sabato 15 giugno 2019

23 Giugno tutti a Suvignano (SI)











La fondazione Antonino Caponnetto sarà insieme con la Regione Toscana e tutte le associazioni impegnata a sostenere le attività che avranno luogo a Suvignano, bene confiscato al mafioso Vincenzo Piazza nel 2007 convinta che per sconfiggere la mafia occorrono grande consapevolezza delle minacce rappresentate della organizzazioni criminali e forte determinazione, ma anche gli strumenti della conoscenza e della cultura.
In particolare, coerentemente con quanto stabilito nel Protocollo d’Intesa con il Ministero dell’Istruzione, saremo impegnati a promuovere visite, conferenze, lezioni nei locali della tenuta di Suvignano. Con gli studenti e le studentesse perseguiremo l’intento di favorire il formasi di un coscienza civica salda e di promuovere i valori della legalità e della cittadinanza responsabile. Per queste ragioni, collaborando con gli Uffici scolastici regionali e provinciali, proporremo alle istituzioni scolastiche che nei viaggi di istruzione di ogni singola scuola sia inserita la visita di un giorno al bene di Suvignano. Inoltre solleciteremo le scuole del circuito delle Giovani sentinelle all’iniziativa di Un giorno a Suvignano per conoscere le vicende della tenuta e per un primo approfondimento sul tema della mafia.
Per l’inizio dell’anno scolastico predisporremo un depliant con tutte le proposte e le indicazioni relative, mentre invitiamo tutti giovani e adulti alla festa inaugurale di domenica 23 giugno a Suvignano di cui alleghiamo l’invito.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 4 giugno 2019

Le sentinelle di Cicciano (NA) concludono la maratona di incontri a livello nazionale


Lunedì 27 maggio nella Sala di Santa Maria La Nova del Consiglio della Città Metropolitana di Napoli si sono conclusi i terzi incontri a livello nazionale.

A dare il benvenuto ai ragazzi e ragazze del Liceo Statale Enrico Medi di Cicciano e ai loro insegnanti, Rosanna Serpico, Rosa Anna Ardolino e Salvatore Alaia è il capo di gabinetto, Pietro Rinaldi che ha potuto informare dell'incontro fino all’arrivo di Luigi De Magistris, sindaco metropolitano impegnato in un Consiglio provinciale. 

Segnali positivi hanno distinto la mattinata per l'attenzione che l'amministrazione De Magistris ha voluto dedicare ai ragazzi e al tema da loro analizzato. 

Salvatore Pace, consigliere alle Aree Protette, informato dello studio dei giovani di Cicciano ha contribuito con il suo intervento ad un vero e proprio approfondimento riguardo le riserve naturali presenti sul territorio, oasi che erano insieme all’agricoltura i punti di eccellenza di tutta la Campania. 

Oggi la camorra ha rotto questo equilibrio determinandone un luogo di disastro ecologico. È chiaro che non è circoscritto solo a questo territorio e il pericolo non viene solo dalle mafie ma da tutto il genere umano. Ha ricordato alcuni articoli scientifici cui si parla di bacilli che vengono dal freddo, i ghiacci si sciolgono e liberano virus e batteri che potremmo non saper combattere: vaiolo, antrace oltre ad un numero imprecisato di malattie a noi sconosciute, perché scomparse nei secoli fino ai tempi delle glaciazioni, tutto conservato nel gigantesco frigorifero dei ghiacciai dell’Alaska e Siberia dall’uomo di Neanderthal fino ad oggi. Un frigorifero che il riscaldamento globale sta riaprendo, lasciando liberi tutti i batteri (ancora vivi) che lo abitano. L’ipotesi, tutt’altro che peregrina, è messa nero su bianco dal biologo dell’evoluzione Jean-Marie Claverie dell’università di Aix-Marseille.

Nell’agosto 2016 un focolaio di antrace ha ucciso, nella Siberia settentrionale, un ragazzo di 16 anni, la nonna e un migliaio di renne, dopo aver infettato alcune decine di altri esseri umani. A farla tornare a diffondersi, lo scioglimento di uno strato superficiale di ghiaccio, sotto il quale giacevano i resti di alcune renne uccise, decenni prima, dall’antrace; i loro resti ancora infetti del batterio ancora vivo, una volta tornati alla luce, hanno contaminato prima il suolo, poi l’acqua e da lì sarebbero passati prima agli animali e poi all’uomo.

Se, per effetto dello scioglimento dei ghiacci, e più in generale della rottura di equilibri consolidati nei secoli, questi batteri dovessero tornare in circolazione, l’umanità potrebbe trovarsi in difficoltà nel curare queste malattie in quanto mai esistite dalla nascita della medicina moderna, la medicina moderna non se ne è mai occupata, quindi non ci sono né cure né vaccini! Uno scenario su cui dovrebbe farci riflettere da che parte stare e chi combattere.

Emozionate, ma anche più cariche di prima, un gruppo di sole ragazze, sedute sugli scranni per i membri della giunta hanno presentato il loro lavoro al Sindaco metropolitano e consigliere: Differenziamoci - la raccolta differenziata come strategia e politica di servizio per la tutela dell’ambiente e della legalità.

Come per altri loro coetanei e coetanee, più grandi e più piccini, da nord a sud vogliono sapere dalle loro amministrazioni e dalla politica da che parte vogliono stare, a maggior ragione in questa Terra dei fuochi aggredita e martoriata dalla camorra ma anche da una totale assenza di cultura civica e sociale da parte di cittadini e in alcuni casi con la compiacenza di amministratori. Hanno ricordato che la questione dello sversamento dei rifiuti tossici in discariche abusive riguarda 1.076 km2 e 57 comuni. Disastri fatti da uomini del nord e del sud, scaltri, senza principi a discapito della salute di tutti. Hanno studiato uno slogan: sconfiggiamo insieme il degrado sociale, culturale e ambientale che affligge il nostro territorio! 
 
In marzo alla propria amministrazione avevano proposto di iniziare la raccolta differenziata nella scuola da estendere poi a tutte le altre del territorio comunale. 

Dagli elogi dell’assessore alla Cultura, Lucia Marotta, dal presidente del Consiglio comunale, Raffaele Arvonio, e dal responsabile dell’Ufficio Tecnico, Giuseppe Otello, sono passati al risultato di aver ricevuto dei cestini per la carta! Inoltre i giovani del Medi erano pronti ad una campagna di sensibilizzazione. Proponevano l’utilizzo della tecnica naturale di bonifica dei suoli attraverso la piantumazione di piante che sono in grado di fitoestrarre metalli pesanti e/o indurre la degradazione di composti organici in terreni contaminati come ad esempio: le varie, le canape, il girasole selvatico o la senape. Il presidente del Consiglio comunale Raffaele Arvonio aveva fatto proprie le proposte dei ragazzi e delle ragazze impegnandosi di proporle in giunta e pronti a collaborare con la Città metropolitana e la Regione per bonificare il territorio con nuove piantumazioni. La loro assenza è stata la loro risposta!

Domenico Marrazzo, consigliere provinciale con delega alla Scuola si è soffermato sui limiti che hanno oggi le Province in merito all'ambiente in quanto le competenze sono passate alle Regioni e quindi non possono intervenire neppure sulla piantumazione di alberi. Anche se loro, da gruppo di coesi e visionari, lo hanno fatto.

In conclusione e di tutt’altra natura è stato l’intervento di Luigi De Magistris, senza parafrasare ha dichiarato: «Bisogna recidere completamente il legame fra la camorra e la pubblica amministrazione. Uno dei primi atti della mia giunta, infatti, è stato quello di tagliare i subappalti e, abbiamo proseguito su questa linea, perché nella gestione dei rifiuti bisogna puntare sul pubblico: la camorra e le mafie, in altre parti del nostro territorio, si sono inserite soprattutto nelle intermediazioni privatistiche nella gestione dei rifiuti». Ha parlato del connubio fra camorra e ndrangheta calabrese, della sua esperienza di magistrato a Catanzaro. Il grande affare dei rifiuti tossici, seppelliti fra Crotone e Cerchiara di Calabria e nel territorio di Cassano allo Ionio; il ruolo da protagoniste che hanno avuto privilegiando rapporti con quella zone d’ombra e di potere che, a volte, sono parte stessa del potere dello Stato. Con la collusione di pezzi della politica e delle istituzioni e delle imprese, hanno lucrato sulla salute dei cittadini.

Ha ricordato come i maggiori attacchi non li ha avuti dalla mafia ma da quella parte dello Stato. All’epoca delle sue indagini, non erano sicuramente più i tempi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e delle strategie stragiste, ma i nemici sono rimasti uguali, anche gli isolamenti a chi fa il proprio dovere. 

Sull’affare dei rifiuti tossici non vi è solo la criminalità organizzata ma spesso convergono gli interessi di parti oscure e deviate dello Stato che utilizza le organizzazioni criminali nell’ambito di traffici che coinvolgono anche altri Paesi e che assumono aspetti internazionali. In tali contesti giungere anche dopo anni ed anni alla verità è sempre più difficile, considerando i tanti depistaggi e le tante false verità costruite appositamente. Ha lodato l’impegno delle scuole e dei ragazzi di Cicciano ricordando la speranza di Giovanni e Paolo di come le loro idee possono continuare a camminare proprio sulle gambe dei giovani interrompendo il muro delle connivenze politico mafioso.

La Fondazione ha proposto a De Magistris di portare in consiglio dei Comuni della sua provincia le proposte e le idee dei ragazzi di Cicciano e di essere insieme ai propri giovani cittadini a Firenze alla Conferenza finale di venerdì 11 ottobre.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

Il terzo incontro con le Sentinelle aretine

Venerdì 17 maggio, ultimo appuntamento in Toscana con le giovani sentinelle. 

Ad Arezzo, al contrario di Venezia, dal momento che la Provincia di Arezzo non aveva sale sufficientemente ampie per ospitare le scuole del territorio, è stato il Comune di Arezzo ad ospitare nel teatro Tenda  della città e, nonostante la ricerca della sala si sia protratta fino all’ultima ora, creando disagi e per alcuni l’impossibilità a partecipare, quattro delle scuole aderenti al progetto hanno avuto modo di confrontarsi non con le proprie istituzioni ma almeno fra loro.

Per i disagi, assieme al problema tecnico del proiettore che abbiamo risolto utilizzando quello della Fondazione, l’incontro è iniziato in ritardo, ma la passione e l’entusiasmo dei ragazzi, i temi e lavori presentati ci hanno ripagato della nostra intransigenza e di non aver deluso le loro aspettative.

Hanno dato il via alla mattinata i ragazzi dell’Istituto comprensivo B. Dovizi di Bibbiena, accompagnati da una delle loro insegnanti, Ilaria Teghini. Si sono dedicati alla loro città, alla sua storia, scritta spesso sulle pietre delle sue mura o nella memoria dei loro “nonni”.
Ispirandosi all’articolo 9 della nostra Carta Costituzionale, che recita: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione», hanno realizzato una ricerca storica fatta anche dalle tante storie racchiuse in angoli, in strade e nella memoria della loro Bibbiena. 

Hanno realizzato un video con interviste agli anziani del luogo e, grazie al contributo del loro Comune in particolare del presidente del Consiglio Francesco Frenos e alla collaborazione con l’associazione degli industriali del Casentino Prospettiva Casentino di cui fa parte anche Aruba, è allo studio la realizzazione di una Applicazione con lo scopo di promuovere il turismo attraverso la storia, i luoghi e le tradizioni di Bibbiena e del suo territorio.
 
Dai ragazzi del Dovizi viene un messaggio fondamentale, fare memoria storica attraverso la conservazione di fatti, di località e persone, indispensabile per la crescita culturale e il progresso del proprio territorio.

Hanno preso poi la parola i ragazzi e le ragazze del Liceo Giovanni da San Giovanni, accompagnati dagli insegnanti Laura Vanni, Letizia Verdi e Francesco Maria Grasso.

Le due classi dell’Istituto hanno realizzato una ricerca approfondita sulle droghe e sullo spaccio tra i giovanissimi in Valdarno, ne hanno analizzato il problema e le strategie di intervento. La scelta è nata dopo l’arresto di un sedicenne trovato con 30 grammi di marijana e grazie a telecamere istallate per l’indagine in un istituto della città, hanno scoperto che minorenni spacciavano droga ai propri compagni nei bagni della scuola. Il bel lavoro si è concretizzato nella realizzazione di un depliant informativo da distribuire con l’obbiettivo di coinvolgere altre scuole della propria città.

Subito dopo, ad essere protagonisti sono stati i ragazzi e le ragazze del liceo Piero della Francesca di Arezzo con i loro insostituibili insegnanti Agostino Fabbri e Daria Meazzini, ormai parte fondamentale del progetto Sentinelle. Con la loro grande esperienza hanno coinvolto un numero considerevole di ragazzi e ragazze in questi 10 anni di collaborazione. Quest’anno la professoressa Meazzini si è cimentata, come alcuni anni fa il suo collega Fabbri, nel ruolo di attrice nel video realizzato dai ragazzi dove, con gli studenti, mette in rilievo, con efficace sarcasmo e indubbio realismo, cosa la persone pensino degli handicappati.

I giovani del Piero della Francesca hanno incontrato una ragazza che vive “seduta”,  Martina, formidabile testimonial, oppositrice dei ridicoli pregiudizi sui disabili, che assieme al suo ragazzo, Andrea, e alla collaborazione degli studenti dei suoi due insegnanti del Piero della Francesca, è divenuta protagonista del video e ora anche autrice di un blog come guida alla realtà di chi vive “seduto”.

Assieme, ragazzi e Martina, hanno scoperto nuovi punti di vista per chi vive in piedi e chi seduto e come le principali e primarie “barriere” verso i disabili siano annidate nella mentalità e nei pregiudizi diffusi.

Hanno concluso l’incontro gli studenti dell’Istituto Vegni di Cortona con la professoressa Silvia Romizi presentando un ampio lavoro sulle carenze e le esigenze della vita quotidiana partendo dalla famiglia: «Abbiamo pensato al futuro della famiglia», con queste parole hanno proposto incentivi e facilitazioni sociali e fiscali per le famiglie, ma anche apertura serale una volta al mese degli asili per permettere ai genitori una serata in libertà. 

E ancora l’Educazione civica nelle scuole per comprendere il funzionamento dello Stato, ma anche centri ricreativi nel territorio, a scuola l’educazione sessuale per i ragazzi e le ragazze ma anche fontanelle di acqua potabile per limitare il la quantità delle bottigliette di plastica. Infine, la manutenzione e la pulizia degli spazi pubblici e delle strade ma anche spazi verdi e luoghi per incontrarsi. Il buon funzionamento di una società si basa sul rispetto delle regole che garantisce il diritto di tutti. 

Questa panoramica mostra come ci sia consapevolezza e idee chiare da parte dei giovani, decisi e chiari nei loro obiettivi, che usano la tecnologia senza farsi usare e che chiedono udienza per le proprie istanze. Ma udienza non c’è stata da parte di amministratori e amministratrici, assenti e forse inconsapevoli dell’importanza di interloquire con i propri giovani cittadini. Il buon funzionamento della società non è arrivato dalla politica ma dagli studenti e studentesse per scoprire quanto accade nelle scuole accanto, cosa si muove e che cosa si può condividere, su quali temi riflettere e quali percorsi intraprendere.
Occorrerà riflettere sulle modalità per uno scambio e una condivisione articolata di temi e linguaggi in modo che l’enorme patrimonio di idee e proposte non vada disperso.

Con i ragazzi e le ragazze di tutta la Toscana l’appuntamento prossimo è l’11 ottobre al teatro Verdi di Firenze per la Conferenza finale.


Sergio Tamborrino e Claudio Gherardini

sabato 1 giugno 2019

Terzo appuntamento a Padova e … Notizie da Venezia!

Giovedì 16 maggio ultimo appuntamento delle giovani sentinelle a Padova. 

Ad animare la giornata sono solo i ragazzi e le ragazze dell’Istituto comprensivo di Cadoneghe. Dispiace per i giovanissimi dei tre plessi Pacinotti, Falconetto e Levi Civita del VII Istituto Comprensivo della città che avevano con passione lavorato sul tema La nostra scuola - Sicuri a scuola, ma non avevano le autorizzazioni per lo spostamento in quanto tutto il Consiglio di Istituto si è dimesso. Assenti anche tutti gli altri istituti della provincia e anche l’Istituto Tecnico Tecnologico Economico Galileo di Arzignano al quale, per essere il solo della provincia di Vicenza, avevamo proposto di partecipare al confronto con le altre scuole di Padova.

Come tutor del progetto continuiamo a ripetere anche alle scuole che richiedere sale ampie per la partecipazione è un diritto ma è anche un dovere rispettare le comunicazioni date sul numero dei presenti. 

I ragazzi di Cadoneghe potevano essere ospiti nella bella sala consiliare della Provincia evitando soprattutto sperperi di risorse.

Ci auguriamo infine che queste assenze non si ripetano in occasione della Conferenza finale di ottobre la cui data sarà confermata nel prossimo mese di giugno.  
 
Nell’Auditorium dell’Istituto Modigliani a dare il benvenuto è il presidente della Provincia, Fabio Bui, che si è reso disponibile all’ascolto e al confronto conosciute le finalità del progetto, lasciando subito la parola ai ragazzi per la loro esposizione dopo il saluto.  Ad accompagnare i giovani cittadini di Cadoneghe il sindaco, Michele Schiavo, accompagnati dalle loro instancabile insegnanti Paola Norbiato, Dafne Rizza e Silvia Rossi. 

Da due anni il loro impegno è divenuto una missione contro l’inquinamento. Straordinario il loro risultato: lo scorso anno hanno proposto di installare un cartello nei pressi della scuola con il divieto di inquinare, sollecitazione accolta dal sindaco con una delibera a seguito della quale ne sono stati posti alcuni; quest’anno, sempre con una loro sollecitazione, è stato disposto il divieto di circolazione delle auto negli orari di ingresso e di uscita di scuola, in modo da limitare l’inquinamento nell’area prospiciente. I ragazzi dicono che il loro sogno è diventato realtà. 

Ma è il sogno di tutti che è diventato realtà, quasi insperabile, nel nostro tempo, con una politica spesso sorda alle richieste dei cittadini, e più che mai dei ragazzi: è l’idea che dei giovanissimi possano venire a capo dei problemi del loro territorio, che l’amministrazione li ascolti e predisponga con loro le soluzioni.

Quest’anno forti del loro impegno e di essere stati ascoltati, il numero degli alunni che partecipa al progetto è raddoppiato, le attività sono aumentate: ogni venerdì i ragazzi si recano a turno, davanti al Comune, in una posizione molto centrale di passaggio, con mascherine e cartelloni, per sensibilizzare al rispetto dell’ambiente, aderendo così all’appello di Greta Thumberg di salvare il nostro pianeta con pubbliche manifestazioni.  Ma il loro impegno è cominciato prima di Greta; si sono occupati del verde, studiando i reali comportamenti delle persone, interrogandosi sulle acque del Brenta, hanno creato una scultura di plastica, hanno avviato momenti di confronto con le aziende sullo spreco degli imballaggi. 

I ragazzi e le ragazze mettono in discussione comportamenti e abitudini, anche dei propri genitori, come ad esempio parcheggiare l’auto in curva, non recarsi al parcheggio predisposto dal Comune,  lasciare il motore acceso anche quando non serve.  La loro è un’operazione culturale profonda, di trasformazione reale della mentalità opportunistica intorno a loro.

Indubbiamente le istituzioni comunali sono state collaborative e hanno permesso ai ragazzi e alle ragazze di promuovere importanti cambiamenti. Anche in questo appuntamento si è rinnovata l’intesa con l’amministrazione, con il sindaco Michele Schiavo che li ha accompagnati e ha lodato il loro lavoro e l’impegno per la cittadinanza. Significativa è stata la presenza del presidente della Provincia di Padova, Fabio Bui, che si è impegnato a portare in consiglio provinciale le proposte dei giovani di Cadoneghe per una più ampia coesione, si è poi complimentato con loro dichiarando che hanno dato una straordinaria lezione di politica. Li ha esortati affettuosamente a considerare le differenze una risorsa, e a rispettarle sempre. E sulla lezione di politica offerta dai ragazzi di Cadoneghe, non ci sono dubbi: le loro azioni sono molteplici, mirate a comprendere lo stato di cose, a proporre nuovi stili di vita, a intraprendere soluzioni.

Stupisce che a fronte di questo impegno di giovani che danno esempi di cittadinanza che indicano agli adulti, compresi i propri genitori, comportamenti rispettosi e l’esempio di una comunità attenta e che collabora con le istituzioni, il giornale Il Mattino di Padova, come abbiamo riportato alcuni giorni fa, abbia dato voce ad un cattivo esempio! 

La Fondazione sarà accanto a studenti e studentesse e ci auguriamo che come è accaduto in altre scuole l’impegno coinvolga tutta la scuola e le buone regole e i buoni comportamenti si diffondano in tutta la comunità. Cambiare giorno dopo giorno, con pazienza e determinazione, la cultura del bene comune.

Come un sasso lanciato in uno specchio d’acqua si propaga ovunque, anche questa azione - nella sua qualità di cambiamento primariamente culturale - è votata a spostare verso un futuro migliore gli abitanti del paese, e di lì quelli delle città vicine, e poi a propagarsi verso il mondo intero.

Notizie da Venezia!

Dalla segreteria dell’assessore comunale di Venezia, Giorgio D’Este, ci è giunta la comunicazione dell’ordine del giorno 191 approvato dal Consiglio comunale di Venezia nella seduta del 16 maggio 2019 relativo all’Area ex Gasometri a San Francesco della Vigna. Il sindaco e la giunta si impegnano a definire in tempi rapidi una soluzione, d’accordo con le istituzioni scolastiche Benedetti-Tommaseo, Algarotti-Sarpi e Barbarigo per la costruzione di una palestra di adeguate dimensioni, utilizzando le risorse messe a bilancio dalla Città Metropolitana. La bella notizia testimonia che l’impegno assunto dall’Amministrazione comunale con le sentinelle dell’IIS Marco Polo di Venezia nel corso dell’incontro tenutosi a Venezia lo scorso 7 marzo, continua.

Nel riconoscere l’impegno e la dedizione dell’assessore D’Este che apprezziamo per la coerenza e il rigore, non comprendiamo il comportamento della Città Metropolitana e il suo rifiuto di ospitare i giovani per il terzo appuntamento previsto per mercoledì 15 maggio. Anche un politico poco navigato avrebbe “sfruttato” l’occasione per annunciare una così bella notizia oltre a considerare, entrando nel merito del progetto, che avrebbero contribuito a dare esempio di come le istituzioni collaborano fra di loro per il bene della propria comunità e del proprio Paese, sollecitando così i giovani all’impegno civile, a maggior ragione se il sindaco è lo stesso a rappresentare i due enti!

Da parte nostra non ci scoraggiamo e il prossimo anno, prendendo esempio dai ragazzi di Cadoneghe, faremo in  modo che anche i ripetenti passeranno l’anno con successo!


Domenico Bilotta e Francesca Vian

venerdì 31 maggio 2019

Martedì 14 maggio di nuovo due appuntamenti in Veneto


A Treviso, dopo aver contattato la Provincia perché ospitasse e si confrontasse con i due istituti che hanno aderito al percorso delle Giovani sentinelle ed aver avuto la risposta che non ci sono sale ampie per accoglierli, abbiamo chiesto aiuto all'Ufficio scolastico di Treviso, in particolare il dott. Nicola Zavattiero, che ha contattato l'Istituto Mazzotti di Treviso nel cui auditorium si è tenuto l’incontro con i ragazzi e le ragazze dei due istituti comprensivi di Paese e Preganziol.

Da molto tempo ripetiamo e sollecitiamo una soluzione alla questione degli spazi comuni, dove tenere incontri, dibattiti, conferenze che abbiamo a tema gli interessi di cittadini e cittadine senza però trovare risposte adeguate. Sembra non importare le sorti della buona politica, quella che si fa con il confronto e con il dialogo, sembra che aprire le porte delle sale istituzionali,   alle sollecitazioni di giovani e giovanissimi sia qualcosa di incomprensibile, così ci ritroviamo che non vi sono spazi ampi per dibattere o, se ci sono, la gestione degli strumenti audio e video sono in gestione a soggetti privati e per il loro uso è richiesto un pagamento.

Noi continueremo a ripetere che occorre riaprire questi spazi di confronto e proseguiremo con l'informare all'avvio dell'anno scolastico e prima di ogni incontro ad informare gli amministratori del progetto e delle sue articolazioni. 

Del pari come tutor del progetto richiederemo sempre a scuole e insegnanti di essere tempestivi, precisi e mantenere fede alle comunicazioni date per evitare di richiedere sale ampie per la partecipazione di sei o sette classi e ritrovarsi solo con due! Per questa ragione dobbiamo delle scuse alla Provincia di Treviso che avrebbe potuto ospitare l'incontro se fossimo stati a conoscenza del dato reale della partecipazione. Meno o per niente giustificata è però la sua assenza, come pure quella dei Comuni di Paese e di Preganziol, che hanno mancato l'appuntamento per approfondire con studenti e studentesse i temi oggetto delle loro proposte. 
 
La partecipazione e il dialogo sono alla base del convivere civile, siamo però fieri che ancora una volta il comportamento dei ragazzi di entrambe le scuole ci hanno riportato alla realtà e forse la nostra intransigenza conforta e da fiducia anche a loro. Sono stati per primi gli 80 ragazzi e ragazze dell'Istituto comprensivo Casteller di Paese a scuoterci. Insieme alla loro insegnante referente Giuseppina Sberna, ai suoi colleghi e alla loro dirigente scolastica Paola Rizzo, non si sono persi d'animo e, visto che il confronto con le proprie istituzioni non c'è stato, hanno discusso e condiviso temi e pratiche con i loro coetanei di Preganziol ridisegnando così nuove strategie. Sono partiti senza parafrasare con il loro tema: Ma...l’aria che respiriamo?  

La loro affermazione è un macigno: «Si parla di inquinamento atmosferico ma nessuno fa nulla per aiutarci. Noi siamo solo ragazzi e voi adulti, rivolgendosi ai pochi presenti ci state caricando di ogni possibile responsabilità, ci state lasciando in mano un modo di cui prenderci cura, senza alcun mezzo per farlo. Chi sarà a fare il primo passo? Un politico? Le Organizzazioni internazionali?

Consci della gravità del comportamento degli adulti hanno dichiarando il loro impegno a darsi da fare, trovare adesioni fra scuole perché consapevoli che il futuro è nelle loro mani, …prima che sia troppo tardi! Hanno ripetuto, dimostrando di non voler emulare gli adulti. Bisogna impegnarsi a trovare delle possibili soluzioni a questo disastro.

Hanno riproposto il loro power point rivolto oramai ai propri compagni, lasciando noi adulti e i pochi genitori a riflettere se è giusto essere inflessibili e schierarsi dalla loro parte. Fanno notare ad un mondo di ciechi e sordi quello che succede sul proprio territorio attraverso dati statistici, rilevazioni Arpav inoppugnabili. L'ambiente è malato, con o senza allarmismi, ciò è causa di malattie respiratorie tra i bambini, come l’asma, o ancor peggio morti per tumore ai polmoni, tutte legate all’attività dell’uomo. Dati scientifici lo dimostrano da anni, la risposta delle nazioni che si riuniscono in seduta plenaria si impegnano con promesse che slittano appena si avvicinano le scadenze oramai decennali!

Ragazzi e ragazze del Casteller hanno proseguito nel loro lavoro dimostrando che i cittadini hanno poca percezione della gravità del problema, l'analfabetismo culturale, vivere nella loro ignoranza mantenendo e sostenendo abitudini e comportamenti sbagliati. I giovani hanno intervistato oltre 300 persone e hanno scoperto che il 50% pensa che l'inquinamento sia dovuto al gas di scarico dei veicoli, è che tutto torna come prima appena tira lo scirocco, quando invece i dati ci dicono che anche non utilizzando mezzi di trasporto il PM10 rimane molto alto. 
 
Questi giovanissimi che lavorano con tenacia e convinzione, acquisiscono dati, approfondiscono, studiano sono il segno del valore della scuola. Hanno proseguito nella loro esposizione dimostrando come la legna ieri e oggi il pellet (qualcuno si chiede da quale materiale viene ricavato!), inquini più di ogni cosa, ma la pubblicità delle stufe va a gonfie vele, mentre si arriva al paradosso di tenere chiuso l'impianto del metano che evita di aggiungere micropolveri nell’atmosfera. Non creiamo allarmismi dicono i benpensanti! Ma l'allarme viene dalle piante - ripetono i ragazzi - che si ammalano, il PM10 impedirà loro di compiere la fotosintesi clorofilliana e quindi, se aumenta il tasso di inquinamento, avranno sempre meno ossigeno impedendo man mano la vita sul nostro pianeta. In pratica stiamo aiutando la Terra a distruggere se stessa e noi. I nostri prodotti agricoli bevono acqua inquinata dalle piogge acide. 
 
Le proposte che avrebbero voluto avanzare ai propri amministratori, se  sono quelle di una comunione di intenti con le altre istituzioni del territorio e che portino ad un cambiamento di comportamenti, che vada verso energie pulite, da parte loro sono già partiti con un'adeguata campagna di informazione e di sensibilizzazione nelle scuole. Come per Cicciano (NA) anche i ragazzi di Paese (TV) propongono la piantumazione delle cosiddette piante mangia veleni. L’utilizzo dei mezzi di trasporto elettrici, essere proprio i ragazzi a dare l’esempio, andando a scuola in bici o a piedi o correggere gli errori dei propri genitori e dei media locali come a Cadoneghe (PD), o incentivare il Pedibus per i più piccoli. 
Hanno poi preso la parola i ragazzi di Preganziol guidati dalla loro insegnante, Grazia Di Bari, con il loro tema sugli Spazi comuni per una cittadinanza attiva. 
 
Da provetti cronisti hanno messo sotto lente di ingrandimento il territorio comunale alla ricerca di edifici vuoti per un loro spazio. I ragazzi hanno dichiarato che nell'incontro di marzo con la propria Amministrazione è emerso che allo stato attuale non vi sono spazi aggregativi! Molti i complimenti e gli elogi ma di fatto negando gli spazi da nord a sud si celebra l'impoverimento di un Paese che non sa alimentare i valori della democrazia. 
Ancora una volta i ragazzi hanno dato esempio di maturità, con la loro semplicità e voglia di mettersi in gioco ci hanno regalato momenti di emozioni mettendo in pratica cosa vuol dire avere spazi per esercitare la democrazia. Ne è nato un confronto fra le due scuole, ragazzi e ragazze dei due comuni si sono resi disponibili a condividere su Twitter i progetti, i documenti, le proposte e condividerli con altre scuole, dar vita così ad un tam tam di idee condivise. 
 
Nicola Zavattiero ha esortato i giovani ad andare avanti in difesa di quei valori che li aiuterà a crescere e a divenire uomini. Un ringraziamento alla scuola per il ruolo che ha nella formazione dei giovani.

Un'altra giornata ricca di emozioni dove è prevalso il cuore e questo ci fa ben sperare e immaginare un futuro migliore. Ci siamo dati appuntamento per la conferenza finale lasciando aperto l'oblò della speranza, augurandoci che chi governa la cosa pubblica sappia fare pulizia al proprio interno per far emergere il bene comune e ricercare soluzioni a problemi che richiedono il contributo generoso di ciascuno.

A Rovigo, nella stessa mattinata, ci siamo ritrovati nella bella sala consiliare, affrescata ed elegante, di palazzo Celio con i ragazzi e le ragazze dell'istituto comprensivo di Taglio di Po guidati dal loro insegnante Denis Marangon, nostro compagno di viaggio in questi anni. Assenti giovani e giovanissimi delle scuole di Porto Tolle che avevamo incontrato, in occasione del secondo appuntamento, nella sala consiliare del Comune e che avevano elaborato riflessioni e proposte su temi di grande interesse: barriere architettoniche, ambiente e memoria storica che avevano suscitato interesse e dato il via ad una interlocuzione con gli amministratori locali.

Per questo terzo appuntamento avevamo contattato gli uffici della Provincia per chiedere ospitalità e la presenza del presidente o di un consigliere affinché fossero interlocutori dei giovani.

E siamo stati ospitati dalla Provincia di Rovigo e alle 9.00 è giunto anche Ivan Dall'Ara, presidente della Provincia che ha salutato i ragazzi e le ragazze, invitandoli sin da subito a fissare un nuovo appuntamento, e poi è andato via lasciandoci basiti. Nelle nostre comunicazioni via mail e telefoniche eravamo stati chiari e precisi: dialogo, confronto, ascolto, suggerimenti erano state le parole ripetutamente usate. Per queste ragioni non riusciamo a darci una spiegazione del comportamento del presidente Dall'Ara. Sarà stato irritato dal nostro invito di poche settimane prima, da cui il riferimento al prossimo appuntamento? Eppure anche la Provincia di Rovigo è stata avvertita sin dall'inizio dell'anno scolastico dell'avvio del progetto con tutti i suoi appuntamenti; nelle nostre comunicazioni non abbiamo mai mancato di ricordare l'importanza del dialogo e della discussione, del contributo di chi governa la cosa pubblica, di riaprire uno spazio di comunicazione dove poter interloquire, dove aiutare ragazzi e ragazze a fare esperienza di cosa sia una discussione pubblica, di come si diventa cittadini attenti e responsabili.

Sorpresi e dispiaciuti gli studenti e le studentesse, senza parole la fondazione, abbiamo proseguito testardamente il nostro incontro. I giovanissimi, a turno, con cartelloni e con le parole, hanno ripreso il racconto della loro esperienza di recupero di uno spazio, il parco Perla, che avevano contribuito a ripulire e a frequentare. Poi ci hanno dettagliatamente informato degli atti di vandalismo che hanno danneggiato lo spazio e alcuni arredi, documentando il tutto con immagini eloquenti. 

Così ha preso il via uno scambio che ha ridato un senso pieno a questa nostra mattinata. Abbiamo invitato i giovani a riflettere sui possibili autori e sui moventi e con le loro ipotesi, le informazioni anche degli insegnanti abbiamo provato a immaginare cosa sia potuto accadere. Forse i giovani con il loro attivismo hanno individuato, senza saperlo, un luogo da recuperare e far rivivere che altri vogliono mantenere nel degrado, al buio, non frequentato in modo che sia ideale per scambi e commerci illeciti. In questo modo è divenuto più chiaro anche ai giovanissimi di Taglio di Po come agiscono le organizzazioni criminali nel nuovo millennio e quali misure adottare per contrastarle. 

Abbiamo allora ragionato di come coinvolgere adulti e istituzioni per far rivivere il parco, quali iniziative intraprendere, che cosa fare in quello spazio per restituirlo alla fruizione di cittadini e cittadine, grandi e piccoli.

Sarebbe stato certamente interessante anche per il presidente Dall'Ara ascoltare e intervenire, accogliere proposte e suggerire ai giovanissimi, ricercare insieme delle soluzioni e prospettare degli interventi. Invece ha scelto di lasciarci soli in quella sala ampia e bella. Sarà stato il fastidio di discutere con dei ragazzini a farlo decidere così, ma noi, studenti e studentesse, docenti e fondazione, vogliamo augurarci di essere in errore e ritrovarcelo accanto alla prossima occasione.

Con ragazzi e ragazze ci siamo dati appuntamento alla Conferenza finale di ottobre.


Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino