Giovani sentinelle

giovedì 13 aprile 2017

Incontro con le giovani sentinelle di Montemurlo (PO)

Giovedì 30 marzo ultimo degli appuntamenti delle Giovani sentinelle in Toscana prima di quelli finali di maggio.

A Montemurlo, nella sala Banti, ragazzi e ragazze delle classi dell’Istituto comprensivo Salvemini La Pira sono stati accolti dal sindaco, Mauro Lorenzini, e dall’assessora all’Istruzione, Rossella De Masi, interlocutori puntuali e attenti.

Nei loro saluti hanno ringraziato la Fondazione dell’impegno a favore della cultura della legalità e hanno rinnovato la propria disponibilità alla discussione e al confronto, apprezzando l’impegno di studenti e studentesse ad essere cittadini attenti.

Paolo Calusi, dirigente scolastico dell’istituto, ha sottolineato il valore della legalità e del rispetto delle regole come uno dei tratti distintivi della scuola e ha lodato l’impegno di studenti e studentesse che offrono ogni anno sollecitazioni e richieste, idee e percorsi.

La Fondazione ha introdotto i lavori veri e propri illustrando dapprima l'articolazione del progetto e sottolineando il senso e il valore di ognuno degli appuntamenti che cadenzano il percorso di educazione alla legalità, poi soffermandosi sul significato dell'essere cittadini per metterne in rilievo tutti i caratteri. Il rispetto delle regole è uno dei presupposti fondamentali del vivere insieme cui occorre aggiungere il valore del rispetto per l'altro, per l'ambiente inteso in senso lato e per i beni che costituiscono la trama della socialità.

Hanno poi preso la parola studenti e studentesse. Divisi in gruppi hanno approfondito i temi scelti legandoli a quello generale della cura della propria scuola e del luogo in cui vivono. Da qui le riflessioni e le sollecitazioni sullo spazio che abitano quotidianamente, la propria scuola, guardando cosa si può migliorare con la cura di tutti e di tutte. Particolarmente stimolanti le annotazioni sul cibo che rimane dopo il pranzo e che viene sprecato perché non vi sono, o sono molto complicate, le modalità di recupero e di dono. Le riflessioni dei giovani hanno aperto una discussione vivace e ricca di spunti perché, dopo gli interventi del sindaco Lorenzini e dell'assessora De Masi, hanno preso la parola la responsabile dell'Ufficio Istruzione del Comune e la dietologa che si occupa del menù di studenti e studentesse. Le loro note hanno chiarito tanti aspetti che sfuggono ad un esame superficiale della questione e a tanti confronti superficiali e sono servite a far chiarezza mettendo in rilievo difficoltà nel recupero del cibo avanzato e la complessità delle procedure.

In modo analogo anche la questione che quelli di terza media hanno riproposto, quella del degrado di alcune zone del proprio comune, riprendendola dai propri compagni e compagne più grandi degli anni scorsi, ha trovato orecchi attenti negli amministratori che hanno puntualizzato per ogni immagine proposta lo stato dell'arte. Non è così semplice rimuovere un'auto da una via se vi è un legittimo proprietario che non è reperibile ed è economicamente insostenibile per le casse comunali trovare spazi dove collocarla. Tale situazione illustra meglio di ogni altra la complessità di tante norme, talvolta farraginose, che richiederebbero una più meditata revisione.

Lo scambio è stato fitto e le risposte hanno provocato nuove domande e nuove sollecitazioni. Per i giovani è stata una buona palestra aver partecipato a questa esperienza e la loro costanza nel segnalare le questioni più urgenti, o nel riprendere quelle vecchie e irresolute, ha avuto dall'altra parte interlocutori che hanno dato risposte e chiarito aspetti controversi.

Alla fine l'ora avanzata ha imposto la chiusura della discussione e con ragazze e ragazzi ci siamo dati appuntamento al prossimo martedì 16 maggio con gli altri giovani del Cicognini di Prato per il terzo degli appuntamenti delle Giovani sentinelle.       

Sergio Tamborrino

Responsabile Toscana Progetto Scuola

domenica 9 aprile 2017

Giovani sentinelle nel Lazio

Mercoledì 29 marzo le giovani sentinelle sono giunte nel Lazio con un doppio appuntamento: a Bassano Romano e a Ronciglione -  Viterbo.

Nella sala della Casa della Cultura dei Popoli di Bassano Romano a dare il benvenuto a ragazzi e ragazze del Liceo linguistico e delle scienze umane Buratti è il giovane sindaco Emanuele Maggi insieme all'assessora all'Istruzione, Valentina Zibellini. Il sindaco ha ringraziato la Fondazione per l’impegno che prosegue nel nome di Caponnetto e, rivolgendosi ai ragazzi, ha espresso la disponibilità dell’amministrazione comunale a proseguire insieme nel rafforzare la legalità e le buone regole a beneficio della propria comunità.

Ad accompagnare i giovani la loro insegnante Angela Lucarelli che ha ricordato che studenti e studentesse fossero alla prima esperienza, quasi a volerli proteggere. Loro hanno esordito, divisi in due gruppi, con l’esporre i risultati del proprio lavoro su Decoro urbano, rifiuti e buone pratiche a scuola. Dopo aver analizzato la questione dei rifiuti, hanno lanciato la proposta all’Amministrazione comunale di avviare, nel proprio territorio, la raccolta differenziata come buona pratica candidando la propria scuola come luogo dove sperimentarla per prima. Da alcune interviste è emerso che molti cittadini non conoscono come funziona correttamente e ciò non solo a causa della scarsa informazione o della pigrizia del cittadino, ma anche perché le regole della raccolta differenziata variano da comune a comune, perché magari in qualcuno non è attivo lo smaltimento di specifici materiali che lo è in altri e viceversa, ingenerando confusione e disorientamento.

Un altro gruppo di studenti e studentesse ha approfondito l’analisi della mafia e dei tentativi di infiltrarsi nell’economia legale di ogni città del nostro Paese e fra gli interessi delle organizzazioni criminali vi è quello di acquisire i servizi di smaltimento dei rifiuti. In particolare si sono soffermati sulle vicende preoccupanti dello sversamento dei rifiuti tossici.

Dagli approfondimenti sono venute tante domande al sindaco: i tempi per far partire la raccolta; i costi dello smaltimento; il risparmio di un corretto smaltimento; il viaggio dei rifiuti. Con l’intento di mettersi in gioco ragazzi e ragazze hanno immaginato di realizzare un calendario da distribuire ai cittadini con tutte le informazioni necessarie per differenziare i rifiuti. Emanuele Maggi ha annunciato che la raccolta differenziata prenderà il via a breve, ha aggiunto di essere ben consapevole del rischio di infiltrazioni mafiose negli appalti e lui e l’amministrazione vigila e vigilerà attentamente e la Fondazione, nella sua replica, si è dichiarata disponibile a collaborare con l’amministrazione stessa a predisporre dei percorsi di formazione in modo da fornire gli strumenti al personale amministrativo e a chi ha responsabilità politiche per riconoscere i tentativi di infiltrazione. In questo senso riveste una particolare importanza anche il lavoro di sensibilizzazione presso cittadini e cittadine.

Il tempo è scorso veloce e i capannelli dei ragazzi e delle ragazze alla fine dell’incontro con il proprio sindaco fanno ben sperare. Forti di questi bei segnali ci siamo dati appuntamento per il 17 maggio per il terzo incontro del progetto.



Sempre mercoledì 29 marzo, in contemporanea con quello di Bassano si è tenuto il secondo incontro con ragazzi e ragazze del Liceo scientifico Meucci di Ronciglione.

Ad accogliere i giovani il loro sindaco, Alessandro Giovagnoli. Nella sala del Consiglio comunale ha ringraziato la Fondazione per l’esperienza interessante proposta a studenti e studentesse e ha sottolineato quanto siano importanti i percorsi scolastici di formazione alla legalità e alla cittadinanza per irrobustire valori e comportamenti nel segno del rispetto delle regole.

Per ragazzi e ragazze di Ronciglione quella di mercoledì 29 marzo era la prima volta e, probabilmente, l’inesperienza e qualche incomprensione sono state all’origine della mancata presentazione del proprio progetto da parte degli studenti e delle studentesse.

La Fondazione ha nuovamente puntualizzato le articolazioni del progetto, dando conto del senso di ciascun passaggio che contribuisce a rendere viva l’esperienza di cittadinanza attiva che è lo scopo che si prefigge il percorso delle Giovani sentinelle. Ha inoltre richiamato ciascuno e ciascuna al senso di responsabilità, quella stessa responsabilità che esigiamo da chi governa la cosa pubblica e, in genere, da chi esercita un potere, perché senza responsabilità non è possibile esigere i propri diritti.

Nel riprendere i ragionamenti del primo incontro abbiamo rimarcato il valore dell’impegno di ciascuno e ciascuna per poter contrastare con efficacia i comportamenti legati esclusivamente all’interesse personale che perdono di vista il quadro generale dei diritti e dei doveri reciproci favorendo, in questo modo il formarsi di quelle alleanze ibride in cui si forma e cresce la corruzione e il malcostume e dove è difficile distinguere il lecito dall’illecito.

Dopo aver ringraziato ancora una volta il sindaco Giovagnoli per aver ospitato l’incontro e aver rinnovato l’invito a studenti e studentesse a dare seguito all’impegno di elaborare un proprio progetto ci siamo dati appuntamento per il terzo incontro previsto per il prossimo mercoledì 17  maggio insieme con i coetanei e le coetanee del Liceo Buratti di Bassano Romano. 

Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino

venerdì 31 marzo 2017

Incontro con le giovani sentinelle Aretine

Lunedì 27 marzo un'altra bella giornata per il protagonismo giovanile. Nella sala della Giostra del Saracino di Arezzo, a fare gli onori di casa l'assessora alle Pari Opportunità, Tiziana Nisini, le sentinelle del Liceo artistico Piero della Francesca hanno presentato il proprio progetto sul tema della violenza sulle donne. Presenti anche molti genitori che hanno seguito i lavori con grande attenzione e non sono mancate le emozioni che i giovani hanno saputo regalare lavorando con passione e con grande professionalità

Dopo aver salutato ragazzi e ragazze, ha dichiarato che avrebbe ascoltato con attenzione in quanto il suo assessorato segue da tempo con molta attenzione la questione e quindi il contributo offerto dai giovani avrebbe sicuramente arricchito le conoscenze del fenomeno e offerto spunti di riflessione. Al contrario delle esperienze degli anni scorsi, questa disponibilità dell’assessora è stata di buon auspicio per uno scambio proficuo e continuo, rompendo con un atteggiamento di silenzio degli ultimi due anni.

La Fondazione ha ringraziato Tiziana Nisini, illustrando il percorso delle giovani sentinelle in tutte le sue articolazioni e le finalità, e lo spirito del progetto pare coincidere per buona parte con gli intendimenti della stessa assessora: l’ascolto, il confronto, lo scambio e poi ricercare delle risposte comuni.

Hanno poi preso la parola studenti e studentesse approfondendo da un punto di vista storico e sociale il fenomeno. In questa loro fatica hanno avuto come guida gli infaticabili insegnanti Agostino Fabbri e Daria Meazzini. Hanno somministrato un questionario a 739 studenti e genitori, raccogliendo una messe di dati enorme, una documentazione di dimensioni tali da consentire ipotesi più approfondite e abbozzare delle proposte fondate. Ha molto emozionato la partecipazione dei ragazzi al tema della violenza sulle donne, e questa loro empatia ha mostrato come la scuola, gli insegnanti siano motore trainante per la sensibilizzazione al fenomeno del femminicidio.  Ragazzi attenti, vicini alle loro compagne, hanno collaborato alla stesura del filmato e alla presentazione delle slide. Tutto è stato perfetto e non sono mancate anche le sorprese. Tiziana Nisini ha affascinato i ragazzi con la puntualità e la precisione delle sue risposte e non sono mancate neppure le emozioni dei loro insegnanti che hanno visto crescere questo impegno dei propri studenti, impegno che ha ripagato la loro fatica quotidiana con risultati sorprendenti . Anche gli stessi genitori sono rimasti colpiti dal lavoro dei propri ragazzi e ragazze, e questo clima generale aiuta nel proseguire con il percorso di educazione alla cittadinanza.

La Fondazione ha ringraziato Tiziana Nisini per la sua attenzione e ha chiesto, dopo una giornata così intensa, che sollecitazioni e contributi dei giovani non vadano dispersi proponendo all’amministrazione di coinvolgerli in altre occasioni in cui si discuterà del tema. Sarebbe un bel segnale in controtendenza rispetto agli ultimi anni, quando approfondimenti e suggerimenti, proposte e iniziative degli studenti e delle studentesse del Piero della Francesca sono rimaste inascoltate e ignorate: ad esempio quella sul lavoro, prima ancora la proposta di interventi artistici su un muro del parcheggio e allo stadio. In quel caso la scelta dell’amministrazione è stata quella della notorietà e delle grandi firme dei writers, dimenticando del tutto la scuola. Tiziana Nisini ha ricordato che in Consiglio Comunale, poco prima si è discusso dei murales in città.  Abbiamo quindi pregato l'assessora di farsi portavoce in giunta della proposta dei giovani del  Liceo artistico. Abbiamo pure ripreso il tema del gioco d’azzardo con tutti i suoi rischi, che hanno approfondito i compagni e le compagne più grandi l’anno passato, tema che tocca da vicino la questione della grande criminalità e la corruzione. Spesso i proventi delle attività illecite possono essere riciclati in qualche sala giochi attraverso procedure che le stesse slot consentono. Per questa ragione occorre la più grande attenzione alla diffusione sul territorio di queste sale.

In ultimo abbiamo rilanciato a Tiziana Nisini la mozione per il contrasto alla mafia, alla corruzione e all’evasione fiscale con l’obiettivo di ripristinare la legalità e rafforzarla ma anche di recuperare risorse indispensabili per politiche attive.

L’attenzione dell’assessora e il clima di confronto fa ben sperare non solo i ragazzi e le ragazze ma anche i genitori. Ora spetta ai giovani  essere sentinelle e far sì che quello che sono state le promesse si trasformino in impegno di tutta l'amministrazione. Con tutti l’appuntamento è per lunedì 15 maggio in Provincia insieme ad esponenti della nostra Regione.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

Ancora Giovani sentinelle fra Toscana e Veneto: Selvazzano Dentro (PD) e Ponsacco (PI)

Venerdì 24 marzo hanno esordito le Giovani sentinelle di Ponsacco. Ragazze e ragazzi di quattro classi seconde della scuola media dell’Istituto Niccolini sono stati accolti nella ampia sala del cinema Odeon dalla sindaca, Francesca Brogi, e dal vice sindaco e assessore all’Istruzione, Fabrizio Gallerini.

Con i giovani le insegnanti e la Dirigente scolastica, Maura Biasci, un nutrito gruppo di genitori che ha seguito con attenzione e curiosità i lavori.

Nel porgere il saluto dell’amministrazione comunale Francesca Brogi ha voluto ringraziare la Fondazione del lavoro svolto con studenti e studentesse, apprezzando l’impegno che si snoda lungo l’intero anno scolastico, e ha sottolineato il valore della legalità nella convivenza civile. La scuola è il luogo per eccellenza dove fare esperienza di tale valore e Maura Biasci ha voluto ricordare quanto sia importante la scuola nel formarsi del cittadino e della cittadina, soffermandosi anche lei sull’importanza di queste esperienze.

La Fondazione nell’introdurre i lavori ha illustrato il progetto a partire dalla domanda fondamentale: come si diventa cittadini e cittadine? Quali sono i tratti distintivi per definirsi tali? Come conservare ed accrescere quelle particolari competenze? Il percorso delle Giovani sentinelle cerca di rispondere a queste domande proponendo un cammino a tappe che offra occasioni di apprendimento, di riflessione, di approfondimento e di confronto. In questo il lavoro delle insegnanti è fondamentale e irrinunciabile e per questa ragione siamo grati a loro, le partigiane dei valori, come ci ricordava Antonino Caponnetto. Il confronto con chi ha il governo della cosa pubblica a livello locale è un’esperienza significativa di cosa vuol dire individuare un problema, approfondirlo e fare delle proposte, ascoltare le obiezioni e le sollecitazioni, rilanciare le proprie idee modificandole e integrandole. Con questo spirito studenti e studentesse si avvicinano a questo secondo appuntamento.

Hanno poi preso la parola ragazzi e ragazze. La legalità si può declinare in tanti modi, ricorrendo a linguaggi differenti e modalità di rappresentarla diversi. Le scelte dei quattro gruppi di lavoro sono state varie: si può parlare di legalità e di libertà con un video che mette a punto alcuni punti cruciali:  il rispetto delle regole e la libertà, quale relazione vi è fra i due termini e la libertà di ciascuno è messa in crisi dall’osservare le regole? La risposta dei giovani è nelle parole di Gaber: la libertà è partecipazione.

Un secondo gruppo si è occupato della propria scuola, confermando ancora una volta quella impressione - che abbiamo osservato in questi anni in tante altre scuole - di una particolare attenzione da parte di giovani e giovanissimi per il luogo che abitano tante ore al giorno. Questa consapevolezza è un elemento da valorizzare costantemente perché indica una maturità e una opportunità da cui partire per costruire modelli di comportamento giusti.

Il bullismo e il cyberbullismo sono stati l’oggetto del lavoro di un terzo gruppo e ad impreziosire la fatica di studenti e studentesse sono state le parole di Francesco, vittima di bulli. Le sue parole, sincere e dirette, hanno colpito duro perché hanno posto di fronte a ciascuno e ciascuna cosa è la sofferenza e il dolore provato e hanno richiamato tutti alla responsabilità e alla solidarietà.

Infine, un ultimo gruppo ha approfondito la questione “dolente” dell’uso dei cellulari, con un ragionamento ampio, non legato esclusivamente alla scuola.

Con questo complesso di questioni hanno provato a confrontarsi gli amministratori e le loro parole hanno aperto spazi e tempi per la discussione. Alle riflessioni di Francesca Brogi sulla necessità di mettere a valore questa esperienza si sono aggiunte quelle di Fabrizio Gallerini che si è dichiarato lieto di avviare una interlocuzione preziosa e serrata, di trovare spazi e tempi per un confronto continuo che valorizzi i contributi di ciascuno e offra occasioni di approfondimento.

Una delle insegnanti che hanno guidato i giovani li ha ringraziati per l’impegno e la serietà e con le sue parole abbiamo chiusa il bell’incontro dandoci appuntamento per quello di giovedì 11 maggio a Pisa.



Sabato 25 marzo nuovo appuntamento in Veneto, a Selvazzano Dentro. Con le Giovani sentinelle dell’Istituto comprensivo Tomaso Albinoni abbiamo ripreso il cammino, avviato ormai da qualche anno, di discussione e confronto sollecitato dall’associazione genitori che è stata sempre una dei soggetti attivi nel tenere vivo il progetto. L’occasione dell’approfondimento è stata l’inaugurazione della fontana e della piazza ……… La richiesta del recupero dello spazio era stato l’oggetto di uno dei progetti degli anni passati. Ad arricchire la giornata è stato il racconto di Angelo Corbo, ispettore di Polizia e, prima, agente di scorta di Giovanni Falcone. Il 23 maggio del 1992 era sull’auto blindata che chiudeva il corteo della protezione del giudice e ha vissuto di persona quel dramma terribile. Ascoltare dalla sua voce la testimonianza di quella terribile esperienza, riflettere con lui cosa significhi rispetto delle leggi, seguirlo nel racconto della sua vicenda, dall’adolescenza al maturare della scelta di essere un poliziotto, cogliere il suo forte senso della giustizia e quello del compiere il proprio dovere, sono tutte emozioni forti, dense di significati e riferimenti che hanno colpito ragazze e ragazzi.

Stipati nell’auditorium di San Michele, presenti il sindaco, Enoch Soranzo, e l’assessore all’Istruzione, Giovanna Rossi, che li hanno salutati e incoraggiati a proseguire nell’impegno di essere cittadini attenti, studenti e studentesse hanno in principio ascoltato in videoregistrazione la testimonianza di Paolo Borrometi, giornalista che vive con una scorta per le minacce subite dai mafiosi, che ha raccontato la propria vicenda.

Poi, Wendy Muraro, giornalista del Mattino di Padova, ha guidato e animato il dibattito a tre voci con Angelo Corbo, Domenico Bilotta della fondazione Caponnetto, e il dott. Gianfranco Bernabei, questore di Padova.

Ricco di spunti il confronto ha arricchito il percorso di educazione alla legalità con le riflessioni sul senso delle regole e sulla loro osservanza, sul compiere il proprio dovere e sulla necessità di essere cittadini attivi e responsabili, che i tre relatori hanno variamente articolato e argomentato.

Tutti questi temi saranno ripresi nell’appuntamento del prossimo venerdì 19 maggio quando i giovani di Selvazzano si ritroveranno con i coetanei e i più grandi delle altre scuole del Veneto a Venezia, ospiti della Regione Veneto, per l’appuntamento finale del progetto.

Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino

martedì 28 marzo 2017

Incontro con le giovani sentinelle di Venezia

Mercoledì 22 marzo le Giovani sentinelle sbarcano in laguna per essere protagonisti della serata. Nella sala seminariale del Centro culturale Candiani di Mestre, le ragazze e i ragazzi del liceo Bruno-Franchetti e dell'Istituto Algarotti, hanno proseguito il loro cammino di cittadini attivi e si sono confrontati con i rappresentanti istituzionali. A fare gli onori di casa gli assessori alla Sicurezza urbana, Giorgio D'Este, al Turismo, Paola Mar, e alle Attività Produttive, Francesca Da Villa.

Nel salutare i giovani Giorgio D'Este ha voluto ricordare che l'Amministrazione comunale ha creduto fin dall'inizio nel percorso educativo di questo progetto ed è impegnato, grazie anche ad un protocollo d'intesa in via di definizione con la Fondazione, a proporlo anche ad altre scuole della città.

Presenti anche il tenente dei carabinieri, Ottavia Massenta, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Salvatore Casabranca, il comandante dei vigili urbani, Marco Agostini.

La Fondazione ha introdotto i lavori con l’illustrazione del progetto, hanno poi preso la parola i giovani studenti del liceo Bruno-Franchetti, guidati dalla professoressa Monica Sacchi, che hanno affrontato il tema Sicuri nella nostra città: cosa è cambiato a distanza di un anno.

I ragazzi della terza H proseguono la ricerca avviata dai loro compagni l’anno precedente, interrogandosi sulle questioni della sicurezza. Grazie ad un questionario hanno potuto raccogliere le opinioni dei coetanei che percepiscono come pericolose le zone di via Piave e della Stazione ferroviaria, i parchi e, in generale, le vie lontane dal centro; si temono in particolare i tossicodipendenti e gli ubriachi, con una maggiore preoccupazione da parte delle ragazze. La percezione di insicurezza è in aumento rispetto allo scorso anno ed è più alta del pericolo reale, anche per il bombardamento mediatico relativo alle notizie di cronaca nera.  Nel corso della loro ricerca studenti e studentesse hanno incontrato l’assessore D’Este e il tenente Ottavia Massenta, e i confronti con loro sono stati utili e interessanti per le informazioni che hanno ricevuto. Ragazzi e ragazze hanno messo in rilievo alcuni aspetti contraddittori, come ad esempio la situazione del sottopassaggio della paura. Luogo di ritrovo dei tossicodipendenti, è un’evidente zona pericolosa, ma le forze dell’ordine non possono intervenire direttamente, se non vengono commessi reati. Un questionario è stato proposto anche ai genitori, ma i dati emersi sono stati differenti da quelli dei giovani e – secondo il giudizio di alcuni degli ospiti dell’incontro, in particolare dell’ispettore della Squadra mobile, Jacopo Ballarin – la percezione degli adulti è stata meno attenta e meno verosimile di quella dei giovanissimi.

Hanno poi preso la parola studenti e studentesse dell'Istituto Algarotti che hanno scelto di approfondire la questione de L'abusivismo in ambito turistico, guidati in questa loro fatica dalla professoressa Patrizia Locatelli. Con ricerche documentarie e con il prezioso supporto di Caterina Sopradassi, presidente dell’Associazione delle guide turistiche di Venezia, hanno raccolto informazioni e dati relativamente al numero dei turisti, che cresce sulla laguna di giorno in giorno e, con esso, la richiesta di servizi e la quota di coloro che soddisfano tale richiesta in modo illegale. C’è uno sfruttamento eccessivo della città, che porta depauperamento e degrado. In questo contesto delle guide turistiche, anche di nazionalità cinese, che non hanno titolo o licenza per farlo si propongono a gruppi di turisti offrendosi di illustrare loro gratuitamente la città. Invece, alla fine del giro, richiedono una mancia obbligatoria fra i 10 e i 20 euro, cifra decisamente più alta di quella delle guide ufficiali, che guadagnano meno e pagano le tasse. Le guide abusive raccontano anche frottole, come ad esempio quella che la Basilica di San Marco sia dedicata a San Marco Polo, e altre ‘storie’ di questo tipo, per cui l’immagine della città viene compromessa gravemente. Il giornalista Davide Tamiello si è intrufolato fra i turisti di una guida abusiva e ha raccontato la sua esperienza,  anche di come è stato pesantemente apostrofato per non avere voluto dare la mancia obbligatoria. L’abusivismo a Venezia trova spazi sempre nuovi anche in strutture ricettive senza le dovute autorizzazioni, tema costantemente posto all’attenzione dei media. Inoltre ci sono alcuni grandi operatori del web per le prenotazioni, come ad esempio Trivago e simili, che hanno sedi all’estero  e non versano interamente le tasse allo Stato italiano pur sfruttando turisticamente l’Italia. I ragazzi dell’Algarotti studiano per formarsi come operatori ai diversi livelli e con differenti profili professionali in ambito turistico con la speranza di lavorare con competenza e soddisfazione, ma sono preoccupati dalla diffusione dell’abusivismo e dall’esercizio di professioni senza alcuna competenza e al di fuori delle regole.

Assessori e uomini delle istituzioni hanno ringraziato i giovani e fatto loro i complimenti per le loro ricerche, per l’accuratezza e il desiderio di lavorare nel pieno rispetto delle norme e li hanno invitati a conservare questo spirito e questa tenacia sempre. Giorgio D’Este ha annunciato l’intendimento dell’amministrazione di proporre anche agli istituti comprensivi di Venezia la partecipazione al progetto perché, grazie ad esso, ritrova uno spazio l’educazione civica , e si impegna ad essere interlocutore di studenti e studentesse in questo loro percorso. Concorda anche Paola Mar nella necessità di ridurre la distanza fra i giovani e la politica offrendo le opportunità che i ragazzi e le ragazze siano protagonisti della politica cittadina.

Concetta Franco, dirigente scolastica dell’Istituto Algarotti, ha invitato ragazzi e ragazze a non smettere mai di vigilare, rimarcando che vi è un limite tra legalità e illegalità e, con esso, i giovani devono confrontarsi, operando anche delle scelte. Roberto Gaudio, dirigente scolastico del Liceo Bruno, ha espresso la propria soddisfazione per l’impegno continuo degli studenti e delle studentesse, ormai al terzo anno del progetto, con l’auspicio di poter presto moltiplicare le iniziative nella sua scuola. Ottavia Massenta ha posto l’accento sulla necessità della prevenzione, piuttosto che sulla repressione e ha voluto sottolineare di essere stata coinvolta e ha interagito in un’ottica appunto preventiva. Salvatore Casabranca ha posto l’accento sul difficile percorso di adeguarsi ai cambiamenti della società che esprime forme di abusivismo sempre nuovo. Nel concordare Marco Agostini ha rimarcato come la società in cui viviamo abbia assunto forme del tutto imprevedibili pochi anni fa e, con il mutamento, è necessario rinnovare di continuo strategie e modalità per contrastare le forme cangianti di criminalità. Si è complimentato per la sensibilità e la serietà con cui ragazzi e ragazze hanno affrontato il tema delle regole, che – ha ribadito - devono evolvere e poi  essere rispettate perché una legge di 35 anni fa poteva tutelare le realtà dell’epoca, mentre ora è del tutto obsoleta.

A conclusione dello splendido pomeriggio le parole della presidente delle guide, Caterina Sopradassi, che ha ricordato l’aspetto mafioso dell’abusivismo turistico e quelle dell’assessore D’Este che ha incoraggiato tutti osservando che, fortunatamente, non tutto è illegale.

L’appuntamento con tutti è per il 19 maggio, ospiti della Regione Veneto, e in quella occasione  saranno con noi anche i responsabili dell'Osservatorio C.O. e trasparenza della Regione Veneto che seguiranno con attenzione il progetto e proseguiranno con la Fondazione e con le scuole che vi parteciperanno il prossimo anno in questo percorso di cittadinanza.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

lunedì 27 marzo 2017

Incontro a Lastra a Signa (FI) e Santa Giustina in Colle (PD)

Giovani sentinelle in Veneto e in Toscana: Santa Giustina in Colle (PD) e Lastra a Signa (FI)

Martedì 21 marzo, ragazze e ragazzi della scuola media Kennedy di Santa Giustina sono stati accolti nella sala consiliare dall’assessore all'Istruzione, Franca Mengato, e dal sindaco, Paolo Gallo.

Al contrario dello scorso anno quando la partecipazione era stata corale e diffusa perché sul tema dell'Auditorium, caro agli studenti e alle studentesse, vi era un consenso ampio a testimoniare la diffusa condivisione delle proposte e delle sollecitazioni dei giovani, e non solo di essi, ma anche di tanti genitori,  quest’anno abbiamo notato che la questione è sembrata essere finita nel dimenticatoio, perché non vi sono stati accenni, come accade in tante altre città quando i ragazzi e le ragazze sono testardi e non vogliono cedere sul punto che ritengono importante, anche in previsione della Conferenza finale del 19 maggio ospiti della Regione quando il tema potrà essere ripreso. In ogni caso noi non disperiamo delle capacità di studenti e studentesse e della competenza di insegnanti nel riprendere il giusto piglio e proporre nuovi argomenti e nuovi temi di discussione e confronto.

Quest’anno abbiamo incontrato il Consiglio comunale dei ragazzi che ha posto all’attenzione la questione dei distributori automatici di merendine e bevande, tema che è sentito fra i loro coetanei e coetanee. Hanno posto l’esigenza del cibo sano e per questa ragione hanno ricevuto la disponibilità di una consigliera comunale, già operatrice ospedaliera in campo nutrizionale, di andare nella loro scuola gratuitamente a parlare di salute e di corretta alimentazione

Ammirevole è poi l’intenzione del Consiglio dei ragazzi di ritrovarsi nella biblioteca comunale per proseguire il proprio progetto di dar vita ad un mercatino scolastico fuori dall’edificio della scuola per raccogliere fondi e dare seguito alle loro idee.

Ha poi preso la parola il maresciallo dei Carabinieri, presente anche all’appuntamento dello scorso anno, che ha incoraggiato i giovani a proseguire, invitandoli a considerare l’appuntamento delle Giovani sentinelle quale prova generale dell'impegno di cittadini responsabili.

Anche il parroco di Santa Giustina ha voluto sollecitare i ragazzi e le ragazze a proseguire e ha confessato di aver seguito e ammirato la determinazione dei giovani per tutta la serata e ha concluso  sottolineando che è  importante quello che studenti e studentesse dicevano ma più importante è che lo dicevano.

Pur in questo procedere frammentario il progetto ha riservato delle sorprese, ma noi abbiamo voluto sottolineare un tratto che contraddistingue le Giovani sentinelle: il coinvolgimento diretto, il far parlare in prima persona, il protagonismo. Senza protagonismo il progetto stesso è decapitato di un elemento decisivo nel far crescere la consapevolezza di essere cittadini e cittadine attenti e responsabili. Per queste ragioni abbiamo rilevato l’importanza della partecipazione e siamo certi che gli insegnanti riusciranno a lavorare bene nel coinvolgere tutti, come era accaduto lo scorso anno. Siamo certi dell’impegno del Consiglio comunale dei Ragazzi che saprà essere accanto a studenti e studentesse, sostenendo le loro proposte ed essendo interlocutore affidabile, senza però  sostituirsi a loro.

Con l’augurio che il lavoro avviato prosegua con efficacia ci siamo dati appuntamento per il 19 maggio, dopo aver rispettato un minuto di silenzio in commemorazione delle vittime delle mafie con l'auspicio che grazie ai giovani e al loro comportamento e alle loro scelte sia possibile immaginare e costruire un Paese migliore.





L’appuntamento con le giovani sentinelle di Lastra a Signa di mercoledì 21 ha avuto un prolungamento la mattina dopo, giovedì 22. Con i ragazzi e le ragazze delle due classi che hanno lavorato al progetto Il domani nelle mani, proseguendo il percorso intrapreso l’anno passato, ci siamo ritrovati nella sala consiliare, accolti dalla sindaca, Angela Bagni, e dalla presidente del Consiglio comunale, Gemma Pandolfini, insieme con un folto gruppo di genitori.

Angela Bagni ha salutato ragazzi e ragazze ringraziandoli dell’impegno con cui hanno approfondito il tema del loro progetto e apprezzando la passione civile e l’entusiasmo con cui hanno proseguito nel prendersi cura della propria scuola, dell’edificio in cui trascorrono una buona parte della propria giornata, della cura con cui hanno ripristinato i locali, lo scorso anno, e il giardino esterno, quest’anno. Tale cura è indizio certo di cittadinanza, segnala una consapevolezza nuova che ciascuno e ciascuna dovrebbe avere di cosa significhi essere un cittadino o una cittadina. Anche Luciano Cianti, dirigente scolastico, ha espresso giudizi positivi ed ha aggiunto che sarebbe molto interessante, nel proseguire l’esperienza dei giovani, che fossero coinvolti maggiormente gli adulti, in particolare i genitori, in modo che la scuola esca fuori e si metta in relazione con il mondo esterno per riceverne suggerimenti e sollecitazioni, ma anche per stimolare essa stessa cittadini e cittadine.

La fondazione ha voluto illustrare brevemente ai genitori presenti le articolazioni del progetto, in tutti i suoi dettagli, per mettere in luce particolarmente il nesso fra legalità e cittadinanza, alcuni degli aspetti della cittadinanza e far emergere con chiarezza quanto sia importante la consapevolezza dell’essere cittadino per contrastare i fenomeni di degrado, di corruzione, di diffusione dell’illegalità.

Ad aprire i lavori del progetto uno studente, il presidente del Consiglio comunale dei ragazzi , che ha riassunto tutto il percorso fin qui fatto con i propri compagni e compagne dallo scorso anno, quando hanno avviato i lavori di recupero degli spazi nella scuola.

La sua esposizione chiara e puntuale ha consentito ai propri compagni di andare subito al punto di quest’anno: hanno individuato lo spazio esterno che è oggetto di atti di piccolo vandalismo, dove si abbandonano spesso rifiuti di vario tipo perché molti giovani scelgono il posto come ritrovo introducendosi illegalmente.

Alla fatica fisica per il recupero degli spazi alla quale ragazzi e ragazze hanno dedicato del tempo nei pomeriggi dopo la scuola e che hanno documentato con belle immagini, talvolta divertenti e altre volte serie, hanno accompagnato una descrizione dell’organizzazione del lavoro in gruppi e una riflessione approfondita sul loro impegno. Infatti gli spazi che sono disponibili dall’anno passato grazie al loro impegno accolgono laboratori, dove sono impegnati giovani e insegnanti della scuola, intenti a costruire occasioni di lavoro in comune e di progetti. Ma l’aspetto che più ha colpito è lo straordinario lessico che è emerso: partecipazione, inclusione, democrazia, scambio, confronto sono parole e azioni che legano fra di loro studenti e studentesse, grandi e piccoli.  Il domani nelle mani si è via via trasformato in un bel contenitore di esperienze, un momento di grandi pensieri e valori che si fanno spazio nella testa e nel cuore di questi giovani e che fanno ben sperare nel futuro.

La partecipazione di tanti genitori che hanno seguito fino alla fine, la disponibilità della sindaca e della presidente del Consiglio comunale, le parole del Dirigente scolastico hanno contribuito a rendere più denso il confronto che ha avuto un conclusione golosa con i dolci preparati dal gruppo dei giovani pasticcieri, uno dei laboratori attivi nella scuola.

Giovedì 22 l’appuntamento con le classi terze dell’istituto è stato al teatro delle Arti a ricordare le vittime della mafia. Ragazze e ragazzi con le insegnanti hanno occupato ogni posto e dopo aver ascoltato Angela Bagni che ha introdotto la manifestazione abbiamo assistito alla proiezione del film I cento passi.

Le emozioni forti che suscita la vicenda di Peppino Impastato, dalla sua ribellione al padre mafioso fino all’impegno e alla denuncia di chi tirava le fila dell’organizzazione criminale a Cinisi, mettendone in rilievo gli interessi economici, sono state sottolineate e rimarcate da Beppe Vitale, ispettore di Polizia e prima agente di scorta di Antonino Caponnetto. Il suo racconto ha arricchito le conoscenze del fenomeno mafioso e sollecitato l’impegno di ciascuno e ciascuna ad essere buoni cittadini, a non voltarsi mai dall’altra parte, ad essere vigili e attenti. Non sono mancate domande e richieste per le quali il tempo non è mai sufficiente ma, alla fine, ragazzi e ragazze sono usciti dal teatro con una maggiore consapevolezza e una determinazione maggiore ad essere dei buoni cittadini.

Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino

venerdì 24 marzo 2017

Incontro a Porto Tolle (RO)

Dalla Sicilia al Veneto. Lunedì 20 marzo hanno ripreso il via dopo Verona gli incontri delle Giovani sentinelle in Veneto. L’appuntamento dei ragazzi e delle ragazze di Porto Tolle, nel Basso Polesine, è con i propri amministratori. Nella sala consiliare della loro città, a dare il saluto è stata l'assessore Leonarda Ielasi. Ancora una volta abbiamo dovuto però registrare, come negli anni scorsi, che la numerosa partecipazione al primo incontro a scuola, in orario scolastico, sfuma nel secondo appuntamento pomeridiano. Abbiamo ripetuto il racconto di quanto è accaduto ad Agliana qualche anno fa: all’incontro con gli amministratori erano presenti solo tre studenti e, rivolgendoci loro, avevamo sollecitato un maggiore senso di responsabilità, il rispetto della parola data, una maturità necessaria per un confronto e una discussione con chi governa la cosa pubblica. I tre ragazzi non si erano lasciati prendere dallo sconforto, ma avevano reagito decisamente e, dal giorno seguente l’incontro, avevano richiamato i propri compagni, andandoli a cercare in ogni classe, rimproverandoli per aver tenuto lo stesso comportamento superficiale e lamentoso che studenti e studentesse rimproveravano agli adulti. Le parole e le sollecitazioni dei tre ragazzi erano state così convincenti che l’anno  successivo la sala consiliare era piena. Abbiamo proposto di utilizzare lo stesso sistema e abbiamo dato il via ai lavori  del nostro appuntamento ascoltando ragazzi e ragazze con le loro proposte.

Studenti e studentesse hanno testardamente rimesso al centro della loro riflessione il tema che avevano già illustrato l’anno passato e per il quale non hanno ricevuto risposte: L’ambiente e l’impatto delle attività produttive su di esso è stato nuovamente oggetto di studio e di ponderazione anche per valutare cos’è cambiato dallo scorso anno.

I lavori dei ragazzi e delle ragazze sono a testimoniare la ricerca e la volontà di protagonismo e di cura dell’ambiente in cui vivono e la loro assenza all’appuntamento avrebbe dovuto far riflettere  tutti, compresa l'amministrazione, perché le proposte dei giovani, già illustrate l’anno passato, di avere degli spazi in un gazebo, in occasione di fiere estive che si svolgono nel paese, potevano costituire un esempio di buone pratiche cittadine e sensibilizzare i cittadini a comportamenti corretti riguardo l'ambiente. Se ciò fosse accaduto avrebbe sicuramente costituito motivo di impegno e di responsabilità per studenti e studentesse.

Siamo tornati a sollecitare una maggiore attenzione per non deludere le aspettative e non tarpare le ali dell'impegno civile dei ragazzi e delle ragazze, e abbiamo rinnovato l’invito di partecipare all'incontro e alla discussione anche per la stessa ditta che ha in appalto il recupero dei rifiuti, oltreché le associazioni del territorio e gli stessi genitori affinché ciascuno faccia la propria parte. Abbiamo concluso ricordando a Leonarda Ielasi che l’amministrazione comunale non ha assunto alcun impegno relativamente alla nostra mozione per il contrasto della mafia, della corruzione e dell’evasione fiscale. Infine, abbiamo esortato i pochi ragazzi a non desistere perché, come è accaduto altrove, la tenacia è premiata alla fine.

A ridare fiducia ai giovani è stata la Dirigente scolastica che ha proposto di illustrare le slide con le proposte dei ragazzi ai cittadini nella giornata del 21 marzo in occasione della giornata della memoria, prima di leggere i nomi delle vittime di mafia: è un bel modo per ricordare uomini e donne che hanno pagato con la vita l’aver compiuto il proprio dovere, uomini e donne che sarebbero sicuramente orgogliosi di questi ragazzi che vogliono essere cittadini a tutto tondo che hanno cura della città in cui vivono, responsabili e attenti.

Anche con loro ci siamo dati appuntamento per il 19 maggio, ospiti della Regione Veneto.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola