciascun individuo che fa parte di una comunità, ma le Istituzioni hanno il dovere di dare il buon esempio, mantenendo gli impegni e la parola data! Non tutto è facile, non tutto è possibile ma in questo caso i ragazzi non hanno chiesto la Luna! Né basta una semplice dichiarazione di operare in modo nuovo e attento se poi disattendere gli impegni presi è pratica antica e ripetuta. Come i giovani anche la Fondazione non dispera e attende segnali nuovi dall'amministrazione di Volterra già con la partecipazione al terzo appuntamento di mercoledì 20 maggio a Pisa, quando i ragazzi saranno ospiti della Provincia. Clicca qui per scaricare le foto Editore Domenico Bilotta Responsabile Nazionale Progetto Scuola

Giovani sentinelle a Firenze

Giovani sentinelle a Firenze Giovedì 12 marzo, secondo appuntamento a Firenze. Nel Salone dei Cinquecento ragazze e ragazzi di cinque scuole fiorentine di ogni ordine e grado sono stati accolti da Cristina Giachi, assessora all'Istruzione e vicesindaco. Con i giovani i propri insegnanti e qualche genitore. Ospiti graditissimi studenti e studentesse dell'Istituto professionale per l'Agricoltura di Corleone con il professor Saladino che hanno stretto legami di amicizia con l'ISIS Leonardo da Vinci di Firenze. Nel suo breve saluto Cristina Giachi ha ricordato a tutti i giovani le vicende della bellissima sala che ospita l'incontro, costruita con l'intento di ospitare il Maggior Consiglio, voluta da Savonarola perché nessuno potesse accentrare il potere nelle proprie mani. Ha apprezzato il lavoro della Fondazione, ha sottolineato il valore delle regole e l'importanza di acquisire un costume in cui le regole siano uno dei valori più importanti. Breve è stato pure il saluto di Salvatore Calleri, presidente della Fondazione e impegnato come consulente del presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, che per tramite di Calleri ha voluto salutare i suoi concittadini di Corleone. La Fondazione ha introdotto i lavori sottolineando il ruolo della scuola nella formazione del cittadino, grazie al lavoro degli insegnanti e ha ricordato come nello svolgersi del progetto acquista sempre più importanza il momento del confronto, del dibattito, l'ascolto e lo scambio, proprio perché essere cittadini significa partecipare e offrire il proprio contributo, rispettare le regole ed esigere i diritti. Ad aprire le danze l'Istituto comprensivo Gandhi: i giovanissimi della scuola Duca d'Aosta hanno scelto di occuparsi del quartiere dove vivono e frequentano la scuola Brozzi. Hanno fatto una ricognizione dei disagi che osservano quotidianamente, dal marciapiede alle strisce pedonali, dall'abbandono dei rifiuti agli arredi urbani rovinati ed hanno richiesto maggiore attenzione per sé e per questa parte della città e lo hanno fatto con i loro cartelloni colorati e le emozioni di un momento importante. Un comitato di madri di Firenze nord, prendendo spunto proprio di un cartellone dei bambini che parlava di difesa alla salute e contro l’inceneritore, ha chiesto la parola perché preoccupata per la costruzione del nuovo impianto. Poi sarebbe toccato agli studenti e alle studentesse dell'Istituto comprensivo Piero della Francesca che non c'erano, ci dispiace che abbiano interrotto il percorso perché al primo appuntamento sembravano molto motivati! Hanno così preso la parola i giovani dell'altro comprensivo, il Ghiberti, che hanno scelto di occuparsi di spazi per i giovani. Come fanno i giovani ad imparare cos'è il rispetto, si sono chiesti retoricamente, se non hanno spazi per sperimentarlo? Come abbiamo più volte ascoltato, anche questi ragazzi e ragazze hanno espresso il proposito di avere un luogo per sé, senza la necessità del consumo, dove incontrarsi e fare esperienza dello stare insieme in modo rispettoso. Lo hanno chiamato Spazio 4 per 4, nel quartiere 4, dove vivono, e ospiterà giovani che non abbiano più di 16 anni. Hanno prodotto manifesti, un powerpoint per illustrare le attività da svolgere, lo intendono come occasione di scambio con compagni di classe e amici che vengono da altri Paesi, per spettacoli e incontri per giovani, un luogo di riparo e accoglienza. Anche per loro, immagini e disegni hanno accompagnato l'esposizione. A salire sul palco sono poi stati i giovani dell'Istituto Salvemini Duca d'Aosta che erano all'esordio con il progetto. Dopo aver discusso fra di loro hanno scelto di occuparsi di integralismo fondamentalismo e terrorismo. La loro è ancora una proposta, una bozza che si impegnano a definire meglio nelle settimane a venire e di dare una veste definitiva entro il terzo incontro in maggio. Si sono quindi soffermati sui temi, cercando di fare chiarezza fra i termini, e hanno tenuta distinta la difesa dei diritti di libertà come sono sanciti dalla nostra Costituzione. In ultimo quelli dell'ISIS Leonardo Da Vinci che hanno scelto di approfondire il tema della mafia e, in particolare, hanno voluto conoscere quanto è accaduto con l'attentato di via de Georgofili, ricostruendone la genesi, e hanno proiettato un video con pezzi di notiziari di quella notte terribile. Hanno portato con sé un opuscolo, La mafia non ha confini, per ricordare che le organizzazioni mafiose non sono lontane da noi è minano le vite, la libertà e la democrazia. Hanno raccontato brevemente la loro visita a Corleone e ai luoghi simbolo della battaglia contro la mafia, hanno visitato alcuni beni confiscati alla mafia Poi ha preso la parola il prof. Saladino che accompagna le giovani sentinelle di Corleone. Ha voluto sottolineare il compito abbastanza impegnativo che si sono assunti ragazzi e ragazze con l'adesione al progetto, la scommessa di parlare di regole e di osservarle. Il loro progetto si occupa dello sviluppo del territorio e questi studenti e studentesse con le competenze acquisite a scuola sostengono l'associazione Fior di Corleone, in particolare seguendo tutta la filiera della produzione e trasformazione del pomodoro. Una esperienza originalissima che nasce dalla convinzione di aiutare altri giovani e meno giovani cittadini nel faticoso compito di creare lavoro e il lavoro è lo strumento principe per sconfiggere la mafia alla quale non interessa che vi siano diritti e dignità, ma vuole cittadini sottomessi al ricatto del lavoro che non c'è. Creare lavoro vuol dire togliere manovalanza alla mafia. Si è poi soffermato alle scene della strage di via dei Georgofili e come siciliano ha chiesto scusa a Firenze! L’emozione era tanta! Gli applausi di tutta la sala e il pensiero che grazie alla scuola un evento epocale sta per realizzarsi e questo ci convince ancora di più ad essere accanto a loro. Maurizio Pascucci ha voluto sottolineare l'impegno straordinario, a Firenze e in Toscana, per aiutare queste esperienze con i giovani volontari che ogni anno in estate lavorano sulle terre confiscate. Poi uno studente dell'Istituto professionale Agrario e Alberghiero di Corleone ha regalato a tutti una emozione intensissima cantando dal vivo una canzone scritta insieme ai propri compagni di scuola e, in questi anni di progetto non abbiamo mai avuto dono più sincero e autentico. Infine i giovani del Liceo Rodolico che hanno scelto un tema impegnativo: l'usura e, in particolare, l'usura in Toscana. Per un primo approccio hanno intervistato Costantino Cannavera della Confesercenti, l'associazione degli esercenti commerciali, che ha risposto con puntualità e ha fornito molte informazioni e suggerimenti, poi si sono rivolti all'associazione dei commercianti di Porta Romana. Anche in questo caso notizie utili e sollecitazioni soprattutto in relazione alla scarsezza di denunce. Poi hanno voluto esaminare le vicende dei Compro Oro, che crescono ogni giorno di più, mettendo in rilievo come possano nascondere delle attività illecite. In ultimo hanno dato spazio alla questione della contraffazione agro alimentare, distinguendo adulterazione, sofisticazione e contraffazione vera e propria del marchio o con prodotti esteri spacciati come italiani o con prodotti italiani contraffatti. Vi sono circuiti ufficiali e clandestini e, in Toscana, olio e vino sono i prodotti più a rischio. Alla fine della lunga maratona di interventi tutti si sarebbero aspettati un confronto con chi ha il governo della città, ma non c’era nessuno! La vice Sindaco era andata via e il Sindaco che avevamo invitato in quanto a nostro avviso, la presenza dei ragazzi di Corleone è un appuntamento storico significativo che la città di Firenze, sempre attenta, non può lasciare nell’anonimato! Montecatini, Livorno, Rapolano, Lucca, Siena, Barga, Camaiore, Castelfiorentino, Arezzo, Calenzano e a Poggio a Caiano abbiamo incontrato sindaci e assessori che hanno ascoltato e interloquito fino all'ultimo secondo, hanno preso appunti e risposto a sollecitazioni e osservazioni, non hanno avuto paura delle riflessioni critiche che giungono da ragazzi e ragazze, non hanno scambiato il confronto con la parata! Con questa delusione abbiamo chiuso il bell'incontro e ci siamo dati appuntamento a lunedì 18 maggio a Firenze, quando i giovani saranno ospiti della Città metropolitana. Editore Domenico Bilotta Responsabile Nazionale Progetto Scuola