giovedì 16 aprile 2015

Giovani sentinelle a Stazzema (LU) e a Fivizzano (MS).

 
Lunedì 13 aprile due appuntamenti rinviati per il maltempo di marzo con le Giovani sentinelle a Stazzema (LU) e a Fivizzano (MS).

A Stazzema ragazze e ragazzi dell'Istituto comprensivo Martiri di Sant'Anna con le proprie insegnanti sono stati accolti dal sindaco, Maurizio Verona, e dall'assessore all'Istruzione, Marco Viviani, nella bella sala Palazzo della cultura. Maurizio Verona ha salutato i giovani, gli insegnanti i genitori e i cittadini presenti e ha ringraziato la Fondazione per l’impegno nel promuovere la legalità. E al rispetto delle leggi ha fatto appello per ricordare l'enorme impegno del Comune ad avere giustizia e a tenere viva la memoria delle vicende della Seconda Guerra Mondiale e della strage di Sant'Anna. In secondo luogo ha ricordato alla platea come quello comunale sia un territorio ad alto rischio idrogeologico, un territorio fragile di cui avere molta cura per la quale è necessario il contributo di ciascun cittadino che diventi una vera e propria sentinella. Per queste ragioni ha dichiarato di apprezzare iniziative come il progetto della Fondazione che sono importanti non solo per i giovani ma per tutti, per sollecitare nei cittadini la consapevolezza che la difesa del territorio è un impegno da non delegare esclusivamente agli amministratori, ma deve essere l’intera collettività a farsene carico.

La Fondazione ha introdotto i lavori ricordando il grido di dolore di Antonino Caponnetto ai funerali di Paolo Borsellino: «Tutto è finito!» premessa all'impegno dell'ultima parte della sua vita a favore della cultura della legalità. Quell'impegno ereditato dalla Fondazione ha preso, nel tempo, la forma del progetto Giovani sentinelle, percorso di educazione alla legalità e alla cittadinanza che promuove il protagonismo dei giovani quale strumento per essere cittadini a pieno titolo e protagonisti nella discussione pubblica e nel confronto relativo ai problemi della comunità in cui vivono.

Ragazzi e ragazze hanno fatto esercizio di partecipazione e democrazia, come ha ricordato la loro insegnante, partecipando ai lavori, dibattendo, facendo proposte e votando per decidere. Alla fine le due classi seconde, sezioni A e B, hanno scelto di affrontare il tema del dissesto idrogeologico.

«La terra non è un'eredità che abbiamo ricevuto dai nostri genitori, ma un prestito che fanno i nostri figli a noi». Con questa citazione di papa Francesco hanno preso il via i giovani di Stazzema nell'illustrare la propria proposta e, con l'ausilio di slide e di immagini video, hanno ripercorso le distruzioni causate dalla frana del 21 gennaio 2014 quando in località Iacco c'è stata una frana dovuta alle piogge e alle scosse di terremoto. Tonnellate di detriti hanno invaso la strada principale rendendola inagibile, i ragazzi hanno dovuto abbandonare l’edificio scolastico.

Gli studenti hanno studiato l’articolo 9 della Carta Costituzionale, hanno ricercato la legislazione sulla tutela ambientale e raccolto informazioni sul dissesto idrogeologico, le frane, l'abbandono del territorio montano e sulla catastrofica alluvione che ha colpito il territorio il 19 giugno 1996; in quella tragica giornata il fiume che attraversa la vallata si ingrossò al punto da travolgere i paesi circostanti, causando numerose vittime e sfollati.

I ragazzi proiettano i servizi giornalistici realizzati dalla RAI nel giorno del drammatico evento accompagnandoli con una video-intervista da loro stessi realizzata raccogliendo le testimonianze dei sopravvissuti.

Al termine del filmato, con non poca emozione, hanno proposto la testimonianza di Trento Pirotti, nonno di Giorgia, studentessa dell'Istituto comprensivo e intervistatrice, che ha raccontato alla platea la sua esperienza diretta di quei tragici eventi. Dall'esperienza dell'alluvione è nata a Cardoso la pubblica assistenza, associazione dei cittadini.

Indagando sul dissesto idrogeologico i ragazzi hanno scoperto che si tratta di una perdita di equilibrio del suolo e del sottosuolo dovuta all’azione dell’acqua che colpisce soprattutto i versanti ed i bacini montani in fase di abbandono. Non esiste una natura cattiva o buona, tutto dipende da un cattivo o buono uso del territorio. Le conseguenze del dissesto sono costituite da erosione, desertificazione, valanghe, alluvioni e frane. Le cause scatenanti sono naturali o umane: forti piogge, disboscamento, costruzioni abusive.

Il nostro Paese è un territorio geologicamente giovane quindi maggiormente esposto al rischio frane e la Toscana è una delle regioni più a rischio.

Nel territorio di Stazzema sono presenti frane attive nei pressi di Cardoso, Stazzema, Paragnana e Pomezzano; ma si rilevano anche frane quiescenti e bonificate. La maggior parte delle frane si è verificata in seguito dell’alluvione del 1996 che ha interessato l’intero territorio comunale.

Una delle frane più importanti è stata quella sulla mulattiera che collega Stazzema a Pontestazzemese, un sentiero che permette il pellegrinaggio al santuario della Madonna del Piastraio. Un’altra frana di rilievo ha interessato la vigna, oggi divenuta un uliveto, che si affacciava sulla salita di Piccolli  e che ha isolato la parte alta del paese.

Attualmente nel territorio di Terlinca sono presenti due movimenti franosi importanti dovuti all’alluvione di gennaio-febbraio dello scorso anno.

Nell’esaminare lo stato dei boschi i ragazzi rilevano incuria ed abbandono.  Nel passato i castagneti costituivano fonte di cibo e quindi venivano curati, mentre oggi sono trattati come discariche.

Attraverso la costruzione di muretti a secco in tempi non lontani si creavano terrazzamenti per la coltivazione di fieno, patate e verdure; oggi la manutenzione non viene più fatta ed i muretti hanno cominciato a cedere.

Fra le cause di abbandono del territorio i ragazzi rilevano la considerazione che oggi la castagna non è più fonte di sostentamento come nel dopoguerra e la legna del castagno è stata sostituita da altri tipi di combustibile da riscaldamento, inoltre molte persone preferiscono andare ad abitare in pianura per motivi di lavoro.

Gli studenti si chiedono cosa possono fare per migliorare la situazione di fragilità del territorio. Ritengono sia importante sostenere le attività economiche presenti nella zona che contribuiscono a combattere l’abbandono dei boschi e della montagna, come agriturismi, aziende agricole, rifugi e propongono all’amministrazione comunale di utilizzare i prodotti di queste aziende per la mensa scolastica. 

Marco Viviani ha convenuto sulla necessità di sostenere quelle attività economiche che permettono di popolare il territorio, in modo che siano i cittadini che vivono su quel territorio a prendersene cura. In questo senso vi è una vicinanza con quanto accade in Sicilia, dove la minaccia mafiosa contro il territorio e contro i cittadini che vi abitano è forte e molto insidiosa e, anche in quel caso occorre uno scatto d'orgoglio da parte di ciascuno per assumere su di sé un pezzo di responsabilità per opporsi alla furia distruttrice dell'organizzazione criminale, furia che distrugge i beni e  relazioni, nel caso della mafia. Per queste ragioni ha apprezzato il lavoro della Fondazione nelle scuole e l'amministrazione di Stazzema è molto impegnata a sostenere lo sforzo della scuola a formare cittadini attivi e responsabili che hanno a cuore la tutela dell'ambiente in cui vivono e lo curano. L'amministrazione sostiene non solo la proposta delle giovani sentinelle ma ha una politica orientata a favorire attività produttive nel bosco come forma di tutela e di conservazione dello stesso.

Lo scambio vivace e l'attenzione reciproca alle proposte hanno caratterizzato questo incontro cui le  testimonianze piene di emozione di chi ha vissuto i giorni dell'alluvione del 1996 hanno contribuito ad arricchirlo di passione. Con questo bagaglio ci siamo dati appuntamento a Lucca il prossimo martedì 26 maggio ospiti della Provincia insieme alle altre scuole.

 Sergio Tamborrino

Responsabile Toscana Progetto Scuola

Le giovani sentinelle di Fivizzano incontrano i loro Amministratori locali.

Lunedì 13 aprile 2015 le giovani sentinelle dell’Istituto comprensivo Moratti con sede e sezioni in due Comuni: Fivizzano e Casola,  incontrano i propri amministratori nella sala consiliare del comune di Fivizzano. Insieme ai ragazzi della seconda A, sezione di Fivizzano, alle 3 classi della sezione di Casola, alla terza F di Soliera e la seconda C di Monsone le loro insegnanti Patrizia Chinca, referente del progetto, Fulvia Bocchi, Katiuscia Pecini e Carla Bertolini.

A dare loro il benvenuto, il sindaco di Fivizzano, Paolo Grassi, l’assessore all’Istruzione Francesca Nobili e il geologo comunale Germano Ginesi.

Presenti per l’amministrazione comunale di Casola: il sindaco Riccardo Ballerini e l’assessore Virginia Carli. In sala anche il consigliere regionale Paolo Marini.

Il fotografo ufficiale della serata è Alis della seconda A.

Vedere al tavolo il folto gruppo di relatori, dopo la brutta esperienza di Carrara e di Aulla ha fatto  ben sperare in un dialogo costruttivo e, infatti, l’incontro non ha deluso le aspettative. Il dibattito è stato ricco di proposte e il confronto con i relatori, rimasti fino alla fine, è stato gradevole e il tempo è scorso veloce e piacevole.

Ha preso la parola l’assessore Francesca Nobili, insediata da pochi mesi, e ha voluto ringraziare la Fondazione per il progetto che mette a confronto le Istituzioni e il mondo della scuola affinché i giovani diventino parte attiva e integrante della vita pubblica della comunità in cui vivono, e per questo ha condiviso la proposta di rendere la disciplina Cittadinanza e Costituzione materia curriculare a pieno titolo. L’Amministrazione ha voluto subito dare un segnale di attenzione riguardo al tema scelto dai ragazzi e ha invitato il geologo del Comune, Gennaro Ginesi, proprio per affrontare con più dovizia e con risposte adeguate i problemi sorti in Lunigiana nel 2014 riguardo il dissesto idrogeologico e la viabilità del territorio. Ha ringraziato infine gli insegnanti che hanno saputo ben accompagnare i propri studenti.

La Fondazione ha preso la parola e, come di consueto, ha illustrato l’obiettivo del progetto e ha ringraziato l’Amministrazione per il bel segnale di attenzione nei riguardi dei propri giovani, i genitori presenti, per il contributo essenziale alla formazione di ragazzi e ragazze.

Pronto per il suo esordio, Omar ha presentato il progetto ricordando che la scelta dei temi è stata difficile in quanto all'inizio del percorso volevano occuparsi del decadimento di alcune infrastrutture della loro scuola di Fivizzano. Ma partecipando al progetto con i ragazzi di Casola, che hanno la scuola e la palestra praticamente nuove, hanno scelto un tema diverso. Anche questa scelta è il modo migliore di applicare lo spirito del progetto: attraverso il confronto, il dialogo ma anche la solidarietà si giunge ad una scelta condivisa.

Anche qui come a Stazzema, e non dimentichiamo Aulla, i ragazzi si sono occupati di dissesto idrogeologico!  È passato quindi a raccontare come ogni autunno da alcuni anni, e in particolare nel 2014, la pioggia ha provocato frane che hanno messo in ginocchio la viabilità: come abbiamo lavorato? Abbiamo osservato il nostro territorio, abbiamo fotografato varie situazioni e abbiamo raccolto tutto in un video. Fondamentale il supporto  tecnico e morale dell’impiegato dell’ufficio scuole del comune di Fivizzano, Francesco Leonardi, mentre i ragazzi di Casola hanno invitato i tecnici del loro Comune per alcune domande di approfondimento.

Il filmato molto eloquente ha messo a nudo anche le responsabilità dell’uomo con i continui disboscamenti, l'abbandono dei terreni, la mancanza di manutenzione degli alvei e versanti, un’agricoltura aggressiva ma soprattutto l’abusivismo edilizio! Il loro studio si è soffermato per capire come il nostro Paese viene colpito ogni anno da oltre mille frane, mettendo in una situazione di rischio più di un milione di persone fra morti, feriti, dispersi ed evacuati. Alcuni pezzi di filmati relativi all’alluvione del 5 novembre 2014 hanno ben fatto intravedere come l’acqua scorre e aggredisce zone dove un tempo c'erano canali e alvei! Hanno proseguito nell’evidenziare i danni e i disagi che ne conseguono: chiusura delle scuole, evacuazione di famiglie, scuola bus e ambulanze costrette a fare chilometri su strade sterrate e molte rimaste chiuse con semafori alternati! In quei giorni anche i bambini delle scuole elementari e materne sono scortati da maestre e dallo stesso loro sindaco, in fila indiana, per riuscire a passare le frane e risalire sui bus che attendevano oltre i dissesti.

I fondi? I ragazzi si sono augurati che arrivino presto. La Regione ha messo a disposizione dei finanziamenti per la difesa del suolo.

Dopo il filmato i ragazzi hanno rivolto le domande ai propri sindaci: Matilde, Vanessa, Riccardo, Gabriele, Christian, Alis, Omar, Lanfranco, Ahmed, Giulia, Aurora e Aurora, Dimitri, Eleonora, Wail, Lara e Davide e, al computer, Thomas.

1-    Negli eventi idrogeologici degli ultimi anni, quanto pesano la responsabilità e le mancanze delle amministrazioni comunali e quanto, secondo voi, l’effetto dei cambiamenti climatici?

2-    Perché si impiega tanto per la messa in sicurezza delle frane?

3-    Perché non si fa una manutenzione ordinaria delle strade, boschi e fiumi senza aspettare che accadono disastri?

Hanno chiesto da dove provengono i finanziamenti; se sono commisurati a livello di rischio; cosa si intende per lavori di somma urgenza; il ruolo del Genio Civile; perché spesso i Comuni non hanno un geologo; le competenze e, infine, se dopo la messa in sicurezza ci si può ritenere sicuri, memori di paradossi che i nostri cittadini sono costretti a subire e profetici dopo quello che è accaduto ad Ostuni in Puglia dove, in una scuola elementare appena ristrutturata, è crollato un pezzo di intonaco dal soffitto! Giustamente se ai ragazzi viene il dubbio agli adulti spetterebbe scioglierlo e controllare che queste ignominie non accadano!

Ha preso la parola il sindaco di Fivizzano, Paolo Grassi, e ha ringraziato la Fondazione che affronta il tema della legalità in quanto tema centrale di una comunità.

Nel merito del tema – il dissesto del territorio della Lunigiana - che assilla tutti, ragazzi e adulti, ha affermato che nel suo mandato non è stato molto fortunato in quanto si è dovuto subito impegnare a risolvere emergenze! Gli effetti climatici incidono sicuramente e tutti dobbiamo pensare ad un cambiamento culturale anche riguardo le energie più pulite in alternativa al carbone o agli idrocarburi, ma è un cambiamento che dobbiamo fare non solo come Paese e neppure a livello europeo, ma mondiale. Ricorda che la Cina inquina in un solo giorno quanto l'Europa in un mese perché l'apparato industriale e produttivo è obsoleto. Bisogna  che passi la cultura della salvaguardia dell'ambiente e non del profitto. Tutti i paesi devono impegnarsi al rispetto ambientale.

L'altro aspetto è sicuramente quello dell'abbandono delle terre da parte dei contadini che erano i tutori dei nostri territori. In Lunigiana sono gli stessi boschi in abbandono a bloccare e intasare i pochi alvei rimasti! Molto va fatto soprattutto in termini di prevenzione. Ha ricordato l'esempio positivo della Regione Toscana che riguardo ai terremoti è attenta alla messa in sicurezza degli edifici pubblici e sollecita misure analoghe per quelli privati in modo da limitare i danni e ridurre il numero delle vittime. Bisogna quindi investire nella prevenzione, cercare risorse a livello nazionale in quanto i Comuni sono allo stremo. Lottare per la legalità è la via che può salvarci perché attraverso la trasparenza amministrativa deve prevalere il bene comune, solo così possiamo cambiare il  nostro Paese e la scuola è il fulcro principale di questo cambiamento. I nostri giovani diversamente da noi che abbiamo vissuto la ricchezza del boom economico, ma anche, allo stesso tempo, lo sperpero di risorse, si ingegnano per raggiungere un equilibrio importante per il nostro futuro grazie al rispetto delle leggi. Le Istituzioni devono e possono fare molto e non devono sottrarsi a questo compito ma la scuola può fare da guida.

Riccardo Ballerini, sindaco di Casola, ha risposto alle domande fatte dai ragazzi in merito alle leggi e alle norme affermando che nel nostro Paese non vi è carenza di norme anzi, al contrario, ci sono e ce ne sono troppe ma non vi è certezza perché spesso sono in contrasto fra di loro creando quegli equivoci, quelle lacune dove si annida la corruzione! Come amministratore ha lamentato l’altra piaga della burocrazia che, in casi di urgenza, rende impossibile gli interventi. Anche riguardo i lavori di somma urgenza bisogna reperire i fondi che il Governo centrale copre solo in parte, fare gli atti ma bisogna guardarsi bene a non fare debiti! E ancora una volta il Governo dal 2010 ad oggi ha fatto 65 manovre per tagliare i fondi agli enti periferici mettendoli in ginocchio! Le stesse imposte comunali non tornano interamente ai Comuni che devono garantire servizi ai propri cittadini.

La Fondazione ha fatto notare come questo percorso attraverso il dialogo fra Istituzioni locali, provinciali e regionali fino al governo centrale può essere proficuo per trovare soluzioni condivise  tutti insieme, per spazzare via corruzione,  criminalità organizzata e mondo dei furbetti e trovare le risorse necessarie per dare dignità al nostro Paese.

Infine, i ragazzi hanno proposto una serie di interventi e azioni per limitare  i disagi e sensibilizzare tutta la popolazione: predisporre  piani locali di emergenza/evacuazione in caso di elevato rischio idrogeologico da diffondere nelle frazioni e, se già presenti, divulgarli nelle scuole; organizzare “giornate verdi”  per la conoscenza e tutela del territorio, tramite incontri di approfondimento con esperti, tecnici e rappresentanti della protezione civile al fine di sensibilizzare la popolazione ad una cittadinanza attiva; pianificare escursioni guidate lungo i sentieri e le vie di comunicazione secondarie in modo da monitorarne lo stato dei luoghi e registrare eventuali criticità; incrementare gli addetti alla manutenzione ordinaria e la messa in sicurezza delle strade; avviare un sistema di informazione telefonica in caso di emergenza e per comunicare l’eventuale chiusura delle scuole alle famiglie di ogni singolo alunno; investire sul recupero dei terreni incolti e dei boschi abbandonati, agevolando l’iniziativa e l’insediamento di attività produttive sul territorio. Sono passati poi alla sicurezza e prevenzione della trafficatissima statale 63 dove i ragazzi per raggiungere il campo giochi rischiano di essere investiti dalle auto e hanno proposto una segnaletica più evidente, con dei dossi. I ragazzi per sensibilizzare gli automobilisti hanno disegnato un modello stradale diverso dai soliti.

Alla fine di questo ricco confronto ci siamo dati appuntamento a giovedì 28 maggio a Massa, ospiti della Provincia.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

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