Giovani sentinelle

venerdì 19 aprile 2019

Incontro con le giovani sentinelle viterbese

Lunedì 1 aprile appuntamento con le giovani sentinelle dell’Istituto comprensivo Vanni di Viterbo. 

Studenti e studentesse delle classi seconde con la referente del progetto, Patrizia Gianolio, le altre sue colleghe, Monia Carloni, Cinzia Citro, Annunziata Bartoccini, Sandra Moscatelli e Simonetta Angeli, e la dirigente scolastica, Fiorella Crocoli, sono stati accolti dal sindaco, Giovanni Arena, e dall’assessore all’Istruzione, Elpidio Micci, nella bella sala consiliare dalle pareti affrescate.

Nel suo saluto ai giovani e al gruppo di genitori che ha partecipato all’incontro il sindaco ha ringraziato i giovani per l’impegno e la cura mostrata nei propri lavori, come era testimoniato dai cartelloni che hanno installato nelle prime file di sedie della sala, e ha ricordato loro quanto sia importante conoscere diritti e doveri per i cittadini e che questo sia compito della scuola. 

Analogamente si è espresso l’assessore Micci nel suo brevissimo saluto.

La fondazione ha voluto ricordare l’impegno di Antonino Caponnetto, prima quello professionale con il maxi processo alla mafia poi quello dell’ultima parte della sua vita a testimoniare il lavoro dei magistrati e a sollecitare giovani e adulti alla cultura delle regole e alla responsabilità civica. 

Da quell’impegno che la fondazione ha ereditato ha origine questo nostro percorso delle giovani sentinelle, percorso che intende favorire il protagonismo giovanile grazie al quale studenti e studentesse sperimentano cosa è la cittadinanza attiva e responsabile con l’occuparsi, studiando e approfondendo, lavorando insieme guidati dalle proprie insegnanti ed elaborando proposte, individuando temi di rilevanza pubblica e assumendo impegni.
Il lavoro di ragazzi e ragazze ha bisogno di interlocuzione e confronto, di ascolto e proposta, di sollecitazioni e suggerimenti. A questo compito sono attesi sindaci e assessori ai quali chiediamo di accogliere i giovani e dibattere con loro.

Ragazzi e ragazze divisi in gruppi hanno preso subito la parola per illustrare tutto il lavoro svolto a scuola: rispetto dell’ambiente in cui vivono, per questo chiedono di fare la raccolta differenziata a scuola, e questa richiesta analoga a quella in tante altre scuole è la migliore testimonianza di quanto siano attenti e responsabili. Altri hanno posto l’attenzione sugli spazi a scuola: la palestra è talvolta impraticabile per il formarsi della condensa; mancano le prese per la classe digitale; sarebbero necessari degli armadietti nuovi dove riporre i propri materiali: libri, quaderni; vorrebbero avere felpe e magliette con il nome della scuola a sottolineare un senso di appartenenza; sarebbe necessario recuperare l’anfiteatro, uno spazio per tanti usi; amerebbero fare lezione all’aperto nella bella stagione e in laboratorio perché sarebbe più interessante; delle classi avrebbero bisogno di essere ristrutturate e ci sarebbe bisogno di un bagno nuovo per le ragazze.


In breve non solo un elenco di richieste e necessità, ma un percorso ragionato di interventi, alcuni che non necessitano impiego di risorse, altre delle risorse limitate. Tale percorso ragionato è un’idea di scuola con gli occhi dei suoi abitanti e alle proposte dei giovani ha risposto l’assessore Micci.


Li ha ringraziati del lavoro svolto e ha riconosciuto che alcune delle proposte fatte dai ragazzi e dalle ragazze hanno ragioni valide che richiedono però la ricerca di risorse. Il bagno per le ragazze è una necessità e si potrà lavorare soltanto durante l’estate quando la scuola è chiusa. Si è però impegnato a d intervenire per alcune delle proposte, ricordando che alcune, come la raccolta differenziata, sono parte del programma dell’amministrazione, e ha dato appuntamento ai giovani di rivedersi per poter continuare il dialogo.


E il dialogo è stato uno degli aspetti sottolineati dalla dirigente scolastica nei suoi interventi, in apertura e chiusura dell’incontro, apprezzando l’impegno di ragazzi e ragazze.


In chiusura la fondazione ha tenuto a ribadire che il progetto prosegue con il terzo appuntamento in maggio e ha ringraziato tutti per il confronto e per la bella esperienza auspicando che il filo del discorso avviato prosegua e dia buoni frutti.


Sergio Tamborrino e Claudio Gherardini

giovedì 18 aprile 2019

Con Messina, Tremestieri e Acireale si concludono i secondi incontri delle giovani sentinelle in terra di Sicilia


Venerdi 29 marzo si sono tenuti gli ultimi tre incontri con gli amministratori locali delle giovani sentinelle siciliane.

In mattinata, a Messina, ad essere protagonisti nel bell'Istituto Cristo Re, sono studenti e studentesse dell'Istituto comprensivo Gravitelli Paino. La referente, Agata Bonfiglio, la Dirigente scolastica, Concetta Quattrocchi, la Vicaria e il gruppo di insegnanti della primaria Cristo Re, della secondaria Annibale Maria di Francia e della Mario Passamonte. 
Il tema scelto da giovani e giovanissimi e condiviso: Un Mondo senza barriere. 
 
Come per Castelvetrano e in tanti istituti d'Italia la scuola mette insieme Arte, Musica, Teatro, Cultura e ne fa bellezza, amore. Oggi è una giornata speciale, si vede, si sente! Bambini e bambine e ragazzi e ragazze appena più grandi sono pronti, salgono sul palco: sono loro gli attori a rappresentare il meglio del nostro Paese. Mettono in scena quello che la scuola ha loro insegnato. 
 
Tanti cartelloni colorati, tante le frasi, tanti muri da abbattere. Non armano la gente per sentirsi sicuri, una citazione lo dichiara: Distruggendo quei muri, ci sentiremo più sicuri; Piccoli gesti che fanno accoglienza; Costruiamo un Mondo di rispetto, legalità, integrazione, giustizia.

Una frase di Martin Luter King: Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l'arte di vivere come fratelli.

Un'altra di Nelson Mandela: La pace è un sogno, può diventare realtà... Ma per costruirla bisogna essere capaci di sognare.

Contro il bullismo, il loro diniego lo hanno fatto attraverso il ballo e una canzone rap, e ancora… poesie, testimonianze. 
 
Tutto era perfetto ma ... a Messina i ciuchi hanno parlato ma i cavalli razza non c'erano! 
Viene in mente l'incontro alla Sapienza di Roma con Paolo Borsellino: arriva il ministro di turno che voleva parlare per primo perché aveva un altro impegno! Dopo il suo intervento, sta per andare via quando Paolo Borsellino prende il microfono e dice: «ora che i cavalli di razza hanno parlato, parliamo noi ciuchi!». Il ministro si girò, capì di aver sbagliato, si sedette e ascoltò gli oratori.

A Messina il Comune non c'era! L'assessore all’Istruzione, Roberto Trimarchi, non c'era. È arrivato 10 minuti prima della conclusione! Per un saluto!

Non sono valse le numerose email, le ripetute telefonate con il suo Ufficio e direttamente con lui, già da ottobre con l’invio del progetto, le linee guida, i protocolli d'Intesa MIUR e ANCI, l'intento di avvicinare i giovani alle Istituzioni, di ospitare i propri giovani cittadini e confrontarsi attraverso il dialogo sui temi che stanno a cuore ai giovani. Niente!

Prima la proposta di ospitare in una delle sale del Palacultura i propri giovani, gratuitamente la mattina a pagamento nel pomeriggio, come se la cittadinanza e la democrazia avessero un tariffario. Poi, nonostante l'assessore fosse a conoscenza che tutor del progetto è la Fondazione, che i rapporti con le istituzioni li tiene la Fondazione, abbiamo appreso che Roberto Trimarchi ha contattato la scuola perché la stessa si impegnasse a ricercare una sala per l’incontro. Visto l’impegno e la passione che la scuola e i ragazzi e le ragazze avevano mostrato nello studio, nell’approfondimento e nella definizione delle loro proposte avevamo messo da parte ogni rimostranza e ogni contrarietà per il comportamento dell’assessore con la speranza che questo secondo incontro avrebbe favorito il confronto e il dialogo. 

Ma così non è stato! All’arrivo dell’assessore, all’ultimo minuto, c’è stato un accenno di interruzione della proiezione del power point dei giovani per far fare il saluto e lo avremmo ascoltato se fosse stato paziente a prestare attenzione alle proposte della Fondazione, ma  il diniego da parte nostra e la richiesta di attendere l’intendimento e l’obiettivo del progetto hanno forse indispettito Roberto Trimarchi che è andato via.

Le giovani sentinelle messinesi si meritavano un finale diverso, ma il costume civico di un amministratore che si nega al confronto e alla discussione pubblica significa che abbiamo perso tutti, e non solo quell’amministratore, abbiamo perso una fetta della nostra democrazia.

La Fondazione ha ereditato dal suo fondatore l’intransigenza nei principi e nei comportamenti educati e rispettosi, ma anche il compito di non deludere le aspettative dei giovani e a non chiudere al dialogo. Per questo motivo la proposta che non siamo riusciti a fare al termine dell’incontro la riproporremo con i giovani e i giovanissimi delle tre scuole al sindaco di Messina che lo è anche della Città metropolitana che ci auguriamo ospiterà i propri giovani cittadini e offrirà loro un dialogo e un confronto aperto e trasparente in occasione del terzo appuntamento il prossimo giovedì 9 maggio. 

Sempre in mattinata, l’altro impegno a Tremestieri Etneo, altro comune nelle vicinanze del vulcano.

Anche qui contatti lunghi e ripetuti con gli uffici comunali per avere la disponibilità di una sala e la partecipazione del sindaco o di un assessore all’incontro con i giovani della scuola media inferiore Raffaello Sanzio. All’impossibilità di essere ospitati avevamo ovviato chiedendo ospitalità alla scuola. Speravamo che il sindaco Santi Rando o uno dei suoi delegati sarebbe intervenuto nonostante il silenzio in risposta ai nostri appelli. Quando siamo arrivati a scuola abbiamo trovato ragazzi e ragazze pronti con i loro fogli, le penne, le chiavi USB con i power point ma del sindaco Santi Rando e degli altri esponenti dell’amministrazione comunale nessuna traccia.

Nel corso degli anni abbiamo incontrato tanti amministratori locali, alcuni reticenti o insinceri, altri disinteressati e insofferenti, la maggioranza – fortunatamente – ha ascoltato i propri cittadini e cittadine. Non avevamo mai avuto un’esperienza come quella Tremestieri Etneo perché mancare un appuntamento con i propri cittadini e segno di mancato rispetto, non solo di cattiva educazione istituzionale. 

Se poi aggiungiamo che alla richiesta di incontro di cittadini e di cittadine non si da risposta alcuna allora il comportamento è ancora più grave: vuol dire che non vi è alcuna considerazione dei propri cittadini e cittadine, delle loro richieste, del confronto e della discussione con loro. Nonostante il disappunto ragazzi e ragazze ci hanno raccontato il loro progetto Bullismo e prevaricazione e lo hanno fatto riempiendo la sala di immagini, di parole, di testimonianze di chi è stato vittima di bullismo e ha dovuto soffrire prima di reagire e, infine, con la “terribile arma” della poesia. Sono due le scuole, in Toscana e in Sicilia che hanno fatto ricorso a questo linguaggio a testimoniare la vivacità e la ricchezza di linguaggi dei giovani, le mille risorse della scuola pubblica, il lavoro silenzioso e preziosissimo di quell’esercito di maestri e maestre che sconfiggerà la mafia, per dirla con Gesualdo Bufalino.

Dopo aver ascoltato i giovani abbiamo ribadito che non li abbandoneremo e continueremo ad esigere che gli amministratori li ascoltino e si confrontino con loro e lo faremo di nuovo in occasione del terzo appuntamento, quando saranno ospiti della Città metropolitana il prossimo 10 maggio.

Completamente differente il clima dell’appuntamento pomeridiano ad Acireale, quando ragazzi e ragazze dell'Istituto comprensivo Galileo Galilei, insieme a loro Dirigente scolastico, Orazio Barbagallo e alla referente, Giuseppa Santangelo  con i suoi colleghi sono stati accolti nell'antisala consiliare del Palazzo di Città a dall'assessora Palmira Fraschilla. Il tema scelto dai giovani  La nostra scuola dal quartiere a polo scolastico e la sicurezza.

Dopo il saluto del sindaco, Stefano Alì, che ha dovuto lasciare l’incontro per un altro impegno, la Fondazione ha introdotto i lavori veri e propri ricordando Antonino Caponnetto e la sua opera di magistrato prima e poi di testimone a favore della cultura delle regole e della cittadinanza. Quel suo lascito è passato alla Fondazione che prosegue l’impegno del giudice con questo progetto e sollecita ragazzi e ragazze al protagonismo e con esso ad essere cittadini attivi e responsabili, attenti e pieni di cura per le proprie città, per i luoghi dove vivono, per le questioni che riguardano tutti.

Poi Marta ha aperto le danze ricordando la propria città di Acireale, poi il proprio quartiere e via via tutte gli edifici importanti e la crescita demografica. Il quartiere è divenuto il polo scolastico della città e la loro scuola si affaccia sulla piazza. La palestra non è ancora agibile e il polo scolastico ha un numero alto di studenti e, all’ingresso e all’uscita, il traffico è caotico. In breve la situazione stradale e la sicurezza richiedono un incontro con i Vigili urbani per conoscere le regole, per muoversi in sicurezza. Le regole sono da coltivare ogni giorno e si può parlare di legalità anche con la lingua della poesia. Hanno proseguito soffermandosi sulla città del carnevale che potrebbe essere migliorata, aperta tutto l'anno, e hanno rievocato la figura di Giovanni Coco, carrista, e con lui la necessità di valorizzare il lavoro dei carristi e una poesia ai carri ha chiuso la presentazione.

I bambini e le bambine con i loro cartelloni coloratissimi che hanno sostenuto a turno per tutta la durata dell’incontro ha richiesto una maggiore manutenzione della scuola: porte, vetrate; e una più puntuale presenza delle istituzioni con un presidio dei Vigili urbani, hanno sottolineato i problemi della viabilità: rotatoria, parcheggi, le buche stradali. Hanno ripreso il tema del carnevale con la proposta di un museo dei carristi con laboratori della cartapesta che costituirebbero un'opportunità per loro.

Ma io che cosa posso fare? - si sono chiesti e hanno proposto di coinvolgere nonni e genitori in questo percorso, piccoli cambiamenti che possono diventare  motore per modificare comportamenti e abitudini.

Palmira Fraschilla ha riconosciuto che le richieste sono legittime ma non hanno sempre risposte. 
 
L'illegalità è diffusa ma spesso gli adulti non sono un buon esempio. È allora necessaria un'opera di integrazione, chiedendo aiuto ai cittadini, ma l’amministrazione è pienamente disponibile al confronto e alla discussione. Dobbiamo serrare le fila di questa alleanza perché l’illegalità si ciba di indifferenza, della paura e dell’isolamento dei cittadini e delle istituzioni. Ci sono tanti esempi di inciviltà da contrastare con l'esempio  e il rispetto producendo un nuovo circolo virtuoso.

Angelo Corbo, in silenzio fino alla fine, ha raccontato brevemente la sua vicenda di agente di scorta e ha ricordato la sua esperienza di studente che lo ha indirizzato sulla via giusta.
E le sue parole sull’importanza della scuola, sugli insegnanti sono state le migliori per chiudere il pomeriggio e la serie di incontri con studenti e studentesse di tante scuole di Sicilia.
Con quelli di Acireale l’appuntamento è per il prossimo 10 maggio.


Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino e Christian Petrina

martedì 16 aprile 2019

Giovedì 28 Marzo 4 incontri: tutti in sicilia


Seguono senza sosta e a ritmo incalzante gli incontri delle giovani sentinelle siciliane. In contemporanea due la mattina a Bronte e Viagrande e due nel pomeriggio a Barcellona Pozzo di Gotto e a Mascalucia.

Nella Pinacoteca del Comune di Bronte sono le sentinelle dell'IIS Benedetto Radice con il loro tema: Tutela di alcuni luoghi di interesse storico per la rivalutazione e la sostenibilità del proprio territorio

Con loro la Dirigente scolastica, Maria Pia Calanna e la referente Venera Sgroi. Ad accoglierli è stato il vice sindaco, Gaetano Messina, che è anche insegnante dell'Istituto. Con lui anche l'assessore alle Attività produttive e Gestione del patrimonio storico culturale, Giuseppe Di Mulo, presenza molto apprezzata visto che il tema del confronto sono proprio i beni storici. 

Ragazzi e ragazze, divisi in gruppi hanno presentato il progetto con l'ausilio di un power point e con un filmato realizzato da loro. Un gruppo ha fatto un excursus sulla storia di Bronte, un altro si è concentrato sui palazzi e i monumenti, mettendo in rilievo lo stato di degrado in cui versano. Sono passati poi ad analizzare i luoghi frequentati dai giovani durante la sera, anch'essi in pessime condizioni. Intorno a corso Umberto, le stradine che portano a scalinate fatiscenti o monumenti in completo abbandono. La proposta che hanno fatto all'amministrazione è di riqualificare il centro storico con interventi mirati soprattutto ai luoghi di ritrovo che sono anche luoghi di richiamo turistico. 

Nel suo intervento l'assessore Di Mulo ha fatto notare gli sforzi dell'Amministrazione riguardo la conservazione e il recupero del patrimonio culturale, ma le finanze del Comune non bastano. Il vice sindaco, Gaetano Messina, ha spronato i ragazzi alla collaborazione coinvolgendoli con una proposta contro l'abbandono dei rifiuti. Fare una compagna di sensibilizzazione, ma spronare i giovani ad essere vigili e attenti coinvolgendo anche altri giovani a denunciare chi abbandona i rifiuti. Il Comune quest'anno ha guadagnato 400.000 euro dalla differenziata mentre l'utile poteva essere molto più alto se non avesse inciso negativamente l'indifferenziata. La causa è dovuta soprattutto ai rifiuti abbandonati che vanno a finire tutti nell’indifferenziato. 
 
Ha aggiunto: «se attraverso la campagna si riuscirà ad abbassare la percentuale dell'indifferenziata i proventi andranno nel recupero dei luoghi del centro storico, luoghi che saranno indicati e scelti dai giovani». La Fondazione ha proposto che il vice sindaco e l’assessore portino in consiglio la proposte e che si costruisca un tavolo per dare seguito al programma condiviso.

Atteso l'intervento Angelo Corbo la cui presenza avevano letto nel calendario. Ragazzi in silenzio si sono raccolti intorno a lui seguendo il suo racconto con attenzione ed Angelo non si è sottratto a spronarli a continuare nell'impegno civile e a far camminare le idee di Giovanni Falcone con le loro azioni.

A Viagrande, sempre in mattinata ci siamo ritrovati con ragazzi e ragazze della scuola media e i bambini e le bambine della scuola primaria dell’Istituto comprensivo G. Verga. Nella sala consiliare del comune etneo siamo stati accolti dal sindaco, Francesco Leonardi, dal vicesindaco, Mauro Licciardello, e dall’assessora alla Scuola, Rosanna Cristaldi. All’incontro ha partecipato pure il comandante della locale Stazione dei carabinieri, Saverio Girardi. 

Insieme a giovani e giovanissimi la Dirigente scolastica, Agata Patrizia Nicolini, la referente,  Serena Marino, e le sue colleghe della scuola media e della scuola primaria. Con la fondazione il nostro referente per Catania, Christian Petrina.

Il sindaco ha salutato ragazze e ragazzi, grandi e piccoli, e ha ringraziato la fondazione di aver offerto, con il percorso educativo, un’opportunità di riflettere e agire contro lusinghe e facili scorciatoie perché condivide l’impegno alla formazione del cittadino nel segno della legalità. In modo analogo anche la Dirigente scolastica ha voluto sottolineare l’importanza del compito della scuola nel preparare i giovani ad essere uomini e donne rispettosi delle norme e cittadini attenti. Serena Marino ha introdotto brevemente il lavoro dei giovani ringraziando della collaborazione le colleghe e ha sottolineato quanto sia stato importante il raccordo fra quelli della primaria e i più grandi della scuola media.

Ci sono poi stati i saluti di benvenuto di Rosanna Cristaldi e della responsabile dell’ufficio Istruzione del Comune.

La fondazione ha introdotto i lavori veri e propri riprendendo le linee guida del progetto e illustrandole ad amministratori e al piccolo gruppo di genitori presenti. Dall’impegno di Antonino Caponnetto preso con il giuramento solenne in morte di Paolo Borsellino abbiamo ereditato il compito di promuovere il protagonismo dei giovani e lo abbiamo fatto con questo progetto di educazione alla legalità e alla cittadinanza che prevede, fra febbraio e marzo, un’esperienza con un dibattito e un confronto con chi governa la cosa pubblica a livello locale. In questo modo giovani e giovanissimi sperimentano come affrontare un tema di interesse pubblico, come se ne dibatte, gli argomenti da sostenere e quelli cui controbattere e, in questo modo si rafforza il costume della partecipazione, del confronto, della discussione libera, della responsabilità, della democrazia.

Poi hanno preso la parola giovani e giovanissimi che hanno scelto come tema il bullismo e il cyber bullismo, scelta condivisa ed esperienza istruttiva anche per i docenti – per rompere il muro del silenzio hanno detto - perché in questo modo è possibile costruire dei ponti, anche in considerazione dell’isolamento provocato dall’uso dei social. 

Per contrastarlo i giovanissimi fanno appello all’amicizia, sentimento che lega gli individui e contribuisce alla fiducia reciproca. Bambini e bambine hanno usato linguaggi diversi, fumetti e cortometraggio, poi anche quello della poesia per ragionare del bullismo ed è stato sorprendente scoprire che due scuole lontane geograficamente, a Viagrande e a San Lorenzo alle Corti, il linguaggio poetico è servito a “svitare” il bullone, per parafrasare la felice immagine che fa da titolo di uno dei progetti. Per la fondazione è stato un bel segnale e vorremmo che questi testi fossero inseriti in una sezione del sito delle giovani sentinelle, proprio a testimoniare che è possibile fare tanto anche con arguzia e bello stile contro il bullismo e rendere pubblici i testi è segno della ricchezza della scuola.

I più grandi hanno affrontato la questione con altri strumenti, loro hanno fatto ricorso al linguaggio teatrale per dare corpo ai fantasmi, alle paure del bullismo, di chi è vittima, sollecitando ciascuno all’attenzione e a cogliere anche il più piccolo segnale di disagio. Ed è stato molto bello ed emozionante vedere nell’aula consiliare, bella ed austera, una studentessa indossare una maschera e recitare e poi ascoltare l’invito a trasformare le maschere dei bulli in occasione di divertimento, svago, gioco, ballo.

E che questo del bullismo sia un problema molto serio lo ha ribadito anche Christian Petrina, avvocato e referente della fondazione a Catania che si occupa di bullismo e cyber bullismo. Ha ricordato la legge 71 del 2017 perché cerca di inserire il cyber bullo in un circuito non penale con lo strumento dell'ammonizione del Questore, uno strumento persuasivo nei confronti del minore che vuol fare leva anche sull’impegno dei genitori ad intervenire prima che taluni comportamenti scivolino verso veri e propri reati.

Il sindaco e gli altri amministratori presenti hanno apprezzato il lavoro e hanno sollecitato i giovani a proseguire, si sono dichiarati molto interessati all’esperienza e hanno manifestato la propria disponibilità a proseguire nel dialogo.

La bella mattinata si è conclusa dandoci appuntamento a Catania, ospiti della città metropolitana, per l’incontro con tutte le altre scuole della provincia.

Nel pomeriggio, uno dei due appuntamenti è stato a Mascalucia, altro comune etneo. Vi erano stati scambi di mail e di alcune telefonate con gli uffici comunali per avere indicazioni sulla sala che avrebbe ospitato l’incontro con le due scuole medie inferiori dei comprensivi Leonardo da Vinci e Federico II di Svevia. Alla fine era stata individuato il Palmento di villa Buscemi, ma quando siamo arrivati noi e ragazzi e ragazze delle due scuole i locali erano occupati per ospitare un’altra manifestazione. 

Abbiamo contattato immediatamente gli uffici comunali e, con qualche imbarazzo, hanno ammesso di aver fatto un errore. Per questa ragione l’incontro ha avuto inizio in ritardo, ospitato nella sala consiliare del Comune, più piccola e senza videoproiettore e computer per poter vedere quanto era stato prodotto da studenti e studentesse delle due scuole. Loro hanno occupato i banchi riservati ai consiglieri, stretti e attaccati l’uno all’altro, mentre ai posti del pubblico sedeva un gruppo di genitori.

Ad accogliere giovani con le proprie insegnanti - le professoresse Torrisi, Falcone e Bruno quelli del Leonardo da Vinci e la professoressa Marchesano quelli del Federico II di Svevia - e fondazione il sindaco, Vincenzo Antonio Magra, raggiunto poi dall’assessore al Bilancio, Alessio Cardì.

Il primo cittadino ha salutato i giovani e si è scusato dell’equivoco, ha ricordato di essere in carica da pochi mesi e di essere impegnato nella soluzione dei tanti problemi di Mascalucia. Ha ringraziato i giovani per l’impegno in questo percorso educativo alla cittadinanza e la fondazione per aver offerto l’opportunità a ragazzi e ragazze di fare questa esperienza di cittadinanza.

La fondazione ha brevemente illustrato le origini del progetto – eredità di Antonino Caponnetto che giurò solennemente alla morte di Paolo Borsellino di testimoniare l’impegno del giudice morto in via D’Amelio e che cosa fosse la mafia – la sua articolazione, i tre incontri e la Conferenza finale durante l’anno scolastico, e il senso di questo secondo appuntamento: quello di fare esperienza di cittadinanza, discutendo di un tema di rilievo con chi ha il governo della cosa pubblica nelle città, grandi e piccole.

Si è aperta la discussione e il confronto vero e proprio.

I primi ad intervenire sono stati i ragazzi e le ragazze delle due classi prime del comprensivo Leonardo da Vinci. Salviamo il parco Trinità Manenti: vogliamo poter leggere un libro sotto un albero, il tema scelto che hanno illustrato intervenendo a turno. Il loro intento è quello di riappropriarsi del parco, poterlo utilizzare dotandolo di giochi e arredi adatti, riservando uno spazio ad un orto urbano didattico, tutti interventi che avrebbero la funzione di sensibilizzare i cittadini alla cura e a mantenerlo integro. Il degrado dello spazio che si manifesta con modalità differenti richiede sorveglianza e manutenzione continua, ma per fare questo sono necessarie delle risorse.

Poi hanno preso la parola i coetanei del comprensivo Federico II di Svevia. Urbanistica partecipata il tema scelto e con tale espressione hanno inteso illustrare la situazione in cui versa quella parte del comune dove si trova la loro scuola, e dove loro abitano, nella frazione di Massannunziata, le piazze che si aprono lungo via del Sole che avrebbero bisogno di interventi urgenti, strade e marciapiedi da mettere in sicurezza, semafori rotti, in breve una serie di interventi per migliorare la parte di Mascalucia dove vivono.

Il sindaco ha preso la parola subito dopo e ha premesso di essere in carica solo da pochi mesi. Ha però dichiarato di conoscere bene i problemi del comune per aver fatto una ricognizione dei beni di proprietà pubblica appena eletto ed è impegnato ad intervenire per risolvere le questioni più urgenti.

In merito al parco ha precisato che ha avviato la bonifica e la pulizia dell’area mentre il parco è chiuso per ragioni di sicurezza. L’intendimento dell’amministrazione è quello di assicurare una sorveglianza, di dotarlo di un chiosco e far approvare un regolamento che disciplini apertura e chiusura e la fruizione del parco stesso. Vi sono altri parchi nel comune da recuperare e aprire ai cittadini. Ha infine invitato genitori, studenti e studentesse ad un sopralluogo.

Meno puntuali le repliche alle sollecitazioni del comprensivo Federico II di Svevia. Il sindaco ha genericamente fatto riferimento a lavori da effettuarsi, poi ha informato giovanissimi e genitori di alcuni interventi in cantiere dell’amministrazione da lui guidata: unservizio di collegamento del trasporto pubblico nel comune, l’assunzione di alcuni ispettori ambientali e ausiliari del traffico, una misura per contrastare il randagismo con l’adozione da parte dei cittadini.

Ma un ragazzo di prima media ha controbattuto con prontezza al primo cittadino per essere stato vago sulle questioni poste dalle classi del comprensivo Federico II e la vivacità e la puntualità dell’intervento ci ha riportati al senso vero della discussione pubblica, che è confronto di idee e di scelte, di allocazione di risorse,  quelle risorse che sono spesso insufficienti e il sindaco ha annunciato, anche con l’intervento dell’assessore Cardì, l’intendimento di procedere al recupero di delle somme non pagate dai cittadini all’amministrazione comunale per i servizi che quest’ultima eroga.

Le parole della dirigente scolastica del comprensivo Leonardo da Vinci, Lucia Roccaro, ci hanno riportato al senso del nostro progetto con il suo appello a contribuire, ciascuno con l’adempiere al proprio dovere, a rendere la propria città più vivibile. Richiamare alla responsabilità, al fare la propria parte ci riporta al significato profondo dell’impegno della fondazione a proseguire l’opera avviata da Antonino Caponnetto.

L’altro gruppo, lasciata Bronte si è inerpicato su per i Nebrodi per scendere giù a Barcellona Pozzo di Gotto dove ad attendere erano le giovani sentinelle dell'IIS Enzo Ferrari che, con nostra grande sorpresa, prese dall'entusiasmo del primo incontro, insieme alla loro Dirigente scolastica, Cettina Ginebri, alla referente Melangela Scolaro e molti altri suoi colleghi hanno esteso il progetto ad altri due plessi, che si trovano uno a Pace del Mela e l 'altro a Milazzo. Il tema scelto da tutti e oggetto del confronto è stato: La nostra terra è la nostra casa: io differenzio e riciclo.

Nell'auditorium del parco Maggiore La Rosa abbiamo respirato aria da grandi occasioni, tanti i giovani pronti a prendere la parola ma anche tanti adulti che, come per Motta Sant’Anastasia, hanno a cuore le sorti dell’ambiente, in particolare una giusta raccolta differenziata contro l’abbandono dei rifiuti e il moltiplicarsi delle discariche dominio dei mafiosi. Nonostante avesse degli impegni ha voluto salutare giovani e insegnanti il sindaco Roberto Materia per poi lasciare il compito di dialogare con loro agli assessori Angelita Pino e Nino Munafò. 

Anche il Comune di Pace del Mela non è voluto essere da meno e ad accompagnare i giovani pacesi dell’IPSIA G. Ferraris c’era l’assessore Mario Schepisi.
A presentare il loro lavoro e le ragioni della scelta de tema sono stati i ragazzi e le ragazze di tutti e tre gli Istituti saliti sul palco uno dopo l’altro. Subito dopo hanno presentato uno splendido filmato da loro prodotto al quale si intravedono, grazie all’indirizzo del loro corso, apprendimenti, tecniche e professionalità che la scuola ha dato loro. Scorre il titolo  La nostra terra è la nostra casa: io differenzio e riciclo e a seguire la frase: chi abbandona i rifiuti in strada è un incivile senza scrupoli. Iniziano le riprese dall’alto con un drone che riprende un’auto decapottabile con due persone che si fermano lungo la strada, l’autista-ospite e l’altro, un uomo facoltoso. 

Quest’ultimo scende dall’auto e butta un sacchetto della spazzatura sull’argine della strada. Le immagini proseguono e fanno vedere dei ragazzi fermi in moto che discutono e notano l’insano gesto e tentano di richiamare l’uomo che, con impudenza e arroganza, risale in auto e ripartono. I ragazzi prendono il sacco e seguono l’auto. La macchina da presa li riprende fino ad arrivare presso una villa. All’interno un quadretto familiare: focolare domestico, figli, moglie, tavola imbandita e il marito (l’arrogante dal malsano gesto), che decanta le virtù della moglie nel tenere in ordine la casa e si respira aria di pulito! L’idillio si interrompe al suono del campanello, sono i ragazzi che riportano indietro i sacchetti della spazzatura che depositano in salotto. Nessuna scena di violenza, nessuno sproloquio, solo ragazzi puliti che richiamano il padrone di casa dalla doppia morale a rispettare la città perché essa è la casa di tutti e di come tutti la vorremmo. 

Le scene mettono in rilievo un altro vanto della loro scuola: il corso di moda che viene in aiuto alla fine del progetto. Ragazzi e ragazze, da gran stilisti, con tappi e bottiglie, realizzano un elegante vestito con la fascia tricolore. La scena riprende con la loro dirigente orgogliosa dei suoi ragazzi e insegnanti avvicinandosi al manichino sartoriale dice: noi differenziamo, mentre entrano gli attori (ragazzi e insegnanti), a suon di nastri di bottiglie di plastica. Conclude una frase: differenziare i rifiuti significa tutelare l’ambiente, destinando ogni scarto (o quasi) ad un processo di lavorazione che lo trasformerà nuovamente in materia utilizzabile.

La Fondazione ha proposto loro che il filmato farà parte del DVD della Conferenza nazionale e che proporremo al MIUR come pubblicità progresso.

Hanno poi preso la parola gli assessori Angelita Pino e Nino Munafò ricordando, in merito alla differenziata e alla raccolta porta a porta, che non ha arginato il degrado dell’abbandono dei rifiuti nonostante si faccia. Si sono resi disponibili a una campagna di sensibilizzazione. Ci auguriamo che questo avvenga prendendo un impegno già il 9 maggio con l’incontro provinciale.

Infine è intervenuto Angelo Corbo con il suo compito a tener fede e viva la memoria dei suoi compagni che persero la vita a Capaci ma anche di chi è sopravvissuto. Raccontare è per lui una medicina per poter convivere con quel senso di colpa che prova nei confronti dei colleghi morti. 

Le sue parole asciutte, prive di retorica hanno riempito di silenzio l’auditorium, hanno commosso ragazze, ragazzi e adulti, hanno scosso i loro sentimenti e i loro pensieri e alla fine un lungo applauso, il segnale migliore di quanto sia importante per i giovani la sua testimonianza e, per Angelo, di quanto le emozioni e i sentimenti di studenti e studentesse contribuiscono ad alleviare il suo dolore.


Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino e Christian Petrina