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giovedì 21 novembre 2019

Ancora giovani sentinelle nel Pratese







Due appuntamenti a Montemurlo venerdì 15 novembre. 

Nella sala Banti si sono ritrovati, nella prima parte della mattinata, scolari e scolare di quattro classi quinte delle due primarie, la A. Manzi di Montemurlo e la Anna Franck di Oste di Montemurlo, e nella seconda parte della mattinata studenti e studentesse di cinque classi della scuola media Salvemini La Pira. Ad accogliere i due gruppi sono state Antonella Baiano, assessora comunale con delega all’Istruzione, e Maddalena Albano, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Margherita Hack di Montemurlo cui fanno capo le quattro scuole.

E non poteva esserci inizio migliore perché con la presenza dell’assessora e della dirigente i giovanissimi, le insegnanti e la fondazione hanno avuto testimonianza della prosecuzione di un impegno che i precedenti amministratori locali e il dirigente scolastico avevano profuso negli anni passati. L’una ha ringraziato fondazione, insegnanti, scolari e scolare per aver intrapreso questo percorso così interessante di cittadinanza attiva, l’altra ha sottolineato il valore della formazione alla cittadinanza, uno dei compiti propri della scuola, e ha sollecitato i giovanissimi ad essere attenti e attivi nel lavoro richiesto.

Questa collaborazione fra la scuola e chi governa la cosa pubblica costituisce un esempio importante di educazione alla cittadinanza che significa partecipare, conoscere, discutere, confrontarsi, ricercare soluzioni, un percorso che richiede un impegno costante e non saltuario, rigoroso e non alla ricerca delle passerelle e delle mode temporanee. 

Per queste ragioni siamo consapevoli delle difficoltà nel raggiungere gli obiettivi e allora è necessario lavorare nella ricerca di alleanze con altre scuole, di raggiungere cittadini, associazioni, gruppi con il proprio progetto in modo da avere una consapevolezza più diffusa e a questo lavoreremo nel terzo incontro di maggio. 

Ed è necessario anche lanciare lo sguardo oltre il particolare, essere capaci di inserire la questione che si intende approfondire in un contesto più ampio così da ricercare soluzioni generali. In questo modo deve intendersi il confronto con i parlamentari durante la Conferenza finale di ottobre.

Sul tema della cittadinanza abbiamo ricordato anche noi l’impegno di Antonino Caponnetto nell’ultima parte della sua vita, testimone di una stagione molto proficua nel contrasto alla mafia e anche delle terribili morti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che lo indussero a quella fatica civica di sollecitare le coscienze e risvegliare le menti a fare attenzione, ad esercitare lo spirito critico e le virtù civili.

La fondazione che ha ereditato quei compiti ha richiamato  giovani e giovanissimi ad essere attenti e responsabili, e ha lanciato la sfida delle giovani sentinelle a fare esperienza di cittadinanza, come è accaduto negli anni passati, e ha dato loro appuntamento al prossimo mercoledì 26 febbraio quando saranno ospiti dell’amministrazione locale per discutere e confrontarsi sul tema da loro scelto.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 14 maggio 2019

Due appuntamenti in Toscana in ambito provinciale delle giovani sentinelle


Lunedì 6 maggio altri due appuntamenti per le giovani sentinelle toscane prima di passare la staffetta a quelle siciliane.

Nella bella sala del Pellegrinaio Novo - uno spazio per incontri dell'Azienda sanitaria al cui presidente, Paolo Morello Marchese, avevamo fatto appello perché ospitasse ragazze e ragazzi impegnati nel percorso di cittadinanza, vanno i nostri ringraziamenti per la disponibilità e l'attenzione - si sono ritrovati studenti e studentesse di tre Istituti comprensivi: il convitto Cicognini e il Cironi di Prato, quello di Montemurlo intitolato a Margherita Hack e l'istituto superiore Dagomari, sempre di Prato.

Assenti gli amministratori provinciali, che avevamo pure invitato come di consueto, cui sembra sfuggire completamente l'importanza di conoscere e apprezzare il lavoro di giovani cittadini e l'importanza di essere loro interlocutori nella discussione e nel confronto pubblico, e che appaiono noncuranti dinanzi agli inviti, facendo anche una pessima figura e alimentando così tutti i peggiori luoghi comuni sul distacco della politica dalla vita quotidiana.

Studenti e studentesse hanno realizzato ottime presentazioni dei loro progetti volti a proporre la soluzione di problemi ed emergenze nella loro vita e nella società. Hanno così riempito la mattinata  ragazzi e ragazze che hanno sperimentato lungo l'intero anno obbiettivi importanti da raggiungere in vari settori della vita quotidiana ma anche nell’ambito della educazione civica, materia che sembra sempre meno considerata dagli adulti e dalle istituzioni pubbliche, anche se è in via di definitiva approvazione il disegno di legge che la reintroduce in tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Ad esordire i più grandi del Dagomari che hanno spiegato con chiarezza e dettagli l’esistenza, ignorata dai più, del deep and dark web, quelle reti nascoste che utilizzano internet solo come ponte per creare nodi privati che rendono impossibile risalire a chi li sta usando.

Come sempre accade l’anonimato ha due facce, così anche nel caso del web da una parte è una garanzia per chi deve organizzare la liberazione di popoli oppressi da dittature e dall’altra parte è garanzia di poter comprare armi o stupefacenti ma anche killer o sfruttare esseri umani senza essere scoperto, come nel caso della pornografia pedofila.

Contrariamente agli adulti, inclusi gli insegnanti, alcuni giovanissimi hanno dichiarato di conoscere del deep and dark web, non solo gli studenti e le studentesse del Dagomari autori della ricerca ma anche diversi altri più giovani presenti in sala. D’altra parte l’uso del browser per entrare nella rete nascosta non è vietato.

In un breve intervento la Fondazione ha comunque chiarito che i fornitori di connessione, se richiesto da investigatori, possono visualizzare se e quanto un utente si sia collegato al deep and dark web, anche se non è possibile stabilire cosa abbia visto e consultato.

Poi hanno preso la parola quelli del Cicognini che hanno scelto la Costituzione come oggetto di approfondimento e hanno cercato di capire, tramite un sondaggio, quanto i giovani siano a conoscenza della Carta Costituzionale  a 70 anni dalla sua promulgazione.

La legge fondamentale dello Stato che definisce i limiti delle leggi non è risultata molto conosciuta e i ragazzi hanno rilevato come sia necessario fare di più per farla conoscere. Da parte loro hanno realizzato una presentazione di alcuni articoli importanti.

I ragazzi dell’Istituto Margherita Hack di Montemurlo hanno puntato l’attenzione sui criteri per realizzare opere e ristrutturazioni degli spazi cittadini secondo una logica di sostenibilità proponendo una ipotesi denominata Sostenibilandia con l’obiettivo di rendere più sostenibile la propria città, più vivibile. Intanto i ragazzi hanno partecipato a una iniziativa per ripulire Montemurlo grazie anche alla collaborazione con diverse associazioni.

I ragazzi del Cironi hanno presentato un video documentario realizzato dopo aver individuato alcuni problemi di manutenzione e sicurezza in alcuni giardini pubblici: interviste a cittadini e documentazione video su strutture in cattivo stato che hanno portato alla conclusione che è almeno necessaria una maggiore illuminazione, un restauro dei giochi per bambini e anche qualche controllo di polizia in più.

Ma quelli del Cironi hanno mostrato anche come vorrebbero che fosse davvero il giardino pubblico, con giochi d’acqua, piscina e tanta gente sorridente, poi hanno precisato che non gradirebbero affatto un luogo magari perfettamente rimesso ma grigio e triste.

Terminata la presentazione, abbiamo proposto alcune riflessioni sull’urgenza dell’impegno di ciascuno perché l’assenza di interlocuzione da parte di amministratori è un cattivo segno per la partecipazione e la democrazia. E l’assenza non è il frutto del disinteresse del singolo amministratore o amministratrice, ma è un dato culturale di un’incapacità a confrontarsi con i propri cittadini. Il nostro impegno deve essere diretto a contrastare questo fenomeno, a ricostruire un clima di fiducia e di consapevolezza dei propri diritti, di veder riconosciuta l’esigenza di spazi pubblici di discussione e di confronto.

Nel nostro piccolo spazio si è poi sviluppato uno scambio di esperienze: sono stati i più giovani a chiedere ai più grandi di potersi ritrovare nella propria scuola per ascoltare dalla voce dei compagni e delle compagne più grandi cosa è il deep and dark web e quali sono i suoi rischi. 

Lo scambio si è infittito con richieste e altre domande e da questa piccola esperienza possiamo immaginare modalità nuove di aiuto e di collaborazione, di arricchimento e sollecitazione in modo da costruire un tessuto di relazioni fra giovani.

Occorrerà certamente riflettere e cercare forme adatte allo scambio e al confronto, ma questo piccolo esempio può darci uno slancio per affrontare le difficoltà cui ci troviamo di fronte.

In contemporanea a Massa, nella sala della Resistenza del Palazzo Ducale, sede della Provincia di Massa, tre istituti si sono ritrovati per confrontarsi fra loro e con le istituzioni locali e provinciali. 

Presente il consigliere provinciale Stefano Alberti che ha portato il saluto del presidente della provincia, Gianni Lorenzetti, impegnato in altri appuntamenti istituzionali. 

Ha ringraziato la Fondazione per il lavoro quotidiano in tutta Italia nel diffondere la cultura della legalità nelle scuole e da subito si è reso disponibile al confronto e ad ascoltare le proposte dei propri giovani cittadini. 

Ad aprire i lavori i giovanissimi dell'Istituto comprensivo Taliercio di Marina di Carrara che hanno presentato il loro progetto riguardo la carenza delle piste ciclabili e la poca cura di quelle esistenti e, come fatto nell'appuntamento con gli amministratori comunali, hanno riproposto al consigliere di farsi portavoce fra i comuni della Provincia di essere alleati e far crescere sul territorio comportamenti e cultura verso un trasporto ecosostenibile che tenga presente la salute e il benessere dei cittadini. Hanno presentato una serie di mappe con nuovi itinerari di piste ciclabili soprattutto per collegare i luoghi da loro frequentati o percorsi per raggiungere la scuola in sicurezza.  
 
Hanno preso poi la parola i ragazzi e le ragazze del Liceo Classico Statale Leopardi di Aulla con il loro tema: Un sogno a occhi aperti. Incontrarsi ad Aulla. 

Hanno esordito, accogliendo la nostra proposta di attuare a pieno lo spirito del progetto condividendo i temi e le idee di tutti, informando gli altri istituti presenti di avere a cuore il loro territorio e la sua riqualifica dal degrado culturale che ha portato molti giovani ad allontanarsi dalla Lunigiana. Hanno elogiato il proprio sindaco, Roberto Valletini, per aver preso in considerazione molte proposte in occasione dell'incontro di Marzo nell'aula consiliare, in particolare quella inerente al muro di contenimento costruito dopo l'alluvione che colpì duramente Aulla nel 2011. 

Su loro suggerimento, il muro grigio, spoglio, denominato subito come muro del pianto diventerà invece un grande murales dipinto da street artist. Il sindaco ha portato l'idea in Regione Toscana scatenando un generale apprezzamento, lo stesso quotidiano La Nazione ha scritto un articolo su questa iniziativa ambiziosa poiché diventerebbe il murales più lungo al mondo entrando nel Guinness dei primati. Infine hanno ricordato la questione dell’area Cjmeco impresa che ha sversato 50.000 tonnellate di rifiuti creando una discarica a cielo aperto e lo ha fatto per anni senza nessun controllo. Solo dietro denuncia dei cittadini nel 2001 il NOE dei Carabinieri di Firenze ha messo sotto sequestro l'area. La società era ritenuta dalla Procura di Napoli vicina al boss camorrista Luigi Casiello, soprannominato il Re Mida dei rifiuti.

Ragazzi e ragazze del Leopardi hanno colto il senso del terzo appuntamento che non è un incontro doppione del secondo incontro ma è invece estendere l'impegno a tutte le forze politiche del territorio che hanno l'obbligo di cercare soluzioni risolutive di problemi che coinvolgono tutti e che, in molti casi, hanno anche dimensioni nazionali. Seguendo queste indicazioni prepareremo anche il lavoro per la Conferenza finale con l’obiettivo di invitare il ministro all'Ambiente.

È poi intervenuto il consigliere Achille Fiorentini che ha spronato i ragazzi ad essere da pungolo per l'amministrazione, ha ricordato come sia stato importante il suo impegno in politica nell'aver partecipato da giovane ai primi progetti come sindaco dei ragazzi. Impegno che lo ha preparato e sollecitato a continuare ad occuparsi del benessere della propria comunità.

Infine ragazzi e ragazze del Liceo linguistico e delle Scienze Umane Montessori di Marina di Carrara con un bel filmato da loro realizzato dal titolo: Alla ricerca dei cinema e dei teatri hanno messo sotto la lente di ingrandimento quello che è diventata una vera e propria emergenza: la carenza di spazi e luoghi di aggregazione per i giovani. Con un excursus storico hanno messo in rilievo come Carrara sia passata da città della cultura con i suoi numerosi cinema e teatri alla decadenza e al degrado degli stessi edifici divenuti fatiscenti e lasciando sempre di più spazio agli interessi personali e dimenticando i valori della collettività. Ne è la prova il teatro Animosi, che dopo essere stato ristrutturato è stato sequestrato perché le poltroncine non sono ignifughe e non vi il rispetto di alcune norme relative all’agibilità!

Eloquente la fine del filmato, una nota di riflessione per gli adulti e gli amministratori: «i problemi sono tanti ma voltarsi dall’altra parte non serve a nulla […] voler bene e valorizzare la propria città è un nostro diritto, ci rende cittadini attivi, più orgogliosi e rispettosi perché noi SIAMO CARRARA!».

Ha ripreso la parola Stefano Alberti che si è fatto portavoce della Provincia di Carrara, nonostante sia un ente di area vasta con amministratori eletti da un corpo elettorale fortemente ridotto, ha dichiarato il suo impegno civile e politico a percorrere insieme ai suoi giovani cittadini nel costruire e difendere i valori di cittadinanza attiva e democratici. 


Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino e Claudio Gherardini

martedì 9 aprile 2019

A ritmo serrato le giovani sentinelle proseguono la loro marcia della legalità e della cittadinanza


Martedì 26 Marzo altri tre appuntamenti fra Toscana e Sicilia: a Montemurlo (PO), a Siracusa e ad Augusta.

A Montemurlo (PO) nella sala Banti si sono ritrovati bambini e le bambine della scuola primaria A. Manzi con le loro maestre Lucia Lasagni e Francesca Antonaci e i più grandi della secondaria con le insegnanti Elena Romanelli, Vinciprova, Rosi, Tomasello, Piccioli e Bartali, nostre compagne di viaggio sin dagli esordi. 

Ad accoglierli l’assessora Rossella De Masi che ha ringraziato giovani e Fondazione per l’impegno e  la passione con cui proseguono in questo lavoro silenzioso e quotidiano di sollecitare giovanissimi e scolari alle virtù civiche, alle responsabilità del vivere in comune, alla fatica di formare uomini e donne attenti.

La Fondazione ha ricordato al gruppo di genitori intervenuto quali sono le linee di questo percorso, gli intendimenti ereditati da Antonino Caponnetto di sollecitare giovani e giovanissimi a prendersi cura delle propri città e dei luoghi che frequentano, di essere custodi dei beni comuni, di fare esperienza, attraverso questo percorso e i suoi passaggi, della cittadinanza, perché in questo modo è possibile costruire un sistema di valori e di principi che impediscono alle organizzazioni criminali di attecchire, alla corruzione di insinuarsi nella nostra vita.

Ad esordire sono stati i bambini e le bambine della primaria Alberto Manzi. La nostra scuola com'è e come la vorremmo il titolo dato al loro lavoro. La scuola è il luogo dove trascorrono molto tempo e per questo propongono alcuni cambiamenti, piccoli e grandi, per renderla più accogliente e confortevole: il posto delle cartelle, l'orto, la palestra, la sala multimediale, computer funzionanti e postazioni per tutti, la biblioteca con tanti libri messi in ordine. Inoltre l’aula è piccola per la propria  classe e i banchi sono grandi e qualcuno rotto. Ci vorrebbero degli armadietti dove custodire oltre a  zaini e cartelle anche le scarpe della palestra.

Occorre ripensare gli spazi a scuola, funzionali alle nuove modalità didattiche con banchi nuovi per lavori in gruppo cooperativo, hanno sottolineato anche le maestre prima di dare la parola ai più grandi della secondaria.

E la ricchezza dei contributi dei giovanissimi della media ha riempito il pomeriggio di discussioni e di riflessioni, di sollecitazioni e di suggerimenti. Intanto abbiamo visto il video di quelli della 3E, in gita a Wangen, dove vi è una scuola gemellata con la loro, e per questo impossibilitati ad essere presenti, che hanno illustrato con interviste alcuni aspetti della Agenda 2030 che ha obiettivi relativi all’ambiente e alla città sostenibile.

E La città sostenibile è stato il tema approfondito dalle cinque classi che hanno partecipato al lavoro, lo hanno esaminato da diversi punti di vista: quello degli obiettivi dell’ONU per intervenire efficacemente sulle questioni dell’ambiente e con questo sguardo hanno cercato di individuare quali interventi per il loro comune: innanzitutto la Rocca, luogo di importanza storica dove di sono delle zone in cui sono abbandonati i rifiuti. Per questo hanno prodotto cartelloni e foto da far vedere a cittadini di Montemurlo per sensibilizzarli ai problemi, magari organizzando una serata in qualche luogo pubblico. Hanno poi proposto una giornata delle pulizie alla Rocca.

Hanno poi posto il problema delle piste ciclabili per muoversi in sicurezza e in libertà, per raggiungere la scuola, rilevando che non collegano parti importanti di Montemurlo.
Ancora il tema dei rifiuti, come ridurli, riciclarli, riusarli, ripararli, e delle aree verdi, con un esame delle condizioni di alcuni spazi nel comune. Infine le smart cities con l’indicazione di criteri per definirle.

E Rossella De Masi non si è sottratta al confronto. Ha proposto alcune riflessioni sui comportamenti dei cittadini e delle cittadine che abbandonano i rifiuti o non rispettano alcune norme del vivere in comune sollecitando le giovani sentinelle a considerare questo aspetto del problema. Ha concordato sulla giornata delle pulizie da tenere entro la fine dell’anno scolastico e sulla serata di sensibilizzazione dei cittadini e delle cittadine di Montemurlo a cura dei giovanissimi. Si è dilungata sulle piste ciclabili, offrendo soluzioni e riflessioni per la loro realizzazione, non nascondendo le difficoltà tecniche nel realizzarle in alcune zone.

Quanto si può fare dipende da quanto ciascuno può fare, richiamando così ognuno alla responsabilità. Così per ridurre i rifiuti occorre non farli, il comportamento dei singoli è un segnale per l’intera comunità e quanto hanno prodotto studenti e studentesse può favorire processi virtuosi. Non bisogna credere che controlli e telecamere risolvano ogni problema, mentre occorre modificare abitudini e comportamenti. L’amministrazione prepara una trasformazione della piazza antistante la sala Banti e intende pianificare degli interventi in materia di edilizia scolastica in modo da far fronte alla crescita demografica di quella fascia di età. Per questo concorda che gli uffici tecnici del Comune dovrebbero ascoltare insegnanti e maestre prima di intraprendere le progettazioni per tenere conto delle modificate esigenze e delle trasformazioni didattiche intervenute nella scuola.
Il confronto è stato bello e lungo e si è concluso con l’impegno a proseguire lo scambio e la collaborazione.

In Sicilia a fare da staffetta per primi sono le giovani sentinelle di Siracusa. Una giornata intensa attende i tre istituti della città che si confrontano fra loro e con la propria amministrazione comunale. Nella Sala Convegni dell’Urban Center a fare gli onori di casa è il sindaco, Francesco Italia che, da primo cittadino, vuol dare un primo segnale arrivando in anticipo per accogliere i giovani e prepararsi al confronto. Dopo il saluto del sindaco e la presentazione della Fondazione, a scendere in campo sono i ragazzi e le ragazze della scuola media Leonardo da Vinci del 3° Istituto comprensivo Santa Lucia: La violenza sulle donne e sui minori il tema da loro scelto e approfondito.
Col sostegno dei loro insegnanti, Luca Ambrosio, Maria Giuseppina Ricupero e Paola Mangione ragazzi e ragazze, usando la tecnica delle ombre cinesi, miscelata al teatro delle marionette hanno realizzato un simpatico filmato dove mettono in evidenza le contraddizioni e i paradossi di un modello di uomo padre padrone dove per lui, i valori della famiglia sono costituiti da una bella casa, moglie devota e servizievole, figli educati ad obbedire. A coronare la sua cornice anche un cane che sa fare la guardia e un'auto di grossa cilindrata. Il filmato continua con le voci fuori campo dei ragazzi nei vari ruoli che mettono alla luce un focolare domestico, luogo di violenze verbali e fisiche, a conclusione le marionette in coro gridano: basta alla violenza, sì al rispetto e all'affermazione dei propri diritti.

È stata poi la volta del 14° Istituto comprensivo Karol Wojtyla, accompagnati dalla loro insegnante, Tina Sitera i giovani si sono posti la questione dell'abbandono dei nonni e del loro coinvolgimento. Con le note della canzone di Francesco Guccini, Il vecchio e il bambino alcune di loro hanno danzato mentre altre leggevano alcuni loro scritti dove hanno messo in mostra quell’anello mancante che c’è fra i nonni e i bambini e che sono i genitori! Hanno continuato: «Quando i nonni sono a disposizione ci avvaliamo del loro aiuto. Mentre quando si ammalano oppure non possono dare un aiuto fisico, li trattiamo con indifferenza, non facendoli sentire importanti all’interno della famiglia».

E hanno aggiunto: «abbandonarli in una casa di riposo, dove non si possono trovare a loro agio e dove possono cadere in uno stato di depressione, in solitudine, senza che ricevano mai una telefonata o un semplice messaggio».
Fra le loro proposte al sindaco è di coinvolgere i nonni nelle attività sociali. Dedicare luoghi di ritrovo e nel caso non siano in grado di fare attività garantire loro assistenza. Chiedono che anche a scuola siano invitati a parlare della loro esperienza o insegnare i mestieri di una volta. Infine coinvolgerli nel curare con i ragazzi gli orti botanici.

A conclusione sono intervenuti i più grandi del Liceo scientifico e delle Scienze Umane E. Corbino con il loro tema: Le dipendenze in genere e il traffico illecito mafioso.
Seguiti dalle loro insegnanti, Paola Moscato e Stefania Montalto, il loro studio si è incentrato sulle dipendenze dalla droga, la ludopatia e l’alcolismo. Nella società odierna appare evidente che spesso tali azioni illegali si basano sulla naturale tendenza dell’uomo alla dipendenza, hanno affermato i giovani, questi comparti non sono quindi esclusivamente proprietà delle organizzazioni criminali, ma anche di privati corrotti o addirittura Stati che alimentano le organizzazioni criminali. 

Sono poi passati ad analizzare le conseguenze fisiche e mentali delle varie dipendenze ed infine hanno presentato un loro manifesto di pubblicità progresso contro l’alcol dal titolo eloquente: Hai una sola vita, non rischiare il game over.
Ha preso la parola il sindaco, Francesco Italia che ha preso appunti per tutta la mattinata sulle proposte dei giovani. Si è complimentato con loro rendendosi disponibile ad una collaborazione più stretta. Ha ricordato che sin dal suo insediamento ha promosso iniziative riguardo il femminicidio, è stato aperto un  centro per le donne. Un’altra campagna di sensibilizzazione è partita sul diritto dei bambini con Siracusa città educativa. Ha informato che è già esistente un centro per anziani dove si può imparare l’utilizzo del computer, si gioca a carte e in alcuni giorni della settimana si balla in quanto è un desiderio molto sentito da chi frequenta il centro. È d’accordo riguardo una maggiore conoscenza e informazione nell’incentivare il telefono d'argento ma anche ad un coordinamento che abbia come fine un miglioramento nella vita sociale della comunità soprattutto nelle fasce deboli.

Ha preso infine la parola Angelo Corbo e il suo racconto è stato accolto dal silenzio partecipe di ragazze e ragazzi, pronti a cogliere ogni sfumatura e ogni dettaglio, le ragioni che lo portarono a diventare un poliziotto e come ha fatto a superare la difficile prova di Capaci, fino al suo impegno nelle scuole. Ha incitato i giovani ad essere orgogliosi di essere siciliani e le sue parole ci hanno accompagnato sin verso l’uscita creando un clima conclusivo fatto di grande soddisfazione e di speranza, quello di aver messo un primo puzzle ad un disegno da costruire tutti insieme.

Nel pomeriggio la staffetta passa al IV Istituto comprensivo Domenico Costa di Augusta.
Nel Salone di rappresentanza del Palazzo comunale è il Dirigente scolastico, Michele Accolla, a fornire e a preparare le tecnologie per poter esporre il lavoro dei ragazzi con un power point.  L’Amministrazione lo aveva dimenticato, nonostante la nostra consueta richiesta di una sala dotata di computer e proiettore per poter vedere video ma anche power point!

Fiduciosi anche dal titolo del tema: Piccoli passi per grandi progressi, voglia di essere ascoltati: spazi di aggregazione, di ascolto, di ritrovo. La mancanza della palestra... proposto dai ragazzi, abbiamo lasciato cadere ogni disappunto.
Con ragazzi e ragazze e la loro insegnante Marinella Scalia abbiamo atteso l’arrivo del sindaco, Maria Concetta Di Pietro, e dell’assessore alla Cultura e allo Sport, Giuseppina Sirena.

Dopo i saluti da parte dell’Amministrazione e la presentazione della Fondazione, ragazzi e ragazze, parlando a braccio e con  proprietà di linguaggio, hanno voluto sfatare gli stereotipi che li vuole con lo smartphone e chiusi nelle proprie camere.

Dividendosi in gruppi alcune ragazze hanno voluto definire il concetto di legalità, di come si concretizza attraverso leggi che stabiliscono e garantiscono l'ordine sociale, o i valori che influenzano la vita di ogni individuo e le relazioni personali. Infine la scuola che educa alla legalità, combattendo ogni forma di sopruso e facendo vivere le leggi come opportunità e non come limiti.

Hanno ripreso una famosa frase di Antonino Caponnetto: «La mafia teme più la scuola della giustizia. L’istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa».

Coscienti, come cittadini attivi destinatari di diritti, servizi, prestazioni e informazioni che non sempre tale riconoscimento si acquisisce d’ufficio, ma in molti casi nel nostro Paese va preteso e spesso va rivendicato, sono passati quindi alla politica dei piccoli passi, di non tutto e subito, ma attraverso il confronto crescere, programmare, costruire. Si sono chiesti cosa serve loro per il loro benessere e la risposta da nord a sud è sempre identica: gli spazi! Spazi aggregativi per eventi culturali, musicali, teatrali, sportivi. La voglia di stare insieme. Fanno notare che ad Augusta non c’è un cinema, un teatro. Neppure nel periodo estivo possono fruire dei giardini pubblici perché sporchi e mal ridotti. Il loro sogno? Avere una palestra! I lavori avevano avuto inizio negli anni ’90, oggi è inserita nell’anagrafe della Regione fra le opere incompiute, pubblicata dal Dipartimento tecnico regionale. Ragazzi e ragazze  del Domenico Costa dimostrano di prendere sul serio il loro progetto e hanno studiato, approfondito, si sono informati di come il MIUR  offre dei finanziamenti alle varie regioni, 44 milioni e 250 mila.  Nel caso della Sicilia il finanziamento è di 4,6 milioni di euro.
In una slide si sono chiesti di chi è la colpa? Ma sanno già la risposta, inserita nella successiva slide: 
la catena di corresponsabilità è troppo lunga e articolata per venirne a capo in maniera chiara.
Il ministero dell’Istruzione ha le mani legate, perchè quando stanzia i fondi per le strutture scolastiche affida alle Regioni il compito di stabilire le priorità. Se arrivano segnalazioni di casi particolarmente critici da parte dei dirigenti scolastici o di gruppi di famiglie, il Miur può sollecitare interventi ma poi su come spendere le risorse l’ultima parola spetta per legge a sindaci e presidenti di Provincie.

Ha preso la parola il sindaco Maria Concetta Di Pietro, ma il suo intervento si è fermato al termine Legalità. Comprendiamo che non è facile gestire un comune sciolto per mafia dove tante ombre sono ancora presenti, ma non troviamo giusto negare alla scuola, ai giovani delle risposte. Iniziare un percorso di riqualificazione partendo anche da piccoli segnali. Non è servito neppure la proposta  per nuovi sviluppi quando il confronto si estenderà a Provincia, Regione e Governo nazionale.

Ha preso la parola Michele Accolla che pur assumendosi qualche colpa del passato, ma come uomo di scuola, proprio come per tutti quelli che vogliono bene alla propria città, ha dichiarato che l’immobilismo rischia di fare ancora più male e ha citato la novella, che condividiamo, di Ernesto Rossi: un bambino che credeva di fare il bene d'un pesce rosso lo tirava fuori dalla vasca per asciugarlo col fazzoletto fino a che a furia di tirarlo fuori il pesce morì!


Domenico Bilotta, Elena Giampapa, Sergio Tamborrino e Claudio Gherardini

domenica 18 novembre 2018

Le giovani sentinelle nel Pratese

Venerdì 16 novembre 3 incontri nel Pratese: due con l’Istituto comprensivo Margherita Hack di Montemurlo e uno con i giovani dell’Istituto Tecnico e Professionale Paolo Dagomari di Prato.

Il buon lavoro di questi anni di ragazzi e ragazze della scuola media Salvemini La Pira di Montemurlo, l’attenta interlocuzione degli amministratori, le belle proposte di studenti e studentesse hanno avuto come effetto quello di coinvolgere nel nostro percorso educativo anche scolari e scolare della classe quinta della scuola primaria Alberto Manzi.

Ad esordire  nelle prime due ore nella sala Banti, ampia e accogliente, sono stati i veterani di quattro classi terze e seconde che avevano partecipato lo scorso anno al nostro percorso. Con loro abbiamo ripreso il ragionamento sul rispetto delle regole e su come l’inosservanza nasconda che si favoriscono interessi privati a scapito di quello pubblico. Questa disattenzione ne genera altre che hanno conseguenze distruttive sulla convivenza civile e sull’idea stessa di cittadinanza e alimentano, a loro volta,  ulteriori comportamenti illeciti in una sorta di spirale dell’illegalità.  Le sollecitazioni hanno favorito uno scambio fitto e serrato che si è protratto fino all’ultimo momento, quando studenti e studentesse di altre tre classi e scolari e scolare della scuola primaria erano pronte ad occupare i posti della sala.

Con questo nutrito gruppo di esordienti abbiamo ricordato la vicenda di Antonino Caponnetto, le indagini del pool antimafia, il maxiprocesso, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Poi abbiamo raccontato della scelta di Antonino Caponnetto di incontrare i giovani per sollecitarli ad essere cittadini attivi e responsabili. La Fondazione ha ripreso la bandiera della legalità alla morte del giudice e ha lanciato la sfida ai giovani: In modo del tutto analogo, anche abbiamo proposto di occuparsi di una emergenza del territorio, di studiarla e di farne oggetto di discussione con chi governa la cosa pubblica a Montemurlo il prossimo lunedì 4 marzo quando giovanissimi e genitori saranno ospiti degli amministratori di Montemurlo.

All’Istituto Dagomari di Prato ad attenderci nella loro aula magna tre classi seconde insieme al referente Gerardo Furzi e a due sue colleghe che seguiranno ragazzi e ragazze in questo percorso di cittadinanza. Con noi Angelo Corbo, oramai compagno di viaggio che condivide l’obiettivo di formare i giovani alla responsabilità in difesa dei valori costituzionali e del vivere civile.

Filmati e slide sul progetto e sulla storia del Pool sono serviti a tenere viva la memoria degli accadimenti storici affinché il nostro Paese non continui a brancolare nel buio con il bastoncino bianco come dei ciechi, ma i cittadini divengano consapevoli e responsabili, come i tanti giovani che si sono messi in gioco per essere delle autentiche sentinelle della legalità, proponendo ed elaborando soluzioni e idee, mettendosi a confronto e dialogando con le istituzioni a vari livelli. E i ragazzi e le ragazze del Dagomari ne sono rimasti affascinati e hanno accettato di essere anche loro protagonisti e di continuare finché trovino ascolto.

Infine l’intervento di Angelo: la sua vicenda come agente di scorta di Giovanni Falcone, l’esperienza di studente bullizzato e il suo impegno, grazie alla scuola, a favore dell’antimafia e diventare poliziotto, mettersi a disposizione degli altri. Mentre lui parlava scorrevano le immagini di quel tragico 23 maggio! E Angelo non aveva visto che avevamo messo il filmato e, ad un tratto, si è girato e guardato scorrere le immagini, poi ha guardato i ragazzi e ha rimodulato il suo intervento.

Nonostante siano oramai diversi anni che Angelo ci onora accompagnandoci in questo nostro peregrinare, ha voluto donare ai ragazzi presenti momenti di emozioni che per lui però sono ferite laceranti. Ha spiegato, entrando nei loro cuori e nell’anima, il suo dramma di cosa vuol dire essere un sopravvissuto e di come parlando e rivivendo quei tragici momenti lui muore giornalmente!

Il silenzio e gli sguardi dei ragazzi avrebbero permesso ad Angelo di continuare, dimenticando l’ora della colazione o della ricreazione. Imparando a conoscerlo più a fondo e incredibilmente, ieri ancora di più, gli sguardi di quei ragazzi e quelle ragazze hanno donato ad Angelo la catarsi e la liberazione dalle sue angosce. 
L’appuntamento a Prato è per il prossimo lunedì 11 marzo.


Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino