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giovedì 2 maggio 2019

In ritardo riportiamo gli ultimi tre incontri che chiudono i secondi appuntamenti in Veneto


Mercoledì 3 aprile, ancora tre appuntamenti con le giovani sentinelle del Veneto. 

In mattinata l'appuntamento è ad Arzignano (VI) con gli studenti e le studentesse dell'Istituto tecnico Galileo Galilei che ci attendono nell'aula magna della scuola con la preferente del progetto, Saverina Faraci, perché lo spazio nella sala consiliare è insufficiente ad ospitarli tutti e tutte, come ci aveva riferito l'ufficio comunale che avevamo contattato per organizzare il confronto del secondo incontro del progetto. 

Sempre l'ufficio ci aveva confermato l'intervento del sindaco, Giorgio Gentilin, interessato al dialogo con i suoi giovani cittadini e cittadine. Ma quando siamo arrivati a scuola del sindaco non vi era traccia, forse si era dimenticato dell'appuntamento all'Istituto Galilei, aveva scordato che un centinaio di studenti e studentesse erano pronti a interloquire con lui, a discutere e confrontarsi. Abbiamo contattato nuovamente gli uffici comunali e le nostre sollecitazioni, l'insistenza ad essere presenti e a discutere hanno avuto come effetto che alle  9.40 è giunta la vicesindaca Alessia Bevilacqua, che ha pure le deleghe ai Servizi sociali.

Nel frattempo la Fondazione ha ricordato a ragazzi e ragazze i tratti salienti del progetto, la sua articolazione e gli obiettivi che si intendono perseguire: promuovere la cittadinanza responsabile, uomini e donne, grandi e piccoli attenti ai diritti e rispettosi delle regole, indisponibili a voltarsi dall'altra parte. Il secondo appuntamento prevede che studenti e studentesse illustrino il proprio lavoro agli amministratori locali, sindaci e assessori, e ne discutano con loro perché è questa modalità che consente di fare esperienza di cosa sia la cittadinanza attiva. 

Ma se manca il sindaco o l'assessore con chi si confrontano i giovani? Non certamente con la Fondazione che ha il ruolo di tutor e modera il dibattito e si occupa di tutte le incombenze organizzative. Certo la Fondazione interviene per sollecitare, spronare, offrire testimonianza di altre esperienze, richiamare chi partecipa al confronto, in breve una pluralità di compiti che sono tutti differenti dall'essere interlocutori in questa fase. Ancora abbiamo sottolineato il diritto all'ascolto e all'interlocuzione per i ragazzi e le ragazze e il dovere per chi governa di ascoltare e dare delle risposte. Ovviamente i giovani non pretendono che le loro proposte siano accolte a prescindere, né lo vuole la Fondazione, esigiamo con i giovani che si diano ragioni e motivi delle scelte, argomenti a sostegno o critici alle proposte e alle richieste. 

Funziona in questo modo il dialogo, la discussine, il confronto è da questo non desisteremo, non arretreremo e forti di queste convinzioni abbiamo convinto ragazzi e ragazze ad avere pazienza e attendere l'arrivo della vicesindaca  prima di dare il via ai lavori.

Poi appena ci ha raggiunto Alessia Bevilacqua hanno preso la parola loro, per illustrare il proprio tema Non facciamoci del male, prima con un power point che ha ricordato a tutti i pericoli delle dipendenze, poi un bel cartellone sul quale ripartito lo spazio in quattro parti su ciascuna delle quali studenti e studentesse hanno scritto delle parole chiave legate alla dipendenza che hanno illustrato a turno.

Ancora un cartellone su cui alcune parole - Danno, rischio orribile gioventù abbandona e poi Attenzione logorare cadavere oblio oppressione lacrime - opportunamente illustrate con esempi hanno formato le parole droga e alcool.

Infine un video scritto, diretto e interpretato da loro illustra la progressiva solitudine di un consumatore di droghe. E lascia piacevolmente sorpresi la consapevolezza e il coraggio di ragazzi e ragazze su un tema così scivoloso come quello del consumo delle droghe a testimoniare che il buon lavoro a scuola produce risultati significativi se si ha la pazienza di operare e si confida nell'ascolto di giovani e giovanissimi.

Poi ha preso la parola la vicesindaca che ha anche la delega al sociale. Si è dichiarata contenta di confrontarsi con ragazzi e ragazze per questo percorso di cittadinanza attiva, perché a lei giungono segnalazioni da persone adulte e poco, pochissimo dai giovani così non è possibile individuare percorsi condivisi. 

Ha testimoniato di avere esperienza come amministratrice della cosa pubblica dei gravi danni prodotti dal gioco d'azzardo, con vite distrutte dai debiti e dalla dipendenza, legami familiari recisi; e dalla droga che ha ripercussioni nei comportamenti, nella salute anche mentale e che ha come conseguenza l'isolamento e il lasciarsi abbandonare in una situazione di disagio e di degrado. Allora sono necessarie alcune parole d'ordine che siano punti fermi nella vita di ogni uomo e donna, e la fondazione ha voluto ricordare la testimonianza di un giocatore affetto di ludopatia e del suo difficile cammino per sfuggire al demone del gioco.

In ultimo abbiamo ricordato i rischi legati al riciclaggio perché le sale gioco sono spesso teatro per ripulire il denaro di provenienza illecita e quest'ultima sollecitazione ha chiuso l'incontro che si è protratto per consentire di completare pensieri e intendimenti, lasciandoci con l'appuntamento del 6 maggio prossimo a Padova, quando i giovani di Arzignano si ritroveranno con quelli dell'area padovana per il terzo degli appuntamenti del progetto delle Giovani sentinelle.

Ad Abano Terme, nel pomeriggio, nella sala della biblioteca comunale, l’assessora Cristina Pollazzi ha accolto ragazze e ragazzi dell’Istituto professionale Pietro d’Abano insieme alle loro insegnanti,

Alessandra Bernardi, Elisa Pedrina e  alla Fondazione con la referente Lidia Pege.
Cristina Pollazzi ha salutato giovani, docenti e Fondazione per l’impegno profuso in questo percorso educativo e ha ricordato anche quello dell’amministrazione volto ad accompagnare ragazze e ragazzi nel difficile compito di divenire cittadini. E a tale compito ha fatto riferimento pure la fondazione nella sua breve introduzione per ricordare l’importanza di questo secondo appuntamento, questa esperienza di confronto pubblico su un tema di interesse generale, che lancia i giovani nell’arena pubblica.

Ragazzi e ragazze si sono ritrovati ad affrontare un caso di bullismo nella loro scuole e tale caso è stato all’origine delle loro riflessioni. Hanno osservato come sia facile ritrovarsi nei due ruoli: essere bulli e vittime di bulli, hanno promosso un’assemblea di istituto, cui è seguita una riflessione individuale e poi una di gruppo, per giungere alla consapevolezza che quando si innescano episodi legati al bullismo è difficile uscirne.
Hanno proseguito con gli approfondimenti con interviste e cercando di definire meglio i termini bullismo e mafiosità che hanno alla radice l'omertà, la mentalità mafiosa e l’egoismo, i luoghi del bullismo: la scuola e il lavoro, poi il cyber bullismo con il corredo di spettatori omertosi e attivi. Hanno anche posto attenzione a distinguere mentalità mafiosa e bullismo.
Quale percorso viene messo in atto per combattere queste forme di delinquenza?
È mai capitato di doverlo mettere in atto?
Vengono fatti incontri per adulti e giovani che aiutino a prevenire questi fenomeni di bullismo?
Basandovi sulle vostre esperienze esiste un rapporto tra bullismo e mentalità mafiosa?
Con queste domande hanno dato il via all’interlocuzione con l’assessora e Cristina Pollazzi non si è sottratta. Ha illustrato quali iniziative ha proposto e realizzato come amministratrice, lavorando con i giovani e con le famiglie. Nella scuola media inferiore con un'esperta per affrontare le dinamiche di classe, mentre in quella superiore l’attenzione è stata rivolta alla filosofia di vita e alla positività in internet.

Ha aggiunto che il Comune di Abano Terme ha partecipato con il proprio gonfalone alla giornata del 21 marzo. Non ci sono grandi problematiche di delinquenza o microdelinquenza nel territorio e l’amministrazione cerca di aiutare le famiglie che ne hanno bisogno. Anche lei si è soffermata a riflettere sul rapporto fra bullismo e mentalità mafiosa, su microcriminalità e organizzazione mafiosa.

Ha poi preso la parola Lidia Pege che ha voluto sottolineare come la mentalità mafiosa sia un comportamento pervasivo e che la mafia sia attratta pericolosamente dai soldi. Ha ripreso la vicenda dello hotel Salvagnini, che i ragazzi e le ragazze avevano posto con forza l’anno passato e per il quale avevano posto delle domande all’amministrazione sui rischi di operazioni di speculazione. E l’amministrazione ha chiesto al curatore dell’immobile quali fossero gli intendimenti, ma lo stesso non ha dato risposta, trincerandosi dietro la tutela della privacy.

Poi ha preso la parola Nicola Zanardo, architetto che ha denunciato qualche anno fa un caso di corruzione ad Abano Terme. Il suo racconto è stato molto emozionante e accolto con silenzio appassionato e complice cui sono seguite molte domande e le sue risposte accrescevano la cusriosità e nuovi interogativi.
Gli autobus che avrebbero dovuto riportare a casa ragazzi e ragazze hanno posto fine allo scambio fitto e noi vogliamo concludere con il bell’appello di Lidia Pege che ha voluto chiedere a tutti, giovani, docenti, scuola e amministratori gesti di solidarietà per Nicola Zanardo, per il suo corggio civico, perché sottolineando il suo comportamento possiamo rafforzare lo spirito pubblico e l’etica della responsabilità.

Sempre nel pomeriggio, nel bell'auditorium padre Ezechiele Ramin di Cadoneghe, le giovani sentinelle dell'Istituto comprensivo della scuola media Don Milani sono state accolte dal sindaco,  Michele Schiavo. Hanno richiesto lo spazio dell’Auditorium in quanto sono triplicate le classi. L'impegno e la passione dei ragazzi e delle ragazze dello scorso anno ha portato a dei risultati concreti sia riguardo il coinvolgimento di altri ragazzi e ragazze, sia riguardo il problema dell'inquinamento e del traffico a Cadoneghe e in particolare davanti alla loro scuola. Hanno sensibilizzato le famiglie, i cittadini, cui si è aggiunta la disponibilità e la collaborazione fattiva dell'Amministrazione comunale e del sindaco, che ha dato loro coraggio e un forte sostegno a continuare.

Prima dell'appuntamento, infatti, siamo passati davanti la scuola e abbiano avuto una piacevole sorpresa: due cartelli stradali nei pressi dell'edificio scolastico con la scritta Divieto di inquinamento. La proposta era nata lo scorso anno da parte dei ragazzi e dopo la delibera il Comune li ha installati. Al nostro arrivo l'Auditorium era pieno di giovani e genitori, c'era aria di festa, grande soddisfazione negli sguardi dei ragazzi e delle ragazze. Dopo il saluto del sindaco che ha confermando la sua disponibilità a fare dell'ambiente una battaglia comune, ha preso la parola la dirigente scolastica, Annelise  Squizzano, che con orgoglio ha salutato studenti e studentesse e le insegnanti, Paola Norbiato, Dafne Rizza, Silvia Rossi. Anche loro sorridenti …hanno seminato bene anche quest'anno!

Divisi in gruppi i giovani hanno iniziato ad esporre le loro proposte. Armati di power point e di cartelloni hanno chiesto ai genitori e cittadini a sostenere le loro idee, i loro sogni, all’Amministrazione di chiudere al traffico la zona adiacente alla scuola, per poi estenderla ulteriormente. Hanno proseguito chiedendo di avere l’amministrazione al proprio fianco in maggio, al terzo appuntamento, per sostenere la causa delle energie più pulite. Hanno fatto propria la proposta della piantumazione di alberi mangia veleni nel loro giardino della scuola oltre alla realizzazione di orti e la cura del verde nel cortile scolastico.

Una serata trascorsa troppo velocemente, piena di emozioni e i capannelli di grandi e piccoli che si sono creati a conclusione ne sono stata la dimostrazione.

Nel darci appuntamento a Padova per giovedì 16 maggio, abbiamo chiuso con alcuni versi che i giovani hanno letto su padre Ramin morto assassinato a 32 anni in Brasile. Fu ucciso perché si era schierato con i piccoli agricoltori nella lotta contro i grandi latifondisti che cercavano di impadronirsi anche delle loro terre.
Una cosa vorrei dirvi.
È una cosa speciale per coloro
che sono sensibili alle cose belle,
abbiate un sogno.
abbiate un bel sogno
seguite soltanto un sogno
il sogno di tutta la vita.
La vita è un sogno è lieta.
Una vita che segue un sogno
si rinnova di giorno in giorno
sia il vostro sogno che mira a rendere liete
non soltanto tutte le persone
ma anche i loro discendenti.
È bello sognare di rendere felice tutta l’umanità.
Non è impossibile…


 Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino e Lidia Pege

lunedì 5 novembre 2018

Incontro con le giovani sentinelle di Abano Terme

Mercoledì 31 ottobre ha preso il via il nuovo percorso delle Giovani sentinelle. Giunto al decimo anno, è stato preceduto dalle giornate di presentazione in Toscana, Veneto e Sicilia. Il numero delle scuole è cresciuto notevolmente: studenti e studentesse ci seguono con rinnovato interesse, docenti e dirigenti apprezzano il nostro progetto.
Ad Abano Terme, all’Istituto Pietro d’Abano i giovani di una classe terza, in parte veterani che hanno lavorato lo scorso anno sul recupero di un albergo cittadino nelle mire della speculazione, e  in parte nuovi e desiderosi di lavorare con i compagni e le compagne, ci hanno accolto nella loro biblioteca con le proprie insegnanti, Alessandra Bernardi ed Elisa Pedrina. 

A salutare la classe l’assessora all’Istruzione e alla Cultura, Cristina Pollazzi, che li ha incoraggiati a proseguire nel compito faticoso di essere cittadini e cittadine responsabili. 

La Fondazione ha introdotto i lavori raccontando la vicenda di Antonino Caponnetto e sottolineando quanto sia importante l’impegno di ciascuno e ciascuna nel costruire un abito civico rispettoso delle norme e responsabile, forte e consapevole per opporsi a mafie e illegalità. 

Nel padovano le scuole potranno contare sull’impegno di Lidia Pege, referente della Fondazione nel territorio e al termine di due ore intense ci siamo dati appuntamento per il prossimo Mercoledì 6 Marzo dalle ore 16,00 alle 18.00


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

venerdì 1 giugno 2018

Incontro Regionale Veneto






Io avrò cura di te è il titolo scelto per l’appuntamento regionale delle Giovani sentinelle del Veneto tenutosi venerdì 18 maggio. Ilaria e Giulia dell'istituto Scalcerle di Padova, autrici del manifesto dell’incontro, hanno illustrato brevemente il significato delle immagini che bene rappresentano il senso della  Conferenza per la quale ragazze e ragazzi di alcuni istituti del Veneto si sono ritrovati a Padova, nel teatro del Centro della Opera della Provvidenza di sant’Antonio, per illustrare i propri progetti, confrontarsi con chi ha il governo della cosa pubblica, scambiare esperienze e pratiche, percorsi e idee con compagni e compagne di altre scuole. Ad accoglierli i responsabili del Centro, l’assessora all’Istruzione della Regione Veneto, Elena Donazzan, il vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, Bruno Pigozzo, il prefetto di Padova, Renato Franceschelli, amministratori locali: l’assessore di Venezia Giorgio D’Este, la collega di Cadoneghe, Paola Venturato, la consigliera comunale di Abano Terme, Lidia Pege.

Un ringraziamento speciale ai rappresentanti della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e dei Carabinieri intervenuti, in particolare siamo grati ad agenti e Dirigenti della Polizia che hanno allestito nello spazio del Centro una mostra delle auto di servizio d’Epoca che hanno allietato l’interruzione della nostra Conferenza e la mattinata degli ospiti del Centro.

Nel saluto ai presenti don Roberto Bevilacqua e suor Paola hanno raccontato la vicenda della struttura dell’Opera della Provvidenza di Sant'Antonio che ha origini negli anni Cinquanta del Novecento, con una foto e un video. 

Hanno posto l’accento sulla solidarietà che è principio di condivisone con chi ha più bisogno e più difficoltà e che sottolinea l’impegno di chi aiuta, sostiene, cammina insieme con ed è partecipe delle vicende dell’altro.

Ma la solidarietà non è solo valore riconducibile alla sfera religiosa, è anche laico, come ha ricordato il prefetto di Padova, Renato Franceschelli, valore iscritto fra i principi fondamentali della nostra Carta che richiede l’adempimento del dovere inderogabile alla solidarietà. Nel rivolgersi a giovani e giovanissimi intervenuti e dichiarandosi lieto di condividere riflessioni e pensieri con loro, ha sottolineato quanto sia importante lavorare con i ragazzi e le ragazze perché il rapporto quotidiano con loro accresce il senso di responsabilità, educa a non girarsi dall’altra parte, alimenta il senso di indignazione, favorendo così la prevenzione dei fenomeni di criminalità e di corruzione.

E questo primo scambio ha dato il via ai lavori con l’introduzione della Fondazione che ha ringraziato studenti e studentesse, insegnanti e dirigenti scolastici, amministratori locali e regionali, le Forze dell’ordine. Un ringraziamento particolare è dovuto a Bruno Pigozzo, incontrato per la prima volta in occasione del secondo incontro a Venezia con studenti e studentesse della città lo scorso 23 marzo, che ha accolto allora con interesse la nostra proposta e ha tenuto fede all’impegno di essere con i giovani anche il 18 maggio. Per la prima volta abbiamo avuto come interlocutrice Elena Donazzan e la caparbietà dei giovani e della Fondazione ad insistere affinché intervenisse è stata premiata.

Il progetto ha origini lontane nelle intuizioni di Antonino Caponnetto che decise di incontrare studenti e studentesse dopo  le stragi di Capaci e di via D’Amelio e sollecitarli a battere un colpo e a farlo fino a scuotere cittadini e istituzioni. Le Giovani sentinelle sono attive in Veneto da cinque anni e hanno mostrato sempre una grande capacità di coinvolgere nuovi istituti, di raggiungere località e scuole diverse, merito di giovani e insegnanti che hanno accettato la sfida lanciata dalla Fondazione ad essere protagonisti attivi nel luogo dove vivono. 

Spiace l'assenza di alcuni istituti che pure hanno seguito con interesse il percorso proposto dalla Fondazione sin dall'inizio, accogliendola  nelle proprie aule, ascoltando il racconto della vicenda di Antonino Caponnetto e accettando la sfida ad essere cittadini attivi e responsabili. Abbiamo con loro fatto esperienza del confronto con amministratori e cittadini in marzo e, giunti al terzo appuntamento, stride la loro assenza con la logica di questo progetto che vuole favorire il protagonismo ed avere un carattere di impegno duraturo lungo l'intero anno scolastico e non essere un semplice evento.

Come abbiamo già sottolineato, la continuità richiesta lungo l’intero anno scolastico ha la funzione di dare senso all’impegno costante del cittadino e della cittadina, promuovere l’abito civico dell’attenzione e della responsabilità e offrire occasioni diverse di confronto ed esperienze di dibattito e di riflessione. Continueremo a sollecitare questi comportamenti proprio come richiamiamo a comportamenti responsabili chi ha il governo della cosa pubblica, affinché sia interlocutore per ragazzi e ragazze.

Sono stati questi stessi intendimenti a muoverci in questi cinque anni nel richiedere attenzione e interlocuzione alla Regione Veneto, che pure ha finanziato una delle edizioni del progetto, riconoscendone così il valore. Elena Donazzan ha apprezzato l’impegno della Fondazione ma ha voluto ricordare che sono molte le iniziative che si tengono nelle scuole del Veneto, ci sono quotidianamente momenti di riflessione e di approfondimento che mostrano l’attenzione della Regione Veneto alle questioni della legalità. La Fondazione non ha messo in discussione l’impegno dell’istituzione regionale, ma ha solo sottolineato il silenzio lungo quattro anni, un silenzio fatto di mancate risposte ad inviti, mail e telefonate. Se serviva a giustificare i silenzi e le assenze del passato la risposta dell’assessora Donazzan è insufficiente. Tuttavia crediamo importante sottolineare la presenza e la disponibilità al dialogo di quest’anno e siamo certi che a questo primo appuntamento altri ne seguiranno nella condivisione del compito di formare i cittadini al rispetto delle regole e alla responsabilità.

Tale compito è urgente perché i fenomeni del riciclaggio di denaro e di inquinamento della economia sono vicini, come ci ha ricordato nel passato, in un incontro con le scuole di Venezia, quel cittadino vittima della ludopatia, testimone del riciclaggio di denaro di provenienza illecita in una sala da gioco d’azzardo.

Ad esordire sono stati i giovanissimi di Cadoneghe dell'istituto comprensivo che hanno presentato il loro lavoro sull'inquinamento con un video che racconta l'inquinamento dovuto al traffico automobilistico: le immagini e le interviste ai genitori documentano l'inquinamento che compromette la salute e la situazione davanti alla scuola nelle ore di punta richiede un cambio di abitudini e nuovi comportamenti che privilegiano l’andare a scuola a piedi, in bici, con i mezzi pubblici. Hanno pensato ad una gara fra le classi a chi percorre più km a piedi per raggiungere la scuola, hanno sollecitato l’amministrazione alla chiusura delle strade nelle ore di punta e a installare cartelli stradali e pubblicitari per incentivare buone pratiche e comportamenti virtuosi.

Paola Venturato assessora comunale ha ricordato ai ragazzi e alle ragazze l’invito in un prossimo Consiglio comunale e l'impegno dell’amministrazione a realizzare alcuni dei cartelli da mettere in alcuni luoghi del comune.
Hanno poi preso la parola i coetanei e le coetanee di Taglio di Po che hanno proposto il recupero di un campetto di calcio, proposta che si inserisce in una riflessione più generale relativa ai beni pubblici che devono essere salvaguardati con il concorso dei cittadini e per questo hanno dato appuntamento il 26  maggio a compagni di scuola e adulti per ripulire il parco Perla, facendo appello alla responsabilità di ciascuno e ciascuna, senza immaginare divieti, con dei cartelli da installare in alcune zone precise.

Hanno poi ricordato la condizione di degrado del Palavigor che necessita di lavori e hanno concluso con un appello al senso civico.
Le parole e gli intendimenti di questi ragazzi e ragazze hanno consentito una piccola riflessione sulla vicenda di Porto Viro dove l’Amministrazione non ha ospitato nella Sala del Consiglio i propri giovani cittadini per un confronto. Oppure a Porto Tolle, compagno di viaggio in questo percorso di cittadinanza, studenti e studentesse avevano preparato dei cartelli per denunciare comportamenti scorretti e veri e propri abusi di chi abbandona rifiuti in certe zone della città e avevano invitato la Fondazione per la posa di questi cartelli che richiamano alla responsabilità chi compie quelle azioni. Dopo tanto lavoro non è stato possibile dare seguito ai propositi perché la scuola e il Consiglio d’Istituto ha bocciato l’incontro regionale non supportando quegli insegnanti coraggiosi che quotidianamente sono con i propri ragazzi nel loro cammino per essere cittadini attivi.

Gli studenti e le studentesse del Liceo scientifico Bruno di Mestre hanno riproposto la questione di alcuni parchi e alcuni forti di Venezia, luoghi suggestivi e di interesse storico, frequentati da giovani e adulti. Hanno approfondito il tema con incontri con esponenti delle Forze dell'ordine e di un'associazione e con un questionario ai propri compagni. Hanno denunciato le condizioni di sicurezza precarie in uno e le attività di spaccio, richiedendo un maggiore controllo. La presenza di un comitato spontaneo di cittadini garantisce una migliore sicurezza e questo tema dei comitati dei cittadini è stato ripreso dall’assessore comunale D'Este che ha ribadito l’importanza di conoscere il proprio territorio e le relative problematiche per poter intervenire. Ha voluto aggiungere una distinzione fra sicurezza e percezione della sicurezza che viene dal degrado e dal bombardamento mediatico, invitando i giovani ad essere attenti ad evitare questi equivoci.

I coetanei e le coetanee dell'istituto Pietro d'Abano di Abano Terme hanno scelto di occuparsi di alberghi chiusi nel loro comune che suscitano appetiti speculativi, mettendo la lente di ingrandimento sullo hotel Salvagnini Bernerhof. L’edificio in condizioni di degrado sorge nella zona centrale della città ed è oggetto di attenzioni affaristiche. Ragazzi e ragazze hanno fatto interviste ai vecchi dipendenti, hanno letto i  giornali per ricostruire la vicenda e hanno elaborato proposte per riaprirlo o trasformarlo in un ostello. Hanno fatto appello alla vigilanza perché non sia modificata la destinazione d’uso. Il loro impegno è stato apprezzato e rimarcato da Lidia Pege, consigliera comunale, e dall’architetto Zanardo, dipendente del Comune, che ha denunciato una gara di appalto relativa ad una bonifica che ha avuto come esito l’arresto del sindaco della città. Ha concluso con un appello a favore di una legge che tuteli i dipendenti pubblici che denunciano irregolarità e abusi commessi da amministratori e colleghi di lavoro.

La sua vicenda è stata ripresa da Gianni Belloni, giornalista impegnato sui temi dell’ambiente e dei rifiuti. Ha voluto ricordare due casi emblematici: a Battaglia Terme in fabbrica abbandonata vi era un deposito di rifiuti tossici e un imprenditore che pensava di mescolarli con il bitume per il manto stradale. L’inchiesta è nata dalle denunce di cittadini che hanno osservato il via vai di camion, offrendo un buon esempio di cosa vuol dire non girarsi dall’altra parte. Molte inchieste nascono dalle iniziative e dall'attivismo, un dato importante da valorizzare che si ritrova anche nell’altro caso relativo ad una storia i fanghi da smaltire nel rovigino. Le due vicende ricordano a ciascuno e ciascuna l’alternativa fra disobbedire o essere conniventi e questa scelta non lascia spazio a compromessi o incertezze.
Ultimi i giovani dello Scalcerle. Accompagnati dalle insegnanti e dallo stesso Dirigente scolastico hanno illustrato con ricchezza di argomenti il tema della violenza di genere, definendola attraverso le immagini, soffermandosi sulle molestie, approfondendo la questione della tratta degli esseri umani, della prostituzione e dello stalking.
Tanti i temi della mattinata, intensa e appassionata, che ci richiamano a non essere indifferenti, a costruire relazioni e a condividere percorsi, come quello con Auser Veneto, nostro compagno di viaggio nella regione nei progetti di educazione alla legalità fra giovani e adulti. Maria Gallo, presidente dell’associazione, ha voluto sottolineare come la legalità debba essere vissuta ogni giorno, costituire uno stile di vita per ciascuno e ha richiamato l’esempio dei nonni che vengono in soccorso dei nipoti con le loro attività di volontariato.
L’appuntamento del 18 maggio si colloca fra gli anniversari del 9, le uccisioni di Aldo Moro e di Peppino Impastato, e del 23, la strage di Capaci. Per questo, in chiusura abbiamo voluto ricordare quelle vicende. Con tutti i loro lati oscuri ci richiamano al dovere della chiarezza e del ristabilire una verità, non solo quella giudiziaria dell’accertamento delle responsabilità e dei relativi giudizi, ma anche storica perché questo nostro paese ha sempre più bisogno di una memoria condivisa che sia un legame forte e durevole per i propri cittadini e cittadine.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

lunedì 26 marzo 2018

Giovani sentinelle fra Verona e Padova: un'altra intensa giornata

Mercoledì 21 marzo di mattina appuntamento con Angelo Corbo a Legnago. 

Trecento ragazzi e ragazze degli istituti superiori cittadini Minghetti, Silva Ricci e Medici lo hanno accolto nel cinema teatro Salus per ascoltare la sua testimonianza in ricordo delle vittime di mafia. 

Angelo ha raccontato la sua vicenda, ne ha ripreso i temi principali, soffermandosi sui ricordi e sui nodi di quella storia terribile. In tanti si sono fermati a chiedere, ad esporre i propri punti di vista, ad esprimere solidarietà e lui con la consueta pazienza ha risposto sottolineando i punti critici e raccontando le emozioni e l’appuntamento si è protratto per tutta la mattinata. Ad accompagnarci in questo primo incontro l'Auser Veneto, nostra partner nella regione, e il Sindacato Pensionati Italiani Cgil, organizzatore dell’evento e nostro compagno di viaggio e di condivisione di ideali.

Questo straordinario tessuto di partecipazione civica ci riempie di speranza e argina incertezze e sbandamenti, errori e assenze delle istituzioni nella fatica quotidiana a favore della legalità e nel contrasto alla criminalità organizzata e alla corruzione.


Nel pomeriggio appuntamento ad Abano Terme, in una delle sale affrescate di Villa Bassi Rathgeb dall'impianto cinquecentesco rimaneggiato nel XVII secolo, ragazzi e le ragazze della classe 2H dell'IPSSAR Pietro d'Abano, con le loro insegnanti, Alessandra Bernardi ed Elisa Pedrina, e quelli della 4A dell'Istituto di Istruzione Superiore Leon Battista Alberti con la docente Alida Raverenna, sono stati accolti dal sindaco Federico Barbierato e dall'assessora Cristina Pollazzi, che ha le deleghe all’Istruzione e alla Cultura. A loro si è aggiunto più tardi il vice sindaco Francesco Pozza.


Nei saluti iniziali il sindaco ha posto l'attenzione sui pericoli in cui versa anche il territorio aponense, perché la criminalità organizzata assume forme sempre più silenziose e subdole e per questo occorre essere costantemente vigili. Ha ricordato la giornata dedicata a tutte le vittime di mafia, ha affermato che senza memoria non c'è futuro, gli eventi servono a tutti per capire e riflettere su una giornata così importante, ma ha aggiunto che serve partire già da domani, quando le piazze si svuoteranno, quando affronteremo il nostro quotidiano nel rispetto delle regole del vivere civile, facendo la nostra parte di cittadini consapevoli, imparando a non girarci mai dall'altra parte dinanzi alle illegalità o ai cattivi comportamenti; e proprio lì, nella scuola, si apprendono le buone prassi per divenire bravi cittadini.


La Fondazione ha ricordato che l'obiettivo del progetto e anche della giornata è fare esperienza di cittadinanza attiva e tanto più convinto e accogliente sarà l'ascolto e il confronto, tanto più forte  sarà la fiducia dei giovani nei confronti delle Istituzioni per divenire a loro volta difensori dei beni comuni.
Hanno preso la parola per primi i giovani dell'Istituto Alberghiero. Hanno ringraziato la Fondazione per aver dato loro l'opportunità di divenire protagonisti del loro territorio e, per affrontare il tema Hotel chiusi in zona termale e prevenzione interessi illeciti, hanno voluto accendere i riflettori sulla struttura alberghiera dell'albergo Salvagnini Bernerhof, una struttura di grandi dimensioni, definito un fantasma nel centro storico di Abano Terme. Le loro fonti sono state le interviste agli ex dipendenti, articoli di quotidiani e notizie tratte dai social media. Hanno realizzato una presentazione multimediale, curando anche un video, per documentare non solo il degrado in cui è stata lasciata la struttura e i pericoli incombenti, ma hanno saputo spiegare che proprio per l'architettura e la ubicazione, potrebbero essere molteplici le soluzioni da adottare: adibirlo a centro per anziani o a centro culturale per i giovani, ovvero riportare l'albergo agli antichi splendori. Tanti sono stati gli interventi dei ragazzi, ciascuno ha avuto un ruolo nell'esposizione del lavoro: hanno sottolineato la necessità di vigilare sulla provenienza di capitali eventualmente investiti per l'acquisto e per la ristrutturazione del bene e hanno assicurato l'impegno dell'intera classe nel continuare a vigilare sulla vicenda e sulle scelte che l'amministrazione deciderà di compiere in futuro.

Poi è stata la volta degli studenti e delle studentesse dell'Istituto Alberti con il tema Inquinamento ed eco-legalità. Hanno effettuato un'attenta e corposa ricerca sulle ecomafie e lo smaltimento illecito dei rifiuti, soffermandosi anche sulla grave emergenza nazionale in cui versano alcune aree della Campania, indicate dalle cronache come Terra dei fuochi. Hanno fatto riferimento anche ai dati drammatici sviluppati dal rapporto Ecomafie già nel 2015 da Legambiente, in cui erano documentati i reati accertati per un giro d'affari di 22 miliardi di euro. 

Con immagini e parole hanno descritto i danni per la salute e l'ambiente, per soffermarsi sulla etichettatura degli alimenti e sulle sanzioni previste per le aziende che non rispettano alcuni obblighi informativi, misure queste introdotte nel decreto legislativo n. 43 del settembre 2017 e ponendo anche domande circa l'efficacia di una sanzione amministrativa in caso di violazioni, senza quindi la delineazione di una ipotesi di reato penale. Hanno espresso infine il desiderio che l'amministrazione comunale operi in direzione di uno sviluppo sostenibile attraverso la cosiddetta green economy, concludendo con un consiglio di buone prassi, da estendere anche ad altre città venete, per coinvolgere i cittadini a compiere sempre azioni etiche ed utili.


Cristina Pollazzi ha molto apprezzato il lavoro di entrambi gli istituti e, nel rispondere agli studenti dell'Alberghiero, ha riferito che la situazione è ancora più grave di quella che essi hanno presentato. L'idea dell'Amministrazione Comunale è di mantenere la vocazione turistica non solo dell'albergo Salvagnini ma di tutti gli edifici turistici dismessi, perché il problema grave per la città di Abano è la grande speculazione di edilizia residenziale che è stata fatta sul territorio negli ultimi anni, che ha portato la città ad avere oggi troppi appartamenti vuoti. Quindi, in nome dell'amministrazione che rappresenta, si è sentita di voler fare una promessa ai suoi giovani cittadini, porre massima attenzione non solo sulla destinazione d'uso ma anche sui possibili compratori esteri che si presenteranno a fare proposte, per questa amministrazione si tratta anche di una questione di immagine pubblica, considerato che la città di Abano risulta essere la 25^ stazione turistica d'Italia per numero di ospiti.
Riguardo la ricerca dei ragazzi dell'Istituto Alberti, l'assessore ha sottolineato di essere molto contenta della scelta di studio operata dai ragazzi, perché il Comune di Abano ha una certificazione Emas, ovvero il Sistema comunitario di EcoGestione e Audit (EMAS = Eco-Management and Audit Scheme) basato sull'adesione volontaria per le imprese e le organizzazioni che desiderano impegnarsi a valutare e migliorare la propria efficienza ambientale; ciò vuol dire che vi è una sensibilità verso l'ambiente e la sua tutela. A seguito di questa certificazione ogni anno vengono organizzati incontri informativi e formativi, in particolare rivolti agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado. L’impegno resta comunque quello di ricercare fonti rinnovabili di energia in alternativa a quelle comuni. Ha informato i ragazzi circa la recente installazione di ecocompattatori, un modo simpatico di educare al riciclaggio.

Al confronto erano presenti Lidia Pege e Licia Serpico, referenti per il Veneto della fondazione Caponnetto, e Maria Gallo presidente di Auser Veneto, giunta ad Abano dopo l’impegno mattutino a Legnago per condividere questo momento di protagonismo giovanile in nome della legalità e della cittadinanza.

Un momento particolarmente intenso ed emozionante è stato l'intervento di Angelo Corbo,  sopravvissuto alla strage di Capaci e oramai amico di viaggio della Fondazione per testimoniare i valori e i principi, il ricordo dei suoi compagni e quella di Giovanni Falcone. Ha ricordato a ragazzi e ragazze che non sono solo le terre del Sud ad avere il primato di terra dei fuochi ma bisogna essere vigili perché il Veneto, come la Lombardia, la Toscana e altre regioni, devono affrontare gli stessi problemi di contrasto delle attività illegali legate al ciclo dei rifiuti, come risulta da indagini recenti. Anche nel pomeriggio Angelo non si è sottratto alle richieste dei ragazzi e delle ragazze, ha risposto loro e li ha sollecitati a proseguire nell’impegno e nella testimonianza, e il tempo è trascorso velocemente. I ricordi più vividi di quelle persone nelle parole di Angelo hanno rafforzato il pensiero in noi che esse non siano morte per ottenere fredde lapidi e targhe, ma per un sogno di democrazia e libertà che sta ad ognuno di noi adesso realizzare al meglio per onorarne la memoria.

Impariamo stando insieme a vigilare sulle azioni non ad ascoltare parole, con quelle dipingiamo solo illusioni.
L'appuntamento per il terzo incontro è per il prossimo venerdì 18 maggio, quando tutti gli studenti e le studentesse del Veneto aderenti al progetto Sentinelle della Legalità saranno accolti da amministratori e consiglieri della Regione.


Domenico Bilotta e Licia Serpico
Responsabili Nazionale e Regionale Veneto Progetto Scuola