Giovani sentinelle

sabato 15 dicembre 2018

Incontro con l’ISIS Enrico Fermi di Bibbiena

Martedì 11 Dicembre siamo tornati all’ISIS Enrico Fermi di Bibbiena dove non era stato possibile tenere l’incontro lo scorso giovedì 29 novembre, quando eravamo stati ospiti dei più piccoli dell’Istituto comprensivo Dovizi, per l’ultimo degli appuntamento in Toscana della prima parte del progetto.

Ad accoglierci nell’aula magna con la loro insegnante, Martina Cocchetti, due classi di veterani del progetto e avendo avuto già esperienza di questo nostro percorso ha reso possibile approfondire alcuni temi nel corso della mattinata. 

La discussione si è fatta subito viva e ne è nata uno scambio di idee e di proposte sia sul tema dello scorso anno, sia per quello di quest’anno. Lo scorso anno si erano occupati di dipendenze, in particolare l’analisi del fenomeno dell’alcolismo diffuso nei giovani, facendo notare come gli adolescenti per fare gruppo ed essere accettati hanno comportamenti dettati dalle mode, anche quelle sbagliate. 

Le proposte fatte nel secondo incontro durante il confronto e la discussione con i propri amministratori erano state quelle di lanciare una campagna di sensibilizzazione all’interno della scuola anche con incontri con operatori dei Sert per poi trasferirla sul proprio territorio. I ragazzi facevano notare però che non vi era stato seguito da parte del Comune.

A nostro avviso invece è mancato da parte dei ragazzi l’impegno e la costanza di programmare le attività e tutto è rimasto sulla carta in quanto il presidente del consiglio comunale, Francesco Frenos aveva proposto ai ragazzi di partecipare ad una seduta dello stesso consiglio per individuare insieme altre forme per sensibilizzare i giovani contro il consumo di alcol, ma ragazze e ragazzi non hanno dato poi seguito a quell’appuntamento. Oggi un nuovo impegno da parte dei giovani è di coinvolgere altre due classi in modo da lavorare insieme.

Ci hanno comunicato inoltre che si sono già incontrati e hanno deciso di affrontare contemporaneamente un altro tema particolarmente sentito e che vogliono approfondire: l’ambiente. La questione è emersa più volte fra quelle sollecitate dai giovani che hanno partecipato al nostro percorso e alle domande di quelli di Bibbiena che sono seguite ci siamo resi subito disponibili a fare degli approfondimenti. 

Con delle slide abbiamo messo in rilievo il mancato rispetto dei parametri ambientali nel nostro Paese da parte delle industrie, la previsione di deroghe ai limiti alle emissioni inquinanti per acciaierie, raffinerie e cementifici, è stato consentito sversare rifiuti come alluminio, arsenico, cromo, ferro, mercurio, piombo, nichel fino ai solventi organici. Abbiamo parlato di amianto e di come per anni sia stato utilizzato nelle costruzioni senza che aver fatto controlli rigorosi prima di autorizzarne l’uso. 

Anche nell’agricoltura l’Italia è al vertice nell’uso di pesticidi in Europa e secondo i dati Eurostat, infatti, l’Italia impiega oltre il 40 per cento di fitofarmaci in più rispetto alla Francia, sebbene il Paese d’Oltralpe abbia il doppio delle superfici agricole. Le scorciatoie delle industrie e di personaggi scaltri apre le porte alla mafia e i rifiuti è il settore più ambito dalla criminalità organizzata. L'Italia tutta è terra di interessi mafiosi e non c'è regione ormai che possa sfoggiare anche una sorta di verginità culturale che ci tenga al sicuro.

La mafia mette in pericolo non solo lo sviluppo del nostro Paese ma anche la salute attraverso i rifiuti tossici che hanno sversato avvelenando le nostre falde acquifere, contaminando gli alimenti che mangiamo, l'ambiente e il continuo aumento di morti per cancro testimoni della scarsa attenzione all’ambiente in cui viviamo.

Vi è una responsabilità dei cittadini che non partecipano attivamente alla vita sociale della propria comunità ed è possibile contrastare questi fenomeni e formare alla responsabilità e al rispetto con un lavoro educativo nelle scuole.

Tante le domande da parte dei ragazzi e il tempo è scorso come al solito veloce. A conclusione i giovani del Fermi ci hanno anticipato un filmato ancora in lavorazione che ha come obiettivo la sensibilizzazione e che presenteranno ai loro compagni del Dovizi e alla propria amministrazione venerdì 15 marzo 2019.  

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

Incontro con le giovani sentinelle di Mira

Martedì 11 dicembre esordio nelle fila delle giovani sentinelle per i ragazzi e le ragazze del comprensivo Luigi Nono di Mira. 

Il primo appuntamento è con le quattro classi terze della sede centrale Giacomo Leopardi. Nell’aula magna della bella cittadina affacciata sulle rive del Brenta, non lontano dalla sua foce, discutiamo le tematiche care ad Antonino Caponnetto; vediamo più da vicino la strage di Capaci sulla scorta del libro di Angelo Corbo, Strage di Capaci. Paradossi, omissioni e altre dimenticanze, Diple edizioni.

Chiediamo ai giovani di rispondere all’appello del giudice Caponnetto, occupandosi di un problema che poi sarà discusso con l’amministrazione comunale l’8 marzo 2019. I ragazzi sono preoccupati dall’inquinamento, dalle prese in giro e dal bullismo, dalla violenza, dalle persone che giudicano senza conoscere. I giovani della riviera veneta, guidati dal docente prof. Stefano Corà, sono decisamente molto bravi, attenti e fortemente impegnati.

Da Mira, raggiungiamo Gambarare, dall’altra parte del fiume, a quattro chilometri di distanza, fra ampi scorci del Naviglio del Brenta, sul quale si affacciano le Ville che i Veneziani edificarono tra il Cinquecento e il Seicento. Lì ci attendono altre due terze della scuola Galileo Galilei, guidate dalla vicepreside. Questi ragazzi sollevano problemi legati soprattutto all’insicurezza del territorio, alla paura di uscire, un ragazzo dice che si ha ‘paura della propria ombra’. 
 Questo sentimento ci invita a mostrare alcuni spunti del lavoro che i vicini ragazzi delle scuole superiori Bruno e Franchetti di Mestre (VE) hanno condotto per due anni consecutivi, sulle zone a rischio del territorio, sulla percezione di insicurezza degli abitanti.

Altre due classi terze ci raggiungono in tarda mattinata, guidate dalla professoressa Eliana Pollio: attentissima per tutto il tempo, ci accoglie con grande collaborazione, e ci racconta a fine mattinata, che – pur essendo nata da tutt’altra parte – ha ottenuto una supplenza nel quartiere Zen di Palermo. Nella stessa città è nato anche uno dei ragazzi presenti, molto preparato, che fa domande circostanziate sulle stragi, in particolare sugli agenti di scorta, sui quali è molto ferrato. 

Rispondiamo, forti delle tante testimonianze che Angelo Corbo, sopravvissuto alla strage di Capaci, ha reso in Veneto, e che ci hanno permesso di farci una idea diretta degli avvenimenti.

Anche queste quattro classi, oltre alle quattro di Mira, sono state invitate a partecipare dal referente per la Cittadinanza (e non solo) dell’istituto Luigi Nono, professor Stefano Corà, istituto che accorpa le due scuole medie, oltre che tre primarie e tre scuole dell’infanzia, sparse nella superficie del vasto comune alle porte di Venezia.

Se ai ragazzi di Mira abbiamo proposto il video sull’acqua pubblica realizzato dai ragazzi del liceo artistico Petrocchi di Pistoia, a Gambarare abbiamo visto Hallelujah, splendida riflessione sull’indifferenza realizzata dagli studenti dell’istituto Valle di Padova, a riprova che la creatività delle Giovani Sentinelli, da Nord a Sud, è in grado di scuotere le coscienze più di tanti inutili dibattiti dei grandi. 

Con tutti ci rivedremo il prossimo venerdì 8 marzo 2019, ospiti degli amministratori comunali di Mira per il confronto e il dibattito sui temi individuati dai giovanissimi del comprensivo Luigi Nono.

Francesca Vian

Responsabile Padova-Venezia Progetto Scuola

giovedì 13 dicembre 2018

Le giovani sentinelle Valdarnesi

Lunedì 10 Dicembre ancora un appuntamento in Toscana: una nuova scuola  il liceo Giovanni da San Giovanni di San Giovanni Valdarno (AR) sarà compagna di viaggio nel nostro percorso di educazione alla cittadinanza.

L’adesione è stata fortemente voluta dalle insegnanti, Letizia Verdi e Laura Vanni che con il collega  Francesco Maria Grasso erano ad attenderci insieme ad altri loro docenti e i ragazzi e le ragazze di due classi: una terza e una quarta.

Platea vivace all’inizio, le due classi definite difficili! Abbiamo accettato la sfida e sono bastati i primi cinque minuti per avere la loro attenzione. Abbiamo raccontato di Antonino Caponnetto, il suo impegno professionale come giudice, l’istruzione del maxiprocesso insieme a Falcone, Borsellino, Guarnotta e Di Lello per poi lasciare che con i loro insegnanti visionino il filmato scaricandolo dal sito www.giovanisentinelledellalegalita.org.

Ci siamo invece occupati di illustrare cos’è la mafia oggi: le sue trasformazioni, di quali affari si occupa, che cosa fa con i soldi sporchi e dove vengono riciclati, come si introduce nell’economia legale, mettendo a repentaglio la nostra democrazia e le nostre libertà. Con i video che documentano il protagonismo e le proposte di tanti giovani sentinelle a livello nazionale, abbiamo lanciato la sfida di mettersi in gioco, di occuparsi di una emergenza del territorio, di studiarla e di farne oggetto di discussione e poi andare al confronto con la propria amministrazione locale.

In conclusione, come di consueto avevamo previsto la data del secondo appuntamento per martedì 26 febbraio, quando una dichiarazione di un insegnante ci ha costretti ad attardarci, perché ci siamo accorti che la mafia non viene percepita come un fenomeno che tocca da vicino tutti noi, nonostante in Valdarno la mafia ci sia, viva bene e abbia lasciato tracce inequivoche come i beni confiscati in paesi limitrofi come Terranuova Bracciolini o Montevarchi o i due cadaveri ritrovati in mezzo a un bosco, sempre a Terranuova Bracciolini, sciolti in parte nella calce. Alla domanda però se c’è la droga, la prostituzione e il gioco d’azzardo sul territorio e da chi secondo loro viene gestita, è calato il silenzio ed ha preso il via la riflessione!

E ancora una volta il tempo è trascorso, veloce ma lo scambio e le domande incalzanti degli ultimi minuti di ragazzi e ragazze ci fa ben sperare perché queste classi difficili hanno lasciato aperto una porta di non diffidenza. Spetta ora a noi, alla scuola e alle insegnanti cogliere questa occasione di dialogo e lavoro comune.


Editore Domenico Bilotta

Incontro con le giovani sentinelle di Chiusa Sclafani e Corleone

Venerdì 7 Dicembre si è conclusa un'altra splendida settimana siciliana con altri due incontri: all'Istituto comprensivo G. Reina di Chiusa Sclafani (PA) e alla scuola primaria Finocchiaro Aprile dell'Istituto comprensivo G. Vasi di Corleone.

Alla scuola media di Chiusa Sclafani, per una nuova incomprensione nella comunicazione - e per questa ragione chiediamo a tutte le scuole di fare attenzione al momento dell'iscrizione scrivendo in modo chiaro o in stampatello i dati - non era stato programmato l'appuntamento. 

Ma la volontà di partecipare, la scommessa del protagonismo giovanile, la decisione di offrire questa opportunità ai giovanissimi hanno prevalso e le insegnanti coraggiose hanno ancora una volta  fatto il miracolo: la referente Antonella Campisi senza perdersi d'animo ha riunito nell'aula due classi e con attenzione ragazzi e ragazze di seconda e di terza hanno seguito in un silenzio partecipato prima le vicende degli anni '80 e del pool antimafia e poi tutte le fasi del progetto.

 L'entusiasmo è andato via via crescendo e, dopo aver visto alcuni video realizzati da altri ragazzi e ragazze in diverse scuole d'Italia, giovanissimi e insegnanti hanno scelto di coinvolgere e condividere con i tre plessi dell'Istituto che si trovano in tre Comuni diversi. Ragazzi e ragazze insieme all'insegnante Antonella Campisi e con il sostegno della Dirigente Scolastica, Francesca Cusumano, incontreranno i loro coetanei e le loro coetanee e illustreranno loro la vicenda di Antonino Caponnetto e le finalità del nostro percorso educativo con la sfida ad essere cittadini attenti e responsabili. In questa loro fatica saranno un prezioso ausilio i video che troveranno nel sito www.giovanisentinelledellalegalita.org.

Ancora una volta, alla fine dell'incontro, siamo usciti carichi ed entusiasti di quel piccolo contributo che abbiamo dato, e arricchiti di quello che insegnanti e scuola riescono a fare, certi di tornare mercoledì 20 marzo e trovare ragazzi e ragazze pronti, con le loro proposte, al confronto con i propri amministratori.

Nella provincia di Palermo erano rimasti solo i ragazzi e le ragazze, i bambini e  le bambine corleonesi a non aver partecipato al primo incontro che era slittato più volte anche per la frana che ha colpito l'Istituto, ma non potevamo dimenticarcene! Non potevamo lasciarli soli! Il tempo di spostarci e in mezz'ora siamo giunti a Corleone nella scuola Finocchiaro Aprile, nostra compagna di viaggio oramai da anni. Ad accoglierci la referente Lucia Di Fulco con le colleghe Ivana Di Cristina e Rosalia Monasseri.

Dispiace che quest'anno non partecipi la Scuola media dell'Istituto con il proprio "esercito" di insegnanti:  Giuseppa Francesca Lanza, Rosalia Romano, Maria Lucia Oliveri e Lucia Briganti, ma come abbiamo detto i problemi strutturali causati dalla frana hanno costretto giovanissimi e insegnanti ad essere ospitati nell'edificio della scuola primaria e impossibilitati a seguire il progetto per quest'anno. 

La frana poteva essere evitata, ed è un altro problema che si aggiunge ai tanti che affliggono la città di Corleone, e non è problema di traffico! Citando le piaghe di cui parla Paolo Bonacelli, lo zio avvocato di Johnny Stecchino, all’autista Dante (Roberto Benigni). Ma la frana e le piaghe sono anche un ottimo espediente per non parlare di altro: dopo l'abbandono delle Istituzioni, dopo le varie armate Potëmkin, la gente di Corleone è rimasta sola a combattere le proprie battaglie contro la superficialità dei media – come la Fondazione ha denunciato più volte– come abbiamo visto quando hanno dato visibilità e pubblicità al libro del figlio di Riina, che parla dei gesti amorevoli del suo buon vecchio padre; o hanno raccontato dell’impiego del figlio di Provenzano, provetto manager e tour operator di un'agenzia turistica statunitense per accompagnare i succulenti viaggiatori di Boston nelle terre di mafia; o ancora quando le troupe televisive si sono  catapultate a Corleone per intervistare figli, nipoti e pronipoti di mafiosi. Neppure a Bogotà avrebbero saputo fare di meglio!

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari,
 e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei,
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
 e non c'era rimasto nessuno a protestare.
Martin Niemöller

I benpensanti, i puri e il quotidiano Repubblica non hanno invece perso tempo a isolare Maurizio Pascucci con attacchi di fuoco amico per aver posto un problema politico: che fare con coloro che hanno cognomi “difficili” ma che nulla hanno a che fare con parenti ingombranti? 

Che fare con coloro che hanno parenti mafiosi ma non hanno alcun legame con loro che non sia il cognome? In questa domanda secca è racchiusa una dimensione politico-sociale da affrontare: come togliere l’acqua dentro cui nuotano i pescicani mafiosi, separare e offrire un’opportunità a coloro che non sono in nessun modo compromessi?

Maurizio Pascucci compare in una foto con un giovane che ha sposato una nipote di Bernardo Provenzano, il giovane ha fatto il barista guadagnando 400 euro al mese, poi ha acquistato un bar con un mutuo, non ha nessun legame con la famiglia Provenzano se non l’omonimia. Che fare con lui? Si è posto questa domanda Maurizio e ha provato a dare una risposta. Lo ha fatto pubblicamente, non di nascosto o sottobanco, e a questo livello occorre replicare a Maurizio, con argomenti, non con scomuniche o con l’isolamento, condizione pericolosissima.

Anche i mafiosi di Avola, dopo il bellissimo incontro di Paolo Borrometi con i ragazzi del Majorana, riguardo la cultura della legalità, in contrapposizione all'omertà, facendo nomi e cognomi dei mafiosi locali, avrebbero avuto il diritto di replica se non fosse intervenuta la ministra Fedele.
Maurizio no!

Diffidate gente! Anche della solidarietà  e le carezze di personaggi come Vittorio Sgarbi, che non ha mai pronunciato parola alcuna contro la mafia ed è stato sindaco di Salemi, amministrazione comunale sciolta per mafia.
Si comincia con l’isolamento, con la denigrazione e con gli appoggi di personaggi equivoci. Lo abbiamo già sperimentato: chi non ricorda le “accuse” di protagonismo e di presenzialismo a Giovanni Falcone? Forse al quotidiano Repubblica ricordano l’articolo di Sandro Viola - quello in cui lo paragonava ad un comico del sabato sera, che non era un magistrato ma un esperto in criminalità mafiosa, un esibizionista squilibrato e vanitoso  - quell’articolo da cui traspare la colossale ignoranza dell’autore relativamente alle cose di Cosa nostra, articolo  che noi sprovveduti non ritroviamo, se lo cerchiamo nell’archivio digitale del quotidiano, lo hanno tolto come si nasconde il parente demente quando si ricevono delle visite.

Quando si è isolati e denigrati si corrono dei rischi e chi è in quella spiacevole condizione non ha possibilità di interlocuzione, non ha più titolarità al confronto pubblico. Al confronto pubblico Maurizio ha contribuito con grandi intuizioni e proposte: la lotta alle slot nei circoli ARCI, ha promosso il volontariato sulle terre confiscate alle mafie, ha aiutato oltre 30 produttori dell’associazione Fior di Corleone a dire no alla mafia e ad uscire dalla condizione di disagio in cui operavano. 

Era lì anche in occasione della frana, ha aiutato altri volontari a ripulire e liberare dai detriti la scuola. Nella stessa direzione si è mosso anche con questa ultima proposta.

A differenza di molti critici e puri, compagni che ci troviamo accanto, Maurizio ha condiviso con il progetto sentinelle  a non indietreggiare dinanzi alle “proposte umanitarie” di liberare Totò Riina malato, non cedendo al ricatto psicologico, né concedere alcunché alle altre proposte di alleggerire il regime carcerario previsto dall’articolo 41bis del nostro ordinamento penitenziario. A muovere Maurizio Pascucci è stata la sua storia e la sua cultura politica. Collaboratore di Pio La Torre, si è formato in quella scuola – un tempo i partiti politici avevano una scuola per formare i dirigenti, oggi è sufficiente passare dal Grande fratello! - e quel modo di intendere la politica e l’impegno personale è rimasto come un corredo cromosomico, ma a lui non è concesso il diritto di replica, la possibilità di argomentare.

E a dirla tutta anche noi siamo colpevoli, come lo sono le insegnanti di Corleone, perché incontriamo con loro e manteniamo stretti rapporti con i figli più piccoli di alcuni mafiosi o dei loro parenti! Negli anni abbiamo incontrato a Corleone oltre 2000 ragazzi e ragazze, bambini e bambine, pensate che nessuno fosse figlio di mafioso?
Ci piace però ricordare ai puri la storia delle due bambine, figlie di mafioso, che dopo degli incontri a scuola sull'antimafia hanno convinto la madre a prendere le distanze perché si vergognavano! O quel bimbo del quartiere di Librino che la mamma, per sottrarre e salvarlo dal padre mafioso, cercava di tenerlo, visto che amava la musica e la batteria, in una scuola di Gravina di Catania perché c'era una preside, che abbiamo avuto l'onore di conoscere, che dedicava 24 ore del suo tempo a scuola! Appoggiata dal maresciallo dei carabinieri di Gravina ha avuto minacce e scuola bruciata ma non ha ceduto! Noi eravamo lì non solo a portare la solidarietà ma a lasciare una traccia di non essere soli!

Con questo pensiero questa mattina sono entrato nella classe abbracciato da insegnanti e bambini festanti che mi avevano conosciuto.

L'anno scorso si sono occupati delle buche per le vie di Corleone, di strade senza illuminazione, di tubi rotti e l'acqua che scorre causando forse qualche altro smottamento! Ho parlato loro di altri bambini e bambine di Castelvetrano che, come loro, hanno avuto la sfortuna di non avere per diverso tempo un’amministrazione comunale perché sciolta per mafia. Qualche loro genitore avrà votato sicuramente quegli amministratori! Si erano occupati del degrado della loro bellissima città e dei loro monumenti impregnati di millenaria storia da andarne orgogliosi. L'anno dopo di raccolta differenziata, ancora dopo di randagismo e insieme hanno deciso di proporre ai genitori di chiedere, ai candidati al Consiglio comunale e a Sindaco, impegni precisi nei rispettivi programmi relativi alle proposte dei loro giovani cittadini.

Anche i bambini corleonesi, quelli che hanno cantato negli anni scorsi Basta con la mafia ma non hanno avuto ascolto, hanno deciso di riprendere insieme all'esercito di insegnanti partigiane dei valori i disegni e le foto delle buche & affini e insieme ad altre proposte che studieranno quest'anno le illustreranno, mercoledì 20 marzo 2019, nel confronto con il proprio sindaco.

Come capo gruppo e consigliere di opposizione ci sarà anche Maurizio Pascucci e io sarò "costretto a farci una foto!".


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 11 dicembre 2018

Incontro con le giovani sentinelle di Camin (PD)

Mercoledì 5 dicembre 2018 dalle 8.00 alle 10.00 siamo ospiti dei ragazzi e delle ragazze di due classi della scuola Levi Civita di Camin, storico quartiere della periferia di Padova. 

L’appuntamento è in contemporanea con quelli degli altri plessi Falconetto e Pacinotti del VII istituto comprensivo di Padova e tutti e tre condividono molte iniziative di cittadinanza organizzate dalla professoressa Beatrice De Paolis, referente per tutte le sedi. 

La docente introduce l’incontro proprio sottolineando la forza della frase di Caponnetto: “La mafia ha più paura della scuola che della stessa giustizia”. 

Riesce facile proporre gli argomenti della filosofia e della vita di Antonino Caponnetto, perché i ragazzi, con l’aiuto delle loro docenti di Italiano, stanno già leggendo “Per questo mi chiamo Giovanni”, libro di Luigi Garlando, con prefazione di Maria Falcone. 

Dopo aver visto i video realizzati dai ragazzi delle scuole superiori Valle di Padova e Petrocchi di Pistoia, i giovani studenti si interrogano sui problemi intorno a loro, che potrebbero diventare il tema del loro impegno. Sono maggiormente sentite fra i ragazzi le problematiche ambientali, fra le quali l’abitudine di buttare a terra i rifiuti e di sporcare gli spazi pubblici, la povertà delle famiglie, le prese in giro e – guardando più lontano – le guerre nel mondo.

Le riflessioni e lo scambio proseguono per tutta la durata dell’incontro e alla fine ci diamo appuntamento al 7 marzo, quando incontreremo, insieme agli altri ragazzi della città, gli amministratori del Comune di Padova e gli studenti e le studentesse potranno esporre il loro problema e cercare insieme una soluzione, diventando così parte delle migliaia di Giovani sentinelle della legalità, che rispondono all’invito di Antonino Caponnetto di “diventare partigiani di una nuova resistenza, la resistenza dei valori, la resistenza degli ideali”.

Francesca Vian

venerdì 7 dicembre 2018

Incontro con le giovani sentinelle di Raffadali (AG)

Giovedì 6 dicembre ricorre il sedicesimo anniversario della morte di Antonino Caponnetto e crediamo di onorarlo e di tenere viva la memoria con il bell’incontro con le giovani sentinelle dell'Istituto comprensivo Galileo Galilei di Raffadali, 110 alunni e alunne protagonisti della giornata. 

Per una incomprensione di comunicazione la referente Carmelina Galvano non era a conoscenza dell'incontro ed era con alcune classi in gita. Dopo un giro di telefonate e la disponibilità della vice presidenza e delle colleghe abbiamo superato l'ostacolo e, con un'ora di ritardo e la voglia di partecipare al progetto, si è tenuto l'incontro con una platea di ragazzi e ragazze di prime e seconde.

Ci siamo soffermati su quel lavoro meraviglioso di indagine e di istruzione del maxi processo di Antonino Caponnetto e del suo pool e di come, dopo quel meraviglioso successo, alcuni pezzi dello Stato abbiamo lavorato alacremente per indebolire l’azione di contrasto della mafia, scegliendo Antonino Meli a sostituire il giudice Caponnetto a capo dell’Ufficio Istruzione e non Giovanni Falcone. Quella decisione portò prima al suo isolamento e poi alla morte terribile a Capaci. 

Oggi paghiamo ancora le conseguenze di quella decisione! Abbiamo raccontato delle ingenti somme della mafia, di come sia diventata più potente economicamente e di come in tante parti del nostro Paese è alleata con personaggi locali disposti ai facili guadagni, di come l'evasione fiscale e la corruzione mettano in ginocchio la nostra economia sana. 

Per arginare questa illegalità diffusa e contrastare la mafia, come Antonino Caponnetto aveva intuito già oltre 25 anni fa, è necessario un grande lavoro culturale a scuola: «la mafie e la cattiva politica hanno più paura della scuola della stessa giustizia». 

Sostenere gli insegnanti coraggiosi che con il loro lavoro prezioso aiutano giovani e giovanissimi a crescere nei valori della legalità e della cittadinanza responsabile, rifiutando ogni compromesso e senza mai voltarsi dall’altra parte. Rafforzare la convinzione di dover dare spazio maggiore, con insegnanti e orario proprio a Cittadinanza e Costituzione, la disciplina che dovrebbe contribuire significativamente a quella formazione del cittadino che è antidoto a comportamenti omertosi e poco attenti al rispetto delle norme. 

Il filmato dei tanti giovani e di quello che hanno fatto in questi anni di progetto ed infine il bel lavoro fatto dai ragazzi di Bagheria e la loro canzone Oltre il silenzio hanno convinto i giovanissimi di Raffadali a intraprendere il sentiero oramai marcato da altre sentinelle della legalità ed essere pronti al confronto per giovedì 21 marzo con la propria amministrazione.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola