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mercoledì 6 novembre 2019

Martedì 5 altri 4 appuntamenti fra Prato e in provincia di Arezzo




A Bibbiena a smentire i luoghi comuni che i politici sono tutti uguali, è stato Francesco Frenos. Già presidente del Consiglio comunale e, con l’insediamento della nuova Amministrazione, assessore con deleghe alla Sicurezza Urbana, ai Rapporti con il Consiglio e al Sociale, ha seguito negli ultimi cinque anni il progetto Giovani sentinelle, sempre accanto ai suoi giovani cittadini, era ad attenderci all’ingresso dell’Istituto Comprensivo B. Dovizi. In sala tanti ragazzi, la Dirigente Scolastica, Alessandra Mucci, l’insegnante  referente, Ilaria Teghini, che sostituisce la vulcanica Wanda Mancini andata in pensione. Ma anche qui un’altra gradita sorpresa a fare la differenza: un giovanissimo sindaco,  Filippo Vagnoli, ha voluto far conoscere la volontà e l’impegno del Comune verso i propri giovani cittadini riguardo la loro formazione a divenire protagonisti responsabili del proprio territorio. 

E ancora: Francesco Frenos, nel salutare commosso i giovanissimi, ha voluto presentare un altro giovanissimo consigliere con delega all’Educazione Civica, Gianluca Donati, che seguirà il percorso formativo e ha voluto rimanere fino alla fine per conoscere meglio tutte le varie fasi del progetto. Tutti comportamenti da far vergognare quelli che hanno rifiutato il dialogo richiesto dai propri giovani o non hanno aperto le porte delle sale per il confronto. Antonino Caponnetto esortava a fare delle scelte dalla parte cui stare e fare pulizia nei propri ranghi. Noi le scelte le abbiamo fatte e denunceremo sempre la parte sbagliata!

Una platea attenta ha seguito e ha partecipato ai lavori, è intervenuto il sindaco dei ragazzi, che ha illustrato il tema scelto lo scorso anno e abbiamo segnato le tracce per questo nuovo anno, tenendo presente anche i cambiamenti negli appuntamenti  di maggio quando ragazze e ragazzi saranno sempre più coinvolti.

Filmati, esempi e suggerimenti che vengono da altre scuole denotano la maturità crescente di ragazze e ragazzi e dinanzi alla vicenda dei giovani di Motta Sant’Anastasia e il loro diritto alla salute e a manifestare sanciti dalla Costituzione, rispondono i ragazzi e le ragazze di Bibbiena offrendo la propria solidarietà ai giovani dell’Istituto comprensivo Gabriele D’Annunzio di Motta Sant’Anastasia, divenendo così anche loro disdicevoli bambini pensanti!

Con loro ci siamo dati appuntamento per mercoledì 26 febbraio.

Gli altri tre appuntamenti della giornata sono a Prato: due con i giovanissimi delle medie e uno con i più grandi dell’Istituto Tecnico P. Dagomari.

Al Comprensivo Pier Cironi ci hanno accolto, con le loro insegnanti referenti Francesca Noci e Roberta Turchi, ragazzi e ragazze di due classi seconde che potranno seguire il percorso fino alla Conferenza finale del prossimo ottobre e poi lasciare il testimone ai compagni più piccoli. Con loro ci siamo dilungati sulla figura di Antonino Caponnetto e sul significato dell’essere cittadini. Quali sono le qualità del cittadino? E nella forma dello scambio e del dialogo abbiamo cercato di delineare i caratteri della cittadinanza e richiamare ragazzi e ragazze alla responsabilità e alla fatica di scegliere il giusto, di non rinunciare a schierarsi, di non voltarsi dall’altra parte, tutti comportamenti che favoriscono il disimpegno e il disinteresse. Ai giovanissimi abbiamo ricordato che per l’appuntamento di maggio introdurremo una modalità nuova di scambio e confronto fra pari in modo che le proposte escano fuori dalla propria scuola e contagino altri coetanei e coetanee, trovino spazio e ascolto nel quartiere e in città.

Entrare nel Convitto Cicognini non è mai banale. Il fascino della storia che lo ha attraversato si mescola con il fascino del presente futuribile di un enorme e poderoso edificio popolato da una moltitudine di studenti di varia età e delle più diverse provenienze. Passato, presente e futuro assieme.

Nel teatro del Cicognini sono arrivati tanti giovanissimi scatenati accompagnati dagli insegnanti Antonio Cavuoti, Maria Barone, Sonia Lombardi e Dario Parisi, Anna Iorio, Elisabetta Collini,Sabrina Consorti, Rossana Tofani, e con loro siamo entrati nel vivo del progetto della fondazione Caponnetto.

In pochi avevano già esperienza delle Giovani sentinelle e pertanto abbiamo iniziato col raccontare la storia del giudice Caponnetto e di come fosse riuscito a coordinare forze investigative e giudiziarie prima scompaginate, fino a creare il pool antimafia e a istruire il maxi processo.

L'unione e la collaborazione possono portare a risultati enormi.

Con i ragazzi abbiamo ingaggiato un confronto su come si può venire "assoldati" dalla criminalità già giovanissimi e magari per strada "casualmente" e il dibattito su come comportarsi si è fatto molto acceso. Come reagire all'avvicinarsi di estranei? Cosa rispondere a proposte "strane" e misteriose ma accattivanti come le offerte di denaro per apparentemente piccole commissioni?

Abbiamo subito proiettato questi dubbi, su situazioni estranee, anche nel mondo digitale mettendo in guardia i giovanissimi presenti dall'accettare contatti con estranei sui canali sociali di internet come Tik Tok che è attualmente il più popolare dei social tra gli under 15, almeno, seguito poi da Instagram. Tutte piattaforme dove chiunque può spacciarsi con un’identità falsa.

Proiettare il video che racconta la vicenda di Antonino Caponnetto, anche dopo averlo visto oramai centinaia di volte, colpisce sempre e i ragazzi lo hanno seguito con attenzione. Alla conclusione una delle docenti, palermitana, ci ha raccontato di come, al tempo, abitasse molto vicino a via D'Amelio e come ricordi in modo lancinante lo scoppio della bomba che uccise il giudice Paolo Borsellino e i ragazzi della scorta, vittime tragiche mai abbastanza ricordate che hanno dato la vita per noi: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Fabio Li Muli.

La mattinata si è conclusa con l'intento di preparare un progetto comune, un obbiettivo individuato democraticamente da presentare al secondo incontro quando i giovani saranno ospiti dell’amministrazione comunale. 

Ultimo appuntamento all’Istituto Dagomari. Tre classi con gli insegnanti referenti, Gerardo Furzi e Costanza Crinetti, ci hanno accolto nell’aula magna della scuola. Una di esse ha già partecipato lo scorso anno ed è stata autrice del bel lavoro sul Deep and dark web e quel loro lavoro aveva suscitato l’interesse e la curiosità dei giovanissimi delle altre scuole della provincia di Prato che avevano invitato quelli del Dagomari ad illustrare il loro lavoro nella propria scuola, anticipando in questo modo il mutamento che intendiamo realizzare in questo anno scolastico. 

E a quel lavoro abbiamo fatto subito riferimento ricordando che la rete televisiva pubblica BBC ha deciso di utilizzare il web oscuro per raggiungere i cittadini di quei paesi che non hanno possibilità di accedere all’informazione per via di una censura stringente. Lo avevamo messo in rilievo lo scorso anno questo aspetto doppio, il web oscuro e profondo come luogo dell’illecito e come luogo dove poter esercitare la libertà di informarsi. 

Dopo aver ringraziato i giovani per averci fatto scoprire questo luogo, abbiamo ripreso a ragionare per analogia: agli occhi di chi è distratto, di chi si disinteressa la mafia si presenta come qualcosa di oscuro e inavvicinabile ma anche come chi offre dei “servizi”, tutti illeciti, ma che soddisfano dei bisogni: smaltire rifiuti pericolosi, soddisfare i desideri dello sballo con la droga o con la prostituzione. Di fronte a tali “proposte allettanti” occorre esercitare pienamente le proprie capacità di giudizio e di discernimento, saper distinguere il grano dal loglio. Per questo compito è necessario formare una coscienza civica e un abito improntato ai valori della Costituzione. E per queste ragioni che la mafia ha più paura della scuola che della stessa giustizia, come ci ricordava sempre Antonino Caponnetto, e siamo sempre più convinti con Gesualdo Bufalino che sarà sconfitta da un esercito di maestre.
L’attenzione e la vivacità dei giovani del Dagomari fa ben sperare nella prosecuzione del percorso educativo.

Per le sentinelle di Prato l’appuntamento sarà invece per martedì 25 febbraio.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 4 giugno 2019

Il terzo incontro con le Sentinelle aretine

Venerdì 17 maggio, ultimo appuntamento in Toscana con le giovani sentinelle. 

Ad Arezzo, al contrario di Venezia, dal momento che la Provincia di Arezzo non aveva sale sufficientemente ampie per ospitare le scuole del territorio, è stato il Comune di Arezzo ad ospitare nel teatro Tenda  della città e, nonostante la ricerca della sala si sia protratta fino all’ultima ora, creando disagi e per alcuni l’impossibilità a partecipare, quattro delle scuole aderenti al progetto hanno avuto modo di confrontarsi non con le proprie istituzioni ma almeno fra loro.

Per i disagi, assieme al problema tecnico del proiettore che abbiamo risolto utilizzando quello della Fondazione, l’incontro è iniziato in ritardo, ma la passione e l’entusiasmo dei ragazzi, i temi e lavori presentati ci hanno ripagato della nostra intransigenza e di non aver deluso le loro aspettative.

Hanno dato il via alla mattinata i ragazzi dell’Istituto comprensivo B. Dovizi di Bibbiena, accompagnati da una delle loro insegnanti, Ilaria Teghini. Si sono dedicati alla loro città, alla sua storia, scritta spesso sulle pietre delle sue mura o nella memoria dei loro “nonni”.
Ispirandosi all’articolo 9 della nostra Carta Costituzionale, che recita: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione», hanno realizzato una ricerca storica fatta anche dalle tante storie racchiuse in angoli, in strade e nella memoria della loro Bibbiena. 

Hanno realizzato un video con interviste agli anziani del luogo e, grazie al contributo del loro Comune in particolare del presidente del Consiglio Francesco Frenos e alla collaborazione con l’associazione degli industriali del Casentino Prospettiva Casentino di cui fa parte anche Aruba, è allo studio la realizzazione di una Applicazione con lo scopo di promuovere il turismo attraverso la storia, i luoghi e le tradizioni di Bibbiena e del suo territorio.
 
Dai ragazzi del Dovizi viene un messaggio fondamentale, fare memoria storica attraverso la conservazione di fatti, di località e persone, indispensabile per la crescita culturale e il progresso del proprio territorio.

Hanno preso poi la parola i ragazzi e le ragazze del Liceo Giovanni da San Giovanni, accompagnati dagli insegnanti Laura Vanni, Letizia Verdi e Francesco Maria Grasso.

Le due classi dell’Istituto hanno realizzato una ricerca approfondita sulle droghe e sullo spaccio tra i giovanissimi in Valdarno, ne hanno analizzato il problema e le strategie di intervento. La scelta è nata dopo l’arresto di un sedicenne trovato con 30 grammi di marijana e grazie a telecamere istallate per l’indagine in un istituto della città, hanno scoperto che minorenni spacciavano droga ai propri compagni nei bagni della scuola. Il bel lavoro si è concretizzato nella realizzazione di un depliant informativo da distribuire con l’obbiettivo di coinvolgere altre scuole della propria città.

Subito dopo, ad essere protagonisti sono stati i ragazzi e le ragazze del liceo Piero della Francesca di Arezzo con i loro insostituibili insegnanti Agostino Fabbri e Daria Meazzini, ormai parte fondamentale del progetto Sentinelle. Con la loro grande esperienza hanno coinvolto un numero considerevole di ragazzi e ragazze in questi 10 anni di collaborazione. Quest’anno la professoressa Meazzini si è cimentata, come alcuni anni fa il suo collega Fabbri, nel ruolo di attrice nel video realizzato dai ragazzi dove, con gli studenti, mette in rilievo, con efficace sarcasmo e indubbio realismo, cosa la persone pensino degli handicappati.

I giovani del Piero della Francesca hanno incontrato una ragazza che vive “seduta”,  Martina, formidabile testimonial, oppositrice dei ridicoli pregiudizi sui disabili, che assieme al suo ragazzo, Andrea, e alla collaborazione degli studenti dei suoi due insegnanti del Piero della Francesca, è divenuta protagonista del video e ora anche autrice di un blog come guida alla realtà di chi vive “seduto”.

Assieme, ragazzi e Martina, hanno scoperto nuovi punti di vista per chi vive in piedi e chi seduto e come le principali e primarie “barriere” verso i disabili siano annidate nella mentalità e nei pregiudizi diffusi.

Hanno concluso l’incontro gli studenti dell’Istituto Vegni di Cortona con la professoressa Silvia Romizi presentando un ampio lavoro sulle carenze e le esigenze della vita quotidiana partendo dalla famiglia: «Abbiamo pensato al futuro della famiglia», con queste parole hanno proposto incentivi e facilitazioni sociali e fiscali per le famiglie, ma anche apertura serale una volta al mese degli asili per permettere ai genitori una serata in libertà. 

E ancora l’Educazione civica nelle scuole per comprendere il funzionamento dello Stato, ma anche centri ricreativi nel territorio, a scuola l’educazione sessuale per i ragazzi e le ragazze ma anche fontanelle di acqua potabile per limitare il la quantità delle bottigliette di plastica. Infine, la manutenzione e la pulizia degli spazi pubblici e delle strade ma anche spazi verdi e luoghi per incontrarsi. Il buon funzionamento di una società si basa sul rispetto delle regole che garantisce il diritto di tutti. 

Questa panoramica mostra come ci sia consapevolezza e idee chiare da parte dei giovani, decisi e chiari nei loro obiettivi, che usano la tecnologia senza farsi usare e che chiedono udienza per le proprie istanze. Ma udienza non c’è stata da parte di amministratori e amministratrici, assenti e forse inconsapevoli dell’importanza di interloquire con i propri giovani cittadini. Il buon funzionamento della società non è arrivato dalla politica ma dagli studenti e studentesse per scoprire quanto accade nelle scuole accanto, cosa si muove e che cosa si può condividere, su quali temi riflettere e quali percorsi intraprendere.
Occorrerà riflettere sulle modalità per uno scambio e una condivisione articolata di temi e linguaggi in modo che l’enorme patrimonio di idee e proposte non vada disperso.

Con i ragazzi e le ragazze di tutta la Toscana l’appuntamento prossimo è l’11 ottobre al teatro Verdi di Firenze per la Conferenza finale.


Sergio Tamborrino e Claudio Gherardini

giovedì 21 marzo 2019

Ancora un doppio appuntamento in Toscana: Bibbiena (AR) e Pontedera (PI)

Venerdì 15 Marzo i giovani dell’ISIS Enrico Fermi ospitano i più piccoli loro concittadini dell’Istituto comprensivo Dovizi perché la sala consiliare del Comune di Bibbiena non è aperta a causa dei lavori per la messa in sicurezza dal rischio sismico.

I temi del dibattito con il sempre presente e attento Francesco Frenos, presidente del Consiglio comunale, sono: La raccolta differenziata e inquinamento proposto dai più grandi guidati dalla loro insegnante referente, Martina Cocchetti, e APPosta per il territorio, sguardo oltre la scuola, dai più piccoli accompagnati dalla instancabile Wanda Mancini e dalle sue colleghe.

Dopo un breve saluto di Francesco Frenos e l’intervento della Fondazione rivolto soprattutto ai genitori presenti, hanno preso subito la parola i ragazzi e ragazze del Fermi che essendo grandi, per usare un termine nazional-politichese, si avviano verso la rottamazione! Spero che gli adulti se ne rendano conto della maturità che i giovani dimostrano anche nella scelta dei temi che sono indice di preoccupazione, infatti ancora una volta hanno scelto  l’ambiente e di come intervenire ed educare alla raccolta differenziata dei rifiuti. Ragazzi e ragazze del Fermi, passandosi la parola e aiutati da slide, hanno spiegato ai presenti i simboli che si trovano sui prodotti e come gli stessi vanno smaltiti. Altri loro compagni distribuivano un depliant esplicativo con i simboli appositamente preparati a scuola per una giusta differenziata. Infine hanno coinvolto i ragazzi delle medie con un gioco dal titolo Secondo te? Dove lo buttiamo? Il gioco consiste nel premere il tasto giusto dove è sovraimpresso: carta, plastica, indifferenziata, organico mentre sulla destra appaiono le immagini dei prodotti.

Hanno poi preso la parola i ragazzi del Dovizi che dopo essersi impegnati negli scorsi anni a prendersi cura della loro scuola nel dipingerla, migliorare gli spazi dove trascorrono molto tempo della loro vita, coinvolgendo genitori, nonni e artigiani, oggi vogliono estendere la loro cura alla propria città. Hanno in mente un’App per farne conoscere le bellezze, i luoghi e la sua storia. Grazie all’associazione degli industriali del Casentino “Prospettiva Casentino” vogliono realizzare l’App che conterrà filmati, testi e immagini inerenti alla loro città e al territorio. 

Alle prime riprese si sono accorti però che vi sono alcune zone del paese degradate con rifiuti soprattutto solidi. Hanno preparato una lettera al Sindaco, consegnata al presidente del Consiglio Frenos, in cui chiedono all’Amministrazione di ripulire questo luogo in quanto necessitano mezzi specifici, in cambio i ragazzi si impegnano a ripulire gli spazi esterni alla loro scuola con l’aiuto di genitori e nonni: una sorta di progetto banca del tempo proposto dai ragazzi di Cortona che troveranno e scambieranno idee e proposte il prossimo 13 maggio all’incontro provinciale. Ha preso la parola con orgoglio ed entusiasmo Francesco Frenos che segue da anni il progetto. Ha ringraziato i giovani tutti e i genitori presenti, la sua comunità, ricordando che a breve partirà la raccolta differenziata in accordo con i Comuni del Casentino. 

Ha coinvolto i ragazzi di essere presenti in alcuni eventi dove attrezzati di stand potranno coinvolgere bambini adulti nel gioco Secondo te? Dove lo buttiamo? Ha conservato il depliant fatto dai ragazzi, perché è molto utile inserire i simboli nelle prossime brochure che il Comune distribuirà. Si è impegnato a portare all’attenzione del sindaco la lettera dei giovanissimi del Dovizi e dare seguito alla collaborazione fra Comune e imprenditori relativamente alla App. Inoltre si contatterà anche Aruba, società informatica con sede nel territorio del Casentino a collaborare all’iniziativa.

Ancora una volta chiudiamo con entusiasmo una bella serata ringraziando noi della carica ricevuta per continuare questo cammino in nome di Giovanni, Paolo, nonno Nino e tanti uomini e donne di buona volontà.



A Pontedera, nella sala consiliare, l'assessora alla Cultura, Liviana Canovai, ha salutato ragazze e ragazzi di due classi terze del liceo delle scienze umane Eugenio Montale, accompagnati dalle insegnanti, Simona Liberto e Valeria Croce, e dalla dirigente scolastica, Lucia Orsini. Ha apprezzato il loro impegno e la serietà con cui hanno lavorato e ha poi lasciato la parola alla dirigente scolastica che ha sottolineato l'importanza di occuparsi di ciò che riguarda tutti e, ha aggiunto, facendo tutto questo si fa politica nel senso migliore della parola e sembrano riecheggiare certe parole e certe invocazioni di Antonino Caponnetto. Insieme a Liviana Canovai anche il collega di giunta Matteo Franconi che ha la delega ai Lavori pubblici e il consigliere Mattia Belli.

La fondazione ha ricordato agli amministratori il senso e l’articolazione del progetto, ha ricordato l’importanza di questo secondo appuntamento, il valore di questa esperienza del confronto con chi governa la città nel costituirsi un abito civico responsabile e rispettoso delle regole.

Poi hanno preso la parola ragazze e ragazzi. Quello che avevamo definito inusuale come tema scelto dai giovani di Arezzo nell’incontro di soli due giorni prima è divenuto ricorrente, quasi per magia, grazie a questi giovani che hanno deciso di occuparsene, per rendere conto della bellissima loro esperienza con Iacopo, un loro compagno di scuola disabile con cui hanno condiviso e condividono questi anni scolstici così intensi e ricchi di emozioni. E all’incontro erano presenti rappresentanze di Croce Rossa, AISM e ASA che si occupano di sostegno alla disabilità.

Accessibilità ai servizi e alle opportunità nel comune di Pontedera il titolo del loro progetto e per illustrarlo hanno prodotto un power point con il quale hanno illustrato il lavoro di quattro gruppi che si sono occupati di  barriere architettoniche, sicurezza, aree verdi e villaggio scolastico. Hanno promosso un sondaggio per accertare conoscenze e cogliere le criticità sulla questione delle barriere, rilevando che le barriere esistono e spesso non sono viste dai cittadini, hanno segnalato alcune delle zone critiche. Vi è una maggioranza che si sente sicura e ritiene che l’amministrazione destina abbastanza risorse alla questione, ma una minoranza significativa crede che piazze e parchi non siano adeguatamente curati e hanno indicato quali.

Piste ciclabili, aree verdi e sgambatoi sono distribuite in modo omogeneo sul territorio e sono ben tenute, sono necessari interventi per le aree per animali.

Quanto al villaggio scolastico e alle zone limitrofe, gli edifici sono conformi alle norme ma ritengono necessario limitare il traffico con passaggi pedonali, dossi, e ridurlo all'ora di entrata e uscita con accesso limitato, semafori, strisce pedonali, circolazione alternativa. L'inquinamento è un altro problema da tenere ben presente. Infine  il trasporto pubblico locale è da migliorare

Su questi temi si è sviluppato un confronto con Matteo Franconi, vivace e interessante. L’assessore ha sottolineato la necessità di  prendere delle decisioni per la sicurezza nel villaggio scolastico, una sorta di ZTL nel villaggio scolastico: far entrare i pullman ma tenere conto dei residenti, inoltre con la riorganizzazione del trasporto pubblico prevista con il bando del 2020 sarà necessario istituire un tavolo con la rappresentanza delle scuole - sono già 5000 gli studenti che lo frequentano - coinvolgendo anche i genitori.

Bisogna prendersi cura del territorio urbano e per questo motivo occorre un forte coinvolgimento dei cittadini anche attraverso le associazioni di volontariato, facendo un lavoro capillare di sensibilizzazione sul tema della vivibilità per i giovani che hanno bisogno di spazi.

Infine ha ricordato gli impegni dell’amministrazione sul piano delle risorse che riguardano anche la cura della città, un piano di abbattimento delle barriere architettoniche, quindici giochi nei giardini e nei parchi della città, un modello nuovo di gestione dei parchi pubblici, le piste ciclabili, in particolare la ciclopista dell'Arno e il collegamento con le zone industriali.

Lo scambio ha protratto l’incontro fino a tardi e lo abbiamo chiuso quasi con rammarico dandoci appuntamento, al prossimo incontro di maggio, con tutte le scuole della provincia di Pisa.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

sabato 15 dicembre 2018

Incontro con l’ISIS Enrico Fermi di Bibbiena

Martedì 11 Dicembre siamo tornati all’ISIS Enrico Fermi di Bibbiena dove non era stato possibile tenere l’incontro lo scorso giovedì 29 novembre, quando eravamo stati ospiti dei più piccoli dell’Istituto comprensivo Dovizi, per l’ultimo degli appuntamento in Toscana della prima parte del progetto.

Ad accoglierci nell’aula magna con la loro insegnante, Martina Cocchetti, due classi di veterani del progetto e avendo avuto già esperienza di questo nostro percorso ha reso possibile approfondire alcuni temi nel corso della mattinata. 

La discussione si è fatta subito viva e ne è nata uno scambio di idee e di proposte sia sul tema dello scorso anno, sia per quello di quest’anno. Lo scorso anno si erano occupati di dipendenze, in particolare l’analisi del fenomeno dell’alcolismo diffuso nei giovani, facendo notare come gli adolescenti per fare gruppo ed essere accettati hanno comportamenti dettati dalle mode, anche quelle sbagliate. 

Le proposte fatte nel secondo incontro durante il confronto e la discussione con i propri amministratori erano state quelle di lanciare una campagna di sensibilizzazione all’interno della scuola anche con incontri con operatori dei Sert per poi trasferirla sul proprio territorio. I ragazzi facevano notare però che non vi era stato seguito da parte del Comune.

A nostro avviso invece è mancato da parte dei ragazzi l’impegno e la costanza di programmare le attività e tutto è rimasto sulla carta in quanto il presidente del consiglio comunale, Francesco Frenos aveva proposto ai ragazzi di partecipare ad una seduta dello stesso consiglio per individuare insieme altre forme per sensibilizzare i giovani contro il consumo di alcol, ma ragazze e ragazzi non hanno dato poi seguito a quell’appuntamento. Oggi un nuovo impegno da parte dei giovani è di coinvolgere altre due classi in modo da lavorare insieme.

Ci hanno comunicato inoltre che si sono già incontrati e hanno deciso di affrontare contemporaneamente un altro tema particolarmente sentito e che vogliono approfondire: l’ambiente. La questione è emersa più volte fra quelle sollecitate dai giovani che hanno partecipato al nostro percorso e alle domande di quelli di Bibbiena che sono seguite ci siamo resi subito disponibili a fare degli approfondimenti. 

Con delle slide abbiamo messo in rilievo il mancato rispetto dei parametri ambientali nel nostro Paese da parte delle industrie, la previsione di deroghe ai limiti alle emissioni inquinanti per acciaierie, raffinerie e cementifici, è stato consentito sversare rifiuti come alluminio, arsenico, cromo, ferro, mercurio, piombo, nichel fino ai solventi organici. Abbiamo parlato di amianto e di come per anni sia stato utilizzato nelle costruzioni senza che aver fatto controlli rigorosi prima di autorizzarne l’uso. 

Anche nell’agricoltura l’Italia è al vertice nell’uso di pesticidi in Europa e secondo i dati Eurostat, infatti, l’Italia impiega oltre il 40 per cento di fitofarmaci in più rispetto alla Francia, sebbene il Paese d’Oltralpe abbia il doppio delle superfici agricole. Le scorciatoie delle industrie e di personaggi scaltri apre le porte alla mafia e i rifiuti è il settore più ambito dalla criminalità organizzata. L'Italia tutta è terra di interessi mafiosi e non c'è regione ormai che possa sfoggiare anche una sorta di verginità culturale che ci tenga al sicuro.

La mafia mette in pericolo non solo lo sviluppo del nostro Paese ma anche la salute attraverso i rifiuti tossici che hanno sversato avvelenando le nostre falde acquifere, contaminando gli alimenti che mangiamo, l'ambiente e il continuo aumento di morti per cancro testimoni della scarsa attenzione all’ambiente in cui viviamo.

Vi è una responsabilità dei cittadini che non partecipano attivamente alla vita sociale della propria comunità ed è possibile contrastare questi fenomeni e formare alla responsabilità e al rispetto con un lavoro educativo nelle scuole.

Tante le domande da parte dei ragazzi e il tempo è scorso come al solito veloce. A conclusione i giovani del Fermi ci hanno anticipato un filmato ancora in lavorazione che ha come obiettivo la sensibilizzazione e che presenteranno ai loro compagni del Dovizi e alla propria amministrazione venerdì 15 marzo 2019.  

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

lunedì 3 dicembre 2018

Incontro con le giovani sentinelle casentinesi di Bibbiena

Giovedì 29 Novembre ancora due appuntamenti. 

In Toscana sono le sentinelle casentinesi ad essere protagoniste della mattinata. 

Quattro classi nuove dell’Istituto comprensivo Dovizi di Bibbiena e i veterani di terza che fanno parte del Consiglio comunale dei ragazzi ci hanno accolto nell’aula magna, con loro ad attenderci la referente Wanda Mancini insieme a due nuove colleghe che seguiranno con lei il progetto ed raccoglieranno il testimone del suo impegno dal prossimo anno, quando lei andrà in pensione, guidando ragazze e ragazzi nel percorso di cittadinanza. 

Con noi anche il presidente del Consiglio del comune di Bibbiena, Francesco Frenos che, da anni, segue con attenzione il progetto e, insieme alla sua amministrazione, ha dato segnali tangibili di come sia interessato alla crescita dei propri giovani cittadini.

Dopo il saluto della Fondazione, siamo stati informati del lavoro delle nuove sentinelle, e di questo ne siamo orgogliosi di come le insegnanti a noi vicine contribuiscono alla crescita del progetto come mezzo per la formazione alla cittadinanza attiva e consapevole dei propri giovanissimi. L’utilizzo del sito e dei filmati, i volumi degli anni precedenti, diventano strumento di conoscenza ed elemento utile per il lavoro che vedrà studenti e studentesse coinvolti tutto l’anno.

La presentazione del filmato di quello che altri loro compagni hanno fatto lo scorso anno in diverse città del nostro Paese diventa il primo approccio a fare rete, a far sentire che sono in tanti e, soprattutto, non soli, ad avere fiducia nelle loro azioni e nelle loro proposte. 

Anche l’intervento dei ragazzi di terza che hanno illustrato il percorso Rimbocchiamoci le maniche che li ha visti impegnati per ben due anni nel prendersi cura della propria scuola coinvolgendo nonni, genitori ed artigiani ha permesso di osservare la loro crescita e la fiducia nei valori di solidarietà e impegno civico. L’intervento di uno di loro ha affascinato tutti per la capacità di elaborazione personale relativa ai temi del bullismo come erano stati rappresentati nel video proposto a compagni e compagne, facendo notare come altri loro coetanei si fossero schierati con la vittima e come tutti possono contribuire a migliorare il nostro Paese a partire da piccole azioni nella propria comunità.

Ci siamo dati appuntamento per venerdì 15 marzo mentre per il primo incontro con i più grandi dell’ISIS Enrico Fermi l’appuntamento è spostato per lunedì 10 Dicembre.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola