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sabato 16 novembre 2019

Giovani sentinelle nel pistoiese




Lunedì 11 novembre due appuntamenti con le Giovani sentinelle di Agliana e di Pescia.

All’Istituto Capitini ci hanno accolto ben cinque classi (una di veterani) per questa nuova avventura educativa. La scuola partecipa ai nostri progetti sin dal 2009 e in questi anni, abbiamo ricordato ai ragazzi e alle ragazze, sono stati tanti e molto interessanti i temi affrontati e incisive le proposte che abbiamo ascoltato e che i giovani hanno discusso con gli amministratori locali. Abbiamo voluto rammentare significativamente la “provocazione” di imbiancare la propria aula, a voler sottolineare l’attenzione e la cura per la propria scuola e a sfatare i mille luoghi comuni.

E dagli esempi del passato abbiamo preso il via per sollecitare studenti e studentesse ad un rinnovato impegno, che è poi l’esercizio di una cittadinanza attiva e responsabile, a sperimentare questo abito civico in virtù del quale possiamo contrastare efficacemente malcostume e illegalità. Proprio quel malcostume e quella illegalità che consente alle organizzazioni criminali di “fare affari” anche in Toscana, dove non sono pochi i beni confiscati alle mafie, beni come la tenuta di Suvignano che ha aperto le proprie porte ai cittadini e alle cittadine, dopo che la sua gestione è stata assegnata alle Regione Toscana, grazie anche all’impegno di associazioni e del volontariato.

Abbiamo lanciato la nostra sfida ai ragazzi e alle ragazze dell’Istituto Capitini e con loro ci siamo dati appuntamento al prossimo martedì 3 marzo.

Nella città di Collodi ad attenderci per la prima volta, i ragazzi e le ragazze del liceo Lorenzini di Pescia con il loro insegnante, Giancarlo Carducci, che ha voluto fortemente questo progetto e che aveva già coinvolto i giovani in un incontro in Comune, alla fine dello scorso anno scolastico, in occasione della presentazione del volume di Angelo Corbo,  La strage di Capaci.

Due classi, alcuni di loro già presenti in quella occasione, hanno seguito con attenzione e con curiosità il filmato che ha fatto conoscere loro il giudice Caponnetto, la sua attività a capo del pool antimafia e il suo impegno a favore della cultura della legalità. Di seguito ci siamo soffermati a ragionare della mafia, del riciclaggio del denaro, la sua capacità di coinvolgere chi ha messo al primo posto il “Dio denaro” ed è disposto a fare affari con loro contribuendo insieme ad inquinare l’economia legale, sottraendo risorse e mettendo a rischio la convivenza civile. 

Il comportamento di una parte della politica che riporta ai tempi bui della nostra democrazia. Abbiamo parlato del progetto e di Antonino Caponnetto che esortava i giovani a fare politica, ma con la P maiuscola, e lo spirito del progetto sta proprio in queste sue parole che mirano a promuovere il confronto e lo scambio, il protagonismo di ciascuno per rafforzare e contribuire al benessere comune. Senza tale protagonismo, senza la partecipazione attiva dei cittadini non è possibile difendere la democrazia. Né sono da dimenticare le parole profetiche di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che incitavano i giovani a non girarsi dall'altra parte e ad impegnarsi a far camminare sulle proprie gambe le idee di libertà, di giustizia e responsabilità.

La visione del secondo filmato sui lavori svolti dai loro coetanei in tante parti d’Italia lo scorso anno e il silenzio partecipato che si percepiva nella sala fa ben sperare nella loro disponibilità a mettersi in gioco e sperimentare la forma di cittadinanza attiva e responsabile. Con orgoglio il loro insegnante Giancarlo Carducci ha voluto precisare che i ragazzi hanno già sviluppato alcune proposte sul loro tema che li vedrà protagonisti e propositivi alla discussione e al confronto di martedì 3 marzo con la propria amministrazione.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 21 maggio 2019

Terzo incontro per le giovani sentinelle pistoiesi

Giovedì 2 maggio hanno preso il via gli appuntamenti delle giovani sentinelle a livello provinciale e ad esordire sono stati i ragazzi e le ragazze del pistoiese, i più grandi dell’Istituto Capitini di Agliana e i più giovani del comprensivo Caponnetto di Monsummano. 

Assenti gli altri giovanissimi della montagna pistoiese, di Cutigliano e di San Marcello Pistoiese, che pur avendo iniziato in ritardo avevano lavorato duramente sui temi delle dipendenza da alcol elaborando riflessioni e proposte molto interessanti con manifesti e pubblicità, ma la rinuncia della scuola ha impedito loro il confronto con gli altri giovani, ad esempio quelli del Capitini che hanno pure affrontato gli stessi temi, e lo scambio sarebbe stato interessante e suscettibile di ulteriori sviluppi.

Il consigliere provinciale Gabriele Giacomelli ha accolto giovani, insegnanti e fondazione ricordando Antonino Caponnetto, uomo e giudice esemplare per la dedizione nel suo lavoro professionale e per l’impegno profuso a favore della cultura della legalità e della cittadinanza nell’ultima parte della sua vita.

La fondazione ha introdotto i lavori ricordando quanto sia importante questo terzo appuntamento, ospitato nelle sale della Provincia, quando ragazzi e ragazze di scuole differenti si incontrano e mettono in comune le proprie esperienze, condividono percorsi e linguaggi, progetti e proposte.

Questo terzo appuntamento ha tali caratteri specifici a cui dobbiamo aggiungere anche la domanda che ogni giovane deve porsi: ma io che cosa posso fare?

Hanno preso per primi la parola i più piccoli del comprensivo intitolato al giudice Caponnetto: Mettiamo la mafia in panchina e su questo tema hanno scritto articoli nell'ambito del concorso del giornale La Nazione Cronisti in classe. Ma oltre ad essersi occupati di mafia sono stati impegnati in lavori di pulizia e ripristino del giardino della scuola e hanno recuperato le panchine tinteggiandole. Questi spazi recuperati saranno inaugurati il prossimo 3 giugno. Ci sono state poi delle iniziative della scuola contro lo spreco e la difesa dell'ambiente e un mercato del riciclo

In ultimo, con la regia di Luca Ferrante, alunni e alunne del Consiglio comunale dei ragazzi sono stati i protagonisti di un cortometraggio contro il bullismo presentato in tutte le classi.

Poi hanno preso la parola i più grandi del Capitini che si sono occupati di prevenzione delle dipendenze. Studenti e studentesse delle quattro classi che hanno partecipato al nostro percorso hanno acquisito prima le informazioni in ambito della prevenzione, hanno sottolineato la pericolosità del consumo occasionale di alcolici, hanno approfondito il tema con incontri con il dott. Balli, con le comunità Incontro e Nuovi Orizzonti, hanno visto il film La mia seconda volta e hanno presentato il proprio lavoro alla consulta dei genitori della scuola e all'assemblea della scuola.

Non hanno limitato il loro lavoro alle sole dipendenze da alcol, hanno allargato l’orizzonte occupandosi anche di gioco d’azzardo e di social e, alla fine hanno preparato un bel video, Fuori gioco, originale per lasciare aperto il finale, a sottolineare l’importanza della scelta che ogni uomo o donna deve compiere e hanno concluso con un slogan intrigante sul piano linguistico: Se vuoi vincere lascia perdere.

In conclusione hanno rilanciato alcune proposte: dotare di etilometro gli spazi dove si distribuiscono alcolici e aumentare le sanzioni per scoraggiare gli abusi. Hanno poi elaborato una serie di domande che hanno proposto a compagne e compagni per farli riflettere sulle dipendenze e hanno richiesto poi una maggiore sorveglianza su tutto il territorio e in particolare all'uscita delle scuole, al cui interno dovrebbe esserci un centro di ascolto.

Per tutto questo loro lavoro chiedono ospitalità sul sito della Provincia in modo da sensibilizzare gli adulti sul tema delle dipendenze e Gabriele Giacomelli, che ha preso la parola subito dopo ha preso l’impegno di portare l’argomento in Consiglio e di convincere gli altri membri ad approvare la richiesta.

È stato contento di essere stato presente a queste presentazioni perché sono testimonianze di passione e di grandi capacità e il nostro Paese ha bisogno di uomini e donne coraggiosi e preparati, rimarcando il ruolo e l'importanza della scuola e l'intuizione del giudice Caponnetto, davvero geniale nel tornare fra i banchi per sollecitare ragazze e ragazzi all’impegno e alla responsabilità.

Giuseppe Balli, alcologo e referente della fondazione, ha apprezzato molto le proposte e le modalità con cui vogliono diffondere i messaggi e ha sottolineato quanto sarebbe importante che i Comuni promuovessero dei veri e propri approfondimenti su questi temi di interesse generale.

Domenico Santagati, già insegnante dell’istituto Capitini e in quella veste compagno di viaggio in questo percorso ha voluto riprendere il tema della responsabilità, di quanto le scelte individuali possano modificare comportamenti e atteggiamenti, mentre si corre il rischio di una minore efficacia con richieste generiche di una maggiore severità nelle pene e nelle punizioni.

Nel sottolineare questa difficoltà vi è la consapevolezza che l’appello alla severità o i maggiori controlli sono i lidi sicuri quando il tema della responsabilità richiede un’attenta analisi dei propri modi di fare e con questa sottolineatura abbiamo chiusa la mattinata intensa e ricca.

Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino, Claudio Gherardini, Domenico Santagati e Giuseppe Balli

sabato 16 marzo 2019

Martedì 12 marzo tre appuntamenti delle giovani sentinelle fra Toscana e Veneto



Ad Agliana, nella sala del Consiglio Comunale, Massimo Zucchelli, assessore alle Politiche sociali e all’Ambiente e Alfredo Buscioni, vicesindaco e anche appassionato assessore allo Sport, hanno accolto ragazze e ragazzi dell’Istituto Aldo Capitini, nostro compagno di viaggio da ormai dieci anni, con le loro insegnanti Daniela Begliomini, Paola Scotti, Alessandra Ducceschi e Domenico Santagati, che ha insegnato nella scuola e ha guidato le giovani sentinelle sin dal 2009 fino allo scorso anno ed ora referente della Fondazione a Pistoia insieme a Giuseppe Balli.

Nel raccontare dell’incontro partiamo dalla fine, quando tutti erano sbalorditi. Ovviamente gli insegnanti conoscevano bene la qualità del lavoro delle loro sentinelle della legalità, ma la Fondazione e soprattutto gli amministratori sono rimasti a bocca aperta.

Le classi quarte del Capitini avevano scelto le DIPENDENZE, problematica devastante e fondamentale proprio per i giovani. E ne hanno approfonditi alcuni aspetti, studiando e riflettendo, e  hanno prodotto dei power point e due video che potremmo definire di alta qualità sia come sceneggiatura e testi sia come realizzazione tecnica.
Hanno puntato particolarmente su alcolismo, droghe e gioco d'azzardo, tutte questioni che sono state sollevate in questi anni, segno della preoccupazione di tanti ragazzi e ragazze preoccupati di cadere vittima essi stessi o qualcuno vicino. E l’impegno si è tradotto in alcuni messaggi di grande impatto. Sul gioco d’azzardo, ad esempio, valga lo slogan finale di uno spot praticamente già pronto per andare in TV:
SE VUOI VINCERE LASCIA PERDERE. 

Secco, molto efficace, una ideazione da esperti della comunicazione evoluta e adeguata ai tempi.

Alfredo Buscioni e Massimo Zucchelli hanno innazitutto espresso forte apprezzamento per il lavoro dei ragazzi del Capitini, hanno ammesso il loro stupore e anche la loro "emozione" e hanno invitato i ragazzi nelle sale comunali per continuare il lavoro sui problemi esposti, che sono problemi sociali molto gravi e che loro hanno così ben spiegato e riassunto. Hanno anche auspicato che queste realizzazioni possano essere mostrate anche a studenti e studentesse di scuola media inferiore.

Gli applausi ripetuti hanno caratterizzato tutto l'incontro e concluso il pomeriggio nel modo più positivo possibile, in una atmosfera entusiasta da parte di tutti.




Gli altri due appuntamenti sono stati nel trevigiano con i giovanissimi di due istituti comprensivi: quello di Preganziol e quello di Paese.

Nel bello e ampio auditorium della scuola media Ugo Foscolo di Preganziol ragazze e ragazzi delle sette classi che hanno aderito alla proposta della fondazione Caponnetto hanno accolto il sindaco, Paolo Galeano, e un gruppo di genitori per questo secondo appuntamento del progetto. La sala consiliare non è sufficientemente ampia e, per questa ragione, l'incontro si è tenuto a scuola, luogo della formazione del cittadino per eccellenza.

A salutare tutti gli intervenuti è stata Francesca Mondin, dirigente scolastica, che ha voluto sottolineare la serietà dell’impegno per divenire dei buoni cittadini da parte di tutti, per la capacità di immaginare il futuro.

Un breve saluto del sindaco ha preceduto l’introduzione della Fondazione dedicata a raccontare ai genitori il senso del progetto, la sua genesi e gli obiettivi, l’articolazione e il significato di questo incontro pomeridiano, sottolineando quanto sia importante questo confronto con chi governa la cosa pubblica perché è un’esperienza di cittadinanza attiva, un stare di fronte agli amministratori per discutere con loro, per apprendere l’arte faticosa di ricercare soluzioni a problemi talvolta difficili, complessi, che richiedono il contributo paziente e generoso di ciascuno.

Ragazze e ragazzi guidati da Grazia Di Bari, la loro insegnante, hanno discusso prima fra di loro quale tema scegliere e sono giunti alla decisione di occuparsi di Spazi comuni per una cittadinanza attiva, questione che torna con insistenza, ultime le ragazze del Liceo di Forte dei Marmi avevano posto l’esigenza di uno spazio per i giovani. In questo ricorrere del tema e nel parlarne nei modi più diversi vi è la prova dell’urgenza, nelle soluzioni prospettate c’è tutto il coraggio e la testardaggine di giovani e giovanissimi.

Hanno “ispezionato” il territorio comunale alla ricerca di edifici vuoti che potessero ospitare il loro spazio e, dopo averne individuati alcuni che avessero la caratteristica di essere raggiungibili con mezzi pubblici o con la pista ciclabile, hanno chiesto dapprima quali fossero pubblici e quali privati. Hanno poi concentrato l’attenzione sulla vecchia scuola di Sambughè  chiusa da tempo perché, come ha ricordato il sindaco, dovrà essere parzialmente demolita e ricostruita per non essere a norma con le prescrizioni antisismiche.

Paolo Galeano ha voluto essere sincero e disponibile con i giovani dopo essersi complimentato con loro per spendere del tempo su argomenti seri e importanti come quello proposto. Ha dichiarato che non c’è al momento uno spazio con le caratteristiche descritte da studenti e studentesse, tuttavia c’è un un gruppo Preganziol bene comune che ha preparato un bando per premiare le proposte di progettazione di spazi per la socialità, quindi un primo invito a percorrere questa strada. Ha poi aggiunto che vuole ricercare una soluzione intermedia che riguarda degli spazi polivalenti, di cui si sta discutendo con altre associazioni e al tavolo di confronto potrebbero esserci anche i giovani. Abbiamo sollecitato ragazze e ragazzi a cogliere l’opportunità di condividere uno spazio con altri perché questa sorta di convivenza potrebbe facilitare la responsabilità nel tenerlo in ordine.
I giovani si sono dichiarati disponibili a coinvolgere i genitori nell’essere garanti e guida anche nel risolvere problemi e imprevisti che potrebbero capitare.

In breve il dialogo è servito per far vedere a tutti la complessità delle questioni e sondare la disponibilità di ciascuno e il nuovo appuntamento del sindaco con ragazzi e ragazze lascia ben sperare.

La fondazione ha incoraggiato tutti a proseguire e invitato a raccontare questa esperienza ai coetanei dell’altro Istituto comprensivo, quello di Paese, nell’incontro di maggio in modo da condividere idee e percorsi, accogliere suggerimenti e proposte, dando un senso compiuto al progetto delle Giovani sentinelle.

In ultimo, prima di chiudere un genitore del Comitato ha preso brevemente la parola per dichiarare la disponibilità propria e degli altri a collaborare, ha ringraziato giovani e insegnate per il bel lavoro e la fondazione per la bella opportunità offerta.

Nelle stesse ore 80 ragazzi e ragazze dell'Istituto comprensivo Casteller insieme alla loro insegnante referente Giuseppina Sberna ed altri suoi colleghi sono stati accolti nella sala comunale di Paese (TV) dagli assessori Katia Uberti e Virgilio Piccolotto.

Ragazzi e ragazze hanno occupato gli scranni dell’aula consiliare composti e solenni, vestiti per le grandi occasioni! Hanno voluto dare un segnale agli adulti anche nell’abbigliamento riguardo il comportamento da tenere in occasioni importanti, quale il confronto per decidere per il bene della propria comunità.

All’appuntamento erano presenti anche la dirigente scolastica, Paola Rizzo, e il responsabile legalità dell’Ufficio scolastico provinciale, Nicola Zavattiero, oramai nostro compagno di viaggio di questo percorso.

Ma...l’aria che respiriamo? è il titolo scelto per il loro progetto. Hanno esordito introducendo il loro tema senza parafrasare, in maniera decisa, consci della gravità: Abbiamo deciso di occuparci della qualità dell’aria perché è un tema fondamentale, un dovere di tutti e un diritto soprattutto per noi giovani.

Hanno dichiarando il loro impegno a darsi da fare, perché consapevoli che il futuro è nelle loro mani, ma da subito …prima che sia troppo tardi! Prima di scaricare le colpe sugli altri, i giovanissimi, sin dalle loro prime dichiarazioni, hanno dimostrato di non voler emulare l’adulto. Vogliono mettersi in gioco perché il problema ambiente è grave e vasto e bisogna impegnarsi a trovare delle possibili soluzioni a questo disastro.

La loro affermazione è un macigno: «Si parla di inquinamento atmosferico, molti ne hanno paura, eppure nessuno agisce, nessuno fa nulla per aiutarci. Noi siamo solo ragazzi e voi adulti ci state caricando di ogni possibile responsabilità, ci state lasciando in mano una terra di cui prenderci cura, senza alcun mezzo per farlo. Chi sarà quella persona che finalmente riuscirà a fare il primo passo? Un politico? Le Organizzazioni internazionali? Qualcuno di importante?».

Grazie ad un power-point passano poi ad analizzare quello che succede intorno a loro, sul proprio territorio attraverso dati statistici, i quotidiani, le rilevazioni di Arpav e Legambiente. Tutti dimostrano che il territorio di Treviso è tra i più inquinati d’Italia e ciò è causa di malattie respiratorie tra i bambini, come l’asma, o ancor peggio morti per tumore ai polmoni. Nel Trevigiano, il livello di PM10 è rientrato nella norma una sola volta dall’inizio del 2019.

A scuola hanno approfondito le cause del fenomeno e tutte sono legate all’attività dell’uomo: processi di combustione vari, gli incendi boschivi, oltre le eruzioni vulcaniche, persino gli eventi locali come il Panevin, i falò che si fanno per l’Epifania finisce per far aumentare la concentrazione di polveri sottili, infatti, fanno notare i ragazzi, tra il 6 e il 7 gennaio 2019, in occasione della festa, si sono raggiunti 333 microgrammi di polveri.

Hanno proseguito nel loro lavoro dimostrando che i cittadini hanno poca percezione della gravità del problema e continuano nella loro ignoranza a mantenere e sostenere abitudini e comportamenti sbagliati. Su un campione di 300 persone, tra i 18 e i 70 anni residenti di Paese, che i ragazzi hanno intervistato si scopre che il 50% dei cittadini pensa che l’aria sia accettabile in contrasto con i dati dell’Arpav. Il 27% pensa che il problema sia dovuto al gas di scarico dei veicoli, quando invece i dati ci dicono che anche non utilizzando mezzi di trasporto il PM10 rimane molto alto. Solo alla domanda sul periodo gennaio-marzo, in cui si avverte una peggiore qualità dell’aria, gli intervistati hanno risposto correttamente.

Proseguono nella loro esposizione dimostrando come la legna o il pellet aumenta le emissioni di PM10 mentre in città, utilizzando la combustione del metano, si evita di aggiungere micropolveri nell’atmosfera. Nonostante ciò sono in molti che consigliano di incrementare proprio l’uso delle stufe. Dall’analisi delle risposte emerge quindi poca consapevolezza e persino confusione su un tema così importante. Aggiungono come anche le piante, in futuro, se non troveremo rimedio a questo problema, avranno le foglie non più verdi e splendide come ora, ma macchiate di un colore nero come la pece; il PM10 impedirà a esse di compiere la fotosintesi clorofilliana e quindi, se aumenta il tasso di inquinamento, avranno sempre meno ossigeno impedendo man mano la vita sul nostro pianeta. In pratica stiamo aiutando la Terra a distruggere se stessa e noi.

I nostri prodotti agricoli berranno acqua inquinata dalle piogge acide e noi, mangiandoli, ci
nutriremo di cibo non sano e con un alto contenuto di particolato.

Persino l’esterno delle nostre case diventa nero, così come le opere d’arte si consumano
fino a rovinare il materiale di cui sono fatte.

Le statue si stanno erodendo diventando sempre meno attraenti e di conseguenza la cultura del nostro Paese si sta dissolvendo sotto i nostri occhi.

Come per Cicciano (NA) anche i ragazzi di Paese (TV) propongono la piantumazione delle cosiddette piante mangia veleni. L’utilizzo dei mezzi di trasporto elettrici: «potremmo essere proprio noi ragazzi a dare l’esempio, andando a scuola in bici o a piedi, e incentivando il pedibus per i più piccoli». 

Fra le proposte anche un'adeguata campagna di informazione: organizzare degli incontri con le famiglie e tutta la comunità. Per la scuola i ragazzi propongono di costruire un green wall sulle ringhiere; piantare muri di edera anche in altre parti delle città.

Hanno concluso rivolgendosi agli adulti presenti ma è un ammonimento per tutti: «voi adulti che ci dovreste proteggere, in realtà ci state proponendo una strada lasciata allo sbando, di dover camminare per strada con una mascherina. Noi siamo pronti e determinati a difendere il nostro futuro; voi siete disposti ad aiutarci?».

Hanno preso da esempio una frase di Antonino Caponnetto che li ha ispirati a impegnarsi, a lottare con amore per la propria vita, la propria terra: «Siete voi che dovete costruite il vostro avvenire. Fatelo. Fatelo con decisione, fatelo con fermezza, fatelo con serenità, ma fatelo anche con amore e con speranza».

Virgilio Piccolotto ha ringraziato i ragazzi e la scuola per l’impegno e la passione per il tema proposto e si è dichiarato felice perché da sempre è stato una delle sue battaglie e impegno insieme alla propria amministrazione: l’aumento della piantumazione di alberi e delle piste ciclabili, promuovere convegni con lo stesso obiettivo. Anche Katia Uberti si è rivolta ai ragazzi convinta che gli studenti e la scuola sono una risorsa per migliorare la situazione, oltre alle tante iniziative che il suo assessorato continua a fare. Ha concluso confermando la sua disponibilità a proseguire insieme questo percorso di sensibilizzazione.

Nicola Zavattiero si è complimentato con  ragazzi e ragazze e i loro insegnanti, li ha esortati ad andare avanti in difesa dei valori e questo percorso  li aiuterà a crescere e a divenire uomini. La dirigente scolastica, Paola Rizzo, orgogliosa dei suoi ragazzi e del suo corpo insegnante ha lodato il loro lavoro e il ruolo che la scuola deve avere nella formazione dei giovani.

La Fondazione nel dare appuntamento al terzo appuntamento di mercoledì 15 maggio  che vedrà il confronto fra scuole, Provincia e Regione ha ricordato a tutti l’obiettivo del progetto di aprire il dialogo con altri enti ma anche cercare il consenso ad un percorso comune.


Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino, Claudio Gheradini e Domenico Santagati

giovedì 17 maggio 2018

Terzo incontro con le giovani sentinelle Pistoiesi







Venerdì 11 maggio appuntamento a Pistoia con le Giovani sentinelle dell'Istituto Capitini di Agliana e i più giovani del comprensivo Caponnetto di Monsummano.


Ad accogliere ragazze e ragazzi nella sala Nardi del palazzo della Provincia di Pistoia il consigliere regionale Marco Niccolai, le assessore all'istruzione di Agliana, Luisa Tonioni, e di Monsummano Terme, Elena Sinimberghi, il presidente della Provincia, Rinaldo Vanni, che è anche sindaco di Monsummano Terme.

La Fondazione ha introdotto i lavori ricordando l'appuntamento del prossimo 23 maggio, Giovani sentinelle Insieme per non dimenticare, in ricordo delle vittime delle stragi di Capaci e di via D'Amelio. 

Con ragazze ragazzi delle scuole della città e della provincia porremo l'accento sulla questione della memoria, la cura che se ne deve avere, perché da essa possiamo trarre insegnamenti e scoprire e condividere valori e principi. Ha poi ricordato l’importanza di questo terzo appuntamento, quando scuole diverse per tanti aspetti si incontrano e raccontano l’una all’altra i propri progetti, le soluzioni, gli obiettivi e questo enorme lavoro è oggetto di confronto con amministratori locali e consiglieri regionali, come è accaduto nella sala Nardi, offrendo così a ragazze e ragazzi una nuova esperienza di discussione e di arricchimento.

Hanno preso la parola per primi i giovani del Capitini con la loro proposta riguardo l’ambiente e i rifiuti, tema che ricorre con una certa frequenza e che è indizio di attenzione fra studenti e studentesse. 

Con l’ausilio di slide hanno elaborato informazioni e analisi per giungere alla strategia delle quattro erre: ridurre, che vuol dire consumo consapevole; riutilizzare, che significa abbandonare le tentazioni al consumo compulsivo; riciclare, che equivale a dare valore agli oggetti e alle materie con cui sono fatti; recuperare, con belli ed originali esempi di recupero. Un bel video del rapper pratese Blebla, Non mi rifiuto il titolo, ha fatto da intermezzo nel racconto di ragazze e ragazzi dell’istituto di Agliana che hanno organizzato incontri per le classi prime, seconde e terze con degli esperti per approfondire la questione della raccolta differenziata e hanno somministrato due questionari, prima e dopo gli incontri, per poter valutare gli effetti, osservando come l’informazione abbia prodotto una migliore conoscenza delle modalità della raccolta differenziata.

Nella loro scuola intanto procede il lavoro di cura dell’edificio da parte degli studenti e delle studentesse con altre aule tinteggiate, la pulizia e il ripristino degli spazi verdi esterni, un programma vero e proprio dopo la scelta operata dai loro compagni e compagne tre anni fa, sempre nell’ambito del progetto delle giovani sentinelle, di prendersi cura della propria scuola secondo la logica dei beni comuni. E che questo lavoro di assunzione di responsabilità sia nella cornice della Costituzione è testimoniato dalla scelta di riprodurre sui muri delle classi ripulite e tinteggiate due articoli della Costituzione: l’1 e il 3.

Anche i più giovani di Monsummano hanno scelto la propria scuola per il proprio lavoro, e pure in questo caso vi è una continuità con i compagni e le compagne degli anni passati. 

Negli spazi esterni della loro scuola vi è da tempo il Giardino della pace, cui ha dato un contributo rilevante il compianto prof. Marcello Michelotti, docente appassionato e infaticabile, amico della Fondazione. Ora ragazzi e ragazze si sono impegnati a ripristinare le parti che hanno bisogno di cura e aggiungere panchine per avere un luogo di incontro o lettura piacevole e accogliente. La descrizione accurata dei lavori ha confermato il grande impegno dei giovanissimi, il loro senso di responsabilità, l’assunzione di questo compito che certifica la loro piena maturità di cittadini. Hanno poi indetto un concorso nella propria scuola per illustrare gli articoli della Costituzione che è il loro modo per festeggiare il settantesimo anniversario dell’entrata in vigore della nostra Carta.

Questo richiamarsi alla Costituzione di due scuole differenti per ordine e grado è segno evidente di quanto viva sia l’attenzione e l’interesse per la nostra Carta, di come essa costituisca un orizzonte ideale per cittadini e cittadine e alla Carta ha fatto riferimento Rinaldo Vanni nel suo intervento. 

Oltre ad apprezzare il lavoro dei giovani ha ricordato che il territorio pistoiese è molto vivo per le attività di una pluralità di soggetti: studenti, insegnanti, gruppi e associazioni che hanno come riferimento la Costituzione che deve camminare sulle gambe dei cittadini e delle cittadine e ha aggiunto quanto sia importante il complesso delle istituzioni per far funzionare degnamente il Paese. Ha concluso con un appello alla responsabilità individuale per assolvere pienamente ai compiti di cittadinanza dai quali nessuno può sentirsi esentato.

Alla partecipazione ha fatto appello Elena Sinimberghi che ha proposto un gioco a giovani e giovanissimi per ribadire l’importanza del coinvolgimento di ciascuno e ciascuna, perché allargare  la partecipazione favorisce l'assunzione della responsabilità e la cura.

Luisa Tonioni ha invece sottolineato quanto sia importante l'impegno di ogni amministratore per dare una risposta alle sollecitazioni dei cittadini e, dall’altro lato, questa assunzione di responsabilità civile nel ricercare risposte a sollecitazioni e domande costituisce una sorta di abito che testimonia lo sforzo che ragazze e ragazzi faranno usciti dalla porta della sala.

Marco Niccolai ha ringraziato studenti e studentesse, insegnanti e la Fondazione per questo prezioso lavoro e ha confessato di essere rimasto molto colpito dai progetti elaborati e dalle attività svolte in ciascuna delle due scuole, segno di un cambio di mentalità rispetto al passato e di una maggiore consapevolezza delle difficoltà del mondo in cui viviamo. Proprio questa maggiore attenzione fa ben sperare nel cambio di passo per la soluzione dei problemi che hanno sollevato ragazze e ragazzi, infatti partecipazione e condivisione si alimentano della consapevolezza e della conoscenza dei problemi, della discussione e del confronto, e su questo occorre far leva anche per la crescita della raccolta differenziata in Toscana.

Partecipazione, condivisione, discussione pubblica e confronto rimandano tutti alla Carta costituzionale, tanto citata nella mattinata, e ai comportamenti e alle buone pratiche della politica di cui abbiamo fatto esperienza nella mattinata trascorsa con gli istituti pistoiesi. Il nostro augurio è che si ripetano, che la partecipazione sia sempre larga e convinta e che questi auspici siano validi anche per la Conferenza finale di ottobre, alla quale ci siamo dati appuntamento in conclusione dell’incontro.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola