sabato 4 aprile 2015

Le giovani sentinelle di Pelago (FI) incontrano i propri amministratori locali




Le giovani sentinelle di Pelago (FI) incontrano i propri amministratori locali

Martedì 31 marzo è la volta delle sentinelle dell’Istituto comprensivo di Pelago (FI) ad incontrare le proprie istituzioni locali, non nella Sala del Consiglio del proprio Comune, come accade di consueto,  ma nell’Auditorium del loro istituto. Sono i ragazzi e le ragazze ad ospitare l’assessore alla Cultura, Bernardo Fallani.

I giovani insieme alle loro insegnanti sono pronti! Dopo poco arriva anche un folto gruppo di genitori.

La Fondazione spiega l’attività e l’evoluzione del progetto nell’ambito della disciplina Cittadinanza e Costituzione, disciplina sovente ai margini dei curricula scolastici, che ha fra i suoi obiettivi di far conoscere le istituzioni repubblicane e sollecitare la partecipazione alla vita democratica e attraverso un percorso formativo i ragazzi diventano protagonisti.

Leonardo e Giulia della IIB affrontano il tema Scuola come laboratorio di accoglienza, rispetto della libertà, della persona, in particolare dal punto di vista della cura della loro scuola come bene comune. Partire da loro stessi facendo autocritica, dall’educazione alla conoscenza, come poter migliorare l'ambiente scolastico, difendere gli arredi, gli spazi e gli ambienti spesso trascurati o peggio ancora oggetto di degrado quando si scrive sui banchi o sulle pareti. La necessità di crescere più consapevoli e di essere cittadini di una comunità.

La Fondazione ha ricordato il sito delle giovani sentinelle che deve essere utilizzato come rete di esperienze da condividere e per diffondere i buoni esempi. Ha raccontato l’esperienza analoga dei ragazzi di Bagno a Ripoli che si sono dati appuntamento per quattro pomeriggi e hanno ripulito la loro scuola e dopo averlo fatto si sono dati delle regole per difendere i propri beni comuni.

Sono intervenuti Riccardo, Giulio e Maria Clara della IIC e anche loro hanno cercato di riflettere sui vari aspetti della legalità e della giustizia e tutti concordi nel partire proprio da loro stessi, dal loro stare insieme in classe. Ricordano come ogni classe è una piccola comunità e in quanto tale ha bisogno di alcune regole di convivenza, dove si intrecciano fitte relazioni e tanti sentimenti che non è sempre semplice controllare e vivere nel modo più sereno e più giusto per se stessi e per gli altri. Continuano a condividere le esperienze di tutti i giorni, come nei due anni scolastici alle spalle, fatte di amicizia ma anche di difficoltà ed errori commessi nei rapporti fra di loro. Hanno voluto approfondire, sempre nell’ambito della libertà e convivenza, la questione del bullismo! E come nel corso del lavoro questa parola non piace nemmeno tanto, e continuano: è importante, certo, saper identificare dove è in opera un bullo, dove c'è una vittima che subisce... ma senza, con questo, attaccare delle etichette alle persone, una volta per sempre ... senza cioè creare dei mostri.

Questo concetto ce lo siamo chiarito raccontandoci una specie di favola: la favola di un mostro che fa paura... a cui molti danno la caccia... ma che forse è persino più spaventato degli altri. Più solo.

Creare dei mostri non serve a nulla; serve invece vedere la realtà così com'è, e cercare di affrontarla.

Noi creiamo un mostro quando puntiamo il dito contro qualcuno perché ci sembra diverso... troppo ... o troppo poco ... se non ascolta la musica che ascoltano tutti, se non si veste alla moda, se a lei piace uno sport troppo da maschio o a lui un programma troppo da femmina, se è troppo bravo a scuola, o troppo poco, se fa troppo la vittima, a volte anche, se fa il bullo.

Tutto questo lo abbiamo compreso attraverso alcuni giochi di ruolo, ci hanno divertito ma anche emozionato: abbiamo provato a metterci nei panni ora del cosiddetto bullo, ora di chi è emarginato o preso in giro dai compagni, ora persino dei professori alle prese con le difficoltà di gestire certi conflitti in classe.

Da questa esperienza sono nati tantissimi nostri “pensieri in libertà”, che abbiamo scritto su dei bigliettini. Solo una piccola parte di questi pensieri sono stati letti nel breve video che abbiamo fatto, dove non si vedono i nostri volti, ma si sentono le voci delle nostre emozioni che aleggiano nell'aula. Si vedono inoltre alcuni cartelloni in cui abbiamo provato a raffigurare i nostri pensieri. Come si vedrà, abbiamo riflettuto tanto anche su quella nuova forma di prepotenza che va sotto il nome di cyberbullismo.

Sui social networks si inizia a prendere di mira qualcuno per gioco... per noia... per fare come fanno gli altri... Poiché non guardiamo in faccia il nostro compagno o la nostra compagna,

mentre lo insultiamo, non possiamo vedere la sua tristezza, il suo dolore. E il gioco va avanti troppo, troppo a lungo.

E allora una soluzione semplice potrebbe essere tornare a guardarsi negli occhi, cercare di comprendere, immedesimarsi in chi abbiamo di fronte. Sentire i suoi sentimenti e riconoscerli.

Perché prima di vittime, bulli, vincenti, perdenti, prima di "cavalieri senza macchia" o "mostri a tre teste", ci sono ragazze e ragazzi con sentimenti così simili ai nostri. Basta cercarli dentro ai loro occhi, per poi cominciare a parlarsi davvero. E parlando, magari litigando, tirare fuori i problemi e cercare di superarli. Con onestà, e un po' di coraggio.

È seguito il filmato montato e costruito tutto da loro, pochi attimi ma emozionanti! Ancora una volta emerge la buona scuola, i buoni insegnanti. La Fondazione ha  spiegato il suo tentativo di convincere il Ministero a utilizzare questi filmati e altri raccolti in questi anni per fare pubblicità progresso dove sono i ragazzi con il loro linguaggio a parlare, sicuramente arrivano ai cuori e alla testa più di un’agenzia blasonata!

Ha preso la parola l’assessore Fallani, ha ringraziato la Fondazione ma soprattutto i ragazzi che hanno saputo regalare emozioni, ha spiegato come legalità e cultura vanno alimentati giorno dopo giorno. Ha dato tutta la sua disponibilità ai prossimi incontri. Anche i genitori si sono avvicinati al tavolo dei relatori ringraziando e spronando a continuare. Con queste parole ci siamo dati appuntamento per lunedì 18 maggio ospiti della Città metropolitana di Firenze.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

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