mercoledì 10 aprile 2019

Doppio incontro per le sentinelle di Catania e di Motta Sant’Anastasia



Ancora due appuntamenti mercoledì 27 marzo, a Catania e nel catanese. In città sono state le giovani sentinelle dell'Istituto comprensivo Fontanarossa a confrontarsi con la propria amministrazione comunale sul tema da loro scelto: Viaggiamo a impatto zero. Insieme alle insegnanti, la referente del progetto, Giovanna Micale, e i colleghi, Giorgio Di Luca e Fiorella Aloisio, la Dirigente scolastica, Concetta Patrizia Tumminia, ragazzi e ragazze pronti mentre, nell’attesa, ripassano ciascuno la propria parte.

Come già accaduto a Ragusa, anche a Catania abbiamo dovuto attendere per ben 45 minuti l'arrivo dell’assessore all’Istruzione Barbara Mirabella. I cavalli di razza di cui parlava Paolo Borsellino non hanno bisogno di avvertire del ritardo né di chiedere scusa. Peccato perché questo ha comportato non poter ascoltare la testimonianza di Angelo Corbo, sopravvissuto alla strage di Capaci, che in queste giornate intense del percorso di Cittadinanza e Costituzione, ha più volte emozionato e sollecitato i ragazzi a non perdere la speranza. E in questo caso di speranza ce ne vorrà parecchia!

L'assessore Mirabella nel suo saluto ha comunicato che da lì a poco dovrà lasciare l'interessante incontro ma, niente di preoccupante, ha aggiunto che il collega di Giunta, Alessandro Porto, sarebbe arrivato a momenti e rimasto per il confronto. Come più volte abbiamo affermato, un Amministratore può, anche all’ultimo minuto, avere un impegno ma coscienti che un Comune non è fatto di una sola persona, è più che normale che possa essere sostituito da un altro collega. Seppur in ritardo, ragazzi e ragazze hanno avuto modo di poter presentare con dettagliata cura le loro tematiche dando esempio di maturità e responsabilità mettendo in risalto il lavoro svolto in questi mesi a scuola, esponendo ai presenti, fra cui molti genitori, le problematiche emerse dal loro studio. 

Con un power point, cartelloni e una brochure da loro ideata sono partiti nel mettere in evidenza il disagio di vivere in un quartiere che si trova fra un grande parcheggio e l’aeroporto della Città. Quartiere difficile con un grande degrado ambientale e sociale dove la stragrande maggioranza non paga il biglietto ed è cosciente che essendo minorenni al massimo rischiano di dover scendere dall'autobus! Il degrado vige anche in merito all’abbandono dei rifiuti che non riguarda i giovani! Un cartello porta una frase molto eloquente: la legalità cresce sui banchi della scuola. Ancora una volta è la scuola, i suoi insegnanti, a venire in soccorso per arginare il disagio e intervenire sulle coscienze e sulla cultura della convivenza civile. 

Ragazzi e ragazze si sono messi in gioco e per questo già in dicembre avevano chiesto al presidente dell'AMT (Azienda Metropolitana Trasporti Catania SpA), Giacomo Bellavia un incontro anche con  l’Amministrazione comunale, incontro previsto per la stessa giornata del 27 marzo, per trovare insieme proposte e soluzioni ad una campagna di sensibilizzazione riguardo il pagamento del biglietto, e anche per cercare soluzioni per  migliorare il servizio stesso. 

I ragazzi hanno redatto un decalogo del rispetto delle regole, hanno creato dei cartelli con degli slogan. Si sono impegnati a coinvolgere nei prossimi mesi tutta la scuola ed estenderlo poi anche fuori dal loro istituto. La loro proposta è di collaborare ad una pubblicità progresso da inserire all’interno degli autobus. In cambio per incentivare i giovani ad essere vigili e attenti chiedono una convenzione per biglietti agevolati per la scuola.

Ha preso la parola l'assessore Porto per un primo scambio di idee e ha informato che è allo studio un’Applicazione da parte del Comune che contenga le proposte dei ragazzi del Fontanarossa. Interessante idea per la quale si prospettava un fecondo confronto, suggerimenti, proposte, coinvolgimento dei ragazzi, peccato però che subito dopo l'assessore passando fra i giovani li ha salutati dicendo: siete splendidi ragazzi!

Più che di un confronto si è trattato di un monologo! Dispiace perché le linee guida inviate a tutte le Amministrazioni sin da ottobre 2018 illustravano bene i ruoli della Fondazione e degli amministratori, diversi da quelli degli insegnanti e dei dirigenti scolastici. La Fondazione è tutor con il compito di far dialogare, dibattere e confrontare i giovani con chi ha il governo delle Istituzioni locali. Abbiamo chiesto loro la presenza per tutta la durata dell’incontro affinché uomini e donne che si occupano del governo della cosa pubblica costituiscono il termine del confronto per i ragazzi e le ragazze. Tutti siamo chiamati in maniera responsabile a formare e a favorire l'ingresso dei giovani nell'agorà, di essere cittadini a pieno titolo.

Abbiamo apprezzato l’intervento e la disponibilità del delegato del presidente dell’Azienda Metropolitana trasporti. Altri interventi si sono susseguiti: il rappresentante dei genitori che si è complimentato con i giovani per il loro impegno; ragazzi e ragazze sono nuovamente intervenuti su come incentivare il riciclo della plastica in cambio di biglietti autobus ai meno abbienti. Gli stessi insegnanti che quotidianamente sono in trincea in questo difficile compito di formare i giovani al rispetto delle regole e alla legalità, hanno proposto  ai ragazzi ad approfondire e studiare nuovi strumenti informativi da inserire all’interno dell’Applicazione.

Come è emerso dagli interventi successivi, ci auguriamo che l’Amministrazione anche se assente nella parte del confronto, ma ci legge, voglia tenere presente i suggerimenti degli insegnanti coinvolgendo i giovani, invitandoli ad un tavolo per discutere insieme ai tecnici e lavorare alla piattaforma affinché si sentano responsabili e protagonisti: Questo faciliterà molto il cambiamento reale della città. Infine auspichiamo la presenza dell’Amministrazione all’appuntamento provinciale di venerdì 10 maggio quando i giovani del Fontanarossa si ritroveranno con coetanei e coetanee ed esponenti politici della Regione Siciliana.

Appena il tempo di salutare ragazzi, ragazze, insegnanti e tutti i presenti e abbiamo preso la strada per Motta Sant'Anastasia dove era previsto nel pomeriggio un nuovo incontro. Nel bel castello Normanno, le sentinelle dell'Istituto comprensivo Gabriele D’Annunzio con la referente, Maria Rita Garofalo, erano già a fare anche loro le prove. Il tema del confronto con la propria amministrazione era stato scelto sin dal primo incontro fatto a scuola: Mi “rifiuto” di non sapere...differenziamoci! L’argomento sta a cuore a tutti ed è oggetto di discussione quotidiana in quanto a 3 chilometri dal paese c’è una discarica che serve tutti i comuni intorno a Catania. La discarica è stata materia di indagine per la gestione e gli effetti prodotti sull'ambiente dalle probabili attività illecite e per i danni causati alla salute, come segnalato, tra l’altro, da studi dell'Università di Catania che hanno messo in evidenza, in questa zona, emissioni di metano 10 volte superiori alla media.

A dare il benvenuto ai ragazzi e ragazze e al folto pubblico di adulti è l’assessora Cinzia Oliveri.

Sin da subito i giovani hanno dimostrato di aver lavorato con lena in questi mesi producendo un lavoro che farebbe invidia ad un convegno sull’Ambiente. Tema che da alcuni anni, ma in particolare quest’anno accomuna tanti giovani da nord a sud del nostro Paese, tanto da suggerirci e fornire un approfondimento per i giovani in occasione delle conferenze finali che si terranno in ottobre nelle varie regioni con l’invito alla presenza del Ministro dell’Ambiente ma anche con relatori di rilevanza nazionale. Ragazzi e ragazze a turno hanno affrontato la questione partendo dalla realtà locale dove i dati sono preoccupanti e messi in relazione con quelli di tutta l’isola fanno emergere responsabilità da disastro ambientale. Il loro studio, grazie ai propri insegnanti e la scuola, passa ad una analisi di prevenzione, mettendo a confronto le varie realtà nazionali e internazionali. Un decalogo che suggerisce di non acquistare ciò di cui non si ha davvero bisogno; utilizzare i prodotti il più possibile; riciclare seguendo i metodi di smaltimento più corretti; ridurre i rifiuti e solo quando gli essere viventi riusciranno a soddisfare i propri bisogni senza nuocere all’ambiente potremo pensare di essere salvi.

La proposta che rivolgono alla propria amministrazione è una raccolta differenziata porta a porta. Il valore aggiunto che loro danno a cui si offrono di partecipare attivamente è una campagna di sensibilizzazione che possa coinvolgere tutta la cittadinanza e che faccia poi da modello da estendere ad altri territori.

Nel suo intervento Cinzia Oliveri, che per tutta la serata ha preso appunti su tutto ciò che i ragazzi esponevano, li ha ringraziati condividendo la loro preoccupazione, si è resa disponibile a portare in giunta le proposte avanzate dal comprensivo Gabriele D’Annunzio per una campagna di sensibilizzazione e ha confermato la sua presenza all’incontro del 10 di maggio ma anche a quello di ottobre dove ragazzi e ragazze di Motta Sant’Anastasia, insieme alle altre giovani sentinelle a livello nazionale faranno rete e proporranno ai parlamentari presenti di lavorare ad una legge per intervenire con una riduzione degli imballaggi e usare prodotti ecosostenibili già al momento della produzione.

Dopo le vicissitudini di Ragusa e Catania, ragazzi e ragazze e pubblico adulto hanno avuto modo di ascoltare Angelo Corbo. Il suo racconto ha suscitato emozioni forti e ha riempito di entusiasmo quando ha detto loro di essere orgoglioso di essere siciliano e i loro bei lavori, il loro studio costituiscono la speranza migliore per tutti noi e ha chiesto loro scusa se noi adulti non abbiamo saputo combattere la mafia e molti con il loro silenzio sono rimasti complici. La sua scelta di fare la scorta a Giovanni Falcone, il suo condottiero, l’uomo che avrebbe potuto liberare la nostra terra dalla cancrena mafia. Ma con la sua morte, nel compiere il proprio dovere, fino all’estremo sacrificio, sono nate le radici migliori di quel comportamento civico che tanto auspichiamo per poter contrastare efficacemente la criminalità mafiosa e costruire un mondo migliore.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 9 aprile 2019

A ritmo serrato le giovani sentinelle proseguono la loro marcia della legalità e della cittadinanza


Martedì 26 Marzo altri tre appuntamenti fra Toscana e Sicilia: a Montemurlo (PO), a Siracusa e ad Augusta.

A Montemurlo (PO) nella sala Banti si sono ritrovati bambini e le bambine della scuola primaria A. Manzi con le loro maestre Lucia Lasagni e Francesca Antonaci e i più grandi della secondaria con le insegnanti Elena Romanelli, Vinciprova, Rosi, Tomasello, Piccioli e Bartali, nostre compagne di viaggio sin dagli esordi. 

Ad accoglierli l’assessora Rossella De Masi che ha ringraziato giovani e Fondazione per l’impegno e  la passione con cui proseguono in questo lavoro silenzioso e quotidiano di sollecitare giovanissimi e scolari alle virtù civiche, alle responsabilità del vivere in comune, alla fatica di formare uomini e donne attenti.

La Fondazione ha ricordato al gruppo di genitori intervenuto quali sono le linee di questo percorso, gli intendimenti ereditati da Antonino Caponnetto di sollecitare giovani e giovanissimi a prendersi cura delle propri città e dei luoghi che frequentano, di essere custodi dei beni comuni, di fare esperienza, attraverso questo percorso e i suoi passaggi, della cittadinanza, perché in questo modo è possibile costruire un sistema di valori e di principi che impediscono alle organizzazioni criminali di attecchire, alla corruzione di insinuarsi nella nostra vita.

Ad esordire sono stati i bambini e le bambine della primaria Alberto Manzi. La nostra scuola com'è e come la vorremmo il titolo dato al loro lavoro. La scuola è il luogo dove trascorrono molto tempo e per questo propongono alcuni cambiamenti, piccoli e grandi, per renderla più accogliente e confortevole: il posto delle cartelle, l'orto, la palestra, la sala multimediale, computer funzionanti e postazioni per tutti, la biblioteca con tanti libri messi in ordine. Inoltre l’aula è piccola per la propria  classe e i banchi sono grandi e qualcuno rotto. Ci vorrebbero degli armadietti dove custodire oltre a  zaini e cartelle anche le scarpe della palestra.

Occorre ripensare gli spazi a scuola, funzionali alle nuove modalità didattiche con banchi nuovi per lavori in gruppo cooperativo, hanno sottolineato anche le maestre prima di dare la parola ai più grandi della secondaria.

E la ricchezza dei contributi dei giovanissimi della media ha riempito il pomeriggio di discussioni e di riflessioni, di sollecitazioni e di suggerimenti. Intanto abbiamo visto il video di quelli della 3E, in gita a Wangen, dove vi è una scuola gemellata con la loro, e per questo impossibilitati ad essere presenti, che hanno illustrato con interviste alcuni aspetti della Agenda 2030 che ha obiettivi relativi all’ambiente e alla città sostenibile.

E La città sostenibile è stato il tema approfondito dalle cinque classi che hanno partecipato al lavoro, lo hanno esaminato da diversi punti di vista: quello degli obiettivi dell’ONU per intervenire efficacemente sulle questioni dell’ambiente e con questo sguardo hanno cercato di individuare quali interventi per il loro comune: innanzitutto la Rocca, luogo di importanza storica dove di sono delle zone in cui sono abbandonati i rifiuti. Per questo hanno prodotto cartelloni e foto da far vedere a cittadini di Montemurlo per sensibilizzarli ai problemi, magari organizzando una serata in qualche luogo pubblico. Hanno poi proposto una giornata delle pulizie alla Rocca.

Hanno poi posto il problema delle piste ciclabili per muoversi in sicurezza e in libertà, per raggiungere la scuola, rilevando che non collegano parti importanti di Montemurlo.
Ancora il tema dei rifiuti, come ridurli, riciclarli, riusarli, ripararli, e delle aree verdi, con un esame delle condizioni di alcuni spazi nel comune. Infine le smart cities con l’indicazione di criteri per definirle.

E Rossella De Masi non si è sottratta al confronto. Ha proposto alcune riflessioni sui comportamenti dei cittadini e delle cittadine che abbandonano i rifiuti o non rispettano alcune norme del vivere in comune sollecitando le giovani sentinelle a considerare questo aspetto del problema. Ha concordato sulla giornata delle pulizie da tenere entro la fine dell’anno scolastico e sulla serata di sensibilizzazione dei cittadini e delle cittadine di Montemurlo a cura dei giovanissimi. Si è dilungata sulle piste ciclabili, offrendo soluzioni e riflessioni per la loro realizzazione, non nascondendo le difficoltà tecniche nel realizzarle in alcune zone.

Quanto si può fare dipende da quanto ciascuno può fare, richiamando così ognuno alla responsabilità. Così per ridurre i rifiuti occorre non farli, il comportamento dei singoli è un segnale per l’intera comunità e quanto hanno prodotto studenti e studentesse può favorire processi virtuosi. Non bisogna credere che controlli e telecamere risolvano ogni problema, mentre occorre modificare abitudini e comportamenti. L’amministrazione prepara una trasformazione della piazza antistante la sala Banti e intende pianificare degli interventi in materia di edilizia scolastica in modo da far fronte alla crescita demografica di quella fascia di età. Per questo concorda che gli uffici tecnici del Comune dovrebbero ascoltare insegnanti e maestre prima di intraprendere le progettazioni per tenere conto delle modificate esigenze e delle trasformazioni didattiche intervenute nella scuola.
Il confronto è stato bello e lungo e si è concluso con l’impegno a proseguire lo scambio e la collaborazione.

In Sicilia a fare da staffetta per primi sono le giovani sentinelle di Siracusa. Una giornata intensa attende i tre istituti della città che si confrontano fra loro e con la propria amministrazione comunale. Nella Sala Convegni dell’Urban Center a fare gli onori di casa è il sindaco, Francesco Italia che, da primo cittadino, vuol dare un primo segnale arrivando in anticipo per accogliere i giovani e prepararsi al confronto. Dopo il saluto del sindaco e la presentazione della Fondazione, a scendere in campo sono i ragazzi e le ragazze della scuola media Leonardo da Vinci del 3° Istituto comprensivo Santa Lucia: La violenza sulle donne e sui minori il tema da loro scelto e approfondito.
Col sostegno dei loro insegnanti, Luca Ambrosio, Maria Giuseppina Ricupero e Paola Mangione ragazzi e ragazze, usando la tecnica delle ombre cinesi, miscelata al teatro delle marionette hanno realizzato un simpatico filmato dove mettono in evidenza le contraddizioni e i paradossi di un modello di uomo padre padrone dove per lui, i valori della famiglia sono costituiti da una bella casa, moglie devota e servizievole, figli educati ad obbedire. A coronare la sua cornice anche un cane che sa fare la guardia e un'auto di grossa cilindrata. Il filmato continua con le voci fuori campo dei ragazzi nei vari ruoli che mettono alla luce un focolare domestico, luogo di violenze verbali e fisiche, a conclusione le marionette in coro gridano: basta alla violenza, sì al rispetto e all'affermazione dei propri diritti.

È stata poi la volta del 14° Istituto comprensivo Karol Wojtyla, accompagnati dalla loro insegnante, Tina Sitera i giovani si sono posti la questione dell'abbandono dei nonni e del loro coinvolgimento. Con le note della canzone di Francesco Guccini, Il vecchio e il bambino alcune di loro hanno danzato mentre altre leggevano alcuni loro scritti dove hanno messo in mostra quell’anello mancante che c’è fra i nonni e i bambini e che sono i genitori! Hanno continuato: «Quando i nonni sono a disposizione ci avvaliamo del loro aiuto. Mentre quando si ammalano oppure non possono dare un aiuto fisico, li trattiamo con indifferenza, non facendoli sentire importanti all’interno della famiglia».

E hanno aggiunto: «abbandonarli in una casa di riposo, dove non si possono trovare a loro agio e dove possono cadere in uno stato di depressione, in solitudine, senza che ricevano mai una telefonata o un semplice messaggio».
Fra le loro proposte al sindaco è di coinvolgere i nonni nelle attività sociali. Dedicare luoghi di ritrovo e nel caso non siano in grado di fare attività garantire loro assistenza. Chiedono che anche a scuola siano invitati a parlare della loro esperienza o insegnare i mestieri di una volta. Infine coinvolgerli nel curare con i ragazzi gli orti botanici.

A conclusione sono intervenuti i più grandi del Liceo scientifico e delle Scienze Umane E. Corbino con il loro tema: Le dipendenze in genere e il traffico illecito mafioso.
Seguiti dalle loro insegnanti, Paola Moscato e Stefania Montalto, il loro studio si è incentrato sulle dipendenze dalla droga, la ludopatia e l’alcolismo. Nella società odierna appare evidente che spesso tali azioni illegali si basano sulla naturale tendenza dell’uomo alla dipendenza, hanno affermato i giovani, questi comparti non sono quindi esclusivamente proprietà delle organizzazioni criminali, ma anche di privati corrotti o addirittura Stati che alimentano le organizzazioni criminali. 

Sono poi passati ad analizzare le conseguenze fisiche e mentali delle varie dipendenze ed infine hanno presentato un loro manifesto di pubblicità progresso contro l’alcol dal titolo eloquente: Hai una sola vita, non rischiare il game over.
Ha preso la parola il sindaco, Francesco Italia che ha preso appunti per tutta la mattinata sulle proposte dei giovani. Si è complimentato con loro rendendosi disponibile ad una collaborazione più stretta. Ha ricordato che sin dal suo insediamento ha promosso iniziative riguardo il femminicidio, è stato aperto un  centro per le donne. Un’altra campagna di sensibilizzazione è partita sul diritto dei bambini con Siracusa città educativa. Ha informato che è già esistente un centro per anziani dove si può imparare l’utilizzo del computer, si gioca a carte e in alcuni giorni della settimana si balla in quanto è un desiderio molto sentito da chi frequenta il centro. È d’accordo riguardo una maggiore conoscenza e informazione nell’incentivare il telefono d'argento ma anche ad un coordinamento che abbia come fine un miglioramento nella vita sociale della comunità soprattutto nelle fasce deboli.

Ha preso infine la parola Angelo Corbo e il suo racconto è stato accolto dal silenzio partecipe di ragazze e ragazzi, pronti a cogliere ogni sfumatura e ogni dettaglio, le ragioni che lo portarono a diventare un poliziotto e come ha fatto a superare la difficile prova di Capaci, fino al suo impegno nelle scuole. Ha incitato i giovani ad essere orgogliosi di essere siciliani e le sue parole ci hanno accompagnato sin verso l’uscita creando un clima conclusivo fatto di grande soddisfazione e di speranza, quello di aver messo un primo puzzle ad un disegno da costruire tutti insieme.

Nel pomeriggio la staffetta passa al IV Istituto comprensivo Domenico Costa di Augusta.
Nel Salone di rappresentanza del Palazzo comunale è il Dirigente scolastico, Michele Accolla, a fornire e a preparare le tecnologie per poter esporre il lavoro dei ragazzi con un power point.  L’Amministrazione lo aveva dimenticato, nonostante la nostra consueta richiesta di una sala dotata di computer e proiettore per poter vedere video ma anche power point!

Fiduciosi anche dal titolo del tema: Piccoli passi per grandi progressi, voglia di essere ascoltati: spazi di aggregazione, di ascolto, di ritrovo. La mancanza della palestra... proposto dai ragazzi, abbiamo lasciato cadere ogni disappunto.
Con ragazzi e ragazze e la loro insegnante Marinella Scalia abbiamo atteso l’arrivo del sindaco, Maria Concetta Di Pietro, e dell’assessore alla Cultura e allo Sport, Giuseppina Sirena.

Dopo i saluti da parte dell’Amministrazione e la presentazione della Fondazione, ragazzi e ragazze, parlando a braccio e con  proprietà di linguaggio, hanno voluto sfatare gli stereotipi che li vuole con lo smartphone e chiusi nelle proprie camere.

Dividendosi in gruppi alcune ragazze hanno voluto definire il concetto di legalità, di come si concretizza attraverso leggi che stabiliscono e garantiscono l'ordine sociale, o i valori che influenzano la vita di ogni individuo e le relazioni personali. Infine la scuola che educa alla legalità, combattendo ogni forma di sopruso e facendo vivere le leggi come opportunità e non come limiti.

Hanno ripreso una famosa frase di Antonino Caponnetto: «La mafia teme più la scuola della giustizia. L’istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa».

Coscienti, come cittadini attivi destinatari di diritti, servizi, prestazioni e informazioni che non sempre tale riconoscimento si acquisisce d’ufficio, ma in molti casi nel nostro Paese va preteso e spesso va rivendicato, sono passati quindi alla politica dei piccoli passi, di non tutto e subito, ma attraverso il confronto crescere, programmare, costruire. Si sono chiesti cosa serve loro per il loro benessere e la risposta da nord a sud è sempre identica: gli spazi! Spazi aggregativi per eventi culturali, musicali, teatrali, sportivi. La voglia di stare insieme. Fanno notare che ad Augusta non c’è un cinema, un teatro. Neppure nel periodo estivo possono fruire dei giardini pubblici perché sporchi e mal ridotti. Il loro sogno? Avere una palestra! I lavori avevano avuto inizio negli anni ’90, oggi è inserita nell’anagrafe della Regione fra le opere incompiute, pubblicata dal Dipartimento tecnico regionale. Ragazzi e ragazze  del Domenico Costa dimostrano di prendere sul serio il loro progetto e hanno studiato, approfondito, si sono informati di come il MIUR  offre dei finanziamenti alle varie regioni, 44 milioni e 250 mila.  Nel caso della Sicilia il finanziamento è di 4,6 milioni di euro.
In una slide si sono chiesti di chi è la colpa? Ma sanno già la risposta, inserita nella successiva slide: 
la catena di corresponsabilità è troppo lunga e articolata per venirne a capo in maniera chiara.
Il ministero dell’Istruzione ha le mani legate, perchè quando stanzia i fondi per le strutture scolastiche affida alle Regioni il compito di stabilire le priorità. Se arrivano segnalazioni di casi particolarmente critici da parte dei dirigenti scolastici o di gruppi di famiglie, il Miur può sollecitare interventi ma poi su come spendere le risorse l’ultima parola spetta per legge a sindaci e presidenti di Provincie.

Ha preso la parola il sindaco Maria Concetta Di Pietro, ma il suo intervento si è fermato al termine Legalità. Comprendiamo che non è facile gestire un comune sciolto per mafia dove tante ombre sono ancora presenti, ma non troviamo giusto negare alla scuola, ai giovani delle risposte. Iniziare un percorso di riqualificazione partendo anche da piccoli segnali. Non è servito neppure la proposta  per nuovi sviluppi quando il confronto si estenderà a Provincia, Regione e Governo nazionale.

Ha preso la parola Michele Accolla che pur assumendosi qualche colpa del passato, ma come uomo di scuola, proprio come per tutti quelli che vogliono bene alla propria città, ha dichiarato che l’immobilismo rischia di fare ancora più male e ha citato la novella, che condividiamo, di Ernesto Rossi: un bambino che credeva di fare il bene d'un pesce rosso lo tirava fuori dalla vasca per asciugarlo col fazzoletto fino a che a furia di tirarlo fuori il pesce morì!


Domenico Bilotta, Elena Giampapa, Sergio Tamborrino e Claudio Gherardini

venerdì 5 aprile 2019

Ancora tre appuntamenti fra la Toscana e la Sicilia con le giovani sentinelle


Cascina (PI) la Fondazione ha vissuto un pomeriggio entusiasmante con i ragazzi e le ragazze, grandi e piccoli, di tre istituti cittadini: l’ISIS Antonio Pesenti, la scuola media inferiore dell’Istituto comprensivo Fabrizio De Andrè di San Frediano a Settimo, e quelli della primaria Don Gnocchi di S. Lorenzo alle Corti che fa parte dell’Istituto comprensivo Paolo Borsellino.

Ad accogliere tutte e tutti nel teatro di Cascina l’assessore comunale all'Istruzione e alla Cultura, Leonardo Cosentini, che per l'occasione indossava la fascia tricolore che non è certo una formalità ma è segno della presenza del "governo" locale, espressione della struttura democratica nella quale abbiamo la fortuna di vivere e che rende evidente a giovani e giovanissimi l'importanza del loro lavoro nel confronto con chi ha il governo della cosa pubblica.

Accompagnati dal professor Fernando Mellea, a prendere la parola per primi, gli studenti delle 3 classi del Pesenti che hanno aperto il loro lavoro con una citazione di Antonino Caponnetto, proiettata sul grande schermo del teatro, che invita i giovani a godersi la vita battendosi anche per la giustizia e la legalità.

I ragazzi hanno tenuto una vera e propria conferenza sulla storia delle migrazioni e sui flussi migratori approfondendo i vari aspetti tra le classi seconda, terza e quarta.

Inizia la terza. I ragazzi hanno affrontato argomenti scottanti come la tratta degli esseri umani partendo però dal passato quando a migrare eravamo noi italiani. L'Italia ha conosciuto le migrazioni nel primo e secondo dopoguerra e poi le migrazioni interne mosse da motivazioni economiche, per sfuggire alla povertà, ai disastri naturali. Le grandi migrazioni del passato erano finalizzate anche a trovare nuove terre, a passare dalle campagne alle città e viceversa, ma anche alla scoperta di nuovi territori.

Le ricerca ha evidenziato come dallo scorso anno il flusso migratorio verso l'Italia sia drasticamente diminuito così come gli sbarchi. Sono state proiettate delle video interviste a due migranti che hanno raccontato la loro storia, il loro viaggio e anche un brano del recente discorso del Presidente della Repubblica Mattarella a Cassino, quando ha ricordato come un ragazzino africano, partendo per cercare fortuna verso l'Europa, si fosse fatto cucire nei vestiti la pagella scolastica come fosse un passaporto di merito negli studi da mostrare a destinazione, che non ha mai raggiunto finendo la sua breve vita in modo tragico, in fondo allo stretto di Sicilia.

Gli studenti della classe quarta hanno approfondito la questione della tratta degli esseri umani. Una pratica criminale che contrasta pesantemente con la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.

La tratta è finalizzata alla riduzione in schiavitù, che viene organizzata tramite ogni sorta di pratica illegale, come per esempio, l'utilizzo di passaporti falsi e, quando le vittime sono donne, si traduce quasi inevitabilmente in avvio forzato alla prostituzione.

I ragazzi di quarta hanno affrontato il problema dal punto di vista giuridico citando la Costituzione che afferma come siamo tutti uguali con gli stessi diritti, come affermato anche dalla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo che sancisce i diritti inalienabili di ogni essere umano con i suoi articoli che condannano la tratta e la riduzione in schiavitù, così come la tortura e tutte le pratiche crudeli e degradanti.

Gli studenti del Pesenti si propongono di replicare tutta la conferenza, della quale abbiamo dato solo una sintesi, portandola in giro per illustrarla a altri studenti in altre classi inferiori della loro scuola.

Sono intervenuti poi i più giovani del comprensivo De André con le loro insegnanti Gabriella Gerardi, Delphine Caracciolo, Anna Maria Maurizio, che hanno proiettato il loro video La scuola che vorrei, efficace e divertente come solo i ragazzi sanno fare.
Presenti in forze, i ragazzini, hanno sfilato in corteo sul palco del teatro con tantissimi cartelli che riportavano le loro richieste, accompagnati dal sempre impressionante brano The Wall dei Pink Floyd. Uno spettacolo.

Con piglio deciso, tre classi di prima e una di seconda "media", hanno chiesto che siano risolte una serie di necessità relative alla loro scuola, come degli orti per attività di scienze, una aula all'aperto dove poter studiare e fare lezione nella bella stagione.

Per ultimi i più piccoli che, al solito, sono quelli che emozionano di più.

I bambini della primaria Don Gnocchi, con le loro maestre Irene Internicola, Erica De Lorenzo, Elisa Scarpellini, Milva Bernini e Maria Rosaria Magri hanno presentato un lavoro contro il bullismo dall'efficacissimo slogan Svita il Bullone. Oltre 40 bambini sul palco fanno un effetto notevole con il loro appello ai compagni: Svitare i bulloni!

Grazie a delle slide hanno spiegato come siano stati vittime di bullismo tantissimi che poi hanno avuto una vita soddisfacente e in molti casi sono divenuti anche famosi e rispettati, tra cantanti e attori. I bambini hanno lanciato un accorato appello a tutti i loro coetanei a reagire ai bulli, non isolandosi ma chiedendo subito aiuto a insegnanti e genitori senza vergogna. Hanno spiegato come il bullismo sia un fenomeno diffuso da affrontare insieme e arrivare a "svitare i bulloni". Il bullo esercita il potere fisico o morale ma spesso lo fa perché il primo a avere seri problemi è proprio lui.

Infine ha preso la parola l'assessore Cosentini, che ha ringraziato i ragazzi e poi ha ricordato di essere nato e vissuto sempre a Cascina e di avere presente vari dei problemi esposti dai ragazzi, conoscendo bene le varie situazioni.

A proposito dell'emigrazione ha raccontato di un suo viaggio a New York durante il quale ha visitato Ellis Island, l'isola dove arrivavano i migranti italiani in cerca di fortuna, che venivano trattati spesso malamente.

L'assessore ha ricordato come le scuole del Comune di Cascina siano 27 e come ci sia l'intenzione di dare a tutte spazi esterni ben gestiti e con giochi inclusivi. Ci vorrà un poco di pazienza ma l'assessore è fiducioso e cita anche l'intenzione di creare degli orti da far gestire insieme da bambini e nonni anche nelle scuole elementari.

Non sapevamo quanto fosse rinomata la fama di Cascina per la lavorazione di alta qualità del legno e Cosentini ci ha ricordato come gli arredi del Quirinale siano stati lavorati proprio dagli artigiani di Cascina. Così spera di trovarne uno che possa realizzare una struttura per una classe all'aperto in legno. Così come si penserà a come trovare un forno per lavori in ceramica.

Tante opere di piccola ma importante manutenzione restano da realizzare e sono state evidenziate dai ragazzi, come la palestra della scuola nella frazione San Lorenzo che è decisamente malmessa.

L'assessore si è speso per le due ore con i ragazzi mostrando interesse sincero e la Fondazione è certa che vi saranno sviluppi positivi.

In Sicilia a scendere in campo per primi nella mattinata, sono le giovani sentinelle di Ragusa dell'Istituto comprensivo Salvatore Quasimodo per confrontarsi con la propria amministrazione sul tema: Educazione alla cittadinanza vista con gli occhi dei ragazzi - campagna pubblicitaria di sensibilizzazione Pubblicità Progresso. Il Teatro Comunale Marcello Perracchio si è riempito con gli oltre 250 ragazzi e ragazze, ma hanno dovuto attendere un'ora l'arrivo del loro sindaco, Giuseppe Cassì. La Fondazione sempre puntuale, nonostante i doppi e tripli incontri giornalieri, non è stata avvisata del ritardo, ha chiesto scusa ai ragazzi, ma tale comportamento ha negato loro di ascoltare la testimonianza di Angelo Corbo.

Dopo il saluto del Sindaco, ha preso la parola il Dirigente scolastico, Leonardo Licata, che si è complimentato con i suoi studenti e studentesse per l'impegno e la passione che hanno dimostrato con il loro lavoro. Sotto la regia di Andrea Cicero, insegnante referente del progetto e col sostegno di molti suoi colleghi, i giovani hanno iniziato con un filmato, poi sono seguite delle slide ma anche cartelloni dove hanno evidenziato le problematiche della propria città. Ancora una volta è emerso come i giovani sono preoccupati riguardo l'ambiente, chiedono al mondo degli adulti di intervenire fin da subito a cambiare i propri comportamenti per evitare conseguenze terribili per l’intero genere umano. Divisi per gruppi hanno affrontato la questione dell'energia alternative come pannelli fotovoltaici, solari ed eoliche. Costruire con nuove metodologie, recuperare edifici e spazi già esistenti per evitare archeologie industriali, hanno preso da esempio la scuola Bruno Munari che è stata recuperata da una vecchia masseria abbandonata, con sistemi ecosostenibili, prendendo in considerazione il recupero delle acque piovane, pannelli fotovoltaici e altre tecniche facendo di questo luogo esempio da sostenere ed espandere. 
 
Hanno posto allo studio una smart city, città del futuro che tenga presente come creare le infrastrutture, i trasporti, il capitale umano e sociale, una gestione sapiente delle risorse naturali. Si sono poi calati nella realtà e da provetti giornalisti hanno fotografato la città evidenziando le sue criticità come l'immondizia, il degrado, l'inciviltà, un cartello realizzato dai ragazzi racchiude una triste realtà: «fa che l'immondizia non prenda il nostro posto». Altri ancora contenevano frasi che richiamavano alla responsabilità e che faranno parte della pubblicità progresso che i ragazzi vogliono proporre al Comune per sensibilizzare la cittadinanza.
Un altro gruppo si è occupato della villetta a Zancle, bene comune da recuperare dove fa da padrone il degrado: cancellata piena di ruggine, vegetazione più da giungla che da luogo di ritrovo, giochi con evidenti segni di decadenza. Fra le proposte vi è anche la questione dei parcheggi intorno alla scuola dove dilaga la sosta selvaggia ed infine la ristrutturazione della loro palestra chiusa da anni. Nel prendere la parola il sindaco ha condiviso con i giovani il giudizio di inciviltà di taluni cittadini. In merito alla raccolta differenziata ha dichiarato che il 75% della popolazione la fa, ma non vi è stato comunque nessun segnale riguardo l'abbandono dei rifiuti. Tante le proposte riguardo un edificio nel centro della città non da abbattere ma da recuperare affinché divenga la sede del tribunale della città. Quanto alla fruizione della villetta Zancle, su cui si sono concentrati un gruppo richiedendo che sia spazio di aggregazione, ha invece spostato l’attenzione sul parco della vallata di Santa Domenica. Infine ha dichiarato che i lavori della palestra della scuola termineranno a breve. 

Nel pomeriggio siamo stati a Modica, dove ad attenderci erano ragazzi e ragazze della Scuola media statale Giovanni XXIII con la loro insegnante referente, Daniele Denaro, insieme a tanti suoi colleghi. Nell'Auditorium Pietro Floridia molti genitori e 200 giovani pronti ad esporre agli amministratori il loro tema: Dalle dipendenze nocive... alle dipendenze positive: io scelgo. Il recupero dei luoghi dello spaccio - la villetta del quartiere Sacro Cuore.
Presente l'assessore alla Cultura, Maria Monasteri, che ha salutato giovani e adulti elogiando il progetto e l'impegno di studenti e studentesse. Dividendosi in gruppi hanno preso la parola a turno e, grazie ad alcune slide hanno esposto il tema delle dipendenze: droga, alcol, fumo e uso e abuso di internet. Dopo il primo incontro previsto dal progetto, per approfondire meglio le tossicodipendenze, i ragazzi hanno incontrato la Polizia di Stato che ha presentato loro una nuova Applicazione You Pol per combattere e prevenire il fenomeno bullismo e la droga. Sono passati poi all'analisi degli effetti collaterali dove hanno messo in rilievo che anche il consumo occasionale può portare alla morte. Altri gruppi  hanno detto No alla droga opponendo con degli slogan i valori della cultura, delle passioni, dello sport, dello stare insieme nell'amicizia. Con un questionario somministrato in forma anonima a 150 coetanei sono passati allo studio della dipendenza da fumo: i dati riprodotti con dei grafici serviranno, insieme a dei bellissimi slogan da loro realizzati, a programmare una campagna di sensibilizzazione. Anche un filmato da loro prodotto servirà ad affrontare e prevenire il fenomeno dell’alcol soprattutto nei giovani. 
 
A conclusione rivolgendosi all'assessore Monasteri e agli adulti presenti, hanno presentato: Il giardino che vorrei. Il loro sogno, per meglio dire bi-sogno, mette a nudo le responsabilità degli adulti, che non hanno preso in considerazione la necessità di spazi aggregativi, hanno cementificato il territorio e i pochi luoghi di ritrovo sono in condizione di abbandono lasciando bambini, giovani e anziani a chiedersi dove stare insieme. Senza strutture ludiche e spazi verdi come contrastare le dipendenze?

Nel prendere la parola l’assessore alla Cultura, si è impegnata a porre la questione con l’ufficio manutenzioni del Comune per una prima pulizia e potatura della villetta. Negli occhi dei ragazzi segnali di soddisfazione, di gioia, sentirsi protagonisti.

Nel chiudere questo report ci è giunto un messaggio dall’insegnante di Licata che ci comunica che  sindaco e assessori hanno invitato le giovani sentinelle dell'Istituto comprensivo G. Marconi ad un consiglio per avviare un percorso in merito alle migliorie di Villa Elena.


Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino e Claudio Gherardini