Visualizzazione post con etichetta pacinotti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pacinotti. Mostra tutti i post

domenica 24 novembre 2019

Le giovani sentinelle del VII Istituto comprensivo San Camillo di Padova

Martedi 19 Novembre sono le giovani sentinelle padovane ad essere protagoniste; ben tre incontri nei plessi: Falconetto, Pacinotti e Levi Civita di Camin.

Tutti motivati e pronti a mettersi in gioco i giovanissimi, volendo dimenticare l'esperienza negativa dello scorso anno: avevano lavorato con passione sui temi della loro scuola. Quelli del Falconetto sottolineavano la necessità di interventi di manutenzione urgenti per il loro edificio scolastico, soprattutto per quanto riguarda i bagni, le porte. Avevano anche sollecitato l'amministrazione al ripristino di una pista ciclabile. 
 
I giovanissimi del Pacinotti avevano proposto e realizzato degli interventi in classe e nell’atrio della scuola per renderla più bella.

Ragazze e ragazzi della scuola Levi Civita avevano posto al centro la questione della memoria storica, tema ripreso in questi giorni da una parte della politica che ha offerto un esempio poco educativo sui temi razziali, mentre è stata la scuola a venire in soccorso, ancora una volta, con la richiesta di intitolare già lo scorso anno il loro giardino a Tullio Levi Civita, insigne matematico escluso dall’insegnamento dal regime fascista perché ebreo.
Tanto splendido lavoro che faceva ben sperare in un percorso proficuo invece fu interrotto dalla Dirigente scolastica che non autorizzò le uscite per l'appuntamento di maggio provocando le dimissioni di tutti i membri del Consiglio di Istituto.

Abbiamo chiesto ai ragazzi se almeno ci fosse stato un segnale positivo da parte dell'amministrazione per coinvolgere i loro giovani cittadini alla partecipazione attiva del proprio quartiere ma, ci hanno riferito ragazzi e ragazze, quanto al ripristino del giardino della scuola, la risposta è stata di attendere in quanto le emergenze sono ben altro.

Abbiamo ricordato a ragazzi e ragazze che uno degli obiettivi del progetto e della promozione del protagonismo è il costituirsi di un abito civico che incoraggi a non desistere, a non abbandonare le idee e le proposte giuste. Per questo il prossimo 9 di marzo, nell’incontro con gli amministratori locali, insieme ai nuovi temi di confronto riprenderemo il confronto sui temi dell’anno passato per far capire quanto sia importante dare fiducia ai giovani e far sentire loro la vicinanza delle istituzioni e di chi ha il governo della cosa pubblica. 

A volte bastano pochi lavori di ripulitura e piccole manutenzioni per iniziare e pianificare un percorso insieme di  impegni a breve, media e lunga scadenza.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

mercoledì 13 marzo 2019

Giovedì 7 marzo due appuntamenti con le giovani sentinelle del Veneto


A Padova, nella sala Polivalente, Cristina Piva, assessora alle Politiche educative e scolastiche, ha accolto studenti e studentesse delle tre scuole medie, Falconetto, Pacinotti e Levi Civita che hanno aderito alla proposta della fondazione di un percorso educativo alla cittadinanza e alla legalità. Insieme alle loro insegnanti e ad un gruppo di genitori hanno affollato la sala Polivalente “armati” di cartelloni e fogli con i discorsi, chiavi USB con i loro power point ben curati e densi di informazioni e proposte.

Cristina Piva li ha salutati e ringraziati dell'impegno con cui hanno assolto al compito dando prova di essere cittadini e cittadine che hanno a cuore la propria scuola, tema intorno a quale hanno articolato le proprie proposte, e dando prova di quello che è il compito della scuola secondo la nostra Costituzione: formare cittadini e cittadine responsabili e attenti.

Anche Stefania Papparella, Dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo Padova VII da cui dipendono le tre scuole medie, ha voluto ringraziare sia studenti e studentesse che hanno lavorato con diligenza e passione insieme con le proprie insegnanti, sia la fondazione Antonino Caponnetto per aver proposto il percorso. 

Nell'introdurre i lavori abbiamo voluto ricordare le origini lontane del progetto stesso: l'intuizione di Antonino Caponnetto che decise di incontrare giovani e adulti dopo la morte di Paolo Borsellino per tener fede al giuramento solenne fatto al funerale di testimoniare l'impegno del giudice assassinato in via D'Amelio nella lotta contro la mafia. 

La fondazione ha ereditato il compito di Antonino Caponnetto e propone da dieci anni questo percorso educativo alla legalità e alla cittadinanza in modo da valorizzare il protagonismo dei giovani offrendo loro questa esperienza di cittadinanza attiva. L'obiettivo è che si possa costruire un costume civico attento e responsabile che contrasti e vinca illegalità piccole e grandi. In questo contesto si inserisce l'incontro con sindaci e assessori: ragazzi e ragazze si confrontano con chi ha il governo della cosa pubblica nello spazio pubblico, dove si prendono le decisioni relative al vivere insieme.

Hanno esordito quelli della scuola Falconetto, delle tre classi seconde che hanno lavorato per mettere a fuoco i problemi della propria scuola. L'edificio ha bisogno di interventi di manutenzione urgenti, soprattutto per quanto riguarda i bagni, le porte, che hanno documentato con immagini e con descrizioni accurate, poi hanno affrontato il tema dei furti a scuola durante le pause della ricreazione, approntando un sistema di allerta. Sono poi passati alla questione della pista ciclabile. 

Con cura hanno predisposto un questionario per conoscere come studenti e studentesse raggiungono la scuola e se si sentono sicuri. Raccolti i dati hanno sollecitato l'amministrazione al ripristino della pista ciclabile di via Dorighello. In questo loro percorso hanno distribuito il questionario agli abitanti del quartiere ma hanno dovuto constatare che molti lo hanno rifiutato per paura non aprendo nemmeno la porta di casa. Infine hanno chiesto il ripristino del giardino della scuola, per il quale sarebbero sufficienti pochi lavori di ripulitura e piccole manutenzioni, in modo da avere uno spazio all’aperto gradevole durante l’intervallo.

Quelli della scuola media Pacinotti hanno raccontato cosa hanno fatto a scuola dopo il primo incontro e i piccoli interventi realizzati in ogni classe e nell’atrio della scuola per renderla più bella e accogliente, lasciando intendere quanto il lavoro quotidiano, l’impegno e la fatica siano parte del loro abito civico alla formazione del quale hanno contribuito docenti e la scuola nel complesso.

Ragazze e ragazzi della scuola Levi Civita collaborano da tempo con l’associazione Save The Children e questo rapporto è denso di attività che arricchiscono i giovani e rendono il plesso un luogo molto piacevole. La scuola è inoltre caratterizzata dall’essere quella della scienza e del giardino per le attività che vi si svolgono ed è attenta alle questioni della memoria per essere intitolata a Tullio Levi Civita, insigne matematico escluso dall’insegnamento dal regime fascista per essere ebreo.

Alla varietà e complessità dei temi si è rifatta Cristina Piva nell’intervenire dopo ragazze e ragazzi. Ha dichiarato di essere a conoscenza della situazione del plesso Falconetto per il quale sono necessari lavori di un certo rilievo e ha anche ricordato la complessità delle procedure da osservare nell’esecuzione.

Si è voluta soffermare sulla vicenda del coinvolgimento dei cittadini  con il questionario, apprezzando il tentativo dei giovani di coinvolgere il quartiere in modo da far uscire dalla scuola i temi che vi si discutono e, da questo punto di vista, la fondazione è completamente d’accordo e lo stesso progetto si muove in questa direzione, come abbiamo sottolineato con i genitori presenti.

È importante creare un clima di fiducia e coinvolgere genitori e abitanti del quartiere è sicuramente un buon inizio. Il senso civico di ragazze e ragazzi che hanno cura della propria scuola fa ben sperare e loro stessi hanno ripetuto negli interventi quanto sia importante la buona educazione, il rispetto delle regole.

Il pomeriggio è stato intenso e pieno di suggerimenti e i giovani delle tre scuole condivideranno queste loro proposte ed esperienze nell’appuntamento di maggio con le altre scuole della provincia di Padova. Con loro ci rivedremo il prossimo giovedì 16 maggio.


Le sentinelle dell’IIS Marco Polo di Venezia sono sbarcate in Canal Grande per il secondo appuntamento previsto con la propria Amministrazione comunale. Nella bella sala storica del Palazzo Cà Loredan a fare gli onori di casa, l’assessore alla Sicurezza, Giorgio D’Este e l’assessore alla Mobilità e Trasporti, Renato Boraso.

Ragazzi e ragazze di 4 classi di diverso indirizzo di studio, emozionati, seduti sugli scranni della sala del Consiglio insieme alla loro insegnante referente Renata Mannise, sono stati raggiunti anche dal Dirigente scolastico Vittorio Pecchini. Il tema della serata, Studiare a Venezia: criticità.

Aiutati da alcune immagini e prendendo la parola uno dopo l’altro, i giovani studenti hanno esaltato le bellezze artistiche e il grande privilegio di studiare in una delle città più belle del mondo. Partendo da questo presupposto, hanno rimarcato di avere a cuore le sorti di Venezia, hanno tenuto a precisare agli Amministratori che il loro focus deve essere visto come l’espressione di cittadini di Venezia e non di chi guarda al proprio tornaconto e partecipa allo svuotamento della città. Vogliono crescere ed essere partecipi ad un suo cambiamento dove il cuore pulsante sono i cittadini. 

Sono coscienti che Venezia è afflitta da molte problematiche di diverse entità come l’ambiente, che ne ha fatto una delle città più inquinate d’Italia a causa degli scarichi da imbarcazione e dagli stabilimenti industriali. Il turismo di massa, è una problematica molto discussa, difficile da limitare o controllare  contribuisce alla crescita del costo della vita sempre più elevato. Oggi il risultato ha portato al fenomeno denominato gentrificazione ossia la fuga crescente degli abitanti verso la terraferma mentre le abitazioni sono riservate ad acquirenti abbienti, e altre rimangono abbandonate in attesa di speculazione, altre diventano strutture turistiche a discapito dei residenti e dei giovani che vogliono vivere la città che amano.

Passano poi a proporre indicazioni. Come liceali passano molte ore pomeridiane a scuola, la necessità di luoghi, all'aperto o al chiuso, in cui passare il tempo, per mangiare, studiare, rilassarsi, nelle lunghe attese prima delle lezioni.

Ancora una volta il problema si focalizza sull’assenza di spazi, luoghi negati o non agibili in attesa di speculazioni o allo studio di programmi dove giovani e cittadini sono esclusi nella decisione del futuro della propria città.

Ragazzi e ragazze nella loro esposizione fanno notare di aver individuato spazi di cui poter usufruire vicino alla loro scuola e all'università. Ad esempio il giardino della scuola. Basterebbe intervenire sul giardino posteriore al palazzo Basadonna, apportare piccole modifiche, come mettere panchine, tavoli, potare rami, estirpare erbacce per rendere questo ambiente luogo di aggregazione. 

Oppure il giardino di Ca' Bembo originariamente appartenuto all'università Ca' Foscari, oggi chiuso, a causa dell'alta presenza di diossine nel terreno. Fanno notare che vi è un progetto di bonifica inserito in un piano triennale con fondi stanziati, ma nei programmi non è previsto che divenga un giardino pubblico, e inoltre vi è una struttura adiacente alla scuola che potrebbe essere utilizzata come aula di studio.

Proseguono con un altro spazio in zona Santa Marta l’ex area Gasometro di dimensioni molto grandi, anche questo designato a luogo da riqualificare o da riconvertire. In passato il Comune aveva individuato quell’area come “non strumentale all’esercizio delle funzioni istituzionali”, con un metro di terreno inquinato da rimuovere e quindi vendibile, con l’approvazione della stessa Provincia oggi Città Metropolitana. L’anno successivo l’area è stata venduta all’agenzia immobiliare del Corso che progetta di realizzarci un centinaio di appartamenti e un centro commerciale! Anche in questo caso nessuna discussione per mantenere una parte dell’area a bene pubblico.

Proseguono con un altro edificio di proprietà del demanio militare a San Basilio, utilizzato solo a metà. Luogo che, nel periodo estivo, serve da terminal per passeggeri mentre l'altro spazio talvolta è luogo di mostre ed eventi carnevaleschi o come padiglione della Biennale, tuttavia per la maggior parte dell'anno non è in funzione. Anche questo, continuano gli studenti, potrebbe ospitare le loro varie assemblee di istituto, poiché grande e capiente; allo stesso modo potrebbe essere luogo di mostre d'arte, concerti e conferenze sempre organizzati dalla scuola.


Infine chiedono al Comune se vi sono beni confiscati alla mafia oltre ai luoghi già citati, nel far capire se vi sono intendimenti che vadano nella direzione di tenere presente i bisogni dei propri giovani o non vi sono Santi in Paradiso!

Ha preso la parola l’assessore Renato Boraso che ha confermato la fuga da centro storico da parte dei cittadini dove gli abitanti sono scesi a 55.000. È preoccupato della vivibilità quotidiana ricordando l’intenzione dell’Amministrazione in merito al blocco del turismo di massa. Stanno lavorando ad un programma che porti alla conversione elettrica delle imbarcazioni a motore. Riguardo invece Santa Marta ha dichiarato che la proprietà è delle Autorità del Porto che fa capo al Ministero.

Alla richiesta da parte dei ragazzi di assenza di cestini in città, l’assessore ha dichiarato che la difficoltà di collocare i cestini è dovuto alla Soprintendenza delle Belle Arti che non ha  approvato le varie proposte di modelli presentati dal Comune.

L’intervento dell’assessore Giorgio D’Este si è focalizzato soprattutto in merito alle sue competenze, ha confermato il suo impegno in merito alla sicurezza e la lotta all’antiborseggio effettuato dalla Polizia municipale che, comunque, rimane un fenomeno non allarmante nonostante gli ultimi 3 arresti. 

Ha ribadito però che la percezione del rischio è dovuto soprattutto alla mancanza di una riforma della giustizia che vada verso una giusta pena.

La Fondazione ha concluso esortando ragazzi e ragazze che partecipano per la prima volta al progetto di studiare e approfondire meglio le loro richieste. La scuola deve diventare laboratorio di idee, dividersi in gruppi di lavoro in modo da chiedere agli uffici competenti documentazione scritta di progetti e intendimenti e programmi del territorio.

Ha chiesto agli Amministratori presenti che l’intendimento del progetto, è indubbio aprire le porte ai propri giovani cittadini, ma il confronto si deve basare sulla ricerca di soluzioni comuni per il bene della propria comunità e ai loro bisogni. Il dialogo e il confronto vuol dire anche,  per dare valore al protocollo d’Intesa con l’ANCI, di coinvolgere i giovani e stimolarli alla partecipazione alla cittadinanza. 

Riguardo gli spazi per i giovani la serata è finita in un monologo. Mi auguro che l’Amministrazione, da sempre partecipe e attenta al progetto, possa raccogliere le richieste di ragazzi e ragazze del Marco Polo, portarle in Consiglio e poter dare risposte all’incontro di mercoledì 15 maggio dove al confronto saranno invitate la Città Metropolitana e la Regione Veneto.

Nel ringraziare la scuola, i suoi insegnanti per l’impegno quotidiano nel formare i giovani quali cittadini portatori di diritti e doveri in difesa della democrazia ha preso la parola il Dirigente scolastico Vittorio Pecchini che ha ringraziato la Fondazione e i presenti e soprattutto rivolgendosi ai propri ragazzi e ragazze ha voluto citare due frasi del filosofo Norberto Bobbio, giurista e senatore che Antonino Caponnetto ha conosciuto e stimato.

Ringraziamo anche noi Vittorio Pecchini perché in quelle due frasi da lui lette è racchiusa l’essenza stessa del progetto ideato da nonno Nino Caponnetto:   
«Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccoglier certezze».

«Io ritengo che per dare una definizione minima di democrazia bisogna dare una definizione puramente e semplicemente procedurale: vale a dire definire la democrazia come un metodo per prendere decisioni collettive. Si chiama gruppo democratico quel gruppo in cui valgono almeno queste due regole per prendere decisioni collettive: 1) tutti partecipano alla decisione direttamente o indirettamente; 2) la decisione viene presa dopo una libera discussione a maggioranza.

Queste sono le due regole in base alle quali a me pare che si possa parlare di democrazia nel senso minimo e ci si possa mettere facilmente d’accordo per dire dove c’è democrazia e dove democrazia non c’è».


Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino

martedì 11 dicembre 2018

Incontro con le giovani sentinelle di Camin (PD)

Mercoledì 5 dicembre 2018 dalle 8.00 alle 10.00 siamo ospiti dei ragazzi e delle ragazze di due classi della scuola Levi Civita di Camin, storico quartiere della periferia di Padova. 

L’appuntamento è in contemporanea con quelli degli altri plessi Falconetto e Pacinotti del VII istituto comprensivo di Padova e tutti e tre condividono molte iniziative di cittadinanza organizzate dalla professoressa Beatrice De Paolis, referente per tutte le sedi. 

La docente introduce l’incontro proprio sottolineando la forza della frase di Caponnetto: “La mafia ha più paura della scuola che della stessa giustizia”. 

Riesce facile proporre gli argomenti della filosofia e della vita di Antonino Caponnetto, perché i ragazzi, con l’aiuto delle loro docenti di Italiano, stanno già leggendo “Per questo mi chiamo Giovanni”, libro di Luigi Garlando, con prefazione di Maria Falcone. 

Dopo aver visto i video realizzati dai ragazzi delle scuole superiori Valle di Padova e Petrocchi di Pistoia, i giovani studenti si interrogano sui problemi intorno a loro, che potrebbero diventare il tema del loro impegno. Sono maggiormente sentite fra i ragazzi le problematiche ambientali, fra le quali l’abitudine di buttare a terra i rifiuti e di sporcare gli spazi pubblici, la povertà delle famiglie, le prese in giro e – guardando più lontano – le guerre nel mondo.

Le riflessioni e lo scambio proseguono per tutta la durata dell’incontro e alla fine ci diamo appuntamento al 7 marzo, quando incontreremo, insieme agli altri ragazzi della città, gli amministratori del Comune di Padova e gli studenti e le studentesse potranno esporre il loro problema e cercare insieme una soluzione, diventando così parte delle migliaia di Giovani sentinelle della legalità, che rispondono all’invito di Antonino Caponnetto di “diventare partigiani di una nuova resistenza, la resistenza dei valori, la resistenza degli ideali”.

Francesca Vian

mercoledì 5 dicembre 2018

Altri quattro incontri fra Sicilia e Veneto con le giovani sentinelle Ragusane e Padovane


Martedì 4 dicembre, ancora una giornata fitta di appuntamenti fra il Veneto e la Sicilia.

A Padova due incontri. All’apertura delle scuole ci siamo ritrovati alla scuola media Falconetto accolti da tre classi seconde con le proprie insegnanti che accompagneranno ragazzi e ragazze nella fatica di questa esperienza di cittadinanza. 

E ai giovanissimi abbiamo raccontato la vicenda di Antonino Caponnetto, il suo impegno professionale come giudice, l’istruzione del maxiprocesso insieme a Falcone, Borsellino, Guarnotta e Di Lello per giungere a ragionare dell’oggi: che cosa è la mafia, di quali affari si occupa, che cosa fa con i soldi sporchi, dove vengono riciclati i soldi sporchi. 

Che cosa può fare ogni cittadino e cittadina contro questi pericoli che si insinuano sottilmente nella vita pubblica? Abbiamo allora provato a tracciare il profilo del buon cittadino e con esso abbiamo lanciato la sfida delle giovani sentinelle: occuparsi di una questione rilevante, studiarla, approfondirla con la guida dei propri insegnanti e farne oggetto di discussione e di confronto con chi ha il governo della cosa pubblica.


Lo scambio per la durata dell’intero incontro è stato vivacissimo e incalzante, ragazzi e ragazze informatissimi per merito delle proprie insegnanti che avevano preparato l’incontro con letture e approfondimenti hanno incalzato con richieste e sollecitazioni fino all’ultimo momento, rinunciando alla loro ricreazione per poter vedere per intero il video di Antonino Caponnetto. E questa loro “fame” di conoscenza conforta e sprona tutti noi, fondazione e insegnanti a proseguire nel lavoro.


Giusto il tempo di spostarsi alla scuola media Pacinotti per il secondo appuntamento della mattinata. Appena terminata la ricreazione una classe prima curiosa e vivacissima con gli insegnanti ci ha incalzato con domande e sollecitazioni durante il racconto della vicenda di Antonino Caponnetto.


Il loro desiderio di conoscere non ha lasciato tregua al nostro racconto che si è via via arricchito di particolari per comprendere meglio cosa è la mafia, quali minacce comporta la sua presenza. Anche in questo secondo incontro i giovanissimi avevano lavorato in classe con la propria insegnante per giungere al nostro appuntamento con le idee più chiare. Anche a loro abbiamo lanciato la sfida delle giovani sentinelle e le due esperienze di questa mattinata ci lasciano ben sperare nell’incontro del prossimo 7 marzo quando saranno ospiti dell’amministrazione cittadina nella sala consiliare.




Anche in Sicilia continuano a ritmo serrato gli appuntamenti delle giovani sentinelle con la loro voglia prorompente di essere protagoniste e cittadine attive in difesa dei loro beni comuni. Oggi a costruire il ponte della legalità sono i giovani delle provincia di Ragusa: alle prime ore siamo con i ragazzi e le ragazze della scuola media statale Giovanni XXIII di Modica (RG), circa 200 sentinelle vigili ed attente e la loro insegnante referente del progetto, Daniela Denaro, con il gruppo di colleghe e colleghi ad accoglierci. Presenti anche le troupe delle televisioni locali e dei giornali on line, arrivati in ritardo per cui abbiamo deciso di fare le interviste insieme ai ragazzi.


Nella bella aula magna ospiti del liceo scientifico Galilei Campanella, istituto accanto alla propria scuola che condivide con saggezza i propri spazi e beni comuni, i giovani hanno ascoltato con grande interesse il racconto della vita di Antonino Caponnetto e del suo impegno civile. 

Tanti gli argomenti affrontati e la platea dei ragazzi non ha mai perso l'attenzione, ha seguito le varie fasi del percorso che li vedrà protagonisti durante l'anno scolastico e hanno accettato di arrivare preparati al confronto con la propria amministrazione. Il tempo, come al solito, è volato via lasciando il  tempo  di darci appuntamento per venerdì 22 marzo di mattina dalle 9 alle 12.

Ancora un spostamento rapido per raggiungere la città di Paolo Borrometi, l'Istituto comprensivo Salvatore Quasimodo di Ragusa. Nel bel teatro accanto alla scuola altre 11 classi con oltre 230 ragazzi e ragazze hanno ripetuto la magia regalandoci emozioni. 

A dare il benvenuto il giovane Dirigente Leonardo Licata insieme al referente Andrea Cicero e i suoi colleghi e colleghe.


Non c'è stato bisogno di parlare di Caponnetto e dei suoi quattro moschettieri! La stragrande maggioranza sapevano di loro, grazie ai propri insegnanti guardiani dei valori costituzionali, come sanno che cos'è la mafia. Abbiamo invece parlato di collusioni della politica e del silenzio degli onesti e di come si diventa sempre di più compiacenti. Hanno anche loro accettato di essere il bastone bianco dei tanti che non vogliono vedere, che non riescono a trovare la strada per costruire un Paese normale! 

Abbiamo parlato di Paolo Borrometi, giornalista coraggioso, delle sue denunce e di cosa vuol dire essere sotto scorta per aver detto e scritto delle verità a chi non vuol vedere e a chi non vuol sentire! Anche qui le due ore sono volate via ma i ragazzi non hanno ceduto e hanno continuato a fare domande e dopo le due ore canoniche l'incontro si è protratto oltre le 13.40 in quanto ragazzi e ragazze hanno creato dei capannelli e continuavano a fare domande.


La speranza anche per Paolo è che nella sua città, oltre all'esercito di insegnanti partigiani, ci siano anche un esercito di sentinelle cui sta a cuore che i loro sogni-bisogni non vadano in fumo. Ci siamo dati appuntamento per lunedì 25 marzo e anche per loro sarà un appuntamento di mattina per permettere un doppio incontro e soddisfare le richieste delle varie scuole e dei tanti comuni che ospiteranno i propri giovani cittadini. 


Clicca sotto per l'intervista

Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino