Giovani sentinelle

mercoledì 29 novembre 2017

Primo incontro con le giovanissime sentinelle di Corleone

Lunedì 27 novembre le giovani sentinelle sbarcano in Sicilia a Corleone, paese di antimafia dimenticata, di insegnanti coraggiose lasciate sole con quel grande compito di educare i giovani a diventare cittadini liberi e consapevoli.
Due gli appuntamenti in calendario: con la scuola primaria della Direzione Didattica Finocchiaro Aprile e con i più grandi dell’Istituto Don Colletto.
Bambini e bambine di prima con il loro candore e la loro intransigenza ci ha rammentato il significato di non desistere, di non rinunciare, di andare a testa alta e schiena dritta tenendo ben presente il significato della coerenza.
Con loro le proprie insegnanti, le stesse che hanno alimentato la speranza anche negli anni passati, guidandoli in questo progetto, accendendo la loro passione così forte da cantare insieme ai compagni più grandi nella sala consiliare del Comune Adesso basta con la mafia, facendo emergere tutti gli imbarazzi dell’informazione relativamente alla lotta alla mafia perché giornali cartacei e online, televisioni pubbliche e private hanno completamente dimenticato di raccontare quanto accadeva nella casa comunale con i giovani e i giovanissimi di Corleone, mentre erano e sono pronti ad offrire lo spazio al racconto delle vicende familiari del figlio di un noto capo mafioso o a offrire i dettagli della tumulazione del noto capo mafioso.
Antonino Caponnetto ci ha insegnato a dare colpi allo stomaco e parlare con il cuore per svegliare gli animi di quelle tante persone oneste cui stanno a cuore le sorti del nostro Paese. Riabilitare la buona politica, favorire il dialogo e il confronto civile, offrire il buon esempio: sono i compiti che ci ha lasciato in eredità il giudice.
Questa mattina i bambini e le bambine attenti e incuriositi "hanno capito" il progetto che li vedrà coinvolti, elaboreranno il tema scelto e si confronteranno nella sala consiliare del Comune il prossimo mercoledì 28 marzo, augurandosi che cittadini e cittadine abbiano coraggio e riescano a scegliere i propri amministratori e la buona politica, altrimenti si ritroveranno a discutere nuovamente con il Commissario straordinario.
Il secondo degli appuntamenti con l’Istituto Don Colletto è saltato perché la scuola ha rinunciato all’ultimo momento. Anche qui l’augurio è che ci fossero motivi seri per rinunciare e non che gli ultimi avvenimenti non abbiano provocato una rinuncia tanto improvvisa. 
Forti dell'insegnamento di Nonno Nino Caponnetto che esortava a non lasciare soli chi combatte la mafia, la Fondazione prosegue nel suo lavoro, tenendo fede a tutti gli impegni assunti nonostante non vi siano finanziamenti, anch'essi dimenticati! Abbiamo già denunciato lo scorso anno l’assenza di risorse dedicate all’educazione alla legalità della Regione Siciliana anche se da alcuni anni documentiamo la partecipazione con i numeri e, con la qualità e l’originalità delle proposte, lo straordinario impegno delle scuole e dei propri insegnanti. Ma i report e i volumi che raccolgono i lavori di studenti e studentesse non sono stati neppure sufficienti a convincere il Ministero dell’Istruzione a finanziare il nostro progetto, ad essere premiate dal bando invece ben 23 scuole di Roma, un terzo dei vincitori.
Ci auguriamo ancora che sia stata solo un colpo di svista quello dell’anno passato e proseguiamo con le nostre forze. Con la nostra testardaggine abbiamo voluto dare un segnale di vivacità e di resistenza e abbiamo preferito non alimentare le facili polemiche e la nuova vulgata di chi vuole che sia l'antimafia a costare tanto, scordandosi – ahinoi – i costi della mafia, della corruzione e dell’evasione fiscale. Con studenti e studentesse avevamo lanciato una piccola Mozione per il contrasto della mafia, della corruzione e dell’evasione fiscale chiedendo a Comuni e Regioni un segno di buona volontà, un impegno a mettere in campo tutte le misure, ma abbiamo dovuto constatare con amarezza come anche un impegno così piccolo e simbolico non trova orecchie pronte all’ascolto.
Non ci resta che augurarci che il ritardo nella ripartizione dei fondi del Ministero dell’Istruzione e il lancio dei bandi anche per l’educazione alla legalità e alla cittadinanza sia solo un ritardo della complessa macchina burocratica e non un anno sabbatico.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

Incontro con le giovani sentinelle di Padova

Sabato 25 novembre la Fondazione Caponnetto ha incontrato 27 studenti della classe II H dell'Istituto Superiore Pietro Scalcerle di Padova accompagnati dalla loro insegnante, Mila Tellatin. Siamo rimasti particolarmente colpiti dall'interesse dimostrato dai ragazzi durante il nostro incontro ed abbiamo avuto la piacevole sorpresa di ritrovare proprio tra quei banchi Sara, una delle prime sentinelle della legalità incontrate a Padova negli scorsi anni. Dopo aver informato i ragazzi sulle modalità di svolgimento del progetto, che va ad approfondire e a rendere pratica la materia Cittadinanza e Costituzione, ci siamo resi conto che essi avevano già in mente il tema su cui lavorare: i rischi derivati dall'uso delle droghe, tema cruciale della condizione giovanile e che necessita sempre di nuove informazioni e analisi del fenomeno soprattutto tra i più giovani. E' un quadro preoccupante quello che emerge, perché i dati scientifici e quelli forniti dalle indagini di polizia confermano che i giovanissimi si sballano troppo e con troppe sostanze sintetiche e che queste ultime si possono acquistare anche in internet e presso smart shops. Bisogna quindi saper riconoscere le mafie e soprattutto chi fa affari sulla pelle dei nostri ragazzi, tutti devono imparare a riconoscere dove cresce l'illegalità. Il giudice Caponnetto ci ha insegnato che è necessaria una rivolta delle coscienze e dei cittadini per un cammino verso un paese senza corruzione e mafie.  Il tempo è corso veloce ma la squadra di collaboratori e volontari della Fondazione si va sempre più implementando di nuovi amici e collaboratori. Quest'anno abbiamo voluto che agli incontri fossero presenti tutti: oltre alla nostra referente  per la città di Padova Lidia Pege, ci hanno raggiunti Andrea  Sarno, docente di fotografia e Grazia Rizzato, una vita trascorsa a insegnare ai piccolissimi. Serve davvero un'alleanza educativa tra gli adulti che miri  all'incoraggiamento, alla costruzione di nuovi ambiti relazionali, per far sì che anche in una materia  talvolta considerata ostica, come la tanto negletta educazione civica, i ragazzi possano ritrovare quell'emozione preziosa per l'apprendimento e riscoprire con determinazione e forza la difesa della Costituzione  e i valori in essa racchiusi. Ci siamo dati così appuntamento per il pomeriggio del 22 marzo 2018 per essere accolti dal'Amministrazione Comunale di Padova.


Licia Serpico
Responsabile Regione Veneto Progetto Scuola

Incontro ad Abano Terme

Giovedì 23 novembre ancora due appuntamenti con le giovani sentinelle del Veneto, entrambi ad Abano Terme, nell’auditorium dell’I.I.S. Leon Battista Alberti.

Per le due prime ore siamo stati accolti da 221 ragazzi e ragazze di dieci classi e 10 insegnanti dell’Istituto che partecipa per la prima volta al nostro progetto. Nelle successive due ore sono stati i giovani dell'IPSEOA Pietro d’Abano ad essere i nostri interlocutori.
In apertura il saluto del nuovo sindaco della città ha sottolineato il valore del percorso, la crescita dei giovani che decidono e partecipano al benessere della propria comunità in difesa dei beni comuni, la funzione di aiuto e di pungolo per le Istituzioni, la consapevolezza del contrasto alla corruzione e all'evasione fiscale, i grimaldelli che aprono le porte alle infiltrazioni mafiose.
Avevamo la scheda di adesione al progetto di tutte e due le scuole ed eravamo convinti, prima di iniziare, che fossero pienamente a conoscenza del nostro progetto, delle sue articolazioni e degli obiettivi che ci prefiggiamo. Per questo, come succede oramai da nove anni, abbiamo introdotto la vicenda di Antonino Caponnetto e la sua scommessa del protagonismo giovanile ragionando di cittadinanza, di principi della Costituzione, di diritti e di doveri della partecipazione attiva alla vita sociale come contrasto alle infiltrazioni mafiose che toccano oramai da anni anche le terre venete, ma ci siamo accorti che una parte dell’uditorio era distratta e poco interessata, mentre l’altra seguiva con attenzione. Alcune insegnanti, studenti e studentesse ci hanno riferito che era stato comunicato loro che avrebbero partecipato ad un evento nel corso del quale sarebbero stati ricordati i giudici Falcone e Borsellino, e una delle insegnanti, la stessa che aveva compilato la scheda di iscrizione come referente, ha commentato alla fine che aveva fatto fatica a seguire i vari passaggi del progetto. Inoltre ci è stato rivolto l’appunto della presenza di politici all’incontro e questa osservazione, a dire il vero, ci ha sorpreso non poco perché non è mai accaduto che venisse fuori lo stereotipo che vuole una scuola dove non si fa politica! Anche perché il saluto del sindaco non aveva alcunché della propaganda e, al contrario, era indizio di buon auspicio, per la prosecuzione del progetto, la disponibilità al confronto e alla discussione, l’apertura ai giovani.
Ci sono tornate in mente le parole di Antonino Caponnetto che esortava i giovani a far politica, ma con la P maiuscola, e lo spirito del progetto sta in queste sue parole che mirano a promuovere il confronto e lo scambio, il protagonismo di ciascuno e ciascuno e il valore del contributo di ognuno al benessere comune. Senza tale protagonismo, senza la partecipazione attiva non è possibile difendere la democrazia. Né sono da dimenticare le parole profetiche di Giovanni  Falcone e Paolo  Borsellino che incitavano i giovani a non girarsi dall'altra parte e ad impegnarsi a far camminare sulle proprie gambe le idee libertà, giustizia, responsabilità. Tutto ciò sarebbe valso anche nel caso avessimo fatto un evento o uno spettacolo come qualcuno si aspettava.
Per questo è stato necessario puntualizzare il nostro lavoro: non eventi ma percorsi di formazione strutturati che richiedono non l’ascolto passivo di un conferenziere, ma la partecipazione attiva dei giovani, la disponibilità a mettersi in gioco e sperimentare una forma di cittadinanza attiva e responsabile. Questo loro protagonismo è lo strumento per essere riconosciuti come cittadini a pieno titolo ed è anche la prova di vitalità delle nostre istituzioni democratiche che aprono spazi alla discussione e al confronto.
Chiariti tutti i passaggi crediamo sia apparso ai ragazzi e alle ragazze rimasti fino alla fine più nitido e netto il profilo del lavoro loro richiesto e della sfida che abbiamo lanciato e il nostro augurio è di ritrovarli decisi e motivati nell’appuntamento del prossimo mercoledì 21 marzo, quando saranno ospiti dell’amministrazione comunale di Abano che ha condiviso lo spirito del progetto e, anche per questo, spetterà ai giovani essere vigili e puntuali affinché le loro proposte siano discusse e abbiano risposte certe e tempestive.
A tale appuntamento non mancheranno certamente i 140 ragazzi e ragazze dell’Istituto professionale Pietro d’Abano che abbiamo incontrato nella seconda parte della mattinata. Attenti e incuriositi dalla proposta della Fondazione hanno seguito l’introduzione dei temi della cittadinanza, i nessi con le questioni della criminalità organizzata e la corruzione, il ragionamento intorno ai principi e ai valori che guidano l’impegno quotidiano. In questo modo ha assunto contorni netti la proposta di un’esperienza di dialogo e di discussione con chi ha il governo della cosa pubblica.
Anche in questa seconda parte l’Amministrazione ha salutato i giovani e il vice sindaco è stato presente durante il dibattito. L’attenzione e il bel confronto hanno ripagato della fatica della mattinata certamente intensa e gravosa.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

giovedì 23 novembre 2017

Incontro a Taglio di Po (RO) e Cascina (PI)

Continuano a ritmo serrato gli incontri delle giovani sentinelle in Toscana e in Veneto. Di nuovo in contemporanea mercoledì 22 due appuntamenti: per la prima volta con ragazzi e ragazze dell’Istituto comprensivo di Taglio di Po (RO). Ad attenderci due classi prime della scuola media della città insieme al loro insegnante Dennis Marangon e alcune sue colleghe. Studenti  preparati grazie all’impegno del loro insegnante con il quale, nei giorni scorsi, avevano approfondito la vita del giudice Caponnetto, di Falcone e Borsellino e del pool antimafia. Così è stato possibile approfondire i temi del contrasto alla criminalità e del contributo di ciascuno e ciascuna, lo scambio è stato fitto e il dialogo ci ha permesso di definire meglio il senso della cittadinanza, abbiamo illustrato ogni aspetto del progetto. Abbiamo apprezzato anche la scelta delle classi prime per proseguire negli anni prossimi con una certa continuità fino alla conclusione del ciclo di studio.
Le buone pratiche e le aspettative non sono state deluse: ragazzi e ragazze attenti con i loro quaderni per gli appunti, le domande puntuali e le richieste precise hanno fatto si che le due ore volassero senza accorgersene ma soprattutto il religioso silenzio interessato ha stupito gli stessi insegnanti. Tutti questi presupposti sono gli ingredienti giusti per far sì che martedì 20 marzo, in occasione del secondo appuntamento, i ragazzi stupiscano anche adulti e Amministratori. 


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

A Cascina il secondo degli incontri con le giovani sentinelle pisane. Tre classi, due di veterani e una di nuovi, ci hanno accolto nella biblioteca e, in apertura dell’incontro, Fernando Mellea, il docente che segue il progetto sin dagli esordi, ci ha regalato una bella testimonianza con la proiezione di un breve pezzo del video di un incontro con Antonino Caponnetto che si tenne nella stessa scuola nel 1996. In questo modo ci siamo avvicinati al giudice padre del pool antimafia e abbiamo potuto introdurre il progetto stesso che dà seguito a quel lontano impegno di raccontare la mafia e sollecitare il riscatto raccontando ai giovani di Falcone, Borsellino, di legalità.
Coi ragazzi e le ragazze delle tre  classi abbiamo approfondito i temi della cittadinanza attiva e responsabile, di un costume morale e politico necessario per opporsi a quella che è la mafia dei nostri giorni intenta ad offrire servizi illeciti ad una platea vasta e determinata a reinvestire i proventi nell’economia legale. Contro di essa abbiamo bisogno di cittadini e cittadine determinati e consapevoli e per questo abbiamo rilanciato la sfida del protagonismo, dandoci appuntamento per il prossimo giovedì 15 marzo quando ragazze e ragazzi saranno ospiti degli amministratori locali.

Sergio Tamborrino
Responsabile Toscana Progetto Scuola


mercoledì 22 novembre 2017

Ancora giovani sentinelle fra il Veneto e la Toscana

 Martedì 21 novembre di nuovo tre appuntamenti: uno a Firenze e due nel Polesine.

Una classe del plesso di via del Podestà del Liceo Rodolico ci ha accolto per il primo appuntamento del progetto. Ragazze e ragazzi, veterani dell’esperienza dello scorso anno, continueranno con noi il loro lavoro di giovani sentinelle. Con loro abbiamo ripreso il ragionamento sul senso della cittadinanza in questi tempi in cui le organizzazioni criminali sembrano essersi inabissate, nascoste, mimetizzate dietro facce presentabili per poter meglio fare affari con i soldi riciclati provenienti dai traffici illeciti, traffici vasti ed estremamente pericolosi di cui resta traccia nelle discariche abusive o nella riduzione in schiavitù di uomini e donne costretti al lavoro coatto o alla prostituzione. L’attenzione di studenti e studentesse fa ben sperare nel buon lavoro e con loro ci rivedremo il prossimo venerdì 2 marzo dalle ore 16.00 alle ore 18,00, ospiti del Comune di Firenze presso la Sala Ketty La Rocca, per un confronto con gli amministratori della città insieme con tutte le altre scuole fiorentine.
In Polesine i due appuntamenti si sono tenuti in scuole diverse. Presto alle prime due ore di lezione siamo stati con i giovani dell’Istituto tecnico di Porto Viro. Alle ultime due ore, dopo un veloce trasferimento, invece con studenti e studentesse dell’Istituto Colombo di Porto Tolle.
Con le tre classi di Porto Viro e con le due di Porto Tolle abbiamo voluto sottolineare il tema della cittadinanza, questione sempre più rilevante per il protagonismo giovanile che la fondazione intende promuovere con il progetto. Essere cittadini e cittadine attenti e responsabili è l’abito che ciascuno dovrebbe indossare per potersi opporre con successo ai poteri criminali e al disfacimento dei valori civici di cui sono portatori.
Ai ragazzi e alle ragazze abbiamo così lanciato la sfida del protagonismo dandoci appuntamento per il prossimo 19 marzo ospiti delle amministrazioni locali.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

Incontro serale a Rosolina (RO)

Le emozioni di lunedì 20 non sono finite con i due incontri in mattinata negli istituti di Porto Tolle. La sera alle 21,00, a Rosolina, ci siamo ritrovati nell’Auditorium Sant'Antonio con cittadini e cittadine, una settantina, agenti delle Forze di Polizia, di Carabinieri e Guardia di Finanza, il parroco e il sindaco.
In religioso silenzio per oltre due ore uomini e donne hanno ascoltato la Fondazione, dapprima con il racconto delle sue vicende, dei progetti e delle attività a favore della legalità, fedeli all’insegnamento di Antonino Caponnetto, poi dalla viva voce di Angelo Corbo, agente di scorta di Giovanni Falcone e sopravvissuto alla strage di Capaci.
Ha raccontato la sua vicenda in Strage di Capaci. Paradossi omissioni e altre dimenticanze. E nell’Auditorium ne ha ripreso i temi principali, soffermandosi sui ricordi e sui nodi di quella storia terribile. In tanti si sono fermati a chiedere, ad esporre i propri punti di vista, ad esprimere solidarietà e la serata si è protratta a lungo. Molti hanno acquistato il libro il cui ricavato serve a finanziare il progetto delle Giovani sentinelle in Veneto perché la Regione, dopo aver bandito un concorso lo scorso anno per finanziare percorsi di educazione alla legalità, quest’anno ha fatto altre scelte, come se l’educazione alla legalità si fosse presa un anno sabbatico.
Insieme alle vendite del libro abbiamo stretto la collaborazione con Auser Veneto che ci sostiene ed è nostro partner nel percorso con studenti e studentesse di tante scuole della regione.
Questo straordinario tessuto di partecipazione civica dà speranza e tappa gli sbandamenti e talvolta le falle vere e proprie degli impegni delle istituzioni e avere la certezza di trovare compagni di viaggio disponibili aiuta nella fatica quotidiana.

Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 21 novembre 2017

Incontro con le giovani sentinelle del Veneto e Toscana

Lunedì 20 novembre 3 appuntamenti per le giovani sentinelle: due nel Basso Polesine e uno in Toscana.

Senza attendere il canto del gallo, siamo partiti fra le nebbie per essere puntuali all'appuntamento con bambini e bambine della scuola primaria Tiepolo di Porto Tolle che partecipano per la prima volta al progetto, anche se avevano già incontrato la Fondazione lo scorso anno, a gennaio, in occasione di un approfondimento previsto con le altre scuole cittadine. Quell’incontro ha permesso a scolari e scolare di approfondire i temi di cui si era discusso e di giungere preparati e, sin dall'inizio, pronti a fare domande sia in merito al progetto, sia sulla vicenda di Angelo Corbo che ci accompagna in questi primi due giorni di appuntamenti veneti. Lo scambio è stato serrato e pieno di curiosità e ha spaziato su molti temi interessanti. L'entusiasmo e la voglia di mettersi in gioco, il passaparola fra giovani e giovanissimi degli scorsi anni ha permesso loro di toccare con mano le potenzialità di essere protagonisti, li ha aiutati a crescere nella consapevolezza di essere cittadini attivi e responsabili, ha sollecitato l’interesse di altri studenti e studentesse e nuove scuole si prenotano per il prossimo anno.
Non sono bastate due ore per rispondere a tutte i quesiti per questo abbiamo prolungato l’incontro di un’altra mezz’ora e solo l'appuntamento successivo in un’altra scuola ci ha costretto a chiudere l’incontro con tante domande rimaste senza risposta.
Il tempo di attraversare la strada e ad attenderci ragazzi e ragazze dell'Istituto comprensivo di Porto Tolle, veterana del progetto con loro il prof. Vincenzo Boscolo nostro referente scuola per Rovigo.
Due nuove classi seconde ci hanno accolto pronte a raccogliere la nostra sfida. Con loro abbiamo parlato di cittadinanza e Costituzione, di impegno civile in difesa dei beni comuni, di rispetto delle regole. Abbiamo ripreso le esperienze dei loro compagni dello scorso anno, i loro approfondimenti sul tema dell’ambiente e le loro proposte alla propria Amministrazione negli incontri dello scorso marzo. Le risposte di chi ha il governo della cosa pubblica sono state lacunose o sono mancate del tutto, ma non è un buon motivo per desistere, occorre essere tenaci e testardi nel richiedere risposte e impegni precisi, nell’esigere ascolto e interlocuzione, proprio come dei buoni cittadini e cittadine. A riempire di emozioni l’incontro è stato il racconto di Angelo Corbo, agente di scorta di Giovanni Falcone, sopravvissuto alla strage di Capaci. La sua testimonianza ha toccato corde spesso nascoste e il silenzio di chi ascoltava è stato il segno più eloquente dei sentimenti che ha saputo suscitare. Ascoltare le sue parole qualche giorno dopo la morte di Totò Riina ha colpito particolarmente tutti, giovani e adulti.
Per questa ragione ci siamo dati appuntamento per lunedì 19 marzo quando le giovani sentinelle non saranno più sette ragazzi e ragazze e tre genitori, come è accaduto in passato, ma scolari e scolare, studenti e studentesse di una primaria, una secondaria e di un Istituto Tecnico.
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Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

In Toscana l’appuntamento è stato con le giovani sentinelle di Montemurlo. Alla scuola media Salvemini La Pira ad attenderci sei classi. Prima tre di veterani di seconda e terza, poi dopo le prime due ore altre tre di giovanissimi di prima e seconda.
Con i più grandi abbiamo ripreso i ragionamenti dell’anno passato e la loro bella esperienza fatta. Abbiamo approfondito il tema della cittadinanza mettendone in rilievo tutte le qualità, osservandone gli aspetti e collegando il tema a quello della mafia e al contrasto dei poteri criminali. E lo scambio è stato particolarmente vivace e interessante.
Con i più giovani abbiamo introdotto la vicenda di Antonino Caponnetto, la sua scelta di fare qualcosa per la sua terra oppressa dalla mafia. Abbiamo parlato di denaro sporco e di riciclaggio, di tentativi di introdursi nell’economia legale e di rischi per la convivenza civile. Con queste premesse abbiamo lanciato la sfida ad essere cittadini responsabili.
Con grandi e piccoli ci siamo dati appuntamento per il prossimo giovedì 15 marzo quando saranno ospiti degli amministratori di Montemurlo. 

Sergio Tamborrino
Responsabile Toscana Progetto Scuola