Giovani sentinelle

venerdì 24 marzo 2017

Incontro a Porto Tolle (RO)

Dalla Sicilia al Veneto. Lunedì 20 marzo hanno ripreso il via dopo Verona gli incontri delle Giovani sentinelle in Veneto. L’appuntamento dei ragazzi e delle ragazze di Porto Tolle, nel Basso Polesine, è con i propri amministratori. Nella sala consiliare della loro città, a dare il saluto è stata l'assessore Leonarda Ielasi. Ancora una volta abbiamo dovuto però registrare, come negli anni scorsi, che la numerosa partecipazione al primo incontro a scuola, in orario scolastico, sfuma nel secondo appuntamento pomeridiano. Abbiamo ripetuto il racconto di quanto è accaduto ad Agliana qualche anno fa: all’incontro con gli amministratori erano presenti solo tre studenti e, rivolgendoci loro, avevamo sollecitato un maggiore senso di responsabilità, il rispetto della parola data, una maturità necessaria per un confronto e una discussione con chi governa la cosa pubblica. I tre ragazzi non si erano lasciati prendere dallo sconforto, ma avevano reagito decisamente e, dal giorno seguente l’incontro, avevano richiamato i propri compagni, andandoli a cercare in ogni classe, rimproverandoli per aver tenuto lo stesso comportamento superficiale e lamentoso che studenti e studentesse rimproveravano agli adulti. Le parole e le sollecitazioni dei tre ragazzi erano state così convincenti che l’anno  successivo la sala consiliare era piena. Abbiamo proposto di utilizzare lo stesso sistema e abbiamo dato il via ai lavori  del nostro appuntamento ascoltando ragazzi e ragazze con le loro proposte.

Studenti e studentesse hanno testardamente rimesso al centro della loro riflessione il tema che avevano già illustrato l’anno passato e per il quale non hanno ricevuto risposte: L’ambiente e l’impatto delle attività produttive su di esso è stato nuovamente oggetto di studio e di ponderazione anche per valutare cos’è cambiato dallo scorso anno.

I lavori dei ragazzi e delle ragazze sono a testimoniare la ricerca e la volontà di protagonismo e di cura dell’ambiente in cui vivono e la loro assenza all’appuntamento avrebbe dovuto far riflettere  tutti, compresa l'amministrazione, perché le proposte dei giovani, già illustrate l’anno passato, di avere degli spazi in un gazebo, in occasione di fiere estive che si svolgono nel paese, potevano costituire un esempio di buone pratiche cittadine e sensibilizzare i cittadini a comportamenti corretti riguardo l'ambiente. Se ciò fosse accaduto avrebbe sicuramente costituito motivo di impegno e di responsabilità per studenti e studentesse.

Siamo tornati a sollecitare una maggiore attenzione per non deludere le aspettative e non tarpare le ali dell'impegno civile dei ragazzi e delle ragazze, e abbiamo rinnovato l’invito di partecipare all'incontro e alla discussione anche per la stessa ditta che ha in appalto il recupero dei rifiuti, oltreché le associazioni del territorio e gli stessi genitori affinché ciascuno faccia la propria parte. Abbiamo concluso ricordando a Leonarda Ielasi che l’amministrazione comunale non ha assunto alcun impegno relativamente alla nostra mozione per il contrasto della mafia, della corruzione e dell’evasione fiscale. Infine, abbiamo esortato i pochi ragazzi a non desistere perché, come è accaduto altrove, la tenacia è premiata alla fine.

A ridare fiducia ai giovani è stata la Dirigente scolastica che ha proposto di illustrare le slide con le proposte dei ragazzi ai cittadini nella giornata del 21 marzo in occasione della giornata della memoria, prima di leggere i nomi delle vittime di mafia: è un bel modo per ricordare uomini e donne che hanno pagato con la vita l’aver compiuto il proprio dovere, uomini e donne che sarebbero sicuramente orgogliosi di questi ragazzi che vogliono essere cittadini a tutto tondo che hanno cura della città in cui vivono, responsabili e attenti.

Anche con loro ci siamo dati appuntamento per il 19 maggio, ospiti della Regione Veneto.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

giovedì 23 marzo 2017

Incontro con le giovani sentinelle di Siracusa

Venerdì  17 marzo si sono conclusi gli appuntamenti delle Giovani sentinelle di Sicilia con i ragazzi e le ragazze di ben sei istituti superiori - Gargallo,  Corbino,  Einaudi, Federico di Svevia, Rizzo e Insolera - e altrettanti Istituti comprensivi - Santa Lucia, Archia, Giaracà, Paolo Orsi, Vittorini e Martoglio - di Siracusa. Siamo grati a  Elena Giampapa, nostra referente per la provincia di Siracusa, per l’ottimo coordinamento che ha permesso di procedere speditamente e con grande partecipazione ed entusiasmo all’incontro con gli amministratori locali.

Le dodici scuole avevano espresso il desiderio di partecipare al nostro progetto, nonostante fossero in ritardo avendo iniziato il percorso in gennaio, e con grande impegno e determinazione hanno recuperato lavorando sodo e con passione per essere pronti a questo appuntamento e al prossimo del 28 aprile, insieme alle altre scuole di Sicilia, ospiti al teatro Politeama di Palermo per discutere e confrontarsi con gli amministratori della Regione.

Ad alimentare il loro desiderio di proseguire in questo percorso di cittadinanza il clima di entusiasmo e di coinvolgimento che hanno sperimentato durante l’incontro. Infatti le loro parole hanno trovato orecchi attenti e interlocutori disponibili a dare il giusto valore al protagonismo di studenti e studentesse.

L'auditorium della scuola Insolera era pieno zeppo di ragazzi e ragazze con le loro insegnanti, con loro anche le Forze dell'ordine. A dare il benvenuto è stata Maria Ada Mangiafico, dirigente scolastico dell’istituto che ha ospitato l’appuntamento, che si è soffermata sui valori della partecipazione, sul significato  della legalità. È stata poi la volta dell'assessore comunale alle Politiche Educative, Valeria Troia, che ha porto il saluto dell’amministrazione e apprezzato il lavoro dei giovani su un tema così rilevante come quello della legalità.

Tanti i temi affrontati da studenti e studentesse:  cyberbullismo,  analisi della mafia e della criminalità organizzata, memoria storica delle tante vittime di mafia, lavoro nero. Divisi in gruppi, ragazzi e ragazze hanno approfondito gli argomenti, frutto di impegno e di coraggio da parte della scuola e delle insegnanti che li hanno guidati con accortezza e competenza. Nei loro ragionamenti è emersa anche la delusione per i tanti che non compiono il proprio dovere.

Parlando di uomini di mafia alcuni ragazzi hanno affermato che, all'interno della stessa famiglia mafiosa, ci sono scelte diverse: ad esempio Totò Rina e il figlio maggiore sono definiti criminali ma il figlio minore ha fatto la scelta di stare nella legalità! Analogamente il figlio di Bernardo Provenzano non è stato mai coinvolto in attività criminali e oggi fa il tour operator per una agenzia di viaggi di Boston! Questi ragionamenti sono purtroppo l’effetto di certa informazione irresponsabile che, sotto le apparenze della completezza, dà spazio anche ai mafiosi o a chi è imbevuto di cultura mafiosa. Lo scorso anno Bruno Vespa ha intervistato il figlio di Totò Riina, invitato sulla prima rete televisiva a presentare un suo libro, senza che il conduttore facesse una domanda “scomoda”: ad esempio sugli assassinii di tanti uomini dei quali il padre è stato il mandante o l’esecutore. Ma il giornalista non è il solo ad avere colpe: chi ha autorizzato quella scellerata intervista e la presentazione del libro, come se il figlio di Totò Riina fosse un autore qualsiasi, è ancora più colpevole del giornalista perché non si è reso conto della gravità della scelta. Trasmettere l’intervista e la presentazione del libro significava accreditare un uomo che non ha rinnegato la mafia, che non ha pronunciato una sillaba sulle ingenti somme di denaro riciclato che hanno permesso a lui e alla propria famiglia una vita di agi, e significa che tutte le enormi ricchezze accumulate con il delitto da Totò Riina possono essere tranquillamente rimesse in circolazione dal figlio purché non si sia macchiato di delitti.

Sempre nello stesso periodo dello scorso anno giornali e televisione ci hanno regalato un altro scoop: Angelo Provenzano è stato ingaggiato da un’agenzia di viaggi di Boston per guidare turisti alla ricerca dell’emozione forte sui luoghi di mafia, come se quei luoghi fossero parte di un set cinematografico! Nessuno che chiedesse ad Angelo la disponibilità ad accompagnare i turisti sui luoghi teatro di esecuzioni mafiose!

Sarebbe facile citare l’esempio luminoso di Peppino Impastato, ma crediamo di fare un torto al giovane dei Cento passi solo mettendo una accanto all’altra le due vicende!

Abbiamo sperato invano la nostra richiesta che dal Ministero dell’Istruzione facesse sentire la sua voce per il cattivo esempio offerto dalla televisione pubblica. E il nostro disappunto è cresciuto quando i ragazzi e le ragazze dei due istituti di Corleone hanno musicato e interpretato i testi di due canzoni - No alla mafia e Io sono Corleonese - nella sala consiliare del loro Comune, e gli inviti ripetuti a stampa e televisioni, perché dessero lo spazio che meritavano a quei giovani coraggiosi, a quei cittadini esemplari che sfidavano antiche paure e il giogo della mafia, sono caduti nel vuoto. Nessuno ha risposto al nostro appello, non abbiamo visto alcun giornalista, né abbiamo letto o ascoltato qualche servizio sulla carta stampata o in televisione. Né alcuna troupe della RAI è intervenuta a documentare l’evento! La scuola, gli insegnanti, i ragazzi e le ragazze sono rimasti soli, professori e professoresse, maestri e maestre sono stati gli unici a rappresentare lo Stato, quei giovani hanno visto lo Stato nelle facce familiari dei propri insegnanti.

Dopo l’intervista al figlio di Riina trasmessa dalla RAI invece giornalisti televisivi e della carta stampata si sono catapultati in Sicilia per intervistare mafiosi e figli di parenti di mafiosi per illustrare la giornata tipo di un mafioso, mettendo in imbarazzo la scuola, gli insegnanti, i ragazzi e le ragazze che si sono chiesti cosa interessa di più: la legalità o la mafia? da che parte stanno la Rai e i Media? A Siracusa abbiamo toccato con mano gli effetti ad un anno di distanza.

Nessuno ha informato i ragazzi di quella che è stata una farsa, nessuno ha informato la ragione del silenzio di Riina e di suo figlio maggiore, forse perché mentre i padri pagano con il carcere, i figli minori devono gestire i beni della famiglia? E quando diciamo beni di famiglia diciamo beni sottratti con la violenza e sono beni del nostro Paese!

Questa informazione così accomodante e corriva è responsabile della grande confusione sui valori di questi nostri tempi: educare alla legalità e alla cittadinanza non significa semplicemente formare al rispetto formale delle regole – tale rispetto sarebbe ben poca cosa! - mentre ai cittadini è richiesto di più, molto di più: è richiesto un sentimento di empatia nei confronti del prossimo, la condivisione di valori e principi, a cominciare dal rispetto dell’uomo, della sua integrità, di prendersi cura dell’ambiente in cui vivono e dei beni che appartengono a tutti. Sono le condizioni minime per una cittadinanza degna di tale nome. Ai figli di Riina, Provenzano e dei tanti altri mafiosi che hanno fatto scelte diverse dai propri padri chiediamo cosa pensano dei delitti imputati ai propri genitori, sono in grado di dissociarsene apertamente e senza equivoci o retorica? Altrimenti ci troviamo di fronte allo spettacolo che hanno offerto tanti giornalisti di una retorica falsa e dell’assenza di qualsiasi principio di responsabilità.

Molto c'è da fare e da dire e non solo con il progetto delle Giovani sentinelle, ma occorre dare voce e corretta informazione.

La Fondazione è e sarà accanto ai giovani di Siracusa, per fare chiarezza con loro di tanta retorica e di tanta falsa cittadinanza. La Fondazione proseguirà nel suo impegno anche tra le difficoltà e le ristrettezze delle risorse perché convinta, con Antonino Caponnetto, che le battaglie in cui si crede non sono mai perse.

Proseguiremo con tutti coloro che condividono valori e ideali del giudice, senza fare distinzioni o guardare agli orientamenti dell’uno o dell’altro, certi che questo nostro Paese potrà riemergere grazie agli uomini e alle donne di buona volontà.

Con noi sarà Angelo Corbo, ispettore di polizia e agente di scorta di Giovanni Falcone, che è insieme alla Fondazione a testimoniare i valori e i principi, la vita e la morte di un giudice, ma anche i valori, i principi e la vita di un uomo che, come lui, ha compiuto il proprio dovere.

Dopo aver puntualizzato con chiarezza il nostro punto di vista, aver risposto alle domande e sollecitato ragazzi e ragazze alla riflessione ci siamo dati appuntamento per il 28 aprile a Palermo, al teatro Politeama.


PS

Le richieste che ci giungono dalla Sicilia ci impongono sforzi straordinari. Per queste ragioni proporremo, come già accaduto in Toscana, all’Ufficio scolastico regionale della Sicilia e alla sua dirigente, dott.ssa Altomonte, di ospitare tre incontri in tre città diverse della regione in cui la Fondazione abbia la possibilità di illustrare ai referenti legalità di ogni istituzione scolastica le articolazioni del progetto in modo da raggiungere un numero più grande di scuole e di studenti e studentesse.


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Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 21 marzo 2017

Incontro a Castelvetrano (TP)

Mercoledì 15 marzo appuntamento con le Giovani sentinelle di Castelvetrano. Protagonisti della serata, nel bel teatro Selinus della città, bambine e bambini della Direzione Didattica Ruggero Settimo che con le insegnanti che seguono il progetto e i genitori lo hanno riempito in ogni ordine di posti. Tanti i cartelloni preparati dai giovanissimi grazie alla guida delle numerose maestre. Ancora una volta un bell’esempio dalla scuola e dalle insegnanti coraggiose, quelle partigiane dei valori, come le definiva nonno Nino, che si sono messe al lavoro, orgogliose, come ricordava martedì l'insegnante di Corleone, dei propri ragazzi sentinelle in difesa della legalità contro il cancro della mafia e della corruzione.

La giornata si è aperta con l'inno nazionale cantato dal coro dei ragazzi, poi a dare il benvenuto è stato il Commissario straordinario, dottor Francesco Messineo. Come già per Corleone, in questa martoriata terra vi è un funzionario a fare le veci del Consiglio comunale sciolto per infiltrazione mafiosa. Il dottor Messineo è stato capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, succedendo a Piero Grasso, oggi Presidente del Senato e a noi caro. Nel suo saluto ai cittadini, ai ragazzi e alle ragazze e si è soffermato a rievocare vicende di cui è stato testimone: ha ricordato il giudice Caponnetto, capo del pool antimafia, il maxi processo che portò alla sbarra, per la prima volta in Italia, circa quattrocento mafiosi fra cui Provenzano e Riina, e altri uomini coraggiosi che hanno dato la vita per il nostro Paese: i giudici Gaetano Costa e Rocco Chinnici.

Subito dopo ha preso la parola la Dirigente scolastica, Maria Luisa Simanella, che ha prima presentato le sue insegnanti e i suoi ragazzi, poi si è soffermata a parlare di formazione, del ruolo della scuola e della disciplina Cittadinanza e Costituzione, così decisiva anche per la Fondazione.

Nuovamente, per allietare la serata e trasformarla in un momento di festa, è stato il coro dei ragazzi Do-Re-Mi, mentre i loro compagni e compagne dietro le quinte facevano le prove della presentazione del proprio progetto: Città pulita. Con l’ausilio di slide hanno messo in evidenza il degrado e lo sporco diffuso in tutto la loro città, testimonianze inequivoche che i ragazzi non vogliono più vedere e, poi, con l’aiuto delle tecnologie hanno ridisegnato la propria città, sovrapponendo i propri disegni dei luoghi simbolo della città, compreso gli splendidi monumenti di Selinunte, alle immagini usuali, trasformandole in luoghi colorati pieni di verde, di fiori. Panchine e pulizia abbelliscono e rendono gradevole tutta la città, trasformano il loro sogno e fanno vedere una città bella da presentare ai cittadini e ai turisti che visitano la loro terra.

Sono passati poi  alla presentazione del loro progetto con un filmato dove è racchiusa in sintesi la città che vogliono: una città con la raccolta differenziata dei rifiuti ma anche uno spazio con meno  rifiuti e dove si riutilizzano i materiali di scarto e i rifiuti stessi.

Loro stessi hanno offerto un bell’esempio di tutto ciò con l’addobbo del teatro con fiori realizzati con materiali di scarto e con strumenti musicali, chitarre e batterie, fatti con pezzi di plastica, strumenti perfettamente funzionanti, come hanno fatto vedere suonando e interpretando una canzone.

Con questo loro lavoro hanno voluto sensibilizzare i genitori presenti a salvaguardare la propria città e i luoghi in cui vivono, a tenere pulita la città, compito per il quale ciascuno e ciascuna sono responsabili e impegnati a dare il buon esempio.

Poi ha preso la parola l’assessore Vincenzo Chiofalo. Insieme al tecnico dell’amministrazione che si occupa del tema dei rifiuti ha risposto alle tante domande dei ragazzi e delle ragazze. Ha assicurato che entro due mesi prenderà il via la raccolta differenziata, mentre ha espresso dubbi relativamente alla questione del randagismo perché l’amministrazione si è impegnata a contrastarlo con campagne di sterilizzazione e con un’anagrafe, ma lui sospetta che alcuni dei randagi giungano dai comuni vicini, non attrezzati a contenere il fenomeno come a Castelvetrano.

Non vi sono state risposte alle sollecitazioni relative al degrado e alla sporcizia nelle strade e nelle piazze, crediamo perché l’assessore pensa che la soluzione al problema possa ipotizzarsi con la raccolta differenziata. Le giovanissime sentinelle di Castelvetrano vigileranno perché le soluzioni prospettate siano effettivamente realizzate.

Prima di concludere abbiamo rinnovato l’appello a sottoscrivere la mozione per un’efficace lotta alla mafia, alla corruzione e all’evasione fiscale che abbiamo riproposto in ciascuno degli appuntamenti di febbraio e marzo. Siamo lieti che il Comune di Minucciano, dopo averlo promesso lo scorso 28 febbraio, abbia scelto con il voto del proprio Consiglio comunale, di condividere questo impegno con la Fondazione e con gli altri Comuni che l’hanno sottoscritta.

Per soddisfare la richiesta di tutti gli altri Comuni che hanno dichiarato di non averla ricevuta, troveranno in basso insieme al link per scaricare le foto anche quello per scaricare la mozione.

In conclusione abbiamo dato appuntamento ai giovanissimi e agli amministratori il prossimo 28 aprile presso il teatro Politeama di Palermo, ospiti della Regione Siciliana che interverrà alla Conferenza finale con il presidente, Rosario Crocetta.

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Responsabile Nazionale Progetto Scuola

venerdì 17 marzo 2017

Giovani sentinelle crescono. Da Corleone a Verona


Martedì 14 marzo secondo appuntamento in Sicilia con le giovani sentinelle di Corleone. Nell'Aula Magna dell'Istituto Don Colletto protagonisti sono i ragazzi e le ragazze della Direzione Didattica Finocchiaro Aprile e della Scuola secondaria di primo grado Vasi. Ad accoglierli il Commissario straordinario Giovanna Termini, nominata dal Presidente della Repubblica dopo lo scioglimento del Comune di Corleone per mafia. Nel suo saluto ai giovani si è soffermata ad illustrare il proprio ruolo e le competenze a seguito della decisione di sciogliere il Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. A proporre lo scioglimento è il Ministro dell’Interno dopo che il Consiglio dei Ministri ha deliberato in tal senso quando emergono elementi concreti, univoci e rilevanti su collegamenti diretti o indiretti degli amministratori locali con la criminalità organizzata o su forme di condizionamento degli amministratori stessi, che compromettono la libera determinazione degli organi elettivi e amministrativi e il buon andamento delle amministrazioni. Compito del Commissario è amministrare la comunità fino a nuove elezioni. Ha proseguito osservando quanto sia difficile per un prefetto rappresentare le istituzioni senza essere espressione della comunità, senza avere avuto il consenso di cittadini e cittadine.

Ha preso poi la parola Natalia Scalise, Dirigente scolastica dell’istituto Don Colletto, che ha espresso il desiderio condiviso con alcune insegnanti di partecipare il prossimo anno al progetto Giovani sentinelle della legalità.

Nell’introdurre i lavori la Fondazione ha illustrato in maniera dettagliata l’articolazione del progetto, soffermandosi in particolare sul significato di ogni incontro, indicandone tempi e finalità, e sul senso complessivo dell’educare alla cittadinanza e al rispetto delle regole.

A facilitare questo compito vi sono i lavori che gli stessi ragazzi di Corleone hanno fatto in questi anni. Sin dal loro primo intervento con  la canzone Adesso basta  i giovani corleonesi hanno fatto una scelta senza mediazioni o tentennamenti: basta con la mafia, basta con l'omertà. La platea ha sottolineato quanto condividesse tali intendimenti con gli applausi e l'entusiasmo ha travolto tutti rafforzando i sentimenti di resistenza, di riscatto dall’oppressione mafiosa e di speranza in un futuro migliore per questa terra.

Abbiamo ricordato a tutti i presenti che compagni e compagne più grandi avevano interpretato la stessa canzone due anni prima, nella sala del Consiglio comunale, nello stesso luogo che occupavano, un tempo, amici e conniventi dei mafiosi, certi dell’impunità e della paura di uomini e donne di Corleone. Ragazze e ragazzi non ci stanno, non vogliono cedere ai ricatti e alle prepotenze, alla paura e all’omertà e, cantando, si ribellano a difendere la propria dignità. In quella occasione avevamo chiesto a giornali e televisioni di dare spazio alla voce di studenti e studentesse, ma la risposta era stata il silenzio. Giornalisti e commentatori avevano preferito dilungarsi sulla singolare attività di Angelo Provenzano, figlio di Bernardo, come guida turistica sui luoghi di mafia per turisti annoiati e alla ricerca di emozioni forti, come quelle che si provano guardando un film! Né da meno era stata la RAI, anch’essa invitata a dare spazio all’evento, che aveva scelto invece di dare voce al figlio di Totò Riina, che raccontava solo la dimensione familiare e intima del padre dagli studi di Porta a Porta!

Il bell’incontro di martedì 14 marzo ci incoraggia e ci auguriamo che il presidente della Regione Siciliana presente all'evento inviti giornali e televisioni il prossimo 28 aprile, data del terzo appuntamento, quando i ragazzi delle scuole di Sicilia illustreranno i rispettivi progetti e discuteranno dei temi da loro sollevati, confrontandosi e dibattendo, avanzando proposte e ascoltando suggerimenti con tutti coloro che governano la cosa pubblica in nome della trasparenza e della legalità. Al Teatro Politeama ragazzi e ragazze vorranno cantare  Adesso basta e Io sono Corleonese per dare voce alle loro aspirazioni migliori.

Col titolo Vivere la legalità studenti e studentesse della Direzione Didattica Finocchiaro Aprile  hanno voluto raccontare la storia dei Fasci siciliani per giungere alla promozione dei prodotti che provengono dalle terre confiscate, sottolineando il loro impegno a sostenere chi lavora quelle terre: la cooperativa Lavoro e non Solo o i produttori dell’associazione Fior di Corleone.

Hanno poi preso la parola quelli della scuola media Vasi che in modo più approfondito si è occupata di Alimentazione e difesa della salute: le varie fasi produttive del grano e del pomodoro, la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti della loro terra, hanno studiato la filiera  del grano di Tumminia, del pomodoro per approdare ad un prototipo di mercato equo e solidale.

La serata  è stata ricca di emozioni per i ragazzi che hanno ascoltato la testimonianza di Giuseppe Vitale, agente di scorta di Antonino Caponnetto, poi sovrintendente alla Direzione investigativa antimafia, impegnato nella lotta alla mafie e nella ricerca di super latitanti.

Altre emozioni ha regalato l’intervento di Angelo Corbo, agente di scorta di Giovanni Falcone e sopravvissuto alla strage di Capaci.

Infine, a ripagare l’impegno della Fondazione, le parole di un’insegnante, la sua dichiarazione di essere orgogliosa di aver realizzato il progetto, di parlare di legalità con i suoi alunni e seminare nei loro cuori un piccolo seme che col tempo darà i suoi frutti.

In ultimo, Pippo Cipriani, ex sindaco di Corleone e oggi rappresentante delle Cooperative Fiore di Corleone e Lavoro e non Solo. Ha ricordato il contributo e il sostegno di Antonino Caponnetto alle cooperative che lavorano le terre confiscate, il suo incoraggiamento e la sua vicinanza a quei giovani, stretti fra le minacce della mafia e il silenzio dei propri cittadini. Ma grazie ai tanti ragazzi e ragazze della Toscana e della stessa Sicilia e di tante altre parti d’Italia ha preso il via quel processo lento di riscatto in grado di trasformare Corleone da terra di mafia in terra di Antimafia.

Anche per loro ci siamo dati appuntamento per venerdì 28 aprile.

Verona

Grazie ai finanziamenti ai progetti per l’educazione alla legalità della Regione Veneto di cui beneficerà anche la Fondazione Caponnetto, martedì 14 marzo hanno esordito le giovani sentinelle dell’IPSIA Giorgi di Verona. I ragazzi della seconda classe, incuriositi e  partecipi ci hanno accolto nell’aula laboratorio per il primo appuntamento del progetto. Con i propri insegnanti avevano approfondito la conoscenza del giudice Antonino Caponnetto e dopo aver visto un breve filmato che racconta la vicenda del giudice abbiamo approfondito i temi della mafia e dell’enorme potere che le deriva dalle attività criminose, del riciclaggio del denaro sporco e dell’ingresso nell’economia legale con tutti gli effetti distorsivi sulle nostre libertà e sulla qualità della nostra democrazia.

Da qui la sfida lanciata loro dalla Fondazione di essere cittadini attivi e responsabili. Li abbiamo invitati a guardarsi attorno e a scegliere un tema particolarmente interessante per loro, studiarlo e approfondirlo per poi fare esperienza del confronto e della discussione pubblica con chi ha il governo della cosa pubblica nella loro città.

I ragazzi hanno manifestato tutta la loro disponibilità e hanno le idee chiare circa il tema del loro progetto, avendone già discusso in classe.

Tutti indizi che fanno ben sperare e fiduciosi ci siamo dati appuntamento per giovedì 27 aprile quando saranno ospiti dell’amministrazione comunale della città. Con le altre scuole del Veneto, parteciperanno poi, in maggio, alla Conferenza finale dove contribuiranno con il loro progetto ad arricchire il confronto con parlamentari ed esperti per fare esperienza di cittadinanza attiva.

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Responsabile Nazionale Progetto Scuola

giovedì 16 marzo 2017

Incontro delle giovani sentinelle di Capaci

Lunedì 13 marzo le sentinelle della legalità sbarcano in Sicilia: prima tappa a Capaci per il secondo degli appuntamenti che vedono coinvolti ragazzi e ragazze della Direzione Didattica Alcide De Gasperi della città. I beni comuni e la riqualificazione della villa Principessa Mafalda di Savoia sono i temi di cui si sono già occupati lo scorso anno e che hanno deciso di riproporre perché vogliono seguire con attenzione gli sviluppi dei lavori. È proprio nella villa si è tenuto l'incontro a sottolineare il forte interesse e l’entusiasmo con cui le giovanissime sentinelle mostrano di essere cittadini pienamente consapevoli. Puntuali alle ore 10.00, con i loro cartelloni coloratissimi insieme alle proprie insegnanti e ad alcuni genitori, sfidando anche la pioggia, ragazzi e ragazze hanno varcato la soglia della villa. Ad attenderli  il sindaco Sebastiano Napoli, il vice sindaco e l'assessore all'istruzione Erasmo Napoli. Sul palco è il  dirigente dell'Istituto, Vito Cudia, a dare il benvenuto ai suoi giovanissimi e alle sue insegnanti. Poi ha preso la parola il sindaco che ha informato dei lavori eseguiti  in tempo record e conclusi proprio la mattina appena prima dell’inizio dell’incontro. Gli operai del Comune hanno pulito la vasca dei pesci e delle tartarughe, subito meta dei ragazzi. La potatura degli alberi, le aiuole sistemate rendono il luogo piacevole.

La Fondazione ha salutato scolari e scolare e li ha ringraziati per la loro tenacia che ha arricchito i contenuti del progetto stesso e rafforza l’impegno della Fondazione nel proseguire la battaglia contro l'illegalità, oltre ad essere da esempio per i tanti giovani coetanei e più grandi sollecitandoli a non desistere dalle battaglie che ritengono giuste, ad essere tenaci e decisi nell’esporre e argomentare le proprie proposte.

Con noi Angelo Corbo, agente della scorta di Giovanni Falcone e testimone della strage di Capaci. Da tempo è insieme alla Fondazione a raccontare a giovani e adulti perché nessuno dimentichi. Non è semplice per lui questo esercizio della memoria, tornare in questi luoghi della gioventù e ricordare quei momenti terribili del 23 maggio, eppure nel suo breve intervento, molto emozionante e appassionato tocca corde che scuotono e le parole e i gesti di tanti bambini e bambine aiutano a dissolvere tristezza e dolore. Lo convincono che è importante oggi essere qui perché il loro comportamento è segno della speranza di cancellare il marchio terribile di luogo di strage, trasformandolo con le loro azioni e con i loro comportamenti in luogo libero dalla mafia. In qualche modo avverano quella profezia di Giovanni Falcone che il cammino verso la libertà sarà intrapreso con le loro gambe.

La Fondazione ha rivolto ai genitori l’esortazione a sostenere e incoraggiare i propri ragazzi e le proprie ragazze, in questo loro compito, insieme alla scuola, con comportamenti giusti ed esempi buoni affinché crescano e apprezzino il profumo della legalità nel prendersi cura della terra in cui vivono e dei beni che appartengono a tutti.

Con le loro proposte, bambini e bambine hanno lasciato chiaramente intendere di volere i loro spazi, la loro villa, crescere e costruire insieme una buona comunità. Il diritto al gioco, allo studio, alla vita contagia tutti e la villa, grazie ai ragazzi e alle ragazze, si trasforma in uno spazio di gioco e di festa.

Vito Cudia si è improvvisato animatore della giornata, ma soprattutto ha dato valore al suo incarico di dirigente scolastico lodando i giovanissimi e le insegnanti chiamando una classe per volta ad esporre i propri lavori. Scolari e scolare, da bravi reporter, hanno raccontato le carenze e i miglioramenti della villa, ognuno di loro ha dato il suo contributo attraverso il dibattito con la propria Amministrazione disponibile al confronto, hanno posto le basi alla speranza di cambiamento.

Tanti i volontari che, con passione, hanno accettato la sfida della legalità e della cittadinanza, ma anche con loro la Fondazione ha voluto essere chiara: la buona politica non deve confondere o nascondersi sull'opera meritevole del volontariato, il lavoro deve essere ricompensato, come dice la nostra Costituzione e il volontariato deve essere supportato. Noi apprezziamo e stimiamo la fatica generosa di tanti uomini e donne volontari, ma dobbiamo ricordare che per far funzionare la cosa pubblica occorre che gli uomini e le donne lavorino e ricevano un giusto compenso per poter condurre una vita libera e dignitosa.

Con tutti abbiamo fissato il prossimo appuntamento fra poco più di un mese, venerdì 28 di aprile, augurandoci che la Regione Siciliana e il suo presidente accolgano ed ospitino i giovani cittadini e cittadine di Capaci, Corleone, Castelvetrano e Siracusa per discutere dei temi che sono stati al centro della discussione in questi incontri di marzo.

Inviteremo anche deputati e senatori eletti in Sicilia con l’auspicio che anche loro non vorranno mancare chiedendo loro di non deludere le aspettativi di tanti ragazzi e ragazze.

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Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 14 marzo 2017

Incontro con le giovani sentinelle di Castelfiorentino (FI)

Venerdì 10 marzo tocca alle giovani sentinelle del Liceo Enriques di Castelfiorentino essere protagonisti della giornata. Nella sala del Consiglio comunale ad accogliere ragazzi e ragazze è la consigliera Laura Rimi che ha la delega alla Legalità, l'assessore all'Ambiente, Gianluca D'Alessio, e il consigliere comunale, Eugenio Simoncini, in una doppia veste in quanto è anche l’insegnante di chimica.

Laura Rimi nel suo saluto ha ricordato la data del 21 marzo, Giornata della Memoria, che è ancora più importante quest'anno in quanto il Parlamento ha deliberato tale ricorrenza come giornata nazionale. Ha proseguito sottolineando che legalità è un tema che non ha colore politico e anticipando la scelta dell’amministrazione di coinvolgere i ragazzi e le ragazze, il prossimo 23 maggio, nel ricordo delle vittime della mafia con la manifestazione Gioco e legalità cui parteciperà anche l'associazione calciatori.

Nell’introdurre i lavori la Fondazione ha illustrato brevemente gli obiettivi del progetto: favorire il protagonismo dei giovani e l’impegno civile, ha voluto ricordare agli studenti le proposte dei loro compagni degli scorsi anni: gli spazi per i giovani nella struttura che ospita l’Ostello; le riflessioni e gli appelli a seguito della chiusura e del trasferimento dei padiglioni dell'ospedale della loro città con la richiesta all’Amministrazione di intervenire perché rimanesse attivo almeno il servizio di primo soccorso di codice bianco. Purtroppo le loro sollecitazioni non hanno avuto risposta e fra i giovani è forte il senso di frustrazione, come abbiamo potuto osservare in questi anni con l’esperienza delle Giovani sentinelle: Al loro impegno caparbio e puntuale, alle loro proposte e alla loro disponibilità ha corrisposto il silenzio. Abbiamo avuto esempi generosi e disinteressati di studenti e studentesse che hanno ripulito e imbiancato aule e spazi nelle scuole, e nei loro confronti vi sono lodi e apprezzamenti, ma appena i giovani hanno varcato le porte della scuola sembra vi sia un’incapacità di ascolto e di dialogo, di discussione e di confronto, le loro proposte paiono non aver alcuna attenzione e non sono degne di essere oggetto di dibattito. Di fronte alle tante sollecitazioni non bastano più le manifestazioni e gli eventi, occorre un lavoro quotidiano costante e continuo, non sono sufficienti le prese di posizioni, certo importanti e meritevoli, occorre far seguire azioni e scelte di campo nette. La Fondazione ha rinnovato anche quest’anno l’appello alle amministrazioni comunali affinché sottoscrivano la mozione che chiede un contrasto efficace e duraturo alla criminalità organizzata, alla corruzione e all’evasione fiscale, strumenti per ricostruire un costume politico e sociale giusto e strumenti per recuperare le risorse necessarie al nostro Paese e al suo futuro. Dobbiamo constatare che sono in pochi ad avere sottoscritto quella mozione, e abbiamo l’impressione che non si colga il nesso fra l’educazione alla legalità e alla cittadinanza e la mozione stessa.

Hanno preso poi la parola ragazzi e ragazze: quest’anno hanno scelto di occuparsi dell’edificio dell’ex Montecatini, dove un tempo si producevano prodotti chimici, dismesso dal lontano 1964.

Studenti e studentesse avevano preparato delle slide per raccontarne le vicende, esprimere le proprie idee ed illustrare dubbi e suggerimenti per l’uso dello spazio. Purtroppo nella sala mancava un videoproiettore, nonostante avessimo informato gli uffici comunali con cui siamo stati in contatto nell’organizzare l’incontro.

Ragazzi e ragazze con grande passione e con l’ausilio del solo computer, disponendosi in semicerchio, hanno ovviato alla mancanza e hanno presentato il loro lavoro: l'area ormai dismessa è stata acquistata dall'amministrazione comunale nel 1982 e, per il suo recupero è stato affidato l’incarico all’architetto De Carlo di redigere un progetto di recupero, a cui hanno fatto seguito altri tentativi senza però giungere a conclusione. Così l’edificio si è trasformato nel tempo in un ecomostro ingombrante con le spese di bonifica e di riqualificazione cresciute in maniera impressionante. I giovani hanno messo in rilievo con le loro ricerche e le loro osservazioni i peccati del passato: con le promesse di posti di lavoro non si è badato a come avveniva lo smaltimento delle scorie e dopo aver realizzato i propri profitti i proprietari dell’impianto hanno abbandonato l’edificio senza che nessuno li obbligasse alla bonifica e alla messa in sicurezza.

Gianluca D’Alessio ha preso la parola per dare risposte puntuali alle diverse questioni sollevate nel dibattito. La vicenda dell’ostello ha avuto un epilogo perché vi è un nuovo gestore dopo un ulteriore bando che ha previsto ancora uno spazio per i giovani. Quanto alla vicenda dell’ex edificio Montecatini ha rassicurato i giovani che non vi sono pericoli di inquinamento ma ha confermato che i tempi del risanamento e del recupero sono lunghi per i costi troppo alti che rendono insostenibile la bonifica.

Laura Rimi è intervenuta nuovamente lodando i ragazzi e le ragazze per l’impegno a tenere acceso lo spirito critico esortandoli a vigilare.

Il consigliere Eugenio Simoncini ha dichiarato di essere stato colpito in positivo dal progetto e dall’impegno di studenti e studentesse seguiti dalla loro insegnante Patrizia Salerno. Ha proposto all’Amministrazione di partecipare a tutto il Consiglio questa esperienza di cittadinanza.

Le nostre perplessità iniziali hanno lasciato spazio ad un clima di confronto e di discussione che fa ben sperare, clima che deve essere abito quotidiano per evitare che la lotta alla mafia e il bisogno di legalità sia confinato in una sola giornata di commemorazione. La disponibilità di tutti gli attori sociali: amministratori, cittadini, associazioni è una condizione essenziale per dare seguito al protagonismo giovanile senza demotivarlo e, con esso, valorizzare e dare piena cittadinanza allo spirito critico senza scambiarlo per inutile esercizio retorico.

Con questi auspici ci siamo dati appuntamento per l’8 di maggio a Firenze.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola
A Monsummano Terme, nella bella sala di villa Martini, ragazze e ragazzi di una classe dell’Istituto comprensivo Caponnetto insieme ad alcuni compagni e compagne di altre classi e membri del Consiglio comunale dei ragazzi sono stati accolti dall’assessore all’Istruzione Elena Sinimberghi

Nel suo saluto ha voluto ricordare il valore della legalità perché il rispetto delle regole è una delle condizioni essenziali per stare insieme. Ha poi preso la parola Silvia Ragionieri, studentessa della scuola media e portavoce il Consiglio comunale dei ragazzi per ricordare il lavoro svolto anche in collaborazione con l’amministrazione comunale nell’ultimo anno. Ha fatto riferimento al lavoro svolto l’anno passato sul tema dei diritti dei cittadini con particolare riguardo a quelli provenienti da Paesi lontani. La questione dell’integrazione nel rispetto reciproco e della legalità è molto sentito dai ragazzi e l’anno scorso avevano prodotto anche un bel video. Ha ricordato che da quelle riflessioni sono stati attivati dei corsi di lingua cinese e, verso la fine dell’anno scolastico, sabato 27 maggio, è prevista la Festa interculturale con giochi, musica, cucina etnica e tanto altro con il sostegno e la partecipazione di genitori, cittadini e amministrazione.

La Fondazione ha illustrato ai genitori intervenuti gli intendimenti del progetto, quello di educare alla legalità e alla cittadinanza perché, in accordo con il dettato costituzionale, la scuola è il luogo della formazione del cittadino e della cittadina per la quale il solo rispetto delle regole costituisce una sorta di prerequisito. Per questo il progetto si occupa della cura dei beni comuni, del prendersi cura  dell’altro nel senso più ampio del termine, dei temi relativi alla costituzione di luoghi di confronto e di discussione, della pratica della democrazia. Entro queste coordinate acquista senso il progetto delle giovani sentinelle di cui anche gli studenti e le studentesse di Monsummano danno prova con questa loro fatica.

Quest’anno hanno leggermente variato il loro lavoro scegliendo un tema che riguarda ciascuno e ciascuna più da vicino: Sport e retomania. Vocabolo appena approdato nella nostra lingua, tant’è vero che in alcuni dizionari online non compare ancora, indica una forma di dipendenza dalla rete per cui chi ne è vittima tende a isolarsi e ad avere difficoltà nelle relazioni con il prossimo. Per sfuggire alla solitudine del mondo virtuale hanno proposto di dare rilievo alla pratica sportiva che richiede impegno, attenzione e concentrazione, collaborazione con i compagni e le compagne, collaborazione e relazione con coetanei e adulti. Le loro riflessioni hanno preso forma con un bel video con l’intervista ad uno psicologo che illustra puntualmente tutti i rischi della rete, ad alcuni compagni e compagne che praticano o meno sport, prima di passare in rassegna lo stato di alcune strutture del proprio comune che avrebbero bisogno di interventi.

Elena Sinimberghi ha esordito facendo il punto della situazione sugli impianti oggetto di ammodernamenti o di ristrutturazioni e ha ricordato l’enorme varietà delle associazioni sportive, ben 59 a Monsummano, per ricordare il valore della pratica sportiva in termini di benessere e di qualità delle relazioni sociali. Ha proseguito osservando che l’amministrazione ha favorito la costituzione di una Polisportiva che metta insieme le società sportive per la gestione degli impianti e per un migliore coordinamento dell’offerta di opportunità delle attività per giovani e adulti. Si è soffermata anche sulla scelta di offrire delle decontribuzioni a quelle società che non fanno pagare a chi è più in difficoltà, pur riconoscendo la necessità di ulteriori strumenti per favorire la pratica sportiva a chi è più svantaggiato.

L’attività motoria richiede spazi per il gioco libero e per questo studenti e studentesse hanno inserito nel loro progetto la proposta di piazza Giusti come luogo adatto per il gioco libero, inoltre fare sport favorisce stili di vita più sani per i quali concorre anche la diffusione di piste ciclabili che incentivino l’uso della bicicletta. Da qui la richiesta di piste nuove. Una di esse è in via di definizione nel Padule, una parte del quale è compreso nel territorio del Comune di Mosummano, che è stato oggetto di un bel progetto sempre degli studenti del comprensivo Caponnetto negli anni passati. In quella occasione ragazzi e ragazze avevano sottolineato i rischi dell’inquinamento e del degrado.

La pista ciclabile potrebbe favorire un interesse maggiore da parte dei cittadini e allontanare qualcuno dei rischi adombrati dai giovani.

Il confronto vivace sulla pratica sportiva ha poi avuto un epilogo ulteriore quando la fondazione ha rilanciato il tema dell’impegno personale. La solitudine e la separazione dagli altri perché si vive nel mondo virtuale possono essere contrastate dalla pratica sportiva, ma vi è un altro aspetto del problema da non sottovalutare: l’impegno personale a ridurre il tempo in cui si è “conessi” solo col mondo virtuale, tralasciando relazioni e scambi, conversazioni e guardarsi negli occhi. In breve si è sviluppato un botta e risposta fra i giovani, la fondazione ed Elena Sinimberghi molto interessante e stimolante che avremmo voluto proseguire ancora a lungo, oltre l’ora prevista per concludere, che è indice del grande interesse di ragazzi e ragazze, delle loro preoccupazioni e della loro attenzione che, molte volte, gli adulti non colgono. Merito della scuola e delle insegnanti, le partigiane della nuova resistenza – per usare un’espressione di Antonino Caponnetto – aver fatto emergere la complessità di questi sentimenti.

Di tutto ciò avremo modo di riparlare nel pterzo appuntamento previsto a Pistoia il prossimo venerdì 12 maggio.



Il secondo degli incontri di giovedì 9 marzo si è tenuto a Bibbiena, Le giovani sentinelle dell’Istituto comprensivo sono state accolte nella sala consiliare del comune dal presidente del Consiglio Francesco Frenos. Ha salutato ragazzi e ragazze, che partecipano per la prima volta al progetto, e i genitori presenti esortandoli a seguire con attenzione questo percorso perché, negli anni, ha significato molto per la crescita e l’impegno dei giovani in difesa dei beni comuni.  Ha confermato l’impegno dell’Amministrazione ad essere al fianco dei giovani e della comunità e ha ricordato che il Comune si è occupato, in questo periodo, di mettere in sicurezza palazzi pubblici e scuole dal rischio sismico e questo lavoro può dirsi concluso così tutte le scuole possono essere al sicuro.

Hanno poi preso la parola ragazzi e ragazze che hanno intitolato il loro progetto in modo eloquente: Rimbocchiamoci le maniche, intendendo con ciò esemplificare al meglio le loro intenzioni di intervenire su alcuni aspetti del degrado del luogo in cui vivono. Con l’aiuto di un video da loro pensato e realizzato hanno messo in evidenza lo stato di un parco gioco della città, di alcuni muri imbrattati vicino alla loro stazione ferroviaria. Riprendendo il lavoro fatto dai loro compagni e compagne dello scorso anno hanno preso l’impegno di imbiancare i muri della loro scuola.

La loro passione, la loro responsabilità in difesa degli spazi di tutti ha convinto i genitori presenti ad offrire il proprio aiuto e la propria collaborazione.

Ne è sorto un dibattito ed un confronto e l’entusiasmo ha contagiato tutti: ognuno ha dato il suo contributo nel ricercare soluzioni a i diversi problemi, da quelli più spiccioli a quelli più grandi: dall'assicurazione al reperire materiali e attrezzature, alla ricerca delle risorse.

Dalla discussione sono venute fuori indicazioni relative alle scadenze, al coinvolgimento sempre maggiore di cittadini e come far crescere la consapevolezza di quanto sia importante  l’educazione al rispetto dei beni comuni.

La serata è scorsa veloce ma con la convinzione che un altro seme è stato piantato e forti dell’entusiasmo di giovani e adulti ci siamo dati appuntamento al 15 di maggio in provincia ad Arezzo dove con i ragazzi e le ragazze del Liceo Piero della Francesca della città saranno protagonisti del confronto con alcuni amministratori della Regione Toscana eletti nell’aretino.

Giovani e adulti  sono consapevoli dell’importanza di questo percorso a tappe che consente di scoprire il valore della cittadinanza e il protagonismo dei giovani in modo che possano contribuire ad un cambiamento reale dei territori in cui vivono.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola