venerdì 31 ottobre 2014
Venerdì 31 luglio le giovani sentinelle approdano a Viareggio.
Venerdì 31 luglio le giovani sentinelle approdano a Viareggio.
Più che giovani sono giovanissime queste sentinelle della scuola Santa Dorotea, una quarta e una quinta della primaria, e dell'Istituto comprensivo Darsena, una seconda media.
Giovanissime e attente, informate e curiose hanno ascoltato con molta partecipazione quanto abbiamo raccontato di Antonino Caponnetto e della mafia, mafia che investe il denaro di provenienza illegale anche a Viareggio e si introduce nell'economia sana.
Proprio per contrastare questo disegno occorrono cittadini maturi e responsabili, ragazzi e ragazze che rispettino le regole, che si prendano cura dei beni di tutti e questa nostra sollecitazione ha avuto come risposta tante indicazioni dai giovanissimi. Abbiamo chiesto loro di sceglierne uno solo di tema per ciascuna scuola e dopo averlo studiato e approfondito, documentato e illustrato proporlo alla nuova amministrazione comunale di Viareggio, per questo proponiamo la data di mercoledì 8 aprile 2015, augurandoci che il Comune abbia, per quella data, sindaco e assessori eletti democraticamente.
Con loro ci auguriamo di riprendere la discussione su uno spazio che avevano segnalato gli studenti del Liceo Galilei negli anni passati: la vecchia stazione per la quale avevano prospettato la possibilità di utilizzarla come un contenitore per attività legate alla sicurezza stradale e ferroviaria, memori, come erano quegli studenti e studentesse, della tragedia della stazione di Viareggio del 29 giugno 2009. Un altro tema più volte riscontrato è il degrado della pineta.
Ai giovanissimi abbiamo rivolto l'appello ad invitare genitori e amici all'incontro nella sala consiliare per sollecitare anche loro e chiedere aiuto nel proprio percorso di educazione alla cittadinanza.
Anche con i giovanissimi di Viareggio le due ore sono trascorse velocemente, troppo velocemente per soddisfare le tante domande, però siamo certi che questo percorso non si interromperà qui e che le insegnanti che hanno partecipato ai due incontri offriranno risposte e soddisfaranno ogni curiosità.
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giovedì 30 ottobre 2014
Giovani sentinelle ad Aulla
Giovedì 30 ottobre le giovani sentinelle risalgono la Toscana fino ad Aulla, uno dei comuni più a nord della regione. Ad attenderci la Dirigente scolastica Anna Maria Florio e i giovani della scuola media Dante Alighieri che è ospitata in dei container, perché l'edificio scolastico è stato distrutto dall’alluvione del 25 ottobre 2011. I lavori della nuova scuola avrebbero dovuto avere inizio nel 2013 in quanto, pare, con finanziamenti già stanziati! Invece, arrivati con circa 40 minuti di anticipo, prima dell'incontro abbiamo assistito, non senza qualche emozione, ad una prova di evacuazione dai container. La sensazione non è quella di una prova come può accadere in una qualsiasi scuola ma di un ricordo molto vivo di quei terribili momenti!
Poi alle 10.00, nell'aula multimediale, ha preso il via l'incontro con la classe che partecipa al progetto insieme alla propria insegnante Antonella Bettini, incontro vivace e partecipato perché questi giovani sono interessati a discutere di regole e di legalità, di infiltrazioni mafiose nel territorio, di appalti e la costruzione della nuova scuola sollecita alla massima attenzione. Le giovani sentinelle e la Fondazione seguiranno con attenzione gli sviluppi per far sì che questi ragazzi non debbano passare ancora altri anni fra le lamiere fredde o surriscaldate dei giorni soleggiati!
Abbiamo parlato di gioco d'azzardo, tema che preoccupa sempre di più ragazzi e ragazze che vedono punteggiare fittamente le proprie città e i luoghi che frequentano di videogiochi e slotmachine, anche a pochi passi dai container come ci informano alcuni ragazzi!
Il confronto è stato così serrato che al suono della campanella abbiamo lasciato delle domande senza risposta, ma questo percorso comune ci offrirà nuove occasioni per soddisfare tutte le curiosità e approfondire i temi sollevati.
Ragazzi e ragazze lavoreranno in questi mesi scegliendo un tema di particolare interesse, lo approfondiranno e poi ne discuteranno con gli amministratori della propria città il prossimo 10 marzo 2015 alle ore 16.30
Giovani sentinelle a Prato
Mercoledì 29 novembre le Giovani sentinelle tornano a Prato dopo l'assenza dello scorso anno. All'istituto comprensivo Malaparte sono ben due gruppi: alle 8.30 bambini e bambine di quattro classi quarte della scuola primaria Collodi ci accolgono nella loro bella sala mensa per ascoltare e fare tante domande. Incuriositi della figura di Antonino Caponnetto e di cosa sia la mafia, vogliono conoscere e sono attenti alla questione delle regole e a prendersi cura di un bene che appartenga tutti i cittadini. Per questo motivo accettano ben volentieri la sfida della Fondazione di sceglierne uno, di approfondirne la conoscenza e documentare il suo stato, per poi discuterne con chi governa la città di Prato.
Analoga sfida abbiamo lanciato più tardi, alle 11.00, ai ragazzi e ragazze più grandi della scuola media Malaparte. Con tre classi seconde ci siamo ritrovati nell'aula magna della scuola a parlare di mafia e di soldi riciclati, di come questi capitali sporchi inquinino l'economia legale e dei prestanome che consentono alle imprese mafiose di partecipare alle gare d'appalto pubbliche. Anche qui uno scambio vivace e serrato e il tempo è volato via, lasciando tante domande in sospeso.
Con tutti ci rivedremo venerdì 13 marzo alle ore 16.30, ospiti dell'amministrazione comunale di Prato, in una delle sale del Comune, insieme all'altro istituto comprensivo della città che incontreremo, per la prima volta, fra qualche giorno. Peccato non avere la documentazione fotografica ma la scuola non aveva le autorizzazioni. Preghiamo le altre scuole che ne fossero sprovviste di fornirsene, altrimenti i ragazzi non avranno il piacere di essere presenti con le immagini contenute nel volume finale che, come tutti gli anni, pubblichiamo con i lavori delle singole scuole.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
Conferenza finale 2013-2014 nel Salone dei cinquecento a Palazzo Vecchio a Firenze
Martedì 28 ottobre alle 9.30 ha preso il via la Conferenza finale delle Giovani sentinelle 2013-2014. A salutare i seicento ragazzi e ragazze giunti da ogni parte della Toscana, financo dall'isola d'Elba con sveglia alle 4 del mattino come pure da Venezia e da Padova, Cristina Giachi, assessora all'Istruzione e vicesindaco di Firenze. Nel bel Salone de Cinquecento, hanno ascoltato il suo invito ad essere testardi e rigorosi nel difendere la legalità in ogni occasione e in ogni momento, una sorta di costume morale di cui ha bisogno il nostro Paese per superare le difficoltà attuali.
Come abbiamo accennato tante volte nell'ultimo anno, la platea della Conferenza è più ampia dei confini della nostra regione perché sono presenti anche giovani del Veneto che hanno partecipato al percorso di cittadinanza nella propria città e, da quest'anno, anche da loro il progetto avrà forma strutturata e una partecipazione più larga di quella dell'anno passato.
E da una frase di Antonino Caponnetto la Fondazione elogia gli insegnanti come partigiani di questa nuova Resistenza, quella dei valori e delle regole, modello di buona scuola, perché con il loro impegno quotidiano fanno vivere i principi della nostra Costituzione, quella Carta che compare nel nome di una disciplina, ma che non ha uno statuto preciso, abbandonata alle coraggiose iniziative di alcuni insegnanti che si scontrano, talvolta, con la presunzione di quel Dirigente scolastico del Veneto che ha rifiutato di voler far partecipare i propri studenti al percorso di educazione alla cittadinanza perché era già stato fatto l'anno prima. Proprio come se avesse rifiutato di far studiare la lingua italiana perché era stata oggetto di studio l'anno prima!
Con quella sua pretesa il Dirigente rende manifesta l’idea di una scuola luogo per accumulare nozioni e non luogo della formazione del cittadino.
Ricordava il giudice padre del pool antimafia che la mafia ha più paura della scuola che della stessa giustizia e - noi siamo sicuri – della scuola di quel Dirigente non avrebbe avuto paura il mafioso. Né avrebbe avuto paura la cattiva politica perché, pure quella, non desidera avere cittadini attenti e responsabili!
La buona politica invece trae insegnamenti dalle sollecitazioni e dalla interlocuzioni con i cittadini, come ci conferma Salvatore Calleri, presidente della Fondazione e assessore della Regione Sicilia con delega all'acqua, ai rifiuti, alle energie alternative e alle cave, che ha raccontato la sua esperienza di amministratore. Per lui, anche quanto è stato prodotto dalle Giovani sentinelle in questi anni è stato oggetto di riflessione e stimolo nell'articolare la nuova proposta di legge sull'acqua, bene privato in Sicilia e da sempre oggetto di ricatto mafioso nei confronti di cittadini e amministratori, proponendo la sua ripubblicizzazione, come è stato più volte sollecitato da tanti ragazzi e ragazze degli istituti toscani in questi anni.
Le proposte dei giovani sono, in verità, tante e articolate. Segnaliamo in particolare tre questioni: il gioco d'azzardo, studiato e approfondito, che sta divenendo nel silenzio, e nella connivenza, meccanismo per il riciclaggio del denaro sporco, come abbiamo più volte ricordato. In particolare i giovani di Venezia hanno ascoltato durante il nostro incontro il racconto di un giocatore affetto da ludopatia e, per questo, testimone diretto della presenza in sala giochi di uomini che giungono, di notte, in una di tali sale sempre aperte e cambiano mazzette di denaro sporco, proveniente dallo spaccio o dalla prostituzione locale, con ricevute di vincite mai avvenute.
La seconda riguarda una caserma da molti anni chiusa e vuota che viene negata per ospitare una scuola, come da tempo hanno chiesto i giovani del Liceo artistico di Pistoia, come se quel bene fosse proprietà esclusiva di un ministero e non dello Stato. Il caso è esemplificativo di un modo di agire che esclude cittadini e istituzioni dalla discussione pubblica e dalla possibilità di poter esercitare quel potere di indirizzo della politica che pure è riconosciuto dalla nostra Costituzione.
In ultimo, ragazzi e ragazze di Bagno a Ripoli hanno riproposto il tema del contrasto a chi viaggia senza pagare il biglietto sull'autobus grazie ad una pubblicità progresso. La loro sollecitazione si trascina da tempo e ha messo in luce un aspetto dell'essere cittadini denso di insegnamenti. Con i ragazzi e le ragazze abbiamo avuto un primo incontro cui hanno partecipato il Comune di Bagno a Ripoli, la Provincia di Firenze e la stessa ATAF, tutti disponibili a far partire il progetto. La campagna non è mai partita e, quest’anno, i giovani del Gobetti e Volta hanno sollecitato a mantenere la promessa. Ad un secondo appuntamento con l’ATAF hanno ricevuto come risposta dalla stessa una richiesta di denaro come se i giovani fossero un'azienda che acquista spazi pubblicitari sugli autobus! Il paradosso della vicenda è un’azienda prima pubblica e poi privata che nel rincorrere il profitto ad ogni costo dimentica il valore del richiamo della responsabilità civica fatta dai giovani cittadini.
Noi crediamo che le istituzioni coinvolte di tutto l’hinderland a cui giunge questo report e questo nostro appello, e che purtroppo erano assenti martedì mattina, debbano rispondere con i fatti e dare una dimostrazione di credibilità! Con i giovani del Gobetti e Volta restiamo in attesa di una soluzione.
Delle altre due questioni invece discuteremo il prossimo 18 dicembre quando una delegazione di tutte le scuole che hanno partecipato al progetto 2013-2014 sarà ricevuta prima dal ministro Giannini, poi dai presidenti di Camera e Senato e insieme a loro incontreremo alcuni parlamentari per sottoporre i temi che hanno affrontato e offrire Idee e proposte della Scuola italiana, il volume che le raccoglie in modo sistematico.
Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, non ha partecipato alla Conferenza, ma ha promesso di ricevere questi giovani con i loro insegnanti, modello della buona scuola, pochi giorni prima di Natale.
In sua vece è intervenuta Rosa De Pasquale, direttrice dell'Ufficio scolastico regionale, che ha ringraziato la Fondazione perché promuove la cultura della legalità e le buone pratiche. Si è poi soffermata sull'insegnamento di Antonino Caponnetto, in particolare insistendo su quanto sia necessario essere conseguenti nel tradurre i propri principi in azione.
Delle tante proposte che sono state avanzate dai giovani vi è stata poca discussione, perché poche le amministrazioni presenti: solo i Comuni di Firenze, Cascina e Monsummano, le Province di Arezzo e Pistoia. Difficile discutere e confrontarsi a singhiozzo, ne va della credibilità delle istituzioni e della fiducia dei cittadini in esse, in particolar modo quando è necessario affrontare temi così complessi e densi di implicazioni.
Interlocuzione è venuta dalla vicepresidente della Regione Toscana, Stefania Saccardi, che ha voluto sottolineare quanto sia importante ciascun progetto perché arricchisce le nostre conoscenze e gli strumenti di cui disponiamo per intervenire e risolvere i problemi del nostro tempo. In questo senso ha ricordato come presso la Regione Toscana si sono costituiti due tavoli di lavoro: uno sulla legalità e l’altro sui beni confiscati alle organizzazioni criminali con lo scopo di studiarne i possibili usi. L'entusiasmo dei giovani non è venuto meno perché, anzi, si è rafforzato con lo scambio di esperienze e con l'arricchimento del nuovo progetto che ha preso il via il 20 ottobre. La questione dei beni confiscati e l'opportunità di usare il linguaggio dei fumetti a Lucca, le testimonianze dei giovani volontari sulle terre confiscate e la collaborazione con altri soggetti sono tutti elementi che contribuiscono a dare nuovo slancio e nuovo vigore al lavoro dei tanti giovani e giovanissimi impegnati quest'anno nel percorso di cittadinanza con la Fondazione.
sabato 25 ottobre 2014
Givani sentinelle a Firenze
Venerdì 24 ottobre ben quattro appuntamenti con le Giovani sentinelle a Firenze. Alle 8.30 primo appuntamento con scolari e scolare della scuola elementare dell'Istituto comprensivo di Calenzano. In località Carraia ci attendono bambini e bambine di tre quinte classi attentissimi e curiosi, perché conoscono già Antonino Caponnetto, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La loro insegnante, Grazia Biagiotti, ha partecipato al nostro aggiornamento dello scorso aprile e ha anticipato il lavoro con i propri scolari che, quando siamo arrivati, erano già pronti con le domande. Con lei altre due insegnanti che seguiranno il progetto, Alessandra Liverini e Maria Maddalena Lenglet.
E le due ore sono volate via con uno scambio serrato e senza respiro, e con il dispiacere di non aver esaurito tutte le domande.
Per la Fondazione oggi è motivo di orgoglio in quanto, per la prima volta anche alcuni ragazzi e ragazze, Irene, Gaia, Sofia, Gemma, Marì, Serena e Ruggero che, dopo l'esperienza di lavoro volontario sulle terre confiscate alla mafia a Corleone, hanno deciso di dare continuità al loro impegno anche collaborando con la Fondazione al progetto raccontando della propria esperienza, inoltre cureranno un sito sui beni confiscati che presenteremo il 28 alla Conferenza finale.
Con gli scolari e scolare di Calenzano ci siamo dati appuntamento per mercoledì 11 marzo.
Poi, alle 11.00 siamo stati ospiti all'ISIS Leonardo da Vinci, dove ben cinque classi seconde e terze ci hanno accolto nella bella Aula magna della scuola. Con loro abbiamo ricordato la vicenda di Antonino Caponnetto e quanto accaduto a Firenze più di vent'anni, nella notte fra il 26 e il 27 maggio 1993, in via dei Georgofili, e abbiamo introdotto il tema dei beni confiscati e quello del denaro sporco, con particolare attenzione al riciclaggio che si realizza introducendo, in modo del tutto legale, banconote in alcune slot machine che restituiscono dei tagliandi come se si fosse vinto al gioco. Tutto ciò allo scopo di sottolineare quanto la criminalità mafiosa sia vicina a noi.
Come già a Lucca abbiamo informato i giovani di questo ulteriore arricchimento del progetto relativo ai beni confiscati alla mafia. A Firenze ve ne sono ben sette, ma son in pochi ad averne conoscenza e ad essere consapevoli della gravità della presenza economica delle organizzazioni criminali in città. Ai ragazzi e alle ragazze abbiamo proposto di occuparsene, scegliendone uno e studiandolo, ricostruendone le vicende per cercare di capire le modalità con cui la mafia o la camorra sceglie di penetrare nel tessuto economico di una città. Ha suscitato curiosità e interesse questa nostra sollecitazione, come pure il racconto delle ragazze che sono state volontarie sulle terre confiscate alla mafia a Corleone. Con noi anche Maurizio Poggi che ha invitato i giovani del Leonardo da Vinci a partecipare la prossima estate, mentre nella scuola una classe sarà a Corleone in primavera e dormiranno a Casa Caponnetto.
Un altro gruppo della Fondazione, alle 8.30 era ospite dell'Istituto comprensivo Piero della Francesca. Una classe terza con la propria insegnante, Germana Pro, e il professor Barbagallo ci ha accolto in un aula multimediale e ha seguito con attenzione la proiezione del video e poi l'illustrazione del progetto e la proposta di occuparsi di un tema per loro particolarmente urgente da analizzare, studiare e approfondire, oggetto poi di un confronto con gli amministratori cittadini. Molte domande e richieste di chiarimenti, mentre grande interesse ha suscitato la testimonianza di Gemma e Mari, le due giovani volontarie sulle terre confiscate che hanno raccontato la loro esperienza, le motivazioni della loro scelta, come sono state accolte a Corleone e come sia cambiata la città siciliana grazie anche alla loro presenza.
Particolarmente significativi anche i ricordi e la testimonianza di Dario, nipote di Antonino Caponnetto, che hanno colpito molto ragazzi e ragazze.
Alle 11.00 siamo stati accolti dai giovani del Liceo Rodolico. Due classi seconde che avevano già partecipato lo scorso anno e una classe prima dopo aver visto il video e ascoltato la proposta a proseguire nell'impegno delle Giovani sentinelle hanno ascoltato con molto interesse prima il racconto di Serena e Ruggero, giovani volontari a Corleone, e poi Maurizio Pascucci, Responsabile beni confiscati della Fondazione. Le sue analisi puntigliose della questione hanno offerto molti spunti di riflessione e le domande si sono fatte incalzanti e serrate. I giovani hanno lamentato la scarsa attenzione prestata loro dalle istituzioni locali lo scorso anno e l'assenza di una qualsiasi risposta ai temi sollevati. La Fondazione ha ribadito quanto sia importante l'educazione alla cittadinanza grazie alla discussione e al confronto, li ha invitati a non desistere a non arretrare di fronte alle difficoltà e, certamente, la bella esperienza di volontariato aiuta a comprendere meglio di tante parole quanto sia decisiva la tenacia e la perseveranza, il non arretrare dinanzi alle difficoltà.
La Fondazione non desiste dall'invito a chi governa la città dal confronto con i propri cittadini e lo farà anche il prossimo mercoledì 12 marzo quando studenti e studentesse fiorentine saranno ospiti degli amministratori in Palazzo Vecchio.
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venerdì 24 ottobre 2014
Dalla periferia di Lucca all'alta Versilia
Ancora due Istituti comprensivi che hanno deciso di partecipare al percorso delle Giovani sentinelle. Il primo nell'alta Versilia, a Pontestazzemese, frazione del comune di Stazzema, intitolato agli uomini, ai bambini e alle donne trucidate dalla furia nazista, dove il tema della memoria storica è fortemente vivo. E quella memoria ben si lega all'altra di magistrati, uomini e donne delle forze dell'ordine, giornalisti e uomini politici che hanno lottato fino all'estremo contro la mafia.
Le due memorie sono imprescindibili per ricreare uno spirito civico e una solida cultura delle regole, a cominciare da quelle fondamentali della nostra Carta costituzionale, per il nostro Paese e questi compiti richiedono un forte impegno a tutti, anche ai giovani e giovanissimi, ai quali la Fondazione lancia l'appello ad essere sentinelle di legalità.
Le due classi seconde hanno seguito il programma del progetto con i propri insegnanti Chiara Pelle, Chiara Occhipinti e Paola Santuzzi. Ragazzi e ragazze con grande attenzione e interesse fino alla fine delle due ore e siamo convinti che non mancheranno certo di essere cittadini tenaci e consapevoli e con loro, ci siamo dati appuntamento per il prossimo venerdì 6 marzo alle ore 16.00
L'altro Istituto comprensivo è alla periferia di Lucca, a Ponte a Moriano. Qui sono state sei le classi ad aver scelto di partecipare al percorso di educazione alla cittadinanza: tre seconde e tre terze con le proprie insegnanti, vivaci e piene di curiosità che hanno ascoltato e domandato per conoscere e approfondire la vicenda del giudice padre del pool antimafia, per capire cosa sia il riciclaggio del denaro sporco e di come la mafia sia un tema che ci tocchi da vicino. Alla fine degli incontri la campanella è sembrata giungere troppo presto.
In assenza delle autorizzazioni in materia di privacy non possiamo documentare questo incontro, Inseriremo le foto non appena avremo le autorizzazioni.
Anche i giovani di Ponte a Moriano interverranno all'incontro del prossimo 3 marzo 2015, ospiti dell'amministrazione comunale di Lucca.
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mercoledì 22 ottobre 2014
Giovani sentinelle ancora a Lucca e in Versilia
Mercoledì 2 ottobre siamo stati ospiti prima a Camaiore, all'Istituto comprensivo 3, dove ad accoglierci ci sono ragazzi e ragazze di tre terze medie con le proprie insegnanti che hanno accettato la sfida della Fondazione ad essere cittadini attivi, responsabili e consapevoli. Cresce il numero dei giovani delle scuole medie inferiori coinvolte che ci fanno ben sperare e che sono un buon segnale di quanto la scuola può offrire per la formazione del cittadino, come giustamente indica la Costituzione, grazie anche al lavoro esemplare dei docenti.
Dopo aver illustrato il progetto abbiamo introdotto con loro una delle ulteriori proposte di quest'anno: adottare un bene confiscato alla criminalità organizzata presente nel proprio territorio. È il primo passo affinché del problema si abbia contezza e non si abbia paura a parlarne, perché costituisce una ricchezza che viene restituita ad una comunità e costituisce memoria collettiva dei rischi di infiltrazione mafiosa nel tessuto civile.
Alle 11 siamo a Lucca, ospiti questa volta dei giovani del Liceo Vallisneri, nella bella aula magna della scuola. Due classi e i loro docenti ascoltano con attenzione il racconto delle vicende di Antonino Caponnetto e poi fanno domande, interrogano perché vogliono sapere e capire cos'è la mafia, come possiamo opporci, quali rischi si corrono. La discussione è incalzante e il suono della campanella interrompe questo bel confronto.
Prima di finire, ripetiamo anche ai giovani del Liceo la proposta di partecipare a Lucca Comics, al dibattito di sabato mattina 1 novembre, invitandoli a farsi portavoce presso altri compagni, e partecipare al percorso di utilizzare anche il fumetto quale linguaggio per la legalità.
Con tutti i ragazzi e le ragazze dell’I.C. Camaiore3 ci siamo dati appuntamento a giovedì 5 marzo alle ore 16.30 mentre per i ragazzi del Vallisneri insieme alle altre scuole di Lucca per lunedì 3 marzo alle ore 17.00, ospiti delle amministrazioni comunali.
Martedì 21 ottobre le Giovani sentinelle risalgono il Serchio e sono ovunque in Garfagnana.
Martedì 21 ottobre le Giovani sentinelle risalgono il Serchio e sono ovunque in Garfagnana.
Alle 9 in punto ci accolgono, nella scuola media di Gramolazzo, una classe seconda di Piazza al Serchio e una terza di Gramolazzo con la loro insegnante Antonella Ferri. Nell'aula di scienze molto interessati ascoltano il racconto della vicenda di Antonino Caponnetto e hanno accettato la sfida lanciata dalla Fondazione ad essere cittadini attivi.
Domande e richieste di chiarimenti hanno vivacizzato l'incontro che è stato molto interessante e stimolante.
Molto emozionante invece l'altro appuntamento della mattinata, alle 11, presso la scuola primaria di Gorfigliano, anch'essa parte dell'Istituto comprensivo di Piazza al Serchio, dove erano ad attenderci scolari e scolare di tutte le classi con le proprie insegnanti. I più piccoli hanno ascoltato e fatto molte domande su Antonino Caponnetto, mentre quelli di quinta sono pronti a condividere con noi il percorso di educazione alla cittadinanza e presto sceglieranno un tema di particolare interesse da approfondire ed elaborare, un tema che riguardi un bene della comunità.
Anche con loro non sono mancate domande, che sono state tante e sempre molto acute e, alla fine, il tempo è volato via e abbiamo dovuto chiudere l'incontro.
Il prossimo appuntamento in questa parte della Garfagnana è per lunedì 30 marzo alle ore 16.00 quando scolari e scolare, studenti e studentesse dell'Istituto comprensivo incontreranno insieme gli amministratori dei due Comuni dove hanno sede le diverse scuole.
Sempre in mattinata, la Fondazione con un secondo gruppo ha incontrato i giovani dell'Istituto comprensivo Giovanni Pascoli di Barga. Due classi della sezione di Fornaci di Barga, puntuali alle 8.15, ci hanno ricevuto nella loro sede con le proprie insegnanti Giulia Anzelmo e Daniela Taddei.
Anche con loro abbiamo rinnovato l'invito ad essere cittadini attenti e vigili, a condividere la culture delle regole e l'impegno a prendersi cura dei beni di tutti i cittadini. Con il loro entusiasmo contagioso hanno dichiarato che lavoreranno per convincere altri compagni della scuola a partecipare a questa loro avventura.
Alle 11.00 invece, giusto il tempo per spostarci, ci siamo ritrovati con i ragazzi e le ragazze più grandi dell'ISI Campedelli di Castelnuovo Garfagnana. In apertura è stato lo stesso Dirigente scolastico a salutare i giovani delle quattro classi e a ricordare l'esperienza dell'anno passato. Dopo aver illustrato il
progetto ai giovani delle quattro classi presenti, Alessandro ghionzoli del Cesvot di Lucca ha introdotto, come già con quelli dell'Istituto Pertini di Lucca l'ulteriore arricchimento del progetto frutto dell'accordo con Lucca Comics. Merito di Cesvot Toscana aver favorito questa collaborazione che offre a ragazzi e ragazze l'opportunità di utilizzare il linguaggio dei fumetti per parlare di regole e di legalità.
Abbiamo invitato anche loro all'incontro dell'1 novembre in piazza Napoleone nelle sale del palazzo della Provincia per illustrare la proposta e due classi si sono dichiarate interessate ad intervenire.
Riguardo invece il secondo appuntamento è fissato per lunedì 2 Marzo.
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martedì 21 ottobre 2014
Primo incontro con l’Istituto Comprensivo Lucca2 e l’ISI Sandro Pertini di Lucca
Primo incontro con l’Istituto Comprensivo Lucca2 e l’ISI Sandro Pertini di Lucca
In attesa della Conferenza finale delle Giovani sentinelle 2013-2014 che si terrà martedì 28 ottobre, Oggi lunedì 20 ottobre ha preso il via la sesta edizione, in anticipo rispetto agli anni passati. Il numero degli istituti che vi partecipano quest'anno è triplicato con nostra grande soddisfazione e richiede un grande impegno, uno sforzo straordinario con due o quattro incontri quotidiani in scuole diverse.
In questa prima settimana saremo in provincia a Lucca e in provincia perché il nostro progetto si arricchisce di una straordinaria collaborazione: grazie all'opera di Cesvot (Centro servizi sul volontariato in Toscana) sezione di Lucca prenderà il via un'interessante collaborazione con Lucca Comics per la realizzazione di un fumetto che avrà come tema la legalità. Infatti agli istituti superiori della città e della provincia proporremo di partecipare all'incontro di sabato 1 novembre nel Palazzo della Provincia in piazza Napoleone dove ci sarà un dibattito sulla legalità organizzato dalla nostra Fondazione, dal Cesvot di Lucca, dagli organizzatori di Lucca Comics e di Libera Versilia, nell’occasione presenteremo il concorso riguardante il fumetto. Saranno presenti: Giulio Laurenzi, disegnatore; Angelo Corbo, sopravvissuto alla strage di Capaci; Paolo Borrometi, giornalista siciliano minacciato dalla mafia per alcune inchieste e costretto a vivere sotto scorta; Federico Gelli, deputato.
Ad esordire, questa mattina alle 8.15, sono stati ragazzi e ragazze dell'Istituto comprensivo Lucca 2, giovanissimi attenti e silenziosi ci hanno accolto e ascoltato, con molta curiosità, il nostro racconto della vicenda del giudice, del pool antimafia, delle organizzazioni mafiose che tentano di "strangolare" il nostro Paese.
Dopo il video abbiamo introdotto il tema del riciclaggio del denaro sporco e del tentativo di impadronirsi di parti cospicue della economia legale mettendo a repentaglio la nostra democrazia e le nostre libertà.
Proprio per contrastare questi tentativi è necessario, in primo luogo, rafforzare la coscienza civile e la cultura delle regole, diventare cittadini attivi, e la sfida della Fondazione a questi ragazzi e ragazze è quella di lavorare sul fronte delle regole per irrobustire il loro rispetto e promuovere la cittadinanza attiva con un percorso di studio, approfondimento, discussione e confronto con amministratori e cittadini di un tema particolarmente caro ai giovani.
Alle 11.15 secondo appuntamento della mattinata. Nell'aula magna dell'ISI Pertini una classe che ha già partecipato lo scorso anno, e prodotto un bel lavoro sui furti di biciclette in città, e altre tre nuove si sono ritrovate con noi accompagnate dalla loro insegnante, Katia Giannelli, per una nuova sfida in nome delle regole e della cittadinanza attiva.
Anche a loro abbiamo ricordato la vicenda di Antonino Caponnetto, il suo impegno professionale e volontario alla fine della sua carriera di magistrato, e la sfida al potere mafioso in tutte le sue articolazioni, compito ereditato poi dalla fondazione. La testimonianza dei giovani veterani del progetto è stata assai preziosa per dare coraggio ai propri compagni e compagne e la proposta di utilizzare il linguaggio del fumetto ha riscosso notevole interesse e curiosità, confermando quella tendenza di cui siamo stati testimoni in questi anni alla pluralità dei linguaggi nel parlare di regole e di cittadinanza, della loro ricchezza e della capacità di raggiungere tantissimi giovani. Presente con noi Alessandro Ghionzoli responsabile del Cesvot di Lucca che ha spiegato il progetto sul fumetto. Domande e richieste di informazioni hanno concluso, al suono della campanella, l'incontro.
Con tutti loro ci rivedremo, per il secondo appuntamento a Lucca, martedì 3 marzo alle ore 17.00 ospiti dell'Amministrazione comunale.
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lunedì 6 ottobre 2014
Incontro Finale 2013-2014 28 ottobre
Martedì 28 ottobre Conferenza finale delle Giovani sentinelle 2013-2014.
L'incontro si terrà nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze dalle 9.00 alle 13.00 e vi parteciperanno, oltre agli studenti e le studentesse che hanno animato quest'anno il progetto, anche una delegazione di ragazzi e amministratori del Veneto oltre ai sindaci e amministratori dei comuni sede delle scuole toscane alla presenza del ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini.
Invitiamo tutti a partecipare per un confronto e uno scambio che ci auguriamo, come negli anni scorsi, sia ricco e stimolante.
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lunedì 21 luglio 2014
Il problema è serio e la Caponnetto propone.
In questi giorni la Fondazione Caponnetto è stata invitata a tre bellissimi eventi in Toscana.
Venerdì sera alla Festa del PD di Cascina, ieri mattina ad un convegno di Libera a Larciano e ieri sera dal presidio di Libera della Costa Etrusca alle Terme del Calidario a Venturina.
Tre iniziative molto partecipate e condivise con Arci, Spi Cgil e Unicoop Tirreno e Firenze, COeSO e Ceis.
Nell'occasione sono state presentate le proposte sui beni confiscati.
Nei prossimi giorni saranno presentate in tante località italiane cercando di costruire un consenso popolare e una condivisione tra i tanti soggetti impegnati nell'antimafia.
un saluto
Maurizio Pascucci
Responsabile Nazionale Beni Confiscati
Via Baldasseroni, 25 - 50136 Firenze
Tel. e fax 055 691048 - cell. 3487005531
www.antoninocaponnetto.it
pascucci.fondazionecaponnetto@gmail.com
Proposte di riutilizzo sociale dei beni confiscati ai mafiosi
I patrimoni confiscati ai mafiosi, immobili e aziende, necessitano di un continuo monitoraggio da parte delle Istituzioni ma la società civile deve conoscerne l’esistenza e chiederne in modo attivo il riutilizzo a fini sociali.
Noi siamo convinti che il mondo scolastico debba essere coinvolto e reso protagonista di questo processo.
Per questa ragione il Progetto Sentinelle della Legalità presenta nel prossimo anno scolastico una specifica integrazione legata alla presa in consegna dei beni confiscati sul loro stesso territorio.
Si tratta di effettuare uno studio di ricerca che permetta di conoscere la collocazione, la provenienza, le attività effettuate nell'ambito della criminalità organizzata e le scelte amministrative per il futuro.
In questo modo le scuole coinvolte avranno l'€™opportunità di elaborare una proposta di riutilizzo sociale e di rendere visibile la loro presenza attraverso di interventi estetici strutturali, elaborazione di siti web o prodotti cartacei per diffondere la conoscenza di queste strutture e comunicarne non solo l'esistenza ma la necessità di interessarsene a tutta la cittadinanza.
Il riutilizzo sociale dei beni confiscati nel nostro paese si trova costantemente a fronteggiare una serie di difficoltà che vedono spesso l’insuccesso di molteplici interventi possibili e programmati .
Tra le varie e articolate complessità ne emergono sovente due: la presenza di  ipoteche bancarie e la scarsità di risorse economiche per gli adeguamenti strutturali.
In tal senso siamo consapevoli che necessita avviare un percorso di modifiche legislative ma anche di confronto istituzionale, sociale e politico.
Ipoteche bancarie: è necessario confrontarsi con gli istituti bancari creditori, ripercorrendo con loro le modalità di cessione del credito a persone fisiche o giuridiche che poi si sono rivelate protagoniste dirette e indirette nella criminalità organizzata.
A conferma di ciò, la magistratura ha operato in prima istanza il sequestro delle loro proprietà e in conclusione la confisca patrimoniale.
Gli Istituti bancari erano consapevoli o ignari dello status dei soggetti coinvolti?
Noi ci dovremo adoperare affinché tali ipoteche siano rimosse senza alcun costo, in quanto è profondamente ingiusto che lo Stato debba pagare debiti contratti da soggetti condannati per reati di associazione mafiosa.
Reperimento di risorse economiche: gli immobili e le aziende soggetti a confisca hanno necessità di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria a livello strutturale generalmente dai costi molto rilevanti.
Quasi sempre occorre mettere a norma i vari impianti funzionali.
Su tutto questo si evidenzia una difficoltà sostanziale e formale nell’utilizzo di risorse economiche pubbliche.
Si tratta di intervenire sul denaro liquido, titoli bancari ed i molti preziosi oggetto della confisca, insieme ai patrimoni immobiliari.
Attualmente queste risorse vengono assegnati al Bilancio generale della Giustizia.
Noi siamo convinti che invece queste risorse economiche devono rimanere legate al territorio oggetto del bene confiscato in quanto lì è avvenuta lo sfruttamento economico e la violenza alla comunità locale e anche al buon funzionamento dei servizi delle Forze dell'Ordine.
In tal senso necessità presentare un Disegno di legge parlamentare che possa apportare tali modifiche legislative.
Al fine di vedere attuata questa proposta complessiva, la Fondazione Antonino Caponnetto si adopererà per costruire condivisioni collettive di soggetti associativi, disponibilità individuali e testimonial d’interesse specifico.
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giovedì 19 giugno 2014
Da Casa Caponnetto nel cuore di Corleone a Palazzo Madama
Casa Caponnetto è diventata il luogo di riferimento per tutti coloro che vogliono sottrarsi ai ricatti e alle seduzioni dell'ordine mafioso e intendono vivere e lavorare rispettosi delle leggi e a testa alta. È sorta così l'associazione Fior di Corleone, originale aggregazione di ben 29 produttori, di piccoli imprenditori locali, artigiani e commercianti che non vogliono assolutamente assoggettarsi all'ordine mafioso ma si sentono in difficoltà dal punto di vista delle loro attività economiche perché stretti fra le pressioni dei gruppi criminali e l'impossibilità di accedere agli stessi percorsi produttivi e commerciali delle cooperative e della altre associazioni che lavorano sulle terre confiscate.
Questa difficoltà, invece di provocare uno scontro e una contrapposizione fra cittadini che si trovano sullo stesso fronte, ma che vivono condizioni diverse perché alcuni hanno “facilitazioni” e altri no, grazie all'esperienza politica dei cooperanti e della dedizione e passione di Maurizio Pascucci è stato aperto un canale di comunicazione, un terreno comune di confronto e di lavoro che i cittadini e gli operatori economici associati in Fior di Corleone hanno accettato.
A dare un particolare significato a tale adesione vi è la scelta di avere casa Caponnetto e la stessa Fondazione come punto di riferimento e la decisione di ricercare insieme forme e modi di collaborazione in modo che anche le loro intraprese economiche abbiano opportunità e sbocchi.
Fedele ad Antonino Caponnetto che ci ha più volte ricordato quanto sia grave il rischio di essere soli, di non avere legami e reti di solidarietà che sono il segno della forza e della vitalità di chi si oppone al potere mafioso, la Fondazione ha scelto di stare dalla parte di Fior di Corleone che, al pari della cooperativa Lavoro e Non Solo, sono testimonianza vivente che si può operare nella legalità senza cedere a ricatti e alle facili scorciatoie.
Con la Fondazione è giunto anche un segnale straordinario dalle Istituzioni. Infatti una delegazione dell’associazione, uomini e donne cha faticano quotidianamente, con dignità, visi puliti e sinceri, è stata ricevuta dal Presidente del Senato Piero Grasso che ha aperto loro le porte di Palazzo Madama. Insieme con loro anche un gruppetto del Circolo La Rampa di Tavarnelle Val di Pesa che partecipa ogni anno ai progetti di volontariato sulle terre confiscate di Corleone. Da sottolineare la straordinarietà delle parole di Piero Grasso che riportiamo sotto, vi è anche la piccola lezione di etica pubblica, come hanno fatto notare gli associati di Fior di Corleone, non hanno avuto bisogno della mediazione, dell’aiuto, della buona parola del politico locale di turno per trovare ascolto e interlocuzione con chi ha il governo della cosa pubblica, quando piuttosto del sostegno della rete di solidarietà di cittadini, gruppi e associazioni tutti schierati a favore della cultura della legalità.
«Mi ricordo quando nel 2006 ho inaugurato Casa Caponnetto, sede della Cooperativa "Lavoro e non solo" che gestisce a Corleone alcuni terreni confiscati alle mafie. Da quelle terre oggi vengono prodotti che sono il simbolo del riscatto e un esempio da incoraggiare. Gli uomini e le donne della Cooperativa hanno pensato di poter essere d'aiuto anche a tutti quei produttori e cittadini onesti della zona che vogliono riscattarsi dal giogo della criminalità organizzata: per questo è stata fondata l'Associazione "Fior di Corleone". La nascita di questa associazione è un segnale di speranza per tutto il territorio. Oggi ho ricevuto alcuni di loro in Senato per testimoniare la vicinanza delle istituzioni a chi quotidianamente sceglie la legalità e l'onestà: mi hanno portato in dono alcuni dei loro prodotti e, credetemi, sono buonissimi!»
Il Presidente del Senato
Piero Grasso
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giovedì 5 giugno 2014
Giovani Sentinelle a Pisa
Mercoledì 28 maggio ultimo appuntamento delle Giovani sentinelle a Pisa. Nella sala dell'Auditorium della Provincia i giovani dell'Isis Pesenti di Cascina e quelli del Liceo Carducci di Volterra sono stati accolti dall'assessore provinciale all'Istruzione Miriam Celoni, e dall'omologo alla Legalità di Cascina, Fernando Mellea, interlocutori sempre attenti e partecipi dei ragazzi e delle ragazze.
Da Volterra è giunta solo una delegazione in quanto i mezzi pubblici promessi a marzo sono venuti a mancare!
A fotografare l'incontro Simone.
In apertura la Fondazione ha voluto ricordare agli studenti e alle studentesse, chiuse le urne delle elezioni europee, che le istituzioni dell'Unione si apprestano ad adottare i nuovi strumenti di calcolo del Prodotto interno lordo di ciascun Paese. Nella sua neutralità contabile il nuovo modello di misurazione include anche i proventi delle attività illegali: prostituzione, spaccio di droga, il contrabbando di alcol e di sigarette, ma non quello di armi! Ma nella sua neutralità contabile il dato è utilizzato per esprimere giudizi sulle politiche dei governi per cui viene meno quella stessa neutralità e si corre il rischio molto forte di una legittimazione delle attività criminali la cui influenza sulle economie legali è sempre più forte e inquinante, come sottolinea Piero Grasso in Soldi sporchi.
Poi è toccato agli studenti del Liceo Carducci che hanno deciso di occuparsi delle vicende accadute alla fine dello scorso gennaio, quando un tratto delle mura sono crollate a seguito di piogge forti e prolungate. E occuparsi per loro significa documentare e approfondire la vicenda e ricercare i fondi per una ricostruzione di questo pezzo della propria città. In questo senso hanno prodotto un video, Aiuta Volterra, che racconta della ferita al patrimonio storico e culturale della città, video visibile su You Tube http://www.youtube.com/watch?v=5tMVa_fIKzU, e poi hanno preparato un volume di testimonianze e ricordi su Volterra, che è in corso di stampa e i cui proventi saranno destinati alla ricostruzione.
Un secondo gruppo di giovani ha lavorato sul decoro urbano proponendo lavori per risistemare la galleria di accesso al centro della città che è degradata. Ai lavori dell'amministrazione loro aggiungono la proposta di decorare lo spazio con un concorso fra i giovani del Liceo artistico. Da due punti di vista ragazzi e ragazze di Volterra hanno deciso di prendersi cura della propria città, dello spazio comune, lavoro peraltro già avviato quando hanno deciso di occuparsi, l'altro anno, dello spazio per le assemblee scolastiche, testimonianza di una sensibilità al tema del vivere insieme che richiede interlocuzione attenta e continua dall'amministrazione che, a Volterra, è stata rinnovata con le elezioni del 25 maggio scorso. Il nostro augurio è di incontrare i nuovi responsabili della cosa pubblica sin dall'appuntamento della Conferenza finale.
Hanno poi preso la parola i giovani del Pesenti, anzi gli attori e le attrici del pezzo teatrale sul tema del legalità nel quotidiano che hanno recitato negli spazi disponibili dell'Auditorium. Dopo aver fatto una mappatura dei locali che ospitano il gioco d'azzardo, slot machine e videogiochi, e promosso gli esercizi che lo bandiscono dai loro locali, dopo una campagna incisiva in città per porre l'attenzione sul tema e sensibilizzare cittadini e amministratori perché vi siano regole restrittive, dopo la campagna per una legislazione più rigida, ragazze e ragazzi hanno virato su un tema più generale, ricorrendo al linguaggio teatrale grazie alla guida di Federico Raffaelli operatore teatrale della Città del Teatro di Cascina, anche per smitizzare le forme di criminalità organizzata e rispondere al camaleontismo della criminalità organizzata che cambia le proprie apparenze per meglio adattarsi alle pieghe della nostra realtà quotidiana.
Fernanado Mellea, assessore e insegnante dell'ISIS Pesenti ha molto apprezzato questa scelta di utilizzare il nuovo linguaggio per ragionare di legalità e confessa l'interesse per la questione dei beni confiscati, uno degli sviluppi del progetto Giovani sentinelle 2014-2015. Alla Fondazione fa piacere questa disponibilità e attenzione, che significa buona politica, come lo è investire sulla legalità e il contrasto del gioco d'azzardo, temi che hanno caratterizzato l'amministrazione comunale di Cascina, ma fa piacere anche in un altro senso: è il segno di attenzione nei confronti degli sviluppi che abbiamo intrapreso in questo ultimo anno con la formazione agli insegnanti e la creazione di una rete che dalla scuola si allarghi alle altre realtà associative per promuovere la cultura delle regole.
I beni confiscati sono in aumento anche in Toscana e richiedono una sempre maggiore attenzione e una puntualità nel proporre usi riconducibili all'interesse pubblico e non una loro messa all'asta che, in un momento di grave crisi, tornerebbero nella disponibilità degli stessi mafiosi grazie a prestanome.
Miriam Celoni ha arricchito il confronto suggerendo di realizzare una vera e propria rete di legalità partendo dall'impegno delle Giovani sentinelle, rete che ha bisogno di strumenti virtuali per connettersi, ma anche di relazioni fra gli individui, di chiarezza dei valori, per cui gli amministratori rinviati a giudizio dovrebbero dimettersi, come recita la Carta di Pisa che chi governa la cosa pubblica può liberamente sottoscrivere. Rete che ha bisogno di una visione pungente, di coltivare il dubbio e le capacità critiche. Condivide tutte le perplessità relative ai nuovi indicatori del Pil che comprendono anche le attività criminali e l'attenzione sui beni confiscati, perché ci indicano quanto si avvicina la mafia al nostro tessuto sociale fatto di rispetto delle regole. L'attenzione alle leggi, la condivisione, la cura della memoria sono beni fondamentali.
La Fondazione ha chiuso rilevando come siamo colpiti da distruzioni come quella di Volterra che vanno a toccare la nostra memoria collettiva e ha proposto un parallelo con la vicenda della biblioteca di Sarajevo distrutta nella notte fra il 25 e il 26 agosto del 1993, simbolo delle ferite alla memoria di un collettività, e riaperta finalmente nello scorso mese di maggio.
Francesco e Alberto hanno chiuso l'incontro raccontando il loro viaggio sulla Nave della legalità.
Con tutti ci siamo dati appuntamento alla Conferenza di ottobre e, in quella occasione, rivedremo video e pezzi teatrali, che quest'anno sono stati numerosi, prodotti dalle Giovani sentinelle.
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Incontro a Pisa
Venerdì 30 maggio l'associazione studentesca Diritti a Sinistra dell'Università di Pisa , facoltà di Scienze Agrarie, ha invitato la Cooperativa Lavoro e Non Solo e l'associazione Fior di Corleone a discutere di coltivazione di agricoltura biologica nei terreni confiscati alle mafie del Corleonese, un tema più specifico di quello generale della legalità e del recupero dei beni confiscati. Con l'incontro ha preso il via una collaborazione fra la Fondazione Antonino Caponnetto e gli studenti universitari pisani di Scienze Agrarie nell'ambito di quel più ampio progetto Giovani sentinelle.
Come abbiamo già annunciato in più riprese, il nostro lavoro di formazione si è arricchito, quest'anno, di due importanti pezzi: la formazione agli insegnanti in Toscana nella cornice di Cittadinanza e Costituzione, offrendo loro il percorso di Giovani sentinelle; e l'apertura al tema dei beni confiscati in collaborazione con le due associazioni, Cooperativa Lavoro e Non Solo e Fior di Corleone.
In questo ultimo caso il nostro intendimento è quello di coinvolgere sempre più sia gli istituti superiori, quelli per Geometri, gli Agrari e i Licei Artistici, sia le facoltà di scienze Agrarie e di Architettura sia le Accademie di Belle Arti, in modo che le competenze acquisite a scuola e all'università siano strumento per progettare trasformazioni, adattamenti, usi e proposte per questo patrimonio di beni acquisito con denaro di provenienza illecita, patrimonio che deve essere restituito alla collettività, pezzo della memoria collettiva di ciò che non si deve fare e dei valori di legalità e democrazia cui aspiriamo.
Dei beni confiscati è necessario che si parli nelle scuole di ogni ordine e grado, per conoscere e far conoscere a genitori e cittadini quando vi è un bene, la sua storia e quella di chi ha operato con denaro di provenienza criminale acquisendolo, in modo che queste conoscenze siano patrimonio comune e su questi beni non cali il silenzio.
L'attenzione è stata tanta e partecipe al racconto di come è nata la Cooperativa Lavoro e Non Solo e della volontà di un gruppo di produttori corleonesi riuniti nell'associazione Fior di Corleone che, nel valorizzare la loro onestà, si mettono insieme per cercare uno sbocco alle loro attività produttive senza cedere ai ricatti mafiosi e, associandosi, sono forti a resistere e a lavorare onestamente.
Molte le domande, tante alquanto taglienti, richieste specifiche e chiarimenti.
Così si è sviluppato il confronto e poi, come spesso capita, Salvatore, anima della cooperativa Lavoro e non solo, spiega come si può fare coltivazione biologica senza usare nessun concime, né chimico né biologico, ma solo rispettando il ciclo della terra. Da cultura a cultura facendo girare i seminativi secondo le loro proprietà naturali.
E il ciclo della terra, le sue leggi rammentano che dovremmo rispettare anche quelle degli uomini, quelle che si sono date per una convivenza giusta, e cambiarle se non funzionano.
Alla fine molti studenti e studentesse ci chiedono di poter fare stage a Corleone sia nella Cooperativa Lavoro e Non Solo che tra i produttori di Fior di Corleone.
Una ragazza ci dice: «così oltre ad imparare a fare agricoltura biologica potremmo fare anche resistenza popolare e conoscere Corleonesi onesti».
Per il Progetto Sentinelle della Legalità, molto diffuso nelle scuole e con ottimi risultati raggiunti dal punto di vista formativo e partecipativo, si apre una nuova fase.
Il prossimo obiettivo è il coinvolgimento, oltre alle scuole di primo e di secondo grado, saranno le facoltà di Architettura e delle Accademie perché la cura nel recupero e riutilizzo degli edifici sono elementi decisivi anche sul piano simbolico: a ricordare il passaggio dall'illegalità alla legalità.
Maurizio Pascucci
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domenica 1 giugno 2014
La Nave della Legalità
Civitavecchia, giovedì 22 maggio, in un pomeriggio ventilato sulle banchine del porto ragazzi e ragazze, anche giovanissimi, si danno appuntamento con altri coetanei e coetanee di tutta Italia per partecipare alla Nave della legalità 2014.
Tante bandiere, striscioni, cappellini e magliette con scritta “Insieme per non dimenticare”. Alle 17.00 grida di entusiasmo e applausi accolgono il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il presidente del Senato, Piero Grasso, la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosi Bindi, il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti e tante altre personalità. Nei loro brevi saluti hanno voluto ricordare quanto sia importante la memoria storica e la testimonianza di ciascuno nel combattere la mafia, fenomeno - ha voluto sottolineare Franco Roberti con le parole di Giovanni Falcone - che ha un inizio, uno sviluppo e una fine, se lo Stato vuole condurre una battaglia serrata.
La determinazione a contrastarla richiede un forte impegno di ciascuno a mantenere vivo il ricordo di questi uomini giusti, delle loro indicazioni, dei valori in cui hanno creduto, tutti compiti ai quali assolve la scuola con passione e tenacia e i tantissimi giovani e giovanissimi – erano in 1.500 - sono a ricordarlo.
Fra di loro anche quattro Giovani sentinelle degli istituti di Pistoia e Agliana, testimoni del percorso di formazione di cui sono stati protagonisti attivi e appassionati. Con loro abbiamo viaggiato e condiviso emozioni forti e autentiche. E con loro abbiamo raccontato agli altri chi sono le Giovani sentinelle e cosa fanno.
Alle 18.30 la nave salpa in direzione Palermo altre emozioni ci attendono!
Sulla nave tutto è perfetto, nulla viene lasciato al caso. A dirlo con parole del grande Lucio Dalla: su questa nave non si perde neanche un bambino!
Un grazie va proprio a loro, al Ministro Stefania Giannini che appena insediata ha sposato da subito i progetti sulla legalità e alla dott.ssa Giovanna Boda e a tutto il suo Staff che ha sapientemente gestito tutto.
La mattina di venerdì 23 la nave è in procinto di entrare in porto, suona la sirena che fa eco in ogni angolo del porto e si espande in tutta Palermo. Rispondono, ed è accolta, dal suono delle sirene di altre che sono ormeggiate dentro il porto e il loro concerto ha suscitato una forte emozione. Sulla banchina studenti e studentesse di Palermo e di tutta la Sicilia ad attenderci mentre dalla nave sono srotolate le due grandi immagini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Maria Falcone ha salutato i giovani ringraziandoli e ricordando loro quanto sia importante mantenere viva la memoria dei fatti tragici di ventidue anni fa, di non dimenticare il coraggio di questi uomini che hanno compiuto il proprio dovere fino in fondo, i valori in cui hanno creduto, così attuali e così cogenti.
In pullman abbiamo raggiunto piazza Magione, insieme con piazza Politeama e l'Aula bunker uno dei tre luoghi di raccolta, dove è stato proiettato il video dei lavori delle Giovani sentinelle toscane e siamo intervenuti a illustrare il progetto. Non solo, abbiamo poi illustrato la grande ricchezza di proposte che ragazzi e ragazze di Toscana e delle altre regioni dove è attivo il progetto hanno discusso con amministratori e cittadini, delle loro sollecitazioni ad essere attenti e responsabili, condizioni essenziali per evitare che siano facili verità e demagogia a guidarli nelle scelte. Come è stato nel caso di Giovanni Falcone, posto di fronte all'impossibilità di lavorare a Palermo scelse di andare a Roma e, per questo, sospettato di ricercare il potere! Invece dobbiamo a lui, se oggi abbiamo la Direzione Nazionale Antimafia!
Sono i sospetti, le insinuazioni ad isolare, e l'isolamento è il segnale che la mafia può agire indisturbata, per questo motivo è necessaria un'informazione libera, cittadini protagonisti e consapevoli, che sappiano difendere i propri territori, solleciti e sempre pronti a pungolare amministratori e chi ha il governo della cosa pubblica alle proprie responsabilità, spronarli ad intervenire di fronte a gravi emergenze sociali, come nel caso del gioco d'azzardo, tema che preoccupa, e non poco le Giovani sentinelle, valutando appieno rischi e costi e sfuggendo alle sirene ammaliatrici del gettito fiscale facile e veloce, o a performance debito/Pil tolleranti verso le attività criminali e avendo invece lo sguardo lungimirante e solidale.
Nel pomeriggio il concentramento è stato davanti all'aula bunker del tribunale di Palermo da dove il corteo si è diretto all'albero di Falcone, luogo difficile da descrivere saturo. Una sorpresa ci attende: la voce di Gianni Morandi e la sua musica ci accompagna fino al fatidico minuto di silenzio, alle ore 17.58 emozioni e sentimenti abbracciano tutti, i respiri di ciascuno e ciascuna si sono fermati e quel silenzio ha assordato tutti, la città intera perché non si dimentichi.
Diceva Antonino Caponnetto: «la mafia teme più la scuola della giustizia!» e mai constatazione fu più giusta.
Dai ragazzi e dalle ragazze di Palermo ripartiamo con fiducia, più forti, più consapevoli!
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venerdì 23 maggio 2014
Martedì 20 maggio le Giovani sentinelle si ritrovano ad Arezzo
Martedì 20 maggio le Giovani sentinelle si ritrovano ad Arezzo nella bellissima Sala dei Grandi, ospiti dell'Amministrazione provinciale con la vice presidente, Mirella Ricci, e di Martina Carnesciali, intervenuta a far le veci di Francesco Romizi, assessore comunale alla Legalità, che non ha potuto prender parte all'incontro.
Come già lo scorso anno, con l'obiettivo di allargare in modo sia pure indiretto a tutto l'istituto il progetto, sono stati i rappresentanti delle classi terze quarte e quinte che sono intervenuti ai lavori, occupando tutti gli scanni disponibili della Sala, attenti e silenziosi, incuriositi dalle sollecitazioni giunte dalla Fondazione che ha aperto l'incontro.
Questa edizione ha messo ancora più in rilievo le preoccupazioni dei giovani in relazione alla convivenza civile, ne sono testimonianza i diversi progetti sul razzismo, percepito come estraneo al proprio modo di vedere le cose, perché molti compagni e compagne di scuola provengono da paesi lontani o hanno genitori extracomunitari, tema di cui si erano occupati negli anni scorsi i loro compagni più grandi.
Quest'anno, dopo averne discusso, hanno scelto di occuparsi del bullismo omofobico, tema che appare per la prima volta fra quelli di interesse fra i giovani, ma che segnala la preoccupazione di ragazzi e ragazze in relazione al rispetto delle scelte e all'integrità di ciascuno e ciascuna.
Per approfondire la questione hanno chiesto aiuto a Fabio De Pasquale, educatore, che si occupa da tempo di temi quali il bullismo, e hanno contattato l'associazione Il rifugio di Francesco, guidata da Renata Ludovici, madre di Francesco Scerbo, vittima di bullismo.
Con Fabio Pasquale hanno lavorato e approfondito il tema per costruire un modello per la prevenzione degli atti di bullismo soprattutto nelle prime classi degli istituti superiori, segno di un'attenzione anche a creare un clima favorevole e di accoglienza a scuola quale presupposto per vivere meglio fuori di essa.
È necessario che ognuno cominci a fare la sua parte, prenda su si sé un pezzo di responsabilità, se vogliamo che a prevalere sia il rispetto per l'altro e la sua integrità, quali che siano le scelte e gli orientamenti. L'appello è rivolto soprattutto ai cittadini, perché è compito loro tenere viva l'attenzione e soprattutto sollecitare chi non si schiera, come ha pure ricordato Renata Ludovici nell'intervista che hanno fatto vedere
Per comprendere meglio tutti gli aspetti della questione hanno somministrato un questionario a 740 studenti e adulti per indagare conoscenze e pregiudizi e, incrociando le risposte, hanno scoperto, con non poca sorpresa, come fra ragazzi e ragazze siano più forti alcuni preconcetti.
Nell'approfondire il tema, è nata la collaborazione con Stefano Silvestri, regista, che ha avuto come esito la sceneggiatura e il montaggio di ben quattro video, proiettati alla fine della presentazione, sui luoghi comuni, sull'intolleranza e sul bullismo.
Non conta lo stato civile ma cosa c'è nel cuore - diceva don Andrea Gallo – e mai asserzione fu più profetica per ricordare quanto siano decisivi i sentimenti nelle relazioni umane, e con le parole di don Andrea hanno camminato i giovani lungo i sentieri difficoltosi del bullismo e dell'omofobia per costruire comportamenti e modi di sentire differenti. Lo hanno fatto con grande passione, la stessa che anima i loro insegnanti, Agostino Fabbri e Daria Meazzini, i Grandi di questi nostri tempi, e il Dirigente scolastico, professor Luciano Tagliaferri che non ha mai saltato un appuntamento, segno di estrema attenzione alla scuola e ai percorsi degli studenti, che, intervenuto, ha voluto sottolineare ancora una volta quanto sia essenziale questa educazione alla cittadinanza responsabile.
Mirella Ricci ha preso la parola per sottolineare il valore di questo percorso nel segno delle regole e dei valori contro l'omologazione dei comportamenti.
In chiusura la fondazione ha sottolineato quanto una discussione così stimolante, un progetto ricco di spunti e riflessioni, i video e la passione degli interventi sono il miglior viatico per immaginare una scuola migliore e cittadini liberi e consapevoli.
Con questo patrimonio parteciperemo alla Nave della legalità, in partenza per Palermo e, in piazza Magione, nel cuore della Kalsa dove sono cresciuti Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, venerdì 23 racconteremo delle Giovani sentinelle, piccolo seme gettato cinque anni fa e che è ora una pianta giovane e robusta.
Sergio Tamborrino
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mercoledì 21 maggio 2014
appuntamento con le Giovani sentinelle a Firenze
Lunedì 19 maggio l'appuntamento con le Giovani sentinelle è a Firenze, con le scuole della città e quelle del Comune di Bagno a Ripoli. Nella bella sala Luca Giordano ad attendere studenti e studentesse è l'assessore provinciale all'Istruzione, Giovanni Di Fede, poi raggiunto dal sindaco di Bagno a Ripoli, Luciano Bartolini.
La Fondazione ha introdotto il dibattito sottolineando la ricchezza delle proposte emerse anche in questa edizione del progetto: l'attenzione agli spazi urbani e in particolare quelli per i giovani, spazi liberi dalla necessità del consumo, dove svolgere attività e iniziative in prima persona; strettamente connesso quello degli spazi a scuola e le attività laboratoriali; il tema del razzismo che è emerso con forza anche con l'uso del linguaggio teatrale. Ha poi accennato all'importanza di un confronto con gli amministratori, palestra di partecipazione e democrazia, che ha dato dei risultati significativi.
Ad esordire i più giovani dell'Istituto comprensivo intitolato ad Antonino Caponnetto di Bagno a Ripoli. Teatriamo, il titolo del progetto, indica la passione di questi giovanissimi per la scena e la recitazione, attività alla quale si dedicano incoraggiati dai propri insegnanti. Ragazzi e ragazze avevano posto con convinzione la questione di uno spazio per l'attività teatrale, e per questo motivo hanno riproposto il video, sceneggiato e interpretato da loro con la guida dei propri docenti, in cui hanno posto il tema dei finanziamenti senza dover ricorrere a show televisivi o ad altro per raccogliere i fondi necessari. Il loro ragionamento si è arricchito delle sollecitazioni avute in occasione del secondo appuntamento, in particolare per quanto riguardo l'utilizzo di spazi già esistenti e la ricerca di finanziamenti.
Poi è toccato all'altra scuola di Bagno a Ripoli: il Liceo Volta Gobetti. Nel loro caso il tema scelto riguarda il razzismo, scelta, come abbiamo già sottolineato, di tanti istituti, quest'anno, sollecitati da episodi in cui sono stati coinvolti alcuni dei loro compagni e compagne.
Hanno voluto scandagliare i sentimenti e le opinioni di studenti e studentesse e, per questo motivo, hanno coinvolto ben otto classi della propria scuola somministrando loro un questionario.
Hanno poi ripreso un loro vecchio progetto, relativo alla cattiva abitudine di viaggiare in autobus senza pagare il biglietto. Segno di attenzione al tema del rispetto delle regole e di comportamenti civici corretti e responsabili, la campagna di promozione dei ragazzi e delle ragazze ha registrato scarsissimo ascolto da chi amministra la società del trasporto pubblico, ATAF, ormai privatizzata. Tutti noi, ragazzi e Fondazione, ci saremmo aspettati maggiore attenzione alla proposta dei giovani, invece la nuova proprietà di ATAF ha fatto intendere di essere interessata alla proposta dietro compenso, come se i ragazzi che vogliono promuovere una maggiore sensibilità all'acquisto del biglietto con una cartellonistica prodotta da loro stessero occupando gli spazi pubblicitari dei mezzi di trasporto proponendo una pubblicità privata! La Fondazione si impegna nel prossimo anno a tenere viva l’attenzione di questo paradosso.
In ultimo, hanno preso la parola le giovani sentinelle fiorentine del Liceo Rodolico, che si sono occupate di riqualifica di alcune aree cittadine e, in particolare, delle Cascine. Abbiamo potuto rivedere le immagini del degrado e abbiamo ascoltato le loro proposte in merito ad un'incisiva azione di contrasto, ad una opera di sensibilizzazione in merito a questo enorme polmone vere nella nostra città, patrimonio collettivo da conservare e custodire con cura. I ragazzi insieme alla Fondazione ed insegnanti sono stati ospiti di Canale 10 emittente locale attenta alle sollecitazioni di queste problematiche.
Giovanni Di Fede ha preso la parola per offrire alcune riflessioni. Ha voluto spezzare una lancia a favore delle amministrazioni pubbliche che hanno tutti gli strumenti per avere piena cognizione della dimensione dei problemi, non ne sono all'oscuro o li sottovalutano, piuttosto chi governa la cosa pubblica deve scegliere, avere delle priorità nei propri interventi, decidere il prima e il dopo dove utilizzare le scorse risorse.
Né è una panacea il ricorso ai privati, cui spesso ci si appella come se fosse risolutivo, perché ai privati interessa perseguire altri obiettivi e il lor contributo non è così disinteressato come si vorrebbe farlo apparire. Il declino della coscienza civica è frutto di questa distrazione collettiva cui hanno contribuito i cittadini, talvolta abbagliati da false mode o ammaliati dal linguaggio e dai miti televisivi. Ha voluto ribadire il forte impegno della scuola contro il razzismo, perché è a scuola che si forma la coscienza civile del cittadino. Quanto alle istituzioni comunali e provinciali esse sono fortemente impegnate a trasmettere un patrimonio di valori, come è accaduto nl caso dei viaggi della memoria cui hanno partecipato gli studenti di alcuni istituti di Firenze e provincia.
Ha concluso Luciano Bartolini che ha voluto ritornare sulla questione de finanziamenti e sulle difficoltà delle amministrazioni locali ad intervenire, nonostante il loro impegno ad amministrare con oculatezza le risorse pubbliche.
In relazione alle richieste dei giovanissimi dell'Istituto comprensivo ha prospettato la possibilità di realizzare uno spazio polivalente nella struttura che ospiterà uffici e laboratori dell'Azienda sanitaria locale nel comune di Bagno a Ripoli, proprio vicino alla scuola.
Con questa buona notizia ci siamo dati appuntamento alla Conferenza finale di ottobre.
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domenica 18 maggio 2014
Le Giovani sentinelle sbarcano all'isola d'Elba
Le Giovani sentinelle sbarcano all'isola d'Elba giovedì 15 maggio. Nella sala De Laugier di Portoferraio si sono ritrovati studenti e studentesse delle scuole medie inferiori Pascoli - le classi seconde A, B, C, D, E - e superiori - le classi terza SAB dell'Istituto Brignetti e la classe seconda B del Liceo Foresi - con l'assessora comunale all'Istruzione, Jessika Muti, e l'omologa della Provincia di Livorno, Catalina Schezzini, che ha la delega per le isole, per confrontarsi sui temi scelti dai giovani per questo primo anno di esperienza del progetto.
Siamo grati all'amministrazione comunale di Portoferraio che ha sposato il progetto e, nel saluto di apertura, Jessika Muti ha ringraziato studenti e insegnanti per la bella esperienza di questo percorso di formazione a cui si legano altre iniziative dell'amministrazione, tutte intorno al tema della legalità e al rispetto delle regole. Poi è toccato alla Fondazione introdurre i lavori e lo ha fatto ricordando quanto sia importante l'attenzione dei media al progetto - all'incontro è presente TeleElba che lo ha ripreso per intero - e quella delle istituzioni, perché il contributo di ciascuno è necessario alla crescita culturale e civile di studenti e studentesse.
I contributi dei giovani sono via via divenuti di grande rilievo e attenti alle emergenze delle comunità in cui vivono, ragazzi e ragazze sono caparbi e tenaci nel non arretrare dinanzi alle difficoltà e alle resistenze che si trovano davanti, lasciano intravedere competenza e passione, intransigenza e nettezza delle posizioni.
I primi a rompere il ghiaccio sono stati quelli del Brignetti, Alessia e Francesca, che hanno illustrato il progetto Isola d'Elba: dipendenze? No, grazie relativo alle diverse forme di dipendenza, da droghe, alcol, gioco, mettendone in evidenza i gravi rischi della salute, dipendenze che spesso sono il risultato di una condizione difficile, per le scarse relazioni fra i giovani fuori dall'orario scolastico, perché tutti gli istituti superiori sono a Portoferraio e studenti e studentesse provengono da tutta l'isola, ma non hanno l'opportunità di muoversi nel pomeriggio per i scarsi collegamenti fra i comuni. Loro si impegnano molto nel contrasto alle dipendenze anche partecipando ai progetti come Guida sicura, Camper di notte e altre iniziative analoghe.
Sono poi intervenuti i più giovani della scuola media Pascoli. Dalla mafia all'istruzione, il titolo del loro progetto che è frutto di una settimana di studio e ricerche per mettere in chiaro quanto sia importante lo studio, l'apprendimento, la conoscenza e il possesso di strumenti intellettuali per comprendere modi di pensare e di agire delle organizzazioni criminali.
Altre due classi hanno invece posto l'attenzione su Il centro giovani che vorrei, uno spazio dove intraprendere attività e trascorrere il tempo con gli amici, libero dalle necessità del consumo, dove poter svolgere delle attività gratuite. Per meglio definire la proposta hanno elaborato un questionario da somministrare a compagni e compagne, facendolo subito con i presenti nella sala, per sondare le diverse esigenze.
Le rimanenti due classi hanno invece proposto un video per ricordare quanto vorrebbero vedere e non vedere a Portoferraio.
Pur nella apparente diversità delle tre proposte, traspare in modo netto la preoccupazione di questi giovani per gli spazi intorno a loro e quelli a loro riservati, dove trascorrere il tempo libero e fare delle attività, spazi la cui esistenza nega in radice ogni forma di comportamento e compromissione con la cultura mafiosa, spazi dove mettere a valore gli insegnamenti e le sollecitazioni della scuola.
Hanno chiuso quelli del Liceo Foresi che hanno proposto la lettera scritta alle istituzioni locali per avere informazioni e per poter esprimere le proprie valutazioni, conoscendo i progetti, relativamente alla nuova sede del Liceo. Questa esigenza di poter dire la propria è molto sentita fra gli studenti e la presenza delle due amministrazioni, comunale e provinciale, ha permesso un dialogo e un confronto aperto, con l'impegno dell'assessora Schezzini di ulteriori appuntamenti per informare e fornire documenti ai giovani.
La Fondazione apprezza questi comportamenti degli amministratori e giudica positivamente che un edificio come una caserma, chiusa da tempo sia riaperta e ospiti una scuola. Si augura che questo esempio sia il primo di analoghi, laddove il patrimonio pubblico dispone di edifici liberi, ampi e adatti per ospitare scuole o cose pubbliche senza dover ricorrere a onerosi affitti che assorbono risorse pubbliche senza soddisfare appieno le esigenze dei cittadini.
Catalina Schezzini ha espresso apprezzamento per le proposte dei giovani e ha ricordato l'immagine di Antonino Caponnetto dopo la strage di Capaci che, prostrato dal dolore, mise a disposizione dello Stato la sua propria vita, quale esempio di cosa sia servire lo Stato. Ha partecipato al Vertice antimafia immediatamente successivo alla morte del giudice con il bellissimo intervento di Oscar Luigi Scalfaro sulla Costituzione e alla intitolazione delle strade di Pianosa alle vittime di mafia.
La scuola è luogo non solo della conoscenza, ma anche luogo per apprendere a prendersi cura di ciò che appartiene a tutti e i lavori dei giovani elbani sono una testimonianza preziosa in questo senso. Il loro impegno non dovrebbe essere disperso ma conservato con attenzione.
Jessica Muti ha ricordato di quando era studentessa e del senso di frustrazione provato dinanzi al rigetto delle richieste sue e dei propri compagni, provando un senso di sollievo nel constatare il clima favorevole di confronto e discussione, un contatto quotidiano che è proseguito in queste settimane e che lascia ben sperare in futuro.
Di questa collaborazione è testimonianza anche la premiazione dei lavori presentati per il bando una produzione letteraria avente come tema la legalità, premio che ha avuto il contributo dell'agenzia Unipol dell'isola d'Elba.
La Fondazione ha chiuso leggendo alcune lettere di ragazzi e ragazze sulla scuola che vogliono, lettere non banali né semplici, ma ricche di grandi sentimenti e di valori.
Una bella giornata di confronto, di dibattito e di condivisione, che lascia ben sperare e che costituisce un ottimo esempio di quanto intendiamo noi con percorso di formazione.
Con i giovani elbani ci siamo dati appuntamento alla Conferenza finale di ottobre.
Ida Goglia
Referente per l'Elba della Fondazione
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sabato 17 maggio 2014
Pistoia!
Mercoledì 14 maggio le Giovani sentinelle sono a Pistoia, nella bella sala Nardi del palazzo che ospita l'amministrazione provinciale. Ad accogliere studenti e studentesse del Liceo artistico Petrocchi della città, dell'ITC Capitini di Agliana e dell'Istituto comprensivo di Monsummano, l'assessore provinciale all'Istruzione, Paolo Magnanensi, e il suo collega con delega al Patrimonio immobiliare, Mauro Mari.
La Fondazione ha introdotto i lavori facendo appello alla buona politica quale strumento per costruire una società dove partecipazione, responsabilità, rispetto delle regole sono parole condivise, valori di riferimento. Grazie all'impegno delle Giovani sentinelle questi valori sono all'origine di tanti buoni lavori, di tante proposte, di tanti progetti che, con molta attenzione, possono costituire un insieme di contributi significativi per il governo del Paese, significativi perché frutto di un lavoro fatto nella scuola, con la partecipazione e il confronto con cittadini e amministratori locali.
Dopo la Marcia della legalità e della memoria che si è svolta a Pistoia venerdì 9 maggio, la Fondazione parteciperà anche al viaggio della Nave della legalità previsto dal 22 al 24 maggio e, in in tale occasione, presenterà il progetto Giovani sentinelle.
Ad esordire con il proprio progetto sono stati i più giovani dell'Istituto comprensivo Antonino Caponnetto di Monsummano. Alice e i suoi compagni e compagne hanno deciso di approfondire e ampliare il proprio orizzonte dagli spazi verdi in città, al giardino astronomico nella scuola fino al Padule di Fucecchio. Grazie alla passione e all'impegno costante delle proprie insegnanti, hanno scelto di occuparsi di questa area umida che si trova, in parte, anche nel territorio comunale di Monsummano e hanno raccolto informazioni, immagini che hanno inserendole in un video per informare sui rischi che corre l'area, soprattutto per mano dell'uomo che talvolta la utilizza come scarico, fuori dalle norme, di attività industriali, mentre per le sue peculiarità l'area dovrebbe essere rigorosamente salvaguardata a garanzia della enorme biodiversità. Il Padule, inoltre, è luogo della memoria perché teatro di un eccidio nazista nell'agosto del 1944 che provocò la morte di 174 uomini, donne e bambini. Ancora una volta i ragazzi richiamano gli adulti a mettere in pratica quegli eventi fatti in questi giorni sul territorio e non lasciare che sia solo una "passarella" i buoni propositi: legalità e memoria.
Poi è toccato ai giovani del Capitini che hanno scelto come tema il razzismo o, per dirla con loro, di etnofobia, la paura del diverso, perché non si può parlare sensatamente di razze, come ci insegnano gli studi scientifici. Meglio porre l'accento sulla paura del diverso, paura difficile da comprendere e definire, e per questo hanno preparato un questionario che hanno somministrato ai propri compagni. I dati raccolti sono molto utili per capire quanti stereotipi e quanti tranelli si nascondono nella nostra vita quotidiana e nei modi di pensare più comune, come hanno rilevato i giovani, e aiutano a capire in quale direzione muoversi per provare a rimuoverli, per favorire un clima più accogliente, per “coltivare” sentimenti di rispetto.
Infine hanno preso la parola i giovani del Liceo artistico Petrocchi, anzi, più che le parole, a esprimere il loro punto di vista a proposito degli spazi è il video che hanno realizzato con la consueta perizia e raffinatezza. Le immagini sono più eloquenti di qualsiasi discorso e ragionamento perché il tema in questione è vecchio e arcinoto: la scuola non ha spazi sufficienti per ospitare tutti gli studenti che la frequentano. Chiedono semplicemente di avere delle risposte chiare e definitive. E certamente l'appuntamento delle Giovani sentinelle ha costituito un'occasione per chiarire i punti controversi e prospettare delle soluzioni. Infatti la presenza dell'assessore Mari, che ha la delega al patrimonio edilizio, è stata fortemente voluta per chiarire i termini della questione. Concorda, l'assessore, sulla insostenibilità della sistemazione attuale del Liceo che ha ben otto sedi, sottolinea che vi sono oneri per la stessa Provincia come il pagamento per affitti di alcuni locali che ospitano poche classi, mentre sempre la Provincia ha la disponibilità di uno spazio con 15 o 16 classi di proprietà.
Le parole di Mauro Mari danno il via ad un intenso scambio fra studenti, il proprio insegnante e gli amministratori, molto ricco e articolato, con dati e in cui ciascuno ha potuto esprimere il proprio punto di vista argomentandolo. Ci auguriamo che l'esempio della caserma che ospiterà le scuole elbane a Portoferraio possa essere di riferimento anche per la caserma, più volte richiesta dai ragazzi del Petrocchi, adiacente alla propria scuola ma per la Fondazione è stato molto soddisfacente constatare come le sue previsioni e le sue sollecitazioni a cittadini e amministratori al confronto pubblico e franco quale premessa per coinvolgere i cittadini nel governo della cosa pubblica si siano rivelate giuste perché, alla fine, segnali incoraggianti di accordo sembrano prevalere anche in vista dell'incontro programmato, per il giorno dopo a scuola, con genitori e alunni. Aggiungiamo che la discussione ha pure messo in rilievo che nelle discussioni pubbliche non vi è sempre una parte buona (la stessa, cioè gli studenti e i cittadini) e una cattiva (la stessa, cioè chi governa la cosa pubblica), quanto piuttosto che la discussione e il confronto è un'arte faticosa che richiede molta umiltà e pazienza e spirito di collaborazione.
Proprio questi aspetti ha voluto sottolineare il professor Ivano Paci, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, sponsor del progetto, ospite dell'incontro, che ha apprezzato il dibattito vivace e la intraprendenza dei giovani insieme alla disponibilità delle amministrazioni locali, riconoscendo al progetto quel valore formativo alla cittadinanza.
E crediamo che questa piccola prova sia stata ben accetta anche dagli altri studenti e studentesse quale esempio per i propri percorsi e per i propri progetti.
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venerdì 16 maggio 2014
Giovani sentinelle a Lucca.
Martedì 13 maggio appuntamento con le Giovani sentinelle a Lucca. Quest'anno sono ben tre gli istituti della provincia che partecipano al progetto. Di ciò la Fondazione è ben contenta oltre a ringraziare l'assessore provinciale all'Istruzione, Mario Regoli, sempre presente e disponibile, che ha sollecitato le scuole del territorio lucchese a partecipare al percorso di formazione alla cittadinanza, e che ha accolto ragazzi e ragazze, nella bellissima sala Maria Luisa del palazzo Ducale insieme con il suo omologo del Comune di Viareggio, Glauco Dal Pino, e Matteo Garzella, presidente del Consiglio comunale di Lucca.
In apertura Mario Regoli ha salutato i giovani, soddisfatto della partecipazione delle tre scuole, a riprova di una attenzione alle tematiche della cittadinanza attiva e responsabile da parte delle scuole, e ha ribadito di condividere i tre nodi: la lotta alla corruzione, quella all'evasione fiscale, e alla criminalità mafiosa e organizzata che la Fondazione ha indicato quale efficace fonte di risorse finanziarie per ristabilire nel Paese una situazione economica più favorevole e una condizione minima di equità nel contribuire al benessere di tutti.
La Fondazione ha introdotto i lavori apprezzando questo ampliamento della platea dei partecipanti che consente di avere un orizzonte più largo di idee e proposte, di essere presenti in tanti comuni e città per occuparsi dei problemi che toccano i cittadini ogni giorno, di favorire il protagonismo dei giovani quali attori per costruire comunità vive e attente al benessere comune e al rispetto delle regole. Per questo è necessario, essenziale il confronto, la discussione anche aspra per far emergere i punti di vista diversi con chi ha il governo della cosa pubblica e questa nostra convinzione è la ragione per cui, con tenacia e caparbietà, rincorriamo anche i più riottosi fra gli amministratori chiedendo loro di prestare ascolto e attenzione ai propri cittadini. E, analogamente, apprezziamo quelli che discuto anche se esprimono convinzioni diverse.
Ad esordire sono stati i giovani dell'ISI Simoni di Castelnuovo Garfagnana che hanno scelto quale tema del loro progetto l'edificio un tempo Tessitura Valserchio. Dopo la chiusura per l'edificio si è prospettata la trasformazione in modo da prevedere nell'area una pluralità di funzioni: abitative, commerciali, culturali, di servizio.
Dopo un primo progetto che modificava l'area della ex tessitura Valserchio sono intervenute delle modifiche al progetto originario dell'edificio che doveva inserirsi nel contesto urbano e ambientale attraverso una serie di prescrizioni e prevedendo alcuni usi ben precisi degli spazi. Poi i lavori sono stati interrotti e, nell'incontro di marzo, erano stati chiariti alcuni punti importanti: il bene posto sotto sequestro dall'Autorità giudiziaria al momento è indisponibile ad ogni intervento senza la soluzione della vertenza giudiziaria.
Proprio per questo motivo e anche in considerazione della situazione di degrado, che hanno documentato con una serie di slide, gli studenti hanno sottolineato come un passaggio decisivo sia quello di una maggiore sensibilità e attenzione da parte di cittadini, che sono molto critici anche perché giudicano l'edificio fuori luogo rispetto al contesto urbanistico.
Il pregio del lavoro dei giovani di Castelnuovo è anche quello di aver posto all'attenzione un problema della comunità in cui vivono, di interpretare e dare voce alle preoccupazione dei cittadini, ma a Lucca non erano presenti gli amministratori del Comune per proseguire nel confronto e sollecitare impegni più precisi e puntuali, così l'occasione è andata persa.
Hanno poi preso la parola quelli dell'Istituto professionale Marconi di Viareggio, interpreti di un lavoro teatrale sul tema dell'immigrazione, ideato e scritto dalle loro insegnanti. Il lavoro – abbiamo visto solo un breve estratto - è già stato presentato al teatro Jenco di Viareggio e mira a mettere ben in evidenza i tanti pregiudizi che ci sono intorno ai migranti, come hanno sottolineato Edoardo, Katia ed Emanuele che lo hanno introdotto. Infatti, significativamente, hanno letto un brano di un avviso comparso negli Stati Uniti nel 1912 relativo ai migranti italiani in quel Paese, che potrebbe ritrovarsi in qualche giornale di cento anni dopo, nel nostro Paese, in relazione ai migranti che vengono dall'Africa o dall'Asia.
Il tema dei migranti nasce pure dall'osservazione di tanti loro compagni e compagne di scuola che giungono da Paesi lontano, o sono nati da genitori stranieri in Italia e che devono affrontare mille difficoltà. Proprio in relazione a questi problemi hanno lanciato la proposta di abrogare il reato di clandestinità, reato però trasformato in illecito amministrativo dalla Camera lo scorso 2 aprile, e hanno ribadito le richieste di facilitatori linguistici, la promozione di occasioni di conoscenza, di scambio e di convivialità con le comunità che invitato e le amministrazioni a sostenere le iniziative proprio per rimettere al centro questi uomini e donne che vengono da Paesi diversi. Glauco Del Pino ha ribadito alcuni impegni dell'amministrazione comunale di Viareggio relativamente alla formazione di un albo delle collaboratrici e dei collaboratori familiari, per i quali il Comune pensa di offrire un minimo di formazione, poi la concessione della cittadinanza civica , forma simbolica per riconoscere, a chi è nato nel nostro Paese da genitori stranieri, la cittadinanza italiana.
Per accogliere sono necessari dei finanziamenti e sul tema si è soffermato Mario Regoli, ricordando che la Provincia partecipa al progetto di accogliere i rifugiati politici, inoltre vi è un tavolo coordinato dalla prefettura per vagliare i progetti da presentare al Ministero e anche questo può costituire una opportunità per la ricerca di finanziamenti su progetti specifici. Quanto ai collaboratori familiari, la Toscana ha una legge per far emergere tutto il lavoro in nero e dare formazione e inserire in un albo che dia garanzia. In breve tutti strumenti da esperire fino in fondo.
Dalla pluralità delle proposte è partito Matteo Garzella per interrogarsi e interrogare tutti su come riportare dentro al processo decisionale le proposte dei cittadini, quali luoghi e quali occasioni per un confronto, tenendo bene a mente che, alla fine, ogni amministratore deve prendere una decisione. Fa piacere questa disponibilità e questa attenzione al confronto, allora si può cominciare da quanto hanno proposto i ragazzi e le ragazze dell'ISI Pertini di Lucca in relazione al tema Ladri di biciclette che Guido Lucrezia e Rebecca hanno illustrato con l'ausilio di slide, con le interviste a cittadini e compagni e, soprattutto, con il questionario somministrato ai propri compagni dal quale, però, emerge il dato preoccupante di quanti sono coloro che preferiscono risolvere il problema da soli, non avendo fiducia nella giustizia.
Per tamponare propongono ai proprietari di biciclette di far marcare il telaio con un identificativo numerico, operazione offerta dall'amministrazione comunale, e predisporre dei luoghi custoditi.
Il tema ha suscitato un vivace scambio di opinioni, riproponendo la questione di quanta fiducia abbiamo nella giustizia, ma piace constatare come questi ragazzi abbiano posto al centro della discussione un tema che tocca la comunità lucchese sollecitandola ad interrogarsi.
L'ora tarda ha purtroppo posto fine ad un incontro interessante e ricco di spunti.
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