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giovedì 14 novembre 2019

Incontro con le giovani sentinelle Pisane

Doppio appuntamento venerdì 8 novembre con le giovani sentinelle pisane, a Cascina e a Pontedera.

All’Istituto Pesenti, scuola capo fila del progetto ed è con noi sin dall’inizio, abbiamo incontrato tre classi, veterani e nuovi, e con loro abbiamo approfondito la necessità di essere cittadini attivi e consapevoli per rispondere con efficacia alle minacce della grande criminalità mafiosa che si insinua ovunque vi sia la possibilità di “fare affari” senza badare troppo al rispetto delle regole, delle persone e delle cose. 

Accade tutto ciò quando si abbandonano rifiuti tossici e pericolosi, con il traffico degli esseri umani e lo spaccio di droghe. Per questa ragione abbiamo bisogno di una maggiore conoscenza e consapevolezza di questi fenomeni e dobbiamo promuovere un abito civico forte e solido senza il quale è a rischio la nostra stessa democrazia e la libertà.

Abbiamo discusso degli  appuntamenti che li vedrà coinvolti con le proprie istituzioni, in marzo e in maggio, del costume civico di alcuni amministratori che si negano al confronto e alla discussione pubblica venendo meno ad un loro compito istituzionale, il coinvolgimento dei genitori e dei cittadini ad essere vigili e consapevoli e non silenti e complici.

In maniera analoga abbiamo sollecitato studenti e studentesse del Liceo Montale di Pontedera, una classe terza che partecipa la prima volta al nostro progetto. Attenti e curiosi hanno seguito il racconto della vicenda di Antonino Caponnetto, la sua scelta di sostituire Rocco Chinnici ucciso in un attentato mafioso, la creazione del pool e il primo grande processo alla mafia, il giuramento solenne in morte di Paolo Borsellino. E la Fondazione a lui intitolata prosegue il suo lavoro nelle scuole, a sollecitare il protagonismo giovanile e a promuovere partecipazione e cittadinanza.

Domande e richieste hanno arricchito la mattinata e con entrambi gli istituti ci siamo dati appuntamento per lunedì 2 marzo dove li vedranno a confronto con le proprie amministrazioni.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

giovedì 30 maggio 2019

23 maggio 2019 Palermo chiama Italia, Lucca risponde


Oramai da anni abbiamo scelto di ricordare l'anniversario della strage di Capaci con i progetti di studenti e studentesse impegnati nei percorsi di educazione alla legalità e alla cittadinanza. 

Le ragioni sono molteplici, come abbiamo già ricordato lo scorso anno, e torniamo a ribadirle con più forza, incoraggiati dalla partecipazione e dal valore dei tanti progetti che hanno presentato: sfuggiamo a tanta retorica dei discorsi ufficiali che non aiutano a tenere viva la memoria storica; siamo fedeli all'impegno e all'eredità che ci ha lasciato Antonino Caponnetto; crediamo che il modo migliore di ricordare uomini e donne vittime della violenza mafiosa, ma anche di coloro che sono sopravvissuti e recano sui loro corpi e nelle loro esistenze tracce indelebili di una esperienza terribile, sia quello di offrire il proprio contributo ad una cittadinanza responsabile e attenta.

Così ci siamo ritrovati con la referente legalità dell'Ufficio Scolastico Regionale della Toscana, Alessandra Papa, e l'omologa di quello Provinciale di Lucca, Daniela Buonriposi, e con i ragazzi e le ragazze di 15 scuole della Toscana, nell'ampio Palazzetto dello sport di Lucca, ospiti dell'amministrazione comunale che ci ha accolto con il sindaco, Alessandro Tambellini.

Il primo cittadino ha ringraziato ragazze e ragazzi che hanno partecipato alla giornata e ha fatto appello al comportamento di ognuno e ognuna per poter affermare un costume civile improntato ai valori della Costituzione e al rispetto delle leggi, aggiungendo quanto sia importante anche nella scuola il rispetto delle regole, fondamentale sul piano educativo per sfuggire alle tentazioni del lasciar perdere, del voltarsi dall'altra parte. Ha richiamato ciascuno e ciascuna a tenere fermi i principi  in ogni azione della propria vita perché ciò che è accaduto non succeda mai più.

Poi anche Daniela Buonriposi ha ringraziato scuole e insegnanti per il lavoro di ogni giorno nel formare i cittadini.

Ad aprire la mattinata Cuore di Jovanotti, parole e musica per ricordare la strage e poi, di seguito, le immagini terribili di quanto accaduto quel pomeriggio maledetto del 23 maggio, la ricostruzione virtuale dello scoppio, i volti degli agenti vittime insieme a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo.

L'orchestra jazz e il coro del Liceo musicale Pazzaglia di Lucca hanno introdotto i lavori veri e propri con l'esecuzione dell'Inno alla gioia di Beethoven e di Fratelli d'Italia. 

Ad esordire sono stati i bambini e le bambine di Follonica della scuola primaria Don Lorenzo Milani. A scuola hanno studiato e approfondito la questione delle migrazioni e un bel cortometraggio ci ha raccontato l'avventura del viaggio nel deserto di un migrante.

Quello dei migranti è stato un tema che ha attraversato la mattinata con le voci, le immagini e le sfumature di ragazzi e ragazze di scuole differenti per ordine e grado, a testimoniare di quanto sia sentito fra giovani e giovanissimi che abitano le nostre scuole con coetanei e coetanee dai tratti differenti, che vengono, loro o i genitori, da paesi lontani. Nelle classi si costruiscono legami e ci si riconosce l'un l'altro come pari e a questo compito attendono insegnanti e tutta la scuola, a dare piena attuazione al dettato dell'articolo 3 della Costituzione.

Così abbiamo ascoltato le parole sui diritti umani di quelli dell'Istituto Pesenti di Cascina che hanno posto l'attenzione sul traffico degli esseri umani e sul controllo dei flussi e la gestione delle strutture di accoglienza da part delle organizzazioni criminali interessate allo sfruttamento della manodopera, allo sfruttamento sessuale e a quello dei minori. Hanno preparato un filmato su Falcone e di come seguire i soldi della mafia e i suoi interessi, chiudendo infine con un’intervista ad Angelo Corbo, scorta di Giovanni Falcone e sopravvissuto alla strage di Capaci.

E ancora di migranti hanno parlato gli studenti e le studentesse dell'Istituto alberghiero Lotti di Massa Marittima che hanno realizzato anche un bel video per raccontare del loro lavoro futuro.

Ancora abbiamo visto le belle immagini dell'Istituto Leonardo da Vinci di Firenze sempre sul tema dei migranti e abbiamo ascoltato la testimonianza di Massimiliano Bruni che ha riferito del progetto DIMMI (Diari multimediali migranti) che raccoglie le storie di migranti a cura della Fondazione archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, opera altamente meritoria per documentare questo passaggio storico di spostamenti di uomini e donne legati a fattori economici, politici, sociali.

Altre scuole hanno voluto ricordare le vicende umane e professionali di uomini e donne: l'Istituto comprensivo Lucca 3 ha incontrato Giuseppe Costanza, autista di Giovani Falcone sopravvissuto a Capaci e l'incontro ha fatto conoscere ai giovanissimi tanti aspetti di quella giornata e del giudice stesso e, dopo, hanno realizzato un flashmob sulle note della canzone dedicata a Peppino Impastato.

Invece la vicenda di Emanuela Loi, agente di scorta di Paolo Borsellino e vittima in via D'Amelio, è stata raccontata dai giovanissimi della scuola primaria F. Martini del comprensivo Lucca 4 con dei cartelloni.

Da Forte dei Marmi, Liceo Chini Michelangelo, sono giunte le sollecitazioni di studenti e studentesse relative alla sicurezza nelle discoteche della Versilia, si sono soffermate sui temi delle tossicodipendenze e hanno concluso con la richiesta di spazi per i giovani e i bambini nella storica villa Bertelli per i quali prosegue l'interlocuzione con gli amministratori.
Di rifiuti, invece, hanno parlato i ragazzi e le ragazze della scuola media di Gramolazzo intervenuti con tutto il Consiglio comunale dei ragazzi.

Ad arricchire il programma Claudia e Ilaria hanno proposto un brano dallo spettacolo Sentiero 103 che ha come tema la violenza di genere, questione che si è affacciata nei percorsi educativi delle Giovani sentinelle negli ultimi anni.

Il tenente Gentile del comando provinciale della Guardia di Finanza di Lucca ha offerto il proprio contributo di riflessione sulle attività di repressione delle violazione di carattere tributario, ma anche di impedire che l'economia legale sia inquinata da denaro di provenienza illecita.

Abbiamo ascoltato la bella esperienza dei giovani dell'istituto San Giovanni Bosco di Colle Val d'Elsa che sono stati a Corleone dove hanno visitato i locali, un tempo di proprietà di una famiglia mafiosa, della cooperativa Lavoro e non solo che li aiutati a comprendere le dinamiche mafiose odierne, sono stato ospiti del laboratorio della legalità poi hanno visitato il giardino della memoria a Capaci, via D'Amelio. Di questa loro esperienza hanno realizzato un programma di circa un'ora che comprende anche la visita a Cinisi e l'incontro con Danilo Suris, compagno di Peppino Impastato, e con Serafino ultimo sopravvissuto della strage di Portella della Ginestra.

Due studentesse, Lucrezia e Francesca, dell'istituto Pertini di Lucca ci hanno proposto un brano musicale, con musiche e testi loro, e due compagni di scuola hanno ripreso una scena dal film Centopassi recitandola.

Ancora musica con lo studente Alessio Ramacciotti, poi la breve testimonianza di Bernard Dika dell'associazione Generazioni Contatti che ha ricordato Pino Puglisi: se ognuno di noi fa qualcosa allora possiamo fare tanto.

L'orchestra e il coro del Liceo musicale ha proposto tre brani del proprio repertorio jazz prima del finale con Federica Proietti che ha proposto un video con un'intervista a Maria Falcone che ha ricordato il fratello Giovanni. Ancora immagini delle passioni sportive dei due giudici vittime della mafia con alcune slide che li ricordano in certi momenti e l'invito a considerare lo sport un'occasione di riscatto e di misurarsi con se stessi.

Nel succedersi di parole e immagini, di musiche e recitazione l'incontro ha arricchito il bagaglio culturale dei tanti presenti e quello di Lucca è stato uno dei tanti appuntamenti che hanno testimoniato il protagonismo giovanile del 23 maggio, sia quello delle Giovani sentinelle sia quello delle tante esperienze che hanno preso corpo in molte scuole d'Italia a riempire di contenuti e di valori quel costume civico che siamo impegnati a consolidare e irrobustire per contrastare la mafia e le altre organizzazioni criminali. Convinti come siamo che solo dei cittadini attenti, responsabili, rispettosi possano impedire che ciò che è accaduto accada nuovamente.


Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino e Claudio Gherardini


venerdì 5 aprile 2019

Ancora tre appuntamenti fra la Toscana e la Sicilia con le giovani sentinelle


Cascina (PI) la Fondazione ha vissuto un pomeriggio entusiasmante con i ragazzi e le ragazze, grandi e piccoli, di tre istituti cittadini: l’ISIS Antonio Pesenti, la scuola media inferiore dell’Istituto comprensivo Fabrizio De Andrè di San Frediano a Settimo, e quelli della primaria Don Gnocchi di S. Lorenzo alle Corti che fa parte dell’Istituto comprensivo Paolo Borsellino.

Ad accogliere tutte e tutti nel teatro di Cascina l’assessore comunale all'Istruzione e alla Cultura, Leonardo Cosentini, che per l'occasione indossava la fascia tricolore che non è certo una formalità ma è segno della presenza del "governo" locale, espressione della struttura democratica nella quale abbiamo la fortuna di vivere e che rende evidente a giovani e giovanissimi l'importanza del loro lavoro nel confronto con chi ha il governo della cosa pubblica.

Accompagnati dal professor Fernando Mellea, a prendere la parola per primi, gli studenti delle 3 classi del Pesenti che hanno aperto il loro lavoro con una citazione di Antonino Caponnetto, proiettata sul grande schermo del teatro, che invita i giovani a godersi la vita battendosi anche per la giustizia e la legalità.

I ragazzi hanno tenuto una vera e propria conferenza sulla storia delle migrazioni e sui flussi migratori approfondendo i vari aspetti tra le classi seconda, terza e quarta.

Inizia la terza. I ragazzi hanno affrontato argomenti scottanti come la tratta degli esseri umani partendo però dal passato quando a migrare eravamo noi italiani. L'Italia ha conosciuto le migrazioni nel primo e secondo dopoguerra e poi le migrazioni interne mosse da motivazioni economiche, per sfuggire alla povertà, ai disastri naturali. Le grandi migrazioni del passato erano finalizzate anche a trovare nuove terre, a passare dalle campagne alle città e viceversa, ma anche alla scoperta di nuovi territori.

Le ricerca ha evidenziato come dallo scorso anno il flusso migratorio verso l'Italia sia drasticamente diminuito così come gli sbarchi. Sono state proiettate delle video interviste a due migranti che hanno raccontato la loro storia, il loro viaggio e anche un brano del recente discorso del Presidente della Repubblica Mattarella a Cassino, quando ha ricordato come un ragazzino africano, partendo per cercare fortuna verso l'Europa, si fosse fatto cucire nei vestiti la pagella scolastica come fosse un passaporto di merito negli studi da mostrare a destinazione, che non ha mai raggiunto finendo la sua breve vita in modo tragico, in fondo allo stretto di Sicilia.

Gli studenti della classe quarta hanno approfondito la questione della tratta degli esseri umani. Una pratica criminale che contrasta pesantemente con la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.

La tratta è finalizzata alla riduzione in schiavitù, che viene organizzata tramite ogni sorta di pratica illegale, come per esempio, l'utilizzo di passaporti falsi e, quando le vittime sono donne, si traduce quasi inevitabilmente in avvio forzato alla prostituzione.

I ragazzi di quarta hanno affrontato il problema dal punto di vista giuridico citando la Costituzione che afferma come siamo tutti uguali con gli stessi diritti, come affermato anche dalla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo che sancisce i diritti inalienabili di ogni essere umano con i suoi articoli che condannano la tratta e la riduzione in schiavitù, così come la tortura e tutte le pratiche crudeli e degradanti.

Gli studenti del Pesenti si propongono di replicare tutta la conferenza, della quale abbiamo dato solo una sintesi, portandola in giro per illustrarla a altri studenti in altre classi inferiori della loro scuola.

Sono intervenuti poi i più giovani del comprensivo De André con le loro insegnanti Gabriella Gerardi, Delphine Caracciolo, Anna Maria Maurizio, che hanno proiettato il loro video La scuola che vorrei, efficace e divertente come solo i ragazzi sanno fare.
Presenti in forze, i ragazzini, hanno sfilato in corteo sul palco del teatro con tantissimi cartelli che riportavano le loro richieste, accompagnati dal sempre impressionante brano The Wall dei Pink Floyd. Uno spettacolo.

Con piglio deciso, tre classi di prima e una di seconda "media", hanno chiesto che siano risolte una serie di necessità relative alla loro scuola, come degli orti per attività di scienze, una aula all'aperto dove poter studiare e fare lezione nella bella stagione.

Per ultimi i più piccoli che, al solito, sono quelli che emozionano di più.

I bambini della primaria Don Gnocchi, con le loro maestre Irene Internicola, Erica De Lorenzo, Elisa Scarpellini, Milva Bernini e Maria Rosaria Magri hanno presentato un lavoro contro il bullismo dall'efficacissimo slogan Svita il Bullone. Oltre 40 bambini sul palco fanno un effetto notevole con il loro appello ai compagni: Svitare i bulloni!

Grazie a delle slide hanno spiegato come siano stati vittime di bullismo tantissimi che poi hanno avuto una vita soddisfacente e in molti casi sono divenuti anche famosi e rispettati, tra cantanti e attori. I bambini hanno lanciato un accorato appello a tutti i loro coetanei a reagire ai bulli, non isolandosi ma chiedendo subito aiuto a insegnanti e genitori senza vergogna. Hanno spiegato come il bullismo sia un fenomeno diffuso da affrontare insieme e arrivare a "svitare i bulloni". Il bullo esercita il potere fisico o morale ma spesso lo fa perché il primo a avere seri problemi è proprio lui.

Infine ha preso la parola l'assessore Cosentini, che ha ringraziato i ragazzi e poi ha ricordato di essere nato e vissuto sempre a Cascina e di avere presente vari dei problemi esposti dai ragazzi, conoscendo bene le varie situazioni.

A proposito dell'emigrazione ha raccontato di un suo viaggio a New York durante il quale ha visitato Ellis Island, l'isola dove arrivavano i migranti italiani in cerca di fortuna, che venivano trattati spesso malamente.

L'assessore ha ricordato come le scuole del Comune di Cascina siano 27 e come ci sia l'intenzione di dare a tutte spazi esterni ben gestiti e con giochi inclusivi. Ci vorrà un poco di pazienza ma l'assessore è fiducioso e cita anche l'intenzione di creare degli orti da far gestire insieme da bambini e nonni anche nelle scuole elementari.

Non sapevamo quanto fosse rinomata la fama di Cascina per la lavorazione di alta qualità del legno e Cosentini ci ha ricordato come gli arredi del Quirinale siano stati lavorati proprio dagli artigiani di Cascina. Così spera di trovarne uno che possa realizzare una struttura per una classe all'aperto in legno. Così come si penserà a come trovare un forno per lavori in ceramica.

Tante opere di piccola ma importante manutenzione restano da realizzare e sono state evidenziate dai ragazzi, come la palestra della scuola nella frazione San Lorenzo che è decisamente malmessa.

L'assessore si è speso per le due ore con i ragazzi mostrando interesse sincero e la Fondazione è certa che vi saranno sviluppi positivi.

In Sicilia a scendere in campo per primi nella mattinata, sono le giovani sentinelle di Ragusa dell'Istituto comprensivo Salvatore Quasimodo per confrontarsi con la propria amministrazione sul tema: Educazione alla cittadinanza vista con gli occhi dei ragazzi - campagna pubblicitaria di sensibilizzazione Pubblicità Progresso. Il Teatro Comunale Marcello Perracchio si è riempito con gli oltre 250 ragazzi e ragazze, ma hanno dovuto attendere un'ora l'arrivo del loro sindaco, Giuseppe Cassì. La Fondazione sempre puntuale, nonostante i doppi e tripli incontri giornalieri, non è stata avvisata del ritardo, ha chiesto scusa ai ragazzi, ma tale comportamento ha negato loro di ascoltare la testimonianza di Angelo Corbo.

Dopo il saluto del Sindaco, ha preso la parola il Dirigente scolastico, Leonardo Licata, che si è complimentato con i suoi studenti e studentesse per l'impegno e la passione che hanno dimostrato con il loro lavoro. Sotto la regia di Andrea Cicero, insegnante referente del progetto e col sostegno di molti suoi colleghi, i giovani hanno iniziato con un filmato, poi sono seguite delle slide ma anche cartelloni dove hanno evidenziato le problematiche della propria città. Ancora una volta è emerso come i giovani sono preoccupati riguardo l'ambiente, chiedono al mondo degli adulti di intervenire fin da subito a cambiare i propri comportamenti per evitare conseguenze terribili per l’intero genere umano. Divisi per gruppi hanno affrontato la questione dell'energia alternative come pannelli fotovoltaici, solari ed eoliche. Costruire con nuove metodologie, recuperare edifici e spazi già esistenti per evitare archeologie industriali, hanno preso da esempio la scuola Bruno Munari che è stata recuperata da una vecchia masseria abbandonata, con sistemi ecosostenibili, prendendo in considerazione il recupero delle acque piovane, pannelli fotovoltaici e altre tecniche facendo di questo luogo esempio da sostenere ed espandere. 
 
Hanno posto allo studio una smart city, città del futuro che tenga presente come creare le infrastrutture, i trasporti, il capitale umano e sociale, una gestione sapiente delle risorse naturali. Si sono poi calati nella realtà e da provetti giornalisti hanno fotografato la città evidenziando le sue criticità come l'immondizia, il degrado, l'inciviltà, un cartello realizzato dai ragazzi racchiude una triste realtà: «fa che l'immondizia non prenda il nostro posto». Altri ancora contenevano frasi che richiamavano alla responsabilità e che faranno parte della pubblicità progresso che i ragazzi vogliono proporre al Comune per sensibilizzare la cittadinanza.
Un altro gruppo si è occupato della villetta a Zancle, bene comune da recuperare dove fa da padrone il degrado: cancellata piena di ruggine, vegetazione più da giungla che da luogo di ritrovo, giochi con evidenti segni di decadenza. Fra le proposte vi è anche la questione dei parcheggi intorno alla scuola dove dilaga la sosta selvaggia ed infine la ristrutturazione della loro palestra chiusa da anni. Nel prendere la parola il sindaco ha condiviso con i giovani il giudizio di inciviltà di taluni cittadini. In merito alla raccolta differenziata ha dichiarato che il 75% della popolazione la fa, ma non vi è stato comunque nessun segnale riguardo l'abbandono dei rifiuti. Tante le proposte riguardo un edificio nel centro della città non da abbattere ma da recuperare affinché divenga la sede del tribunale della città. Quanto alla fruizione della villetta Zancle, su cui si sono concentrati un gruppo richiedendo che sia spazio di aggregazione, ha invece spostato l’attenzione sul parco della vallata di Santa Domenica. Infine ha dichiarato che i lavori della palestra della scuola termineranno a breve. 

Nel pomeriggio siamo stati a Modica, dove ad attenderci erano ragazzi e ragazze della Scuola media statale Giovanni XXIII con la loro insegnante referente, Daniele Denaro, insieme a tanti suoi colleghi. Nell'Auditorium Pietro Floridia molti genitori e 200 giovani pronti ad esporre agli amministratori il loro tema: Dalle dipendenze nocive... alle dipendenze positive: io scelgo. Il recupero dei luoghi dello spaccio - la villetta del quartiere Sacro Cuore.
Presente l'assessore alla Cultura, Maria Monasteri, che ha salutato giovani e adulti elogiando il progetto e l'impegno di studenti e studentesse. Dividendosi in gruppi hanno preso la parola a turno e, grazie ad alcune slide hanno esposto il tema delle dipendenze: droga, alcol, fumo e uso e abuso di internet. Dopo il primo incontro previsto dal progetto, per approfondire meglio le tossicodipendenze, i ragazzi hanno incontrato la Polizia di Stato che ha presentato loro una nuova Applicazione You Pol per combattere e prevenire il fenomeno bullismo e la droga. Sono passati poi all'analisi degli effetti collaterali dove hanno messo in rilievo che anche il consumo occasionale può portare alla morte. Altri gruppi  hanno detto No alla droga opponendo con degli slogan i valori della cultura, delle passioni, dello sport, dello stare insieme nell'amicizia. Con un questionario somministrato in forma anonima a 150 coetanei sono passati allo studio della dipendenza da fumo: i dati riprodotti con dei grafici serviranno, insieme a dei bellissimi slogan da loro realizzati, a programmare una campagna di sensibilizzazione. Anche un filmato da loro prodotto servirà ad affrontare e prevenire il fenomeno dell’alcol soprattutto nei giovani. 
 
A conclusione rivolgendosi all'assessore Monasteri e agli adulti presenti, hanno presentato: Il giardino che vorrei. Il loro sogno, per meglio dire bi-sogno, mette a nudo le responsabilità degli adulti, che non hanno preso in considerazione la necessità di spazi aggregativi, hanno cementificato il territorio e i pochi luoghi di ritrovo sono in condizione di abbandono lasciando bambini, giovani e anziani a chiedersi dove stare insieme. Senza strutture ludiche e spazi verdi come contrastare le dipendenze?

Nel prendere la parola l’assessore alla Cultura, si è impegnata a porre la questione con l’ufficio manutenzioni del Comune per una prima pulizia e potatura della villetta. Negli occhi dei ragazzi segnali di soddisfazione, di gioia, sentirsi protagonisti.

Nel chiudere questo report ci è giunto un messaggio dall’insegnante di Licata che ci comunica che  sindaco e assessori hanno invitato le giovani sentinelle dell'Istituto comprensivo G. Marconi ad un consiglio per avviare un percorso in merito alle migliorie di Villa Elena.


Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino e Claudio Gherardini

martedì 27 novembre 2018

Le giovani sentinelle fra Toscana e Sicilia


Venerdì 23 Novembre si conclude una settimana intensa di appuntamenti con una maratona di 4 incontri.


In Toscana, subito all’apertura della scuola presso l’IIS Chini Michelangelo di Forte dei Marmi, tre classi erano ad attenderci con le proprie insegnanti nell’aula video per questo esordio con il progetto delle giovani sentinelle. Attenti e incuriositi ragazzi e ragazze hanno seguito il video delle vicende di Antonino Caponneto, colto il significato della sua battaglia a sostegno della cultura della legalità, della promessa solenne fatta ai funerali di Paolo Borsellino di testimoniare l’impegno dei giudici assassinati dalla mafia.


L’impegno del giudice padre del pool antimafia ha ispirato e ispira quello della Fondazione a lui intitolata nel promuovere il protagonismo giovanile e per questo abbiamo lanciato la sfida i giovani di Forte dei Marmi ad essere cittadini attenti e responsabili proponendo loro di essere con noi e con tanti altri coetanei e coetanee in questo nostro percorso educativo. 

Lo scambio vivace e stimolante che ha attraversato l’incontro è stato un ottimo auspicio per il lavoro futuro e con loro ci siamo dati appuntamento per il prossimo martedì 12 marzo.


Giusto il tempo di trasferirci da Forte dei Marmi a San Frediano a Settimo (PI) che nell’aula magna dell’Istituto erano ad attenderci quattro classi di prima e di seconda media, all’esordio anche loro con le giovani sentinelle.

I giovanissimi del comprensivo Fabrizio De Andrè hanno ascoltato, fatto domande, sollecitato chiarimenti al nostro racconto delle vicende di Antonino Caponnetto e di cosa è la mafia. Il grande interesse per il tema è segno di inquietudine, un’inquietudine che non riesce, in principio a trovare le parole giuste per essere espressa. Allora gli esempi, il racconto delle esperienze degli altri aiuta a dare voce, a comprendere il legame fra impegno personale e contrasto della criminalità, fra illegalità e i comportamenti civici. 

E i giovanissimi di San Frediano hanno elencato una serie di questioni fra le quali scegliere quella di cui si occuperanno e discuteranno con gli amministratori comunali di Cascina il prossimo lunedì 25 marzo 2019.

In Sicilia in provincia di Catania, ancora due nuove scuole: l’Istituto comprensivo Gabriele D’Annunzio di Motta Sant’Anastasia e l’Istituto comprensivo Giovanni Verga di Viagrande.

Al Gabriele D'Annunzio ad attenderci nel loro auditorium ragazzi e ragazze di seconda insieme alla loro insegnante Maria Rita Garofalo e al collega di educazione tecnica che ha fatto da supporto tecnico. Giovanissimi attenti  hanno seguito emozionati le varie fasi del progetto. Anche qui, come per magia, hanno accettato di mettersi in gioco e di essere protagonisti.

Con piacere stiamo constatando che l'esercito degli insegnanti legge le nostre email e si tiene informato attraverso i report per spunti a suggerimenti e a loro volta, grazie anche alle giornate di presentazione del progetto, anticipano l'incontro o danno a noi altri suggerimenti per sviluppare meglio il percorso alla cittadinanza.
Dopo i vari esempi e filmati una bambina ha voluto anticipare e leggere una proposta ai propri compagni condivisa già con altri da mettere in discussione fra i temi da scegliere. 

Ancora una volta emerge la preoccupazione dei bambini riguardo l'ambiente. A pochi passi dal loro paese, Motta Sant’Anastasia, c'è una delle più grandi discariche d'Italia, un ecomostro che non rispetta neppure le distanze previste dalla legge dall'abitato e che l'amministrazione parla di ampliare ancora. La loro inquietudine è che si scaricano rifiuti di ogni genere e, non essendo una struttura con attrezzature idonee, stiano avvelenando le falde acquifere oltre ad immettere nell'aria gas nocivi. 

La proposta della bambine e dei suoi compagni è coinvolgere la scuola nello studio e nell'approfondimento di questo tema affinché, con le parole della bambina, «a pagarne le conseguenze non dobbiamo essere noi o le generazioni future!». 

Anche qui come a Partinico abbiamo lasciato ragazzi consapevoli e già a lavoro!   

Il Tempo di spostarci e siamo a Viagrande: sette classi ci danno il benvenuto emozionati, insieme alle loro insegnanti Erika Serena Marino e Donatella Rita Carbone, vogliono conoscere la vita di Antonino Caponnetto, di Falcone, Borsellino: la loro lotta alla mafia, l'amore per la propria terra e dei loro conterranei, di quando erano orgogliosi che i cittadini facevano il tifo per loro! 

Gli stessi cittadini che, però, li hanno lasciati soli! I ragazzi si sono fatti attenti, hanno capito cosa vuol dire studiare e informarsi, diventare cittadini consapevoli e pronti a difendere il bene comune. Le due ore sono volate, ma alla fine altra sorpresa, i ragazzi, la scuola che ci da altri suggerimenti. Nei giorni precedenti si sono riuniti e dopo il confronto hanno già scelto il loro tema: il bullismo e il cyber bullismo. 

Se questa sarà la tendenza dovremo modificare il nostro intervento passando direttamente agli approfondimenti o andare direttamente al confronto con le amministrazioni oppure, ci auguriamo, al confronto ci vanno i ragazzi da soli: piccoli cittadini crescono!

Con questi auspici non potevamo chiudere meglio la settimana.


Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino