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martedì 31 marzo 2020

Per chi pensava che la scuola…

Chi pensava che la scuola, in questi momenti terribili che stiamo vivendo, avesse più bisogno di portare avanti la didattica tradizionale e terminare i programmi, sbagliava!

Ancora una volta sono venuti in soccorso i meravigliosi insegnanti partigiani dei valori che hanno dovuto fare i conti con tecnologie a volte inesistenti, oppure insufficienti, o addirittura obsolete. Hanno sperimentato in campo, per non dire in trincea, tali difficoltà, ma non hanno fatto mancare il loro sostegno e la presenza costante ai propri ragazzi e ragazze. Come per i medici e tutto il personale ospedaliero che si stanno occupando della vita degli uomini, loro si stanno occupando dell’animo. 

Trasmettono sicurezza, assicurano, si prendono cura delle emozioni dei giovani affinché non restino schiacciati dal panico. Altro che privacy! Sono entrati nelle case e hanno rassicurato anche i genitori, un Paese impaurito che oggi sta reagendo, consentendo che crescesse quel numero di persone responsabili e coscienti per affrontare un nemico invisibile con le armi della Cultura, contro gli errori visibili del passato.

Nel precedente report abbiamo parlato di ragazzi che hanno scelto di aiutare l’animatore digitale della propria scuola e hanno offerto come dono ad altre scuole tempo e competenze per accedere alle piattaforme delle videoconferenze online. Le meravigliose esperienze che stanno avvenendo da nord a sud del nostro Paese sono tante: insegnanti che avevano fatto esperienza di didattica a distanza con giovani che non potevano frequentare perché malati hanno passato questa loro conoscenza a loro colleghi. Dirigenti, docenti, tecnici informatici mandano “segnali a distanza” che ravvicinano ragazzi e genitori. Dobbiamo preservare e conservare esperienza e ricchezza di queste settimane per il futuro, riflettere su questi valori per dare continuità al lavoro iniziato.

Ragazzi e ragazze dopo la prima settimana di “offerta didattica” da parte dei propri insegnanti hanno cominciato ad aiutare i propri genitori nelle faccende domestiche, o in garage con papà a condividere nuovi hobby. Un ragazzo ha chiamato il proprio nonno che abita in un’altra casa e ha chiesto al telefono di raccontargli le sue storie. Ha continuato a farlo anche nei giorni successivi scrivendo i racconti nel suo computer. Ecco la magia dell’esercito degli insegnanti: dall’angoscia passare a generazioni che si avvicinano.
Lo scorso anno delle giovani sentinelle di Siracusa si sono occupate dei propri nonni e ci avevano fatto capire come spesso l’anello mancante dei rapporti fra nonni e nipoti siano proprio i genitori. 

Partendo da queste due esperienze, la Fondazione vuole rendere “virale” con altri giovani e giovanissimi l’esperienza di chi trascrive i racconti del nonno, proponendo a ciascuno di chiamare i propri per farsi raccontare le loro storie. La Fondazione si impegna a pubblicare nel volume del progetto  delle Giovani sentinelle, Idee e proposte dei giovani 2020, alcune di tali storie. Avranno la funzione di tenere viva la memoria, di rinsaldare i legami fra le generazioni, a tenerle unite in questi momenti terribili in cui si corre il rischio di perdere i propri cari più fragili, a tenere viva la memoria dei fatti, anche di quelli piccoli, grazie agli attori e ai registi della nostra scuola italiana, alla loro straordinaria energia, al loro impegno di formatori di anime.

Tutte queste ragioni danno senso a rinnovare il nostro impegno al fianco di docenti e giovani. Lo abbiamo fatto e lo faremo, nel difendere i valori del convivere civile.
Siamo vicini ai tanti funzionari e dirigenti del Miur e delle Istituzioni cui sta a cuore il valore della scuola pubblica e della legalità.

Rinasceremo, facendo tesoro di queste esperienze, nel combattere ancora di più quegli errori “visibili”, difendendo il Servizio sanitario nazionale e la scuola pubblica. Due sistemi che negli anni hanno subito tagli irreversibili perché, nella logica della new economy, non redditizi!

Continueremo a stare vicini a uomini e donne di buona volontà di tutto il nostro Paese, persone come li definiva Antonino Caponnetto, che lavorano per l’Italia con passione e dedizione, facendolo al di là dell’essere osannati o condannati secondo la situazione del momento.

Ci auguriamo di passare presto da questo incubo per consolidare i bisogni dei tanti contro gli interessi dei pochi. Parleremo ad ottobre di queste ragioni come pure dell’Unione Europea o, meglio, e ce lo auguriamo, degli Stati Uniti d’Europa.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

mercoledì 16 ottobre 2019

Conferenza finale delle giovani sentinelle toscane anno scolastico 2018-2019





Come già negli anni scorsi, nel bel teatro Verdi di Firenze dal caldo e imponente fascino, venerdì 11 ottobre si sono ritrovati ragazzi e ragazze per la Conferenza finale delle Giovani sentinelle 2018-2019.
Con studenti e studentesse della Toscana, anche una delegazione di giovani del liceo E. Medi di Cicciano, una scuola della provincia di Napoli che nello scorso anno scolastico è stata per la prima volta nostra compagna di viaggio, fermamente convinti nel proseguire l’esperienza come testimonia  la sveglia alle ore 4.00 del mattino per essere presenti all’appuntamento.
Spiace al contrario l’assenza di alcune scuole. A loro vogliamo ribadire l’importanza di partecipare ad ogni incontro di quelli previsti perché, in caso contrario, viene meno lo spirito e la ratio del progetto. Ognuno degli appuntamenti ha un suo obiettivo preciso e tutti compongono il mosaico che da senso compiuto al percorso di formazione.
Salvatore Calleri, presidente della fondazione Antonino Caponnetto, ha aperto la mattinata con un breve saluto riaffermando il valore del progetto che si avvia all’undicesima edizione e lo fa mostrando tutta la propria vivacità con le proposte e l’entusiasmo di ragazze e ragazzi, con i progetti ricchi di soluzioni interessanti che offrono a giovani e giovanissimi sempre nuove esperienze.
La fondazione ha introdotto i lavori veri e propri apprezzando l’impegno dei giovani e la responsabilità e la coerenza di sindaci e assessori che hanno partecipato agli appuntamenti di febbraio e marzo quando si sono confrontati e hanno dibattuto con studenti e studentesse dei temi da loro approfonditi, offrendo così una prima esperienza di discussione pubblica. Questa Conferenza finale ne costituisce un nuovo momento, avendo come interlocutori dei parlamentari ai quali offrire proposte e dai quali ricevere risposte e assunzione di impegni. Lo spettro delle questioni affrontate nel corso dell’anno è ampio come le preoccupazioni dei giovani e ci auguriamo che queste buone pratiche di discussione pubblica divengano buone abitudini di cittadinanza. 
Francesca Ripert, funzionaria del Ministero dell’Istruzione ha salutato i ragazzi e le ragazze, sorpresa della ricchezza del loro lavoro e della partecipazione attenta e ricca di sollecitazioni e ha ringraziato la Fondazione per la partecipazione così numerosa di studenti e studentesse.
Vittorio Bugli, assessore regionale con delega alla legalità, interlocutore della Fondazione e dei giovani da qualche anno, ha ricordato ai giovani che in Toscana sono presenti mafia e altre organizzazioni criminali perché ce lo ricordano le inchieste della magistratura e le analisi di esperti, associazioni e gli strumenti approntati dalla Regione Toscana in collaborazione con la Scuola Normale di Pisa. L’assessore ha puntato l'attenzione sulla perdurante credenza che da noi non ci sia davvero la mafia quando, invece, la Toscana è da molto tempo terra di riciclaggio, pur non essendo propriamente terra mafiosa, ed è necessario che cresca la consapevolezza dei rischi e con essa la cultura politica e amministrativa per un contrasto efficace. È pure importante che tale consapevolezza sia diffusa fra cittadini e cittadine in modo che anche i loro comportamenti e le loro abitudini cambino per evitare che le piccole violazioni delle regole aprano le porte alle corruzione e alimentino gli appetiti delle organizzazioni criminali.
Vittorio Bugli ha annunciato che alla Regione Toscana è stato affidata dall’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) la tenuta di Suvignano, un tempo proprietà di Angelo Piazza che l’aveva acquisita con denaro riciclato. La Regione è impegnata a fare della tenuta un’azienda agricola dove si lavori e si produca nel rispetto delle leggi e della dignità di chi vi opera, senza che si dimentichi la vicenda giudiziaria del bene. www.regione.toscana.it/-/suvignano-tenuta-aperta
Ha poi preso la parola Sergio Chiostri, presidente della fondazione Carlo Marchi, compagno di viaggio e sostenitore delle Giovani sentinelle. Ha ricordato l’impegno di Carlo Marchi nella diffusione del civismo, quale elemento essenziale della buona convivenza e del rispetto fra i cittadini, e il sostegno alla cultura nelle sue varie forme per dare un senso compiuto alla nostra idea di cittadinanza.
La Conferenza è entrata nel vivo con il video che ha raccolto le immagini dei progetti e ha raccontato con il linguaggio filmico il lavoro di ragazzi e ragazze, la varietà dei temi, le soluzioni proposte, le sollecitazioni, le domande, le richieste. E questo filmato così ricco è dedicato alla memoria di Ettore Nespoli, insegnante dell’interland pratese impegnato da sempre nel sociale e nel promuovere le esperienze di volontariato sulle terre confiscate alla mafia, venuto a mancare pochi giorni fa.
Poi ha preso il via il Botta e risposta. Luca Migliorino, Giovanni Donzelli, parlamentari, e Gabriele Bianchi, consigliere regionale, hanno risposto alle domande e alle sollecitazioni di ragazzi e ragazze, hanno dialogato con loro rifuggendo i toni propagandistici e assicurando degli impegni in Parlamento in occasione della discussione del Documento Economico e Finanziario.
Gli edifici scolastici, quelli vecchi e bisognosi di interventi, ma anche quelli con pochi spazi per accogliere studenti e studentesse, le annotazioni dei ragazzi e delle ragazze di avere degli ambienti gradevoli dove studiare, la scuola aperta nel pomeriggio per consentire di fare le mille attività di studio sono state le prime domande che sono state ripetute da grandi e piccoli e i parlamentari hanno concordato sulla necessità di incentivare le risorse, richiedendolo già nella prossima legge di bilancio. Abbiamo ripreso la vecchia questione delle caserme dismesse e dei tanti spazi che sono chiusi, che potrebbero soddisfare tante esigenze, e le urgenze di tanti istituti scolastici costretti ad avere come sedi degli edifici in affitto da privati, mentre accanto vi sono delle caserme chiuse. Lo avevano posto per primi gli studenti del Liceo Petrocchi di Pistoia una decina di anni fa, lo avevano ripreso quelli del Liceo di Sesto Fiorentino l’anno passato, ma la questione rimane lì, irrisolta.
E legate a questa prima questione ve ne sono altre due, molto affini: gli spazi in città, grandi e piccole, luoghi di ritrovo e per il tempo libero, da un lato, e luoghi per l’esercizio della cittadinanza, tema quest’ultimo che la Fondazione ha messo da tempo al centro dell’attenzione per la mancanza degli spazi per la democrazia, gli spazi della discussione e del dibattito che dovrebbero essere disponibili e gratuiti per poter esercitare il diritto di contare, di avere voce in capitolo.
Lo scambio è stato vivace prima di passare ad altri temi, in particolare quelli legati all’ambiente e ai rifiuti che hanno conquistato le prime pagine di giornali e Tv negli ultimi mesi. Se si scorrono i volumi Idee e proposte dei giovani, a cominciare dalla prima del 2009, si scopre che ragazzi e ragazze ne parlano con dovizia di particolari e cognizione di causa da tempo, nel disinteresse di media e giornali che pure abbiamo invitato in questi anni, e le loro proposte hanno ripetuto con i parlamentari: modificare le modalità di calcolo della tassa, maggiore attenzione alle società che gestiscono la raccolta.
Attenzione anche ai nuovi temi che hanno occupato la ribalta negli ultimi tempi: il dark and deep web, oggetto di un bel lavoro dei giovani di Prato, lo studio dell’Educazione civica e del diritto nella scuola superiore, la questione della guerra e dei diritti umani, la disabilità. Pur nella loro apparente distanza ci restituiscono l’immagine di ragazzi e ragazze vivi e interessati, attenti e partecipi.
Claudia D'Agnone e Alessio Forlani hanno poi proposto il brano musicale Sentiero 103 che racconta le violenze di genere, altra questione che via via viene riproposta in tante scuole.
Gianluca Calì, imprenditore Libero, come ama definirsi, ha poi raccontato la sua vicenda di uomo che ha detto NO alla mafia che gli ha chiesto il pizzo e che non sopporta la sua attività commerciale  in piena libertà e legalità senza alcun cedimento alle pressioni e alle minacce mafiose. Da qualche tempo frequenta le scuole per raccontare la sua “sfida” e diffondere il suo messaggio di resistenza e di speranza di poter battere la mafia. Gianluca ha conosciuto, giovanissimo, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e nel 1992, dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio, ha promesso a se stesso di non assoggettarsi mai ai ricatti mafiosi e di vivere nel rispetto della legge.
Maurizio Pascucci, responsabile Beni confiscati della Fondazione ha chiuso la mattinata con la sua testimonianza di attivista in Sicilia, a Corleone.
Lunedì 21 nuovo appuntamento con la Conferenza finale delle Giovani sentinelle siciliane a Palermo, nel bel teatro Politeama.
Una settimana dopo, lunedì 28, saremo a Padova con i giovani del Veneto ospitati nell’auditorium dell’Istituto Modigliani, a ricordare che la scuola accoglie, è luogo della formazione e della discussione pubblica, del confronto e del dibattito, anche a chi lo ha dimenticato, o non lo ha mai saputo.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

giovedì 15 novembre 2018

Mercoledì 13 novembre ben 6 incontri fra Livorno e Carrara!


Ad essere protagonisti la Scuola statale secondaria di 1° grado Giovanni Bartolena di Livorno con 4 plessi differenti e 4 incontri con oltre 250 ragazzi e ragazze che per la prima volta partecipano al progetto.

Nel plesso di piazza San Simone  abbiamo incontrato 4 classi in 2 sessioni mattutine accompagnate e seguite dalle insegnanti che hanno contribuito alla discussione sui temi della legalità, dell'onestà, e al confronto tra mafie e bullismo e di come si deve difendere dal rischio di cadere nel mondo del crimine.

Accompagnati dal video sulla vita di Nino Caponnetto e sugli attentati a Falcone e Borsellino, abbiamo ripercorso quel pezzo di Storia italiana cercando di spiegare come sia necessario avere la memoria degli eventi passati che hanno poi determinato la nostra vita di oggi.

Necessario per capire come la presenza di enormi organizzazioni criminali stia da decenni inquinando la nostra esistenza che avrebbe una qualità molto migliore senza il cancro delle mafie.

I ragazzi hanno discusso con noi e fra loro in modo molto animato e appassionato di quando e come si "deve fare la spia" per denunciare qualche sopruso e di come sia facile divenire vittime di crimini piccoli o grandi. Dal bullismo al ricatto.

Ci siamo chiesti come il progetto "sentinelle" possa avere relazione con la mafia e i ragazzi sono arrivati alla conclusione che molti dei problemi di tutti i giorni possano essere causati da illegalità o scarsa applicazione delle leggi.

Abbiamo spiegato come per i magistrati la scuola faccia paura ai mafiosi più della galera e come di conseguenza, come ogni attività volta alla conoscenza e all'istruzione, inclusi i progetti per affrontare problemi in modo democratico, siano utili a creare una società migliore e meno debole di fronte al crimine.

È stato stabilito che per decidere il progetto da presentare per la prossima primavera si possano formare dei gruppi di studenti che poi deleghino alcuni di loro per arrivare a una decisione condivisa da tutti.

Nella sede principale della scuola Bartolena ad attenderci erano quattro classi, tre di terza e una di seconda con le loro insegnanti. Attente e incuriosite hanno seguito la nostra introduzione al percorso di educazione alla legalità e alla cittadinanza. 

Dalla vicenda del giudice Caponnetto abbiamo tratto spunti e riflessioni sull’oggi: il rispetto delle regole quale condizione della convivenza civica e strumento per contrastare gli interessi illeciti, interessi che favoriscono l’accumularsi di denaro sporco che viene ripulito e si insinua nell’economia legale, mettendo a repentaglio la nostra democrazia e la nostra libertà.

Nel secondo incontro mattutino, presso la scuola media XI agosto, con le due classi seconde abbiamo ricordato Antonino Caponnetto e il pool antimafiaa, l’opera meritoria dei giudici coraggiosi e posto di nuovo l’accento sui traffici illeciti delle organizzazioni criminali. In particolare abbiamo richiamato l’attenzione sulla questione dei rifiuti pericolosi e nocivi sversati anche in Toscana. Contro i pericoli di questi comportamenti illegali è necessario rafforzare la cultura civica, essere dei buoni cittadini e cittadine, attenti e responsabili.

Sia durante il primo degli incontri sia durante il secondo abbiamo lanciato a ragazze e ragazzi la sfida ad essere delle sentinelle della legalità, a camminare con i tanti altri giovani che decidono di occuparsi di un tema particolarmente interessante e di farne oggetto di confronto con l’amministrazione comunale e con tutti ci rivedremo il prossimo martedì 12 marzo ospiti di chi governa la città di Livorno.

A Marina di Carrara altri due incontri con scuole veterane: l'IIS Montessori-Repetti e la Scuola secondaria Taliercio. Con noi la nostra referente di Carrara Milene Mucci.

Ad attenderci per il primo appuntamento una classe seconda e due ragazze veterane di terza della Taliercio che hanno portato la testimonianza della loro esperienza dello scorso anno. 

Con loro abbiamo parlato di Costituzione e ancora una volta abbiamo potuto verificare come la nostra Carta non è fra le priorità dei curricula scolastici! 

Abbiamo parlato di mafia e di come questo territorio è  più volte sotto osservazione della Direzione antimafia. Filmati, esempi e lavori fatti da altri giovani che partecipano al progetto a livello nazionale hanno affascinato ragazzi e ragazze ad accettare la sfida ad essere protagonisti attivi del loro territorio. 

Il tempo di spostarci di qualche chilometro per incontrare 3 nuove classi terze dell’IIS Montessori-Repetti che dallo scorso anno è compagno di viaggio del progetto. 

Dopo la visione del filmato del pool antimafia creato da Antonino Caponnetto, le vicende che hanno portato alla morte di Falcone e Borsellino, fino al suo grido di dolore con la frase «È finito tutto!» abbiamo sottolineato il suo impegno civile e la fiducia nei giovani. 

Tutto ciò è necessario per fare memoria storica in un Paese dove non si vuole cercare quelle verità che porterebbero non solo a far luce delle tante complicità e connivenze con i poteri occulti ma soprattutto portare il Paese nel sentiero della legalità e della giustizia sociale. 

Come Caponnetto ci ha insegnato non smetteremo di essere con i giovani, con la scuola e con tutte le persone di buona volontà che vogliono consolidare e irrobustire comportamenti e valori democratici del vivere civile. 

Ancora una volta gli esempi di tanti giovani e il loro mettersi in gioco ha regalato nuove emozioni che hanno fatto dimenticare anche oggi la fatica di sei incontri. 

Con studenti e studentesse di Carrara ci siamo dati appuntamento per giovedì 28 febbraio.


Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino, Claudio Gherardini

venerdì 9 novembre 2018

Incontro con le sentinelle trevigiane e fiesolane

Giovedì 8 ottobre sono le sentinelle trevigiane, che per la prima volta partecipano al progetto, e quelle fiesolane ad essere protagoniste della giornata. 
 
In provincia di Treviso due le scuole: il comprensivo di Preganziol (TV) con 7 Classi e il comprensivo di Paese (TV) con 4. 
 
Altre 7.50 in punto, i primi ci attendevano nell'aula Magna insieme alla referente, Grazia di Bari e alle colleghe e colleghi. 

Il maltempo dei giorni scorsi con la chiusura delle scuole non ha permesso loro di far vedere ai ragazzi e alle ragazze il video del pool antimafia che abbiamo visto insieme subito in apertura dell’incontro. 

Dopo, ci siamo soffermati su quel lavoro meraviglioso di indagine e di istruzione del processo. Quando Antonino Caponnetto lasciò Palermo per tornare a Firenze,a sostituirlo non fu scelto Falcone e quella decisione portò prima al suo isolamento e poi alla morte terribile a Capaci. 

Oggi paghiamo ancora le conseguenze di quella decisione! Abbiamo raccontato delle trasformazioni della mafia, di come sia diventata più potente e solida economicamente anche perché in tante parti del nostro Paese è alleata con personaggi locali disposti ai facili guadagni. 

Per arginare questa illegalità diffusa e contrastare la mafia, come Antonino Caponnetto aveva intuito già oltre 25 anni fa, è necessario un grande lavoro culturale a scuola, sostenere gli insegnanti coraggiosi che con il loro lavoro prezioso aiutino giovani e giovanissimi a crescere nei valori della legalità e della cittadinanza responsabile, rifiutando ogni compromesso e senza mai voltarsi dall’altra parte. 

Gli esempi, le vicende e le proposte del progetto in tante scuole hanno entusiasmato i ragazzi presenti, che hanno compreso di non essere soli. Tante le emozioni e la voglia di mettersi in gioco e le due ore sono volate in un baleno! 

Il tempo di spostarci di 15 chilometri e ad attenderci altre 4 classi del comprensivo Casteller di Paese insieme alla loro insegnante Giuseppina Sberna e altri suoi colleghi pronti a prendere la staffetta di questo lungo cammino da nord a sud. Ragazzi e ragazze avevano avuto modo di vedere il filmato e conoscere la vita degli uomini del pool, siamo quindi passati a parlare delle varie fasi del progetto che li porterà ad essere protagonisti e a confrontarsi con la propria Amministrazione sul tema che sceglieranno. 

In questo modo potranno coltivare il seme della cittadinanza attiva, rispettosa delle regole, in modo da poter costruire una comunità sana. Anche qui tante emozioni e voglia di fare, questo ha permesso anche a noi di ripartire con altro ossigeno in più, sicuri di ritornare il 18 marzo, data per entrambi gli istituti che li vedrà a confronto con le proprie Amministrazioni comunali per costruire quel percorso che li vedrà domani uomini liberi e consapevoli.



A Fiesole, la partecipazione della scuola media Mino da Fiesole, che è nostra compagna di viaggio da alcuni anni ha sollecitato l’interesse degli scolari e delle scolare della scuola primaria L. Casini di Pian di Mugnone.

Due classi quinte della primaria ci hanno accolto in una loro aula per il primo appuntamento e con scolari e scolare abbiamo trascorso quasi due ore intense, con tante domande e sollecitazione, per conoscere meglio Antonino Caponnetto, la mafia, questo oggetto oscuro di cui si parla sempre poco, e chiedendoci cosa può fare ogni cittadino per contrastarla.

Per il secondo appuntamento siamo tornati a Fiesole, nella scuola media, dove erano ad attenderci due nuove classi di prima. 

Anche in questo caso abbiamo raccontato la vicenda di Antonino Caponnetto. In tutte e due gli incontri abbiamo ripreso il bel progetto dei giovanissimi della scuola media degli ultimi due anni: la sistemazione del campino all’esterno della scuola. 

Quella bella esperienza ha offerto l’opportunità di ragionare di cittadinanza e dell’impegno di ciascuno ad essere responsabile, di avere cura dei beni che appartengono a tutti. 
Lo scambio vivace, le curiosità e le mille domande hanno riempito la mattinata e fanno ben sperare nella prosecuzione del lavoro.

Con scolari e giovanissimi ci siamo dati appuntamento al prossimo martedì 26 febbraio quando saranno ospiti dell’amministrazione comunale di Fiesole.


Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino

lunedì 29 ottobre 2018

Conferenza finale e apertura lavori 2018_2019 Giovani sentinelle della legalità





Lunedì 15 ottobre il teatro Verdi Firenze ha accolto una delegazione dei tanti studenti e studentesse, grandi e piccoli, che hanno partecipato nell'anno scolastico 2017-2018 al percorso di educazione alla legalità e alla cittadinanza delle Giovani sentinelle della legalità. Come già negli anni passati a salutare giovani e giovanissimi è stato Salvatore Calleri, presidente della fondazione Caponnetto, che li ha ringraziati dell’impegno e della passione con la quale ripropongono da nove anni i temi della legalità e della cittadinanza, declinandoli in vari modi, quali strumenti di opposizione e di contrasto alla mafia.

Ha poi preso la parola la dottoressa Maria Costanza Cipullo, funzionaria del Ministero dell’Istruzione che ha portato i saluti del Direzione generale dello Studente Giovanna Boda, che ha ringraziato la Fondazione per l’enorme lavoro svolto con cura e dedizione, ha ringraziato studenti e studentesse per l’impegno e la passione con cui hanno affrontato le questioni della cittadinanza e per la varietà dei temi esaminati.

Da qualche anno l’incontro conclusivo ha una fisionomia nuova, non legata ai singoli progetti che studenti e studentesse illustrano nel corso del secondo e del terzo appuntamento. 

Come abbiamo già ricordato proviamo a sperimentare il protagonismo giovanile ad un livello più alto, chiedendo a studenti e studentesse di interloquire con deputati e senatori su temi legati ai propri progetti ma da un punto di vista più generale. 

Quest’anno ben cinque parlamentari: Vittoria Casa, Lucia Ciampi, Rosa Maria Di Giorgi, Mario Giarrusso e Gabriele Toccafondi, hanno discusso e hanno risposto alle poche sollecitazioni di ragazzi e ragazze. 

Solo alla fine alcuni studenti e studentesse hanno sollevato la questione degli spazi insufficienti a scuola, in particolare mettendo in rilievo la questione delle caserme dismesse anche da molto tempo. Già in passato il tema era stato posto da altre scuole e sarebbe stato interessante sollecitare i parlamentari ad intraprendere iniziative su questo problema che lascia molto perplessi giovani e cittadini anche per lo “spreco” di risorse e per la mancata chiarezza della norma che assegna tali caserme al Ministero della Difesa pur essendo state realizzate con i contributi di tutti i cittadini.


L’ora tarda ha costretto tutti ad interrompere il Botta e risposta e a chiudere la Conferenza dandoci appuntamento con la nuova edizione delle Giovani sentinelle che prenderà il via alla fine di ottobre. Per offrire il giusto tempo al Botta e risposta è nostro intendimento, dal prossimo anno, di aprire la Conferenza, dopo i saluti iniziali, con lo scambio fra i giovani e i parlamentari, riservando intermezzi ai diversi linguaggi e approfondimenti per parlare di legalità e cittadinanza.

Il tema della educazione alla legalità rinvia a quello più generale dell’educazione civica e dello studio della Costituzione, questioni che hanno ripreso vigore con le diverse proposte di legge per introdurle nuovamente nei curricula scolastici. Apprezzamenti sono stati espressi per l’uso di  linguaggi diversi, come nel caso della canzone Oltre il silenzio, scritta e interpretata da uno studente di Bagheria. Infine particolare rilievo è stato dato alla questione del gioco d’azzardo, questione che ricorre nei lavori e nelle preoccupazioni dei giovani.

La mattinata si era aperta con il video che riassumeva i temi dei progetti di quest’anno e, nella sua introduzione, la Fondazione aveva ribadito la ricchezza di argomenti e soluzioni e l’interesse e la passione dei giovani in questa loro esperienza di cittadinanza. Siamo convinti che l’interlocuzione con sindaci e assessori lascia intuire una maggiore attenzione da parte di chi ha il governo della cosa pubblica e questa indicazione incoraggia nel proseguire e ad insistere affinché si affermi un costume pubblico responsabile e rispettoso.

Per la parte di approfondimenti, studenti e studentesse hanno ascoltato la testimonianza di Angelo Corbo, nostro compagno di viaggio, che ha offerto alcune riflessioni relative alla lotta alla mafia,  chiedendosi poi, in modo incalzante, quali iniziative si intraprendono, quali politiche si mettono in campo. I suoi dubbi sono legati anche alla scarsa attenzione alla memoria degli uomini giusti che si sono battuti contro la mafia, mentre è necessario tenere vivo il ricordo, essere coerenti nei comportamenti quotidiani. Contrastare efficacemente la criminalità serve per dare credibilità allo stato e fiducia ai cittadini, condizioni queste ultime per il costituirsi di un abito civico condiviso e diffuso.

Paolo Borrometi giornalista, più volte minacciato dalla mafia e per questo sottoposto a protezione, ha voluto ricordare la recente sentenza relativa al processo per la trattativa fra lo Stato e la mafia. Grazie allo straordinario impegno dei magistrati e, in particolare, di Nino Di Matteo abbiamo conosciuto una verità scomoda, una verità che fa male. Si è chiesto retoricamente se il Paese vuole conoscere la verità e ha voluto soffermarsi sul silenzio di chi non si schiera.

Alla ricchezza delle riflessioni ha corrisposto un corposo intermezzo, prova tangibile che si possono sperimentare modalità diverse per dire no alla mafia, per riaffermare il primato della legalità e i diritti di cittadinanza.

La compagnia di teatro civile Mimesis ha offerto un pezzo tratto dallo spettacolo Il potere dei senza potere. Hanno raccontato la vicenda di Antonino De Masi, cittadino testardo ed esemplare che si oppone alla ndrangheta perché vuole vivere e lavorare da uomo libero, senza essere costretto a pagare il pizzo o a cedere la propria attività alle cosche.

Sempre il teatro, ma questa volta a Roma, propone spettacoli a tema sulla legalità con la programmazione della Sala Umberto, come ci ha ricordato Livia Lombardi che ne è la curatrice.

Abbiamo poi ascoltato il gruppo Sentiero 103 che ha interpretato un brano musicale che denuncia il femminicidio, tema che ritroviamo in alcuni dei percorsi di studenti e studentesse, a segnalare dolore e inquietudine
Maria Cristina di Montemayor ha infine presentato la rivista MCM – La Storia delle Cose, giornale per i ragazzi della scuola media che ospiterà anche interventi della fondazione Caponnetto.

Questa pluralità dei compagni di viaggio lascia ben sperare, offre tante opportunità e questa rete di relazioni contribuisce ad allargare la schiera di chi si oppone alla mafia, consente di parlare linguaggi diversi e raggiungere uomini e donne differenti nell’intento comune di una cittadinanza attiva e responsabile.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola