Visualizzazione post con etichetta anghiari. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta anghiari. Mostra tutti i post

martedì 5 novembre 2019

Le giovani sentinelle iniziano un nuovo anno in difesa dei valori Costituzionali

Lunedì 4 novembre hanno preso il via gli incontri delle Giovani sentinelle in Toscana. 

Nonostante i tagli ai già pochi finanziamenti, non possiamo dire no alle richieste di tante scuole, agli insegnanti e alle migliaia di giovani che vogliono essere protagonisti del proprio futuro. Per rispondere ai loro bisogni, non lasciarli soli, questa mattina abbiamo tenuto quattro incontri: due in provincia di Firenze e due in provincia di Arezzo.

Nella città di Petrarca a darci il benvenuto sono i giovanissimi della classe prima del Liceo Piero della Francesca con i loro storici insegnanti, Daria Meazzini e Agostino Fabbri, nostri compagni di viaggio oramai da dieci anni. 

Ad aprire i lavori, una canzone di Fiorella Mannoia, il cui testo racchiude l’intendimento e il programma non solo della scuola aretina ma - siamo certi - di tutte le scuole e di tutto il progetto Giovani sentinelle. Mentre scorreva il testo: «È una regola che vale in tutto l’universo. Chi non lotta per qualcosa ha già perso. E anche se il mondo può far male non ho mai smesso di lottare», ancora una volta il linguaggio della musica faceva riflettere più di ogni altra cosa: i tanti temi affrontati in questi anni con impegno ed entusiasmo da parte di ragazzi e ragazze guidati da insegnanti coraggiosi: contro le dipendenze, in difesa dei monumenti e dei propri territori, immigrazione, contro il razzismo, in difesa dei più deboli, contro il bullismo, la violenza sulle donne e tanti altri temi. 

Ad Arezzo e in alcune altre città, questi temi sono passati nell’indifferenza più totale da parte di alcune amministrazioni locali.

Ci vengono in mente le parole di Antonino Caponnetto quando incitava i giovani a non  mollare dicendo: le battaglie in cui si crede non sono mai perse! O una famosa frase: resistere, resistere, resistere. E dopo i fattacci degli ultimi tempi siamo ancora più convinti di stare accanto, o ancora meglio, dentro il tempio della scuola!

Di tutt’altra natura l’appuntamento dei giovani di Anghiari. All’ingresso della scuola ad attenderci il sindaco e l’assessore che pur non coinvolti in questa prima fase hanno voluto far sentire la loro vicinanza con un saluto ai giovani cittadini, alle loro nuove proposte. Due anni fa i ragazzi hanno chiesto al loro sindaco la progettazione di cestini per i rifiuti, in particolare delle cicche delle sigarette, prevedendo anche una cartellonistica per la sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente, da collocare nel loro splendido centro storico. 

Il progetto che coniuga tradizioni, arte e bellezza è stato interamente realizzato da ragazzi e ragazze ed è in fase esecutiva. Subito dopo partendo dalle esperienze vissute è nato un interessante dibattito anche sulle basi di quello appena concluso con i loro coetanei di Arezzo. È emerso la necessità di cambiare strategie grazie anche ai confronti avuti dalle conferenze finali. La scelta soprattutto nei terzi appuntamenti provinciali di maggio, di non rincorrere quelle istituzioni che hanno mancato gli appuntamenti o sono state restie al confronto o a concedere le sale. Il confronto avverrà fra scuole della stessa provincia che si confronteranno sui singoli temi scelti facendoli propri e, nel contempo, dividendosi in gruppi e tenendosi in rete, prepareranno le conferenze finali del prossimo ottobre che le vedrà protagoniste e partecipi al confronto con senatori e deputati. Un altro punto emerso nella mattinata è stato il bisogno di coinvolgere e cercare coesioni con altri loro coetanei sotto la regia dei loro insegnanti. 

Quelli del liceo di Anghiari, non essendo più sotto la direzione di Arezzo, ma facendo parte dell’IIS G. Giovagnoli di San Sepolcro, hanno deciso di coinvolgere nel progetto coetanei e coetanee del nuovo istituto chiedendoci di ritornare in questa nuova scuola per il 14 di novembre. Abbiamo subito accettato la loro proposta in contrapposizione a chi, con i tagli a finanziamenti ai progetti di educazione civica, pensa che non sia più un’emergenza il fascismo, il razzismo  o che i mafiosi, che si sono macchiati di decine e decine di delitti non meritano l’ergastolo, dimenticando che cosa nostra pur di fare abrogare o attenuare il regime dell’articolo 41bis del Codice penale ricattò lo Stato negli anni 1992-1994 a suon di bombe.

Del terzo appuntamento, occasione di scambio e condivisione fra studenti e studentesse che vengono da scuole e da esperienze diverse in modo da sedimentare i temi oggetto di riflessione e approfondimento in più luoghi, di promuovere la migrazione delle buone idee e delle pratiche di cittadinanza fra gruppi più estesi, abbiamo parlato con giovani e giovanissimi di Bagno a Ripoli. Prima con i più grandi delle tre classi dell’Istituto Volta Gobetti, veterani che hanno partecipato al percorso lo scorso anno e hanno messo a punto uno sciroppo antifumo, poi con le due classi, una prima e una terza, della media del Comprensivo Antonino Caponnetto sempre dello stesso Istituto.

In tutte e due i casi abbiamo voluto sottolineare il tema della responsabilità che ciascuno e ciascuna ha nella scelta di non voltarsi dall’altra parte, di non essere complice dell’indifferenza e della assenza di giudizi di fronte alle vicende umane. In questo brodo di coltura cresce la grande criminalità e il male diviene banale. Lo scambio e la discussione lasciano ben sperare che si irrobustisca un costume civico coerente con i nostri valori costituzionali.

Le giovani sentinelle iniziano un nuovo anno in difesa dei valori Costituzionali



Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 26 febbraio 2019

Secondo appuntamento delle giovani sentinelle di Anghiari (AR) che avviano il dialogo con la propria Amministrazione locale



Lunedì 25 Febbraio siamo nella città della celebra battaglia dove i fiorentini, come ricordava Machiavelli, vinsero sui milanesi per aver retto meglio in groppa ai propri cavalli!

Nello splendido centro storico, nella sala consiliare di palazzo Pretorio, sede del Comune di Anghiari, siamo stati accolti dall’assessore all’Istruzione Angela Cimbolini, da un gruppo di cittadini e associazioni.  

Ad essere protagonisti sono stati i ragazzi e le ragazze del plesso del Liceo Artistico Piero della Francesca. 

Piccolo plesso con pochi ragazzi ma con una grande tradizione. Fra queste mura medievali vi è la scuola museo dove ancora oggi si trasmette l'antico sapere dei maestri d'arte del legno. Oltre ai giovani del proprio territorio, ne accoglie ogni anno altri da tutto il mondo che vogliono perfezionare l’arte dell’intaglio e delle tecniche di restauro antico, capaci di restituire qualunque oggetto al suo primitivo splendore.

Nel piccolo borgo si respira un clima culturale, la scuola e gli allievi sono abituati all’accoglienza idonea a risvegliare la sensibilità dei ragazzi e produrre quella consapevolezza della realtà che li circonda e il tema da loro scelto ne è la prova: Le parole dell’odio. Il titolo non poteva esprimere meglio il disagio che si prova nel vedere quotidianamente, in programmi spazzatura o in rete, parole cariche di odio e di razzismo, una società che vive sempre di più la contrapposizione ed evita il confronto.

I ragazzi guidati dalla loro insegnante referente Rosaria Cafiero hanno iniziato con un’analisi delle ragioni dell’odio proposta con l’ausilio di slide: si prova odio dopo aver subito un’ingiustizia o condividendo sentimenti legati al razzismo. Si usano parole d’odio perché protetti dall’anonimato dei social. 

Oppure nasce dal pregiudizio. I ragazzi hanno raccolto una serie di interviste dove tutti gli intervistati asseriscono di non essere razzisti, facendo seguire la dichiarazione da un “ma” infinito dove fa da padrona sottocultura, ignoranza, intolleranza, pregiudizi di ogni genere! L’analisi prosegue individuando l’odio nella paura del diverso, del disagio sociale. 

Si sono poi soffermati su un filmato realizzato da ragazzi che espongono cartelli inneggianti l’odio con frasi ingiuriose in luoghi affollati, filmato che fa ben vedere l’indifferenza dei passanti assuefatti da tali comportamenti. Ancor peggio, ci sono politici che sfruttano tali fobie e paure per fini propagantistici! Ancora una volta la storia si ripete.

Al termine della loro esposizione, i ragazzi hanno chiesto alla propria Amministrazione di discutere nel Consiglio Comunale e aderire al Manifesto della comunicazione Non ostile il cui contenuto alleghiamo nel file delle foto. 

Hanno aggiunto altre proposte su come organizzare una conferenza sulle fake news che generano odio; una campagna di sensibilizzazione sulla comunicazione non ostile con manifesti e volantini. Stanno lavorando anche ad una pubblicità progresso attraverso un filmato.

Infine sono state lette delle poesie riguardante l’odio, ne riportiamo una, mentre ne abbiamo allegate altre nel file:

Parole d’odio
Di terrore
Non portano di certo amore
Nei social tu puoi dire
Sol parole per ferire
Non son di certo intelligenti
Ma le usano i perdenti
(Jacopo Carli)

Un ragazzo armeno ne ha letta una del suo Paese traducendola.

Angela Cimbolini ha ringraziato i giovani e la scuola e si è impegnata a proporre in Consiglio l’adesione al  Manifesto della comunicazione Non ostile

In un clima sereno da fare invidia ad un seminario, hanno preso la parola alcuni cittadini ed esponenti delle associazioni ed ognuno di loro si è dichiarato disponibile a lavorare con i giovani  condividendo con loro le proposte arricchendo con il proprio contributo il tema della serata.

Anche la Fondazione proporrà, attraverso i report e gli incontri futuri, alle scuole del progetto di fare propria questa proposta e ai Comuni di votare nel proprio consiglio l’adesione al Manifesto della comunicazione Non ostile. Inoltre nella Conferenza finale di ottobre proporremo un intervento da parte dell’OSCAD (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori) della Polizia di Stato, nostra partner per costruire insieme un percorso comune.

Ha chiuso Mher Sargsyano, studente armeno, citando una frase spesso usata da Winston Churchill ripresa da Sri Chinmoy: «Ieri ero intelligente, ecco perché volevo cambiare il mondo. Oggi sono saggio, ecco perché sto cambiando me stesso ".



Con questa massima non potevamo chiudere meglio la serata e ci siamo dati appuntamento con le sei scuole della provincia di Arezzo per lunedì 13 maggio dalle ore 9 alle 13.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 6 novembre 2018

Due appuntamenti con le giovani sentinelle di Anghiari (AR) e Venezia

Lunedì 6 novembre le giovani sentinelle sono impegnate in Toscana e in Veneto.

Al Liceo Piero della Francesca, sede di Anghiari, ci siamo ritrovati con i veterani della seconda classe che hanno deciso di proseguire con la fondazione e con i tanti coetanei e coetanee nello sperimentare modalità di cittadinanza attiva e responsabile.

Abbiamo ripreso con loro il ragionamento da Antonino Caponnetto e abbiamo approfondito le trasformazioni della mafia che si insinua nel tessuto legale della società e dell’economia, mettendo a repentaglio la convivenza civile, le regole del nostro stare insieme, la libertà e la democrazia. 

Grazie ad una interlocuzione serrata abbiamo rilevato i mutamenti significativi dei comportamenti mafiosi e i nuovi compiti di cittadini e cittadine.

Soddisfatti dell’esperienza dello scorso anno con la realizzazione del cestino dei rifiuti da loro progettato che presto punteggerà lo spazio urbano ragazzi e ragazze proseguiranno con decisione nella fatica di essere cittadini attivi e responsabili. Con loro ci siamo dati appuntamento al prossimo lunedì 25 febbraio 2019.

Il secondo degli appuntamenti è con i giovani dell'Istituto Algarotti. 
 
In Laguna sotto una pioggia battente e al piano terra dell'edificio già con alcuni centimetri d'acqua (previsione di acqua alta!) ad accoglierci una classe terza insieme alla propria insegnante, Patrizia Locatelli. La classe, per lo più ragazze, hanno seguito l'incontro con attenzione, prendendo appunti delle varie fasi e dell'articolazione del progetto accettando la proposta di mettersi in gioco e divenire protagonisti attivi del loro territorio. 

Abbiamo fatto riferimento alle esperienze dei propri compagni più grandi negli anni passati: con grande passione si sono occupati di gioco d'azzardo in collaborazione con la Prefettura di Venezia o della questione più specifica riguardante le Guide turistiche abusive, tema a loro caro. 
 
Tante le problematiche affrontate e tanta la passione, nonostante il forte impegno nessun cambiamento, né sviluppo! Abbiamo ricercato le cause, i perché. Come abbiamo più volte osservato, le insegnanti coraggiose, le partigiane dei valori, come le definiva Antonino Caponnetto,  rimangono spesso sole nel compito di formare i giovani sul sentiero della legalità e della cittadinanza, sono costrette a limitare il loro “raggio di azione” alla propria classe. 

Abbiamo chiesto a ragazzi e ragazze di capovolgere questa situazione facendo leva sulla propria passione, di dare seguito alla loro esperienza con tenacia e ostinazione facendo partecipi altre classi, non rimanendo soli ed esigendo dai propri insegnanti quella trasversalità dell’educazione alla cittadinanza come parte del diritto allo studio, al sapere. 
 
Con questi auspici ci siamo lasciati dandoci appuntamento a giovedì 7 Marzo nella sala consiliare con amministratori e cittadini, con l'augurio che ci sia ascolto, confronto e voglia di elaborare proposte insieme come è accaduto con i loro coetanei di Anghiari.



Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

domenica 3 giugno 2018

23 maggio Arezzo Insieme per non dimenticare








«È finito tutto!» l’esclamazione di Antonino Caponnetto alla morte di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta con la quale confessava tutta la sua impotenza e la sua disperazione ebbe un’eco fortissimo e una durata brevissima. 

A far cessare quel senso di impotenza e di disperazione furono ragazze e ragazzi, davanti al tribunale di Palermo, riuniti per il funerale di Paolo Borsellino e degli agenti di scorta. 

Il loro appello: «Caponnetto non ci lasciare, chi ci difende ora?» scosse Antonino Caponnetto che – come avrebbe dichiarato qualche tempo dopo – tornò subito sui suoi passi e promise solennemente, nell’orazione laica pronunciata al funerale di Paolo Borsellino, che non avrebbe mai lasciato soli Giovanni, Paolo e gli agenti della scorta, avrebbe raccontato delle loro vicende, avrebbe testimoniato del loro impegno e dei valori cui erano fedeli, fino a quando le sue forze lo avrebbero sorretto.
 
E Antonino Caponnetto mantenne la sua promessa girando in lungo e in largo l'Italia, raccontando le vicende umane e professionali dei due giudici, l’impegno contro la mafia e contro ogni ingiustizia sociale. Dopo la sua morte la Fondazione a lui dedicata onora quel suo giuramento solenne dando seguito al compito che si era proposto, senza arretrare, denunciando ipocrisie e falsi impegni, quegli stessi atteggiamenti che portarono all’isolamento di Giovanni e Paolo.

Insieme per non dimenticare 365 giorni all'anno!

Lo dobbiamo a loro e a tutti i martiri vittime di mafia. Vogliamo ricordare pure chi è sopravvissuto come Giovanni Paparcuri, autista del giudice Chinnici, Angelo Corbo, Gaspare Cervello, Paolo Capuzza, agenti di scorta, e Giuseppe Costanza, autista di Giovanni Falcone, Antonino Vullo, agente di scorta di Paolo Borsellino, o tanti altri dimenticati dallo Stato. Molti di loro non riescono ad incontrare i figli dei loro colleghi morti,  vivono con i rimorsi e i sensi di colpa per essere sopravvissuti.

Insieme per non dimenticare, loro lo praticano. Giovanni Paparcuri, dopo essere stato autista del giudice Rocco Chinnici e aver collaborato come esperto informatico è stato collocato in pensione come semplice commesso, da pensionato ha voluto raccogliere i ricordi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino trasformando le due stanze dei magistrati in un museo all'interno del tribunale di Palermo che accoglie migliaia di giovani. 

Angelo Corbo è stato dimenticato dallo Stato anche nei momenti di più acuta sofferenza per i ricordi della vicenda di cui è stato vittima. Angelo e Giuseppe Costanza e tanti altri offrono le proprie testimonianze nelle scuole, aprendo quotidianamente la loro ferita e suturandola magicamente con la propria narrazione, con la condivisione, con le emozioni che suscitano.

Poi ci sono tanti uomini e donne di buona volontà. Non eroi, pensatori e sognatori che non amano i compromessi, che provano emozioni. Questi uomini e donne hanno riempito, il 23 maggio, le piazze del nostro Paese ed hanno risposto a Palermo. Nel nostro piccolo lo abbiamo fatto ad Arezzo, a Porto Tolle, a Bagheria.

Abbiamo dato voce ai ragazzi e alle ragazze di Paolo, Giovanni e nonno Nino Caponetto affinché le loro idee continuino a camminare sulle gambe di tanti giovani accompagnati da un esercito di insegnanti partigiani di valori.
Nel teatro Tenda di Arezzo gentilmente concesso dal Comune abbiamo accolto la proposta del Ministero dell’Istruzione e della Direzione Generale per lo Studente, nella persona di Giovanna Boda, abbiamo aderito alla chiamata di Insieme per non dimenticare e malgrado le difficoltà dei tempi ristretti, risolte dall'esercito di uomini e donne di buona volontà, ragazzi e ragazze hanno risposto con entusiasmo. 

Dopo il filmato che ricordava i terribili momenti delle stragi e le testimonianze di Giovanni e Paolo recuperate nell'archivio Rai, altre immagini hanno documentato la risposta della società civile con le esperienze ripetute negli anni della Nave della legalità.  

A dare il benvenuto il vicepresidente del Consiglio comunale, Angelo Rossi, che ha ringraziato i giovani e la Fondazione per l’impegno a tenere viva la memoria del 23 maggio e per la tenacia a sostenere questi percorsi educativi alla cittadinanza e a favore della cultura della legalità. Hanno poi preso la parola il presidente della Consulta degli studenti della Toscana e quelli della Consulta di Arezzo accompagnati da Antonella Bianchi dell'Ufficio Scolastico Regionale della Toscana.

A dare il via ai lavori veri e propri sono stati i giovani del Liceo Artistico Piero della Francesca, sempre attenti alle tematiche del disagio giovanile. Negli anni hanno affrontato le questioni del bullismo, delle dipendenze da alcol, della cura e della conservazione dei beni architettonici. Quest’anno si sono occupati di sostanze stupefacenti con approfondimenti e testimonianze tratte dalle interviste fatte dopo una visita alla comunità di San Patrignano e lette con bella voce da Grazia Nazzaro. Hanno realizzato un questionario somministrato ad oltre 1000 giovani e adulti e concluso con interventi da parte del Sert di Arezzo e di altri esperti. Tutto il lavoro ha avuto la guida dei loro insostituibili insegnanti, Agostino Fabbri e Daria Meazzini, e il sostegno del loro dirigente scolastico, Luciano Tagliaferri. 

Hanno poi preso la parola i coetanei del plesso di Anghiari dello stesso Istituto che hanno messo al centro del loro lavoro il tema del rispetto dell'ambiente, in particolare la cura e la conservazione del loro borgo medievale. Hanno disegnato alcuni modelli di cestini da collocare all'interno del centro storico che hanno proposto all’amministrazione comunale e quello scelto sarà presto collocato nel centro del comune, come ha confermato il sindaco, Alessandro Polcri, e l'assessore alle Politiche sociali, Valentina Zoi che hanno accolto le proposte dei giovani e le hanno proposte in Giunta e nel Consiglio. Non poteva esserci esempio migliore per definire lo spirito e l'obiettivo del progetto I giovani sentinelle della legalità, di giovani che si prendono cura dei beni comuni e di istituzioni locali vicine ai propri cittadini favorendo la loro partecipazione e dando ascolto alle esigenze e alle sollecitazioni di cittadini e cittadine.

Anche i più piccoli del comprensivo Dovizi di Bibbiena con la loro insegnate Vanda Mancini e con il presidente del Consiglio comunale Francesco Frenos hanno offerto un bell’esempio di cura della propria scuola. Come è già accaduto a Bagno a Ripoli, Agliana, Monsummano e in tante altre scuole dove si denunciava spesso il degrado dell’edificio scolastico, i giovanissimi di Bibbiena hanno coinvolto genitori, nonni, artigiani chiedendo loro aiuto per ripulire e rendere più bella la propria scuola, trovando ascolto nell’amministrazione locale con risultati buoni.
I compagni e le compagne più grandi dell’Istituto Enrico Fermi sempre di Bibbiena hanno affrontato il tema della vendita degli alcolici ai minori. Hanno studiato le normative che la regolano e hanno proposto alla propria Amministrazione maggiori controlli, aggiungendo il proprio impegno in una campagna di sensibilizzazione sul territorio.

Ad approfondire meglio il tema sull'alcol è stato molto utile l'intervento di Valentino Patussi, Direttore del Centro Alcologico di Firenze. Il suo racconto informato e stimolante è il contributo che la Fondazione offre alle scuole che vogliono l’approfondimento di un esperto, l’analisi di chi è impegnato in prima persona, la riflessione di chi si occupa professionalmente di una determinata questione. Le parole e le sollecitazioni di Valentino Patussi sono il frutto della condivisione di idee e valori della Fondazione e dell'Associazione Generazioni Contatti. Con il suo presidente, Matteo Lucherini, con Valentino Patussi e con Bruno Lo Cicero, esperto in Comunicazione, abbiamo avviato la collaborazione con l’incontro di Firenze del 2 maggio con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sugli stili di vita, allargando la riflessione a tutti gli aspetti, non solo quelli strettamente legati alla salute ma anche ai temi più generali della cittadinanza e del rispetto di regole e di uomini e donne.
A ravvivare la mattinata ci ha raggiunto con un po’ di ritardo Alessandro Greco, conduttore Rai della trasmissione Zero e lode. Il suo contributo e la sua professionalità hanno allietato la platea chiamando i ragazzi sul palco e intervistandoli.

I giovani dell'Istituto Professionale per l'Agricoltura di Firenze hanno presentato un bellissimo cortometraggio dal titolo I like you sul tema del contrasto al cyberbullismo e i coetanei dell'Istituto Professionale Leonardo da Vinci di Firenze un docu-film dal titolo Uomini e no, storie di ordinario razzismo. Soluzioni di ordinaria umanità. Splendide testimonianze di una scuola e di insegnanti cui sta a cuore la formazione dei propri allievi e allieve. Il nostro dispiacere più grande è di aver potuto vedere solo una parte piccola di entrambi, ma quanto abbiamo potuto vedere è stato molto bello ed emozionante. Abbiamo proposto alle scuole presenti e all'Ufficio Scolastico Regionale della Toscana di promuovere insieme la visione di questi filmati nelle scuole che affronteranno queste tematiche e, in generale, favorire la migliore diffusione di video e altri lavori in modo che le buone pratiche migrino con facilità da una scuola all’altra.

Spiace che dopo il bell’intervento di Bruno Lo Cicero che ha guidato ragazze ragazzi a scoprire i meccanismi della comunicazione in alcune delle sue pieghe più significative non vi sia stato tempo per le testimonianza delle altre scuole: Galileo Galilei di Arezzo, l'Istituto Professionale Margheritone di Arezzo, Liceo scientifico Enriques di Castelfiorentino e l’Istituto Pesenti di Cascina, scuola pilota del progetto. Ci conforta l'esempio del Convitto Nazionale Cicognini di Prato che ha spontaneamente rinunciato a parlare perché entusiasti degli interventi che hanno ascoltato per comprendere meglio tutto il percorso formativo.

E ci confortano la maturità e l’altruismo di studenti e studentesse che hanno esortato a desistere dall'intervento fuori luogo il proprio insegnante che protestava perché i giovani non avevano potuto prendere la parola, mentre i ragazzi e le ragazze si dichiaravano soddisfatti perché alcuni degli interventi che avevano affrontato lo stesso loro tema aveva offerto loro spunti e riflessioni, consentendogli di vedere la questione da un'altra angolazione.
Non potevamo chiudere meglio una giornata così ricca di emozioni e di riflessioni. Avremo ancora tanti ostacoli, ipocrisie, apparenze, lungo questo nostro cammino, ma con Antonino Caponnetto possiamo dire: «le battaglie in cui si crede non sono mai perse». 

Al lavoro quindi per unire uomini e donne di buona volontà.

Clicca sul link di sotto e scarica il filmato

domenica 18 marzo 2018

Le giovani sentinelle di Anghiari

Martedì 13 marzo sono le giovani sentinelle di Anghiari a cimentarsi non nell’arte della battaglia ma in quella più nobile del confronto e dell’impegno. 

Nel bel teatro comunale dei Ricomposti, edificio settecentesco a pianta ovoidale, a dare il benvenuto a studenti, insegnanti e cittadini è il sindaco Alessandro Polcri accompagnato dall’assessora all’Istruzione Angela Cimbolini che ha aperto i lavori. 

Ancora una volta, e ne siamo felici, l’amministrazione comunale condivide con la Fondazione questo percorso di educazione alla legalità e alla cittadinanza per i giovani del proprio territorio. Due gli istituti che partecipano: l’Istituto comprensivo di Anghiari e Monterchi con il loro tema Il peso delle parole (analisi sul bullismo attraverso ingiurie, calunnie) e il Liceo Artistico Piero della Francesca plesso di Anghiari con il tema Rispetto dell’Ambiente: aiuta i rifiuti a trovare la strada giusta.

Con l’ausilio di slide e guidati dalle proprie insegnanti ragazzi e ragazze del comprensivo hanno raffigurato e analizzato, attraverso le immagini, il peso che ha la parola nel bullismo che – sottolineano - non è affatto lieve e delicata come la brezza estiva ma è dirompente e ha il peso di un uragano, lasciando ferite profonde che spesso rimangono nella mente ed emergono quando si è soli e tristi.

Ogni ragazzo e ragazza da una definizione della parola, e fanno notare che la parola stessa non è concessa ad alcun altro essere vivente per poter comunicare sentimenti, emozioni, osservazioni, concetti ed altro. Attraverso le parole ognuno può dare a qualcun altro la massima felicità oppure la totale disperazione e per questo motivo la parola può essere un’arma pericolosa.

Dal confronto fra il bene e il male sono passati poi a ricordare l’uso delle parole nella storia: Hitler le utilizzava per fomentare l’odio razziale; Martin Luther King con la sua famosa frase l have a dream emanava serenità e la stessa intonazione della voce faceva sembrare le sue parole una melodia.
Hanno approfondito il loro tema con la visione del cortometraggio Vorrei essere Belen realizzato dal Liceo classico di Latina contro la discriminazione o Wonder, video che fa notare come le persone spesso giudicano dal solo aspetto esteriore. Hanno concluso il loro intervento con le parole di Martin Luther King: «non ho paura della cattiveria dei malvagi ma del silenzio degli onesti».

E con questa frase hanno proposto all’Amministrazione e ai genitori presenti di collaborare ad una campagna di sensibilizzazione contro questo fenomeno che sta diventando sempre più preoccupante.
Hanno preso la parola i ragazzi più grandi del Liceo Artistico con il loro tema sull’ambiente e i rifiuti e in particolar modo sul numero strabiliante di cicche di sigarette che si trovano in uno dei pochi parchi di Anghiari: Campo alla Fiera, luogo di incontro di giovani, bambini, anziani.

Si sono chiesti perché è tanto difficile per le persone utilizzare i cestini, oppure fare la differenziata? O ancora portare alla piattaforma ecologica (fanno notare che ad Anghiari funziona bene), i rifiuti ingombranti o tossici (come le batterie delle macchine) che vengono abbandonati vicino ai cassonetti? Bisogna quindi incidere sulla coscienza collettiva e in particolare sull’educazione alla cittadinanza. Le tantissime cicche abbandonate compromettono il paesaggio e per alcuni dei ragazzi sono un’ossessione.

Aiutati ancora una volta con delle slide hanno messo in rilievo le conseguenze: sono partiti dalla legge proprio sui mozziconi di sigarette, disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali. La disciplina prevede per i rifiuti di prodotti da fumo che i comuni provvedano a installare nelle strade, nei parchi e nei luoghi di alta aggregazione sociale appositi contenitori per la raccolta dei mozziconi e dei prodotti da fumo o altro quali scontrini, fazzoletti di carta e gomme da masticare. Ne è vietato l’abbandono sul suolo, nelle acque, nelle caditoie e negli scarichi chi non rispetta la legge dovrà pagare una multa dai 30 ai 150 euro. Finalmente una legge ad hoc!

La legge stabilisce che la metà dei proventi derivanti dalla riscossione delle multe dovrà servire ai comuni per lanciare campagne di informazione e sensibilizzazione e per la pulizia del sistema fognario urbano.
Fanno notare che il problema dell'inquinamento da cicche è reale e finora è stato trascurato, i mozziconi di sigaretta, sono tanto inquinanti e pericolosi per l’ambiente e per la salute quanto i rifiuti industriali. Uno studio dell'Enea e dell'Asl di Bologna mette in evidenza il potenziale inquinante delle cicche di sigarette sul territorio italiano con numeri significativi: 13 milioni di fumatori, il numero medio di sigarette fumate da ciascuno ogni giorno è di 15 sigarette per cui ogni anno sono 72 miliardi di cicche.

La ricerca valuta che il carico nocivo immesso nell'ambiente è pari a 324 tonnellate di nicotina, 1.440 tonnellate di catrame e 12.240 tonnellate di acetato di cellulosa. Se si considera che ogni mozzicone è lungo circa tre centimetri, messi l’uno accanto all’altro coprirebbero il percorso di 51 mila chilometri, distanza superiore quindi alla circonferenza terrestre.

La stessa ricerca, propone di adoperare le cicche di sigaretta come biomassa da cui ricavare calore ed energia.
Ragazzi e ragazze propongono quindi al sindaco in qualità di tutore della legalità l’impegno nel perseguire il loro progetto. Da parte loro hanno consegnato 5 proposte di progettazione di cestini che farebbero invidia a blasonati studi di architettura. Hanno coniugato il loro lavoro tenendo in considerazione il loro centro storico, le tradizioni, l’arte, i materiali. Altre 5 proposte invece riguardano la cartellonistica per la sensibilizzazione e il rispetto dell’ambiente.

Nel prendere la parola il Sindaco non sono mancate le lodi al lavoro svolto da entrambe le scuole ma neppure l’impegno a sostenere le loro idee sia nella realizzazione dei cestini, sia per una campagna di sensibilizzazione attraverso una cartellonistica.

La Fondazione è fiera di questi comportamenti e a 10 anni dal via del progetto vede i frutti di tanto impegno nelle proposte della scuola per irrobustire il senso civico di comunità che vogliono vivere con dignità.
Con i giovani protagonisti della serata che hanno regalato, come tanti altri loro coetanei di altre città, emozioni e speranza, ci siamo dati appuntamento per giovedì 10 maggio ad Arezzo.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola