Giovani sentinelle

lunedì 19 febbraio 2018

Giovani sentinelle nel Viterbese

Venerdì 6 febbraio le sentinelle sono nel Lazio in provincia di Viterbo: a Ronciglione con l'Istituto Meucci, a Bassano Romano con ragazzi e ragazze delll’Istituto Buratti, mentre altri della Fondazione si sono recati a Viterbo ad attenderci erano i giovanissimi dell’Istituto Pietro Vanni, due gruppi di tre classi terze ciascuno divisi per motivi di spazio.
Per essere puntuali alla prima ora con tutti gli appuntamenti abbiamo dovuto svegliare noi il gallo!
Al Liceo Meucci abbiamo dovuto attendere però i ragazzi in quanto, come oramai succede in molte parti d'Italia, vi è il problema non risolto dei trasporti e nonostante le lezioni inizino alle 8.10 bisogna aspettare le 8.30!
Dopo il saluto della Dirigente, Laura Bonelli, che ha ringraziato la Fondazione per il contributo e l'impegno a sostenere la scuola nel percorso di formazione dei giovani alla cittadinanza, abbiamo aperto l’incontro proprio sottolineando l'impegno per diventare cittadini attivi, consapevoli dei propri diritti e doveri introducendo la nostra carta Costituzionale. Quest'anno ricorre il 70° anniversario, ma vogliamo ricordarla e difenderla ogni giorno come ci ha insegnato Antonino Caponnetto,  e rimarcare come alcuni articoli non sono mai stati applicati a pieno.
Ragazzi e ragazze attenti hanno seguito l’illustrazione delle varie fasi del progetto e nonostante siano partiti in ritardo rispetto alle altre scuole hanno già lavorato con lena e hanno voglia di mettersi in pari con le altre sentinelle e siamo convinti che il 26 marzo saranno in grado di esporre il loro tema per essere protagonisti nel proprio territorio.
Alla campanella della seconda ora, il tempo di spostarsi a Bassano Romano dove ad attenderci 3 nuove classi dell’Istituto Buratti con le loro insegnanti. Con l’aiuto delle slide abbiamo raccontato la vicenda di Antonino Caponnetto, prima come capo del pool antimafia a Palermo e poi del suo impegno civile nell’ultima parte della sua vita, e abbiamo ripreso l’invito a non mettere da parte  Cittadinanza e Costituzione, disciplina abbandonata e che solo con il coraggio e la responsabilità di insegnanti e dirigenti scolastici si può ben sperare che non ritorni nell’oblio come è successo con Educazione Civica! A sostenere insegnanti in questa ostinata resistenza la Fondazione sarà pronta a svegliare galli e animi!
Abbiamo chiesto ai ragazzi se conoscono la Costituzione la risposta è ahinoi in percentuale sempre negativa! Abbiamo discusso con loro dei diritti e dei doveri, di responsabilità e di impegno partendo da un loro bisogno e per questo abbiamo illustrato i dettagli del progetto e le sue tappe, abbiamo invitato ragazzi e ragazze a coinvolgere i propri genitori affinché scoprano il valore della cittadinanza attiva. In conclusione il filmato dei ragazzi dell’Istituto Valle di Padova sull’indifferenza e non voltarsi dall’altra parte ha emozionato tutti e questo fa ben sperare in una loro proposta da discutere il 26 marzo al secondo appuntamento.
All’Istituto comprensivo P. Vanni di Viterbo abbiamo avuto due incontri per poter illustrare la nostra proposta a tutti i ragazzi e le ragazze delle sei classi terze che hanno occupato ogni sedia nello spazio destinato agli incontri.
Abbiamo aperto con il video che racconta la vicenda di Antonino Caponnetto e abbiamo proseguito sottolineando la pericolosità della mafia e le sue trasformazioni che mettono a repentaglio la nostra democrazia e libertà. I rischi delle infiltrazioni criminali sono grandi e per opporvisi è necessario l’impegno di ciascuno, oltre al lavoro delle forze di polizia e dei magistrati nel perseguire i delitti e nel condannare i mafiosi.
Per queste ragioni abbiamo rilanciato la sfida ad essere cittadini attivi e responsabili, attenti ai beni che appartengono a tutti e all’ambiente, solidali e rispettosi degli altri e delle norme e abbiamo lanciato loro la sfida delle giovani sentinelle. Ci auguriamo di averli con noi e di proseguire il percorso intrapreso con questo primo appuntamento.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

venerdì 16 febbraio 2018

Primo appuntamento con le Giovani sentinelle di Cadoneghe (PD)

«La mente non ha bisogno, come un vaso, di essere riempita, ma piuttosto, come legna, di una scintilla che l’accenda e vi infonda l’impulso della ricerca e un amore ardente per la verità», così Plutarco di Cheronea ne L’arte di ascoltare (80/90 d.C.), e con questo augurio abbiamo dato il via all’appuntamento del 29 gennaio 2018 con le giovani sentinelle di Cadoneghe, ragazze e ragazzi delle classi IB, IE e II A dell'Istituto Don Milani.
Quella di Cadoneghe è l’ultima delle scuole che si è aggiunta al progetto della Fondazione Caponnetto in questo anno scolastico 2017-2018. Avevamo bisogno di infiammare gli animi di questi ragazzi, di spingerli a lavorare alacremente in vista del secondo incontro del percorso di educazione alla cittadinanza quando i giovani saranno ospiti dell’amministrazione comunale il prossimo 22 marzo.
Con i nostri collaboratori Francesca Vian, Lidia Pege, Grazia Rizzato, Micaela Grasso, direttrice del Festival Nazionale Teatro per ragazzi, abbiamo cercato di "appassionare" i nostri giovani studenti ai temi che erano cari a Nonno Nino, di trasmettere loro fiducia e rassicurarli che in questo percorso saremo loro accanto sempre. La Fondazione Antonino Caponnetto è impegnata, sin dalla sua costituzione nel 2003, nella diffusione della cultura della legalità, raccogliendo l’eredità del giudice che aveva dedicato gli ultimi dieci anni della sua vita a testimoniare l’impegno e i valori di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ad accoglierci nell’aula magna dell’Istituto c’erano le loro insegnanti, accompagnate dalla referente, Paola Norbiato, e dalla vicaria Cristina Zamboni. Ci ha fatto particolarmente piacere vedere che anche l’assessora all’Istruzione e alla cultura di Cadoneghe, Paola Venturato, ha voluto essere presente per portare il saluto dell’amministrazione comunale e ha confermato che il prossimo 22 marzo ragazzi e ragazze, insieme ai loro genitori, saranno accolti dall’amministrazione che attende le proposte dei propri giovani cittadini.
Dopo aver visto un breve filmato sulla vita del giudice Caponnetto, studenti e studentesse sono stati invitati dalla nostra referente Francesca Vian, a esprimersi, permettendo loro di prendere subito l’iniziativa di scrivere su un post-it eventuali disagi o problematiche che stavano vivendo e che sentivano “vicine”. Francesca li ha sollecitati a essere attivi, a mostrare i propri interessi, a dare il proprio contributo per la scelta di un unico e condiviso obiettivo per rendere i loro spazi “un posto migliore”.
Li abbiamo informati circa gli obiettivi da raggiungere in questo cammino; di quanto sarà importante la ricchezza del nostro progetto, che parte già da questo primo processo di confronto, indipendentemente dalla realizzazione del progetto stesso. Importante saranno gli incontri all’interno dei gruppi di lavoro, perché quest’avventura parte da qui: dalla diversità culturale e sociale in gruppo composto sia da classi prime che seconde, da ragazzi e ragazze, alcuni con famiglie di origine proveniente da altri paesi. Comunicare, raccogliere informazioni, stare insieme, esprimersi, usare l’immaginazione, sviluppare la creatività, essere coinvolti, impegnati e attivi come un buon cittadino deve essere. È l’eredità più bella lasciataci dal giudice Caponnetto.


Licia Serpico
Referente Progetto Scuola Veneto

martedì 16 gennaio 2018

Incontro con le giovani sentinelle dell’Istituto Tecnico e Professionale Paolo Dagomari di Prato

Come abbiamo anticipato a dicembre, la Fondazione prosegue il suo impegno nel concludere il primo degli appuntamenti con quelle scuole che hanno aderito al nostro progetto in ritardo e venerdì 12 gennaio ci siamo ritrovati con studenti e studentesse di tre classi, due ad indirizzo economico ed una del professionale, dell’Istituto Paolo Dagomari di Prato che partecipano per la prima volta al progetto.
Nella bella Aula magna a fare gli onori di casa insieme ad alcune sue colleghe il professor Gerardo Furzi non nuovo al progetto in quanto sei anni fa aveva seguito il percorso come insegnante dell’Istituto Copernico sempre di Prato.
Come di consueto ci siamo soffermati parlando di Cittadinanza e Costituzione, disciplina essenziale per la formazione dei giovani alla democrazia e al contrasto dei tanti fenomeni di devianza  che accadono nella scuola e nei propri territori. Abbiamo introdotto il progetto e di come possa essere motore di impegno e di apertura al protagonismo dei giovani portando come esempio le azioni e le proposte fatte dai loro coetanei e da giovanissimi lungo tutto il nostro Paese.
Le due ore di incontro sono volate via con una platea di ragazzi e ragazze attente e non sono mancate domande da parte degli insegnanti che dovranno accompagnare gli studenti in questo cammino.
Seppur in ritardo abbiamo voluto riservare, a sorpresa, uno spazio ad Angelo Corbo che ci ha accompagna oramai da tempo condividendo il progetto senza rinunciare al suo impegno di testimoniare la sua vicenda. Il racconto ha riempito di emozioni la sala e studenti e studentesse hanno ascoltato in religioso silenzio le sue parole ignorando il suono della campanella trattenendosi ancora per molto tempo non rinunciando a questa mattinata ricca di emozioni.
Il capannello degli insegnanti, insieme al referente Gerardo Furzi con il sostegno della loro Dirigente scolastica Maria Gabriella Fabbri lascia ben sperare relativamente al loro intento di preparare queste classi con l’obiettivo che divengano quelli che faciliteranno e promuoveranno progetti e percorsi di tutta la scuola per il prossimo anno scolastico coinvolgendo i propri compagni e compagne.
Con loro ci siamo dati appuntamento per venerdì 16 marzo quando si confronteranno con la propria Amministrazione sul tema da loro scelto ma avranno modo di confrontarsi anche e condividere il tema che i giovani poco più piccoli di loro del Cicognini, impegnati a loro volta con le proprie proposte.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

mercoledì 20 dicembre 2017

Incontro con le giovani sentinelle del Piero Calamandrei di Sesto Fiorentino

Venerdì 15 dicembre ad accoglierci sono due classi dell’IISS Piero Calamandrei che partecipano per la prima volta al progetto.
Abbiamo introdotto questo primo appuntamento parlando di Cittadinanza e Costituzione, disciplina abbandonata e che solo il coraggio e la responsabilità di insegnanti e dirigenti scolastici fanno sì che non ritorni nell’oblio come la lontana parente Educazione Civica! A sostenere insegnanti e dirigenti in questa loro ostinata resistenza formativa tante associazioni e fondazioni. La Costituzione sconosciuta o dimenticata è una triste realtà e, a confermarla ogni giorno, è sufficiente chiedere ai giovani se conoscono i primi dieci articoli della nostra Carta: la risposta in percentuale è sempre negativa! Se la stessa richiesta si fa agli adulti, la risposta non è confortante!
In tanti Paesi del mondo se non si conosce la propria Carta costituzionale non si è cittadini.
Di questo, abbiamo parlato ai ragazzi dell’Istituto che porta il nome di uno dei Padri Costituenti.
Abbiamo discusso di diritti e di doveri, di solidarietà, di partecipazione attiva alla vita sociale di una comunità, di cura e difesa dei beni comuni. Ci siamo soffermati sul bullismo, sulla criminalità e la mafia, di fatturati immensi da loro gestiti che intaccano profondamente le economie sane di un Paese. Di come un popolo cosciente, attivo può costruire la buona politica che non solo fa da contrasto a quella cattiva, ma costruisce il futuro e la democrazia di un Paese.
A ragazze e ragazzi attenti e partecipi abbiamo presentato il progetto e la scommessa di mettersi in gioco. Gioco che ha pratiche corrette, pratiche di valori, di esempi di tanti giovani che insieme ai propri insegnanti hanno fatto rete, hanno fatto proposte che in molti casi hanno realizzato. Sono questi esempi che hanno convinto anche i ragazzi del Calamandrei ad accettare la sfida che li vedrà venerdì 9 marzo al confronto con la propria Amministrazione Comunale. Spetterà a quest’ultima non venir meno alle aspettative dei propri giovani ad un confronto leale, costruttivo dove il bluff viene lasciato ai criminali e alla cattiva politica!
Proseguiremo con il primo appuntamento in altre scuole anche nel mese di gennaio: venerdì 12 con gli esordienti dell’Istituto Paolo Dagomari di Prato. La Dirigente scolastica Maria Gabriella Fabbri insieme al referente Gerardo Furzi vogliono preparare alcune classi a partecipare quest’anno con l’obiettivo che divengano quelli che prepareranno e promuoveranno progetti e percorsi di tutta la scuola per il prossimo anno scolastico coinvolgendo i propri compagni e compagne.
Poi saremo nell’alto Lazio, con le scuole della provincia di Viterbo.
Per rimanere in clima natalizio, sono queste le novelle che ci piacciono e vogliamo farlo ricordando una frase di nonno Nino: con tutti gli uomini e donne di buona volontà! 

Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

mercoledì 29 novembre 2017

Primo incontro con le giovanissime sentinelle di Corleone

Lunedì 27 novembre le giovani sentinelle sbarcano in Sicilia a Corleone, paese di antimafia dimenticata, di insegnanti coraggiose lasciate sole con quel grande compito di educare i giovani a diventare cittadini liberi e consapevoli.
Due gli appuntamenti in calendario: con la scuola primaria della Direzione Didattica Finocchiaro Aprile e con i più grandi dell’Istituto Don Colletto.
Bambini e bambine di prima con il loro candore e la loro intransigenza ci ha rammentato il significato di non desistere, di non rinunciare, di andare a testa alta e schiena dritta tenendo ben presente il significato della coerenza.
Con loro le proprie insegnanti, le stesse che hanno alimentato la speranza anche negli anni passati, guidandoli in questo progetto, accendendo la loro passione così forte da cantare insieme ai compagni più grandi nella sala consiliare del Comune Adesso basta con la mafia, facendo emergere tutti gli imbarazzi dell’informazione relativamente alla lotta alla mafia perché giornali cartacei e online, televisioni pubbliche e private hanno completamente dimenticato di raccontare quanto accadeva nella casa comunale con i giovani e i giovanissimi di Corleone, mentre erano e sono pronti ad offrire lo spazio al racconto delle vicende familiari del figlio di un noto capo mafioso o a offrire i dettagli della tumulazione del noto capo mafioso.
Antonino Caponnetto ci ha insegnato a dare colpi allo stomaco e parlare con il cuore per svegliare gli animi di quelle tante persone oneste cui stanno a cuore le sorti del nostro Paese. Riabilitare la buona politica, favorire il dialogo e il confronto civile, offrire il buon esempio: sono i compiti che ci ha lasciato in eredità il giudice.
Questa mattina i bambini e le bambine attenti e incuriositi "hanno capito" il progetto che li vedrà coinvolti, elaboreranno il tema scelto e si confronteranno nella sala consiliare del Comune il prossimo mercoledì 28 marzo, augurandosi che cittadini e cittadine abbiano coraggio e riescano a scegliere i propri amministratori e la buona politica, altrimenti si ritroveranno a discutere nuovamente con il Commissario straordinario.
Il secondo degli appuntamenti con l’Istituto Don Colletto è saltato perché la scuola ha rinunciato all’ultimo momento. Anche qui l’augurio è che ci fossero motivi seri per rinunciare e non che gli ultimi avvenimenti non abbiano provocato una rinuncia tanto improvvisa. 
Forti dell'insegnamento di Nonno Nino Caponnetto che esortava a non lasciare soli chi combatte la mafia, la Fondazione prosegue nel suo lavoro, tenendo fede a tutti gli impegni assunti nonostante non vi siano finanziamenti, anch'essi dimenticati! Abbiamo già denunciato lo scorso anno l’assenza di risorse dedicate all’educazione alla legalità della Regione Siciliana anche se da alcuni anni documentiamo la partecipazione con i numeri e, con la qualità e l’originalità delle proposte, lo straordinario impegno delle scuole e dei propri insegnanti. Ma i report e i volumi che raccolgono i lavori di studenti e studentesse non sono stati neppure sufficienti a convincere il Ministero dell’Istruzione a finanziare il nostro progetto, ad essere premiate dal bando invece ben 23 scuole di Roma, un terzo dei vincitori.
Ci auguriamo ancora che sia stata solo un colpo di svista quello dell’anno passato e proseguiamo con le nostre forze. Con la nostra testardaggine abbiamo voluto dare un segnale di vivacità e di resistenza e abbiamo preferito non alimentare le facili polemiche e la nuova vulgata di chi vuole che sia l'antimafia a costare tanto, scordandosi – ahinoi – i costi della mafia, della corruzione e dell’evasione fiscale. Con studenti e studentesse avevamo lanciato una piccola Mozione per il contrasto della mafia, della corruzione e dell’evasione fiscale chiedendo a Comuni e Regioni un segno di buona volontà, un impegno a mettere in campo tutte le misure, ma abbiamo dovuto constatare con amarezza come anche un impegno così piccolo e simbolico non trova orecchie pronte all’ascolto.
Non ci resta che augurarci che il ritardo nella ripartizione dei fondi del Ministero dell’Istruzione e il lancio dei bandi anche per l’educazione alla legalità e alla cittadinanza sia solo un ritardo della complessa macchina burocratica e non un anno sabbatico.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

Incontro con le giovani sentinelle di Padova

Sabato 25 novembre la Fondazione Caponnetto ha incontrato 27 studenti della classe II H dell'Istituto Superiore Pietro Scalcerle di Padova accompagnati dalla loro insegnante, Mila Tellatin. Siamo rimasti particolarmente colpiti dall'interesse dimostrato dai ragazzi durante il nostro incontro ed abbiamo avuto la piacevole sorpresa di ritrovare proprio tra quei banchi Sara, una delle prime sentinelle della legalità incontrate a Padova negli scorsi anni. Dopo aver informato i ragazzi sulle modalità di svolgimento del progetto, che va ad approfondire e a rendere pratica la materia Cittadinanza e Costituzione, ci siamo resi conto che essi avevano già in mente il tema su cui lavorare: i rischi derivati dall'uso delle droghe, tema cruciale della condizione giovanile e che necessita sempre di nuove informazioni e analisi del fenomeno soprattutto tra i più giovani. E' un quadro preoccupante quello che emerge, perché i dati scientifici e quelli forniti dalle indagini di polizia confermano che i giovanissimi si sballano troppo e con troppe sostanze sintetiche e che queste ultime si possono acquistare anche in internet e presso smart shops. Bisogna quindi saper riconoscere le mafie e soprattutto chi fa affari sulla pelle dei nostri ragazzi, tutti devono imparare a riconoscere dove cresce l'illegalità. Il giudice Caponnetto ci ha insegnato che è necessaria una rivolta delle coscienze e dei cittadini per un cammino verso un paese senza corruzione e mafie.  Il tempo è corso veloce ma la squadra di collaboratori e volontari della Fondazione si va sempre più implementando di nuovi amici e collaboratori. Quest'anno abbiamo voluto che agli incontri fossero presenti tutti: oltre alla nostra referente  per la città di Padova Lidia Pege, ci hanno raggiunti Andrea  Sarno, docente di fotografia e Grazia Rizzato, una vita trascorsa a insegnare ai piccolissimi. Serve davvero un'alleanza educativa tra gli adulti che miri  all'incoraggiamento, alla costruzione di nuovi ambiti relazionali, per far sì che anche in una materia  talvolta considerata ostica, come la tanto negletta educazione civica, i ragazzi possano ritrovare quell'emozione preziosa per l'apprendimento e riscoprire con determinazione e forza la difesa della Costituzione  e i valori in essa racchiusi. Ci siamo dati così appuntamento per il pomeriggio del 22 marzo 2018 per essere accolti dal'Amministrazione Comunale di Padova.


Licia Serpico
Responsabile Regione Veneto Progetto Scuola

Incontro ad Abano Terme

Giovedì 23 novembre ancora due appuntamenti con le giovani sentinelle del Veneto, entrambi ad Abano Terme, nell’auditorium dell’I.I.S. Leon Battista Alberti.

Per le due prime ore siamo stati accolti da 221 ragazzi e ragazze di dieci classi e 10 insegnanti dell’Istituto che partecipa per la prima volta al nostro progetto. Nelle successive due ore sono stati i giovani dell'IPSEOA Pietro d’Abano ad essere i nostri interlocutori.
In apertura il saluto del nuovo sindaco della città ha sottolineato il valore del percorso, la crescita dei giovani che decidono e partecipano al benessere della propria comunità in difesa dei beni comuni, la funzione di aiuto e di pungolo per le Istituzioni, la consapevolezza del contrasto alla corruzione e all'evasione fiscale, i grimaldelli che aprono le porte alle infiltrazioni mafiose.
Avevamo la scheda di adesione al progetto di tutte e due le scuole ed eravamo convinti, prima di iniziare, che fossero pienamente a conoscenza del nostro progetto, delle sue articolazioni e degli obiettivi che ci prefiggiamo. Per questo, come succede oramai da nove anni, abbiamo introdotto la vicenda di Antonino Caponnetto e la sua scommessa del protagonismo giovanile ragionando di cittadinanza, di principi della Costituzione, di diritti e di doveri della partecipazione attiva alla vita sociale come contrasto alle infiltrazioni mafiose che toccano oramai da anni anche le terre venete, ma ci siamo accorti che una parte dell’uditorio era distratta e poco interessata, mentre l’altra seguiva con attenzione. Alcune insegnanti, studenti e studentesse ci hanno riferito che era stato comunicato loro che avrebbero partecipato ad un evento nel corso del quale sarebbero stati ricordati i giudici Falcone e Borsellino, e una delle insegnanti, la stessa che aveva compilato la scheda di iscrizione come referente, ha commentato alla fine che aveva fatto fatica a seguire i vari passaggi del progetto. Inoltre ci è stato rivolto l’appunto della presenza di politici all’incontro e questa osservazione, a dire il vero, ci ha sorpreso non poco perché non è mai accaduto che venisse fuori lo stereotipo che vuole una scuola dove non si fa politica! Anche perché il saluto del sindaco non aveva alcunché della propaganda e, al contrario, era indizio di buon auspicio, per la prosecuzione del progetto, la disponibilità al confronto e alla discussione, l’apertura ai giovani.
Ci sono tornate in mente le parole di Antonino Caponnetto che esortava i giovani a far politica, ma con la P maiuscola, e lo spirito del progetto sta in queste sue parole che mirano a promuovere il confronto e lo scambio, il protagonismo di ciascuno e ciascuno e il valore del contributo di ognuno al benessere comune. Senza tale protagonismo, senza la partecipazione attiva non è possibile difendere la democrazia. Né sono da dimenticare le parole profetiche di Giovanni  Falcone e Paolo  Borsellino che incitavano i giovani a non girarsi dall'altra parte e ad impegnarsi a far camminare sulle proprie gambe le idee libertà, giustizia, responsabilità. Tutto ciò sarebbe valso anche nel caso avessimo fatto un evento o uno spettacolo come qualcuno si aspettava.
Per questo è stato necessario puntualizzare il nostro lavoro: non eventi ma percorsi di formazione strutturati che richiedono non l’ascolto passivo di un conferenziere, ma la partecipazione attiva dei giovani, la disponibilità a mettersi in gioco e sperimentare una forma di cittadinanza attiva e responsabile. Questo loro protagonismo è lo strumento per essere riconosciuti come cittadini a pieno titolo ed è anche la prova di vitalità delle nostre istituzioni democratiche che aprono spazi alla discussione e al confronto.
Chiariti tutti i passaggi crediamo sia apparso ai ragazzi e alle ragazze rimasti fino alla fine più nitido e netto il profilo del lavoro loro richiesto e della sfida che abbiamo lanciato e il nostro augurio è di ritrovarli decisi e motivati nell’appuntamento del prossimo mercoledì 21 marzo, quando saranno ospiti dell’amministrazione comunale di Abano che ha condiviso lo spirito del progetto e, anche per questo, spetterà ai giovani essere vigili e puntuali affinché le loro proposte siano discusse e abbiano risposte certe e tempestive.
A tale appuntamento non mancheranno certamente i 140 ragazzi e ragazze dell’Istituto professionale Pietro d’Abano che abbiamo incontrato nella seconda parte della mattinata. Attenti e incuriositi dalla proposta della Fondazione hanno seguito l’introduzione dei temi della cittadinanza, i nessi con le questioni della criminalità organizzata e la corruzione, il ragionamento intorno ai principi e ai valori che guidano l’impegno quotidiano. In questo modo ha assunto contorni netti la proposta di un’esperienza di dialogo e di discussione con chi ha il governo della cosa pubblica.
Anche in questa seconda parte l’Amministrazione ha salutato i giovani e il vice sindaco è stato presente durante il dibattito. L’attenzione e il bel confronto hanno ripagato della fatica della mattinata certamente intensa e gravosa.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola