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lunedì 6 maggio 2019

Le giovani sentinelle di Livorno

Martedì 16 aprile ultimo dei secondi appuntamenti nazionali con gli amministratori locali. 

Sono le sentinelle livornesi che avrebbero dovuto avere il confronto con il proprio Comune, ma così non è stato! 

Vi sono stati dei ritardi perché il Comune di Livorno non aveva una sala sufficientemente ampia per ospitare tutti i giovani, né ha avuto modo di guardarsi intorno per ricercare una sala adeguata, così è stata la Fondazione a ricercare lo spazio per consentire a tutti i ragazzi e le ragazze di partecipare perché il senso del percorso di cittadinanza è quello di favorire la partecipazione e il loro protagonismo. 

Non abbiamo usato satellitari per la ricerca, ci è bastato dare un’occhiata su google per individuarla, occhiata che poteva essere fatta dalle finestre del Comune visto che l’Auditorium della Camera di Commercio si trova in piazza accanto al Comune! Così siamo grati al Presidente della Camera di Commercio di Livorno che ha aperto le porte per la presentazione dei lavori delle sentinelle livornesi che ha avuto luogo con successo.
Tantissimi studenti e studentesse, divisi per gruppi di lavoro, hanno portato le loro proposte e idee davanti a una platea interessata e composta anche da molti loro genitori. Assenti purtroppo i rappresentanti istituzionali che non hanno risposto a nessuno dei ripetuti e insistenti messaggi della Fondazione e alle sollecitazioni ad essere interlocutori dei giovani.
I ragazzi della primaria Carducci, classe 2B con l’insegnante Elena Bottoni, e la 5B con le insegnanti Raffaella Cervona e Marcella Nannipieri, hanno proiettato i loro disegni che hanno come tema e sono ispirati a Extraterrestre alla pari, romanzo per l'infanzia a sfondo fantascientifico scritto da Bianca Pitzorno.

Il romanzo porta una forte spinta alla conoscenza tra diversi e alla tolleranza verso culture diverse e i piccoli studenti si sono appassionati alla storia dal messaggio quanto mai attuale.

“Non importa se sei maschio o femmina, pensa a cosa sei realmente dentro di te” 
Questo uno dei testi riportati sulla storia a fumetti realizzata, storia dell’extraterrestre che mostra e spiega l’importante complessità del lavoro dei ragazzi della primaria livornese.

I ragazzi del Comprensivo non sono stati da meno affrontando la scottante questione delle pari opportunità tra i sessi.

Tra i loro cartelli si poteva leggere: "La parità di genere è essere diversi ma con lo stesso peso", "Uomini e donne - no differenze" " Non devi amare se non vuoi ma il rispetto è essenziale". 

La scuola G. Bartolena, con le classi 2A, 2B, 2L, 2O, 3L, 3D, accompagnate dalle insegnanti Laura Giannotti, Giovanna Cuzzocrea, Chiara Marcucci, Francesca Scanzo, Ketty Becemere, Grazia Mazzella e Cecilia Ulivieri, ha realizzato altri fumetti per una problematica non distante dalla precedente.

Poi sono intervenuti i ragazzi della Secondaria di 1° grado Bartolena con le insegnanti Annalisa Bartoli e Francesco Del Zoppo. 

Ispirandosi e citando le parole di Antonino Caponnetto i ragazzi hanno descritto in fumetto come si debba lottare per perseguire le proprie aspirazioni senza mai desistere. La storia raccontata riguarda una ragazzina che vuole giocare al calcio anche se si tratta di uno sport considerato per maschi.

"Non aver paura, questa sarà la tua forza" hanno scritto sul fumetto.

Tutte le sentinelle livornesi con le loro insegnanti hanno lavorato davvero come sentinelle, su argomenti di fortissima attualità che piombano nelle cronache quotidiane lasciandoci spesso sbigottiti e le sole soluzioni che già Caponnetto e i suoi colleghi ma anche sociologi e psicologi indicano come valide e urgenti sono l'educazione alla legalità e alla tolleranza del diverso e al rispetto del vicino donna o uomo che sia.

Alla fine di un pomeriggio intenso di discorsi e immagini ci siamo dati appuntamento per l’incontro del 23 maggio a Lucca, dove i giovani di Livorno si ritroveranno con quelli di Lucca, Pisa e di tante altre scuole della Toscana per ricordare i tragici fatti del 1992.


Domenico Bilotta e Claudio Gherardini

giovedì 15 novembre 2018

Mercoledì 13 novembre ben 6 incontri fra Livorno e Carrara!


Ad essere protagonisti la Scuola statale secondaria di 1° grado Giovanni Bartolena di Livorno con 4 plessi differenti e 4 incontri con oltre 250 ragazzi e ragazze che per la prima volta partecipano al progetto.

Nel plesso di piazza San Simone  abbiamo incontrato 4 classi in 2 sessioni mattutine accompagnate e seguite dalle insegnanti che hanno contribuito alla discussione sui temi della legalità, dell'onestà, e al confronto tra mafie e bullismo e di come si deve difendere dal rischio di cadere nel mondo del crimine.

Accompagnati dal video sulla vita di Nino Caponnetto e sugli attentati a Falcone e Borsellino, abbiamo ripercorso quel pezzo di Storia italiana cercando di spiegare come sia necessario avere la memoria degli eventi passati che hanno poi determinato la nostra vita di oggi.

Necessario per capire come la presenza di enormi organizzazioni criminali stia da decenni inquinando la nostra esistenza che avrebbe una qualità molto migliore senza il cancro delle mafie.

I ragazzi hanno discusso con noi e fra loro in modo molto animato e appassionato di quando e come si "deve fare la spia" per denunciare qualche sopruso e di come sia facile divenire vittime di crimini piccoli o grandi. Dal bullismo al ricatto.

Ci siamo chiesti come il progetto "sentinelle" possa avere relazione con la mafia e i ragazzi sono arrivati alla conclusione che molti dei problemi di tutti i giorni possano essere causati da illegalità o scarsa applicazione delle leggi.

Abbiamo spiegato come per i magistrati la scuola faccia paura ai mafiosi più della galera e come di conseguenza, come ogni attività volta alla conoscenza e all'istruzione, inclusi i progetti per affrontare problemi in modo democratico, siano utili a creare una società migliore e meno debole di fronte al crimine.

È stato stabilito che per decidere il progetto da presentare per la prossima primavera si possano formare dei gruppi di studenti che poi deleghino alcuni di loro per arrivare a una decisione condivisa da tutti.

Nella sede principale della scuola Bartolena ad attenderci erano quattro classi, tre di terza e una di seconda con le loro insegnanti. Attente e incuriosite hanno seguito la nostra introduzione al percorso di educazione alla legalità e alla cittadinanza. 

Dalla vicenda del giudice Caponnetto abbiamo tratto spunti e riflessioni sull’oggi: il rispetto delle regole quale condizione della convivenza civica e strumento per contrastare gli interessi illeciti, interessi che favoriscono l’accumularsi di denaro sporco che viene ripulito e si insinua nell’economia legale, mettendo a repentaglio la nostra democrazia e la nostra libertà.

Nel secondo incontro mattutino, presso la scuola media XI agosto, con le due classi seconde abbiamo ricordato Antonino Caponnetto e il pool antimafiaa, l’opera meritoria dei giudici coraggiosi e posto di nuovo l’accento sui traffici illeciti delle organizzazioni criminali. In particolare abbiamo richiamato l’attenzione sulla questione dei rifiuti pericolosi e nocivi sversati anche in Toscana. Contro i pericoli di questi comportamenti illegali è necessario rafforzare la cultura civica, essere dei buoni cittadini e cittadine, attenti e responsabili.

Sia durante il primo degli incontri sia durante il secondo abbiamo lanciato a ragazze e ragazzi la sfida ad essere delle sentinelle della legalità, a camminare con i tanti altri giovani che decidono di occuparsi di un tema particolarmente interessante e di farne oggetto di confronto con l’amministrazione comunale e con tutti ci rivedremo il prossimo martedì 12 marzo ospiti di chi governa la città di Livorno.

A Marina di Carrara altri due incontri con scuole veterane: l'IIS Montessori-Repetti e la Scuola secondaria Taliercio. Con noi la nostra referente di Carrara Milene Mucci.

Ad attenderci per il primo appuntamento una classe seconda e due ragazze veterane di terza della Taliercio che hanno portato la testimonianza della loro esperienza dello scorso anno. 

Con loro abbiamo parlato di Costituzione e ancora una volta abbiamo potuto verificare come la nostra Carta non è fra le priorità dei curricula scolastici! 

Abbiamo parlato di mafia e di come questo territorio è  più volte sotto osservazione della Direzione antimafia. Filmati, esempi e lavori fatti da altri giovani che partecipano al progetto a livello nazionale hanno affascinato ragazzi e ragazze ad accettare la sfida ad essere protagonisti attivi del loro territorio. 

Il tempo di spostarci di qualche chilometro per incontrare 3 nuove classi terze dell’IIS Montessori-Repetti che dallo scorso anno è compagno di viaggio del progetto. 

Dopo la visione del filmato del pool antimafia creato da Antonino Caponnetto, le vicende che hanno portato alla morte di Falcone e Borsellino, fino al suo grido di dolore con la frase «È finito tutto!» abbiamo sottolineato il suo impegno civile e la fiducia nei giovani. 

Tutto ciò è necessario per fare memoria storica in un Paese dove non si vuole cercare quelle verità che porterebbero non solo a far luce delle tante complicità e connivenze con i poteri occulti ma soprattutto portare il Paese nel sentiero della legalità e della giustizia sociale. 

Come Caponnetto ci ha insegnato non smetteremo di essere con i giovani, con la scuola e con tutte le persone di buona volontà che vogliono consolidare e irrobustire comportamenti e valori democratici del vivere civile. 

Ancora una volta gli esempi di tanti giovani e il loro mettersi in gioco ha regalato nuove emozioni che hanno fatto dimenticare anche oggi la fatica di sei incontri. 

Con studenti e studentesse di Carrara ci siamo dati appuntamento per giovedì 28 febbraio.


Domenico Bilotta, Sergio Tamborrino, Claudio Gherardini

venerdì 6 aprile 2018

Le giovani sentinelle sbarcano all’Elba

Mercoledì 28 Marzo sono le giovani sentinelle Elbane a confrontarsi con la propria Amministrazione locale.

Nella Sala comunale di Portoferraio sono le assessore Adonella Anselmi e Laura Berti a fare gli onori di casa e ad accogliere ragazze e ragazzi dell’ITCG Cerboni che dopo alcuni anni di assenza partecipano nuovamente al nostro percorso, sollecitati e guidati con grande passione e tenacia dal prof. Giuseppe Solaro, all’esordio nella collaborazione con la Fondazione, e dalla sua collega Orlandi che è invece una veterana del percorso di cittadinanza attiva. 

Ragazzi e ragazze erano pronti ad esporre il tema scelto che riguarda la trasformazione dell'area ex Enel in centro commerciale, mentre i giovani lamentano la carenza di spazi per il loro tempo libero.


Nella loro illustrazione hanno immaginato un luogo per attività diverse: un bowling, tavoli per giochi multimediali, un posto che diventi pub dove ascoltare musica in compagnia la sera, un luogo per giocare al biliardo o ai videogiochi o ai giochi da tavola, in breve uno spazio per incontrarsi, per stare in compagnia durante l’inverno, libero dall’azzardo e non necessariamente legato al consumo. Si sentono esclusi ragazzi e ragazze adolescenti perché, a differenza dei più piccoli o degli anziani che hanno spazi adatti alle diverse età, non sono soddisfatti e reclamano luoghi di incontro adatti alla loro età.

Laura Berti è intervenuta immediatamente dopo prima di lasciarci e ha giudicato valide le ragioni esposte dagli studenti e dalle studentesse ma ha voluto fare una “provocazione” chiedendo loro se conoscono il Centro giovani della città. Ha infatti ricordato che l’Amministrazione ha da tempo preso in esame la questione e provato a dare una soluzione. La risposta dei giovani è stata immediata e netta: conoscono lo spazio ma lo ritengono un posto da sfigati.

Adonella Anselmi li ha esortati a visitare il Centro giovani, ha ricordato l’impegno dei ragazzi delle precedenti edizioni del progetto e le loro proposte sulla riqualificazione del giardino dell’Albereto e le proposte dei ragazzi delle scuole medie in merito  alla bonifica del giardino pubblico.

La Fondazione ha proposto ai ragazzi e alle ragazze di non demordere, ha chiesto loro di coinvolgere con la loro proposta altri studenti e studentesse dell’Istituto, ad esempio i coetanei dell’indirizzo per Geometri per potere, con gli strumenti e le conoscenze di quelli, approfondire la questione, definire meglio le proprie esigenze e individuare delle soluzioni più precise e farne oggetto di confronto con l’amministrazione pubblica. Il dibattito è proseguito vivace e ha toccato altre questioni come quella dei trasporti pubblici, tema comune in tante parti del nostro Paese ma di grande rilevanza su un’isola piccola dove sembra irrisolvibile e cresce la sensazione di essere soli. 

Riprenderemo il filo di questi ragionamenti il prossimo giovedì 3 maggio, sempre a Portoferraio in Comune, quando inviteremo esponenti della Provincia di Livorno e consiglieri regionali eletti in quella parte della Toscana. Saranno loro a spostarsi e venire all’Elba, augurandoci che diano un segnale differente di consiglieri e assessori della Provincia di Livorno che, due anni fa, diedero buca ai ragazzi e alle ragazze di Portoferraio: dopo la levataccia per prendere il traghetto per Livorno ebbero la sgradita sorpresa di non trovare nessuno a interloquire con loro nella sala della Provincia!

I problemi sono rimasti ma le giovani sentinelle non demordono e la Fondazione solleciterà tutti, grandi e piccoli, a comportamenti responsabili e a non abbandonare il dialogo e il confronto.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 26 maggio 2015

Le Istituzioni livornesi non hanno ritenuto importante incontrare i loro giovani cittadini

Le Istituzioni livornesi non hanno ritenuto importante incontrare i loro giovani cittadini

Giovedì 21 maggio appuntamento nella bella sala consiliare della Provincia di Livorno con le giovani sentinelle del Liceo Niccolini Palli di Livorno, dell'Istituto comprensivo e dell'ISIS Cerboni di Portoferraio. Puntualissimi ragazzi e ragazze livornesi, mentre i loro coetanei e i compagni e le compagne più piccoli elbani hanno avuto un viaggio in traghetto complicato dopo la levataccia alle cinque del mattino per essere in città in orario. Per tutti l'amara sorpresa di trovare la sala consiliare aperta ma senza nessuno ad accoglierli. Vuota la sedia del presidente Franchi e degli altri consiglieri. Assenti il Comune di Livorno! Forse una particolare concezione del confronto deve essersi impadronita delle poltrone in quella sala perché gli inviti via mail e le telefonate con gli uffici sono stati numerosi e continui negli ultimi giorni. Nonostante avessimo sottolineato quanto sia importante il confronto con i giovani, quanto urgenti i buoni segnali di chi ha il governo della cosa pubblica, quanto significativi i comportamenti a favore della partecipazione e dell'ascolto, dobbiamo confessare tutta la delusione e lo scoramento. Sembra che la modifica del sistema elettorale delle Province, non più universale ma riservato ad un numero ristrettissimo di elettori, essi stessi amministratori locali nei comuni della provincia, abbia ristretto i confini della partecipazione e della democrazia: un ceto politico incapace di confrontarsi con i cittadini, in nome dei quali continua a governare aspetti fondamentali della loro vita, perché pensa, a torto, di non dover offrire delle risposte alle sollecitazioni che uomini e donne esprimono quotidianamente. Né vale la scusa, avanzata talvolta, del moltiplicarsi degli impegni amministrativi perché, lo ripetiamo perché non ci siano equivoci, non abbiamo mai ascoltato opposizioni al momento del cambio del sistema elettorale delle Province: tutti d'accordo in nome di risparmi presunti e nessuno a sollevare obiezioni sulla restrizione degli spazi di partecipazione e democrazia.

Eppure i giovani del Liceo Niccolini erano ben intenzionati a riproporre con forza il lo progetto di uno spazio per i giovani, tema che ha acquisito un sempre maggiore rilievo in questi anni e una sempre più grande importanza nei ragionamenti di ragazzi e ragazze. Il 25 febbraio vi era stato un bel confronto nella sala del Comune di Livorno. Gli amministratori locali erano intervenuti e avevano discusso con loro, giovedì i giovani del Niccolini speravano di avere una nuova occasione di confronto con i ragazzi di Portoferraio, con il proprio Comune e con la Provincia per rimettere al centro dell'attenzione la questione degli spazi per i giovani. Purtroppo anche l'amministrazione comunale di Livorno ha disertato l'incontro, mancando l'occasione di essere da esempio e di provare a dare delle risposte ai propri cittadini e agli ospiti che hanno affrontato un viaggio per essere poi ignorati!

Da Portoferraio ragazzi e ragazze sono partiti con grande entusiasmo, forti del proprio impegno e consapevoli del valore delle proposte e delle riflessioni: il degrado di certi luoghi di Portoferraio e il loro intento di ripristinare un po' di decoro con l'intervento diretto, le riflessioni acute e lungimiranti della condizione dei giovani senza luoghi di aggregazione e isolati, la questione del cyberbullismo. Sono tutte questioni che avrebbero meritato maggiore attenzione e rispetto. Invece hanno trovato solo il silenzio e la nuda sala senza proiettore, computer e telo per proiettare le immagini che avevano prodotto in questo anno di lavoro, proprio come i loro compagni e compagne di Livorno che hanno lavorato con grande perizia con le parole per farci immaginare lo spazio per i giovani.

L'assessore all'Istruzione Adonella Anselmi di Portoferraio, unica intervenuta è il nostro barlume di speranza che possa esserci uno spiraglio di partecipazione e democrazia.

Speranza che arrivino anche le doverose scuse da parte della Provincia e del Comune di Livorno ai propri giovani concittadini e ai ragazzi e ragazze di Portoferraio insieme a tutti gli insegnanti, unici baluardi ancora in carica nel formare i cittadini.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

lunedì 17 novembre 2014

Giovani sentinelle di cascina e Livorno

Nuove giovani sentinelle a Cascina. Anche qui due incontri in contemporanea non previsti. Ragazze e ragazzi di prima ci hanno accolto per questo primo appuntamento una nella propria classe e l’altra nell’aula video, convinti di proseguire il lavoro dei propri compagni e compagne più grandi, per rafforzare il senso civico e la cittadinanza responsabile per contrastare efficacemente la mafia e le altre organizzazioni criminali. Il tema della cittadinanza si fa sempre più centrale nel nostro progetto perché è necessario la costruzione di un costume politico, morale essenziale alla vita del nostro Paese. Di tutto ciò abbiamo discusso con i giovani, mettendo ben in rilievo i diversi passaggi di questo percorso educativo che li vede protagonisti attivi nella interlocuzione con gli amministratori di Cascina che li accoglieranno nella Sala comunale il prossimo 25 febbraio. Alle 11 ci ritroviamo, dopo un veloce trasferimento sotto una pioggia battente, al Liceo Niccolini di Livorno con una classe terza attenta e interessata ad ascoltare la vicenda di Caponnetto e a parlare di mafia e di connivenze. Indizio ne sono i beni confiscati, anche in terra di Toscana, in provincia di Livorno ve n'è stato uno a Rosignano marittimo, poi assegnato ad usi sociali. A Livorno le giovani sentinelle hanno partecipato al primo appuntamento, ben cinque anni fa, proponendo all'attenzione degli amministratori le condizioni dell'edificio delle terme del Corallo, senza ricevere risposta. Ai giovani del Niccolini abbiamo ricordato quanto sia importante tenere desta l'attenzione anche sui temi sollevati in passato perché non sono accantonati quando gli studenti che li hanno affrontati passano ad una scuola di grado superiore o all'università. Con questo spirito ci auguriamo di creare un clima di solidarietà fra generazioni e una sensibilità comune fra giovani necessaria per costruire legami durevoli e comportamenti moralmente e politicamente giusti. Per quanto sotto traccia, la curiosità era tanta, ma il tempo trascorso troppo in fretta ha lasciato domande senza risposte che ci auguriamo di soddisfare in un prossimo appuntamento. Con loro ci siamo dati appuntamento al prossimo 9 aprile ospiti dell'amministrazione comunale.

domenica 18 maggio 2014

Le Giovani sentinelle sbarcano all'isola d'Elba

Le Giovani sentinelle sbarcano all'isola d'Elba giovedì 15 maggio. Nella sala De Laugier di Portoferraio si sono ritrovati studenti e studentesse delle scuole medie inferiori Pascoli - le classi seconde A, B, C, D, E - e superiori - le classi terza SAB dell'Istituto Brignetti e la classe seconda B del Liceo Foresi - con l'assessora comunale all'Istruzione, Jessika Muti, e l'omologa della Provincia di Livorno, Catalina Schezzini, che ha la delega per le isole, per confrontarsi sui temi scelti dai giovani per questo primo anno di esperienza del progetto. Siamo grati all'amministrazione comunale di Portoferraio che ha sposato il progetto e, nel saluto di apertura, Jessika Muti ha ringraziato studenti e insegnanti per la bella esperienza di questo percorso di formazione a cui si legano altre iniziative dell'amministrazione, tutte intorno al tema della legalità e al rispetto delle regole. Poi è toccato alla Fondazione introdurre i lavori e lo ha fatto ricordando quanto sia importante l'attenzione dei media al progetto - all'incontro è presente TeleElba che lo ha ripreso per intero - e quella delle istituzioni, perché il contributo di ciascuno è necessario alla crescita culturale e civile di studenti e studentesse. I contributi dei giovani sono via via divenuti di grande rilievo e attenti alle emergenze delle comunità in cui vivono, ragazzi e ragazze sono caparbi e tenaci nel non arretrare dinanzi alle difficoltà e alle resistenze che si trovano davanti, lasciano intravedere competenza e passione, intransigenza e nettezza delle posizioni. I primi a rompere il ghiaccio sono stati quelli del Brignetti, Alessia e Francesca, che hanno illustrato il progetto Isola d'Elba: dipendenze? No, grazie relativo alle diverse forme di dipendenza, da droghe, alcol, gioco, mettendone in evidenza i gravi rischi della salute, dipendenze che spesso sono il risultato di una condizione difficile, per le scarse relazioni fra i giovani fuori dall'orario scolastico, perché tutti gli istituti superiori sono a Portoferraio e studenti e studentesse provengono da tutta l'isola, ma non hanno l'opportunità di muoversi nel pomeriggio per i scarsi collegamenti fra i comuni. Loro si impegnano molto nel contrasto alle dipendenze anche partecipando ai progetti come Guida sicura, Camper di notte e altre iniziative analoghe. Sono poi intervenuti i più giovani della scuola media Pascoli. Dalla mafia all'istruzione, il titolo del loro progetto che è frutto di una settimana di studio e ricerche per mettere in chiaro quanto sia importante lo studio, l'apprendimento, la conoscenza e il possesso di strumenti intellettuali per comprendere modi di pensare e di agire delle organizzazioni criminali. Altre due classi hanno invece posto l'attenzione su Il centro giovani che vorrei, uno spazio dove intraprendere attività e trascorrere il tempo con gli amici, libero dalle necessità del consumo, dove poter svolgere delle attività gratuite. Per meglio definire la proposta hanno elaborato un questionario da somministrare a compagni e compagne, facendolo subito con i presenti nella sala, per sondare le diverse esigenze. Le rimanenti due classi hanno invece proposto un video per ricordare quanto vorrebbero vedere e non vedere a Portoferraio. Pur nella apparente diversità delle tre proposte, traspare in modo netto la preoccupazione di questi giovani per gli spazi intorno a loro e quelli a loro riservati, dove trascorrere il tempo libero e fare delle attività, spazi la cui esistenza nega in radice ogni forma di comportamento e compromissione con la cultura mafiosa, spazi dove mettere a valore gli insegnamenti e le sollecitazioni della scuola. Hanno chiuso quelli del Liceo Foresi che hanno proposto la lettera scritta alle istituzioni locali per avere informazioni e per poter esprimere le proprie valutazioni, conoscendo i progetti, relativamente alla nuova sede del Liceo. Questa esigenza di poter dire la propria è molto sentita fra gli studenti e la presenza delle due amministrazioni, comunale e provinciale, ha permesso un dialogo e un confronto aperto, con l'impegno dell'assessora Schezzini di ulteriori appuntamenti per informare e fornire documenti ai giovani. La Fondazione apprezza questi comportamenti degli amministratori e giudica positivamente che un edificio come una caserma, chiusa da tempo sia riaperta e ospiti una scuola. Si augura che questo esempio sia il primo di analoghi, laddove il patrimonio pubblico dispone di edifici liberi, ampi e adatti per ospitare scuole o cose pubbliche senza dover ricorrere a onerosi affitti che assorbono risorse pubbliche senza soddisfare appieno le esigenze dei cittadini. Catalina Schezzini ha espresso apprezzamento per le proposte dei giovani e ha ricordato l'immagine di Antonino Caponnetto dopo la strage di Capaci che, prostrato dal dolore, mise a disposizione dello Stato la sua propria vita, quale esempio di cosa sia servire lo Stato. Ha partecipato al Vertice antimafia immediatamente successivo alla morte del giudice con il bellissimo intervento di Oscar Luigi Scalfaro sulla Costituzione e alla intitolazione delle strade di Pianosa alle vittime di mafia. La scuola è luogo non solo della conoscenza, ma anche luogo per apprendere a prendersi cura di ciò che appartiene a tutti e i lavori dei giovani elbani sono una testimonianza preziosa in questo senso. Il loro impegno non dovrebbe essere disperso ma conservato con attenzione. Jessica Muti ha ricordato di quando era studentessa e del senso di frustrazione provato dinanzi al rigetto delle richieste sue e dei propri compagni, provando un senso di sollievo nel constatare il clima favorevole di confronto e discussione, un contatto quotidiano che è proseguito in queste settimane e che lascia ben sperare in futuro. Di questa collaborazione è testimonianza anche la premiazione dei lavori presentati per il bando una produzione letteraria avente come tema la legalità, premio che ha avuto il contributo dell'agenzia Unipol dell'isola d'Elba. La Fondazione ha chiuso leggendo alcune lettere di ragazzi e ragazze sulla scuola che vogliono, lettere non banali né semplici, ma ricche di grandi sentimenti e di valori. Una bella giornata di confronto, di dibattito e di condivisione, che lascia ben sperare e che costituisce un ottimo esempio di quanto intendiamo noi con percorso di formazione. Con i giovani elbani ci siamo dati appuntamento alla Conferenza finale di ottobre. Ida Goglia Referente per l'Elba della Fondazione Via Baldasseroni, 25 - 50136 Firenze Tel. e fax 055 2478574 cell. 333 4875190 tutor@giovanisentinelledellalegalita.org domenico.bilotta55@gmail.com scuola@antoninocaponnetto.it http://www.antoninocaponnetto.it http://www.giovanisentinelledellalegalita.org http://giovanisentinelle.blogspot.com/