Giovani sentinelle

sabato 21 aprile 2018

Mazara del Vallo porta d’Oriente dell’antimafia

Venerdì 6 aprile  le Giovani sentinelle approdano a Mazara del Vallo per una giornata intensissima, piena di appuntamenti e ricca di emozioni autentiche. 

Abbiamo potuto scoprire nuovi compagni e compagne di viaggio lungo la strada della legalità e della cittadinanza e con questi nuovi compagni abbiamo riscoperto un sentiero nuovo, una sorta di via Francigena dell’antimafia che dal porto della città risale su per la penisola.

In un altro report abbiamo raccontato dell’esperienza significativa di venerdì pomeriggio prima a Castelvetrano poi, in serata, a Mazara ospiti della Compagnia della Confraternita di Betlemme che ha promosso una serie di incontri fra giovedì 5 e lunedì 9. La mattina di venerdì 6 è stata dedicata a due incontri a scuola.

Nuovi compagni di viaggio del nostro progetto studenti e studentesse dell’ISIS Ruggero d’Altavilla – V. Accardi e i coetanei e le coetanee del Liceo artistico Don Gaspare Morello, entrambi gli istituti di Mazara del Vallo.

Ai giovani abbiamo raccontato della vicenda umana e professionale di Antonino Caponnetto e del suo straordinario impegno, nell’ultima parte della sua vita, nelle scuole fra ragazzi e ragazze a testimoniare la memoria degli eventi tragici del 1992 e a rilanciare la cultura della legalità e l’idea di cittadinanza. 

E proprio all’idea di cittadinanza abbiamo fatto appello per rilanciare la sfida delle giovani sentinelle: quella di essere protagonisti nel luogo dove si vive promuovendo comportamenti e pratiche secondo le regole, rispettosi dei diritti e delle libertà, una sfida forte, radicale facendo leva su quanto si fa a scuola nel formare il cittadino. 

Ancor più esplicitamente abbiamo fatto riferimento ad alcune esperienze significative di questi anni in alcune delle scuole che partecipano al progetto per sottolineare l’impegno dei ragazzi e delle ragazze, la varietà dei temi affrontati e le articolazioni di ogni proposta che sono la testimonianza migliore di come si possa vivere la cittadinanza attiva in luoghi e contesti differenti.

La seconda parte di ciascun incontro nei due istituti è stata dedicata al racconto della vicenda di Angelo Corbo. 

Come ha sempre puntualizzato, Angelo ha riaperto quella vecchia ferita della sua dolorosissima esperienza, facendosi forza per tener fede al suo impegno di tenere viva la memoria degli uomini e delle donne giusti che persero la vita a Capaci ma anche di chi è sopravvissuto. 

Raccontare è per lui una medicina per poter convivere con quel senso di ingiustizia che prova nei confronti dei colleghi morti. Le sue parole asciutte, prive di retorica hanno riempito i silenzi delle due aule che hanno ospitato gli incontri, hanno commosso ragazze e ragazzi, hanno scosso i loro sentimenti e i loro pensieri e alla fine le tante domande e le mille richieste sono state il segnale migliore di quanto sia importante per i giovani la sua testimonianza e, per Angelo, di quanto le emozioni e i sentimenti di studenti e studentesse contribuiscono ad alleviare il suo dolore.

Con i giovani ci siamo dati appuntamento al prossimo anno scolastico quando saranno protagonisti del percorso di formazione sin dall’avvio nel mese di novembre.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

L’OSCAD e la Questura di Padova incontrano gli studenti presso il centro dei Diritti Umani dell’Università Euganea

Proseguono anche quest’anno le iniziative di educazione alla Legalità della Questura di Padova, in collaborazione con l’Osservatorio per la Sicurezza contro gli Atti Discriminatori della Direzione Centrale della Polizia Criminale - organismo interforze incardinato nella Direzione Centrale della Polizia Criminale, presieduto dal Vice Capo della Polizia Prefetto Nicolò Marcello D’ANGELO.

Il 20 aprile alle ore 10.30 presso il Centro di Ateneo per i Diritti Umani, diretto dal Prof. Marco Mascia, personale dell’OSCAD ha incontrato gli  studenti dell’Istituto Superiore “Pietro Scalcerle” (Liceo Linguistico e Istituto Tecnico per la Chimica) per parlare di problematiche adolescenziali con particolare attenzione ai pregiudizi di età, genere, etnia, orientamento sessuale, religione e disabilità.

L’incontro/dibattito rientra nel progetto formativo dell’istituto, in collaborazione con la Fondazione Antonino Caponnetto, di diffusione della cultura della legalità e del contrasto ad ogni forma di discriminazione.

In questo ambito l’OSCAD, braccio divulgativo del Dipartimento del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, come sottolineato nell’indirizzo di saluto del Vice Capo D’ANGELO agli studenti: “E’ da sempre impegnato nella promozione della cultura dell’abbattimento delle barriere discriminanti ed opera in stretto contatto con tutti i componenti della società civile per formare nuove generazioni consapevoli”. 

Roma 20 aprile 2018

lunedì 16 aprile 2018

Fra Toscana e Sicilia: Castelvetrano-Mazara – Lastra a Signa (FI)



Venerdì 6 aprile, per mantenere gli impegni assunti con studenti e le studentesse, con cittadini e cittadine ci siamo sottoposti ad un tour de force. Tre gli appuntamenti, due in Sicilia e uno in Toscana.

Alle ore 16.30 nel bel teatro Selinus di Castelvetrano le giovani sentinelle del II Circolo Ruggero Settimo della città hanno regalato delle emozioni al folto pubblico presente.

A salire sul palco insieme alla Fondazione per i saluti la Commissaria straordinaria, dott.ssa Maria Concetta Musca, la Dirigente scolastica, Maria Luisa Simanella, emozionata per i suoi ragazzi e ragazze insieme al corpo docente. Il tema della serata: Castelvetrano il paese che vorrei.

Bambini e bambine, ragazzi e ragazze della Ruggero Settimo insieme alle proprie insegnanti, con il linguaggio del teatro hanno saputo trasformare le loro proposte con maestria e professionalità in due ore di vero spettacolo. 

Hanno iniziato i più piccoli dell'Istituto, il coro DO-RE-MI che ha avuto il ruolo di stacco o intermezzo fra le varie esibizioni utilizzando il linguaggio della musica per mettere in risalto la bellezza, la cultura, la difesa dei beni comuni. Un filmato ha fatto vedere il patrimonio artistico del territorio, poi con le loro parole hanno saputo coniugare memoria storica, da Cicerone a Goethe, e il degrado di monumenti e palazzi della città lasciati in abbandono che invece potrebbero diventare una risorsa.

Un altro gruppo ha messo in scena il contrabbando di opere d'arte da parte dei tombaroli ed altri gruppi hanno sottolineato ancora il paradosso di cittadini che non conoscono i beni artistici del proprio territorio, mentre il turista straniero non solo ne conosce la storia ma ne apprezza anche il valore.

Un altro gruppo ha rappresentato attraverso il ballo la bellezza del mare e di come è stato spazio attraversato da messaggi e scambi di cultura fra popoli. A conclusione ragazzi e ragazze in fila e muniti di fogli hanno tempestato di domande la dott.ssa Musca e lei non si è sottratta al compito di rispondere con puntualità, insistendo inoltre con gli adulti presenti a non venir meno al loro dovere di essere educatori ed esempio per bambini e bambine, con i quali è importante ricercare in breve tempo soluzioni per promuovere la partecipazione e l’interesse, valorizzare il loro impegno di cittadini attivi e responsabili.

È salito poi sul palco Angelo Corbo che ha ringraziato i giovanissimi per la passione con cui hanno studiato e approfondito temi così importanti e rilevanti per la comunità locale e grazie allo studio hanno saputo cogliere i valori autentici dei beni artistici e naturali del territorio in cui vivono, hanno sottolineato l’importanza dell’impegno di ciascuno e ciascuna ad avere cura di tale patrimonio perché costituisce parte dell’essere cittadino e cittadina responsabile e ha chiesto scusa per quanto gli adulti, invece, non hanno saputo fare affinché le loro proposte fossero risolte.

Le parole di Angelo leggere e piene di verità ci hanno accompagnato alla conclusione di questo appuntamento così denso, ma prima dei saluti e di darci appuntamento a Palermo per il 16 maggio abbiamo ricordato il bell’incontro con una foto di gruppo con gli attori in erba, insegnanti, dirigente scolastica, Forze di Polizia, Pasquale Calamia, nostro referente per la provincia di Trapani e tecnici.

Appena il tempo di trasferirci a Mazara del Vallo per un nuovo appuntamento e ci siamo ritrovati nella parrocchia del Sacro Cuore in Santa Maria di Gesù. Alle ore 21 la Comunità della Confraternita di Betlemme e il suo parroco antimafia don Vincenzo Aloisi ci attendevano nella chiesa gremita da un pubblico adulto ma anche con molti giovani che costituiscono la Comunità parrocchiale, per ascoltare la testimonianza di Angelo Corbo.

Tre ore intense con il racconto di Angelo che ha ricordato Giovanni Falcone e la sua vita blindata, il rigore professionale e la fede nella giustizia fino alla strage di Capaci. Ma ha ricordato pure la sua scelta di essere un poliziotto, l’approdo alla scorta di Giovanni Falcone e quel terribile 23 maggio, poi l’oblio, il silenzio, il dolore per i colleghi morti e quel senso di ingiustizia, come lo definisce lui, per essere sopravvissuto.
Con la consueta pazienza e la straordinaria disponibilità, Angelo ha ascoltato le tante domande che gli sono state poste e ha cercato di rispondere ad ognuna, senza tralasciare dettagli, incoraggiando, lui, i presenti ad avere fiducia nella giustizia e coltivando la speranza che si giunga ad una verità storica oltreché processuale condivisa. Con Angelo è sempre difficile chiudere un incontro perché sempre nuove domande richiedono risposte e anche a Mazara è stato difficile, ad ora tarda, concludere una giornata così intensa ed emozionante.
                                                                                                                     
In Toscana l'appuntamento è stato con le Giovani sentinelle di Lastra a Signa, con le ragazze e i ragazzi del progetto Il domani nelle mani che si articola variamente con il passare degli anni e si arricchisce di nuovi contributi e proposte. 

Nella sala consiliare ad accogliere i giovanissimi delle due classi  della scuola media Leonardo Da Vinci ci sono la sindaca Angela Bagni e la presidente del Consiglio comunale Gemma Pandolfini. Con studenti e studentesse le insegnanti, Rossella Ciuffi e Laura Giardini, è un folto gruppo di genitori che hanno riempito la sala
Dopo il saluto di Angela Bagni ai giovani e a cittadini e cittadine e i ringraziamenti alla scuola, alle insegnanti per il loro impegno a promuovere la cultura delle regole, la fondazione ha esordito elogiando i giovanissimi per la passione e la serietà con cui hanno lavorato e ha illustrato ai genitori le articolazioni del lavoro delle giovani sentinelle e gli obiettivi che si propone, ha sollecitato l’attenzione di ciascuno e ciascuna ai tentativi di infiltrazione mafiosa con l’acquisizione di beni grazie alle enormi risorse accumulate con i traffici illeciti. Per queste ragioni è necessario e urgente consolidare un costume civico fatto di principi e valori che ritroviamo nella nostra Carta costituzionale e che si costituisce a scuola, luogo deputato alla formazione del cittadino.

Seri e diligenti, a turno, studenti e studentesse hanno illustrato il proprio lavoro: La mafia e le regole dell'antimafioso. Hanno approfondito la conoscenza del fenomeno criminale, una classe terza ha fatto il viaggio di istruzione a Corleone, dove hanno conosciuto i soci della cooperativa Lavoro e non solo che lavora le terre sottratte ai mafiosi e hanno visitato altri luoghi significativi della memoria storica. Hanno poi messo in rilievo il contrasto fra il buon cittadino e il mafioso, indicando i valori alla base del comportamento dell’uno e dell’altro e poi hanno individuato alcuni principi che hanno riassunto nel decalogo dell’antimafioso da cui derivano comportamenti e modi di agire ben precisi nella vita quotidiana in contesti differenti: a scuola, nelle istituzioni, nella tutela dell’ambiente, nel gioco e nello sport, nelle competizioni elettorali e nei rapporti con il fisco. Nella loro esperienza quotidiana di studenti e studentesse hanno denunciato i comportamenti da bullo che sono prossimi a quelli del mafioso, se non altro nelle dinamiche fra bullo e bullizzato, mentre dovremo essere preoccupati come cittadini e cittadine, per quanto riguarda gli altri contesti, dal numero molto alto, quasi cinquecento, dei beni confiscati ai mafiosi nella Toscana.

Accanto a queste ricerche e alle riflessioni che ne sono l’esito altri gruppi di studenti hanno proseguito con il lavoro pomeridiano: uno, negli spazi recuperati a scuola negli anni passati, è stato impegnato ripulendo il giardino, realizzando delle formelle in ceramica per decorare il viale della legalità; l’altro recuperando la memoria del centro sociale di Lastra a Signa, una sorta di esperimento di convivenza di cittadini e cittadine in genere anziani che condividono spazi e momenti della giornata sotto lo stesso tetto, e del teatro delle Arti. Questo lavoro sulla memoria è la premessa di un progetto più ambizioso di una guida multimediale dei luoghi significativi del territorio comunale.

Angela Bagni ha ringraziato i giovanissimi per l’enorme mole del lavoro, la passione con cui hanno lavorato e sottolineato il valore, innanzitutto perché in questo modo si comincia ad essere cittadini a tutto tondo, ad essere parte attiva di una comunità, ad avere cura dei beni che appartengono a tutti. In modo analogo si è espressa Gemma Pandolfini che ha ricordato l’importanza di queste esperienze nella vita scolastica.
Le riflessioni di una mamma hanno ulteriormente arricchito e vivacizzato l’incontro che si è concluso dandoci appuntamento per il 2 maggio a Firenze con le altre scuole di tutta la provincia che partecipano al progetto.


Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino
Responsabili Nazionale e Regionale Progetto Scuola

martedì 10 aprile 2018

Le tartarughe di Capaci




Un anno fa, esattamente il 27 aprile, i giovanissimi della Direzione Didattica Alcide De Gasperi di Capaci si erano dati appuntamento in 900 nella villa comunale principessa Mafalda di Savoia. 

Dall’inizio dell’anno scolastico avevano lavorato in classe con le proprie insegnanti al progetto delle Giovani sentinelle, un’esperienza di formazione alla cittadinanza attiva e responsabile. Avevano scelto di occuparsi della villa comunale per recuperare quel luogo alla fruizione di ogni cittadino e cittadina, per farne spazio di incontro e socializzazione.

Quella mattina di aprile avevano festeggiato il ripristino dei luoghi e la riapertura alla cittadinanza e avevano preso l’impegno di essere custodi di quel pezzo della città.

La fondazione Caponnetto aveva sottolineato l’importanza della scelta di ragazzi e ragazze, il loro coraggio e il senso civico, aveva sottolineato che i giovanissimi sarebbero stati ambasciatori di legalità presso i propri genitori, 900 famiglie, aveva auspicato attenzione e vigilanza.

Avevamo chiesto ai ragazzi e all’Amministrazione di non fermarsi di coinvolgere anche gli abitanti che vivono intorno alla Villa.

Qualche notte fa, nel buio complice, alcune delle tartarughe che abitavano nella fontana sono state ammazzate in modo atroce: alcune con il carapace fracassato altre per mancanza d’acqua, e alcune aree verdi sono state devastate. Strano che nessuno abbia parlato degli oltre 200 pesci e carpe scomparse!

C’è nelle modalità con cui sono state uccise le tartarughe tutta la violenza di un messaggio che vuol essere chiaro per tutti: ci sono dei confini rigidi, fissati da chi ha capacità di esercitare un potere violento, che non possono essere superati e i giovanissimi della Direzione Didattica li avevano superato con la passione e la spensieratezza della propria età. Occorreva ristabilire quei limiti, ricordare a giovani e adulti che non tutto è permesso, soprattutto avere cura del luogo dove si vive e avere fiducia nell’imperio della norma che accorcia le distanze e ci fa sentire uguali.

Perché questo intervento così violento? Vi era in quel luogo qualche traffico poco lecito che poteva essere disturbato dalla presenza di ragazzini e ragazzine vocianti? O forse qualche adulto seduto poteva essere testimone scomodo?

No, a far paura era semplicemente che un numero cospicuo di cittadini e cittadine divenissero consapevoli dei propri diritti alla bellezza del luogo e a poterne usufruire, era la paura del contagio dell’entusiasmo di quei novecento nei confronti di altri coetanei o ragazzini e ragazzine più grandi di altre scuole, che potessero osare immaginare altri spazi liberi, altre occasioni di incontro e socializzazioni e magari convincere padri e madri che tutto ciò è giusto.

Non si tratta di una bravata, di un gioco insensato di qualche perditempo, è un segnale preciso e terribile, è un avvertimento mafioso e se qualcuno si tirerà indietro, retrocederà anche di un solo passo avremo perso tutti, a cominciare dalla scuola dove sarà chiaro che ogni tentativo è inutile, che la sua funzione di promozione della cittadinanza non è convincente.

Giovedì 5 Aprile 2018 le giovani sentinelle di Capaci, dopo il primo incontro in Dicembre, si sono di nuovo riunite nell'ampio salone antistante l'ingresso della loro scuola per il confronto con le proprie istituzioni locali. Il tema scelto dai ragazzi quest'anno è: Il recupero del lungomare di Capaci.

Presenti il sindaco Sebastiano Napoli e Erasma Cerchia, assessora all’Istruzione, a dare il saluto alle sole 4 classi di ragazze e ragazzi del progetto, alle loro insegnanti e ai genitori presenti, la Dirigente scolastica, Iolanda Nappi.
Nell’introdurre l’incontro la Fondazione ha proposto una riflessione sull’impegno e la perseveranza dei giovanissimi e della scuola, in questi anni, nel presidiare i beni che appartengono a tutti, nel sensibilizzare cittadini e cittadine a prendersene cura e salvaguardarli, oggi dopo le distruzioni della villa ci chiediamo, e lo chiediamo a genitori, insegnanti e Comune, come si vuole intervenire per contrastare tale atto mafioso? Facendo partecipare al progetto non più 900 ragazzi ma solo 100 ragazzi e 100 famiglie?

La domanda è rimasta senza risposta in quanto il Sindaco ci ha dovuto lasciare per sopraggiunti impegni professionali privati!

Ci è sembrato doveroso non deludere i bambini e abbiamo passato la parola a Giulia, Marta e a tutti gli altri bambini e bambine pronti con cartelloni coloratissimi e un bel filmato sullo stato di degrado del lungomare. Le immagini mettevano in risalto la bellezza del litorale di un tempo e le caratteristiche dune modellate dal vento, una flora e ad una fauna incredibili facevano di questo luogo un angolo meraviglioso, oggi a rischio di estinzione.

Tante le domande da parte dei giovanissimi all'assessora rimasta ad ascoltare con interesse: una in particolare riguarda la richiesta da parte della scuola di uno spazio al Demanio per un giardino botanico.

Siamo convinti che la scuola riprenderà il suo percorso di formare i giovani cittadini alla difesa dei propri beni comuni sollecitando l'impegno di tanti bambini e bambine e non di pochi, promuovendo la riflessione sulla vicenda e con questa speranza ci siamo dati appuntamento per mercoledì 16  maggio.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

Le giovani sentinelle sbarcano in Sicilia





Mercoledì 4 Aprile ha preso il via il secondo degli appuntamenti delle giovani sentinelle siciliane, l’incontro con i propri amministratori. 

Ad esordire sono stati gli studenti e le studentesse dell'Istituto Tecnico Commerciale L. Sturzo di Bagheria che hanno accolto nell’Aula magna della loro scuola la Fondazione, l’assessora comunale alla Cultura e all’Istruzione, Romina Aiello, Maria Rosa Ferraù della Direzione Pubblica Istruzione e Giuseppina Polso della Direzione Edilizia Scolastica della Città Metropolitana di Palermo in rappresentanza del sindaco metropolitano Leoluca Orlando che non è potuto essere presente.

A fare gli onori di casa Vito Cudia, dirigente scolastico, che ha distribuito le cartelle con i documenti e il programma della serata ai presenti, a rimarcare l’importanza dell’appuntamento come se fosse un vero e proprio convegno. Sulla cartella il logo del progetto, dell'Istituto e il tema scelto dai ragazzi: Affinché il sogno... diventi cantiere - Adottiamo la nostra scuola. E non poteva mancare neppure il sottotitolo a descrivere il compito sacro della scuola nel formare i giovani, giusto il dettato della nostra Costituzione: libertà e partecipazione, garantire legalità e giustizia per un Paese libero e democratico.

Nella sala, molti insegnanti e alcuni genitori, i ragazzi non erano né 900 e neppure 300 ma circa 80.
Il progetto prevede che il secondo incontro, quello con le Istituzioni locali, sia di pomeriggio non solo per permettere la partecipazione dei genitori e del pubblico adulto, ma soprattutto consente ai ragazzi di contarsi. Infatti la libertà e la partecipazione non costituiscono obblighi, come cita lo stesso sottotitolo del progetto, e come ci ricorda una vecchia canzone di Giorgio Gaber, sono i ragazzi a decidere se esserci o non esserci. Neppure il Dirigente scolastico ha imposto ai ragazzi e alle ragazze la presenza, né ha giudicato il metodo di coinvolgimento che gli insegnanti hanno adottato con i giovani. E ragazze e ragazzi possono trarre indicazioni e ragioni per il loro impegno dai report di ogni incontro diffusi dalla Fondazione, utili non solo a tenere in rete le scuole e aggiornare gli insegnanti, ma soprattutto allo scambio di esperienze.

Nell’introdurre i lavori la Fondazione si è rivolta agli studenti e alle studentesse presenti chiedendo loro di non demoralizzarsi e di non mollare, ricominciare già da domani a coinvolgere i propri compagni e compagne nelle scelte, nelle proposte, nel condividere idee e percorsi ridisegnando la propria scuola e di come la vogliono, senza condizionamenti, coinvolgendo semmai altri loro compagni di indirizzi differenti.

Studenti e studentesse hanno iniziato con una canzone di un gruppo di loro che si è esibito nell’Aula magna, sottolineando ancora una volta il bisogno di esprimersi con il linguaggio della musica, e subito dopo, grazie ad un filmato, sono entrati nel merito del loro tema che riguarda la riqualificazione delle infrastrutture della loro scuola, in alcuni casi fatiscenti, e facendo notare la carenza di uno spazio per poter fare le loro assemblee.

Romina Aiello si è resa disponibile al confronto al di là delle competenze e ha ricordato, da giovane assessora, la sua esperienza prima da studentessa e poi come amministratrice per il suo impegno politico e l'importanza di mettersi in gioco. Maria Rosa Ferraù e Giuseppina Polso hanno porto i saluti di Leoluca Orlando e hanno ringraziato i giovani per il loro impegno sociale condividendo con loro questo percorso di cittadinanza attiva. Hanno proposto a studenti e studentesse di preparare un progetto e di inoltrare la richiesta alla Città Metropolitana.

Nel primo incontro la Fondazione aveva raccolto la denuncia di Flavia, studentessa dell’istituto e giovane vittima di bullismo, con l’intenzione di non lasciarla sola. Quel giorno alcuni suoi compagni e compagne le erano stati accanto. Da lì aveva preso il via un percorso, con insegnanti, dirigente scolastico e con il sostegno di alcuni esperti, di aiuto a Flavia che ha scelto di raccontarlo leggendo alcuni pezzi di una lettera scritta ai suoi aguzzini che Flavia ha ringraziato per averla resa più forte!
Ha preso poi la parola Angelo Corbo. Rivolgendosi alla ragazza ha rivelato di essere stato anche lui, a scuola, vittima di un bullo. Le parole di Angelo e l’aver condiviso con lei una vicenda terribile hanno emozionato Flavia che ha voluto nuovamente intervenire leggendo tutta la lettera.

Terminato l'incontro ci eravamo dati appuntamento per il 16 maggio quando le scuole siciliane saranno ospiti della Regione, ma abbiamo proseguito con Angelo, mentre rientravamo in albergo, a scambiarci opinioni e sensazioni ammirando la grande forza e il coraggio di Flavia, la sua volontà di non fare un passo indietro e di vivere libera.

Alla fine abbiamo concordato di intervenire nuovamente e, il mattino dopo, eravamo nuovamente davanti alla scuola, abbiamo chiesto al Dirigente, Vito Cudia, entusiasta della nostra proposta, di andare tutti insieme in classe da Flavia ed Angelo ha voluto regalare il suo libro sulla strage di Capaci con dedica. Ho osservato intorno individuando uno dei suoi aguzzini che rideva con una smorfia sul volto e lo sguardo basso, da perdente.

Siamo ripartiti ma dopo alcuni chilometri una nuova chiamata di Vito Cudia ci ha informato che Flavia si era rivolta a tutti i suoi compagni dicendo: «questo libro non è mio ma di tutti noi e lo leggeremo in classe!»

Flavia ha vinto! A noi ha regalato la voglia di fare ancora tanti chilometri e di dare a tutti quelli che leggeranno questo report la voglia di continuare.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

venerdì 6 aprile 2018

Le giovani sentinelle sbarcano all’Elba

Mercoledì 28 Marzo sono le giovani sentinelle Elbane a confrontarsi con la propria Amministrazione locale.

Nella Sala comunale di Portoferraio sono le assessore Adonella Anselmi e Laura Berti a fare gli onori di casa e ad accogliere ragazze e ragazzi dell’ITCG Cerboni che dopo alcuni anni di assenza partecipano nuovamente al nostro percorso, sollecitati e guidati con grande passione e tenacia dal prof. Giuseppe Solaro, all’esordio nella collaborazione con la Fondazione, e dalla sua collega Orlandi che è invece una veterana del percorso di cittadinanza attiva. 

Ragazzi e ragazze erano pronti ad esporre il tema scelto che riguarda la trasformazione dell'area ex Enel in centro commerciale, mentre i giovani lamentano la carenza di spazi per il loro tempo libero.


Nella loro illustrazione hanno immaginato un luogo per attività diverse: un bowling, tavoli per giochi multimediali, un posto che diventi pub dove ascoltare musica in compagnia la sera, un luogo per giocare al biliardo o ai videogiochi o ai giochi da tavola, in breve uno spazio per incontrarsi, per stare in compagnia durante l’inverno, libero dall’azzardo e non necessariamente legato al consumo. Si sentono esclusi ragazzi e ragazze adolescenti perché, a differenza dei più piccoli o degli anziani che hanno spazi adatti alle diverse età, non sono soddisfatti e reclamano luoghi di incontro adatti alla loro età.

Laura Berti è intervenuta immediatamente dopo prima di lasciarci e ha giudicato valide le ragioni esposte dagli studenti e dalle studentesse ma ha voluto fare una “provocazione” chiedendo loro se conoscono il Centro giovani della città. Ha infatti ricordato che l’Amministrazione ha da tempo preso in esame la questione e provato a dare una soluzione. La risposta dei giovani è stata immediata e netta: conoscono lo spazio ma lo ritengono un posto da sfigati.

Adonella Anselmi li ha esortati a visitare il Centro giovani, ha ricordato l’impegno dei ragazzi delle precedenti edizioni del progetto e le loro proposte sulla riqualificazione del giardino dell’Albereto e le proposte dei ragazzi delle scuole medie in merito  alla bonifica del giardino pubblico.

La Fondazione ha proposto ai ragazzi e alle ragazze di non demordere, ha chiesto loro di coinvolgere con la loro proposta altri studenti e studentesse dell’Istituto, ad esempio i coetanei dell’indirizzo per Geometri per potere, con gli strumenti e le conoscenze di quelli, approfondire la questione, definire meglio le proprie esigenze e individuare delle soluzioni più precise e farne oggetto di confronto con l’amministrazione pubblica. Il dibattito è proseguito vivace e ha toccato altre questioni come quella dei trasporti pubblici, tema comune in tante parti del nostro Paese ma di grande rilevanza su un’isola piccola dove sembra irrisolvibile e cresce la sensazione di essere soli. 

Riprenderemo il filo di questi ragionamenti il prossimo giovedì 3 maggio, sempre a Portoferraio in Comune, quando inviteremo esponenti della Provincia di Livorno e consiglieri regionali eletti in quella parte della Toscana. Saranno loro a spostarsi e venire all’Elba, augurandoci che diano un segnale differente di consiglieri e assessori della Provincia di Livorno che, due anni fa, diedero buca ai ragazzi e alle ragazze di Portoferraio: dopo la levataccia per prendere il traghetto per Livorno ebbero la sgradita sorpresa di non trovare nessuno a interloquire con loro nella sala della Provincia!

I problemi sono rimasti ma le giovani sentinelle non demordono e la Fondazione solleciterà tutti, grandi e piccoli, a comportamenti responsabili e a non abbandonare il dialogo e il confronto.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola