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martedì 26 novembre 2019

Le giovani sentinelle di Cadoneghe

Per il terzo anno consecutivo, le giovani sentinelle della scuola secondaria di I grado di Cadoneghe si sono dati appuntamento mercoledì 21 novembre per proseguire nel loro percorso di educazione alla cittadinanza.  Particolarmente sensibili alla tutela dell’ambiente, i veterani del progetto hanno discusso del loro lavoro degli anni scorsi con i piccoli di I D e di I C.

Le sentinelle sono riuscite, grazie al loro impegno e alla collaborazione dell’amministrazione comunale, a convincere la stessa a installare un cartello di sensibilizzazione contro l’inquinamento, e a fare chiudere la strada di accesso alla scuola nelle ore di ingresso e di uscita degli studenti. Oltre duecento ragazzi e ragazze, infatti, hanno incontrato il sindaco Michele Schiavo lo scorso 3 aprile, proponendogli di vietare la circolazione nell’area intorno alla scuola per 20 minuti all’ingresso e altrettanti all’uscita, in modo da contenere l’inquinamento. L’amministrazione ha accolto la loro richiesta, condividendone l’intento con un’ordinanza di divieto di circolazione.

Gli studenti hanno purtroppo, ora, constatato che, dopo le proteste contro la chiusura del traffico da parte di una barista, la strada è stata riaperta. Il quotidiano Il Mattino di Padova, inoltre, anziché dare voce al capillare lavoro degli studenti, ha preferito riportare le parole della esercente, che adduceva motivazioni esclusivamente di profitto, e che non possono pesare sulla bilancia politica come la salvaguardia della vita e della salute di centinaia di ragazzi. La Fondazione Antonino Caponnetto ha subito reagito contro le scelte del giornale patavino con un comunicato-stampa - Il Mattino di Padova si è dimenticato dell’Ambiente, divenendo paladino dei pochi? - invitando il giornale a una corretta informazione, e a tutelare gli interessi dei molti, non dei singoli. 

La dichiarazione a cui il giornale ha dato voce era davvero poco credibile, cioè che il bar avrebbe perso quasi tutto il guadagno della giornata, per la chiusura di 40 minuti della strada, quando i parcheggi sono a pochi passi.  Non possono stare sullo stesso piano il guadagno di pochi minuti di limitazione del traffico, con la salvaguardia delle centinaia di studenti che affollano il polo scolastico, e con la respirabilità dell’aria intorno alla scuola.

Gli studenti, molto attenti e preparati anche sulle tematiche civili proposte dalla Fondazione, si sono interrogati sulle loro priorità: nel loro comune vorrebbero mettere panchine, tavolini (per fare i compiti!), una fontana, tanti alberi. Non dimenticano di doversi impegnare contro il bullismo, contro il razzismo, contro la violenza sulle donne. I progetti in cantiere potrebbero essere molti, e si definiranno nei prossimi mesi.

Al termine dei due incontri con i ragazzi della scuola Don Milani, abbiamo chiesto di aderire di nuovo all’invito di Antonino Caponnetto, di diventare partigiani dei valori e degli ideali di una società che continui a lavorare per ridurre le ingiustizie e le disuguaglianze.
Con loro ci siamo dati appuntamento al prossimo mercoledì 11 marzo 2020

Francesca Vian
Responsabile Progetto Scuola per le Province di Padova e Venezia

domenica 19 aprile 2015

Le giovani sentinelle di Massa incontrano i propri amministratori.

Come chiudere i secondi incontri con una fragorosa risata!

Martedì 14 aprile le giovani sentinelle di Massa incontrano i propri amministratori.
Nonostante le nostre innumerevoli comunicazioni riguardo il calendario degli appuntamenti  il Comune di Massa ci ha comunicato, solo a pochi giorni dall’incontro, l’indisponibilità per giovedì 9 aprile della sala consiliare perché occupata dallo stesso Consiglio comunale. Non vogliamo pensare che se ne fossero dimenticati e quindi vogliamo credere che fosse un Consiglio straordinario e, rispettosi dei lavori dell’Amministrazione, abbiamo chiesto di posticipare l’incontro con le giovani sentinelle del luogo a martedì 14 aprile sempre alla stessa ora. Abbiamo concordato data e ora con le due scuole coinvolte e le rispettive insegnanti confidando che gli amministratori di Massa  apprezzassero la sensibilità istituzionale di ragazzi e ragazze dinanzi alla richiesta di posticipare un appuntamento fissato da tempo. Al contrario, con nostro stupore, abbiamo dovuto far seguire un’altra mail per avere la conferma della presenza dell’assessore Fiori, ma l’incontro si è dovuto comunque tenere nell’aula magna dell'Istituto comprensivo Don Milani perché lo stesso assessore ci ha comunicato telefonicamente che la sala consiliare era occupata.

Alle 17.30 studenti e studentesse dei due comprensivi della città: Don Milani e Staffetti Malaspina insieme a genitori e alle loro insegnanti hanno occupato le prime file della sala insieme all’assessore Mauro Fiori. La Dirigente scolastica, Marilena Conti, ha salutato l'assemblea e ha ringraziato, per il lavoro svolto, la Fondazione che ha introdotto i lavori, soffermandosi sulle articolazioni del progetto che promuove il protagonismo giovanile quale strumento per esercitare la cittadinanza attiva e sfuggire, così, alla facile retorica dei ragazzi e delle ragazze che «rimangono il futuro del nostro Paese». Occorrono scelte forti e segnali importanti da parte di cittadini e amministratori per favorire la partecipazione dei giovani alla vita pubblica, condizione essenziale per non emarginarli e per arricchire la democrazia, e in questo senso la Fondazione ha infine chiesto all’assessore Fiori di partecipare con  i ragazzi al terzo incontro che si terrà in Provincia il 28 maggio. In risposta abbiamo avuto un cenno affermativo.

Ad esordire sono gli studenti e le studentesse dello Staffetti Malaspina. Chiara, Greta, Lorenzo, Basma della terza A illustrano con un power point il percorso fatto mentre i coetanei della B leggono dei brani presi dai temi svolti in classe. Sara, Thomas, Dimitri, Sergio insieme ai loro compagni parlano della mafia, del pizzo, del coraggio di denunciare, delle figure di Peppino Impastato, Falcone e Borsellino. Hanno consapevolezza che la mafia non si trovi solo in Sicilia e che spetta a tutti essere attenti e vigili in difesa del proprio territorio. Matteo, Amira, Gabriele hanno deciso di impegnarsi in prima persona per dare l’esempio; vogliono occuparsi anche del decoro e della bellezza della loro città e per questo chiedono più cestini e si impegnano ad essere buoni cittadini. Viola rileva la presenza a Massa di isole ecologiche ma suggerisce l’introduzione del servizio porta a porta. Thomas, Sergio, Amira dicono che il comune può anche guadagnare dal riciclo dei rifiuti e suggeriscono di utilizzare queste risorse per migliorare il territorio. Matteo ribadisce come sia facile dove ci sia poco controllo l’inserimento delle associazioni mafiose.

I ragazzi chiedono la realizzazione di una pista ciclabile diffusa sul territorio urbano.

Concludono con un motto è tempo di stare bene insieme e si impegnano a definire meglio il proprio lavoro per maggio.

Alessandro, Rubina, Luca, Costanza di terza B chiedono più parcheggi per i residenti, un campetto da calcio o il miglioramento di quelli esistenti e la realizzazione di una piscina comunale.

Rilevano la presenza di buche nelle strade, scarsa manutenzione del paesaggio con conseguente rischio idrogeologico. Fanno notare che riqualificare la struttura delle ex colonie abbandonata da anni, potrebbe sopperire agli spazi carenti per lo svago per i ragazzi e dove manca anche un palazzetto dello sport.

Poi è toccato ai giovanissimi della scuola Don Milani. Il plesso della scuola elementare del Bagaglione è situato in una zona periferica, in aperta campagna e non ha una palestra, per questo i ragazzi sono costretti solo nei periodi di bel tempo a utilizzare i campi!

L’architetto Bruno Tonarelli genitore di un alunno ha contribuito al lavoro dei bambini e delle bambine. Loro hanno lavorato in gruppi elaborando un progetto a impatto zero, autosufficiente dal punto di vista energetico, facendo attenzione alla scelta dei materiali, degli alberi da frutto per tutto l’anno, giocando anche sui colori delle stagioni, o di un orto con la funzione di coinvolgere i contadini della zona e i nonni. Ogni gruppo ha proposto la propria idea circa la realizzazione della nuova struttura, il momento finale di sintesi delle cinque proposte dei ragazzi è stato realizzato dal genitore.

Il progetto realizzato è stato presentato a Mauro Fiori con la richiesta della presa in carico da parte dell’amministrazione, coscienti che non saranno loro a fruire di questi beni ma saranno altri ragazzi che verranno. Alla domanda di cosa ne pensasse, l’assessore ha risposto che quello dei giovani è solo Romanticismo! Prendendo spunto dall'osservazione dell'architetto Tonarelli che non si trattava di un disegno tecnico bensì pittorico come dei rendering, che hanno la funzione per una bella presentazione per i committenti. Pubblicità ingannevole o meglio con l’obiettivo di far innamorare il committente,  ha aggiunto, che più dei disegni ingannevoli per lui restava importante i costi!

È intervenuto un altro ragazzo chiedendo esplicitamente all’assessore Fiori se il Comune di Massa avesse intenzione di prendere in considerazione la loro proposta e trovare le risorse per la sua realizzazione. Questa volta la risposta è stata una risata.

Qualcuno ha parlato di finanziamenti europei, come se fossero sempre la soluzione per tutti i mali dopo anni di sperperi, e l’Europa dovesse intervenire a risolvere i nostri problemi, senza riflettere sulle responsabilità e sui comportamenti di ogni Paese.

La Fondazione è intervenuta per evitare che il confronto scadesse ulteriormente e ricordando che a Roccastrada l'amministrazione locale è impegnata e si è fatto carico di ricercare i fondi per la nuova scuola, come i ragazzi del Don Milani chiedono il diritto di avere una palestra! E non giocare per i campi perché questa realtà non l’hanno voluta loro ma è un amaro dono noi adulti gli stiamo lasciando. E non sono neppure sogni perché in molte zone d’Europa, ma anche in alcune parti d’Italia sono realtà!

A Massa i giovani hanno messo in evidenza alcuni problemi di cui non sono responsabili e chi ha il governo della città ha il dovere civico di dare delle risposte non di farsi delle risate. Quanto alle risorse per le politiche pubbliche, che non ci sono e che bisogna dare spazio ad altre priorità, occorre avere il coraggio di combattere la corruzione, l'evasione fiscale, la criminalità mafiosa con tutte le sue ricchezze. E tutto questo non è romanticismo!

Chiudere il dibattito con le argute parole dell'assessore Fiori, negare il confronto e il dialogo, scaricare le colpe sui governi passati o presenti per avere tagliato i fondi non è accettabile.

Ma dobbiamo anche ricordare che discutere ha bisogno di tempo e non della fretta di un confronto che si è aperto alle 17.40 e alle 18.30 alcuni genitori volevano già andare via! Non credo ci possa essere esempi più negativi che chiudere il dibattito negando una speranza ai nostri giovani. Non vogliamo fare di tutto un’erba un fascio! Nei nostri report abbiamo riferito quante amministrazioni hanno accettato il dialogo, non sempre tutto è facile, non sempre tutto è possibile ma il compito di noi adulti è la responsabilità e in questo la Fondazione fa sul serio. Per questo motivo ricordiamo il grido di aiuto di Antonino Caponneto: Uomini e donne di buona volontà, se ci siete battete un colpo! Noi ci auguriamo di sentire al prossimo appuntamento di giovedì 28 maggio tanti colpi da parte dei ragazzi e delle ragazze quando saremo ospiti della Provincia di Massa.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

lunedì 23 marzo 2015

Le Sentinelle di Orbetello (GR) e di Pontassieve (FI) incontrano i propri amministratori





Le Sentinelle di Orbetello (GR)  e di Pontassieve (FI) incontrano i propri amministratori

Giovedì 19 marzo le giovani Sentinelle sbarcano ad Orbetello.

Protagonisti sono i ragazzi e le ragazze dell'Istituto Comprensivo Don Milani guidati con passione dalla Dirigente Scolastica, Nunzia Squitieri, e dalle insegnanti, Beatrice Bersanti e Gabriella Solari, hanno scelto di occuparsi di raccolta differenziata.

L'appuntamento è previsto per le ore 16.00,  ma già alle 15.30 tutto è pronto: studenti e studentesse, dopo aver montato le attrezzature necessarie alla proiezione dei lavori, approfittano del tempo rimasto per provare e riprovare i loro interventi e la disposizione sul palco.

Alle 16.00, puntualissimi e un po emozionati, si parte!

Nell'Auditorium comunale a fare gli onori di casa, il vice sindaco, Marcello Stoppa, e l'assessore all'Ambiente, Mauro Barbini. In sala genitori, rappresentanti della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e della Guardia Costiera e l'associazione Legalmente.

Nell'introduzione la Fondazione illustra il progetto agli adulti presenti, le finalità, il protagonismo dei giovani, la cittadinanza attiva e responsabile.

Ragazzi e ragazze salgono sul palco e prendono possesso, con padronanza, dello spazio. Iniziano a parlare della questione rifiuti illustrando la complessità del tema scelto anche attraverso  riferimenti a vicende quali l'omicidio della giornalista Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, uccisi in Somalia perché avevano scoperto un traffico di rifiuti. Poi hanno intervistato la sindaca, Monica Paffetti, e l'assessore all'Ambiente, Mauro Barbini. Nell'aula consiliare hanno riproposto alcune domande: quanto costa smaltire i rifiuti nel nostro comune? Hanno appreso che costa 4 milioni di euro all'anno smaltire circa 12.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati, trasportati o in una discarica di Grosseto o all'inceneritore di Scarlino, mentre le alghe della laguna devono essere smaltite come rifiuti speciali. Inoltre, affermano che il Comune paga una ecotassa europea perché solo l'11% dei rifiuti vengono separati, mentre la raccolta differenziata dovrebbe arrivare almeno al 35%. I ragazzi si chiedono: come possiamo contribuire ad aumentare la percentuale di raccolta differenziata? Si propongono quindi di promuovere a scuola la raccolta differenziata e, grazie a questo loro impegno, sensibilizzare la cittadinanza, coscienti che questo tipo di comportamento costituisca anche una barriera nei confronti delle ecomafie.

Studenti e studentesse citano "l'isola dei rifiuti" nell'oceano Pacifico composta di plastica e altri derivati e, grazie all'aiuto della Guardia Costiera, scoprono che per decomporsi una gomma da masticare impiega 5 anni, un filo da pesca 600, una bottiglia di plastica 1000. L'oceano Pacifico è lontano, ma al largo dell'isola d'Elba, nel santuario dei cetacei, a causa del traffico di transatlantici costante su quella rotta e delle correnti, si è creato un ammasso di plastica che ha un effetto disastroso sull'ecosistema marino, quindi quando abbiamo una bottiglietta in mano, prima di gettarla, pensiamo bene alle conseguenze che può causare quel gesto!

Mauro Barbini afferma che la Regione Toscana è sempre stata molto attenta alla questione rifiuti, da qualche tempo è stato costituito l'ATO Toscana Sud, un unico gestore che ha raggruppato 109 comuni. La raccolta differenziata con i cassonetti lungo la strada non produce grandi risultati. Differenziamo circa 10-11%, mentre come singolo comune dovrebbe essere pari al 65% e nell'ATO del 35%.

A breve con la SEI Toscana metteremo i contenitori per la raccolta stradale dei rifiuti organici, partiremo anche con campane per il multimateriale leggero e il vetro separato a parte.

In molti casi è scarsa l'informazione, come ad esempio il ritiro degli ingombranti: a volte i cittadini abbandonano mentre sarebbe sufficiente una telefonata per prenotare un  ritiro gratuito! La Dirigente scolastica lamenta i tempi biblici della SEI per il ritiro degli ingombranti e l'Assessore ammette che i tempi devono essere più brevi, ma richiede da parte dei cittadini un comportamento civile.

Mauro Barbini si complimenta per il lavoro della Fondazione, importante nel formare i giovani al difficile compito di correggere l'illegalità diffusa e si rende disponibile a partecipare anche ai futuri incontri. Interviene il professor Santoro dell'associazione Legalmente che ribadisce il ruolo della scuola nella formazione e sensibilizzazione delle giovani generazioni anche in riferimento alla tematica affrontate oggi dai ragazzi suggerendo all'assessore di incentivare di più la raccolta differenziata per risparmiare e creare anche posti di lavoro.

Come già in altri Comuni, la Fondazione ha chiesto all'amministrazione di dare dei segnali di fiducia ai ragazzi e alle ragazze, ad esempio riprendendo la proposta della Dirigente di ridurre la plastica delle bottigliette d'acqua, portando come modello l'esperienza del Liceo Petrocchi di Pistoia di prevedere delle cannelle di acqua di qualità nella scuola, e l'Assessore ha confermato la propria disponibilità.

A conclusione del confronto, vivace e interessante, abbiamo visto un video realizzato dai ragazzi sulla loro partecipazione alla marcia della memoria e della legalità organizzata dalla Fondazione a Pistoia e alla nave della legalità, entrambe nello scorso mese di maggio.

Una lunga strada ci attende ma dobbiamo percorrerla mano nella mano – diceva Antonino Caponnetto e con questo auspicio ci siamo dati appuntamento a Grosseto il 22 maggio prossimo con tutte le scuole della provincia.

Marina Biagiotti

Referente Progetto Scuola per la Provincia di Grosseto



Il secondo appuntamento della giornata, in contemporanea, è stato a Pontassieve. Alle 16.00, nella sala consiliare, le classi seconde dell'Istituto comprensivo, un folta presenza di genitori e cittadini, sono state accolte dal sindaco, Monica Marini, che ha salutato tutti ringraziando la Fondazione per il suo impegno e ha ricordato ai giovani il valore delle regole il cui rispetto è essenziale per favorire la partecipazione e la democrazia e, senza le quali, non è pensabile vivere insieme in una comunità.

Laura Cencetti, vicaria dell'Istituto, ha portato il saluto della Dirigente scolastica poi la Fondazione ha introdotto i lavori. Ai cittadini ha richiamato la scelta di Antonino Caponnetto di incontrare ragazzi e ragazze dopo la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, scelta che è all'origine dell'impegno della Fondazione di promuovere il protagonismo giovanile grazie al progetto delle giovani sentinelle che nella sua articolazione ha l'obiettivo dell'esercizio del confronto e della discussione con chi ha il governo della cosa pubblica al fine di favorire la cittadinanza attiva e responsabile.

Le classi seconde che hanno partecipato al progetto sono anche giovani giornalisti che partecipano ad un concorso del quotidiano La Nazione per il quale hanno scritto alcuni pezzi, pubblicati proprio nell'edizione di giovedì 19. In uno hanno raccontato la loro partecipazione al progetto, quali obiettivi si sono prefissi e il lavoro svolto, in un altro hanno intervistato Lucia Gori, presidente dell'associazione Uno per tutti e mamma di un giovane disabile.

Con la lettura dell'intervista ha preso il via l'illustrazione del loro progetto: hanno scelto di occuparsi dello stato di degrado del giardino del Pallaio, uno spazio cittadino che ritengono molto interessante da ripristinare per incontrarsi e giocare.

Il giardino è un luogo da adottare per ragazzi e ragazze e per questo motivo con l'aiuto di immagini hanno documentato lo stato di abbandono e di degrado, poi sono passati alla discussione a scuola che ha avuto come esito l'elaborazione di ben sei proposte che sono state poi riassunte in una sola.

Poi, a turno, studenti e studentesse illustrano che cosa intendono fare nel giardino: ripulire e recuperare un campetto da calcio e gli spogliatoi, giochi per ragazzi e ragazze diversamente abili, e questa parte del progetto è veramente interessante perché immaginano un giardino capace di accogliere, di includere nel gioco anche chi abilità differenti, segno di sensibilità curate dentro una scuola che accoglie. Il giardino immaginato dai giovani è uno spazio per grandi e piccoli, all'interno vi è un campo di bocce e questa presenza di così varia può favorire una maggiore cura e attenzione. Spesso queste proposte hanno come corollario la questione di chi controlla, ma in questo caso i giovani nutrono fiducia nelle virtù dei frequentatori e la Fondazione, con loro, ripropone che siano i cittadini stessi ad essere attivi nella cura: i meno giovani frequentatori del campo di bocce e un'area per cani potrebbero animare lo spazio durante l'intera giornata e dissuadere ogni tentativo di degrado, proprio in nome di una cittadinanza che ha a cuore i beni che appartengono a tutti. Abbiamo “provocatoriamente” sollecitato i ragazzi e le ragazze a prevedere uno spazio per la street art per gli edifici presenti nel giardino, forti dell'esperienza di Arezzo con quelli del Liceo artistico, proprio con l'intenzione di uno scambio fra esperienze diverse del progetto.

La sindaca ha voluto ringraziare per il bel lavoro, riconoscendo che il giardino ha necessità di essere sistemato e restituito all'uso pubblico. Per questa ragione ha acquisito i progetti per la sistemazione e promesso di favorire un lavoro in comune con ragazzi e ragazze.

Ha invitato anche lei a mantenere in buone condizioni lo spazio come compito di ciascuno, una attenzione condivisa fra i cittadini grandi e piccoli nella consapevolezza del rispetto e nella  consapevolezza che il un bene appartiene a tutti, ha prospettato l'adozione del giardino.

I progetti dei giovani costituiscono un buon punto di partenza per il recupero e la Fondazione è tornata a proporre una giornata per la ripulitura in modo che vi sia un maggiore coinvolgimento della cittadinanza in questa opera di ripristino. Il confronto si è arricchito della testimonianza di Marcello Zuinesi, educatore, impegnato nel lavoro con giovani rom che lavorano al recupero di spazi per vivere e avere opportunità di scambio e conoscenza. Anche a Pontassieve abbiamo ripreso la proposta di una maggiore collaborazione fra l'amministrazione comunale e l'Agenzia delle entrate in modo da aggredire l'evasione fiscale, recuperando risorse disponibili e dando un segnale a cittadini e cittadine di contrasto effettivo all'illegalità che, in questo caso, rende evidente come la trasgressione di una regola significa approfondire le diseguaglianze fra i cittadini.

Con l'augurio che la discussione e il confronto abbiano arricchito il progetto delle giovani sentinelle e che questo lavoro comune con chi ha il governo della città prosegua ci siamo dati appuntamento a Firenze per lunedì 12 maggio.

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Sergio Tamborrino

Responsabile Progetto Scuola Toscana