venerdì 24 maggio 2019

Ancora due appuntamenti per le sentinelle siciliane : Messina e Agrigento


A Messina nell’auditorium della scuola Cristo Re le classi di due plessi dell’Istituto comprensivo Gravitelli Paino, di cui fa parte lo stesso plesso che ha ospitato l’incontro, insieme con i più grandi dell’Istituto Enzo Ferrari di Barcellona Pozzo di Gotto si sono ritrovati con noi per questo terzo appuntamento. 

Ancora una volta le istituzioni messinesi sono assenti! Infatti nonostante i ripetuti inviti non hanno ritenuto di ascoltare i propri giovani cittadini né nella veste di sindaco del Comune di Messina né come esponente di sindaco della Città metropolitana  estendendo così anche ai giovani di Pozzo di Gotto in diritto al confronto! 

Presente il solo assessore Nino Munafò del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto che ha la delega alle Politiche giovanili.

La Fondazione ha introdotto l’incontro ricordando a giovani e giovanissimi il valore e il significato di questo terzo appuntamento: raccontare e condividere con altri giovani le proprie proposte, le esperienze, i temi, i linguaggi uscendo dai muri del proprio edificio scolastico e scambiandoli con altri. Mettere in comune significa creare legami fra giovani in uno stesso sentire riguardo la cittadinanza e il rispetto delle norme, e creare legami per costruire modalità nuove per l’azione pubblica, una maggiore sensibilità ai temi dei diritti e un più attento senso del dovere. In questo modo prepariamo anche la Conferenza finale del prossimo ottobre quando saranno interlocutori deputati e senatori a cui porre domande e sollecitare risposte su temi più largamente condivisi.

I primi ad esordire sono stati i più giovani della scuola media padre Annibale Maria di Francia. Tre classi hanno elaborato il progetto Un mondo senza barriere, presentato con piglio sicuro, deciso.

Queste barriere rimandano al tema delle migrazioni e a quelli affini dell’accoglienza e dell’integrazione. Si sono soffermati sulle ragioni delle migrazioni: economiche, climatiche, politiche e anche criminali, distinguendole e precisandole, hanno ricordato le responsabilità degli europei per quanto concerne le situazioni di povertà, anche estrema di tanti paesi africani, hanno raccontato del viaggio dei migranti e dei centri di prima accoglienza, dove si offre una prima assistenza per poi essere inviati negli altri per essere avviati al lavoro. 

Il primo Decreto sull’immigrazione produce e produrrà delle ulteriori emergenze perché acuirà alcuni problemi, perché riduce i fondi per l'integrazione e la protezione umanitaria. 

A concludere questo lavoro si è aggiunta un’ulteriore riflessione sul mare che deve tornare ad essere luogo di incontro e gioco, di divertimento e svago con i ragazzi e le ragazze che sono saliti sul palco a rappresentare con il linguaggio del teatro questa loro aspirazione contro ogni tentativo di fare del mare una ulteriore barriera.

Altre classi del plesso Cristo Re invece hanno scelto a tema la questione del bullismo e lo hanno fatto cantando e ballando un pezzo scritto da loro. Di nuovo il linguaggio del teatro e della musica cui hanno fatto ricorso per parlare di un tema che fra gli adolescenti preoccupa e non poco, come testimoniano le tante scuole che hanno scelto di occuparsi della questione anche in questo anno scolastico. 


L’enorme mole di proposte, di materiali prodotti, di suggerimenti e di inviti rischia spesso di restare lettera morta perché i giovani non trovano interlocuzione e, nel caso di questa scuola di Messina, i giovani non avevano trovato ascolto nemmeno con gli amministratori locali nell’appuntamento dello scorso 29 marzo.

La nostra terra è la nostra casa io riciclo è invece il tema scelto dai più grandi dell’Istituto Ferrari di Barcellona Pozzo di Gotto che hanno voluto approfondire i temi della raccolta differenziata e del riciclaggio. 

I ragazzi e le ragazze sono di tre plessi dell’Istituto: quello di Barcellona, di Milazzo e di Pace del Mela ed hanno condiviso il tema perché il riciclaggio dei rifiuti è un tema che riguarda la legalità, sia pure guardandolo da punti di vista e con strumenti differenti. 

Per questa ragione ci siamo ritrovati con un manifesto di un abito fatto con pezzi di bottiglie di plastica riciclati e un video ci ha illustrato la lavorazione alla quale si è dedicata la sezione moda dell’istituto. 

Poi più da vicino la questione dei rifiuti con la denuncia di chi li abbandona fuori dai cassonetti e, anche in questo caso, un bellissimo video scritto e interpretato dagli studenti stessi che denuncia questo malcostume a cui dovrebbe opporsi ogni cittadino attento e rispettoso delle regole. E di riciclaggio si sono occupati anche quelli di Milazzo che con i propri docenti hanno dato esempio con la realizzazione di un porta penne in allumino con gli scarti di lattine.

A completare il loro intervento una canzone, anch’essa scritta, musicata e interpretata dai giovani che hanno così offerto una bella prova di cosa è possibile fare in tema di riciclo di rifiuti coi linguaggi più vari. 

Nino Munafò è stato loro interlocutore ribadendo innanzitutto che l’avvio della raccolta porta a porta è un processo da cui non si torna indietro con nuovi cassonetti perché significherebbe mettere in crisi il percorso avviato con il tentativo di rendere responsabile ogni cittadino e cittadina. 

Le parole dell’assessore sono servite a rispondere ad alcune obiezioni di studentesse che sottolineavano alcuni aspetti critici come la scarsa conoscenza del meccanismo della raccolta da parte di tanti cittadini, soprattutto anziani. Altra questione sollevata dai giovani è legata all’offerta economica di piatti e stoviglie di plastica a prezzi irrisori che alimenta l’abuso della plastica. 

L’osservazione è importante e rinvia ad una questione centrale spesso poco affrontata: l’intervento sul lato dell’offerta, si pensi non solo a piatti e stoviglie ma a tutti gli involucri degli alimenti nei supermercati. Lo scambio è stato interessante e sarebbe proseguito se non ci fosse stata necessità di chiudere l’incontro per il ritorno a Barcellona dei giovani del Ferrari.

Con tutti ci rivedremo in ottobre in occasione della Conferenza finale che ci auguriamo la Regione Siciliana vorrà ospitare.

Nella stessa giornata ragazzi e ragazze dell'Istituto comprensivo G. Marconi di Licata, accompagnati dalla referente Carmelina Di Rosa e da altre sue colleghe, e quelli dell'Istituto comprensivo Galileo Galilei di Raffadali, accompagnati dalla referente Carmelina Galvano e dal dirigente reggente Roberto Navarra, sono stati accolti nell'aula consiliare Luigi Giglia dal Commissario Straordinario dal Libero Consorzio dei Comuni di Agrigento dott. Alberto Di Pisa.

Al contrario, assenti ingiustificati sindaci e assessori dei due Comuni sede delle scuole che non hanno ritenuto importante accompagnare i propri giovani cittadini a questo terzo confronto al quale  partecipano, oltre alla Provincia ospitante, i Comuni e la Regione, chiamati a dare esempio di buoni comportamenti, di buona politica, di collaborazione fra enti, alla ricerca di soluzioni condivise.

Questo terzo appuntamento non è una ripetizione del secondo incontro, ma un confronto di idee sia fra scuole che condividono reciprocamente i temi, facendoli propri, ma è anche conoscere la volontà e l’impegno degli enti locali al miglioramento del proprio territorio. E questi obiettivi danno valore al progetto. 

A contribuire a tali compiti era presente un’altra parte dello Stato con le Forze dell’Ordine: il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Agrigento, capitano Luigi Garrì, il comandante dalla Guardia di Finanza,  Tenente Colonnello Fabio Sava, e il dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura, Francesco Sammartino. 

Per i ragazzi di entrambe le scuole è stata una  giornata speciale in quanto i temi da loro affrontati sono stati oggetti di approfondimento da parte degli ospiti arricchendo la conoscenza e ricevendo ulteriori spunti per la loro risoluzione. 

Ognuno di loro ha infatti saputo dare un contribuito, con un intervento mirato, una vera e propria lezione di approfondimento sui temi scelti dai ragazzi. Presente il Prefetto dott. Dario Caputo che, nonostante avesse dichiarato di dover andare via da lì a poco, è rimasto affascinato dall’impegno dei ragazzi e dallo svolgimento della mattinata e questo lo ha trattenuto fino alla fine. Presenti anche, per ulteriori approfondimenti, il presidente regionale FAI avv. Giuseppe Taibi e il dott. Nino De Miceli, psicologo che si è occupato del cyberbullismo.

I ragazzi di Licata hanno condiviso con i ragazzi di Raffadali il desiderio di far rinascere la propria città col dare vita alla cultura, coltivare la discussione, il confronto, ma per far questo bisogna avere gli spazi, luoghi di aggregazione e loro hanno pensato alla Riqualificazione di villa Elena. 
 
Nel loro intervento i più piccoli della primaria, hanno denunciato il degrado e l'incuria degli spazi dove sin da piccoli attraverso il gioco si cresce fisicamente e mentalmente, si alimenta lo stare insieme, mentre oggi si nutre l'arroganza di alcuni. I bambini hanno risposto col voler difendere i propri beni comuni divenendo baby vigili della villa, nel non volersi girare dall’altra parte ma denunciare gli atti vandalici. 

Fra le proposte, un orto botanico curato da anziani e bambini; spazi per i giochi, per spettacoli, luogo di ritrovo. Schierati davanti agli oratori, hanno concluso il loro intervento con poesie e filastrocche. I più grandi aiutati da cartelloni ricchi di fotografie hanno illustrato la storia della villa, del suo passato, le tradizione della città di come nel passato si coltivavano i luogo di incontri per anziani, adulti e bambini. Oggi, grazie anche al silenzio di tanti, dilaga la cementificazione e spazi a pagamento, l'aggressione lascia spazio alla solitudine, non voluto dai ragazzi ma dagli adulti.

L’amministrazione nel secondo incontro di marzo aveva riconosciuto gli errori del passato, aveva preso impegni e ci auguriamo che vorrà proseguire, ma avremmo voluto che a questo appuntamento difendesse l’auspicio dei suoi cittadini a un cambiamento che non può avvenire se non con la condivisione e le scelte di tutti. 

Prima dell’intervento dei coetanei di Raffadali abbiamo voluto ricordare Aldo Moro e Peppino Impostato, uniti non solo nella ricorrenza della loro morte ma anche vittime di strategie oscure, fardello che il nostro Paese si trascina da troppo tempo e solo attraverso la crescita di cittadini consapevoli potremo raggiungere una verità condivisa che restituisca tutto il suo prestigio alla nostra democrazia.

È poi stata la volta dei ragazzi e delle ragazze dell'Istituto comprensivo Galileo Galilei con il loro tema: Bullismo e Cyberbullismo che hanno esordito con un monologo toccante di testimonianze di vittime di bullismo, prima di passare all'analisi di come intervenire per evitare che la vittima venga isolata. Ragazzi e ragazze hanno chiesto di costituire uno sportello di ascolto presso la scuola e uno in città, di essere disponibili a creare una rete per sensibilizzare all'interno della scuola tutti gli studenti. 

Nel secondo incontro avevano chiesto al proprio Comune di promuovere dei corsi per formare le famiglie alla conoscenza dei pericoli proveniente da internet riguardo il cyberbuĺismo, per riconoscere dai comportamenti eventuali disagi da parte dei figli vittime di questo fenomeno. Anche in questo caso l’Amministrazione nel secondo incontro si è resa disponibile e ci auguriamo voglia mantenere l’impegno preso con in propri giovani cittadini. 

La scuola tutta è impegnata da tempo a combattere e prevenire questo fenomeno e le tante problematiche connesse per far crescere e alimentare il senso civile e la Fondazione le sarà sempre accanto. Nello stesso tempo ribadiamo  l’obiettivo delle giovani sentinelle di sapere se vi è l’intento comune da parte di tutti, e in special modo di chi amministra la cosa pubblica, di affrontare e mettere in agenda le proposte che vengono dai giovani; se vogliono perseguire tale intendimento con la maggiore coesione possibile, con rigore e nel rispetto della nostra Carta Costituzionale.

Riprenderemo i tanti temi al centro della riflessione di ragazzi e ragazze e oggetto di proposte e sollecitazioni nelle Conferenze finali di ottobre e chiederemo impegni precisi ad amministratori e parlamentari che ci auguriamo non manchino e diano indicazioni e risposte perché il silenzio o l’assenza significano complicità con chi non vuole la partecipazione e una democrazia più compiuta.


Domenico Bilotta, Giuseppe Vitale, Sergio Tamborrino e Christian Petrina

martedì 21 maggio 2019

Terzo incontro per le giovani sentinelle pistoiesi

Giovedì 2 maggio hanno preso il via gli appuntamenti delle giovani sentinelle a livello provinciale e ad esordire sono stati i ragazzi e le ragazze del pistoiese, i più grandi dell’Istituto Capitini di Agliana e i più giovani del comprensivo Caponnetto di Monsummano. 

Assenti gli altri giovanissimi della montagna pistoiese, di Cutigliano e di San Marcello Pistoiese, che pur avendo iniziato in ritardo avevano lavorato duramente sui temi delle dipendenza da alcol elaborando riflessioni e proposte molto interessanti con manifesti e pubblicità, ma la rinuncia della scuola ha impedito loro il confronto con gli altri giovani, ad esempio quelli del Capitini che hanno pure affrontato gli stessi temi, e lo scambio sarebbe stato interessante e suscettibile di ulteriori sviluppi.

Il consigliere provinciale Gabriele Giacomelli ha accolto giovani, insegnanti e fondazione ricordando Antonino Caponnetto, uomo e giudice esemplare per la dedizione nel suo lavoro professionale e per l’impegno profuso a favore della cultura della legalità e della cittadinanza nell’ultima parte della sua vita.

La fondazione ha introdotto i lavori ricordando quanto sia importante questo terzo appuntamento, ospitato nelle sale della Provincia, quando ragazzi e ragazze di scuole differenti si incontrano e mettono in comune le proprie esperienze, condividono percorsi e linguaggi, progetti e proposte.

Questo terzo appuntamento ha tali caratteri specifici a cui dobbiamo aggiungere anche la domanda che ogni giovane deve porsi: ma io che cosa posso fare?

Hanno preso per primi la parola i più piccoli del comprensivo intitolato al giudice Caponnetto: Mettiamo la mafia in panchina e su questo tema hanno scritto articoli nell'ambito del concorso del giornale La Nazione Cronisti in classe. Ma oltre ad essersi occupati di mafia sono stati impegnati in lavori di pulizia e ripristino del giardino della scuola e hanno recuperato le panchine tinteggiandole. Questi spazi recuperati saranno inaugurati il prossimo 3 giugno. Ci sono state poi delle iniziative della scuola contro lo spreco e la difesa dell'ambiente e un mercato del riciclo

In ultimo, con la regia di Luca Ferrante, alunni e alunne del Consiglio comunale dei ragazzi sono stati i protagonisti di un cortometraggio contro il bullismo presentato in tutte le classi.

Poi hanno preso la parola i più grandi del Capitini che si sono occupati di prevenzione delle dipendenze. Studenti e studentesse delle quattro classi che hanno partecipato al nostro percorso hanno acquisito prima le informazioni in ambito della prevenzione, hanno sottolineato la pericolosità del consumo occasionale di alcolici, hanno approfondito il tema con incontri con il dott. Balli, con le comunità Incontro e Nuovi Orizzonti, hanno visto il film La mia seconda volta e hanno presentato il proprio lavoro alla consulta dei genitori della scuola e all'assemblea della scuola.

Non hanno limitato il loro lavoro alle sole dipendenze da alcol, hanno allargato l’orizzonte occupandosi anche di gioco d’azzardo e di social e, alla fine hanno preparato un bel video, Fuori gioco, originale per lasciare aperto il finale, a sottolineare l’importanza della scelta che ogni uomo o donna deve compiere e hanno concluso con un slogan intrigante sul piano linguistico: Se vuoi vincere lascia perdere.

In conclusione hanno rilanciato alcune proposte: dotare di etilometro gli spazi dove si distribuiscono alcolici e aumentare le sanzioni per scoraggiare gli abusi. Hanno poi elaborato una serie di domande che hanno proposto a compagne e compagni per farli riflettere sulle dipendenze e hanno richiesto poi una maggiore sorveglianza su tutto il territorio e in particolare all'uscita delle scuole, al cui interno dovrebbe esserci un centro di ascolto.

Per tutto questo loro lavoro chiedono ospitalità sul sito della Provincia in modo da sensibilizzare gli adulti sul tema delle dipendenze e Gabriele Giacomelli, che ha preso la parola subito dopo ha preso l’impegno di portare l’argomento in Consiglio e di convincere gli altri membri ad approvare la richiesta.

È stato contento di essere stato presente a queste presentazioni perché sono testimonianze di passione e di grandi capacità e il nostro Paese ha bisogno di uomini e donne coraggiosi e preparati, rimarcando il ruolo e l'importanza della scuola e l'intuizione del giudice Caponnetto, davvero geniale nel tornare fra i banchi per sollecitare ragazze e ragazzi all’impegno e alla responsabilità.

Giuseppe Balli, alcologo e referente della fondazione, ha apprezzato molto le proposte e le modalità con cui vogliono diffondere i messaggi e ha sottolineato quanto sarebbe importante che i Comuni promuovessero dei veri e propri approfondimenti su questi temi di interesse generale.

Domenico Santagati, già insegnante dell’istituto Capitini e in quella veste compagno di viaggio in questo percorso ha voluto riprendere il tema della responsabilità, di quanto le scelte individuali possano modificare comportamenti e atteggiamenti, mentre si corre il rischio di una minore efficacia con richieste generiche di una maggiore severità nelle pene e nelle punizioni.

Nel sottolineare questa difficoltà vi è la consapevolezza che l’appello alla severità o i maggiori controlli sono i lidi sicuri quando il tema della responsabilità richiede un’attenta analisi dei propri modi di fare e con questa sottolineatura abbiamo chiusa la mattinata intensa e ricca.

Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino, Claudio Gherardini, Domenico Santagati e Giuseppe Balli

domenica 19 maggio 2019

Mercoledì 8 maggio: due incontri con le giovani sentinelle di Sicilia: Trapani e Siracusa.

Nella bella sala Piersanti Mattarella del Palazzo del Governo di Trapani a fare gli onori di casa è il Commissario straordinario del Libero Consorzio di Trapani, dott. Raimondo Cerami. 

Le giovani sentinelle della Direzione Didattica 2° Circolo Ruggero Settimo di Castelvetrano e i loro coetanei  dell'Istituto comprensivo G. Nosengo di Petrosino, giunti in ritardo a causa del disservizio dei bus della loro scuola, hanno riempito tutti gli scranni della sala.

Dando il benvenuto il dott. Cerami si è soffermato a illustrare i compiti del Commissario provinciale,  il suo ruolo che ha carattere politico-amministrativo, ha spiegato infatti che non è eletto dai cittadini ma nominato dal Presidente della Regione Siciliana in quanto, da sette anni, le vecchie Province divenute Liberi consorzi di Comuni sono in difficoltà economiche ma mantengono il ruolo e le competenze relative alla manutenzione delle strade, del turismo, dell'edilizia scolastica e di tante altre mansioni. 
 
La Fondazione ha informato il commissario e i funzionari presenti del progetto che ai giovani offre l’opportunità di fare esercizio di una capacità critica nel determinare diversamente le scelte operate dal mondo adulto, correggere la politica oltre che salvaguardare la legalità e la sicurezza del proprio territorio. Abbiamo poi lasciato la parola ai ragazzi e alle ragazze del comprensivo Nosengo di Petrosino per esporre il loro tema dal titolo: Rendiamo la nostra scuola più accogliente - curiamo i nostri spazi (rifacimento delle strutture sportive esterne e progettazione dello spazio verde da realizzare nel giardino della scuola. Hanno espresso il bisogno di una scuola con più verde, dei giardini e degli orti didattici, con angoli per la lettura, l'installazione di ecocompattatori. Lamentano dei servizi di scuola bus carenti, l'installazione di rastrelliere per bici e vorrebbero sensibilizzare compagni e adulti al loro uso.
A marzo il sindaco si era rivolto ai ragazzi dicendo che non bastavano più le parole, bisognava passare ai fatti! Riguardo il verde e le compostiere si era reso disponibile a fornire personale e attrezzature per curare alcuni spazi verdi e pronto a coinvolgere ragazzi, nonni e genitori per la realizzazione di alcuni orti che servissero alla coltivazione di erbe aromatiche. Era intervenuto anche nella irregolarità degli orari dei scuola bus, e aveva esortato i ragazzi a vigilare e a comunicare all'amministrazione le disfunzioni dei servizi.
Aveva pure annotato la data per il confronto di quest'oggi in Provincia ma né lui, né un esponente della sua amministrazione era presente al dibattito per spiegare ai ragazzi, che attribuiscono il loro stesso ritardo di questa mattina al cattivo servizio dei bus scolastici, a chi devono comunicarlo e con chi devono confrontarsi, ma di una cosa siamo certi: non bastano le parole! 
 
Hanno preso la parola le Giovani Sentinelle del II Circolo Didattico Ruggero Settimo di Castelvetrano con il loro tema: Mi prendo cura di te; Castelvetrano città da vivere.
Hanno esordito nel cantare la canzone Oltre il silenzio, composto dai ragazzi più grandi del Don Sturzo di Bagheria, brano adottato da tutte le scuole siciliane come un inno a voler confermare: «Non vogliamo stare in silenzio, vogliamo andare oltre».

Hanno proseguito rivolgendosi ai presenti parlando della loro Castelvetrano, città che vive da anni in grande difficoltà economica, messa in ginocchio dalla mafia e dalla connivenza politica corrotta, fino a non avere un'amministrazione che possa dare ascolto ai cittadini onesti che vogliono vivere in un paese normale per dare futuro e certezza ai propri figli. Gli alunni delle classi quarte hanno acceso i riflettori sulle tante problematiche della città: dal randagismo al degrado della città, dai rifiuti all'incuria dei monumenti, ne hanno anche esaltato le straordinarie bellezze del proprio paese utilizzando, grazie alla scuola, tutte le possibilità espressive: il disegno, il video making, la recitazione, il canto. Ne hanno dato prova con alcuni passi del loro impegno. 

Hanno ricordato di come oggi la cittadinanza è chiamata a rieleggere gli organi del proprio comune e i giovani vogliono essere protagonisti del cambiamento e per questo hanno stilato un vero e proprio Patto di Corresponsabilità tra la Scuola e l’Amministrazione Comunale per riqualificare la Villa Falcone Borsellino che versa oggi in uno stato di degrado ed abbandono e su tutti gli altri temi che hanno affrontato in questi anni. Il patto è stato donato al commissario dimostrando come le istituzioni assenti avrebbero dovuto dare esempio nel ricercare intendimenti comuni per un cammino di legalità, hanno ricordato che lo stesso è stato letto e sottoscritto dalle diverse componenti, con l’impegno da parte della Commissione Straordinaria di Castelvetrano di custodirlo e consegnarlo nelle mani del futuro Sindaco della città. 

Anche con loro ci siamo dati appuntamento per ottobre, ci auguriamo ospiti della Regione Siciliana per proseguire e confrontarsi con parlamentari e istituzioni presenti.

A Siracusa i ragazzi e le ragazze dei comprensivi Santa Lucia e K. Wojtyla di Siracusa e del Domenico Costa di Siracusa insieme ai più grandi del Liceo scientifico e delle scienze umane Corbino sempre di Siracusa si sono ritrovati nel bell’auditorium dell’Istituto Einaudi, spazio grande e accogliente per ospitarli tutti, che il Libero consorzio dei comuni della vecchia provincia di Siracusa ha individuato, non avendo l’ente locale una sala sufficientemente ampia. Ad accogliere i giovani e i giovanissimi con i loro insegnanti e la fondazione con Elena Giampapa  una funzionaria del Libero consorzio delegata dalla Commissaria straordinaria, dottoressa Carmela Floreno, che li ha salutati e ringraziati prima dell’avvio dei lavori veri e propri.

Ad introdurli le parole e le riflessioni del dottor Luigi Pizzi, prefetto di Siracusa, che ha apprezzato l’impegno dei giovani in tema di rispetto delle regole ma ha voluto sollecitarli a chiedersi se le regole sono sempre giuste, con l’intento di farli riflettere più a fondo sui valori e sui principi che sono i presupposti delle regole che siamo chiamati a rispettare. Senza questa riflessione corriamo il rischio di non porci mai domande sulle regole e la nostra adesione ad esse è solo esteriore, mentre si perde del tutto il senso della giustizia.

A condividere le parole del prefetto anche gli ufficiali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza che hanno poi lasciato la sala per i propri doveri d’ufficio, mentre sono rimasti con i giovani il comandante della capitaneria di Porto e quello della Polizia municipale.

E le interessanti riflessioni del prefetto di Siracusa hanno poi lasciato spazio ai progetti e alle proposte di studenti e studentesse. Ad esordire sono stati quelli dell’Istituto comprensivo Santa Lucia,  ragazzi e ragazze di prima media che ci hanno introdotto al tema della violenza con un bel video da utilizzare come campagna pubblicitaria. Le immagini contro la violenza in città e nella provincia sono particolarmente efficaci e meriterebbero un’attenzione da parte di chi ha compiti di governo ai diversi livelli affinché il loro lavoro non venga disperso, non resti una voce nel deserto. Dopo aver illustrato i propri convincimenti e le immagini del video sono tornati a puntualizzare che vorrebbero realizzare una grande manifestazione contro la violenza per rendere pubblico a tutti l’allarme e la preoccupazione per questi fenomeni che mettono a rischio le relazioni fra uomini e donne. Per concludere hanno proposto tre originalissimi manifesti creati da loro Liberiamoci dalla violenza mettiamo le ali alle nostre idee che vorrebbero fossero presenti nelle scuole e nei luoghi pubblici.

Poi hanno preso la parola coetanei e coetanee dell’Istituto Costa di Augusta. Piccoli passi per grandi progressi, bel gioco di parole per parlare della propria scuola e della necessità di interventi urgenti per la propria palestra. Il loro è un progetto per essere cittadini attivi e pur essendo piccoli è possibile fare grandi progressi. Hanno fatto una video intervista alla propria dirigente scolastica che ha ricostruito la vicenda della palestra, una struttura in condizioni di degrado da abbattere per far posto ad un nuovo edificio e, per essere più chiari hanno fatto riferimento a tutte le novità in tema di arredo scolastico sollecitando i pubblici poteri ad essere più puntuali. 

Sono consapevoli che non usufruiranno della nuova palestra e proprio questa consapevolezza costituisce il segno della maturità di cittadino che si occupa del bene comune con lo sguardo oltre il proprio interesse personale. E questi giovanissimi con testardaggine hanno insistito fino all’ultimo, dinanzi alle difficoltà di proiettare il video, facendo appello ai più grandi che avevano un proprio computer in grado di consentire la proiezione. 

Poi hanno preso la parola quelli dell’altro comprensivo di Siracusa, il K. Wojtyla, che avevano scelto come tema I nonni, argomento apparentemente distante dalle logiche del progetto e che invece hanno sorpreso tutti con i linguaggi scelti e la prospettiva assunta nel guardare all’educazione alla cittadinanza. Due giovanissime si sono presentate sul palco per un balletto di danza classica ed è stata la prima volta che si è parlato di cittadinanza con il linguaggio della danza, ma il loro lavoro ha posto l’accento sul tema di come i nonni trasmettono conoscenze, valori, esperienze e, nel fare questo, custodiscono un pezzo di memoria. Anche loro hanno prodotto un video che abbiamo potuto vedere sia pure con qualche difficoltà.

In ultimo hanno preso la parola i giovani del Liceo Corbino. Le dipendenze al plurale il loro tema, a sottolineare che parliamo di una pluralità di condizioni che mettono a repentaglio le vite di tanti loro coetanei e coetanee. Con un bellissimo power point, - loro hanno disegnato e colorato tutte le immagini di ogni singola slide – hanno raccontato le dipendenze da alcol e droga, a gioco d’azzardo e sollecitato tutti con una domanda: come facciamo a convincere coloro che sono caduti nella spirale di una dipendenza a smettere? Quali argomenti abbiamo per convincerli ad intraprendere un cammino di liberazione da queste schiavitù?
E queste domande hanno stimolato risposte, non banali né scontate, ma l’aver scosso tutti i presenti è stato un primo successo.

Difficile convincere chi è preda di una dipendenza ad intraprendere un cammino di distacco se non vi è la volontà e la determinazione a farlo, ed è pure complicato trovare ragioni per chi ha imboccato il tunnel di una qualche dipendenza. Ha provato a rispondere anche Pietro Coppa, assessore del comune di Siracusa che ha le deleghe all’Istruzione, mettendo in rilievo le difficoltà, ma apprezzando i giovani che si sono impegnati in questo difficile percorso.

E Pietro Coppa è stato l’unico interlocutore di studenti e studentesse che hanno riempito la mattinata di tante idee e proposte e con loro ci siamo dati appuntamento per la Conferenza finale di ottobre.


Domenico Bilotta, Giuseppe Vitale, Sergio Tamborrino ed Elena Giampapa

venerdì 17 maggio 2019

I terzi incontri provinciali delle giovani sentinelle si spostano in Sicilia

Lasciate le giovani sentinelle di Massa ci siamo diretti a Pisa per imbarcarci in direzione di Palermo dove era previsto per martedì 7 maggio il confronto fra le otto scuole del territorio palermitano, insieme ai sette Comuni, sedi degli Istituti, la Regione Siciliana, ospiti della Città Metropolitana. 

Come sempre e con largo anticipo abbiamo contattato gli uffici della segreteria particolare del sindaco metropolitano, il suo cerimoniale, che ricevono comunque tutte le comunicazioni del percorso formativo sin dall’inizio dell’anno scolastico, ma la risposta è stata di non avere sale sufficientemente ampie per ospitare 208 ragazzi in rappresentanza delle scuole del proprio territorio. 

Ci siamo rivolti alla Regione Siciliana, al suo presidente Musumeci che, come lo scorso anno, non ha ritenuto di ospitare i propri giovani cittadini e neppure rispondere alle nostre comunicazione di posta certificata. Infine abbiamo contattato la sua segreteria particolare e il cerimoniale ricevendo risposte evasive che mostrano una gestione singolare della cosa pubblica che si è diffusa in tutto il nostro Paese confondendo, nel concedere le sale pubbliche, le finalità private - anche convegni o eventi privati - con quelle pubbliche - la richiesta di cittadini che vogliono dialogare con le proprie istituzioni - confusione che diventa ancora più grave nel caso di giovani studenti. 

Riteniamo che tale comportamento di un rappresentante istituzionale, o meglio una parte della politica, sia un cattivo esempio per tutti. Ancora una volta è venuta in soccorso la scuola pubblica, da sempre fedele al compito formativo affidatole dalla nostra Carta, ribadendo in questo modo la cornice costituzionale dell'istruzione, valorizzando la partecipazione e il protagonismo di ragazzi e ragazze nella difficile fatica del vivere civile e comunitario, giuste le indicazioni di Cittadinanza e Costituzione. Grazie all'USR Sicilia e in particolare al dirigente scolastico Vito Cudia dell'Istituto Tecnico Statale L. Sturzo di Bagheria che ha accolto i giovani delle scuole nel suo audutorium. 

Da anni riserva particolare attenzione ai temi della legalità e della cittadinanza e da tempo è nostro compagno di viaggio di questo percorso. 

Al nostro arrivo, Vito Cudia era già a lavoro con i suoi ragazzi affinché tutto fosse pronto a dare il benvenuto ai giovani ospiti. I ragazzi della scuola Don Sturzo avevano preparato la sala in modo che non emergesse solo il loro tema, ma hanno accolto i ragazzi con disegni e striscioni che rappresentassero il protagonismo di tutti. 

Pronti anche la Direzione Didattica G. Cirincione 2° Circolo di Bagheria il cui dirigente è sempre Vito Cudia. Subito dopo sono arrivati i ragazzi e le ragazze del Liceo Santi Saverino di Partinico, poi una rappresentanza dell'Istituto comprensivo G. Reina dei plessi di Chiusa Sclafani, Giuliana e Contessa Entellina, unica assente giustificata era la scuola primaria Finocchiaro Aprile di Corleone impegnata per le prove Invalsi.  

Molti gli ingiustificati! Gli amministratori dei Comuni sede delle diverse scuole per cui i giovani non hanno avuto modo di conoscere il loro punto di vista nel confrontarsi e chiedere collaborazione a Provincia e Regione per la soluzione dei temi che i ragazzi avevano proposto al secondo appuntamento nelle singole sale comunali in marzo. Né era presenta la Città Metropolitana di Palermo. 

All'ultimo tuffo, avvertiti il giorno prima, una gradita sorpresa, la presenza dell'assessore regionale all'Istruzione Roberto Lagalla e del sindaco neo eletto di Bagheria, Filippo Tripoli. La giornata era salva ad evitare la delusione dei presenti, coscienti che l'impegno e i lavori dei ragazzi avrebbe fatto il resto.

Emozionati insieme alla loro referente Antonella Campisi hanno esordito i ragazzi dei 3 plessi dell'Istituto G. Reina con il loro tema Ci vivo… Non me ne vado! Giovani, formazione, territorio, lavoro. 

Con un filmato da fare invidia ad una agenzia del turismo hanno voluto raccontare le bellezze del loro territorio, il patrimonio storico artistico, immagini che esaltavano le realtà produttive di rilievo come quella di arance, pesche, ortaggi, formaggi e altri prodotti che vengono esportati in tutta l’Italia. 

Fauna, flora, parchi naturali che fanno di queste zone bellezze tutte da sfruttare e con essi creare possibilità di lavoro. Lavoro negato che i ragazzi sentono come problema da affrontare nel prossimo futuro. Avevamo invitato il sindaco o chi per lui ad essere presente all'incontro provinciale di oggi per inoltrare insieme ai giovani cittadini un programma di viabilità alla Città Metropolitana e alla Regione Siciliana che potesse portare sviluppo e dignità ai cittadini che vi abitano, lo aveva messo in agenda in marzo e dopo le nostre ripetute email di invito eravamo sicuri della sua presenza e invece è caduto il silenzio! 

Neppure il tempo di riflettere che un'altra sorpresa era pronta per tutti, l'assessore regionale Roberto Lagalla lasciava l'incontro per impegni già presi. Non sono valse le proposte di lasciare un funzionario che potesse poi riferire alla Regione delle proposte che sarebbero emerse dall'incontro. Neppure il racconto di Paolo Borsellino che alla Sapienza di Roma richiamava il Ministro all'ascolto ha sortito effetti.

Ci siamo raccolti vicino al neo sindaco di Bagheria, unico rimasto fino in fondo. Non per bloccarlo in caso di fuga, ma per confortarlo nel difficile fardello che le Istituzioni le avevano lasciato!

La mattinata è ripartita con i ragazzi e ragazze del liceo Santi Saverino  di  Partinico con il compito di dare esempio e confrontarsi con le altre scuole nel difficile cammino della cittadinanza attiva. Con l’aiuto delle loro docenti Dina Provenzano, Loredana Sferrazza, Silvana Provenzano, Davide Marotta, Marco Santaguida, hanno rimarcato la loro volontà ad essere custodi dello spazio pubblico del loro paese e di essere protagonisti del suo cambiamento e non subire le decisioni di chi lo ha degradato. 

Hanno denunciato disagi e vandalismo, i cumuli di spazzatura e di rifiuti pesanti abbandonati per il paese. Fra le proposte quello di chiedere di poter usufruire di locali di un bene confiscato, che sono numerosi sul proprio territorio, come spazio per i giovani.

Nota positiva da parte del loro sindaco è l'aggiornamento dell'elenco dei beni confiscati che il Comune ha messo a disposizione dei cittadini dopo la richiesta avanzata dagli studenti.
La mattatrice e regina della mattinata è stata sicuramente Sofia, scolara della Direzione Didattica G. Cirincione 2° Circolo di Bagheria, che ha stupito tutti con il suo intervento a braccio e per niente emozionata, cosciente di poter dominare una platea sicuramente più numerosa. Berretto con visiera girata all'indietro come una rapper si è scusata con i presenti per il ritardo dovuto alla partecipazione delle prove invalsi poi, facendosi portavoce dell'intero istituto, si è rivolto alla platea e al suo sindaco neo eletto, unico sopravvissuto delle istituzioni con la richiesta di abbellire la sua scuola dove bimbi e bimbe come lei passano molte ore della propria giornata. 

Chiedono panchine dove potersi sedere, conversare, studiare; una fontanella che possa servire per annaffiare le piante; dei lampioncini che illuminino il cortile nelle ore pomeridiane e serali. Ha citato l'articolo 21 della Carta dei diritti dei bambini facendo notare che il gioco è tra le attività ritenute fondamentali per il corretto sviluppo dei bambini.

Infine rivolgendosi al sindaco Filippo Tripoli ha chiesto se potevano sperare di ottenere aiuto alle loro richieste.

Hanno chiuso i lavori i più grandi dell'Istituto Statale L. Sturzo che hanno accolto le scuole insieme all'instancabile dirigente, Vito Cudia. 

Il loro tema ValorizziAMO il nostro Istituto“mettiamoci in gioco" ha preso le forme di un video da loro realizzato dal titolo: Il nostro sogno che racconta come, mettendosi in gioco in prima persona, vogliono la loro scuola messa in sicurezza di alcune parti strutturali, ma anche la loro idea di una piazza coperta antistante l’ingresso dell’istituto in modo che divenga il cuore pulsante di ogni attività della scuola, hanno preparato anche i disegni di alcuni murales che vogliono realizzare nell'area.

Filippo Tripoli ha dichiarato tutto il suo impegno a stare accanto alla scuola e a realizzare attività ed eventi insieme agli studenti per sensibilizzare la cittadinanza, coinvolgendo i ragazzi del Don Sturzo anche fuori dalla scuola nella realizzazione di murales in alcuni punti della città.

Ha chiuso i lavori Sofia ringraziando il sindaco, i presenti, la Fondazione e il preside. Noi ringraziamo Sofia che con la sua freschezza, senza costruire mostri, ci ha dato l'opportunità di riflettere come un pizzico di umiltà e ascolto basterebbe a dare fiducia e spinta alla partecipazione e al convivere civile.

Ci siamo dati appuntamento per ottobre, ospiti della Regione Siciliana, impegno che l’assessore all’Istruzione Roberto Lagalla ha preso davanti a tutti i presenti e noi prenderemo contatti per organizzare al meglio la Conferenza finale siciliana di ottobre, subito dopo il 27 maggio a conclusione di tutti i terzi incontri nazionali.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola