Visualizzazione post con etichetta firenze. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta firenze. Mostra tutti i post

domenica 12 maggio 2019

Questo non è un report, sono scuse alla scuola...


Questo non è un report,  
sono scuse alla Scuola
e 
una denuncia alla politica dei barbari e a quelli del silenzio che non ci appartiene!

Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo
viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro
dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell'eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di
altri,chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una
ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non
siamo sospettosi l'uno dell'altro e non infastidiamo mai il nostro
prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia
siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle
proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici
affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato
anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo
proteggere coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che
risiedono nell'universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è
buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo,
ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una
politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della
democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà
sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell'Ellade e che ogni
ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso,
la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la
nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così
Discorso agli ateniesi 461 a.c. Pericle

Questo non è un report come gli altri, questo è un report di scuse. Innanzitutto agli studenti e alle studentesse del Liceo Rodolico di Firenze e ai coetanei e alle coetanee del Volta Gobetti di Bagno a Ripoli, poi ai più giovani dei comprensivi Caponnetto, sempre di Bagno a Ripoli, Beato Angelico di Firenze e Balducci di Fiesole che hanno lavorato con grande passione e dedizione accettando la sfida lanciata dalla Fondazione a fare questa esperienza di cittadinanza attiva. Poi le scuse sono dovute agli insegnanti che hanno guidato il loro lavoro in questi mesi, sempre con molta accortezza e cura e che hanno avuto fiducia nel nostro percorso.
Con tutti loro avevamo fissato il terzo appuntamento delle giovani sentinelle venerdì 3 maggio nel bell'auditorium di Sant'Apollonia, all’Università di Firenze, unica sala disponibile per accogliere tutti e 200 giovani. La sala era stata concessa dopo lunghe e faticose richieste con la spiacevole sorpresa, al momento della concessione, che le attrezzature per la videoproiezione di filmati o di power point richiedevano il pagamento al gestore cui è stato appaltato il servizio. 

Come accade da tempo in tanti spazi pubblici, l'accesso e la fruizione sono soggetti al pagamento di un contributo per l'uso e per usufruire delle attrezzature e questa richiesta è indistinta: non importa se a richiedere lo spazio sia un privato che vuol promuovere un prodotto commerciale oppure siano studenti e studentesse che partecipano ad un percorso di educazione alla cittadinanza. Non viene fatta alcuna distinzione fra gli interessi privati e quelli pubblici, e quello di formare giovani e giovanissimi alla cittadinanza attenta e responsabile è certamente e inequivocabilmente un interesse pubblico.

Ma torneremo sul tema. Ci era stato garantito che avrebbero funzionato i microfoni e noi ci siamo fidati di questa comunicazione. Ingenui, abbiamo ritenuto importante tenere il confronto, non perdere questa occasione dopo che ragazzi e ragazze avevano lavorato per l'intero anno scolastico. E abbiamo commesso un altro errore gravissimo: abbiamo creduto che ragazzi e ragazze potessero raccontare con le parole quello che avevano espresso con altri linguaggi. Li abbiamo messi in difficoltà.

Nella bella sala dal soffitto affrescato oltre a non esserci computer, proiettore e telo per i video non funzionavano anche i microfoni, contrariamente alle promesse.

Non importa che ad aprire le danze siano stati i giovanissimi del comprensivo Beato Angelico con il loro progetto relativo al degrado in particolare nel loro quartiere, che a seguire siano intervenuti gli altri dell'istituto Volta Gobetti di Bagno a Ripoli, e i più giovani del comprensivo Caponnetto e Balducci e quelli del Liceo Rodolico, perché per tutti alla fine non è restata che una buona dose di frustrazione.

Quanto accaduto ci chiama in causa per riconoscere le nostre responsabilità e noi ce le assumiamo tutte, ma ora occorre riprendere il ragionamento sulla democrazia e sulla partecipazione.

L'assenza di sale e spazi adeguati dove un gruppo di ragazze e ragazzi possa ritrovarsi con amministratori e con chi ha il governo della cosa pubblica ci riporta alla domanda se vi è un interesse pubblico nella formazione di una cultura civica e di valori condivisi nella scuola. Se rispondiamo di sì allora non possiamo tollerare che o non ci sono sale, o se vi sono sale si deve pagare per il loro uso o per poter usufruire delle attrezzature. Conveniamo che l'esercizio della democrazia e favorire la partecipazione siano attività che hanno dei costi ma sono costi di cui deve farsi carico la collettività, altrimenti la democrazia è monca o, meglio, è un'apparenza di democrazia.

Altra questione. All'incontro è intervenuta, unica fra gli invitati, Francesca Cellini assessora di Bagno a Ripoli. Ma se sindaci, assessori, amministratori e amministratrici provinciali e regionali, deputati e senatori dichiarano in coro che i giovani sono il futuro, che con loro si deve dialogare e poi, invitati, non intervengono, quale credibilità ha la politica? Quale fiducia possono nutrire ragazzi e ragazze?

Per concludere. Ricostruiti i fatti, assunte le nostre responsabilità, noi prendiamo un impegno: dal prossimo appuntamento se non abbiamo garanzia che vi siano sale accoglienti e tutti gli strumenti per il confronto e il dibattito, se gli intelocutori invitati non prendono l'impegno solenne ad essere presenti noi non ci saremo. 

Con studenti e studentesse proveremo ad esplorare nuove strade e nuove modalità di partecipazione.

Nonno Nino Caponnetto (nonno per i giovani, Signor Giudice, per gli adulti), sollecitava, le persone non silenziose e neppure barbare, a battere un colpo a far sentire la loro presenza, a correggere le stoltezze, combattere la cattiva politica e la mafia, con le armi della Cultura e della Scuola.
Noi continueremo nel suo messaggio!

A fare pulizia nei propri ranghi, anche con chi ci sta accanto.

Noi lo faremo!

Con preghiera di divulgare!

Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino
Responsabile Nazionale Progetto Scuola e Responsabile Regionale

giovedì 28 febbraio 2019

Secondo incontro con le giovani sentinelle fiorentine







Mercoledì 27 febbraio nuovo appuntamento con le giovani sentinelle fiorentine. Studenti e studentesse degli Istituti comprensivi Compagni-Carducci e Beato Angelico e del Liceo Rodolico. hanno affollato la sala Ketty La Rocca nel complesso delle Murate accolti dalla vicesindaca e assessora all'Istruzione Cristina Giachi. Con i giovani le proprie insegnanti e anche alcuni genitori.

Nell'introdurre i lavori la Fondazione ha voluto ricordare quanto sia importante che amministratori e amministratrici accolgano i cittadini e le cittadine nelle sale dei palazzi comunali perché quegli spazi sono deputati al confronto e al dibattito sulle scelte che riguardano tutti i cittadini e, come tali,  non escludono alcuno dal partecipare e dal prendere la parola né nessuno può utilizzare gli aggettivi mio o nostro in riferimento agli spazi.

Il dibattito e il confronto prevedono che gli interlocutori siano di fronte, a parlare e ad ascoltare; a sostenere tesi e controbattere; a fare proposte e accogliere suggerimenti, osservazioni, critiche, nel pieno rispetto dell’altro e senza prevaricare.

Ci siamo proposti questo obiettivo avendo il ruolo di tutor del progetto, di colui che introduce il dibattito, guida il confronto e lo modera, richiama chi interviene alle proprie responsabilità e a dare il buon esempio.

Agli incontri chiediamo che partecipino i genitori perché sappiano cosa si fa a scuola e perché divengano anche loro interlocutori dei giovani e dei giovanissimi nel faticoso compito di formare il cittadino.

Cristina Giachi ha salutato ragazzi e ragazze che partecipano al percorso delle Giovani sentinelle e ha apprezzato il loro impegno nello studiare e approfondire, nell’elaborare delle proposte e questa loro fatica, la perseveranza, la testardaggine sono le migliori qualità per il compito di cittadino responsabile, di chi partecipa, si esprime, sceglie quando si deve risolvere un problema che riguarda la collettività o si deve prendere una decisione. 

Ma la partecipazione richiede anche delle regole e che siano rispettate, perché le norme sono la garanzia che ciascuno abbia gli stessi diritti e le stesse opportunità e governano il dialogo e il confronto.

Poi hanno preso la parola i giovani o, meglio, i  giovanissimi del Beato Angelico. Combattiamo l'inciviltà in città e nel quartiere il loro tema che hanno documentato con immagini riprese da loro stessi del loro quartiere, dei giardini di via Allori, dove si ritrovano nel tempo libero.

Nella città hanno osservato l’abbandono dei rifiuti, i cumuli di mozziconi, i graffiti, le auto parcheggiate sui marciapiedi o negli spazi riservati ai disabili. I giardini di via Allori sono una delle poche aree verdi del quartiere e il pavimento avrebbe bisogno di manutenzione, ci sono graffiti o, meglio, scritte offensive e volgari, i giochi sono rovinati in alcuni casi e nello spazio dove sono collocati ci dormono delle persone. L'area cani dovrebbe essere curata invece sporca e malmessa.

Sarebbe necessaria la raccolta differenziata dei rifiuti e interventi di ripristino e maggiori controlli.

Lo spirito del progetto è quello di far crescere dei buoni cittadini e delle cittadine, quindi dobbiamo chiederci cosa possiamo fare noi, ciascuno di noi di fronte a queste situazioni di degrado, a cominciare facendo attenzione a chi è responsabile del degrado denunciandolo e senza girarsi dall’altra parte, ha osservato la Fondazione.

Le tre classi seconde dell’Istituto comprensivo Compagni Carducci, intervenute subito dopo, hanno preso il via dalle parole di Antonino Caponnetto, dalla sua proposta di rispetto delle leggi e del prossimo senza chiedere nulla in cambio. Non ci faremo fregare il futuro è stato il tema scelto e anche loro si sono occupati di rifiuti e hanno realizzato un bel video, immaginando un telegiornale con notizie in tre momenti storici differenti per poter mettere in evidenza come le buone pratiche del riciclo dei rifiuti possono avere degli effetti benefici  sull’ambiente e sul benessere di tutti. Un’altra parte del lavoro è stata dedicata al gioco d’azzardo, un tema che ritorna e preoccupa giovani e giovanissimi perché vedono l’azzardo come una minaccia al benessere e temono che sia compromesso il gioco in generale, quella modalità che serve per conoscere e comprendere, sviluppare la propria personalità, per costruire relazioni. Occorre essere molto attenti ai danni dei videogiochi e, abbiamo aggiunto noi, sono necessarie strategie per limitare l’azzardo.

Infine hanno preso la parola i più grandi del Liceo Rodolico, tre classi di prima è una di seconda. Anche loro posto attenzione alle situazioni di degrado nel quartiere e alle forme piccole di degrado. Ad emblema hanno raccontato la vicenda di un camper abbandonato in un terreno da più di dieci anni che rovina il paesaggio urbano nelle vicinanze della scuola. Hanno approfondito la questione dei rifiuti e del degrado in genere con interviste a cittadini e cittadine, si sono soffermarti sulla condizione delle aree verdi, sottolineando anche il buono stato di alcune che sono luogo di incontro di giovani e adulti.

Nel suo intervento Cristina Giachi ha voluto sottolineare che alcuni dei problemi sollevati sono riconducibili a condotte individuali poco rispettose delle regole della convivenza, si pensi ad esempio alla questione del camper abbandonato e, in genere all’abbandono dei rifiuti, e tali comportamenti se corretti arrecherebbero benefici alla collettività. Non sempre sono necessari i controlli, occorre intervenire sul piano educativo e avere in prima persona comportamenti esemplari.

I progetti e la discussione vivace e interessante ha protratto l’incontro ben oltre quanto avevamo previsto e ragazzi e ragazze sono rimasti seduti in sala per poter esporre il proprio punto di vista e ascoltare le repliche, offrendoci un bell’esempio di cittadinanza. Siamo convinti che ve ne saranno altri nella prosecuzione degli incontri.

Per un proficuo lavoro chiediamo che ciascuna scuola contenga i tempi di esposizione del progetto entro i 20 minuti nel caso di tre scuole, tempi maggiori sono possibili nel caso di due o una sola scuola, in modo da avere sufficiente spazio da dedicare al dibattito. I giovani e agli insegnanti chiediamo inoltre una attenzione più marcata alla questione di quanto può essere fatto da ognuno di noi come tratto caratteristico del farsi cittadino.

Con giovani e giovanissimi delle scuole della città metropolitana di Firenze ci rivedremo il prossimo maggio, in data da definire appena la Regione Toscana ci indicherà la disponibilità del teatro.


Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino

venerdì 23 novembre 2018

Le giovani sentinelle Fiorentine e di Partinico (PA)

Giovedì 22 Novembre altri due incontri in due istituti che partecipano per la prima volta al progetto: a Firenze al Comprensivo Beato Angelico e in Sicilia al Liceo Santi Savarino di Partinico (PA).

Arrivati con mezz'ora di anticipo abbiamo potuto visitare il bel liceo insieme alle insegnanti referenti Loredana Sferrazza e Dina Provenzano che con orgoglio ci hanno illustrato tutte le iniziative dell'Istituto, in particolare quelle per tenere viva la memoria storica relativa all'antimafia, a rimarcare che questa terra martoriata dalla mafia che mortifica la dignità dell'uomo, ha nella scuola il luogo sacro del sapere dove si forgiano le coscienze e nasce l’opposizione ai poteri criminali. 

Ogni corridoio di tutto l’edificio piano è dedicato ad una delle vittime di mafia o a tematiche sociali.  Siamo passati poi nel bell'Auditorium, dove era ad attenderci una delegazione di diverse classi di indirizzi differenti insieme ad altri colleghi insegnanti che seguiranno con loro il progetto, Silvana Provenzano, Davide Marotta e Marco Santaguida. 

Questa scelta permetterà ai ragazzi e alle ragazze presenti di farsi promotori del progetto presso compagni e compagne, per questo motivo vi erano anche i rappresentanti di classe e di Istituto.
 
Un gruppo seguirà il progetto nell'ambito di alternanza scuola-lavoro. In diverse occasioni abbiamo avuto modo di contestare tale scelta fatta dal governo di estendere a tutte le scuole alternanza scuola-lavoro sottraendo molto spesso ore essenziali di formazione. La scelta di questo liceo di utilizzare queste ore al tema:  

Lo spazio pubblico come bene comune. Percorsi di educazione alla cittadinanza attiva e al diritto alla città  viene in soccorso e corregge quella scelta che a nostro avviso è paradossale e demagogica!

Con un leggero ritardo abbiamo iniziato il nostro percorso di educazione alla Cittadinanza e Costituzione presentando il progetto dopo esserci soffermati a ricordare Antonino Caponnetto, spesso dimenticato e le vicende tragiche di Falcone e Borsellino. Non abbiamo dovuto spiegare che cos'è la mafia! Avremmo dovuto scambiare il ruolo con i giovani! Ci siamo  invece soffermati ad analizzare di chi sono le colpe per non averla combattuta e di chi ancora con cecità mortifica la dignità e il futuro di questi giovani.

Ci sovvengono le parole di Caponnetto quando diceva di smettere di voler insegnare ai ragazzi e di impegnarsi ad insegnare agli adulti! Spiegare nei dettagli il progetto per ragazzi e ragazze ma anche per bambini e bambine è di un'estrema facilità. Accettare di mettersi in gioco, essere protagonisti, scegliere, confrontarsi studiare e approfondire è pane quotidiano della scuola e dell'esercito di insegnanti coraggiosi. 

E anche oggi si è ripetuta la magia di una platea attenta e partecipata. Il difficile sarà far capire agli adulti e alle istituzioni cosa vuol dire l'ascolto, il buon esempio, il costruire il presente per lasciare il futuro a loro. Ci auguriamo che le istituzioni che ci leggono si preparino ad accogliere e confrontarsi con i propri giovani cittadini perché dove questo è già accaduto la magia è avvenuta e continuerà!

Con le giovani sentinelle di Partinico ci siamo dati appuntamento per lunedì 18 marzo, intanto studenti e insegnanti li abbiamo lasciati che erano già all'opera!

All’Istituto Comprensivo Beato Angelico di Firenze erano ad attenderci le classi 2B e 2D con le insegnanti Maria Cristina Bitetto, Daria Faggi, Claudia Maio, Elda Bergamini, Manola Spinelli e Francesca Pilon. Ragazzi e ragazze hanno seguito la presentazione del progetto Sentinelle con grande attenzione. 

Le insegnanti avevano preparato gli studenti raccontando la vicenda del giudice Caponnetto e della mafia e allora abbiamo potuto discutere con i ragazzi di come e quanto sia pesante la presenza della mafia in Italia e non solo nel meridione.

È stato facile spiegare come anche la vita di un dodicenne nato a Firenze sia stata modificata ancora prima che nascesse dalla presenza del cancro sanguinario della criminalità organizzata che ha tenuto in povertà intere regioni italiane. 

È stato facile perché tre quarti dei presenti hanno parenti di origine meridionale e se questi hanno dovuto lasciare la loro meravigliosa terra natia è solo perché sono stati costretti dalle condizioni estreme di povertà e disoccupazione determinate dalle mafie. Oggi questi ragazzi, se la mafia non fosse mai esistita, abiterebbero nella terra natale che avrebbe uno sviluppo pari a quello del nord almeno.

Ci siamo lasciati dopo aver visto ancora una volta il video sulla storia del pool antimafia, che ha molto colpito l'attenzione di tutti, dandoci appuntamento per la il prossimo 27  febbraio quando i giovanissimi si aggiungeranno agli altri compagni e compagne  delle scuole fiorentine, ospiti degli amministratori comunali.

Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino e Claudio Gherardini

lunedì 29 ottobre 2018

Conferenza finale e apertura lavori 2018_2019 Giovani sentinelle della legalità





Lunedì 15 ottobre il teatro Verdi Firenze ha accolto una delegazione dei tanti studenti e studentesse, grandi e piccoli, che hanno partecipato nell'anno scolastico 2017-2018 al percorso di educazione alla legalità e alla cittadinanza delle Giovani sentinelle della legalità. Come già negli anni passati a salutare giovani e giovanissimi è stato Salvatore Calleri, presidente della fondazione Caponnetto, che li ha ringraziati dell’impegno e della passione con la quale ripropongono da nove anni i temi della legalità e della cittadinanza, declinandoli in vari modi, quali strumenti di opposizione e di contrasto alla mafia.

Ha poi preso la parola la dottoressa Maria Costanza Cipullo, funzionaria del Ministero dell’Istruzione che ha portato i saluti del Direzione generale dello Studente Giovanna Boda, che ha ringraziato la Fondazione per l’enorme lavoro svolto con cura e dedizione, ha ringraziato studenti e studentesse per l’impegno e la passione con cui hanno affrontato le questioni della cittadinanza e per la varietà dei temi esaminati.

Da qualche anno l’incontro conclusivo ha una fisionomia nuova, non legata ai singoli progetti che studenti e studentesse illustrano nel corso del secondo e del terzo appuntamento. 

Come abbiamo già ricordato proviamo a sperimentare il protagonismo giovanile ad un livello più alto, chiedendo a studenti e studentesse di interloquire con deputati e senatori su temi legati ai propri progetti ma da un punto di vista più generale. 

Quest’anno ben cinque parlamentari: Vittoria Casa, Lucia Ciampi, Rosa Maria Di Giorgi, Mario Giarrusso e Gabriele Toccafondi, hanno discusso e hanno risposto alle poche sollecitazioni di ragazzi e ragazze. 

Solo alla fine alcuni studenti e studentesse hanno sollevato la questione degli spazi insufficienti a scuola, in particolare mettendo in rilievo la questione delle caserme dismesse anche da molto tempo. Già in passato il tema era stato posto da altre scuole e sarebbe stato interessante sollecitare i parlamentari ad intraprendere iniziative su questo problema che lascia molto perplessi giovani e cittadini anche per lo “spreco” di risorse e per la mancata chiarezza della norma che assegna tali caserme al Ministero della Difesa pur essendo state realizzate con i contributi di tutti i cittadini.


L’ora tarda ha costretto tutti ad interrompere il Botta e risposta e a chiudere la Conferenza dandoci appuntamento con la nuova edizione delle Giovani sentinelle che prenderà il via alla fine di ottobre. Per offrire il giusto tempo al Botta e risposta è nostro intendimento, dal prossimo anno, di aprire la Conferenza, dopo i saluti iniziali, con lo scambio fra i giovani e i parlamentari, riservando intermezzi ai diversi linguaggi e approfondimenti per parlare di legalità e cittadinanza.

Il tema della educazione alla legalità rinvia a quello più generale dell’educazione civica e dello studio della Costituzione, questioni che hanno ripreso vigore con le diverse proposte di legge per introdurle nuovamente nei curricula scolastici. Apprezzamenti sono stati espressi per l’uso di  linguaggi diversi, come nel caso della canzone Oltre il silenzio, scritta e interpretata da uno studente di Bagheria. Infine particolare rilievo è stato dato alla questione del gioco d’azzardo, questione che ricorre nei lavori e nelle preoccupazioni dei giovani.

La mattinata si era aperta con il video che riassumeva i temi dei progetti di quest’anno e, nella sua introduzione, la Fondazione aveva ribadito la ricchezza di argomenti e soluzioni e l’interesse e la passione dei giovani in questa loro esperienza di cittadinanza. Siamo convinti che l’interlocuzione con sindaci e assessori lascia intuire una maggiore attenzione da parte di chi ha il governo della cosa pubblica e questa indicazione incoraggia nel proseguire e ad insistere affinché si affermi un costume pubblico responsabile e rispettoso.

Per la parte di approfondimenti, studenti e studentesse hanno ascoltato la testimonianza di Angelo Corbo, nostro compagno di viaggio, che ha offerto alcune riflessioni relative alla lotta alla mafia,  chiedendosi poi, in modo incalzante, quali iniziative si intraprendono, quali politiche si mettono in campo. I suoi dubbi sono legati anche alla scarsa attenzione alla memoria degli uomini giusti che si sono battuti contro la mafia, mentre è necessario tenere vivo il ricordo, essere coerenti nei comportamenti quotidiani. Contrastare efficacemente la criminalità serve per dare credibilità allo stato e fiducia ai cittadini, condizioni queste ultime per il costituirsi di un abito civico condiviso e diffuso.

Paolo Borrometi giornalista, più volte minacciato dalla mafia e per questo sottoposto a protezione, ha voluto ricordare la recente sentenza relativa al processo per la trattativa fra lo Stato e la mafia. Grazie allo straordinario impegno dei magistrati e, in particolare, di Nino Di Matteo abbiamo conosciuto una verità scomoda, una verità che fa male. Si è chiesto retoricamente se il Paese vuole conoscere la verità e ha voluto soffermarsi sul silenzio di chi non si schiera.

Alla ricchezza delle riflessioni ha corrisposto un corposo intermezzo, prova tangibile che si possono sperimentare modalità diverse per dire no alla mafia, per riaffermare il primato della legalità e i diritti di cittadinanza.

La compagnia di teatro civile Mimesis ha offerto un pezzo tratto dallo spettacolo Il potere dei senza potere. Hanno raccontato la vicenda di Antonino De Masi, cittadino testardo ed esemplare che si oppone alla ndrangheta perché vuole vivere e lavorare da uomo libero, senza essere costretto a pagare il pizzo o a cedere la propria attività alle cosche.

Sempre il teatro, ma questa volta a Roma, propone spettacoli a tema sulla legalità con la programmazione della Sala Umberto, come ci ha ricordato Livia Lombardi che ne è la curatrice.

Abbiamo poi ascoltato il gruppo Sentiero 103 che ha interpretato un brano musicale che denuncia il femminicidio, tema che ritroviamo in alcuni dei percorsi di studenti e studentesse, a segnalare dolore e inquietudine
Maria Cristina di Montemayor ha infine presentato la rivista MCM – La Storia delle Cose, giornale per i ragazzi della scuola media che ospiterà anche interventi della fondazione Caponnetto.

Questa pluralità dei compagni di viaggio lascia ben sperare, offre tante opportunità e questa rete di relazioni contribuisce ad allargare la schiera di chi si oppone alla mafia, consente di parlare linguaggi diversi e raggiungere uomini e donne differenti nell’intento comune di una cittadinanza attiva e responsabile.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola