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sabato 16 novembre 2019

Giovani sentinelle nel pistoiese




Lunedì 11 novembre due appuntamenti con le Giovani sentinelle di Agliana e di Pescia.

All’Istituto Capitini ci hanno accolto ben cinque classi (una di veterani) per questa nuova avventura educativa. La scuola partecipa ai nostri progetti sin dal 2009 e in questi anni, abbiamo ricordato ai ragazzi e alle ragazze, sono stati tanti e molto interessanti i temi affrontati e incisive le proposte che abbiamo ascoltato e che i giovani hanno discusso con gli amministratori locali. Abbiamo voluto rammentare significativamente la “provocazione” di imbiancare la propria aula, a voler sottolineare l’attenzione e la cura per la propria scuola e a sfatare i mille luoghi comuni.

E dagli esempi del passato abbiamo preso il via per sollecitare studenti e studentesse ad un rinnovato impegno, che è poi l’esercizio di una cittadinanza attiva e responsabile, a sperimentare questo abito civico in virtù del quale possiamo contrastare efficacemente malcostume e illegalità. Proprio quel malcostume e quella illegalità che consente alle organizzazioni criminali di “fare affari” anche in Toscana, dove non sono pochi i beni confiscati alle mafie, beni come la tenuta di Suvignano che ha aperto le proprie porte ai cittadini e alle cittadine, dopo che la sua gestione è stata assegnata alle Regione Toscana, grazie anche all’impegno di associazioni e del volontariato.

Abbiamo lanciato la nostra sfida ai ragazzi e alle ragazze dell’Istituto Capitini e con loro ci siamo dati appuntamento al prossimo martedì 3 marzo.

Nella città di Collodi ad attenderci per la prima volta, i ragazzi e le ragazze del liceo Lorenzini di Pescia con il loro insegnante, Giancarlo Carducci, che ha voluto fortemente questo progetto e che aveva già coinvolto i giovani in un incontro in Comune, alla fine dello scorso anno scolastico, in occasione della presentazione del volume di Angelo Corbo,  La strage di Capaci.

Due classi, alcuni di loro già presenti in quella occasione, hanno seguito con attenzione e con curiosità il filmato che ha fatto conoscere loro il giudice Caponnetto, la sua attività a capo del pool antimafia e il suo impegno a favore della cultura della legalità. Di seguito ci siamo soffermati a ragionare della mafia, del riciclaggio del denaro, la sua capacità di coinvolgere chi ha messo al primo posto il “Dio denaro” ed è disposto a fare affari con loro contribuendo insieme ad inquinare l’economia legale, sottraendo risorse e mettendo a rischio la convivenza civile. 

Il comportamento di una parte della politica che riporta ai tempi bui della nostra democrazia. Abbiamo parlato del progetto e di Antonino Caponnetto che esortava i giovani a fare politica, ma con la P maiuscola, e lo spirito del progetto sta proprio in queste sue parole che mirano a promuovere il confronto e lo scambio, il protagonismo di ciascuno per rafforzare e contribuire al benessere comune. Senza tale protagonismo, senza la partecipazione attiva dei cittadini non è possibile difendere la democrazia. Né sono da dimenticare le parole profetiche di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che incitavano i giovani a non girarsi dall'altra parte e ad impegnarsi a far camminare sulle proprie gambe le idee di libertà, di giustizia e responsabilità.

La visione del secondo filmato sui lavori svolti dai loro coetanei in tante parti d’Italia lo scorso anno e il silenzio partecipato che si percepiva nella sala fa ben sperare nella loro disponibilità a mettersi in gioco e sperimentare la forma di cittadinanza attiva e responsabile. Con orgoglio il loro insegnante Giancarlo Carducci ha voluto precisare che i ragazzi hanno già sviluppato alcune proposte sul loro tema che li vedrà protagonisti e propositivi alla discussione e al confronto di martedì 3 marzo con la propria amministrazione.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

sabato 26 ottobre 2019

Conferenza finale progetto Sentinelle Sicilia


Lunedì 21 ottobre lo splendido teatro Politeama di Palermo ha accolto le delegazioni delle numerose scuole siciliane che hanno partecipato al percorso delle Giovani sentinelle nell’anno scolastico 2018-2019. Ragazzi e ragazze anche dalle province più lontane si sono svegliati presto (molti anche alle 4 del mattino!), per essere a Palermo in orario per questo appuntamento conclusivo che, come nella tradizione del progetto, darà anche il via alla nuova edizione.
A porgere il saluto della Regione Siciliana Giancarlo Armao, vicepresidente, che ha ringraziato gli insegnanti per il loro lavoro così importante di guidare ragazzi e ragazze, dalle prime classi fino al termine degli studi superiori, a divenire cittadini attenti e responsabili. In questo loro compito i docenti hanno quali stelle polari i valori “scolpiti” nella nostra Carta costituzionale, valori da preservare costantemente per reggere la vita civile della comunità cui apparteniamo. L’impegno di chi amministra e governa la cosa pubblica è di lasciare un tale patrimonio che costituisca dei punti di riferimento solidi per la vita associata e per il rispetto dei diritti di ciascuno.
La Fondazione ha aperto i lavori veri e propri con il ricordo di Antonino Caponnetto, del suo apostolato civico a favore della legalità e della cittadinanza che costituisce il lontano esordio delle giovani sentinelle. Quella intuizione del giudice di incontrare giovani e giovanissimi nelle scuole ha costituito il primo nucleo del nostro progetto che ha avuto sviluppi ed esiti importanti.
Il video che riassume i lavori dell’intero anno scolastico ha ricordato a tutti gli intervenuti, giovani e docenti, esponenti politici e amministratori, i temi di cui si sono occupati ragazzi e ragazze, le urgenze che hanno prima approfondito a scuola e poi posto all’attenzione di sindaci e assessori, negli incontri di marzo, e che hanno condiviso e scambiato fra di loro e con i Consorzi dei Comuni di molte province negli appuntamenti di maggio. 
Abbiamo poi introdotto il Botta e risposta ricordando la vicenda incredibile delle polemiche suscitate dalle parole di un amministratore di una discarica siciliana, il quale ha affermato che è disdicevole usare bambini, che lamentano il loro diritto alla salute, e ha scritto ai dirigenti scolastici degli istituti che «qualsiasi coinvolgimento delle istituzioni scolastiche che dovesse concorrere alla commissione di illeciti civili e penali nei confronti della società verrà perseguito nei termini di legge». La scuola media è una delle nostre compagne di viaggio nel percorso di cittadinanza e abbiamo voluto rammentare che i diritti di libertà di parola e di giudizio non possono essere negati ai cittadini e alle cittadine, sia pure minori, che esprimono preoccupazioni e critiche. Sorprendono i toni soprattutto in relazione a quanto dispone l’articolo 32 della nostra Costituzione e la tutela della salute dovrebbe essere in cima ai pensieri di ogni cittadino e cittadina.  
Ha preso per primo la parola Roberto Lagalla, assessore regionale all’Istruzione, che ha ribadito la volontà e la disponibilità al confronto e al dialogo con i giovani della Regione Siciliana, ricordando che l’impegno suo, della giunta e del presidente Musumeci è quello di valorizzare i momenti e le opportunità anche extracurriculari a favore della legalità e la cittadinanza. Ha riconosciuto che le urgenze dell’insediamento hanno distratto dal dare puntuale risposta alle richieste di incontro dei giovani lo scorso anno e la scelta di accoglierli nel teatro Politeama è segno di attenzione e la Fondazione e le Giovani sentinelle hanno apprezzato questa disponibilità a fare del teatro Politeama lo spazio della Conferenza finale anche in futuro. Coerenti con il nostro impegno abbiamo continuato a bussare alla porta senza pregiudizi e nel pieno rispetto delle regole e delle buone prassi, siamo lieti di avere visto soddisfatte le nostre ragioni, che sono poi quelle di ogni cittadino e cittadina: il diritto all’ascolto e all’interlocuzione.
Barbara Floridia, senatrice della Repubblica, ha dichiarato di essere in buona sintonia con la platea per essere stata fino al suo impegno parlamentare un’insegnante, e ha ricordato che ha avuto bisogno di un periodo di apprendistato per esercitare il proprio mandato parlamentare.
Piero Grasso è un amico della Fondazione, è stato ospite e interlocutore delle giovani sentinelle in Toscana quando era Procuratore nazionale antimafia, ha voluto sollecitare politiche di sostegno ai giovani per il loro impiego in modo da sottrarli alla precarietà e ai rischi e ricatti anche delle organizzazioni criminali.
Poi sono stati ragazzi e ragazze, grandi e piccoli, con le domande preparate e scritte sui foglietti ad incalzare gli esponenti politici, spaziando dalle questioni relative all’ambiente, un tema di grande interesse come abbiamo constatato non solo nelle altre Conferenze di quest’anno ma anche nella decennale esperienza delle Giovani sentinelle, agli spazi, sia a scuola sia in città.
Pur nell’apparente distanza sono temi legati dalla necessità di salvaguardare il territorio nel suo senso più ampio, come lo spazio entro cui si vive nel rispetto dei limiti propri delle leggi naturali e dei diritti che ci derivano come cittadini eguali e liberi. Fra i ragazzi e le ragazze vi è piena consapevolezza dei rischi per il clima e la stessa sopravvivenza sulla Terra che quelli più grandi hanno proposto di riscrivere l’articolo 9 della Costituzione, quello che tutela i beni culturali e ambientali, con l’aggiunta di un riferimento tassativo a conservare il patrimonio del nostro pianeta alle generazioni future.
Gli spazi di cittadinanza che invocano ragazzi e ragazze sono gli stessi che si ripropongono in tante scuole di città diverse, a testimoniare un’esigenza forte e condivisa, e sono gli stessi che invoca la Fondazione nei confronti di chi governa la cosa pubblica perché accolga giovani e adulti e discuta e si confronti con loro. Ma la richiesta di studenti e studentesse ha obiettivi più larghi e non riguarda solo la democrazia e la libertà, coinvolge pure i temi del tempo libero e dello svago fuori dal consumo, il luogo dove costruire relazioni e legami. Questi spazi, in Sicilia, sono anche quelli delle ville comunali e parchi, oggetto di diversi progetti, che hanno chiamato in causa gli amministratori locali per la mancanza di manutenzione o perché chiusi e in stato di degrado. Tutti gli esponenti politici hanno concordato con la misura di allungare gli orari di apertura delle scuole, la possibilità che le stesse accolgano anche cittadini e cittadine, e questa sarebbe una prima misura di attenzione nei confronti delle numerose e ripetute richieste che abbiamo registrato in questi anni.
Disoccupazione o emigrazione? Questa alternativa è stata sollecitata dai più grandi e le risposte hanno fatto riferimento a politiche di investimenti pubblici e privati, di bandi di concorsi pubblici, di sgravi fiscali per le aziende che assumano i giovani, green new deal. Ma per contrastare la disoccupazione occorre studiare, perché non ci sono ricette miracolose, incentivare le politiche scolastiche, impiegare le risorse, è necessario l’impegno di ciascuno.
La questione dell’ergastolo ostativo tiene banco nel dibattito pubblico e ha fatto irruzione anche nella discussione fra le giovani sentinelle e Pietro Grasso si è dilungato ad illustrare le ragioni per mantenere questo strumento di contrasto. Proprio aver introdotto la questione dell’ergastolo è la miglior prova che fra i giovani è forte la consapevolezza di contrastare la mafia e questo percorso insieme a tanti altri favorisce questa consapevolezza e gli intendimenti di ragazzi e ragazze, confermando quell’intuizione di Gesualdo Bufalino secondo cui la mafia sarà sconfitta da un esercito di maestre elementari.
Sono stati i ragazzi e le ragazze dell’Istituto Don Sturzo di Bagheria a chiudere questa parte della mattinata con il loro intervento musicale che ha coinvolto l’intero teatro.
Poi ha preso la parola Gianluca Calì. Le sue parole ci hanno riportato alle durezze quotidiane della mafia che minaccia, che non tollera insubordinazioni e non ammette che qualcuno si ribelli alle sue richieste. Ci vuole sottomessi e silenziosi per poter proseguire indisturbata nei suoi affari, leciti e illeciti, e se qualcuno si ribella e dice di non voler pagare il pizzo perché vuol essere libero e difendere la propria dignità, allora scattano minacce, intimidazioni, pressioni, fino agli attentati. A tutto ciò ha provato ad opporsi Gianluca Calì con le armi della denuncia, non solo penale ma anche quella pubblica raccontando e rifuggendo dal silenzio.
Le sue parole hanno alimentato la speranza e il desiderio di  resistere e di opporsi e ci hanno rafforzato nella convinzione che il prossimo ottobre 2020 dovremo preparare ben due appuntamenti per la Conferenza finale: uno a Palermo, per la Sicilia occidentale, e uno a Messina, per quella orientale, in modo da favorire la partecipazione larga, evitando levatacce. Abbiamo posto la questione dei costi degli spostamenti alla Regione Siciliana chiedendo che contribuisca in modo da consentire la presenza anche per gli istituti che hanno difficoltà. E queste due proposte abbiamo avanzato all’assessore Lagalla, rimasto fino alla conclusione. La scelta di Messina per la prossima Conferenza finale ha ragioni precise: l’amministrazione comunale e la Città metropolitana non hanno accolto ragazzi e ragazze negli appuntamenti di marzo e maggio e allora sono le giovani sentinelle delle altre città a correre in aiuto e a solidarizzare, a irrobustire le fila di chi chiede a chi governa la cosa pubblica di accogliere e discutere, di ascoltare e confrontarsi, e questa solidarietà ci auguriamo che sia contagiosa anche in tante altre città del nostro Paese. Negli anni successivi chiederemo ospitalità a Catania, sede naturale della Sicilia orientale.
Appuntamento lunedì 28 a Padova con le Giovani sentinelle del Veneto.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 21 maggio 2019

Terzo incontro per le giovani sentinelle pistoiesi

Giovedì 2 maggio hanno preso il via gli appuntamenti delle giovani sentinelle a livello provinciale e ad esordire sono stati i ragazzi e le ragazze del pistoiese, i più grandi dell’Istituto Capitini di Agliana e i più giovani del comprensivo Caponnetto di Monsummano. 

Assenti gli altri giovanissimi della montagna pistoiese, di Cutigliano e di San Marcello Pistoiese, che pur avendo iniziato in ritardo avevano lavorato duramente sui temi delle dipendenza da alcol elaborando riflessioni e proposte molto interessanti con manifesti e pubblicità, ma la rinuncia della scuola ha impedito loro il confronto con gli altri giovani, ad esempio quelli del Capitini che hanno pure affrontato gli stessi temi, e lo scambio sarebbe stato interessante e suscettibile di ulteriori sviluppi.

Il consigliere provinciale Gabriele Giacomelli ha accolto giovani, insegnanti e fondazione ricordando Antonino Caponnetto, uomo e giudice esemplare per la dedizione nel suo lavoro professionale e per l’impegno profuso a favore della cultura della legalità e della cittadinanza nell’ultima parte della sua vita.

La fondazione ha introdotto i lavori ricordando quanto sia importante questo terzo appuntamento, ospitato nelle sale della Provincia, quando ragazzi e ragazze di scuole differenti si incontrano e mettono in comune le proprie esperienze, condividono percorsi e linguaggi, progetti e proposte.

Questo terzo appuntamento ha tali caratteri specifici a cui dobbiamo aggiungere anche la domanda che ogni giovane deve porsi: ma io che cosa posso fare?

Hanno preso per primi la parola i più piccoli del comprensivo intitolato al giudice Caponnetto: Mettiamo la mafia in panchina e su questo tema hanno scritto articoli nell'ambito del concorso del giornale La Nazione Cronisti in classe. Ma oltre ad essersi occupati di mafia sono stati impegnati in lavori di pulizia e ripristino del giardino della scuola e hanno recuperato le panchine tinteggiandole. Questi spazi recuperati saranno inaugurati il prossimo 3 giugno. Ci sono state poi delle iniziative della scuola contro lo spreco e la difesa dell'ambiente e un mercato del riciclo

In ultimo, con la regia di Luca Ferrante, alunni e alunne del Consiglio comunale dei ragazzi sono stati i protagonisti di un cortometraggio contro il bullismo presentato in tutte le classi.

Poi hanno preso la parola i più grandi del Capitini che si sono occupati di prevenzione delle dipendenze. Studenti e studentesse delle quattro classi che hanno partecipato al nostro percorso hanno acquisito prima le informazioni in ambito della prevenzione, hanno sottolineato la pericolosità del consumo occasionale di alcolici, hanno approfondito il tema con incontri con il dott. Balli, con le comunità Incontro e Nuovi Orizzonti, hanno visto il film La mia seconda volta e hanno presentato il proprio lavoro alla consulta dei genitori della scuola e all'assemblea della scuola.

Non hanno limitato il loro lavoro alle sole dipendenze da alcol, hanno allargato l’orizzonte occupandosi anche di gioco d’azzardo e di social e, alla fine hanno preparato un bel video, Fuori gioco, originale per lasciare aperto il finale, a sottolineare l’importanza della scelta che ogni uomo o donna deve compiere e hanno concluso con un slogan intrigante sul piano linguistico: Se vuoi vincere lascia perdere.

In conclusione hanno rilanciato alcune proposte: dotare di etilometro gli spazi dove si distribuiscono alcolici e aumentare le sanzioni per scoraggiare gli abusi. Hanno poi elaborato una serie di domande che hanno proposto a compagne e compagni per farli riflettere sulle dipendenze e hanno richiesto poi una maggiore sorveglianza su tutto il territorio e in particolare all'uscita delle scuole, al cui interno dovrebbe esserci un centro di ascolto.

Per tutto questo loro lavoro chiedono ospitalità sul sito della Provincia in modo da sensibilizzare gli adulti sul tema delle dipendenze e Gabriele Giacomelli, che ha preso la parola subito dopo ha preso l’impegno di portare l’argomento in Consiglio e di convincere gli altri membri ad approvare la richiesta.

È stato contento di essere stato presente a queste presentazioni perché sono testimonianze di passione e di grandi capacità e il nostro Paese ha bisogno di uomini e donne coraggiosi e preparati, rimarcando il ruolo e l'importanza della scuola e l'intuizione del giudice Caponnetto, davvero geniale nel tornare fra i banchi per sollecitare ragazze e ragazzi all’impegno e alla responsabilità.

Giuseppe Balli, alcologo e referente della fondazione, ha apprezzato molto le proposte e le modalità con cui vogliono diffondere i messaggi e ha sottolineato quanto sarebbe importante che i Comuni promuovessero dei veri e propri approfondimenti su questi temi di interesse generale.

Domenico Santagati, già insegnante dell’istituto Capitini e in quella veste compagno di viaggio in questo percorso ha voluto riprendere il tema della responsabilità, di quanto le scelte individuali possano modificare comportamenti e atteggiamenti, mentre si corre il rischio di una minore efficacia con richieste generiche di una maggiore severità nelle pene e nelle punizioni.

Nel sottolineare questa difficoltà vi è la consapevolezza che l’appello alla severità o i maggiori controlli sono i lidi sicuri quando il tema della responsabilità richiede un’attenta analisi dei propri modi di fare e con questa sottolineatura abbiamo chiusa la mattinata intensa e ricca.

Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino, Claudio Gherardini, Domenico Santagati e Giuseppe Balli

venerdì 3 maggio 2019

In attesa dei terzi incontri altri secondi appuntamenti comunali per la Toscana

Lunedì 8 aprile secondo appuntamento a Lastra a Signa con i giovanissimi della scuola media che si sono ritrovati nella sala consiliare con le loro insegnanti, Rossella Ciuffi e Laura Giardini, accolti dalla sindaca, Angela Bagni, e dalla presidente del Consiglio comunale, Gemma Pandolfini. 

Pronti e preparati con i loro cartelli e i video ragazzi e ragazze hanno preso la parola dopo i saluti degli amministratori e l'introduzione della fondazione che ha ricordato al gruppo di genitori presenti il significato del progetto che raccoglie l’eredità di Antonino Caponnetto. Il percorso educativo prevede questa esperienza di cittadinanza in modo che ragazzi e ragazze sperimentino cosa vuol dire essere attenti e responsabili, agli altri e all’ambiente, custodi dei beni che appartengono a tutti, accorti nel rispetto delle regole ed esigenti sul piano dei diritti. E in questo percorso è importante il contributo anche dei genitori e dei cittadini.

Poi hanno preso la parola studenti e studentesse. In ordine hanno ripreso alcuni temi di cui si sono occupati lo scorso anno per proseguire con approfondimenti, precisazioni, suggerimenti, proposte articolate il ragionamento sulle mafie e sull’illegalità. 

Hanno affrontato anche aspetti che usualmente non vengono correlati alla idea di mafia ma che invece sono chiaramente comportamenti che per metodo o per fine contribuiscono al pesantissimo danno che la illegalità diffusa porta alla vita di tutti i cittadini.

Omertà, la parola chiave che “manipola le menti delle persone”, mina il rispetto per gli altri.
Agromafie e Zoomafie, fenomeni dei quali ci si occupa poco ma che son vastissimi e comprendono anche lo sfruttamento del lavoro nero o sottopagato. 

Questo fenomeno di sfruttamento va indagato e i ragazzi chiedono che anche a Lastra a Signa si controlli che non vi siano attività di caporalato. Su questo problema gli studenti sentinelle chiedono di effettuare un volantinaggio informativo per la popolazione.

Altri aspetti “mafiosi” sono il voto di scambio, l’evasione fiscale, per la quale i ragazzi lanciano un appello a chiedere sempre scontrini e fatture dei propri acquisti, e il pizzo, racket estorsivo sulle attività economiche.

Nello stesso ambito mafioso le sentinelle inseriscono anche il gioco d’azzardo e chiedono più stretti controlli sull’età di chi frequenta le sale giochi e una maggiore informazione nelle scuole sui rischi che corrono i ragazzi giocando.

L’approfondimento appassionato delle sentinelle di Lastra a Signa ha riguardato anche un sondaggio scolastico sui termini concussione e corruzione che ha portato a risultati deludenti e di conseguenza all’esigenza di fare informazione in merito.

Ma forse ciò che fa comprendere quanto questi studenti abbiano ben compreso quale sia e quanto sia vicino a noi il comportamento mafioso, è che, assieme a tutti questi aspetti che probabilmente ancora non sono proprio “sentiti” alla loro età, abbiano inserito anche il bullismo. 

“Il bullismo è la mafia dei ragazzi” ha affermato uno dei giovani studenti relatori di questo ampio programma informativo e propositivo su aspetti fondamentali della vita odierna.
Questa affermazione potrebbe sembrare esagerata ma invece descrive come nasce il comportamento mafioso che non attecchisce fra malviventi ma anche tra normalissimi e giovanissimi ragazzi a scuola.

Per spiegarlo, hanno diviso il fenomeno: bullismo diretto, indiretto e psicologico, verbale, cyberbullismo e hanno poi esortato a non lasciare da soli i bulli, sostenendo le attività della scuola e organizzando incontri che affrontino i motivi di questi comportamenti spesso molto gravi.

Prosegue poi il programma de Il domani nelle mani, originale percorso che nel corso di questi ultimi anni studenti e studentesse dell’istituto hanno animato e arricchito con tanti lavori ed esperienze. Già il titolo è talmente aderente alle esortazioni di Antonino Caponnetto da far capire quanto egli fosse in sintonia con questi studenti, i loro predecessori e coloro che seguiranno. 

Quanto Caponnetto avesse chiaro come i ragazzi siano padroni del loro presente e del loro futuro e come siano decisivi per la comunità civile.

Il domani nelle mani è una iniziativa di monitoraggio sulle attività e prospettive passate presenti e future della scuola e degli studenti, volta a giudicare se il percorso sia buono e quali siano i risultati. 

Sembrava già un pomeriggio ricco del lavoro di questi ragazzi “delle medie” ma ancora doveva venire una parte importante e persino progettuale, quella urbanistica!

Le indagini sul territorio portate a termine dalle sentinelle di Lastra hanno posto in evidenza una notevole varietà di aspetti:
Manutenzione: alcuni aspetti da migliorare in vari punti del comune.

Barriere architettoniche, annoso problema che affligge spesso senza rimedio i centri storici e non solo.
Viabilità, con alcune arterie locali troppo trafficate e una in particolare minacciata da una frana di grandi dimensioni.

Piste ciclabili che i ragazzi richiedono numerose e in particolare per il percorso da Malmantile alle stazione di Signa e Lastra a Signa.

Infine tutte queste “commissioni”, dopo il lavoro dettagliato, convergono sull’esigenza che a Lastra a Signa sia creato un centro sociale che sia un luogo di svago ma anche un museo dove esporre quanto realizzato dalle scuole, un cinema dei ragazzi, e che Lastra crei un evento multiculturale internazionale che accolga ragazzi e ragazze dal mondo.

La sindaca Angela Bagni e la presidente del Consiglio comunale, Gemma Pandolfini hanno seguito con attenzione la densa esposizione e hanno preso l’impegno di rivedersi con i ragazzi e le insegnanti per scendere nei dettagli di quanto sia possibile realizzare a breve termine di quanto esposto e chiesto.

Due ore intense di confronto sono volate troppo in fretta e ci siamo dati appuntamento a Firenze per il terzo appuntamento.


Sergio Tamborrino e Claudio Gherardini

venerdì 29 marzo 2019

Giovani sentinelle fra la Sicilia e il Veneto



Giovedì 21 marzo dall'entroterra di Palermo, con i borghi di Giuliana e Contessa Entellina, il ponte della legalità si congiunge con le giovani sentinelle di Mira (VE) a San Giovanni Lupatoto (VR). Da nord a sud voglia di essere protagonisti del loro futuro.

I due piccoli comuni della valle del Belice, insieme con quello di Chiusa Sclafani, dove l'incontro si è tenuto mercoledì 20, sono sede di tre plessi di un unico comprensivo, il G. Reina, ma i ragazzi e le ragazze hanno deciso di condividere anche un unico tema: Ci vivo… Non me ne vado!. 

Giovani, formazione, territorio, lavoro. Il loro tentativo è di mettersi insieme, gridare il loro disagio, pensare ad un futuro lavoro per non essere costretti a lasciare un prossimo domani la loro terra. Nella loro giovane età non vogliono arrendersi, sono coscienti di essere nel giusto, è ben scolpito anche nella nostra Carta costituzionale che è un loro diritto, e i ragazzi del plesso di Giuliana, come quelli di Chiusa Sclafani prima e quelli di Contessa Entellina dopo, lo evidenziano bene nel loro filmato. Storia, Arte, Cultura fanno parte di questi luoghi. 

Qui nel passato si andava a teatro, si coltivavano le arti e le scienze, si praticavano i commerci e si tessevano rapporti con le altre culture del Mediterraneo! Da altre parti si davano clavate in testa! Irrompe in chiave moderna l'antica Questione meridionale!

Proseguono nel presentare i loro prodotti, le bellezze naturalistiche, luoghi che potrebbero diventare mete di turismo, ma la realtà è ben diversa: d'inverno rimangono isolati perché le strade più che strade sono sentieri e mulattiere tracciate dai loro avi. Non è populismo dire che qui il TAV sa di marziani. Non è la mafia a renderli schiavi, la mafia è l'avvoltoio, i cadaveri sono l'esito di processi i cui responsabili sono altri!


Nel bel castello di Giuliana le giovani sentinelle del piccolo borgo sono pronte al loro confronto, guidati dal paziente impegno della dirigente scolastica, Francesca Cusumano e dalla referente, Antonella Campisi, che condividono con noi questi due giorni di cittadinanza nei loro plessi. Ragazzi e ragazze hanno preparato per oggi 21 Marzo, giornata in memoria delle vittime di mafia, l'elenco dei 1.012 nomi scritti su dei fogli posti per terra formando una lunga fila che va dall'ingresso fino in fondo, davanti al tavolo degli oratori. I giovanissimi ricevono il saluto del sindaco, Francesco Scarpinato, che deve lasciare la sala perché impegnato per motivi istituzionali, e hanno come interlocutori l’assessora all'Istruzione, Ilaria Candiloro, il vice sindaco, Pietro Quartoraro, e il responsabile dei beni culturali Piero Altamore. Come per i loro coetanei di Chiusa, presentano il loro filmato fatto insieme a compagni e compagne di tutti i plessi, mentre nel loro intervento pongono l'attenzione sulla realtà di Giuliana.

Pietro Quartoraro, prendendo la parola si complimenta con i suoi giovani cittadini. Rivolgendosi ai presenti e ad Angelo Corbo, ricorda quando da giovane studente seppe dalla televisione della strage di Capaci, poi entrando nel merito delle problematiche poste dai ragazzi riconosce e lamenta la conseguente fuga dei giovani da queste realtà ma aggiunge che non possono farcela da soli.

Conclude l'incontro Angelo e il suo intervento annichilisce tutti, racconta la sua storia di giovane palermitano, vissuto in un quartiere ad alta intensità mafiosa, la sua scelta di fare l'agente di scorta a Giovanni Falcone, suo condottiero, colui che con la sua lotta poteva portare dignità ai siciliani e al Paese intero, ma tradito da una parte dello Stato colluso.

Il tempo di spostarci e siamo a Contessa Entellina dove è presente una piccola comunità greco-albanese. Ad essere padrona di casa è la dirigente scolastica con il suo esercito di insegnanti e la referente Antonella Campisi in quanto, per motivi di spazio, l'amministrazione non può ospitare i giovani. Presente il sindaco, Leonardo Spera, che saluta la sua comunità e con attenzione segue gli interventi dei ragazzi. Segue il confronto poi nel suo intervento fa conoscere le tante iniziative che il Comune fa per attrarre il turismo ma anche per mantenere viva le tradizioni e i valori di questa comunità.

La Fondazione in tutti i suoi interventi siciliani ha ricordato le opportunità che il percorso formativo offre ai ragazzi nei vari incontri con momenti di confronto e di dibattito, di proposta e di condivisione, ma è importante anche per le Amministrazioni questa attenzione e questo ascolto per cogliere proposte e richieste sui temi scelti dai giovani cittadini e di condividerne il percorso con Province Regioni e Governo. Perchè di risposte in molti incontri non ce ne sono state. Con queste sollecitazioni ci siamo dati appuntamento per martedì 7 Maggio per l'appuntamento provinciale.


In Veneto gli altri due appuntamenti della giornata: a Mira (VE) e San Giovanni Lupatoto (VR).

A Mira ragazzi e ragazze dei due plessi, Galilei di Gambarare e Leopardi di Mira, hanno accolto nell’auditorium di quest’ultima scuola il sindaco, Marco Dori, per questo secondo appuntamento delle Giovani sentinelle. Studenti e studentesse delle sei classi terze erano troppi per la sala consiliare e per questa ragione abbiamo tenuto l'incontro a scuola.

Nell'introdurre i lavori abbiamo voluto ricordare Antonino Caponnetto che ha avuto il merito di istruire il primo grande processo contro la mafia e che ci ha lasciato in eredità il compito di promuovere percorsi educativi di cittadinanza con l'obiettivo di formare cittadini attenti e responsabili. Nella ricorrenza della memoria delle vittime di mafia abbiamo voluto sottolineare alcune vicende di giovanissimi assassinati da mafiosi: Graziella Campagna, Claudio Domino, Giuseppe Di Matteo per ricordare che le cosche uccidono senza alcun riguardo grandi e piccoli, innocenti o meno per perseguire i propri obiettivi.

E nel suo saluto anche Marco Dori ha sottolineato l'importanza della memoria, senza la quale non può esserci una comunità coesa e che condivide valori e fini.

Poi, a turno e con molta diligenza, hanno preso la parola ragazze e ragazzi sotto la guida attenta di Stefano Corrà, l'insegnante referente che ha coordinato i lavori insieme a colleghi e colleghe.

Ambiente e sicurezza il tema scelto ad unificare i diversi contributi che hanno spaziato dalle tecnologie per salvaguardare l'ambiente, come un'applicazione per segnalare abusi e problemi, ai luoghi abbandonati e malmessi, dagli spazi comuni che hanno bisogno di manutenzione all'illuminazione pubblica, dai luoghi da salvaguardare come le ville al forte Poerio da riscoprire e trasformare in luogo per mille sperimentazioni ai giardini pubblici, dai parcheggi rosa alla fermata dell'autobus e alle barriere architettoniche. In breve il tema sicurezza declinato con l'esigenza di ricostruire condizioni di vivibilità e benessere.

E Marco Dori non si è sottratto al confronto e alle puntualizzazioni. Innanzitutto richiamando tutti alla responsabilità nei comportamenti quotidiani, nei piccoli gesti che aiutano, come nel caso del risparmio energetico e nella gestione dei rifiuti che non dovrebbero essere abbandonati. Ha poi ricordato una serie di misure già attive: l'applicazione per segnalare abusi e problemi esiste, anche se poco usata, e il Comune intende rilanciare lo strumento dell'Art bonus che consentirebbe di aver finanziamenti da soggetti privati per il recupero del patrimonio artistico. Ha condiviso la proposta di pulire i parchi e lanciato quella del cinema all'aperto da portare in diverse parti del comune. 

Proprio il suo invito alla responsabilità costituisce un buon inizio per una collaborazione più stretta fra i giovani e l'amministrazione e questo aspetto abbiamo sottolineato come qualificante del nostro percorso educativo, sollecitando i giovanissimi a non rinunciare alla possibilità di proseguire il confronto.

Beppe Vitale è stato agente di scorta di Antonino Caponnetto e, nell'ultima parte dell'incontro, ha raccontato la sua esperienza con toni calorosi ed emozionanti. Il silenzio che ha accolto le sue parole commosse nel ricordare Antonino Caponnetto e i tanti uomini che hanno compiuto e compiono il proprio dovere è stato il miglior segno di quanto ragazzi e ragazze hanno apprezzato la sua testimonianza.

I sentimenti che ha suscitato sono stata la migliore chiusura di un bella mattinata. Con tutte e tutti l'appuntamento è a Venezia il prossimo mercoledì 15 maggio.



Nella sala consiliare del Comune di San Giovanni Lupatoto le giovani sentinelle dell'Istituto comprensivo 1 sono state accolte dall'assessora Debora Lerin, che ha la delega all'Istruzione, e dal collega di Giunta, Maurizio Simonato, che ha quella al Sociale e alla Sicurezza. Hanno salutato ragazzi e ragazze e li hanno lodati per l'impegno con il quale hanno affrontato il percorso educativo alla cittadinanza, ringraziando la fondazione per l'opportunità offerta con la propria proposta. Hanno poi sottolineato la straordinaria coincidenza dell'incontro con la ricorrenza della memoria delle vittime di mafia. Hanno poi sottolineato il tema delle regole e del rispetto di esse quale strumento per una buona convivenza.

La fondazione ha voluto ricordare l'impegno di Antonino Caponnetto, sia quello professionale di giudice che ha istruito il primo grande processo alla mafia sia quello di testimone del suo tempo, di colui che ha scelto di raccontare le vicende di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. E la fondazione, che ha raccolto la sua eredità, prosegue con il progetto delle giovani sentinelle a raccontare e a sollecitare, a proporre e a rilanciare i temi della legalità e della cittadinanza.

Con la guida di Filippo Miraglia, l'insegnante referente che con la sua collega guida ragazzi e ragazze in questo percorso, i giovanissimi hanno preso la parola per raccontare della propria scuola, confermando quel dato di attenzione e di cura della scuola di cui siamo testimoni noi in questi anni, il luogo in cui giovani e giovanissimi trascorrono molto tempo e scoprono le regole della convivenza e la dimensione civica. Quelli del comprensivo hanno introdotto il proprio lavoro con le riflessioni sulla legalità e su come il rispetto delle regole diviene pratica quotidiana e tratto significativo del nostro comportamento. Per questo hanno sollecitato interventi per migliorare la scuola, abbattere le barriere architettoniche e la questione dei graffiti, la raccolta differenziata a scuola. In breve alcuni interventi che riqualificherebbero la scuola, rendendola ancora più gradevole e ospitale.
Debora Lerin ha voluto riassumere le scelte dell'amministrazione e, in particolare, quella di cominciare dall'altra scuola media l'opera di rimessa a nuovo. Ha sottolineato le difficoltà nell'intervenire per le caratteristiche strutturali dell'edificio, ma ha comunque ribadito l'impegno suo e di tutta l'amministrazione nel risolvere le questioni che gli studenti e le studentesse hanno sottolineato. Un primo passo è l'adozione del Piano di eliminazione delle barriere architettoniche. L'obiettivo è poi quello di approvare un progetto definitivo entro la fine della consiliatura che impegni anche il prossimo Consiglio. 

Ha poi informato i giovani che è allo studio del Consiglio il nuovo regolamento sulla street art che definirà con maggiore precisione il tipo di interventi ammessi e i luoghi deputati. La fondazione ha invitato l'assessora ad ascoltare e accogliere alcune delle esigenze espresse dai giovanissimi, dando un segnale di attenzione alle sollecitazioni che giungono dalla società civile.  

Maurizio Simionato si è soffermato sui temi della sicurezza e ha illustrato alcune delle misure che l'amministrazione intende adottare per garantire una maggiore sicurezza dei cittadini.

Come a Mira, Beppe Vitale ha raccontato in chiusura un pezzo della vicenda di Antonino Caponnetto e della propria esperienza di investigatore contro la mafia. E di nuovo le sue parole hanno suscitato emozione e grande interesse, lasciandoci alla fine arricchiti dai comportamenti e dalle scelte di uomini e donne che hanno compiuto il proprio dovere.

Il tempo è trascorso in fretta e il Consiglio comunale previsto alla fine dell'incontro ci ha fatto chiudere senza poter fare nemmeno un minuto di ritardo, soddisfatti di questa ulteriore coincidenza: parlare di temi che riguardano tutti in contesti diversi ma comunque significativi.

Con tutti l'appuntamento è al prossimo martedì 14 maggio. 


Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino