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mercoledì 4 dicembre 2019

Prosegue il percorso di cittadinanza attiva delle giovani sentinelle messinesi e palermitane




Martedì 3 dicembre  un appuntamento a Messina e due a Palermo. 

A Messina ad attenderci nel teatro della scuola Cristo Re i giovanissimi di quella primaria e quelli delle altre due – Montepiselli e Passanante - e i veterani della scuola media Annibale Maria di Francia. Con loro l'infaticabile referente Agata Bonfiglio con la nuova dirigente scolastica, Domizia Arrigo.

Ad esordire è stato Michele, giovane studente della scuola media, che ha voluto ricordare la bella esperienza di Palermo e la domanda senza risposta relativa al loro progetto di avere uno spazio per ritrovarsi. E noi siamo partiti da quella loro richiesta, analoga a tante che abbiamo ascoltato e che si sono rincorse in questi undici anni del progetto: giovani e giovanissimi sono alla ricerca di spazi di incontro e di socialità, fuori dal circuito del consumo, dove ritrovarsi per parlare e fare attività diverse. 

E questo appello agli spazi è già esso stesso indice della serietà di ragazzi e ragazze ai quali non è data molto spesso risposta da parte di chi ha il governo della cosa pubblica. Eppure la loro sfida su questo tema è particolarmente significativa perché loro vogliono mettersi alla prova e fare già esercizio di cittadinanza, quella cittadinanza che abbiamo voluto sottolineare perché antidoto alla presenza di fenomeni corruttivi e di criminalità.

Al prosperare della corruzione e all’insediamento della grande criminalità organizzata contribuiscono uomini e donne di questo nostro Paese che hanno uno scarso senso della legalità e dell’essere cittadino e cittadina responsabile. Abbiamo per questo motivo richiamato l’esempio di Antonino Caponnetto e il racconto della vicenda ha avuto l’effetto straordinario del formarsi di una lunga fila di ragazzi e ragazze con foglietti e quaderni su cui avevano annotato delle domande precise, "affamati" di voler conoscere e sapere chi e cosa hanno fatto per combattere la mafia.   

Peccato che il tempo a disposizione fosse finito ma negli occhi di questi giovanissimi si leggeva la soddisfazione per aver ricevuto risposte ai loro quesiti.

Con loro ci siamo dati appuntamento al prossimo giovedì 19 marzo.

Sergio Tamborrino e Beppe Vitale                               


                             
A Palermo una nuova scuola ha accettato la sfida delle giovani sentinelle: la Direzione Didattica Alessandra Siragusa con 200 bambini e bambine che abbiamo incontrato per primi, mentre subito dopo un altro appuntamento con tre classi nella sede distaccata dello stesso istituto. 

A dare impulso al progetto in questo istituto è stata l'insegnante partigiana dei valori, già nostra compagna di viaggio alcuni anni fa alla Direzione Didattica di Capaci, Anna Rita Silvio. 
Trasferitasi in questa nuova scuola ha subito voluto proseguire in questo percorso per i suoi ragazzi e ragazze. Con lei le le colleghe Roberta Cricchio, Daniela Pedilarco.

Da subito la mattinata si è rivelata ricca e entusiasmante, una platea di bambini e bambine attenti e pronti a fare domande grazie alle proprie insegnanti che li avevano già preparati al percorso che li vedrà protagonisti in questo anno scolastico.

Tutto ciò ha permesso sin da subito di spiegare gli obiettivi del progetto e i suoi fini, abbiamo parlato dei valori e dell’impegno civile, della solidarietà e del rispetto delle regole, dei buoni comportamenti che devono incidere contro la mafia, la corruzione e l'evasione fiscale, che impediscono un reale cambiamento del nostro Paese anche a causa del silenzio degli onesti.

Abbiamo chiesto ai ragazzi, come esempio, di prendere una cartina del proprio territorio e di segnare con una bandierina ogni bene che appartiene a tutta la comunità: strade, scuole, piazze, giardini pubblici, ospedali e altri beni comuni. Poi li abbiamo invitati a cancellare questi beni, per rendersi conto di quante cose abbiamo in comune e di quanto saremmo in difficoltà senza di essi e della necessità di prendersene cura e conservarli.

Abbiamo ricordato la grande passione di Antonino Caponnetto riguardo la nostra Carta Costituzionale, custode dei diritti e doveri di ogni cittadino e li abbiamo incitati a chiedere ai propri insegnanti di studiarla e approfondire i principi fondamentali di essa. L'intervento di Angelo Corbo ha colpito la loro curiosità e sono seguite tante domande, suscitando in loro molto entusiasmo e hanno accettato la sfida a diventare giovani sentinelle ed essere pronte a marzo al confronto la propria amministrazione, genitori e cittadini.

Domenico Bilotta e Angelo Corbo

giovedì 30 maggio 2019

23 maggio 2019 Palermo chiama Italia, Lucca risponde


Oramai da anni abbiamo scelto di ricordare l'anniversario della strage di Capaci con i progetti di studenti e studentesse impegnati nei percorsi di educazione alla legalità e alla cittadinanza. 

Le ragioni sono molteplici, come abbiamo già ricordato lo scorso anno, e torniamo a ribadirle con più forza, incoraggiati dalla partecipazione e dal valore dei tanti progetti che hanno presentato: sfuggiamo a tanta retorica dei discorsi ufficiali che non aiutano a tenere viva la memoria storica; siamo fedeli all'impegno e all'eredità che ci ha lasciato Antonino Caponnetto; crediamo che il modo migliore di ricordare uomini e donne vittime della violenza mafiosa, ma anche di coloro che sono sopravvissuti e recano sui loro corpi e nelle loro esistenze tracce indelebili di una esperienza terribile, sia quello di offrire il proprio contributo ad una cittadinanza responsabile e attenta.

Così ci siamo ritrovati con la referente legalità dell'Ufficio Scolastico Regionale della Toscana, Alessandra Papa, e l'omologa di quello Provinciale di Lucca, Daniela Buonriposi, e con i ragazzi e le ragazze di 15 scuole della Toscana, nell'ampio Palazzetto dello sport di Lucca, ospiti dell'amministrazione comunale che ci ha accolto con il sindaco, Alessandro Tambellini.

Il primo cittadino ha ringraziato ragazze e ragazzi che hanno partecipato alla giornata e ha fatto appello al comportamento di ognuno e ognuna per poter affermare un costume civile improntato ai valori della Costituzione e al rispetto delle leggi, aggiungendo quanto sia importante anche nella scuola il rispetto delle regole, fondamentale sul piano educativo per sfuggire alle tentazioni del lasciar perdere, del voltarsi dall'altra parte. Ha richiamato ciascuno e ciascuna a tenere fermi i principi  in ogni azione della propria vita perché ciò che è accaduto non succeda mai più.

Poi anche Daniela Buonriposi ha ringraziato scuole e insegnanti per il lavoro di ogni giorno nel formare i cittadini.

Ad aprire la mattinata Cuore di Jovanotti, parole e musica per ricordare la strage e poi, di seguito, le immagini terribili di quanto accaduto quel pomeriggio maledetto del 23 maggio, la ricostruzione virtuale dello scoppio, i volti degli agenti vittime insieme a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo.

L'orchestra jazz e il coro del Liceo musicale Pazzaglia di Lucca hanno introdotto i lavori veri e propri con l'esecuzione dell'Inno alla gioia di Beethoven e di Fratelli d'Italia. 

Ad esordire sono stati i bambini e le bambine di Follonica della scuola primaria Don Lorenzo Milani. A scuola hanno studiato e approfondito la questione delle migrazioni e un bel cortometraggio ci ha raccontato l'avventura del viaggio nel deserto di un migrante.

Quello dei migranti è stato un tema che ha attraversato la mattinata con le voci, le immagini e le sfumature di ragazzi e ragazze di scuole differenti per ordine e grado, a testimoniare di quanto sia sentito fra giovani e giovanissimi che abitano le nostre scuole con coetanei e coetanee dai tratti differenti, che vengono, loro o i genitori, da paesi lontani. Nelle classi si costruiscono legami e ci si riconosce l'un l'altro come pari e a questo compito attendono insegnanti e tutta la scuola, a dare piena attuazione al dettato dell'articolo 3 della Costituzione.

Così abbiamo ascoltato le parole sui diritti umani di quelli dell'Istituto Pesenti di Cascina che hanno posto l'attenzione sul traffico degli esseri umani e sul controllo dei flussi e la gestione delle strutture di accoglienza da part delle organizzazioni criminali interessate allo sfruttamento della manodopera, allo sfruttamento sessuale e a quello dei minori. Hanno preparato un filmato su Falcone e di come seguire i soldi della mafia e i suoi interessi, chiudendo infine con un’intervista ad Angelo Corbo, scorta di Giovanni Falcone e sopravvissuto alla strage di Capaci.

E ancora di migranti hanno parlato gli studenti e le studentesse dell'Istituto alberghiero Lotti di Massa Marittima che hanno realizzato anche un bel video per raccontare del loro lavoro futuro.

Ancora abbiamo visto le belle immagini dell'Istituto Leonardo da Vinci di Firenze sempre sul tema dei migranti e abbiamo ascoltato la testimonianza di Massimiliano Bruni che ha riferito del progetto DIMMI (Diari multimediali migranti) che raccoglie le storie di migranti a cura della Fondazione archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, opera altamente meritoria per documentare questo passaggio storico di spostamenti di uomini e donne legati a fattori economici, politici, sociali.

Altre scuole hanno voluto ricordare le vicende umane e professionali di uomini e donne: l'Istituto comprensivo Lucca 3 ha incontrato Giuseppe Costanza, autista di Giovani Falcone sopravvissuto a Capaci e l'incontro ha fatto conoscere ai giovanissimi tanti aspetti di quella giornata e del giudice stesso e, dopo, hanno realizzato un flashmob sulle note della canzone dedicata a Peppino Impastato.

Invece la vicenda di Emanuela Loi, agente di scorta di Paolo Borsellino e vittima in via D'Amelio, è stata raccontata dai giovanissimi della scuola primaria F. Martini del comprensivo Lucca 4 con dei cartelloni.

Da Forte dei Marmi, Liceo Chini Michelangelo, sono giunte le sollecitazioni di studenti e studentesse relative alla sicurezza nelle discoteche della Versilia, si sono soffermate sui temi delle tossicodipendenze e hanno concluso con la richiesta di spazi per i giovani e i bambini nella storica villa Bertelli per i quali prosegue l'interlocuzione con gli amministratori.
Di rifiuti, invece, hanno parlato i ragazzi e le ragazze della scuola media di Gramolazzo intervenuti con tutto il Consiglio comunale dei ragazzi.

Ad arricchire il programma Claudia e Ilaria hanno proposto un brano dallo spettacolo Sentiero 103 che ha come tema la violenza di genere, questione che si è affacciata nei percorsi educativi delle Giovani sentinelle negli ultimi anni.

Il tenente Gentile del comando provinciale della Guardia di Finanza di Lucca ha offerto il proprio contributo di riflessione sulle attività di repressione delle violazione di carattere tributario, ma anche di impedire che l'economia legale sia inquinata da denaro di provenienza illecita.

Abbiamo ascoltato la bella esperienza dei giovani dell'istituto San Giovanni Bosco di Colle Val d'Elsa che sono stati a Corleone dove hanno visitato i locali, un tempo di proprietà di una famiglia mafiosa, della cooperativa Lavoro e non solo che li aiutati a comprendere le dinamiche mafiose odierne, sono stato ospiti del laboratorio della legalità poi hanno visitato il giardino della memoria a Capaci, via D'Amelio. Di questa loro esperienza hanno realizzato un programma di circa un'ora che comprende anche la visita a Cinisi e l'incontro con Danilo Suris, compagno di Peppino Impastato, e con Serafino ultimo sopravvissuto della strage di Portella della Ginestra.

Due studentesse, Lucrezia e Francesca, dell'istituto Pertini di Lucca ci hanno proposto un brano musicale, con musiche e testi loro, e due compagni di scuola hanno ripreso una scena dal film Centopassi recitandola.

Ancora musica con lo studente Alessio Ramacciotti, poi la breve testimonianza di Bernard Dika dell'associazione Generazioni Contatti che ha ricordato Pino Puglisi: se ognuno di noi fa qualcosa allora possiamo fare tanto.

L'orchestra e il coro del Liceo musicale ha proposto tre brani del proprio repertorio jazz prima del finale con Federica Proietti che ha proposto un video con un'intervista a Maria Falcone che ha ricordato il fratello Giovanni. Ancora immagini delle passioni sportive dei due giudici vittime della mafia con alcune slide che li ricordano in certi momenti e l'invito a considerare lo sport un'occasione di riscatto e di misurarsi con se stessi.

Nel succedersi di parole e immagini, di musiche e recitazione l'incontro ha arricchito il bagaglio culturale dei tanti presenti e quello di Lucca è stato uno dei tanti appuntamenti che hanno testimoniato il protagonismo giovanile del 23 maggio, sia quello delle Giovani sentinelle sia quello delle tante esperienze che hanno preso corpo in molte scuole d'Italia a riempire di contenuti e di valori quel costume civico che siamo impegnati a consolidare e irrobustire per contrastare la mafia e le altre organizzazioni criminali. Convinti come siamo che solo dei cittadini attenti, responsabili, rispettosi possano impedire che ciò che è accaduto accada nuovamente.


Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino e Claudio Gherardini


giovedì 25 aprile 2019

Dalla Sicilia, risalendo lo Stivale, le sentinelle approdano nuovamente in Veneto per gli ultimi incontri con gli amministratori

Martedì 2 aprile due appuntamenti con le giovani sentinelle del Polesine. 

Il primo a Porto Tolle dove ragazze e ragazzi dell'Istituto comprensivo, due classi della primaria di Ca’ Tiepolo, e una della media inferiore Ca’ Tiepolo con le  insegnanti Silvia Vendemmiati e Luana Milan, e quelli di una classe dell'Istituto Cristoforo Colombo con Vincenzo Boscolo, loro insegnante e vicario della scuola, ma anche referente della Fondazione per il Basso Polesine si sono ritrovati nella bella sala consiliare, un tempo fortino dell'Impero austro-ungarico, accolti dal sindaco, Roberto Pizzoli, e dalla consigliera Giorgia Marchesini. Poco più tardi ci ha raggiunto l'assessore Raffaele Crepaldi che ha la delega all’Urbanistica e che è poi stato interlocutore dei giovani per l’intero pomeriggio.
Prima di andare via per un impegno istituzionale il sindaco ha salutato i giovani e i giovanissimi che hanno partecipato al lavoro rapporto, ribadendo l’importanza di buoni rapporti di collaborazione con la scuola e di essere pienamente disponibile al dialogo e al confronto.

Vincenzo Boscolo ha salutato i giovani e il gruppo di genitori che hanno partecipato all’incontro e ha ringraziato la Fondazione per questo percorso di cittadinanza che si ripropone ad ogni nuovo anno scolastico, sollecitando ragazzi e ragazze ad essere cittadini responsabili.

La Fondazione ha ricordato innanzitutto il senso del progetto delle giovani sentinelle, che è un’eredità che ci ha lasciato Antonino Caponnetto, frutto della sua scelta di essere testimone di quanto accaduto nel nostro Paese con le terribili stragi del 1992. Per dieci anni e fino alla sua morte ha incontrato ragazzi e ragazze sollecitandoli alla cultura della legalità e alle virtù civiche e la Fondazione ha ripreso questo compito trasformandolo in un vero e proprio percorso educativo. Grazie ad esso si promuove il protagonismo giovanile e i giovani fanno esperienza di cittadinanza confrontandosi e dialogando con chi ha il governo della cosa pubblica a livello locale.

Per primi hanno preso la parola i più grandi dell’istituto Colombo. Hanno lavorato sulla memoria perché vogliono intitolare un’aula laboratorio della loro scuola ad Antonio Montinaro, uno degli agenti di scorta di Giovanni Falcone, vittima anche lui a Capaci. Per questa ragione hanno preparato un breve video che ricorda Antonio Montinaro. Questo della memoria è un altro dei territori da esplorare in profondità e da curare nell’ambito delle giovani sentinelle perché la memoria svolge un ruolo fondamentale nel definire un orizzonte condiviso di valori proprio perché abbiamo vicende condivise. E quest’anno in alcune scuole abbiamo favorito questi progetti.

Quelli della scuola media hanno invece lavorato al tema Le barriere architettoniche una definizione. Con un bel power point, a turno, hanno introdotto la legge 236 del 1989 che disciplina la materia, hanno parlato di accessibilità, visitabilità e adattabilità, termini connessi al diritto di chi è diversamente abile ad essere uguale agli altri, giusto l’articolo 3 della Costituzione che hanno richiamato. Ancora hanno parlato di Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA) e hanno concluso con l’intenzione di collaborare con gli amministratori per porre all’attenzione le situazioni che impediscono le libertà e i movimenti di chiunque abbia abilità differenti.

Ultimi a prendere la parola i piccoli delle due classi quinte della scuola primaria che con il titolo Alberi sul mare hanno affrontato la questione della legalità e della disobbedienza. Disobbedienti per il bene comune è uno dei passaggi chiave del loro lavoro con cui hanno voluto richiamare l’attenzione su un aspetto molto particolare: vi sono coloro che denunciano irregolarità, abusi, illegalità correndo dei gravi rischi. Nel nostro Paese per molto tempo è mancata una legge che tutelasse chi denunciava, solo dal 2017 abbiamo una legge – la 179 del 30 novembre - sul whistleblowing, termine che non ha un corrispondente nella nostra lingua ma che indica chi denuncia illeciti e corruzione nella pubblica amministrazione e per questo ha bisogno di particolare protezione. Prendendo esempio da chi ha avuto il coraggio di dire NO in particolari situazioni di pericolo per uomini e donne, queste giovanissime sentinelle ci hanno richiamato al dovere di denunciare e di non chiudere , la bocca, gli occhi e gli orecchi, di non voltarci dall’altra parte, come ha fatto Andrea Franzoso che ha raccontato la sua vicenda nel bel libro Il disobbediente, che hanno letto a scuola.

La loro disamina è tanto importante perché la corruzione è la linfa delle mafie e alla fine hanno chiesto che il Comune stampasse il depliant informativo sul  whistleblowing.

Raffaele Crepaldi ha ringraziato giovani e giovanissimi dei bei lavori e la fondazione dell’opportunità offerta a studenti, studentesse, scolare e scolari. Ha condiviso il convincimento che l'abolizione delle barriere architettoniche è un tema che ci tocca tutti e l'amministrazione ha incontrato i giovanissimi a scuola per le barriere e ha proposto un questionario per fare una foto di tutte le barriere negli edifici pubblici. Le immagini offriranno indicazioni precise sulle barriere e l'impegno dell'amministrazione, che è un segnale dell’attenzione e dell’ascolto, è di risolvere una delle barriere segnalate entro il 2019.
In modo analogo vi è disponibilità per il depliant dei più piccoli.
Anche alcuni genitori presenti hanno preso la parola tenendo vivo il dibattito e il confronto sulle proposte dei giovani e rendendo il pomeriggio interessante e ricco di stimoli.
L’incontro si è concluso dandoci appuntamento per martedì 14 maggio a Rovigo.

Il secondo degli appuntamenti di questo 2 aprile a Taglio di Po.
A dare il benvenuto, nella sala consiliare della città, ai ragazzi e alle ragazze dell’Istituto comprensivo con il loro insegnante Denis Marangon e un gruppo di genitori, la giovane assessora all’Istruzione Veronica Pasetto.
L’esperienza positiva dello scorso anno, con l’entusiasmo dei giovani e la voglia di divenire cittadini attivi, mettendosi in gioco in prima persona, aveva contagiato genitori, cittadini e stampa locale. L’iniziativa aveva portato al recupero e alla riqualificazione di una parte del parco La Perla.
Quest’anno le giovani sentinelle sono ritornate all’attacco con un nuovo tema: Educare la cittadinanza al rispetto dei luoghi pubblici che i giovanissimi, con un dettagliato power point, hanno esposto alla platea. Nelle slide e nei loro interventi che si sono susseguiti vi è  tutto il loro dissenso, la loro delusione ma anche la loro forza a non mollare sugli accadimenti avvenuti al parco. Alcuni soggetti durante la notte hanno riportato il degrado: panchine rotte, giochi e attrezzi divelti, rete e distrutte, rifiuti in bella mostra.
Da una parte il bisogno dei ragazzi e delle ragazze degli spazi e del diritto al gioco negati, dall’altra chi non ha rispetto dei beni comuni.
Hanno studiato, approfondito l'argomento, si sono chiesti il perché e con il sostegno e la guida della scuola e del loro insegnante hanno capito che non basta riportare il bello, ma bisogna lavorare per la loro difesa, fare terra bruciata per tutti quelli che pensano di poter disporre a proprio piacimento, anche nel distruggere i beni della collettività. Questo è possibile solo attraverso una sensibilizzazione dei cittadini a non girarsi dall’altra parte, denunciare, difendere tutto ciò che è di tutti.
Hanno intervistato alcuni cittadini per avere la loro opinione e grazie anche a tale contributo hanno elaborato alcune proposte emerse anche lo scorso anno: installare telecamere per controllare i malintenzionati; attivare dei servizi di sorveglianza coinvolgendo gli anziani.
Ne è nato un dibattito che ha convinto tutti nel coinvolgere ancora di più la stampa affinché nasca una campagna di sensibilizzazione. 

Gli stessi ragazzi hanno proposto all’Amministrazione di essere i protagonisti di una pubblicità progresso e, nel contempo, hanno chiesto maggiori investimenti nel sistemare il campetto da calcio, coinvolgere i volontari per la pulizia del parco; far nascere un orto con la partecipazione dei nonni in modo che sia un luogo sempre più frequentato da famiglie e da tutti quelli cui sta a cuore il bene comune; creare un’area picnic.

La disponibilità dell’assessora Pasetto a portare le proposte in giunta, allargare questi intendimenti anche all’incontro di martedì 14 maggio alla presenza delle istituzioni provinciali e regionali ha convinto i ragazzi a non demordere dalle proprie idee e dai propri intendimenti. Piccoli passi per la legalità e la convivenza civile che hanno aperto la strada alla condivisione di un grande progetto.


Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino

sabato 15 dicembre 2018

Incontro con le giovani sentinelle di Mira

Martedì 11 dicembre esordio nelle fila delle giovani sentinelle per i ragazzi e le ragazze del comprensivo Luigi Nono di Mira. 

Il primo appuntamento è con le quattro classi terze della sede centrale Giacomo Leopardi. Nell’aula magna della bella cittadina affacciata sulle rive del Brenta, non lontano dalla sua foce, discutiamo le tematiche care ad Antonino Caponnetto; vediamo più da vicino la strage di Capaci sulla scorta del libro di Angelo Corbo, Strage di Capaci. Paradossi, omissioni e altre dimenticanze, Diple edizioni.

Chiediamo ai giovani di rispondere all’appello del giudice Caponnetto, occupandosi di un problema che poi sarà discusso con l’amministrazione comunale l’8 marzo 2019. I ragazzi sono preoccupati dall’inquinamento, dalle prese in giro e dal bullismo, dalla violenza, dalle persone che giudicano senza conoscere. I giovani della riviera veneta, guidati dal docente prof. Stefano Corà, sono decisamente molto bravi, attenti e fortemente impegnati.

Da Mira, raggiungiamo Gambarare, dall’altra parte del fiume, a quattro chilometri di distanza, fra ampi scorci del Naviglio del Brenta, sul quale si affacciano le Ville che i Veneziani edificarono tra il Cinquecento e il Seicento. Lì ci attendono altre due terze della scuola Galileo Galilei, guidate dalla vicepreside. Questi ragazzi sollevano problemi legati soprattutto all’insicurezza del territorio, alla paura di uscire, un ragazzo dice che si ha ‘paura della propria ombra’. 
 Questo sentimento ci invita a mostrare alcuni spunti del lavoro che i vicini ragazzi delle scuole superiori Bruno e Franchetti di Mestre (VE) hanno condotto per due anni consecutivi, sulle zone a rischio del territorio, sulla percezione di insicurezza degli abitanti.

Altre due classi terze ci raggiungono in tarda mattinata, guidate dalla professoressa Eliana Pollio: attentissima per tutto il tempo, ci accoglie con grande collaborazione, e ci racconta a fine mattinata, che – pur essendo nata da tutt’altra parte – ha ottenuto una supplenza nel quartiere Zen di Palermo. Nella stessa città è nato anche uno dei ragazzi presenti, molto preparato, che fa domande circostanziate sulle stragi, in particolare sugli agenti di scorta, sui quali è molto ferrato. 

Rispondiamo, forti delle tante testimonianze che Angelo Corbo, sopravvissuto alla strage di Capaci, ha reso in Veneto, e che ci hanno permesso di farci una idea diretta degli avvenimenti.

Anche queste quattro classi, oltre alle quattro di Mira, sono state invitate a partecipare dal referente per la Cittadinanza (e non solo) dell’istituto Luigi Nono, professor Stefano Corà, istituto che accorpa le due scuole medie, oltre che tre primarie e tre scuole dell’infanzia, sparse nella superficie del vasto comune alle porte di Venezia.

Se ai ragazzi di Mira abbiamo proposto il video sull’acqua pubblica realizzato dai ragazzi del liceo artistico Petrocchi di Pistoia, a Gambarare abbiamo visto Hallelujah, splendida riflessione sull’indifferenza realizzata dagli studenti dell’istituto Valle di Padova, a riprova che la creatività delle Giovani Sentinelli, da Nord a Sud, è in grado di scuotere le coscienze più di tanti inutili dibattiti dei grandi. 

Con tutti ci rivedremo il prossimo venerdì 8 marzo 2019, ospiti degli amministratori comunali di Mira per il confronto e il dibattito sui temi individuati dai giovanissimi del comprensivo Luigi Nono.

Francesca Vian

Responsabile Padova-Venezia Progetto Scuola

venerdì 7 dicembre 2018

Incontro con le giovani sentinelle di Raffadali (AG)

Giovedì 6 dicembre ricorre il sedicesimo anniversario della morte di Antonino Caponnetto e crediamo di onorarlo e di tenere viva la memoria con il bell’incontro con le giovani sentinelle dell'Istituto comprensivo Galileo Galilei di Raffadali, 110 alunni e alunne protagonisti della giornata. 

Per una incomprensione di comunicazione la referente Carmelina Galvano non era a conoscenza dell'incontro ed era con alcune classi in gita. Dopo un giro di telefonate e la disponibilità della vice presidenza e delle colleghe abbiamo superato l'ostacolo e, con un'ora di ritardo e la voglia di partecipare al progetto, si è tenuto l'incontro con una platea di ragazzi e ragazze di prime e seconde.

Ci siamo soffermati su quel lavoro meraviglioso di indagine e di istruzione del maxi processo di Antonino Caponnetto e del suo pool e di come, dopo quel meraviglioso successo, alcuni pezzi dello Stato abbiamo lavorato alacremente per indebolire l’azione di contrasto della mafia, scegliendo Antonino Meli a sostituire il giudice Caponnetto a capo dell’Ufficio Istruzione e non Giovanni Falcone. Quella decisione portò prima al suo isolamento e poi alla morte terribile a Capaci. 

Oggi paghiamo ancora le conseguenze di quella decisione! Abbiamo raccontato delle ingenti somme della mafia, di come sia diventata più potente economicamente e di come in tante parti del nostro Paese è alleata con personaggi locali disposti ai facili guadagni, di come l'evasione fiscale e la corruzione mettano in ginocchio la nostra economia sana. 

Per arginare questa illegalità diffusa e contrastare la mafia, come Antonino Caponnetto aveva intuito già oltre 25 anni fa, è necessario un grande lavoro culturale a scuola: «la mafie e la cattiva politica hanno più paura della scuola della stessa giustizia». 

Sostenere gli insegnanti coraggiosi che con il loro lavoro prezioso aiutano giovani e giovanissimi a crescere nei valori della legalità e della cittadinanza responsabile, rifiutando ogni compromesso e senza mai voltarsi dall’altra parte. Rafforzare la convinzione di dover dare spazio maggiore, con insegnanti e orario proprio a Cittadinanza e Costituzione, la disciplina che dovrebbe contribuire significativamente a quella formazione del cittadino che è antidoto a comportamenti omertosi e poco attenti al rispetto delle norme. 

Il filmato dei tanti giovani e di quello che hanno fatto in questi anni di progetto ed infine il bel lavoro fatto dai ragazzi di Bagheria e la loro canzone Oltre il silenzio hanno convinto i giovanissimi di Raffadali a intraprendere il sentiero oramai marcato da altre sentinelle della legalità ed essere pronti al confronto per giovedì 21 marzo con la propria amministrazione.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola